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Archivio per la categoria ‘panorama’

Sondaggio. Sbattezzo: favorevoli o contrari?


Dalla pubblicazione dell’intervista di Panorama, riguardante i sacerdoti omosessuali, sono passate diverse settimane. Malgrado l’attenzione pubblica su questa brutta pagina di giornalismo sia calata spesso capita di leggere, nei vostri commenti, riferimenti all’inchiesta condotta dalla redazione di Giorgio Mulé.

L’interesse che avete dimostrato di avere per questo tipo di argomenti mi hanno indotto ad estendere gli approfondimenti che stiamo via via confezionando per queerblog.it alle vostre esperienze.

Dopo esserci soffermati sul rapporto che c’è tra la Chiesa italiana e la comunità GLBTQ locale quindi su come la stessa istituzione interagisca all’estero, mi piacerebbe allargare il terzo spunto di riflessione a voi chiedendovi se avete deciso di uscire, nel caso in cui foste cattolici, dalla realtà religiosa in cui i vostri genitori vi avevano inserito

Ciclicamente i siti di informazione omosessuale propongono ai propri lettori una serie di informazioni per sbattezzarsi. Più le autorità ecclesiastiche adottano comportamenti omofobi (ne sa qualcosa Nichi Vendola su cui Pontifex sta dando il meglio di sé), più alle persone non eterosessuali viene presentata un alternativa di protesta sottile.

Uscire dalla Chiesa è forse più semplice di prendere le distanze da un Partito. Come spiegato nel dettaglio sul sito dell’Uaar (l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) è sufficiente mandare una raccomandata, con ricevuta di ritorno, alla parrocchia in cui si è stati battezzati chiedendo di essere estromessi dalla comunità a cui si è stati iscritti, solitamente, in un momento in cui non si è in grado di prendere delle decisioni in pieni autonomia. Il modulo da compilare lo trovate sul sito dell’Uaar.

Malgrado la mole di libri che su questa possibilità sono stati scritti, ad oggi, non è stato ancora fatto un censimento per capire quanti gay hanno deciso di uscire dalla Chiesa a causa delle posizioni adottate proprio sull’orientamento sessuale di alcuni suoi fedeli.

In Italia, in seguito alle posizioni del Cardinal Bagnasco contro le coppie di fatto, la Curia di Genova ricevette nel 2007 quasi quaranta domande di sbattezzo. Da allora, nel nostro paese perlomeno, dati simili non sono più presi in considerazione da chi si dovrebbe occupare dell’informazione.

All’estero l’attenzione su questa pratica è molto più alta tanto che Pierre Galand, Presidente dell’associazione laica belga di lingua francese, ha di recente fatto sapere che il numero di sbattezzi nel suo territorio è molto aumentato. Questo dato sarebbe frutto dei ripetuti casi di pedofilia che sono stati riscontrati nella Chiesa Cattolica negli ultimi anni.

Sondaggio. Sbattezzo: favorevoli o contrari? é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di mercoledì 18 agosto 2010.


Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia

Come anticipato la scorsa settimana da Robo, a partire da oggi su Queerblog.it con cadenza precisa verranno approfonditi dei temi che fanno parte dell’attualità che siamo soliti raccontare su questo sito.

La polifonia che abbiamo riscontrato nei commenti ai diversi post, che abbiamo dedicato all’inchiesta di Panorama, ci ha indotto ad approfondire fin da subito il rapporto che la comunità GLBTQ italiana ha con la Chiesa Cattolica italiana.

A soli dieci anni dal Gay Pride romano, organizzato nella capitale proprio per ricordare a chi in quel momento partecipava al Giubileo deciso da Giovanni Paolo II la presenza di gay e lesbiche all’interno della comunità cattolica italiana, qualcosa è cambiato.

Ad accorgersene, come abbiamo già avuto modo di scrivere, sono stati i mass media dedicati ai più giovani tanto che il nuovo corso di Mtv, segnato dalla massiccia presenza di approfondimenti nel proprio palinsesto, ha deciso di dedicare la prima puntata di “Diverso da chi” alla storia di Giulia.

Giulia ha poco più di vent’anni e dopo aver fatto coming out ha deciso di vivere la propria sessualità in piena libertà concedendosi persino il privilegio della fede, da cui molti omosessuali prendono le distanze per via delle posizioni poco solidali che Benedetto XVI e compagnia hanno preso contro gay e lesbiche.

