
Si è riunito per la prima volta l’OSCAD, il nuovo organismo a servizio dei cittadini discriminati, fortemente caldeggiato dal capo della Polizia Antonio Manganelli. L’annuncio era stato fatto poco tempo fa, in seguito agli incontri tra le forze dell’ordine e le associazioni omosessuali in giugno, dopo la preoccupante escalation – non ancora terminata – di violenza omofoba e atti di emarginazione nei confronti della comunità lgbt. L’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori, presieduto dal vice capo della Polizia Francesco Cirillo, si riunirà ogni mese e a fine anno stilerà una relazione dettagliata, con l’analisi dell’attività svolta e degli altri dati raccolti. Le segnalazioni, senza recarsi personalmente in questura, possono essere fatte anche via e-mail all’indirizzo oscad@dcpc.interno.it; questo servirà ad incentivare le denunce di chi subisce le vessazioni e la violenza omofoba ma tace per paura, come accade purtroppo spesso in queste situazioni discriminatorie. Numerosi i compiti degli operatori di questo nuovo organismo delle forze ordine, creato in sinergia con i gruppi per i diritti gay: ricevere le segnalazioni trasmesse da istituzioni, associazioni o privati cittadini riguardanti atti discriminatori commessi nei confronti di soggetti appartenenti a minoranze; attivare interventi mirati sul territorio; seguire l’evoluzione delle denunce, oltre a facilitare e incentivare i canali di comunicazione tra i cittadini discriminati e il sistema di sicurezza .
Tutte le associazioni per i diritti degli omosessuali che hanno partecipano alla prima riunione dell’Osservatorio – Arcigay, GayLib e Rete Lenford – si ritengono soddisfatte di questa nuova iniziativa della Polizia, anche se manca la cosa più importante a livello istituzionale: un decreto contro l’omofobia, varato dal Governo, che condanni fermamente questi atti discriminatori e metta in prigione gli aggressori e chi finora l’ha passata liscia. Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, ha dichiarato: “Le persone gay, lesbiche e transessuali non trovano spesso nei contesti di relazione primaria quei sostegni e quella solidarietà a cui accedono altri gruppi discriminati. Diventa quindi ancora più difficile la denuncia delle violenze subite e di conseguenza ancor più importante avere dei riferimenti e dei supporti nelle istituzioni.”. Enrico Oliari, leader di GayLib, sottolinea: “Siamo molto soddisfatti per la celerità con cui il progetto si sta realizzando, poiché, purtroppo, continuano gli atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il prossimo passaggio, dopo l’estate, sarà quello di organizzare un incontro con i vertici delle Forze dell’Ordine e le principali associazioni gay e trans, poiché, a nostro avviso, è necessario interagire in modo da far percepire alla comunità omosessuale e transessuale la Polizia come una risorsa, come un’istituzione ‘amica’”.
Via – Polizia.it

