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Archivio per la categoria ‘gay’

3P: Panorama, preti, presidenti

Con una copertina aderente allo stile del settimanale, Panorama pubblica oggi un pessimo articolo – ampiamente pubblicizzato già ieri – sulla vita notturna di alcuni preti omosessuali mischiando omofobia e pruderie, gossip di bassa lega e disinformazione. La copertina: due mani giunte con un rosario e lo smalto rosa sulle unghie. Non sappiamo chi siano i grafici di Panorama e non sappiamo che luoghi e quali omosessuali frequentino, ma diciamolo con franchezza: con quell’immagine molto old style vuole associare l’idea dello smalto, simbolo stereotipato della femminilità, all’omosessualità facendo l’equazione “gay = donna”. Nulla di più falso, nulla di più stantio.
Tornando invece all’articolo vero e proprio vi si legge solo di preti adescati e filmati anche durante rapporti sessuali senza il loro consenso in barba alla filosofia sulla privacy. Anche questa volta il filmato ha un solo scopo che non è certo fare un’inchiesta su un illecito o su un malcostume:
- perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole: tutti ricorderanno il servizio di Exit, il programma di La7 condotto da Ilaria D’Amico.
-perché due persone adulte e consenzienti che hanno un rapporto sessuale consensuale non commettono alcun reato
-perché si prova a sputtanare una categoria, quella dei preti, che vengono cosi accomunati tutti, indiscriminatamente, a viziosi, ma non ci è dato però di sapere cosa pensino questi uomini dell’omosessualità e come la vivono
-perché si prova a sputtanare una comunità, quella delle persone gay che vengono – ancora una volta – mostrate come interessate solo al sesso promiscuo.
Ci sembra ovvio che ci sono un sacco di preti eterosessuali e ci aspettiamo quindi che per contraddire le nostre supposizioni e dimostrare che l’intento era solo di informare dell’esistenza di un fenomeno Panorama faccia anche un reportage su quei preti eterosessuali che hanno rapporti con prostitute, che hanno relazioni stabili e a volte figli.
Di fronte a questo servizio, è da notare che il vicariato di Roma, al contrario dei casi di pedofilia, che vengono insabbiati o sminuiti, chiede ai preti omosessuali di venire allo scoperto e di rinunciare ai “benefici” – che credevamo non esistessero – derivanti dallo status clericale.
Esprimiamo anche forti perplessità per le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’associazionismo gay che nel tipico sport della corsa al comunicato e alle dichiarazioni a mezzo stampa, invece di rinunciare ad un contributo allo sciacallaggio messo in atto da Panorama, confessano esperienze personali, danno numeri e aiutano a definire topologia e vademecum per partecipare a questi incontri.

Aurelio Mancuso: “Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l’omofobia”

Aurelio Mancuso

La notizia dell’approvazione del progetto di legge per le nozze gay in Argentina ha entusiasmato il movimento Lgbt italiano, che però, attraverso le parole di Aurelio Mancuso, ammette, allo stesso tempo, tristezza e desolazione per la situazione italiana:

“Come persone lgbt italiane siamo particolarmente contente che in Argentina, paese legato al nostro Paese per storia e cultura, siano stati approvati, grazie all’impegno dell’attuale governo, i matrimoni gay. Naturalmente questo non può che farci riflettere sull’incapacità della classe politica italiana di affrontare la questione del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali”

In Italia, infatti, non si è riusciti nemmeno ad attuare una legge contro l’omofobia, figuriamoci pensare ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ricordando il grande impegno di Paola Concia a Montecitorio, Mancuso approfitta della notizia per invitare alla riflessione:

“Anche per la comunità lgbt italiana è giunto il momento di aprire una vera riflessione rispetto alle strategie da mettere in campo, perché è del tutto evidente che stiamo patendo una dura sconfitta rispetto all’enorme impegno profuso in questi ultimi decenni. Qualcosa non funziona e dobbiamo essere più efficaci, meno ideologici, sconfiggendo prima di tutto la sfiducia che si sta pericolosamente ampliando nella comunità lgbt”

La stessa Concia, nel pomeriggio, ha rilasciato una dichiarazione simile a quella di Mancuso:

“La decisione del Senato, che ha istituito i matrimoni omosessuali, riconoscendo ai coniugi diritti quali la sicurezza sociale e il congedo familiare, e’ un’ottima notizia, che testimonia come anche in un Paese a larghissima maggioranza cattolica si possa avere un dibattito serio sul tema dei diritti. L’unico peccato e’ che quel Paese non sia l’Italia, ma l’Argentina”

Sfiducia. Parola chiave dell’intera situazione Lgbt italiana. Non pare essere rimasta molta speranza, i Gay Pride purtroppo servono a poco e non ottengono concretamente nulla. Si risolve in una manciata di giornate mal sopportate che però vengono concesse come un favore innegabile. Ma dopo si torna alla violenza, ai diritti negati, all’omofobia e a nessun passo in avanti. Si pensa di essere in un punto fermo anche se, purtroppo, non ci si accorge che, forse, stiamo arretrando sempre più.

Foto | Aostasera

Aurelio Mancuso: "Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l'omofobia" é stato pubblicato su queerblog alle 19:01 di giovedì 15 luglio 2010.


Aggressione omofoba in un locale durante una festa Arcigay?

Aggressione Gay Trento

E’ emerso un altro apparente caso di omofobia, denunciato da alcuni ragazzi del forum di Gay.tv: durante la notte del 10 luglio, in un locale vicino a Trento che aveva ospitato una serata organizzata dall’Arcigay, due giovani studenti universitari sarebbero stati picchiati dal gestore. La coppia era andata in bagno e si era chiusa all’interno della toilette, insieme, e il proprietario del discopub li avrebbe raggiunti: una volta usciti, i due sarebbero stati presi a calci e pugni. E’ scattata poi la denuncia e l’uomo avrebbe dato dichiarazioni poco chiare riguardo all’accaduto.

Uno dei due ragazzi è stato accompagnato all’ospedale Santa Chiara, dove gli hanno medicato le ferite dovute alla violenza e documentato i segni dell’aggressione. Arcigay Trentino, contattata telefonicamente dai giovani in merito alla vicenda, avrebbe espresso neutralità:

“Non abbiamo visto la scena, quindi non possiamo prendere nessuna posizione in merito”

Il ragazzo che ha voluto denunciare la violenza ha poi sentito l’esigenza di raccontare il tutto al portale, per sensibilizzare in qualche modo l’opinione pubblica e dimostrare come l’omofobia sia sempre più ingestibile:

“Vorrei, attraverso questa mia esperienza, sensibilizzare l’opinione pubblica qui in Trentino e in tutta l’Italia, perché non è più possibile continuare a non accorgersi di quanto sta succedendo anche a livello nazionale”

Se la maggioranza delle persone è indignata per l’accaduto, qualcuno però sottolinea incoerenza di comportamento da parte del proprietario del locale: prima acconsente ad una festa gay e poi aggredisce una coppia che si è imboscata in una toilette? Perché? Una reazione esagerata e violenta solo per odio e discriminazione? In ogni caso, la violenza resta sempre da condannare, omofobia o meno.

Via | Gay.tv

Aggressione omofoba in un locale durante una festa Arcigay? é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di giovedì 15 luglio 2010.


Omosessualità e pregiudizi secondo Tullio De Mauro


Chi ha avuto il piacere di conoscere Pasquale Quaranta, sa che parliamo di una persona colta, affabile, dolce, un credente coraggioso che non ha rinunciato alla sua fede e non l’ha barattata con una omosessualità negativa. Il suo è un “Dio della libertà” che accompagna altri uomini di fede come Franco Barbero, il don Milani delle persone omosessuali, non a caso amico sincero di Quaranta. Pasquale è parecchio attivo sul fronte delle battaglie per i diritti civili lgbt partendo dalla sua Salerno per poi essere là dove la sua testimonianza critica può servire ad altri; aiutarli nel difficile cammino e rapporto con gli altri. Tiene parecchio aggiornato un sito dove tenta -e ci riesce - un dialogo con chi si pone domande e cerca risposte; con coloro che sentono la necessità di una partecipazione attiva al movimento, ai suoi desideri e ai suoi problemi.

Recentemente, partecipando a Roma ad un convegno su “Pensiero e parole. Come il linguaggio condiziona la vita delle persone” promosso da Enzo Marzo della Società Pannunzio, Pasquale Quaranta ha intervistato il professor Tullio De Mauro, senza dubbio il più dotto linguista italiano. Con lui Pasquale ha parlato di omosessualità e mass media, là dove il linguaggio diventa ombroso, differente, marchiato da un insano razzismo e omofobia. E’ spesso, sembra dire De Mauro, il linguaggio usato opportunamente e inopportunamente a veicolare i pregiudizi; vi ricordate, ad esempio, quando davanti a un fatto di cronaca nera che coinvolgeva un gay, si scriveva: “delitto a sfondo gay”; o all’apparire dell’aids, i giornali tutti scrissero: “Peste gay”. Avviene ancora, maggiormente sugli immigrati, ma anche verso gli omosessuali o le transessuali.

Sprona un ilare sorriso, quando De Mauro non ricorda l’acronimo lgbtq o la differenza tra “outing” e “coming out”, che da bravo italianista liquida: “Beh… però mi pare proprio un cattivo uso dell’inglese.