L’apertura della comunità glbtq non è concisa, come molti sono soliti sostenere, ad una totale chiusura delle istituzioni ecclesiastiche. Significative sono, a tal proposito, le posizioni prese da alcuni vescovi italiani di cui ci siamo occupati nelle scorse settimane.

In un’intervista televisiva rilasciata a Lilli Gruber il vescovo Karl Golser, oltre a dissociarsi dal dogma riguardante il celibato, ha ribadito la propria posizione su tutte le coppie di fatto per le quali il prelato si è auspicato un riconoscimento giuridico quanto prima.

Una posizione analoga è stata presa anche dal responsabile della diocesi di Parma, Mons. Enrico Solmi che pochi giorni, durante un incontro con un gruppo di omosessuali credenti, ha precisato che nella comunità cattolica c’è spazio per tutti. Eterosessuali e No.

Sui percorsi di fede delle persone non eterosessuali, ve lo anticipo già, avremo modo di confrontarci nelle prossime settimane quando per queerblog.it intervisterò delle persone dichiaratamente omosessuali che hanno deciso di vivere, a volte con qualche difficoltà, la propria vita spirituale.

Anche in Italia, malgrado i pareri disfattisti di chi richiede un cambiamento senza impegnarsi per primo, esistono realtà che ci fanno essere un paese migliore di quello che viene rappresentato da alcuni mass media che spesso veicolano in modo ambiguo le storie raccontate nella prima parte di questo approfondimento che prosegue, analizzando proprio le responsabilità di tv, giornali, internet, … quando si racconta il rapporto che intercorre tra comunità glbtq e Chiesa Cattolica.

L’inchiesta di Panorama potrebbe chiudere un ciclo iniziato la scorsa estate quando Vittorio Feltri dalle pagine del Giornale, di cui era ritornato ad essere direttore, accusava Dino Boffo (direttore di Avvenire) di omosessualità che in seguito a quella vicenda consegnò le proprie dimissioni.

Ad oggi non è stata ancora smentita la teoria, protagonista di una puntata del programma televisivo “Complotti” de la7, secondo la quale Feltri, poi sospeso dall’ordine dei giornalisti in seguito alla vicenda Boffo, avrebbe agito con l’ausilio di Giovanni Maria Vian (direttore dell’Osservatore Romano) e la benedizione del Cardinal Angelo Bagnasco.

Nel mezzo ci sono stati una serie di accadimenti spesso contrastanti tra di loro. La stampa, che prima della messa in onda ad AnnoZero del documentario prodotto dalla BBC sui preti pedofili non aveva perso occasione per indagare sul Vaticano (celeberrimi sono gli sfottò satirici di Luciana Littizzetto al cardinal Ruini), laddove si fa accenno di omosessualità riconducibile alla casta di Benedetto XVI preferisce zittirsi.

I commenti negativi al lavoro della redazione di Giorgio Mulè, non contrastata invece dallo stesso Vaticano, rappresentano una vera e propria eccezionalità rispetto all’indifferenza adottata non più tardi di quattro mesi fa quando si scoprì che Angelo Balducci, braccio destro di Guido Bertolaso nonché Gentiluomo del Papa, era solito avere degli incontri sessuali con escort maschili selezionati da Mike, un corista di origine nigeriana.

Intervistato da Vanity Fair il figlio e attore Lorenzo non fa accenno agli incontri che il padre avrebbe avuto con i gigolò tanto che le dichiarazioni che verranno poi riprese dalle agenzie riguardano solo Guido Bertolaso.

Per chi volesse continuare ad approfondire le ombre del Vaticano, non riconducibili alla comunità glbtq, nell’archivio di polisblog.it trovate un approfondimento riguardante i costi della casta di Benedetto XVI e un’intervista a Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei” riguardante l’organizzazione di cui fa parte l’ex esponente del Partito Democratico Paola Binetti di cui sovente si sono occupati i siti a tematica glbtq.

In chiusura, proprio perché non era intenzione di chi vi scrive occuparsi della Chiesa Cattolica solo ed esclusivamente in chiave omofobica, un punto sulle dichiarazioni discutibili che negli ultimi mesi sono state fatte dagli esponenti ecclesiastici che si sono occupati male di gay e lesbiche.

