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Paolo Tuci: intervista esclusiva al performer dopo il suo matrimonio con Terje Schroder

Paolo Tuci e Terje Schroder

Pochi giorni fa abbiamo parlato del matrimonio ‘a sorpresa’ tra Paolo Tuci e Terje Schroder, celebrato in Norvegia e al centro dell’attenzione dei mass media locali. Il coniuge di Paolo è componente del gruppo Great Garlic Girls ed ha un grandissimo successo nel suo Paese.

Abbiamo contattato Paolo che ci ha rilasciato questa intervista esclusiva. Oltre a rispondere alle domande poste, ci ha anche inviato alcune foto del loro personale album di nozze, mai uscita prima in alcun sito e ha scelto proprio Queerblog per questo racconto esclusivo.

Ciao Paolo, ti abbiamo lasciato presentatore di Mister Gay Italia e ti ritroviamo sposato… Da fine maggio ad oggi quanto è cambiata la tua vita?
Moltissimo. Due tour conclusi, un nuovo road show con il nuovo Mister Gay Italia Giulio Spatola in partenza…. ed un matrimonio coronato. Direi un bollettino di guerra nobile!

Paolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje Schroder

Le Great Garlic Girls sono molte conosciute in Norvegia. Ci può far capire che livello di fama hanno raggiunto?
Le paragonerei a veri personaggi pubblici: che a differenza di molte drag queen italiane hanno spazio nei canali di tv generalisti ( la RAI 1 norvegese, TV 1-2-3, per esempio ). Sono vere e proprie cabarettiste. Seguite da famiglie, bambini, che come citai nella precedente intervista, accorrono sorridenti agli show: i “kids” nascono attorniati da gay e drag queen e non vivono assolutamente nella percezione di diversità sessuale.

Confermi il matrimonio in diretta nazionale?
Con tanta gioia SIIIIII!:)

Nella tua dichiarazione seguente alle nozze hai parlato di “una parte affettiva e simbolica”. Alcuni si sono chiesti se sia un matrimonio d’amore o solo un modo per ’stupire’, ribellarsi al divieto in Italia di matrimoni gay…
Amore e simbolismo che si sono fusi per gridare al mondo che siamo stufi di essere discriminati: l’abbiamo fatta grossa forse. La notizia è volata su tutti i quotidiani di Germania e Francia, che hanno scritto più critiche sullo stato italiano, che non della cerimonia o della coppia.

Paolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje SchroderPaolo Tuci e Terje Schroder

Hai accennato ad una agognata scossa al Vaticano ma alcuni lettori hanno visto la cosa come ‘errata di base’ perchè così si attribuisce troppa importanza al Papa quando invece dovrebbe essere data al Presidente della Repubblica. Cosa ne pensi?
Ho ricevuto ondate di complimenti sui social network e “critiche” sui blog (alcune davvero creative e simpatiche ): ci dimentichiamo che è lo stato Italiano che continua a sottostare al Vaticano. Giochi di equilibri ed interessi: sebbene ad occuparsene sarebbe certamente compito del buon Giorgio Napolitano… Non ne usciremo mai: ed attualmente il nostro matrimonio ed il suo relativo atto è, e continuerà ad essere per l’Italia, “carta straccia”…

Adesso sei in viaggio di nozze e poi hai altri progetti? Tornerai in Italia a breve?
Ho deciso di accostare il neo eletto Mister Gay Italia 2010, Giulio Spatola in un nuovo road-show in partenza da fine mese, al rientro. Voglio farlo conoscere alla community: ho avuto modo di parlarci per pochi minuti subito dopo l’elezione: un ragazzo scaltro, ironico, e border-line. Ho subito deciso: “Lo voglio con me”. Nel frattempo uscirà un nuovo Dvd in Blu-Ray Live in Palavillage con tutte le nuove performance eseguite al Padova Pride Village di cui vado davvero fiero. Approfitto per dire alle due menti del Padova Pride Guido Mazzucato e Alessandro Zan visto che non ho mai avuto modo di dirlo loro personalmente) che quello di quest’anno è stato uno dei progetti più ambiziosi al quale ho preso parte.

Nella nostra intervista precedente non eri fidanzato e cercavi qualcuno di speciale perché “Nessuno finora ha saputo stupirmi con qualcosa di inaspettato”. Terje c’è riuscito? Come?
Terje ha saputo accettare anche lati di me insopportabili. Vivo girovagando come uno “zingaro”, non posso costruire amicizie, ma solo rapide conversazioni che si dissolvono nel nulla appena cambio destinazione. Ciascuno di noi credo abbia bisogno di un po’ di stabilità, lui c’è sempre, ci telefoniamo anche alle 5 del mattino.

Paolo Tuci: intervista esclusiva al performer dopo il suo matrimonio con Terje SchroderDopo le nozze vorresti anche pensare, magari fra qualche tempo, all’adozione?
Forse questo è uno step forte:qualcosa che va anche contro i miei progetti professionali. Sono giovane e ho ancora molto da costruire ed imparare. Recupero tutte le gioie di paternità quando mi prendo cura dei figli dei nostri amici. Al massimo un bel gatto!:) lo chiameremo Picc!

A X Factor c’è una coppia gay, i Kymera, in gara, in prima serata su Rai Due: li hai già sentiti cantare magari via YouTube? Che ne pensi della loro partecipazione?
Chapeaux! A due ragazzi che hanno saputo mettersi in gioco; melodicamente funzionano: voci complementari, ed arrangiamenti vocali freschi. Dico solo loro di non puntare troppo sulla loro vita privata ma spostare l’interesse del pubblico sul talento… così riuscirebbero ad essere davvero “ordinari”.

Com’è la situazione gay in Norvegia? Il paese dei balocchi per i gay, così come sembra?
Una nostra amica Siv Jensen attualmente candidata a primo ministro sta lottando molto a favore dell’omosessualità. Bisogna partire dal presupposto che la Norvegia è avanti mille anni luce rispetto noi… e chiediti perché quando abbiamo chiesto loro di entrare a far parte dell’UE ci hanno mandato a cagare! (scusate il francesismo!) (ride)

Ci racconti il matrimonio come è stato? Qualche particolare curioso?
È stato fulmine a ciel sereno per tutti: siamo arrivati sposo e “sposa” a sorpresa di tutti. Le facce degli invitati erano in primis un gran particolare curioso! (ride) La celebrazione intensa, e il dinner è stato il primo matrimonio dove non mi sono annoiato: cantanti lirici, coro gospel, e celebrità norvegesi che hanno contribuito ad arricchire la festa per renderla piacevole e scorrevole. Dettaglio di tradizione Norvegese: gli sposi per tutta la cena di festeggiamento non possono assolutamente alzarsi dal tavolo o andare in bagno: se gli invitati si accorgono dell’assenza di uno dei componenti della coppia significa che ci sono corna in atto nei bagni. Era mezzanotte ed avevo la vescica grande quanto un “boiler”.

Il rinfresco e gli invitati? Quante gente ha assistito alle vostre nozze? È stato un gesto ‘impulsivo’ o già pianificato da tempo?
850 sono state le presenza in chiesa, 140 gli invitati al party in Ball Room. In realtà pianificato… la mia decisione era di trattenere la notizia in Norvegia e viverla come cosa personale. Ma purtroppo in meno di 5 ore è stata eruttata la notizia: non ho avuto scelta, è stata una reazione a catena. È stato sicuramente un modo per parlarne e di dire la mia su una tematica importante – che per la frivolezza del mio personaggio – non avrebbe assunto credibilità. Facciamo spettacolo, intratteniamo, vogliamo divertire: ma abbiamo anche una vita privata con tanta voglia di dire come la pensiamo.

Come procede il viaggio di nozze a Bali?
Ti parlo proprio da qui, tra piante giganti, animali di ogni specie, ottimo cibo, ed un popolo povero e tradizionalista. Siamo arrivati ieri, e abbiamo deciso di visitare il più possibile i posti e l’isola. La popolazione è rispettosissima verso i turisti, ed anche qui, l’essere gay non scandalizza cosi tanto. Mi chiedo: ma in quale stato continuiamo a vivere?

Il vostro matrimonio dovrà reggere la distanza. Tu farai avanti e indietro con la Norgevia? O viceversa a Milano?
Per ora la proporzione è sempre la stessa – 1:1 – io salgo, lui scende. Ovviamente tra meno di un mese si rientra in corsa con i nuovi impegni, ma in fondo due ore di aereo sono certamente più piacevoli di 1 minuto in Eurostar! Un caro saluto a tutto lo staff di Queerblog e a tutti i suoi lettori.

Grazie a Paolo Tuci e a Terje Schroder per la disponibilità: complimenti e tanti auguri!

Paolo Tuci: intervista esclusiva al performer dopo il suo matrimonio con Terje Schroder é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di venerdì 10 settembre 2010.


Per Google, lesbica e bisessuale sono termini da censurare

gay google

Google Istant permette all’utente di non dover aspettare sempre dopo una ricerca bensì di andare direttamente nella pagina che ci è stata suggerita in base agli indizi di ricerca.

Il completamento automatico ovviamente esclude termini relazionati alla pornografia, alla violenza e all’odio. Per esempio, gay e omosessuale sono accettati come anche travestito e transgender.

Ma, ironia della sorte, hanno notato che termini come “lesbian” e “bisexual”, invece, non sono ricercabili automaticamente. E adesso è già in atto una petizione contro questa censura, ritenuta assurda a causa di termini non legati a violenza o porno.

Ma non era proprio Google un’azienza molto gay friendly?

Per Google, lesbica e bisessuale sono termini da censurare é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di venerdì 10 settembre 2010.


Daniele Capezzone è bisessuale. Ma guai a dirlo in giro

10 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Daniele Capezzone Ã�¨ bisessuale. Ma guai a dirlo in giro Che San Silvio, tra i tanti taumaturgici miracoli, abbia guarito l’attuale portavoce del Pdl, ex segretario Radicale, Daniele Capezzone da una apparente bisessualità? Pare sia così, vista la furia con cui il soggetto si è scatenato contro Enzo Raisi di Futuro e Libertà per l’Italia, reo di aver ricordato che al Capezzone piacciono anche gli uomini. Si fa ma non si dice, gli ha urlato l’ex Radicale a Montecitorio, proprio come i suoi tanti compagni di partito beccati a transessuali e fermi oppositori sui diritti civili lgbtq. Che aveva scritto sul Secolo d’Italia il neo finiano?

Aveva semplicemente risposto agli attacchi di un ex An come Maurizio Gasparri, oramai berlusconiano di ferro, che poco aveva gradito la presenza di esponenti di GayLib all’assise di domenica scorsa di Fl a Mirabello. A Gasparri & Co. poco era piaciuta quella presenza di “froci” e ad altri, anche nel Pdl, poco era piaciuta quella dimostrazione pubblica di pura omofobia.

Gasparri non si era accorto che gli iscritti dell’associazione erano nel 2008 al congresso fondativo del Pdl - ha scritto Enzo Raisi -. Gaylib tra l’altro è riuscita a fare una battaglia sui diritti omosessuali senza assumere posizioni estreme come quella del matrimonio gay, ma l’imperterrito Gasparri non ha trovato di meglio, insieme ad altri colleghi, di sanzionare ossessivamente questa presenza “inquietante”. Il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone con grande coraggio, e gliene diamo merito, ha a suo tempo fatto outing dichiarando la sua bisessualità. Ma che fa, Gasparri, nel suo partito si fa rappresentare da un gay, oddio!

Apriti cielo. Mentre Gasparri non si cura della questione, Capezzone se la prende. E tanto. Affronta l’autore di tanto dileggio e chiede spiegazioni. L’altro, con l’innocenza di un angelo gli fa presente che voleva essere un complimento.

“Ma sono questioni private”, gli urla il bisex affranto.

Private? Sì, così tanto private che a parlare della sua bisessualità, Capezzone sceglie prima Eva Tremila, che gli chiede se fosse mai stato sedotto da un uomo.

Credo a una cosa che ha detto lo scrittore Jorge Luis Borges - risponde Capezzone -, bisogna avere una mente ospitale. Ho avuto rapporti di amicizia e oltre con ragazze e ragazzi.

Poi, da vera anima Radicale, ma non troppo, arriva il pavoneggiamento.