Con lucida interpretazione, lo studioso di linguistica italiana De Mauro, dice quello che pochi riescono a elaborare nel rapporto tra noi e la gerarchia cattolica; ovvero che sui diritti lgbtq non esiste un oscurantismo che dilaga per il Paese perché cattolico. Da noi, spiega, si fa fatica a parlare nei luoghi di cultura, nelle università, di tematiche che riguardano gli individui lgbtq:

“C’è un fondo reazionario della nostra cultura che si serve del cattolicesimo italiano come una foglia di fico - risponde De Mauro a Quaranta -. In realtà sono le classi dirigenti, miscredenti, laiche a modo loro per così dire, che lavorano per rendere la vita difficile a chi vuole costruire un paese più eguale e più democratico. E naturalmente Santa Madre Chiesa nella versione della Conferenza Episcopale delle volte, molto spesso, regge la coda a questo. Ma bisogna stare molto attenti. Perché la prima reazione alla sua domanda sarebbe: «Perché siamo un Paese cattolico». Ma ci sono Paesi cattolici in cui non è così. E non è necessario che la Chiesa sia reazionaria. È usata e si fa usare, ben volentieri magari, per avere quattro soldi in più da qualche parte…”

Poi in tempi in cui in chi ci governa, pensa ad un cambiamento radicale della nostra Carta Costituzionale, De Mauro ricorda l’articolo 3, comma II, della Costituzione della Repubblica italiana che parla di pari partecipazione senza differenze, tra l’altro, di sesso, e quindi di orientamento sessuale. Ma come molti sanno, rischiamo di cambiare la Carta senza neppure conoscerla, e senza averla mai applicata veramente.

Foto | P40

Omosessualità e pregiudizi secondo Tullio De Mauro é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di mercoledì 14 luglio 2010.


Lettera al Messaggero: I bisessuali non esistono e il Gay Pride è solo una bolgia schifosa

Gay Pride

Gira di qua, gira di là, ecco che ti trovi la tra le mani una lettera inviata al Messaggero, da parte dei lettori. Tutto è nato da una lettera in cui si parlava di orgoglio gay, coming out e la necessità di poter essere se stessi fino in fondo. Parole che hanno aperto alcuni confronti e opinioni diverse, ma la cosa più inquietante di questa storia è la missiva (pubblicata) di una certa Anna che “sale sulla cattedra” parlando a 360 gradi del mondo Lgbt. E, ovviamente, non a favore. Inizia parlando della bisessualità:

“[…] Sincerità e vita alla luce del sole da parte di chi si scopre gay o lesbica, piuttosto che nascondersi dietro manifestazioni omofobiche o comunque dietro maschere di eterosessualità o bisessualità, vero, sappiamo tutti che la bisessualità è una delle tante sfumature usate da un gay per dire a se stesso che lui non è omosessuale, e che, fiuuu… l’ha scampata bella! “

Anna ha 40 anni, è eterosessuale (ci tiene a specificarlo) e non è mai stata attratta da un’altra donna (”posso dire con certezza di non essere mai stata attratta sessualmente o sentimentalmente da un’altra donna e ne conosco davvero tante, tra amiche e conoscenti“). Inoltre non ha conoscenze gay, anzi non ne vuole proprio più dopo aver mandato al quel paese la compagnia di amici con cui usciva, perchè logorroici e invidiosi della vita “normale”:

“Non ho conoscenze lesbiche o gay, o meglio non ne ho più volute dal giorno in cui mandai a quel paese una comitiva numerosa di lesbiche e gay, per motivi di malsopportazione della loro “pesantezza” in compagnia, della loro instabilità caratteriale-relazionale-sentimentale che finiscono per riversare su chiunque accenni ad ascoltarli, caratteristica comune a tutti-e quelli-e che mi è capitato di conoscere nella vita, così esagerati-e nei loro comportamenti sociali, spesso invidiosi della “normalità” e stabilità di coppia in cui felici si ritrovano molti etero, a dispetto delle polemiche che il popolo glbt cerca costantemente di innescare su questo argomento”

Partiamo da qui: cara Anna, non sono invidioso di una coppia eterosessuale, semplicemente perché non vorrei doverlo essere. Vorrei essere insieme al mio ragazzo con i diritti e i doveri di ogni relazione eterosessuale: potermi dare la mano per strada (banale? sì, ma quanto piace la banalità quando purtroppo non è sempre fattibile), criticare “mia suocera”, andare al mare con fratelli e sorelle del mio lui e amici in comune. Insomma, cara Anna, vivere semplicemente una vita come voglio. E non è invidia: personalmente è solo malinconia.

Poi, la signora eterosessuale parla anche del Gay Pride e ne parla quasi come di una manifestazione di serial killer mutanti direttamente piovuti dall’inferno:

“Da quel poco che ho visto mi ha fatto solo schifo: messaggi vuoti, gente nuda integralmente che fa casino per la strada con un fischietto e una “sigaretta disonesta” in mano, puzza di carne umana non lavata, carro del sesso libero per rivendicare libertà di costumi sessuali che invadono la libertà di chi non è della stessa idea, carri di gente ubriaca che tira bottiglie di birra vuote sulle teste di chi guarda attonito questa armata scomposta, lesbiche virili e brutte col sigaro in mano che ti guardano in modo strano, delirio collettivo di checche fastidiose come zanzare, che sculettano, marce di trans, o viados sudamericane grosse come giocatori di basket NBA che devi pure stare attenta a non guardarle troppo perchè potrebbe essere pericoloso, uomini coi baffoni mezzi nudi con abiti di cuoio tipo sadomaso indosso… ma dove sono i gay che tanto si dichiarano normali in quella bolgia?”

E qui si apre il classico divario di chi ama i Gay Pride e di chi invece non si riconosce in quel corteo. Ma prima di parlare di questo, è necessario definire le cose: non ci sono solo “checche fastidiose come zanzare” ma ragazzi seri e stanchi di essere cittadini di serie B. Non ci sono solo “lesbiche virili e brutte con il sigaro in mano” ma anche ragazze belle/carine/brutte con la voglia di essere considerate. Non mi risulta che ci siano gare di bottiglie rotte in testa ai passanti e le trans (viados non mi piace come termine) grosse come giocatori di basket vorrebbero probabilmente essere tutto tranne che quello. Ma almeno, forse, loro vivono con coscienza questo dualismo interiore ed esteriore, diversamente da persone superficiali che ignorano la realtà e si fingono maestrine di vita.

Riguardo al discorso Gay Pride, forse lo saprete, io sono tra quelli che non concorda con certi eccessi volutamente esibiti. So che è simbolo di libertà e di diritti da conquistare ma, sapendo quanto la stampa cerchi di sottolineare solo la visione esagerata dell’evento, giocherei d’astuzia e creerei una manifestazione sobria, colpendoli inaspettatamente, in un contesto che non si aspettano (loro e chi passivamente butta un occhio al corteo dalla tv di casa).

Anna conclude parlando di diritti e discriminazioni, ammettendo quella nei confronti delle persone che stanno cambiando di sesso e minimizzando, invece, su “semplici gay”:

“Personalmente trovo che il tanto declamato terzo sesso non esiste, esiste solo una feroce volontà di prendersi il diritto, e farselo riconoscere legalmente, di fare esibizionismo senza che nessuno fiati, credo che dire a tutti di essere gay non serva a niente, non ci vedo una importanza così vitale. Mi auguro per voi che entrino al più presto in vigore, e vengano fatte rispettare, leggi che spazzino via gli attuali preconcetti perseguendo le tante ingiustizie sociali di cui siete vittime, anche se l’evidenza porta a vedere molto più le persone in transizione di genere che non i gay, quali vittime di tali ingiustizie.”

Altra classificazione? Cittadini di serie A,B,C? I diritti spettano a tutti: trans, lesbiche, gay in egual misura e sensibilità. Ma forse, le trans che la donna “difende” sono solo quelle che ancora non ha voluto modo di conoscere (e poi allontanare, schifata)?

Lettera al Messaggero: I bisessuali non esistono e il Gay Pride è solo una bolgia schifosa é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di martedì 13 luglio 2010.


Predicatore anti gay arrestato per aver distribuito volantini omofobi

Omofobia Chiesa Leggo queste notizie e mi nascono tante domande: in Inghilterra, a Colchester, un uomo di 62 anni è stato (nuovamente) fermato per aver distribuito volantini nei quali ribadiva la necessità di arrestare gay e lesbiche.

Paul Shaw, questo il suo nome, aveva già anche raggranellato una ventina di voti per una sua candidatura indipendente durante le elezioni di maggio. È stato arrestato l’11 giugno con l’accusa di seminare odio, sopratutto omofobia. Successivamente, il mese dopo è stato rilasciato, sotto cauzione. Ma le sue idee non sono cambiate: l’omosessualità doveva essere considerata illegale o presto sarebbe giunto il giudizio di Dio.

Già qualche mese fa, a febbraio, il giudice David Cooper l’aveva avvertito: “Ci sono un mucchio di altri peccati nel mondo. Non potresti concentrarti solo su questi per un po’ di tempo?

E quello che osservo, quello che invidio e allo stesso tempo mi fa gridare all’ingiustizia, è il clima diverso di giustizia e rispetto che si incontra negli altri Paesi. Distribuisci volantini contro i gay? C’è l’accusa di spingere la gente all’odio e alla discriminazione e vieni arrestato. Resti un mese? Dieci giorni? Esci sotto cauzione? Vieni comunque fermato.

In Italia? Puoi dire la stessa cosa, con un ruolo religioso ancora più elevato, e nessuno interviene, nessuno dice qualcosa. Viene gridato che i gay dovrebbero essere puniti penalmente, si continua a ribadire quanto sia peccato e vergognoso: e invece di denunciare o fermare questi deliri di onnipotenza, gli unici a non fermarsi mai sono gli aggressori (fisici e verbali).

Quindi una sola domanda: perché?

Foto | GaysWithoutBorders

Predicatore anti gay arrestato per aver distribuito volantini omofobi é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di martedì 13 luglio 2010.


La Coppa del Mondo dei diritti gay

12 luglio 2010 Robo Nessun commento

La Coppa del Mondo dei diritti gay

Dunque, la Spagna ha vinto i Mondiali di Calcio 2010, avendo battuto per 1-0 l’Olanda. Al di là del dato calcistico, ci sono da notare delle coincidenze: Spagna, Olanda e Sudafrica (paese ospite dei mondiali) condividono legislazioni rispettose dei diritti lgbtqqi. Non solo: la semifinale è stata tra Uruguay e Germania, paesi che riconoscono le unioni civili tra persone dello stesso sesso, anche se non il matrimonio gay.

