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		<title>Il consiglio comunale di Pesaro affossa il registro delle unioni civili</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/29/il-consiglio-comunale-di-pesaro-affossa-il-registro-delle-unioni-civili/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/civil_union.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10326" title="civil_union" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/civil_union.jpg" alt="" width="495" height="368" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Se in certi comuni italiani si ha l&#8217;impressione che il sindaco e la giunta facciano di tutto per promuovere iniziative a favore dell&#8217;omosessualità e combattere la discriminazione su base sessuale, in certe altre amministrazioni si fanno passi indietro e si lascia vincere il menefreghismo e l&#8217;omofobia. Il teatro dell&#8217;ennesima lotta per l&#8217;affermazione negata dei nostri diritti è stata Pesaro, dove il consiglio comunale ha votato contro la mozione per l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili nel capoluogo di provincia marchigiano. È stata una vera e propria Waterloo: il documento, presentato dalla lista civica &#8220;Pesaro a 5 stelle&#8221; collegata a Beppe Grillo, ha visto ben 16 voti contrari, 4 astenuti e 2 soli favorevoli. Il blocco del no è rappresentato dai partiti di destra e, incredibilmente, anche dal PD, che detiene la maggioranza nel consiglio comunale locale. </span>Il vicepresidente Pdl del consiglio comunale, Caterina Tartaglione, della quale erano già state chieste le dimissioni per via del mancato sostegno al <a href="http://gaymagazine.it/2010/07/06/la-curia-di-pesaro-bandisce-il-coro-gay-komos-da-rassegna-musicale/" >coro omosessuale Komos</a>, ha affermato che il registro “<em>non è un bisogno sentito dalle persone conviventi</em>“. Posizione ribadita dal capogruppo del Pd, Silvano Ciancamerla, che ha specificato che “<em>le vere urgenze da affrontare sono altre, come la disoccupazione</em>“.</p>
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<p>Di ben altro tono le dichiarazioni degli esponenti della comunità lgbt nazionale e locale. Rossana Praitano, presidentessa del Circolo Mario Mieli di Roma, è stata tra le prime a commentare questo episodio: <em>“Questa è un&#8217;ulteriore idiosincrasia del Pd, che se da una parte, almeno a parole, si fa paladino di una nuova stagione di apertura ai diritti civili e lgbt, dall’altra mantiene al suo interno sacche inammissibili di intolleranza e avversione all’estensione dei diritti civili. E’ una schizofrenia che non siamo più disposti ad accettare&#8221;</em>. Aurelio Mancuso, storico esponente della comunità gay italiana, chiede al PD <em>&#8220;una linea nazionale sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e più in generale sui diritti civili&#8221;</em>, sostenendo che:<em>“è incredibile che a Torino come a Bologna, in Toscana come a Genova, il Pd sia in prima fila per la difesa e la promozione dei diritti e delle tutele delle persone lgbt e poi vi siano altre realtà dove questo partito assume posizioni simili alla Lega&#8221;.</em></p>
<p><a name="main"></a>Durissima la reazione dell&#8217;Arcigay di Pesaro, che attacca il voto trasversale che ha affossato la mozione: <em><strong>&#8220;</strong></em><em>Un centrodestra e un centrosinistra ostili ai diritti civili per i quali le associazioni LGBT come la nostra combattono da decenni,</em><em> rendono davvero evidente la triste palude controriformistica nella quale l’Italia è piombata, nonostante il fatto che i nostri governanti si riempiano la bocca di parole come libertà e uguaglianza. Sembra che da parte dei gruppi di maggioranza ci sia la volontà di discutere il testo con la lista civica “Pesaro a 5 stelle”, ma non prima di settembre a causa della pausa estiva. </em><em>I<strong> </strong></em><em>diritti civili dovranno attendere la fine delle vacanze</em><em><strong>. </strong></em><em>Di chiunque sia la colpa di questa brutta pagina di politica </em>– sottolineano il presidente e il vicepresidente della sede Arcigay locale &#8211; <em>ancora una volta le cittadine e i cittadini LGBT sono stati traditi, traditi da </em><em>una classe dirigente che continua a fare i propri equilibrismi e i propri calcoli sulla nostra pelle</em><em>, in nostro totale dispregio e in dispregio della Costituzione.&#8221;</em></p>
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</div>
<p><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://www.arcigay.it/pesaro-destra-e-sinistra-ostili-ai-diritti" >Arcigay</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/msjdIbpolPDh-U7uBj8QwT5eRp8/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/msjdIbpolPDh-U7uBj8QwT5eRp8/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/msjdIbpolPDh-U7uBj8QwT5eRp8/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/msjdIbpolPDh-U7uBj8QwT5eRp8/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L’ex ministro Sirchia vuole una legge che vieti ai gay di donare sangue</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 13:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il noto ematologo del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano ed ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha chiesto un provvedimento legislativo che proibisca agli omosessuali di donare il sangue. &#8216;Non c&#8217;è solo Milano a escludere i gay dalla donazione di sangue &#8211; ha detto Sirchia &#8211; c&#8217;è la maggior parte dell&#8217;Italia, e quasi tutte le nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/28/lex-ministro-sirchia-vuole-una-legge-che-vieti-ai-gay-di-donare-sangue/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Sirchia1.jpg"></a><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Sirchia.jpg"></a></p>
<p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Sirchia.jpg"><img class="size-full wp-image-10277 alignnone" title="Sirchia" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Sirchia.jpg" alt="" width="459" height="292" /></a></p>
<p>Il noto ematologo del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano ed ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha chiesto un provvedimento legislativo che proibisca agli omosessuali di donare il sangue.</p>
<blockquote><p>&#8216;<em>Non c&#8217;è solo Milano a escludere i gay dalla donazione</em><em> di sangue</em> &#8211; ha detto Sirchia &#8211; <em>c&#8217;è la maggior parte dell&#8217;Italia, e quasi tutte le nazioni del mondo, dagli Usa all&#8217;Europa intera, esclusa la Spagna. E questo perché la letteratura</em><em> scientifica mondiale specifica che i rapporti omosessuali sono comportamenti a rischio</em>&#8216;.</p></blockquote>
<p><a name="ed_Id_4"></a>Il divieto di donazione di sangue da parte delle persone omosessuali potrebbe quindi estendersi a tutto il territorio nazionale, secondo le intenzioni di Sirchia, che ha specificato:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Ad oggi in mancanza di chiare norme, in Italia c&#8217;è qualcuno che accetta donazioni </em><em>dai gay. Ma la legge è abbastanza ambigua, perché dice che non possono essere assoggettati a prelievo i candidati donatori che sono ad alto rischio o a rischio più elevato del normale, però non dice quali sono questi rischi. Sappiamo però dalla letteratura che queste persone sono a più alto rischio, quindi li escludiamo. Se poi la legge italiana precisasse che bisogna prelevare gli omosessuali noi lo faremo, anche se non siamo convinti. Ma non credo che avverrà, perché è una cosa molto rischiosa. La nostra coscienza ci dice che dobbiamo proteggere i pazienti: ci dispiace escludere il donatore, ci rendiamo conto della mortificazione, ma dobbiamo difendere prima di tutto il malato&#8221;</em>.</p></blockquote>
<p>Insomma, la deontologia professionale e la paura dei &#8220;donatori ad alto rischio&#8221; – così vengono ancora definiti i gay &#8211; viene prima della necessità cronica di sangue che l&#8217;Italia ha da sempre.</p>
<p>Il<a href="http://gaymagazine.it/2010/07/16/milano-il-gaetano-pini-non-accetta-le-donazioni-di-sangue-da-uomini-gay/" > caso </a> nazionale era scoppiato pochi giorni fa quando un ragazzo gay aveva denunciato che all&#8217;ospedale Gaetano Pini di Milano era stato rifiutata la sua donazione per via del suo orientamento sessuale. C&#8217;è da dire che Gabriele, questo il nome del giovane rifiutato, donava da parecchi anni presso la stessa struttura e che l&#8217;ospedale si è difeso dichiarando che ha solo seguito il protocollo del Policlinico, a cui fa riferimento. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio<strong>,</strong> ha posto un quesito al Consiglio superiore di sanità, sollecitato dalle polemiche e le numerose richieste di intervento sorte dopo questo ennesimo episodio di omofobia nelle strutture sanitarie italiane.</p>
