In questi giorni, lo sa bene chi è solito informarsi attraverso media alternativi ad Augusto Minzolini (direttore del Tg1), avrà notato sicuramente che il concetto di etica è al centro di importanti e, ahimè, necessarie considerazioni.
In molti, come è giusto che sia, si stanno occupando di Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia che nei giorni scorsi ha rassegnato le proprie dimissioni dopo essere stato indagato nuovamente (in precedenza era stato citato nelle indagini riguardante il clan dei Casalesi).
Nessuno, fatta eccezione per Roberto Saviano, è più ritornato ad occuparsi del presunto scandalo che il coordinatore regionale del Pdl avrebbe costruito con la collaborazione di altri per delegittimare il collegaStefano Caldoro, attuale Presidente delle Regione Campania.
Nessuno, fatta eccezione per Roberto Saviano, ha chiarito che l’omosessualità, anche la presunta tale come nel caso di Caldoro, non può diventare materia di ricatto fino ad indebolire il profilo politico delle persone.
“Cosentino - raccontaRoberto Saviano per Repubblica- vuole assolutamente diventare presidente della Regione Campania, e chi gli è intorno sa che con Cosentino presidente della Regione gli affari sarebbero esponenziali e quindi il gruppo - secondo l’indagine dei Carabinieri di Roma - inizia a raccogliere informazioni su Caldoro.
La prima cosa che colpisce è che l’elemento chiave sono i suoi presunti rapporti omosessuali. L’omosessualità che attribuiscono a Caldoro diventa strumento di delegittimazione. Ed è una dimostrazione dell’arretramento della cultura politica. Quale sarebbe il “reato” o lo scandalo nell’essere omosessuale?
Cosentino e il suo gruppo contano invece sul fatto che legare la vicenda Marrazzo a quella di Caldoro può incidere sull’opinione pubblica. L’obiettivo è fare pressioni sul Pdl romano, poiché, evidentemente, il sospetto di essere gay pesa più dell’essere indagati dall’antimafia.
Emerge dalle intercettazioni che questa è la trovata di Cosentino e infatti alcuni vengono investiti del compito di compilare un dossier su Caldoro e i presunti suoi amanti uomini. Il dossier stenta ad arrivare e Martino e Cosentino sono preoccupati.
Temono che tutto possa essere solo una storia di voci. Da dire con la “bocca”. Loro voglio carte, dossier, dettagli da poter usare”.
Mai come oggi gli omosessuali italiani dovrebbero sostenere Nichi Vendola. Il Presidente della Regione Puglia avrà, secondo alcuni, commesso alcuni sbagli. Di fatto in un clima di fredda, e pericolosa, omertà è l’unico che non nasconde di essere gay.
Ad un anno dallo scandalo che travolse Piero Marrazzo, come osservavano giustamente i giornalisti che hanno preso parte alla puntata di Complotti dedicata al caso Boffo, si può affermare con sicurezza che dopo quanto successo all’ex Governatore del Lazio gli esponenti politici per incastrare i propri avversari sono propensi all’utilizzo della prostituzione transessuale.
Esemplificative si quanto sostengo sono le dimissioni che ieri l’assessore all’Avvocatura della Regione Campania, Ernesto Sica. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’esponente del Popolo delle Libertà avrebbe cercato di eliminare dalla scena politica il collega, nonché Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.
Per farlo Sica, che al momento in cui risalgono i fatti appoggiava la candidatura poi bocciata dallo stesso Silvio Berlusconi di Nicola Cosentino, avrebbe creato un dossier falso nel quale si sosteneva che Caldoro, tanto quanto Piero Marrazzo, era solito frequentare prostitute transessuali.
Contraria al tentativo di sabotaggio architettato dall’esponente del Pdl ai danni di un collega di partito si è già detta Martina Castellana.
“Ancora una volta - ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno - le trame oscure del Potere utilizzano lo spregevole spauracchio del “Trans” per colpire il malcapitato di turno. Perché per affossare una figura politica si deve usare l’espressione “va con i Trans”? Io stessa sono un Trans. E allora?”
Intervistato dai giornalisti il diretto interessato ha preferito non commentare le indagini in corso contro Ernesto Sica. Peccato. Precisare una serie dogmi avrebbe fatto bene a tutti. Comunità GLBTQ compresa.
Se tale puntalizzazione non è avvenuta poiché al momento dell’intervista a Stefano Caldoro mancavano le parole giuste di seguito ho redatto un bignami che potrebbe essergli utile la prossima volta che incontra un giornalista.
Sì. La prostituzione, qualunque sia il corpo coinvolto, in Italia è un reato per tanto perseguibile dalla legge.
Sì. Il sesso tra un uomo, nato tale, e una donna, diventata tale solo dopo una serie di interventi chirurgici, avviene nel mondo e nel nostro paese anche quando non ne disquisiscono i mass media.
Sì. Il complotto di Ernesto Sica è deplorevole perché organizzato ai danni di un cittadino e non per la natura dei corpi coinvolti che anzi sono danneggiati dall’ingegno di un uomo che nemmeno conosce il valore della fratellanza. Figuriamoci se può diventare l’ambasciatore del rispetto.
Mentre i deputati e i senatori sono impegnati nelle solite baruffe e nella prenotazione delle loro lunghe vacanze estive, ci sono due sindaci che si sono impegnati in prima linea per ridare dignità e soprattutto visibilità alla “questione omosessuale” nel nostro paese, in cui i doveri sono tanti, ma i diritti sono quasi inesistenti e dove l’ondata di violenza omofobica e trans fobica sta allarmando tutta la nostra comunità che ormai si sente ben poco al sicuro.
Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, insieme al vicesindaco Sabatino Santangelo, è finita nell’occhio del ciclone per la sua partecipazione al Gay Pride nazionale del 26 giugno e per le sue dichiarazioni impegnative, da cattolica laica quale è, a favore degli omosessuali: “La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate”. Le critiche, quanto mai feroci ed inaspettate, sono arrivate da più parti dal mondo politico italiano, ma è il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi quello più infuriato:
“Ancora una volta i cattolici del centrosinistra tradiscono i valori nel nome dell’opportunismo. Un conto e’ la tutela dei diritti della persona umana, altro e’ il rozzo tentativo di dare dignità legislativa a famiglie costituite contro il diritto naturale. Le parole della Jervolino dimostrano per l’ennesima volta quanto di profondamente incoerente e giustificabile solo per la conservazione delle singole poltrone, sia il definirsi cattolici nello schieramento di centrosinistra”.
