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Archivio per la categoria ‘piero marrazzo’

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli


La cronaca degli ultimi mesi spesso ci ha messo davanti ad un interrogativo, su cui anche Roberto Saviano si è confrontato nei giorni scorsi. Perché in Italia, dove la prostituzione è un reato, i clienti delle prostitute transessuali sono trattati da alcuni mass media peggio delle persone che sono soliti frequentare donne che mercificano il proprio corpo?

Ad un anno dalla pubblicazione delle prime notizie riguardanti Piero Marrazzo e Natalie, la transessuale con la quale l’ex Governatore della Regione Lazio si vedeva, questo interrogativo non è stato evaso.

Del mancato, e necessario, chiarimento ritorniamo ad occuparci poiché i residenti romani di via Gradoli, dove Piero Marrazzo si vedeva con Natalie, hanno deciso di mettere un cancello che dovrebbe impedire ai clienti delle prostitute transessuali di entrare nella strada di fatto tornata privata.

Laddove non sono arrivate le istituzioni si sono attrezzati i cittadini. Persone che sanno bene che la prostituzione nel nostro paese è un reato al di là di che natura sia il corpo che viene messo a disposizione dal cliente di turno.

Nei prossimi giorni, con buona pace di Marrazzo già impegnato nei suoi nuovi progetti televisivi, di via Gradoli si smetterà di parlare. Prima che tale circostanza si verifichi vorrei con voi ragionare sul concetto di parità su cui si dovrebbe discutere anche in contesti come questi.

In questi anni l’attenzione dei media glbtq è stata, giustamente, per i diritti negati dallo Stato. Il capitolo dei doveri non sempre viene menzionato. Fermo restando che la prostituzione in Italia è un reato credete che gay e lesbiche debbano impegnarsi, laddove sia richiesto dal contesto, contro le transessuali che si fanno pagare per un rapporto sessuale? Secondo me Sì.

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 20 luglio 2010.


Ernesto Sica del Pdl consegna le dimissioni dopo aver fatto intendere che Stefano Caldoro frequentasse prostitute transessuali


Ad un anno dallo scandalo che travolse Piero Marrazzo, come osservavano giustamente i giornalisti che hanno preso parte alla puntata di Complotti dedicata al caso Boffo, si può affermare con sicurezza che dopo quanto successo all’ex Governatore del Lazio gli esponenti politici per incastrare i propri avversari sono propensi all’utilizzo della prostituzione transessuale.

Esemplificative si quanto sostengo sono le dimissioni che ieri l’assessore all’Avvocatura della Regione Campania, Ernesto Sica. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’esponente del Popolo delle Libertà avrebbe cercato di eliminare dalla scena politica il collega, nonché Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.

Per farlo Sica, che al momento in cui risalgono i fatti appoggiava la candidatura poi bocciata dallo stesso Silvio Berlusconi di Nicola Cosentino, avrebbe creato un dossier falso nel quale si sosteneva che Caldoro, tanto quanto Piero Marrazzo, era solito frequentare prostitute transessuali.

Contraria al tentativo di sabotaggio architettato dall’esponente del Pdl ai danni di un collega di partito si è già detta Martina Castellana.

“Ancora una volta - ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno - le trame oscure del Potere utilizzano lo spregevole spauracchio del “Trans” per colpire il malcapitato di turno. Perché per affossare una figura politica si deve usare l’espressione “va con i Trans”? Io stessa sono un Trans. E allora?”

Intervistato dai giornalisti il diretto interessato ha preferito non commentare le indagini in corso contro Ernesto Sica. Peccato. Precisare una serie dogmi avrebbe fatto bene a tutti. Comunità GLBTQ compresa.

Se tale puntalizzazione non è avvenuta poiché al momento dell’intervista a Stefano Caldoro mancavano le parole giuste di seguito ho redatto un bignami che potrebbe essergli utile la prossima volta che incontra un giornalista.

. La prostituzione, qualunque sia il corpo coinvolto, in Italia è un reato per tanto perseguibile dalla legge.

. Il sesso tra un uomo, nato tale, e una donna, diventata tale solo dopo una serie di interventi chirurgici, avviene nel mondo e nel nostro paese anche quando non ne disquisiscono i mass media.

. Il complotto di Ernesto Sica è deplorevole perché organizzato ai danni di un cittadino e non per la natura dei corpi coinvolti che anzi sono danneggiati dall’ingegno di un uomo che nemmeno conosce il valore della fratellanza. Figuriamoci se può diventare l’ambasciatore del rispetto.

Ernesto Sica del Pdl consegna le dimissioni dopo aver fatto intendere che Stefano Caldoro frequentasse prostitute transessuali é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 13 luglio 2010.


Roma: Paolo Zaccai del Pdl ricoverato dopo un festino a base di coca e trans


Con una puntualità degna del matematico più preciso l’inizio di luglio, oltre all’abituale informazione sull’emergenza caldo, da qualche anno ci consegna uno scandalo o una vicenda sarebbe stata considerata tale.

Non è certo un caso che “In Onda”, la nuova trasmissione della 7, abbia sviluppato nella seconda puntata il legame che c’è tra sesso e politica. Nella mezz’ora televisiva si è ragionato per lo più di sesso eterosessuale. Di Angelo Balducci e del presunto giro di prostituzione maschile in cui era coinvolto i giornalisti in studio si erano già dimenticati.

Probabilmente se ne ricorderanno dopo quanto scritto oggi da Blitz. Secondo quanto pubblicato dal sito Paolo Zaccai, consigliere della provincia di Roma in quota Pdl, sarebbe stato ricoverato dopo aver partecipato ad un festino in cui girava parecchia cocaina oltre che diverse accompagnatrici transessuali.

Sulla vicenda si è espressa Vladimir Luxuria. Intervistata dallo stesso Blitz l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista ha dichiarato:

“Cade il teorema usato da simpatizzanti, direttori, politici e giornalisti del centrodestra, secondo cui quelli della sinistra come Marrazzo e Sircana vanno a trans e loro No. Mi auguro solo che su di lui non si abbatterà l’accanimento morboso, distruttivo e ipocrita che ha già visto in Marrazzo una vittima”.

Noi e Voi. Voi e Noi. Le dichiarazioni che vengono utilizzate per commentare questo tipo di vicende sono sempre le stesse tanto che per una volta sarebbe porsi degli interrogativi diversi.

Perché condannare la prostituzione, anche transessuale, quando si può sostenere una qualsivoglia forma di uguaglianza comparando i clienti? Probabilmente perché non interessa a nessuno. Nemmeno alle trans che commentando l’attualità pongono la propria attenzione solo chi consuma un corpo e non chi viene logorato da tutta questa plastificata lussuria.