<p><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://magazine.excite.it/Donazione-sangue-Sirchia-dice-no-ai-gay-N49312.html" >Excite</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nrZEIRBSv7n1DnJrCv4jfrHY1dI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/nrZEIRBSv7n1DnJrCv4jfrHY1dI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>D’Alema a Torre del Lago: basta errori e aberrazioni del PD nei diritti gay</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/28/dalema-a-torre-del-lago-basta-errori-e-aberrazioni-del-pd-nei-diritti-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><span style="font-size: small;">Si tiene in questi giorni a Torre del Lago (LU) la <a href="http://www.nessun-dorma.it/" >seconda festa nazionale </a>dei giovani del PD intitolata, in omaggio al grande compositore Puccini e come monito all&#8217;Italia, &#8221;Nessun Dorma&#8221;. La scelta di quella che viene considerata la meta gay estiva italiana per eccellenza non è un caso e le 600 persone giunte in Versilia da tutto lo stivale per partecipare all&#8217;evento testimoniano il significato politco e sociale che questo luogo rappresenta ormai da decenni nella comunità lgbt. L&#8217;inizio della manifestazione è stato segnato da un corteo lungo il celeberrimo Viale Europa, conclusosi davanti allo storico locale Priscilla, dove il presidente dei Giovani Democratici, Fausto Raciti, ha dato via alle numerose iniziative della kermesse prevista fino a domenica 1 agosto. Presenti all&#8217;inaugurazione anche la presidente del consorizio Friendly Versilia Regina Satariano e il proprietario del Mamamia Alessio De Giorgi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ieri sera è stata la volta del primo big del PD, Massimo D&#8217;Alema, che dal palco allestito accanto ai locali gay ha dichiarato la disponibilità del suo partito alla tutela dei diritti degli omosessuali, ancora negati nel nostro Paese, e soprattutto ha condannato fermamente le parole e le azioni dei dirigenti del Partito Democratico locali volte a mettere in difficoltà la comunità lgbt. Dalla non approvazione del registro delle unioni civili nel comune di Pesaro, grazie anche al sostegno del gruppo PD, alla bocciatura dei manifesti contro l&#8217;omofobia nella sala consigliare di Udine, realizzati da Arcigay e raffiguranti due uomini che si baciano, per finire con le parole del sindaco di Spresiano (TV), che la settimana scorsa aveva etichettato gli omosessuali come malati, D&#8217;Alema ha definito tutti questi degli &#8220;errori&#8221; che non si devono ripetere mai più all&#8217;interno del partito di sinistra più popolare in Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/2857249b92_1218745_med.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10239" title="2857249b92_1218745_med" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/2857249b92_1218745_med.jpg" alt="" width="284" height="300" /></a>&#8220;Sono episodi non positivi </em>– ha dichiarato l&#8217;ex Presidente del Consiglio -<em> Mi dispiace dirlo ma sono errori a parte l&#8217;affermazione dell&#8217;omosessualità come malattia che è una pura aberrazione. Il nostro partito deve spiegare ai suoi militanti e ai suoi dirigenti la linea che su questi temi è quella del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto. Quando eravamo al governo abbiamo anche provato a far approvare una legge in tal senso e la volontà politica del Governo Prodi era molto chiara. Mi dspiace che ci siano stati episodi di questo tipo </em>– ha affermato l&#8217;onorevole PD – <em>ma non li ritengo rappresentativi del nostro partito.&#8221;</em> Da quest&#8217;anno, D&#8217;Alema ricopre la carica di Presidente del COPASIR – l&#8217;organo del Parlamento che controlla l&#8217;attività dei servizi segreti &#8211; e ha affermato di non essere a conoscenza di alcun tipo di dossier riferito a persone gay seguite per via del loro orientamento sessuale: <em>&#8220;L&#8217;attività del comitato è riservata per legge e quindi non potrei rivelare il loro contenuto alla stampa ma onestamente fino a questo momento non abbiamo avuto modo di imbatterci in questo tipo di dossier.&#8221; </em></span></p>
<p><span style="font-size: small;">via | <a href="http://www.gay.it/channel/attualita/30254/D-Alema-a-Gayit-Errori-da-dirigenti-locali-su-temi-gay.html" >gay.it</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2yAYJeyFRvSUSILwE03BKZ5v7ww/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2yAYJeyFRvSUSILwE03BKZ5v7ww/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2yAYJeyFRvSUSILwE03BKZ5v7ww/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/2yAYJeyFRvSUSILwE03BKZ5v7ww/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Esplode la polemica sui “gay malati”, il sindaco di Spresiano si scusa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fa marcia indietro il sindaco di Spresiano (TV), che mercoledì scorso aveva definito gli omosessuali “deviati e malati” nel corso della presentazione della sua personale crociata contro la prostituzione e gli incontri clandestini gay che si tengono sul greto del fiume Piave, che hanno fatto diventare la zona sporca e pericolosa. Il primo cittadino Riccardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/23/esplode-la-polemica-sui-%e2%80%9cgay-malati%e2%80%9d-il-sindaco-di-spresiano-si-scusa/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>Fa marcia indietro il sindaco di Spresiano (TV), che mercoledì scorso aveva definito gli omosessuali <em>“deviati e malati”</em> nel corso della presentazione della sua personale crociata contro la prostituzione e gli incontri clandestini gay che si tengono sul greto del fiume Piave, che hanno fatto diventare la zona sporca e pericolosa. Il primo cittadino Riccardo Missiato ha affidato a una nota le sue scuse per quelle infelici dichiarazioni omofobe: <em>&#8220;La premessa che vorrei sottolineare è che non ritengo l&#8217;omosessualità&#8217; una malattia, anzi ho il massimo<a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/SIN000000033.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10048" title="SIN000000033" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/SIN000000033.jpg" alt="" width="472" height="424" /></a>rispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali. La mia azione amministrativa è volta ad arginare un fenomeno ormai insopportabile di prostituzione femminile e maschile presente nel nostro territorio e che ha raggiunto un degrado morale inaccettabile</em>&#8220;. <em>&#8220;I nostri cittadini</em> &#8211; spiega <em>- hanno il diritto di vivere il paese e il Parco Grave del Piave liberamente. Tuttavia i comportamenti che creano disagi sono segnalati costantemente da molte persone che vivono per questo una percezione di poca sicurezza. I mezzi a nostra disposizione per arginare il fenomeno si sono tradotti nel progetto di vigilanza &#8216;Estate sicura&#8217; coordinato insieme alla polizia Locale, ai carabinieri, alla Questura e all&#8217;ufficio tecnico. Questo progetto voluto dalla nostra amministrazione e da tutti i cittadini realizza un monitoraggio capillare delle zone a rischio per tutto il periodo estivo&#8221;</em>.</p>
<p>Anna Paola Concia, deputata del PD, ha <em>affermato &#8220;A Missiato vorrei ricordare che gli ultimi a &#8216;scoprire dove sono e identificare i gay&#8217;, come dice lui, sono stati i regimi dittatoriali, su tutti il nazismo. Vorrei inoltre chiedergli come mai ritenga la prostituzione femminile piu&#8217; tollerabile di quella maschile e come faccia a mettere insieme con tanta disinvoltura disinformazione, pressapochismo, ignoranza e discriminazione&#8221;</em>. Per Stefano Mestriner, consigliere provinciale trevigiano della Federazione della Sinistra, quelle del sindaco di Spresiano Riccardo Missiato sono <em>&#8220;dichiarazioni da Ku Klux Klan, incompatibili con il suo ruolo istituzionale&#8221;</em>. Infine, l’Arcigay reagisce con stupore e umiliazione alla <em>”irresponsabilità”</em> del sindaco di Spresiano, chiedendo l&#8217;intervento del ministro per le pari opportunita&#8217;, Mara Carfagna, per arginare questa deriva omofoba della provincia di Treviso.</p>
<p>Via – <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=143242" >Rainews 24</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UT-iok2GOidjEz2LuNzjuqWPN4U/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UT-iok2GOidjEz2LuNzjuqWPN4U/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Aggressione al Colosseo, quattro le persone indagate</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/22/aggressione-al-colosseo-quattro-le-persone-indagate/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p> <img class="aligncenter size-full wp-image-9930" title="aggressione" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/aggressione5.jpg" alt="aggressione" width="500" height="314" /></p>
<p>Ci sono quattro indagati per il caso del 22enne aggredito e pestato nel maggio scorso in Via Fagutale, nei pressi del Colosseo. L&#8217;accusa nei confronti degli aggressori, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, è di concorso in lesione gravissime e rapina. Il ragazzo aveva trascorso la serata in un locale nella Gay Street romana quando, nella zona di Via Cavour nelle vicinanze del monumento simbolo di Roma, quattro persone lo hanno dapprima insultato e poi picchiato selvaggiamente, ferendolo e rischiando di fargli perdere un occhio. Ricoverato in ospedale, aveva denunciato il fatto e oggi ci sono i primi risultati dopo due mesi circa di indagini.</p>
<p>Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, esprime la sua soddisfazione ma invita a non abbassare la guardia sui tanti casi della Capitale ancora irrisolti: <em>“E&#8217; importante che, grazie alla segnalazione fatta dal ragazzo aggredito al servizio Gay Help Line e poi con la successiva denuncia alle forze dell&#8217;ordine, con il nostro supporto legale, si sia arrivati a individuare i presunti aggressori, anche grazie alle testimonianze degli amici. Riteniamo che sia un risultato significativo, e ringraziamo la Digos che sta indagando sul caso.”. &#8220;E&#8217; necessario</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>fare piena luce anche su tutti gli altri casi irrisolti di omofobia, come quello della coppia gay aggredita a Campo dei Fiori a maggio 2009, con una delle vittime lasciata sanguinante a terra. Inoltre, dobbiamo considerare che solo una minima parte delle violenze viene segnalata alle forze dell&#8217;ordine, quindi risulta ancora necessario fare azioni di comunicazione per sollecitare le persone a denunciare”.</em> Sempre in merito al caso del ragazzo pestato nei pressi del Colosseo, Daniele Stoppello, responsabile legale del servizio Gay Help Line, afferma: <em>&#8220;Bisogna rilevare che il ragazzo fu offeso perché gay prima che gli venisse rubato il cellulare, furto avvenuto per impedirgli di chiedere aiuto all&#8217;amico con cui stava parlando al telefono. Il portafoglio e gli altri oggetti di valore, infatti, non sono stati rubati, peraltro gli aggressori hanno continuato a colpire il ragazzo anche quando era a terra privo di sensi. E&#8217; sempre più urgente approvare la legge contro l&#8217;omofobia, perché consentirebbe di punire con ancora più forza reati di questo tipo, come oggi avviene per quelli motivati dall&#8217; odio religioso o razziale”.</em></p>