Il Sudafrica costituisce una eccezione nel continente africano e la sua legislazione vieta espressamente la discriminazione delle persone in base all’orientamento sessuale. Il Tribunale Supremo, all’unanimità, ha approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’Olanda è stato il primo paese al mondo ad approvare il matrimonio omosessuale (nel 2001) e le persone lgbtqqi godono di uguaglianza giuridica praticamente totale, adozione inclusa, con una legge antidiscriminazione, l’educazione sessuale complementare regolata dalle norme, accesso alla fecondazione assistita anche per le lesbiche, cambiamento di genere per le persone transessuali. In Spagna dal 2005 esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Chissà, forse non è un caso che l’Italia sia stata eliminata così presto dai mondiali di calcio 2010.

Via | Dos manzanas
Foto | CalcioBlog

La Coppa del Mondo dei diritti gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di lunedì 12 luglio 2010.


No case in affitto ai gay. Anche la Carfagna protesta

gay orgia

E’ tornata alla ribalta la moda di negare gli affitti a gay, nelle piccole e grandi città. Se alcuni annunci chiedono espressamente un coinquilino gay, molte altre invece negano specificano di non essere interessati ad avere omosessuali in giro per la stessa casa. Forse l’immaginario e il luogo comune “gay = sesso” intimidisce chi affitta: si pensa che la casa possa diventare un porto di mare di incontri e avventure di una notte. Anche la Carfagna si espone contro questo fenomeno sempre più in aumento:

“Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro”

Mi verrebbe da sottolineare che non è solo per questi epidosi che il nostro paese non sia ultimamente così “civile” (restando in argomento Lgbt, le varie aggressioni ai danni di gay)… Luxuria, sebbene abbia trovato casa da ragazza, senza difficoltà, si associa alla protesta:

“Perché al di là dell’omofobia c’è il pregiudizio che gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c’è l’idea che un gay voglia sedurre chiunque, come se non avesse gusti e preferenze come tutti. Sono comportamenti anti costituzionali perché è come dire: tu non meriti neppure di avere un posto dove vivere, non hai diritto neanche ad un tetto sopra la testa”

E anche Grillini concorda:

“Casi di omosessuali mandati via di casa oppure rifiutati si moltiplicano, e il fatto che la gente scriva chiaramente negli annunci “non si affitta ai gay” significa che si sente autorizzata a dirlo senza che nessuno contesti, significa che c’è un clima culturale favorevole a questo rifiuto”

I gay sembrano diventare il nemico da evitare, i problemi da cui girare al largo, evitando di mettersi in casa qualcuno che, con il suo stile di vita “riprovevole” possa danneggiare la serenità di vicini e creare confusione. Chi affitta un appartamento, generalmente, cerca di non prendere qualcuno che possa creare lamentele del vicinato, che sia puntuale con i pagamenti e che non frequenti strane compagnie. Caratteristiche che, per certa gente, non si associa facilmente ad un gay.

Voi avete avuto problemi in eventuali affitti di appartamenti?

Via | Repubblica
Foto | Flickr

No case in affitto ai gay. Anche la Carfagna protesta é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di lunedì 05 luglio 2010.


Uk: molti gay si sposano per paura del sospetto o del coming out. E in Italia?

Anelli coppia gay

In Inghilterra, il governo ha reso pubblici alcuni dati che dimostrano come sia crescente il numero di gay “costretti” a sposarsi per il timore che la propria famiglia sappia o sospetti di lui. A prima vista, sembra quasi assurdo che nel 2010 vi sia ancora una situazione così desolante, ma la Fmu (Forced Marriage Unit) ha dichiarato di aver ricevuto oltre 220 rapporti di uomini che si sono sposati nonostante la loro chiara natura omosessuale: in salita del 65% dal 2008, anno nel quale i casi segnalati erano 134.

I dati, poi, fanno riflettere: i protagonisti sarebbero persone con età compresa tra i 15 (!) e il 24 anni, in gran parte originari del Pakistan, India e Bangladesh. Il maggior numero delle persone sono donne (86%), ma anche gli uomini coinvolti lo hanno fatto per gestire il proprio comportamento, proteggere la reputazione della sua famiglia oppure ottenere il visto per rimanere nel paese.

È lo stesso ministro Lynne Featherstone ad illustrare i dati e spiegarne la decisione di renderli pubblici:

“Quando dei ragazzini vengono costretti a sposare altre donne può essere che la vera ragione sia la loro natura bisessuale od omosessuale, oppure il sospetto della famiglia nei suoi confronti. E questo genere di abuso non deve essere tollerato. Gli adulti che lavorano con persone giovani hanno bisogno di essere a conoscenza di questa realtà e riportare la notizia alla Fmu se credono di trovarsi di fronte un caso del genere”

E in Italia, chissà quante persone, nei decenni scorsi, si sono sposati perché vivevano in una società e in un clima perbenista in cui una storia gay era semplicemente impensabile ed improponibile. Ma oggi, dieci anni dopo il fatidico 2000, quante altre persone si saranno sposate, convivendo con questo terribile peso sulla coscienza? E non pensate che, come scelta, possa essere la più vile e “comoda” per poi continuare ad essere se stessi alle spalle di tutti?

Uk: molti gay si sposano per paura del sospetto o del coming out. E in Italia? é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di giovedì 01 luglio 2010.


Carmen Masola di “Italia’s got talent”: “Gli omofobi li appenderei per le palle!”

carmen masola, carmen masola italia's got talent

Carmen Masola è la vincitrice della prima edizione di “Italia’s Got Talent” e, mentre sta per uscire il suo primo album nei negozi, durante un’intervista, ha parlato di discriminazioni personali:

“Ho subito tantissime discriminazioni per il mio fisico. Una volta dopo avermi vista mi hanno annullato un concerto, ero troppo grassa. Ogni volta è stato un grande dolore, pensavo di smettere di cantare ma non ho mollato mai.”

E sugli omofobi ha le idee chiarissime:

“Io li appenderei tutti per le palle questi violenti, razzisti e omofobi. I miei migliori amici sono gay, a differenza degli etero mi hanno aiutata senza mai chiedere niente in cambio.”

Qualcuno potrebbe dire che la frase “Ho tanto amici gay” è un classico, ma una simile risposta così diretta e senza peli sulla lingua, mi mancava. E sono felice di averla ascoltata.

Carmen Masola di “Italia’s got talent”: “Gli omofobi li appenderei per le palle!” é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di martedì 29 giugno 2010.


A 41 anni dai moti di Stonewall, il mondo lgbt celebra l’orgoglio e l’amore gay

Il 28 giugno si commemora una data cardine per la comunità lgbt mondiale. In molti non lo sapranno, come non sanno il significato di feste come il due giugno o il primo maggio, ma questa festa laica, non segnata di rosso sul calendario, rappresenta l’inizio del movimento di 600px-Stonewallliberazione omosessuale moderno, come oggi lo conosciamo. Fin dal 1969, anno dei cosiddetti moti di Stonewall, il 28 giugno è il giorno prescelto per la “giornata mondiale dell’orgoglio lgbt”: la prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969 poco dopo l’1:20 di notte, quando la polizia irruppe nel bar chiamato Stonewall Inn (in foto), un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village a New York, e li trovò una resistenza mai sperimentata prima, una resistenza derivante dalla consapevolezza di non fare nulla di male in quel bar, ma soprattutto la consapevolezza di essere uguali a tutti gli altri e di non dover più nascondersi nell’ombra.

Gli avventori dello Stonewall erano abituati alle retate delle forze dell’ordine, che in questo periodo si susseguivano sempre più copiose, e il personale era generalmente in grado di riaprire il bar nella notte stessa o in quella seguente. Cosa rese allora diversa questa irruzione, rispetto a tutte le altre? In proposito ci sono due spiegazioni.

La prima è quella storica, che sottolinea come la situazione fosse ormai matura per una ribellione, dopo la crescita del movimento anti-autoritario e di protesta del “Sessantotto”, specie quello contro la guerra del Vietnam, a cui avevano partecipato in altra veste molti dei gay che presero parte ai moti. Era nell’aria l’idea che le minoranze avessero il diritto di rivendicare una loro dignità. Da questo punto di vista, il modello fornito dal movimento per i diritti civili dei neri influenzò molto i militanti gay della prima ora, come dimostra il fatto che lo slogan “Gay power” (potere gay) che venne lanciato durante i disordini, derivava direttamente dallo slogan “Black power” (potere nero). In tale contesto, bastava una scintilla per incendiare gli animi, e questa scintilla fu la retata dello Stonewall. In effetti, la rivolta del 28 giugno 1969 è considerata un momento di “rottura” nella storia della comunità omosessuale, proprio perché ciò che ne venne fuori aveva molte più somiglianze con i movimenti di lotta politica non gay di quegli anni, piuttosto che con i movimenti “omofili” che fino a quel giorno avevano condotto la lotta per i diritti degli pride repubblicaomosessuali. La principale differenza fu che mentre il movimento omofilo cercava d’integrare gli omosessuali nella società così come era, senza tentativi di cambiamento, il nuovo movimento, che si autodefinì, usando un termine gergale, “gay”, rifiutava l’integrazione in una società giudicata incapace di accettare le diversità, sostenendo che essa andasse rivoluzionata.

La seconda spiegazione, più popolare e stereotipica, collega i moti del giugno 1969 con la morte, avvenuta una settimana prima, di Judy Garland, l’icona culturale gay più importante di quegli anni. Il palpabile lutto per la sua perdita culminò nel suo funerale, il 27 giugno, cui parteciparono 22.000 persone, di cui si stima 12.000 fossero gay. Molti degli avventori dello Stonewall quindi sarebbero stati ancora provati emotivamente quando quella notte avvenne l’irruzione. Questa tesi, peraltro rigettava più e più volte dagli omosessuali che parteciparono alla rivolta di Stonewall, venne resa celebre, dal film omonimo Stonewall.

Cosa successe dopo Stonewall? La comunità, creata dalle organizzazioni omofile dei due decenni precedenti, aveva fatto crescere l’ambiente perfetto per la nascita del Movimento di liberazione gay, e per questo motivo alla fine di luglio 1969 a New York si formò il Gay Liberation Front (GLF), che si propagò poi a macchia d’olio negli USA e in tutto il mondo; fatta eccezione per l’Italia, dove un movimento omofilo seriamente organizzato che preparasse il terreno non era mai esistito, e si dovette aspettare fino al 1971.

