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Archivio per la categoria ‘matrimonio gay’

Il Nepal ospiterà ad agosto il suo primo Gay Pride

A chiudere la lunga estate dell’orgoglio gay mondiale ci sarà, a sorpresa, il Nepal. Si spera che la partecipazione alla manifestazione, la prima del genere nel piccolo stato incastonato tra India e Cina, si aggiri intorno alle 3mila persone quando, il 25 agosto prossimo, il corteo arcobaleno attraverserà la capitale Kathmandu. La scelta della data non è stata casuale, visto che proprio alla fine del mese più caldo dell’anno si tiene il tradizionale festival in cui gli uomini si travestono da donne, adottato in questi ultimi anni proprio dai gruppi gay. Sunil Pant, l’attivista per i diritti gay più famoso del paese asiatico, si è detto contentissimo: “Vogliamo far diventare questa manifestazione un evento di eco internazionale. Il Nepal ha fatto così tanti progressi nel campo dei diritti lgbt negli ultimi anni, e speriamo di diffondere la speranza e di ispirare gli altri”.

Kathmandu ha decriminalizzato l’omosessualità solo nel 2007, ma i diritti degli omosessuali potrebbero entrare a breve nella Costituzione, mentre si sta pensando contemporaneamente all’adozione di una legge per permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. All’inizio di quest’anno, i responsabili per il turismo nepalese hanno annunciato di attendere oltre un milione di turisti per il 2010, a fronte degli attuali 400mila, e c’è allo studio la possibilità di celebrare i matrimoni gay ai piedi dell’Everest  e di continuare con una romantica luna di miele, comprensiva di un tour in sella agli elefanti.

Via – Pink News


Etichetta. In un matrimonio al femminile quale sposa percorre la navata della chiesa?

29 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Mentre Torino sembra aver rotto un tabù concedendo la stato di famiglia ad una coppia tutta al femminile, dai più evoluti e frivoli Stati Uniti arriva un lancinante quesito circa l’etichetta omosessuale. Parlando di “matrimonio omosessuale” e di buone maniere o semplicemente usanze, il New York Times ha messo in risalto una questione che sembra [...]

Omofobia. Una soluzione per proteggere i matrimoni? Uccidere i gay

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Un’organizzazione nazionale statunitense per supportare il matrimonio ha proposto una soluzione per salvaguardare le nozze, durante un rally ad Indianapolis: condannare le coppie gay a morte. È stato Bil Browning, un blogger, a riferire la cosa nel suo sito, postando una foto come prova del bus “One man, one woman”.

Infine, assurdità delle assurdità, in fondo al foglio distribuito, un nome e cognome, con indirizzo e recapito. Come a dire “Per maggior informazioni…

Fortunatamente, solo 40 erano i presenti di questa organizzazione, contro i 250 attivisti lgbt accorsi per contrastare quest’iniziativa.

Foto | Alice Hoenigman

Omofobia. Una soluzione per proteggere i matrimoni? Uccidere i gay é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di martedì 27 luglio 2010.


Il New York Times pubblica annuncio matrimoniale di una coppia gay

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Svista colossale o svolta epocale al celebre New York Times? È quello che si sono chiesti i tantissimi lettori del quotidiano della Grande Mela, quando domenica scorsa hanno letto nella pagina dedicata ai matrimoni il termine “sposa” riferito a una coppia gay. Il primo sposo diventato “sposa gay” si chiama Matthew Horowitz, che ha contratto le nozze in Vermont con il partner Edward Farley, quest’ultimo avvocato specializzato in processi riguardanti violenze domestiche contro la comunità lgbt.

Fino a ieri, il quotidiano aveva evitato accuratamente stereotipi di genere nei suoi annunci matrimoniali riguardanti sposi dello stesso sesso, e invece di citare i termini “sposo” o “sposa” il giornale ricorreva a giri di parole. Il New York Times ha iniziato a pubblicare annunci matrimoniali per coppie gay nel settembre di otto anni fa nella sezione domenicale “Styles”: ormai questo genere di pubblicità, se così si può definire, fa parte della routine e questi annunci sono scritti come vere e proprie notizie, corredate con le foto dei contraenti e mischiate a quelli, più numerosi, che raccontano le storie d’amore “tradizionali” tra un uomo e una donna. La suddetta pagina del New York Times, che fa sospirare milioni di cuore negli States, riporta ormai da decenni gratuitamente nozze giudicate notizie, sia per le storie che ne fanno da cornice sia per l’importanza delle persone coinvolte. Chiunque può segnalare al giornale il proprio matrimonio – o la propria unione civile -, anche se poi i giornalisti del celeberrimo quotidiano attuano una scelta tra quelli giudicati più interessanti. In questo caso, ci chiediamo se sia stato un solo e semplice lapsus o ci sia dietro lo zampino di qualche collaboratore del NYT.

Via – Blitz Quotidiano


Nel New York Times, in una coppia gay inseriscono lo sposo e… la “sposa”

nozze gayIl New York Times, parlando di una coppia gay sposata, ha definito uno dei due con il termine “la sposa”. Questo è avvenuto nella pagina dei matrimoni, rubrica fissa del quotidiano.

