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Archivio per la categoria ‘roma gay’

Roma: sei gay? Niente casa. Ennesimo caso di discriminazione e omofobia

affitto stanza gay

Massimo Frana è un insegnante di un istituto superiore a Roma. Per lavorare, ha cercato casa nella Capitale ed è riuscito a trovare libera una stanza di un appartamento, al quinto piano, nella zona Lucio Sestio (senza ascensore). Ma non se ne è fatto nulla poiché la proprietaria dell’immobile gli ha impedito di stipulare il contratto di affitto quando il docente ha rivelato di essere gay. La donna, un avvocato in pensione, aveva infatti sostenuto di non volere affittare casa a immigrati e gay:

“La proprietaria mi ha anche rimproverato per averle fatto perdere del tempo, sostenendo che nel condominio ‘non avrebbero capito certe cose’. Ho perdonato la signora, ma spero si renda conto della cattiveria delle sue parole e della violenza del suo atteggiamento. Sono preoccupato all’idea che vi possa essere un intero condominio che rifiuta le persone gay, secondo quanto ha insistito a ripetere. Così come rimango incredulo che un avvocato, quale la signora ha sostenuto di essere, possa parlare e agire in un simile modo. Da dieci anni insegno ai miei alunni a essere aperti e rispettosi di ogni diversità, vista come valore che arricchisce, e devo dire che i giovani, opportunamente invitati a riflettere, dimostrano spesso di saper dare risposte positive ed equilibrate sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza dell’altro”

Fabrizio Marrazzo ovviamente esprimere indignazione e supporto per l’accaduto:

“A Massimo Frana va tutta la nostra solidarietà. E’ una vicenda sconcertante. Non è la prima volta che riceviamo segnalazioni di episodi del genere. Non affittare casa a qualcuno perché è immigrato o gay, come sostenuto in questo caso, vuol dire essere precipitati in un vero e proprio baratro sociale, culturale e umano. Abbiamo organizzato per venerdì 10 settembre, a partire dalle 12, un volantinaggio proprio nei pressi della fermata della metropolitana Lucio Sestio, perché le persone possano conoscere questa vicenda e ci aiutino a reagire a questo clima intollerabile: distribuiremo dei cartelli ‘Affittasi’ con la scritta ‘Omofobia in condominio? No grazie!’”

Brutta storia sicuramente ed iniziativa lodevole. Ma… quanto servirà davvero un volantinaggio?

Roma: sei gay? Niente casa. Ennesimo caso di discriminazione e omofobia é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 08 settembre 2010.


Un altro caso di omofobia sotto l’ombrellone: allontanati dalla spiaggia di Ostia per bacio gay

Siamo nel pieno della spensieratezza dell’estate, ma stiamo già facendo i conti con gli episodi di discriminazione e omofobia sulle nostre spiagge, da nord a sud dello Stivale. Questa volta è toccato al litorale di Ostia, una delle mete più frequentate del Tirreno, dove due ventenni romani, R. e M., sono stati allontanati da un dipendente dello stabilimento balneare “Settimo Cielo” perché con le loro effusioni in pubblico infastidivano tre bagnanti. Il caso sarebbe avvenuto a fine luglio in una zona frequentata da tempo dalla comunità lgbt. A chiamare i carabinieri sono stati, questa volta, i due ragazzi, che hanno deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per tutelare i loro diritti e per riportare la calma in spiaggia, dove si era radunata una piccola folla che assisteva incuriosita alla diatriba verbale tra i due omosessuali e il dipendente.

La denuncia di questo ennesimo episodio omofobo è partita da Arcigay Roma, e a questo proposito il suo presidente, Fabrizio Marrazzo, invoca un cambiamento repentino nella nostra società: “E’ un fatto molto grave che a due ragazzi venga chiesto di allontanarsi a causa di un bacio. E’ grave che una coppia gay debba ricevere un simile trattamento e subire un’aggressione verbale. Nelle ultime settimane si sono verificati episodi analoghi anche in altre città: un segnale di quanto sia necessario promuovere una nuova cultura nella società, anche in settori strategici per il nostro Paese, come quello del turismo”. Arcigay chiede quindi al gestore dello stabilimento di “dissociarsi dal gesto di questo dipendente e valutare tutte le conseguenze del caso”, non escludendo di “chiedere un risarcimento danni al dipendente dello stabilimento, perché è stato compromesso il diritto di godimento di un bene demaniale in condizioni di parità dei diritti e delle libertà”. “Alle Istituzioni – conclude Marrazzo – ribadiamo l’invito a un impegno contro l’omofobia e ogni forma di discriminazione con iniziative culturali, sociali e formative. E’ importante coinvolgere anche il mondo economico e le associazioni di categoria perché’ Roma possa uscire dalla crisi economica anche grazie al suo essere una città’ accogliente e più’ libera, capace di attrarre turisti come le altre mete internazionali”.

Via – Corriere della Sera


A rischio chiusura la libreria Gabi, storico riferimento della comunità gay romana

Stiamo assistendo al tramonto, che sembra ormai inevitabile da alcuni anni a questa parte, delle librerie indipendenti e dei piccoli imprenditori che cercano di sopravvivere nel mercato editoriale italiano, dominato dai book shop online e da pochissime grandi catene che si contendono le vie dello shopping e i centri commerciali delle nostre città. A lanciare l’SOS è, questa volta, la libreria Gabi, sita a due passi da Piazza San Giovanni nel cuore di Roma, storico spazio di aggregazione sociale e culturale dell’intero quartiere. Dal 2004, grazie all’impegno di Marinella Zetti e Flaminia Mancinelli, il locale è diventato un punto di incontro apprezzato anche dalla comunità lgbt, ma tutto questo sembra destinato a finire per colpa della crisi: “La libreria – denunciano le due proprietarie - chiuderà entro settembre se non troverà un sostegno, soffocata purtroppo dalla crisi complessiva del mercato editoriale e della cultura e dall’aggressività delle grandi catene editoriali che acquisiscono nuovi spazi penalizzando il mercato indipendente”. “La Gabi – aggiunge Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - è un patrimonio per tutta la città per questo ci stiamo impegnando per fare in modo che continui a vivere, insieme a molte persone volontarie che, con il loro impegno, stanno provando a scongiurare la chiusura di uno spazio al centro di un grande fermento culturale. Nello stesso tempo vogliamo studiare un modo per consentire alla libreria di continuare a stare sul mercato, restando competitiva”.

La gara di solidarietà per salvare questa struttura, una delle poche sopravvissute in seguito all’affermazione dei colossi dell’editoria italiana, è aperta e si avvale di raccolte fondi, aste, passaparola e donazioni attive su tutto il territorio nazionale. ”Questa attenzione - precisano Zetti e Mancinelli - è molto importante, ma il tempo è davvero poco e ci auguriamo che anche le istituzioni, come sta facendo il IX Municipio con la presidente Susi Fantino, si mobilitino: la Gabi è un ambiente aperto a tutti, che ha ospitato i gruppi di auto aiuto ‘da donna a donna’, cineforum e molte associazioni del territorio. Progetti ve ne sono molti, l’importante è riuscire a superare il mese di settembre”. Nel nostro Bel Paese le librerie rivolte alla comunità lgbt si contano sulle dite di una mano: a parte la capitolina Babele, che ha chiuso poco tempo fa, rimangono quella di Milano, che ha visto di recente un cambio di gestione, la Altroquando di Palermo e le Maree di Napoli. Quattro realtà che rischiano di scomparire in questo decennio, così come negli anni scorsi hanno chiuso i battenti tantissimi luoghi di aggregazione e di scambio di idee omosessuali in Italia, un trend che purtroppo è comune a tutti i paesi occidentali, sempre più soggiogati al volere dell’industria editoriale nazionale che soffoca i piccoli e uccidere la libera circolazione di progetti innovativi.

Via – Virgilio Notizie


“Le notti brave dei preti gay”, l’inchiesta che fa tremare il Vaticano

preti gayIncontri con prostituti, sesso occasionale con sconosciuti, frequentazione di ritrovi gay: è questo il risultato dell’inchiesta del settimanale Panorama condotta sui prelati omosessuali nella Capitale, che sta creando scandalo e imbarazzo nella Chiesa Cattolica e nella società italiana, ricaduta nel baratro del perbenismo di facciata a tutti i costi. “Per venti giorni – afferma il settimanale – un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale”. L’immagine scelta dalla popolare testata è quanto mai esaustiva e mostra due mani giunte intorno a un rosario, in atto di preghiera, con uno smalto rosa sulle unghie.

Tanti sono i casi scoperti dal settimanale, ma tre in particolare, avvenuti nei primi giorni di luglio, hanno attirato l’attenzione del giornalista che li racconta utilizzando nomi di fantasia: si tratta del sacerdote francese 35enne Paul, del 45enne Carlo, e di Luca, rimorchiato su internet su una chat omosessuale e poi ripreso in casa sua durante un rapporto sessuale con il complice del cronista. L’inchiesta parte dal primo incontro tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul e Carlo, in un locale del quartiere romano di Testaccio. Davanti a loro, “due escort uomini hanno ballato seminudi” con omosessuali, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l’abito talare e ha un rapporto sessuale, filmato con la telecamera. La sera successiva, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay Village di Roma “mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente”. Il giorno dopo, sempre secondo il settimanale, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza dei due infiltrati, verificando così “che Paul è effettivamente un prete”. Con Carlo c’é un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, “abitualmente frequentato da gay”. Alla fine del pranzo, “Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale”, anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. “Il cronista di Panorama – afferma ancora il settimanale – ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento”. Tutti i filmati e le foto a corredo dell’inchiesta sono a disposizione sul sito di Panorama a partire da oggi.

