Renato Zero è un bravo artista; ha saputo coniugare musica e poesia accompagnando entrambi, nella luce del successo, con un intenso carisma personale, modellato nel tempo a misura dei suoi idolatranti fan. I suoi successi raccontano un mondo onirico, un dolore o una speranza, costruiti con meticolosa puntigliatura per ammaliare il pubblico, farlo proprio sul palcoscenico, identificarlo con l’artista. A me, salvo qualche brano, non è mai piaciuto; gli artisti spesso predicano bene e razzolano male. E Renato mi è parso, sempre più spesso un predicatore che esercita l’arte della musica popolare. Nulla di più! Nulla con l’arte altamente poetica alla De Andrè o Guccini, o persino Antonello Venditti.
Non mi sono mai neppure preoccupato della sua presunta o vera omosessualità, pensando ai tanti ragazzi gay che ogni giorno devono farci i conti con la loro condizione personale e sociale. Non mi piacerebbe neppure che un tipo come Renato Zero si ergesse a icona della nostra comunità, raccontasse il suo amore per i ragazzi, visto come ha trattato finora l’omosessualità. Il cantore dell’amore è lo stesso che cinque anni fa ci paragonò ai bambini down, riuscendo in un sol colpo a offendere categorie “delicate” dall’alto della sua “normalità”; che spiegò come un fervente papalino, che i preservativi erano “maligni”, e persino sull’aborto disse la sua. Contro, ovviamente.
Naturalmente tanta devozione non è mai passata inosservata da parte della chiesa, e così: cantate natalizie in Vaticano e fervide accoglienze. E lui: “Un tempo cantavo per un manipolo di disadattati e parlavo di depressione, disagio, paura di vivere, emarginazione”.
Nel 2006, visto che in tanti continuano ad insistere sulla sua presunta omosessualità, pare abbia dichiarato:
“Ho dichiarato di essere omosessuale per non svolgere il servizio militare, ma in realtà sono fatto di ben altra pasta”.
Zero smentisce poi di aver detto quella frase.
A me, come ad altri, è bastata una dichiarazione di Arcigay, anche se poi, chi lo ha fatto (il militare), racconta di bei “Pao Pao” di tondelliana memoria. Per Zero, se vera, quella resta la sua unica “rivelazione”, prima di fiondarsi a squarciagolare su Triangolo o Mi vendo.
Ora, viene fuori questa ennesima esternazione del re dei sorcini, quasi che l’omosessualità necessiti della sua presenza o della sua avversione. A 60 anni, e col successo confermato e lustro, Renato potrebbe continuare a deliziare i suoi fan – gay e non – con la sua musica; in fondo a chi piace, piace per la sua arte mica per quello che fa in privato.
A proposito dell’intervista rilasciata a Giancarlo Dotto per Diva e donna, Renato dice:
“Ma quando pensiamo a Totò pensiamo alla sua sessualità? Quando lo guardo e lo ammiro non mi chiedo se lui era omosessuale, eterosessuale o asessuato. Dietro la meraviglia di un talento, ma che me ne frega di accertare il sesso. Questa necessita oggi di voler alzar il tombino. Mi sembra una vendetta sociale. Che vogliono questi signori? Perché vogliono guardare nelle mutande degli altri? Perché le loro sono vuote”.
Probabilmente è come dice Zero; anzi lo è. Qualcuno recentemente ha fatto una disamina della questione, domandandosi se essere gay possa essere garanzia di successo. Si parte da Oscar Wilde e Pasolini per finire con Zero, Valerio Scanu, Mengoni e Marco Carta. Un esercizio di inutile affiliazione, visto che il quartetto smentisce, smentisce, smentisce. E poi, diffido tremendamente da chi esordisce dicendo di “non aver nulla contro i gay, anzi…”
Diversamente, penso che anche nel mercato discografico, particolarmente quello italiano, c’è molta omofobia; paura che le fan abbandonino il proprio idolo perché gay o lesbica, come se il mercato fosse a solo appannaggio delle ragazzine. I gay non acquistano musica? Son tutti pirati informatici?
C’è che Renato Zero, omosessuale o no (ma chi se ne frega!) e un artista che per promuovere le proprie produzioni musicali allude alla sua aleatoria sessualità. E le polemiche, strano ma vero, vengono fuori solo in occasione di qualche suo tour o di uscita discografica. Non vi sembra un tantino sospetta?
Lasciate che Renato Zero sia eterosessuale, omosessuale, bisessuale, pansessuale, trisessuale. Lasciate che canti in Vaticano o nei musei. Di musica e artisti il mondo ne è pieno: mica c’è solo Renato Zero. Per fortuna!
Da qualche tempo, Duncan James aveva fatto coming out dichiarando la propria bisessualità. E ora, intervistato in merito ad una possibile reunion dei Blue, il cantante non ha escluso la cosa, anzi, ne ha sottolineato anche il possibile ‘guadagno personale’:
“Non mi preoccupo più della mia sessualità, per la prima volta io starò bene con me stesso. Sono single al momento. È realmente dura incontrare gente in questo ambiente. Voglio utilizzare il tour per conoscere ragazzi, e magari trovare la persona giusta per me”
Duncan: attenzione a fare questi annunci o troverai la coda di fan che vorranno soddisfare i tuoi desideri. Ma sopratutto: Duncan ha sempre precisato di essere bisessuale (”Sono attratto anche dalle donne, cosa impensabile per i miei amici gay” disse in un’intervista) e pensa solo ad incontrare ragazzi durante il tour? Mumble mumble…
“L’altro giorno, sull’onda della rabbia per una canzone che non ho molto gradito (!), ho lasciato intendere che ci sarebbero stati provvedimenti legali. Grazie al cielo, a Marco e alla sua Produzione è stata data molta più serenità che a me: hanno deciso infatti di non fare assolutamente nulla. Il lavoro da fare è tantissimo, una diffamazione così infondata (mai sentite prima dichiarazioni tanto sicure su qualcuno da parte di qualcun altro che questo qualcuno neanche l’ha mai incontrato!) dicevo, tale diffamazione non può che essere l’ultimo dei problemi. Anzi, non sarà proprio un problema: abbiamo ben altro di cui occuparci, noi e voi. Cose che riguardano la Musica, non le sterili polemiche, cose che regalano sorrisi, non cattiverie gratuite. Quindi vi consiglio di fare come me: mettete da parte la rabbia, per quanto giustificata, e pensate ad altro. Alle avventure musicali che ci aspettano, e che saranno senza dubbio motivo di gioia. Fatelo per Marco, che è serenissimo e, lasciatemelo dire, molto saggio”
Questa è la frase riportata dagli amministratori del gruppo ufficiale di Marco Mengoni, su Facebook. Ho sostituito un cacofonico infamazione originale con diffamazione. Ma il senso è rimasto inalterato: Mengoni ha deciso di non denunciare Fabri Fibra per la sua canzone in cui lo derideva di non avere il coraggio di fare coming out per timore di non vendere più dischi. Pericolo (?) rientrato e questione risolta? Unica pecca, l’accusa di essere diffamatorio è poco nobile, sopratutto poteva essere una buona occasione per Mengoni, di lanciare un appello contro l’omofobia, senza per forza parlare della sua vita privata.