Dal 2002, da quando il giornale ha deciso di inserire anche le coppie dello stesso sesso, è la prima volta che un uomo viene definito “sposa“, volutamente, con il femminile. L’onore è toccato a Matthew Horowitz, che ha sposato il partner Edward Farley.

Non si è ancora compreso se sia stata una scelta voluta o un involontario errore: solitamente erano sempre definiti con altri termini, anche con giri di parole notevoli, ma mai sposo & sposa. Secondo voi, un passo avanti o qualcosa di sgradevole?

Via | Corriere

Nel New York Times, in una coppia gay inseriscono lo sposo e... la "sposa" é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 19 luglio 2010.


Nozze omosessuali in Argentina, il macho del barrio ha un’anima gay.

17 luglio 2010 Redazione Nessun commento
«El macho vive mientras el cobardo quiere» un proverbio messicano che recita così: «Il macho vive mentre il codardo ci tenta soltanto» e racconta tutta la mitologia della mascolinità latina, una mitologia un po’ troppo spavalda, estroversa, che può eccedere in violenza e autodistruzione, ma che è anche seduzione, calore, genialità, cura dei figli e [...]

Nozze gay e sinergie sudamericane. Sposi argentini, il viaggio di nozze lo paga il Messico.

16 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Da giovedì l’America Latina non è più la stessa. A cambiare le cose in modo considerevole è stata infatti l’Argentina che concedendo la possibilità (diritto) ad una coppia omosessuale di unirsi in matrimonio sembra aver fatto la storia. Primo paese nel continente Sud Americano a consentire le nozze gay, l’Argentina sembra essere ora al centro [...]

Europa, febbre da nozze gay. L’anno prossimo toccherà a Finlandia e Danimarca.

16 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’approvazione del matrimonio gay in Argentina non ha fatto che aumentare in modo considerevole la percentuale e soprattutto il numero di persone omosessuali che nel mondo possono sposarsi con i propri compagni e con le proprie compagne. Dalla calda Argentina la febbre del matrimonio gay sembra essersi spostata nella più tiepida Finlandia. Nella terra che [...]

Il senato dell’Argentina dice sì alle nozze gay. Il popolo Lgbtq esulta in piazza..

15 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Il cattolicissimo Paese sudamericano autorizza i matrimoni omosessuali, dopo uno storico e contestatissimo voto al Senato, trasmesso in diretta televisiva.
Categorie:matrimonio gay, news, video Tag:

Perché in Italia i gay famosi snobbano internet?


Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti le persone omosessuali leggerebbero blog e siti d’informazione alternativi ai mass media mainstream con una frequenza maggiore rispetto agli eterosessuali.

Probabilmente se uno studio simile venisse condotto anche nel nostro paese avrebbe un riscontro analogo. La notizia relativa all’apertura, in Argentina, del matrimonio a gay e lesbiche non è, al momento, né sulla home page del Corriere della Sera (dove invece c’è un link alla storia di un bambino che ha imparato a leggere a soli tre anni) né sulla sezione esteri del sito di RAI News 24, il cui direttore è stato elevato a martire dalla sinistra che poco ha fatto per i Pacs.

Urlare alla censura sarebbe inutile. Meglio concentrarci sul perché questo tipo di notizie, storiche, non riescono a raggiungere i mass media che dovrebbero, per onestà intellettuale e professionale, occuparsi di quanto sta accadendo in America Latina.

Analizzando la classifica che Wikio ha redatto sui blog GLBTQ più visitati si nota che nella top ten solo due siti sono curati da persone che in più occasioni hanno manifestato a favore di gay e lesbiche. Cristiana Alicata, per la cronaca, batte di gran lunga Vladimir Luxuria.

Attorno alle due donne non c’è nemmeno un uomo. Uno dei tanti gay che sfila in prima fila ad ogni Pride che in Italia si organizzano in estate. Una serie di apparizioni, dati alla mano, non è più sufficiente.

Per raccontare alla casalinga di Voghera che in Argentina oltre a Maradona e Belen Rodriguez c’è anche il matrimonio per gay e lesbiche è necessario che i figuranti dei vari cortei si impegnino per primi a fare opinione online come si confà ad un paese moderno.

Solo allora raggiungeremo i tg delle 20.00. Solo allora i sondaggi ipoteticamente condotti nel nostro paese non saranno uguali a quelli degli Stati Uniti.

Perché in Italia i gay famosi snobbano internet? é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di giovedì 15 luglio 2010.


Matrimonio omosessuale. Con l’Argentina nozze gay legali in 10 paesi al mondo. Sei in Europa.

15 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’Argentina è il primo Paese dell’America Latina ad aver legalizzato i matrimoni gay, il decimo nel mondo; di seguito una scheda sulla situazione giuridica internazionale. EUROPA – Paesi Bassi: matrimoni omosessuali (nonché registri per le coppie di fatto, etero od omosessuali) legali dal primo aprile 2001. – Belgio: matrimoni omosessuali legali dal 30 gennaio del [...]