“Anch’io, una quindicina di anni fa, ho avuto una storia con un monsignore. La storia è durata sei mesi, era il 1994 o il 1995. Era qui a Roma, lui era un alto funzionario vaticano. Poi ne ho perso le tracce, ma credo che stia sempre a Roma. Ma ce ne sono stati anche altri, e a volte ho scoperto solo dopo che erano sacerdoti”, spiega Aurelio Mancuso, esponente storico della comunità lgbt italiana. “Nella comunità si sa da sempre – spiega l’ex presidente di Arcigay – è molto consueto che sacerdoti frequentino i luoghi di ritrovo degli omosessuali, come saune, bar, discoteche. Posti dove comunque non si va solo per fare sesso, ma anche per conoscere persone. E per entrare magari hanno fatto la tessera di Arcigay”. Autorevoli fonti vaticane bollano questa inchiesta come “puro scandalismo” e “un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l’ombrellone”. “E quand’anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti – aggiunge la fonte - non basterebbe un’inchiesta di quindici giorni, per quanto accurata”.

Come si organizza un incontro con un sacerdote? Le parole d’ordine sono anonimato ed esclusività: l’invito arriva via sms o tramite il passaparola e spesso nomi e indirizzi dei locali che ospitano feste private omosex solo per religiosi vengono affidati alle chat e comunque i ritrovi sono sempre gli stessi. Sarebbero una decina a Roma – precisa Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – i preti che frequentano gli ambienti gay della Capitale, e tra loro ci sarebbero sacerdoti di diverso ordine e grado, incluse “persone che con il tempo sono diventate vescovi”. “Non è un mistero che ci siano preti e sacerdoti che a Roma frequentano ambienti e locali gay - dichiara Marrazzo - ma ovviamente si tratta di feste private. E comunque di certo non condanno tutto questo”.

Via – Ansa


Aggressione al Colosseo, quattro le persone indagate

 aggressione

Ci sono quattro indagati per il caso del 22enne aggredito e pestato nel maggio scorso in Via Fagutale, nei pressi del Colosseo. L’accusa nei confronti degli aggressori, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, è di concorso in lesione gravissime e rapina. Il ragazzo aveva trascorso la serata in un locale nella Gay Street romana quando, nella zona di Via Cavour nelle vicinanze del monumento simbolo di Roma, quattro persone lo hanno dapprima insultato e poi picchiato selvaggiamente, ferendolo e rischiando di fargli perdere un occhio. Ricoverato in ospedale, aveva denunciato il fatto e oggi ci sono i primi risultati dopo due mesi circa di indagini.

Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, esprime la sua soddisfazione ma invita a non abbassare la guardia sui tanti casi della Capitale ancora irrisolti: “E’ importante che, grazie alla segnalazione fatta dal ragazzo aggredito al servizio Gay Help Line e poi con la successiva denuncia alle forze dell’ordine, con il nostro supporto legale, si sia arrivati a individuare i presunti aggressori, anche grazie alle testimonianze degli amici. Riteniamo che sia un risultato significativo, e ringraziamo la Digos che sta indagando sul caso.”. “E’ necessario – aggiunge – fare piena luce anche su tutti gli altri casi irrisolti di omofobia, come quello della coppia gay aggredita a Campo dei Fiori a maggio 2009, con una delle vittime lasciata sanguinante a terra. Inoltre, dobbiamo considerare che solo una minima parte delle violenze viene segnalata alle forze dell’ordine, quindi risulta ancora necessario fare azioni di comunicazione per sollecitare le persone a denunciare”. Sempre in merito al caso del ragazzo pestato nei pressi del Colosseo, Daniele Stoppello, responsabile legale del servizio Gay Help Line, afferma: “Bisogna rilevare che il ragazzo fu offeso perché gay prima che gli venisse rubato il cellulare, furto avvenuto per impedirgli di chiedere aiuto all’amico con cui stava parlando al telefono. Il portafoglio e gli altri oggetti di valore, infatti, non sono stati rubati, peraltro gli aggressori hanno continuato a colpire il ragazzo anche quando era a terra privo di sensi. E’ sempre più urgente approvare la legge contro l’omofobia, perché consentirebbe di punire con ancora più forza reati di questo tipo, come oggi avviene per quelli motivati dall’ odio religioso o razziale”.

Via – Apcom


La violenza omofoba continua: aggredito e pestato un giovane gay a Ostia

omofobia1-440x330La scia nera dell’omofobia e della violenza non sembra aver abbandonato il Bel Paese, che dopo le manifestazioni di orgoglio di giugno e di inizio luglio si trova a dover fare i conti con l’ennesimo episodio di intolleranza contro le persone omosessuali. Questa volta è capitato a un trentenne, Marco, che nella notte tra sabato e domenica scorsa è stato violentemente picchiato e deriso dal branco sul Lungomare Toscanelli di Ostia, nelle vicinanze della nostra amata Capitale, quest’ultima territorio privilegiato di aggressioni omofobe e di intimidazioni continue alla nostra comunità.

Marco, verso le 3 di notte, si mette educatamente in fila davanti al bagno delle donne, ma una delle ragazze in attesa, evidentemente infastidita dalla sua presenza, gli dice che lui li non può stare. Il trentenne risponde: “Ma io sono diverso, state tranquille mica vi dò fastidio”, ma un’altra giovane replica spazientita: “Ma neanche i froci come te possono entrare”, e la cosa sembra essere finita li. Ad aspettare Marco all’uscita della toilette, però, c’è il ragazzo di una delle donne infastidite dalla sua presenza e da quell’invasione di territorio; l’aggressore, al grido di: “A noi le checche come te ce fanno schifo. Te l’avevano detto che qui non ci puoi entrare”, inizia a menare le mani e a sputare, e finisce con il pestare a sangue il malcapitato. Un pugno in pieno volto fa cadere il trentenne, che riporta un trauma cranico e una distrazione del tratto cervicale della spina dorsale, mentre il branco si dà alla fuga.

Curato al pronto soccorso dell’ospedale di Ostia, con quindici giorni di prognosi, le indagini sono state affidate ai carabinieri del nucleo di Ostia, non chiamati da Marco, che stando alla stampa locale non avrebbe voluto sporgere denuncia, bensì da un testimone oculare che ha prontamente fermato una pattuglia, denunciato l’accaduto e fornito una descrizione degli aggressori. Dal canto suo, Marco ha dichiarato, probabilmente spaventato dal fatto che questo episodio lo obblighi a un coming out che non vuole fare: “Non voglio vendette, sono per la tolleranza”.

Via – Yahoo Notizie


12 luglio 2010: il popolo Lgbt ricorda Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005

a Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005 2005. Nella notte tra l’11 e il 12 luglio, a Roma, nel Parco delle Valli di via Val d’Ala, veniva ucciso Paolo Seganti. Lì, nel quartiere Montesacro, alcune persone hanno massacrato con una violenza inaudita l’uomo: bastonato, calci, coltellate, per infierire su un corpo e renderlo irriconoscibile. Una settimana dopo vi fu una fiaccolata a Roma, con grande partecipazione del mondo Lgbt, insieme al sindaco (di allora) Walter Veltroni.

2010. Gli assassini di Paolo Seganti sono ancora oggi sconosciuti. È stato creato un numero amico, il Gay Help Line, per consulenze legali, mediche e di supporto psicologico. Da allora, in Italia, le violenze e gli omicidi omofobi non sono diminuiti, anzi, sono aumentati. E questa mattina, in via Paolo Seganti, al parco delle Valli, luogo dedicato alla memoria della vittima, c’è stato un incontro in suo ricordo. Così ha parlato Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay di Roma:

“Abbiamo voluto questo momento per ricordare Paolo Seganti perché sentiamo il dovere di onorare chi ha perso la vita a causa della violenza e dell’odio. La memoria è fondamentale, in un momento in cui le aggressioni verso omosessuali e transessuali vengono alla luce in modo sempre più drammatico e non si riesce a fronteggiarle con provvedimenti legislativi adeguati o con iniziative sociali e culturali di cui sentiamo la necessità. È necessario un impegno collettivo perché nessun altro perda la vita o subisca violenza perché gay o trans. È stata una commemorazione molto commovente e intensa perché la morte di Paolo Seganti ha rappresentato uno dei momenti più drammatici e dolorosi per la nostra comunità e ancora oggi i responsabili non sono stati individuati”

Per non dimenticare. Mai.

Via | ArcigayRoma

12 luglio 2010: il popolo Lgbt ricorda Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005 é stato pubblicato su queerblog alle 18:00 di lunedì 12 luglio 2010.