<p>Via – <a href="http://www.apcom.net/newscronaca/20100722_154301_b0e97a_93350.html" >Apcom</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dwfaQu4fLk8wHqA-3M7Bb1cik3s/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dwfaQu4fLk8wHqA-3M7Bb1cik3s/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Senatore chiede al Governo di fermare l’omogenitorialità e le iniziative della Carfagna</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/22/senatore-chiede-al-governo-di-fermare-l%e2%80%99omogenitorialita-e-le-iniziative-della-carfagna/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9887" title="adozione_gay_1" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/adozione_gay_1.jpg" alt="adozione_gay_1" width="400" height="334" />Il senatore PDL Cristiano De Eccher martedi scorso ha presentato un’interrogazione parlamentare, diretta al Presidente del Consiglio e al ministro della Salute, per chiedere di intervenire e regolamentare a livello istituzionale la questione dell’omogenitorialità. Secondo i dati diffusi da Arcigay, in Italia ci sarebbero circa 100 mila bambini con genitori gay, considerando il 17% degli omosessuali italiani che avrebbe figli nati da un precedente matrimonio, le lesbiche che si sono fatte inseminare all’estero, oltre a uomini e donne che, a un certo punto della loro vita, hanno scelto di vivere più liberamente la propria omosessualità e di continuare ad allevare la prole.</p>
<p>De Eccher non usa certo mezzi termini per definire, a suo modo, questo “problema”. Il suo intervento era mirato a <em>“tutelare i minori contro l’egoismo di genitori che hanno avuto dei figli senza rispettare la legge naturale”</em>: a suo parere questi bambini soffrirebbero di problemi di tipo giuridico &#8211; legale, specie nel caso di separazione della coppia, e di tipo psico-pedagogico, derivanti dall’aver avuto due figure di riferimento identiche, e che su di essi <em>“non dovrebbe gravare il peso delle scelte di siffatti genitori”</em>. De Eccher chiede come l’establishment governativo intenda reagire <em>“al fine di evitare il proliferare di simili situazioni in grado di incidere pesantemente e in modo irreversibile non solo sui minori direttamente coinvolti, ma anche sull’intera società e sul patrimonio di valori condivisi che, soli, ne possono garantire coesione e avvenire”</em>, ribadendo che<strong> </strong><em><strong>“</strong> tutti i bambini hanno diritto ad avere una madre e un padre</em>. <em>Una famiglia normale, insomma. La famiglia è quella naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna”</em>. Leggiamo un estratto delle sue dichiarazioni, raccolte dal settimanale Panorama, in merito a questa questione avvertita dal senatore come un vero e proprio problema sociale da risolvere al più presto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9888" title="00025195" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/00025195.jpg" alt="00025195" width="180" height="240" />A quale soluzione sta pensando? Dare i bambini di genitori gay a un collegio di suore? Sottrarli alle loro famiglie naturali in nome dello Stato etico? </strong><br />
Non sono un esperto della materia ma è assurdo assecondare l’egoismo di chi ha voluto avere figli contro natura. Vede, la decadenza dei tempi moderni è causata dalla mancanza di riferimenti certi. I modelli sessuali sono confusi. Non le sembra un problema? Che il Governo faccia qualcosa.</p>
<p><strong><br />
<strong>Alessandra Mussolini diceva: Meglio fascista che frocio. Condivide?</strong></strong><br />
Non ho particolari simpatie per la Mussolini. E neanche per un ministro del mio governo che ha dato il via libera a una serie di iniziative a favore del cosiddetto orgoglio gay.</p>
<p><strong>Mara Carfagna? </strong><br />
Esattamente. Iniziative del genere sono del tutto sgradevoli.</p>
<p><strong>Senta, anche lei sostiene che l’omosessualità è una patologia?</strong><br />
Può esserlo. Certo, ci sono tante sfaccettature: chi è gay per natura e chi lo fa per vizio. Di certo, è un problema, la spia di un malessere sociale più profondo.</p>
<p><strong>E se suo figlio le dicesse di essere gay?</strong><br />
Ho un figlio solo e sono diventato nonno. Grazie a Dio problemi di questo genere non ne ho. Nessun genitore, la raccontino come vogliono, è orgoglioso di avere un figlio omosessuale.</p>
<p>Via – <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/07/21/il-senatore-de-eccher-genitori-gay-e-ora-che-il-governo-intervenga/" >Panorama</a></p>

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		<title>Sindaco omofobo lancia crociata contro il sesso gay sulle sponde del Piave</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:00:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/21/sindaco-omofobo-lancia-crociata-contro-il-sesso-gay-sulle-sponde-del-piave/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9855" title="piave" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/piave1.jpg" alt="piave" width="403" height="336" />“Estate sicura”: è questo l’obiettivo che si è prefissato Riccardo Missiato, sindaco del comune di Spresiano (TV) a capo di una lista civica che raccoglie più partiti. Questa volta non è la solita caccia all’immigrato, ma una vera e propria guerra contro trans, prostitute e omosessuali che s’incontrano sulle rive del Piave, sporcandolo e infastidendo la gente del posto. Il demonio da combattere è rappresentato proprio dai ritrovi dei gay, ampiamente pubblicizzati in internet e diventati famosi con il tradizionale passaparola. Da domani partirà un servizio di vigilanza, in collaborazione con le forze dell’ordine, che durerà per tutta l’estate, fino al 22 settembre prossimo; giorno e notte, a sorvegliare un’area famosa da tempo per gli incontri clandestini, proprio nei pressi del viadotto dell’A27, e dove è possibile trovare una fiumana infinita di preservativi, salviette e sporcizia varia.</p>
<p>Non è certo finita qui. Il sindaco di Spresiano ha usato parole di fuoco contro i promiscui omosessuali che inzozzano il patriottico fiume<em>: &#8220;Sono malati, devono essere compresi e posso comprenderli, ma non indico una cura fisica o psicologica, semplicemente non possono andare sul Piave e occupare uno spazio che è di tutti, dobbiamo rispettare la gente che vive nel suo territorio. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui &#8220;</em>. <em>&#8220;Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile</em> – aggiunge &#8211; <em>e non può passare inosservata: il Piave ha anche un valore simbolico, c&#8217;é un monumento degli artiglieri circondato da preservativi, guanti, salviette&#8221;</em>. <em>&#8220;Transenneremo la zona, contestando divieti di sosta e atti osceni</em> &#8211; conclude Missiato &#8211; <em>la situazione è diventata intollerabile&#8221;</em>.</p>
<p>Via – <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/21-luglio-2010/gente-protesta-via-gay-piave-sindaco-sono-malati-si-curino-1703426677655.shtml" >Corriere del Veneto</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xMY2fWyND_wN_y--f5SF6-2LEuE/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xMY2fWyND_wN_y--f5SF6-2LEuE/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Paola Concia pensa all’Europa e si dimentica delle famiglie omosessuali contestate da Cristiano De Eccher</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni molaschi</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/PaolaConciapensaallEuropaesidimenticadellefamiglieomosessualicontestatedaCristianoDeEccher.jpg" class="post" border="0" width="586" height="254" alt="" /><br clear="all" />Ieri, come raccontato da <a href="http://www.queerblog.it/tag/paola+concia">Paola Concia</a> <a href="http://www.paolaconcia.it/b/?p=4842">sul proprio sito</a>, a Roma è nata la rete europea per la libera circolazione dei diritti. La prima riunione della nuova realtà politica è prevista per il prossimo autunno a Lisbona. </p>
<p>In quell’occasione oltre alla stessa Concia e <a href="http://www.queerblog.it/tag/pedro+zerolo">Pedro Zerolo</a>, del Partito Socialista spagnolo, saranno presenti tutti i rappresentanti dell’Ue che hanno deciso di far parte della nuova istituzione europea che comunque, inutile girarci attorno, agli italiani non potrà dare una mano.</p>
<p>Se davvero i richiami dell’Europa servissero qualcosa in Italia il registro delle coppie di fatto sarebbe una realtà da molto tempo. L’attualità, ahimè, ci ricorda che per quanto possiamo chiedere aiuto ai paesi che riconoscono le unioni gay (nelle ultime settimane, ad esempio,<a href="http://www.queerblog.it/post/8400/irlanda-approvata-la-legge-sulle-unioni-civili-anche-gay-niente-tutele-per-i-figli"> l’Irlanda ha aperto il matrimonio alle persone non eterosessuali</a>) per conquistare dei diritti dobbiamo lavorare bene nel nostro paese. Al problema non si sfugge.</p>


<p>
La stessa <a href="http://www.queerblog.it/tag/paola+concia">Paola Concia</a> che non più tardi di ieri annunciava il proprio impegno europeo oggi non fa nessuno accenno alle <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/lomogenitorialita-va-fermata-parola-di-senatore/42148/">dichiarazioni opinabili</a> di <a href="http://www.queerblog.it/tag/cristiano+de+eccher">Cristiano De Eccher</a>, il senatore del Popolo delle Libertà preoccupato per i figli dei genitori omosessuali colpevoli (secondo l’esponente politico) di non essere adatti a crescere dei bambini per via del proprio orientamento sessuale.</p>
<p>L’Europride, la Rete per la libera circolazione dei diritti, &#8230; . Tutto molto bello e colorato ma, probabilmente, inutile per gli omosessuali italiani. Se davvero i rappresentanti politici ci tengono alla causa omosessuale allora è giusto che inizino a dimostrarlo con i fatti.</p>
<p>Avviare <a href="http://www.queerblog.it/post/8504/perche-in-italia-i-gay-famosi-snobbano-internet">un dialogo quotidiano</a> con i propri elettori potrebbe essere più utile di una bacheca.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8553/paola-concia-pensa-alleuropa-e-si-dimentica-delle-famiglie-omosessuali-contestate-da-cristiano-de-eccher">Paola Concia pensa all’Europa e si dimentica delle famiglie omosessuali contestate da Cristiano De Eccher</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 14:00 di mercoledì 21 luglio 2010.</p>