La più grave è relativa all’esternazione del Cardinal Tarcisio Bertone che lo scorso aprile dall’armadio, fresco delle pulizie primaverili, rispolverava il sempre verde assioma secondo il quale gli omosessuali sono dei pedofili.

Da quelle parole nessun rappresentante del Governo Berlusconi, malgrado l’evidente rapporto con il prelato che negli ultimi mesi aveva partecipato a degli incontri pubblici con lo stesso Premier, si dissociò.

Solo Italo Bocchino, che nei mesi a seguire sarebbe stato disegnato come un novello cavallo di Troia del Pdl, in un’intervista rilasciata poco tempo dopo l’esternazione di Tarcisio Bertone disse che preferiva un Presidente del Consiglio omosessuale rispetto a uno leghista.

Già, la politica. In Italia rappresenta un vero proprio anello di congiunzione tra la comunità glbtq e quella cattolica tanto che non si contano le volte in cui vescovi, più attenti alla vita sessuale dei propri credenti rispetto a quella spirituale, hanno ostacolato l’elezione di candidati gay-friendly.

Durante la scorsa campagna elettorale dalla conferenza episcopale italiana è stata presa di mira Emma Bonino. In quell’occasione i rappresentanti della Chiesa invitarono espressamente a non votare l’esponente radicale che in passato aveva dimostrato una certa apertura su temi cari anche alla comunità omosessuale.

Oltre alla collega di Marco Pannella, negli ultimi mesi sempre a causa delle loro posizioni a favore delle persone glbtq, sono stati contestati dal Cardinale di Cosenza: Nichi Vendola (che a Vanity Fair lo scorso anno aveva precisato di vivere bene la propria fede tanto quanto la propria sessualità), Mercedes Bresso (che con chi vi scrive, per GAY.tv, si impegnava a concludere la presidenza alla Regione Piemonte introducendo il registro delle coppie di fatto) e Vladimir Luxuria in quanto transgender.

La settimana prossima allargheremo lo sguardo all’estero, facendo un punto su come la Chiesa interagisca con la comunità omosessuale internazionale, prima di aprire alle storie a cui accennavo all’inizio di questo lungo approfondimento che spero vi spinga a raccontare a tutti noi che rapporto avete con la fede. Qui sotto, nei commenti, o scrivendo alla mail suggerimenti@queerblog.it

Gli approfondimenti di Queerblog: la Chiesa di Benedetto XVI, i gay e l’Italia é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 26 luglio 2010.


Dopo l’articolo di Panorama, il vicariato di Roma: “Preti gay venite allo scoperto”

preti gay panorama Se ieri vi abbiamo parlato dell’articolo apparso su Panorama e delle prime reazioni da parte della Chiesa che ha tentato di minimizzare il tutto, oggi la reazione del Vicariato di Roma è un po’ differente. Sempre ribadendo che quel reportage è un modo per creare scandalo, poi lancia un appello:

“Se ci sono sacerdoti gay, coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto, perché nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. I fatti raccontati da Panorama non possono non suscitare dolore e sconcerto nella comunità ecclesiale di Roma, che conosce da vicino i suoi sacerdoti non dalla ‘doppia vita’, ma con una ‘vita sola’, felice e gioiosa, coerente alla vocazione, donata a Dio e a servizio della gente, impegnata a vivere e testimoniare il Vangelo e modello di moralità per tutti

Ribadendo il concetto di quanto la Chiesa sia solo fonte di benefici per i religiosi e di come sia composta solo da persone felici, gioiose, lontane da questi racconti di vita, il portavoce del Vicariato attribuisce solamente un valore provocatorio all’articolo:

“La finalità dell’articolo di Panorama è evidente: creare lo scandalo, diffamare tutti i sacerdoti, sulla base della dichiarazione di uno degli intervistati secondo il quale ‘il 98 per cento dei sacerdoti che conosce è omosessuale’, screditare la Chiesa; e, per altro verso, fare pressione contro quella parte della Chiesa da loro definita ‘intransigente, che si sforza di non guardare la realtà’ dei preti omosessuali”

Invece di stringere un rosario con le unghie laccate di rosa, in copertina, potevano mettere un prete che usa le stesse mani per coprirsi gli occhi. Tutto, pur di non voler vedere.

Via | TgCom

Dopo l'articolo di Panorama, il vicariato di Roma: "Preti gay venite allo scoperto" é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di sabato 24 luglio 2010.