Ostia: gay fa la fila nel bagno delle donne, picchiato a sangue

aggressione gay Ostia Altra aggressione ed episodio di intolleranza ad Ostia, nel lungomare, ai danni di un romano di 30 anni, in giro per i locali della zona. A causa della lunga fila per il bagno degli uomini, decide di tentare la sorte, mettendosi in coda in quello delle donne. Uno di loro, seccata, lo avverte: “Guarda che qui mica ci puoi entrare”. Lui cerca di sdrammatizzare e risponde con un ironico “Ma io sono diverso, state tranquille mica vi do fastidio”. Battuta non gradita, visto la reazione di un’altra ragazza sul posto:

“Ma neanche i froci come te possono entrare”

Lui non risponde, resta dov’è, attende il suo turno e quando esce, ecco la reazione violenta e inaspettata:

“A noi le checche come te ce fanno schifo. Te l’avevano detto che qui non ci puoi entrare. Brutto frocio, mò te famo vedè noi a annà al bagno delle donne!”

Sono le parole del fidanzato di una delle ragazze in fila che, insieme ad alcuni amici, aggredisce verbalmente e fisicamente l’uomo. Partono cazzotti, calci e un pugno in pieno volto che lo cadere rovinosamente a terra. E Marco non avrebbe nemmeno voluto sporgere la denuncia: solo l’intervento di un testimone che ha allertato una pattuglia poco distante e le insistenze dei poliziotti hanno convinto il giovane a fare la scelta giusta.

Ora le indagini sono iniziate ed è caccia al gruppetto di aggressori.

Ostia: gay fa la fila nel bagno delle donne, picchiato a sangue é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di lunedì 12 luglio 2010.


No case in affitto ai gay. Anche la Carfagna protesta

gay orgia

E’ tornata alla ribalta la moda di negare gli affitti a gay, nelle piccole e grandi città. Se alcuni annunci chiedono espressamente un coinquilino gay, molte altre invece negano specificano di non essere interessati ad avere omosessuali in giro per la stessa casa. Forse l’immaginario e il luogo comune “gay = sesso” intimidisce chi affitta: si pensa che la casa possa diventare un porto di mare di incontri e avventure di una notte. Anche la Carfagna si espone contro questo fenomeno sempre più in aumento:

“Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro”

Mi verrebbe da sottolineare che non è solo per questi epidosi che il nostro paese non sia ultimamente così “civile” (restando in argomento Lgbt, le varie aggressioni ai danni di gay)… Luxuria, sebbene abbia trovato casa da ragazza, senza difficoltà, si associa alla protesta:

“Perché al di là dell’omofobia c’è il pregiudizio che gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c’è l’idea che un gay voglia sedurre chiunque, come se non avesse gusti e preferenze come tutti. Sono comportamenti anti costituzionali perché è come dire: tu non meriti neppure di avere un posto dove vivere, non hai diritto neanche ad un tetto sopra la testa”

E anche Grillini concorda:

“Casi di omosessuali mandati via di casa oppure rifiutati si moltiplicano, e il fatto che la gente scriva chiaramente negli annunci “non si affitta ai gay” significa che si sente autorizzata a dirlo senza che nessuno contesti, significa che c’è un clima culturale favorevole a questo rifiuto”

I gay sembrano diventare il nemico da evitare, i problemi da cui girare al largo, evitando di mettersi in casa qualcuno che, con il suo stile di vita “riprovevole” possa danneggiare la serenità di vicini e creare confusione. Chi affitta un appartamento, generalmente, cerca di non prendere qualcuno che possa creare lamentele del vicinato, che sia puntuale con i pagamenti e che non frequenti strane compagnie. Caratteristiche che, per certa gente, non si associa facilmente ad un gay.

Voi avete avuto problemi in eventuali affitti di appartamenti?

Via | Repubblica
Foto | Flickr

No case in affitto ai gay. Anche la Carfagna protesta é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di lunedì 05 luglio 2010.


Roma Pride 2010: Gay Magazine c’era e ve lo racconta da vicino

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Il Pride di Roma di sabato scorso ha rappresentato un momento fondamentale per la comunità gay italiana, nonostante le spaccature interne al movimento, le intimidazioni e le polemiche che sono sorte prima e dopo la manifestazione. Gay Magazine era presente e ha potuto documentare la gioia, le rivendicazioni, i gesti d’affetto, la musica, l’allegria e l’impegno sociale che caratterizzano ogni Pride. È stato un corteo veramente sentito dalla gente, con il pensiero fisso al clima omofobico e transfobico che infetta soprattutto la Capitale e la richiesta forte di maggiori tutele e diritti, tra cui una legge contro la violenza basata sull’orientamento sessuale e l’approvazione delle unioni civili omosessuali.

0100703174312151_20100703Lo slogan “Ogni bacio una rivoluzione” è stato pienamente rispettato, visto che l’evento si è aperto con il matrimonio simbolico di una coppia gay e di una coppia lesbica, accompagnato da un bacio collettivo dei manifestanti. Persone di tutte le età e di tutti i generi sono scese per le strade con cartelli per chiedere e rivendicare i loro diritti, sdoganando slogan come “Anche una coppia gay è famiglia”, “Né Stato né Dio sul corpo mio”, e “Vaticano Guantanamo mentale”. Un momento veramente toccante è stata la deposizione di una corona di fiori colorati al monumento ai caduti del nazifascismo a Porta San Paolo, in memoria delle vittime dell’omofobia, della transfobia e della violenza; protagonisti del gesto i tre portavoce e vittime della violenza e della discrimazione made in Italy Mattia Cinquegrani, Luana Ricci ed Esther Ascione.

Presenti alla sfilata, tra gli altri, genitori con passeggini, giovanissime coppie etero, alcuni ragazzi con bandiere di Sinistra ecologia e libertà, Vladimir Luxuria, Franco Grillini, l’attrice Violante Placido e l’assessore provinciale alla Cultura di Roma Cecilia D’Elia. Al corteo si è aggiunta poi la parlamentare Pd Paola Concia, arrivata alla manifestazione in ritardo perché era in Comune a celebrare un matrimonio: “Posso celebrare i matrimoni, ma non posso sposarmi con la mia compagna” ha dichiarato. Non potevano mancare gli organizzatori della sfilata, sempre in testa al corteo dove rimbombava la parola d’ordine ‘unità’, sentita in questo frangente come una vera e propria urgenza: tra questi Imma Battaglia di D-Gay Project, il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, lo storico esponente della comunità omosessuale italiana Aurelio Mancuso e Francesca Busdraghi  di Azione Trans.

Il serpentone arcobaleno, partito da Piazzale dei Partigiani davanti alla Piramide Cestia, si è snodato lungo le vie della Capitale, per passare poi, per la prima volta, davanti a Via San Giovanni in Laterano, la celeberrima Gay Street romana. Le bandiere delle tantissime associazioni lgbt aderenti sullo sfondo del Colosseo, simbolo per eccellenza della capitale, hanno offerto uno spettacolo unico e suggestivo, e i partecipanti festosi e caparbi, nonostante l’afa africana e anche un po’ di pioggia imprevista, non hanno desistito e hanno raggiunto la centralissima Piazza Venezia, tappa conclusiva di questa sfilata per i diritti. Qualcuno obbietta che più che una manifestazione, il Pride è un carnevale dove mettersi in mostra. Ebbene, oltre la carne in bella vista, a Roma come nei precedenti Pride che si sono tenuti per tutto giugno lungo lo stivale, abbiamo visto anche persone “normali”, anziani mano per la mano, turisti e transessuali vestite come una qualsiasi donna. Dai 50mila manifestanti iniziali, siamo passati a quasi 100mila lungo Via dei Fori Imperiali, in barba a chi voleva tapparci la bocca e alle divisioni intestine.

colosseo gayCerto, la giornata di sabato è stata funestata da due avvenimenti, che hanno fatto temere il peggio per la buona riuscita della manifestazione e un’escalation di violenza che, grazie anche alla massiccia presenza delle forze dell’ordine, non c’è stata. Mi riferisco soprattutto ai petardi lanciati venerdi notte al Gay Village, che hanno ferito lievemente due persone, e uno striscione del movimento politico cattolico Militia Christi nei pressi del Colosseo che recita “Gay pride: diritti alla perversione”. Sempre venerdì notte il Comitato per la famiglia ha preso di mira i manifesti dell’evento, che tappezzavano via Labicana, via Cristoforo Colombo, la zona di Castro Pretorio e Porta Pia, trasformando la scritta “Roma è gay” in “Roma per la famiglia”, e a oscurare i cartelloni rimasti, poi, ci ha pensato Forza Nuova. A condannare prontamente questi gesti omofobici sono state le istituzioni, in primis il sindaco Alemanno e il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, oltre a tutto il mondo lgbt che si è ritrovato unito, con la mancanza di qualche nome eccellente, sotto il cielo di Roma.

“La nostra battaglia ha un solo obbiettivo che tutta la società cresca. Quando siamo aggrediti ci sentiamo soli. Ma non c’è peggior solitudine che la divisione. Il Pride è di tutti. Da qui al prossimo Pride dobbiamo essere uniti. Non permettiamo più la divisione del movimento”. Così gli organizzatori dal palco di piazza Venezia dove ci sono stati gli interventi di chiusura, in riferimento alla spaccatura con il Circolo Mario Mieli, il quale si è dissociato pubblicamente dall’evento capitolino 2010 e ha partecipato sabato al Pride di Madrid, dove ha presentato l’Europride che si terrà proprio a Roma il prossimo anno.