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		<title>I gay non possono donare il sangue, il caso di Milano approda in Parlamento</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa c’eravamo occupati del rifiuto, da parte dell’ospedale Gaetano Pini del capoluogo lombardo, alla donazione di sangue da parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/21/i-gay-non-possono-donare-il-sangue-il-caso-di-milano-approda-in-parlamento/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9841" title="BLOODSEXX390" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/BLOODSEXX390.jpg" alt="BLOODSEXX390" width="390" height="285" />Pochi giorni fa c’eravamo occupati del<a href="http://gaymagazine.it/2010/07/16/milano-il-gaetano-pini-non-accetta-le-donazioni-di-sangue-da-uomini-gay/" > rifiuto</a>, da parte dell’ospedale Gaetano Pini del capoluogo lombardo, alla donazione di sangue da parte di un ragazzo che donava da ben otto anni, e che si è visto chiudere le porte dell’ambulatorio solo perché omosessuale e, quindi, secondo il protocollo del Policlinico cui il Pini fa riferimento, una “persona a rischio” per via del suo orientamento sessuale. La politica si è mossa e finalmente il caso di Gabriele, comune purtroppo a molti altri donatori omosessuali in tutta Italia, è stato portato nelle aule istituzionali all’attenzione del governo.</p>
<p>Luciana Pedoto, della Commissione affari sociali della Camera, ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare al ministro della Salute Fazio: <em>“Il protocollo per la donazione non può che essere unico per tutto il territorio nazionale”</em>. Franco Grillini, politico e storico esponente della comunità omosessuale, afferma: <em>“Respingere le donazioni di sangue da persone omosessuali è del tutto illegale, lo stabilisce con chiarezza il decreto sulla donazione dell&#8217;aprile 2001 dell&#8217;allora ministro della sanità Umberto Veronesi”,</em> mentre Aurelio Mancuso chiede <em>“un intervento immediato e chiarificatore da parte del ministro della Salute&#8221;</em>. Leoluca Orlando, presidente della Commissione sugli errori sanitari, ha spedito una richiesta di relazione sull’accaduto all’assessore alla Sanità della regione Lombardia, ribadendo che l&#8217;orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue.</p>
<p>Il Policlinico, dal canto suo, afferma in una nota che <em>“recentemente la Food and Drug Administration americana ha riconfermato l&#8217;esclusione dalla donazione di sangue di uomini che abbiano avuto un rapporto omosessuale anche solo una volta nella vita”.</em> Oltretutto viene spiegato come anche altri donatori, non solo gli omosessuali, siano respinti per motivi differenti: ad esempio, non può donare chi ha avuto più di tre partner nell&#8217;ultimo anno, chi ha avuto rapporti con una prostituta o occasionali, chi ha frequentato nei tre mesi precedenti Paesi in cui è alto il rischio di contrarre la malaria. Insomma, il Gaetano Pini avrebbe solo messo in pratica il protocollo interno di medicina trasfusionale, cui aderisce anche il Fatebenefratelli, del gruppo ospedaliero che fa capo al Policlinico. Quello che è chiaro, in questa triste vicenda, è che non esiste una normativa nazionale univoca che regolamenti chi possa donare e chi no, e soprattutto abbatta questa discriminazione nata quando gli omosessuali erano definiti portatori dell’HIV e dell’AIDS.</p>
<p>Via – <a href="http://www.corriere.it/salute/10_luglio_20/donatore-sangue-gay-pini-milano_c7507bd8-93dd-11df-8c86-00144f02aabe.shtml">Corriere della Sera</a></p>

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		<title>Mauro è Mister travel gay 2010 eletto allo StupidA di Torre del Lago</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 08:57:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri Sera si è svolta la finale nazionale per l&#8217;elezione di Mister Travel Gay 2010, presentato da Angel Devid e La Wanda Gastrica,concorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/17/mauro-e-mister-travel-gay-2010-eletto-allo-stupida-di-torre-del-lago/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9605" title="mister travel gay 2010 1/3" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister3.jpg" alt="mister travel gay 2010 1/5" width="358" height="238" /></a>Ieri Sera si è svolta la finale nazionale per l&#8217;elezione di Mister Travel Gay 2010, presentato da Angel Devid e La Wanda Gastrica,concorso legato all&#8217;omonima agenzia di viaggio LGBT. Otto i concorrenti a contendersi la fascia sulla passerella del locale, posta ai piedi di unenorme elefante sullo stile del Moulin Rouge.</p>
<p>I ragazzi provenienti da varie città italiane e di età diverse dai 23 ai 41 anni comunque sia ben portati come ribadito da Manuel titolare dell&#8217;agenzia di viaggi nonchè presidente di giuria, tra cui spiccava la presenza di Franco Bigini (noto e bel<br />
corteggiatore del programma televisivo uomini e donne).</p>
<p>Il candidato ideale oltre che di bella presenza avrebbe dovuto dimostrare simpatia e solarità! Il prescelto dalla giuria è stato Mauro Giaconi, classe 1973, infermiere al S.Raffaele di Milano ma di origini livornesi, di bell&#8217;aspetto fisico ben curato e sguardo sorridente. Il vincitore ha dichiarato che la vittoria è stata inaspettata e che la vittoria spera gli servirà per dare un contributo all&#8217;affermazione dei gay e dei loro diritti anche in Italia.</p>
<p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister4.jpg"><img class="size-full wp-image-9606 alignleft" style="margin: 5px;" title="mister travel gay 2010 2/5" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister4.jpg" alt="mister travel gay 2010 2/5" width="224" height="336" /></a>Assiduo frequentatore dell Marina di Torre del Lago definito da lui stesso &#8221;un piccolo angolo&#8221; di cui si reputa &#8220;nativo&#8221; sia dal punto di vista omosessuale nel suo modo di vivere e di affrontare la sua omosessualità sia per quanto riguarda la sua vita privata. In quando Mister di un titolo legato a un&#8217;agenzia di viaggio è stato ovvio chiedergli quale è la sua meta preferita e ideale e ha risposto l&#8217;EGITTO&#8230;dove già è stato in viaggio premio regalato dai genitori dopo la maturità;ai suoi occhi l&#8217;Egitto lo ha colpito di piu rispetto a una Grecia &#8211; dove è stato &#8211; o altri posti , per la semplicità del luogo, dove è facile imbattersi in vicoli magari polverosi e con macchine che vanno in giro senza targa, ma soprattuto anche un luogo estremamente ricco culturalmente oltre che di splendidi posti da visitare.</p>
<p>Al momento della vittoria indossava uno strano collare molto ampio intorno al collo tutto di perline blu che ha utilizzato per portafortuna, in quanto già lo aveva utilizzato al Pride di Milano per la quale occasione gli aveva regalato una giornata davvero felice! Insomma un Mister Travel Gay della porta accanto ma non troppo, perchè facilmente imbarcato verse nuove mete a giro per il mondo perchè ama viaggiare e la sua meta prossima sarà gran canaria (viaggio in premio del concorso) nonchè il set fotografico dove ovviamente farà gli scatti necessari alle varie campagne dell&#8217;agenzia di viaggi di cui Mauro sarà protagonista!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister5.jpg"><img class="size-full wp-image-9607  aligncenter" style="margin: 5px;" title="Mister travel gay 2010 3/3" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/mister5.jpg" alt="Mister travel gay 2010 3/5" width="512" height="341" /></a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/k3p4lwoD4btIznGIcSYUMRPWum4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/k3p4lwoD4btIznGIcSYUMRPWum4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/k3p4lwoD4btIznGIcSYUMRPWum4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/k3p4lwoD4btIznGIcSYUMRPWum4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Milano: il Gaetano Pini non accetta le donazioni di sangue da uomini gay</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 12:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/16/milano-il-gaetano-pini-non-accetta-le-donazioni-di-sangue-da-uomini-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>Pensavamo che certi fatti gravissimi di discriminazione e omofobia accadessero solo in paesi come la Cina, e invece anche in Italia ci sono molti istituti trasfusionali che non accettano sangue da persone dichiaratamente omosessuali. Il Gaetano Pini di Milano è uno di questi, e la denuncia è partita da un donatore storico della struttura, Gabriele, che ha fatto conoscere questa vicenda sul suo blog e sul suo profilo Facebook. Il ragazzo donava regolarmente da 8 anni il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento proprio per il suo impegno profuso, ma l’altra mattina l’ospedale gli ha chiuso le porte in faccia per il suo orientamento sessuale. Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay: <em>&#8220;Non potevo credere alle mie orecchie</em> &#8211; afferma il giovane amareggiato <em>- fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l&#8217;altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?&#8221;</em>.</p>
<p>La responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma il tutto via e-mail a un utente che le chiede maggiori chiarimenti: <em>&#8220;Dopo l&#8217;integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile&#8221;</em>.<img class="alignright size-full wp-image-9591" title="sangue gay" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/sangue-gay.jpg" alt="sangue gay" width="400" height="326" /> Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni precedenti, aveva risposto ad altri donatori confermando <em>&#8220;la validità dei suoi protocolli&#8221;</em>, che non stanno più né in cielo né in terra nel 2010.</p>
