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Archivio per la categoria ‘nozze gay’

Australia. Ministro lesbica contraria ai matrimoni gay: “I valori vanno rispettati!”

Penny Wong

Quando leggo di questi casi, mi viene sempre da sorridere perchè immagino dei robottini caricati a molla che camminano lungo una stanza, agitando le braccia con lo stesso ritmo, fino ad esaurimento “spinta”. Si crede che una persona che ha subìto esperienze negative e discriminazioni nel corso della propria vita, ti possa capire e invece, in maniera assurda, spesso si allea con il nemico. E, infatti, Penny Wong, Ministro per il Cambiamento Climatico, l’Efficienza Energetica e l’Acqua e dichiaratamente lesbica, si è dichiarata fermamente contraria ai matrimoni gay, nonostante le discriminazioni provate in prima persona per essere omosessuale e per la sua origine asiatica. Ma l’idea resta quella.

Le motivazioni? Tra le più “originali”: con orgoglio di definisce cristiana praticante, ora single dopo una lunga relazione con un’altra donna, sostiene che il matrimonio sia nato in una cultura non gay, quindi come tale debba essere rispettata la visione sociale e religiosa dell’impegno, includendo solo legami tra uomo e donna.

E questa strategia politica pare abbia avuto consensi, dal momento che sembra essere avvantaggiata e in prima fila nelle elezioni del prossimo ottobre. Del resto, nel 2008 ha presentato in Parlamento un disegno legge che garantiva alle coppie dello stesso sesso, la parità di diritti in materia di assistenza sanitaria e servizi delle pensioni. E quindi si definisce sensibile ai problemi dei diritti Lgbt (quelli che sceglie lei, però…)

Australia. Ministro lesbica contraria ai matrimoni gay: "I valori vanno rispettati!" é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 28 luglio 2010.


California: sondaggio evidenzia maggiore supporto per i diritti gay dopo la Proposizione 8

proposizione 8 sondaggio gay In base ad una ricerca, un californiano su quattro sostiene maggiormente i diritti gay rispetto a cinque anni fa, paragonato a quell’8% che invece è diventato più ostile al mondo Lgbt col passare del tempo. Ideato dalla Washington, D.C. Public Religion Research Institute, il sondaggio ha voluto notare le differenze di pensiero a due anni dalla Proposizione 8, legge che impedisce i matrimoni gay in California. Sono stati contattati 3,300 abitanti, con domande scritte in inglese e spagnolo (per i latini). E i risultati evidenziano come il 75% sia favorevole ad una legge che protegga i diritti gay sul lavoro, il 69% vorrebbe che i gay potessero dichiararsi per prestare servizio militare nell’esercito, il 56% è persino favorevole alle adozioni gay.

Le indagini hanno evidenziato come sia stato influente e predominante l’influenza della Chiesa e del Clero per molti abitanti, “ammaestrati a dovere”. Secondo i risultati, se vi fosse una nuova votazione domani per decidere se permettere i matrimoni gay, la legge passerebbe senza alcun dubbio. Robert P. Jones, direttore del Public Religion Research Institute ha affermato:

“Ci sono buoni segni e prove che dimostrano come il vento stia cambiando, ci stiamo muovendo in una direzione positiva in merito ai diritti di gay e lesbiche”

Via | LaTimes
Foto | ArionTheDaily

California: sondaggio evidenzia maggiore supporto per i diritti gay dopo la Proposizione 8 é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di giovedì 22 luglio 2010.


Il New York Times pubblica annuncio matrimoniale di una coppia gay

new-york-times-headquarters

Svista colossale o svolta epocale al celebre New York Times? È quello che si sono chiesti i tantissimi lettori del quotidiano della Grande Mela, quando domenica scorsa hanno letto nella pagina dedicata ai matrimoni il termine “sposa” riferito a una coppia gay. Il primo sposo diventato “sposa gay” si chiama Matthew Horowitz, che ha contratto le nozze in Vermont con il partner Edward Farley, quest’ultimo avvocato specializzato in processi riguardanti violenze domestiche contro la comunità lgbt.

Fino a ieri, il quotidiano aveva evitato accuratamente stereotipi di genere nei suoi annunci matrimoniali riguardanti sposi dello stesso sesso, e invece di citare i termini “sposo” o “sposa” il giornale ricorreva a giri di parole. Il New York Times ha iniziato a pubblicare annunci matrimoniali per coppie gay nel settembre di otto anni fa nella sezione domenicale “Styles”: ormai questo genere di pubblicità, se così si può definire, fa parte della routine e questi annunci sono scritti come vere e proprie notizie, corredate con le foto dei contraenti e mischiate a quelli, più numerosi, che raccontano le storie d’amore “tradizionali” tra un uomo e una donna. La suddetta pagina del New York Times, che fa sospirare milioni di cuore negli States, riporta ormai da decenni gratuitamente nozze giudicate notizie, sia per le storie che ne fanno da cornice sia per l’importanza delle persone coinvolte. Chiunque può segnalare al giornale il proprio matrimonio – o la propria unione civile -, anche se poi i giornalisti del celeberrimo quotidiano attuano una scelta tra quelli giudicati più interessanti. In questo caso, ci chiediamo se sia stato un solo e semplice lapsus o ci sia dietro lo zampino di qualche collaboratore del NYT.

Via – Blitz Quotidiano


Nel New York Times, in una coppia gay inseriscono lo sposo e… la “sposa”

nozze gayIl New York Times, parlando di una coppia gay sposata, ha definito uno dei due con il termine “la sposa”. Questo è avvenuto nella pagina dei matrimoni, rubrica fissa del quotidiano.

Dal 2002, da quando il giornale ha deciso di inserire anche le coppie dello stesso sesso, è la prima volta che un uomo viene definito “sposa“, volutamente, con il femminile. L’onore è toccato a Matthew Horowitz, che ha sposato il partner Edward Farley.

Non si è ancora compreso se sia stata una scelta voluta o un involontario errore: solitamente erano sempre definiti con altri termini, anche con giri di parole notevoli, ma mai sposo & sposa. Secondo voi, un passo avanti o qualcosa di sgradevole?

Via | Corriere

Nel New York Times, in una coppia gay inseriscono lo sposo e... la "sposa" é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 19 luglio 2010.


Aurelio Mancuso: “Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l’omofobia”

Aurelio Mancuso

La notizia dell’approvazione del progetto di legge per le nozze gay in Argentina ha entusiasmato il movimento Lgbt italiano, che però, attraverso le parole di Aurelio Mancuso, ammette, allo stesso tempo, tristezza e desolazione per la situazione italiana:

“Come persone lgbt italiane siamo particolarmente contente che in Argentina, paese legato al nostro Paese per storia e cultura, siano stati approvati, grazie all’impegno dell’attuale governo, i matrimoni gay. Naturalmente questo non può che farci riflettere sull’incapacità della classe politica italiana di affrontare la questione del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali”

In Italia, infatti, non si è riusciti nemmeno ad attuare una legge contro l’omofobia, figuriamoci pensare ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ricordando il grande impegno di Paola Concia a Montecitorio, Mancuso approfitta della notizia per invitare alla riflessione:

“Anche per la comunità lgbt italiana è giunto il momento di aprire una vera riflessione rispetto alle strategie da mettere in campo, perché è del tutto evidente che stiamo patendo una dura sconfitta rispetto all’enorme impegno profuso in questi ultimi decenni. Qualcosa non funziona e dobbiamo essere più efficaci, meno ideologici, sconfiggendo prima di tutto la sfiducia che si sta pericolosamente ampliando nella comunità lgbt”

La stessa Concia, nel pomeriggio, ha rilasciato una dichiarazione simile a quella di Mancuso:

“La decisione del Senato, che ha istituito i matrimoni omosessuali, riconoscendo ai coniugi diritti quali la sicurezza sociale e il congedo familiare, e’ un’ottima notizia, che testimonia come anche in un Paese a larghissima maggioranza cattolica si possa avere un dibattito serio sul tema dei diritti. L’unico peccato e’ che quel Paese non sia l’Italia, ma l’Argentina”

Sfiducia. Parola chiave dell’intera situazione Lgbt italiana. Non pare essere rimasta molta speranza, i Gay Pride purtroppo servono a poco e non ottengono concretamente nulla. Si risolve in una manciata di giornate mal sopportate che però vengono concesse come un favore innegabile. Ma dopo si torna alla violenza, ai diritti negati, all’omofobia e a nessun passo in avanti. Si pensa di essere in un punto fermo anche se, purtroppo, non ci si accorge che, forse, stiamo arretrando sempre più.