Sarebbe stato bello, sarebbe stato bello approfittare per sottolineare un’offesa inesistente e un modo per sensibilizzare il prossimo. Ma come ho detto: sarebbe stato bello. E finora, ancora una volta, non è stato. (Update dopo il salto, con le risposte tra Mengoni e Fabri Fibra):
“Non ho alcuna intenzione di rispondere per vie legali. Nessuna querela, niente di niente da parte mia. Viviamo in un Paese libero e ognuno è libero di dire quello che vuole. Così come io sono e mi sento un uomo libero, così deve essere anche per lui. Detto francamente, di questa cosa non mi frega assolutamente nulla, non mi cambia per niente (…) Non lo conosco, non sono mai andato a un suo concerto. È un suo problema: poteva scrivere una canzone contro la guerra o qualsiasi altra cosa, ha deciso di fare un testo così, fatti suoi. Non ha nemmeno importanza che abbia detto il vero o il falso, in qualunque caso sono fatti miei. L’unica cosa che ora mi importa davvero è il mio lavoro, sono concentrato sul tour, sulla mia musica. Il resto è fuffa”
Non gli interessa che abbia detto il vero o il falso perchè sono fatti suoi (legittimissima la seconda parte, nessuna obiezione). E dal suo profilo Facebook, il rapper insiste:
“Dico la verità: non mi considero un omofobo. L’intenzione era quella di convogliare l’attenzione su un mondo di finzione”
Ma intanto a Marco non importa (nemmeno parlare dell’omofobia)…
Su Marco Mengoni si è discusso parecchio in merito alla sua presunta e chiacchierata omosessualità o bisessualità. Lui ha negato più volte la cosa. Ma, questa volta, a ritornare sull’argomento non è il gossip bensì un cantante, Fabri Fibra, che nel testo della sua canzone “Non ditelo” accusa e ironizza proprio su Mengoni:
“Secondo me Mengoni è gay ma non può dirlo
Perché poi non venderebbe più una copia
Già me lo vedo, in camera arriva una figa
Prende il suo cazzo in mano e lui “lasciami, ti prego!””
Parole incisive, dirette, con l’intento di sbeffeggiare un “finto etero” che prega una donna di non toccarlo. Sicuramente cattivo gusto e provocazione che hanno generato persino un gruppo su Facebook contro la suddetta canzone, dal nome “Raccolta firme contro la canzone ‘Non ditelo’ di Fabri Fibra“:
“Il gruppo è nato x raccogliere firme contro la canzone “non ditelo” di fabri fibra.
il testo di dubbio gusto e offensivo nei confronti di altri artisti tra i quali Marco Mengoni in quanto Fibra dice che secondo lui e gay e…meglio non continuare! insomma dove siamo finiti??!!
partendo dal presupposto che ognuno ha il diritto di essere cio che vuole,ma visto che non ci sono dichiarazioni ufficiali riguardo l identita sessuale di Mengoni e offensivo usare certe parole non credo che si ascolti un cantante per la sua identita sessuale.mica qualcuno ha mai avuto da ridere perche Freddy Mercury era gay!!! QUESTA E’ OMOFOBIA!!!”
Omofobia, musica, canzoni e un attacco di un artista contro un altro cantante. Inoltre, il solito luogo comune (vero?) secondo il quale se qualcuno fa coming out in Italia rischia poi di non vendere più un disco. Solo frasi sgradevoli di cui si poteva fare a meno oppure un attacco al sistema musicale e agli artisti che non hanno il coraggio di essere chi sono?
Lady Gaga ha violentemente attaccato la Westboro Baptist Church definendo i componenti dei criminali d’odio. Stava cantando sabato a St Louis, Missouri, in un concerto, quando esternamente è stata vittima di picchetti da parte della controversa Chiesa. Per loro, infatti, Dio odia Lady Gaga e i suoi messaggi positivi sull’omosessualità. Del resto lei si è sempre battuta per i pari diritti e si è anche dichiarata bisessuale (che poi sia vero o no non possiamo saperlo). E dal suo Twitter ha chiesto esplicitamente ai suoi fan di non rispondere o replicare all’azione di boicottaggio da parte della Westboro Baptist Church:
“A rischio di dare attenzione a questa odiosa organizzazione, vorrei avvertire i miei piccoli mostri di una protesta in atto all’esterno del Monsterball, a St Louis, stasera. Sebbene ci siano già state proteste, questo gruppo di persone sono criminali d’odio e predicano usando il linguaggio violento e immagini dalle quali spero di potervi proteggere. Chiedo quindi ai miei fan e alle autorità pubbliche di ignorarli: non interagite con loro, nè cercate di combatterli. Non rispondete ad alcune delle loro provocazioni. Non sprecate parole o sentimenti, non importa quello che sentirete o vedrete, voi siete molto più fortunati e benedetti di quanto lo siano loro e nel vostro cuore, semplicemente, pregate per loro”
Direi adorabile come reazione e anche molto bello il messaggio “filo diretto” con i fan, non credete? Intanto, la Westboro Baptist Church diventa sempre più ridicola…
Kylie Minogue è ancora oggi simbolo di successo grazie al suo album “Aphrodite” e al singolo tormentone “All the lovers”. Tra le varie interviste, ne ha rilasciata anche una alla rivista Lgbt “Out“, nella quale la cantante viene fotografata sexy e vaporosa in tutta la sua bellezza. E, tra gli argomenti toccati, trova il modo di specificare e rettificare una dichiarazione nella quale non si è riconosciuta:
“Non ho mai detto di essere lesbica. Non ho mai rilasciato quell’intervista al settimanale messicano nella mia vita ho solo avuto storie con uomini. Questo non significa che io abbia dei pregiudizi. Anzi. L’importante è che sia amore, proprio come canto nelle mie canzoni”
La cantante, a fine gennaio, aveva suscitato curiosità per una sua presunta attrazione verso alcune donne, come aveva pubblicato Max:
“Sono affascinata e attratta da certe donne. Ho una sessualità esibizionista e una parte di me ci flirta naturalmente. Ma, sebbene alcune ragazze mi piacciano, non ho mai fatto nulla con loro”
Foto | dalla rivista Out Noah Michelson, Photography by Xevi Muntané, Styling by Grant Woolhead
Non era esattamente il video gay con protagonista Robbie Williams che mi aspettavo (sognavo) di vedere, ma mi accontento. Il cantante ha infatti confermato un duetto con Gary Barlow,: il singolo si chiamerà “Shame” e il Sun annuncia che la trama del videoclip si ispira a Brokeback Mountain.
Quindi vedremo Robbie e Gary come due cowboy che si amano, soffrendo, senza riuscire a vivere la loro storia sotto la luce del sole e libere dalle proprie mogli-alibi? E sopratutto chi interpreterà il ruolo di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal?