Gay Magazine è orgogliosa di avere la sede a Pisa, in una delle città italiane più tolleranti e da sempre attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini omosessuali. Proprio per suggellare questo patto di concordia tra comunità lgbt e Comune, ieri mattina il sindaco Marco Filippeschi ha voluto onorare la giornata mondiale per l’orgoglio omosessuale indossando la fascia da primo cittadino con i colori dell’arcobaleno anziché con il tradizionale tricolore e presentando la nuova campagna contro l’odio di genere intitolata Omofobia vituperio delle genti, organizzata da un altro portale gay che ha sede a Pisa come Gay Magazine. Parafrasando la terzina dell’Inferno in cui Dante aveva definito la città di Pisa come “vituperio”, il primo cittadino ha ricordato come proprio la città da lui amministrata sia da sempre la sede ideale per la rivendicazione dei diritti lgbt. Pisa è stata teatro del primo Gay Pride italiano nel 1979 e il primo Comune ad aver adottato nel 1999 il registro delle Unioni Civili:
“Nella giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale, - ha dichiarato il Sindaco - Pisa è orgogliosa d’essere un punto di riferimento nazionale per una battaglia che ha già distinto la nostra città. Oggi, in particolare, contro l’omofobia e contro ogni discriminazione, per denunciare le violenze che abbiamo visto anche nelle ultime settimane. Perché i fatti accaduti facciano riflettere e creino risposte inclusive e solidali”.
Con grande fierezza, il primo cittadino ha sottolineato quanto Pisa voglia e riesca a distante da qualsiasi forma di violenza a aggressioni, rifiutando la transfobia e l’omofobia. Dopo la conferenza stampa, tutti si sono recati sul Ponte di Mezzo, punto focale e di passaggio della città della torre pendente, dove Filippeschi ha voluto personalmente alzare e far sventolare la bandiera Queer per dare ancora più visibilità alla manifestazione e alla giornata del 28 giugno, scelta a livello mondiale come giornata dell’orgoglio omosex:
“Diamo un forte segno simbolico issando la bandiera rainbow, l’arcobaleno, sul pennone del Ponte di Mezzo. E io, nell’occasione, ho inaugurato una nuova fascia per il sindaco, con gli stessi colori, che richiamano l’impegno di tutte le città a favore dei diritti e contro le violenze e le esclusioni. Una grande maggioranza dei cittadini pensa che le persone debbano essere fiere di ciò che sono e che la diversità sessuale debba e possa essere vissuta come un dono e non come una vergogna”. “In questa città – ha concluso Filippeschi – abbiamo aperto strade che poi sono state di esempio per molti altri Comuni”.
Questi due eventi sottolineano come il rapporto tra comunità lgbt e comuni italiani si sta facendo sempre più stretto, e sopperisce alla mancanza istituzionale che esiste tutt’oggi nella normativa del nostro stato e alla negazione pervicace del Parlamento nei confronti dei diritti della comunità gay. Ricordiamo, tra i tanti sindaci arcobaleno, quello di Genova Marta Vincenzi, che partecipò attivamente al Gay Pride nazionale sotto la Lanterna del 2009, o Sergio Chiamparino, l’attuale primo cittadino di Torino che ha sposato simbolicamente una coppia lesbica.
L’ex concorrente del Grande Fratello si è schiantato nei pressi dell’aviosuperficie umbra.
Pietro Taricone è in condizioni disperate per una caduta dopo un lancio con il paracadute. Taricone, divenuto noto dopo la sua partecipazione ad una delle prime edizioni del «Grande fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore ed ha partecipato con successo alla recente fiction «Tutti pazzi per amore». L’incidente è avvenuto all’aviosuperficie di Terni, in Umbria, dove l’ex gieffino abitualmente pratica questo sport.
L’ex concorrente del Grande Fratello si è schiantato nei pressi dell’aviosuperficie umbra.
Pietro Taricone è in condizioni disperate per una caduta dopo un lancio con il paracadute. Taricone, divenuto noto dopo la sua partecipazione ad una delle prime edizioni del «Grande fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore ed ha partecipato con successo alla recente fiction «Tutti pazzi per amore». L’incidente è avvenuto all’aviosuperficie di Terni, in Umbria, dove l’ex gieffino abitualmente pratica questo sport.
L’ex concorrente del Grande Fratello si è schiantato nei pressi dell’aviosuperficie umbra.
Pietro Taricone è in condizioni disperate per una caduta dopo un lancio con il paracadute. Taricone, divenuto noto dopo la sua partecipazione ad una delle prime edizioni del «Grande fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore ed ha partecipato con successo alla recente fiction «Tutti pazzi per amore». L’incidente è avvenuto all’aviosuperficie di Terni, in Umbria, dove l’ex gieffino abitualmente pratica questo sport.
A discapito delle polemiche che nei mesi scorsi avevano lamentato una mancanza di organizzazione e una coesione inesistente tra le varie associazioni lgbt, il Napoli Pride 2010, il pride nazionale italiano che è ritornato da vero protagonista nel capoluogo campano dopo ben 14 anni di assenza, si è concluso con un successo quasi inaspettato. “Siamo oltre 300 mila – ha affermato raggiante Paolo Patanè, presidente del comitato Napoli Pride e di Arcigay nazionale - La folla è oltre ogni previsione. Tutta Napoli è in piazza fianco a fianco a gay, lesbiche e transessuali. E’ la miglior dimostrazione che tutto questo Paese, da nord a sud, è pronto per la rivoluzione laica dei diritti gay. Chi continua a ignorarci ha responsabilità civili e storiche gravi”. A decretare il successo di questa edizione dell’evento lgbt sono state le persone, che hanno partecipato attivamente all’ottima riuscita di questa manifestazione nazionale, e non le dichiarazioni e le prese di posizione del politico di turno o del criticone a cui non va mai bene nulla di quello che accade nella nostra comunità arcobaleno, afflitta da anni di immobilismo.