Voto storico in Argentina. Il sì a matrimoni omosessuali. Una grande sconfitta per la chiesa.

15 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Il Senato, in diretta tv, approva la legge che autorizza le unioni tra persone dello stesso sesso. La decisione è stata preceduta da manifestazioni e incidenti davanti al Parlamento. L’Argentina, la cui popolazione cattolica è stimata al 91 per cento, è diventata questa mattina all’alba il primo paese dell’America latina ad autorizzare i matrimoni omosessuali [...]

Stefano Rodotà: Matrimoni gay e doveri del parlamento.

15 luglio 2010 Redazione Nessun commento
In tutto il mondo l’ agenda dei diritti si compone e si scompone. Si discute della libertà di espressione su Internet. I diritti dei migranti sono al centro di un importante intervento di Obama, mentre in Europa producono manifestazioni di xenofobia e razzismo che influenzano le elezioni nazionali. La crisi economica incide sui diritti dei [...]

L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay

argentina-celebra-primera-boda-gay--300x350La cattolicissima Argentina avrà i matrimoni omosessuali. L’America Latina, dopo Città del Messico, annovera anche l’Argentina tra i paesi in cui si potrà beneficiare di questo provvedimento storico approvato oggi dal Senato locale, dopo che nel maggio scorso il Parlamento aveva dato il suo via libera. Una splendida notizia, che fa balzare l’Argentina tra quei pochi paesi al mondo, ma il numero è in costante aumento, che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso.

La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e’ entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l’assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che “La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.

ARGENTINAGAY01GIeri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come “Né unione né adozione, uomo e donna”, “Sodoma uguale Argentina” e “Voglio una madre e un padre”. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.

Via – La Repubblica


Argentina: oggi il voto su matrimonio e adozioni gay, la Chiesa attacca il governo

153157A poche ore dall’attesissimo voto in Senato per l’approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi termini tra la Chiesa cattolica e il governo. Ieri, un’imponente manifestazione nelle principali città del Paese latinoamericano e nella capitale Buenos Aires ha coinvolto migliaia di persone che hanno gridato “i bambini hanno diritto a una madre a un padre” e hanno inneggiato alla “guerra di Dio” contro un “progetto del demonio”. Dopo il parere favorevole ottenuto alla Camera dei Deputati, il presidente, Cristina Fernandez de Kirchner, ha affermato che non porrà il veto sulla legge quando approderà sulla sua scrivania per l’approvazione definitiva, e anzi si è definita “sorpresa e preoccupata” in riferimento alla guerra santa scatenata da alcuni vescovi cattolici, che hanno usato toni apocalittici per definire questo provvedimento di tutela dei diritti lgbt.

La nuova normativa, cosi come era stata originariamente scritta, permetteva anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ma, dopo le forti opposizioni dei cattolici integralisti e le pressioni della Chiesa, una commissione del Senato ha presentato un progetto alternativo, che prevede solo l’unione civile e cancella la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali. Purtroppo, come sottolineato da più parti, il consenso popolare sulla normativa è fortemente influenzato dalle gerarchie ecclesiastiche, soprattutto in alcune provincie rurali. Ma non tutto il popolo argentino è contro il provvedimento: ieri sera, accanto alla mega manifestazione sponsorizzata dai vescovi, in una via limitrofa si è radunato un secondo corteo più piccolo, convocato dalle associazioni di omosessuali e femministe, favorevoli alla legge. Oltrettutto, stando agli ultimi sondaggi, si evince come il 70% degli abitanti del paese sudamericano sia favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è ammesso in alcuni municipi, dove si sono già sposate almeno cinque o sei coppie di gay o lesbiche.

Passato lo scoglio del Senato, l’Argentina si candida a diventare il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio gay. Domani sapremo se la speranza vincerà sulla tirannia ecclesiastica, o se ancora una volta lo stato sarà servo della Chiesa, tradendo così le aspettative di un intero continente.

Via – Giornalettismo


Argentina: rischia la scomunica il prete favorevole alle nozze gay.

14 luglio 2010 Redazione Nessun commento
A poche ore dall’inizio dell’attesissimo dibattito di domani in Senato su un progetto di legge che prevede i matrimoni omosessuali, l’arcivescovo di Cordoba, mons. Carlos Nanez ha sospeso il sacerdote locale Nicolas Alessio che si era detto a favore dell’iniziativa. Lo rendono noto le agenzie di stampa, precisando che, mentre il sacerdote ha assicurato che continuerà a [...]

La Finlandia legalizzerà i matrimoni e le adozioni alle coppie gay

 finland

Lo stato del Nord Europa, per non smentire la ventata di buoni propositi e di conferme in materia di diritti lgbt che spira benevola in questa parte nel Vecchio Continente, sta lavorando per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali sposate. Il ministro della giustizia Tuija Brax ha affermato che la costituzione finlandese aborra la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e che l’opinione pubblica è schierata favorevolmente con questa legge, la cui introduzione è prevista per il 2012. Attualmente, i gay e le lesbiche finlandesi posso unirsi grazie alla legge sulle unioni civili approvata nel 2002.

