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Beth Ditto e la sua compagna vogliono un bambino

Beth Ditto, la cantante dei Gossip e lesbica dichiarata, ha confessato di voler diventare madre. È un progetto che vorrebbe concretizzare intorno ai 37 anni (ora ne ha 29) e già sta pensando, insieme alla compagna, di recarsi presso un dottore specialista per parlare dell’argomento, entro la fine dell’anno.
Tutto questo però avverrà solamente dopo l’uscita della sua nuova linea d’abbigliamento che ha ideato e quindi quando avrà meno impegni professionali a cui pensare.
Insomma, ancora circa 7 anni prima di pensare ad una gravidanza… ma l’idea c’è!
Fonte | Gossipblog
Beth Ditto e la sua compagna vogliono un bambino é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di venerdì 03 settembre 2010.
Un anno di WHAD, un anno di noi!
Il 28 agosto di un anno fa, dopo le aggressioni fuori dal Gay Village, la nostra rabbia si è diffusa tramite sms, mail, facebook e ci siamo ritrovati in piazza: gay, lesbiche, transessuali ed eterosessuali, cittadine e cittadini che non volevano permettere che la violenza fermasse le proprie vite, che la violenza li spaventasse e li rendesse prigionieri della loro stessa città.
Tantissime persone con un solo grande striscione rainbow e con un solo grande motto : We have a dream!
WHAD è nato ed esiste come espressione di una comunità LGBTQI complessa, variegata, fatta di tante persone, ognuna con la sua storia e ognuna con la voglia di esserci!
Durante questi 12 mesi le aggressioni si sono susseguite non solo vicino ai luoghi di ritrovo, come la Gay Street di Roma, ma in tutte le vie della nostra città. Aggressioni fisiche e verbali, alle quali si sono aggiunte le aggressioni dei palazzi della politica dove, con giustificazioni razziste e omofobe, è stata affossata la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia.
La nostra libertà, la nostra dignità e i nostri diritti vengono ancora strumentalizzati, derisi, ignorati.
A Roma e in tutte le città si è però risposto con il nostro sogno.
Una comunità di persone che scende in piazza, dietro delle fiaccole, al suono di fischietti, con bandiere o semplicemente con il proprio corpo, per far vedere la propria presenza, per far sentire che non siamo spaventati, per vedere e far vedere che non siamo soli.
Ora è chiaro che niente passerà più sotto silenzio. Più nessun compromesso può essere accolto perché noi, tutti insieme, scenderemo in piazza ogni volta che le discriminazioni saranno perpetrate, siano esse una violenza fisica o verbale, una discriminazione privata o politica.
E’ per questo che, dopo un anno, con lo stesso spirito, la stessa voglia di esserci e ancor più voglia di sentirsi parte di una comunità che lotta per la sua esistenza e la sua libertà, il 3 settembre 2010 alle ore 21 faremo una grande fiaccolata che partirà da Via S.Giovanni in Laterano (fronte Coming out) e arriverà a Piazza di Porta Capena (fronte FAO) per rivendicare con la stessa forza dell’anno scorso, la nostra libertà, la nostra dignità e i nostri diritti.
Perché l’omofobia e la transfobia non si manifestano solamente con la violenza fisica ma ogni qualvolta qualcuno è vessato (a scuola, sul posto di lavoro, per strada, al mare) per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere e noi vogliamo ricordarlo, sempre.
Le regole da un anno sono sempre le stesse:
-andare in piazza portando se stessi e la propria voglia di essere liberi;
-dotarsi di fiaccole e fischietti per essere visibili, per contarci e farci contare;
-parlare, venire fuori, convincere tutti a scendere in strada con noi per una battaglia pacifica, decisa e condivisa!
Vi aspettiamo quindi venerdì 3 Settembre alle ore 21 in via San Giovanni in Laterano (angolo piazza del Colosseo)!
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Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia
Come anticipato la scorsa settimana da Robo, a partire da oggi su Queerblog.it con cadenza precisa verranno approfonditi dei temi che fanno parte dell’attualità che siamo soliti raccontare su questo sito.
La polifonia che abbiamo riscontrato nei commenti ai diversi post, che abbiamo dedicato all’inchiesta di Panorama, ci ha indotto ad approfondire fin da subito il rapporto che la comunità GLBTQ italiana ha con la Chiesa Cattolica italiana.
A soli dieci anni dal Gay Pride romano, organizzato nella capitale proprio per ricordare a chi in quel momento partecipava al Giubileo deciso da Giovanni Paolo II la presenza di gay e lesbiche all’interno della comunità cattolica italiana, qualcosa è cambiato.
Ad accorgersene, come abbiamo già avuto modo di scrivere, sono stati i mass media dedicati ai più giovani tanto che il nuovo corso di Mtv, segnato dalla massiccia presenza di approfondimenti nel proprio palinsesto, ha deciso di dedicare la prima puntata di “Diverso da chi” alla storia di Giulia.
Giulia ha poco più di vent’anni e dopo aver fatto coming out ha deciso di vivere la propria sessualità in piena libertà concedendosi persino il privilegio della fede, da cui molti omosessuali prendono le distanze per via delle posizioni poco solidali che Benedetto XVI e compagnia hanno preso contro gay e lesbiche.
L’apertura della comunità glbtq non è concisa, come molti sono soliti sostenere, ad una totale chiusura delle istituzioni ecclesiastiche. Significative sono, a tal proposito, le posizioni prese da alcuni vescovi italiani di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane.
In un’intervista televisiva rilasciata a Lilli Gruber il vescovo Karl Golser, oltre a dissociarsi dal dogma riguardante il celibato, ha ribadito la propria posizione su tutte le coppie di fatto per le quali il prelato si è auspicato un riconoscimento giuridico quanto prima.
Una posizione analoga è stata presa anche dal responsabile della diocesi di Parma, Mons. Enrico Solmi che pochi giorni, durante un incontro con un gruppo di omosessuali credenti, ha precisato che nella comunità cattolica c’è spazio per tutti. Eterosessuali e No.
Sui percorsi di fede delle persone non eterosessuali, ve lo anticipo già, avremo modo di confrontarci nelle prossime settimane quando per queerblog.it intervisterò delle persone dichiaratamente omosessuali che hanno deciso di vivere, a volte con qualche difficoltà, la propria vita spirituale.
Anche in Italia, malgrado i pareri disfattisti di chi richiede un cambiamento senza impegnarsi per primo, esistono realtà che ci fanno essere un paese migliore di quello che viene rappresentato da alcuni mass media che spesso veicolano in modo ambiguo le storie raccontate nella prima parte di questo approfondimento che prosegue, analizzando proprio le responsabilità di tv, giornali, internet, … quando si racconta il rapporto che intercorre tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica.
L’inchiesta di Panorama potrebbe chiudere un ciclo iniziato la scorsa estate quando Vittorio Feltri dalle pagine del Giornale, di cui era ritornato ad essere direttore, accusava Dino Boffo (direttore di Avvenire) di omosessualità che in seguito a quella vicenda consegnò le proprie dimissioni.
Ad oggi non è stata ancora smentita la teoria, protagonista di una puntata del programma televisivo “Complotti” de la7, secondo la quale Feltri, poi sospeso dall’ordine dei giornalisti in seguito alla vicenda Boffo, avrebbe agito con l’ausilio di Giovanni Maria Vian (direttore dell’Osservatore Romano) e la benedizione del Cardinal Angelo Bagnasco.
Nel mezzo ci sono stati una serie di accadimenti spesso contrastanti tra di loro. La stampa, che prima della messa in onda ad AnnoZero del documentario prodotto dalla BBC sui preti pedofili non aveva perso occasione per indagare sul Vaticano (celeberrimi sono gli sfottò satirici di Luciana Littizzetto al cardinal Ruini), laddove si fa accenno di omosessualità riconducibile alla casta di Benedetto XVI preferisce zittirsi.
I commenti negativi al lavoro della redazione di Giorgio Mulè, non contrastata invece dallo stesso Vaticano, rappresentano una vera e propria eccezionalità rispetto all’indifferenza adottata non più tardi di quattro mesi fa quando si scoprì che Angelo Balducci, braccio destro di Guido Bertolaso nonché Gentiluomo del Papa, era solito avere degli incontri sessuali con escort maschili selezionati da Mike, un corista di origine nigeriana.
Intervistato da Vanity Fair il figlio e attore Lorenzo non fa accenno agli incontri che il padre avrebbe avuto con i gigolò tanto che le dichiarazioni che verranno poi riprese dalle agenzie riguardano solo Guido Bertolaso.
Per chi volesse continuare ad approfondire le ombre del Vaticano, non riconducibili alla comunità glbtq, nell’archivio di polisblog.it trovate un approfondimento riguardante i costi della casta di Benedetto XVI e un’intervista a Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei” riguardante l’organizzazione di cui fa parte l’ex esponente del Partito Democratico Paola Binetti di cui sovente si sono occupati i siti a tematica glbtq.
In chiusura, proprio perché non era intenzione di chi vi scrive occuparsi della Chiesa Cattolica solo ed esclusivamente in chiave omofobica, un punto sulle dichiarazioni discutibili che negli ultimi mesi sono state fatte dagli esponenti ecclesiastici che si sono occupati male di gay e lesbiche.
La più grave è relativa all’esternazione del Cardinal Tarcisio Bertone che lo scorso aprile dall’armadio, fresco delle pulizie primaverili, rispolverava il sempre verde assioma secondo il quale gli omosessuali sono dei pedofili.
Da quelle parole nessun rappresentante del Governo Berlusconi, malgrado l’evidente rapporto con il prelato che negli ultimi mesi aveva partecipato a degli incontri pubblici con lo stesso Premier, si dissociò.
Solo Italo Bocchino, che nei mesi a seguire sarebbe stato disegnato come un novello cavallo di Troia del Pdl, in un’intervista rilasciata poco tempo dopo l’esternazione di Tarcisio Bertone disse che preferiva un Presidente del Consiglio omosessuale rispetto a uno leghista.
Già, la politica. In Italia rappresenta un vero proprio anello di congiunzione tra la comunità glbtq e quella cattolica tanto che non si contano le volte in cui vescovi, più attenti alla vita sessuale dei propri credenti rispetto a quella spirituale, hanno ostacolato l’elezione di candidati gay-friendly.
Durante la scorsa campagna elettorale dalla conferenza episcopale italiana è stata presa di mira Emma Bonino. In quell’occasione i rappresentanti della Chiesa invitarono espressamente a non votare l’esponente radicale che in passato aveva dimostrato una certa apertura su temi cari anche alla comunità omosessuale.
Oltre alla collega di Marco Pannella, negli ultimi mesi sempre a causa delle loro posizioni a favore delle persone glbtq, sono stati contestati dal Cardinale di Cosenza: Nichi Vendola (che a Vanity Fair lo scorso anno aveva precisato di vivere bene la propria fede tanto quanto la propria sessualità), Mercedes Bresso (che con chi vi scrive, per GAY.tv, si impegnava a concludere la presidenza alla Regione Piemonte introducendo il registro delle coppie di fatto) e Vladimir Luxuria in quanto transgender.
La settimana prossima allargheremo lo sguardo all’estero, facendo un punto su come la Chiesa interagisca con la comunità omosessuale internazionale, prima di aprire alle storie a cui accennavo all’inizio di questo lungo approfondimento che spero vi spinga a raccontare a tutti noi che rapporto avete con la fede. Qui sotto, nei commenti, o scrivendo alla mail suggerimenti@queerblog.it
Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 26 luglio 2010.
Sarah Nile e Veronica Ciardi in un video sul fenomeno lesbo con “Diversamente etero”