<p>La deputata PD Anna Paola Concia, da sempre sensibile ai temi della comunità lgbt, ha deciso di intervenire subito per fermare questa vergogna: presenterà un&#8217;interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterà una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione omofoba. <em>&#8220;E&#8217; ora che le cose cambino&#8221;</em>, afferma la Concia. <em>&#8220;Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c&#8217;è alcun fondamento a questa direttiva dell&#8217;ospedale&#8221;.</em> <em>&#8220;In Italia</em> &#8211; conclude &#8211; <em>ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E&#8217; ora di farla finita”</em>. Nel 2008, l&#8217;Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che nel 44,4% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale, e solo nel 23,7% dei casi, invece, c&#8217;è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Le statistiche sono confermate dai dati in possesso dell&#8217;OMS. L&#8217;interrogazione sarà firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008, la quale si occupò di un caso simile. <em>&#8220;Feci fare delle verifiche</em> &#8211; ricorda la Turco -<em> e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c&#8217;è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d&#8217;essere&#8221;.</em> Per Rosaria Iardino, presidente del “Network Persone Sieropositive”, questa normativa non ha assolutamente basi scientifiche: &#8220;<em>La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perché, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E&#8217; chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali&#8221;.</em></p>
<p>Via – <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/15/news/trasfusioni_gay-5614730/?ref=HREC1-2" >La Repubblica</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ndRlJYrwpeZCe6sAMlwC7ZlIVTM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ndRlJYrwpeZCe6sAMlwC7ZlIVTM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Mara Carfagna torna a parlare del suo appoggio alla comunità gay</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:45:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un articolo pubblicato pochi giorni fa dal settimanale Panorama, il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna parla ancora del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/13/mara-carfagna-torna-a-parlare-del-suo-appoggio-alla-comunita-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>In un articolo pubblicato pochi giorni fa dal settimanale Panorama, il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna parla ancora del suo appoggio a favore delle coppie omosessuali e di quello agli ultimi Gay Pride italiani, un sostegno inaspettato che ha fatto attirare su di sé le <a href="http://gaymagazine.it/2010/07/10/la-carfagna-attaccata-duramente-dalla-chiesa-per-il-sostegno-al-gay-pride/" >critiche</a> di buona parte del clero più integralista, oltre che di un’amicizia particolare con la deputata PD Anna Paola Concia, che le ha aperto le porte del nostro “mondo”. Tuttavia, la Carfagna è ancora fermamente contrario all’equiparazione tra coppie dello stesso sesso e coppie eterosessuali e all’adozione per i genitori gay. Di seguito, riportiamo un estratto dell’intervista.</p>
<p><strong>Complimenti, ministro, la sua dichiarazione autocritica sulle case ai gay è stata una magnifica mossa.</strong><br />
Non mi piace che si parli di una «mossa».<br />
<strong>La sinistra l’ha portata in palmo di mano.<img class="alignright size-full wp-image-9345" title="garfagna_ok" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/garfagna_ok.jpg" alt="garfagna_ok" width="393" height="491" /></strong><br />
Questo riguarderà forse la sinistra. Per quanto riguarda me, nessuna mossa. Non faccio mosse.<br />
<strong>Non è uno scandalo se un politico le fa.</strong><br />
Quel che ho detto al Quirinale era frutto di una riflessione, modesta forse, ma leale. Di una personale maturazione.<br />
<strong>Su cosa? Non credo abbia scoperto soltanto due mesi fa che i gay sono piuttosto discriminati.</strong><br />
No, questo lo so da molto tempo.<br />
<strong>Però aveva negato il patrocinio al Gay pride.</strong><br />
E lo negherò ancora, che c’entra?<br />
<strong>Come che c’entra? Chi nega il patrocinio è statutariamente omofobico. I suoi attestati di stima alla deputata Paola Concia erano invece statutariamente antiomofobici. Lei ha aggiunto, per di più, che era stata Concia a farle cambiare opinione.</strong><br />
Non certo sulle discriminazioni che devono subire gli omosessuali, tanto è vero che il ministero ha sempre patrocinato seminari, forum e ogni tipo di manifestazione delle associazioni intenzionate a focalizzare il problema.<br />
<strong>Perché quell’accenno autocritico, allora?</strong><br />
Perché una cosa è la conoscenza di una questione, cosa diversa è maturarne consapevolezza. Paola mi ha aiutato. Grazie a lei ho conosciuto meglio le difficoltà di chi vive quella condizione di minoranza, l’additamento, la derisione, il pregiudizio, le violenze.<br />
<strong>Le ha raccontato la sua storia personale?</strong><br />
Non la sua, quella di molti.<br />
<strong>Siete d’accordo su tutto ormai?</strong><br />
No davvero.<br />
<strong>Sull’equiparazione tra coppie gay e coppie tradizionali?</strong><br />
Paola è un’interlocutrice molto ragionevole, non ne abbiamo mai parlato. Sa che su questo non concordo.<br />
<strong>Molti omosessuali la chiedono.</strong><br />
E sono convinti di averne diritto. Quindi anche di poter avere e allevare figli. Molti altri mi dicono invece: non possiamo chiedere di equiparare due cose così diverse.<br />
<strong>Così diverse?</strong><br />
La tutela giuridica della famiglia prevista dal nostro ordinamento è concepita per salvaguardare non solo i diritti della coppia, ma i figli destinati a perpetuare la specie. Non si può cambiare questo.<br />
<strong>Allora non si può cambiare niente.</strong><br />
Come no? Ci si può meglio contrapporre al pregiudizio, si possono rompere muraglie che impediscono il godimento di diritti sacrosanti.<br />
<strong>Per esempio?</strong><br />
Subentrare nel contratto di locazione, effettuare visite in ospedale sono normali diritti di una coppia che meritano un’attenzione negata troppo spesso. E una soluzione. Ma l’equiparazione non c’entra.</p>
<p>Via – <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/07/13/mara-carfagna-ero-cenerentola-ora-parlo-da-ministro/" >Panorama</a></p>

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		<title>La violenza omofoba continua: aggredito e pestato un giovane gay a Ostia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scia nera dell’omofobia e della violenza non sembra aver abbandonato il Bel Paese, che dopo le manifestazioni di orgoglio di giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/12/la-violenza-omofoba-continua-aggredito-e-pestato-un-giovane-gay-a-ostia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9279" title="omofobia1-440x330" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/omofobia1-440x330.jpg" alt="omofobia1-440x330" width="394" height="186" />La scia nera dell’omofobia e della violenza non sembra aver abbandonato il Bel Paese, che dopo le manifestazioni di orgoglio di giugno e di inizio luglio si trova a dover fare i conti con l’ennesimo episodio di intolleranza contro le persone omosessuali. Questa volta è capitato a un trentenne, Marco, che nella notte tra sabato e domenica scorsa è stato violentemente picchiato e deriso dal branco sul Lungomare Toscanelli di Ostia, nelle vicinanze della nostra amata Capitale, quest&#8217;ultima territorio privilegiato di aggressioni omofobe e di intimidazioni continue alla nostra comunità.</p>
<p>Marco, verso le 3 di notte, si mette educatamente in fila davanti al bagno delle donne, ma una delle ragazze in attesa, evidentemente infastidita dalla sua presenza, gli dice che lui li non può stare. Il trentenne risponde: “Ma io sono diverso, state tranquille mica vi dò fastidio”, ma un’altra giovane replica spazientita: “Ma neanche i froci come te possono entrare”, e la cosa sembra essere finita li. Ad aspettare Marco all’uscita della toilette, però, c’è il ragazzo di una delle donne infastidite dalla sua presenza e da quell&#8217;invasione di territorio; l’aggressore, al grido di: “A noi le checche come te ce fanno schifo. Te l’avevano detto che qui non ci puoi entrare”, inizia a menare le mani e a sputare, e finisce con il pestare a sangue il malcapitato. Un pugno in pieno volto fa cadere il trentenne, che riporta un trauma cranico e una distrazione del tratto cervicale della spina dorsale, mentre il branco si dà alla fuga.</p>
<p>Curato al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Ostia, con quindici giorni di prognosi, le indagini sono state affidate ai carabinieri del nucleo di Ostia, non chiamati da Marco, che stando alla stampa locale non avrebbe voluto sporgere denuncia, bensì da un testimone oculare che ha prontamente fermato una pattuglia, denunciato l&#8217;accaduto e fornito una descrizione degli aggressori. Dal canto suo, Marco ha dichiarato, probabilmente spaventato dal fatto che questo episodio lo obblighi a un coming out che non vuole fare: “Non voglio vendette, sono per la tolleranza”.</p>
<p>Via – <a href="http://it.notizie.yahoo.com/37/20100712/ten-ostia-aggredito-gay-per-aver-usato-i-ef693a4.html" >Yahoo Notizie</a></p>

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		<title>Parole al vento?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 10:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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La nota politica di Gaymagazine va in vacanza! A settembre il nostro editore ha in testa qualcosa di più e di diverso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/10/parole-al-vento/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>
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<img class="alignleft size-medium wp-image-9164" title="Uguaglianza e libertà per tutti" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/gay-uguale3-300x171.jpg" alt="Uguaglianza e libertà per tutti" width="300" height="171" />La nota politica di <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/category/rubriche/lanotapolitica/">Gaymagazine</a> va in vacanza! A settembre il nostro editore ha in testa qualcosa di più e di diverso. Ci impegneremo per non deludervi.<br />
Per salutarci, ricordiamo gli appelli che abbiamo lanciato, per la libertà, non solo di noi gay. Saranno state  parole al vento, dite? Probabilmente avete ragione e allora speriamo che ci raffreschino almeno il cervello.<br />