Questo porterà la Danimarca ad essere l’unico stato orbitante nell’area scandinava a non aver approvato le nozze omosessuali; e pensare che proprio il paese della Sirenetta è stata la prima nazione al mondo ad adottare, nel 1989, il partenariato civile per le coppie gay, un modello imitato da tantissimi stati occidentali. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è attualmente legale, oltre che nelle nazioni scandinave, anche in Belgio, Portogallo, Spagna, Olanda, Sud Africa, Città del Messico, Canada e in sei stati americani (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont and Washington D.C.).

Via – Pink Paper


Guatemala: questo non è Sud America. La terra dove il matrimonio gay non passerà mai.

13 luglio 2010 Redazione Nessun commento
I sondaggi, raramente, parlano chiaro. Interrogando a destra e a manca campioni rappresentativi di popolazione, i sondaggisti esercitano l’arte di prevedere il futuro. L’ultima indagine condotta dal Cid Gallup Latinoamerica ha scelto di interrogare il Guatemala su un tema che sembra accomunare i vicini stati del continente latino americano. Parlando di diritti civili ed in [...]

Chiesa e governo argentino ai ferri corti per il matrimonio gay.

13 luglio 2010 Redazione Nessun commento
E’ scontro tra il governo della presidenta Kirchner e la Chiesa per il progetto di legge che mira a autorizzare i matrimoni fra coppie omosessuali previsto per mercoledì nel Senato. “Mi sembra che siamo tornati all’epoca delle Crociate e dell’Inquisizione”, ha assicurato da Pechino – dove si trova in visita ufficiale – la presidente Cristina [...]

Lussemburgo in odore di matrimonio gay. Per ora si ripensano le coppie civile ma presto…

12 luglio 2010 Redazione Nessun commento
In Lussemburgo questa potrebbe essere, almeno per la comunità LGBT, una settimana fondamentale. La Camera dei Deputati del principato ha infatti scelto questi sette giorni per ripensare alle unioni civili vigenti nello stato. Le unioni civili, oggi valide tanto per coppie eterosessuali che omosessuali, potrebbero infatti godere di maggiori diritti. Alla modifica di questa legge [...]

L’incontro inter-religioso di Malta ha un’unica certezza: no al matrimonio gay.

12 luglio 2010 Redazione Nessun commento
In un clima di ecumenismo fraterno e di dialogo tra simili, il Centro di Cultura Islamica di Paola, Malta, ha organizzato un incontro tra diversi credi circa i temi del ruolo della famiglia nella società moderna. Quale la funzione della famiglia oggi si sono chiesti cattolici e musulmani arrivando ad un unico punto comune: la [...]

La Coppa del Mondo dei diritti gay

12 luglio 2010 Robo Nessun commento

La Coppa del Mondo dei diritti gay

Dunque, la Spagna ha vinto i Mondiali di Calcio 2010, avendo battuto per 1-0 l’Olanda. Al di là del dato calcistico, ci sono da notare delle coincidenze: Spagna, Olanda e Sudafrica (paese ospite dei mondiali) condividono legislazioni rispettose dei diritti lgbtqqi. Non solo: la semifinale è stata tra Uruguay e Germania, paesi che riconoscono le unioni civili tra persone dello stesso sesso, anche se non il matrimonio gay.

Il Sudafrica costituisce una eccezione nel continente africano e la sua legislazione vieta espressamente la discriminazione delle persone in base all’orientamento sessuale. Il Tribunale Supremo, all’unanimità, ha approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’Olanda è stato il primo paese al mondo ad approvare il matrimonio omosessuale (nel 2001) e le persone lgbtqqi godono di uguaglianza giuridica praticamente totale, adozione inclusa, con una legge antidiscriminazione, l’educazione sessuale complementare regolata dalle norme, accesso alla fecondazione assistita anche per le lesbiche, cambiamento di genere per le persone transessuali. In Spagna dal 2005 esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Chissà, forse non è un caso che l’Italia sia stata eliminata così presto dai mondiali di calcio 2010.

Via | Dos manzanas
Foto | CalcioBlog

La Coppa del Mondo dei diritti gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di lunedì 12 luglio 2010.


USA: Incostituzionale il divieto nazionale ai matrimoni gay

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Il giudice federale di Boston Joseph Tauro ha dichiarato incostituzionale il bando nazionale dei matrimoni gay poichè esso interferisce con il diritto dei singoli Stati dell’Unione a decidere in materia. La sentenza di Tauro, che accoglie il ricorso dello stato del Massachusetts a favore delle coppie gay in due diverse azioni legali contro la legge del 1996 denominata Defense of Marriage Act, ha stabilito come la legge in questione violi il diritto costituzionale all’uguaglianza giuridica delle coppie omosessuali, e infranga le competenze statali in questo campo. Il giudice ha poi sottolineato come nella storia degli USA l’autorità centrale abbia sempre riconosciuto agli Stati la disciplina dei matrimoni, e ha paragonato l’attuale dibattito sulle nozze gay alla disputa sui quelli  interrazziali.