Roma: Paolo Zaccai del Pdl ricoverato dopo un festino a base di coca e trans é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di giovedì 01 luglio 2010.


Scandalo Marrazzo: Roberta muore da donna


A poche ore dalla pubblicazione del nostro post riguardante tutte le violenze omofobe registrate in Italia negli ultimi mesi la cronaca ci informava della morte di una transessuale. Si chiamava Roberta. Aveva solo 26 anni.

Nello stesso giorno in cui si è tolta la vita, impiccandosi nuda nel suo appartamento di Tor di Quinto, Natalie è stata gonfiata di botte da un cliente. Natalie è arrivata agli onori della cronaca a causa della sua amicizia intima con Piero Marrazzo.

Da quando si è scoperto che l’ex Governatore della Regione Lazio era solito frequentare prostitute sono già morte quattro persone. Uno spacciatore e tre donne transessuali diventate oggetto di lunghi e interminabili pomeriggi televisivi.

Probabilmente di quanto accade mesi fa a Roma non sapremo nulla per molti anni. In Italia funziona così. Ciò che non può essere censurato viene occultato per dei lunghi decenni. Non è un caso che la morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta nel 1975, sia messa in discussione solo oggi. Nel 2010.

Indignarci, nel frattempo, non serve. Possiamo, tutto al più, sperare che tutte queste persone possano riposare in pace. Possano, almeno da morte, essere considerate donne. E non uomini con una finta quarta in grado di stordire ogni giornalista che ancora non ha capito come si coniugano gli articoli riguardanti una persona transgender.

Roberta era una persona. Era una donna. Era transessuale. Scrivere o dire che nel suo caso è morto è un transessuale è sbagliato.

Scandalo Marrazzo: Roberta muore da donna é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di martedì 08 giugno 2010.


Piero Marrazzo, le transessuali, il calvario e l’abominio. Quando si costruisce un mostro immaginario!


Bastano pochi minuti per demolire un castello di bugie, di nefandezze, costruite ad arte per seppellire la vita di un uomo. Bastano pochi minuti per fare di quell’uomo un mostro tentacolare, un abietto. Minuti preziosi, calcolati, feroci e, nel primo caso, minuti che tentano di restaurare una giustizia persa, di restituire valore alla vita attaccata, di restituirgli in qualche maniera un decoro perso. Dal 23 ottobre dello scorso anno, il politico, l’ex anchorman televisivo, l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, era stato trascinato in una storia di transessuali, di droga, di ricatti, di abusi di potere, di macabri scenari che hanno segnato la vita di una transessuale, finita morta chissà come e perché. I misteri di una Italia nera, misteriosa, ricattatrice. Lui era stato costretto alle dimissioni, messo alla gogna, finito per essere l’agnello sacrificato in nome di chissà quale Italia perbene, onesta, pudica, scevra da ogni altro scandalo.

Ora, a scagionare completamente Piero Marrazzo, ci hanno pensato i supremi giudici della Corte di Cassazione, che hanno confermato il ruolo ricattatorio dei militari coinvolti nel caso; aggravando quella di un maresciallo e dicendo a chiare lettere, per quanto concerne la posizione di Piero Marrazzo nell’ambito della vicenda che lo ha portato alle dimissioni dopo essere stato sorpreso e filmato da alcuni carabinieri insieme alla trans Natalì, anche con una dose di cocaina, la Suprema Corte - respingendo i tentativi dei difensori dei carabinieri di gettare discredito sulle dichiarazioni dell’ex governatore - rileva che “nei confronti di Marrazzo nulla autorizza ad ipotizzare condotte delittuose, essendo egli chiaramente la vittima predestinata di quella che è stata considerata come un’imboscata organizzata ai suoi danni”. Irrilevante persino l’uso dell’auto di servizio con cui Marrazzo si recava agli appuntamenti con le transessuali; pretestuose le altre accuse orchestrate e servite per incastrare l’ex governatore. Scrive, tra l’altro la Cassazione:

“La progettazione della ’scena’ messa in atto a via Gradoli era chiaramente protesa a non dar scampo al Marrazzo, a renderlo vulnerabile e disponibile a soddisfare ogni possibile richiesta di denaro o altri favori”

Ora, dopo queste parole chiare da parte dei giudici, resta tutto quello che è accaduto dal 23 ottobre in poi. Resta la vita di un uomo che è stato portato al patibolo, con le sue debolezze, una vita familiare tenuta in piedi grazie al rapporto sodale con la moglie, ma, soprattutto resta un pantano dove una persona, Brenda, è morta e ancora attende di avere pietosa sepoltura, come ha ricordato recentemente anche Vladimir Luxuria. La politica che in questi lunghi mesi ha ipocritamente schivato il caso Marrazzo, quando non lo ha attaccato con le armi dell’ignominia, oggi dovrebbe riflettere, guardarsi nell’intimo e trovare altre verità mai dette.

Ad esempio che non solo Marrazzo è l’unico trans- lover; coloro che amano la compagnia e i favori sessuali delle transessuali. Lo disse chiaramente, in una intervista sempre Luxuria:

“Diciamo che Marrazzo non è l’unico, ce ne sono tanti. I viali dove ci sono le trans non sono mica deserti. Esistono in politica così come in tutte le classi sociali. In percentuale né più né meno rispetto agli impiegati o agli operai o ai giornalisti”

Si disse anche, se non vado errato, che qualcuno tra questi fu fermato in tempo, mentre si stava avviando in un convivio amoroso con una transessuale. A noi, in fondo, interessa, più che la storia che ha già trovato fiumi di pagine scritte in ogni dove, l’ipocrisia che vi è quando si parla di rapporti sessuali con le transessuali e, perché no, anche con quelli omosessuali.

Vige da noi una specie di “Don’t ask, Don’t tell” che coinvolge un po’ tutti. Si fa, si va, ma non si dice! Il racconto è personale, talmente personale che lo si può usare contro quando pubblicamente si esige una patente di pura eterosessualità. Le transessuali per molti sono merce da usare; così come un rapporto omosessuale lo si deve vivere rigorosamente nell’anonimato e nella clandestinità. Lo esige la società, la politica, la famiglia tradizionale, gli eventuali figli. Forse lo esige pure la chiesa, chissà! Si sono scoperti omofobi incalliti pescati con le mani e il corpo nel corpo di altri ragazzi; politici dalla pelle dura contro ogni forma di legittimazione dei diritti lgbtq che vanno a trans, a gay e a chissà quali altri gusti sessuali. Certo, non parliamo dell’Italia, o forse ne potremmo parlare, a sentire certe fonti che sembrano gossip solo perché non se ne fanno i nomi.