Mentre il tempo sui protagonisti del Grande Fratello 10 sembra essere sul punto di lasciare spazio ai nuovi provini per l’edizione numero 11, ecco la notizia di un video di tematica Lgbt con protagonista Veronica Ciardi e Sarah Nile.
Le due ragazze che hanno appassionato (e, come leggo, creato isterismi nel popolo lesbo?) saranno protagoniste di un video documentario dal titolo “Diversamente etero”, che tenta di tracciare un’analisi sulla “coppia finta lesbo” del reality show. Ed è Elena Tebano a spiegare il motivo di questa scelta di video:
“Abbiamo raccolto decine di interviste di altrettante donne che ci aiutassero a comprendere il loro punto di vista, il loro sconcertante entusiasmo per Sarah e Veronica. se due donne, dichiaratamente eterosessuali, sono riuscite a farsi desiderare potentemente da centinaia di donne lesbiche, è solo a causa del vuoto assoluto tutto italiano che strozza il nostro immaginario lesbico. A parte pochissime eccezioni, non esistono figure precise, personalità di spicco, donne dichiaratamente omosessuali che siano in grado di farsi portatrici di bisogni e richieste tutte al femminile, né in tv, né in politica”
Il documentario sarà presentato al Florence Queer Festival ed è autoprodotto dalle stesse ideatrici. Ma è veramente così? Davvero Sarah e Veronica sono il massimo che l’immaginario italiano è disposto ad accettare, ad avere o concedere come simbolo di una realtà omosessuale femminile?
Le donne donne lesbo sono “accettate” solo se sensuali, enigmatiche e misteriose pubblicamente sulla propria vita sessuale? Possono essere lesbiche solo se lo fanno per gioco, non ne parlano apertamente e ammettono di essere comunque amanti del maschio? Non devono poter escludere l’uomo per essere riconosciute? E poi, sono loro due ad essere lo specchio del sesso e amore lesbo italiano? Vi riconoscete in Sarah e Veronica?
Via | DiversamenteEtero
Sarah Nile e Veronica Ciardi in un video sul fenomeno lesbo con "Diversamente etero" é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di lunedì 19 luglio 2010.
“Diversi da chi”: il nuovo programma di Mtv e la storia di Giulia, lesbica e credente
Inizia martedì 20 luglio, su Mtv, un nuovo programma dal titolo “Diversi da chi”. Come si può immaginare, “quelli che non sono diversi” siamo noi, il popolo Lgbt. Per quanto non possa essere originale il titolo (Barbara d’Urso c’ha campato per diverse puntate di Pomeriggio e Domenica 5 quando parlava di omofobia), la formula, in questo caso, sembra essere interessante. A parlare sono i ragazzi e le ragazze gay, senza vanesi esperti di sociologia, psicologia e qualunque altra materia di studio.
Nella prima puntata, a parlare è Giulia, ragazza lesbica, nata ad Assisi, credente, e trasferitasi a Bologna: divide casa con altre ragazze e parla della sua vita, affrontata a testa alta. Inizialmente si è sentita “sbagliata” ma poi coraggiosa a sufficienza per dire “basta” a quella sensazione sgradevole di inadeguatezza ed errore della natura. Giulia non si sente in contrasto con la religione, bensì attribuisce la responsabilità di tutto al Vaticano che strumentalizza il pensiero cattolico: perchè alla base di tutto, nella religione, c’è l’amore e il rispetto.
E una coinquilina di Giulia ribadisce il concetto che divide i gay di tutta Italia, per quanto riguarda il Gay Pride:
“Come puoi pensare di far valere i tuoi diritti quando sei vestito come un pagliaccio?”
Giulia ha fatto coming out, ne ha parlato prima con suo padre (che non le ha rivolto la parola per un mese) e poi con la madre, convinta che sarebbe guarita. La scelta di essere credenti e allo stesso tempo omosessuali non è molto seguita: la scomunica però non preoccupa coloro che non abbandonano la propria fede, poichè certi che il vero Dio (non Chiesa e simili) li ama comunque. E uno spagnolo dice la sua idea, condivisibile in tutto:
“Penso che in merito alla situazione Lgbt e ai diritti, l’Italia sia dieci anni indietro rispetto alla Spagna”
E ne si ha un conferma quando Giulia incontra una signora fuori dalla Chiesa: la ragazza le spiega di essere lesbica e credente. Ma la speranza c’è ancora per lei:
“So che ci sono delle buone strade per guarire”
E se la donna che ha parlato vive a Bologna, ecco che la situazione non migliora, bensì peggiora, ad Assisi. Giulia decide di tornare, come un viaggio alle origini del suo passato. Intervistando altre signore del posto, si ottiene come risposta che è possibile essere un buon cristiano se il peccatore (per qualsiasi motivo lo sia, anche per omosessualità) decide di seguire un cammino di conversione. Una ragazza invece pensa che la misericordia di Dio possa accettare quella condizione, un uomo risponde con un secco “No, perchè io la penso così“, e una signora usa il termine malattia. Infine, secondo queste risposte, di gay ce ne sono tanti, troppi e non sanno che fare dalla mattina alla sera.
Via Fonte e Video | Corriere
"Diversi da chi": il nuovo programma di Mtv e la storia di Giulia, lesbica e credente é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di lunedì 19 luglio 2010.
Bari: scritte omofobe contro ragazza lesbica? Digos indaga