Siccome per me quel film non deve essere “profanato”, spero che si limitino a fare il remake della scena nella tenda.. Curioso di vedere i due all’opera? (a cantare insieme! Maliziosi…)
Poteva mancare la versione gay di Gemma Del Sud ballerina? Ovviamente no. Ed ecco a voi Mino Franciosa che si muove sinuoso sotto le note di “Alejandro” di Lady Gaga.
Con una coppola in testa, jeans e una maglietta nera aderente, il ragazzo torna “come promesso”. E su Facebook, ecco anche la ghiotta possibilità di aggiungerlo come “Mino Tormentone Franciosa”.
Vi direi di guardare il video, ma intanto so già che è inutile perché sarete corsi tutti ad aggiungerlo…
Il “The Sun” sostiene che George Michael sia stato arrestato e rilasciato nella giornata di domenica, dopo aver perso il controllo della sua Range Rover ed aver colpito un negozio di sviluppo foto.
La polizia non ha potuto e voluto confermare la cosa, limitandosi a dire che ” un uomo sui 40 anni è stato arrestato con il sospetto di non essere lucido al volante”. Inoltre, il portavoce del cantante non ha voluto rilasciare dichiarazioni o smentite.
Nonostante sia libero, George dovrà presentarti il prossimo mese per discutere delle accuse rivoltegli. Sembra che ormai l’eccesso stia tornando a diventare il consueto nella vita dell’artista…
Abbiamo già parlato dei Komos su Queerblog per una polemica dovuta all’allontanamento del gruppo omosessuale da una Chiesa, nella quale erano soliti provare. Ora, ecco un altro episodio di insofferenza. A Pesaro, un concerto del gruppo bolognese gay, è stato cancellato dal “Vespri a Cristo re” con la seguente dichiarazione:
“L’Arcidiocesi si dissocia fermamente dall’iniziativa (inserita nella manifestazione) che prevede, per il prossimo 10 luglio, l’esibizione del coro Komos di Bologna nella Chiesa dell’Annunziata. Tale esibizione, pertanto, viene annullata”
E la risposta dell’Arcigay non si è fatta attendere:
“Un provvedimento di stampo culturale nazista, aggravato dall’abitudine di certi ambienti ecclesiastici di non motivare mai le loro sibilline decisioni, gettando il sasso per poi ritirare la mano”
Parole dure da entrambe le parti, da chi si dissocia a chi lancia accuse. E non è la prima volta che la Chiesa prende le distanze da questo gruppo, a volte non così gradito (purtroppo) in rassegne religiose. Ma vi chiedo: non era forse prevedibile come reazione?
Di video gay amatoriali ve ne abbiamo mostrati parecchi: alcuni simpatici, altri imbarazzanti. Ma quello di oggi ha qualcosa in più che li differenzia dagli altri: la cura dei dettagli.
Prendete la canzone di Katy Perry “California Gurls” e trasformatela in “California Gays”. Il risultato? Ragazzi californiani (non per forza palestrati e patinati) che si dilettano in coreografie quasi professionali.
Già nel suo ultimo video “Alejandro“, Lady Gaga ha affrontato lo spinoso tema del “Don’t Ask Don’t Tell”, in merito alla censura dei propri orientamenti sessuali per essere scelti come soldati. Ora, rilancia, e dichiara di voler incentrare maggiormente i diritti civili gay nel suo prossimo album in uscita:
“Il Don’t Ask, Don’t Tell? Mi fa impazzire. Ho passato tre anni a fare torte. Ora ne farò una con una gelatina amara. Il messaggio della nuova musica ora sarà più amaro.”
Che dite? Lady Gaga cambierà “la storia dei diritti Lgbt” con il prossimo album?
Carmen Masola è la vincitrice della prima edizione di “Italia’s Got Talent” e, mentre sta per uscire il suo primo album nei negozi, durante un’intervista, ha parlato di discriminazioni personali:
“Ho subito tantissime discriminazioni per il mio fisico. Una volta dopo avermi vista mi hanno annullato un concerto, ero troppo grassa. Ogni volta è stato un grande dolore, pensavo di smettere di cantare ma non ho mollato mai.”
E sugli omofobi ha le idee chiarissime:
“Io li appenderei tutti per le palle questi violenti, razzisti e omofobi. I miei migliori amici sono gay, a differenza degli etero mi hanno aiutata senza mai chiedere niente in cambio.”
Qualcuno potrebbe dire che la frase “Ho tanto amici gay” è un classico, ma una simile risposta così diretta e senza peli sulla lingua, mi mancava. E sono felice di averla ascoltata.
Benny Feilhaber è un calciatore 25enne di origine brasiliana. Ed eccolo, nella sua stanza, mentre si diletta a fare il playback della canzone “No Air” di Jordin Sparks featuring Chris Brown.
A parte certe mossette che fanno ben sperare possa essere della nostra “squadra”, la temperatura percepita qua è salita di almeno 5 gradi,nel vederlo.
Ormai Adam Lambert ha scelto quale carta usare: quella di essere se stesso. Sarà sicuramente anche un modo per far parlare di sé, ma il polverone creato da quel suo storico bacio passionale agli American Music Awards non l’ha frenato. Pochi giorni fa, parlavamo della polemica nata per la censura del suo gesto, nelle tv americane, e quella invece di mostrare immagini e discutere del (presunto) bacio saffico di Miley Cyrus (poi negato).
E, proprio durante una delle sue tappe del “Glam Nation tour” al Nokia Theater di New York, una volta salito sul palco, il cantante ha nuovamente baciato (e leccato?), ridendo e scherzando, il suo bassista.
Provocazione? Esibizionismo? Sana voglia di divertimento? In ogni caso, pagherei per vedere una stessa scena da noi, in un qualsiasi tour o programma tv. Ma si sa, sono pure fantasie… Dopo il salto, il video dell’esibizione:
Qualcosa non torna, oppure assume un senso ancora più ipocrita. Miley Cyrus, durante una tappa del suo tour, ha fatto parlare di sè per aver baciato sulle labbra una sua ballerina. La nuova lolita del pop scandalizza? Se ne è parlato molto di quel bacio ma sempre senza l’eco della forte polemica che aveva, invece, suscitato quello di Adam Lambert, durante la sua esibizione degli American Music Award. Ricordate la censura che aveva subito?
Senza mezzi termini, il suo invito a “Good Morning America” era saltato da un momento all’altro, insieme ad altri programmi. E invece, Miley Cyrus non riceve lo steso trattamento. E a quel punto l’America inizia a chiedersi il motivo. Forse un bacio tra due donne è meno scandaloso e più tollerato rispetto a quello tra due uomini? La cantante che bacia la sua ballerina stuzzica le fantasie sessuali mentre due ragazzi che fanno la stessa cosa non provocano la stessa reazione?
Pare di no, sembra che non sia questo il vero motivo, bensì un altro, ancora più bigotto ed ipocrita. La scelta di non oscurare la Cyrus è dipendente da un semplice motivo: lei è eterosessuale e bacia una ballerina solo per “stupire e far parlare di sè”, mentre Adam Lambert è davvero gay e quindi questo gioco non piacerebbe perchè vero e non volutamente provocatorio. Il risultato sembra quello: sei etero e vuoi scherzare e divertire baciando una persona del tuo stesso sesso? Sorprendi ma non vieni boicottato. Sei omosessuale e baci un altro ragazzo? Non sei divertente, risulti “sgradevole” e la tv ti censura.