Gay Magazine vi proporrà, in esclusiva, una galleria con le immagini più belle di questo Pride 2010, a cui ha partecipato con tanto orgoglio e con la voglia di cambiare questo nostro paese e ricompattare il nostro movimento lgbt che, nel momento del maggior bisogno, si è spaccato in inutili e deleterie fazioni. La manifestazione capitolina deve servire come esempio, anche in preparazione per l’Europride 2011 e per le future lotte che ci attenderanno, in Parlamento come nella vita di tutti i giorni. 


Alemanno non parteciperà al Roma Pride 2010

Alemanno non parteciperà al Roma Pride 2010

Quasi un anno fa, Gianni Alemanno si è presentato al Gay Village, dopo il caso Svastichella, per dialogare con il popolo Lgbt e al termine dell’incontro aveva ammesso di essere favorevole ai diritti per i gay ma non alle coppie di fatto. La sua opinione aveva provocato polemiche e discussioni, ma alcuni avevano apprezzato il suo voler confrontarsi.

Ieri, invece, è arrivata la notizia ufficiale che il sindaco di Roma non parteciperà al Roma Pride 2010:

“È una manifestazione portatrice di istanze che non condivido ma ha comunque il mio rispetto. Tuttavia non parteciperò”

Parole che si scontrano con quelle di solidarietà espresse poco più di un mese fa, dopo l’aggressione ad un ragazzo di Roma, che rischiava di perdere un occhio. In quel caso aveva anche ribadito il suo impegno a ricevere le associazioni Lgbt e la promessa di dar vita ad un osservatorio contro l’omofobia.

E, ironia della sorte, la sua mancata presenza, giunge a poco tempo di distanza dalle parole degli organizzatori del Roma Pride che si battono e lanciano l’iniziativa “Ogni bacio una rivoluzione” , partendo da uno collettivo, affinchè lo stesso Alemanno celebri matrimoni gay e lesbo.

Ora, all’alba di un nuovo Pride, di un’occasione che sia superiore e più impegnativa e di impatto di una apparizione da guest star in una discoteca gay, è arrivato, netto, il passo indietro, il rifiuto di partecipare e di poter lanciare un messaggio importante contro l’omofobia e a favore dei diritti gay. Una risposta molto forse alla battaglia affinchè il sindaco di Roma sia sostenitore in questa loro richiesta di diritti civili e unioni. Occasione mancata, anche se forse, teoricamente, una delle più significative. Volevate o speravate che Alemanno potesse partecipare al Gay Pride 2010 di Roma?

Alemanno non parteciperà al Roma Pride 2010 é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di venerdì 02 luglio 2010.


“Ogni bacio una rivoluzione”: il 3 luglio il Gay Pride invade Roma

bacio gay!Roma è gay. 3 luglio al Gay Pride. Oltre alla scritta, due uomini che si baciano. Il manifesto (in foto) è apparso oggi in via Labicana, e, secondo quanto viene spiegato dal comitato organizzatore del Pride, si tratta di un’iniziativa autonoma di un gruppo di simpatizzanti, che hanno voluto invitare i romani a prendere parte alla manifestazione che sabato 3 luglio porterà nella Capitale i colori, l’allegria e la rivendicazione dei diritti tipici del Gay Pride. Nonostante le spaccature e le polemiche, non ultima quella del sito ultra cattolico Pontifex che invita a un boicottaggio feroce della manifestazione “che avvilisce Roma, offende i cattolici non adulti e inquina il senso del pudore”, e con una nota di violenza inusitata che fa rizzare i capelli al povero Cristo dichiara “se come in altre parti del mondo l’omosessualità fosse ritenuta penalmente rilevante a tanto non si arriverebbe”, la Capitale vuole replicare il successo della manifestazione napoletana dell’orgoglio omosessuale che si è tenuta sabato scorso.

 

La comunità omosessuale del capoluogo laziale quest’anno si è divisa e il Circolo Mario Mieli, organizzatore da quindici anni dell’evento, ha pubblicato il manifesto Noi non ci saremo per esprimere la sua dissociazione. Proprio questo sabato, durante la manifestazione romana, una delegazione del Mario Mieli sarà a Madrid per annunciare l’edizione 2011 dell’Europride, che si terrà a Roma l’anno prossimo. Nonostante questa spaccatura interna al movimento omosessuale capitolino, hanno comunque aderito alla manifestazione del 3 luglio più di cento tra associazioni e realtà del mondo lgbt, tra cui spiccato le quattro sigle organizzatrici DiGay Project, Arcigay Roma, Gaylib Roma e Azionetrans.

Ogni bacio una rivoluzione: non importa se eterosessuale, omosessuale o quant’altro. È questo lo slogan e la filosofia del Roma Pride 2010 che partirà in corteo alle 16.30 dalla stazione metro Piramide, per raggiungere Piazza Venezia passando per via Piramide Cestia, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio, piazzale del Colosseo e via dei Fori Imperiali. Ad attraversare il cuore della città il serpentone di carri, la musica, i colori e quell’energia vitale che la comunità lgbt vuole trasmettere a tutti coloro che credono nella libertà, nei diritti e nell’uguaglianza, rifiutando ogni tipo di discriminazione, intolleranza e omologazione. “Sarà un Pride aperto e non politico – hanno detto gli organizzatori – e per la prima volta presenterà un bilancio trasparente”. Per ribadire l’indipendenza del movimento, per la prima volta il Pride di Roma 2010 non è stato finanziato con fondi pubblici ma attraverso una forma di finanziamento diffuso: chiunque ha potuto contribuire acquistando il biglietto d’ingresso a una serie di eventi organizzati per l’occasione. Al fianco delle associazioni lesbo, gay, bisessuali e transessuali sabato sfileranno esponenti della politica dichiarati, come Nichi Vendola e Paola Concia, ma anche personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, da Melissa P. a Sabrina Impacciatore, da Andrea Occhipinti ad Alessandro Cecchi Paone. Gli organizzatori del Gay Pride romano precisano che i politici sono ben accetti, ma solo se partecipano a sostegno della causa e non per sfilare in passerella per mettersi in mostra. A questo proposito una delle organizzatrici, in merito alle dichiarazioni di ieri del presidente della Regione Lazio, che aveva dichiarato che in caso di invito avrebbe partecipato alla manifestazione, ha affermato: “Le adesioni sono libere e il pride non ha colore politico. Se la Polverini viene siamo ben felici, perché se le istituzioni scendono in piazza vuol dire che aderiscono al nostro manifesto“. Esplicito anche l’invito alle rappresentanze istituzionali della presidente di Digay Project Imma Battaglia: “Invito la Polverini, come pure Zingaretti, Alemanno ma anche i ministri e i presidenti del Consiglio e della Repubblica a venire al Gay Pride”.

colosseoI portavoce della manifestazione sono tre vittime dell’omofobia: il 23enne Mattia Cinquegrani, lo studente aggredito ad aprile su un bus notturno della Capitale da un gruppo di coetanei; Luana Ricci, ex organista del coro della cattedrale e della diocesi di Lecce, licenziata dopo 18 anni di servizio perché trans; e la 21enne lesbica Esther Ascione della provincia di Roma, vittima di attacchi omofobi nella sua scuola. “La mia partecipazione è per metterci la faccia e reagire in seguito all’episodio che mi è accaduto, perché è fondamentale reagire denunciando questi fatti”, ha detto Mattia, spiegando che “in Italia, da questo punto di vista, la situazione sta peggiorando, ma noi non abbiamo paura delle aggressioni e possiamo combatterle“. “Sono onorata di portare la mia testimonianza al pride”, ha proseguito Luana Ricci. “Io sono stata vittima di un episodio molto grave, sono stata privata del mio lavoro dal forte potere politico della chiesa cattolica dopo il mio coming out, con la sola motivazione di essere ‘visibilmente nel peccato’. Non ho commesso alcun reato, e non è ammissibile che molte persone, come me, vengano derubate della loro vita”. “Noi dobbiamo per primi sentirti normali e non diversi”, ha sottolineato Esther Ascione. Prima della partenza del corteo, i tre portavoce deporranno una corona di fiori al monumento ai caduti delle vittime del nazifascismo a Porta San Paolo, in memoria di tutte le vittime dell’omofobia, della transfobia e della violenza. Poi, un flash mob che vedrà tutti i partecipanti impegnati in un bacio collettivo, ponendo l’accento sulle manifestazioni di omo e trans-affettività, che spesso sono l’elemento scatenante delle violenze.