Foto | Aostasera

Aurelio Mancuso: "Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l'omofobia" é stato pubblicato su queerblog alle 19:01 di giovedì 15 luglio 2010.


L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay

argentina-celebra-primera-boda-gay--300x350La cattolicissima Argentina avrà i matrimoni omosessuali. L’America Latina, dopo Città del Messico, annovera anche l’Argentina tra i paesi in cui si potrà beneficiare di questo provvedimento storico approvato oggi dal Senato locale, dopo che nel maggio scorso il Parlamento aveva dato il suo via libera. Una splendida notizia, che fa balzare l’Argentina tra quei pochi paesi al mondo, ma il numero è in costante aumento, che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso.

La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e’ entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l’assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che “La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.

ARGENTINAGAY01GIeri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come “Né unione né adozione, uomo e donna”, “Sodoma uguale Argentina” e “Voglio una madre e un padre”. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.

Via – La Repubblica


Guerra tra governo e Chiesa per i matrimoni gay in Argentina

Cristina KirchnerÈ guerra tra il Governo e la Chiesa, in Argentina, a causa di un progetto di legge, in discussione mercoledì 14 luglio, che mia a legittimare le nozze tra persone dello stesso sesso. La presidente Cristina Kirchner, in visita ufficiale a Pechino, ha commentato così il divario incolmabile:

“Mi sembra di essere tornati all’epoca delle Crociate e dell’Inquisizione. Sono sorpresa e preoccupata. Ho perfino ascoltato che si parla di una guerra di Dio [parole pronunciate dal cardinale Jorge Bergoglio, ndr], mentre altri vescovi hanno parlato di un progetto del demonio”

I matrimoni gay, finora, in Argentina, sono possibili solo in alcuni municipi mentre questa legge permetterebbe di unificare e rendere legali le unioni gay in tutto lo stato. La Camera dei Deputati ha già fatto passare questa legge ma, in seguito, il Senato aveva approvato un progetto di “unioni civili”. La decisione aveva fatto infuriare le associazioni Lgbt, in accordo con la Kirchner che da sempre si batte per le minoranze (insieme al marito, ex presidente e ora “semplice” marito della Kirchner). Si attende quindi l’esito di domani, dal Senato, ancora adesso imprevedibile. Se la legge passa, l’Argentina sarà il primo Paese latino americano a permettere i matrimoni gay.

Via | Losandes

Guerra tra governo e Chiesa per i matrimoni gay in Argentina é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di martedì 13 luglio 2010.


La Coppa del Mondo dei diritti gay

12 luglio 2010 Robo Nessun commento

La Coppa del Mondo dei diritti gay

Dunque, la Spagna ha vinto i Mondiali di Calcio 2010, avendo battuto per 1-0 l’Olanda. Al di là del dato calcistico, ci sono da notare delle coincidenze: Spagna, Olanda e Sudafrica (paese ospite dei mondiali) condividono legislazioni rispettose dei diritti lgbtqqi. Non solo: la semifinale è stata tra Uruguay e Germania, paesi che riconoscono le unioni civili tra persone dello stesso sesso, anche se non il matrimonio gay.

Il Sudafrica costituisce una eccezione nel continente africano e la sua legislazione vieta espressamente la discriminazione delle persone in base all’orientamento sessuale. Il Tribunale Supremo, all’unanimità, ha approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’Olanda è stato il primo paese al mondo ad approvare il matrimonio omosessuale (nel 2001) e le persone lgbtqqi godono di uguaglianza giuridica praticamente totale, adozione inclusa, con una legge antidiscriminazione, l’educazione sessuale complementare regolata dalle norme, accesso alla fecondazione assistita anche per le lesbiche, cambiamento di genere per le persone transessuali. In Spagna dal 2005 esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Chissà, forse non è un caso che l’Italia sia stata eliminata così presto dai mondiali di calcio 2010.

Via | Dos manzanas
Foto | CalcioBlog

La Coppa del Mondo dei diritti gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di lunedì 12 luglio 2010.


Vietare i matrimoni gay? È qualcosa di incostituzionale!

Massachusetts

Qualcuno deve fare una statuina a Joseph Tauro, giudice del distretto di Massachusetts, in America: l’uomo ha accolto un ricorso presentato, sottolineando come la legge Defense of Marriage non garantisca l’uguaglianza giuridica delle coppie gay e quindi bocciandola. Tale esclusione è stata paragonata alla proibizione dei matrimoni interrazziali di molti anni fa.

Questa legge che riconosce solo i matrimoni tra uomo e donna è entrata in vigore nel 1996, da una maggioranza repubblicana del Congresso. Nel 2003, sempre nel Massachusetts vennero riconosciuti i matrimoni gay e questo provocò polemiche e indignazione; successivamente, la medesima cosa avvenne anche negli stati del Connecticut, New Hampshire, Iowa e Vermont.

La recente decisione, se confermata, potrebbe essere l’inizio della fine dei diversi valori attribuiti ai matrimoni tra etero e omosessuali, modificando la situazione a livello nazionale. Ed è questa la speranza degli attivisti gay americani.

Via | Giornalettismo

Vietare i matrimoni gay? È qualcosa di incostituzionale! é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di venerdì 09 luglio 2010.


Regno Unito: matrimoni religiosi al posto delle unioni civili gay?

A poche settimane dall’approvazione del matrimonio gay in Islanda, presto anche le coppie omosessuali inglesi potrebbero convolare a nozze con la tradizionale cerimonia religiosa. Il parere favorevole è arrivato dalle voci più autorevoli della politica della Gran Bretagna, tra cui il sindaco di Londra Boris Johnson e il ministro per le Pari Opportunità Lynne Featherstone, la quale ha specificato che l’autorità centrale si è impegnata ad affrontare “il prossimo passo per le unioni civili”, secondo quanto riportato sabato scorso dalla stampa locale. “Questo significherà che prenderemo in considerazione l’ipotesi di autorizzare letture, inni sacri, musica e simboli religiosi nelle unioni civili”, ha aggiunto la Featherstone.

gay-marriageQualora venisse autorizzato l’uso di simboli religiosi, le unioni civili diventerebbero cosi praticamente indistinguibili dai matrimoni tradizionali, dal momento che il Parlamento ha rimosso da marzo scorso il divieto di celebrare le unioni omosessuali in chiesa e in altri luoghi di culto delle varie fedi religiose. Un passo importante per l’intero mondo britannico, nel tentativo di equiparare le unioni civili per le coppie dello stesso sesso al matrimonio tradizionale e riconoscerne gli stessi diritti. Nel regno di Sua Maestà, la legge sul partenariato civile è stato approvata nel 2005 dall’allora governo laburista di Tony Blair.
 