Ecco, le segnalo - dice alla giornalista del Corriere della Sera il 26 ottobre 2006 - che un sondaggio del sito Gay.tv mi ha eletto miglior amico degli omosessuali in Italia e che su Novella2000 online sono in testa come fidanzato ideale di Manuela Arcuri, davanti al figlio di Gheddafi, a Matteo Marzotto e a Massimiliano Rosolino.

Quando la voce si sparge in Transatlantico, il ‘rapace’ Ignazio La Russa riesce a fare la migliore battuta:

Capezzone bisex? L’ ho capito da come mi guardava.

Allora, nonostante il plauso dei veterani parlamentari dichiaratamente omosessuali come Franco Grillini, il capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, sbotta:

Ma cosa vuole che gliene importi agli italiani se a Capezzone piacciono più gli uomini o le donne? Ha un problema di ego, come Diliberto. Vadano entrambi dallo psicanalista.

Ora quella sceneggiata contro il finiano Raisi che si mette a sbandierare e ricordare vecchi e bisunti coming out. Perché poi le sessualità possono cambiare come le stagioni. E conta persino dove e con chi stai politicamente.

Forse è questo che è sfuggito all’ingenuo esponente di Futuro e Libertà.

Via + Foto | Giornalettismo

Daniele Capezzone è bisessuale. Ma guai a dirlo in giro é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 10 settembre 2010.


USA: la legge sui soldati gay è incostituzionale

10 settembre 2010 Robo Nessun commento

USA: la legge sui soldati gay è incostituzionale

La legge Don’t ask, don’t tell viola palesemente i diritti costituzionali.

Così ha scritto la giudice federale Virginia Philips. La norma, infatti, viola la libertà di espressione e il diritto a un trattamento equo. La giudice ha scritto anche che chi ricorre contro il DADT ha diritto a “una ingiunzione permanente che impedisca l’applicazione della legge”.

L’ingiunzione, che sospenderà l’applicazione della legge su tutto il territorio americano, non entrerà in vigore subito: il governo ha una settimana di tempo per presentare le sue obiezioni. Speriamo che non succeda come la recente sentenza sui matrimoni gay…

È forse giunta la fine di questa norma e i soldati gay saranno liberi di “dirsi” se lo vorranno?

Foto | TgCom

USA: la legge sui soldati gay è incostituzionale é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di venerdì 10 settembre 2010.


I gay sono come il caffè decaffeinato: parole di padre Gonzalo Miranda

gay caffè

Padre Gonzalo Miranda è professore di bioetica al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum in Roma e durante un suo recente viaggio in Messico, ha rilasciato una dichiarazione abbastanza inusuale. Parlando in merito alla recente possibilità di unioni gay nel Paese, avrebbe paragonato le coppie omosessuali al caffè decaffeinato:

“Una relazione gay è come il caffé decaffeinato: non sveglia”

Inoltre ha criticato la decisione, prendendo ad esempio la California e la sua Proposizione 8:

“Quello che è successo in California è significativo. In due occasioni il popolo si è espresso contro il riconoscimento legale del matrimonio gay e due volte un giudice ha cambiato il voto popolare con una sentenza. Non so quale sia il meccanismo in Messico, ma qui la gente non è stata interpellata, non c’è neanche stato un referendum”

Padre Gonzalo, con questi argomenti già sentiti, nemmeno lei ’sveglia’ così tanto le nostre orecchie…

Via | El Universal

I gay sono come il caffè decaffeinato: parole di padre Gonzalo Miranda é stato pubblicato su queerblog alle 18:00 di giovedì 09 settembre 2010.


Se il Financial Times promuove Nichi Vendola, “comunista, cattolico e gay dichiarato”

9 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Se il Financial Times promuove Nichi Vendola, �comunista, cattolico e gay dichiarato�

Si dice che quando l’attuale premier incontrò il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, la prima cosa che gli suggerì fu: “Tingiti i capelli, farai più audience”. Lui, è rimasto con quella chioma brizzolata, l’orecchino d’oro come piccolo vezzo e, con la sua “Fabbrica” e le sue idee in giro per l’Italia l’audience se l’è conquistato, senza proprietà di giornali, di televisioni, meravigliando questi ultimi per l’impatto che riesce a costruire ogni volta che parla da un palco.

Così carismatico da aver sollecitato l’interesse del quotidiano economico anglosassone “Financial Times“, che se ci finisci non è per caso e conta molto. Nelle pagine dedicate all’Europa, campeggia una bella foto di Nichi e un titolo: Il Governatore della Puglia provoca Berlusconi. Un articolo di elogio verso la politica di Vendola; una promozione che non passa inosservata per i tanti analisti finanziari e ‘baroni’ dell’economia internazionale che sfogliano ogni giorno la loro ‘Bibbia’.

Il più quotato per una futura leadership nazionale? Per FT, non ci sono dubbi: è lui, il comunista che ha fondato un partito, Sinistra Ecologia e Libertà; che scrive e pubblica poesie; che riesce ad attirare molti investitori nel settore delle energie rinnovabili; che ha fatto della sua omosessualità una normalità in un paese che non ha diritti e tratta parecchi male i gay.

Lui, chi altri?, potrebbe scalzare l’attuale premier dalla poltrona di Palazzo Chigi, altro che Bersani o qualche altro nomuncolo della sinistra alternativa o moderata. Passo dopo passo è riuscito a costruirsi un racconto credibile, grazie anche all’azione sul territorio. E c’è sempre quella questione che continua a meravigliare: riesce a scalzare chiunque nelle primarie. E riesce a vincere.

Se ne sono accorti, e chissà se piace così tanto all’attuale leader dell’opposizione, persino a Torino dove Nichi Vendola è andato per un dibattito con la presidente del Pd, Rosy Bindi, moderati dal direttore della Stampa, Mario Calabresi.

Un oceano di gente come Torino non era abituata da tempo; un bagno di folla che lascia meravigliato lo stesso Vendola che sorride quando si accorge di un cartello che recita: “Nichi e Rosy oggi sposi”. Probabilmente gli sarà venuto in mente quando la Bindi era ministro delle politiche nella Famiglia nel governo Prodi. In quella occasione poco e nulla fece per i diritti delle coppie di fatto omosessuali. E in un’altra occasione se ne uscì con una battutaccia: “E’ meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da una coppia omosessuale”.

Ma la politica impone di andare avanti, di avere un confronto fresco e utile di fronte al marasma in cui ci troviamo. Ci sono perfino scene da popstar quando Nichi spiega, pensando al voto, ci si prepara «capovolgendo gli ingredienti del berlusconismo, a cominciare dal linguaggio, tipo quello usato per umiliare le donne».

È l’apoteosi persino tra gli iscritti al Pd, che ora tentennano persino sul nome del sindaco di Torino, Chiamparino, altro che intende scendere nell’arena per le primarie.

Tocca il cuore dei militanti, Vendola, sa come emozionare e convincere, lui affermato animale politico e osannato presidente di una regione che il Financial Times definisce “di eccellenza”.

Prima dell’incontro con la Bindi, va a Orbassano, alla festa della Fiom per non far dimenticare il suo alter ego operaista, ma è a piazza Castello che si consuma l’alternativa per un Pd che ora dovrà vedersela seriamente col “cattocomunista” apertamente gay, perché alla fine sono i numeri a contare. E la Bindi se ne è accorta, tanto da dire, forse con malcelata preoccupazione, alla proposta del governatore: “primarie subito”; “tu sai anche vincerle”.

Se il Financial Times promuove Nichi Vendola, “comunista, cattolico e gay dichiarato” é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di giovedì 09 settembre 2010.


Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%)

Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%)Aveva fatto scandalo, qualche mese fa, la storia del ragazzo gay, da sempre donatore di sangue, a cui era stato impedito di donare il sangue proprio a causa della sua omosessualità. Ora, un ricerca scientifica, pare non solo smontare per l’ennesima volta quella tesi, bensì ribalta il risultato e annulla il luogo comune. Secondo l’Istituto superiore di sanità, nel 2008 le infezioni da Hiv erano 13.808 casi eterosessuali che indicavano il 46% di tutte le segnalazioni. Rosaria Iardino, presidente del Network persone sieropositive commenta così la notizia:

“Sebbene la vigente normativa nazionale (il DM 3 marzo 2005 sui protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore) e quella europea non definiscano i comportamenti sessuali atti a determinare l’esclusione permanente dalla donazione - prosegue Iardino - il Centro trasfusionale e di immunoematologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha inserito tra le cause di esclusione i rapporti omosessuali tra maschi. Se i controlli sono efficaci - prosegue la presidente di Nps Italia - è necessario rimuovere i rapporti omosessuali tra maschi dall’elenco delle cause di esclusione per i donatori, che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, rappresentano solo il 29% dei casi, contro il 46% dei contatti eterosessuali”

E ha anche un messaggio chiaro proprio per la Regione Lombardia:

“Alla luce di queste considerazioni, è bene che la Regione Lombardia e le strutture sanitarie presenti sul territorio prendano atto dei dati, evitando di discriminare donatori omossessuali, e facciano le dovute verifiche sulle procedure di screening: sarebbe sufficiente effettuare le dovute analisi sul sangue dopo tre mesi, così come previste per legge, per verificare l’assenza o la presenza di patologie infettive. Una diversa posizione in tal senso, solleverebbe forti dubbi sulle procedure di screening. Il diritto alla sicurezza di tutto il percorso trasfusionale deve essere garantito dalle procedure di screening, non dall’esclusione di alcuni soggetti perché considerati a priori a rischio”

Via | Voce D’Italia

Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%) é stato pubblicato su queerblog alle 16:01 di giovedì 09 settembre 2010.


L’attore Jim Parsons è gay

9 settembre 2010 Robo Nessun commento

L'attore Jim Parsons fa coming outJim Parsons, che ha vinto l’Emmy Awards 2010 come miglior attore per una serie comedy nel ruolo di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory (Cbs) ha fatto coming out è gay.

La notizia la dà The National Enquirer che pubblica anche diverse foto di Jim Parsons con il suo fidanzato, Todd Spiewak.

Non solo: pare che i due piccioncini – che stanno insieme da molti anni – stiano facendo progetti di nozze e dovrebbero sposarsi a Natale nel Massachussetts. Secondo i ben informati, infatti, dopo aver vinto l’Emmy Jim Parsons avrebbe detto al suo compagno che gli mancava una sola cosa per essere felice: sposarsi con lui (romantico, non trovate?). Todd ha detto sì e la macchina per i preparativi nuziali è partita.

È una bella notizia sia per loro due che per tutti noi dal momento che contribuisce alla visibilità lgbt sia negli USA che in tutti quei paesi in cui viene trasmessa The Big Bang Theory. È interessante, infine, che all’apice del successo Jim Parsons abbia fatto coming out non abbia mai negato di stare in coppia con Todd senza timori per la sua carriera. Auguri alla coppia, dunque.

L'attore Jim Parsons è gay é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di giovedì 09 settembre 2010.


Calcio: i gay che tutti conoscono senza che nessuno lo sia

gay calcio

Numerose volte abbiamo sottolineato il tema dell’omosessualità nel calcio, argomento spinoso, più volte negato dai protagonisti dello stesso settore (citofonare Marcello Lippi e la sua frase ‘Non mi è mai capitato in 40 anni di carriera di incontrare un giocatore gay‘). Inoltre, la convinzione che fare coming out equivalga porre così fine alla propria carriera resta una delle convinzioni più forti all’interno del mondo del calcio. Ancora è presente il ricordo di Justin Fashanu che dopo aver confessato di essere gay, venne additato e ridicolizzato, arrivando, per la disperazione, nel 1998, all’età di 37 anni, a togliersi la vita.

Ma due ricercatori inglesi invece sono certi che il primo giocatore che dichiarerà la propria omosessualità, sarà al centro di una tale attenzione e popolarità da guadagnare quello che mai si sarebbe solo sognato come calciatore:

“I tifosi stanno sfidando le organizzazioni che governano il calcio a contrastare la cultura del segreto che circonda i calciatori omosessuali. I tifosi dicono che troppo spesso si dà la colpa a loro, ma oltre il 90 per cento ritiene che non ci sia spazio per l’omofobia nel calcio. A quanto pare dietro la segretezza nel calcio si sono pressioni commerciali. Ma essere gay non ha danneggiato le carriere di attori, musicisti e politici”

E, sempre secondo questa ricerca inglese, su 3000 persone intervistate tra arbitri, giocatori, tifosi, bel il 27% ha affermato di conoscere personalmente giocatori gay. Ma nessuno mai ha fatto un solo nome. Tutto resta teorico e ’senza prove’. Secondo voi, il primo calciatore gay (se ci sarà) avrà guadagni e vantaggi oppure si pentirà il giorno stesso di aver fatto coming out?