Lo scorso fine settimana, si sono tenuti Pride in tutto il mondo: Siviglia, San Salvador, Parigi, Città del Messico, Colombia, Santiago del Cile, Sofia e ovviamente Napoli, tutti per commemorare questa data che non è solo simbolica, ma è una bandiera colorata che sventola per ricordare che tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti.

Via – Wikipedia


Ecco come due eterosessuali si misurano il pene senza “fare i gay”

metro misura

Fermi tutti, attenzione, dobbiamo soccorrere due eterosessuali. Su Softblog, sono incappato in una richiesta di aiuto a parte di due ragazzi, fidanzati, alla disperata ricerca di un modo per… potersi misurare il pene. Sì, ma non il proprio, bensì per porre fine ad una gara tra loro due, stabilendo una volta per tutti chi ha il membro più grosso.

I due non sono novelli: stanno cercando il modo per mettere la parole fine a questa loro sfida a parole, senza però scegliere il modo più veloce e immediato, ovvero abbassarsi i pantaloni e stabilire il vincitore. Quel metodo non va bene:

“Noi non ce lo possiamo misurare perché lui non vuole vedere il mio e io non voglio vedere il suo”

Che ansia! Nemmeno le loro ragazze potevano essere giudici imparziali (”E poi non voglio che lei te lo veda!“). Le foto non andavano bene perchè potevano essere modificate. E così ecco l’idea del secolo:

“Potremmo pagare una ragazza 50 dollari per misurarcelo!”

E già immagino un ipotetico annuncio ulteriore su qualche rivista: “A.A.A: Cercasi ragazza che ci misuri i rispettivi membri per stabilire quale dei due è più lungo, offresi 50 euro. No perditempo“. E mi son chiesto: ma anche noi gay abbiamo questa ossessione da gara per il pene? Siamo così desiderosi di misurarcelo tra amici per vedere quale dei due è il più dotato oppure siamo estranei a ciò?

Ve lo siete mai misurati in compagnia, con la “coscienza” di essere gay? Non rischia di diventare “territorio pericoloso”? E poi, perchè due uomini sono così spaventato di potersi denudare uno davanti all’altro solo per uno stupido gioco esibizionista? Aiutiamoli: quale metodo gli consigliereste?

Foto | Flickr/Tiffa130

Ecco come due eterosessuali si misurano il pene senza "fare i gay" é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di lunedì 28 giugno 2010.


James Franco non è gay ma lo farebbe per altre 100 volte

James Franco non è gay ma lo farebbe per altre 100 volte

James Franco, per il popolo Lgbt, è uno di quei coming out desiderati, sognati e sperati: un bell’attore, affascinante, sexy, macho che ammette candidamente di preferire gli uomini nel sesso e nei sentimenti. Purtroppo, dall’ultima intervista pubblicata per il “The Indipendent“, l’uomo ha negato di essere omosessuale (quindi, riponente le trombette nel comodino) sebbene ami interpretare quel ruolo al cinema:

“La cosa peggiore, e non la considero una cosa negativa comunque, potrebbe essere quella di essere considerato veramente gay. Non è vero, ma non è che mi interessi granché. Anche correndo il rischio di essere identificato come un attore che interpreta solo ruoli gay ne interpreterei altri cento se fossero delle belle parti”

Ho un po’ digrignato i denti sul “La cosa peggiore“, ma poi il senso del discorso sembrava voler essere positivo… Insomma, pare che il gayradar stia facendo cilecca e che non ci sarà mai una sua dichiarazione come quella tanto ambita: o è solo questione di (altro) tempo?

Foto | ScreenCrave

James Franco non è gay ma lo farebbe per altre 100 volte é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di lunedì 21 giugno 2010.


Caravaggio gay? No, solo sessualmente spericolato

Caravaggio gay? No, solo sessualmente spericolatoNon è ancora uscito che già fa discutere critici d’arte, biografi della gay life, stampa di mezzo mondo. Andrew Graham-Dixon, nato a Londra nel 1960, uno dei più importanti critici d’arte, è riuscito a scombussolare alcune certezze e facili entusiasmi su Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come il Caravaggio, col suo ultimo libro che uscirà nelle librerie inglesi il 1° luglio: “Caravaggio - A life sacred and profane” (Caravaggio, Una vita tra Sacro e Profano). Tutto da ripensare, molto da cambiare tra coloro che si sono occupati delle vicende terrene dell’autore della Cena in Emmaus e di altri capolavori che lasciano, in chi li osserva, il corpo e l’anima librarsi verso la beatitudine estatica. Secondo quanto suggerisce Graham-Dixon, che ha visionato alcuni documenti recentemente scoperti negli archivi romani, il Merisi non era nient’altro che un iroso, un irrazionale, e un protettore. Ed ebbe una figlia illegittima da Lavinia Giugoli, moglie di Ranuccio Tommasoni da Terni.

Quando nel 1606 i due si affrontano in armi e Ranuccio ha la peggio, nulla di più falso che quella sfida avvenne per futili motivi, come si era pensato finora: fu un duello d’onore, suggerisce il critico d’arte inglese, dovuto anche alla insaziabile libidine dell’artista. Al Telegraph, dove Graham-Dixon collabora, e dove il libro è stato recensito per primo, l’autore dichiara:

“C’era un’antica ostilità tra i due e Tommasoni volle che ad assistere al duello ci fossero anche suo fratello e suo cognato. Ciò dimostra che si trattava di una lite d’onore”

Non va dimenticato che gli anni di vita del Merisi sono anni turbolenti, violenti, in una Roma papalina che cerca di frenare gli ozi e i vizi della plebe come di certi aristocratici. È lì, dopo una vita di stenti a Milano, che Merisi inizia le sue sarabande notturne in compagnia di un architetto, Onorio Grande, e di altri giovinastri che fanno poco per non farsi notare dalle guardie di ronda vaticane. E’ lì che il Caravaggio continua i suoi stenti di fame e miseria, cercando di attirare l’attenzione di probabili signorotti che frequentano lo spiazzo della platea Agonis, luogo di ritrovo di battuage e di prostituzione maschile dell’epoca.

Sulla vicenda Merisi-Ranuccio, l’autore di questa nuova e interessante biografia dell’artista, allievo di Simone Peterzano e discepolo di Tiziano, racconta di una rivalità tra i due, entrambi invischiati a fare da papponi, nonostante il Ranuccio non se la passasse affatto male. Non solo, il Merisi riuscì a sfilare al Tommasoni, una delle prostitute più quotate e la cosa non piacque affatto a chi di quella merce se ne cibava. La Roma di allora, più che papalina era orgiastica. A fronte di una città con centomila abitanti la chiesa censisce diciottomila puttane e papa Clemente VIII si accanisce contro quelle donne che vivevano anche nei piani dei palazzi apostolici, comminando frustate, confische dei beni e l’esilio.

C’è un altro bel libro, che vi consiglio di cercare, uscito alcuni anni fa, scritto da Giuliano Capecelatro: Tutti i miei peccati sono mortali - Vita e amori di Caravaggio. Il Saggiatore, pp.290, 17 euro. Probabilmente è più lì che sapremo di certe, convulse passioni del Merisi, passato ora da gay o bisessuale a pappone.

Qualcosa dice anche Andrew Graham-Dixon quando nel suo libro, racconta della fuga di Michelangelo da Roma, dopo il suo arresto e la scarcerazione nel 1609, a causa di una aggressione ai danni di fra Giovanni Rodomonte Roero, uno dei più importanti cavalieri dell’Ordine di Malta. Michelangelo si rifugia a Napoli, e lì viene raggiunto dall’aggredito che lo ritrova in una taverna notoriamente frequentata da omosessuali. Lo affronta e lo ferisce gravemente.

Nel libro di Capecelatro c’è già anche lì, narrata con dovizia, la storia dell’artista intrisa di sangue e di violenza. Lì si narrano i vari ragazzi cui Michelangelo insegna l’arte e ne rapisce i corpi. Probabilmente la pastoia sessuale che avviluppa il pittore attraversa smisurate sessualità. E Graham-Dixon ce ne rivela alcune, importanti.

Quando l’artista muore, il 28 luglio 1610, le sue opere sono già richiestissime, ricercate, testimonianza oggi di un uomo fuori dall’umano pensiero che seppe dare alla pittura la migliore tra le possibili bellezze.

Foto | andrewgrahamdixon

Caravaggio gay? No, solo sessualmente spericolato é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di lunedì 21 giugno 2010.


Mara Carfagna ritratta: “Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio”

Mara Carfagna ritratta: "Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio"

Detto e (non) fatto. Mara Carfagna aveva ammesso di aver cambiato idea e opinioni sui gay dopo un incontro illuminante con Paola Concia e le altre associazioni gay. Chiedeva addirittura scusa per non aver compreso, fino ad allora, situazioni e condizioni del popolo omosessuale, proprio (guarda caso) durante la Giornata nazionale contro l’omofobia. E invece, ecco il cambiamento di rotta nel suo pensiero: durante un’intervista a Famiglia Cristiana (…), il ministro ha nuovamente ripetuto la propria (solita, vecchia) opinione sui matrimoni Lgbt:

“Resto contraria a equiparare le unioni omosessuali con il matrimonio. Sono invece aperta a discutere il riconoscimento di alcuni diritti come la possibilità di visitare il partner in ospedale e in carcere, oppure il diritto di subentrare nel contratto di locazione”

E dopo aver letto la sua dichiarazione, la prima domanda che mi sorge è l’uso del verbo “equiparare” legato al termine “matrimonio”. Come se, insieme, le due possibilità facessero attrito come l’acqua e l’olio. Poteva mancare, successivamente, la solita frase fatta perbenista? Ovviamente no…

“In un paese civile non è accettabile che una persona venga aggredita, insultata o picchiata soltanto perché ama una persona dello stesso sesso. Per questo motivo sono favorevole a una norma che punisca i reati contro la persona commessi con finalità di discriminazione a causa dell’orientamento sessuale della vittima”.