3P: Panorama, preti, presidenti

Con una copertina aderente allo stile del settimanale, Panorama pubblica oggi un pessimo articolo – ampiamente pubblicizzato già ieri – sulla vita notturna di alcuni preti omosessuali mischiando omofobia e pruderie, gossip di bassa lega e disinformazione. La copertina: due mani giunte con un rosario e lo smalto rosa sulle unghie. Non sappiamo chi siano i grafici di Panorama e non sappiamo che luoghi e quali omosessuali frequentino, ma diciamolo con franchezza: con quell’immagine molto old style vuole associare l’idea dello smalto, simbolo stereotipato della femminilità, all’omosessualità facendo l’equazione “gay = donna”. Nulla di più falso, nulla di più stantio.
Tornando invece all’articolo vero e proprio vi si legge solo di preti adescati e filmati anche durante rapporti sessuali senza il loro consenso in barba alla filosofia sulla privacy. Anche questa volta il filmato ha un solo scopo che non è certo fare un’inchiesta su un illecito o su un malcostume:
- perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole: tutti ricorderanno il servizio di Exit, il programma di La7 condotto da Ilaria D’Amico.
-perché due persone adulte e consenzienti che hanno un rapporto sessuale consensuale non commettono alcun reato
-perché si prova a sputtanare una categoria, quella dei preti, che vengono cosi accomunati tutti, indiscriminatamente, a viziosi, ma non ci è dato però di sapere cosa pensino questi uomini dell’omosessualità e come la vivono
-perché si prova a sputtanare una comunità, quella delle persone gay che vengono – ancora una volta – mostrate come interessate solo al sesso promiscuo.
Ci sembra ovvio che ci sono un sacco di preti eterosessuali e ci aspettiamo quindi che per contraddire le nostre supposizioni e dimostrare che l’intento era solo di informare dell’esistenza di un fenomeno Panorama faccia anche un reportage su quei preti eterosessuali che hanno rapporti con prostitute, che hanno relazioni stabili e a volte figli.
Di fronte a questo servizio, è da notare che il vicariato di Roma, al contrario dei casi di pedofilia, che vengono insabbiati o sminuiti, chiede ai preti omosessuali di venire allo scoperto e di rinunciare ai “benefici” – che credevamo non esistessero – derivanti dallo status clericale.
Esprimiamo anche forti perplessità per le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’associazionismo gay che nel tipico sport della corsa al comunicato e alle dichiarazioni a mezzo stampa, invece di rinunciare ad un contributo allo sciacallaggio messo in atto da Panorama, confessano esperienze personali, danno numeri e aiutano a definire topologia e vademecum per partecipare a questi incontri.

E Pippo Inzaghi stravede per Efe Bal, la trans più bella del mondo

20 novembre 2009 Robo Nessun commento

E Pippo Inzaghi stravede per Efe Bal, la trans più bella del mondo

Nel salotto di Piero Chiambretti, il centravanti del Milan, Pippo Inzaghi si lascia rapire dalla bellezza di Efe Bal, considerata da molti la transessuale più bella del mondo. Inzaghi racconta la sua passione per il calcio e le belle ragazze, ma, a giudicare dallo sguardo fisso su Efe Bal, non pare disdegnare anche altro…

Efe Bal, di origini turche, vive in Italia da oltre dieci anni e, dopo le vicende di Marrazzo, ha conquistato la ribalta come opinionista televisiva. Panorama l’ha descritta in maniera un po’ stucchevole, anche se interessante per valutare come vengono viste le persone transessuali:

“Il suo canale di Suez fra il sopra da donna (terza di reggiseno) e il sotto da attore porno è stretto: Efe ha un punto vita da fare invidia a qualsiasi donna. Taglia 44, 68 chili su 1 metro e 90 di altezza, occhi da cerbiatta, volto da attrice francese, buona per Chéreau, Resnais, Rohmer. Voce controllata, non da baritono e neppure da fatina”.

Di seguito tre interessanti affermazioni di Efe Bal:

  • Tantissimi uomini vogliono sentirsi una donna.
  • Il cliente tipo? Sposato, con figli, ricco. E al di sopra di ogni sospetto.
  • Quando ero un ragazzo, certi uomini in Turchia mi guardavano e intanto facevano scendere la mano sui calzoni… Mi invitavano. Sono loro che ci fanno trans. Come nella scena di Malèna l’intero paese sbava dietro a Monica Bellucci, finché lei, stanca, fa quello che gli altri vogliono che faccia, la sgualdrina; si taglia i capelli, si fa rossa, va in piazza scosciando.