Calcio: i gay che tutti conoscono senza che nessuno lo sia é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di giovedì 09 settembre 2010.


Chi sono i dieci vip gay più seguiti su Twitter?

9 settembre 2010 Robo Nessun commento

Chi sono i dieci vip gay più seguiti su Twitter?Twitter è il social network che più piace ai vip, tanto da diventare una vera e propria fonte per le novità che li riguardano. Anche i vip gay non si fanno mancare questo strumento. Chi sono i dieci vip gay più seguiti di Twitter? Qualcuno si è preso la briga di fare questa ricerca. Eccoli (i dati dei followers sono aggiornati a oggi, 9 settembre):

1. Ellen DeGeneres – 5.185.708 followers. Al primo posto della classifica troviamo Ellen DeGeneres che è di poco distante dalla vip più seguita di tutta Twitter, vale a dire Lady Gaga (6.153.949 seguaci). Ellen DeGeneres è considerata una delle persone più influenti della tivvù americana, oltre ad essere una paladina dei diritti lgtb. Con la sua sposa, Portia De Rossi, forma una delle coppie lesbiche più belle che ci siano.

2. Perez Hilton – 2.413.486 followers. È uno dei blogger più popolari di tutti i tempi che si contraddistingue per il tono ironico e pungente dei suoi post. È l’indiscusso capo del gossip sulle celebrità.

3. Stephen Fry – 1.762.879 followers. Comico, attore, scrittore e regista britannico. Indimenticabile la sua interpretazione di Oscar Wilde nel film Wilde.

4. Rachel Maddow – 1.682.299 followers. Popolare conduttrice televisiva, speaker radiofonica e opinionista americana.

5. Ricky Martin – 1.587.475 followers. C’è bisogno di presentazione?

6. Samantha Ronson – 1.567.802 followers. Cantautrice e disc-jockey inglese che vive a Los Angeles; per un periodo è stata la fidanzata di Lindsay Lohan.

7. Lindsay Lohan – 1.124.362 followers. Nonostante gli scandali mediatici che la vedono coinvolta un giorno sì e l’altro pure, Lindsay Lohan non perde fan nemmeno su Twitter.

8. Michael Ausiello – 1.124.057 followers. Famoso blogger, giornalista e attore.

9. Suze Orman – 1.059.921 followers. Molto popolare in America come conduttrice, scrittrice e consulente finanziaria.

10. Neil Patrick Harris – 797.888 followers. Il popolare attore sta vivendo un periodo di grande celebrità. Qualche giorno fa, proprio via Twitter, ha annunciato che, con il suo compagno, è in attesa di due gemelli.

Altri nomi in classifica sono: Adam Lambert (undicesimo posto con 649.908 followers), Alan Carr (dodicesimo con 572.033 followers), Michael Buckley (tredicesimo con 529.120 followers), Karl Lagerfeld (quattordicesimo con 316.174 followers) e Chris Colfer (quindicesimo con 290.253 followers).

Voi seguite qualche vip? Magari qualche vip gay? E pure italiano? Magari potremo fare una classifica più “nostrana”, anche se la vedo ardua visto che Twitter stenta a decollare dalle nostre parti.

Foto | Flickr

Chi sono i dieci vip gay più seguiti su Twitter? é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di giovedì 09 settembre 2010.


Il Parlamento Europeo chiede i riconoscimenti per le coppie di fatto gay. Polonia e Italia: “Solo un uomo e una donna sono coppia”

8 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Il Parlamento Europeo chiede i riconoscimenti per le coppie di fatto gay. Polonia e Italia: "Solo un uomo e una donna sono coppia"Maliziosi cronisti raccontano di come durante la seduta al Parlamento Europeo, mentre gli italiani del Pdl e Lega intervenivano nel dibattito sulla libera circolazione e riconoscimento delle coppie gay nell’UE, la maggioranza degli europarlamentari, destra, centro e sinistra, ascoltassero allibiti gli eurocolleghi e se la ridessero non tanto poi sotto i baffi. Il dibattito era nato dopo che alcune interrogazioni chiedevano alla Commissione europea quali iniziative avrebbe preso per cancellare le discriminazioni nella UE tra coppie dello stesso sesso e di sesso diverso, per assicurare il mutuo riconoscimento in tutti gli Stati dell’Unione delle unioni civili e dei legami matrimoniali tra persone dello stesso sesso contratti in uno Stato UE che li permettono, assicurando quindi la libera circolazione delle coppie gay.

Il gruppo liberale ha anche chiesto - sulla base dell’interrogazione redatta dal responsabile delle questioni europee dell’Associazione Radicale Certi Diritti Ottavio Marzocchi - alla Commissione di elaborare una Roadmap (tabella di marcia) contro l’omofobia e per i diritti LGBT, con una serie di misure a livello europeo ed internazionale.

Nell’arco di tutto il dibattito, tutti gli europarlamentari si sono trovati d’accordo sulle due questioni, salvo i polacchi e gli italiani del Pdl e Lega che si son messi a fare un bel sermone sulla famiglia tradizionale, quella, tanto per non cadere in equivoci, utile alla procreazione.

Pare che a distinguersi per fervente difesa della famiglia composta unicamente da un uomo e una donna sia stato l’europarlamentare Oreste Rossi della Lega, che ha lasciato sbigottito il Parlamento europeo con un sermone teologico sulla famiglia naturale povero di argomenti e così carico di accanimento verso le coppie dello stesso sesso tanto da mostrarsi più degno del più omofobo dei leader religiosi.

L’Italia - scrive in un comunicato stampa Arcigay - si è di nuovo dimostrata lo zimbello d’Europa in tema di diritti civili. Gli europarlamentari di PdL e Lega sono riusciti a distinguersi in negativo sul tema della libertà di circolazione e del rispetto dei diritti delle coppie dello stesso sesso sposate o che hanno contratto diverse forme di unione riconosciute all’estero, sul quale la stessa Commissione Europea si era già espressa nel 2004 con una specifica risoluzione che invitava gli stati membri a garantire tale diritto.

A fine dibattito, la Commissaria Reading ha confermato che la Commissione Europea si impegnerà a verificare che la risoluzione sulla libertà di circolazione sia correttamente applicata in tutti gli stati dell’Unione e che tale applicazione non tralasci i diritti delle coppie gay e lesbiche.

La Commissaria ha anche affermato che i governi non possono discriminare, che sono spesso più prudenti delle loro popolazioni e che insisterà perché il diritto europeo sia applicato, pena di dovere applicare misure più severe (come portare gli Stati membri davanti alla Corte di Giustizia). La Commissaria ha inoltre chiesto all’Agenzia per i Diritti Fondamentali di aggiornare il suo studio sull’omofobia nella UE al fine di fornire maggiori informazioni alla Commissione al riguardo per meglio lottare contro le discriminazioni.

Quasi dimenticavo: Pd e Idv avevano altro da fare. Assenti!

Vien da dire: meno male che l’Europa esiste!

Foto | Flickr

Il Parlamento Europeo chiede i riconoscimenti per le coppie di fatto gay. Polonia e Italia: "Solo un uomo e una donna sono coppia" é stato pubblicato su queerblog alle 17:01 di mercoledì 08 settembre 2010.


Roma: sei gay? Niente casa. Ennesimo caso di discriminazione e omofobia

affitto stanza gay

Massimo Frana è un insegnante di un istituto superiore a Roma. Per lavorare, ha cercato casa nella Capitale ed è riuscito a trovare libera una stanza di un appartamento, al quinto piano, nella zona Lucio Sestio (senza ascensore). Ma non se ne è fatto nulla poiché la proprietaria dell’immobile gli ha impedito di stipulare il contratto di affitto quando il docente ha rivelato di essere gay. La donna, un avvocato in pensione, aveva infatti sostenuto di non volere affittare casa a immigrati e gay:

“La proprietaria mi ha anche rimproverato per averle fatto perdere del tempo, sostenendo che nel condominio ‘non avrebbero capito certe cose’. Ho perdonato la signora, ma spero si renda conto della cattiveria delle sue parole e della violenza del suo atteggiamento. Sono preoccupato all’idea che vi possa essere un intero condominio che rifiuta le persone gay, secondo quanto ha insistito a ripetere. Così come rimango incredulo che un avvocato, quale la signora ha sostenuto di essere, possa parlare e agire in un simile modo. Da dieci anni insegno ai miei alunni a essere aperti e rispettosi di ogni diversità, vista come valore che arricchisce, e devo dire che i giovani, opportunamente invitati a riflettere, dimostrano spesso di saper dare risposte positive ed equilibrate sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza dell’altro”

Fabrizio Marrazzo ovviamente esprimere indignazione e supporto per l’accaduto:

“A Massimo Frana va tutta la nostra solidarietà. E’ una vicenda sconcertante. Non è la prima volta che riceviamo segnalazioni di episodi del genere. Non affittare casa a qualcuno perché è immigrato o gay, come sostenuto in questo caso, vuol dire essere precipitati in un vero e proprio baratro sociale, culturale e umano. Abbiamo organizzato per venerdì 10 settembre, a partire dalle 12, un volantinaggio proprio nei pressi della fermata della metropolitana Lucio Sestio, perché le persone possano conoscere questa vicenda e ci aiutino a reagire a questo clima intollerabile: distribuiremo dei cartelli ‘Affittasi’ con la scritta ‘Omofobia in condominio? No grazie!’”

Brutta storia sicuramente ed iniziativa lodevole. Ma… quanto servirà davvero un volantinaggio?

Roma: sei gay? Niente casa. Ennesimo caso di discriminazione e omofobia é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 08 settembre 2010.


L’assessore al turismo in Sicilia vuole anche i gay. Il Pdl insorge: “Non è terra di omosessuali”

8 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

L'assessore al turismo in Sicilia vuole anche i gay. Il Pdl insorge: "Non è terra di omosessuali"Oramai è guerra su tutto tra gli esponenti del Pdl e i finiani. Non c’è tema che regga il confronto, nessuna liason su alcun tema; l’odio politico tra i separati in casa è a più strati dopo il discorso del Presidente della Camera a Mirabello che ha detto quello che tutti pensavano da tempo ma nessuno osava. Ora una nuova polemica si è aperta in Sicilia, dove nei giorni scorsi, l’assessore regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, Antonino Strano, si era detto disponibile ad un turismo anche delle persone omosessuali nell’isola, convinto che l’apertura di locali gay, l’associazionismo lgbtq isolano, avrebbe aiutato la popolazione all’accoglienza.

“Mi battei per far aprire un locale a Catania - dichiara Strano -. La nostra è una terra intelligente e molto accogliente. Io personalmente a Catania, nel 1993, mi battei per far aprire un locale gay, il Pegaso, e ho dato anche dei sostegni economici all’amministrazione del Festival del Mediterraneo, organizzato dai ragazzi del locale, invitando tunisini, israeliani e delegazioni di altri Paesi.”

A insorgere contro la proposta dell’assessore siciliano, il parlamentare regionale del Pdl, Marco Falcone (in foto) che liquida quella che secondo lui è una insensata proposta, con la peggiore delle bugiarde sicumere: “L’omosessualità non appartiene alla Sicilia”, come se le sessualità hanno un preciso luogo di appartenenza: qui c’è questo, lì altro, se ti sposti più a ovest c’è altro ancora.