Nel 1996 il Congresso promulgò, con una maggioranza schiacciante e con il sostegno dell’allora presidente Bill Clinton, una nuova normativa che ribadì l’unione tra un uomo e una donna come unico matrimonio riconosciuto dall’autorità federale. In piena campagna elettorale, Clinton era reduce dal feroce scontro sul servizio dei gay nell’esercito e colse quest’opportunità per riconquistare i suoi elettori più moderati. La cosa buffa è che ora sia l’ex repubblicano Bob Barr, propositore del Defense of Marriage Act, sia Clinton che la firmò, si sono dissociati totalmente da essa. Nel 2003 il Massachusetts riconobbe il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, scatenando cosi l’agguerrita campagna conservatrice delle presidenziali 2004, con la sponsorizzazione di referendum statali anti nozze gay da parte del presidente Bush. Nonostante la vittoria dei repubblicani, gli omosessuali possono oggi registrare formalmente la loro unione in Connecticut, New Hampshire, Iowa e Vermont, dove per la prima volta un’assemblea legislativa approvò nel 2009 una legge che istituì i matrimoni per le coppie dello stesso sesso. In California e Maine, invece, due referendum hanno capovolto le sentenze che concedevano ai gay il diritto di sposarsi. I suddetti Stati che hanno legalizzato i matrimoni omosex non hanno, però, potuto riconoscere molti diritti alle nuove coppie, visto che la famigerata legge del 1996 vieta l’estensione dei benefici garantiti al coniuge dall’Amministrazione federale, come il diritto a cure mediche o alla pensione nel caso di morte: secondo le associazioni LGBT statunitensi, si tratta di circa 1100 diritti negati. Un vero e proprio scandalo per “la nazione più grande del mondo”.

La sentenza di Boston, se confermata dalla Corte Suprema, potrebbe cambiare la situazione delle coppie gay in tutti gli Stati Uniti, anche se finora l’organo superiore di giustizia si è sempre astenuta dal giudicare nel merito il Defense of Marriage Act, e il presidente Obama, negli ultimi mesi strenuo difensore dei diritti lgbt, non si è ancora mosso in proposito.

Via – Giornalettismo


Usa. Tribunale sancisce che il divieto ai matrimoni gay è incostituzionale.

10 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Un tribunale del Massachusetts ha bocciato la legge del 1996, il Defense of Marriage Act, che non riconosce le unioni omosessuali a livello federale e interstatale. Il giudice Joseph Tauro, nominato nel 1972 dal repubblicano Richard Nixon presso la Corte federale di distretto del Massachusetts, ha accolto il ricorso presentato dall’Attorney General dello Stato Martha [...]

Il veto della governatrice blocca le unioni civili gay nelle Hawaii

Hawaii_CivilBeatLa governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata dal Parlamento e dal Senato a maggioranza. La repubblicana Linda Lingle, dopo due mesi di dure polemiche e dibattiti accesi, ha riflettuto e ha deciso di non tradurlo in legge. Se fosse stata implementata, la misura avrebbe garantito alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili e gli stessi benefici dello Stato garantiti alle coppie sposate, anche se per le coppie dello stesso sesso questo non si prefigurava come “matrimonio” ma come semplice “unione civile”, proprio per ribadire l’unicità del matrimonio stesso.

Gli attivisti statunitenti per i diritti gay non si sono certo scoraggiati e sembra che stiano già preparando una causa legale per ribaltare la decisione della Lingle. La governatrice, da sempre avversaria dell’uguaglianza matrimoniale tra coppie etero e omosessuali, ha dichiarato che le unioni civili porterebbero sicuramente all’approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e, a suo parere, il Bill 444 sulle Unioni civili avrebbe introdotto semplicemente “il matrimonio gay con un altro nome”. Non tutto è perduto per l’arcipelago del Pacifico, visto che Camera e Senato hanno la possibilità di aggirare il veto con una nuova approvazione della legge a maggioranza qualificata.

Eppure, proprio la Corte Suprema delle Hawaii aveva stabilito, nel 1993, che negare alle coppie gay il diritto a unirsi in matrimonio fosse incostituzionale – anche se, dopo anni di battaglie legali, lo Stato avrebbe poi modificare la propria Costituzione per permettere ai legislatori di vietare lo stesso il matrimonio omosessuale – facendo iniziare cosi quel movimento internazionale a favore delle unioni omosessuali che da qualche anno sta iniziando a dare i suoi frutti in Europa e negli Stati Uniti d’America.

Via – PinkNews


Dalla fuga alle nozze. A cinque anni dal primo matrimonio gay, la Spagna celebra Carlo ed Enrico.

8 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Il tre luglio del 2005 è stata una data storica per la Spagna, omosessuale e non. In quell’occasione, cinque anni fa oramai, Madrid concesse il diritto a due persone dello stesso sesso di accedere al diritto del matrimonio. Da allora in Spagna le coppie omosessuali possono sposarsi. Carlos e Emilio si amano ieri come oggi. [...]

