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	<title>GayItalia Blog Porno Gay Italiano &#187; movimento</title>
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		<title>Intervista. Queerblog incontra Gianni Geraci, omosessuale e credente</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni molaschi</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Intervista.QueerblogincontraGianniGeraciomosessualeecredente.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="172" alt="" />L’attualità delle ultime settimane ci ha permesso, in più occasioni, di ragionare sul rapporto che  esiste tra Chiesa Cattolica e comunità omosessuale. Dopo aver provato a fare una serie di approfondimenti abbiamo deciso di cominciare a confrontarci chi quotidianamente con questo tipo di tematiche ha a che fare. </p>
<p>Generalizzare, soprattutto quando si ragiona di qualcosa di intimo come la fede, è sbagliato. Meglio approfondire le storie. Meglio capire attraverso delle storie una realtà su cui sembra sempre molto facile scriverci. Di seguito, per tanto, trovate l’interessante intervista che Gianni Geraci (gay e credente) ci ha rilasciato.</p>
<p><strong>Pensando ad una serie di interviste sul rapporto tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica il suo nome è stato scelto quasi in automatico. Come ci si sente ad essere uno dei pochi omosessuali che viene intervistato per la propria fede?</strong><br />
Qualche anno fa ho scritto un articolo per Pride che mi ha attirato diverse critiche da parte degli omosessuali credenti italiani. Sostenevo che gli omosessuali credenti sono in parte responsabili di certe uscite intempestive e inopportune del magistero cattolico e argomentavo questa tesi osservando che, fino a quando le lesbiche e i gay cattolici continueranno a nascondere il loro orientamento sessuale nelle comunità di cui fanno parte si rendono complici dei pregiudizi che circolano in quelle stesse comunità.</p>


<p>
Essere uno dei pochi omosessuali che rilascia interviste per testimoniare il suo percorso di riconciliazione tra esperienza di fede e orientamento omosessuale, da un lato mi mette di fronte alla responsabilità grande di interpretare anche i percorsi di chi non ha la possibilità di esprimersi liberamente, d&#8217;altro canto mi fa sentire l&#8217;urgenza di dire a quanti sono omosessuali credenti come me che è arrivato di far capire alle nostre chiese che, quando attaccano le persone omosessuali, attaccano innanzi tutto noi.  </p>
<p>Per fortuna, negli ultimi anni, gli omosessuali credenti che hanno fatto una scelta di visibilità sono aumentati e adesso, direi che ci sono almeno una decina di persone che potrebbero tranquillamente rispondere a queste sue domande. </p>
<p>Il problema è che siamo ancora troppo pochi: dovrebbero essere migliaia gli omosessuali credenti che, finalmente, trovano il coraggio di dire nelle parrocchie e nelle comunità in cui lavorano: <em>«Ecco. Noi che siamo i catechisti dei vostri figli. Noi che cantiamo e che dirigiamo i cori delle nostre parrocchie. Noi che svolgiamo nella chiesa il ruolo di lettori, di accoliti, di presbiteri, di educatori e di animatori. Ecco. Noi siamo omosessuali»</em>.</p>
<p><strong>Durante ogni Gay Pride sfilano dei carri, o delle singole persone, contrarie alle ingerenze vaticane nella vita pubblica italiana. Lei ha partecipato a dei Pride? Cosa ne pensa, da credente, di chi contesta pubblicamente la chiesa?</strong><br />
Direi di distinguere due piani: quello della libertà d&#8217;espressione e quello dell&#8217;opportunità. Il fatto che ci siano stato, ai Pride a cui ho partecipato, delle persone che contestavano pubblicamente la Chiesa mi sembrava non soltanto una cosa accettabile, ma anche una cosa comprensibile, vista la rabbia e la delusione che molti membri della comunità LGBT vivono nei confronti della Chiesa stessa. </p>
<p>Purtroppo, molte di queste contestazioni non hanno l&#8217;ironia e il buon gusto che le renderebbe davvero efficaci, ma non è certo alla parata che si deve sottilizzare sul modo in cui le persone si esprimono. Purtroppo, insieme a queste forme assolutamente comprensibili di contestazione della Chiesa, ai Pride se ne affacciano altre che si capiscono molto meno. </p>
<p>La prima é la presenza massiccia di gruppi di atei e di anticlericali che usano il Pride solo come una vetrina per portare avanti un discorso che non ha niente a che fare con l&#8217;orgoglio omosessuale: non sono gli unici, intendiamoci e il problema va posto per tutte le presenze che, in qualche modo, più che vivere il Pride, tendono a strumentalizzarlo: da alcuni anni, tanto per fare un esempio, alla Christopher Street Parade di Milano è presente un gruppo di fontamenalisti evangelicali che distribuisce volantini in cui si propongono le terapie riparative dell&#8217;orientamento sessuale. </p>
<p>La seconda forma non condivisibile di contestazione della Chiesa si ha quando sono gli stessi organizzatori a proporre questi momenti, senza tener conto della sensibilità di quanti, all&#8217;interno del movimento LGBT, lavorano per cambiare l&#8217;atteggiamento della Chiesa nei confronti dell&#8217;omosessualità. </p>
<p>Quest&#8217;anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del Guado, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all&#8217;interno del<br />
movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate. </p>
<p>Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po&#8217; più corretta il tema dell&#8217;omosessualità (cfr. Valter Danna, <a href="http://www.anobii.com/books/Fede_e_omosessualit%C3%A0/9788874024773/01d4fc8938fe4fdc0d/">«Fede e omosessualità»</a>, Effatà, 2009).</p>
<p>Quest&#8217;anno, proprio perché non condividevamo un momento di questo tipo, siamo stati costretti ad uscire, come Gruppo del <a href="http://nuke.gaycristiani.it/">Guado</a>, dal comitato organizzatore del Pride. Naturalmente, se gli omosessuali credenti fossero più visibili e fossero più attivi all&#8217;interno del movimento LGBT, certe scelte peserebbero di più e certe forme di contestazioni sterili verrebbero abbandonate. </p>
<p>Al momento le cose non stanno così e quello che si può fare é osservare come in alcuni contesti, dei Pride ben organizzati, sono stato il punto di partenza per un cammino di ripensamento da parte della chiesa locale: penso a quello che é successo a Padova nel 2002, quando la chiesa ha preso pubblicamente le distanze dalle polemiche che certi settori della Destra avevano alimentato nei confronti del Pride nazionale; o penso a Torino, dove nel 2006, il tavolo di lavoro congiunto tra i rappresentanti della Curia e il gruppo delle associazioni promotrici del Pride ha prodotto un testo che può aiutare molti ecclesiastici ad affrontare in maniera un po&#8217; più corretta il tema dell&#8217;omosessualità (cfr. Valter Danna, <a href="http://www.anobii.com/books/Fede_e_omosessualit%C3%A0/9788874024773/01d4fc8938fe4fdc0d/">«Fede e omosessualità»</a>, Effatà, 2009).</p>
<p><strong>La principale accusa che gli omosessuali atei muovono nei confronti di quelli credenti come lei è relativa all&#8217;apparenza alla Chiesa Cattolica. Lei con chi professa la propria fede? Perché?</strong><br />
Io sono nato cattolico e conto di morire cattolico. Poi siamo nelle mani di Dio e quello che succederà non lo sappiamo. La risposta potrebbe esaurirsi qui, ma forse si può fare una riflessione ulteriore. </p>
<p>Lei ha ragione quando dice che l&#8217;appartenenza alla Chiesa cattolica viene spesso contestata agli omosessuali credenti. Si tratta di un atteggiamento che non tiene conto di due elementi importanti. </p>
<p>Il primo é legato al fatto che, così come non scegliamo l&#8217;orientamento sessuale, allo stesso modo non scegliamo le nostre convinzioni religiose profonde: uno non sceglie di essere cattolico, uno si ritrova cattolico, per la sua storia, per il percorso che ha fatto e, soprattutto, per le esperienze di cui si è innamorato, così come uno non sceglie di essere omosessuale, ma si scopre omosessuale quando si innamora di una persona del suo stesso sesso. </p>
<p>Non ci si rende conto che, nella nostra cultura, la dimensione della Fede é profondamente legata alla nostra affettività: non è un caso che il termine <em>«Credere»</em> e il termine <em>«Cuore»</em> (inteso come la sede degli affetti) si siano sviluppati partendo dalla stessa radice indoeuropea. </p>
<p>Si tratta di un errore di valutazione che nasce dalla scarsa conoscenza della Fede che c&#8217;è in giro, complice in questo anche un certo atteggiamento della Chiesa stessa. Ed é a questa scarsa conoscenza che è dovuto il secondo elemento di cui non si tiene conto quando si afferma in maniera perentoria che non si può essere nello stesso tempo omosessuali e cattolici. </p>
<p>C&#8217;è infatti un&#8217;idea sbagliata di cattolicesimo che può essere riassunta in questa affermazione: <em>«Essere cattolici significa obbedire al papa e ai vescovi, soprattutto quando parlano di Fede e di morale»</em>. Non nego che molti cattolici osservanti sottoscriverebbero questa affermazione, ma questo non toglie la sua strutturale inesattezza. </p>
<p>Essere cattolici significa essere convinti che Cristo Gesù è davvero risorto e basare questa fede su una storia (quella che i teologi chiamano la Tradizione) che ci ha portato la memoria di questa notizia fondamentale della nostra vita di Fede. Ma proprio all&#8217;interno di questa Tradizione io trovo voci molto autorevoli che ci ricordano che il cattolico deve obbedire innanzi tutto alla propria coscienza. </p>
<p>Nel <em>«De veritate»</em> San Tommaso d&#8217;Aquino, quando si pone il problema se si debba obbedire prima al Magistero o prima alla propria coscienza non lascia dubbi e dice: <em>«Il Magistero è voce di uomini, la coscienza è invece la voce di Dio che parla nel nostro cuore»</em>. </p>
<p>Sarebbe lungo ricordare qui tutti i testi in cui la Tradizione cattolica ribadisce questa verità, sta di fatto che quella che è una delle convinzioni più diffuse sul cattolicesimo non è esatta e provoca continuamente equivoci molto gravi. Compito degli omosessuali cattolici sarebbe proprio quello di uscire allo scoperto e di testimoniare, con la loro vita, il fatto che è la coscienza il criterio ultimo di giudizio a cui appellarsi quando si fanno le scelte morali. Si tratta non solo di aiutare tanti omosessuali a conservare la Fede, ma si tratta anche di difendere la fede cattolica dalle derive integraliste che spesso la travolgono.</p>
<p><strong><a href="http://www.queerblog.it/post/8587/perche-panorama-ha-sbagliato-sullinchiesta-dei-preti-gay">Il servizio di Panorama</a> riguardante alcuni preti gay ha fatto discutere molto. Lei ha avuto occasione di leggerlo? Cosa ne pensa?</strong><br />
Il servizio di Panorama ha dei pregi e dei difetti. I pregi riguardano il fatto che porta alla luce un fenomeno che esiste e che è più diffuso di quel che si pensi. Sono infatti molti gli omosessuali credenti che si sentono chiamati alla vita religiosa e che, alla fine, scelgono di entrare in qualche comunità o diventano preti. </p>
<p>Dietro a questa predisposizione c&#8217;è il fatto che, durante l&#8217;adolescenza, quando vivono con disagio l&#8217;esuberanza verso l&#8217;altro sesso che caratterizza i loro coetanei eterosessuali, trovano nella chiesa uno dei pochi ambienti in cui questo disagio non sono viene tollerato, ma viene addirittura valorizzato come elemento di maturità affettiva. Si tratta di un equivoco, naturalmente, ma si tratta di un equivoco che, per l&#8217;omosessuale adolescente ha molti elementi consolatori. </p>
<p>I difetti sono legati al fatto che, come inchiesta giornalistica, quella di Panorama, è abbastanza superficiale e si limita a proporre il fatto di cronaca senza cercare di approfondire le cause e le implicazioni degli episodi che vengono raccontati. </p>
<p>In realtà non é la prima volta che dei giornalisti affrontano il tema dell&#8217;omosessualità del clero e, in alcuni casi, il lavoro che hanno fatto ha una profondità e una lucidità che mancano nel servizio di Panorama. Anche qui non credo che ci sia lo spazio per ricordare tutti questi contributi, ma almeno il libro intervista che il vaticanista Marco Politi ha fatto con un prete omosessuale va segnalato, perché darebbe a chi vuole approfondire l&#8217;argomento, molti elementi di riflessione che mancano nell&#8217;inchiesta di Panorama (cfr. Marco Politi, <a href="http://www.anobii.com/books/Io,_prete_gay/9788804557913/012c370233d688823b/">«Io prete gay»</a>, Mondadori, 2006).</p>
<p><strong>Chi si occupa di omosessuali riconducibili alla Chiesa è solito porre l&#8217;accento su chi ha un ruolo istituzionale. Quali sono le altre realtà gay cattoliche di cui non si discute?</strong><br />
Chi riduce l&#8217;esperienza degli omosessuali credenti a quella dei sacerdoti e dei religiosi gay non solo non tiene conto del fatto che la maggior parte degli omosessuali credenti sono dei laici, ma corre il rischio di farsi un&#8217;idea molto distorta del fenomeno. </p>
<p>I preti e i religiosi omosessuali vivono infatti dinamiche molto diverse da quelle che invece vive la maggior parte dei credenti: quando decidono di vivere la loro omosessualità, avendo una cultura teologica più solida, sono senz&#8217;altro più attrezzati per capire che un problema morale non potrà mai compromettere in maniera definitiva l&#8217;adesione al cattolicesimo; avendo però preso da adulti un impegno che implica la rinuncia a una vita di relazione dovrebbero avere più remore (anche se poi, alla luce di quello che mi capita di vedere, posso dire che le cose non stanno esattamente così). </p>
<p>La condizione clericale, in genere, è caratterizzata da una oggettiva minore libertà rispetto alla scelta di fare quella scelta di visibilità di cui abbiamo parlato prima: oltre a superare la paura e la vergogna queste persone si giocano la sicurezza economica e rischiano di ritrovarsi senza un lavoro a causa delle condizioni di privilegio economico di cui gode la Chiesa cattolica italiana. </p>
<p>Diverso è il discorso per la maggior parte dei laici, che non corrono nessun rischio di ordine economico e che dovrebbero avere un po&#8217; di coraggio in più, aiutando magari, quei sacerdoti che finalmente scelgono di non nascondersi più, a trovare delle soluzioni professionali alternative che permettano loro di superare il ricatto economico a cui sono sottoposti. </p>
<p><strong>Per chi, al termine della lettura di questa intervista, volesse (da omosessuale) percorrere un proprio cammino di fede a chi si può rivolgere? In Italia esiste un&#8217;associazione che raggruppa i gruppi credenti presenti sul territorio?</strong><br />
Tra il 1994 e il 2003 la maggior parte dei gruppi di omosessuali credenti attivi in Italia aveva dato vita a un coordinamento nazionale che, tra gli altri obiettivi, aveva quella di favorire una presenza più articolata sul territorio. </p>
<p>Anche se quel tipo di esperienza si è concluso le esigenze che avevano portato alla sua costituzione sono rimaste intatte e, nel 2007, hanno favorito la nascita del portale <a href="http://www.gionata.org/">www.gionata.org</a>. All&#8217;interno di questo portale c&#8217;è una sezione dedicata ai gruppi di omosessuali cristiani presenti in Italia: si tratta di una sezione che è sempre in aggiornamento, anche perché i ventisette gruppi attualmente censiti sono solo la punta di un iceberg che troppo spesso, purtroppo, sceglie di non venire allo scoperto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8915/intervista-queerblog-incontra-gianni-geraci-omosessuale-e-credente">Intervista. Queerblog incontra Gianni Geraci, omosessuale e credente</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 08:00 di lunedì 06 settembre 2010.</p>