“Credo che le riprovevoli affermazioni di Nino Strano - dice il parlamentare siciliano - sul turismo omosessuale, dimostrino, da sole come l’assessore al Turismo della Regione siciliana abbia toccato il fondo, non tanto per il riferimento agli omosessuali che meritano rispetto, tutela e parità di trattamento, quanto perché in questa sua considerazione sono impliciti: l’auspicio di affermare un modello, quello gay, che non appartiene alla Sicilia ed in secondo luogo di fare della Sicilia meta del vergognoso turismo sessuale. È veramente troppo lo scadimento di questo personaggio che, in passato, ha ridicolizzato il Senato con l’episodio, a tutti ben noto, della ‘mortadella’ e oggi tenta di delegittimare il governo regionale e la nostra Sicilia ‘affibbiandogli’ modelli culturali estranei alla nostra cultura, tradizione e religione. Strano – dice Falcone – si è intestato il primato di aver colto in pieno e di voler subito applicare la ‘linea rivoluzionaria’ del suo ‘mallevadore’, leader di Futuro e Libertà, che come lui ha tradito, non solo Berlusconi, ma, soprattutto l’intero popolo di centrodestra e il responso elettorale del 2008. Nino Strano ha un altro primato che lo ha contraddistinto negli anni, quello degli sprechi di risorse pubbliche. Martedì prossimo – conclude Falcone – alla riapertura dell’Aula, presenterò un’interrogazione al presidente Lombardo, per sapere se quello di Strano è il pensiero e la posizione politica dell’intero governo regionale.”

E con questo ci risiamo: rispetto sì verso gli omosessuali, ma che se ne stiano nelle loro riserve, nel più atavico silenzio, non diano manifestazioni di pubblica presenza. Solo così meriteranno tutela e rispetto.

Falcone dimentica, o forse non sa, parte importante della storia della sua terra. Dimentica, o non sa, che proprio a Palermo, per volontà di un ex sacerdote, nel 1980 nacque quella che sarebbe diventata la prima associazione lgbtq diramata in tutto il territorio nazionale: Arcigay. Nell’estate precedente due ragazzi, noti omosessuali, Giorgio Agatino Giammona di 25 anni e Antonio Galatola, di 15, furono trovati uccisi con un proiettile ciascuno nella testa, a Giarre.

Da allora a oggi, Palermo, Messina, Catania, sono state città dove gli omosessuali si sono organizzati, hanno creato luoghi di condivisione della cultura e del rispetto. Gli “arrusi” diventavano cittadini e pretendevano quel rispetto che per molti anni veniva negato a più strati.

Oggi, la scena omosessuale siciliana è cambiata, anche grazie a cittadini responsabili e democratici come l’assessore al turismo, Antonino Strano.

Dire, come ha fatto l’esponente politico del Pdl, che l’omosessualità non appartiene alla Sicilia, è falsificare la storia stessa di una terra e di un popolo. Oltre ad affermare una irresponsabile omofobia.

È sfuggito a Falcone che proprio quest’anno, Palermo è stato teatro nazionale della celebrazione del Gay Pride. Una città che si è vestita a festa; ha discusso con persone di cultura e politica, di diritti e di eguaglianza. Ha saputo mostrare la parte più bella e meravigliosa di un’isola che esiste, che non vuol farsi talebana sul rispetto vero verso le persone lgbtq.

Sfugge all’esponente Pdl che Catania, come Messina, vive anche di cultura fatta e proposta dalle associazioni lgbtq presenti nel territorio.

E tra le tante, non mette nel piatto economico, il fatto che un turismo allargato, potrebbe portare - e porta - nuova linfa economica e nuovo benessere per molti. Dimentichi, come afferma Falcone, che si tratta di un turismo sessuale, come se ad ogni spostamento gli omosessuali si dilettino a inscenare l’eros più baccanale. Ma di che parla?

Se il parlamentare Falcone vuol prendere a pretesto gli omosessuali siciliani per dar di contro al suo ex alleato, fa una operazione politica sbagliata e a nulla vale quel rispetto che non intende negare nelle parole ma che vuole annullare nei fatti.

L'assessore al turismo in Sicilia vuole anche i gay. Il Pdl insorge: "Non è terra di omosessuali" é stato pubblicato su queerblog alle 13:01 di mercoledì 08 settembre 2010.


X Factor 4: Anna Tatangelo con i Kymera “Sono felice di vedere la prima coppia omosessuale in prima serata” (Video)

x factor kymera anna tatangelo

Iniziato ufficialmente ieri con la prima puntata, X Factor 4 è partito cercando di ottenere un successo maggiore di quello delle edizioni precedenti (o almeno di quella precedente…). E tra i vari cantanti in gara e ascoltati, ci sono stati anche i Kymera che si sono esibiti con la versione di Frozen di Madonna.

Dopo la canzone, i giudici hanno espresso il loro parere. E dopo aver mostrato il videoclip in cui Ruggieri rimproverava i due di guardarsi troppo e di essere ‘zuccherosi’ al punto da far sembrare Albano e Romina come i Clash (commento oggettivamente innegabile), la Tatangelo ha ribadito il suo concetto sulla coppia (anche se erano le 23 passate…):

“Sono felice di vedere la prima coppia omosessuale in prima serata”

Sicuramente qualcuno si lamenterà della cosa, parlerà di buonismo, della Tatangelo troppo gayfriendly e del suo messaggio a favore dei gay che diventa stancante e fuori luogo. A me invece ha fatto piacere. Retorica? Banalità? Può essere, nessuno lo nega. Ma, dopo decine e centinaia di critiche, di obiezioni, di censure, di accuse e atti di presunta omofobia, è davvero ‘dannosa’ una frase del genere?

Ci si lamenta sempre di essere ignorati, di non essere coinvolti e di non avere i diritti di tutti. Non sarà X factor sicuramente a farci ottenere qualche considerazione in più, nè probabilmente la Tatangelo si incatenerà ai cancelli della Rai minacciando di non liberarsi se prima una coppia gay non potrà sposarsi in Italia. Su questo siamo d’accordo tutti.

Ma perchè semplicemente non ascoltare, qualche volta, una frase che può sembrare retorica e gratuita, magari anche apprezzandola? Non se ne parla è un crimine, qualcuno dice qualcosa a nostra favore ed è esagerata? Vogliamo pensare a tutte le volte che qualche psicologo o psichiatra si è vantato in diretta, di quanto l’omosessualità sia qualcosa da curare e non da sbandierare?

Perchè se non gradiamo anche cose del genere, allora a volte è proprio vero che dobbiamo sempre essere acidi e criticare per partito preso…

X Factor 4: Anna Tatangelo con i Kymera "Sono felice di vedere la prima coppia omosessuale in prima serata" (Video) é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di mercoledì 08 settembre 2010.


James Franco si masturba quattro o cinque volte al giorno

james franco

In una scena del suo prossimo film “127 ore”, James Franco interpreta Aron Ralston, sportivo rimasto intrappolato in una bocca di montagna. In una scena del film che non vi voglio dire per non anticiparvi nulla, lui si masturba. E in un’intervista parla della scena, con ironia:

“Quando sono solo, mi masturbo tantissimo. Di solito quattro o cinque volte al giorno. Quindi probabilmente so cosa farei se fossi bloccato sotto una roccia!”

Quattro o cinque volte. Parliamone James, parliamone… (segue sospiro di ammirazione). E voi, amici lettori, quante volte vi masturbate? Siete (numericamente, eh…) inferiori o superiori a James Franco? E se volete vedere il trailer (non la scena di cui vi ho accennato…), cliccate qua.

Via | NyDailyNews

James Franco si masturba quattro o cinque volte al giorno é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di mercoledì 08 settembre 2010.


La nuotatrice australiana Stephanie Rice scrive una frase omofoba su Twitter e perde uno sponsor

8 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

La nuotatrice australiana Stephanie Rice scrive una frase omofoba su Twitter e perde uno sponsorLe è bastato fare la spiritosetta ganza su un social network e la nuotatrice australiana Stephanie Rice si è vista annullare di punto in bianco un accordo commerciale con una nota casa automobilista: la Jaguar.

L’olimpionica 22enne, pare si sia lasciata andare a frasi poco felici e ritenute da molti omofobe su Twitter, dopo la vittoria della squadra australiana di rugby contro il Sudafrica. Quei commenti poco sportivi non sono passati inosservati e in tanti hanno protestato contro la campionessa. Lei, da parte sua, accortasi del danno, ha immediatamente tolto dal social network le frasi incriminate e non le è rimasto che chiedere scusa pubblicamente, spiegando che non intendeva offendere nessuno.

Il mea culpa però non l’ha salvata dalla decisione presa dai dirigenti della Jaguar Australia che avevano già deciso, dopo le tante proteste, di porre fine all’accordo commerciale con la nuotatrice.

Vista da noi, la notizia potrebbe far sorridere; ma noi siamo un paese strano, dove dare del “frocio” in tono dispregiativo è un esercizio quasi culturale quotidiano. Lo fanno tutti, al bar, sul luogo di lavoro, in casa. E se vogliamo parlare di sponsor gayfriendly, la cosa si fa più ardua.

La nuotatrice australiana Stephanie Rice scrive una frase omofoba su Twitter e perde uno sponsor é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di mercoledì 08 settembre 2010.


È morta Marcella Di Folco sempre in prima linea nella battaglie transessuali e omosessuali

7 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

E' morta Marcella Di Folco sempre in prima linea nella battaglie transessuali e omosessualiSe ne è andata Marcella Di Folco, consumata da una insostenibile malattia, all’hospice di Bentivoglio, alle porte di Bologna. Aveva 67 anni. Un duro e triste colpo per tutta la comunità lgbtq italiana, per le sue organizzazioni, per noi che la stimavamo per quella vena battagliera esibita fino alla fine, senza indietreggiare di un passo. Se ne va la fondatrice del MIT (Movimento Identità Transessuale) e scompare con lei una figura di militante acerba, caparbia, dolce, decisa in ogni battaglia che la vedeva sempre in prima fila.

Se ne va un po’ di noi tutti, anche di coloro che non la conoscevano, che non sapevano quanto impegno mettesse nelle battaglie che riguardavano tutte le minoranze, non solo quelle transessuali.

Oggi è volato via un pezzo della nostra vita - scrive Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay -,dei nostri sogni,della nostra battaglia per la Giustizia e la Libertà: la morte di Marcella Di Folco spalanca il silenzio nei cuori delle innumerevoli persone transessuali,lesbiche e gay che l’hanno amata. A lei la riconoscenza per una vita grandissima e coraggiosa. Grazie per il tuo cuore e per la dignità che ci hai insegnato.Mi mancherai tantissimo amica mia adorata…

Cordoglio esprimono in molti in queste ore nei siti lgbtq, nei social network.

Non è facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia - si legge sulla homepage di Arcigay -. Le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che è stata Marcella Di Folco. Compagna, amica, sorella, mamma di tutte/i noi, il MIT perde la leader maxima, la sua traccia essenziale resta indelebile nella storia della nostra Associazione e del movimento tutto. Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l’elaborazione della sua perdita. Il MIT, il Movimento GLBT, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante.

Marcella era nata a Roma ma presto si era trasferita a Bologna, sua città d’adozione e di lotta. Da molti ricordata per una sua fantastica apparizione nel film Amarcord di Fellini nelle vesti di un principe.

L’ultima volta che la incontrai fu al Congresso Nazionale di Certi Diritti a Bologna. Fece un discorso encomiabile a difesa delle coppie di fatto e contro ogni discriminazione verso le transessuali, i gay e le lesbiche. Come sempre mi incuteva un rispetto e tanta riconoscenza per le battaglie che conduceva.

Il ricordo di Sergio Rovasio, segretario nazionale di “Certi Diritti”.

Marcella l’abbiamo conosciuta quando, nel 1982, in Piazza Montecitorio, si facevano continuamente sit-in per sollecitare l’approvazione della proposta di legge dei radicali: ‘Legge 14 aprile 1982, n. 164 ‘norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso’.
Il Gruppo Parlamentare Radicale, nei giorni precedenti l’approvazione della Proposta di Legge, era diventato, all’epoca, il quartier generale del movimento delle persone transessuali. Ogni giorno si facevano comunicati stampa per sensibilizzare i media e la classe politica della necessità di un provvedimento che potesse dare maggiori garanzie, tutele e dignità alle persone transessuali. Si inviavano lettere ai parlamentari, si facevano telefonate ai Capigruppo dell’epoca, si chiedevano continuamente incontri con i membri delle Commissioni Affari sociali e Sanità dove la Proposta di Legge era in discussione. […]
Abbiamo incontrato l’ultima volta Marcella lo scorso 17 maggio, in occasione della VI giornata internazionale contro l’omofobia, a Roma, in Piazza del Quirinale. In quell’occasione, grazie ad un importante intervento di Paola Concia, il Presidente della Repubblica ricevette le principali organizzazioni lgbt italiane. Era bellissimo vedere Marcella camminare per quei corridoi, con in testa un grande cappello rosso, davanti a tutti i Corazzieri schierati in fila sull’attenti. Disse qualcosa anche a loro…
Ti abbracciamo forte cara Marcella.