Regno Unito: matrimoni religiosi al posto delle unioni civili gay?

A poche settimane dall’approvazione del matrimonio gay in Islanda, presto anche le coppie omosessuali inglesi potrebbero convolare a nozze con la tradizionale cerimonia religiosa. Il parere favorevole è arrivato dalle voci più autorevoli della politica della Gran Bretagna, tra cui il sindaco di Londra Boris Johnson e il ministro per le Pari Opportunità Lynne Featherstone, la quale ha specificato che l’autorità centrale si è impegnata ad affrontare “il prossimo passo per le unioni civili”, secondo quanto riportato sabato scorso dalla stampa locale. “Questo significherà che prenderemo in considerazione l’ipotesi di autorizzare letture, inni sacri, musica e simboli religiosi nelle unioni civili”, ha aggiunto la Featherstone.

gay-marriageQualora venisse autorizzato l’uso di simboli religiosi, le unioni civili diventerebbero cosi praticamente indistinguibili dai matrimoni tradizionali, dal momento che il Parlamento ha rimosso da marzo scorso il divieto di celebrare le unioni omosessuali in chiesa e in altri luoghi di culto delle varie fedi religiose. Un passo importante per l’intero mondo britannico, nel tentativo di equiparare le unioni civili per le coppie dello stesso sesso al matrimonio tradizionale e riconoscerne gli stessi diritti. Nel regno di Sua Maestà, la legge sul partenariato civile è stato approvata nel 2005 dall’allora governo laburista di Tony Blair.
 
La Chiesa locale non ha certo perso tempo e dal pulpito ha già tuonato il reverendo Michael Langrish, vescovo di Exeter, dichiarando che l’emendamento è confusionario e inutile, poichè la Chiesa d’Inghilterra non sarà mai disponibile ad aprire i suoi luoghi per permettere le unioni tra coppie dello stesso sesso, né tanto meno ad autorizzare la lettura di testi sacri o recitazione d’inni. In poche parole, la Chiesa Anglicana non darà mai il proprio benestare e sarà sempre un’acerrima nemica della comunità arcobaleno, mentre il governo di destra ha aperto al dialogo e alla comprensione reciproca. Vedremo chi la spunterà in questa estate arroventata su tutti i fronti, preambolo a un autunno bollente.

 Via – Advocate


“Io capisco tutto, ma…”. Nozze gay? La premier australiana mette le cose in chiaro o quasi.

4 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Da qualche giorno l’isola più grande del mondo è governata da una donna. Per la prima volta nella sua storia infatti l’Australia si trova ad essere retta da un primo ministro di sesso femminile. Istallatasi da pochi giorni Julia Gillard ha parlato con sufficiente chiarezza della propria idea circa il matrimonio omosessuale. Se infatti la [...]

Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay

Today show america “Today” è un noto e seguito programma americano che ha deciso di indire un concorso tra coppie intenzionate a sposarsi, in una gara che dovrebbe definire il miglior esempio di amore moderno. Ma le regole del concorso hanno automaticamente escluso i partner gay, poichè le coppie devono essere riconosciute tali dallo stato di New Yorlk. Così, la Glaad (The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) ha domandato il motivo di tale scelta, criticando l’esclusione obbligatoria della popolazione Lgbt. La risposta ha giustificato la scelta poichè le nozze dovranno avvenire nella città di New York (che non prevede legami riconosciuti tra persone dello stesso sesso). Ma l’amarezza rimane palpabile:

“La scelta di New York è stata definita all’interno del budget disponibile per il programma, ma provoca comunque delusione che non sia stato scelto un altro paese per il rito, come Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire and Washington D.C, in cui è possibile sposarsi. Avrebbero potuto comunque scegliere coppie gay che sarebbero state riconosciute altrove”

E qua ancora qualcuno spera (ovviamente in silenzio) che arrivi la versione gay di “Uomini e donne”…

Via |Glaad

Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 02 luglio 2010.


I gay d’Australia scrivono alla Premier: “dacci il matrimonio”. È una questione aperta?

1 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Julia Gillard ha l’aspetto della donna decisa, di quella fatta per agire. Di certo il nuovo compito che aspetta l’australiana ha tutte le carte in regole per accontentare la sua natura. Dopo aver avuto la meglio su Kevin Rudd, Julia da ieri è la prima premier donna a reggere il continente australiano. La comunità omosessuale [...]

Il nuovo Primo Ministro australiano impone il suo no ai matrimoni gay

JULIA_GILLARD_5351eSeguendo la linea negazionista del suo predecessore Kevin Rudd, il nuovo Primo Ministro australiano Julia Gillard ha confermato quello che è il suo punto di vista personale e del suo establishment sui matrimoni gay:

“Noi crediamo che la legge sul matrimonio nella sua forma corrente sia più che corretta, riconoscendo l’unione matrimoniale tra un uomo e una donna. Come governo, ci impegneremo affinché siano intraprese azioni volte a favorire l’equità dei diritti anche per le coppie gay”.