Un Gay Pride importante e sentito, una manifestazione piena di novità e di personaggi di spicco: vi aspettiamo all’ombra del Colosseo per chiedere tutti insieme, a gran voce, uguali diritti e maggiore protezione, dopo gli ultimi scandalosi episodi di omofobia avvenuti lungo tutto lo stivale. Gay Magazine ci sarà, e vi proporrà un reportage esclusivo e una galleria fotografica dell’evento romano dell’anno, in attesa e in preparazione all’EuroPride 2011 che si terrà nella nostra capitale.

ogni bacio una rivoluzione

Via – La Repubblica


Nella Capitale turista viene picchiato e derubato dopo rapporto sessuale gay

batteredmanUn’altra storia di violenza omosessuale, dopo quella di Palermo, insanguina il Bel Paese. Tre sere fa un turista 40enne originario delle Mauritius si era recato in un locale, nella celeberrima gay street di via San Giovanni in Laterano, e li ha conosciuto un 22enne di Tuscania (VT). Dopo aver chiacchierato un po’, i due sono andati, con l’auto del ragazzo, nelle campagne di Formello ed hanno consumato un rapporto sessuale, dopodiché il giovane ha “presentato il conto”: per quella prestazione voleva essere pagato.

Il mauriziano, sorpreso, ha detto di no, ma il rifiuto ha scatenato la reazione furiosa del 22enne, che ha colpito più volte il turista all’interno dell’abitacolo, poi gli ha rubato le ultime 100 euro dal portafoglio e lo ha scaraventato fuori dalla vettura, fuggendo subito dopo. Il 40enne, ovviamente spaesato e traumatizzato, ha cominciato a girovagare per la campagna e dopo circa un’ora ha trovato una villa da dove chiedere aiuto. La targa dell’auto ha fatto risalire le forze dell’ordine al proprietario della vettura, pregiudicato, ora in arresto e trasferito presso il carcere di Viterbo. Gli inquirenti stanno cercando di capire se questo fosse o meno un caso isolato, mentre la vittima é stata visitata e refertata con sette giorni di prognosi per traumi al volto e al corpo.

Via – La Repubblica


A Roma potrebbe aprire presto una casa d’accoglienza per i gay cacciati di casa

zingarettiA 10 giorni dall’appuntamento con il Gay pride della Capitale, in programma il 3 luglio, arriva la proposta del presidente della Provincia Nicola Zingaretti di aprire una struttura di prima accoglienza per i giovani gay e lesbiche maggiorenni discriminati ed emarginati dai loro stessi familiari che non accettano la loro identità sessuale. Zingaretti ne ha parlato oggi per la prima volta nel corso della presentazione dell’agenda anti-stalking Alba, realizzata dall’Associazione Differenza Donna in collaborazione con l’Associazione ChiamaMilano. L’idea dell’accoglienza è solo una delle tante proposte fatte dai politici laziali dopo i recenti episodi di omofobia e violenza avvenuti a Roma; a questo proposito, ieri vi avevamo parlato dell’ultima campagna di comunicazione di Gay Help Line promossa dal Comune con il sostegno di Provincia e Regione, che focalizza l’attenzione proprio su l’incomunicabilità nelle famiglie.

La casa-famiglia per lesbiche e gay rappresenterebbe una novità assoluta per l’Italia, anche se l’esperienza è abbastanza diffusa all’estero. Per adesso, da noi, è solo un’ipotesi: “Sto riflettendo – ha spiegato Zingaretti – su quella che potrebbe essere l’utilità di una struttura di prima accoglienza per gay e lesbiche maggiorenni che potrebbe occuparsi di quei giovani che hanno dei problemi nel rapportarsi con le loro famiglie, che ne rifiutano l’identità sessuale”.

Le associazioni e il mondo lgbt, con Arcigay Roma in testa, plaudono all’iniziativa del presidente della provincia di Roma. “Trovo che la proposta di Zingaretti di creare una casa di accoglienza per giovani gay e lesbiche cacciati di casa perché non accettati dalle loro famiglie – dichiara Imma Battaglia, presidente di Gay Project – sia importante, lodevole e innovativa e vada nel senso di dare un forte contributo alla lotta contro l’omofobia, permettendo inoltre ai giovani di non sentirsi come spesso accade soli e deboli”. Aurelio Mancuso, storico esponente della comunità gay italiana, si è dichiarato soddisfatto: “E’ la migliore notizia in questo triste periodo storico costellato da continue aggressioni, violenze, discriminazioni nei confronti delle persone lgbt. Spero ardentemente che questo progetto si realizzi, perché sarebbe il primo servizio del genere in Italia e si tratterebbe finalmente di una risposta concreta nei confronti di tante persone omosessuali costrette a scappare di casa, senza avere una possibilità di aiuto e di orientamento. In altri Paesi europei – specifica – questo tipo di servizi sono attivi da anni, si tratta, quindi, di raccogliere informazioni ed esperienze e adattarle alla nostra realtà”.

Via – La Repubblica


Alemanno assicura osservatorio contro l’omofobia entro l’estate

Alemanno assicura osservatorio contro l'omofobia entro l'estate

A seguito dell’ennesima aggresione a Roma ai danni di un ragazzo gay, qualche settimana fa, si sono sollevate voci di proteste e richieste di agire concretamente per combattere l’omofobia dilagante. Molti erano dell’idea (e lo sono ancora) che fossero solo parole e promesse dettate dal fatto avvenuto, per placare gli animi di coloro che si sentivano abbandonati dalle istituzioni e dallo Stato. Ora, sembra che Gianni Alemanno abbia intenzione di aprire un osservatorio contro l’omofobia, a Roma, al seguito di un incontro avvenuto tra il sindaco e le varie organizzazioni Lgbt italiane:

“Saranno affidate tutte le iniziative per combattere la discriminazione: questo è un impegno dal punto di vista culturale. Parallelamente ci siamo impegnati in un’opera di prevenzione e repressione delle forme di violenza che riguardano gli omosessuali: Roma deve essere una città delle regole che valgono per tutti e con le forze di polizia studieremo tutte le iniziative necessarie a combattere le forme di violenza, entro l’inizio dell’estate”

Il confronto tra i gruppi e Alemanno è stato definito positivo da entrambi, tra cui Marrazzo e Imma Battaglia a tal punto da dichiarare parole importanti:

“Queste iniziative aiuteranno Roma a diventare una città di stampo europeo nella lotta contro l’omofobia. Ci auguriamo che somigli sempre più a Londra e Barcellona dove c’è una sinergia tra istituzione, forze dell’ordine e associazioni”

Ora, non voglio essere polemico, ma mi chiedo: davvero un osservatorio contro l’omofobia, in una paese senza leggi concrete o aggavanti e unioni civili, può essere l’inizio per far sperare che Roma somigli sempre più a città all’avanguardia (in confronto a noi) come Londra e Barcellona?

Via | CorriereDellaSera
Foto | 06Blog

Alemanno assicura osservatorio contro l'omofobia entro l'estate é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 16 giugno 2010.


Roma: gay cacciato di casa dai proprietari

Roma: gay cacciato di casa dai proprietari

Immaginate: rientrate a casa vostra come una delle tante volte, infilate la chiave nella serratura… ma non entra. Riprovate, controllate se è quella giusta e non capite quello che sta succedendo. Poi scendete le scale e trovate sei sacchi neri, con i vostri oggetti personali all’interno. E capite la cosa assurda che è accaduta. Vi hanno buttato fuori dalla vostra abitazione, cambiando la serratura. Un incubo? Forse, ma anche un fatto di cronaca davvero accaduto a Roma.

Emilio Rez, cantautore romano già vittima di un attacco omofobo lo scorso anno, stava facendo rientro al suo appartamento, al Pigneto, quando gli è accaduto quello che vi ho appena descritto. Racconta Emilio Rez:

“Da ottobre scorso ero in affitto in un appartamento di 40 metri quadrati a 600 euro al mese al quartiere Pigneto; avevo chiesto di registrare il contratto, ma la proprietaria, una donna di 70 anni, mi aveva detto che se lo volevo registrare avrei dovuto pagarne 900. Ho sempre pagato regolarmente, qualche tempo fa ho chiesto di poter prendere visione del regolamento condominiale e la proprietaria si è infastidita. Poi deve aver saputo che ero gay, lei e la sua famiglia hanno cominciato a farmi 20-30 telefonate al giorno di minacce ed offese sulla mia omosessualità dicendo frasi come ‘Sei un frocio di m…. con noi caschi male. [Una delle figlie] mi ha detto: ‘un giorno di questi imbocco dentro casa tua e cambio la serratura…e così di fatto è stato. Solo che hanno preso i miei abiti di scena, i miei gioielli, i miei computer, i televisori ed i microfoni per un valore che il maresciallo ha quantificato sui 40mila euro. Ed ora sono senza casa e senza le mie cose e non ho più nemmeno gli strumenti per fare il mio lavoro”.

Ovviamente è scattata immediata la denuncia ai carabinieri ma fino ad ora, a tre giorni dal fatto avvenuto, il giovane non ha ancora potuto fare ritorno a “casa sua”.

Via | Leggo
Foto | Kiaura83/Flickr

Roma: gay cacciato di casa dai proprietari é stato pubblicato su queerblog alle 20:00 di domenica 13 giugno 2010.