Ad aprire il corteo, partito da Piazza Cavour e giunto nella centralissima Piazza del Plebiscito, c’erano alcuni manifestanti con uno striscione bianco, recante lo slogan del Pride Alla luce del sole: segno incontrovertibile di una volontà decisa nel riaffermare apertamente il proprio orgoglio d’essere omosessuali e il diritto della città partenopea a riappropriarsi di quello che è ora nelle mani della criminalità e della corruzione. A seguire, sono sfilati tutti insieme, per la prima volta, i gay e le lesbiche appartenenti a gruppi cattolici e cristiani di tutta Italia, oltre ad Amnesty International, alle Famiglie Arcobaleno e alla tradizionale parata allegra e festaiola composta da 15 carri e soprattutto dal popolo lgbt, curiosi, amici e passanti.
Anna Paola Concia ha voluto partecipare, come sempre, al raduno, anche se all’arrivo è stata contestata da alcuni per il suo atteggiamento di dialogo con gli esponenti di Casa Pound di Roma. Ai fischi ha replicato serenamente: “Sono venuta liberamente e resterò qui, perché il Gay Pride non è di proprietà di nessuno. Hanno tutto il diritto di criticarmi, ma questo Gay Pride per sua stessa definizione è a favore della libertà e io sono una libera cittadina che vuole sfilare in corteo”. In difesa della deputata PD è scesa in campo Vladimir Luxuria che, presente al Pride, ha voluto anche manifestare soddisfazione e gratitudine alla città di Napoli, perché “ci ha accolti alla grande”. L’ex parlamentare ha voluto poi ringraziare esplicitamente il sindaco Rosa Russo Iervolino e soprattutto l’arcivescovo Crescenzio Sepe: “Credo che sia una grande cardinale per l’apertura mentale che ha dimostrato, incontrando associazioni omosessuali della città, e per non aver scritto nessun comunicato contro questa sfilata”. La Luxuria ha quindi auspicato: “Vorrei che questo fosse l’anno del Sud. Sono stata al Gay Pride di Palermo e ora sono qui. Vorrei un Sud dove la gente non debba più andare via né in cerca di lavoro né perché ama una persona del suo stesso sesso”.
A rappresentare ufficialmente la città è stato il primo cittadino Rosa Russo Iervolino, accolta con uno scroscio di applausi dai manifestanti, che ha parlato con entusiasmo della manifestazione, dichiarando: “La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate, della solidarietà e dell’allegria. Napoli deve essere così, altrimenti non sarebbe la nostra città”. Per la Iervolino il Pride “è una gioia per tutti e soprattutto per i manifestanti, che portano nel corteo valori semplici ma essenziali: rispetto dei diritti”. Il sindaco della città partenopea ha quindi rilevato il valore della sfilata in paragone con le manifestazioni femministe d’alcuni decenni addietro: “Io sono tanto anziana da ricordare le discriminazioni a cui eravamo sottoposte. Bisogna riconoscere attraverso le leggi dello Stato i diritti delle coppie omosessuali”. In corteo c’era anche Filippo Penati in rappresentanza dei vertici del Pd nazionale: “Siamo qui a testimoniare l’impegno del Pd perché da Napoli parta una nuova stagione per il riconoscimento dei diritti civili che ci metta finalmente al passo con l’Unione europea”.
Nicola Posapiano e Francesco Vincenti, i due testimonial del Gay Pride che sono apparsi in questi giorni sui manifesti della campagna del Comune di Napoli per la manifestazione, hanno commentato positivamente l’evento, riflettendo anche sulla situazione non certo rosea della comunità lgbt milanese: “Napoli oggi si sta dimostrando all’avanguardia in Italia, speriamo che anche la nostra Milano impari questa lezione. A Milano c’è, dai dati ufficiali, la comunità gay più numerosa d’Italia, speriamo che dalla sensibilità dimostrata dal Comune di Napoli arrivi un messaggio anche al sindaco Moratti”. I due testimonial hanno criticato l’influenza del Carroccio al Nord: “Diciamo che la Lega non ci aiuta e purtroppo molte persone al Nord quando votano la Lega non si rendono conto che questo partito reca con sé un messaggio di intolleranza e anche di omofobia”.
Ha plaudito al Pride anche il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha commentato: “Sono contenta per come si è svolta la manifestazione di Napoli all’insegna del rispetto e della pacificazione. Mi dispiace per qualche fischio all’onorevole Paola Concia, alla quale va tutta la mia solidarietà, ma credo si sia trattato di un piccolissimo episodio isolato che certamente non fermerà il suo lavoro”. Il ministro ha quindi aggiunto: “Io, per convincimento personale e per il ruolo che svolgo, non posso che stare dalla parte di chi chiede di cancellare le discriminazioni, annullarle, e si batte contro tutti i pregiudizi, compresi quelli legati all’orientamento sessuale o alla differenza di genere. Davanti a manifestazioni come queste il compito delle istituzioni è quello di aprire le orecchie e ascoltare”.
C’è stato anche, purtroppo, un tentativo di violenza sessuale ai danni di una donna colombiana 24enne che da oltre dieci anni vive nel capoluogo campano. La ragazza ha denunciato ai vigili urbani, presenti sul posto, un cittadino romeno 25enne che in Piazza del Plebiscito, durante il tradizionale concerto post pride, l’ha prima chiamata lesbica, poi è passato a toccarle il seno e a minacciarla con un coltello. A parte questo episodio, che non riguarda direttamente la manifestazione, il Pride 2010 è stata la conferma dell’impegno costante, che si rinnova ogni anno, del popolo lgbt per cercare di cambiare in meglio la nostra Italia: c’è ancora tanto da lottare per i nostri diritti perennemente negati, per arginare la violenza omofobica rinata negli ultimi anni e per ottenere finalmente e giustamente quel rispetto reciproco, invocato da più parti, e quella visibilità che non si limiti al siparietto tv o alla notizia dell’omicidio tra due amanti omosessuali per gelosia.
”Dopo l’accoglienza affettuosa del sindaco di Napoli allo scorso Pride, un altro sindaco, quello di Pisa, fa un gesto dal forte valore simbolico: issare sul pennone la bandiera rainbow simbolo della rivendicazione dei diritti e della dignita’ delle persone gay, lesbiche e trans. Questo significa che ad occuparsi delle nostre questioni deve essere tutta la citta’, solo quando le nostre rivendicazioni non saranno piu’ appannaggio del nostro movimento ma se ne faranno carico tutte le istituzioni vorra’ dire che si riuscira’ finalmente ad ottenere qualcosa di concreto”. Lo afferma Wladimir Luxuria in una nota.