La Gillard, insediatasi ufficialmente il 24 giugno scorso, è stata attaccata da più parti per questa dichiarazione che reitera una sua intervista rilasciata a luglio dello scorso anno. Gli attivisti per i diritti gay australiani si chiedono quale sia il motivo di questo accanimento contro il matrimonio gay, visto che il nuovo premier ha assicurato di essere completamente laica. Secondo una recente ricerca il 60% degli australiani non ha niente in contrario ai matrimoni tra persone dello stesso.

La legge federale della terra dei canguri vieta le nozze omosessuali, mentre il partenariato civile è legale nello stato dell’Australian Capital Territory – e quindi nella sola capitale Canberra - e registri di coppie di fatto sono in atto in vari stati.

Via – PinkNews


Su Sky da stasera. Sposare un principe, il sogno diventa ‘reality’. Tre rampolli di cui uno gay a caccia di consorte.

30 giugno 2010 Redazione Nessun commento
In “Principe cerca moglie”, in onda su Lei (canale 125 di Sky) a partire dal 30 giugno alle 21, tre eredi al trono di India, Sry Lanka e Sudafrica cercano una consorte in tre settimane. Resiste ancora. Il mito del principe azzurro su cavallo bianco, pronto a impalmare la fanciulla che farà breccia nel suo [...]

Svizzera, a Locarno celebrato in chiesa il primo matrimonio gay.

30 giugno 2010 Redazione Nessun commento
È accaduto lo scorso fine settimana nel Locarnese. Due ragazzi hanno coronato il loro sogno di sposarsi in chiesa. A benedire la loro unione è stata la Chiesa Vetero Cattolica. Il loro desiderio di cattolici era quello di sposarsi in chiesa. Fin qui nulla di sensazionale. Lo diventa nel momento in cui il desiderio appartiene [...]

La Chiesa Vetero Cattolica sposa una coppia gay nel Ticino

marriage-787783Sabato scorso due ragazzi, da sempre cattolici credenti, hanno coronato finalmente il loro sogno di sposarsi in chiesa, davanti a pochi intimi e nella più completa discrezione. A volerlo non era però una “normale” coppia etero, bensì due uomini residenti nella zona di Locarno che si sono potuti unire grazie alla Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera (Vetero cattolico). La stessa Chiesa Vetero Cattolica precisa che questo, come altri matrimoni celebrati nelle chiese protestanti, è solamente una benedizione del partenariato tra due persone dello stesso sesso.

È la prima volta che accade in Ticino, dove la Chiesa Vetero Cattolica raggruppa quelle comunità cattoliche che si separarono dalla Chiesa romana nel 1873 in polemica con la proclamazione del dogma dell’infallibilità papale. Dal 2006 la Chiesa, che in Svizzera conta 13mila fedeli, celebra i matrimoni fra omosessuali e fra lesbiche.

Intervistata, la coppia ha dichiarato: “Entrambi abbiamo alle spalle una forte esperienza di vita cattolica e desideravamo avere una benedizione  della nostra unione anche a livello religioso. Abbiamo abbandonato la Chiesa cattolica romana quando abbiamo scoperto l’esistenza della  Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera. Ci siamo sentiti subito accettati, e quando andiamo a messa è bello sentire l’affetto degli altri  fedeli”. “Non abbiamo bisogno di urlare al mondo la nostra omosessualità” – hanno aggiunto – “e soprattutto non volevamo che passasse il concetto che la Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera sia quella religione che celebra i matrimoni gay. Noi siamo principalmente fedeli e siamo attivi nella comunità religiosa. Insomma non facciamo come tanti cattolici che vanno in chiesa solo per sposarsi e poi non si vedono più a messa”.

Via – Ticino Online


Islanda: legalizzate le nozze gay, la premier sposa subito la sua compagna

Johanna Sigurdardottir, l’amatissimo primo ministro della piccola isola vulcanica, ha sposato due giorni fa la sua storica compagna Jonina Leosdottir, alla quale era legata civilmente già dal 2002.

Il testo che legalizza i matrimoni gay nella terra del ghiaccio e’ stato approvato dal Parlamento islandese all’unanimità il 12 giugno scorso e domenica scorsa e’ stato convertito in legge. La johanna_jonina_2Sigurdardottir, l’unico premier al mondo dichiaratamente gay, non ha perso l’occasione per coronare formalmente il suo sogno d’amore e ha inaugurato la nuova legge che porta l’Islanda nel novero dei paesi europei dove è possibile celebrare matrimoni tra contraenti dello stesso sesso, assieme all’Olanda, al Belgio, alla Norvegia, alla Svezia, alla Spagna e al Portogallo. Gli amanti delle cerimonie solenni e fastose rimarranno però delusi: alla coppia lesbica sono bastate solo un paio di firme su un documento che chiede, e automaticamente ottiene, la conversione dell’unione civile in matrimonio, per diventare ufficialmente moglie e moglie.