Anche a nome di tutta la redazione di Queerblog, desidero ringraziare pubblicamente Marcella Di Folco per questa sua vita spesa a favore della nostra comunità. Grazie Marcella. R.I.P.

È morta Marcella Di Folco sempre in prima linea nella battaglie transessuali e omosessuali é stato pubblicato su queerblog alle 18:00 di martedì 07 settembre 2010.


Luxuria vs Platinette: “Miss Italia anche per le transessuali”. D’accordo persino Emanuele Filiberto

7 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Transessuali sì o no al concorso di bellezza che il 13 settembre incoronerà per mano dell’attrice Usa, Sharon Stone, la Miss Italia? Ultimamente, per non cadere in quello che per gli organizzatori è un tranello, sono persino cambiati i regolamenti di questi concorsi. È accaduto a Favara, in Sicilia, dove in un concorso per modelle è stato fatto divieto esplicito alle transessuali di parteciparvi. Capita anche a Miss Italia. Transfobia o giusta decisione da parte di questi organizzatori?

Non ha dubbi la transgender più popolare in Italia, Vladimir Luxuria, animale da palcoscenico e ferma assertrice dei diritti lgbtq. Per lei, una transessuale che ha cambiato sesso deve essere considerata donna a tutti gli effetti, e quindi anche al diritto a misurarsi con le altre concorrenti in un concorso di bellezza. Di più.

La vita - esplica Luxuria - è una gara, si gareggia per un concorso pubblico, per un posto di lavoro, per sport , a volte più ludicamente per un concorso estetico e mi auguro che, in tutti i campi, si segua la meritocrazia e non la discriminazione sull’identità sessuale. Se fosse vero che c’è una neodonna tra le concorrenti di Miss Italia, sarà un altra occasione per parlare di pari opportunità. La norma discriminatoria deve essere tolta. Ci sono tante trans diventate donne, molto giovani e belle e sfido chiunque a capire che erano nate uomini.

La norma discriminatoria accennata da Vladimir Luxuria fu introdotta nel 1992, quando una neodonna, come piace chiamarle, fu ammessa al concorso e poi squalificata quando si venne a sapere delle sue origini anagrafiche.

A dar man forte a Luxuria, è sceso in campo anche l’ultimo rampollo dei Savoia; uno che però va preso con le pinze, visto che spesso ha rilasciato dichiarazioni alquanto bislacche e contrarie a molte rivendicazioni lgbtq.

Per me è una bufala completa - dichiara Emanuele Filiberto -, ma se fosse vero un uomo che decide di cambiar sesso per me diventa una donna da tutti i punti di vista e troverei assolutamente normale che fosse integrata nel concorso di Miss Italia. Io ho viste tutte le 70 ragazze e sono tutte molto belle. Se c’è un trans in mezzo a loro, tanto di cappello perché è diventata una donna bellissima.

Naturalmente la posta in gioco è parecchio succulenta. La vincitrice di un concorso del genere ha porte spalancate nel mondo dello spettacolo e della pubblicità, assicurando spesso fama e benessere.

A sparigliare le buone intenzioni di Luxuria e il principino ci pensa Platinette.

Se davvero ci fosse una transessuale all’interno del concorso non sarei favorevole, mi sembrerebbe un esempio di ‘finta democrazia’. Se vogliamo dimostrare davvero che il senso del pudore non e’ piu’ quello di una volta in Italia preferirei che si aprisse una sezione all’interno di Miss Italia dedicata alle transessuali.

Le ragioni? Vedremo, ma la vedo dura una tarns con la tiara poggiata sulla fluente chioma. Almeno per ora.

Luxuria vs Platinette: "Miss Italia anche per le transessuali". D'accordo persino Emanuele Filiberto é stato pubblicato su queerblog alle 17:01 di martedì 07 settembre 2010.


Giulio Spatola, il nuovo Mister Gay, invita calciatori e vip a fare coming out

giulio spatola Giulio Spatola è il nuovo Mister Gay 2010, eletto proprio poco tempo fa. Il 26enne palermitano,occhi chiari, fisico asciutto e atletico, ha rilasciato anche alcune dichiarazioni interessanti nel corso di un’intervista. Parlando di coming out liberatori, ha raccontato di essere stato scoperto a baciare un suo amico, all’età di 13 anni: seguì psicologo e poi a 18 anni la libertà di essere se stesso. Ha quindi invitato personaggi famosi a dichiararsi gay, per poter dimostrare che non si è così soli come si pensa e quindi supportarsi a vicenda:

“È molto semplice. Alla base c’è l’egoistica paura di perdere consensi da parte delle masse, quindi un danno economico soprattutto nel caso dei cantanti o la più generica paura di perdere il posto di lavoro. Parlo di sportivi, attori, registi e gente di spettacolo in toto. O ancora la paura di perdere potere. E qui non restano che i politici (…) Un altro tabù ampiamente denunciato dalle tante testimonianze di “marchette” che abitualmente frequentano i calciatori nei loro hotel tra una partita e l’altra. Essere gay non sminuisce affatto la virilità o la prestanza fisica. I calciatori potrebbero essere un ottimo esempio di questo se solo decidessero a dichiararsi. “

Ricorda quindi il ‘misterioso’ caso di Cronache marziane, il programma di successo di Fabio Canino misteriosamente scomparso dai palinsesti nonostante un buon successo di audience. E poi, ne ha anche per i politici:

“Bisognerebbe ricordarsi ogni tanto che la comunità lgbt è composta da esseri umani e non da alieni provenienti da UrAno (altra citazione da “Priscilla, la regina del deserto”, ndr) con l’intento di depredare il pianeta Terra (che poi si chiama anche Gaia o sbaglio?). In quanto esseri umani pretendiamo non solo gli stessi doveri, ma anche gli stessi diritti della comunità eterosessuale: dal riconoscimento come singolo individuo alla possibilità di metter su famiglia, quindi la libertà d’adozione e, perché no, la possibilità di procreare in vitreo e avere un figlio geneticamente proprio. Uguaglianza: questa è l’unica vera urgenza”

Parla di una Roma (sua città d’adozione) peggiorata nel tempo, mentre la sua originaria Palermo pare fare molti passi avanti a livello di integrazione. Infine, parole di lode anche per Paola Perego, madrina della manifestazione, che ha confessato che si sarebbe sentita orgogliosa nell’essere madre dei ragazzi gay presenti al concorso:

“È stata una madrina veramente gradita, simpatica e molto sincera nelle sue affermazioni. Un atteggiamento lodevole ed esemplare da parte di un personaggio pubblico. Speriamo che il suo non resti un caso isolato e possa essere l’inizio di un cambiamento.”

Via | Libero

Giulio Spatola, il nuovo Mister Gay, invita calciatori e vip a fare coming out é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di martedì 07 settembre 2010.


Brokeback Mountain ancora una volta censurato, in tv

brokeback mountain

Ieri, alle 21, andava in onda ‘Brokeback mountain‘, sul canale satellitare Rai Movie.

Forse vi ricorderete della prima tv, in seconda serata, trasmessa da Rai Due, che aveva tagliato alcune parti del film, facendolo sembrare un film documentario sul campeggio tra amici negli anni ‘60. Ci sono state proteste, polemiche e alla fine era arrivata la giustificazione: avevano mandato in onda una copia già censurata senza nemmeno saperlo. Venne ritrasmesso la settimana successiva, integralmente.

E proprio ieri sera, è avvenuta nuovamente la stessa cosa: il film in onda sul satellite, in prima serata, e nuovamente una versione tagliata del film Leone d’Oro a Venezia. Ma forse non viene ricordato e resta solo un film “di gay”. E quindi da tagliare via.

Brokeback Mountain ancora una volta censurato, in tv é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di martedì 07 settembre 2010.


A Mirabello Gianfranco Fini divorzia da Silvio Berlusconi e incontra la comunità gay?


Dei contenuti del discorso che il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha fatto a Mirabello la scorsa domenica si sono occupati approfonditamente i colleghi di polisblog.it che qui e qui spiegano cosa cambierà dopo questo incontro pubblico.

Con voi, su queerblog.it, mi piacerebbe approdire una nota di colore passata inosservata sugli altri siti che si occupano di informazione glbtq. Davanti al leader del neonato gruppo parlamentare “Futuro e Libertà” oltre ai fan più anziani di un certo tipo di politica c’erano alcuni rappresentanti di GayLib. GayLib, per chi non lo sapesse, è formato da persone omosessuali politicamente di destra.

Il loro ritorno sulle scene è molto importante poiché riporta in auge uno dei tanti misteri che in Italia aleggiano. Preso atto del fallimento della coalizione di Pierluigi Bersani (Pd) il riconoscimento delle coppie di fatto in Italia avverrà grazie all’attuale maggioranza che in più occasioni ha dimostrato di essere omofoba?

Alla domanda, per il momento, non rispondono neache i rappresentanti di GayLib che attraverso notiziegay.it si limitano a commentare come segue il discorso che Gianfranco Fini ha fatto la scorsa domenica a Mirabello.

“A noi - ha dichiarato Enrico Oliari (Presidente di GayLib) la cosiddetta svolta di Fini sembra non solo necessaria ma assolutamente coerente con i centrodestra di tutta Europa che, in linea con i valori dell’occidente riconoscono serenamente e tutelano come un valore i diritti civili delle persone gay e delle coppie omoaffettive.

Chi è fuori dalla storia, semmai, è l’ex colonnello Gasparri: un politicante da sempre capace solo di provocare che in realtà rappresenta solo la realizzazione di uno dei pochi punti riusciti del miracolo berlusconiano, ritrovandosi ad essere addirittura presidente dei senatori della Forza Italia allargata”.

A Mirabello Gianfranco Fini divorzia da Silvio Berlusconi e incontra la comunità gay? é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 07 settembre 2010.


Quasi quattrocento matrimoni gay celebrati a Città del Messico

7 settembre 2010 Robo Nessun commento

Quasi quattrocento matrimoni gay celebrati a Città del MessicoSon trascorsi sei mesi dall’approvazione delle nozze tra persone dello stesso sesso a Città del Messico e sono state rese note le prime statistiche.

Sono state celebrate 398 nozze gay di cui il 53% tra uomini e il restante 47% tra donne; 41 coppie, inoltre, sono formate da un messicano e uno straniero, con predominanza di persone provenienti dall’Europa.

I matrimoni gay celebrati a Città del Messico hanno valore per tutto il Messico, anche in quegli stati in cui non è presente l’isituto delle nozze tra persone dello stesso sesso.

Com’è normale che sia le nozze tra persone omosessuali e lesbiche vanno avanti nella quotidianità. Auguri agli sposi novelli!

Foto | Burbujas de deseo

Quasi quattrocento matrimoni gay celebrati a Città del Messico é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di martedì 07 settembre 2010.


Lady Gaga vuole diventare ministra di culto per celebrare nozze gay?

6 settembre 2010 Robo Nessun commento

Lady Gaga vuole diventare ministra di culto per celebrare nozze gay?

Sembra che Lady Gaga stia seguendo dei corsi per diventare ministra di culto al fine di celebrare nozze gay. La Germanotta, infatti, vorrebbe essere impegnata in prima linea nella felicità dei suoi fan, gay inclusi, ovviamente.

Fonti vicine alla cantante assicurano che il percorso per diventare una ministra di culto (di fede evangelica) è a buon punto.

Alcuni fan di Lady Gaga, pur apprezzando l’idea e la passione che lei mette nelle sue iniziative, ritengono che sia più importante lottare per ottenere diritti dal punto di vista civile, lasciando al rapporto intimo delle coscienze la questione “matrimonio religioso”.

Lady Gaga vuole diventare ministra di culto per celebrare nozze gay? é stato pubblicato su queerblog alle 14:01 di lunedì 06 settembre 2010.