La Chiesa locale non ha certo perso tempo e dal pulpito ha già tuonato il reverendo Michael Langrish, vescovo di Exeter, dichiarando che l’emendamento è confusionario e inutile, poichè la Chiesa d’Inghilterra non sarà mai disponibile ad aprire i suoi luoghi per permettere le unioni tra coppie dello stesso sesso, né tanto meno ad autorizzare la lettura di testi sacri o recitazione d’inni. In poche parole, la Chiesa Anglicana non darà mai il proprio benestare e sarà sempre un’acerrima nemica della comunità arcobaleno, mentre il governo di destra ha aperto al dialogo e alla comprensione reciproca. Vedremo chi la spunterà in questa estate arroventata su tutti i fronti, preambolo a un autunno bollente.

 Via – Advocate


Julianne Moore supporta i matrimoni gay

Julianne Moore A single man

Julianne Moore, tra le protagoniste di “A single man“, si batte per i diritti gay: come saprete, New York non permette matrimoni tra persone dello stesso sesso, sebbene riconosca unioni celebrate in altri stati. Per questa ragione, la Moore ha espresso il dissenso più totale, sostenendo in prima persona campagne di sensibilizzazione e proteste:

“Ognuno dovrebbe assolutamente avere gli stessi diritti e a nessuno dovrebbero essere negati”

L’attrice è anche protagonista del film in uscita “The Kids are All Right”, nel quale interpreta la compagna di Annette Bening. Ammiro quando questi personaggi famosi escono “allo scoperto” ed esprimono apertamente la propria opinione. In questo caso, ad esclusione di pochi casi, i nostri hanno solo da imparare…

Via | Starpulse

Julianne Moore supporta i matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di lunedì 05 luglio 2010.


In Inghilterra si pensa di inserire elementi religiosi nelle unioni civili gay

matrimoni gay, gay wedding Mentre qua si sta ancora cercando di spiegare che i matrimoni gay non sono solo quelli religiosi e che basterebbero delle unioni civili chiamate anche “Ambarabacciccicocò”, in Inghilterra i legami gay sono possibili, riconosciuti e validi legalmente. E sono talmente diventati abitudine e parte integrante della società da indurre il ministro Lynne Featherstone a voler inserire elementi celebrativi religiosi, come alcuni inni cantati o brani.

Ovviamente la Chiesa inglese ha già iniziato a sollevare obiezioni e mostrare apertamente il proprio dissenso. Tra i primi, Michael Langrish, vescovo di Exeter, che ha annunciato la sua risoluzione nell’impedire che le unioni civili avvengano nelle chiese.

Fonte | Ap

In Inghilterra si pensa di inserire elementi religiosi nelle unioni civili gay é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di domenica 04 luglio 2010.


Nelsan Ellis, Lafayette di True Blood, è a favore dei matrimoni gay

Lafayette True Blood

Questo si chiama ragionare. Nelsan Ellis, l’attore che veste i panni del personaggio gay Lafayette in “True blood“, ha rilasciato una dichiarazione in merito ai matrimoni gay. Di fede cristiana ed eterosessuale, l’uomo ha comunque espresso il suo consenso per il libero arbitrio di chiunque:

“Sono favorevole, credo che chiunque debba potersi sposare, anche se ho la mia fede personale non è mia intenzione opprimere qualcuno. Penso che in questo paese, chiunque possa essere quello che vuole, senza mai ferire qualcuno o violare le leggi. Se vuoi sposarti con un uomo, sposati con un uomo! Se due donne vogliono unirsi in nozze, dovrebbero poterlo fare. Non mi ferisce, nè mi infastidisce. La cosa più bella in questa nazione è che io possa essere cristiano e essere libero di comportarmi in tale maniera. O, allo stesso modo, che qualcuno possa essere sia cristiano sia gay e io sono dalla sua parte. Permettete alle persone gay di sposarsi!”

A volte queste parole suonano così “banali” e semplici da far rendere ancora più assurde ed offensive tutte le battaglie per ostacolare i diritti Lgbt. Libertà, gente, si parla solo di libertà.

Nelsan Ellis, Lafayette di True Blood, è a favore dei matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di domenica 04 luglio 2010.


Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay

Today show america “Today” è un noto e seguito programma americano che ha deciso di indire un concorso tra coppie intenzionate a sposarsi, in una gara che dovrebbe definire il miglior esempio di amore moderno. Ma le regole del concorso hanno automaticamente escluso i partner gay, poichè le coppie devono essere riconosciute tali dallo stato di New Yorlk. Così, la Glaad (The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) ha domandato il motivo di tale scelta, criticando l’esclusione obbligatoria della popolazione Lgbt. La risposta ha giustificato la scelta poichè le nozze dovranno avvenire nella città di New York (che non prevede legami riconosciuti tra persone dello stesso sesso). Ma l’amarezza rimane palpabile:

“La scelta di New York è stata definita all’interno del budget disponibile per il programma, ma provoca comunque delusione che non sia stato scelto un altro paese per il rito, come Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire and Washington D.C, in cui è possibile sposarsi. Avrebbero potuto comunque scegliere coppie gay che sarebbero state riconosciute altrove”

E qua ancora qualcuno spera (ovviamente in silenzio) che arrivi la versione gay di “Uomini e donne”…

Via |Glaad

Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 02 luglio 2010.


Uk: molti gay si sposano per paura del sospetto o del coming out. E in Italia?

Anelli coppia gay

In Inghilterra, il governo ha reso pubblici alcuni dati che dimostrano come sia crescente il numero di gay “costretti” a sposarsi per il timore che la propria famiglia sappia o sospetti di lui. A prima vista, sembra quasi assurdo che nel 2010 vi sia ancora una situazione così desolante, ma la Fmu (Forced Marriage Unit) ha dichiarato di aver ricevuto oltre 220 rapporti di uomini che si sono sposati nonostante la loro chiara natura omosessuale: in salita del 65% dal 2008, anno nel quale i casi segnalati erano 134.

I dati, poi, fanno riflettere: i protagonisti sarebbero persone con età compresa tra i 15 (!) e il 24 anni, in gran parte originari del Pakistan, India e Bangladesh. Il maggior numero delle persone sono donne (86%), ma anche gli uomini coinvolti lo hanno fatto per gestire il proprio comportamento, proteggere la reputazione della sua famiglia oppure ottenere il visto per rimanere nel paese.

È lo stesso ministro Lynne Featherstone ad illustrare i dati e spiegarne la decisione di renderli pubblici:

“Quando dei ragazzini vengono costretti a sposare altre donne può essere che la vera ragione sia la loro natura bisessuale od omosessuale, oppure il sospetto della famiglia nei suoi confronti. E questo genere di abuso non deve essere tollerato. Gli adulti che lavorano con persone giovani hanno bisogno di essere a conoscenza di questa realtà e riportare la notizia alla Fmu se credono di trovarsi di fronte un caso del genere”

E in Italia, chissà quante persone, nei decenni scorsi, si sono sposati perché vivevano in una società e in un clima perbenista in cui una storia gay era semplicemente impensabile ed improponibile. Ma oggi, dieci anni dopo il fatidico 2000, quante altre persone si saranno sposate, convivendo con questo terribile peso sulla coscienza? E non pensate che, come scelta, possa essere la più vile e “comoda” per poi continuare ad essere se stessi alle spalle di tutti?

Uk: molti gay si sposano per paura del sospetto o del coming out. E in Italia? é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di giovedì 01 luglio 2010.


La Chiesa Vetero Cattolica sposa una coppia gay nel Ticino

marriage-787783Sabato scorso due ragazzi, da sempre cattolici credenti, hanno coronato finalmente il loro sogno di sposarsi in chiesa, davanti a pochi intimi e nella più completa discrezione. A volerlo non era però una “normale” coppia etero, bensì due uomini residenti nella zona di Locarno che si sono potuti unire grazie alla Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera (Vetero cattolico). La stessa Chiesa Vetero Cattolica precisa che questo, come altri matrimoni celebrati nelle chiese protestanti, è solamente una benedizione del partenariato tra due persone dello stesso sesso.