Bene. E quindi, che si fa Mara, adesso?

Via | ClandestinoWeb
Foto | BelfastTelegraph

Mara Carfagna ritratta: "Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio" é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 18 giugno 2010.


Tiziano Ferro farà outing come Ricky Martin?

Ferro

Dopo l’outing di Ricky Martin, le voci, tutte smentite ma ancora esistenti ed insistenti, su Marco Carta, i dubbi volutamente posti dal Mengoni, pare che ben presto dovremmo assistere ad un altro colpo di scena di quelli che lasciano senza fiato o, nei casi migliori, a commenti del tipo “Me lo sentivo…”.

A quanto rende noto Novella 2000 il cantante italiano, dopo moltissimi anni di voci, rumors, indiscrezioni, sospetti e false testimonianze, sarebbe pronto a dichiarare quali siano le sua preferenze sessuali (e ovviamente se si parla di outing potete ben immaginare quali possano essere); cosa penseranno di questa cosa i suoi fan? Sicuramente molti di loro ne saranno felici, sappiamo molto bene, infatti, quanto Tiaziano sia amato dal pubblico gay.

Qualunque sia la notizia che vorrà dare, etero o gay o bisex, non importa, rimane il fatto che è stato ed è tutt’ora uno dei cantanti italiani più amati, ha venduto migliaia e migliaia di copie dei suoi singoli e dei suoi cd non solo in italia ma anche in tutta l’europa. Rimanete connessi, fra qualche mese sapremo la verità.

via| Sologossip


Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay

Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay

La Lloyds TSB ha scelto di raffigurare anche una coppia gay nella sua ultima campagna pubblicitaria. I due vengono disegnati vicino ad una pila di confezioni di vernice, rulli, con lo slogan che gli assicura di poter creare al più presto al propria casa dei sogni.

Lo stesso slogan campeggerà sui maggiori giornali nazionali. Il portavoce della banca ha dichiarato che il progetto fa parte di una nuova campagna di iniziative di uguaglianza, comprensivo di un arcobaleno per lo staff e la clientela gay:

Le nostre nuove pubblicità prevedono anche questo. I gay e le lesbiche sono una parte importante della clientela della Lloyds Tsb e questi slogan ne sono la dimostrano e ne riflettono il concetto.

Stima e orgoglio è stato sottolineato anche da Ben Summerskill, a capo dell’associazione Stonewall: l’uomo ha sottolineato come il popolo Lgbt sia parte importante del mercato economico e come, giustamente, debba essere raffigurato in concept commerciali.

Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di lunedì 14 giugno 2010.


La stagione dei Pride

Inizia la stagione dei Pride, l’occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer.

We Have a Dream” cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza.

Pride significa “orgoglio”, libertà di essere quello che si è, ognuno/a coi sui tempi e i suoi percorsi, convinti/e che le cose potranno cambiare solo se troveremo il coraggio di metterci la faccia e di renderci visibili alla società.

Questo non significa necessariamente aderire ad un progetto specifico quanto piuttosto comprendere l’importanza di camminare lungo un sentiero che ci consenta di vivere liberamente nella pienezza del nostro essere.

I Pride e gli eventi che li accompagnano sono momenti centrali di visibilità e di confronto dell’universo LGBTIQ con il resto della società. Essi contribuiscono, a volte in maniera determinante, a compattare la comunità delle persone LGBTIQ e a dare sostegno a chi decide di vivere alla luce del sole. Per questo WHAD invita a conoscere e a partecipare alle iniziative dei Pride che, dal 12 giugno in poi, si svolgeranno in giro per l’Italia, cercando di coinvolgere anche altre persone.

MILANO 12 GIUGNO 2010 “ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!” – http://www.pridemilano.org

PALERMO 19 GIUGNO 2010 “SICILIA PRIDE” - http://siciliapride.org/

TORINO 19 GIUGNO 2010 “I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE” -http://www.torinopride.it/

NAPOLI PRIDE NAZIONALE 26 GIUGNO 2010 “ALLA LUCE DEL SOLE”-http://www.napolipride.com/

ROMA 3 LUGLIO 2010 “OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE”-http://www.romapride2010.it/

TREVIGLIO 3 LUGLIO 2010 “GUARDIAMOCI IN FACCIA” -http://www.trevigliopride.it/

CATANIA 10 LUGLIO 2010 “VERSO UN FUTURO DIVERSO” – http://www.cataniapride.it


Gli psicologi del Veneto dicono di no ai tentativi psicologici di moficare l’orientamento sessuale

psicologia

A seguito di un convegno, tenutosi nelle scorse settimane, dal titolo “Identità di genere e libertà” durante la quale un terapeuta americano aveva discusso di terapie riparatorie per “convertire” le persone omosessuali in eterosessuali, dopo questo convegno l’ordine degli psicologi del Veneto hanno deciso di rilasciare una nota in cui prendono le distanze da quell’informazione e teoria, e hanno affermato: “Lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione e all’autonomia di coloro che sivvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori;  non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità”.

Una presa di posizione netta che si stacca completamente da quella conferenza e rimane coerente con quelli che realmente sono i compiti dello psicologo.

via| Queerblog


Milano: una coppia gay viene aggredita in pieno centro

aggressione

Le brutte non notizie, si sa, vanno sempre in coppia, e se sembrava che quello di Roma fosse un caso a parte così non è, per ogni aggressione omofoba un’altra le fa da eco. Questa volta tocca a Milano diventare, purtroppo, la sede per l’ennesimo attacco di stampo omofobo; la situazione sempre e la casistica appare essere sempre la stessa, quello che stupisce sempre è il fatto del numero: un gruppo di persone (ovviamente omofobe o attaccabrighe) contro uno o al massimo tre gay.

Questa volta ad essere attaccati sono stati una coppia di ragazzi gay e due loro amiche in zona Porta Ticinese, all’altezza delle Colonne di San Lorenzo (a due passi dal centro quindi), gli aggressori un gruppo di ragazzi sui 35 anni; l’episodio si è svolto la sera del 29 Maggio. Il tutto è iniziato con degli insulti a cui sono, ovviamente e giustamente, seguite le risposte dal caso, cosa che ha fatto alterare gli aggressori che hanno sferrato calci a pugni alla coppia di ragazzi gay; tuttavia non è tutto,una delle due ragazze, intervenuta per sedare la rissa, ha ricevuto un forte schiaffo in pieno viso. Il quartetto aggredito è riuscito fortunatamente a divincolarsi e a mettersi in salvo fuggendo. Rimane ancora ignota l’identità degli aggressori.

via| Gay.tv


Coppia di sposi festeggia allo Stupid!A di Torre del Lago mentre a Roma il ragazzo aggredito lancia un appello

sposi-stupidq1A

Due episodi diversi, uno drammatico, l’altro di pure gioia; uno avviene in Toscana, precisamente a Torre del Lago nella nuova discoteca Lgbt Stupid!A, l’altro è avvenuto a Roma e continua ancora a lasciare sgomenti.

Partiamo da quella di Gioia, Sabato 29 Maggio 2010, alla discoteca Stupid!A di Torre del Lago (LU), durante la serata Orange Trash una simpaticissima coppia di sposi eterosessuali, hanno deciso di festeggiare le loro nozze con tutto il pubblico e lo staff, saliti sul palco in terrazza, sono stati accolti calorosamente dai padroni di casa  Angel Devid. Markesa e La Wanda Gastrica; presentati al pubblico, una piccola intervista e poi uno splendido lancio del mazzo di rose, che per tradizione porta fortuna e non solo; sono seguiti applausi e urla da parte del pubblico. Lo staff dello Stupid!A ha fatto sapere che, in attesa di celebrare anche in Italia le unioni tra persone dello stesso sesso, le coppie di sposi che sono convogliate a nozze, o che devono farlo, possono venire nella discoteca per festeggiare assieme a tutti il lietissimo evento, con tanto di lancio di bouquet. Che dire? Siamo emoziati anche noi da questo davvero curioso e inaspettato evento che ha dato alla serata ancora più felicità.

Drammatico è l’episodio di omofobia a Roma che ha visto vittima un giovane ragazzo 22enne (come abbiamo già scritto), ricoverato all’ospedale, rischiava di perdere un’occhio; il giovane è stato dimesso (e questa è la buona notizia), ma i suoi aggressori ancora non sono stati trovati e lui, per non esporsi pubblicamente e per non ostacolare le indagini, rimane in casa con l’affetto dei suoi familiari. Tuttavia ha trovato la forza e la volontà di lanciare un’appello direttamente al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affermando: “ Volevo ringraziare Gay Help Line per il sostegno ricevuto e tutte le istituzioni per la solidarietà espressami, però credo ci sia bisogno di azioni concrete e volevo fare un’appello al presidente Berlusconi affinchè venga approvata la legge contro l’omofobia e nello stesso tempo mi auguro che le forze dell’ordine risolvano il mio così come tutti gli altri casi irrisolti. Come atto di civiltà spero che ci sia una partecipazione attiva al prossimo Gay Pride di Roma del 3 Luglio dove sicuramente parteciperò anch’io”.

Quello che stupisce è stata anche e sopratutto la non curanza delle persone che erano presenti le quali, oltre a non intervenire, non hanno nemmeno aiutato il ragazzo una volta finita l’aggressione; tutto questo fermo restando che, episodi di aggressioni come questa (e in generale tutte), non dovrebbero avvenire. Fa anche molto pensare il fatto che tutte le aggressioni avvengano sempre da parte di un gruppo abbastanza grande contro singoli o coppie di persone.

I due episodi riportati, per quanto diversi da loro, paiono quasi collegati: un’aggressione grave a Roma e invece una dimostrazione di tolleranza e partecipazione ai massimi livelli a Torre del Lago. Siamo vicini al ragazzo di Roma e ci auguriamo che i responsabili di un’atto così terribile possano essere individuati e giustamente puniti.