Ci siamo impegnati per sostenere <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/05/22/dopo-la-festa-al-quirinale-tutti-al-lavoro/">le proposte legislative sulle unioni civili e contro l&#8217;omofobia</a>.<br />
Abbiamo invocato le riforme attese da decenni, come <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/05/29/berlusconi-nel-cul-de-sac/">il dimezzamento dei parlamentari e l&#8217;abolizione delle province</a>.<br />
<a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/06/05/vivi-o-morti/">Meno burocrati negli uffici e più poliziotti in strada</a>, abbiamo scritto, contro la violenza.<br />
Ci siamo seriamente preoccupati per <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/06/12/esamino-prima-dei-mondiali/">il continuo lamentarsi, senza capacità di reagire, dei nostri vertici politici</a>.<br />
Siamo stati in prima linea <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/06/19/riforme-imprenditori-eroi/">con gli imprenditori</a>, la parte più creativa della nostra società.<br />
Ci siamo schierati per <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/06/26/cercando-tolleranza-non-solo-quattrini/">la legalizzazione e la tassazione della prostituzione</a>, una misura dal valore emblematico, che potrebbe simboleggiare una svolta storica in Italia, verso la fine delle ipocrisie e dell&#8217;immobilismo che stanno uccidendo la nostra Repubblica.<br />
Abbiamo parlato del nostro<a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/07/03/piu-gioia-meno-parole/"> movimento che sta cambiando, perché anche noi stiamo cambiando</a>, come forse abbiamo dimostrato, almeno un pochino, in queste pagine&#8230;<br />
Buone vacanze a tutti!<br />

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		<title>La Carfagna attaccata duramente dalla Chiesa per il sostegno al Gay Pride</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal famigerato sito ultracattolico Pontifex.it si sono levate critiche feroci contro il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, rea di aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/10/la-carfagna-attaccata-duramente-dalla-chiesa-per-il-sostegno-al-gay-pride/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9131" title="maria-rosaria-carfagna" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/maria-rosaria-carfagna.jpg" alt="maria-rosaria-carfagna" width="374" height="260" />Dal famigerato sito ultracattolico Pontifex.it si sono levate critiche feroci contro il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, rea di aver parlato del Pride romano di sabato scorso coma “manifestazione gioiosa, serena e partecipata” e di aver denigrato lo striscione omofobo fatto affiggere davanti il Colosseo da Militia Christi, dichiarando che &#8220;le battaglie, siano esse politiche o culturali, certo non si conducono coprendo manifesti o con scritte ingiuriose&#8221;.</p>
<p>Tra i tanti preti integralisti interpellati da Pontifex, l&#8217;arcivescovo emerito di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino, è quello più duro e che ha suscitato il maggior scalpore: &#8220;Sa quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell’errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito. Il Gay pride è una manifestazione nella quale si prende a male parole il pontefice, capo del cattolicesimo, ma anche di uno Stato estero: non sta bene e il ministro ha sbagliato veramente&#8221;, afferma l’ecclesiastico, suggerendo che &#8220;l&#8217;omosessualità e soprattutto la pratica ed ostentazione di essa sono contro natura, una vera aberrazione, un trionfo dell&#8217;anormalità e della patologia&#8221; e che le parate per l’orgoglio gay &#8220;non andrebbero mai tollerate e ogni atto del genere vietato&#8221;. Poi riferendosi alle gruppi gay: “Queste associazioni, per legge, non andrebbero mai tollerate e ogni atto del genere vietato. Lo Stato non ha il diritto di tutelare associazioni che siano contro natura”. Alla domanda del giornalista sul perché la Carfagna sia ministro, l&#8217;arcivescovo risponde prontamente: “Questo lo chieda a Berlusconi e non a me. Certi politici fanno pubblica professione di cattolicesimo e poi nel concreto vivono una vita lontana dai reali valori cattolici, salvo poi tentare di servirsi della Chiesa quando conviene”.</p>
<p>Anche il collega di governo Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza con delega alla famiglia, attacca la Carfagna: “La posizione del governo italiano è quella espressa in una nota uscita sabato e rappresenta l&#8217;orientamento ufficiale dell&#8217;esecutivo”. Per ora non è arrivata nessuna replica dal parte del ministro per le Pari Opportunità, professatasi da sempre come cattolica praticante, e dal suo blog aggiornato quotidianamente.</p>
<p>Il blog <em>Pontifex</em> non è nuovo a polemiche alimentate con interviste a vescovi integralisti, dai quali le gerarchie ecclesiastiche hanno più di una volta preso le distanze, e in questi giorni scorrendo i vari editoriali e le pagine del sito ultracattolico possiamo trovare veri e propri <a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/4853-domande-e-risposte-sul-problema-dellomosessualita-parte-1-di-10-che-cose-lomosessualita-che-cosa-non-e-lomosessualita-qual-e-lincidenza-dellomosessualita-il-comportamento-omosessuale-e-un-comportamento-biologico-innato" >studi sull’omosessualità</a>, con domande e risposte, oltre a pagine pregne di omofobia e tentativi di smontare il nostro orientamento sessuale, come l’editoriale di ieri intitolato “<a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/4841-buon-senso-sociale-ed-omosessualita" >Buon senso sociale ed omosessualità &#8211; La pratica omosessuale garantita e tutelata da uno stato porterà quello stato nel giro di pochi decenni ad una totale decadenza sociale</a>”.</p>
<p>Via &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/vescovi_carfagna-5463170/" >La Repubblica</a></p>

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		<title>Regno Unito: i gay perseguitati richiedenti asilo hanno il diritto di essere accolti nel paese</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:50:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/07/il-governo-inglese-consiglia-ai-gay-immigrati-di-non-dichiararsi-apertamente/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>E&#8217; notizia di poche ore fa che la Corte Suprema britannica ha concesso il diritto d&#8217;asilo a due omosessuali perseguitati nei loro Paesi d&#8217;origine per la loro &#8220;diversità&#8221; sessuale. I giudici, nell&#8217;emanare la sentenza con cui la corte ha ha accolto il ricorso dei due uomini originari rispettivamente dell&#8217;Iran e del Camerun, hanno spiegato di essere giunti &#8220;unanimemente&#8221; alla decisione. Un brutto colpo per Cameron e il suo establishment, rei di non aiutare quasi mai i rifugiati per motivi sessuali che fuggono nel Regno Unito per chiedere asilo, visto che nel loro patria rischierebbero violenze, torture e persino la morte.</p>
<p>È stato un vero e proprio scontro frontale quello tra il nuovo governo social-democratico, da poco installatosi nell’isola britannica, e l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU. A scatenare una vera e propria guerra, combattuta con dichiarazioni al veleno da una parte all’altra, è stata l’infelice frase dell’autorità centrale britannica, che ha consigliato agli immigrati vittime di omofobia richiedenti asilo politico in Gran Bretagna di tenere celato il proprio orientamento sessuale per evitare persecuzioni e ritorsioni nei loro paesi d’origine. Questo ha fatto sobbalzare sulla sua poltrona la legale rappresentante dell’UNHCR, Alexandra McDowall, che non ha certo perso tempo e ha affermato che<strong> </strong>è come se durante il<strong> </strong>nazismo avessero consigliato ad un ebreo di restare rintanato nella propria soffitta per sfuggire ai campi di concentramento, invece di essere protetto, come invece devono essere protette le vittime di persecuzioni politiche, per i propri gusti sessuali o religiosi.<strong> </strong>La McDowall ha sottolineato che “<em>le persecuzioni non cesseranno di esistere solo perché le vittime resteranno in silenzio per evitare che vengano prese misure restrittive o condanne a morte contro di loro</em>”. Il Ministro degli Interni britannico, dal canto suo, si è impegnato a non espellere<strong> </strong>dall’isola chi possa dimostrare che sia<img class="alignright size-full wp-image-8951" title="gay_iran_2" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/gay_iran_2.jpg" alt="gay_iran_2" width="410" height="315" /> davvero in pericolo per la sua vita, che rischi il carcere o di essere sottoposto a torture a causa del suo orientamento sessuale. Nessun accenno, da parte del capo di uno dei dicasteri più importanti di Sua Maestà, a quelle violenze che affliggono il migrante ma che non si vedono, come quelle morali e psicologiche che producono un’induzione al suicidio, difficilmente dimostrabili e che si trascinano per tutta l’esistenza. C&#8217;è voluta una sentenza del massimo organo giudiziario inglese per ribaltare questa situazione incresciosa, una vera e propria abitudine al diniego da parte dei vari governi che si sono succeduti nell&#8217;isola.</p>
<p>Uno studio del gruppo<strong> </strong>Stonewall, una delle associazioni più attive a livello mondiale per i diritti degli omosessuali, ha segnalato che ben il 98 % delle domande di asilo per motivi di repressione sessuale vengono rifiutate in prima istanza. Ci chiediamo come gli espulsi possano tornare nel loro paese di origine, quasi sempre regimi dittatoriali, e nascondersi o tenere segreta la loro omosessualità. Inoltre, come ha fatto notare l’agguerrita McDowall, il consiglio di tenere nascosti i propri gusti sessuali “<em>introduce un elemento indebito costringendo le lesbiche e i gay a vivere sotto un velo di segretezza</em>”. Questo botta e risposta è nato dopo che il Tribunale Supremo del Regno Unito ha rifiutato, con conseguente allontanamento dal suolo britannico, un cittadino camerunense quasi trucidato da una folla inferocita dopo aver baciato il suo compagno per strada, e un cittadino iraniano, espulso dalla sua scuola dopo che la sua omosessualità era stata di dominio pubblico e che fu vittima successivamente di aggressioni<strong> </strong>fisiche. Il Ministro degli Interni ha chiesto ai due richiedenti asilo politico di essere più discreti, al fine di evitare qualsiasi persecuzione. Poche settimane fa c’eravamo occupati del caso dell’attivista lesbica <a href="http://gaymagazine.it/2010/06/18/la-gran-bretagna-concede-asilo-allattivista-lesbica-iraniana-kiana-firouz/" >Kiana Firouz</a>, che dopo una battaglia legale aveva ottenuto l’asilo politico in Gran Bretagna, e recentemente è emerso un <a href="http://gaymagazine.it/2010/07/02/in-gran-bretagna-il-65-dei-gay-si-sposa-per-paura-del-coming-out-e-della-famiglia/" >dato preoccupante</a>, che evidenzia come il 65% degli omosessuali inglesi non facciano outing per paura della famiglia e delle persecuzioni che da esso possono derivare.</p>