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		<title>L&#8217;assurdo, assordante silenzio delle organizzazioni lgbtq su Ebrahim Hamidi condannato a morte</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 12:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, l&#8217;ex presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, sulla sua pagina di Facebook, scriveva:
&#8220;Ai dirigenti delle associazioni lgbt: tutta Europa si è mobilitata per salvare Sakineh[...]]]></description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/fustigazioni_.jpg" class="post" border="0" align="left" width="332" height="360" alt="L&#39;assurdo, assordante silenzio delle organizzazioni lgbtq su Ebrahim Hamidi condannato a morte" />Ieri, l&#8217;ex presidente di Arcigay, <a href="http://www.queerblog.it/tag/aurelio+mancuso">Aurelio Mancuso</a>, sulla sua pagina di Facebook, scriveva:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ai dirigenti delle associazioni lgbt: tutta Europa si è mobilitata per salvare Sakineh Mohammadi Ashtiani dalla lapidazione e per impedire l’impiccagione di <a href="http://www.queerblog.it/post/8885/salviamo-la-vita-di-ebrahim-hamidi-condannato-a-morte-per-presunta-violenza-sessuale">Ebrahim Hamadi </a>accusato di essere gay. In nessun sito del movimento ho visto appelli e mobilitazioni. Forse state pensando a qualcosa, intanto ci sono l’appello di Amnesty e la manifestazione dei socialisti a Milano. Noi cosa facciamo? Con rispetto e amicizia…&#8221;.</p></blockquote>
<p>Nei giorni scorsi, anche chi scrive, ha cercato, inutilmente, notizia e mobilitazione sui siti dei giornali generalisti. Invano, se non che qualcuno informava che la Francia per prima si era sollevata anche a favore del ragazzo 18enne. A farla da pionieri - ma a questo punto senza rilevanza pubblica - i &#8220;soliti&#8221; generosi del socialnetwork, come Facebook, che si sono scaraventati sul sito di <a href="http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/IT/appelliForm.php/L/IT/ca/217">Amensty International</a> a firmare la petizione contro i boia di <a href="http://www.queerblog.it/tag/Ebrahim+Hamidi">Hamidi</a>.</p>


<p>
Perché questo silenzio? Perché le nostre associazioni lgbtq non sanno, non vogliono, non riescono, a fare di un tema come la moratoria contro la pena di morte, una battaglia essenziale come lo è quella sulle coppie di fatto, l&#8217;omofobia, il bullismo e la violenza giovanile? Perché non vi è stato un tuono di sdegno contro un paese bello e civile come l&#8217;Iran che annoda il cappio a tanti minorenni omosessuali o messi a morte per presunzione di omosessualità?</p>
<p>Pare che nel nostro paese, a vedere dai fatti, si possa fare una campagna per volta. Oggi tocca alla sventurata Sakineh Mohammadi Ashtiani, domani, se ancora possibile ci occuperemo di Ebrahim Hamadi. Spero di essere smentito, ma mai ho visto una vera, convincente battaglia contro gli assassinii di Stato ai danni di omosessuali e transessuali, là dove questi soggetti sono perseguitati dalle famiglie, torturati dagli aguzzini e finiti in parecchi modi barbari dai boia di Stato.</p>
<p>Nessuna intenzione di parlare di priorità dell&#8217;una o dell&#8217;altra vittima; iraniana o palestinese, o africana che sia. Un esercizio inutile e dannoso. Più facile e utile firmare gli appelli, mobilitarsi il più possibile e necessario per salvare ogni vita umana da ogni genere di supplizio finale.</p>
<p>Quello della pena di morte verso gli omosessuali e le transessuali è un tema che dovrebbe diventare prioritario per la nostra comunità. Il fatto che esistano ancora paesi che in nome di una religione - falsamente - decidano che l&#8217;omosessualità è così aberrante da castigarla con la pena capitale, dovrebbe non solamente far inorridire, ma sentire nel cuore e nelle azioni che quella è una nostra battaglia, che va condivisa con i governi democratici, con le altre associazioni che si battono per i diritti umani.</p>
<p>E invece silenzio. Un imbarazzante, assordante silenzio delle persone e delle coscienze. Quasi non interessano più nemmeno questi post, rassegnati che la malvagità umana e di Stato sia insuperabile, lontana dalle nostre democrazie; così lontana da non doversene preoccupare. Permettetemi: che squallore! Che ipocrita soluzione di un problema che invece ci appartiene in tutta la sua tragedia.</p>
<p>Guardate quella foto di due carni violentate col sangue, con la violenza. Perché omosessuali. Potrebbero appartenere a noi quelle carni maltrattate da fruste, ma non lo sono e ce ne disinteressiamo.</p>
<p>Hamidi ci dice poco. Ci racconta un ragazzo di 18 anni, da due anni rinchiuso nelle maleodoranti e pericolose carceri iraniane, dove, immaginiamo, avrà patito le peggiori torture e violenze. Non ha un avvocato, perché il suo è dovuto fuggire. E&#8217; senza diritti minimi garantiti e in attesa che qualcuno gli tolga il dono inviolabile della vita. I suoi accusatori hanno ritrattato, ma questo non ha fermato la sentenza. Mezza Europa sta chiedendo la sua salvezza, consci che le prigioni iraniane o altre sparse da quelle parti del mondo, siano piene di Hamidi, e per questo serve la soluzione finale contro la persecuzione di gay, lesbiche, transessuali.</p>
<p>Un ferreo socialista come Roberto Biscardini sta chiamando a raccolta, uomini e donne di ogni ceto e credo, lunedì a Milano. Una occasione per esserci, per gridare la nostra e altrui rabbia contro queste inique sentenze. Lo stesso Mancuso ha scritto, senza ancora ottenere risposta, una lettera aperta al Ministro degli esteri, Frattini, perché il nostro governo si adopri per la vita del giovane. </p>
<p>Il fatto che siamo fortunati rispetto ai tanti Hamidi, non ci aiuti a dimenticarli. Firmate gli appelli; fateli firmare a chiunque conoscete. Scendete in piazza a contestare e aiutare a far capire al mondo che anche la vita di un omosessuale o transessuale è sacra. Nessuno è immune da queste barbarie.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8918/lassurdo-assordante-silenzio-delle-organizzazioni-lgbtq-su-ebrahim-hamidi-condannato-a-morte">L'assurdo, assordante silenzio delle organizzazioni lgbtq su Ebrahim Hamidi condannato a morte</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 14:01 di domenica 05 settembre 2010.</p>

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		<title>Germania. Dopo l&#8217;eredità giustizia fiscale per le coppie gay</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 11:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/2052323257sabineleutheusserschnarrenberger.9.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="313" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>C&#8217;è un bacillo benigno in quel di <a href="http://www.queerblog.it/tag/germania+gay">Germania</a> che sta rallegrando, e parecchio, le coppie omosessuali. Se si affronta il tema dei diritti civili lgbtq, le autorità lo fanno senza inutili spurie, centrando i problemi e percorrendo la strada migliore per risolverli. Gli omosessuali, donne e uomini, in Germania vivono la loro condizione senza subalternità, amministrando la cosa pubblica e guardando con facile ottimismo a tutti coloro che necessitano del loro appoggio.</p>
<p>Oggi, le coppie omosessuali hanno di che essere felici, dopo la notizia diramata dalla ministra della Giustizia Sabine  Leutheusser-Schnarrenberger di volersi occupare di imposizione fiscale, specificando che le coppie gay potranno e dovranno avere lo stesso trattamento fiscale, oggi appannaggio delle sole coppie eterosessuali.</p>
<p>L&#8217;annuncio, ovviamente, è piaciuto parecchio a tutta la comunità lgbtq tedesca perché porterà parecchi vantaggi finora destinati alle sole coppie etero. C&#8217;è di meglio e di più, <a href="http://www.queerblog.it/post/8786/per-la-corte-costituzionale-tedesca-le-coppie-gay-devono-avere-gli-stessi-diritti-di-quelle-etero-per-leredita">rispetto alla legge che riguarda l&#8217;eredità</a> e che entrerà in vigore il prossimo anno. Secondo quanto riferito dalla ministra, l&#8217;iter sul nuovo fisco potrebbe essere veloce e sostanziale. Il governo non aspetterà la decisione della Corte per implementare i cambi di legge. Così facendo, già dalle prossime dichiarazione dei redditi, molte coppie gay tireranno un bel sospiro di felicità. Noi? Continuiamo a pagare di più. Senza diritti. Che rabbia!</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8905/germania-dopo-leredita-giustizia-fiscale-per-le-coppie-gay">Germania. Dopo l'eredità giustizia fiscale per le coppie gay</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 13:00 di venerdì 03 settembre 2010.</p>

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		<title>La Scandinavian airlines cerca coppia gay da sposare in volo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/sas.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="148" alt="" /> La compagnia aerea svedese <em>Scandinavian airlines</em> (Sas) ha annunciato di voler fare un volo unico e speciale il 6 dicembre prossimo a bordo del suo airbus A340 sulla tratta Stoccolma-New York. Per questo sta cercando una coppia omosessuale da ospitare su quel volo che voglia sposarsi in alta quota. L&#8217;operazione si chiama <em>Love is in the air</em> e intende essere una campagna promozionale a favore delle persone lgbtq. La SAS non è nuova ad operazioni rivolte ad un target lgbtq. È stata anche la prima compagnia aerea ad aprire un sito web dedicato alle persone lgbtq.</p>
<p>Sicuramente questa bella trovata del primo matrimonio gay in volo sarà una operazione di marketing, ma potrebbe servire per far capire ai tanti detrattori del mercato lgbtq che si può e si deve investire sul target lgbtq e che operazioni come queste aiutano anche a combattere certe forme inique di discriminazione.</p>
<p>Le coppie che vogliono partecipare alla selezione possono collegarsi <a href="http://www.flysas.com/love">al sito</a> e lì creare un loro profilo con video e foto. La giuria che dovrà scegliere i vincitori sarà composta dagli internauti. Esiste anche la possibilità di aumentare le probabilità di vincita condividendo il profilo creato  con tutti gli amici, attraverso i social network, del tipo You Tube, Facebook, Twitter e altri, ottenendo così più voti. La compagnia aerea scandinava ha anche allestito all&#8217;aeroporto di Stoccolma una parte della sua <em>lounge</em> in <em>wedding lounge</em>. Il 6 dicembre, la fortunata coppia volerà in business Class in una esclusiva <em>wedding cabin</em> e sei giorni di luna di miele nei migliori alberghi di New York e Los Angeles. E per non farsi mancare nulla, l&#8217;intero equipaggio scelto per l&#8217;occasione sarà interamente gay. Fateci sapere se partecipate. Parleremo anche noi di voi.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8896/la-sas-cerca-una-coppia-gay-da-sposare-in-volo-a-dicembre">La Scandinavian airlines cerca coppia gay da sposare in volo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 16:00 di giovedì 02 settembre 2010.</p>

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		<title>A Carrara la “sagra del finocchio” per combattere l&#8217;omofobia con ironia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Robo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/finocchio.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="286" alt="A Carrara la &acirc;��sagra del finocchio&acirc;�� per combattere l&#39;omofobia con ironia" /><br clear="all" /></p>
<p>A Carrara è <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/78402/carrara-sagra-finocchio/">in programma</a> per il prossimo 11 settembre la <em>Sagra del finocchio</em> con lo slogan “Contro la discriminazione, adotta un finocchio anche tu”. L&#8217;evento è organizzato dall’Associazione Radicali di Carrara e Lunigiana e dall’Arci. Il programma prevede incontri, spettacoli, presentazioni di libri e via dicendo (<a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/09_settembre/01/gay_carrara_in_subbuglio_per_la_sagra_del_finocchio,25849679.html">polemiche incluse</a>, ovvio!). Idea degli organizzatori è quella di combattere l&#8217;omofobia facendo ricorso all&#8217;ironia.</p>
<p>La trovata, a dire il vero, non è proprio originale dal momento che per la giornata mondiale contro l&#8217;omofobia di quest&#8217;anno il Circolo Arcigay <a href="http://www.omphalospg.it/">Omphalos</a> di Perugia aveva organizzato una cosa simile con lo slogan: <em><a href="http://www.queerblog.it/post/7966/giornata-mondiale-contro-lomofobia-adotta-un-finocchio">Adotta un finocchio</a></em>.</p>
<p>In occasione dell&#8217;iniziativa perugina i nostri lettori si sono divisi tra favorevoli e contrari. E ora? Ritenete che l&#8217;idea della Sagra del finocchio di Carrara possa essere utile per combattere l&#8217;omofobia con l&#8217;ironia, oppure è un terribile autogol?</p>
<p>Foto | <a href="http://ricette.pourfemme.it/ingrediente/finocchi/">Pour Femme</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8894/a-carrara-la-sagra-del-finocchio-per-combattere-lomofobia-con-ironia">A Carrara la “sagra del finocchio” per combattere l'omofobia con ironia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 10:01 di giovedì 02 settembre 2010.</p>