Roma: approvata mozione contro l’omofobia, mentre La Sapienza blocca iniziativa cinematografica lgbt

comune_romaLa mozione contro l’omofobia, presentata ieri dal consigliere comunale Paolo Masini (PD), è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale capitolino. Il documento, di fondamentale importanza visti i recenti casi di attacchi omofobici ai danni della comunità lgbt a Roma, impegna sia il sindaco sia la giunta ad approntare ogni iniziativa utile affinché le celebrazioni della Giornata Mondiale contro l’Omofobia coinvolgano le istituzioni comunali e si promuovano iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scolastico verso la cultura delle differenze. Il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha commentato cosi il voto positivo della giunta:

L’approvazione all’unanimità della mozione contro l’omofobia approvata dal Consiglio comunale di Roma è un fatto molto importante: il voto favorevole di tutti i partiti presenti in aula testimonia che l’impegno contro la discriminazione e l’intolleranza è bipartisan e non ha colore politico. Ci auguriamo che lo stesso valga per le forze presenti in Parlamento. Nell’incontro con il sindaco Alemanno delle associazioni lesbiche, gay e trans chiederemo quindi che questa mozione approvata diventi operativa, mettendo in campo iniziative a partire dalle scuole e campagne educative e di formazione”.

193807180-41829e19-55b4-48e1-9813-8e743d22e91aSempre ieri pomeriggio il Rettore dell’Università romana “La Sapienza”, Luigi Frati, ha revocato l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa “Queer in Action!” prevista a partire da oggi; la rassegna cinematografica, patrocinata dalla Provincia di Roma, era stata organizzata dal collettivo cinema lgbtqi romano e dal sindacato degli studenti universitari. Frati ha dichiarato che ha preso questa decisione per evitare possibili attacchi di natura omofoba da parte di gruppi di estremisti di estrema destra e che non ha mai concesso le autorizzazioni per lo svolgimento dell’iniziativa, ma le associazioni organizzatrici non ci stanno e si stanno dando da fare per revocare la suddetta decisione, e a questo proposito è stata lanciata una raccolta di firme.

“Abbiamo sempre immaginato la Sapienza – affermano i promotori – come uno fra i centri culturali più ferventi del paese, e abbiamo sempre visto il sapere come arma d’eccellenza contro la violenza xenofoba, razzista, omo e trans-fobica. Tale rifiuto legittima questa cultura discriminante e dimostra anzi che essa ha già vinto, riuscendo nel suo intento di toglierci quegli spazi di visibilità che con tanta fatica avevamo conquistato”.

Via – NewNotizie


Ora basta con la violenza omofoba, il Parlamento faccia una legge e le forze dell’ordine ci aiutino

Ora basta con la violenza omofoba, il Parlamento faccia una legge

Otto delitti contro persone e cose, senza colpevoli, senza nomi, o quasi. Dal 19 agosto dello scorso anno al 29 maggio 2010, dal caso di Emilio Rez, all’aggressione di via Cavour, passando per Svastichella e gli attentati incendiari, per ben otto volte, frotte di aguzzini si sono scagliati contro omosessuali inermi, luoghi di ritrovo della nostra comunità, nella città più protetta e vigilata, Roma. Violenze compiute da uomini, per lo più giovani e in branco, cui l’idea di omosessualità è per loro nefanda, talmente ostile da doverla saziare con percosse, insulti, fuoco e minacce. La capitale sembra essere diventata il calvario delle violenze omofobe tra l’indifferenza di molti e la saccenteria politica che ostenta solidarietà e boccia leggi di tutela per le persone lgbtq.

Tra qualche giorno, come è accaduto per gli altri, quei pochi politici che si sono sperticati in unanime condanna contro chi ha reso quasi cieco un ragazzo colpevole di omosessualità, torneranno ai loro affari di alta politica, che volete sia un pestaggio ad un omosessuale? Una città altamente bella e affascinante come Roma, si fa sempre più pericolosa per gay, lesbiche, transessuali, che osano attraversare la notte lontano dalle mura domestiche, nel desiderio comune a molti altri cittadini di trovare ore di svago e di socialità. Basta essere soli, per rischiare di essere circondati da facinorosi, da belve tediate dal nulla, che attaccano, colpiscono, gridano il motto a loro più osceno “frocio di m.” che li giustifichi da quello che stanno compiendo, e poi, come lupi, darsela a gambe e sparire nell’oblio.

Sarebbe ora di dire basta, ma chi può farlo se non la politica, gli amministratori, le forze dell’ordine che per la verità, paiono i soli attivi sul fronte della protezione? Bocciando la legge contro l’omofobia, molti legislatori giustificarono il gesto di fronte a problemi più urgenti e inalienabili. Come se la violenza verso gay, lesbiche e transessuali non ponesse una urgenza di ordine pubblico, di difesa della vita di cittadini. Pare che quasi un episodio di violenza omofoba al mese, non basti ad alzare i codici di attenzione, di protezione per quanti rischiano di rientrare a casa passando prima per un pronto soccorso. Che aspettano, che qualcuno non si rialzi più dalla polvere dell’asfalto?

In queste settimane si discute della morte di Pier Paolo Pasolini; ci sono testimonianze che fanno pensare – se ce ne fosse ancora necessità – che quella vita spezzata a Ostia è stata fatta da barbari senza nome se non quello del povero Pelosi. Pasolini fu ucciso non solo perché era omosessuale, ma l’omosessualità è stata l’attrazione fatale.

Oggi, come ieri, i ragazzi dell’era iPad, si fiondano nelle strade per cercare la vittima e sacrificarla alla loro derisione e violenza. Essere omosessuali è diventato un rischio? La politica sembra dirci che è così. Talmente rischiosa da essere abbandonata alle leggi di protezione, invisa al secondo Stato d’Oltretevere che riesce a dettare norme su come uno Stato sovrano deve comportarsi davanti ad un delitto di pedofilia commesso da un sacerdote o minacciare scomuniche contro chi si dice favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Non solo loro e altri. Sbagli sono stati compiuti anche dalle organizzazioni lgbtq che, per troppo tempo, hanno sperato in una visibilità personale, si sono scagliati in liti senza senso, l’una contro l’altra, per una egemonia che molti non comprendevano, svuotando le sedi dove costruire laboratori di speranze e di battaglie culturali e politiche. Va dato atto all’Arcigay di Roma, di fare un egregio lavoro, grazie alla Gay Help Line, ma sarebbe ora che le organizzazioni cominciassero a parlare un linguaggio comune, visto che i risultati riguardano tutti.

Come tollerare che si ferisca un ragazzo perché omosessuale? Siamo mica l’Iran o l’Iraq! Possibile che una coppia gay non possa baciarsi o tenersi per mano senza rischiare derisioni e minacce? Chi ha deciso che sono atti contro la pubblica decenza, mentre frotte di ragazzi camminano per strada esibendo deretani celati da variopinti boxer? Insomma, un ragazzo va a ballare, esce, va verso la stazione per tornare a casa, e un gruppo di ragazzi lo circonda, lo trascina in luogo appartato e lì, botte e botte, fino a renderlo quasi cieco, spaventoso nel guardare le foto pubblicate dell’aggressione. E la politica che fa? Manda messaggi di solidarietà, senza accenno alcuno a promettere che ci vuole una legge che punisca i colpevoli. Pensano che ci sia una grave crisi economica, e dimenticano che c’è anche una crisi democratica di tutela verso i cittadini lgbtq che concorrono al bene del paese.

Penso anche agli altri colpevoli; coloro che stanno a guardare, che non agiscono, che rifiutano persino il soccorso dopo l’aggressione, persino la pietà di un fazzoletto di carta che raccolga il sangue della violenza. La paura ci ha resi barbari e quasi conniventi con chi ha abusato violenza; l’omosessuale ferito importa meno dell’omosessuale che non si nasconde. In fondo, mass media, personaggi famosi e mezze calzette ci hanno abituati da tempo a linguaggi omofobi che si sprecano per strada, nei bar, tra amici. In televisione è facile e sembra un divertimento comune, precisare la propria eterosessualità con battutacce da bar sport. O altrimenti bastano i “soliti” a far apparire l’omosessualità macchietta.

Qualcuno avvisi i nostri legislatori che diventerebbe difficile e insopportabile una nuova estate all’insegna delle violenze omofobe. Qualcuno gridi la propria collera prima che il vento la disperda nel silenzio. Nessuno stia zitto di fronte alla nostrana barbarie omofoba e transfobica, perché le prossime vittime potrebbero essere proprio coloro che pensano che di quella violenza ne sono esenti..

C’è un appello del bravo Daniele Priori e di Enrico Oliari, entrambi dirigenti di GayLib, la formazione omosessuale di centrodestra, che vale la pena pubblicare.

“L’Omofobia sembra arrivare col caldo. Visto che non è bastato neppure il monito del capo dello Stato di appena dieci giorni fa a placare tanta cieca violenza, è nostra intenzione chiedere un incontro ai vertici di Polizia e Carabinieri”. Con queste parole Daniele priori, segretario politico di GayLib e referente per il Lazio dell’associazione, commenta l’ultima brutale aggressione omofobica avvenuta nella capitale. Prosegue la nota il presidente Enrico Oliari “Nel manifestare la nostra solidarietà al ragazzo aggredito a Roma, ricordo che vent’anni fa l’impegno di Massimo Consoli, tra i padri della comunità gay italiana, e la sensibilità di un servitore dello Stato come il compianto Fernando Masone, già Capo della Polizia, portarono le Forze dell’Ordine a conoscere e ad aiutare fattivamente le persone omosessuali italiane. Oggi – conclude Oliari – i gay sono di nuovo vittime di un imbarbarimento tanto grave e pericoloso e quindi è necessario tornare a compiere quei passi auspicando di incontrare da parte dei vertici di Polizia e Carabinieri la medesima attenzione mostrata dai loro predecessori”.