Il segno dell’inciviltà, dell’ignoranza e di un cervello vuoto a rendere. Per la terza volta in alcune settimana, a Bari, sono comparse scritte ingiuriose con concetti omofobi nei confronti di una ragazza, presumibilmente del luogo.
Già due volte i muri erano stati fatti ripulire, ma questa volta sono tornati e hanno nuovamente macchiato e sporcato via Trento, nel capoluogo pugliese. Enrico Fusco, attivista di Arcigay, si è rivolto alla polizia per scoprire i responsabili di queste scritte.
Via | CorriereDelMezzogiorno
Bari: scritte omofobe contro ragazza lesbica? Digos indaga é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di sabato 17 luglio 2010.
Lettera al Messaggero: I bisessuali non esistono e il Gay Pride è solo una bolgia schifosa

Gira di qua, gira di là, ecco che ti trovi la tra le mani una lettera inviata al Messaggero, da parte dei lettori. Tutto è nato da una lettera in cui si parlava di orgoglio gay, coming out e la necessità di poter essere se stessi fino in fondo. Parole che hanno aperto alcuni confronti e opinioni diverse, ma la cosa più inquietante di questa storia è la missiva (pubblicata) di una certa Anna che “sale sulla cattedra” parlando a 360 gradi del mondo Lgbt. E, ovviamente, non a favore. Inizia parlando della bisessualità:
“[…] Sincerità e vita alla luce del sole da parte di chi si scopre gay o lesbica, piuttosto che nascondersi dietro manifestazioni omofobiche o comunque dietro maschere di eterosessualità o bisessualità, vero, sappiamo tutti che la bisessualità è una delle tante sfumature usate da un gay per dire a se stesso che lui non è omosessuale, e che, fiuuu… l’ha scampata bella! “
Anna ha 40 anni, è eterosessuale (ci tiene a specificarlo) e non è mai stata attratta da un’altra donna (”posso dire con certezza di non essere mai stata attratta sessualmente o sentimentalmente da un’altra donna e ne conosco davvero tante, tra amiche e conoscenti“). Inoltre non ha conoscenze gay, anzi non ne vuole proprio più dopo aver mandato al quel paese la compagnia di amici con cui usciva, perchè logorroici e invidiosi della vita “normale”:
“Non ho conoscenze lesbiche o gay, o meglio non ne ho più volute dal giorno in cui mandai a quel paese una comitiva numerosa di lesbiche e gay, per motivi di malsopportazione della loro “pesantezza” in compagnia, della loro instabilità caratteriale-relazionale-sentimentale che finiscono per riversare su chiunque accenni ad ascoltarli, caratteristica comune a tutti-e quelli-e che mi è capitato di conoscere nella vita, così esagerati-e nei loro comportamenti sociali, spesso invidiosi della “normalità” e stabilità di coppia in cui felici si ritrovano molti etero, a dispetto delle polemiche che il popolo glbt cerca costantemente di innescare su questo argomento”
Partiamo da qui: cara Anna, non sono invidioso di una coppia eterosessuale, semplicemente perché non vorrei doverlo essere. Vorrei essere insieme al mio ragazzo con i diritti e i doveri di ogni relazione eterosessuale: potermi dare la mano per strada (banale? sì, ma quanto piace la banalità quando purtroppo non è sempre fattibile), criticare “mia suocera”, andare al mare con fratelli e sorelle del mio lui e amici in comune. Insomma, cara Anna, vivere semplicemente una vita come voglio. E non è invidia: personalmente è solo malinconia.
Poi, la signora eterosessuale parla anche del Gay Pride e ne parla quasi come di una manifestazione di serial killer mutanti direttamente piovuti dall’inferno:
“Da quel poco che ho visto mi ha fatto solo schifo: messaggi vuoti, gente nuda integralmente che fa casino per la strada con un fischietto e una “sigaretta disonesta” in mano, puzza di carne umana non lavata, carro del sesso libero per rivendicare libertà di costumi sessuali che invadono la libertà di chi non è della stessa idea, carri di gente ubriaca che tira bottiglie di birra vuote sulle teste di chi guarda attonito questa armata scomposta, lesbiche virili e brutte col sigaro in mano che ti guardano in modo strano, delirio collettivo di checche fastidiose come zanzare, che sculettano, marce di trans, o viados sudamericane grosse come giocatori di basket NBA che devi pure stare attenta a non guardarle troppo perchè potrebbe essere pericoloso, uomini coi baffoni mezzi nudi con abiti di cuoio tipo sadomaso indosso… ma dove sono i gay che tanto si dichiarano normali in quella bolgia?”
E qui si apre il classico divario di chi ama i Gay Pride e di chi invece non si riconosce in quel corteo. Ma prima di parlare di questo, è necessario definire le cose: non ci sono solo “checche fastidiose come zanzare” ma ragazzi seri e stanchi di essere cittadini di serie B. Non ci sono solo “lesbiche virili e brutte con il sigaro in mano” ma anche ragazze belle/carine/brutte con la voglia di essere considerate. Non mi risulta che ci siano gare di bottiglie rotte in testa ai passanti e le trans (viados non mi piace come termine) grosse come giocatori di basket vorrebbero probabilmente essere tutto tranne che quello. Ma almeno, forse, loro vivono con coscienza questo dualismo interiore ed esteriore, diversamente da persone superficiali che ignorano la realtà e si fingono maestrine di vita.
Riguardo al discorso Gay Pride, forse lo saprete, io sono tra quelli che non concorda con certi eccessi volutamente esibiti. So che è simbolo di libertà e di diritti da conquistare ma, sapendo quanto la stampa cerchi di sottolineare solo la visione esagerata dell’evento, giocherei d’astuzia e creerei una manifestazione sobria, colpendoli inaspettatamente, in un contesto che non si aspettano (loro e chi passivamente butta un occhio al corteo dalla tv di casa).
Anna conclude parlando di diritti e discriminazioni, ammettendo quella nei confronti delle persone che stanno cambiando di sesso e minimizzando, invece, su “semplici gay”:
“Personalmente trovo che il tanto declamato terzo sesso non esiste, esiste solo una feroce volontà di prendersi il diritto, e farselo riconoscere legalmente, di fare esibizionismo senza che nessuno fiati, credo che dire a tutti di essere gay non serva a niente, non ci vedo una importanza così vitale. Mi auguro per voi che entrino al più presto in vigore, e vengano fatte rispettare, leggi che spazzino via gli attuali preconcetti perseguendo le tante ingiustizie sociali di cui siete vittime, anche se l’evidenza porta a vedere molto più le persone in transizione di genere che non i gay, quali vittime di tali ingiustizie.”
Altra classificazione? Cittadini di serie A,B,C? I diritti spettano a tutti: trans, lesbiche, gay in egual misura e sensibilità. Ma forse, le trans che la donna “difende” sono solo quelle che ancora non ha voluto modo di conoscere (e poi allontanare, schifata)?
Lettera al Messaggero: I bisessuali non esistono e il Gay Pride è solo una bolgia schifosa é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di martedì 13 luglio 2010.
Lesbica si traveste da uomo per sedurre una quattordicenne di cui si era invaghita
Anche se sembra una storia da romanzo d’appendice, è vera. Patricia Dye, 31 anni, dell’Ohio, si era innamorata di una ragazza di 14 anni che però non sembrava lesbica come lei. Ed è così che è nata l’idea di modificare totalmente genere d’approccio e di “sesso”: la donna si è trasformata in un uomo, capelli corti, trucco assente e ha iniziato a sedurre la 14enne, facendosi chiamare Matt Abrams.
Inoltre, sembrando molto più giovane dei suoi 31 anni e con un lineamento fine del viso, è risultata credibile anche per la ragazzina che, lentamente, ha iniziato a darle corda. Si sono frequentate, baciate, abbracciate, fino alla proposta di Patricia/Matt di trascorrere insieme qualche ora in un motel. Dubbi, titubanze, ma alla fine lei accetta.
Le poche ore insieme sono diventate tre giorni in una stanza di motel. Le due sono rimasta insieme fino a quando il proprietario, preoccupato per la giovane età della ragazzina, dopo un po’ di tempo ha allertato la polizia. E al suo arrivo ecco il cambiamento di situazione: la studentessa, vedendoli arrivare, ha spalancato la porta e ha gridato che pensava fosse un uomo e invece ha scoperto essere una donna. Patricia è stata, così, fermata e arrestata per corruzione di minore e per aver fatto sesso con un minorenne. Ma la gente si continua a chiedere: come mai solo dopo 3 giorni e all’arrivo delle forze dell’ordine la ragazzina si è ribellata, “disgustata” dall’idea di aver scoperto l’inganno? E per 3 giorni, che sarà successo? Giocato a ramino tutto il tempo?
Via | Blitz
Lesbica si traveste da uomo per sedurre una quattordicenne di cui si era invaghita é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di martedì 13 luglio 2010.
Francia: adozione gay anche alla compagna della madre biologica
La data dell’8 luglio probabilmente entrerà nella storia per la decisione giuridica che ha concesso la filiazione di un bimbo anche alla partner della madre biologica. Una coppia lesbo, infatti, ha ottenuto i medesimi diritti per entrambe, nei confronti del loro bambino (ed una sola era la madre “fisica”).
La Francia ha solamente ribadito la scelta della Corte Suprema della contea di Dekalb, negli Stati Uniti. La decisione allinea entrambi le donne a status di genitori ufficiali del bambino, senza differenza alcuna; ribaltando una decisione del 2008 che non aveva approvato l’esecuzione americana perchè contraria alla politica francese. Ma ora, invece, l’annullamento della scelta precedente e la fine della controversia con una sentenza definitiva e chiara:
“Le decisioni rese da giudici stranieri e gli atti degli ufficiali stranieri sono esecutiva nel territorio della Repubblica secondo le modalità e secondo quanto previsto dalla legge”
Ora tutte le richieste di essere formalmente indicato e considerato come secondo genitore potranno essere formulate e valutate, con la coscienza di sapere che è già diventato realtà.
Via | Yagg
Francia: adozione gay anche alla compagna della madre biologica é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di venerdì 09 luglio 2010.
Julianne Moore supporta i matrimoni gay