Siamo l’Italia dove la sessualità è una, inviolabile, sancita dal volere comune: l’uomo va con la donna, punto. Solo che poi, basta girarsi un pochino e si scorgono fiumi di persone ferme ai cigli delle strade a pattuire rapporti con le transessuali o con giovani; persone che danno appuntamenti in alberghi al terzo sesso; feste e festini dove l’univoca sessualità va a farsi benedire a favore di ogni altro piacere.

Nessuno si è mai occupato delle vite di queste persone che fanno parte della nostra comunità. La transessualità è ancora vissuta come momento sessuale, chiusa in un mondo losco, indeterminato, misterioso. La mercificazione della carne sembra quasi accompagnarsi alla mercificazione dell’anima. E invece, esistono transessuali, tante, tantissime, che lottano per una dignità personale e sociale, lottano per essere aiutate, ascoltate. Ai tempi della terribile vicenda Marrazzo, Porpora Marcasciano, voce militante del Mit, dalle pagine de “Il Manifesto” scrisse:

“Se ha costruito il suo corpo per essere una bomba di sesso e per vendere prestazioni sessuali, forse, liberi dal pregiudizio, dovremmo riconoscere quell’aspirazione come legittima piuttosto che stabilire dove e come dovrebbe collocarsi! Ma in Italia un riconoscimento di questo tipo è pura utopia! Come pura utopia sembrano essere diventati i diritti civili e la dignità delle persone transessuali, in un paese che risulta essere al primo posto nel mondo per omicidi transfobici, ma quella è un’altra storia, perché all’Italietta non interessa, vuole sapere piuttosto cosa ha trovato in loro Marrazzo o Lapo Elkan….indovina indovinello? Chiaramente Lapo e Marry e solo loro, sicuramente non mio marito, mio figlio, mio padre ecc’etero ecc’etero! Sarebbe stata la stessa domanda, magari articolata meglio, che avrei voluto porre a Ida Dominijanni all’Infedele di Lerner quando ha dichiarato che un (sottolineo il maschile) transessuale è un uomo che si maschera da donna. Per tutte/i noi non è stato bello. Diciamo che da lei ci si sarebbe aspettato altro. Può darsi che il femminismo della differenza faccia chiudere gli occhi su quello che non è donna, ma sinceramente non credo si tratti di una maschera, piuttosto del contrario”.

Forse la vicenda Marrazzo non è ancora conclusa; tante le domande senza risposte e tante le questioni che la magistratura dovrà appurare. Resta questa buona notizia per uno dei protagonisti, sceso in politica e finito in una canea mediatica e personale che lo ha portato alla semidistruzione. Resta un’Italia che gode dei servigi delle transessuali, per poi dimenticarsi dei loro diritti e della loro umana esistenza.

Foto | ZioDave


È Nichi Vendola il successore di Pier Luigi Bersani per i lettori di polisblog.it



I commenti che sono stati fatti sul post riguardante i risultati del recente appuntamento elettorale hanno dimostrato che tra il mondo omosessuale e quello politico esiste un tabù sul quale vale la pena ragionare.

Se per qualcuno la colpa dell’attuale scenario era da imputarsi alla, cito testualmente, parte degli italiani razzisti e omofobi per altri l’ascesa della Lega Nord è frutto dell’astensionismo maturato dalle persone omosessuali che non si sono recate alle urne.

Allo stato attuale questo tipo di incomprensioni sono circoscritte alla sola comunità GLBTQ. Il risultato del sondaggio lanciato su polisblog.it su un’ipotetica sostituzione di Pier Luigi Bersani ha dimostrato che la società civile è pronta per aver un leader dichiaratamente omosessuale come Nichi Vendola.

Riconfermato in Puglia grazie a quel segmento dell’elettorato, gay e no, che votando l’hanno scelto come leader. Per lui, oltre al lavoro in Regione, si prospetta una collaborazione con i vertici del Pd per capire se possa essere lui il candidato Premier per il centro-sinistra.

Se tale traguardo sarà strappato dal Governatore non sarà certo merito di quella parte di gay e lesbiche che considerando gli eterosessuali ignoranti non vogliono prender atto di una scomoda verità.

La tolleranza non è un patrimonio esclusivo di una o dell’altra minoranza. Anzi. Se esponenti politici come Nichi Vendola sono riusciti a conquistare la maggioranza lo devono a quella parte dell’elettorato eterosessuale che è riuscita a non far propria la pigrizia mentale di alcuni omosessuali.


Aumenta l’omofobia in politica. Tutta colpa dei gay?


Lamentarsi dell’oscurantismo che alcuni neo eletti Governatori di Regione stanno mettendo in atto non ha senso se, commettendo lo stesso errore di Pier Luigi Bersani e compagni, come comunità GLBTQ non riflettiamo sugli errori commessi. E qualcuno è stato fatto.

Concentrandoci tutti, operai dei mass media compresi, solo sui candidati dichiaratamente non eterosessuali forse ci siamo persi di vista gli altri che realmente per la causa omosessuale potevano fare qualcosa.

Al cammino verso il raggiungimento dei diritti dovrebbero partecipare tutti. Non solo chi fa comodo la tal legge. Se così fosse Barack Obama non sarebbe diventato presidente. A lui il voto i bianchi non l’avrebbero dato.

Se tale presa di coscienza fosse avvenuta prima probabilmente oggi a governare ci sarebbero dei rappresentanti a cui la regolamentazione delle coppie di fatto sta a cuore. E non dei novelli democristiani.

Nichi Vendola non ha vinto in Puglia perché gay. La sua omosessualità gli è servito tutt’al più per capire le altre minoranze. Nichi Vendola governa una maggioranza composta da tante persone diverse.

Piangere oggi non ha senso e non è democratico. L’omofobia di Roberto Cota poteva essere evitata votando Mercedes Bresso che insieme allo stesso Vendola e Piero Marrazzo aveva approvato un provvedimento a favore delle coppie di fatto. Etero ed omosessuale.

Piangere oggi non ha senso e non è democratico. Oltre a togliere il patrocinio al Pride, Roberto Cota ha iniziato la propria guerra contro la pillola abortiva Ru-486. Se davvero vogliamo per tutti un futuro migliore è arrivato il momento di capire che una, dieci, cento diversità insieme fanno una maggioranza.