A passeggio per la città tenendosi per mano

14 settembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Alcuni anni fa, un amico artista, si inventò per una mostra a Palazzo Reale di Milano, una bella ed efficace performance: parcheggiò due semplici sedie su una vetrata che dava sul sagrato del Duomo e lì, per tutta la durata della mostra, si accomodò con un amico scambiandosi effusioni o tenendosi semplicemente per mano. L’effetto, con le giuste luci, era parecchio armonioso, ma forse dimenticavano o non importava le reazioni delle persone che transitavano dalla piazza. Non ci furono contestazioni e la mostra ebbe un discreto successo.

Racconto questo perché in questi giorni mi sono posto una domanda che credo si facciano in molti: dopo gli attacchi omofobi a Roma, Firenze, Bologna, quali sono le città italiane ad ampio respiro di accettazioni, quali le più tolleranti? Roma è solo un caso o come Milano, male che vada si fa gli affari suoi e quel che è capitato è da ascrivere a gesti delinquenziali come capitano in altre città? La ministra Mara Carfagna, a dispetto del suo predecessore, ha bloccato i 300 mila euro stanziati dal precedente governo per la prima indagine Istat sulle discriminazioni glbtq. Peccato, oltre alla mia semplice curiosità, avremmo potuto disegnare una mappa precisa per dar modo alle organizzazioni di intervenire a favore e tutela delle persone omosessuali e transessuali.

I dubbi restano, se poi trovo sui due maggiori settimanali italiani, Panorama e L’Espresso, due servizi di taglio opposto. Il settimanale mondadoriano dà la penna ad un amico fraterno, ex assistente parlamentare di Franco Grillini, Stefano Bolognini, autore tra l’altro di un bellissimo libro “Una famiglia normale”. Stefano, per un giorno gira la capitale accompagnato dal suo ragazzo e dal fotografo che li ritrae nei luoghi visitati. Vogliono scoprire se due gay che si lasciano andare a pubbliche effusioni, proprio come succede ad ogni copia eterosessuale, rischiano l’aggressione o reazioni anomale della gente. Partono dalla Balduina per finire il loro giro al Gay Village, passando per piazza del Popolo, via del Corso, ponte Sisto, piazza Trilussa, Colosseo.

Nella città, teatro degli ultimi episodi di aggressioni e squadrismo omofobo, i due ragazzi sembrano essere ad Amsterdam o in Spagna, nessuna aggressione verbale, indifferenza da parte delle persone. Stefano si fa giuste domande: “E’ solo perché siamo in pieno giorno? Oppure perché ci sono troppi testimoni? O perché sono teste rasate non troppo rasate? Vai a capire! Probabilmente la questione non sono loro come individui ma di una città che si fa vigliacca al buio, che ha la mira facile per colpire e fuggire. Roma è tra le città che adoro, forse la più bella tra le mie città, ma il racconto di Stefano non fa cessare i dubbi che altrove, si possano consumare attacchi verso persone glbtq. E quei dubbi ce li ha anche il cronista della storia.

L’inchiesta dell’Espresso è di tenore completamente diverso, fin dal titolo: “Questo non è un paese per gay”. Racconta di quanto sia difficile per molti omosessuali, la loro vita sul lavoro dove la discriminazioni è presente, dove gay e lesbiche sono obbligati a nascondere i propri orientamenti sessuali. Sbagliate se state pensando che si tratti di operai o badanti; le persone oggetto di discriminazioni sono avvocati, ingegneri e, certo, anche operai. Ma succede anche tra le mura di conventi come testimonia la storia di Cristian, ingegnere, che decide di indossare il saio francescano ma per lui iniziano i problemi quando dichiara la propria omosessualità. Per non parlare poi delle caserme o dei corpi militari dove dichiararsi gay o lesbica significa firmare la propria condanna e l’allontanamento dalla carriera militare. Molti ci stanno, qualcuno inizia qualche causa civile, ma il problema, tutto intriso di discriminazione rimane lì, sbattuto in faccia ad una società che non riesce ad accettare la “normale”omosessualità.

Storie diverse quelle di Panorama e L’Espresso, ma che raccontano l’Italia per quello che è. Forse, qualcuno di voi, potrebbe raccontarci la sua.

Foto/Max 31055


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