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		<title>Secondo l&#8217;economista Gotti Tedeschi bisogna far figli. Fuori dalle famiglie omosessuali</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/milanopride200504.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="320" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>L&#8217;ha sparata grossa l&#8217;economista e banchiere italiano, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Gotti_Tedeschi">Ettore Gotti Tedeschi,</a> classe 1945, presidente dell&#8217;Istituto per le Opere di Religione. Il presidente dello Ior, intervenendo al Meeting di Rimini di CL, si è lasciato andare ad un intervento che doveva riguardare l&#8217;economia del Paese, i problemi di una economia instabile nel disordine planetario, ed è riuscito a cacciarsi in una triste disanima sulla famiglia italiana. Per uscire dalla crisi, il banchiere ha sfoderato la sua ricetta: fare più figli. E fin lì, nulla da eccepire, almeno fino a quando, sentendosi nel tempio dei giusti, calca la mano:</p>
<blockquote><p>“Fare figli, ma in una famiglia vera, fatta di papà e mamma, fondata sul matrimonio. Non lo dico da moralista, ma da economista&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ora, uno che guida una banca come lo Ior, che di scandali tosti assieme al Banco Ambrosiano di Guido Calvi, in epoca nera a guida Marcinkus, parlare di moralismo e di moralità, dovrebbe saggiamente valutare un attimo in che campo si va a ficcare. Ma lascia sconcerto quel suo pensiero unico che la famiglia vera sia quella fatta di papà e mamma, fondata sul matrimonio. Quale economia lo aiuta a valutare positiva ed unica, ai fini di un processo di crescita di un paese, quel suo pensiero così falso e assolutamente antieconomico?</p>


<p>
Dimentica sicuramente il signor Gotti Tedeschi che nelle società democratiche occidentali; nei paesi dove la legge consente e aiuta le <a href="http://www.queerblog.it/tag/famiglie+arcobaleno">famiglie omosessuali</a>ad adottare un figlio o a farlo per inseminazione intrauterina, i problemi economici non aumentano per via di quella famiglia non vera; anzi. Quelle nuove famiglie contribuiscono in maniera determinante al benessere di tutta la società e alla crescita del paese.</p>
<p>Dimentica il banchiere vaticano che l&#8217;ipocrita Italia non intende affrontare il tema e i problemi delle famiglie Arcobaleno, certo, composte da due padri o da due madri, dove nessuna statistica ci racconta che i figli crescano con handicap, con problemi psicologici perché interagiscono familiarmente con due persone dello stesso sesso. Non si azzarda nessuno a dire che quei figli diventeranno loro stessi omosessuali solo perché vivono in una famiglia omosessuale. </p>
<p>E poi, qual è la famiglia vera? Davvero è quella tra un uomo e una donna, solo e soltanto quella? Chi lo ha deciso, il Vaticano, Gotti Tedeschi, i talebani nostrani?</p>
<p>Dia allora un nome e una identità ai 100 mila bambini delle Famiglie Arcobaleno. Dia un nome e una dignità a queste famiglie che continueremo a pensare tali e a credere che necessitano in una urgenza oramai diventata insopportabile, di diritti, di sostegno, di antidiscriminazione, di educazione verso coloro che vengono ingannati dal verbo che predica che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna.</p>
<p>Molti omosessuali sono e si sentono famiglia, senza per questo dover abbracciare le tesi di Gotti Tedeschi, subirne i modelli che intende valgano per tutti.</p>
<p>Bene ha fatto<a href="http://www.queerblog.it/tag/giuseppina+la+delfa"> Giuseppina La Delfa</a>, di Famiglie Arcobaleno, a replicare al noto economista.</p>
<blockquote><p>Le sue parole sono discriminatorie e offensive per milioni di cittadini che già oggi pagano le tasse e i contributi, lavorano e producono, mettono su imprese o sono dipendenti pubblici o privati.</p>
<p>Offendono tutti quegli adulti che scelgono di fare figli al di fuori del matrimonio e tutti quegli adulti che non possono scegliere per mancanza di legge. Offendono tutti i figli nati, e quelli che nasceranno, al di fuori del matrimonio o che hanno una configurazione familiare diversa da quella da lei proposta a modello unico.</p>
<p>Signor Gotti Tedeschi, Le voglio rammentare soltanto, parafrasando la grande Gertude Stein, che “Un figlio è un figlio è un figlio. Un cittadino è un cittadino è un cittadino”.</p>
<p>Tutto il resto non è economia, è soltanto moralismo.</p></blockquote>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8884/secondo-leconomista-gotti-tedeschi-bisogna-far-figli-fuori-dalle-famiglie-omosessuali">Secondo l'economista Gotti Tedeschi bisogna far figli. Fuori dalle famiglie omosessuali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 09:00 di mercoledì 01 settembre 2010.</p>

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		<title>A Roma il 3 settembre per un anno di lotte spontanee del popolo gay, lesbico, transgender</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 05:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p>Quando il 28 agosto 1963, davanti ad una folla sterminata di neri e oppressi, il reverendo Martin Luther King, pronunciò lo storico discorso <em>I have a dream</em>, la più grande dimostrazione per la libertà nella storia americana, un faro di speranza illuminò milioni di persone convenute a Washington, trattenute in schiavitù, trattate dall&#8217;avida giustizia umana come apolidi di ogni diritto, reietti e miseri tra i miseri. L&#8217;omofobia di oggi; le malsane idee di chi pensa che le persone lgbtq non solamente debbano restare senza alcun diritto, ma che ci debba essere abiura e persecuzione verso di loro, necessita come allora, risposte ferme e continue della società civile, dei soggetti interessati, di quanti non intendono fermarsi ad una democrazia di rito e chiedono che quel &#8220;sogno&#8221;  abiuri ogni forma di discriminazione necessaria a restituire diritti ai cittadini lgbtq.</p>
<p>Nel dedalo di tante sigle presenti nel nostro territorio a protezione delle minoranze sessuali, una si distingue e propone un certo risveglio a partire dai soggetti coinvolti, iniziando e prendendo spunto da quel sogno lutheriano che, a distanza di anni, è riuscito a far varcare la soglia della Casa Bianca a un presidente di colore, attento e attivo anche nei confronti della comunità lgbtq Usa.</p>
<p><em><a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com">We have a dream</a></em> contro l&#8217;odio e la violenza su gay, lesbiche, bisex, transgender, nasce spontaneamente il 28 agosto dello scorso anno con la prima fiaccolata lgbtq di Roma.</p>


<blockquote>“Non un programma - si legge nel loro sito -, un’organizzazione o un’associazione. Ma persone che spontaneamente si aggregano per proclamare il loro sogno di libertà. Libertà dalla violenza, dal razzismo, dell’omofobia e della transfobia. Un non progetto in continua trasformazione che nasce a Roma, ma che può essere replicato, con grande semplicità, in qualunque altra città”.</p></blockquote>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/wehaveadream_02.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="360" alt="A Roma il 3 settembre per un anno di lotte spontanee del popolo gay, lesbico, transgender" />Lo spontaneismo e la cultura dei diritti ha sancito un successo che oggi va replicato, grazie al nuovo incontro di genti che si terrà, sempre <strong>a Roma, venerdì 3 settembre 2010, alle ore 21.00 a San Giovanni in Laterano</strong>.</p>
<p>Esserci è difendere la nostra e altrui libertà e dignità, i diritti che vengono derisi, dimenticati, strumentalizzati persino da una classe politica inetta e incapace.</p>
<blockquote><p>“Ora è chiaro - <a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com/2010/08/26/un-anno-di-whad-un-anno-di-noi/">dicono</a> - che niente passerà più sotto silenzio. Più nessun compromesso può essere accolto perché noi, tutti insieme, scenderemo in piazza ogni volta che le discriminazioni saranno perpetrate, siano esse una violenza fisica o verbale, una discriminazione privata o politica. È per questo che, dopo un anno, con lo stesso spirito, la stessa voglia di esserci e ancor più voglia di sentirsi parte di una comunità che lotta per la sua esistenza e la sua libertà, il 3 settembre 2010 alle ore 21 faremo una grande fiaccolata che partirà da Via S.Giovanni in Laterano (fronte Coming out) e arriverà a Piazza di Porta Capena (fronte FAO) per rivendicare con la stessa forza dell’anno scorso, la nostra libertà, la nostra dignità e i nostri diritti. Perché l’omofobia e la transfobia non si manifestano solamente con la violenza fisica ma ogni qualvolta qualcuno è vessato (a scuola, sul posto di lavoro, per strada, al mare) per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere e noi vogliamo ricordarlo, sempre”.</p></blockquote>
<p>Trovatevi a Roma; troviamoci a Roma il 3 settembre, spontaneamente, con le nostre idee e i nostri sogni che non si spegneranno mai.</p>
<p>Poche e necessarie indicazioni da parte degli organizzatori.</p>
<ul>
<li>andare in piazza portando se stessi e la propria voglia di essere liberi;</li>
<li>dotarsi di fiaccole e fischietti per essere visibili, per contarci e farci contare;</li>
<li>parlare, venire fuori, convincere tutti a scendere in strada con noi per una battaglia pacifica, decisa e condivisa!</li>
</ul>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8880/a-roma-il-3-settembre-per-un-anno-di-lotte-spontanee-del-popolo-gay-lesbico-transgender">A Roma il 3 settembre per un anno di lotte spontanee del popolo gay, lesbico, transgender</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 07:59 di martedì 31 agosto 2010.</p>

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		<title>Oasi gay. Miti &amp; titani della cultura omosessuale e lesbica. Intervista all&#8217;autore Vincenzo Patanè</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 06:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Robo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura Gay]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri gay]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[oasi gay miti e titani della cultura omosessuale e lesbica]]></category>
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		<description><![CDATA[Per i tipi di Cicero Editore è recentemente uscito il libro di Vincenzo Patanè dal titolo Oasi gay. Miti &#38; titani della cultura omosessuale e lesbica. L&#8217;autore raccoglie oltre[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/oasi_gay.jpg" class="post" border="0" align="left" width="258" height="360" alt="Oasi gay. Miti e titani della cultura omosessuale e lesbica" />Per i tipi di Cicero Editore è recentemente uscito il libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Patan%C3%A8">Vincenzo Patanè</a> dal titolo <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788889632253/patan-egrave-vincenzo/oasi-gay-miti.html">Oasi gay.</a> Miti &#038; titani della cultura omosessuale e lesbica</em>. L&#8217;autore raccoglie oltre ottanta articoli – pubblicati principalmente su <em>Babilonia</em> – in cui vengono presentati soprattutto personaggi della cultura glbt. Il libro (ben curato anche nella veste grafica) a mio parere è molto <em>utile</em> per conoscere la nostra storia: una galleria di “miti e titani” che vale la pena di visitare per poter prendere coscienza del cammino fatto per giungere alla situazione odierna. Molto interessanti sono poi le interviste che Patanè fa a vari personaggi in cui, attraverso la dialettica delle domande e delle risposte, veniamo a “scoprire” mille sfaccettature della “cultura omosessuale e lesbica” (consiglio vivamente l&#8217;intervista a Federico Zeri).</p>
<p>Il libro è organizzato in dieci percorsi che permettono di poter effettuare anche una lettura per argomenti, grazie anche ai preziosi indici (dei personaggi, degli argomenti e dei nomi). Per parlare meglio del libro – e della “cultura gay” in generale – abbiamo rivolto alcune domande a Vincenzo Patanè, che ringraziamo per la disponibilità.</p>
<p><strong>Scrivi nella prefazione: “Il titolo del libro rimanda ad un luogo riposante in cui rifugiarsi [&#8230;] Un&#8217;oasi che non è però una ghettizzazione”. Il rischio, però, di trasformare un’oasi in una prigione dorata è sempre dietro l&#8217;angolo, non trovi?</strong><br />
Sì, effettivamente per “oasi” mi riferisco a un posto dove poter ritrovare la proprie forze. Nel caso specifico, come ho scritto, si tratta di “un luogo nel quale chi è omosessuale possa ripensare a quanto di splendido abbiamo costruito nel corso dei secoli e a quanto abbiamo contribuito al progresso del mondo, benché discriminati da società costruite in funzione dell’eterosessualità”.</p>