Il premier si diverte alla cena elettorale della Polverini e fa una battuta sulle transessuali e Marrazzo

10 febbraio 2010 mario cirrito Nessun commento

Cena da mille euro a posto; menù elettorale per Renata Polverini in quota Pdl per la poltrona di presidente della Regione Lazio. Alla cena, naturalmente, presenti molti pezzi grossi della politica nazionale e locale e, su tutti, il Premier Silvio Berlusconi che, dopo il pranzo “ereditario” si è spostato a Roma per presentare il libro di Bruno Vespa e partecipare alla cena per raccogliere i fondi che servono alla Polverini per continuare la campagna elettorale.

Così, dopo i piatti consumati, il premier ha rispolverato la sua verve di grande oratore e intrattenitore, lasciando basiti noi e probabilmente qualche signora presente in sala.

“Quando vedo le donne perdo il filo. Fossero tutti così gli italiani… o preferite quegli altri? Marrazzo, per esempio? Sono cattivo mi andrò a confessare”.

Probabilmente il Premier ha dimenticato la tragedia di un uomo e probabilmente non interessa affatto la vita e anche la tragedia di molte transessuali. La battuta ci lascia seri nel pensare che molti altri Marrazzo cercano la notturna compagnia delle transessuali, qualche volta finendo per brutalizzarle o peggio. Il rispetto evidentemente per molte cittadine italiane e per le transessuali di altri paesi che cercano una vita migliore nel nostro, può finire deriso in una cena, e, ahinoi, non solamente lì. Sì, presidente, si vada a confessare!

Foto | Camelotdestraideale.it


Il 2009 delle persone lgbtqqi: un evento al mese

31 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Il 2009 delle persone lgbtqqi italiane: un evento al mese

Si chiude oggi il 2009 e, come ogni fase di cambiamento, si riflette su quanto è accaduto e si guarda (con speranza) al futuro. Ecco quindi una serie di eventi gay di questo 2009. Ne abbiamo scelto uno al mese e ne abbiamo dovuti tralasciare altri. Quali sono gli avvenimenti glbtqqi del 2009 che vi sono più rimasti impressi, sia in positivo che in negativo?

Foto | essygie


I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

Out ha stilato una propria personale classifica su quali personaggi gay o gayfriendly abbiano influenzato maggiormente la società, spesso al centro di notizie, scandali o pubblicità.

L’elenco di nomi, in Italia spesso non così conosciuti, in America hanno avuto spesso un rilevante eco (talvolta anche pruriginoso…).

Dopo il salto potrete leggere alcuni di questi personaggi, nominati come “icone gay” del 2009, l’anno che sta per terminare. Non sorprenderà leggere che il primo classificato è:

Adam Lambert, esatto. Il cantante al centro dello shock ad alto tasso di moralismo durante gli American Music Awards. Riuscirà a uscire dalle censure e dalla “dannazione eterna” a cui l’hanno condannato per del finto sesso orale e un bacio come tanti? Si piazza seconda Wanda Sykes: qua è poco nota, in America avrà presto un talk show a lei dedicato. E medaglia di bronzo a Rob Marshall, autore del famoso Chicago e presto nei cinema con il suo sospirato Nine. Spulciando qua e là ecco chi troviamo anche:

5 - Cyndi Lauper, nota cantante ancora indimenticabile
8 - Pedro Almodovar, autore de “Gli abbracci spezzati”
12- Marc Cherry ( se vi dico Gabrielle, Lynette, Susan e Bree?)
26 - Will Young ( Come on, Baby, Light my fire… ai tempi d’oggi)
58- Chaz Bono, il figlio di Cher

La lista completa la trovate qui. Che ne dite? Dal poco che è giunto anche qua in Italia, concordate? E sopratutto, quale potrebbe essere il personaggio più “gay friendly” del 2009 italiano? Paola Concia? Brenda, involontariamente alla cronaca per lo scandalo Marrazzo? O Maicol del Grande Fratello? Fate i vostri nomi!


I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

Out ha stilato una propria personale classifica su quali personaggi gay o gayfriendly abbiano influenzato maggiormente la società, spesso al centro di notizie, scandali o pubblicità.

L’elenco di nomi, in Italia spesso non così conosciuti, in America hanno avuto spesso un rilevante eco (talvolta anche pruriginoso…).

Dopo il salto potrete leggere alcuni di questi personaggi, nominati come “icone gay” del 2009, l’anno che sta per terminare. Non sorprenderà leggere che il primo classificato è:

Adam Lambert, esatto. Il cantante al centro dello shock ad alto tasso di moralismo durante gli American Music Awards. Riuscirà a uscire dalle censure e dalla “dannazione eterna” a cui l’hanno condannato per del finto sesso orale e un bacio come tanti? Si piazza seconda Wanda Sykes: qua è poco nota, in America avrà presto un talk show a lei dedicato. E medaglia di bronzo a Rob Marshall, autore del famoso Chicago e presto nei cinema con il suo sospirato Nine. Spulciando qua e là ecco chi troviamo anche:

5 - Cyndi Lauper, nota cantante ancora indimenticabile
8 - Pedro Almodovar, autore de “Gli abbracci spezzati”
12- Marc Cherry ( se vi dico Gabrielle, Lynette, Susan e Bree?)
26 - Will Young ( Come on, Baby, Light my fire… ai tempi d’oggi)
58- Chaz Bono, il figlio di Cher

La lista completa la trovate qui. Che ne dite? Dal poco che è giunto anche qua in Italia, concordate? E sopratutto, quale potrebbe essere il personaggio più “gay friendly” del 2009 italiano? Paola Concia? Brenda, involontariamente alla cronaca per lo scandalo Marrazzo? O Maicol del Grande Fratello? Fate i vostri nomi!


La transessuale Roberta Cavalcanti racconta le sue notti bollenti con i nostri politici

22 novembre 2009 Robo Nessun commento

La transessuale Roberta Cavalcanti racconta le sue notti bollenti con i nostri politici

La vicenda di Marrazzo, ritornata in auge in questi giorni per via della morte di Brenda, fa sbottonare diverse altre trans che raccontano di loro frequentazioni con personaggi politici. Roberta Cavalcanti (nata Roberto, amica di Moana Pozzi e di Ilona Staller-Cicciolina, definita la transessuale più amata dagli italiani) è una di loro e racconta le sue notti con i politici affermando che nei festini di uomini politici transessuali e droghe non mancano mai.