Julianne Moore, tra le protagoniste di “A single man“, si batte per i diritti gay: come saprete, New York non permette matrimoni tra persone dello stesso sesso, sebbene riconosca unioni celebrate in altri stati. Per questa ragione, la Moore ha espresso il dissenso più totale, sostenendo in prima persona campagne di sensibilizzazione e proteste:
“Ognuno dovrebbe assolutamente avere gli stessi diritti e a nessuno dovrebbero essere negati”
L’attrice è anche protagonista del film in uscita “The Kids are All Right”, nel quale interpreta la compagna di Annette Bening. Ammiro quando questi personaggi famosi escono “allo scoperto” ed esprimono apertamente la propria opinione. In questo caso, ad esclusione di pochi casi, i nostri hanno solo da imparare…
Via | Starpulse
Julianne Moore supporta i matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di lunedì 05 luglio 2010.
Dottoressa sottopone donne incinte a cure sperimentali per non avere figlie lesbiche

So che sembra fantascienza ma, mai come in questo caso, la realtà ha superato la fantasia. Una endocrinologa, in Florida, sta sottoponendo donne incinte ad una cura sperimentale a base di desametasone, per evitare che possano partorire figlie lesbiche.
In ambito medico, è uno steroide di classe C che può facilmente avere effetti dannosi sulla madre e sul bambino, anche gravissimi tra cui diabete mellito, retinopatie, inibizione del sistema immunitario e morte dei neuroni.
Per questa ragione, molti medici e scienziati statunitensi stanno boicottando lo studio e le terapie della dottoressa, avvertendo i pazienti del rischio a cui stanno andando incontro. Ma la cosa che più fa riflettere è quanto una persona possa spingersi oltre ogni limite pur di non avere una figlia omosessuale, al punto di mettere in pericolo la sua stessa vita e quella del suo feto.
Dottoressa sottopone donne incinte a cure sperimentali per non avere figlie lesbiche é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di giovedì 01 luglio 2010.
Johanna Sigurdardottir, premier islandese sposa la sua compagna dal 2002

In Islanda, la premier Johanna Sigurdardottir ha inaugurato in prima persona la nuova legge che permette di celebrare matrimoni omosessuali. Così, la donna, ex hostess e figura politica amatissima del Paese, si è sposata con la compagna Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002.
Non hanno scelto una cerimonia sontuosa, bensì solo le firme sui documenti che permettevano la conversione dall’unione civile al matrimonio. Le nozze gay sono diventare una realtà, in Islanda, dal 12 giugno, dopo una votazione unanime da parte del Parlamento. E ora tutti coloro che già prima si erano legati civilmente ora potranno semplicemente modificare il loro rapporto, sposandosi ufficialmente.
via | Repubblica
Foto | Qx
Johanna Sigurdardottir, premier islandese sposa la sua compagna dal 2002 é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di lunedì 28 giugno 2010.
Ragazza lesbica molestata durante il Gay Pride di Napoli

Durante il concerto tenutosi per la chiusura del Gay Pride di Napoli 2010, una ragazza 24enne di origini colombiane è stata molestata e importunata da un giovane, presente alla parata.
Inizialmente apostrofata con “lesbica” con tono dispregiativo, l’uomo, di origine romena, le ha palpeggiato il seno contro la sua volontà, per poi minacciarla con un coltello, quando lei si è ribellata alla violenza. Fortunatamente, la presenza di alcuni vigili urbani in zona e la massa di 25/30.000 persone della manifestazione, ha impedito che la situazione degenerasse.
Dopo un tentativo di reazione dell’aggressore, il ragazzo è stato fermato e poi arrestato, impedendo così che quella giornata di festa e gioia venisse macchiata da una assurda e atroce aggressione.
Via | IlMattino
Ragazza lesbica molestata durante il Gay Pride di Napoli é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 28 giugno 2010.
Noemi Letizia finta lesbica, cattivo esempio per i giovani

Poteva mancare anche lei nella lista delle donne che si baciano per creare scandalo? A quanto pare no. Ecco l’immagine di Noemi Letizia mentre stampa un bacio sulle labbra ad un’altra ragazza (la fidanzata di Bossi Jr, quello che aveva detto mai provare droga e culattoni nella propria vita), attirando su di sè nuova (evitabile) attenzione mediatica.
E la notizia è arrivata anche sul Corriere del mezzogiorno, in cui un commento mi lascia un po’ interdetto:
“Ma la vogliamo smettere, cari giornalisti, di sbattere st stron…te in prima pagina? Gay, lesbo, lesbo chic…ci avete rotto! Ma li vedete i ragazzini delle scuole come emulano ’sti imbecilli che riportate sui giornali? Passatevi una mano sulla coscienza e mostrate più senso di responsabilità! E’ un’indecenza! E pubblicatemi questo sfogo (fate almeno una cosa buona). Grazie”
E mi chiedo qual è il problema per chi ha lasciato questa frase sul sito: il finto lesbo chic oppure l’immagine dei due persone che si baciano davvero e provano sentimenti reali (non ovviamente loro due…)? Mettere queste immagini sui quotidiani crea emulazione da teenager che vogliono baciarsi tra loro e provocano indecenza?
L’indecenza è il voler creare scandalo con un bacio senza un vero senso oppure dare spazio a chi (i sentimenti) li prova davvero e si bacia con affetto?
Via | CorriereDelMezzogiorno, foto “Diva e donna”
Noemi Letizia finta lesbica, cattivo esempio per i giovani é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di domenica 27 giugno 2010.
Ormai sono “tutte bisessuali e lesbiche”? Ecco una vignetta divertente ed ironica