Voi quale teoria pensate sia al più esatta? Ne avete un’altra? Oppure è tutto solo casualità?
La gelosia è una “brutta” cosa e se sei una popstar un po’ troppo nuda sul set di un nuovo video? Semplice, ti assicuri che tutto il gruppo di collaboratori impiegati per “California Gurls” siano dichiaratamente gay. Parola di Katy Perry che ha spiegato così la cosa:
“Oltre agli abiti a forma di nuvole, io ero nuda! È stato divertente farlo ma abbiamo dovuto avere un set molto riservato e chiuso, non volevano che qualcuno d’esterno vedesse qualcosa. Erano permessi sul set solo donne o gay: ma penso siano queste le ‘regole’ per le ragazze fidanzate”
Per la cronaca, come ci informano i colleghi di Gossipblog, è Russell Brand il fidanzato della cantante. Quindi, i gay erano i benvenuti sul set (perché “innocui”, come penso pure le possibili ragazze lesbiche presenti..), chissà se hanno dovuto superare anche qualche test di “eterosessualità”. E noi che ci lamentiamo ancora di discriminazione, tze (voluto senso ironico…)!
Ex fidanzata di John Mayer e Stephen Jenkins, Vanessa Carlton, ospite al Nashville Pride, ha fatto una dichiarazione sorprendente e fuori programma. Durante la manifestazione, che ha visto più di 18.000 partecipanti, la cantante ha affermato, con gioia:
“Io sono un’orgogliosa donna bisessuale!”
E le persone presenti hanno iniziato ad applaudire, entusiaste, di fronte a questo inaspettato coming out!
Torna Viola Valentino, da sempre a fianco di noi gay, con un testo impegnato contro le discriminazioni nei confronti degli omosessuali dal titolo Domani è un altro giorno.
La canzone, molto orecchiabile, vuole essere un “grido di denuncia e preghiera di speranza affinché nel nostro paese le cose cambino”.
Forse non basterà una canzone a far cambiare le cose, ma è pur certo che la sensibilizzazione va fatta a tutti i livelli, canori inclusi.
Con accanto il logo del suo album, il cantante si è immortalato con un solo asciugamano a coprire le parti basse, lasciando totalmente scoperto il suo lato b… E che dire, niente male!
Oggi, 18 giugno 2010, Raffaella Carrà compie gli anni, 67 per l’esattezza, e noi di Queerblog le vogliamo fare i nostri (suoi) personali “Tanti auguri”.
Da decenni, indimenticata icona della tv, è spesso amatissima e seguita dal popolo Lgbt, diventando una celebrata icona gay. Spesso, in discoteca alle quali sono andato, scattava quasi regolarmente una sua canzone e tutti la ballavano, divertiti.
E ora vi faccio la domanda diretta: Raffaella Carrà per voi è ancora (o lo è mai stata) un’icona gay? E sopratutto, in base a cosa pensate che lei debba essere considerata tale? Quali sono i metri di valutazione in questi casi? Sono curioso, confrontiamoci! E nel frattempo, ancora auguri ad uno dei veri miti televisivi italiani!
Negli scorsi anni, Eminem ha spesso dato notizia per i suoi testi al limite della provocazione. Più volte era anche stato accusato di omofobia (neppure troppo “velata”), creando proteste e lamentele dall’ambiente Lgbt. Ma ora, a 37 anni, in un’intervista al New York Times in cui gli hanno domandato quale fosse la sua posizione in merito ai matrimoni gay, il cantante sembra aver modificato la propria idea:
“Credo che se due persone si amino, allora che importa! Penso che tutti debbano avere la medesima possibilità di essere infelici. Questo è il mio nuovo ‘me stesso tollerante’ “
Che dite? Il passare degli anni permette di acquistare maggiore maturità oppure la saggezza di avvicinarsi altri fan è la vera motivazione?
Oggi sfidiamo il limite del trash. Guardate questi video e ditemi quale, secondo voi, è il peggiore. So che la richiesta sembra un gioco dell’Enigmista in “Saw“, ma oggi ci sono capitati questi video tra le mani e non potevamo non proporveli. Partiamo con Christina Aguilera (ordine rigorosamente alfabetico per non avvantaggiare nessuno…) interpretato dalla versione nipponica di “Gemma del sud” … featuring una sua amica che si presta all’esibizione.
Dopo il salto potrete invece vedere Lady Gaga (con i baffi) in un balletto di “Poker face” all’ultimo respiro (non è dato sapere se suo o nostro) e Shakira (con annesso triplo balletto) con la sua ultima fatica “Waka Waka” (remix!).
Ti chiami davvero Osvaldo Supino o è un nome d’arte?
È il mio nome di battesimo. All’inizio avevo valutato l’idea di trovare un nome d’arte ma tutto ciò che mi suggerivano o che avevo trovato non mi convinceva. Adesso però mi farebbe troppo strano sentirmi chiamare con un altro nome.
Che rapporto hai con la comunità gay
Molti mi apprezzano, altri mi sostengono, altri mi sculacciano, altri mi… oops!
Ricevi Mail dai tuoi fans? Cosa ti dicono?
Spesso mi fanno i complimenti per la mia musica, o mi raccontano le loro storie legate ad alcune delle mie canzoni. Sono la cosa più bella e inaspettata di questo percorso.
Se ti dicono che sei la Britney Spears italiana ti offendi?
Ho sempre detto che Britney è stata ed è per me fonte d’ispirazione. Mi offendo quando sminuiscono ciò che faccio dicendo che l’ha già fatto lei. Tutti gli artisti hanno dei riferimenti. Anche lei è stata criticata per anni perché prendeva ispirazione da Madonna.
Cosa volevi fare da piccolo?
Il cantante.
Quando hai deciso di lanciarti sul web e come è iniziato il tutto?
In maniera molto semplice e soprattutto senza aspettarmi niente. ho costruito il mio primo sito con delle foto fatte da un amico e messo in circolazione su myspace i primi demo man mano che li registravo. le cose sono cresciute molto naturalmente.
Gioco della torre: chi butti giù? Madonna o Lady Gaga?
Giù Gaga. Madonna è sempre Madonna.
Brit o Justin Timberlake?
Britney
Beyonce o Christina Aguilera?
Giù Aguilera.
Rinasci donna per un giorno: chi vorresti essere?
Cleopatra: “Ha fatto il banchetto più costoso del mondo e di tutta la storia per una scommessa contro Cesare ed ha vinto, è riuscita ad ingurgitare l’equivalente di 100.000 euro attuali facendo sciogliere delle perle nell’aceto che ha poi bevuto”.
Cosa pensi dei casi di cui si discute in questi giorni? (aggressioni a Milano e Roma)
È veramente sconcertante che dopo tutto ciò che è stato detto e fatto continuino a dimostrarsi atti di pura ignoranza e stupidità soprattutto in 2 città che rappresentano il nostro paese anche all’estero.
Pensi che ci vorrebbe una legge?