Asia: solo un gay su dieci può vivere da sieropositivo


Per un gay che decide di vivere alla luce le proprie preferenze sessuali altri 10, in alcuni paesi del mondo, sono costretti a negare la propria identità. Secondo quanto riportato da Internazionale, che riprende una notizia pubblicata dal quotidiano filippino Inquirer, in Asia a 9 omosessuali su 10 sono negati i programmi di prevenzione contro l’hiv.

Questo tipo di crimini, perché di tali si tratta malgrado l’opinione contraria della legge locale, è da imputarsi all’arretratezza di molti paesi appartenenti al continente. Solo in due terzi dell’Asia è infatti possibile essere gay senza rischiare il carcere.

Laddove l’omosessualità non è reato le possibilità di curarsi sono pressoché nulle a causa di un sistema che impedisce alle persone sieropositive di accedere al sistema sanitario nazionale.

Asia: solo un gay su dieci può vivere da sieropositivo é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di sabato 29 maggio 2010.


Il Gay Roma Pride iniziarà con migliaia di baci

gay-pride-2004-daly-daly-da-flickr

Ieri vi abbiamo proposto nel dettaglio le varie date ufficiali e definitive dei Gay Pride che si terranno in Italia, ora punteremo l’occhio sulle notizie, o sui rumors (che hanno sempre un fondo di verità e questo va detto) sui vari singoli Eventi. Il primo arriva direttamente dal corteo del Pride di Roma, che, ricordiamo si terrà il 3 Luglio 2010, con il motte “Ogni bacio una rivoluzione” e pare che sarà proprio così, infatti, gli organizzatori hanno affermato che tutto l’evento in programma inzierà con migliaia di baci fra coppie delle stesso sesso.

Tutto questo non è stato deciso a caso ma vuole essere una forte risposta a quanto avvenuto ad Udine, dove, vi ricorderete, una mozione approvata dal gruppo consigliare del Pd criticava i manifesta della campagna contro l’omofobia, manifesti in cui, per chi ancora non lo sapesse, si immortalavano baci omosessuali.

Gli organizzatori del Gay Roma Pride dichiarano: “I nostri baci sono un messaggio forte contro l’omofobia, siamo indignati per quanto accaduto ad Udine dove è stato detto no ai manifesti contro l’omofobia che ritraevano un bacio di due coppie omosessuali”.  Per questo motivo è stato deciso di iniziare la manifestazione con moltissimi baci gay, una risposta a quella mozione del Pd e anche una conferma del loro slogan (”Ogni bacio una rivoluzione”, infine, concludono dicendo: “Sarà questa la nostra risposta ferma di fronte ad una politica che sul tema dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans e dell’impegno concreto contro l’omofobia e ogni discriminazione sembra non avere un punto fermo”.

via| NotizieVirgilio


E se Daniel Craig fosse gay?

Daniel Craig

Reggetevi alle vostre poltrone, ai vostri pc, alla scrivania, insomma reggetevi a cosa vi pare basta che vi reggiate a qualcosa di stabile perchè rischiate di cadere. Vi ricordate Daniel Craig il macho protagonista di 007? Benissimo, pare che sia al centro di un insistente e molto curioso gossip; pare infatti che sia stato visto in un locale gay (e quì nulla di male, anche gli etero le frequentano) in compagnia e, successivamente, mentre si baciava conuna persona che non apparteneva al gentile sesso.

I “pettegoli” della situazione riferiscono di due diversi momenti della serata, il primo si riferisce al momento in cui il famoso attore si trovava nel parcheggio del bar e afferma: “Era senza omba di dubbio Daniel Craig e stava baciandosi con un ragazzo. Daniel lo ha baciato sulle labbra, ma non era un gesto d’amicizia: aveva la bocca aperta, passionale, un classico bacio alla francese. Daniel teneva le mani sulla testa del ragazzo e lo teneva s è, per baciarlo con maggior foga”.

L’altro “testimone” ha dichiarato di averlo visto all’interno del pub gay e di esserne rimasto molto sopreso, e dichiara: “Quando Daniel e il suo amico sono arrivati, sembravano una delle tante coppie gay presenti. Ho pensato che fosse venuto lì per ascoltare della buona musica dal vivo, insieme ad un amico gay, ma quando poi hanno iniziato a ballare insieme ho capito che erano di più di due semplici amici usciti a bere qualcosa”.

Ricordiamo che Daniel Craig è impegnato con la produttrice Satsuki Mitchell, conosciuta nel 2005; detto questo beh c’è poco da dire, i testimoni a quanto pare ci sono, l’unica cosa che stupisce parecchio sono i dettagli accurati del primo testimone che, a quanto racconta, doveva essere davvero molto vicino per vedere il bacio e descriverlo in quel modo, che sia in realtà una bufala? Non possiamo saperlo, certo se il nostro 007 fosse davvero gay sarebbe una bella notizia, vi terremo informati.

via| Movielicious


Gay Pride: ecco a voi tutte le date italiane

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Le stavamo aspettando con ansia, tra rumors vari, date incerte e date, invece, più sicure e definitive, ora le abbiamo tutte e sono quelle, le date dei diversi Gay Pride in Italia. Quest’anno questa importantissima manifestazione attraverserà veramente tutto il Bel Paese, da nord a sud sono previste date per le principali città.

Come vedrete fra pochissimo, la novità di quest’anno è la perfetta suddivisione delle diverse date tra nord e sud, le giornate si alternano in una successione che pare quasi un danza che coinvolge tutti quanti e che, soprattutto, unisce tutti quanti; ma vediamo le date nel dettaglio, calendario alla mano per segnare i giorni, si inizia.

La prima giornata si terrà a Milano (come ormai tradizione si oserebbe dire), città in cui vi è una fortissima concentrazione di gay, sarà anche il Pride di “apertura” se così lo vogliamo chiamare, quello che precede e da il via libero a tutti gli altri; il giorno stabilito è il 12 Giugno 2010.

Per la seconda data si deve andare, con un volo diretto, dall’altra parte dell’italia, precisamente in Sicilia, a Palermo, città che ormai continua a stupirci sempre di più per la sua apertura nei confronti delle tematiche Lgbt; la data fissata è quella del 19 Giugno 2010, quindi iniziate a preparvi a dovere se volete parteciparvi.

Contemporaneamente a quello di Palermo, sempre il 19 Giugno, si terrò anche il Pride nel capoluogo del Piemonte, Torino ospiterà nel suo gremdo il Gay Pride con il motto: “I diritti sono il nostro Pride”. Il 19 Giugno avrete l’imbarazzo della scelta tra una perla del sud (ovvero Palermo) e una perla del nord (ovvero Torino).

Si passa poi al Pride Nazionale, la cui data, fissata ormai da mesi, è, per chi non lo sapesse ancora, il 26 Giugno. Quest’anno il Gay Pride Nazionale si terrà a Napoli, città bellissima e misteriosa; essendo la manifestazione più importante (senza nulla voler togliere alle altre ovviamente), sono previste, dopo la fine della manifestazione, conferenze e feste; Napoli è anche in una posizione strategica, facilmente raggiungibile da tutta Italia (eccezion fatta per le isole che dovranno, purtroppo, organizzarsi bene per parteciparvi).

Con il motto “Ogni bacio una rivoluzione” partirà il giorno 3 Luglio il Pride di Roma, sempre molto bello e particolare, ci si apsetta, anche quest’anno, grandi notivà ed emozioni da questa manifestazione tutta romana.

Infine, ritornando in Sicilia, ecco a voi l’ultima data dell’ultimo Pride italiano per l’anno 2010: il 10 Luglio si terrà il Gay Pride a Catania con un motto che da una carica e una voglia di partecipare davvero incredibile: “Verso un futuro diverso”; questo sarà un altro importantissimo evento, sarà la manifestazione di chiusura dei diversi Gay Pride italiani, si terrà in un luogo, la città di Catania, anch’esso bellissimo.

Quest’anno, come avete potuto leggere, c’è l’imbarazzo della scelta, quale, o quali, Pride sceglierete?

via| Queerblog


Mosca vieta ancora il Gay Pride, ma si manifesta ugualmente

Mosca 01

Mosca non fa nessun passa avanti, e, per il quindi anno consecutivo, nega agli organizzatori del Prida di manifestare. Lo fa con quello che ormai sono considerate delle mere scuse, ovvero, a causa dei motivi di sicurezza che impedirebbero lo svolgimento della manifestazione. L’organizzare del Pride Nikolai Alexeyev conferma che, a suo avviso, sia una scusa per impedire nuovamente il corteo e afferma: “Ho parlato con la polizia e mi hanno assicurato che non ci sarebbero problemi di sicurezza. Se le manifestazioni di protesta venissero vietate non ci sarebbero scontri o feriti. Non vedo perchè anche quest’anno non dovremmo marciare senza autorizzazione come abbiamo fatto ogni anno”.

Lo scorso anno il corteo, in concomitanza con il concorso eurovision, era stato filmato a causa delle violenze perpretrate da integralisti e forze dell’ordine. Solo a fine mese si potrà sapere cosa accadrà quest’anno.

via| Queerblog


A Palermo si discute dei matrimoni tra persone dello stesso sesso

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In questo periodo il cosidetto “Sud Italia” stupisce per quanto riguarda le politiche e gli eventi dedicati al mondo Lgbt, questa volta tocca alla Siciali, una bellissima regione che non smette mai di sorprendere, che vuole stare al passo coi tempi e anche e, soprattutto, col resto del Bel Paese.

Una regione che prima prima era abbastanza “chiusa” e guardava con sospetto e quasi con timore all’omosessualità, ora, invece, esce e ne parla tranquillamente, andando a toccare anche discorsi molto seri e delicati come il matrimonio tra persone delle stesso sesso; lo fa senza nessun problema con una conferenza, che si terrà oggi a Palermo alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, dal titolo: “Questo Matrimonio S’Ha da Fare?” . La conferenza è anche riferita alla decisione presa della Corte Costituzionale; argomento specifico di questo evento sarà: “Oltre alle leggi nazionali, vi sono una serie di strumenti che le amministrazioni locali possono adottare nei loro ambiti di intervento per tutelare i diritti dei singoli e delle coppie”.