Non esisterebbe la serata senza stupefacenti. Uomini come questi che vanno con i trans ne hanno bisogno. Altrimenti non riuscirebbero a superare le loro inibizioni. La loro fantasia è di essere dominati da una bella donna. Da un anno non mi sottopongo più nemmeno a cure ormonali per evitare problemi. I miei clienti mi chiamano solo se funziono alla perfezione

Non solo: Roberta Cavalcante racconta anche di un incontro con un politico di centro-destra in Veneto. Erano presenti anche altri esponenti locali. E, da allora un parlamentare è un suo cliente fisso:

“Ci vediamo a Roma o a Milano. Arriva con la scorta. Mi dice di non avere molto tempo, ma vuole che faccia di tutto, ogni volta qualcosa di più. Sono il sogno sessuale proibito di tutti”

Non saremo certo noi a fare la morale e a puntare il dito: siamo in un paese libero e ognuno è libero di soddisfare le proprie voglie sessuali come crede. Quello che fa pensare è il radicato puritanesimo dei nostri politici e l’incapacità di vivere liberamente la propria sessualità. Da un lato abbiamo politici che affermano categoricamente di non entrarci nulla con le transessuali e minacciano azioni legali contro chi osa solo far intendere diversamente; dall’altro abbiamo Roberta Cavalcante - e diverse altre transessuali e gay - che raccontano dei propri rapporti con i politici.

Un sondaggio su Polisblog di qualche giorno fa chiedeva ai lettori quale fosse, secondo loro, la percentuale dei nostri parlamentari che si dedicasse a “passatempi postribolari” (“nulla di scientifico, né di moralisteggiante: mi piacerebbe solo vedere quanto in basso è caduta la percezione, in noi cittadini, della classe politica”). Secondo i lettori di Polisblog più del 50% dei parlamentari si intrattiene in tali passatempi.

Siete d’accordo? Quanti di questi secondo vai frequentano persone transessuali, gay o lesbiche? E quanti sarebbero disposti ad ammetterlo?

Foto | La Stampa


Le reazioni alla morte di Brenda: parlano tra gli altri Luxuria, Battaglia, Mancuso e Corona

Le reazioni alla morte di Brenda: parlano tra gli altri Luxuria, Battaglia, Mancuso e Corona

A poche ore dalla morte di Brenda, il mistero si infittisce sempre più e il ritrovamento del portatile nel lavandino porta la polizia a sospettare sempre più di omicidio volontario. E con la notizia di questo assassinio, alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e politici affrontano l’argomento, dando la loro opinione.

Tra i primi a parlare, anche Vladimir Luxuria, che ha espresso la sua paura in merito all’avvenimento, oltre a lanciare il quesito su come mai nessuno stesse vigilando su quella testimone oculare così a rischio:

“Temo una escalation di violenze ai danni delle persone transgender, soprattutto quelle più indifese. Spero solo che tutte le persone che hanno ironizzato sulle fattezze corporee di Brenda, possano mordersi la lingua davanti allo scempio del suo cadavere. e indagini seguiranno il loro corso ma sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare. come mai nessuno ha pensato di vigiliare su di lei. Si pensa giustamente a dare la scorta ai pentiti, a chi e’ sovraesposto e giustamente deve essere protetto. Ma a dare una protezione a Brenda nessuno ha pensato. Tutti sapevano dove abitava, perché si è lasciato che la ammazzassero?”

Anche Fabrizio Corona è entrato nel merito della vicenda, facendo una critica feroce a quanto il gossip possa essere crudele (e lui di sicuro se ne intende):

“Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante. Sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti, c’è del materiale che può fare molto male”

Franco Grillini, presidente di Gaynet, invece, ne parla come di un nuovo “delitto Montesi”, con un mix di sesso e politica:

“Alcune domande sorgono spontanee: se Brenda aveva dichiarato che era a conoscenza di un secondo video che rivelavano la presenza di altri politici perché non si è approfondita questa pista? Dopo il furto più che sospetto del suo cellulare perché Brenda, che era anche una teste nella vicenda Marrazzo, non è stata quantomeno protetta? Come mai non le è stato attribuito il permesso di soggiorno a fini giudiziari?”

Il presidente Arcigay Aurelio Mancuso ha invece espresso il proprio dolore per la tragica notizia, approfittando per fare un discorso che avvicini chiunque sia emarginato e ‘abbandonato dallo Stato’:

“Tutta la vicenda si tinge dei colori scuri del dolore e della rabbia per chi, come le associazioni trans e omosessuale, tutti i giorni cerca di far comprendere che, con pochi e semplici provvedimenti legislativi e azioni sociali, migliaia di persone trans potrebbero non vivere più nell’emarginazione e in preda alle organizzazioni criminali”

La pista dell’omicidio è quella che segue anche Sergio Rovasio, segretario di Certi diritti:

“È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse.”

Francesca Eugenia Busdraghi, presidente di Azione Trans, ha espresso sconcerto:

“È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse.”

Foto | Kataweb


Corteo a Roma contro la violenza sulle donne. E Barbara, trans amica di Brenda: “Ho paura di morire”

Corteo a Roma contro la violenza sulle donne. E Barbara, trans amica di Brenda: "Ho paura di morire"

Stasera a Roma vi è stato un corteo contro la violenza delle donne, lesbiche e trans aperto dallo striscione provocatorio “Brenda: è omicidio di Stato. Basta vittime del potere“. Le persone presenti in Piazza Vittorio hanno già superato le centinaia di presenze.

E intanto Barbara, transessuale amica di Brenda, parlando con i cronisti ammette la propria paura di fare la stessa fine di Brenda. Lei abita poco distante, a centinaia di metri da dove è morta la transessuale.

“Chiedo che qualcuno mi protegga perche’ ho paura: non dormo piu’, non vado al mercato. Ho sempre la sensazione di essere seguita. Ieri ho creduto che ci fosse qualcuno che mi seguiva in motorino. Aveva i guanti di lattice alle mani e pensavo fosse un carabiniere. Sono salita su un autobus e sono scesa molte fermate dopo, non sapendo piu’ dove ero”

E si spera che qualcuno la protegga ed intervenga veramente prima che sia troppo tardi


E Pippo Inzaghi stravede per Efe Bal, la trans più bella del mondo

20 novembre 2009 Robo Nessun commento

E Pippo Inzaghi stravede per Efe Bal, la trans più bella del mondo

Nel salotto di Piero Chiambretti, il centravanti del Milan, Pippo Inzaghi si lascia rapire dalla bellezza di Efe Bal, considerata da molti la transessuale più bella del mondo. Inzaghi racconta la sua passione per il calcio e le belle ragazze, ma, a giudicare dallo sguardo fisso su Efe Bal, non pare disdegnare anche altro…

Efe Bal, di origini turche, vive in Italia da oltre dieci anni e, dopo le vicende di Marrazzo, ha conquistato la ribalta come opinionista televisiva. Panorama l’ha descritta in maniera un po’ stucchevole, anche se interessante per valutare come vengono viste le persone transessuali:

“Il suo canale di Suez fra il sopra da donna (terza di reggiseno) e il sotto da attore porno è stretto: Efe ha un punto vita da fare invidia a qualsiasi donna. Taglia 44, 68 chili su 1 metro e 90 di altezza, occhi da cerbiatta, volto da attrice francese, buona per Chéreau, Resnais, Rohmer. Voce controllata, non da baritono e neppure da fatina”.