A questo punto si. Ma penso che ci vorrebbe anche un sistema che la faccia rispettare.
Da “icona gay” parteciperai al Gay Pride?
Si, ci sarò.
Sei fidanzato? Hai avuto storie lunghe?
Sono single da quasi un anno dopo una storia durata quasi 4. Da poco però ho iniziato nuovamente a guardarmi intorno. I want to be in loooove!
Hai sofferto molto per amore?
Si, soprattutto per la mia ultima relazione. Chiudere un rapporto così lungo e in maniera così brusca, per me è stato molto doloroso. Mi sentivo totalmente perso, non sapevo cosa fare di me stesso. Stavo iniziando il tour e allo stesso tempo non sapevo come affrontarlo in quanto dipendevo dall’altra persona in tutto e per tutto. Ero abituato a condividere qualsiasi cosa ma sentivo di dover chiudere quella parentesi e volermi bene. Non so come ho fatto, ma ne sono uscito.
La cover di Get Sexy è talmente trash e diretta da essere bellissima: chi ha avuto l’idea di quell’immagine? Com’è nata?
L’idea è stata mia. Volevo qualcosa di estivo. Non avevo programmato tutto, mi sono solo lasciato andare durante lo shooting e quando ho visto il risultato ho capito che quella doveva essere la cover. Per il resto è opera di Sara Shine, una ragazza giovanissima ma piena di creatività.
La tua donna ideale e l’uomo ideale?
Occhi scuri, senso della famiglia e del rispetto per il prossimo.
Che critiche ti rivolgono? Quali complimenti?
Ho imparato che non si può piacere a tutti perciò ho smesso di sforzarmi di accontentare chiunque perché se lo fai alla fine comunque non vinci mai. Perciò cerco di essere me stesso e di fare ciò che che mi piace. Per esempio alcuni mi dicono che non dovrei cantare in inglese, o che dovrei essere più sobrio, nei video e nell’immagine. Altri invece mi dicono che mi adorano proprio per le stesse cose.
Se avessi la bacchetta magica mi trasformerei in…
in Diabolik!!
Infine: c’è qualcosa che vuoi dirmi e che non ti ho chiesto?
Ti piace Queerblog?? Da morire!!
In America, l’inserimento di soldati virili e maschi con le calze a rete è stato visto come un chiaro riferimento al tema di discussione del “Don’t ask, don’t tell“, secondo il quale, gli uomini gay o le donne lesbiche non devono dichiararsi prima di poter entrare nell’ambiente militare.
Quest’uomo dal fisico così “asciutto” è Angelo Garcia ed era un componente dei Menudo, la prima band di cui Ricky Martin faceva parte, agli esordi. Intervistato, ha spiegato tranquillamente di essere gay dichiarato e di non averlo mai nascosto:
“Non sono mai stato all’oscuro, nè ho mai mentito sulla mia sessualità. Ho sempre voluto essere onesto e sincero con me stesso e con gli altri. Sono una persona molto fisica e mi piace fare sesso con gli uomini. Mai detto qualcosa di diverso a qualcuno”
E poteva non parlare anche del suo ex collega Ricky? Ovviamente no ( e cliccando dopo il salto, troverete Angelo a figura intera…):
“Sapevo che Ricky era gay, ma non l’avrei mai raccontato a nessuno. So che sembra avere una famiglia meravigliosa, adesso, e a suo agio in questi panni. Cosa potrebbe mai volere di più qualcuno?”
Inutile, ormai il tema lesbo la fa da padrona in molti dei videoclip degli ultimi anni. Le popstar a rischio declino o per aumentare le vendite degli album e far parlare di sè, iniziano a strusciarsi contro altre donne, giusto per quei 4 minuti di video. E così ha fatto anche Rihanna, nel suo nuovo singolo “Te amo”, scegliendo come partner Laetitia Casta.
Inguaiata nei solito completini scarni, la cantante si avvicina sinuosa alla modella, avvinghiandosi contro di lei. Pochi minuti per rispolverare un album e dare agli uomini, motivi di eccitazione e fantasia.
Ovviamente sempre nel videoclip: lì alcuni uomini etero apprezzano, nella realtà picchiano.
In occasione dell’uscita del suo nuovo album “Miami”, Paolo Meneguzzi, in una recente intervista ha parlato anche di Ricky Martin e del suo coming out. Spiega di aver incontrato alcune volte il cantante per motivi lavorativi e di aver visto in lui un’ottima figura paterna:
“Ricky Martin ha un lato umano bellissimo anche per il suo impegno in associazioni benefiche. Poi ho praticamente ‘assistito’ al periodo in cui ha avuto i suoi due gemelli e ho visto un papà innamorato dei suoi figli che rappresentano la sua famiglia. E poi lo stimo come professionista perché sta nello spettacolo da quando aveva 8 anni”
Aggiunge che ognuno è libero di fare quello che desidera, poichè in campo sessuale si fanno scelte. E ritiene che possano essere buoni genitori sia una coppia etero che gay, dal momento che quello che conta è l’affetto che si riesce a trasmettere ai propri figli:
“Io ho vissuto, ad esempio, l’esperienza di non aver mai visto i propri genitori darsi un bacio. Alla fine in una famiglia credo la cosa più importante sia donare amore sconfinato al proprio figlio e basta”
Ammetto di averli cercato appositamente, ma li ho trovati. La nuova canzone di Kylie Minogue, “All the Lovers”, la trovo molto carina ed orecchiabile ed attendevo con curiosità il video. E poi mi sono trovato davanti questa “mega orgia” tra uomini e donne e alla seconda visione mi son chiesto “Ma non ci sono due donne o due uomini?”. E ci sono, ripresi un paio di volte ma presenti in questa grande grossa ammucchiata.
Kylie nei panni della dea dell’amore Afrodite che attira a se tutte queste persone, fino a “creare” una montagna di corpi nudi, uno sopra l’altro. Anche i nostri colleghi di Soundsblog ne hanno parlato, intanto cliccate dopo il salto se volete vedere il video.
E qualche settimana fa, proprio l’argomento delle orge aveva scatenato pareri diversi: chi aveva almeno provato un rapporto a 3, chi ne era affascinato dall’idea, chi invece inorridiva al solo pensiero. Per cui, vi chiedo, fareste mai (o avete mai fatto) sesso gay con almeno due persone? E dovrebbero essere persone sconosciute oppure anche il vostro eventuale fidanzato coinvolto?
Fin dalla cover colorata ed ammiccante, il cantante osa e provoca con una pompa in mezzo alle gambe, che spruzza acqua. Ogni riferimento è puramente casuale?
Cliccate dopo il salto, vi avevamo promesso il suo video ufficiale ed eccolo qua, in versione “alla Adam Lambert” gotico:
In concomitanza con l’inizio del concorso nazionale Mr Gay Italia, noi di Queerblog abbiamo contattato Paolo Tuci, performer e ballerino che condurrà le serate insieme alla drag queen Cesira per scovare il più bello (e non solo) gay italiano.