Argomento molto delicato che ha un suo ben chiaro motivo d’esistere, infatti, durante il convegno, verranno annunciate importantissime novità contro l’omofobia da parte del Comune e della Regione ovvero una mozione contro l’omofobia al Comune di Palermo e una legge regionale sempre per combattere la discriminazione.

Al convegno parteciperanno anche figure importanti come Rita Borsellino (deputata al Parlamento Europeo), Alessandro Aricò (deputato all’Assemblea Regionale Siciliana), Stefania Munafò (consigliere comunale di Palermo), Sergio Rovasio (segretario dell’associazione Radicale Certi Diritti) e Guido Galipò (dottore in ricerca di Diritti fondamentali dell’Università di Catania).

via| Virgilio.it


Bucarest: Gay Pride blindato

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Si è svolto senza problemi il Gay Pride in Romania, precisamente a Bucarest, tuttavia è stato una manifestazione blindata a causa della grande paura per la minaccia di eventuali attacchi da parte degli estremisti di destra; la tansione non ha però impedito il regolare svolgimento di questo importantissimo evento che, in Romania, è volto a celebrare l’abolizione, avvenuta nel 2002, del’articolo numero 202 del Codice Penale che definiva un reato l’omosessualità; tuttavia la discriminazione rimane ancora molto forte.

Una manifestante ha commentato: “Sono pensionata e ho vissuto tempi peggiori di questi, spero che risolveremo presto la situazione”; mentre uno spettatore del corte ha affermato: “Sono una categoria di persone marginalizate e discriminate che deve dimostrare che esiste e le persone devono accettarlo”.

Va ricordato che, in Romania, l’omosessualità viene ancora associata ad una sorta di patologia e ad una deviazione mentale; a causa di questo l’organizzazione del Pride incontra sempre moltissime contestazioni e diversi ostacoli, inoltre, gli estremisti della destra si oppongono stranuamente al corteo. Cresce però anche il sostegno da parte di altri paesi stranieri che danno il oro appoggio ufficiale al Gay Pride.

via| Euronews


Bolivia: Evo Morales fa un passo indietro sulle sue dichiarazioni e chiede scusa

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Ve lo ricorderete di certo tutti quanti il Presidente Evo Morales, presidente della Bolivia, che qualche giorno fa avevo fatto delle dure affermazioni sull’omosessualità, affermando che il consumo di cibi transgenici poteva, in qualche modo, essere causa dell’omosessualità.

Ora il nostro carissimo Presidente Morales fa un deciso passo indietro e asserisce: “Le mie parole sono state male interpretate, tutti abbiamo gli stessi diritti e vi sono omosessuali che lavorano anche all’interno degli apparati governativi”. Un passo indietro e non solo, anche delle scuse a livello pubblico; evidentemente le sua parole sono state davvero fraintese, egli aveva semplicemente lanciato una dura critica nei confronti dei cibi transgenici che, secondo il suo parere, fanno male alla popolazione.

Va ricordato, inoltre, che il Presidente Morales, durante una delle sua visite al Vaticano avvenuta il 17 Maggio, aveva chiesto al papa di abolire il celibato per i preti cattolici e aveva proposto anche il sacerdozio femminile, il tutto con l’intento di umanizzare e democraizzare ulteriormente la struttura clericale.

via| Gaynews24


Firenze e toscana contro l’omofobia ci mettono la faccia.

omofobia

Nella giornata mondiale contro l’omofobia, tenutasi il 17 Maggio 2010, la città di Firenze, assieme all’associazione “il Giglio Rosa”, si è mossa patrocinata dagli stessi politici fiorentini che, mai come in questo caso, ci hanno davvero messo la faccia.

La campagna contro l’omofobia, quest’anno, è stata creata pensando di mettere le immagini di cittadini, politici e amministratori nei panni di gay, lesbiche, bisessuali e trans che invitano il pubblico a vaccinarci contro ogni forza di discriminazione sessuale o di genere. In questi giorni e in quelli a venire questi volantini verranno affissi in tutta a città come dimostrazione della lotta alla discriminazione che la città di Firenze fa ogni anno.

Manifesto1web1752010A prestare gentilmente i loro volto per questi manifesti sono stati: il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e l’assessore comunale alla mobilità Massimo Mattei (fotografati entrambi con la scritta “GAY”); con la scritta “Lesbiche”, invece, sono state riprese la consigliera comunale Susanna Agostini (Pd) e la senatrice radicale eletta nel Pd Donatella Poretti (ripresa con la figlia); l’ex assessore regionale Agostino Fragai e il presidente del Quartieri 1 di Firenze Stefano Marmugi con la scritta “Bisex”; infine i consiglieri provinciali di Firenze Alessandra Fiorentini (Pd) e Massimo Lensi (Pd) sono stati immortalati con la scritta “Trans”.

I manifesti hanno lo scopo di sollevare il dubbio sulla domanda: “E se fossi Gay, Lesbica, Bisex o Trans?”  ed invitano ad una campagna di vacciznazione contro ogni forma di discriminazione e di pregiudizio; altri volantini saranno poi inviati in diverse scuole e locali.

Francesco Piomboni e Matteo Pregoraro, di Arcigay Firenze, hanno affermato: “Si tratta di un segnale importantissimo che accogliamo con grande soddisfazione e che ci porta a riconquistare fiducia nella politica vera, quella attenta alla tutela dei diritti di tutti i cittadini, senza distinzione. A maggior ragione, questo avviene a pca distanza dall’ultima aggressione a Firenze, in Piazza Puccini, contro una ragazza transessuale, rincorsa e presa a calci e pugni da due ragazzi italiani la mattina del 5 Aprile scorso”.

via| LaNazione


La prima fiera del libro Lgbtq a Pisa a Novembre

libro

Dal 12 al 14 Novembre 2010 si terrà, per la prima volta, a Pisa, la “Fiera del libro Lgbtq”.

Tale evento è organizzato da Bookout e prevede moltissimi stand espositivi di case editrici sia italiane che straniere alle queli verranno affiancete, come in ogni fiera che si rispetti, conferenze e dibattiti sulle tematiche del mondo gay; ci sranno inoltre anche spettacoli, readinge laboratori. Sarà inoltre attivato un bellissimo concorso letterario per gli studenti delle scuole secondarie superiori.

Il programma dettagliato e preciso delle tre giornate non è ancora stato definito, ma, naviganto e spulciando sul sito, si possono trovare moltissime informazioni. Aspettiamo con ansia il programma in dettaglio per renderlo noto a tutti.

via| bookout.it


Manifesti oscurati ad Udine la destra afferma fiera: “Siamo stati noi”

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Ricorderete tutti quanti i cartelloni contro l’omofobia che le associazioni Arcigay e Arcilesbica, col permesso dei comuni, avevano affisso sui muri delle città di Udine e Pordenone e che, nella notte tra il 17 e il 18 Maggio sono stati oscurati e modificati con la scritta : “Froci, la natura e il mondo vi ripudierà”.

Il comune fece sapere che li avrebbe ripristinati e che sarebbe partita seduta stante una denuncia contro ignoti, denuncia che però, ora, non ha più motivo di partire, poichè l’azione è stata rivendicata da Ernesto Pozzetta, responsabile regionale de La Destra, che ha anche affermato: “Lo rivendico assumendomene la piena responsabilità. Si trata di un’iniziativa prettamente politica, in contrapposizione alla scelta fatta dai Comuni di Udine e di Pordenone di patrocinare i manifesti. Chi intende procedere lo faccia, se intravede in questa iniziativa politica qualche infrazione alla legge. Potevamo restare anche nell’anonimato ma poichè sono una persona corretta mi assumo la responsabilità di dire che siamo stati noi a oscurare i manifesti”.

Risulta evidente la provocazione, che non è stata accolta, o almeno non lo è stata in parte, per evitare una sorta di guerra mediatica e per non dare altro spazio, come dire, pubblicitario grtuito a questi personaggi; tuttavia Argay ha reso noto che, ora che gli ignoti non sono più tali, procederà ugualmente con la denuncia.

via| Queerblog.it


Il libro su come formare un’identità sessuale ben radicata: parola dello psichiata omofobo scoperto con l’escort gay

Il libro su come formare un'identità sessuale ben radicata: parola dello psichiata omofobo scoperto con l'escort gay

George Rekers è uno psichiatra omofobo che si è sempre opposto ai diritti per i gay e ha, invece, appoggiato terapie di conversione per ritrovare la propria (giusta) identità sessuale. E poi è stato scoperto con le mani nella marmellata, in compagnia di un escort gay. Pronta le sue giustificazioni, da un patetico “Non lo sapevo fosse un gigolò gay” a “Volevo aiutarlo“. Eh certo, tesoro, e le macchine si fermano dalle prostitute solo per chiedere informazioni stradali.

E dal passato di Rekers, ecco spuntare questo libro dal titolo ” Formando l’identità sessuale di tuo figlio”. Con una meraviglia di copertina, di un padre e un figlio, in mezzo alla natura, (vestiti in stile Abercrombie, ops), mentre il padre si appoggia su un’ascia con cui (presumo) ha spaccato la legna. E via di luoghi comuni: uomo maschio a contatto con la nauta incontaminata che rompe legna, vestito a quadri, senza la società corrotta nello sfondo.

Io attendo con ansia il seguito, magari “Formando l’identità sessuale di un escort gay“… Dopo il salto, la copertina per intero:

Il libro su come formare un'identit�  sessuale ben radicata: parola dello psichiata omofobo scoperto con l'escort gay

Via | DallasVoice


Udine: oscurati i manifesti contro l’omofobia

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Nella notte tra il 17 e il 18 Maggio moltissimi dei manifesti che ritraevano baci omosessuali, affissi ieri (Giornata Mondiale contro l’Omofobia) da Arcigay e Arcilesbica, sono stati “oscurati” nella città di Udine. Gli ignoti (com’era ovvio che fosse), secondo quanto reso noto dal comune, avrebbero agito duranre la notte, proprio quando nessuno poteva vederli.

I manifesti, patrocinati dall’amministrazione cittadina e distribuiti e affissi in parti uguali nei comuni di Udine e Pordenone, raffiguravano coppie omosessuali che si baciavano di fronte ad una tavola imbandita e con sotto una scritta: “La civiltà è un prodotto tipico friulano e dunque l’omofobia non può appartenere a questa terra”.