<p>
<img src="http://static.blogo.it/queerblog/vincenzo_patane.jpg" class="post" border="0" align="left" width="308" height="360" alt="Vincenzo Patan&Atilde;&uml;" />Oasi gay si può paragonare al personaggio mitologico di Anteo, il quale, figlio della Terra, ritemprava le proprie forze ogni qualvolta toccava terra (tanto che Eracle per ucciderlo dovette sollevarlo sulle spalle). Ecco, io vorrei che i gay leggendo questo libro rinvigorissero il proprio orgoglio. Magari ispirandosi a quei dieci personaggi che ho chiamato “titani”, per la forza straordinaria che hanno impresso al loro messaggio.</p>
<p>Certo, il rischio della ghettizzazione c’è, ma non vedo di cosa stupirsi: di fatto noi siamo ghettizzati, molti ci sopportano solo se viviamo le nostre abitudini di nascosto e in posti ben circoscritti e soprattutto non abbiamo gli stessi diritti degli eterosessuali. Anzi, negli ultimi tempi si ha l’impressione che il cerchio si stringa, visto che ogni giorno si leggono notizie tremende, da ragazzi picchiati solo perché camminano mano nella mano, a disposizioni che negano case in affitto fino a trasfusioni di sangue negate a chi è omosessuale. C’è poco, da fare: in una società come questa italiana, siamo cittadini di serie B.</p>
<p><strong>Come hai scelto gli articoli che compongono il libro?</strong><br />
Quasi tutti i saggi che compongono il libro sono articoli apparsi su Babilonia (tranne qualcuno uscito su <em>Circuito Cinema</em>, <em>Blue</em> e <em><a href="http://www.culturagay.it">Culturagay.it</a></em>), lungo l’arco di una quindicina di anni, alcuni dei quali firmati con lo pseudonimo di Luca Sclabas. Ho fatto una cernita (in totale erano circa 300, comprese le voci di rubriche varie), scegliendo alla fine quelli incentrati su personaggi o realtà più importanti e che quindi possono interessare più persone. Una volta scelti gli articoli, ho espunto tutte le informazioni relative al momento o al contesto in cui sono stati pubblicati, come mostre, ricorrenze o anniversari. Però ho preferito non aggiornarli, così da conservare l’immediatezza che avevano al momento della pubblicazione. </p>
<p>Il problema maggiore semmai è stato quello di come presentare gli articoli: in maniera alfabetica o cronologica? Alla fine ho optato per una terza soluzione: ho creato <em>ex nihilo</em>, con un taglio del tutto personale, dieci percorsi articolati: “L’Universo gay” (da un punto di vista statistico), “I Titani” (dedicato a dieci protagonisti fondamentali della mitologia gay e lesbica), “Donna”, “Il Corpo &#038; il Nudo” (su come il corpo, e in particolare il nudo, sia stato differentemente considerato nel corso dei secoli), “Arte, Fotografia &#038; Cinema”, “Letteratura &#038; Mitologia”, “Il Mediterraneo omoerotico”, “Il Mito dell’Oriente”, “L’America” e “Lo Sport”.</p>
<p><strong>Perché hai sentito l’esigenza di raccogliere in un volume questi articoli?</strong><br />
In un’editoria come quella italiana che offre poco o niente sull’argomento, ho ritenuto potesse essere importante un libro che racconta l’omosessualità di tanti personaggi, più o meno famosi. Può quindi essere utile anche per tesi e soprattutto per le nuove generazioni, vogliose di apprendere ciò che è generalmente taciuto nei testi scolastici. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/tom_of_finland_.jpg" class="post" border="0" align="left" width="258" height="360" alt="Una tavola di Tom of Finland" /><strong>È corretto parlare di “cultura gay”? In che termini?</strong><br />
Dipende. Secondo me bisogna affrontare il discorso senza demagogia o preconcetti, ma con concretezza e pragmatismo. </p>
<p>Di per sé la cultura gay abbraccia trasversalmente ogni tipo di cultura, senza per questo caratterizzarla in un senso o in altro. Nello stesso tempo esiste però innegabilmente un tipo di cultura rivolta particolarmente a un pubblico gay, con argomenti squisitamente gay e connotazioni tali da interessare un cerchio limitato di persone, come i fumetti di <a href="http://www.queerblog.it/tag/tom+of+finland">Tom of Finland</a> o i film di Rosa von Praunheim. Questa è cultura gay e chi la nega smentisce l’evidenza. Tra l’altro, bisogna dire la verità: bisogna chiedersi quanto un etero possa essere stimolato nel vedere una cruda foto dalla prorompente sensualità di Mapplethorpe o nel leggere una poesia erotica di <a href="http://www.queerblog.it/tag/Kavafis">Kavafis</a>. </p>
<p>Così, mentre ci sono artisti di cui si può tacere il fatto che siano stati omosessuali e comprendere ugualmente la loro poetica, per altri, come <a href="http://www.queerblog.it/tag/pier+paolo+pasolini">Pasolini</a> o <a href="http://www.queerblog.it/tag/pedro+almodovar">Almodóvar</a>, non è proprio possibile: senza mettere in luce la loro omosessualità si capirebbe molto poco di loro, è un punto obbligato per entrare a fondo nel loro mondo poetico. </p>
<p><strong>Che cosa ha rappresentato Babilonia per il mondo gay italiano?</strong><br />
Moltissimo. Per molti anni, prima che nel 2005 diventasse una rivista patinata stupidamente gay friendly, è stata il termometro per eccellenza della situazione omosessuale italiana. Grazie a contributi di assoluto rilievo – i migliori giornalisti gay italiani dell’epoca – ha proposto un’immagine ben definita della società italiana, sia per l’attualità sia per la cultura. </p>
<p>Poi si sa come sono andate le cose: la rivista ha scelto, non senza furibonde liti interne, posizioni politiche fumose o destrorse, si è svuotata di significato e di conseguenza c’è stata la diaspora sia dei lettori che dei giornalisti (a cominciare da me, che sono passato a Pride, che oggi è senza dubbio la rivista che più di ogni altra porta avanti efficacemente il discorso di <em>Babilonia</em>). </p>
<p><strong>Culturalmente parlando, cosa manca al movimento glbt italiano?</strong><br />
Direi tanto, se non tutto… Qualche spiegazione la si può trovare: culturalmente, si sa, gli italiani sono refrattari ai club, alle associazioni e a tutto ciò che mortifica l’individualismo. Senza dire che inoltre l’Italia risente ancora fortemente dello stridente contrasto fra il Nord e il Sud, due realtà ancora molto differenti. Quindi non bisogna stupirsi se manchi coesione, forza di messaggio e un dibattito civile interno, che scavalchi i rancori personali e proponga lotte comuni, finalmente incisive. </p>
<p>Sono convinto che se ci si mettesse assieme, superando visioni provinciali ed egoiste, qualcosa si potrebbe fare, come succede in altri paesi occidentali, dove la forza del movimento glbt costringe di fatto i governi o, in senso più lato, multinazionali ad assumere posizioni più concilianti. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/pierpaolopasolini_.jpg" class="post" border="0" align="left" width="277" height="280" alt="Pier Paolo Pasollini" /><strong>Piccoli gay crescono: chi dei miti e titani della cultura omosessuale e lesbica italiana dev&#8217;essere imprescindibilmente letto / studiato / amato?</strong><br />
Risposta difficile, ognuno ha i propri miti. Io però partirei da Pasolini; lo so che non tutti lo amano, anzi qualcuno lo detesta, ma ha aperto molte strade, sia pure tra incoerenze e debolezze, e gli dobbiamo essere particolarmente grati. Ritengo innegabile che abbia funto da catalizzatore per la liberazione dell’omosessualità in Italia.</p>
<p>Allargando gli orizzonti, non dimenticherei Michelangelo, il quale ha esaltato il corpo maschile in maniera straordinaria, come mai nessun altro al mondo, e che nei suoi sonetti ha raccontato poeticamente e in maniera struggente il suo amore sfortunato per il giovane Tommaso de’ Cavalieri. </p>
<p><strong>Un tuo percorso di lettura di questo libro è&#8230;</strong><br />
Due mi sembrano i più efficaci. Il primo è tenere il libro sul comodino, a portata di mano, e ogni tanto leggere un capitolo, magari a caso. Il secondo è invece di leggere, magari nell’ordine che si preferisce, i dieci percorsi. </p>
<p><strong>Quale personaggio tra quelli presentati ti ha colpito particolarmente?</strong><br />
Tanti. <em>In primis</em> ovviamente i miei miti, come Kavafis, Montaigne, Marguerite Yourcenar (ci sarebbe anche Lord Byron, ma ho rinunciato all’articolo su di lui visto che il mio prossimo libro, a cui sto lavorando da un anno e mezzo, è una sua biografia). A parte ciò, mi hanno molto colpito tre personaggi sportivi: Greg Louganis, al quale dedicai tre articoli, perché la sua storia mi è sembrata esaltante e drammatica nello stesso tempo, <a href="http://www.queerblog.it/tag/martina+navratilova">Martina Navratilova</a>, di cui apprezzo l’eccezionale personalità e la sincerità, e il povero Justin Fashanu, il calciatore suicida che ha scontato la sua sincerità in un mondo omofobo come quello calcistico. </p>
<p>Le interviste che invece mi hanno dato i brividi sono state quelle a Federico Zeri e a Lucio Amelio, due studiosi d’arte anticonformisti e senza peli sulla lingua, che hanno detto cose eccezionalmente acute, che personalmente mi hanno molto arricchito. </p>
<p><strong>Quale articolo ti ha creato più problemi per la pubblicazione e quale ti piace di più?</strong><br />
Quello che mi ha creato più fatica nel pubblicarlo è sicuramente “La vie en marron”, un articolo lungo e complesso sugli escrementi, esaminati in chiave culturale, sociologica, antropologica, psicoanalitica e sessuale. Fu rifiutato dal direttore di <em>Babilonia</em> Mario Anelli a causa dell’argomento troppo forte e dovetti aspettare due anni, dopo tanti rifiuti da parte di altre riviste, prima di vederlo uscire in edicola su <em>Blue</em> (una rivista erotica che evidentemente non si fa di questi problemi…).</p>
<p>Quello che mi piace di più è forse “Il turismo balneare &#038; il nuoto”, in cui ripercorro a 360 gradi il rapporto fra l’uomo e il mare, ovviamente anche in chiave omoerotica, chiamando in causa la sociologia, la letteratura e la pittura, lo sport e la sessualità. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/boris_becker.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="Boris Becker" /><strong>Chi avresti voluto intervistare e non hai potuto?</strong><br />
Avevo già fissato un’intervista al grande attore Alberto Lionello, il quale interpretò un travestito in <em>Sesso matto</em> di Dino Risi, anche per contestargli una fastidiosa sua dichiarazione apparsa su <em>Panorama</em>, ma purtroppo non feci in tempo, visto che morì pochi giorni dopo, nel luglio 1994. Ci tenevo molto. E poi mi sarebbe piaciuto intervistare il tennista Boris Becker, il sogno sessuale di tanti gay. </p>
<p>Detto ciò, ci sono anche alcune interviste che poi non ho pubblicato, visto che non sono riuscito a ricavarne niente di succoso o di interessante, come una a Giuliano Gemma (del quale invece si sa, ce lo ha ricordato GiovanBattista Brambilla, che in passato ebbe qualche esperienza gay) o al calciatore del Napoli Salvatore Bagni. </p>
<p><strong>Che libro stai leggendo ora? E quale libro consigli ai lettori di Queerblog?</strong><br />
In genere leggo due libri, più o meno contemporaneamente. Stavolta tocca a due non recentissimi. Sto infatti rileggendo un classico meraviglioso, come si fa a non consigliarlo?, che è <em>Il mirto e la rosa</em> di Annie Messina (Sellerio), ci sono molti punti che fanno venire i brividi per la delicatezza e per la sensualità di alcune situazioni. E poi <em>Climi bollenti</em> di Ian Littlewood (Editore Le Lettere), che ricorda come il Grand Tour per tanti fu, in particolare dal Settecento in poi, un’occasione per vivere le prime esperienze erotiche e per i gay di vivere intensamente rapporti proibiti in patria, a contatto con la solarità del Mediterraneo e la disponibilità dei ragazzi italiani. È illuminante. </p>
<p><strong>Consigliaci una meta per le vacanze (per chi ancora non le ha fatte, come me!) che sia fuori dai soliti giri.</strong><br />
Quest’anno sono andato in Malaysia, facendo base a Kuala Lumpur e visitando poi altri centri della nazione asiatica, che è molto bella. La città è straordinariamente viva e, nonostante sia una società islamica e perciò refrattaria di fondo verso l’omosessualità, ci sono molti spazi per i gay e tantissimi ragazzi splendidi, che non aspettano altro che trovare qualcuno con cui passare momenti lieti, dando tutto se stessi. </p>
<p>Vincenzo Patanè<br />
<em><a href="http://www.ibs.it/code/9788889632253/patan-egrave-vincenzo/oasi-gay-miti.html">Oasi gay. MIti &#038; titani della cultura omosessuale e lesbica</a></em><br />
Cicero Editore, Venezia 2010<br />
pp. 356, euro 28</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8588/oasi-gay-miti-titani-della-cultura-omosessuale-e-lesbica-intervista-allautore-vincenzo-patane">Oasi gay. Miti & titani della cultura omosessuale e lesbica. Intervista all'autore Vincenzo Patanè</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 08:01 di lunedì 30 agosto 2010.</p>

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		<title>Ex capo dello staff di Bush fa coming out: &#8220;Sono gay e mi batto contro le discriminazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[ken mehlman gay]]></category>

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		<description><![CDATA[A molti di noi dirà poco il nome di Ken Mehlman, nato a Baltimora il 21 agosto 1966. Negli Stati Uniti sta facendo discutere Repubblicani e Democratici, e la comunità lgbtq, dopo il suo coming out.[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Ken_Mehlman.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="323" alt="Ex capo dello staff di Bush fa coming out: &quot;sono gay e mi batto contro le discriminazioni&quot;" /><br clear="all" /></p>
<p> A molti di noi dirà poco il nome di Ken Mehlman, nato a Baltimora il 21 agosto 1966. Negli Stati Uniti sta facendo discutere Repubblicani e Democratici, e la comunità lgbtq, dopo il <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/77924/usa-lex-capo-dello-staff-bush/">suo coming out</a>. Ken Mehlman non è l&#8217;uomo qualunque. La sua carriera conosce l&#8217;apoteosi del successo con la campagna presidenziale del 2000. Viene scelto come direttore di campo per portare alla vittoria George W. Bush. Ci riesce, e quando il texano prende possesso della Casa Bianca, Ken viene nominato direttore dell&#8217;Ufficio degli Affari Politici. La rielezione di Bush nel 2004 lo porta ad altri prestigiosi incarichi e viene insignito con il premio <em>Campaign Manager of the Year</em>. È l&#8217;uomo delle vittorie elettorali, diventa presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, al posto di Bush. Cerca anche di conquistare gli afro-americani, ma la politica dei repubblicani e Bush stesso, poco fanno per favorirla. Non bastano le scuse che Mehlman dichiara al Civil Rights Act del 1964. La Associazione Nazionale per il Progresso della Gente di Colore (NAACP) lo ascolta distratto.</p>
<p>Per molti Ken Mehlman è un giano bifronte. Ad accusarlo di un passato sostegno omofobo, l&#8217;attivista per i diritti civili, Mike Rogers, che gli ha rinfacciato il sostegno alla più grande campagna omofoba orchestrata proprio in occasione delle presidenziali. Del resto, Bush e la maggioranza dei Repubblicani, non hanno mai visto come buon auspicio le istanze della comunità omosessuale statunitense, avversandone molte rivendicazioni. Lo stesso Mehlman riconosce poi che alla Casa Bianca si studiava come strumentalizzare le varie discriminazioni contro i gay. Tutto ai fini di avere consensi con la parte più arretrata e tradizionalista americana.</p>
<p>Ora, il <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/usa-responsabile-campagna-elettorale-bush-2004-outing-sono-gay-518541/">coming out di Ken Mehlman</a>, ha messo la comunità lgbtq Usa di fronte alla sua dichiarazione di omosessualità. Per molti una &#8220;scoperta&#8221; tardiva; per altri un nuovo esempio di liberazione sessuale che potrebbe portare benefici alle battaglie per i diritti civili anche in quegli Stati dell&#8217;Unione, dove ancora ci si batte per il matrimonio, l&#8217;adozione e ogni altra forma di discriminazione.</p>