”Dopo l’accoglienza affettuosa del sindaco di Napoli allo scorso Pride, un altro sindaco, quello di Pisa, fa un gesto dal forte valore simbolico: issare sul pennone la bandiera rainbow simbolo della rivendicazione dei diritti e della dignita’ delle persone gay, lesbiche e trans. Questo significa che ad occuparsi delle nostre questioni deve essere tutta la citta’, solo quando le nostre rivendicazioni non saranno piu’ appannaggio del nostro movimento ma se ne faranno carico tutte le istituzioni vorra’ dire che si riuscira’ finalmente ad ottenere qualcosa di concreto”. Lo afferma Wladimir Luxuria in una nota.
Il Comune di Napoli ha comunicato di aver speso 80 mila euro non per l´organizzazione della manifestazione ma per garantire i servizi di supporto. Non si è fatta molto attendere la replica dell’opposizione che dice di essere a conoscenza di altre cifre ben superiori da quelle dichiarate dalla municipalità e che risulta essere surreale e da incoscienti se confrontati con i dati della partecipazione della gente al pride partenopeo dichiarati dall’organizzazione.
Il Comune di Napoli ha comunicato di aver speso 80 mila euro non per l´organizzazione della manifestazione ma per garantire i servizi di supporto. Non si è fatta molto attendere la replica dell’opposizione che dice di essere a conoscenza di altre cifre ben superiori da quelle dichiarate dalla municipalità e che risulta essere surreale e da incoscienti se confrontati con i dati della partecipazione della gente al pride partenopeo dichiarati dall’organizzazione.
La premier islandese, Johanna Sigurdardottir, ha sposato la sua compagna, Jonina Leosdottir, nel giorno in cui nel Paese è entrata in vigore la legge che consente i matrimoni omosessuali. La legalizzazione delle nozze gay è stata approvata all’unanimità dal Parlamento islandese il 12 giugno. La legge prevede che le unioni civili omosessuali possano essere trasformate in matrimonio a tutti gli effetti con la semplice presentazione di una domanda.
Secondo la televisione pubblica Ruv, la Sigurdardottir ha contratto matrimonio senza alcuna cerimonia particolare, ma semplicemente presentando istanza di trasformare in tal senso l’unione civile da tempo dichiarata.
Arrivata al potere nel febbraio 2009, la ex hostess Sigurdardottir, considerata la personalità politica più amata del Paese, è il primo capo di governo dichiaratamente omosessuale.
La premier islandese, Johanna Sigurdardottir, ha sposato la sua compagna, Jonina Leosdottir, nel giorno in cui nel Paese è entrata in vigore la legge che consente i matrimoni omosessuali. La legalizzazione delle nozze gay è stata approvata all’unanimità dal Parlamento islandese il 12 giugno. La legge prevede che le unioni civili omosessuali possano essere trasformate in matrimonio a tutti gli effetti con la semplice presentazione di una domanda.
Secondo la televisione pubblica Ruv, la Sigurdardottir ha contratto matrimonio senza alcuna cerimonia particolare, ma semplicemente presentando istanza di trasformare in tal senso l’unione civile da tempo dichiarata.
Arrivata al potere nel febbraio 2009, la ex hostess Sigurdardottir, considerata la personalità politica più amata del Paese, è il primo capo di governo dichiaratamente omosessuale.
È morto a Roma l’attore Aldo Giuffrè, aveva compiuto 86 anni lo scorso 10 aprile. Nato a Napoli nel 1924, è stato un grande attore teatrale e cinematografico. Si è spento, ieri notte, dopo un’operazione di peritonite all’ospedale San Filippo Neri della capitale.
Non ancora ventenne esordì come annunciatore radiofonico e dai microfoni di Via Asiago annunciò, il 25 aprile 1945, la fine della guerra. Ha cominciato con il teatro nel 1942 insieme alla compagnia di Eduardo De Filippo. Poi ha lavorato sui palchi di Roma con Luchino Visconti e di Milano con Giorgio Strehler. Nel 1972/73 ha recitato insieme al fratello Carlo nella commedia Un coperto di più di Maurizio Costanzo.
Insieme al teatro, l’altra sua passione è stato il grande schermo. Al cinema ha esordito nel 1947 nel film drammatico Assunta Spina di Mario Mattoli. Poi altri ruoli come caratterista in Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica (1963) e in Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966). L’ultima apparizione è del 2001 in La repubblica di San Gennaro di Massimo Costa. Negli anni Sessanta, inoltre, si era dedicato alla televisione: nel 1961 diede il via alle trasmissioni del secondo canale con La trincea di Dessì e nel 1973 condusse il varietà Senza rete.
Era stata direttrice del Manifesto e senatrice di RC dal 2006. Da tempo collaborava con il settimanale Gli Altri. Il ricordo del presidente del Senato, Schifani, di Walter Veltroni e Vladimir Luxuria. I funerali domani alle 16.30 nella chiesa valdese di piazza Cavour
Nella sua ultima dichiarazione rilasciata ai microfoni del Tg3 regionale della Campania, il Presidente nazionale dell’Arcigay in merito al numero dei partecipanti al pride ha dichiarato che è stato un autentico successo all’insegna dell’allegria e della pacificazione e che alle persone presenti “potrebbe salire a 300mila se consideriamo la gente che ha assistito e si è fermata”.
Il presidente di Gaynet: “Grande successo della manifestazione”.
Il Gay Pride di Napoli “è un grande successo” e “decine e decine di migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione”, sottolinea il presidente di Gaynet, Franco Grillini. Il corteo del Gay Pride 2010 di Napoli, sotto l’insegna della manifestazione “Alla luce del sole” è partito da piazza Cavour, attraversando il centro della città partenopea, fino a giungere in piazza Plebiscito. “Decine e decine di migliaia di persone hanno sfilato oggi per le vie di Napoli in occasione del sedicesimo Gay Pride nazionale italiano invadendo la città con allegria ed ironia”, dice entusiasta Grillini. E’ la seconda volta che il Pride torna a Napoli, nel 1996 un’altra grande manifestazione aveva posto il tema dei diritti civili nel sud del paese coinvolgendo la città e le sue istituzioni. E per Grillini il successo del Pride napoletano deve far riflettere: da un lato il presidente di Gaynet ricorda le parole pronunciate dal cardinale Sepe che “come responsabile del Giubileo del 2000 fece di tutto per impedire la manifestazione del World Pride del 2000″ e invita il prelato a chiedere scusa; dall’altro avverte: “Il successo del Pride napoletano è legato alle battaglie per i diritti e la laicità dello Stato nelle quali si riconosce ormai larga parte della popolazione italiana”.