Ora basta con la violenza omofoba, il Parlamento faccia una legge e le forze dell'ordine ci aiutino é stato pubblicato su queerblog alle 09:32 di domenica 30 maggio 2010.


Roma: aggressione ai danni di un ragazzo gay che ha rischiato di perdere un occhio

Roma: aggressione ai danni di un ragazzo gay che ha rischiato di perdere un occhio

Ennesimo caso di violenza omofobica in Italia. Vittima, un ragazzo gay, aggredito nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio. Il giovane. era al cellulare con un amico, in zona Via Cavour, e stava rientrando a casa, quando è stato prima insultato e poi picchiato selvaggiamente. Al grido di “Frocio!“, quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni, lo hanno colpito a calci, pugni, fino a lasciarlo a terra, ferito e sanguinante. Prima di andarsene, gli hanno anche rubato il cellulare con il quale stava parlando.

Immediato il soccorso dell’amico, che lo ha raggiunto nel luogo dell’aggressione ma anche in questo caso, persino gli incivili clienti e presenti in un bar poco limitrofo a quella via, si sono mostrati schifosamente indifferenti:

“In via Cavour, uno dei miei due amici, arrivati per soccorrermi, ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. Questo mi è stato riferito, io non ero cosciente e il mio sangue colava. Ricordo ancora i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”

Poco dopo è avvenuto il ricovero in ospedale a causa di ferite, tagli, lividi e contusioni sul volto. Dopo aver chiamato il Gay Help line, è stato convinto a sporgere denuncia:

“Sono ancora sconvolto per quello che è successo, mi sono sentito la loro cavia, mi è capitato altre volte di essere deriso per la mia omosessualità, ci sono abituato, è una cosa che ho sempre accettato rispettando le opinioni degli altri ma stavolta si è superato il confine della libertà altrui, passando dall’opinione all’aggressione. Per questo ho voluto rendere pubblico quello che mi è successo. L’unico potere che ho in questo momento è quello di denunciare i miei aggressori”

Il responsabile dell’ufficio legale del numero verde che sostiene la causa del giovane, dopo aver riportato le parole precedenti del suo assistito, parla del fatto avvenuto:

“Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. È necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili”

In foto: alcuni scatti alla vittima dell’aggressione.

Via | Corriere

Roma: aggressione ai danni di un ragazzo gay che ha rischiato di perdere un occhio é stato pubblicato su queerblog alle 19:14 di sabato 29 maggio 2010.


Fantasie erotiche gay: maschio nudo vi mostra una casa arredata… in slip!

Maschio nudo vi mostra una casa arredata in affitto... in slip!

Comprare o affittare una casa? Questo è uno dei dilemmi per chi si è trasferito a lavorare in un’altra città. E a volte il pensiero di affidarsi ad un’agenzia immobiliare, cercare una zona magari gayfriendly… tutto diventa pesante perchè ci porta via tempo e denaro. Ma…

Ma se ci fosse lui a mostrarvi questo grazioso appartamento? Non sarebbe meno frustrante dover girare le case se ad accompagnarvi ci fosse lui, “vestito” in questo modo?

Cliccate dopo il salto per la sua figura… intera! Che dite? “Lo prendete?” (l’appartamento eh…!)

Fantasie erotiche gay: maschio nudo vi mostra una casa arredata in affitto... in slip!

Foto | ItsRainingMen


Omofobia, fiaccolata per solidarietà ai due ragazzi gay aggrediti a Bolzano

Omofobia, fiaccolata per solidarietà ai due ragazzi gay aggrediti a Bolzano

“I cittadini della citta’ di Bolzano sono chiamati a partecipare per dare un segnale contro l’odio e la violenza e per esprimere solidarieta’ alle vittime”

Con queste parole è stato sottolineato il senso di questa fiaccolata, in programma questa sera, alle 20,30, in piazza del Grano a Bolzano. Già precedentemente, nei mesi scorsi, erano stato organizzate numerose fiaccolate in diverse città d’Italia, nate principalmente dopo il caso dei due giovani aggrediti a Roma, fuori dal Gay Village.

Ad aver organizzato questo evento, la Centaurus, associazione cittadina, motivata a dimostrare supporto e affetto a due giovani, vittime perchè semplicemente hanno osato baciarsi in pubblico. Se foste a Bolzano, partecipereste? O non approvate queste fiaccolate?

Via | Ansa
Foto | Corriere


Preservativi per combattere l’ignoranza e un info point nella Gay Street per informare


condom19781L’associazione Arcigay romana ha distribuito preservativi stamattina alle 11 davanti alla farmacia dell’Isola Tiberina che pochi giorni fa si era rifiutata di vendere i condom per motivi etico-religiosi. La manifestazione, a cui hanno preso parte Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Nps (Network italiano persone sieropositive) e Fondazione Massimo Consoli, aveva l’obbiettivo di “richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni su un tema importante come quello della tutela della salute e della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale”.

Fabrizio Marrazzo, presidente della sede locale di Arcigay, ha dichiarato: “Abbiamo appreso con stupore del rifiuto, da parte dei gestori della farmacia di vendere profilattici motivando questa scelta per ragioni etico-religiose. Sappiamo tutti come questa sia una scelta scellerata e indecente: i profilattici, oltre essere un metodo anticoncezionale, rappresentano il principale mezzo di difesa dalle malattie sessualmente trasmissibili sempre più in aumento nella popolazione. Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare la nostra comunità. Abbiamo inoltre chiesto un incontro con il presidente dell’ordine dei farmacisti romani, per sapere se ci sono altre strutture che oppongono rifiuti di questo tipo e come porre fine a questa situazione”.

La giornata di sabato 17 aprile ha visto, oltre alla protesta dell’Isola Tiberina, anche un momento di informazione e di prevenzione a partire dalle ore 22:” Alla gay street di via di San Giovanni in Laterano – ha aggiunto Marrazzo – i consulenti medici di Gay help line 800.713.713 risponderanno alle domande, distribuiranno materiale informativo e descriveranno i servizi offerti quotidianamente per la prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale e per il benessere delle persone lgbt. Gay health point, questo il nome dell’iniziativa, è uno sportello informativo con la possibilità di interagire direttamente con personale medico specializzato in un luogo informale”.

A questo link potete trovare le immagini della manifestazione dell’Isola Tiberina


Via – La Repubblica


Terminato il corso per insegnare ai dipendenti comunali di Roma come comportarsi con il mondo lgbt


campidoglio1“Politicamente corretto”. Cosi si può definire il primo corso di informazione e formazione centrato su “Orientamento sessuale e identità di genere”, promosso unitamente dal Campidoglio e da diciassette fondazioni ed organizzazioni a favore dei diritti lgbt e di una maggiore integrazione delle persone omosex e trans nella società. Tra queste troviamo lo storico circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Agedo Roma, Arcigay Roma, Arcilesbica, Azione Trans, Di Gay Project e Cgil-Ufficio Nuovi Diritti.

A tracciarne il bilancio è stato l’assessore alle Politiche Culturali di Roma Umberto Croppi nella Scuola di formazione vigili urbani di Cinecittà. Questa iniziativa, fortemente voluta e finanziata dal sindaco capitolino Alemanno, era riservata ai dipendenti comunali a maggior contatto con il pubblico, tra cui impiegati degli uffici anagrafici e appartenenti al corpo della Polizia municipale. Un corso serio e professionale, almeno a giudicare dai temi trattati e dal bilancio più che positivo stilato dal comune di Roma. Un primo seminario è stato finalizzato “a fare chiarezza sui termini gay, lesbica, eterosessuale, transessuale e bisessuale”. Quindi, sessioni su omosessualità, omofobia e coming out, trans e transfobia; a seguire un approfondimento su “Corpo, sessualità, identità: il ruolo dei processi culturali nella definizione dei quadri normativi”, e un appuntamento dedicato a come relazionarsi con le persone lgbt con l’obiettivo di promuovere la sicurezza.

La prova più importante per il sindaco Alemanno lo attende però a giugno, quando Roma sarà invasa da migliaia di manifestanti per il pride locale. Li dovrà dimostrare che alle parole e ai progetti devono seguire fatti concreti, facendo capire veramente alla comunità omosessuale e transessuale capitolina che non sono soli, partecipando con la fascia tricolore alla sfilata e intervenendo sul palco conclusivo, in mezzo ai rappresentanti lgbt. Certo, sarebbe un bel sogno. Ma di certo un anno fa nessuno di noi avrebbe mai azzardato l’ipotesi di questo corso di formazione e informazione promosso proprio dal comune di Roma, e sognare di questi tempi non nuoce certamente a nessuno.