Il comune ha comunque reso noto che tutti i manifesti oscurati saranno al più presto sostituiti e ripristinati.

via| tg24.sky.it


Christina Aguilera Bisessaule? Sì ma solo in parte!

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A quanto pare fare Outing è diventata quasi una moda, nel giro di un mese lo hanno fatto, in media, molte persone dello spettacolo e la cosa fa decisamente pensare che, dietro alla volontà di apparire quello che realmente si è, ci sia anche, e sopratutto, la voglia di farsi una certa (e anche malcelata in un certo senso) pubblicità.

Conscia di tutto questo, la bellissima Christina Aguilera ha deciso di fare una sorta di Outing alla rivista “Out” affermando: “Credo sia divertente essere e aperti e giocare. Mio marito sa che mi piacciono le ragazze…”. Ma non è tutto da buona ragazza malizione e spregiudicata qual è ha aggiunto: “I ragazzi hanno un sacco di testosterone, le ragazze devono convivere con gli estrogeni. Ho già il mio ben da fare con i miei in quei giorni del mese, non posso pensare che questo possa accadere due volte”.

Ne approfitta anche per lanciare una frecciata a Lady Gaga affermando che la cantante sarebbe più bella da vedere che da ascoltare, ma queste sono opinioni personali.

via| Dgmag.it


La condizione necessaria per combattere l’omofobia è l’attribuzione di uguali diritti a tutti

18 maggio 2010 Robo Nessun commento

Un video di baci, senza etichette, per lottare a favore dell’uguaglianza dei diritti. Uguaglianza – come viene ricordato – che in Italia non c’è.

La discriminazione ha molti volti. Un volto odioso è quello di chi discrimina in base all’orientamento e alle preferenze sessuali. Come un tempo accadeva per il colore della pelle, per l’essere donne, per avere certe idee politiche. Eppure lo Stato non dovrebbe distribuire o togliere diritti in base a una caratteristica personale e privata. Che oggi non può che essere pubblica proprio perché l’ingiustizia la colpisce, colpendo chiunque abbia a cuore i diritti civili e non solo chi è privato della possibilità di essere pienamente un cittadino. Chi amiamo, e se amiamo qualcuno, dovrebbe essere irrilevante per la legge. La condizione necessaria per combattere l’omofobia è l’attribuzione di uguali diritti a tutti. Il progetto non ha scopi commerciali, ma l’intento di sottolineare e di sensibilizzare sulla mancanza di parità e uguaglianza. Chi non si oppone è complice. Grazie a chi ci ha messo la faccia.

Buona visione. Buone riflessioni. Buon impegno.


Carabiniere trasferito perchè gay fa ricorso, il Tar gli da ragione

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Era stato deciso di trasferirlo da Genova a Torino a causa del suo orientamento sessuale che poteva, in un certo senso, “ledere” il prestigio e il rispetto dell’Arrma, e, inoltre, poteva suscitare grave imbarazzo tra i suoi colleghi. Tuttavia il Tar di Genova non è stato della stessa idea ed ha accolto il ricorso del carabiniere che ha ora la possibilità di tornare in servizio presso una stazione di una delegazione del ponenete genovese; tutto questo con effetto immediato.

Il carabiniere era stato trasferito dal comando dell’Arma dopo la scoperta del suo orientamento, e così giustificato: “Non si può escludere che la situazione crei comprensibile imbarazzo e sia potenzialmente pregiudizievole per il regolare andamento di vita del reparto, nonchè lesiva del prestigio dell’Istituzione”.

Matia Francesca Florino, avvocato, ha sottilineato nel ricorso come il trasferimento forzato, con quelle specifiche motivazioni, al reparto Battaglione Moncalieri a Torino avrebbero creato un fortissimo imbarazzo al suo assistito. Il tar ha raccolto la logica del ragionamento. Inoltre tutti i colleghi del carabiniere si sono schierati in suo difesa sottoscrivendo anche un documento al riguardo.

via| Bliztquotidiano


Giornata Mondia contro l’Omofobia: I Tuoi Lo Sanno Che Sei Eterosessuale?

ituoilosanno

In occasione dell’odierna Giornata Mondiale contro l’Omofobia, giune da Napoli, una curiosa campagna: sul viso di un ragazzo c’è una domanda seria: “I tuoi lo sanno che sei eterosessuale?”.

Creata dal Napoligaypress (e ideata da Johnny Alexandre Abbate), ha l’intento di ribadire che: “Eterosessualità ed omosessualità sono orientamenti naturali, mentre l’omofobia è una grave forma di ignoranza”. Una campagna molto interessante e curiosa, chi ha detto infatti che essere eterosessuali sia normali? La normalità è un punto di vista e questo spot lo coglie appieno con un’ironia sottile e tagliente.

via| Napoligaypress


Un Desperate Gay Guy ad una serata etero in discoteca

Un Desperate Gay Guy ad una serata etero in discoteca

Ieri, il sottoscritto, è andato, per lavoro, ad una serata in una nota discoteca di Milano, dove si teneva una festa con alcuni vip nell’area privè. E, per la prima volta da parecchio tempo in cui non andavo a ballare in un locale gay, mi sono accorto di come le cose siano diverse. In compagnia del mio ragazzo e di una mia collega, ci siamo presentati all’ingresso dove, ragazze in tailleur e truccate smistavano le file. Poi ci hanno marchiati sulla mano (timbri diversi per zone diverse del locale). Roba che per andare in bagno, dovevi fare il giro del locale in punti asimmetrici, sembrava un gioco di ruolo alla Tomb Raider con i buttafuori che ti fermavano dicendo “Qua non puoi passare, circumnaviga la sala passando per la sezione B, senza entrare nell’area cena e lateralmente alla zona bar“. Volevo disperatamente una bussola o delle molliche di pane. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

La maggior parte dei maschi presenti che ballava in versione tamarra e che, esterna dal privè, fissava le showgirl con l’aria dei bambini davanti alle gabbie dello zoo, alzando le braccia e le macchine fotografiche digitali per fare qualche scatto rubato. Alcuni di questi avevano ancora la maglietta dell’Inter, con sciarpa annessa. Ma il pezzo migliore è stato quando, insieme al mio ragazzo, mi sono diretto in bagno, in fila. Quattro ragazze vestite di ricordi (perchè la loro gonna e la maglietta, vi giuro, le ho cercate ma non le ho trovate) uscivano dal bagno mentre tre ragazzi si giravano come tacchini, ridacchiando e annuendo su chi era più “topa”. E uno di loro si è voltato verso di me, ridacchiando:

“Amico, ma quanta figa c’è qua stasera? Madòòòòò, roba da ergastoooloooo!”

Ho annuito, con un poco convinto “Eh, sì”, mentre gli stavo per chiedere se, quindi, alla fine era diventato ufficialmente illegale la “fi*a” visto che aveva parlato di ergastolo. Altri passavano con le mani sulla faccia, come in una scena de “La ciociara”, mentre dicevano, con camicia e jeans firmati: “Ma stasera qua c’è veramente il pienone di passere!“.

Siamo quindi tornati dalla mia collega, nel privè, mentre accanto a noi ballavano e parlavano alcune showgirl. Alla mia sinistra, due gradini sotto, una decina di uomini ci fissavano con la stessa espressione del mio cane, accanto alla tavola, quando ha fame e io mangio il pollo per cena.

Foto | Focus


Un Desperate Gay Guy ad una serata etero in discoteca

Un Desperate Gay Guy ad una serata etero in discoteca

Ieri, il sottoscritto, è andato, per lavoro, ad una serata in una nota discoteca di Milano, dove si teneva una festa con alcuni vip nell’area privè. E, per la prima volta da parecchio tempo in cui non andavo a ballare in un locale gay, mi sono accorto di come le cose siano diverse. In compagnia del mio ragazzo e di una mia collega, ci siamo presentati all’ingresso dove, ragazze in tailleur e truccate smistavano le file. Poi ci hanno marchiati sulla mano (timbri diversi per zone diverse del locale). Roba che per andare in bagno, dovevi fare il giro del locale in punti asimmetrici, sembrava un gioco di ruolo alla Tomb Raider con i buttafuori che ti fermavano dicendo “Qua non puoi passare, circumnaviga la sala passando per la sezione B, senza entrare nell’area cena e lateralmente alla zona bar“. Volevo disperatamente una bussola o delle molliche di pane. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

La maggior parte dei maschi presenti che ballava in versione tamarra e che, esterna dal privè, fissava le showgirl con l’aria dei bambini davanti alle gabbie dello zoo, alzando le braccia e le macchine fotografiche digitali per fare qualche scatto rubato. Alcuni di questi avevano ancora la maglietta dell’Inter, con sciarpa annessa. Ma il pezzo migliore è stato quando, insieme al mio ragazzo, mi sono diretto in bagno, in fila. Quattro ragazze vestite di ricordi (perchè la loro gonna e la maglietta, vi giuro, le ho cercate ma non le ho trovate) uscivano dal bagno mentre tre ragazzi si giravano come tacchini, ridacchiando e annuendo su chi era più “topa”. E uno di loro si è voltato verso di me, ridacchiando:

“Amico, ma quanta figa c’è qua stasera? Madòòòòò, roba da ergastoooloooo!”

Ho annuito, con un poco convinto “Eh, sì”, mentre gli stavo per chiedere se, quindi, alla fine era diventato ufficialmente illegale la “fi*a” visto che aveva parlato di ergastolo. Altri passavano con le mani sulla faccia, come in una scena de “La ciociara”, mentre dicevano, con camicia e jeans firmati: “Ma stasera qua c’è veramente il pienone di passere!“.

Siamo quindi tornati dalla mia collega, nel privè, mentre accanto a noi ballavano e parlavano alcune showgirl. Alla mia sinistra, due gradini sotto, una decina di uomini ci fissavano con la stessa espressione del mio cane, accanto alla tavola, quando ha fame e io mangio il pollo per cena.

Foto | Focus


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