Parlaci un po’ di te
È una domanda molto generica: potrei stringere il “campo” dicendo che Paolo Tuci è un performer. Chiarendo che questo genere di artisti sono l’assemblaggio di varie figure ( ballerino, cantante, front-man, vocalist ) che con l’ausilio di costumistiche all’avanguardia ed effettistiche sceniche porta sul palco un nuovo modo di fare spettacolo. Insomma gli artisti del nuovo millennio.
Come hai iniziato questa tua esperienza come ballerino? Studi da molti anni?
Studiavo danza da bambino, i miei genitori erano contrari alla mia attitudine artistica. Dopo 7 anni di studi , le discriminazioni sessuali da parte dei miei compagni di scuola mi hanno portato ad un periodo di stand-by. Mi sono spostato verso il pianoforte ed il canto..ma con grandi difficoltà economiche da parte dei miei genitori nel sostenere gli studi. Quando ho cominciato a trovare un po di autonomia finanziaria con altri lavori, ho ripreso tutto tra le mani. Mi sono promesso che un giorno sarò io a regalare a mamma e papà una splendida villa a picco sul mare! (ride)
Presenterai il concorso “MR GAY ITALIA”…
Siamo nell’ultima fase organizzativa. Sabato 29 Maggio partiremo da Padova con una bella “manciata” di date che toccheranno tutte le regioni. Sono fiero di questa proposta uscita quasi per caso. Verrà data visibilità necessaria agli eventi, ed insieme all’ironia della Cesira (nota drag queen) porteremo uno spettacolo divertente e rinnovato: vogliamo dare valore ad un concorso che fino a pochi mesi fa era nascosto dietro un’ ombra.
Sei spesso a contatto con il mondo Lgbt sia nelle tue esperienze di ballo sia come presentatore: come trovi il pubblico gay? Accogliente? Ipercritico?
Certamente esigente, ed iper attento agli spettacoli nelle sue forme. Porto performance con costumi ed effetti antesignani, ed ogni giorno cerco nuovi modi di fare show. Imparo molto dal pubblico: ascolto moltissimo le loro richieste e le considerazioni. Siamo una comunità trend-setter, e voglio essere al passo con quello che vogliono vedere e sentire loro.
L’essere omosessuale a volte può creare conflitti a livello personale: come hai vissuto la cosa? Come hai reagito quando hai capito di essere gay?
Da adolescente mi hanno scagliato delle pietre a scuola a causa della mia sessualità, è stato l unico trauma che ho vissuto. So di essere gay da quando sono bambino, seppure il mio primo amore fu con una ragazza. Ora vivo serenamente il mio orientamento. So esattamente cosa voglio, e trovo i “gay” persone creative, stimolanti, e davvero con una marcia in più. Io amo essere GAY!
Sei dichiarato pubblicamente… come è stato il coming out con i tuoi amici e i tuoi genitori?
È stato un po tacito: cominciando questo percorso professionale nel target lgbt, è stato tutto cosi automatico ed indolore. Ho portato con orgoglio a casa una mia copertina di un magazine gayo… entrambi i miei genitori mi hanno detto: “Ai nostri occhi sarai il Paolo di sempre”… è stato sorprendente.
Parliamo di “Mr Gay Italia”: come vengono scelti i candidati? Ci sono molte richieste?
Siamo partiti solo da pochissimi giorni, ma la macchina organizzativa è davvero potente ed efficiente:i candidati possono compilare un form online. Abbiamo già richieste di chi, finalmente, ambirà con orgoglio al rinnovato titolo di Gay italiano, ma ne aspettiamo ancora di più.
Come avvengono le serate e le selezioni? Ci sono sfilate, domande per parlare di sé?
Ciascuna discoteca ospita la selezione locale, proponendo i suoi candidati. Il coming out compiuto e la disponibilità a prestare la propria immagine senza problemi di visibilità personale è la chiave di volta di tutta la procedura selettiva. Visto il numero di date, io e La Cesira ci incroceremo sul palco solo in alcune serate, avremo anche date in “doppietta”:via web ci seguiremo rispettivamente con un collegamento “in diretta”. Una vera e propria “passerella di moda” dove i candidati potranno anche esibire le proprie peculiarità. Vorremmo avere comunque davanti partecipanti con la “testa”, che sappiano reggere abilmente una conversazione e non volere solo “la pace nel mondo”! ( ride )
Cosa conta di più in quei concorsi? La cura del proprio corpo? La risposta pronta? Chi sceglie il vincitore?
Conta sapersi distinguere. Sicurezza di sé, auto-ironia ed un buon portamento. Una fascinosa sostanza intellettiva sarebbe la “ciliegina sulla torta”, e sento che quest’anno ce la faremo. Un accurata giuria di giornalisti, e personalità politiche/televisive decreteranno il vincitore valutandolo su varie sfaccettature.
Secondo te a cosa può servire un concorso come “Mr Gay Italia”?
A portare finalmente alla luce il gay più rappresentativo del mondo omosessuale in termini di visibilità e impegno sociale. L’intera organizzazione si impegnerà a seguirlo successivamente all’elezione: grazie agli uffici stampa lo catapulteremo verso il mondo generalista. Il mondo gay non è fatto solo di paillettes, glitter o trasformisti: esistono persone che conducono una vita normalissima, ma che sono assolutamente rappresentativi di tutti noi.
Qualcuno potrebbe criticare l’iniziativa pensando che sia una forma di ghettizzazione… Come la vedi tu?
Credo sia semplicemente un iniziativa per dire: “ci siamo anche noi”. Vogliamo rendere più grande e solido questo concorso proprio per non “auto-ghettizzarci”, e per crescere abbiamo bisogno di vedere la partecipazione di tutti voi.
Che consiglio daresti a qualche giovane gay che vuole seguire la tua strada?
Di non mirare solo ad irraggiungibili traguardi, ma di procedere step-by-step. Piedi ben saldi a terra, farsi notare, ma agire sempre con umiltà. E’ un lavoro dove non si “arriva” mai. Imparo io stesso da tutti, tutti i giorni, catturando idee , rielaborandole a mio modo. Ho imparato ad imporre sempre me stesso: meglio essere gradualmente Io, che non salire verso il successo subito e sentirmi dire di essere la copia di qualcun altro.
Hai un corpo molto curato. Si avvicina l’estate e le paranoie aumentano… qualche consiglio per “tornare in forma”? Magari su palestra o alimentazione…
Io seguo sempre una dieta molto proteica, suddivido la mia giornata non in 3 pasti, ma 6-7 spuntini. Devono contenere sempre 30 grammi di proteine ciascuno. Pensa che una scatoletta di tonno accompagnato con del pane ed un frutto compongono già un pasto completo. Leggero, easy, e pratico. Bevo moltissimo: porto con me sempre due bottiglie d’acqua da 1,5 litri: la prima deve finire entro le 14:00, la seconda prima di andare a letto. Raccomando sempre ai miei amici di evitare abbuffate e snack fuori orario.Per i lettori di QueerBlog vale lo stesso!( ride)
Sei vanesio? Hai estrema attenzione per il tuo fisico? Usi creme?