Johanna Sigurdardottir, classe 1942, e’ stata ministro degli Affari sociali fino all’elezione a premier nel 2009. Dal precedente marito, sposato nel 1970, ha avuto due figli e dopo il divorzio si e’ unita alla Leosdottir, autrice e sceneggiatrice più giovane di dodici anni. Le due donne hanno vissuto la loro relazione, sin dall’inizio, alla luce del sole in uno dei paesi più laici e liberali al mondo.

Via – La Repubblica


L’Islanda legalizzati i matrimoni gay e la premier sposa la sua compagna.

28 giugno 2010 Redazione Nessun commento
La premier islandese Johanna Sigurdardottir ha sposato la sua compagna, Jonina Leosdottir, nel giorno in cui nel paese è entrata in vigore la legge che consente i matrimoni omosessuali. Secondo la televisione pubblica Ruv, la Sigurdardottir ha contratto matrimonio senza alcuna cerimonia particolare, ma semplicemente presentando domanda di trasformare in tal senso l’unione civile da [...]

Islanda. Nozze gay per la premier. La Sigurdardottir sposa la sua compagna.

28 giugno 2010 admin Nessun commento

L’ex concorrente del Grande Fratello si è schiantato nei pressi dell’aviosuperficie umbra.
Pietro Taricone è in condizioni disperate per una caduta dopo un lancio con il paracadute. Taricone, divenuto noto dopo la sua partecipazione ad una delle prime edizioni del «Grande fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore ed ha partecipato con successo alla recente fiction «Tutti pazzi per amore». L’incidente è avvenuto all’aviosuperficie di Terni, in Umbria, dove l’ex gieffino abitualmente pratica questo sport.

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Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d’amore

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore

Finalmente una bella storia da raccontare, una favola d’amore (con i suoi alti e bassi) durata per ben 60 anni e coronata con un matrimonio. Loro sono Henry Schalizki e Bob Davis e si sono sposati a Washington, in una cerimonia con una sessantina di invitati, tra parenti e amici.

I due si sono sposati dopo che il District of Columbia ha permesso le nozze tra persone dello stesso sesso, nonostante David non fosse particolarmente entusiasta:

“Noi siamo stati sempre accettati come coppia e mi son detto ‘Non ne vedo la ragione di un matrimonio’. Questo però prima che Vera Wang non creasse un vestito per me da indossare”

Via | Washington Post
Foto | Katherin Frey

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di sabato 26 giugno 2010.


Tendenze. Matrimoni gay in Islanda per incentivare il turismo? In Nepal è già così.

25 giugno 2010 Redazione Nessun commento
Si torna ancora volta a parlare di Islanda. Questa volta, però, la notizia non ha nulla a che fare con le eruzioni vulcaniche o ritardi dei viaggi aerei, ma piuttosto delle voci in cui si dice che l’isola del nord stia per eliminare gli ostacoli al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il paese nordico [...]

La corte di giustizia europea ha sentenziato: il matrimonio gay non è un diritto

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Negare a una coppia dello stesso sesso l’accesso e la possibilità di contrarre matrimonio non è una violazione dei suoi diritti. Lo ha stabilito oggi la Corte europea con quattro voti a favore e tre contrari. Il caso e’ arrivato fino a Strasburgo, in base al ricorso presentato da due cittadini di cittadinanza austriaca, Horst Michael Schalk e Johann Franz Kopf, a cui le autorità del loro stato avevano rifiutato più volte il permesso a contrarre matrimonio: la coppia sosteneva che era stato violato il loro diritto a sposarsi, come sancito dall’articolo 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e affermavano di considerarsi discriminati nel loro diritto a creare una famiglia. In Austria è stata introdotta quest’anno una legge sulle “partnership registrate”, che purtroppo non riconosce alle coppie gay gli stessi diritti garantiti alle coppie eterosessuali.

”Le autorita’ nazionali sono preposte per soddisfare i bisogni sociali in materia. E il matrimonio racchiude connotazioni sociali e culturali profondamente radicati, che differiscono largamente da un Paese a un altro’‘, ha spiegato il giudice. ”I differenti Stati europei non devono – ha aggiunto – forzatamente conferire alle coppie omosessuali uno statuto analogo sotto tutti i punti di vista al matrimonio”. Nella sentenza, che accoglie le ragioni di Vienna, viene specificato che gli Stati non sono obbligati, in base alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ad assicurare l’accesso al matrimonio alle coppie dello stesso sesso, facendo inoltre osservare che nel Vecchio Continente non esiste un consenso al riguardo e che spetta ad ogni singola autorità nazionale legiferare in merito. Oltretutto i giudici della Corte hanno anche decretato che lo Stato che introduca tali misure non è tenuto a garantire con queste gli stessi diritti riconosciuti alle coppie eterosessuali. 

Un brusco stop alla campagna del matrimonio gay in Europa arriva proprio dal cuore amministrativo e legislativo dell’UE, dopo che recentemente molti stati hanno favorito e approvato le unioni tra persone dello stesso sesso.

Via – Avvenire


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