È la prima volta che accade in Ticino, dove la Chiesa Vetero Cattolica raggruppa quelle comunità cattoliche che si separarono dalla Chiesa romana nel 1873 in polemica con la proclamazione del dogma dell’infallibilità papale. Dal 2006 la Chiesa, che in Svizzera conta 13mila fedeli, celebra i matrimoni fra omosessuali e fra lesbiche.

Intervistata, la coppia ha dichiarato: “Entrambi abbiamo alle spalle una forte esperienza di vita cattolica e desideravamo avere una benedizione  della nostra unione anche a livello religioso. Abbiamo abbandonato la Chiesa cattolica romana quando abbiamo scoperto l’esistenza della  Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera. Ci siamo sentiti subito accettati, e quando andiamo a messa è bello sentire l’affetto degli altri  fedeli”. “Non abbiamo bisogno di urlare al mondo la nostra omosessualità” – hanno aggiunto – “e soprattutto non volevamo che passasse il concetto che la Chiesa Cattolica Cristiana Svizzera sia quella religione che celebra i matrimoni gay. Noi siamo principalmente fedeli e siamo attivi nella comunità religiosa. Insomma non facciamo come tanti cattolici che vanno in chiesa solo per sposarsi e poi non si vedono più a messa”.

Via – Ticino Online


Johanna Sigurdardottir, premier islandese sposa la sua compagna dal 2002

Johanna Sigurdardottir, premier islandese sposa la sua compagna dal 2002

In Islanda, la premier Johanna Sigurdardottir ha inaugurato in prima persona la nuova legge che permette di celebrare matrimoni omosessuali. Così, la donna, ex hostess e figura politica amatissima del Paese, si è sposata con la compagna Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002.

Non hanno scelto una cerimonia sontuosa, bensì solo le firme sui documenti che permettevano la conversione dall’unione civile al matrimonio. Le nozze gay sono diventare una realtà, in Islanda, dal 12 giugno, dopo una votazione unanime da parte del Parlamento. E ora tutti coloro che già prima si erano legati civilmente ora potranno semplicemente modificare il loro rapporto, sposandosi ufficialmente.

via | Repubblica
Foto | Qx

Johanna Sigurdardottir, premier islandese sposa la sua compagna dal 2002 é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di lunedì 28 giugno 2010.


Malta: partecipanti ad un seminario religioso condannano il matrimonio gay

28 giugno 2010 Robo Nessun commento

Malta: partecipanti ad un seminario religioso condannano il matrimonio gayNel Centro di Cultura Islamica di Paola, a Malta, religiosi di diversi fede religiose hanno discusso sul ruolo della famiglia nell’attuale società globalizzata. Inutile dirlo che sull’argomento matrimonio gay tutti i partecipanti sono stati d’accordo nel condannarlo.

L’imam Muhammed el Sadi ha affermato che l’omosessualità è immorale, innaturale, sterile e non salutare; monsignor Paul Cremona, arcivescovo di Malta, ha sostenuto che qualunque divergenza sulla distruzione della famiglia tradizionale produrrà impatti negativi sulla società e sull’economia e ha invitato a presidiare i mezzi di comunicazione che, secondo lui, spesso danno un’idea negativa di quello che è l’amore vero; Ammar Hreba, leader dei centri islamici, dopo aver appassionatamente parlato della tolleranza e del dialogo tra le diverse religioni e culture ha sostenuto che il matrimonio tra persone dello stesso sesso, distrugge l’identità della famiglia iniziata con Adamo ed Eva.

Alla fine dell’incontro i partecipanti hanno prodotto il loro bel documento finale riconoscendo come famiglia solo quell’istituzione naturale fondata da un uomo e una donna. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, storiella di Adamo ed Eva inclusa.

Via | Universo Gay
Foto | Napoli Gay Press

Malta: partecipanti ad un seminario religioso condannano il matrimonio gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di lunedì 28 giugno 2010.


Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d’amore

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore

Finalmente una bella storia da raccontare, una favola d’amore (con i suoi alti e bassi) durata per ben 60 anni e coronata con un matrimonio. Loro sono Henry Schalizki e Bob Davis e si sono sposati a Washington, in una cerimonia con una sessantina di invitati, tra parenti e amici.

I due si sono sposati dopo che il District of Columbia ha permesso le nozze tra persone dello stesso sesso, nonostante David non fosse particolarmente entusiasta:

“Noi siamo stati sempre accettati come coppia e mi son detto ‘Non ne vedo la ragione di un matrimonio’. Questo però prima che Vera Wang non creasse un vestito per me da indossare”

Via | Washington Post
Foto | Katherin Frey

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di sabato 26 giugno 2010.


Nozze ed adozioni gay senza alcuna discriminazione sono possibili (solo?) nel videogioco “Fable 3″

Le nozze ed adozioni gay senza alcuna discriminazione sono possibili: nel videogioco "Fable 3"

A guardarsi intorno, in questo periodo, verrebbe voglia di spiccare il volo o migrare lontano. Ma la cosa positiva arriva, in maniera tristemente assurda, dal nuovo videogioco “Fable 3“, in arrivo ad ottobre per X Box. Infatti, gli ideatori hanno pensato di aggiornare i tempi e di permettere al giocatore di potersi sposare; non solo con le donne, bensì anche tra persone dello stesso sesso. La cosa vi sembra altamente innovativa? Non finisce qua!

Se le coppie uomo/donna possono procreare durante la storia e i tempi di “Fable 3″, le coppie gay potranno, invece, adottare bambini. Ebbene sì: nozze e adozioni gay permesse e senza l’onta della discriminazione.

Peccato che per leggere queste notizie, si debba uscire dalla realtà che ci circonda e volare in un regno inesistente. Una favola, appunto. Per altre informazioni sul gioco, vi consiglio di fare visita agli amici di Gamesblog: loro se ne intendono di più!

Via | Gametab

Nozze ed adozioni gay senza alcuna discriminazione sono possibili (solo?) nel videogioco "Fable 3" é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di martedì 22 giugno 2010.


Il Papa sposa una coppia gay (in un quadro)

Il Papa sposa una coppia gay (in un quadro)

Non è il caso che vi dica che questa immagine è falsa, vero? L’opera, un quadro dell’artista irlandese Kevin Sharkey che ha voluto immaginare questa scena con il Papa che benedice il matrimonio di una coppia gay. Verrà esposta il prossimo mese, a Dublino. La decisione è nata in seguito alle parole del Pontefice che aveva definito il matrimonio gay come qualcosa di “pericoloso ed insidioso”. E volutamente, la scena non ha alcun contorno negativo, anzi, i due sono circondati da una luce molto vivida. E’ lo stesso Sharkey a parlarne:

“Ho avuto l’idea quando ho letto l’articolo di un giornale, in cui il Papa aveva etichettato il matrimonio gay come la minaccia più grande per la nostra società. Sono vicino all’atteggiamento tradizionale che la Chiesa vuole avere, ma credo che condannare migliaia di persone innocenti con queste frasi è offensivo nonchè anticristiano. Quando io penso al concetto di male nel mondo, dal terrorismo, alle carestie, alle malattie, trovo che sia mostruoso che un uomo dall’incredibile potere come il Papa possa dare attenzione ad una cosa piccola e minore come le nozze gay. Inoltre, ritengo che certi recenti rivelazioni di comportamento disdicevole da parte di preti cattolici, sia molto più grave e malato di due persone che semplicemente vogliono esprimere il proprio amore l’uno per l’altro”

Quante volte abbiamo pensato la stessa cosa anche noi?

Via | Towleroad

Il Papa sposa una coppia gay (in un quadro) é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di venerdì 18 giugno 2010.