Come anche da voi sottolineato, pare che le star, quando la notorietà sembra appannarsi un po’, corrano ai ripari dichiarando di essere bisessuali. Magari non si sono mai innamorate o magari amano sia donne che uomini senza preferenze.
E la cosa puzza un po’ di ultima spiaggia per far parlare di sè. Oggi, la nostra amica Carla ci ha mandato questa vignetta divertente che, ironicamente, risolve molti dei dubbi su improvvisi coming out e “conversioni”.
Dopo il salto, guarda il finale del fumetto!:

Ormai sono "tutte bisessuali e lesbiche"? Ecco una vignetta divertente ed ironica é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di martedì 22 giugno 2010.
Solo uomini gay sul set di ” California Gurls”, nuovo video di Katy Perry
La gelosia è una “brutta” cosa e se sei una popstar un po’ troppo nuda sul set di un nuovo video? Semplice, ti assicuri che tutto il gruppo di collaboratori impiegati per “California Gurls” siano dichiaratamente gay. Parola di Katy Perry che ha spiegato così la cosa:
“Oltre agli abiti a forma di nuvole, io ero nuda! È stato divertente farlo ma abbiamo dovuto avere un set molto riservato e chiuso, non volevano che qualcuno d’esterno vedesse qualcosa. Erano permessi sul set solo donne o gay: ma penso siano queste le ‘regole’ per le ragazze fidanzate”
Per la cronaca, come ci informano i colleghi di Gossipblog, è Russell Brand il fidanzato della cantante. Quindi, i gay erano i benvenuti sul set (perché “innocui”, come penso pure le possibili ragazze lesbiche presenti..), chissà se hanno dovuto superare anche qualche test di “eterosessualità”. E noi che ci lamentiamo ancora di discriminazione, tze (voluto senso ironico…)!
Via | MTvNews
Solo uomini gay sul set di " California Gurls", nuovo video di Katy Perry é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 21 giugno 2010.
La Gran Bretagna concede asilo all’attivista lesbica iraniana Kiana Firouz

Kiana Firouz, l’attrice e attivista lesbica di cui vi avevamo parlato qualche settimana fa, ha finalmente ottenuto asilo definitivo nel Regno Unito, paese dove si era rifugiata dopo essere fuggita dall’Iran nel 2008. Kiana – che recentemente ha realizzato un cortometraggio sulla condizione degli omosessuali in Iran – prendendo parte alle scene del film “Cul de sac”, rischiava la deportazione in Iran, dove gli omosessuali rischiano anche la pena di morte. Quello di Kiana Firouz è stato un vero e proprio calvario: l’Home Office britannico e il giudice di primo grado avevano, infatti, rifiutato la richiesta di asilo, e l’allarme per la vita in pericolo della giovane iraniana era stato lanciato qualche settimana fa dal Gruppo EveryOne, con la mobilitazione di alcuni membri del Parlamento europeo e il subitaneo appello alla Border Immigration Agency e al Governo britannico.
“In seguito al nostro appello a istituzioni e autorità europee, altre organizzazioni, tra cui Amnesty International, Certi Diritti e Arcigay, avevano amplificato la nostra voce, contribuendo a divulgare il caso”, dichiarano i co-presidenti di EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Ancora una volta, grazie all’intervento dell’attivismo, trionfa la politica dei diritti umani e un’altra vita è salva dalla persecuzione in Patria. Nonostante il difficile clima intimidatorio che, soprattutto in Italia, ci ostacola nel nostro lavoro quotidiano, ” aggiungono gli attivisti, “campagne vittoriose come questa ci inducono ad andare avanti a testa alta, certi che la via dei diritti umani, del dialogo e della salvaguardia di ogni essere umano siano superiori a ogni violenza, ogni minaccia, ogni persecuzione”.
L’Iran, ancora più che l’Italia, è il paese dei paradossi in questo campo: l’omosessualità è vietata, ma se un giovane si dichiara gay e ha la controfirma dei genitori può evitare di fare il servizio militare, che è obbligatorio per due anni nel paese asiatico; alle coppie eterosessuali è fatto divieto prendere una camera in albergo se non mostrano regolare certificato di matrimonio, mentre per due uomini non serve presentare alcun tipo di documentazione; l’omosessualità è punita severamente, ma in Iran si può cambiare sesso e la mutua paga il 25% delle spese mediche per affrontare le operazioni chirurgiche.
Via – Panorama
È nato Giulio, figlio di una coppia di donne lesbiche di Siena

È nato Giulio, il bambino avuto da una coppia di donne, a Siena. Le due, Sara e Margherita, si sono recate in Danimarca per avere un figlio e coronare così il proprio sogno d’amore, attraverso l’inseminazione artificiale. Ma il bambino, avuto da Margherita, non potrà essere seguito da Sara, in caso la madre biologica dovesse mancare:
“Se Margherita dovesse venire a mancare, tutti i diritti sul bimbo sarebbero di competenza dei suoi genitori e non miei che l’ho cresciuto. Come tutti i genitori omosessuali abbiamo fatto delle scritture private, ma hanno poco valore. Le persone riescono sempre ad accettarci e capire il nostro amore, la gente è nettamente più avanti dei legislatori.”
Le famiglie delle due hanno comunque ben accettato questa decisione e questo amore, partecipando in maniera attiva all’attesa della nascita del bimbo. Ora che è già arrivato il grande giorno, tutti possono fare festa e anche noi di Queerblog dare il benvenuto al piccolo Giulio!
Via | Bebeblog
È nato Giulio, figlio di una coppia di donne lesbiche di Siena é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di domenica 13 giugno 2010.
La stagione dei Pride
Inizia la stagione dei Pride, l’occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer.
“We Have a Dream” cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza.
Pride significa “orgoglio”, libertà di essere quello che si è, ognuno/a coi sui tempi e i suoi percorsi, convinti/e che le cose potranno cambiare solo se troveremo il coraggio di metterci la faccia e di renderci visibili alla società.
Questo non significa necessariamente aderire ad un progetto specifico quanto piuttosto comprendere l’importanza di camminare lungo un sentiero che ci consenta di vivere liberamente nella pienezza del nostro essere.
I Pride e gli eventi che li accompagnano sono momenti centrali di visibilità e di confronto dell’universo LGBTIQ con il resto della società. Essi contribuiscono, a volte in maniera determinante, a compattare la comunità delle persone LGBTIQ e a dare sostegno a chi decide di vivere alla luce del sole. Per questo WHAD invita a conoscere e a partecipare alle iniziative dei Pride che, dal 12 giugno in poi, si svolgeranno in giro per l’Italia, cercando di coinvolgere anche altre persone.
MILANO 12 GIUGNO 2010 “ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!” – http://www.pridemilano.org
PALERMO 19 GIUGNO 2010 “SICILIA PRIDE” - http://siciliapride.org/
TORINO 19 GIUGNO 2010 “I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE” -http://www.torinopride.it/
NAPOLI PRIDE NAZIONALE 26 GIUGNO 2010 “ALLA LUCE DEL SOLE”-http://www.napolipride.com/
ROMA 3 LUGLIO 2010 “OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE”-http://www.romapride2010.it/
TREVIGLIO 3 LUGLIO 2010 “GUARDIAMOCI IN FACCIA” -http://www.trevigliopride.it/
CATANIA 10 LUGLIO 2010 “VERSO UN FUTURO DIVERSO” – http://www.cataniapride.it
Ambra Angiolini interpreterà il ruolo di una lesbica nel film “Tutti al mare”
E’ ufficiale e non è un semplice rumors o una voce infondata, la famosa attrice Ambra Angiolini interpreterà il ruolo di una lesbica nel film “Tutti al mare”, una sorta di remake di “Casotto” (film di Sergio Citti). L’amata ex velina de “Non è la Rai”, nel film, sarà intenta a flirtare con un’altra donna interpretata da Claudia Zanella.
Il film, oltre a queste due stelle italiane sopra citata, vanta un casta davvero interessante, tra cui, nomi come Ennio Fantastichini e Anna Bonaiuto; e tutto questo è assolutamente doveroso dal momento che Sergio Citti, per il suo film, si servì di un cast di tutto rispetto (Ugo Tognazzi, Mariangela Melato e Michele Placido tanto per citarne alcuni).
Ricordiamo, inoltre, che per l’Angiolini questo è il primissimo ruolo omosessuale che interpreta ma, ben conoscendo la sua bravura, nessuno ne rimarrà deluso. L’uscita del film è prevista entro la fine dell’anno corrente.
via| AllCinema
Ambra interpreterà una lesbica nel film “Tutti al mare”