È gay: ragazzo lo stupra perché gli fa schifo. Poi botte e lo rapina

rimini gay omofobia

A Rimini, un ragazzo di 25 anni è stato stuprato, picchiato e rapinato solo perchè omosessuale. Sembra assurda come vicenda, ma solo da poco è uscita la notizia. L’aggressore è un uomo che già precedentemente aveva violentato una donna (e ‘giustamente’ era libero, in strada…)

La vittima ha avuto una prognosi di 25 giorni e ha comunque deciso di denunciare l’accaduto ad Arcigay, che ha commentato così la cosa:

“Questa denuncia è il segno di un cambiamento di prospettiva che porta finalmente gli omosessuali a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare le violenze subite, qualunque sia la loro forma, e dovrebbe far riflettere il legislatore sull’urgenza di una legge di tutela dalla violenza per la minoranza gay, lesbica, bisessuale e transessuale”

Ma un altro particolare fa riflettere e scandalizza. Il quodiano La voce di Rimini avrebbe raccontato l’accaduto sotto una luce totalmente diversa dalla verità: semplicemente “una notte di sesso fra i due maschi ubriachi, entrambi single e da soli in vacanza“. L’autore della violenza non si pente e dichiara di averlo fatto perchè sapeva che il giovane era gay e quindi “gli faceva schifo“. Da qui, paradosso, lo stupro e il pestaggio successivo.

Via | Periodico italiano

È gay: ragazzo lo stupra perché gli fa schifo. Poi botte e lo rapina é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 06 settembre 2010.


Intervista. Queerblog incontra Gianni Geraci, omosessuale e credente

L’attualità delle ultime settimane ci ha permesso, in più occasioni, di ragionare sul rapporto che esiste tra Chiesa Cattolica e comunità omosessuale. Dopo aver provato a fare una serie di approfondimenti abbiamo deciso di cominciare a confrontarci chi quotidianamente con questo tipo di tematiche ha a che fare.

Generalizzare, soprattutto quando si ragiona di qualcosa di intimo come la fede, è sbagliato. Meglio approfondire le storie. Meglio capire attraverso delle storie una realtà su cui sembra sempre molto facile scriverci. Di seguito, per tanto, trovate l’interessante intervista che Gianni Geraci (gay e credente) ci ha rilasciato.

Pensando ad una serie di interviste sul rapporto tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica il suo nome è stato scelto quasi in automatico. Come ci si sente ad essere uno dei pochi omosessuali che viene intervistato per la propria fede?
Qualche anno fa ho scritto un articolo per Pride che mi ha attirato diverse critiche da parte degli omosessuali credenti italiani. Sostenevo che gli omosessuali credenti sono in parte responsabili di certe uscite intempestive e inopportune del magistero cattolico e argomentavo questa tesi osservando che, fino a quando le lesbiche e i gay cattolici continueranno a nascondere il loro orientamento sessuale nelle comunità di cui fanno parte si rendono complici dei pregiudizi che circolano in quelle stesse comunità.

Essere uno dei pochi omosessuali che rilascia interviste per testimoniare il suo percorso di riconciliazione tra esperienza di fede e orientamento omosessuale, da un lato mi mette di fronte alla responsabilità grande di interpretare anche i percorsi di chi non ha la possibilità di esprimersi liberamente, d’altro canto mi fa sentire l’urgenza di dire a quanti sono omosessuali credenti come me che è arrivato di far capire alle nostre chiese che, quando attaccano le persone omosessuali, attaccano innanzi tutto noi.

Per fortuna, negli ultimi anni, gli omosessuali credenti che hanno fatto una scelta di visibilità sono aumentati e adesso, direi che ci sono almeno una decina di persone che potrebbero tranquillamente rispondere a queste sue domande.

Il problema è che siamo ancora troppo pochi: dovrebbero essere migliaia gli omosessuali credenti che, finalmente, trovano il coraggio di dire nelle parrocchie e nelle comunità in cui lavorano: «Ecco. Noi che siamo i catechisti dei vostri figli. Noi che cantiamo e che dirigiamo i cori delle nostre parrocchie. Noi che svolgiamo nella chiesa il ruolo di lettori, di accoliti, di presbiteri, di educatori e di animatori. Ecco. Noi siamo omosessuali».

Durante ogni Gay Pride sfilano dei carri, o delle singole persone, contrarie alle ingerenze vaticane nella vita pubblica italiana. Lei ha partecipato a dei Pride? Cosa ne pensa, da credente, di chi contesta pubblicamente la chiesa?
Direi di distinguere due piani: quello della libertà d’espressione e quello dell’opportunità. Il fatto che ci siano stato, ai Pride a cui ho partecipato, delle persone che contestavano pubblicamente la Chiesa mi sembrava non soltanto una cosa accettabile, ma anche una cosa comprensibile, vista la rabbia e la delusione che molti membri della comunità LGBT vivono nei confronti della Chiesa stessa.

Purtroppo, molte di queste contestazioni non hanno l’ironia e il buon gusto che le renderebbe davvero efficaci, ma non è certo alla parata che si deve sottilizzare sul modo in cui le persone si esprimono. Purtroppo, insieme a queste forme assolutamente comprensibili di contestazione della Chiesa, ai Pride se ne affacciano altre che si capiscono molto meno.

La prima é la presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l’orgoglio omosessuale: non sono gli unici, intendiamoci e il problema va posto per tutte le presenze che, in qualche modo, più che vivere il Pride, tendono a strumentalizzarlo: da alcuni anni, tanto per fare un esempio, alla Christopher Street Parade di Milano è presente un gruppo di fontamenalisti evangelicali che distribuisce volantini in cui si propongono le terapie riparative dell’orientamento sessuale.

La seconda forma non condivisibile di contestazione della Chiesa si ha quando sono gli stessi organizzatori a proporre questi momenti, senza tener conto della sensibilità di quanti, all’interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità.

Quest’anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del Guado, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all’interno del
movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate.

Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po’ più corretta il tema dell’omosessualità (cfr. Valter Danna, «Fede e omosessualità», Effatà, 2009).

Quest’anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del Guado, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all’interno del movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate.

Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po’ più corretta il tema dell’omosessualità (cfr. Valter Danna, «Fede e omosessualità», Effatà, 2009).

La principale accusa che gli omosessuali atei muovono nei confronti di quelli credenti come lei è relativa all’apparenza alla Chiesa Cattolica. Lei con chi professa la propria fede? Perché?
Io sono nato cattolico e conto di morire cattolico. Poi siamo nelle mani di Dio e quello che succederà non lo sappiamo. La risposta potrebbe esaurirsi qui, ma forse si può fare una riflessione ulteriore.

Lei ha ragione quando dice che l’appartenenza alla Chiesa cattolica viene spesso contestata agli omosessuali credenti. Si tratta di un atteggiamento che non tiene conto di due elementi importanti.

Il primo é legato al fatto che, così come non scegliamo l’orientamento sessuale, allo stesso modo non scegliamo le nostre convinzioni religiose profonde: uno non sceglie di essere cattolico, uno si ritrova cattolico, per la sua storia, per il percorso che ha fatto e, soprattutto, per le esperienze di cui si è innamorato, così come uno non sceglie di essere omosessuale, ma si scopre omosessuale quando si innamora di una persona del suo stesso sesso.

Non ci si rende conto che, nella nostra cultura, la dimensione della Fede é profondamente legata alla nostra affettività: non è un caso che il termine «Credere» e il termine «Cuore» (inteso come la sede degli affetti) si siano sviluppati partendo dalla stessa radice indoeuropea.

Si tratta di un errore di valutazione che nasce dalla scarsa conoscenza della Fede che c’è in giro, complice in questo anche un certo atteggiamento della Chiesa stessa. Ed é a questa scarsa conoscenza che è dovuto il secondo elemento di cui non si tiene conto quando si afferma in maniera perentoria che non si può essere nello stesso tempo omosessuali e cattolici.

C’è infatti un’idea sbagliata di cattolicesimo che può essere riassunta in questa affermazione: «Essere cattolici significa obbedire al papa e ai vescovi, soprattutto quando parlano di Fede e di morale». Non nego che molti cattolici osservanti sottoscriverebbero questa affermazione, ma questo non toglie la sua strutturale inesattezza.

Essere cattolici significa essere convinti che Cristo Gesù è davvero risorto e basare questa fede su una storia (quella che i teologi chiamano la Tradizione) che ci ha portato la memoria di questa notizia fondamentale della nostra vita di Fede. Ma proprio all’interno di questa Tradizione io trovo voci molto autorevoli che ci ricordano che il cattolico deve obbedire innanzi tutto alla propria coscienza.

Nel «De veritate» San Tommaso d’Aquino, quando si pone il problema se si debba obbedire prima al Magistero o prima alla propria coscienza non lascia dubbi e dice: «Il Magistero è voce di uomini, la coscienza è invece la voce di Dio che parla nel nostro cuore».

Sarebbe lungo ricordare qui tutti i testi in cui la Tradizione cattolica ribadisce questa verità, sta di fatto che quella che è una delle convinzioni più diffuse sul cattolicesimo non è esatta e provoca continuamente equivoci molto gravi. Compito degli omosessuali cattolici sarebbe proprio quello di uscire allo scoperto e di testimoniare, con la loro vita, il fatto che è la coscienza il criterio ultimo di giudizio a cui appellarsi quando si fanno le scelte morali. Si tratta non solo di aiutare tanti omosessuali a conservare la Fede, ma si tratta anche di difendere la fede cattolica dalle derive integraliste che spesso la travolgono.

Il servizio di Panorama riguardante alcuni preti gay ha fatto discutere molto. Lei ha avuto occasione di leggerlo? Cosa ne pensa?
Il servizio di Panorama ha dei pregi e dei difetti. I pregi riguardano il fatto che porta alla luce un fenomeno che esiste e che è più diffuso di quel che si pensi. Sono infatti molti gli omosessuali credenti che si sentono chiamati alla vita religiosa e che, alla fine, scelgono di entrare in qualche comunità o diventano preti.

Dietro a questa predisposizione c’è il fatto che, durante l’adolescenza, quando vivono con disagio l’esuberanza verso l’altro sesso che caratterizza i loro coetanei eterosessuali, trovano nella chiesa uno dei pochi ambienti in cui questo disagio non sono viene tollerato, ma viene addirittura valorizzato come elemento di maturità affettiva. Si tratta di un equivoco, naturalmente, ma si tratta di un equivoco che, per l’omosessuale adolescente ha molti elementi consolatori.

I difetti sono legati al fatto che, come inchiesta giornalistica, quella di Panorama, è abbastanza superficiale e si limita a proporre il fatto di cronaca senza cercare di approfondire le cause e le implicazioni degli episodi che vengono raccontati.

In realtà non é la prima volta che dei giornalisti affrontano il tema dell’omosessualità del clero e, in alcuni casi, il lavoro che hanno fatto ha una profondità e una lucidità che mancano nel servizio di Panorama. Anche qui non credo che ci sia lo spazio per ricordare tutti questi contributi, ma almeno il libro intervista che il vaticanista Marco Politi ha fatto con un prete omosessuale va segnalato, perché darebbe a chi vuole approfondire l’argomento, molti elementi di riflessione che mancano nell’inchiesta di Panorama (cfr. Marco Politi, «Io prete gay», Mondadori, 2006).

Chi si occupa di omosessuali riconducibili alla Chiesa è solito porre l’accento su chi ha un ruolo istituzionale. Quali sono le altre realtà gay cattoliche di cui non si discute?
Chi riduce l’esperienza degli omosessuali credenti a quella dei sacerdoti e dei religiosi gay non solo non tiene conto del fatto che la maggior parte degli omosessuali credenti sono dei laici, ma corre il rischio di farsi un’idea molto distorta del fenomeno.

I preti e i religiosi omosessuali vivono infatti dinamiche molto diverse da quelle che invece vive la maggior parte dei credenti: quando decidono di vivere la loro omosessualità, avendo una cultura teologica più solida, sono senz’altro più attrezzati per capire che un problema morale non potrà mai compromettere in maniera definitiva l’adesione al cattolicesimo; avendo però preso da adulti un impegno che implica la rinuncia a una vita di relazione dovrebbero avere più remore (anche se poi, alla luce di quello che mi capita di vedere, posso dire che le cose non stanno esattamente così). 