<blockquote>“Dopo 43 anni mi sento in armonia con questa parte di me - ha confessato Mehlman a Marc Abinder di Atlantic -come tutti ho intrapreso il mio percorso e ne ho parlato, in questi mesi, con la mia famiglia, gli amici, gli ex colleghi e quelli attuali, e tutti sono stati meravigliosi e mi hanno sostenuto. Questo percorso mi ha reso più felice e ha fatto di me una persona migliore. E qualcosa che avrei dovuto fare anni fa, ma così non è andata”.
</p></blockquote>
<p>Probabilmente, sotto la presidenza Bush, Ken avrebbe potuto avere problemi a rivelare la sua omosessualità; probabilmente sarebbe stato allontanato, magari con discrezione decisa, dai luoghi di comando. Probabilmente avrebbe potuto lesionare quella smanceria tronfia e fasulla  di un potere che governava con i muscoli e salda eterosessualità da quattro soldi. Ma si sa, il coraggio non lo si inventa dal mattino al tramontar del sole.</p>
<p>Oggi racconta che in privato ha più volte sostenuto la necessità a sostenere le battaglie per le unioni civili, e a portare il partito ad avere idee più feconde verso il matrimonio tra persone dello stesso sesso.</p>
<blockquote><p>“Non posso cambiare il fatto che non la pensavo così quando ero in politica - spiega Mehlman -, e mi dispiace sinceramente. È stato molto difficile, personalmente.” E chiede a coloro che dubitano della sua sincerità: “Se non possono offrire un sostegno, almeno comprendano il mio pentimento”.</p></blockquote>
<p>Qualche associazione ha creduto alla sua buona fede, come Chuck Wolfe, presidente e Ceo della Gay &#038; Lesbian Victory Fund, che ha commentato:</p>
<blockquote><p>“Speriamo che il fatto che Ken Mehlman ha raggiunto questo livello di onestà ora incoraggi altri leader politici a respingere le campagne anti-gay che, come ammette il signor Mehlman ora, sono puramente un tentativo di manipolare l’opinione pubblica americana”.</p></blockquote>
<p>Bisognerebbe capire perché nel 2006, al <em>New York Daily News</em>, disse convinto: &#8220;No, signori, non sono gay&#8221;, di fronte a tante voci che si rincorrevano sulla sua presunta omosessualità.</p>
<p>Ora Ken Lehlman si dice pronto a perorare ogni causa contro ogni discriminazione sessuale; che vuol battersi per il matrimonio e per l&#8217;affermazione di ogni diritto lgbtq. Dovrà vedersela con l&#8217;ala oltranzista del suo partito e con quella parte di mondo americano teso a non riconsce alcunché alla comunità lgbtq. Dalla sua ha però le battagliere associazioni lgbtq. E questo suo nuovo coraggio.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8852/ex-capo-dello-staff-di-bush-fa-coming-out-sono-gay-e-mi-batto-contro-le-discriminazioni">Ex capo dello staff di Bush fa coming out: "Sono gay e mi batto contro le discriminazioni"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 16:00 di giovedì 26 agosto 2010.</p>

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		<title>I Valdesi tornano a parlare di omosessualità indossando il triangolo rosa</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/valdesi_triangolo_rosa.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="212" alt="I Valdesi tornano a parlare di omosessualit&Atilde;&nbsp; indossando il triangolo rosa" />Religioni che disprezzano l&#8217;omosessualità e altre che cercano un dialogo, una condivisione dei problemi e la ricerca delle soluzioni. Domenica pomeriggio, al corteo che apriva il  Sinodo delle chiese Valdesi e Metodiste, pastori e laici avevano appuntato al petto il simbolo della persecuzione nazista contro gli omosessuali rinchiusi nei lager: il triangolo rosa. Tra loro la pastora Letizia Tomassone che ha poi tenuto il sermone dell&#8217;inaugurazione e Michel Charbonnier che è stato consacrato ieri con l&#8217;antica confessione di fede del 1655. Un momento solenne e di monito contro coloro che usano l&#8217;omosessualità a fini propagandistici, per trovare ascolto e grazie tra coloro che pensano ai diritti lgbtq come ad una frantumazione di vecchi e nuovi valori culturali e religiosi. </p>
<blockquote><p>“Un&#8217;iniziativa - hanno spiegato - per denunciare l&#8217;indifferenza e l&#8217;arretratezza del nostro Paese rispetto al riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali, nonché gli atti di omofobia”.</p></blockquote>
<p>A Torre Pellice, luogo dell&#8217;incontro sinodale, i centottanta delegati parleranno di fede ma anche di coppie di fatto omosessuali, e di lotta all&#8217;omofobia. Lo fa per prima, nel suo sermone di apertura, la pastora Tomassone che parla di accoglienza verso lo straniero, di lotta alla xenofobia e all&#8217;omofobia. Ma il punto importante riguarda il riconoscimento delle coppie omosessuali. Già nel giugno scorso, a Trapani, sono state &#8220;benedette&#8221; alcune coppie omosessuali e la cosa non è piaciuta a molti della comunità valdese. È toccato ancora alla pastora Tomassone spiegare che quella <a href="http://www.queerblog.it/post/8774/i-valdesi-e-la-benedizione-delle-coppie-omosessuali">benedizione</a> non significava celebrazione di un matrimonio, che era cosa assai diversa dal sacramento celebrato dai cattolici.</p>


<blockquote>“Non si tratta del matrimonio, un fatto che per noi ha valore eminentemente civile e non rappresenta un sacramento - spiega la Tomassone - ma della richiesta che ci giunge da molti fedeli impegnati nelle nostre chiese, delle quali sono parte attiva soprattutto nelle grandi città. Queste persone ci chiedono di riconoscere il loro impegno di amore reciproco invocando la benedizione di Dio, ed è di questo che dobbiamo serenamente discutere. È vero che si tratta di un tema delicato e controverso ma l&#8217;appello è stato firmato da una piccola minoranza e credo che nelle chiese esista ormai un&#8217;ampia condivisione nell&#8217;accoglienza alle coppie omosessuali. Ciò che conta è che dal Sinodo inizi un percorso chiaro e condiviso”.</p></blockquote>
<p>L&#8217;appello a cui fa cenno è quello di Lucio Malan, valdese e senatore del Pdl, che alla vigilia del Sinodo ha fatto pubblicare a pagamento sul settimanale <em>Riforma</em> la contrarietà sua e di altri verso questi nuovi riconoscimenti per le coppie omosessuali. E per farlo Malan e i &#8220;tradizionalisti&#8221; scomodano la Bibbia e il Levitico, là dove si menziona il divieto di avere rapporti tra persone dello stesso sesso. Se la prendono anche con la teologa e pastore Paola Ricca colpevole, a loro dire di aver definito genitori due omosessuali durante un battesimo di due gemelli adottati.</p>
<p>Facile arguire che la questione non si sanerà facilmente e sarà di duro confronto anche oltre il Sinodo. Ma almeno lì si discute rispetto a certe strampalaggini di certa chiesa cattolica.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8839/i-valdesi-tornano-a-parlare-di-omosessualita-indossando-il-triangolo-rosa">I Valdesi tornano a parlare di omosessualità indossando il triangolo rosa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 10:00 di martedì 24 agosto 2010.</p>

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		<title>Preferire la deformità dell&#8217;amore alla perfezione dell&#8217;odio. Lettera aperta al vescovo di Pesaro</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 12:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Robo</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Piero_Coccia_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="248" height="360" alt="monsignor Piero Coccia, vescovo di Pesaro" />Il giorno di Ferragosto, Piero Coccia, vescovo di Pesaro, durante l&#8217;omelia della messa in duomo <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2010/08/18/371877-difendo_chiesa.shtml">ha ribadito</a> la sua idea di famiglia. In molti vi hanno letto riferimenti alla <a href="http://www.queerblog.it/post/8615/pesaro-bocciato-il-registro-per-le-coppie-civili-pd-vota-contro-insieme-al-pdl-e-lega">bocciatura</a> del registro delle coppie di fatto. Tra l&#8217;altro il presule ha detto:</p>
<blockquote><p>L’autentica visione cristiana della vita prevede, sul piano antropologico, quella che è definita dalla teologia contemporanea l’unità duale della persona, cioè una visione della stessa come insieme di anima e di corpo, di distinta identità sessuale tra l’uomo e la donna e di diversa forma sociale di individuo e di comunità [&#8230;] Possiamo vivere un amore fedele sia nell’ambito familiare sia in quello sociale, vincendo in noi e fra noi tutte quelle deformazioni dell’amore presenti nella nostra società.</p></blockquote>
<p>Luigi Perilli, vice-presidente Arcigay Agorà - Pesaro, ha preso carta e penna e ha inviato una sentita missiva al vescovo:</p>


<blockquote>Egregio Sig. Vescovo,</p>
<p>apprendo da fonti di stampa che nella Sua omelia di Ferragosto, festa mariana tra le più importanti per i cattolici, Ella avrebbe affermato che noi omosessuali siamo una &#8220;deformazione dell&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>Voglio ringraziarLa sentitamente dell&#8217;attenzione particolare che ci ha riservato e che pensiamo di non meritare, ritenendo umilmente che ben altri siano i significati della Festa del 15 Agosto.</p>
<p>Ma voglio ringraziarLa soprattutto come credente in quanto le Sue parole ci danno una certezza: quella di far parte di quegli &#8220;ultimi&#8221; e di quegli &#8220;esclusi&#8221; che da sempre sono i favoriti di Gesù. Questa certezza, Le assicuro, ci dà tanta forza per continuare le nostre battaglie in difesa della nostra Dignità di Esseri Umani a parte intera.</p>
<p>Il mio ringraziamento è ancor più grande perché se quelle sono davvero Sue parole, esse avranno avuto il merito di togliere a tutti ogni residuo dubbio quanto alla paternità morale degli atti di discriminazione sociale dei quali siamo vittime ogni giorno di più in Italia.</p>
<p>Il Vangelo e la Storia ci hanno insegnato che i Sommi Sacerdoti di ogni epoca, con la complicità dei Ponzio Pilato di ogni epoca, sono sempre riusciti a far liberare il Barabba di turno e a crocifiggere il Giusto di turno. Tra gli applausi del popolo istigato a dovere.</p>
<p>Faccio pubblica professione di continuare a preferire la vicinanza con gli &#8220;ultimi&#8221; piuttosto che con &#8220;quelli delle prime file&#8221;. E di continuare a preferire la deformità dell&#8217;amore alla perfezione dell&#8217;odio tutto d&#8217;un pezzo.</p></blockquote>
<p>Lo stesso Perilli commenta questa lettera su <a href="http://www.gionata.org/preferisco-la-deformit-dellamore-alla-perfezione-dellodio.-lettera-aperta-al-vescovo-di-pesaro.html">Progetto Gionata</a>:</p>
<blockquote><p>Ho deciso di prendere le distanze dalla Chiesa cattolica: probabilmente non ho sufficiente fede per credere in un cambiamento di quella struttura. [&#8230;] Al massimo si potrà sperare in qualche iniziativa isolata o al più &#8220;tollerata&#8221;, ma prima o poi la Chiesa-istituzione &#8220;rompe&#8221; con tali esperienze perché al momento non è intenzionata a confrontarsi con noi (se non alle proprie condizioni, per noi mortificanti). Molt* di voi sono convint* che tutto questo cambierà, io non ho più questa fiducia. Spero per tutt* di essere in errore, naturalmente. Nessuna incompatibilità, invece, col messaggio cristiano dei Vangeli che è di amore universale incondizionato. Milito in Arcigay perché come credente ho capito che esiste una forma di peccato molto subdola che pervade molt* di noi: quello di OMISSIONE. Non si pecca solo FACENDO del male, ma anche stando zitti di fronte a chi lo perpetra. È ladro tanto chi ruba, tanto chi tiene il sacco; ed è complice tanto chi tiene il sacco quanto chi si gira dall&#8217;altra parte per non vedere.</p></blockquote>
<p>Lo so che molti lettori di questo blog ritengono perfettamente inutile parlare di “gay” e “chiesa” perché lo ritengono una contraddizione. Credo, però, che si debba portare rispetto per chi vuole vivere la propria vita sia come gay che come credente e le parole di Luca Perilli (tanto quelle della lettera al vescovo quanto le sue affermazioni sulle “omissioni”) possono essere di aiuto per molti.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.arcidiocesipesaro.it">Arcidiocesi Pesaro</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8825/preferire-la-deformita-dellamore-alla-perfezione-dellodio-lettera-aperta-al-vescovo-di-pesaro">Preferire la deformità dell'amore alla perfezione dell'odio. Lettera aperta al vescovo di Pesaro</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 14:01 di lunedì 23 agosto 2010.</p>

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		<title>Deliri estivi. Bossi attacca Fini: &#8220;Vuole la famiglia omosessuale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 09:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/bossi_dito_medio.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="284" alt="Deliri estivi. Bossi attacca Fini: &quot;Vuole la famiglia omosessuale&quot;" /><br clear="all" /></p>
<p>Oramai è guerra aperta tra Lega-Pdl e il presidente della Camera, <a href="http://www.queerblog.it/tag/gianfranco+fini">Gianfranco Fini</a>, reo di aver messo in discussione il regno di Silvio B.; di aver parlato di legalità e a quanto pare di aver ricevuto una delegazione dei movimenti lgbtq il 14 maggio scorso. Un&#8217;estate di fuoco tra i sostenitori del re e i finiani; passa persino quasi sotto silenzio la vicenda di <a href="http://www.polisblog.it/tag/denis+verdini">Denis Verdini</a>, coordinatore del Pdl, banchiere e politico, che scivola sull&#8217;affare eolico in Sardegna con Carboni e altri. I mass media preferiscono seguire una scia tracciata dall&#8217;astuto direttore del <em>Giornale</em>, Vittorio Feltri, obiettivo: Gianfranco Fini e una poco chiara vicenda di un appartamento monegasco affittato a poche lire al cognato. La politica italiana oramai è soggiogata da scandali, affari, ricatti, contumelie; gli italiani e i loro problemi sembrano essere un paese a parte.</p>
<p>L&#8217;alleato di ferro, in questa ultima battaglia da resa dei conti tra il Pdl e i finiani, è <a href="http://www.queerblog.it/tag/umberto+bossi">Umberto Bossi</a> leader incontrastato della Lega Nord, lo stesso che in tempi remoti, nel 1994, chiamò l&#8217;attuale premier il <em>Berluskaiser</em> e disse:</p>
<blockquote><p>“Berlusconi è un grosso imprenditore che ha mille interessi e se fosse presidente del Consiglio si troverebbe a discutere dei suoi interessi una legge sì ed una no”.</p></blockquote>