Di seguito tre interessanti affermazioni di Efe Bal:

  • Tantissimi uomini vogliono sentirsi una donna.
  • Il cliente tipo? Sposato, con figli, ricco. E al di sopra di ogni sospetto.
  • Quando ero un ragazzo, certi uomini in Turchia mi guardavano e intanto facevano scendere la mano sui calzoni… Mi invitavano. Sono loro che ci fanno trans. Come nella scena di Malèna l’intero paese sbava dietro a Monica Bellucci, finché lei, stanca, fa quello che gli altri vogliono che faccia, la sgualdrina; si taglia i capelli, si fa rossa, va in piazza scosciando.


Oggi il mondo celebra il Tdor-Transgender Day of Remembrance

20 novembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Quanto odio e disprezzo. Quanta persecuzione spesso conclusa con la morte, il silenzio finale della vittima. La barbarie umana tocca anche loro; sempre di più loro: le transessuali, con la loro esistenza spesso colorata a tinte fosche, ceduta alla strada e al disprezzo della gente. Una vita, la loro, difficile nel raccontarsi e ancor più nel renderla vita. Si chiama Tdor-Transgender Day of Remembrance, la giornata internazionale che si celebra da 10 anni, dedicata alle perone transessuali morte di violenza.

Un giorno importante non soltanto per le vittime ma per tutto il movimento glbt che da sempre partecipa attivamente al ricordo di queste persone che in tante parti del mondo hanno per carnefici proprio lo stato, posti dove è vietata l’omosessualità, figurarsi il transessualismo. Incredibilmente, proprio nella giornata del Tdor, è tata diffusa la terribile notizia di una transessuale coinvolta nel caso Marrazzo, trovata nella sua abitazione carbonizzata. Tante altre Brenda, molte, troppe altre, finiscono così o ancor peggio in tanti altri posti del mondo.

Per meglio ricordare queste vittime dell’odio transfobico, le associazioni glbt hanno organizzato alcuni eventi a Bologna, Torino, Napoli, Viareggio, Verona. A Bologna , alle ore 18.00, in Piazza del Nettuno si terrà un sit-in/fiaccolata per ricordare in sincronia con tutti i paesi del mondo le vittime dell’ultimo anno. Seguirà alle 19.00 una performance dimostrativa altamente visiva all’incrocio della T. Alle 21.30 Davide Tolu e Matteo Manetti presentano “One new man show” al Cassero. In collaborazione con CGIL.

Ecco gli altri appuntamenti, nelle altre città italiane.

Verona
ore 18.00/20.00: sit-in Piazzetta Scalette Rubiani con performance e reading di testimonianze in memoria delle persone transessuali vittime di violenze nel mondo, con Traghetto Mangiamerda e Bruscansi. Presentazione della campagna contro l’omo/lesbo/transfobia: “Il tuo silenzio è il regalo più bello che fai alla violenza”

Torino
venerdì 20 novembre
ore 14.00: book crossing a tematica trans in università organizzato da La Jungla
ore 18.00: Inaugurazione della mostra fotografica sulla visibilità trans “Generi di prima necessità”
ore 21.00: proiezione del film Tansamerica e dibattito, in collaborazione con le biblioteche civiche
sabato 21 novembre
ore 17.00: Music vs pregiudizio dj’s set rotation in centro a Torino in occasione del Tdor

Napoli – in via di definizione

Pubblichiamo anche il comunicato di Arcigay Nazionale.

Il 20 novembre viene celebrato in tutto il mondo il Transgender Day Of Remembrance, in ricordo dell’assassinio della transessuale Rita Hester a Boston nel 1998, per mettere in luce come siano ancora profondi e diffusi pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone transgender.

Ogni anno in Italia vengono uccise, aggredite o violentate decine di persone transgender, a causa dell’odio per la diversità e del pregiudizio nutrito da una cultura sessuofobica; solo nel 2009 Arcigay ha raccolto dalla stampa in Italia venti episodi di violenza ai danni di persone transessuali, ma pochissimi vengono denunciati dai media perché purtroppo la maggioranza di queste violenze restano oscurate dall’anonimato e non vengono denunciate per paura di ritorsioni.

“In queste settimane in particolare un’ondata di volgare moralismo, di sessismo e di bigottismo voyeurista si è abbattuta sulla stampa italiana, dipingendo come squallide le persone transgender” – commenta Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay – “dimenticando di raccontare che ancora oggi per una persona trans è quasi impossibile trovare un lavoro dignitoso e che molte di loro sono costrette alla prostituzione. Ma che l’equivalenza tra condizione transgender e prostituzione è frutto di ignoranza e pressapochismo.

“Torniamo a pretendere con forza in questa occasione l’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio anche alle violenze basate sull’identità di genere e sulla sessualità, la politica dia un segno per fermare l’orrendo torrente di sangue provocato da quel sentimento machista che vede come inferiore chi più di ogni altro vive sul proprio corpi l’affermazione della propria libertà di essere. Non esiste inoltre ancora una legge che permetta la variazione dei dati anagrafici indipendentemente dalla riattribuzione chirurgica del sesso” - conclude Mancuso – Un paese civile dovrebbe riconoscere la possibilità di autodeterminare la propria identità di genere per tutti, come già in altri paesi europei.”

In sei città italiane la comunità LGBT celebrerà questa data. A Bologna, Napoli, Torino, Verona, Viareggio, Perugia, sono in programma performance teatrali, proiezioni cinematografiche, musica, convegni formativi e soprattutto fiaccolate in memoria delle vittime innocenti della violenza transfobica. Per l’intera giornata il sito nazionale di Arcigay e i siti web dei comitati provinciali verranno oscurati, per dare un messaggio forte di memoria e denuncia.