<p>Se Cameron e i suoi collaboratori dovranno ingoiare questo boccone amaro e adeguarsi alla decisione dei giudici della Corte Suprema, l’Italia non può certo gioire, visto che il 17 dicembre scorso una ventina di associazioni Gay e Lesbo avevano simbolicamente richiesto la<strong> </strong>cittadinanza spagnola per un giorno, al fine di denunciare l’inadeguatezza del governo italiano di fronte alla questione omosessualità; una carenza legislativa di cui ci siamo occupati spesso e che possiamo constatare nella vita di tutti i giorni. La Spagna, invece, da sempre all’avanguardia per i diritti civili in generale e in particolar modo per quelli lgbt, sempre nello scorso dicembre aveva<strong> </strong>accordato l’asilo politico ad un iraniano di 36 anni, il quale era stato discriminato e torturato a causa del suo orientamento sessuale.</p>
<p>Via – <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/71296/uk-i-gay-stiano-zitti-evitare/" >Giornalettismo</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e8bz5AXziWp54Wvx-j26p-sVhgI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e8bz5AXziWp54Wvx-j26p-sVhgI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Pordenone: alla sbarra i tre uomini che picchiarono disabile omosessuale in pieno centro</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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L’atto barbaro è avvenuto nel pieno centro della città friulana la sera del 23 gennaio scorso, nell’indifferenza di molti passanti che non [...]]]></description>
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<p>L’atto barbaro è avvenuto nel pieno centro della città friulana la sera del 23 gennaio scorso, nell’indifferenza di molti passanti che non hanno nemmeno provato ad aiutare l’aggredito: la vittima, un 30enne omosessuale seguito dai servizi sociali del Comune per una lieve disabilità psichica e mentale, è stato picchiato ripetutamente da tre uomini con calci e pugni in Piazza XX Settembre a Pordenone. L’episodio omofobo è stato reso noto solo in questi giorni, a conclusione delle indagini, durante le quali si sono ascoltati numerosi testimoni oculari.</p>
<p>La squadra mobile della Questura era riuscita a identificare, dopo pochi giorni, gli autori del pestaggio e li aveva denunciati alla magistratura per concorso in violenza privata aggravata. S.C., 21 anni, T.N., 22 anni e O.S., 43 anni, entrambi della provincia di Pordenone, avrebbero premeditato e organizzato l’attacco: uno dei tre denunciati aveva proposto agli altri di “andare a dare una lezione ai froci del Bronx”, il quartiere della città friulana dove di notte s&#8217;incontrano alcuni omosessuali, e durante il pestaggio hanno apostrofato il disabile con frasi ingiuriose. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il trio avrebbe eseguito la terribile violenza solo per occupare il tempo, unendo l’utile al dilettevole; si sa, la vita in Provincia può essere noiosa, e i tre omofobi stavano cercando un diversivo per passare quel venerdi sera d’inverno, uguale a tutti gli altri, e hanno pensato bene di dare una lezione a uno di quei maledetti froci che tanto odiano.</p>
<p>Il 22enne incriminato, inoltre, è coinvolto in un procedimento distinto per razzismo e xenofobia, per un episodio accaduto nell’agosto scorso. In quest’ultima occasione, la Procura ritiene che il giovane abbia imbrattato con alcune scritte razziste e xenofobe alcuni palazzi della città, ed è stato cosi denunciato per istigazione all&#8217;odio razziale, alla discriminazione e all&#8217;odio etnico per motivi ideologici. Nel procedimento per la violenza al disabile, il cui iter processuale riprenderà a metà settembre, si sono costituiti parte civile l&#8217;Arcigay e lo stesso Comune di Pordenone.</p>
<p>Via – <a href="http://gazzettino.it/articolo.php?id=109518&amp;sez=NORDEST&amp;ssez=PORDENONE" >Il Gazzettino</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FoWB4mDKhiDjtfwfygOoGjNoKsI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FoWB4mDKhiDjtfwfygOoGjNoKsI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La Curia di Pesaro bandisce il coro gay Komos da rassegna musicale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 16:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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<p><em>&#8221;L&#8217;Arcidiocesi si dissocia fermamente dall&#8217;iniziativa (inserita nella manifestazione) che prevede, per il prossimo 10 luglio, l&#8217;esibizione del coro Komos di Bologna nella Chiesa dell&#8217;Annunziata. Tale esibizione, pertanto, viene annullata&#8221;.</em></p>
<p>Con queste due righe, la Curia pesarese ha deciso di annullare la partecipazione del coro gay Komos previsto nell&#8217;ambito della rassegna &#8216;Vespri d’organo a Cristo re&#8217;, giunta alla settima edizione. Nel 2009 lo stesso gruppo di coristi bolognesi, specializzato in musica classica, era già stato allontanato dalla chiesa di Bologna in cui teneva le prove, in riferimento al documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali, firmato nel 1986 dall&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger. Bisogna far presente che i documenti vaticani a cui si fa riferimento non mai hanno giustificato la repressione della cultura e dell’arte proposta da omosessuali<strong>,</strong> ed anzi in alcuni punti tendono a richiamare alla “comprensione” nei confronti di chi, a parer loro, porta il peccato di un orientamento sessuale non approvato dal Vaticano. Paolo Montanari, fondatore di Komos, vuole avere spiegazioni sulla vicenda: <em>&#8221;A questo punto credo sia importante soprattutto sapere perché hanno deciso di cancellare il concerto</em>, <em>visto che, anche nella nota ufficiale della Curia, non sono state addotte spiegazioni&#8221;</em>.</p>
<p>L’Arcigay di Pesaro, appena appresa questa incredibile notizia, ha commentato duramente la decisione della Diocesi locale: <em>&#8220;Un provvedimento di chiaro stampo culturale nazista che ricorda, aggravato dalla nota abitudine di certi ambienti ecclesiastici a non motivare mai le proprie sibilline decisioni, gettando il sasso per poi ritirare la mano. Non esiste alcuna incompatibilità tra Vangelo (e quindi Cristianesimo) e omosessualità: Lo dimostrano i tanti gruppi di omosessuali credenti che stanno nascendo come funghi in tutta Italia, tra l&#8217;indifferenza e l&#8217;ostracismo di parrocchie e diocesi&#8221;.&#8221;Esiste invece </em>- aggiunge la sezione locale di Arcigay -<em> un grave problema di razzismo antropologico di genere all&#8217;interno della morale ufficiale cattolica, particolarmente in quella sessuale che ormai sembra tornata a pié pari verso ideologie medievali</em>. <em>Nel respingere e nel denunciare l&#8217;ennesimo atto di discriminazione attiva perpetrato nei confronti di persone omosessuali, ci domandiamo: cosa c&#8217;entra il valore professionale di un gruppo di valenti coristi riconosciuti ampiamente dalla critica col loro dichiarato orientamento sessuale?&#8221;.</em></p>
<p>Il vicepresidente della Provincia e Assessore alla Cultura, Davide Rossi, ha messo a disposizione una sala del palazzo della Provincia dove tenere un concerto riparatore, ma a riparare a questo atto di omofobia non devono essere le istituzioni, ma l’Arcidiocesi pesarese: <em>&#8220;Il festival ha il patrocinio anche della Provincia e, anche per questo, mi sono sentito quasi in dovere di offrire un&#8217;alternativa&#8221;</em>, ha dichiarato Rossi, specificando <em>&#8220;Ne ho parlato con il presidente della Provincia che ha accolto l&#8217;idea. Quindi l&#8217;ho proposta al direttore del coro, Paolo Montanari, come una sorta di spazio di laicità&#8221;.</em></p>
<p>Il cattolicesimo, purtroppo, si è distinto in questi anni per una feroce lotta contro il pieno riconoscimento dei diritti civili Lgbt, ma forse le alte gerarchie ecclesiastiche non si sono rese conto che i cori che cantano in chiesa sono zeppi di persone omosessuali e che gli stessi edifici religiosi dove si officiano riti e celebrazioni sono state abbellite da pittori e scultori notoriamente gay.</p>
<p>Via – <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2010/07/05/353331-annullamento_concerto_coro_komos_arcigay_nazismo.shtml" >Il Resto del Carlino</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rSu7oCnamxk6e3trkR-FhtCPikk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rSu7oCnamxk6e3trkR-FhtCPikk/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rSu7oCnamxk6e3trkR-FhtCPikk/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rSu7oCnamxk6e3trkR-FhtCPikk/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sei omosessuale? Niente affitto. Parola di molti padroni di casa e coinquilini</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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<p>L’equazione “gay in casa = paura e sovraffollamento” continua a persistere, nonostante anni di lotte contro la discriminazione e i pari diritti. L’autore dell’inchiesta scrive di aver risposto via e-mail a circa 50 annunci, dicendo esplicitamente di essere gay, e lo hanno ricontattato solo in 20 casi, e si è trattato quasi sempre di agenzie immobiliari. Chiunque vada a sbirciare sui siti specializzati può trovare ogni sorta di discriminazione, dal classico “No gay” alla più “sottile” perifrasi “Solo uomini etero”, e ogni giorno sono sempre più questi annunci omofobi: un ragazzo di Milano ha scritto “sono ragazzo studente, serio, ordinato. No gay, casinisti e chi fa uso di droghe e alcol”. Ma è al telefono che questo fenomeno omofobo ha dato il meglio di sé. Sentendo la voce del richiedente, i proprietari o i coinquilini riluttanti hanno qualche avuto molte difficoltà ad essere espliciti nel diniego ma, grazie una serie di telefonate effettuate da Nord a Sud, è stato stilato un vero e proprio campionario dei rifiuti, esplicitati quasi sempre con imbarazzo ma anche con una sfacciataggine degna di nota: &#8220;L’idea non mi alletta&#8221;, &#8220;non ho mai avuto esperienze del genere&#8221; e così via. La richiesta finale di spiegazione, generalmente, termina con un laconico &#8220;non me la sento&#8221;.</p>