‘Ciascuno sceglie per la sua responsabilita’, penale e personale, e quindi giudichi lui che cosa deve fare’. Cosi’ Calderoli su Brancher.Il ministro ha risposto ai giornalisti sulle eventuali dimissioni del collega di governo, sottolineando di non essersi pentito di aver accompagnato Brancher al giuramento al Quirinale. Parlando di manovra, Calderoli ha assicurato: ‘Abbiamo dato una mano ai Comuni e alle Province, la daremo anche alle Regioni nel limite imposto dalla manovra’.
‘Ciascuno sceglie per la sua responsabilita’, penale e personale, e quindi giudichi lui che cosa deve fare’. Cosi’ Calderoli su Brancher.Il ministro ha risposto ai giornalisti sulle eventuali dimissioni del collega di governo, sottolineando di non essersi pentito di aver accompagnato Brancher al giuramento al Quirinale. Parlando di manovra, Calderoli ha assicurato: ‘Abbiamo dato una mano ai Comuni e alle Province, la daremo anche alle Regioni nel limite imposto dalla manovra’.
”La città di Napoli ci ha accolto alla grandè’: Vladimir Luxuria, alla testa del corteo con altri autorevoli rappresenatanti del movimento Lgbtq e dietro un grande striscione bianco con la scritta ”Alla luce del sole” parla dal Gay Pride 2010 nel capoluogo campano. “Dobbiamo ringraziare il sindaco Rosa Russo Iervolino per il suo impegno insieme ad altre donne nel 1982 per la legge sul cambiamento di sessò’.
”La città di Napoli ci ha accolto alla grandè’: Vladimir Luxuria, alla testa del corteo con altri autorevoli rappresenatanti del movimento Lgbtq e dietro un grande striscione bianco con la scritta ”Alla luce del sole” parla dal Gay Pride 2010 nel capoluogo campano. “Dobbiamo ringraziare il sindaco Rosa Russo Iervolino per il suo impegno insieme ad altre donne nel 1982 per la legge sul cambiamento di sessò’.
L’onorevole del Pd Anna Paola Concia è stata bloccata a forza dai gruppi antagonisti. Al momento è tutto bloccato e forze dell’ordine stanno faticosamente stanno cercando di creare dei cordoni di sicurezza per permettere lo svolgimento della manifestazione.
Ivan Scalfarotto e Paolo Patané, presidente dell’Arcigay, in modo molto acceso stanno discutendo con i gruppi antagonisti per cercare di arrivare ad un accordo ma la situazione pare non migliorare.
Le maratone sessuali si rivelano sfiancanti, ma anche noiose. E inutili. Per un rapporto soddisfacente bastano dieci minuti, la durata “perfetta” secondo la maggior parte delle persone. Lo rivela un’indagine condotta fra 50 specialisti, componenti della Society for Sex Therapy and Reserch, e pubblicata sul ‘Journal of Sexual Medicine’.
Il Papa ha nominato vescovo di Bruges (Belgio) mons.Jozef De Kesel, finora vescovo di Bulna e ausiliare di Malines-Bruxelles.Quest’ultima e’ la diocesi oggetto di perquisizioni da parte della polizia nell’ambito di un’inchiesta sulla pedofilia.De Kesel sostituira’ l’ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi, le cui dimissioni sono state accolte dal Papa.E in merito alle perquisizioni,Yves Leterme, premier belga uscente, ha detto ‘chi ha sbagliato deve pagare’.
« Il cosiddetto Gay Pride, ma per meglio dire, l’esibizione gay prevista in città, offende Napoli ed i napoletani e rende colpevoli gli amministratori consenzienti.
Nel primo caso, attribuisce alla nostra città un profilo di intolleranza estraneo alla sua cultura ed alla sua tradizione.A meno che non si vogliano addirittura condannare le sue profonde convinzioni religiose.
Nel secondo caso, attraverso l’adesione dei suoi amministratori, legittima una manifestazione che, surrettiziamente, si propone di difendere alcuni valori o pseudo tali, mentre in realtà rappresenta un’altra tappa verso l’accreditamento di una condizione, quale quella omosessuale che, usando le parole di Papa Ratzinger – “ appartiene ad individui che in quanto persone umane hanno gli stessi diritti di tutte le altre. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono venire legittimamente limitati a motivo di un comportamento interiore oggettivamente disordinato”. – Ed infatti – prosegue Diodato – gli organizzatori dell’evento si riconoscono nella sigla GLT che in realtà è una costola della LGBT il cui acronimo sta per Lesbo, Gay, Bisex, Transgender, appartenente alla più potente ILGA ( International Lesbian and Gay Association ) associazione a livello mondiale che punta, non tanto al riconoscimento dei presunti diritti negati alle coppie che decidono di convivere senza sposarsi, quanto al superamento del concetto stesso di famiglia, attraverso la graduale e progressiva irrilevanza del matrimonio.Uno dei suoi massimi esponenti – conclude Diodato – è quel Grillini ex deputato e presidente dell’Arci Gay.»
“Trovo che la proposta del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, di creare una casa di accoglienza per giovani gay e lesbiche cacciati di casa perche’ non accettati dalle loro famiglie, sia importante, lodevole e innovativa e vada nel senso di dare un forte contributo alla lotta contro l’omofobia, permettendo inoltre ai giovani di non sentirsi come spesso accade soli e deboli”. Lo ha affermato Imma Battaglia, presidente di Di’ Gay Project. “E’ fondamentale, e sono certa che Zingaretti gia’ ne abbia tenuto conto – ha concluso – che il progetto includa anche le persone transessuali”.