Dopo i precedenti successi al cinema, Ambra Angiolini torna davanti alla macchina da presa, in una sorta di remake del film “Casotto”, dal titolo “Tutti al mare”. E nella pellicola, l’attrice interpreta il ruolo di una ragazza lesbica, insieme alla sua fidanzata, Claudia Zanella.
Sulla trama ancora non sono emersi dettagli presi, ma le foto del settimanale mostrano un’Ambra in forma e sorridente, con i capelli corti, intima e sorridente con la sua partner.
Finalmente sarà un’occasione per una tranquilla e romantica storia d’amore o già una delle due è condannata a morire come nella maggior parte dei film Lgbt? Entro fine anno la risposta, quando il film uscirà nei nostri cinema.
Via | TvSorrisieCanzoni
Ambra interpreterà una lesbica nel film "Tutti al mare" é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di giovedì 03 giugno 2010.
Rihanna lesbo con Laetitia Casta nel nuovo video di “Te amo”
Inutile, ormai il tema lesbo la fa da padrona in molti dei videoclip degli ultimi anni. Le popstar a rischio declino o per aumentare le vendite degli album e far parlare di sè, iniziano a strusciarsi contro altre donne, giusto per quei 4 minuti di video. E così ha fatto anche Rihanna, nel suo nuovo singolo “Te amo”, scegliendo come partner Laetitia Casta.
Inguaiata nei solito completini scarni, la cantante si avvicina sinuosa alla modella, avvinghiandosi contro di lei. Pochi minuti per rispolverare un album e dare agli uomini, motivi di eccitazione e fantasia.
Ovviamente sempre nel videoclip: lì alcuni uomini etero apprezzano, nella realtà picchiano.
Rihanna lesbo con Laetitia Casta nel nuovo video di "Te amo" é stato pubblicato su queerblog alle 12:00 di giovedì 03 giugno 2010.
Sarah Nile e Veronica Ciardi lesbiche e protagoniste in un cortometraggio?

Sarah e Veronica continuano a (cercare di) far parlare di sè. Dopo la permanenza nella casa, l’annuncio di amore e poi la rettifica che vogliono entrambe un uomo, adesso le due ex coinquiline della casa del Grande Fratello, sembrano dover partecipare ad un cortometraggio in cui interpreteranno il ruolo di due lesbiche (in una vasca idromassaggio…sic!).
La cosa vi spaventa e vi atterrisce allo stesso tempo? (pensate invece il maschio eterosessuale come ne sarà invaghito di questa idea…) Allora aggiungo che, tra i protagonisti, dovrebbe esserci anche Rocco Papaleo che farà compagnia alle due fanciulle nella scena (e forse anche nella stessa vasca).
Fonte | Diretta News
La condizione necessaria per combattere l’omofobia è l’attribuzione di uguali diritti a tutti
Un video di baci, senza etichette, per lottare a favore dell’uguaglianza dei diritti. Uguaglianza – come viene ricordato – che in Italia non c’è.
La discriminazione ha molti volti. Un volto odioso è quello di chi discrimina in base all’orientamento e alle preferenze sessuali. Come un tempo accadeva per il colore della pelle, per l’essere donne, per avere certe idee politiche. Eppure lo Stato non dovrebbe distribuire o togliere diritti in base a una caratteristica personale e privata. Che oggi non può che essere pubblica proprio perché l’ingiustizia la colpisce, colpendo chiunque abbia a cuore i diritti civili e non solo chi è privato della possibilità di essere pienamente un cittadino. Chi amiamo, e se amiamo qualcuno, dovrebbe essere irrilevante per la legge. La condizione necessaria per combattere l’omofobia è l’attribuzione di uguali diritti a tutti. Il progetto non ha scopi commerciali, ma l’intento di sottolineare e di sensibilizzare sulla mancanza di parità e uguaglianza. Chi non si oppone è complice. Grazie a chi ci ha messo la faccia.
Buona visione. Buone riflessioni. Buon impegno.
Aiutiamo Kiana Firouz a non morire per il suo impegno civile
Lesbica e iraniana, rischia l’estradizione e la condanna a morte. Non stiamo parlando dell’ultimo libro scritto da un autore arabo o della trama di un film indipendente, ma di quello che sta succedendo alla 27enne Kiana Firuz, una giovane attrice e attivista lesbica iraniana.
La sua colpa è stata quella di aver prodotto un documentario sulla condizione dei gay nel paese dell’ayatollah, e per questo è stata pedinata e continuamente intimidita dai service d’intelligence iraniani. La giovane si è rifugiata in Gran Bretagna per chiedere asilo, ma sia Ministero dell’Interno sia il giudice presso cui ha presentato appello glielo hanno negato. L’organizzazione per i diritti umani EveryOne si è fatta avanti, lanciato un accorato appello agli organismi inglesi ed internazionali affinché alla ragazza venga concesso lo status di rifugiata, visto che in Iran ella troverebbe morte certa per il proprio impegno civile e per il proprio orientamento sessuale.
Kiana Firouz ha recentemente preso parte alle riprese del film “Cul de Sac”, che uscira’ questo mese, la cui trama e’ incentrata sulla sua vita e in particolare sulle sue lotte civili portate avanti in Iran. “Per me era fondamentale prendere parte a quel film“, ha dichiarato recentemente l’attrice in un’intervista. “Come donna omosessuale iraniana, credo che nulla, meglio di un film, possa rendere l’idea di quali difficolta’ vivano ogni giorno sulla propria pelle le lesbiche del mio Paese. Quel film” ha poi spiegato Kiana, “contiene scene di sesso che gia’ basterebbero per una condanna a morte, se fossi rimandata in Iran. Ora, la mia unica speranza rimane la mobilitazione del mondo LGBT“.
In Iran, la punizione per una lesbica adulta, sana di mente e consenziente, è di 100 frustate. Qualora l’atto venga perpetrato per tre volte e in ogni occasione venga inferta la punizione, la condanna a morte si applica alla quarta volta. Aiutiamo questa ragazza inviando una mail di protesta all’Home Office britannico, utilizzando l’indirizzo public.enquiries@homeoffice.gsi.gov.uk, chiedendo che a Kiana sia concesso il prima possibile lo status di rifugiata.
Via – Excite Magazine
Coming out di una cantante country: Chely Wright si dichiara lesbica