Mara Carfagna ritratta: “Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio”

Mara Carfagna ritratta: "Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio"

Detto e (non) fatto. Mara Carfagna aveva ammesso di aver cambiato idea e opinioni sui gay dopo un incontro illuminante con Paola Concia e le altre associazioni gay. Chiedeva addirittura scusa per non aver compreso, fino ad allora, situazioni e condizioni del popolo omosessuale, proprio (guarda caso) durante la Giornata nazionale contro l’omofobia. E invece, ecco il cambiamento di rotta nel suo pensiero: durante un’intervista a Famiglia Cristiana (…), il ministro ha nuovamente ripetuto la propria (solita, vecchia) opinione sui matrimoni Lgbt:

“Resto contraria a equiparare le unioni omosessuali con il matrimonio. Sono invece aperta a discutere il riconoscimento di alcuni diritti come la possibilità di visitare il partner in ospedale e in carcere, oppure il diritto di subentrare nel contratto di locazione”

E dopo aver letto la sua dichiarazione, la prima domanda che mi sorge è l’uso del verbo “equiparare” legato al termine “matrimonio”. Come se, insieme, le due possibilità facessero attrito come l’acqua e l’olio. Poteva mancare, successivamente, la solita frase fatta perbenista? Ovviamente no…

“In un paese civile non è accettabile che una persona venga aggredita, insultata o picchiata soltanto perché ama una persona dello stesso sesso. Per questo motivo sono favorevole a una norma che punisca i reati contro la persona commessi con finalità di discriminazione a causa dell’orientamento sessuale della vittima”.

Bene. E quindi, che si fa Mara, adesso?

Via | ClandestinoWeb
Foto | BelfastTelegraph

Mara Carfagna ritratta: "Unioni omosessuali non equivalgono al matrimonio" é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 18 giugno 2010.


Cartellone provoca scandalo e sdegno: l’amore gay e lesbo offende il Papa!

Cartellone provoca scandalo e sdegno: l'amore gay e lesbo offende il Papa!

Abbiamo capito che questa non è l’annata dei cartelloni. Ennesimo “scandalo” dovuto ad una campagna pubblicitaria, a Grosseto, per un’immagine 6×3 metri, simbolo di messaggio contro l’omofobia. Al centro del concept, Cristiano Gentili, autore del libro “Io, Maria Bellofiore” ha inserito la copertina della sua opera, con una frase inserita al suo interno, di forte impatto:

“Io, Maria Bellofiore e la mia fidanzata desideriamo sposarci in chiesa. Sua Santità ci concede la grazia?”

Figuriamoci il pandemonio! Un romanzo gay pubblicizzato in piena città, con un messaggio rivolto direttamente al Papa! E così, l’associazione Scienza e Vita tuona contro lo slogan, senza mezze misure:

“Quel manifesto è arrogante e va rimosso. È irriverente nei confronti del Santo Padre e della Chiesa cattolica, perché ciò significa non avere rispetto della sensibilità dei cattolici grossetani ed offenderne i sentimenti religiosi, per una mera logica di promozione commerciale”

Ma l’autore del libro ha specificato di aver voluto direttamente inserire quella frase del suo romanzo per lanciare un messaggio chiaro, forte (e soprattutto leggibile) agli italiani. Quello che è stato fortemente criticato è stata la scelta di considerare il matrimonio gay religioso, in Chiesa, messaggio troppo pretenzioso. Ma Gentili ha spiegato il motivo di tale scelta:

“Questa è la prima iniziativa di sensibilizzazione che ho pensato ma durante tutta l’estate ce ne saranno altre. E tutte a sorpresa. In chiesa perché gli omosessuali cattolici sono tanti, e hanno il diritto di sposarsi come gli eterosessuali. Non si possono affrontare questi temi soltanto quando scoppiano scandali. E soprattutto è ingiusto e davvero indecoroso continuare con il vecchio errore di assimilare i gay ai pedofili”

Fortunatamente, tra gli abitanti c’è anche chi è favorevole a questo messaggio e chiede a gran voce l’”integrazione e accettazione” totale:

“L’omosessualità non è una peste, bensì un tratto umano da riconoscere e rispettare. Tutta Europa ha già riconosciuto il matrimonio gay e le coppie di fatto: possibile che solo l’Italietta dei benpensanti non voglia compiere questo passo di civiltà?”

Via | GrossetoGay

Cartellone provoca scandalo e sdegno: l'amore gay e lesbo offende il Papa! é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di giovedì 17 giugno 2010.


Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d’Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay

Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d'Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay

Questa sera, a Milano, Iva Zanicchi verrà premiata con il “Pegaso d’oro”, personaggio simbolo dell’anno che si è contraddistinto per il sostegno della dignità delle persone di vari orientamenti sessuali. Il merito è attribuito sopratutto alla sua interpretazione di Liliana, la madre di Enrichetto, in “Caterina e le sue figlie“. Ed è lei stessa, orgogliosa, ad ammettere che questa sera andrà personalmente a ritirare il premio, fiera di aver interpretato (parole testuali) “la mamma di un figlio diverso“. E se quell’aggettivo un po’ mi ha infastidito, però ecco la sua posizione nei confronti delle persone omosessuali.

“Ho sempre avuto un grande legame con loro, forse anche perché sanno che io sono per la libertà assoluta, ovviamente, sempre nel rispetto degli altri. Essere gay non è né un vizio, né una malattia e certamente non è niente da cui si debba guarire. Ho amici gay che vivono insieme felicemente da oltre quarant’anni: e cosa c’è di male?”

Si perde nei ricordi, in quelli di Umberto Bindi, che era gay quando esserlo era visto come una colpa. Ricorda i commenti negativi ad un suo concerto in quel di Catania, gli insulti e le cattiverie che dovette subire. Io gli sono sempre stata vicina anche dal punto di vista umano. E qua viene da pensare che, sebbene siano passati decenni, la situazione in alcuni casi, non è così diversa e leggera.

Ma in merito alle coppie di fatto e alle adozioni gay, arriva la risposta a sorpresa: Iva è contraria alle adozioni gay:

“Riconosco le coppie di fatto, anche se fondamentalmente rimango sempre per la famiglia. Però, mi sembra anche giusto che le coppie omosessuali abbiano il diritto di assistersi vicendevolmente. Se due uomini o due donne si sono voluti bene per una vita perché non devono avere il diritto di aiutarsi fino alla fine dei loro giorni? Perché non possono lasciare l’eredità al compagno che hanno amato per una vita? Per quanto riguarda le adozioni, invece no. Su questo, sono proprio contraria. La famiglia è un bene inattaccabile e i bambini che crescono, hanno bisogno di vedere entrambe le figure dei genitori, sia quella femminile che quella maschile”

Alt. Scusate ma mi sono perso. Se il Pegaso d’Oro viene assegnato a Iva Zanicchi per i grandi messaggi lanciati a favore del popolo Lgbt in “Caterina e le sue figlie” (fiction in cui il proprio figlio e il compagno Pablo erano genitori di una bimba) e poi lei, nelle realtà e non nella fiction, ne è contraria… non suona un po’ come qualcosa di incoerente? Quindi non dovrebbe essere premiata l’inesistente Liliana?

Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d'Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di domenica 13 giugno 2010.


L’Arcivescovo di Canterbury frena le nozze tra omosessuali e le ordinazioni di vescovi apertamente gay

Arcivescovo di Canterbury vuole mettere un freno a nozze tra omosessuali e vescovi dichiaratamente gay


Rowan Williams
ha lanciato un invito ai membri delle province anglicane che non hanno mantenuto il patto di moratoria del 2004 che cercava di evitare, il più possibile, divisioni e spaccature all’interno della Comunione anglicana.

In concreto, viene chiesto di interrompere i matrimoni tra persone dello stesso sesso e l’ordinazione di vescovi dichiaratamente gay. In merito all’argomento, viene citata anche la consacrazione a vescovo di Mary Glasspool, nella diocesi di Los Angeles. E per abbreviare i tempi, ecco l’aggiunta di una nuova regola, quella che esprime il divieto per le province anglicane “disobbedienti” di partecipare ai dialoghi ecumenici nei quali la Comunione Anglicana è impegnata.