<p>
Dimenticate le tante frasi forcaiole contro l&#8217;attuale alleato, Bossi, proprio ieri, al comizio tenuto ad Alzano Lombardo, dove è in corso la <em>Berghem Fest</em> della Lega, si è scatenato contro il presidente della Camera.</p>
<blockquote><p>“Adesso - dice il leader del Carroccio - anche Fini vuole la famiglia omosessuale, e quindi vuole dare i figli agli omosessuali. Ogni tanto la gente dà fuori di matto”.</p></blockquote>
<p>Evidentemente quella del senatur è solo una frecciata verso colui che ritiene l&#8217;attuale nemico politico, da distruggere e delegittimare in attesa delle probabili elezioni politiche. Il celodurismo bossiano oramai è allenato al discredito, usando l&#8217;omofobia come clava; ridicolizzando gli omosessuali e le famiglie arcobaleno; le lesbiche e le transessuali. Non importa se Fini voglia davvero sostenere la famiglia omosessuale o se sia favorevole all&#8217;adozione per gli omosessuali. Al celodurista, come ai suoi tanti accoliti, serve infangare, e cosa è meglio (o peggio) se non farlo usando disprezzo e volgarità verso gli omosessuali, contro le famiglie omoparentali  che fosse per lui farebbe come Sarkozy con i rom. </p>
<p>Del resto, l&#8217;omofobia leghista oramai è diventato un esercizio di routine. A dicembre dello scorso anno, i parlamentari bossiani tentano di non far parlare <a href="http://www.queerblog.it/tag/paola+concia">Anna Paola Concia</a> che alla Camera cerca di leggere la relazione alla legge contro l&#8217;omofobia; le truculenti metafore di Bossi diventano patrimonio di altri parlamentari e amministratori locali leghisti. Difficile da dimenticare quel <a href="http://www.queerblog.it/tag/giancarlo+gentilini">Gentilini</a> ex vicesindaco trevisano che dichiara:</p>
<blockquote><p>“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni, i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili”</p></blockquote>
<p>Ora, l&#8217;ultimo attacco del leader &#8220;celtico&#8221; è sulla famiglia omosessuale, prendendo a prestito Gianfranco Fini. Un partito di governo dovrebbe tutelare ogni suo cittadino e non renderlo zimbello dell&#8217;odio. Evidentemente ai leghisti poco interessa, tanto che quando a Roma, all&#8217;uscita dal Gay Village, due gay vengono accoltellati, un conduttore di Radio Padania, commenta in diretta:</p>
<blockquote><p>“Riguardo a quei culattoni…. io sono contro l’accoltellamento, che è troppo, però due persone dello stesso sesso che si baciano sono una schifezza, quindi due calci nel culo… due calci nelle palle glieli avrei dati anch’io”.</p></blockquote>
<p>Mi sorge una domanda, diretta al senatur celodurista: è sicuro che sia Fini ad essere andato fuori di matto?  </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8832/deliri-estivi-bossi-attacca-fini-vuole-la-famiglia-omosessuale">Deliri estivi. Bossi attacca Fini: "Vuole la famiglia omosessuale"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 11:00 di lunedì 23 agosto 2010.</p>

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		<title>Vacanze gay e baci. L&#8217;insostenibile leggerezza degli affetti proibiti</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/seaside_gay.jpg" class="post" border="0" width="586" height="396" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La prossima stagione estiva bisognerà pensarci sul serio e seguire l&#8217;esempio, certo diverso ma parecchio utile, di <a href="http://www.queerblog.it/tag/guido+westerwelle">Guido Westerwelle</a>, ministro degli Esteri e vice-cancelliere tedesco: non andare più nei posti dove <a href="http://www.queerblog.it/post/8732/germania-guido-westerwelle-non-si-rechera-nei-paesi-omofobi-con-il-proprio-partner">l&#8217;omofobia la fa da padrone scellerato</a>. L&#8217;Italia, ahinoi, potrebbe essere tra questi, dopo i tanti casi di intolleranza e diverbi capitati a coppie gay che si comportavano alla stregua delle coppie eterosessuali: qualche bacio o abbraccio affettuoso. Luoghi dove gli omosessuali spendono generosamente e sono ben accolti, a patto che non diano scandalo, non creino occasioni tali da essere ripresi da un bagnino, da un vigile o da un solerte carabiniere. La scusa è sempre tra le più bislacche e feroci: la presenza di famiglie e di fanciulli, come se una coppia omosessuale non può essere famiglia, come succede nei paesi non trogloditi, e ai bambini venisse negata la conoscenza di un&#8217;altra tra le tante sessualità.</p>
<p>L&#8217;omofobia italiana, intrisa di pregiudizi, disprezzo e ipocrisia si è spostata dal randello al più &#8220;democratico&#8221; rimprovero, alle azioni di contrasto verso affetti non riconosciuti, condannati proprio perché omosessuali. Il coraggio di tante coppie gay che trovavano naturale, perché lo è, scambiarsi un bacio o una carezza in un luogo di sano relax e riposo come può essere una spiaggia o un bar, si è scontrato con il peggiore bacchettume e la mediocre intelligenza di chi ancora pensa che certe affettuosità sono a marchio esclusivo eterosessuale.</p>
<p>Da nord a sud, l&#8217;Italia estiva, ha svelato la peggiore delle sue inclinazioni; una intolleranza meschina e pericolosa, l&#8217;orribile sensazione che gli affetti omosessuali non devono essere riconosciuti, men che meno esibiti e praticati alla luce del sole. In quei casi, il bacchettone di turno si sente autorizzato, da una legge non scritta, a intervenire, fare la voce grossa, minacciare la coppia gay, renderla invisa ai presenti. La litania è sempre la medesima: famiglie e bambini che a scaraventar loro le migliaia di famiglie e bambini che vivono in famiglie arcobaleno, ci sarebbe da ridere.</p>


<p>
L&#8217;ultimo atto di questa incivile intolleranza italica è accaduta nella gayfriendly Versilia, ai danni di due gay, denunciata da <a href="http://www.arcigay.it">Arcigay</a>. Sono le 5.30 del mattino, Mirco e Fabio fanno colazione a un bar, dopo aver lavorato al Priscilla caffé di Torre del Lago, notissimo locale gay. Mentre consumano l&#8217;agognato cappuccino, si scambiano qualche abbraccio amichevole, parlano e ridono. Da un tavolo vicino un carabiniere interviene, dicendo loro di andarsene perché quel luogo era frequentato da famiglie e bambini. Ora, se uno vede, alle 5.30 del mattino un bambino in un bar, minimo comincia a preoccuparsi. </p>
<p>Mirco si rivolge all&#8217;uomo in divisa chiedendogli se avrebbe reagito in quella maniera se al loro posto ci fossero stati un ragazzo e una ragazza. Ma si sa, il sordo non sente e forse la divisa lo fa più saccente e borioso. Torna a dire ai due ragazzi di andare via. Fa la voce grossa.</p>
<blockquote><p>“Abbiamo subito una discriminazione incredibile - denuncia Mirco - e pensare che io e Fabio non siamo neppure fidanzati. Siamo due amici, ci vogliamo bene e ci siamo scambiati un semplice abbraccio”.</p></blockquote>
<p>L&#8217;Italia dell&#8217;odio e del disprezzo omofobo è sveglia più che mai; intollerante più che mai, non più verso le sole coppie gay che osano baciarsi in pubblico ma verso l&#8217;omosessualità in tutte le sue manifestazioni. </p>
<p>Ora, Arcigay, ha chiesto spiegazioni all&#8217;Arma, per un comportamento che poteva e doveva essere evitato da una persona in divisa che ha il compito di tutelare e non di disprezzare. </p>
<p>Fateci sapere se siete stati oggetto di discriminazione in queste vacanze poco nobili; se siete stati protagonisti o testimoni di qualsiasi atto di pura omofobia. </p>
<p>C&#8217;è sempre più, in questo nostro paese, la voglia di giudizi moralistici di fronte all&#8217;affettività e alla presunzione di omosessualità. Un danno non solo civile ma anche pericoloso per la stessa democrazia.  Per questo va contrastato e fermato.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8816/vacanze-gay-e-baci-linsostenibile-leggerezza-degli-affetti-proibiti">Vacanze gay e baci. L'insostenibile leggerezza degli affetti proibiti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 13:00 di sabato 21 agosto 2010.</p>

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		<title>Ricordando Francesco Cossiga, favorevole alle adozioni e a certi diritti per gli omosessuali</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando Giulio Maria Corbelli, nel lontano 2005, mi chiese di contattare il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, per una intervista per Gay.it credevo fosse cosa ardua e dura.[...]]]></description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Francesco_Cossiga_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="240" alt="Francesco Cossiga" /><br clear="all" /></p>
<p>Quando Giulio Maria Corbelli, nel lontano 2005, mi chiese di contattare il Presidente emerito della Repubblica, <a href="http://www.polisblog.it/post/8368/francesco-cossiga-26-luglio-1928-17-agosto-2010">Francesco Cossiga</a>, per una intervista per <a href="http://www.gay.it">Gay.it</a> credevo fosse cosa ardua e dura. Contattai la sua segreteria e, dopo qualche ora venni richiamato: &#8220;Il Presidente è lieto di parlare con lei&#8221;, mi disse una sua stretta familiare. Confesso una certa emozione quando sentii salutarmi al telefono da un uomo che aveva segnato la storia della nostra Repubblica; che era stato ministro negli &#8220;anni di piombo&#8221;, attaccato per la sua politica ferma, contraria a qualsiasi formula di accettazione e di mediazione con chi si armava per distruggere la democrazia. Cossiga fu l&#8217;uomo dei misteri, ma anche della coerenza. Un uomo dello Stato. L&#8217;assassinio di Aldo Moro, credo, gli pesò molto ma non arretrò sul non trattare con i brigatisti. Con lui se ne va una parte della nostra storia, criticabile e criticata, ma questo ce lo racconteranno gli storici. Fu anche il primo Presidente della Repubblica a ricevere una delegazione dell&#8217;Arcigay.</p>
<p>Con il Presidente si affrontò subito la questione con cui aveva fatto discutere i giornali in quei tempi: matrimonio e adozioni per le coppie omosessuali. Quando gli chiesi come si definisse, rispose: &#8220;Cattolico penitente e liberale impenitente&#8221;. Per questo, spiegò, il matrimonio era per lui un sacramento destinato alla procreazione, fermo sui valori giudaico-cristiani, alla base della sua cultura.</p>
<blockquote><p>“La mia cultura - disse il Presidente Cossiga -, le convinzioni personali, la mia idea di famiglia nata dal matrimonio e quindi il mio sentire di cristiano religioso occidentale ma anche orientale, mi impediscono di guardare oltre questi intensi valori. D&#8217;altro canto non posso certamente non prendere atto che dalla convivenza di fatto tra soggetti non eterosessuali o eterosessuali, possono derivare delle obbligazioni morali che, per l&#8217;ampiezza del fenomeno, debbono a mio avviso trovare una sanzione di carattere giuridico. Le faccio un esempio: una coppia di non eterosessuali…”</p></blockquote>


<p>
<img src="http://static.blogo.it/queerblog/Francesco_Cossiga_02.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="Francesco Cossiga" />Lo interruppi, chiedendogli perché non usasse il termine &#8220;omosessuale&#8221; o il più anglosassone &#8220;gay&#8221;. Se ne uscì con una delle risposte più belle e sincere che mi lasciò felicemente stupito.</p>
<blockquote><p>Perché purtroppo - rispose il Presidente - è stato caricato di significati dispregiativi; mi sembra da parte mia più rispettoso usare il termine &#8220;non eterosessuali&#8221;. Sul rispetto morale vi è ancora molta strada da compiere; ogni denigrazione o finta spiritosaggine nei confronti dei gay o delle lesbiche è qualcosa che molto mi ricorda la discriminazione nei confronti degli ebrei e su questa strada si va verso altri disastri.</p></blockquote>
<p>Oggi a sentire queste frasi pare essere in un&#8217;altra storia, lontana dai giorni nostri dove la denigrazione o la finta spiritosaggine verso gay e lesbiche si è tradotta in violenza. Persino tra gli uomini con alte responsabilità politiche.</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Francesco_Cossiga_03.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="214" alt="Francesco Cossiga" />Così, per spiegare il suo pensiero del perché chiedeva ai legislatori una legge di tutela sulle coppie di fatto non eterosessuali, disse:</p>
<blockquote><p>“Una coppia di non eterosessuali convive assieme per 20 anni. Gli ultimi 10 della loro convivenza sono contraddistinti da una lunga, dolorosa fine per una malattia. L&#8217;altro dedica la sua vita all&#8217;assistenza del ragazzo. Ora, le sembra che abbia più diritto ad una eredità, anche senza testamento, costui o un nipote che si è trasferito in Australia? Magari avevano una casa e il partner viene cacciato via. Direi che per risolvere questo problema, basterebbe la parabola del buon samaritano. Per questo ho sempre consigliato agli amici sempre e comunque di sposarsi.  Innanzitutto [gay e lesbiche, ndr] non devono essere apolidi di una società civile, nel ricordarci anche gli esempi evangelici. Certo, non sarà una cosa facile. Naturalmente, questo lei lo comprende, io non sono per il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Questo per una concezione filosofico-antropologica, prima che religiosa, anche se i problemi sono gli stessi. Le dico una cosa però: mi sembra molto più contrario all&#8217;ordine ritenere che uno abbia diritto ad avere un figlio con inseminazione eterologa e che questo bambino non sappia chi è il padre, che non riconoscere i diritti giuridici che possono discendere da una convivenza tra due non eterosessuali.”</p></blockquote>
<p>In quella felice e indimenticabile occasione, chiesi al Presidente emerito sulla bocciatura di Buttiglione a Bruxelles e su Romano Prodi, allora vessillo vivente del nascente Ulivo. Sibillino e divertente sull&#8217;ex presidente del Consiglio, l&#8217;unico ad aver scalzato l&#8217;attuale premier.</p>
<blockquote><p>La differenza tra me e lui sa qual è? Siamo stati entrambi educati in parrocchia, con la differenza che io sono stato educato in oratorio a tirare calci ad un pallone e lui è stato educato in sacrestia. Insomma, un po&#8217; di muffa. Sa cosa avrei fatto io al posto di Buttiglione? Avrei detto: non rispondo perché questa è materia di competenza che non riguarda voi. Poi, con molto garbo mi sarei rivolta alla signora [la liberale olandese Sophie In&#8217;t Veld, n.d.r.] e le avrei chiesto: &#8220;Scusi, lei è lesbica?&#8221;. Se questa si fosse risentita urlando, le avrei replicato che era una persona intollerante e irrispettosa verso i suoi colleghi. Ma per fare questo bisogna essere un po&#8217; sfacciati come lo sono io.</p></blockquote>
<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Francesco_Cossiga_04.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="Francesco Cossiga" /><br clear="all" /></p>
<p>Infine chiesi al Presidente Cossiga: <em>l&#8217;omofobia è di destra o di sinistra?</em></p>
<blockquote><p>“Si ripartisce equamente, solo che è politically correct a sinistra anche uno che disprezza gli omosessuali”</p></blockquote>
<p>L&#8217;anno successivo all&#8217;intervista, gli scrissi una lettera aperta su una diaspora che si era aperta tra noi e la Chiesa di Roma, dopo un suo articolo pubblicato da <em>Libero</em>, in cui continuava a difendere le nostre libertà, mantenendo la sua posizione sui precetti cattolici.</p>
<blockquote><p>&#8220;Il problema tra noi e la Chiesa - scrissi - è, come dire, un vuoto non solamente lessicale ma anche di dialogo e nemesi culturale. Insomma, loro dicono: digiuno; noi diciamo pane. Loro ci accettano casti e noi, che religiosi (intesi come voti sacerdotali) non siamo, chiediamo che si sviluppi nel clero il dialogo sull&#8217;uso dei preservativi per non morire condannati da una malvagia malattia. Non comprendiamo neppure le ostilità che puntualmente si aprono a giugno con le varie ricorrenze dei Gay Pride. Noi, caro Presidente, non siamo anticattolici e non credo che ci sia stato esibizionismo anticattolico alla Parata di Torino. Magari anticlericale, che è altro. Io, però, sono convinto da sempre che noi mai dobbiamo prendercela con il Vaticano e il suo clero (salvo, ovviamente quando – e succede – S.E. Ruini o chi per lui, lancia anatemi tremendi contro il popolo glbt per lasciarli apolidi dei diritti). Dico, invece, che le nostre rivendicazioni, le nostre battaglie devono rivolgersi verso i legislatori italiani perché comprendano che stiamo ai margini europei non solamente sul Pacs, facendo loro presente che il governo della passata legislatura ha stravolto le direttive europee sulla salvaguardia delle nostre dignità e che, quindi, occorre una correzione. Siete Voi della politica con cui noi omosessuali dobbiamo scontrarci, dialogare, confrontarci, sentirci cittadini. Ed è vostro compito ascoltarci, restituirci libertà che in quasi tutta Europa sono leggi dello Stato. Ricordo che nella nostra intervista, Lei ebbe parole di grande speranza anche per le famiglie di fatto che vivono con figli e li crescono, mi creda, caro Presidente, con amore e abnegazione totale. La politica non può eternamente pensare che i diritti di coppia non possono essere tutelati per non rischiare simil-matrimoni. È anche falso che la Costituzione ci vieti legami, anche a detta di esimi giuristi, e nella ragione che oggi vivono famiglie che i nostri padri costituenti non potevano averne conoscenza. Sappiamo che la Chiesa ufficiale è contraria al Pacs, ma le Istituzioni non possono obbligarsi questo divieto facendo sentire a suoi cittadini un “non possumus” che arriva d&#8217;Oltretevere. Siamo pur sempre una Nazione laica e indipendente. Cionondimeno, apriamo, ove possibile, un dialogo con la Chiesa e i suoi rappresentanti, ma senza veti e con la cristianità che accompagna molti. Desideriamo che proprio gli eterosessuali comprendano a fondo i nostri problemi e il nostro desiderio di essere cittadini come loro e quindi ben vengano signore e signori che sposano le nostre cause. In fondo, anche Lei, esimio Presidente, avendo amiche e amici omosessuali, potrà comprenderci e aiutarci. La ringrazio di cuore e spero questa mia non l&#8217;abbia portata alla noia&#8221;.</p></blockquote>
<p>Oggi, saluto con deferenza, un uomo di Stato, ringraziandolo per i servigi che ha dato alla nostra nazione, e per il suo impegno verso la nostra comunità. Grazie Presidente Francesco Cossiga.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8789/ricordando-francesco-cossiga-favorevole-alle-adozioni-e-a-certi-diritti-per-gli-omosessuali">Ricordando Francesco Cossiga, favorevole alle adozioni e a certi diritti per gli omosessuali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 13:01 di mercoledì 18 agosto 2010.</p>