Ad una settimana dal Pride milanese, in attesa di quello napoletano, mi piacerebbe capire con voi la vostra idea di bandiera. In risposta al post scritto proponendovi le considerazioni di utente di 02blog.it, che legittimamente si chiedeva come un aggressore omofobo fosse a conoscenza dell’orientamento sessuale della propria vittima, alcuni utenti mi hanno fatto presente che i gay picchiati sovente indossavano una spilla riconducibile ad Arcigay.
Erano, per tanto, riconoscibili come lo sono spesso i partecipanti dei Pride benedetto dall’associazione oggi di responsabilità di Paolo Patanè. Cambiano le persone ma non la scenografia all’interno della quale si muovono.
Lecito a questo punto chiedersi se i mancati passi in avanti fatti nel nostro paese, a causa anche delle associazioni, altro non siano che una buona motivazione per cambiare bandiera. Quelle finora sventolate hanno, nei migliori dei casi, garantito alle persone un pagina delle gallery che Repubblica è solita realizzare per raccontare i colori di una comunità.
Se per un anno, almeno in tempo di crisi, destinassimo i fondi previsti per questi momenti squisitamente televisivi a dei fondi d’investimento utili per tutelare la comunità? Se per una volta i quattrini spesi in feste venissero utilizzati per, suppongo, la creazione di un servizio taxi gratuito per i giovani omosessuali che non si sentono protetti finalmente ci sarebbe qualcosa di cui essere orgogliosi.
Inutile chiedere solidarietà se per primi non abbiamo dimostrato di essere in grado di contribuire, concretamente, al benessere altrui.
A margine dell’annuncio di adesione al Roma Pride 2010, di Vladimir Luxuria ha inoltre voluto invitare la comunità gay a partecipare in massa alla manifestazione del 3 luglio “E’ importante esserci – ha detto – A Roma si stanno verificando sempre più violenze contro i gay e dobbiamo scendere in massa in piazza”.
Rispondere ai “problemi reali di due milioni di persone”.
Una legge per rispondere alle esigenze di “due milioni di persone conviventi”, senza però negare “l’essenza del matrimonio”. Il governo cileno, ha spiegato il presidente Sebastian Piñera, lavorerà a una legge per le coppie di fatto, fedele al mandato ricevuto dal popolo e che gli impone di risolvere i “problemi reali” delle persone, senza discriminazioni “sociali, etniche, economiche” né “tantomeno sessuali o religiose”.
Non verrà toccata “l’essenza del matrimonio, che è l’unione tra un uomo e una donna” ha detto Piñera anticipando il parere del governo sul dibattito parlamentare che si aprirà la settimana prossima su un progetto di legge su “Accordo di vita comune” per coppie etero e omosessuali.
Il provvedimento dovrà risolvere problemi “di carattere patrimoniale, di salute, di eredità delle coppie”, ha detto Piñera.
Le parole del capo di Stato hanno raccolto il plauso del “Movimiento de Integración y Liberación Homosexual de Chile” che ha parlato di un “progresso significativo e senza precedenti”.
”La prima risposta alle violenze commesse contro gli omosessuali, i gravissimi episodi che la cronaca ha registrato nelle scorse settimane, dev’essere ed e’ quella della sicurezza. Sicurezza che il governo vuole garantire a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione. Il miglior deterrente perche’ si fermi la spirale delle violenze e’ quello di individuare immediatamente i responsabili delle aggressioni, assicurarli alla giustizia, far pagare loro il giusto prezzo per i reati commessi, proprio come e’ accaduto per l’ultima aggressione a Padova. La creazione di un ufficio centrale della Polizia dedicata a prevenire e combattere violenze commesse in nome di tutte le discriminazioni e’, quindi, un’ottima notizia per tutto il Paese”. Cosi’ il ministro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, commenta l’istituzione del nuovo Ufficio a tutela delle minoranze esposte a discriminazioni, composto da un pool di esperti, in seno alla Polizia. ”Ringrazio il Capo della Polizia, Antonio Manganelli – aggiunge Carfagna – per avere dimostrato, ancora una volta, grande sensibilita’ rispetto alle esigenze dei cittadini, deciso di investire sulla prevenzione. Altrettanto importante l’apertura di un ‘commissariato online’ che monitori l’istigazione alla violenza che, purtroppo, e’ sempre piu’ diffusa su internet e nei social network nonostante l’instancabile lavoro delle forze dell’ordine e consentira’ alle vittime di presentare denuncia anche in forma anonima”, conclude il ministro.
Le stavamo aspettando con ansia, tra rumors vari, date incerte e date, invece, più sicure e definitive, ora le abbiamo tutte e sono quelle, le date dei diversi Gay Pride in Italia. Quest’anno questa importantissima manifestazione attraverserà veramente tutto il Bel Paese, da nord a sud sono previste date per le principali città.
Come vedrete fra pochissimo, la novità di quest’anno è la perfetta suddivisione delle diverse date tra nord e sud, le giornate si alternano in una successione che pare quasi un danza che coinvolge tutti quanti e che, soprattutto, unisce tutti quanti; ma vediamo le date nel dettaglio, calendario alla mano per segnare i giorni, si inizia.
La prima giornata si terrà a Milano (come ormai tradizione si oserebbe dire), città in cui vi è una fortissima concentrazione di gay, sarà anche il Pride di “apertura” se così lo vogliamo chiamare, quello che precede e da il via libero a tutti gli altri; il giorno stabilito è il 12 Giugno 2010.
Per la seconda data si deve andare, con un volo diretto, dall’altra parte dell’italia, precisamente in Sicilia, a Palermo, città che ormai continua a stupirci sempre di più per la sua apertura nei confronti delle tematiche Lgbt; la data fissata è quella del 19 Giugno 2010, quindi iniziate a preparvi a dovere se volete parteciparvi.
Contemporaneamente a quello di Palermo, sempre il 19 Giugno, si terrò anche il Pride nel capoluogo del Piemonte, Torino ospiterà nel suo gremdo il Gay Pride con il motto: “I diritti sono il nostro Pride”. Il 19 Giugno avrete l’imbarazzo della scelta tra una perla del sud (ovvero Palermo) e una perla del nord (ovvero Torino).