Foto | Tdor


Trovata carbonizzata Brenda, la transessuale coinvolta nel caso Marrazzo

20 novembre 2009 Robo Nessun commento

Brenda è stata uccisa

Brenda, la transessuale coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all’interno di un appartamento in via Due Ponti a Roma stamani. La macabra scoperta è avvenuta stamane alle 4,33 dai vigili del fuoco chiamati per domare un incendio scoppiato nel seminterrato della palazzina. Gli inquirenti non stanno tralasciano alcuna pista.

Azzardare qualunque tipo di ipotesi in questo momento è del tutto inutile. Resta la sensazione di immensa tristezza per Brenda, che si trova ad essere vittima di qualcosa che va al di là del suo modo di essere. Ci auguriamo che nessuno concepisca questa morte violenta come una sorta di redde rationem. Non possiamo non pensare, però, a quanto sia rischiosa la vita delle persone transessuali che mai nessuno ha il diritto di considerare oggetti.

E la sensazione di tristezza viene amplificata dalla superficialità di alcuni mezzi di comunicazioni che continuano ad appellare Brenda come “il transessuale”, “il viado” e via dicendo: come se, oltre al fuoco che ha cancellato il suo aspetto fisico, si volesse togliere di meglio anche l’individualità della persona, riducendola ad un aggettivo declinato in maniera errata.

A Brenda il nostro pensiero affettuoso.


La televisione si fa gay. O quasi!

11 novembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Oramai quel tubo catodico che chiamiamo televisione, diventato plasma, lcd, led: sottilissimo come un foglio di carta, pare dominare il mondo delle illusioni e delle realtà che divora a suo piacimento e a godimento del pubblico. Passa di tutto, dalla cultura relegata ad ore notturne per indomiti insonni, ai reality, ai talk show dove l’urlo dell’intolleranza diventa professione e gli applausi ricevuti il magma dove forgiare altre persuasioni, corrette o errate che siano. Ci sono persone e personaggi che ci campano nel loro discetare sulla prostituzione, sulle transessuali, sui gay o sul cibo che consumiamo. E chi ha coraggio, o meglio sfacciataggine, ci si immerge come l’ape al miele per farsi personaggio, per poter ripetere le sue urla in altre trasmissioni. La fatica maggiore la facciamo noi da casa, stimolati a cambiare canale dove altre urla riempiono il vuoto del nulla.

Anche gli omosessuali non ne sono esenti. Si sono inventati wedding planner, creatori di stili di vita e di moda, Fantastici 5, sfidanti di isole famose, Grandi Fratelli (o sorelle), e via via sempre di più nel baratro della solitaria celebrazione del proprio ego. Poco conta che la televisione ti consacra un giorno per buttarti nell’anonimato il giorno seguente. L’apparire è tutto! Tra fantasy e realtà, il mondo della televisione discute ma non risolve; crea diaspore ma si ritrae un attimo prima del dar di mani.

Ma la finzione deve fungere da realtà, da attualità, altrimenti il castello di carta rischia di piegarsi su se stesso, ci lascia orfani nel nostro consacrare o rifiutare l’eletto a divo o a miglior mestatore delle idee. In questi giorni si fa un gran parlare di transessuali e di prostituzione. Marrazzo, per fortuna sua e nostra, resta ai margini. Ci si chiede e si chiede loro del perché una transessuale abbia come ultima e unica scelta la prostituzione e si fomenta l’inganno mettendo sul piatto la disoccupazione operaia e industriale che certo non conclude come la soluzione ai loro problemi sia il prostituirsi. Non me li vedo centinaia di persone che ricorrono alle plastiche, indossino vertiginose gonne, e soprattutto abbiano la sensibilità e il coraggio che spetta alle transessuali. Non me li vedo proprio!

Ma ai mestatori televisivi quell’argomento serve, attecchisce il qualche modo nel telespettatore. La confusione televisiva è sotto i nostri occhi. Si innumidisco gli occhi per un transessuale che entra al GF, che racconta gli stenti, le paure, una vita ai margini della disperazione; e si guarda torvi e gravi le transessuali che finalmente raccontano in televisione quanto siano un po’ tanto sporcaccioni i loro clienti con mogli e figli lasciati a casa a far credere loro ad un padre modello e irreprensibile sulla morale. Nessuno cita, pena il calo dell’audience, che una inchiesta di Retesole ha spiegato quanto sia difficile e impossibile per una transessuale accedere al mondo del lavoro. Quanto fariseismo!

Spegnere allora la tivù? Onestamente, in pochi ci rinunciano e in pochi intendono non parlare di Sgarbi o di Maicol, con amici e nei convivi domestici. È la televisione, signora!

Stasera, argomento che desideravo fosse madre di questo articolo, Sky Uno lancia un programma che vi invito a seguire. Parliamo di Hung. Ragazzo squillo. I promo ce ne hanno dato un assaggio convincente. Titolo originale: «It’s hard to make an indecent living»: è difficile condurre una vita indecente. I clienti del prostituto sono donne, ma è cosa marginale se poi si va a pensare a quel che accade nelle storie di tutti i giorni, fuori - ma non troppo - da quella commedia televisiva. Vedrete, si imbastiranno altri talk show su questo programma e sulla prostituzione maschile. The show must go on!

Foto | tortuga 767


Luxuria: Ho amato per 3 anni un importante uomo politico

Luxuria: Ho amato per 3 anni un importante uomo politico

In un’intervista al settimanale Oggi, l’ex parlamentare Vladimir Luxuria confessa una sua storia d’amore vissuta all’ombra:

“Per me è stato un amore vero e mi ha fatto soffrire non poterlo vivere alla luce del sole: lui era un uomo importante, famoso e ho avuto paura. Per tre anni abbiamo vissuto come i pipistrelli: ci vedevamo solo quando faceva buio, nascosti dietro sciarpe, cappucci, foulard. Ci incontravamo alla periferia di Roma, in posti il più possibile isolati”

Una storia che si è conclusa inaspettatamente, per la paura, da parte dell’uomo, di essere scoperto. Così ha deciso di scomparire, da un momento all’altro:

“Il mio lui è sparito all’improvviso. Era letteralmente terrorizzato. Un po’ perchè si era reso conto che si stava legando troppo a me, un po’ perchè temeva di ritrovarsi sui giornali. Lui ha troncato e io ho sofferto molto”

E anche sul caso Marrazzo ha la sua opinione ben precisa:

“In Parlamento girano battute false, come il dire che a sinistra piacciono le trans e a destra le escort. Sono stata in Parlamento e ho corteggiato - e sono sopratutto stata corteggiata- molto. Vi garantisco che Marrazzo non è l’unico politico a cui piacciono le trans. Avrei preferito che ammettesse pubblicamente le sue tendenze, in un paese normale non sarebbe stato un problema. In questo momento vedo una cosa positiva: le trans vanno in televisione, vengono intervistate, finiscono sui giornali. Manca solo una cosa: l’apparire delle persone a cui piacciono i trans, i trans lover”

Foto | Corriere


L’Avvenire e il concetto di contronatura del caso Marrazzo

L'Avvenire e il concetto di contronatura del caso Marrazzo

Nel caso Marrazzo che ultimamente sta occupando le prime pagine di tutti i giornali, poteva mancare l’opinione (indipensabile?) de l’Avvenire? Ovviamente no! Ed ecco che approda l’articolo sullo scandalo che ha travolto il Presidente della regione Lazio, ponendo tutto quanta la discussione non sul vero motivo dell’inchiesta (il pagamento di assegni e denaro in seguito ad un ricatto) ma puntando il dito contro i gusti sessuali dell’uomo.

E così inizia questo pippone lunghissimo sul valore della parola “natura”, rifiutata dal popolo italiano perchè legato a valori religiosi e quindi alla mancanza della possibilità del termine “contronatura”, che invece vorrebbero da utilizzare ma non possono. Però te lo fanno proprio comprendere pienamente: la scelta di Marrazzo ha motivi logistici contronatura. Non si può dire in Italia ma proviamo comunque a ribadirlo.

E infine, nell’articolo, viene richiesto un’analisi lucida e sincera: ecco che subito vengono tirate in ballo le “psicopatologie sessuali”. L’idea che un uomo sposato possa provare attrazione o essere affascinato da transessuali, non può essere ritenuto possibile e quindi la spiegazione più ovvia è l’uso di una giustificazione che abbia connotazioni antropologiche, etiche e sopratutto… mediche. Sebbene si parli di “Avvenire”, perchè mi sembra che i discorsi e i concetti ribaditi siano gli stessi già “Avvenuti” molte altre volte?

Foto | Adkronos


Famiglie e tradimenti omosessuali: le notizie che ritornano

28 ottobre 2009 Robo Nessun commento

Famiglie e tradimenti omosessuali: le notizie che ritornano

I mezzi di comunicazione hanno rispolverato uno studio secondo il quale il 7% dei tradimenti che avvengono nelle famiglie è a carattere omosessuale. La notizia era stata data già nei mesi scorsi (noi di Queer ne parlammo ad aprile). In questo nuovo lancio c’è una nota interessante: il riferimento alla sentenza della Cassazione (dello scorso marzo) per la quale un tradimento omosessuale è equiparabile ad una infedeltà eterosessuale. E la nota di Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione matrimonialisti italiani,

“Gli uomini che tradiscono a livello omosessuale o transessuale il più delle volte posseggono un grado di istruzione medio-alto e un livello socioeconomico superiore alla media. Se fossero effettuate indagini o investigazioni sul conto di tutte le famiglie italiane, ne uscirebbe un quadro molto diverso da quello offerto dagli stereotipi più consolidati”.

Non so a voi, ma a me queste notizie ripetute (non è la prima volta che capita) o tirate fuori all’occorrenza (ora con la storia di Piero Marrazzo tutti snocciolano dati), danno fastidio e risultano gratuite.

Foto | Dede90


Casapound Italia propone un tavolo di confronto con la comunità lgbtq: dialogare o no?

25 settembre 2009 francesco Nessun commento

Tutto nasce in seguito alla fiaccolata romana del 24 settembre contro l’intolleranza e i razzismi, risposta istituzionale ai casi di violenza omofoba verificatisi tra agosto e settembre. Casapound, soggetto politico della destra sociale, ha annunciato la sua partecipazione e il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha invitato gli attivisti di Casapound a farsi da parte, come hanno fatto anche Zingaretti e Marrazzo, presidenti di Provincia e Regione, varie associazioni e anche molti lettori di Queerblog.

Si è giustamente rilevato (vedi a questo proposito le considerazioni di Cristiana Alicata), tuttavia, che la posizione di Casapound sui temi dell’orientamento sessuale è forse meno indigeribile di quella dello stesso Alemanno, che nella sua discussa visita al Gay Village ha espresso solidarietà ma ha ribadito, in buona sostanza, la sua contrarietà a tutte le richieste concrete di diritti da anni avanzate dalle persone lgbtq in Italia.

La proposta di Casapound Italia è ora di aprire un tavolo di confronto con la comunità lgbtq sul tema dei diritti civili. Lo spiega un comunicato stampa:

Casapound Italia indice un tavolo propositivo di confronto atto alla formulazione di un documento comune che tracci linee guida per una proposta concreta in merito ai diritti civili di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e status sociale, così come proposto e formulato nel suo programma.

Tale tavolo di confronto è una risposta a quanti dei diritti civili si riempiono la bocca senza fare alcunché di concreto per affrontare la questione, e al contrario mettono in atto tutta una serie d’iniziative di facciata per mascherare con un velo d’ipocrisia l’atteggiamento intollerante ed indifferente nei confronti delle tematiche per le quali spendono fiumi di parole senza alcun seguito di fatti concreti.

Casapound Italia, che ha come fondamento l’azione e la concretezza, invita pertanto al tavolo propositivo di confronto, quanti nella comunità Gblt sono scevri da ogni forma d’intolleranza e di sfruttamento della causa dei diritti civili per meri fini elettoralistici e d’interesse personale. Questo per mettere definitivamente una pietra tombale sulle parole e sull’incapacità di chi si limita a sventolare bandiere, di qualunque colore, senza averne diritto, competenza e soprattutto dignità morale ed etica.

Le domande che sorgono sono diverse. La comunità lgbtq può condividere un cammino di lotta all’intolleranza con Casapound? Quanto può essere considerato provocatorio questo atteggiamento di apertura? Possono le istituzioni e i partiti, di destra o di sinistra che siano, restare sordi e incapaci di rispondere alle richieste di pari diritti delle persone lgbtq, mentre la destra estrema si dimostra più pronta al dialogo? Nelle fiaccolate spontanee delle scorse settimane a Roma abbiamo sentito risuonare lo slogan “Siamo tutti antifascisti”; gli interlocutori politici del movimento lgbtq devono essere principalmente partiti e soggetti di sinistra o la questione dei diritti civili non può non assumere una dimensione trasversale?

Immagine | anarcosolidale


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