Eh eh… Sarei un falso se affermassi il contrario! Curo molto il mio corpo, andare in palestra è parte del mio lavoro …ma non uso mai creme. Le sostituisco con dell’olio di mandorla sotto la doccia. Non esistono creme anti-borse, o immediati anti-rughe. Si definisce cosmesi ciò che porta un risultato immediato, ma ricorda che l’unico strumento che lo apporta è il make-up. E sempre make-up rimarrà…una manciata di latte detergente e tutto torna come prima. Meglio dormire di più e condurre uno stile di vita più sano.
In Italia si parla molto di omofobia: tu, in tutte queste serate, sei mai stato vittima o testimone di qualche caso di discriminazione, violenza od omofobia?
Sono molto deluso dai fatti di cronaca che ci hanno riguardato. Vedo questo paese “schifosamente” immobile verso questi episodi. Durante una serata, nel pieno di una performance un etero infastidito si è scagliato contro un ragazzo gay. Ero sul palco, e non ho visto esattamente la dinamica. Per rispetto di tutti ho chiesto uno “stop” alla musica e ballerini. “durante i miei spettacoli non voglio vedere violenza” “chi non è d’accordo con noi si accomodi fuori”. Fu sbattuto fuori…
I gay, solitamente, per quanto riguarda le discoteche e i locali gay, si dividono in due fazioni: chi li frequenta e chi li detesta perché pensano che sia solo frequentata da gente che cerca sesso e “scopate facili”. Cosa ne pensi? Da che parte ti schieri?
Svariati amici non mettono piede all’interno di discoteche “a target”, vivono liberamente sesso o relazioni in un ambiente generalista. Probabilmente il fatto è che ci auto-ghettizziamo, ricerchiamo tutti l’accettazione da parte degli eterosessuali, ma siamo i primi ad isolarci in luoghi “solo nostri”. La verità è che il ruolo di vittime sacrificali ci piace. Il vittimismo ha fascino.
I gay sono davvero così interessati solo al sesso? Tu?
I gay recuperano “barbaramente” tutto quello che hanno represso da adolescenti o in fase di pre-accettazione. E’un trasgressivo gioco al recupero. Sono una persona molto fisica, mi piace il sesso nelle sue forme, sono un passionale mediterraneo… ma venire solo a letto come sarebbe come mangiare del formaggio solo la crosta.
Viaggiando e lavorando spesso è possibile avere una situazione sentimentale concreta? Hai un ragazzo? Lo stai cercando o quel che verrà verrà e adesso pensi alla carriera e al divertimento?
…La realtà è che il mio tempo ha valore. E se devo dedicarlo a qualcuno, deve essere per una persona per il quale “valga la pena”. Questo lavoro non facilita la cosa: viaggio molto e fin’ora non ho visto ancora sacrifici nel cercare di seguirmi nei tour per condividere del tempo insieme, troppa prevenzione nei miei riguardi, e poca spontaneità nei comportamenti. Deve vigere la regola dell’1:1: in una coppia dove non arriva uno, arriva l’altro. Ora non ho una persona accanto. So di valere molto, e non mi accontenterò mai di qualcuno vicino solo per dire di essere fidanzato. Nessuno finora ha saputo stupirmi con qualcosa di inaspettato. Fino a quel momento continuerò a correre come i cavalli con un paraocchi per non vedere cosa ho a lato.
Hai presenziato ufficialmente in Norvegia nel tour delle GREAT GARLIC GIRLS (alcune delle quali facevano parte delle Queentastic con la hit “Absolutely fabulous”). Come è stata l’esperienza?
Ho imparato moltissimo: devo ringraziare Terje Schrøder delle GGG che ha creduto molto nelle mie potenzialità, mi hanno accolto meravigliosamente. Accettai questo progetto per crescere professionalmente, ed è stata anche una forte esperienza personale. Mai visto tanta professionalità ed ospitalità come in quei 3 mesi insieme a loro. Ho perfezionato il mio inglese imparando ad ascoltare ed interagendo con chi avevo vicino.Un’estrema cura dell’artista, del suo benessere e della sua gratificazione. Mi dicevano: “devi sentirti bene qui con noi: è la formula perché tu riesca a svolgere un buon lavoro”. Non mi sentivo ospite: ho condiviso con Terje, Dean, e Johnny 24 ore al giorno, e, nonostante questo, la voglia di scambiare opinioni e parlare fino a tarda notte restava sempre viva in noi. Arriveranno al Mamamia il 31 Luglio, dove duetteremo nuovamente. A tutti i lettori consiglio di non perdere l’appuntamento.
Hai viaggiato molto: com’è la situazione estera nelle discoteche, locali e vita quotidiana gay? Così’ differente e migliore?
Diciamo che ho “sbirciato” idee in varie parti d’Europa. I norvegesi - temperature a parte - ( sorride ), offrono un diverso tipo di interesse verso lo show. Partendo dal presupposto che la Norvegia ha solo 3 locali gay in tutto, credo che la differenza tra il nostro paese ed il loro, sia il tipo di pubblico che segue spettacoli drag e non . Performavamo in teatri aperti a tutti:un pubblico generalista, un pubblico al 70% eterosessuale, che decide la sera di uscire insieme alla propria famiglia per degustare del buon cibo e simultaneamente godersi un ironico show di drag queen. Un “calderone” di performance e parodie - al quale si sono aggiunte le mie performance - che ha vita ad uno spettacolo non volgare, adatto a qualunque età. Qualcosa di totalmente nuovo per me: intravedevo spesso, mentre ero sul palco, bambini tra le braccia delle madri che guardavano con “inconscio gusto” lo spettacolo. Ammiccavo simpaticamente loro.
Hai fiducia che le cosa possano cambiare in Italia o sei uno di quelli che sarebbe disposto (e sogna) di trasferirsi altrove, magari in Spagna?
La chiesa è vergognosamente cinica verso il nostro “avvento”. Ma purtroppo la Spagna non la vedo comunque un oasi felice. Io sono combattivo, ma non ti nascondo che sull’Italia stavo per gettare spesso la “spugna”.
Grazie a Paolo per la sua disponibilità e un in bocca al lupo da parte di Queerblog!
Ringrazio le colleghe di Pinkblog per averci segnalato Sakis Rouvas – che in questi giorni è particolarmente cercato in rete. Sakis Rouvas è un cantante, attore e atleta greco che, in patria, ha fatto impazzire donne (e uomini) con un pezzo ballabile, Shake it (terzo posto all’Eurofestival del 2004). Dal 2008 è conduttore di X-Factor greco.
Fisico statuario, viso affascinante, il gossip indicavano l’uomo come gay. Fino a quando, improvvisamente, il cambio di direzione. Si diceva, infatti, che avesse da ben 15 anni una relazione con un uomo, improvvisamente terminata. E, in seguito, è diventato marito affettuoso e padre amorevole. Forse abbiamo trovato il Luca famoso?