La condizione clericale, in genere, è caratterizzata da una oggettiva minore libertà rispetto alla scelta di fare quella scelta di visibilità di cui abbiamo parlato prima: oltre a superare la paura e la vergogna queste persone si giocano la sicurezza economica e rischiano di ritrovarsi senza un lavoro a causa delle condizioni di privilegio economico di cui gode la Chiesa cattolica italiana.

Diverso è il discorso per la maggior parte dei laici, che non corrono nessun rischio di ordine economico e che dovrebbero avere un po’ di coraggio in più, aiutando magari, quei sacerdoti che finalmente scelgono di non nascondersi più, a trovare delle soluzioni professionali alternative che permettano loro di superare il ricatto economico a cui sono sottoposti. 

Per chi, al termine della lettura di questa intervista, volesse (da omosessuale) percorrere un proprio cammino di fede a chi si può rivolgere? In Italia esiste un’associazione che raggruppa i gruppi credenti presenti sul territorio?
Tra il 1994 e il 2003 la maggior parte dei gruppi di omosessuali credenti attivi in Italia aveva dato vita a un coordinamento nazionale che, tra gli altri obiettivi, aveva quella di favorire una presenza più articolata sul territorio.

Anche se quel tipo di esperienza si è concluso le esigenze che avevano portato alla sua costituzione sono rimaste intatte e, nel 2007, hanno favorito la nascita del portale www.gionata.org. All’interno di questo portale c’è una sezione dedicata ai gruppi di omosessuali cristiani presenti in Italia: si tratta di una sezione che è sempre in aggiornamento, anche perché i ventisette gruppi attualmente censiti sono solo la punta di un iceberg che troppo spesso, purtroppo, sceglie di non venire allo scoperto.

Intervista. Queerblog incontra Gianni Geraci, omosessuale e credente é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 06 settembre 2010.


Il jockstrap di Ben Cohen all’asta per un’associazione gay

5 settembre 2010 Robo Nessun commento

Ben Cohen

Il rugbista inglese Ben Cohen ha messo all’asta il suo jockstrap firmato devolvendo il ricavato - circa 360 euro - ad un’associazione che si occupa della salute dei gay. Cohen - che ha messo all’asta anche altri suoi oggetti e si è sempre impegnato per la causa gay (apparendo anche in riviste gay) - ha detto:

“Lo sport è parte importante della mia vita, ed è bello vedere una comunità che si incontra e si diverte attraverso lo sport. Inoltre è importante raccogliere fondi per il lavoro svolto dalla GMFA che saranno devoluti per la salute delle persone gay”.

E noi aggiungiamo che è sempre bello vedere uno sportivo che non si fa mille problemi a sostenere la causa gay.

Il jockstrap di Ben Cohen all'asta per un'associazione gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di domenica 05 settembre 2010.


Amori gay senza età. Calvin Klein si innamora del suo modello ventenne

4 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Calvin Klein e Nick Gruber

Sarà vero amore quello sbocciato tra lo stilista Calvin Klein e Nicholas Gruber? A partire dall’età dei due – il primo ha 68 anni e l’altro 20 – i maligni (ma non troppo) si sono dati alle illazioni più irriverenti. Sul sito degli amici di GossipBlog, qualcuno è andato giù pesante; qualcun altro li ha scambiati per padre e figlio; poi la saggezza: “Morale? Immorale? Ma con che credenziali giudicate? Fatevi i cazzi vostri!”. Divertente un altro commento: “Vabbè è la versione gay della classica 20enne svampita che sta con l’80enne riccone tutto normale”.

Va da sé che i due pare non si lascino un attimo e che lo stilista si accompagna a lui in tutti i migliori ricevimenti di New York. Fisico scultoreo da far invidia persino a Jesus Luz, altro chiacchierato “fidanzato” giovane di Madonna; sguardo e attributi ammalianti, Nicholas Gruber (nome d’arte “Nick London”) è passato, pare in poco tempo, dalla passerella delle sfilate underwear a quello di fidanzato dello stilista.

Nick, prima di innamorarsi di Calvin e di diventare modello pare si sia cimentato in alcune pellicole hard, di quelle che girano online su SeanCody o MasonWyler, forse anche grazie all’amicizia che lo ha legato a Blue Blake. Nicholas è attualmente iscritto al Santa Rosa Junior College di San Francisco.

Calvin Klein e Nick GruberCalvin Klein e Nick GruberCalvin Klein e Nick GruberCalvin Klein e Nick GruberCalvin Klein e Nick GruberCalvin Klein e Nick Gruber

A rendere critici molti, sono quei 47 anni di differenza tra i due? Se l’amore è cieco e senza età, posti davanti alla questione, i più si dicono in disaccordo, per poi magari, in cuor loro, preferire partner molto più giovani. E probabilmente nella storia tra CK e il bel Nicholas, ci sarà pure di mezzo la fama e la ricchezza dello stilista statunitense. A me piace pensarla come una love story, piuttosto che dare del boy toy come se davvero fosse un giocattolo nelle mani di un vecchio marpione che tutto compra.

Se poi vogliamo, la letteratura è piena di questo tipo di amori. Classica la storia tra Eric e Yves in Another Country di James Baldwin. Esistono amori di questo tipo, anche senza scomodare la letteratura: amori veri, sinceri, problematici, di giovani che amano anziani e di anziani che si sentono attratti da giovani.

Ecco cosa scrive un gay adulto su uno dei tanti siti di discussione:

“Ho ragione di credere che questo tipo di rapporti non sia totalmente assente dall’orizzonte dei ragazzi gay che conosco, ma certo è che sembra un vero tabù. Con i ragazzi giovani con i quali ho avuto rapporti importanti, non ho mai perso i contatti, nemmeno a distanza di molti anni. In pratica ho visto sempre la trasformazione di questi rapporti nel corso del tempo ma mai la loro estinzione”.

E quella di un giovane gay:

Purtroppo non mi sento attratto dai ragazzi della mia età e ho cercato in una persona più grande un affetto sincero, senza le moine e le “stupidaggini” dei miei coetanei […] L’aspetto fisico passava in secondo piano, a me bastava anche uno sguardo, una carezza in un momento particolare, riversare su di lui un affetto vero. In tanti dicono che il rapporto gay non ha lo stesso spessore e la robustezza di un rapporto etero, ma io a questo non credo e lo sai perché? Perché ho avuto il coraggio di mettermi uno specchio nell’anima.

Chissà se anche Nicholas la pensa come questi due, o con Klein ha tentato il colpo della vita, che spesso mal riesce se a fin di lucro. Non vi pare?

Amori gay senza età. Calvin Klein si innamora del suo modello ventenne é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di sabato 04 settembre 2010.


Kayo Satoh, modella giapponese, rivela di essere un uomo

4 settembre 2010 Robo Nessun commento

Kayo Satoh, modella giapponese, rivela di essere un uomoKayo Satoh, popolare e splendida modella giapponese di ventidue anni, conosciuta anche con il nome di Kayo Police ha dichiarato in tv di essere un uomo. Ha raccontato di aver lasciato il suo paese e di aver cambiato nome per poter vivere come donna: fu proprio allora che un’agenzia giapponese di modelle le ha offerto un lavoro. Kayo Satoh ha anche detto di non aver fatto alcun intervento chirurgico e di far ricorso soltanto a un po’ di trucco per risaltare la sua naturale bellezza (dopo il salto trovate il video - in giapponese – del momento in cui si viene a sapere che è un uomo: guardate le facce delle persone!)

Kayo Satoh è anche un’ottima giocatrice di Street Fighter IV tanto da presentare un programma televisivo di videogiochi molto seguito in Giappone: è un po’ l’idolo dei maschietti nipponici e degli amanti tanto dei videogiochi quanto del cosplay.

Ci auguriamo che la sua rivelazione non le crei problemi per la carriera. E speriamo che altri giovani del paese del Sol Levante possano prendere esempio da lei per vivere la propria vita seguendo con semplicità la propria natura.

Kayo Satoh, modella giapponese, rivela di essere un uomo é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di sabato 04 settembre 2010.


Beth Ditto e la sua compagna vogliono un bambino

beth ditto gossip

Beth Ditto, la cantante dei Gossip e lesbica dichiarata, ha confessato di voler diventare madre. È un progetto che vorrebbe concretizzare intorno ai 37 anni (ora ne ha 29) e già sta pensando, insieme alla compagna, di recarsi presso un dottore specialista per parlare dell’argomento, entro la fine dell’anno.

Tutto questo però avverrà solamente dopo l’uscita della sua nuova linea d’abbigliamento che ha ideato e quindi quando avrà meno impegni professionali a cui pensare.

Insomma, ancora circa 7 anni prima di pensare ad una gravidanza… ma l’idea c’è!

Fonte | Gossipblog

Beth Ditto e la sua compagna vogliono un bambino é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di venerdì 03 settembre 2010.


Ragazzo cambia sesso per diventare come Lady Gaga

3 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

Ragazzo cambia sesso per diventare come Lady Gaga Noi credevamo, almeno finora, che il cambiamento di sesso fosse una scelta intima, che riguardasse la vita di una persona più che il suo successo. Pare non sia così. Un ragazzo di 24 anni, tal Penio Daskalov, ha deciso che il suo corpo dovrà emulare il più profondamente possibile quello di Lady Gaga, sicuro che questo cambiamento gli darà successo e gloria. Il giovane bulgaro è talmente affascinato dalla star che ha scalzato Madonna, Christina Aguilera e altre, e che ora scandalizza posando come una angelica drag queen per Vanity Fair UK, da voler diventare la sua controfigura.

Daskalov non è nuovo a geniali trovate. In una edizione nazionale del Grande Fratello sbalordì il pubblico convincendo tutti di essere una ragazza. Da lì il grande passo verso il mondo dello spettacolo, tanto che oggi, il giovincello, ha tanto di manager e pare richiesto dal mondo dello spettacolo. Dicono sia parecchio bravo come cantante e ballerino.

Ora questa sua passione sviscerale per la nuova regina del pop lo sta portando ad una trasformazione del proprio corpo che dovrà somigliare come una goccia d’acqua alla sua amata Lady Gaga, tanto che ha già chiesto al suo manager di contattare la cantante per avere la possibilità di duettare con lei. Sempre che lei sia dello stesso parere.

Via | Onegossip
Foto | Gay.it

Ragazzo cambia sesso per diventare come Lady Gaga é stato pubblicato su queerblog alle 16:01 di venerdì 03 settembre 2010.


Jimena Navarrete, Miss Universo 2010, è favorevole ai matrimoni gay

jimena naverrete

In un periodo in cui le ultime Miss si sono lanciate in critiche contro le nozze gay (citofonare Carrie Prejean e amiche), le parole di Jimena Navarrete sembrano improvvisamente capisaldi dell’intelligenza e del rispetto verso gli altri:

“Non c’è nessuna differenza. Non credo sia giusto il fatto di discriminare una persona solo in base al suo orientamento sessuale. La verità è che io sono fermamente contraria alle discriminazioni, e quello che posso aggiungere è che ho molti amici gay e li adoro! Non certo motivo per mettere queste persone da una parte e non lasciarli liberi di godersi la vita che vogliono con il proprio partner.”

Inoltre si è candidata come portavoce e ‘madrina’ dei matrimoni ed adozioni gay in Messico. Perchè, per quei pochi che non se lo ricordano, il Messico è uno stato fortemente cattolico ma con leggi civili che concedono molti diritti ai gay. E Jimena ne è favorevole e ne appoggia in prima persona la causa. Ecco un esempio da seguire…

Via | Advocate

Jimena Navarrete, Miss Universo 2010, è favorevole ai matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 03 settembre 2010.


Germania. Dopo l’eredità giustizia fiscale per le coppie gay

3 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento


C’è un bacillo benigno in quel di Germania che sta rallegrando, e parecchio, le coppie omosessuali. Se si affronta il tema dei diritti civili lgbtq, le autorità lo fanno senza inutili spurie, centrando i problemi e percorrendo la strada migliore per risolverli. Gli omosessuali, donne e uomini, in Germania vivono la loro condizione senza subalternità, amministrando la cosa pubblica e guardando con facile ottimismo a tutti coloro che necessitano del loro appoggio.