Foto | Theologyforum
Fonte | LaStampa

L'Arcivescovo di Canterbury frena le nozze tra omosessuali e le ordinazioni di vescovi apertamente gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di giovedì 10 giugno 2010.


Il primo matrimonio gay d’Italia è stato celebrato nella Chiesa Valdese di Trapani

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Una coppia lesbica tedesca si è sposata lo scorso 7 aprile nella Chiesa Valdese nella città siciliana. A suggellare l’unione, la prima del genere nel nostro paese, è stato il pastore della Chiesa Valdese di Trapani e Marsala Alessandro Esposito, che per l’occasione ha officiato la cerimonia sia in lingua italiana sia in lingua tedesca. La notizia è emersa solo ora, ad oltre due mesi di distanza, dopo essere circolata con sempre maggior insistenza all’interno della comunità protestante locale. La cerimonia è stata molto sobria, ma molto emozionante: durante la funzione accompagnata dal suono d’orchestra, un videoproiettore ha proposto su una parete le immagini delle due donne il cui matrimonio civile era già stato celebrato in Germania. Nel paese teutonico, infatti, la legislazione attuale consente le unioni tra partner dello stesso sesso, tutelandone i diritti come coppie di fatto.

gay-marriage-hands-and-ringsIntervistato dal quotidiano La Repubblica, Alessandro Esposito ha cosi commentato questa unione: “Certamente questa ha un valore sotto il profilo ecclesiastico e ritengo civico, ma non possiede effetti civili. Ma anche sotto l’aspetto simbolico credo che la scelta operata dalla nostra comunità sia eloquente e vada senza dubbio nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali che auspichiamo e chiediamo”. Il pastore valdese di Trapani e Marsala chiede, a questo punto, un pronunciamento ufficiale anche da parte delle chiese battiste e metodiste: “Esistono dei punti fondamentali che concernono il riconoscimento dei diritti umani, tra cui rientra a pieno titolo la differenza di orientamento sessuale e affettivo, rispetto ai quali una spaccatura può e deve essere provocata, con buona pace di quanti questi diritti non intendono riconoscerli”.

Un segnale importante per il nostro paese, che parte dalla piccola congregazione Valdese, la quale è da sempre impegnata in prima linea per salvaguardare i diritti delle persone omosessuali. Augurandoci che questo sia il primo di una lunga serie di matrimoni ufficiati nel nostro bel paese, vera e propria matrigna nei confronti della comunità lgbt, ci congediamo con le parole di Alessandro Esposito, una frase breve ma densa di significato, che deve far riflettere:

Dio vuole l’amore, non lo giudica

Via – Virgilio


Eve Tushnet, lesbica, cattolica, contraria sia ai matrimoni che al sesso gay

Eve Tushnet, lesbica cattolica, contraria sia ai matrimoni che al sesso gay

Questa notizia è talmente “curiosa” da essere segnalata e raccontata. Eve Tushnet (in foto) è una scrittrice lesbica di religione cattolica assolutamente contraria ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e convinta a seguire il suo credo che la obbliga a mantenere il celibato.

In parole povere: è una fervente cattolica, felice di essere lesbica e di non fare sesso perché la Bibbia parla chiaro in merito. Il Times riporta anche una sua dichiarazione presa dal suo blog:

“Il matrimonio dovrebbe essere riservato esclusivamente per gli eterosessuali, le cui relazioni possono essere dannose o fruttuose: perciò ha senso avere un’istituzione dedicata ad incalanarle e strutturarle”

Per questo motivo, i gay dovrebbero comprendere i bisogni effettivi e le necessità reali delle coppie eterosessuali. Allo stesso tempo, non dovrebbero essere perseguitati o criminalizzati, bensì solamente avere pure amicizie profonde e sublimare lo proprie necessità fisiche in altre attività o passatempi.

Via + Foto | Times

Eve Tushnet, lesbica, cattolica, contraria sia ai matrimoni che al sesso gay é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di domenica 06 giugno 2010.


Tra paura ed esilio: come continua la vita della coppia gay del Malawi

2 giugno 2010 Robo Nessun commento

Tra paura ed esilio: come continua la vita della coppia gay del MalawiDopo che Bingu wa Mutharika, presidente del Malawi, suo malgrado, ha concesso loro la grazia, Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono ritornati alle proprie case: il primo nella città di Chileka, il secondo nel villaggio di Thylo. Tutti felici e contenti, quindi? Nemmeno un po’! Innanzi tutto i due vivono divisi su raccomandazione delle autorità, che temono per la loro incolumità. Inoltre, secondo Zione Monjeza, zia di Steven, la famiglia ha deciso di essere molto chiara con il compagno del ragazzo:

“Da queste parti nessuno vuole tornare a vedere Tiwonge. Se viene, dovrà essere accompagnato da poliziotti che lo proteggano”.

Dal suo canto, Tiwonge Chimbalanga (in primo piano nella foto; dietro di lui Steven) – che si ritiene una donna transessuale – ha detto a un cronista del New York Times:

“Voglio ancora sposarmi con Steven. Ma non so cosa lui pensi ancora dal momento che siamo stati molto lontani durante i mesi del carcere. Credo che sarà molto difficile rimanere in Malawi. Ho paura di quello che la gente potrebbe farci. Forse dovremmo chiedere asilo ad un altro paese. Ci sarà qualche luogo per noi? Non lo so”.

Parole come macigni. E tutto perché si amano.

Foto | NYTimes

Tra paura ed esilio: come continua la vita della coppia gay del Malawi é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di mercoledì 02 giugno 2010.


Matrimonio gay in “Sex and the city 2″: quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Matrimonio gay in "Sex and the city": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Dai non facciamo quelli che cascano giù dal pero: “Sex and the city” è uno dei telefilm più amati dai gay. Sarà pure un luogo comune su cui discutere, ma una grande percentuale dei fan è composta, oltre che da donne, anche dal popolo Lgbt. Conosco gente che si prenderebbe per i capelli nel dichiarare a gran voce “Io sono Carrie“, mentre altri millantano di (voler) essere come Samantha Jones, la mangiauomini che si porta a letto uomini e ragazzi uno più sexy dell’altro.

E lo scorso weekend è uscito al cinema “Sex and the city 2″, il seguito del serial e del primo capitolo cinematografico. La critica lo ha massacrato, ma ai botteghino è andato bene. Le avventure delle quattro (ex) single continua a conquistare e coinvolgere. Ma, in questo caso, se precedentemente c’erano riferimenti gay o amici portaborse omosessuali, nel film ci si è spinti ben oltre.

Senza rovinarvi la sorpresa, vi posso solo anticipare che la pellicola si apre con nozze gay. Per scoprire di chi si tratta, cliccate dopo il salto:

Matrimonio gay in "Sex and the city": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt

Sono proprio loro, Stanford ed Anthony si sposano, in questo sequel, sebbene i loro personaggi durante la serie tv non sia mai andato d’accordo. Ma, come viene spiegato, Anthony può tradire il compagno in tutti gli stato americani in cui il matrimonio gay non è legale. E così, tra bambini che corrono durante il ricevimento, cigni e Liza Minnelli che canta “Single ladies” ecco i primi dieci minuti più gay della storia di “Sex and the city 2″

Matrimonio gay in "Sex and the city 2": quando il cinema sposa la causa del mondo Lgbt é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di martedì 01 giugno 2010.


Il presidente del Malawi grazia la coppia gay per “motivi umanitari”

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Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono finalmente liberi. La coppia omosessuale, arrestata il 27 dicembre scorso dopo aver tentato di celebrare le proprie nozze simboliche, era stata condannata da un tribunale locale a 14 anni di prigionia, provocando un’ondata di sdegno a livello internazionale e un accesso dibattito sulla condizione delle persone gay nel poverissimo paese africano.