<p>A Como, una signora inizialmente dice che la &#8220;stanza è da dividere con un altro ragazzo&#8221;, anche se l&#8217;annuncio parla chiaramente di una singola. &#8220;Comunque se lei è un omosessuale, non possiamo accontentarla. C&#8217;è un&#8217;altra persona, anche per il rispetto nei suoi confronti&#8221;. Guai a chiedere un parere al coinquilino, perché “so già che lei non sta nei parametri&#8221;. Una proprietaria romana, invece, ha associato l&#8217;omosessualità del richiedente al sovraffollamento: &#8220;Vorrei sapere chi viene, perché non vorrei trovarmi la casa occupata da troppe persone&#8221;. E cosi via, una vera e propria classifica di stereotipi, paure e rifiuti fantasiosi che fanno rabbrividire qualsiasi persona con un po’ di sale in zucca e di dignità.</p>
<p><em>&#8220;Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro</em>&#8220;. Il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna bolla cosi questo fenomeno, che definire oltraggioso e lesivo della dignità della persona è un eufemismo. Si tratta di interi appartamenti lasciati vuoti, stanze rifiutate a studenti solo perché non eterosessuali o altre discriminazioni attuate da padroni di casa e coinquilini omofobi. Il ministro, visto che lo Stato non può intervenire sui contratti privati di locazione, propone di investire sulla cultura della <em>&#8220;non discriminazione, come abbiamo fatto con la campagna contro l&#8217;omofobia in cui dicevamo: non essere tu quello diverso&#8221;</em>. Una risposta tiepida, ma la Carfagna incalza e specifica che il passo successivo, dopo i tavoli di lavoro con le organizzazioni che si occupano del mondo lgbt, <img class="alignleft size-full wp-image-8839" title="gay house" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/gay-house.bmp" alt="gay house" width="273" height="301" />sarà <em>&#8220;creare grazie all&#8217;Unar e in sinergia con molte Regioni ed enti locali, una rete efficiente di centri territoriali anti discriminazione&#8221;</em>. Sino ad oggi l&#8217;Unar, l&#8217;Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, è intervenuto più volte contro giornali e siti web che pubblicavano annunci tipo &#8220;non si affitta agli immigrati&#8221;, sanzionandoli. Ora allargherà il suo raggio d&#8217;azione ricevendo le segnalazioni dalle associazioni e interverrà anche per chi viene discriminato per il suo orientamento sessuale. <em>&#8220;Le cose devono cambiare, altrimenti non resterà altra scelta che continuare a fingere o a nascondersi per poter avere un tetto come hanno fatto alcuni amici. Difficile che qualcuno accetti come inquilino un gay se dà ascolto a quello che dice la Chiesa, che ci addita come il nemico pubblico numero uno, come quelli che minano le fondamenta dello Stato, del paese, della famiglia&#8221;</em>, polemizza giustamente il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini. <em>&#8220;Perché al di là dell&#8217;omofobia</em> &#8211; dice Vladimir Luxuria &#8211; <em>c&#8217;è il pregiudizio che gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c&#8217;è l&#8217;idea che un gay voglia sedurre chiunque, come se non avesse gusti e preferenze come tutti. Sono comportamenti anti costituzionali perché è come dire: tu non meriti neppure di avere un posto dove vivere, non hai diritto neanche ad un tetto sopra la testa&#8221;</em>.</p>
<p>Naturalmente, ci sono state anche risposte positive, di chi ha dichiarato tranquillamente che non aveva alcun problema ad affittare ad una persona omosessuale, e anzi si meravigliava della domanda. Quasi sempre, è avvenuto nel caso della locazione di un appartamento, mentre più difficile quando si tratta di una stanza o di un posto letto, anche quando si tratta di ambienti occupati da universitari Questa vera e propria moda si è espansa cosi tanto che sempre più persone tendono a specificare il loro orientamento sessuale negli annunci, richiedendo un alloggio gay-friendly, mentre chi è in cerca coinquilini tiene spesso a precisare l&#8217;orientamento sessuale desiderato.</p>
<p>Via – <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/04/news/non_si_affitta_agli_omosessuali-5372525/index.html?ref=search" >La Repubblica</a></p>

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		<title>Più gioia, meno parole</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 17:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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<img class="alignleft size-medium wp-image-8731" title="Il popolo vero protagonista del Napoli Pride 2010" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/zok-2010-06-26-napoli-pride-il-popolo-300x115.jpg" alt="Il popolo vero protagonista del Napoli Pride 2010" width="300" height="115" />Con il <a href="http://www.romapride2010.it/" >Pride urbano di Roma</a>, a cui <a href="http://www.gaymagazine.it/">Gaymagazine</a> partecipa con il proprio editore e il proprio staff in prima fila, e il Pride bergamasco a <a href="http://www.trevigliopride.it/" >Treviglio</a>, si chiude oggi la stagione di queste nostre straordinarie parate.</p>
<p>Si sono moltiplicati i Pride locali. Ci sono stati Pride che non hanno riscosso un consenso generale. Ci sono state parti del mondo queer, <a href="http://www.mariomieli.org/spip.php?article1818" >importanti come il &#8220;Mario Mieli&#8221; di Roma</a>, che hanno persino deciso di contestare qualcuno di questi Pride. Abbiamo letto molte critiche su questo moltiplicarsi delle iniziative e delle relative polemiche, ma manteniamo la nostra già nota posizione: l&#8217;Italia è lunghissima, un insieme complicato di popolazioni e territori, una Repubblica federale <span style="font-style: italic;">de facto</span>. Ergo la moltiplicazione dei Pride, locali, regionali, di parte e parziali, indipendenti o unitari è, oltre che inevitabile, una evoluzione positiva del nostro processo di integrazione e della nostra capacità di cambiare, dal basso, le società in cui viviamo.</p>
<p>I Pride, ci pare, stanno somigliando sempre più a grandi feste popolari, che possono riscuotere una affluenza più o meno ampia, ma hanno comunque un significato per le singole persone concrete che ci partecipano. Non rivelano nulla sul momento politico del movimento gay, ma facendo incontrare per le strade di una città il popolo queer con la gente ordinaria, le parate gay e lesbiche hanno la capacità di abbattere i muri della paure interiori e delle diffidenze reciproche.</p>
<p>Certe paure antiche, che le persone etero provano per le persone queer &#8211; e un po&#8217; anche viceversa &#8211; non si possono facilmente cancellare, ma si possono affrontare meglio scambiandosi un sorriso durante una di queste feste popolari. Un certo odio moderno contro il mondo queer, sparso a piene mani da fazioni politiche, gruppi di potere clericali, sette estremistiche, può essere spazzato via quando le persone <strong>diversamente normali</strong> si incontrano alla luce del sole, si parlano, si abbracciano, come è accaduto al Napoli Pride. A proposito, consigliamo a tutti la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n4igWoD7hYI" >bella testimonianza video</a> segnalata da <a href="http://www.stefanobolognini.it/" >Stefano Bolognini</a> e la <a href="http://picasaweb.google.com/116189612563751861437/AllaLuceDelSole#" >galleria fotografica</a> sulla partecipazione al Pride dei gay cristiani.</p>
<p>Le parate gay somigliano sempre meno a cortei sindacali unitari, convocati per sostenere precise rivendicazioni politiche e sociali. Non sappiamo, per esempio, quanti abbiano letto la <a href="http://www.napolipride.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=52&amp;Itemid=54" >piattaforma</a> del Pride nazionale di Napoli di sabato scorso, ma non crediamo di dire nulla di dissacrante se facciamo notare che quelle pagine, peraltro contradditorie e ripetitive, non sono state in cima all&#8217;interesse dei partecipanti e della popolazione. Non diciamo, con questo, che il mondo gay non ha più bisogno di politica e di piattaforme, anzi, ma solo che i tempi e anche i Pride cambiano. Anche il nostro impegno politico e sociale, come individui, come gruppi locali, come associazioni nazionali, dovrà aggiornarsi.</p>
<p>Attraverso la festa, il popolo libera la propria <span style="font-style: italic;">satyagraha</span>, una <span style="font-weight: bold;">veraforza</span> capace di cambiare realmente la vita degli individui e le strutture profonde della società. Il mondo queer deve essere orgoglioso e felice di aver potuto festeggiare, ancora una volta, liberamente e alla luce del sole, l&#8217;anniversario della rivolta di <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/06/28/a-42-anni-dai-moti-di-stonewall-il-mondo-lgbt-celebra-lorgoglio-e-lamore-gay/">Stonewall</a>. I Pride, come ci ha scritto il giornalista e intellettuale Roberto Schena, sono gioiose manifestazioni paragonabili alla festa della Liberazione o alla Giornata della donna. Una festa è una festa, ha scritto Schena, anche se il festeggiato può avere dei problemi, anche grossi. L&#8217;8 marzo non significa che le donne siano felici, il 25 aprile non significa che questa nostra Repubblica sia una meraviglia, ha aggiunto. Il Pride non significa che le cose per i gay vanno bene, ma di certo significa che siamo vivi, che siamo liberi, che stiamo aiutando sempre più persone a vivere meglio e a sentirsi libere. Non è davvero poco!<br />

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