Oggi, le coppie omosessuali hanno di che essere felici, dopo la notizia diramata dalla ministra della Giustizia Sabine Leutheusser-Schnarrenberger di volersi occupare di imposizione fiscale, specificando che le coppie gay potranno e dovranno avere lo stesso trattamento fiscale, oggi appannaggio delle sole coppie eterosessuali.

L’annuncio, ovviamente, è piaciuto parecchio a tutta la comunità lgbtq tedesca perché porterà parecchi vantaggi finora destinati alle sole coppie etero. C’è di meglio e di più, rispetto alla legge che riguarda l’eredità e che entrerà in vigore il prossimo anno. Secondo quanto riferito dalla ministra, l’iter sul nuovo fisco potrebbe essere veloce e sostanziale. Il governo non aspetterà la decisione della Corte per implementare i cambi di legge. Così facendo, già dalle prossime dichiarazione dei redditi, molte coppie gay tireranno un bel sospiro di felicità. Noi? Continuiamo a pagare di più. Senza diritti. Che rabbia!

Germania. Dopo l'eredità giustizia fiscale per le coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di venerdì 03 settembre 2010.


Glee: Kurt Hummell in un pub gay, osservato da leather incuriositi, su Rolling Stone

glee kurt hummell

In attesa che in America inizi la seconda stagione, i protagonisti di Glee vengono intervistati per tv e numerose riviste.

E guardate questa foto, su Rolling Stone, che ritrae Chris Colfer , finemente vestito e pettinato, mentre osserva, turbato e con aria dubbiosa, l’obiettivo. Intorno a lui, i clienti leather di un bar gay. La loro espressione sembra incuriosita e anche interessata verso il giovane Kurt Hummel…

Simpatica foto e ambientazione, non trovate?

Via | GossipBlog
Foto | Robert Trachtenberg

Glee: Kurt Hummell in un pub gay, osservato da leather incuriositi, su Rolling Stone é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di venerdì 03 settembre 2010.


Australia: il parlamento di Sydney approva legge su adozioni per coppie gay

3 settembre 2010 Robo Nessun commento

L'amore è dovunque. Anche nelle famiglie gay

Notizia mezza buona e mezza meno buona giunge dall’Australia dove il parlamento del New South Wales ha approvato un disegno di legge per l’adozione da parte di coppie gay (e questa è la mezza buona).

La metà meno buona è che la legge dovrà passare il vaglio della Camera Alta di Sydney, con una serie di emendamenti fortemente restrittivi. Uno per tutti: i genitori biologici possono rifiutarsi di far adottare il proprio figlio da una coppia di persone dello stesso sesso e non essere, per questo, denunciati di discriminazione sessuale.

Va da sé che la chiesa sta gongolando perché in questo modo tanto le persone quanto le associazioni potranno esprimere tutte le proprie opinioni senza incorrere in nessuna sanzione.

La discussione, durata quattro giorni, e il voto (che è passato per soli due voti di scarto) rendono un po’ arduo il cammino della legge. Ma incrociamo le dita!

Foto | Flickr

Australia: il parlamento di Sydney approva legge su adozioni per coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di venerdì 03 settembre 2010.


Regno Unito. Si è dimesso Christopher Myers, probabile amante del Ministro William Hague

Christopher Myers si è dimesso dal ruolo di consigliere che ricopriva per il Ministero degli Esteri. L’esponente politico avrebbe deciso di defilarsi per mettere a tacere le voci insistenti secondo le quali lo scorso maggio, durante la campagna elettorale, avrebbe passato una notte con il Ministro degli Esteri William Hague, suo superiore.

Il rappresentante del Governo di David Cameron dopo aver fatto sapere della decisione presa dal collaboratore, 25enne, ha negato di essere gay e di aver assunto Christopher Myers dopo aver intrattenuto con lui una relazione non professionale.

La vicenda, come sostenuto anche dal quotidiano Guardian, probabilmente non è ancora nota nella sua completezza. Un ricatto politico basato sull’orientamento sessuale di uno delle parti coinvolte potrebbe essere registrato in paesi dove è ancora una vergogna essere identificato come omosessuale.

Non è certo un caso che in Italia, dove ancora non le unioni omosessuali non sono riconosciute, si siano create le condizioni per permettere a Nicola Cosentino (plurindagato e sottosegretario del Ministro del Tesoro) di sostenere per qualche tempo l’omosessualità del collega di partito Stefano Caldoro cavalcando l’onda dello scandalo Marrazzo.

Nel Regno Unito, dove invece i gay sono tutelati davanti alla legge, è impensabile che l’omosessualità possa ancora essere utilizzata per scandalizzare l’opinione. Le cronache più recenti ci fanno intendere l’esatto contrario. L’opinione pubblica di alcuni paesi si indigna per l’omofobia di alcuni personaggi pubblici.

Nelle stesse settimane in cui le associazioni inglesi iniziavano la propria battaglia contro l’omofobia del Pontefice, che sarà a Londra tra il 16 e il 19 settembre, l’esponente conservatore locale Crispin Blunt annunciava la separazione dalla moglie dopo aver fatto coming out.

Probabilmente dietro alle dimissioni di Christopher Myers più che un’accusa di omosessualità c’è una storia poco lecita di cui William Hague non ha ancora riferito i fatti rilevanti. Le teorie sul suo orientamento sessuale, in un paese gay friendly come il Regno Unito, non hanno lo stesso fondamento che potrebbero avere in un contesto come il nostro.

Se Christopher Myers si è dimesso non l’ha fatto sicuramente per un pettegolezzo tollerato da tutti. La sua uscita di scena nasconde qualcosa di ben più grave della semplice tutela del rispetto. Altro che omosessualità…

Regno Unito. Si è dimesso Christopher Myers, probabile amante del Ministro William Hague é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 03 settembre 2010.


John Travolta è gay?

john travolta gay

Vi ricordate quel bacio ad un altro uomo nel 2006 con protagonista John Travolta? Ve l’abbiamo rimessa in questo post per rinfrescarvi la memoria. E ora, la voce di omosessualità nascosta dell’attore è tornata nuovamente a scuotere Hollywood.

Come riportano i colleghi di Gossipblog, il National Enquirer e il libro scandalo You’ll Never Spa in This Town Again di Robert Randolph rivelerebbero a gran voce che il matrimonio gay di John Travolta e sua moglie Kelly Preston, sarebbe solo una menzogna costruita ad arte. Ecco le parole precise di Randolph:

“È venuto da me diverse volte, ma io ho sempre rifiutato. Ma c’era sempre qualche ragazzo che era disposto a fare sesso con lui. E John ha continuato a fingere anche dopo la nascita di suo figlio. È un cane imbroglione”

Bugie? Verità? Quello che è verto è la decisione di sottoporsi alla macchina della verità da parte dell’uomo, nel dare queste informazioni. Il verdetto? Tutta le verità, nient’altro che la verità…

Via | Gossipblog

John Travolta è gay? é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di venerdì 03 settembre 2010.


Dalle parole di Carolina Lussana della Lega Nord ad una nostra riflessione: vorreste un figlio gay in questo Paese?

carolina lussana

“Sicuramente non sarei contentissima di avere un figlio gay, devo essere sincera. Mi augurerei che possa sposarsi, avere dei figli. Detto questo, non gli farei certo mancare tutto il mio appoggio e il mio amore di madre”

Carolina Lussana, deputato della Lega ha rilasciato questa dichiarazione a Klaus Davi.

Ovviamente è criticabile e come al solito si può leggere un commento gratuito quasi come fosse un peccato o un difetto avere un figlio omosessuale. Ma quello che voglio chiedervi è un’altra cosa.

Immaginate di essere genitori, in Italia, in questo preciso momento storico. Vorreste avere un figlio o una figlia omosessuale o sareste preoccupati per lui e se fosse eterosessuale sareste più sereni per il suo futuro? Desiderare un figlio gay rischia di essere quasi ‘egoista’ in questa periodo di omofobia palpabile?

Dalle parole di Carolina Lussana della Lega Nord ad una nostra riflessione: vorreste un figlio gay in questo Paese? é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di giovedì 02 settembre 2010.


La Scandinavian airlines cerca coppia gay da sposare in volo

2 settembre 2010 mario cirrito Nessun commento

La compagnia aerea svedese Scandinavian airlines (Sas) ha annunciato di voler fare un volo unico e speciale il 6 dicembre prossimo a bordo del suo airbus A340 sulla tratta Stoccolma-New York. Per questo sta cercando una coppia omosessuale da ospitare su quel volo che voglia sposarsi in alta quota. L’operazione si chiama Love is in the air e intende essere una campagna promozionale a favore delle persone lgbtq. La SAS non è nuova ad operazioni rivolte ad un target lgbtq. È stata anche la prima compagnia aerea ad aprire un sito web dedicato alle persone lgbtq.

Sicuramente questa bella trovata del primo matrimonio gay in volo sarà una operazione di marketing, ma potrebbe servire per far capire ai tanti detrattori del mercato lgbtq che si può e si deve investire sul target lgbtq e che operazioni come queste aiutano anche a combattere certe forme inique di discriminazione.

Le coppie che vogliono partecipare alla selezione possono collegarsi al sito e lì creare un loro profilo con video e foto. La giuria che dovrà scegliere i vincitori sarà composta dagli internauti. Esiste anche la possibilità di aumentare le probabilità di vincita condividendo il profilo creato con tutti gli amici, attraverso i social network, del tipo You Tube, Facebook, Twitter e altri, ottenendo così più voti. La compagnia aerea scandinava ha anche allestito all’aeroporto di Stoccolma una parte della sua lounge in wedding lounge. Il 6 dicembre, la fortunata coppia volerà in business Class in una esclusiva wedding cabin e sei giorni di luna di miele nei migliori alberghi di New York e Los Angeles. E per non farsi mancare nulla, l’intero equipaggio scelto per l’occasione sarà interamente gay. Fateci sapere se partecipate. Parleremo anche noi di voi.

La Scandinavian airlines cerca coppia gay da sposare in volo é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di giovedì 02 settembre 2010.


A Carrara la “sagra del finocchio” per combattere l’omofobia con ironia

2 settembre 2010 Robo Nessun commento

A Carrara la �sagra del finocchio� per combattere l'omofobia con ironia

A Carrara è in programma per il prossimo 11 settembre la Sagra del finocchio con lo slogan “Contro la discriminazione, adotta un finocchio anche tu”. L’evento è organizzato dall’Associazione Radicali di Carrara e Lunigiana e dall’Arci. Il programma prevede incontri, spettacoli, presentazioni di libri e via dicendo (polemiche incluse, ovvio!). Idea degli organizzatori è quella di combattere l’omofobia facendo ricorso all’ironia.

La trovata, a dire il vero, non è proprio originale dal momento che per la giornata mondiale contro l’omofobia di quest’anno il Circolo Arcigay Omphalos di Perugia aveva organizzato una cosa simile con lo slogan: Adotta un finocchio.

In occasione dell’iniziativa perugina i nostri lettori si sono divisi tra favorevoli e contrari. E ora? Ritenete che l’idea della Sagra del finocchio di Carrara possa essere utile per combattere l’omofobia con l’ironia, oppure è un terribile autogol?

Foto | Pour Femme

A Carrara la “sagra del finocchio” per combattere l'omofobia con ironia é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di giovedì 02 settembre 2010.


Preti gay cedono alla tentazione (del gelato) in una pubblicità

preti gay

Antonio Federici è una marca di gelati (di origine italiana) molto amata in Inghilterra. Per far parlare di sé e promuovere il marchio, gli ideatori della pubblicità hanno pensato di mettere il soggetto della “tentazione” al centro del messaggio.

E così, eccovi una di queste immagini, vietate immediatamente dal mercato inglese dopo proteste del pubblico e dell’Advertising Standars Authority: due preti che si stanno per baciare, mentre in mano hanno proprio la vaschetta di gelato (con cucchiaio ‘fallico’?). Una foto giudicata eccessiva, volgare e offensiva. Quindi vietata.

A voi piace? Pensate sia ingiusta questa censura o credete sia anche esagerato come messaggio? Per vedere la gallery completa, vi rimando ai nostri colleghi di Gossipblog! Dopo il salto, la pubblicità intera:

Preti gay cedono alla tentazione (del gelato) in una pubblicità

Preti gay cedono alla tentazione (del gelato) in una pubblicità é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di giovedì 02 settembre 2010.


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