Si è mobilitato perfino il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che ha incontrato il capo di Stato del Malawi Bingu wa Mutharika e lo ha convinto a rilasciare i due. Quest’ultimo ha commentato, a margine della decisione:

“Questi ragazzi hanno commesso un crimine contro la nostra cultura, la nostra religione e le nostre leggi. Ciò nonostante, in qualità di capo dello Stato, li perdono e chiedo il loro immediato rilascio senza condizioni. Ho fatto questo per motivi umanitari, ma questo non significa che io approvi questi fatti”.

Via – Corriere della Sera


Coppia gay si sposa in Usa ma in Italia i giudici vogliono annullare le nozze

Coppia gay si sposa in Usa ma in Italia i giudici vogliono annullare le nozze

Una coppia gay si è sposata a San Francisco e ha fatto poi ratificare le propria unione nella loro città di residenza, in Italia. Ma proprio Quinto, in provincia di Treviso, dopo aver ricevuta la notizia dell’errore da parte del Consolato italiano a San Francisco ha incaricato la magistratura per annullare l’unione non riconosciuta nel nostro paese. In primis, il sindaco leghista Mauro Dal Zilio si è battuto per cancellare questa registrazione e anche il procuratore di Treviso, Antonio Fojadelli si è mostrato favorevole:

“L’atto di registrazione dell’unione è giuridicamente irricevibile, darò parere favorevole all’annullamento, sarà poi il tribunale ad esprimersi”

Era stato il Consolato, inizialmente, a richiedere di far passare il matrimonio tra i due,nel 2009, ma poi, accortosi dell’errore, ha richiesto l’annullamento della trascrizione. E se inizialmente la coppia ha tentato di opporsi a questa decisione, ora i due sembrano essersi arresi, accettando l’evolversi dell’iter giudiziario:

“Ero convinto di poter cambiare le cose, poi mi sono scontrato con la realtà”

Via | Adnkronos

Coppia gay si sposa in Usa ma in Italia i giudici vogliono annullare le nozze é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di sabato 29 maggio 2010.


Pakistan: fermato matrimonio gay, in manette sposi e invitati

Pakistan: fermato matrimonio gay, in manette sposi e invitati L’omosessualità in Pakistan è un reato perseguibile penalmente. I travestiti, chiamati “khusra” vivono ai margini della società, nascosti, lontani dalla luce del sole e della società. E uno di loro, pochi giorni fa, ha tentato di unirsi in matrimonio con un uomo d’affari locale. Le nozze, simboliche, erano arrivate ai festeggiamenti, quando la polizia ha fatto irruzione.

Tutto questo è avvenuto in una zona residenziale di Peshawar: i due “novelli sposi” sono stati arrestati e insieme a loro anche i 43 invitati alla celebrazione. Molti di loro erano travestiti, riunitisi per festeggiare la coronazione di una storia d’amore.

Purtroppo, la violenta e omofobica realtà della zona ha preso il sopravvento e ha trasformato in dolore un giorno di festa.

Via | Quotidiano

Pakistan: fermato matrimonio gay, in manette sposi e invitati é stato pubblicato su queerblog alle 09:01 di mercoledì 26 maggio 2010.


Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay

Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay

Il caso della candidata transgender contraria al matrimonio e alle adozioni gay vi ha infiammato gli animi. Molti erano sconcertati dal parere contrario da parte di chi è parte integrante del settore Lgbt: allora è proprio vero, come dice il luogo comune, che sono proprio i gay i peggiori nemici di se stessi? Così sembrerebbe se dovessimo prendere in considerazione anche il parere di Alfonso Signorini, direttore di “Chi” e “Tv sorrisi e canzoni”, dichiaratamente omosessuale, e contrario alle adozioni per le coppie gay.

Durante il programma “Verissimo”, l’uomo ha ribadito la sua ferma convinzione che un bambino debba avere al suo fianco, come punto di riferimento per la crescita e l’educazione, una figura maschile e una femminile. Il motivo? Due padre non saprebbero compensare la mancanza della figura della madre, assente nello sviluppo del bimbo.

Alessandro Cecchi Paone, presente anche lui all’intervista con la Toffanin, invece, sarebbe possibile una legge che possa permettere da una coppia gay di adottare. Una opinione discutibile ma rispettabile oppure, come alcuni di voi hanno sottolineato, rappresenta l’affermazione di un personaggio pubblico lontano dalla vera realtà del mondo Lgbt?

Foto | Zapster

Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 24 maggio 2010.


Il matrimonio gay in Portogallo è un passo indietro che produrrà gravi perturbazioni in tutta la società

19 maggio 2010 Robo Nessun commento

Il matrimonio gay in Portogallo è un passo indietro che produrrà gravi perturbazioni in tutta la societàPuntuale, com’era prevedibile, è giunta la reazione dei vescovi portoghesi alla promulgazione della legge sulle nozze gay da parte del presidente Aníbal António Cavaco Silva. Padre Manuel Morujão, portavoce della Conferenza episcopale portoghese, scrive in una nota:

“Prendendo atto della decisione del Presidente della Repubblica di promulgare la legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso [la Conferenza episcopale dichiara innanzitutto che] questa legge costituisce un passo indietro nella costruzione della coesione sociale, ed è in contrasto con uno dei principi più consolidati delle diverse civiltà del genere umano. […] Lo scorso 13 maggio a Fatima, Papa Benedetto XVI ha ricordato che la famiglia è fondata sulla unione di amore tra un uomo e una donna, e che la sua tutela è uno dei fattori chiave per la costruzione del bene comune. Considerata la grave crisi che il Paese sta vivendo e le complesse sfide che abbiamo di fronte si dovrebbe promuovere l’unità tra i portoghesi e non la divisione, una strategia di compromesso e non rottura”.

È più forte di loro: predicano la sovranità degli stati, ma se poi uno si azzarda a pensare in maniera diversa dai dictat pontifici si inalberano. Ricordiamo che qualche tempo fa i vescovi portoghesi avevano candidamente affermato che “l’omosessualità denota l’esistenza di problemi di identità personale”.

Reazioni sono venute da Isilda Pegado, presidente della Federazione portoghese per la vita che ha parlato di

“attacco alla famiglia tradizionale che creerà gravi perturbazioni in tutta la società. La legge è stata sostenuta da una ristretta élite politica, in netta minoranza rispetto ai padri e alle madri che vogliono educare i propri figli nella verità”.

Siccome, dunque, si parla di minoranze, allora pazienza, si possono pure ignorare. Peccato che quando in altre parti del mondo i cattolici sono in minoranza, allora viene invocato il rispetto. Qualcosa – anzi più di qualcosa – non mi torna.

Foto | Flickr


Il presidente del Portogallo ha promulgato la legge sulle nozze gay

17 maggio 2010 Robo Nessun commento

sidente del Portogallo ha promulgato la legge sulle nozze gayOttima notizia per concludere la giornata mondiale contro l’omofobia: il presidente della repubblica portoghese Aníbal António Cavaco Silva (in foto) ha annunciato questa sera a Lisbona, in una dichiarazione televisiva al paese, di avere firmato la legge che legalizza i matrimoni gay approvata l’11 febbraio scorso dal parlamento.

Nella dichiarazione il Presidente, cattolico praticante, non ha nascosto, però, di essere in disaccordo con la riforma, ma ha tenuto a sottolineare che “a causa della grave situazione del paese” e per evitare ulteriori e inutili divisioni nazionali ha deciso “di promulgare la legge che permette il matrimonio fra persone dello stesso sesso”.

Un passo in avanti nei diritti nella vecchia Europa. E noi rimaniamo sempre più soli!