Si passa poi al Pride Nazionale, la cui data, fissata ormai da mesi, è, per chi non lo sapesse ancora, il 26 Giugno. Quest’anno il Gay Pride Nazionale si terrà a Napoli, città bellissima e misteriosa; essendo la manifestazione più importante (senza nulla voler togliere alle altre ovviamente), sono previste, dopo la fine della manifestazione, conferenze e feste; Napoli è anche in una posizione strategica, facilmente raggiungibile da tutta Italia (eccezion fatta per le isole che dovranno, purtroppo, organizzarsi bene per parteciparvi).
Con il motto “Ogni bacio una rivoluzione” partirà il giorno 3 Luglio il Pride di Roma, sempre molto bello e particolare, ci si apsetta, anche quest’anno, grandi notivà ed emozioni da questa manifestazione tutta romana.
Infine, ritornando in Sicilia, ecco a voi l’ultima data dell’ultimo Pride italiano per l’anno 2010: il 10 Luglio si terrà il Gay Pride a Catania con un motto che da una carica e una voglia di partecipare davvero incredibile: “Verso un futuro diverso”; questo sarà un altro importantissimo evento, sarà la manifestazione di chiusura dei diversi Gay Pride italiani, si terrà in un luogo, la città di Catania, anch’esso bellissimo.
Quest’anno, come avete potuto leggere, c’è l’imbarazzo della scelta, quale, o quali, Pride sceglierete?
Quest’anno l’orgoglio omosessuale, esploso nel 1969 con i moti di Stonewall, scuoterà lo stivale da nord a sud con sei appuntamenti da non perdere, per dire basta ai nostri diritti continuamente negati o rimandati e per chiedere a gran voce un cambiamento vero. Sei occasioni per dimostrare che la comunità lgbt italiana esiste ancora e che il pride non è solo paillettes e corpi nudi, ma una manifestazione di orgoglio, visibilità e discussione di temi di grandissima attualità ed importanza non solo per noi, ma per tutto il paese.
Il tradizionale pride di Milano si terrà il 12 giugno con la parata del Christopher Street Day. Il corteo arcobaleno, con concentramento alle ore 16.30 Piazza Castello/Via Beltrami, attraverserà la città italiana con la comunità gay più grande in una giornata di festa, ma che rivendica con forza lo stato d’animo delle persone lgbt italiane con lo slogan “Ora ne abbiamo abbastanza!”.
Il 19 giugnoPalermo ospiterà per la prima volta nella sua storia il Sicilia Pride LGBT, unica grande città italiana a non avere mai visto una manifestazione dell’Orgoglio, con concentramento alle ore 15 in Piazza Magione. L’occasione speciale è il trentennale della fondazione del primo circolo Arcigay avvenuta nel 1980. Lo stesso giorno anche Torino ospiterà, come accade ormai da 5 anni, il suo Pride, che quest’anno si trasforma in una grande manifestazione per i diritti e la libertà promossa dal Coordinamento TorinoPrinde LGBT e dal Coordinamento Donne di Torino per l’Autodeterminazione, dal titolo “I Diritti sono il nostro Pride”. Concentramento ore 15 Porta Susa.
Sabato 26 giugno è il momento del Pride nazionale, che torna a Napoli dopo 14 anni, riportando l’Orgoglio nazionale al Sud, 7 anni dopo il BariPride2003. Lo slogan “Alla Luce del Sole” vuole significare un percorso identitario ancora difficile per le persone lgbt che vivono in tutto il Mezzogiorno, dove il silenzio, l’invisibilità, la discriminazione e la sofferenza di gay, lesbiche e trans sono ancora orribile norma. Napoli sta mobilitando tutte le sue migliori energie e le sue grandi risorse per essere una grande capitale dell’accoglienza e dell’integrazione delle diverse identità. Concentramento ore 15 in Piazza Cavour.
Anche a Roma il 3 luglio al centro del pride ci saranno gli amori e la visibilità delle persone con lo slogan “Ogni bacio una rivoluzione”, per una manifestazione di tutti coloro che credono nelle libertà e nella piena uguaglianza dei diritti. Chiude l’intenso mese dell’Orgoglio il Pride di Catania che si terrà il 10 luglio, altro appuntamento ormai tradizionale, portando nel calore del cuore dell’estate siciliana i colori del movimento lgbt. Nel ricco documento intitolato “Verso un futuro diverso” le parole d’ordine sono sempre forti e chiare: parità, dignità, laicità, diritti e accoglienza.
In occasione dell’odierna Giornata Mondiale contro l’Omofobia, giune da Napoli, una curiosa campagna: sul viso di un ragazzo c’è una domanda seria: “I tuoi lo sanno che sei eterosessuale?”.
Creata dal Napoligaypress (e ideata da Johnny Alexandre Abbate), ha l’intento di ribadire che: “Eterosessualità ed omosessualità sono orientamenti naturali, mentre l’omofobia è una grave forma di ignoranza”. Una campagna molto interessante e curiosa, chi ha detto infatti che essere eterosessuali sia normali? La normalità è un punto di vista e questo spot lo coglie appieno con un’ironia sottile e tagliente.
Mercedes Bresso non vuole candidarsi alla carica di sindaco di Torino.
L’ex presidente della Regione Piemonte ha precisato le sue intenzioni nel corso della trasmissione ‘Un giorno da pecora’, in onda su Radiodue.
Sul nome ’spendibile’ dal centrosinistra, Bresso ha detto: “Piero Fassino potrebbe essere un buon candidato”. In ogni caso l’esponente del Pd il ricorso alle primarie per la selezione del candidato.
Incontro nazionale della rete per i diritti Lgbtq nel Pd.
Bologna, 16 maggio 2010 , ore 10.30 – via Rivani 35
L’uguaglianza di gay e lesbiche passa attraverso il riconoscimento di pari diritti alle loro relazioni di coppia. La Corte Costituzionale ha affermato che questo diritto va riconosciuto, ma che non riguarda necessariamente il matrimonio La sentenza della Corte potrà essere modificata in futuro, per cui occorre andare avanti con la richiesta dell’accesso al matrimonio.
Contemporaneamente la Corte afferma che “all’unione omosessuale spetta il diritto fondamentale di vivere una condizione di coppia, ottenendone il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri. Tale riconoscimento necessariamente postula una disciplina di carattere generale. Spetta al Parlamento individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette”.