Che sia ‘veramente’ lei? Circa una settimana fa vi avevamo detto del coming out di un personaggio famoso, in arrivo per il 5 maggio, negli Usa. Ed ecco arrivare la notizia di Chely Wright, cantante country 39enne, che ha dichiarato di essere lesbica.
Le voci su di lei erano state messe in circolazione dalla rivista People Magazine e la donna, con quindici anni di carriera alle spalle, ha infine deciso di parlare pubblicamente della propria omosessualità:
“Non c’era mai, mai stato un artista di musica country che aveva riconosciuto la propria omosessualità. Non volevo essere la prima. Niente nella mia vita è stato più magico del momento in cui ho deciso di uscire allo scoperto”
E, ammettendo il mio limite nella conoscenza musicale mondiale, giuro che una piccola parte di me sta ancora sperando che “il grande nome” che sorprenderà e scuoterà il mondo dello spettacolo, non sia proprio quello… Oppure, non so da voi ma qua non c’è stata nemmeno una piccola scossa…
Christina Aguilera in versione lesbo fetish nel video “Not Myself Tonight”

Christina Aguilera è tornata e ha voluto colpire. Nel suo nuovo video “Not Myself Tonight”, la troviamo in una versione più spregiudicata che mai. Vestita in pelle, fetish, adorata e sedotta da uomini e donne, ha anche un flirt lesbo in uno dei suoi tanti ruoli interpretati per l’occasione.
Ansima, bacia l’altra comparsa, cerca di dare scandalo e di attirare l’attenzione mediatica su di sè. I colleghi di Soundsblog hanno messo il video in anteprima e ne hanno fatto un’analisi completa: e voi, dopo averlo visto, cosa pensate di questa scelta? Al di là della canzone che al sottoscritto piace (video compeso) pensate che nel 2010 questo faccia ancora parlare? Oppure due donne che si baciano ormai sono diventate quasi “scontate” al cinema o nei video musicali?
Io per esempio aspetto con ansia un cantante (magari etero) che faccia lo stesso in un video torbido. In quel caso, a mio parare, lo scandalo sarebbe molto maggiore. Voi che ne pensate? Io qualcuno in mente lo avrei per il progetto…
A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.
E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:
“Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!“
Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”
Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:
“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”
I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…
Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:
“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”
E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…
A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.
E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:
“Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!“
Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”
Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:
“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”
I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…
Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:
“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”
E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…
“Matrimoni gay” e “spose lesbiche” in un racconto puro che fa sorridere

Vi racconto questa cosa, veramente successa. Anzi, ringrazio Francesca, una mia carissima amica, per avermelo raccontato. Lei è maestra all’asilo e pochi giorni fa mi ha scritto questa cosa così spontanea, tenera e disarmante:
In un asilo due bambine stavano facendo le spose… giocavano a sposarsi una con l’altra e una maestra ha detto loro: “Non vi manca un maschio?” e una delle due bambine ha risposto: “Ah si” e indicando un compagnetto gli ha detto: “Dai vieni, che ci manca il prete per sposarci”.
Non trovate la risposta di una delle due bambine semplicemente adorabile? Ecco cosa c’è di scandaloso per gli occhi dei bambini in matrimoni tra due persone dello stesso sesso: niente, nulla. Solo una dolcezza infinita che fa riflettere.
Indagine di Harvard conferma: i gay e le lesbiche tra le maggiori vittime di violenze e soprusi durante l’infanzia

Possiamo dire che l’indagine diretta da Harvard sullo studio delle violenze nei confronti delle minoranze omosessuali non ha svelato, purtroppo, nulla di nuovo.
Il 15 aprile sulla rivista American Journal of Public Health sono apparsi risultati secondi i quali bel il 28% degli uomini e bel il 45% delle donne incluse in queste “minoranze sessuali” abbiano subito (e subiscano) atti di violenza durante il delicato periodo dell’infanzia. Allo stesso tempo, le percentuali di ragazzi e ragazze eterosessuali al centro di soprusi, cala al 20% per i ragazzi e il 21% per le ragazze. A questi episodi di violenza poi nascono, conseguentemente, casi molto elevati di disordine di stress da post trauma (PTSD). E’ la stessa autrice dello studio, Karestan Koenen a parlar apertamente della grave situazione rilevata:
“Esiste qualcosa nella nostra società che espone individui con orientamenti sessuali di minoranza ad un elevato rischio di essere vittime di violenza. Si tratta di un problema di salute pubblica tra i più ingenti ed è indispensabile che lo si affronti al più presto”
Basta solo che con questo studio, qualcuno non se ne esca dicendo “Ecco, sono disturbati“… Ci vorrà molto, secondo voi, prima che qualcuno pronunci ancora questo disturbato pensiero?
Foto | La1
Si finge lesbica per capire come la Chiesa Cattolica tratti il coming out

Nello stesso giorno in cui una lesbica veniva riconosciuta come il padre di un neonato, una giornalista dell’Unità ha provato a condividere la sua presunta omosessualità con una serie di sacerdoti per supporre come il coming out venga interpretato all’interno di un confessionale.
Il pezzo evidenzia, come è logico che sia, che sull’argomento le linee guide spesso sono diverse da quelle applicate. Non dimentichiamoci che all’interno della Chiesa Cattolica, malgrado le opinioni differenti tra di loro, convivono il gay friendly don Gallo e l’omofobo Cardinal Bertone.
Con voi non vorrei ragionare tanto quanto sull’intolleranza che il Papa, e colleghi, applicano nei confronti di gay e lesbiche. Con voi vorrei capire il bisogno, spacciato per universale, di alcuni di sentirsi parte comunque della comunità cattolica.
Per come la vedo io ogni religione ha i propri dogmi. Se queste regole mettono il cittadino nelle condizioni di essere penalmente perseguibile allora c’è qualcosa che non va. In caso contrario è giusto che questo protocollo sia osservato dal credente.
Ad ogni persona la società civile garantisce la libertà di culto. Non l’obbligo. Chi crede che Benedetto XVI e amici stiano sbagliando con le persone omosessuali può prendere il proprio credo, spostarlo e indirizzarlo verso un dio più gay friendly.
Un certo tipo di critiche hanno ormai fatto il loro tempo. Se proprio bisogna dissentire pubblicamente contro qualcuno allora è meglio concentrarsi verso chi governa, secondo il quale la società civile non è ancora arcobaleno.
P.S. È di questi giorni il vespaio sollevato attorno alla comunione ricevuta da Silvio Berlusconi durante i funerali di Raimondo Vianello. In quanto divorziato al Premier tale sacramento doveva, secondo alcuni, essere negato. Non so se si è capito ma pur di non punire i profeti pedofili ci si sta attaccando a tutto.
Davvero gay e lesbiche vogliono continuare un gioco al ribasso con questo tipo di persone?
Heather Graham nuda e lesbica nel film “Boogie Woogie”

Ancora non è uscito e già si parla di quest’opera inglese come un “film scandalo”. E’ “Boogie Woogie”, in arrivo nelle sale, e interpretato da Heather Graham. La trama racconta le avventure di giovani artisti e imprenditori nella caotica Londra. In mezzo alle loro vite, sesso, alcol e colpi di scena a ripetizione.
Ma quello che sta, finora, incuriosendo, è il personaggio della Graham: girano infatti, in rete, alcuni immagini dell’attrice, impegnata in un rapporto sessuale lesbo.
Tra le altre attrici, Gillian Anderson e Charlotte Rampling. Semplice e scontata mossa pubblicitaria o siamo di fronte al un film che parlerà apertamente di relazioni tra lesbiche e sesso tra due persone dello stesso sesso? Anche se già questo “scalpore” a priori, non mi fa pensare positivamente…
Fonte | TgCom
Omofobia e gay: ecco un cartello “agghiacciante”

Spesso noi di Queerblog vi abbiamo parlato di omofobia e di insofferenza verso il popolo Lgbt. Ogni occasione è buona per protestare contro il popolo gay, colpevole di amare una persona del proprio sesso. Qualcosa che spesso non viene tollerato.
C’è gente che si presenta anche ai funerali o ai concerti di personaggi famosi per condannare nuovamente e puntare il dito verso una presunta colpa. Ma quello che oggi vi mostreremo e troverete dopo il salto, è qualcosa di mai visto, di assurdo, insensato e davvero sorprendente.
Ecco un manifesto di un oppositore ai legami gay, in tutta la sua crudeltà. Dopo il salto, l’immagine in questione che ci ha mandato un nostro lettore, Maurizio. Stringete i braccioli delle vostre poltrone:

Eh… e il gatto è un felino e il cielo è blu. Non so voi, ma io ho la pelle d’oca…
Ellen DeGeneres è il personaggio gay più influente d’America

La presentatrice lesbica Ellen DeGeneres è stata nominata personaggio gay più influente d’America. La star, che adesso è giudica ad American Idol, ha vinto la gara sulla rivista Out su 50 celebrità, tra cui Adam Lambert e la giornalista Rachel Maddow.
Proprio questa settimana, la Denegeres ha sottolineato come il matrimonio con l’attrice Portia DeRossi stia procedendo nel migliore dei modi e come sia ancora alto e costante l’amore tra le due donne, con l’invito della DeRossi alla compagna ad ingrassare un po’ di più:
“Lei mi ama comunque. Anche quando sono in un periodo buio o difficile, lei costantemente mi dice di non farci caso e che sembro bellissima comunque. Mi preferisce più robusta piuttosto che troppo magra e odia quando dubito di me stessa. Mi ama per come sono, vuole che io sia felice e che non mi faccia mai prendere dallo sconforto”
Io adoro questa coppia, voi no?
Foto | Eonline
Si è sposata la prima coppia lesbo in Argentina

Norma Castillo e Ramona Arevalo hanno entrambe 67 anni e si sono sposate in Argentina, accompagnate dalla campagna “Same Right, Same Names” che cerca di sottolineare i medesimi valori per le nozze etero e gay.
Da dicembre solo due coppie di uomini gay si sono sposati e le sue donne sono le prima donne ad essersi unite in un legame “riconosciuto”. Dal 1976 al 1983 erano state esiliate a causa della dittatura militare e solo venerdì scorso sono potute rientrare nel proprio paese, appunto, l’Argentina.
Un applauso ed un augurio a due donne che hanno coronato un sogno e hanno dimostrato come l’amore possa durare nel tempo e superare ogni genere di difficoltà.
Paola Concia a Domenica Cinque: “Non si sceglie di essere omosessuali: le donne? Troppo complicate per me”

Intervistata da Barbara d’Urso a Domenica Cinque, Paola Concia ha parlato della sua vita, da quando ha compreso di essere lesbica fino al momento in cui ha incontrato la donna che intende sposare al più presto:
“L’omosessualità non si sceglie, anche perché, e se avessi potuto scegliere, non avrei scelto le donne perché siamo troppo complicate. Quando avevo 17 anni, compresi che ero attratta da persone del mio stesso sesso. Una sera ero in spiaggia con alcuni amici e facemmo il bagno in piena notte. Quando uscii dall’acqua, una mia amica mi venne incontro per coprirmi con l’asciugamano… e mi baciò. Fu una cosa bellissima. Non potevo raccontare a nessuno quella storia, ma una sera un amico dei miei genitori mi convocò a casa sua e mi disse che stavo facendo una cosa terribile e che avrei fatto molto soffrire i miei genitori”
E la Concia ha ammesso che in quel momento, la sua condizione omosessuale la faceva sentire “sporca”, brutta e sbagliata. E si pente di non aver fatto mai coming out apertamente con la madre, ma che lei lo aveva sempre saputo:
Nel 2000 ho fatto coming out pubblicamente e quando ho dovuto raccontare tutto a mio padre lui mi disse: “Spero che tu sia felice. Io ti sarò sempre vicino”
E conclude parlando della sua storia con la compagna Riccarda con cui vuole unirsi civilmente il prima possibile:
“Lei è tedesca e ci sposeremo in Germania, ma sono fiduciosa che la Corte possa interpretare fino in fondo il principio di uguaglianza della costituzione italiana per tutelare tutti i cittadini”
Foto | Riciardengo
Interviste gay su Vanity Fair: le storie di ragazzi gay e ragazze lesbiche cacciati e allontanati dalle famiglie

La settimana scorsa mi è “capitato” (ok, lo ammetto, lo compro ogni settimana…) di sfogliare “Vanity Fair” e ho letto un articolo molto interessante, crudo e diretto, senza retorica, su alcuni drammatici esempi di situazioni familiari gay senza il sognato “Happy ending”. Anzi, in certi casi, il rischio era l’opposto: la brutta fine.
Nel centro di Montpellier, in Francia, esiste un centro per i giovani gay cacciati dalle famiglie. Si chiama Refuge e accoglie alcuni ragazzi e ragazze abbandonati e rifiutati dai propri genitori e parenti. E alcune di queste storie narrate sono davvero agghiaccianti. Violenze fisiche, psicologiche conducono alla fine di un rapporto con persone legate da vincoli sanguigni. E l’unica soluzione è una fuga, è fuggire lontano, sperando di non essere mai ritrovati.
Cècilia per esempio, non è mai stata accettata dalla madre che si vergognava di lei, in pubblico e che a 22 anni l’ha letteralmente buttata fuori di casa:
“Mia madre, quando uscivamo insieme mi chiedeva di cambiare marciapiede: ‘Sei troppo mascolina, mi vergogno a farmi vedere con te’. A 22 anni mi ha messo le valigie sul pianerottolo. Non c’era più spazio per me in una casa rispettabile. Sono finita in mezzo ad una strada, chiedevo l’elemosina per comprarmi il cibo e le sigarette, e la sera cercavo ospitalità a casa di amici, finchè mi sono ridotta così male che nessuno voleva più avvicinarmi. Se non avessi trovato il Refuge, mi sarei lasciata morire”
Il destino si è anche avventato con maggiore crudeltà e spietatezza con un altro ragazzo, Mika, ospite del centro. E’ stato dato in affidamento a tre anni ad una famiglia molto cattolica del Nord della Francia ma il suo coming out ha creato una ferita irreparabile con i genitori adottivi, oltre alla scoperta successiva di un cancro rarissimo alle ossa da cui è guarito da poco:
“Consideravano la mia condizione peccaminosa, mi chiedevano di pentirmi e tornare sulla retta via. Per loro l’omosessualità è una perversione da combattere con la fede. La rottura è stata definitiva. Allora ho commesso l’errore di tornare dalla mia madre naturale: è stato devastante. ‘Non ti ho abbandonato a 3 anni per riprenderti frocio a 18′. ha risposto alla mia domanda di aiuto”
Infine, Sofiane. un ragazzo di origine algerina cresciuto dalla zia in un quartiere diroccato parigino:
“Per anni ho nascosto la mia omosessualità a tutti. Avevo paura, nel mio quartiere quelli come noi venivano presi a sassate- Mi sono svegliato un giorno e ho letto nel giornale che, in una cantina, avevano bruciato vivo un ragazzo gay. ‘Hanno fatto bene ad arrostirlo come un pollo, quel frocio’ dicevano i miei amici. Non ce l’ho fatta più. Ma quando mi sono sfogato con la zia, confessando quello che ero, la sua reazione è stata violentissima. Mi ha chiuso a chiave in una stanza, quasi senza cibo, per settimane. Nella religione musulmana, l’omosessualità è un peccato gravissimo, e un gay in famiglia è una vergogna. Alla fine sono fuggito. E solo oggi sono tornato a vivere”
E queste sono solo alcune delle tristi storie che abitano il Refuge, ma anche tante altre città e altre realtà, nelle quali, quotidianamente un ragazzo gay o una ragazza lesbica, subiscono le torture psicologiche e fisiche peggiori. Senza possibilità di fuga.
Foto | Le-Refuge
Video con baci e abbracci tra donne e uomini omosessuali
In mezzo a tante notizie a volte sconfortanti, è piacevole incappare in un video, montaggio di diverse immagini gay friendly.
Uomini abbracciati, donne che si baciano, due persone dello stesso sesso che si tengono per mano, che si guardano e sorridono serenamente. Un personale applauso a ItalianDude88Returns per la bella idea.
In sottofondo, la dolce voce di Sarina Paris che reinterpreta la famosissima canzone “True Colors”. Non vi stringe il cuore questo video?


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