Laura Bush è favorevole ai matrimoni gay

George Bush ha idee diverse dalla moglie Laura. Se l’ex presidente degli Stati Uniti d’America è sempre stato contrario ai matrimoni gay, la moglie ha espresso opinione differente. Come potete vedere nel video, la donna, intervistata da Larry King ha ammesso che il marito è favorevole ai matrimoni tra uomo e donna. Per lui non è possibile accettare una realtà opposta. E quando il presentatore le ha chiesto se lei fosse concorde a unioni tra persone dello stesso sesso, onestamente ha dichiarato:

“Beh, io penso che si potrebbe”


Papa Ratzinger si ripete da Fatima: “Unioni gay, divorzi e aborti sono insidie e pericoli per il bene comune!”

Papa Ratzinger si ripete da Fatima: "Unioni gay, divorzi e aborti sono insidie e pericoli per il bene comune!"

Papa Ratzinger tuona nuovamente (con la stessa cantilena) da Fatima, elogiando tutto il bene che la Chiesa cattolica continua a fare a favore della vita e della famiglia. Lancia quindi un appello urgente ai cristiani nella difesa dei diritti umani contro unioni gay, divorzio e aborto. Scelte a cui molti paesi hanno dato come possibilità di attuare e che la Chiesa cerca disperatamente di fermare e boicottare. Ecco le sue testuali parole:

“Esprimo profondo apprezzamento a tutte quelle iniziative sociali e pastorali che cercano di lottare contro i meccanismi socio-economici e culturali che portano all’aborto e che hanno ben presenti la difesa della vita e la riconciliazione e la guarigione delle persone ferite dal dramma dell’aborto. Le iniziative che hanno lo scopo di tutelare i valori essenziali e primari della vita, dal suo concepimento, e della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna aiutano a rispondere ad alcune delle più insidiose e pericolose sfide che oggi si pongono al bene comune. Tali iniziative costituiscono, insieme a tante altre forme di impegno, elementi essenziali per la costruzione della civiltà dell’amore”

Effettivamente erano passati troppi giorni di silenzio dall’ultimo elenco di accuse all’umanità intera e alla solita crociata contro le unioni gay. Mi stavo quasi preoccupando…


Gianni Vattimo: “Pasolini rappresenta la rivendicazione della diversità”

Continuare ad essere diversi, rivendicando nuovi diritti. Guardare alla storia, alla nostra storia, per capire non solo il tema dell’omosessualità, dei suoi desideri e speranze, ma anche chi, da omosessuale, guardò la politica, la cultura, la vita degli altri, con gli occhi di un profeta, con la scrittura e i pensieri. Necessitiamo di un passato mai da dimenticare se non vogliamo dimenticare noi stessi. In queste settimane, e lo sarà ancora o per sempre, si torna a parlare di Pier Paolo Pasolini, conosciuto a tanti, da molti dimenticato. Lo fa oggi un grande filosofo, omosessuale anch’egli, Gianni Vattimo, che di Pasolini professa nostalgia e verità fino a concludere che probabilmente quella tragedia consumata all’idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975 è presaga di una Italia che si prepara al peggio, togliendo la parola a chi aveva capito il male italiano.

“L’orizzonte di personale diversità [di Pasolini ndr] credo abbia avuto una forte influenza - dichiara Vattimo in una intervista -. Una diversità che non incontrò tanto l’ostilità della cultura collettiva, quanto per esempio quella “istituzionale” del Pci, dal quale è stato duramente discriminato. Penso anche che nel Pci Pasolini vedesse una delle forme di quella struttura istituzionalizzata in cui si poteva proiettare l’immagine dell’Italia del futuro, modernizzata e industrializzata, molto lontana dalla sua personale nostalgia di un mondo altro. Pasolini non sarebbe mai andato a un Gay Pride, ad esempio, e neppure avrebbe invocato le nozze gay. Oggi si rivendicano giustamente questi diritti e io personalmente vado al Gay Pride. Ma si è persa tutta la tensione legata al sentirsi esclusi, crocifissi”.

Ecco il cibo che oggi manca, a me, a voi, alla nostra comunità: “La tensione legata al sentirsi esclusi”. Per questo ed altro il sacrificio è stato compiuto e le verità dimenticate. Per questo ed altro, Pasolini torna sulla scena a cercare di parlare ancora di noi. Il Pasolini cattolico oggi sarebbe un credente senza fede, un’anima inquieta di fronte al “delitto” clericale sulla pedofilia; così come il Pasolini che in qualche maniera sentiamo più nostro, non si riconoscerebbe in questa esacerbata frammentazione di movimenti, di singoli, che hanno preso a prestito le altrui passate battaglie per camparci di rendita.

Due volte riaperto e due volte chiuso, il “mistero” sulla morte di Pasolini torna nuovamente, per tanto scomodo sia. Lo stesso avvocato Guido Calvi che da sempre difende la famiglia, afferma che ci sono nuovi elementi e testimonianze. Un filmato girato da Mario Martone nel 2005 dove Sergio Citti racconta il suo sopralluogo all’idroscalo di Ostia una decina di giorni dopo la morte di Pasolini. Nel suo racconto Citti fa sempre riferimento alle confidenze di un testimone – rimasto sempre anonimo – attraverso le quali emerge uno scenario completamente diverso da quello che portò Piero Pelosi in carcere. Non va neppure dimenticata l’interrogazione di Walter Veltroni, riguardo a delle affermazioni fatte da Marcello Dell’Utri su un capitolo “misterioso” e inedito del romanzo postumo di Pasolini “Petrolio”.

Si afferma che quella notte, non una ma due furono le auto presenti all’idroscalo, luogo dell’immolazione del poeta friulano. Lasciamo che altri si occupino di questo.

Per noi resta importante Pasolini, nella sua tragedia come nella sua cultura, e nella sua spiccata ragione a capire prima di altri il mondo dei vincitori e dei vinti.

“Pasolini rappresenta la rivendicazione della diversità come punto di vista profetico - dice ancora Vattimo -. Mentre oggi, paradossalmente, della diversità non si può parlare se non con una certa nostalgia. Non c’è nessuno, ormai, di così diverso da scandalizzare qualcuno. Recuperare almeno la nostalgia della tensione profetica pasoliniana oggi potrebbe ispirarci un atteggiamento diverso da quello dell’accettazione dell’ordine vigente”.

Altro uomo profetico, amico di Pasolini che con lui condivise la passione per la cultura, Davide Maria Turoldo, prete di un’altra Chiesa, scrisse:

E alla fine, al di là della tragedia, sono stato l’unico prete ai suoi funerali! Ho scritto anche la lettera alle due madri, alla madre di Pasolini e a quella dell’assassino di Pasolini. Si trova nel mio libro “Alle porte del bene e del male”, dove dico anche il mio giudizio sul cupo evento. […] Una presenza che io non ho mai dimenticato, un’amicizia di cui i onoro. E vedo anzi che, man mano che il tempo passa, avvengono due cose: la purificazione della figura di Pasolini, liberata da tutte le immondizie di cui è stata fatta carico in vita e soprattutto in morte, e la sua presenza che diventa sempre più obbligatoria in tutto il mondo della cultura.

Si è spesso detto della gravità della perdita di Pier Paolo Pasolini, perché di poeti ne nascono solo tre o quattro ogni secolo. Probabilmente meno! Strano che la sua vita sia stata spenta quella notte del ‘75 in un campo di calcio, lo sport che più amava.

Ricordiamo Pasolini, leggiamo i suoi libri, abbeveriamoci della sua cultura. Ci appartiene più di quanto oggi ci appare.

Foto | Fondazioneitalianelmondo


A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.

E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:

Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!

Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”

Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:

“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”

I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…

Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:

“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”

E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…


A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.

E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:

Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!

Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”

Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:

“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”

I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…

Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:

“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”

E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…


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