Nel dubbio, godiamoci video e alcune foto di questo cantante greco, onestamente molto sexy…
Inutile: Lady Gaga fa sempre parlare di sè in ogni occasione. In questo caso, la curiosità è dettata dal suo nuovo video, prossimamente in uscita, dal titolo “Alejandro“. Ancora ricordiamo (e rivediamo) il grottesco “Telephone” e ci stupiamo di tanta originalità, ma sembra che il concept del prossimo singolo non sia molto meno “stupefacente”. Da sempre vicina al mondo Lgbt, Lady Gaga ha ammesso che il tema del suo prossimo successo sarà l’amore tra gay:
“Si tratta di una celebrazione alla purezza del mio rapporto con i miei amici gay e quanto io non sia stata capace fino ad ora a trovare le stesse sensazioni con un uomo eterosessuale. E’ una manifestazione d’ammirazione per l’amore omosessuale per la forza e il coraggio che hanno di rimanere assieme nonostante tutto il mondo che li circonda. Nel video ci provo con tutti, ma nessuno di loro mi considera!”
Quella che vedete in alto è una primissima immagine del nuovo video che la consacrerà (per l’ennesima volta) a nuova icona gay
In questa foto che vedete, con qualche sottointeso nell’immagine raffigurata, è raffigurato Jake Shears, il leader apertamente gay dei Scissors Sisters, band che ha mietuto numerosi successi negli ultimi anni.
E per promuovere il loro ultimo album, Night work, Jake ha deciso di farsi immortalare, seminudo, sulla copertina di Tetu, una rivista gay francese.
E che dire? Non mi aspettavo tutte queste doti nascoste… Il servizio ha destato interesse e le prenotazioni dell’album sono già buone. Se questo non si chiama marketing… Vi piace Jake?
I doppi sensi, si sa, capitano spesso involontariamente. Non solo: ma quello che oggi ha un significato, ieri poteva averne un altro. Un esempio è la parola gay che oggi indica omosessuale ma negli anni anni passati indicava semplicemente quello che la parola significa: allegro, contento.
È possibile, così, scoprire cover discografiche involontariamente omosessuali, come quelle che vi presentiamo nella nostra gallery. Oltre a quelle, però, in cui viene usato il termine gay con il significato di allegro, ne abbiamo altre che fanno sorridere: due uomini e in mezzo la scritta È successo, o ancora sempre due uomini sotto la scritta L’altro uomo in me o Lui è tutto per me. Che dire del titolo Tra le braccia del mio migliore amico posto ad epigrafe di quattro bei maschietti? Splendida la scritta: Portatemi uomini e liberatoria quella che dice: Se io fossi una donna. Abbiamo anche un gruppetto di allegre ragazze che dice Quando ci ritroviamo tutte che però, giocando sull’identità fonetica, potrebbe anche significare, oggi, Quando veniamo tutte insieme. La più bella copertina, per me, è quella di due coppie – etero – in cui un lui guarda l’altro lui sotto la scritta: Sul lato felice.
Forse bisogna essere un po’ maliziosetti per fare di queste letture gayeggianti. Ma ammettiamolo: alcune sono proprio stupende!
Due anni fa Povia era salito sulla cresta dell’onda con la canzone “Luca era gay“, presentata al Festival di Sanremo. Scatenò scandali e polemiche, poi lentamente l’eco di questa vicenda terminò. E adesso, ospite a “Victor Victoria”, il cantante si è divertito a prestarsi per interpretare la risposta a quel brano, con “Gianni era etero”: chitarra in mano, l’ha cantata.
La cosa è divertente, lo ammetto. Finalmente è arrivata una delle tante versioni non ufficiali che si possono trovare su internet. Però mi chiedo: i luoghi comuni erano proprio necessari, tutti, per forza? Lady Gaga, Madonna, la depilazione e, sopratutto, il passaggio “Sono andato in una sauna a studiare la fauna”… la canzone finto-intimista di “Luca era gay” (che si prendeva molto sul serio) è stata parodiata ieri, in diretta, ma nel senso peggiore, se possibile.
E, vi giuro, non sono uno col senso dell’umorismo pari a quello di un lavoratore in coda alle 18,30 sulla tangenziale. E’ semplicemente che, dopo un primo ascolto curioso, poi ti accorgi delle ovvietà che ascolti e pensi che è di nuovo tutto uguale a prima: “Non è la rai”, “Dolce e Gabbana” e la sauna con la fauna. La vostra opinione? Il video dopo il salto:
In un’intervista alla rivista Out, Christina Aguilera parla della sua canzone “Non myself tonight” e della strofa in cui dice di “baciare donne e uomini“. In base alle sue parole, quella riga non è così irreale, anzi, è quello che pensa davvero nel profondo. O almeno così dice:
“Mio marito sa che sono interessato alle ragazze, penso che sia divertente essere aperti, giocare e sperimentare. Il verso della canzone è vero per me. Io e mio marito ci comprendiamo e accettiamo l’uno con l’altra, ma io davvero amo le donne. Penso che ad occhio nudo siano più affascinanti. Ma non credo che potrei davvero stare con una donna perché hanno un mucchi di… come si chiama? Gli uomini hanno il testosterone e le donne… gli estrogeni!”
Infine conclude che già lei, una volta al mese, ha a che fare con molti estrogeni e l’idea che ciò accada due volte nello stesso tempo è impensabile. E poi, diretta come sempre, si lancia in una frase senza troppi giri di parole:
“Sì sa, io amo il cazzo e non potrei mai vivere senza”
Avete compreso la metafora o doveva essere meno criptica?
Segnatevi questi nomi: Pob, Adam, Ryan e David. Ora date una pedata ai cd dei Blue, Backstreet Boys e compagnia bella. Stanno arrivando i “Boys Banned”! Sono stato abbastanza credibile con l’entusiasmo? Ce l’ho messa tutta… ma questo progetto mi puzza di flop lontano miglia…
La Eurocreme, una società di produzione di film porno gay, ha dato vita a questa nuova band, composta da ragazzi under 25, che ha già inciso un singolo (”One world”) e che si esibirà, a giugno, al prossimo Gay Pride di Berlino. Successivamente, verranno lanciati gli altri brani e quindi l’album.
Pronti a comprarvi magliette, cd e diventare fan accaniti dei “ragazzi proibiti“?
Recentemente, a Los Angeles, si è tenuta una serata in onore dei diritti gay, dal titolo “An evening with women: celebrating art, music & equality”, con Linda Perry e Pink tra gli ospiti. L’incasso raccolto verrà devoluto L.A. Gay and Lesbian Center e le due cantanti (ora Linda Perry è diventata autrice per le star) hanno cantato insieme la canzone “What’s Up”, famosissimo brano dei 4 Non Blondes.
Infine, Pink è diventata anche battitrice d’asta, riuscendo a vendere una Vespa per ben 9000 euro. Tra gli ospiti, anche Renee Zellweger. Un applauso a tutte loro.
E, a maggio, tre mesi dopo, la situazione non è cambiata, almeno in Egitto. Il presidente dell’Unione dei Musicisti Egiziani non ha affatto gradito l’affermazione del cantante e ha proibito il concerto, annullandolo, e spiegando la sua scelta:
“Come possiamo concedere il permesso di esibirsi a chi chiama il profeta Isa (Gesù) gay e a chi vuole che nel Medio Oriente venga introdotta la totale libertà per gli omosessuali?”