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		<title>Margherita Hack personaggio gay dell&#8217;anno 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 12:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desperate Gay Guy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Margherita Hack è stata premiata come &#8220;Personaggio gay dell&#8217;anno&#8221; dal portale Gay.it durante una serata al Mamamia di Torre del Lago.
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<p>Margherita Hack è stata premiata come &#8220;Personaggio gay dell&#8217;anno&#8221; dal portale <a href="http://www.gay.it/channel/attualita/30353/Margherita-Hack-personaggio-gay-del-2010.html">Gay.it</a> durante una serata al <em>Mamamia</em> di Torre del Lago.</p>
<p>La motivazione di tale premio? È presto spiegata:</p>
<blockquote><p>Alla Margherita Hack straordinaria astrofisica, che ha contribuito così tanto allo sviluppo di questa scienza tanto da far sì che le dedicassero un asteroide, l&#8217;8588. Alla Margherita graniticamente e orgogliosamente atea, che non crede in nessun orologiaio che ci ha messo sulla terra e lo dice con un orgoglio che solo i gay e le lesbiche sanno declinare così bene. Alla Margherita monumento di laicità, strenua difensore della totale autonomia dello Stato dalle indebite ingerenze della religione  e in specie della Chiesa Cattolica. Alla Margherita piena di voglia di vivere, dagli splendidi occhi celesti, che afferma di voler campare ancora per diecimila anni, fosse solo per vedere cosa accadrà in futuro all&#8217;universo. A Marga, amante dei gatti, simpatica toscanaccia nell&#8217;accento e nei modi, stella la cui luce propria splende fortissimo e splenderà ancora a lungo. Con l&#8217;affetto più grande che la comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale le possa dare: non possiamo dedicarle un asteroide, ma molto più modestamente possiamo consegnarle il premio “Personaggio Gay dell&#8217;anno 2010&#8243;</p></blockquote>


<p>
Ed ecco alcuni dei suoi commenti diretti e sinceri, a partire dallo scandalo dei preti gay riportato da Panorama&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8220;I preti sono costretti a una vita innaturale, quindi è naturale che succedano cose del genere. Non mi scandalizza affatto. I rapporti sessuali tra persone consenzienti è una cosa più che naturale&#8221;</p></blockquote>
<p>&#8230; fino ad arrivare una critica all&#8217;Italia, da sempre tra i fanalini di coda per i diritti Lgbt:</p>
<blockquote><p>&#8220;Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos&#8217;è il rispetto della libertà. Il Vaticano  è certamente un deterrente che influenza la classe politica, ma la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos&#8217;è il rispetto della libertà altrui. È un grande segno di ignoranza andare contro i diversi e non capire che siamo tutti uguali: il Parlamento dovrebbe avere la capacità di far rispettare la Costituzione che di per sé garantisce già piena uguaglianza&#8221;</p></blockquote>
<p>Ed ecco a voi un video di Margherita Hack a favore dei diritti del popolo Lgbt, come suggeritoci nei commenti dal <strong>nostro lettore zaq84</strong>:</p>
<p><object width="586" height="385">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AeWD5Kn73m4?fs=1&amp;hl=it_IT"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AeWD5Kn73m4?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="586" height="385"></embed></object></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8753/margherita-hack-personaggio-gay-dellanno-2010">Margherita Hack personaggio gay dell'anno 2010</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 14:00 di venerdì 13 agosto 2010.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/rKpgH__BJZwM-79eREwESBn6MeM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/rKpgH__BJZwM-79eREwESBn6MeM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/rKpgH__BJZwM-79eREwESBn6MeM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/rKpgH__BJZwM-79eREwESBn6MeM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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		<title>Bacio gay di due ragazzi dovrà essere più lungo di 32 ore 7 minuti e 14 secondi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desperate Gay Guy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2009, i tedeschi Nikola Matovic and Kristina Reinhart si sono baciati per 32 ore, 7 minuti e 14 secondi. Praticamente quasi un giorno e mezzo di bacio e calcolando i tempi di alcuni, per certe cose,[...]]]></description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/baciogay_07.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="bacio gay" /><br clear="all" /></p>
<p>Nel 2009, i tedeschi Nikola Matovic and Kristina Reinhart si sono baciati per 32 ore, 7 minuti e 14 secondi. Praticamente quasi un giorno e mezzo di bacio e calcolando i tempi di alcuni, per certe cose, nell&#8217;ambiente gay, è sicuramente un record mondiale. </p>
<p>E quest&#8217;anno, gli attivisti gay Matty and Bobby hanno intenzione di battere il Guinnes World Record. E si devono baciare per almeno 32 ore e 8 minuti. Pensate che siano fidanzati fra loro? No, sono solo amici (anche se uno dei due ha il ragazzo&#8230;):</p>
<blockquote><p>&#8220;Sì, ho una relazione ma il mio ragazzo supporta la causa completamente. Ci conosciamo reciprocamente, siamo grandi amici tutti e 3&#8243;</p></blockquote>
<p>A me salterebbero i nervi per 2 secondi, e questo deve assistere per un giorno e mezzo. E tifare pure. </p>
<p>Via | <a href="http://blog.equalitopia.com/post/932902684/gay-men-world-record-for-longest-continuous-kiss">Equalitopia</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8741/il-bacio-gay-di-due-ragazzi-deve-essere-piu-lungo-di-32-ore-7-minuti-e-14-secondi">Bacio gay di due ragazzi dovrà essere più lungo di 32 ore 7 minuti e 14 secondi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 14:00 di giovedì 12 agosto 2010.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/UOeGnz2YmtcFmRUkQjmQRXTxhNs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/UOeGnz2YmtcFmRUkQjmQRXTxhNs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/UOeGnz2YmtcFmRUkQjmQRXTxhNs/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/UOeGnz2YmtcFmRUkQjmQRXTxhNs/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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		<title>L&#8217;omofobia estiva contro i baci gay</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 11:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/2640242643_2714cbb82a.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>L&#8217;ho fatto anch&#8217;io. Con discreta provocazione, grazie alla complicità del mio innamoramento. La spiaggia è bellissima, selvaggia, tralascio per ovvi motivi il luogo. Ci sono famigliole intente a giocare con i propri bambini; altre che prendono il sole, leggono, chiacchierano tra loro. A un chilometro e mezzo, una spiaggia gay. Ci fermiamo in mezzo ad alcune famiglie e stendiamo gli asciugamani. Dopo un attimo di esitazione, ci prendiamo per mano e andiamo verso il mare. Non succede nulla, qualcuno guarda ma è un guardare distratto, inoffensivo. Dopo una nuotatina ci avviamo verso il nostro ombrellone: abbraccio il mio compagno e ci baciamo. Ahia, vedo che qualcuno comincia a innervosirsi, ma nessuno osa intervenire.</p>
<p>Ci spostiamo di molti metri: stessa scena. Ci guardano più gli adulti, mentre i bambini sono così presi dai loro giochi che per loro non esistiamo. Provo a far vedere a qualcuno <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/11/news/commento_merlo-6213405/index.html">l&#8217;editoriale di Francesco Merlo</a> su <em>Repubblica</em>. All&#8217;italiano non far sapere quanto è bacchettone, e così il tizio balbetta che sì, insomma, lui non ha nulla in contrario, ma se si può&#8230; con tanti bambini&#8230; Ma, replico, non crede che sia lei adulto a non approvare? I bambini poco si sono accorti di noi. E poi, cosa può essere tanto pericoloso da vietare ai minori la vista di due ragazzi che si amano? <em>L&#8217;emulazione</em>.</p>
<p>Dice proprio così il ragazzotto che ha a due passi una coppia etero che si scambia effusioni senza colpo ferire. <em>Emulazione</em>, come si trattasse di tirare sassi dai cavalcavia o l&#8217;ultima cretineria di buttarsi dai balconi. Provo a interrogare una donna che fa spallucce e dice che ognuno è libero di fare quel che vuole. Troppo anarchica. Ne trovo un&#8217;altra che aspetta un chiacchiericcio da spiaggia e ne viene fuori l&#8217;omofobia bacchettona e la litania dei ragazzi cui deve essere negata la visione di certe pornografie. Sono pornografi due ragazzi che si baciano in pubblico? No, risponde, ma potrebbero pensare di provocare e strusciarsi proprio accanto a lei e ai bambini. Scusi, lei ha bambini? No!</p>


<p>
Vado dal bagnino: un marcantonio biondo da svenire. Gli chiedo come si comporterebbe nel caso notasse due ragazzi gay che si baciano. “Io sono qui a intervenire in caso di pericolo a mare”, risponde.</p>
<p>Gli faccio leggere qualche riga di Merlo. Si sente offeso per la categoria e inizia a dire che i cretini esistono dappertutto, ma è spesso la gente a chiedere interventi su questi casi. Gli chiedo se pensa che siamo un popolo di bacchettoni.</p>
<blockquote><p>“No, siamo solamente ipocriti, fasulli. Dimenticano in tanti, padri di famiglia, tutta questa ipocrisia all&#8217;arrivar della notte, pronti ad andare a transessuali e gay. I miei colleghi hanno fatto male a mettersi in luce in questa maniera e non per aver salvato qualcuno. L&#8217;Italia berlusconiana è fatta di sogni, di precetti da far osservare agli altri per salvare i nostri peccati. Ci disgustiamo per gli scandali altrui perché non siamo capaci di farli noi. Se due gay  si baciano, affari loro, ma se vanno oltre certo qualcosa faccio. Ma vale anche per due eterosessuali. E poi, basta con questa storia dei bambini.<br />
Ci sono due uomini curiosi che il passaparola ha detto loro della spiaggia gay. Dicono alle mogli di voler vedere il lungomare e si allontanano. Tornano dopo molto e spiegano alle signore di aver visto ragazzi gay che prendevano il sole, nulla di scandaloso. Ma tutto quel tempo, che sono andati a fare lì? Solo curiosità un tantino pruriginosa?”</p></blockquote>
<p>La questione, entrata nelle cronache estive, è se l&#8217;Italia è più maleducata o bacchettona; più corrotta o clericale. Visto che si sono un po&#8217; sedati i picchiatori, quest&#8217;anno va di moda perseguitare i gay nelle spiagge, persino nella gayfriendly <a href="http://www.queerblog.it/tag/torre+del+lago">Torre del Lago</a> dove da anni esiste il <em>Mamamia Beach</em> di <a href="http://www.queerblog.it/tag/alessio+de+giorgi">Alessio De Giorgi</a> e più avanti quello del suo ex compagno. Ci hanno fatto una manifestazione di baci collettivi per dire che vi è solo cretinismo a perseguitare due gay che si baciano o si tengono per mano. Qualcuno, spero, lo avrà capito. </p>
<p>Scrive Francesco Merlo:</p>
<blockquote><p>“Speriamo che sia solo una coincidenza di cretini e non un&#8217;epidemia di bigottismo e di fanatismo sessuali che sta colpendo bagnini, vigili urbani e giudici di pace. Di sicuro c&#8217;è un&#8217;aria di paranoia contro i baci tra persone dello stesso sesso, contro il seno nudo, e in uno stabilimento del Gargano, persino contro una mamma che allattava sotto l&#8217;ombrellone. [&#8230;] Chiunque sta bene con la mente tende a non guardare due persone che si baciano, non mette sotto osservazione le loro effusioni, al contrario alza gli occhi o volta la testa soprattutto per non disturbare, per non sentirsi in imbarazzo e per non provocare imbarazzo. [&#8230;] È anche possibile che questa patologia sociale faccia parte di quel dispositivo psicologico di intolleranza che in Italia dai responsabili delle forze dell&#8217;ordine e del governo si sta irradiando giù giù sino ai poliziotti e persino ai bagnini, una sorta di leghismo mentale che esalta indisponibilità e paure, coltiva patologie di mistificazione, trasloca le insicurezze anche sul piano sessuale”.</p></blockquote>
<p>La sfida, che a me pare semplice normalità, è quella: <a href="http://www.queerblog.it/galleria/i-baci-degli-utenti-di-queerblogit">baciate</a> il vostro compagno o la vostra compagna. Vediamo se questa Italia è così omofoba da pensare che anche il bacio è riserva esclusiva degli eterosessuali.       </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/somemixedstuff/2640242643/">D.Restivo</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8738/lomofobia-estiva-contro-i-baci-gay">L'omofobia estiva contro i baci gay</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 13:00 di giovedì 12 agosto 2010.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/-rdVoNLm0UWhhPXiuVErzVslYOI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/-rdVoNLm0UWhhPXiuVErzVslYOI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Vittorio Feltri: &#8220;Su gay ed eutanasia più avanti di Fini&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 08:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si fanno le guerre occorre tatticismo oltre che armi da esplodere contro i nemici o presunti tali. Ci sono uomini che praticano il primo e altri le seconde. Il direttore de Il Giornale, Vittorio[...]]]></description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/vittorio_feltri.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="Vittorio Feltri: &quot;Su gay ed eutanasia pi&Atilde;&sup1; avanti di Fini&quot;" /><br clear="all" /></p>
<p>Quando si fanno le guerre occorre tatticismo oltre che armi da esplodere contro i nemici o presunti tali. Ci sono uomini che praticano il primo e altri le seconde. Il direttore de <em>Il Giornale</em>, <a href="http://www.queerblog.it/tag/vittorio+feltri">Vittorio Feltri</a>, sa usare, allenato da anni, l&#8217;uno e l&#8217;altre con impareggiabile arguzia e furbizia. E professionalità. Se c&#8217;è da liquidare un potere scomodo al potere, sa come scatenare le sue truppe di penna, riesce dove ad altri il passo è sbarrato, off limits. La sua ultima pedina da eliminare dallo scacchiere è il presidente della Camera, <a href="http://www.queerblog.it/tag/gianfranco+fini">Gianfranco Fini</a> che, attraverso il cognato, è reo di una non specifica operazione acquisto casa a Montecarlo. E siccome la guerra la si fa su fronti diversi, oggi in un editoriale<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/76084/fini-feltri-bioetica-testamento-biologico/"> attacca Fini</a> e i suoi accoliti persino sulle unioni omosessuali e il testamento biologico.</p>
<blockquote><p>“Sono favorevole - dice il direttore Feltri - a che le coppie gay abbiano gli stessi diritti delle altre unioni, anche se sul matrimonio ammetto di avere dei dubbi. Io sono coerente, ma non non so se la storia dei finiani è coerente con quello che dicono oggi. Io, per dire, non mi sognerei mai di sostenere che un maestro gay debba essere allontanato dalla scuola solo perché è gay, come diceva Fini…”</p></blockquote>
<p>Sperando che al direttore passino i dubbi sull&#8217;istituto matrimoniale per le coppie dello steso sesso, magari guardando più ampiamente al resto dell&#8217;Europa, piace questa sua nuova posizione sui diritti civili gay. Un po&#8217; substrata, tirata fuori per contrastare l&#8217;ipotetico nemico, ma poi sapendo come è messo il Movimento lgbtq nostrano, anche quella di Feltri potrebbe far mugolare di piacere. Più pragmaticamente, visto l&#8217;allenamento, <em>Il Giornale</em> potrebbe continuare a &#8220;marchiare&#8221; il terreno dei diritti gay, lesbiche e transessuali, e non farla morire lì, solo per far capire a Fini e fianiani che: &#8220;Io so&#8217; mmeglio e te&#8221;, per dirla alla partenopea.</p>


