A Budapest sono ancora in tanti a ridersela su un dirigente del partito estremista xenofobo Jobbik, che di omosessualità, ovviamente, non ne vuol sentire neppure il fruscio. Il giovanissimo candidato al Parlamento, proprio alla vigilia delle elezioni politiche, ha avuto la sventura di vedersi pubblicare online alcune sue immagini mentre partecipava al Gay Pride 2008 a Toronto, in Canada. Naturalmente ha dovuto dimettersi dal partito e addio carriera politica; almeno sotto le spoglie xenofobe e omofobe. Di certo le contraddizioni umane non appartengono solo a questa parte d’Europa, dove il freddo attanaglia le carni d’inverno e d’estate ha colori tutti da gustare. Budapest è la città dove i Gay Pride hanno avuto vita difficile, ma essere gay qui non è poi tanto difficile rispetto a certe nostre città. Qualche diritto lo hanno conquistato, come la registrazione delle coppie di fatto, al pari degli eterosessuali. Poco, ma sempre meglio che da noi.
I ragazzi ti chiedono se sei “meleg” che significa gay ma anche “cordiale”, e in quella doppia venatura sta anche una certa voglia di diventare europei, nonostante la questione omosessuale rimane ancora parecchio problematica. Gabor Szetey, recentemente, è stato il primo politico a uscire alo scoperto dichiarando la sua omosessualità, ma la cosa non è piaciuta a molti che l’hanno criticato duramente sui giornali e tra i colleghi. Davvero vi era necessità di fare un passo così forte? Necessariamente sì, è la probabile risposta. Sabato scorso la celebrazione del Gay Pride somigliava più ad una gita che non ad una manifestazione: poco sentita, ancor meno partecipata.
Ma Budapest vale un viaggio, la scoperta di una meravigliosa città tagliata in due dal Danubio, non proprio oramai blu, solcato da battelli turistici che di sera restituiscono una magia d’altri tempi. Il fantasma della principessa Sissi poggia sulle acque, con la splendida residenza dirimpetto a Pest, quasi a fare da contrasto, o semplicemente da liason d’union con le altre magnifiche architetture che vestono la parte della città più visitata, stracolma di locali, ristoranti, disco, dove la vita notturna inizia a ore madrilene e sopisce quando il sole fa capolino all’alba.

Budapest è bellissima di giorno e intrigante di notte. In questo periodo la città è occasione di eventi musicali, di giostre del piacere, di piacevoli incontri con l’arte. Girovagare in libertà, senza una meta precisa, tra il trambusto dei grandi vialoni o le vie pedonali della moda, è un piacere che incanta. Qui ci si può concedere di più, visto anche il favorevole cambio con l’euro.
Meglio dedicare la mattinata alle visite museali o allo shopping, non prima di una goduriosa colazione in uno dei tanti bar del centro. Di monumenti, cattedrali, vestigia del passato, Budapest ne è saziamente colma: dal Museo delle Belle Arti al grandioso Parlamento, alla Sinagoga simile ad una moschea, al Bastione dei Pescatori, e tantissimo altro ancora. Prendete, ad esempio, la funicolare, vicino al Ponte delle Catene, per godere di un panorama mozzafiato; o andate alla chiesa di Maria Maddalena per ammirare il campanile con 24 campane, la costruzione più antica della città.
Dopo un bel pranzetto e un riposino non resta che scegliere un luogo dove rinfrancarsi da una mattinata turbinosa. E cosa se non una delle tante terme che riempiono Budapest? Ce ne sono per tutti i gusti e piaceri, e si possono fare incontri decisamente gustosi: i ragazzi di Budapest sono affascinanti. Le terme, attenzione, differentemente dalle saune, non sono luogo di battuage, ma se bravi, si possono fare ottime conoscenze. Provate ad andare alle Terme Kiràly Baths, nei pressi del ponte Margherita, dove l’atmosfera turca della prima metà del ‘500 è rimasta intatta. Le Kiràly sono le terme gay per eccellenza, visto che sono segnalate dalle guide a turismo omosessuale. Piacevoli anche le terme alla fermata del metro Szechenyl, accanto al parco dei divertimenti. Alcune offrono serate con ingresso per soli uomini o donne.
La Parigi dell’Est sembra non saziare mai il suo spettatore turista di qualunque forgia sia fatto, e di ogni gusto. Così, a tardo pomeriggio, fin verso le 22.00, se cercate l’area del cruising, dirigetevi al Korzó, la bella passeggiata sulla riva di Pest tra il ponte Erzsébet e Március 15 tér. Ovviamente con tutte le cautele che servono in casi del genere.
Per i divertimenti notturni, basta sceglierli sui propri gusti. Se vi va di ballare, l’Alterego, in Dessewffy utca 33, è il posto giusto, con feste a tema e spettacoli drag. Lo stesso vale per Capella, in Belgràg rakpart, 23, dove ci si sente come a teatro, grazie al multilevel. Musica mista dal pop ungherese a quello internazionale. Anche il pubblico è variegato.
Se amate osare di più due tra i migliori locali da visitare restano il Coxx e l’Action. Il primo è parecchio intrigante, con cabine tematiche che vanno dal sadomaso alle cabine video. Si trova in Dohany utca, ed è sempre affollato di turisti. L’action è un locale per soli gay, con darkroom e spettacoli di go-go boys da rimanere col fiato sospeso. Attenzione ad altri locali, belli senza dubbio, a dove le bevande sono parecchio costose. Vale sempre la pena informarsi prima.
Non resta che augurarvi una piacevole vacanza in quel di Budapest, magari raccontando le vostre vicissitudini. Per altre info, provate anche qui.
Gay life in Budapest é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di martedì 13 luglio 2010.