Di fronte a questa storica richiesta al Parlamento di legiferare, chiediamo al Partito Democratico di sostenere subito una proposta all’altezza della richiesta della Corte: un’ipotesi è una legge simile al Civil Partnership Act (Unioni Civili) inglese, che estenda alle coppie omosessuali i diritti previsti per le coppie eterosessuali dal matrimonio. Questa proposta di legge (n.1631 /2008) esiste già in Parlamento, presentata dall’on. Paola Concia.
Non è una legge sulle copie di fatto etero ed omosessuali – battaglia che non va abbandonata – ma la proposta di un istituto giuridico che estenda alle copie lesbiche e gay i diritti previsti dal matrimonio.
Alle coppie di fatto eterosessuali, per cui tanto si è spesa in questi anni la comunità gay e lesbica, oggi chiediamo di sostenere questa battaglia: la richiesta di accesso delle coppie dello stesso sesso ad un istituto giuridico che garantisca pari diritti con le coppie sposate, attraverso l’estensione del matrimonio o, come nella proposta che qui avanziamo come risposta immediata alle valutazioni della Corte Costituzionale, attraverso una legge equivalente sul modello inglese. Al Partito Democratico chiediamo un impegno vero e concreto su questo tema.
Parteciperanno fra gli altri:
Stefano Bonaccini Segretario regionale PD Emilia Romagna
on. Paola Concia Deputata Gruppo PD
Andrea De Maria Segretario provinciale PD Bologna
Francesca Puglisi Segreteria nazionale PD
Ivan Scalfarotto Vice presidente Assemblea Nazionale PD
Cristiana Alicata Direzione regionale PD Lazio
Fabio Astrobello Responsabile nazionale Diritti civili – Giovani Democratici
Andrea Benedino Segreteria PD Piemonte
Stefano Cappelli Associazione 3D
Enrico Fusco Direzione regionale PD Puglia
Daniele Garuti PD Modena
Carlo Guarino PD Roma
Sergio Lo Giudice Direzione PD Bologna
Alice Lomonaco Giovani Democratici Bologna
Aurelio Mancuso PD Milano
Enrico Pizza Assessore alla Mobilità – Comune di Udine
Carlo Santacroce Presidente 3D
Il Roma Pride si svolgerà il giorno 3 Luglio, sarà la tappa conclusiva di tutti i vari pride che ci sono stati nelle varie città e farà da chiudipista al Gay Pride Nazionale, che si svolgerà il 26 Giugno a Napoli.
Il percorso del corteo dev’essere ancora presentato, e lo sarà solamente nei prossimi gorni, mentre i vari slogan sono già tutti ben chiari, definiti e forti; il Principale sarà “Ogni Bacio una Rivoluzione”.
Dal canto loro gli organizzatori del Pride affermano: “Il Roma Pride 2010 vuole essere non solo un’appuntamento per tutta la comunità Lgbt, ma la manifestazione di tutti quelli che credono nelle libertà e nella piena uguaglianza dei diritti”.
Ci sarà inoltre una grande novità per quest’anno, infatti, è stato volontariamente deciso di non invitare nessun politico, sempre gli organizzatori motivano così la loro decisione: “Il popolo gay è stufo di questa politica incapace di interpretare i nostri diritti. Per questo abbiamo deciso di non invitare al Pride i partiti politici. Vogliamo che il Pride sia una festa di orgoglio civile di tutti i cittadini, non una passerella per quella politica che non sa dire nulla sui nostri diritti, se non opporsi o essere inconcludente. Una risposta, quindi, ferma e unitaria da parte di tutta la nostra comunità che vuole mettersi in gioco ed essere protagonista del cambiamento del Paese”.
La polizia colombiana ha arrestato un sacerdote, Luis Enrique Duque, 65 anni, ricercato da due anni dopo essere stato condannato nel 2008 a 18 anni e 5 mesi di reclusione per abusi sessuali su minori. Duque è già stato portato in prigione vicino a Medellin, ha reso noto la polizia dello stato di Antioquia, ricordando che il religioso era stato accusato di aver violentato ripetutamente due bambini di un villaggio nello stato di Tolima.
Ad accusare Duque è stato il padre dei due bambini, Juan Perez, un contadino sfollato dal villaggio insieme alla moglie e ai sei figli piccoli. Il religioso aveva accolto la famiglia Perez presso la sua parrocchia, ha ricordato la stampa di Bogotà, rilevando che il sacerdote ha ripetutamente abusato dei due figli più grandi di Perez, di 6 e 8 anni.
L’attrice Giovanna Mezzogiorno alla vigilia delle sua prima esperienza come giurata al Festival di Cannes (unica italiana) ha rilasciato un’intervista a ‘Sette’, il magazine del ‘Corriere della Sera’. Gli italiani votano Silvio Berlusconi perché “incarna gli istinti peggiori del nostro popolo, quelli a cui non si resiste” dice Mezzogiorno.
“Non ho mai fatto politica, ma sono dichiaratamente di sinistra”, ha detto l’attrice, e “spesso, quando vedo i miei colleghi sul palco accanto ai politici, penso che non lo facciano per passione civile, ma per farsi pubblicità”. A proposito dei nudi e dell’eccessiva ostentazione del corpo della donna in Italia ha affermato: “Se ne è già parlato abbastanza. Dico una sola cosa: le donne non sono vittime. Ci sono donne, star, che hanno raggiunto il gotha del cinema mondiale e continuano a fare mossette sul tappeto rosso per mostrare le chiappe. Sono imbarazzanti”.
Dal 24 al 28 giugno indiscrezioni darebbero il grande attore Al Pacino con un gruppo di persone in visita tra Napoli l’area salernitana. Le stesse voci riferiscono che la visita di Al Pacino è dovuta alla necessità di trovare una location consona ad un progetto di film tratto da “Salomè” di Oscar Wilde e di cui l’attore italo-americano ne fece una versione in forma di lettura nel 2004 negli Usa. L’attore sarebbe interessato a visitare le aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Paestum.
Cerca di difendere un adolescente con disagi, suo assistito, e viene picchiata da un gruppo di ragazzi, fra cui anche alcuni minorenni. Vittima una giovane educatrice di San Bartolomeo al mare, in provincia di Imperia, che ha riportato contusioni al polso e l’incrinatura di una costola. Alla donna è stata danneggiata anche l’auto. La vicenda risale a sabato scorso ma è emersa soltanto dopo che la giovane ha presentato querela. In corso di identificazione i responsabili.