<p>
Potrebbe accadere tutto, sperare sempre arrendersi mai, così da vedere in campo prestigiosi giornalisti difendere una delle più prestigiose battaglie lgbt: il riconoscimento delle coppie di fatto. E se Feltri racconta più libertarietà di Fini, macchiato da quella dichiarazione pubblica sui maestri gay, il quotidiano che dirige potrebbe svolgere un ruolo più che importante per l&#8217;opinione pubblica e i cittadini omosessuali. Sarà così? Proviamo necessariamente a dubitarne visto che da quelle parti un po&#8217; di dileggio lo abbiamo qualche volta notato. E poi&#8230; sui temi etici&#8230;, mah!  Ma ripeto, speranza e non resa.</p>
<p>Certo, se Fini riuscisse a portare alla nostra comunità un risultato sulle coppie di fatto sarebbe talmente rivoluzionario e inedito da meravigliare il mondo, ma già siamo stati avvisati dai paleocristiani alla <a href="http://www.polisblog.it/post/8332/e-gia-morto-il-grande-centro-paola-binetti-delludc-contro-benedetto-della-vedova-di-futuro-e-liberta">Binetti</a> e <a href="http://www.queerblog.it/tag/carlo+giovanardi">Giovanardi</a> e altri di lasciare a casa ogni speranza. E, come è nelle cose, i finiani da soli non potranno che restare nelle sole buone intenzioni.</p>
<p>Ora questa nuova dichiarazione del direttore Feltri. Mi sorge un dubbio siamo più usati o abusati?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8717/vittorio-feltri-su-gay-ed-eutanasia-piu-avanti-di-fini">Vittorio Feltri: "Su gay ed eutanasia più avanti di Fini"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 10:01 di martedì 10 agosto 2010.</p>

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		<title>Nasce OSCAD, l&#8217;Osservatorio per combattere l&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 11:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori]]></category>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/2764933719_166faa5ce3.jpg" class="post" border="0" align="left" width="260" height="360" alt="" /> Ai primi di giugno di quest&#8217;anno, dopo le aggressioni omofobe a Milano e nella capitale, <a href="http://www.gaylib.it">GayLib</a> e <a href="http://www.arcigay.it">Arcigay</a>, avevano chiesto un incontro urgente con il capo della Polizia, Antonio Manganelli. L&#8217;emergenza omofobia lo imponeva. Il dottor Manganelli ha ricevuto le due organizzazioni omosessuali dichiarando piena collaborazione da parte della polizia contro la violenza verso le persone omosessuali. In quella occasione, sia <a href="http://www.queerblog.it/tag/enrico+oliari"> Enrico Oliari</a>, presidente di GayLib che <a href="http://www.queerblog.it/tag/paolo+patan">Paolo Patanè</a>, presidente di Arcigay si dichiararono soddisfatti di quell&#8217;incontro, dichiarando che le forze di polizia sono una risorsa per tutta la comunità gay italiana.</p>
<p>Da quell&#8217;incontro è nato l&#8217;OSCAD, l&#8217;Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori, voluto e istituito proprio dal dottor Manganelli. Una sinergia che da oggi vedrà le associazioni lgbtq e le forze di polizia unite per contrastare ogni atto di violenta discriminazione; che, ci auguriamo darà coraggio ai tanti che non denunciano, per paura di altra persecuzione e violenza.</p>
<blockquote><p>Siamo molto soddisfatti per la celerità con cui il progetto si sta realizzando - spiega Enrico Oliari -, poiché, purtroppo, continuano gli atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il prossimo passaggio, dopo l’estate, sarà quello di organizzare un incontro con i vertici delle Forze dell’Ordine e le principali associazioni gay e trans, poiché, a nostro avviso, è necessario interagire in modo da far percepire alla comunità omosessuale e transessuale la Polizia come una risorsa, come un’istituzione ‘amica’.</p></blockquote>


<p>
E Paolo Patanè, presidente di Arcigay, continua:</p>
<blockquote><p>“Infatti le persone gay, lesbiche e transessuali non trovano spesso nei contesti di relazione primaria quei sostegni e quella solidarietà a cui accedono altri gruppi discriminati. Diventa quindi ancora più difficile la denuncia delle violenze subite e di conseguenza ancor più importante avere dei riferimenti e dei supporti nelle istituzioni”.</p></blockquote>
<p>Soddisfazione anche da parte di <a href="http://www.retelenford.it">Rete Lenford</a> che ha partecipato alla prima riunione assieme a Oliari e Patanè:</p>
<blockquote><p>“Lottare contro l’omofobia significa colpire e quindi prevenire i reati di violenza e di odio nei confronti di gay e trans – dice Antonio Rotelli della Rete Lenford, l’avvocatura per i diritti lgbt  – ed entusiasma il fatto che se in materia la politica soffre di immobilismo, vi sono istituzioni che si dimostrano sensibili. Infatti  solo colpendo le discriminazioni sarà possibile dar vita ad una società migliore, dove i cittadini potranno senza timore essere sé stessi”.</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/vanessao/2764933719/">vanessa</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8706/nasce-oscad-losservatorio-per-combattere-lomofobia">Nasce OSCAD, l'Osservatorio per combattere l'omofobia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 13:00 di lunedì 09 agosto 2010.</p>

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		<title>Il finiano Della Vedova: &#8220;Riconoscere le coppie di fatto gay&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 09:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mario cirrito</dc:creator>
				<category><![CDATA[matrimoni-gay]]></category>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[pacs]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto della vedova]]></category>
		<category><![CDATA[camp-attack]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa, chi si mette contro il re, peste lo colga. Così i media che sorridono alla oramai risicata maggioranza di governo si sono scaraventati sullo scandalo monegasco per screditare Fini, fargli fare[...]]]></description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/2158401449c045a93c9764f8bb57bb2b490a16a94_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="227" height="360" alt="" /> Si sa, chi si mette contro il re, peste lo colga. Così i media che sorridono alla oramai risicata maggioranza di governo si sono scaraventati sullo scandalo monegasco per screditare <a href="http://www.queerblog.it/tag/gianfranco+fini">Fini</a>, fargli fare la fine del topolino intrappolato. Ma il leader Fli sa che non sarà la marachella, se marachella è stata, del cognato, a destituirlo dall&#8217;alto scranno della Camera e a insozzarlo di vergogna. Un politico duro e puro Fini, mica noccioline. I suoi fedelissimi si preparano al rush finale, anche in nome e per conto delle coppie omosessuali. L&#8217;ex Radicale, ex Pdl, <a href="http://www.queerblog.it/tag/benedetto+della+vedova">Benedetto Della Vedova</a>, ha lanciato una proposta che è piaciuta ai leader del Movimento, da <a href="http://www.queerblog.it/tag/paola+concia">Concia</a> a <a href="http://www.queerblog.it/tag/franco+grillini">Grillini</a>: fare una iniziativa parlamentare a favore delle coppie di fatto omoaffettive.</p>
<blockquote><p>“Sarei felice - dice Della Vedova, intervistato da Klaus Davi - perché questa legislatura possa dare vita a una legge civile sulle coppie di fatto anche gay. È assolutamente grottesco che l&#8217;Italia resti l&#8217;ultimo paese d&#8217;Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay”.</p></blockquote>
<p>L&#8217;ex Radicale è così tornato all&#8217;ovile dei diritti, facendo persino inalberare l&#8217;integralista cattolico Carlo Giovanardi e la ciliciense Paola Binetti, he parlano di &#8220;uscita estemporanea&#8221; del deputato. Già, perché il finiano non parla solo di mettere mano ad una regolamentazione delle coppie gay, ma anche alla legge 40 sulla procreazione assistita da cui sono stati espulsi gay e lesbiche.</p>


<p>
Plaude alla iniziativa di Della Vedova, la deputata lesbica Anna Paola Concia, firmataria di ben tre proposte di legge sulle unioni civili omo.</p>
<blockquote><p>“Tutte presentate nel 2008 - dice Paola -. Una per il matrimonio, che prevede l&#8217;equiparazione tra matrimoni gay ed etero; una sulla partnership, che si richiama ad un istituto giuridico presente in Germania e Francia; la terza ispirata ai PaCS francesi. La mia idea è questa: a settembre, alla ripresa dei lavori, discutiamo insieme di una nuova proposta di legge, che possa avere un consenso trasversale, anche al di fuori del Pd”.</p></blockquote>
<p>A seguire anche l&#8217;opinione di Franco Grillini, padre del Movimento e attuale responsabile diritti civili dell&#8217;Idv.</p>
<blockquote><p>“Questo è il terzo polo che ci piacerebbe - chiosa Grillini -: diritti individuali e diritti civili. La sua proposta va accolta con favore, soprattutto se non rimarrà  una pura petizione di principio. Speriamo che le sue posizioni siano condivise dagli altri 33 componenti del gruppo parlamentare di Fli e dai 10 senatori. Il problema è se sarà possibile dentro il fantomatico terzo polo, un&#8217;alleanza tra lo stesso vicepresidente del gruppo parlamentare alla Camera di Fli e l&#8217;Udc, partito da sempre su posizioni arcaiche e anacronistiche”.</p></blockquote>
<p>Come sempre attenzione a non cantare vittoria, nonostante le buone intenzioni. Fini è il presidente che ha accolto una delegazione lgbtq; che si dice favorevole a certi diritti, e con lui molti dei suoi. Ma in Parlamento servono i numeri e la trasversalità e, anche questo Parlamento risulta parecchio omofobo sui due temi, tanto da far dire al sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro Pdl:</p>
<blockquote><p>“All&#8217;amico e collega Della Vedova rispondiamo subito con un doppio no alla riforma della legge 40 e al riconoscimento delle coppie gay. È un doppio no che lo stesso Della Vedova si attendeva nel momento in cui avanzava la sua provocatoria proposta. Liberissimo di cercare i voti a sinistra ma non può chiedere i nostri su due punti che non appartengono al patto elettorale del Pdl con gli elettori. Se questo è l&#8217;ennesimo pretesto per spaccare la maggioranza uscita dalle urne nel 2008 allora avremo un altro buon motivo per chiedere agli elettori un altro voto in autunno”</p></blockquote>
<p>Va ricordato che persino la proposta di legge avanzata da <a href="http://www.queerblog.it/tag/renato+brunetta">Renato Brunetta</a> e <a href="http://www.queerblog.it/tag/gianfranco+rotondi">Gianfranco Rotondi</a> non entusiasmò la maggioranza dei parlamentari che la chiusero in un cassetto a impolverarsi con tutte le altre proposte sulle coppie di fatto omosessuali. </p>
<p>Anche in questo caso dicono che la cosa non è nel programma di governo; che gli elettori non li hanno votati per dare diritti alle coppie gay e cambiare la legge 40. Vero, ma qualche e più elettore di destra potrebbe obiettare che non li ha eletti neppure per fare i comodi loro e riempire il Paese dei loro scandali quotidiani.</p>
<p>Via | <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.queerblog.it/post/8707/il-finiano-della-vedova-riconoscere-le-coppie-di-fatto-gay">Il finiano Della Vedova: "Riconoscere le coppie di fatto gay"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.queerblog.it">queerblog</a> alle 11:00 di lunedì 09 agosto 2010.</p>

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