Via – Il Giornale


Grindr, il programma iPhone per trovare gay e bisessuali vicino a te

Grindr, il programma iPhone per trovare gay e bisessuali vicino a te

Ce ne sono due a meno di 50 metri e uno a 500 metri circa“. No, non è un risultato di una telefonata effettuata da Claudio Bisio per cercare una trattoria o un cinema, ma le parole del mio amico Enrico, mentre eravamo seduto in un pub, a bere qualcosa, tra amici. In mano, stringeva il suo iPhone mentre sullo schermo appariva una griglia con i volti di alcuni ragazzi e l’indicativa distanza che ci separava da lui.

Questo programma si chiama “Grindr” ed è scaricabile su iPhone. Ti registri come fosse una chat o un canale qualsiasi, puoi compilare il tuo profilo oppure lasciarlo vuoto e poi … clicchi il tasto di ricerca e ti scova altri ragazzi gay e bisex, vicino a te, che hanno lo stesso programma acceso. E poi chattarci direttamente, magari scambiando quattro chiacchiere e se sei particolarmente vicino a lui o incuriosito, puoi anche metterti d’accordo per incontrarvi.

La cosa divertente è che a volte, appare la scritta: “Zero metri” accanto a qualche nick. E se sei in giro, inizi a scrutarti intorno come un agente segreto in cerca di qualche informazione da una talpa. Voi avete già provato “Grindr”? Vi incuriosisce questa specie di “chat TrovaGay portatile”?

Foto | Homorazzi


Poliziotto gay da vittima a colpevole: licenziato per aver proposto sesso in divisa

Poliziotto gay da vittima a colpevole: licenziato per aver proposto sesso in divisa

Per comprendere pienamente quello di cui vi parliamo in questo post, è necessario fare un passo indietro. Siamo nel 2004 e un agente della polizia di Stato di Roma, denuncia due uomini, accusati di averlo aggredito nella propria abitazione, invitati inizialmente proprio dalla stessa vittima inconsapevole. Il problema nasce quando, durante l’indagine, i colleghi scoprono che l’uomo frequentava siti gay e diceva di essere disposto a fare sesso in divisa. E qui la situazione, possiamo dire, si capovolge del tutto.

Accusato di aver violato “l’onore della divisa”, il capo della polizia apre un procedimento contro di lui e infine, viene pure sospettato di aver simulato l’aggressione subita: in realtà era solo il risultato di un gioco erotico finito male. Cosa che, inizialmente, non è parsa così, visto l’apertura delle indagini e la scoperta delle personali abitudini sessuali…

Viene assolto in primo e secondo grado dall’accusa di simulazione ma ormai il provvedimento intrapreso contro di lui, l’ha portato alla destituizione di tutti gli incarichi. Addirittura, per il Consiglio di Stato, si parla di un grave comportamento contrastante con i doveri assunti con il giuramento:

La sentenza dichiara, testualmente:

“Non può essere certamente connotato di tenuità il comportamento di un agente di polizia istituzionalmente preposto alla tutela dell’ordine, che come nella specie, in contrasto con i doveri di lealtà e correttezza assunti con il giuramento, sia rimasto coinvolto in fatti come quelli sopra menzionati”

La storia mi ricorda un po’ la vicenda di Fabrizio Caiazza, il vigile milanese finito nell’occhio del ciclone per aver sfilato in divisa, durante un concorso gay…

P.s. Ah, dimenticavo: gli aggressori dell’agente di polizia non sono mai stati trovati eh…

Foto | Villag


A Roma, il 13 febbraio, Sanremo Drag 2010

A Roma, il 13 febbraio, Sanremo Drag 2010 Mentre è quasi (?) tutto pronto per l’inizio del Festival di Sanremo 2010, condotto da Antonella Clerici, ecco arrivare ancora più puntuale e già organizzaata, la kermesse canora parodistica, a Roma. Tra Carnevale e San Valentino, ecco arrivare la serata di gala per incoronare Miss Sanremodrag 2010. Un giuria e un pubblico giudicheranno le 12 selezionatissime sfidanti. Eccole:

Gabri Elle, La Kasmenea Drag, La Trave nell’Okkio, Lady Krizia & Elizabeth Drag Queen, Miss Felicia, Monique de Torbel, Morgana, Mistyca Drag Queen, Paola Penelope, Pina Apple, Sonya Mujer e Ursula Katzulova.

Caramella e Marlene saranno presenti alla serata: loro sono le ultime due drag queen elette. Tra i giurati, Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e Roberto Prili di Rado, stilista d’abiti d’alta moda. E oltre l’elezione di Miss SanremoDrag 2010, saranno premiate anche concorrenti per miglior trucco, il miglior playback, l’abito più bello, la migliore acconciatura e la drag queen più bella. Voi avete mai assistito ad una delle precedenti edizioni? Vi divertirebbe?

Fonte |KingsOfFrome


Vite da gay: Il regalo più grande (Puntata 2)

Vite da gay: Il regalo più grande (Puntata 2)

Continua la storia a puntate, romanzata, a volte ironica, a volte malinconica e triste, di un gruppo di amici. Nella prima parte, Riccardo è a disagio nella sua prima serata in un locale gay, dopo molto tempo. Con lui, l’amico Stefano, non ha di questi problemi. E dopo essersi messo in gioco per l’ennesima volta, inizia a bere, cercando così di trovare un modo per ‘reagire’. E, cocktail in mano, si butta nella mischia…

“I want your love and I want your revenge, You and me could write a bad romance, oh oh oh ohhhh” mi grida Lady Gaga, mentre, con gli occhi ancora chiusi (e la testa che pulsa come ci fossero le ballerine del video che vi danzano dentro), allungo il braccio meccanicamente, e rispondo al mio cellulare. Mi schiarisco la voce, faticosamente, mentre sento la voce di Stefano che, con tono da complice, mi domanda: “Come vaaaaa…?“. “Bene, ma che ora è?” domando, stropicciandomi gli occhi. “Le dieci di mattina.. Dove sei? Come è andata ieri sera?” Quella domanda, mi lascia un po’ impacciato. Come era andata effettivamente la sera prima? Ma, mentre rifletto, mi torna alla mente la parte iniziale della frase: Dove sei. “A casa mia, dove vuoi che sia…”. Apro gli occhi e vedo davanti a me, su una poltrona, un gatto grigio che mi fissa, con la stessa espressione che avrei io se vedessi uscire un cammello dall’ascensore del mio palazzo. E sopratutto, io non ho mai avuto un gatto… “Ti richiamo” concludo, chiudendo il telefono e guardandomi intorno, lentamente.

La stanza è una camera da letto ben arredata, con al muro qualche quadro appeso e un armadio con le ante socchiuse. Volto la testa di lato e vedo che l’altra metà del materasso è libera. Ma le coperte sono disfatte. Il cuore inizia ad accelerare vertiginosamente. Mi volto verso il gatto di prima, come potesse improvvisamente parlare e spiegarmi la situazione, ma ovviamente non lo fa e mi fissa con gli occhi socchiusi. E sono certo che sta pensando di me che io sia una sgualdrina. Mi mordo le labbra e sento dei passi avvicinarsi alla porta: lentamente si apre ed appare un ragazzo (nemmeno male, lo ammetto) che mi sorride, e nota che ho gli occhi aperti. “Buongiorno, ti sei svegliato…“. Annuisco, avvolgendomi col lenzuolo come una vergine illibata. “Vuoi un caffè?” mi chiede, passandosi una mano tra i capelli spettinati. Indossa una tuta scura. “Sì, grazie…ma prima, posso… chiederti il nome?”. Lui sorride: “Andrea“. Mi sento un cretino. Mi alzo, lentamente, mi tolgo un pigiama (non mio) e infilo jeans e maglia.

Mentre raggiungo la cucina continuo a sperare di essere ancora addormentato. Non può essere, non posso davvero non ricordare di aver fatto sesso con un perfetto sconosciuto (Sì, d’accordo, carino, ma sempre estraneo…). Mi siedo su una sedia, mentre lui mi versa il caffè e lo ringrazio, cercando di non mostrarmi troppo imbarazzato. Già mi immagino seduto accanto a Barbara d’Urso, di spalle, con una parrucca in testa, mentre le racconto quello che mi è successo e lei, sorniona, ripete (per quei tre che non avessero ancora capito): “E mi dicevi che tu, completamente ubriaco, ti sei risvegliato nel letto di questo sconosciuto, che poteva essere chiunque, anche un maniaco omicida, ignaro di dove fossi, dopo aver fatto sesso insieme a lui… esatto?“. Segue brusio dal pubblico e magari la telefonata in diretta con mia nonna Gina, perché cara Barbara ti seguo sempre e… Ok, sto degenerando. “Qualcosa non va?” mi chiede ‘lo sconosciuto’, sorridendo. “Ti devo chiedere una cosa… cosa è successo fra noi? Nel senso… stanotte… io e te… ehm…cosa abbiamo fatto?Prosegui la lettura...

Su Facebook nascono gruppi per uccidere Maicol del Grande Fratello. Ma il suo ruolo nella casa è così positivo?

Su Facebook nascono gruppi per uccidere Maicol del Grande Fratello. Ma il suo ruolo nella casa è così positivo?

Si sa che Facebook è un crocevia dei più disparati (e disperati) casi umani. Spesso sorgono gruppi ironici, gruppi beffa contro personaggi famosi e memo, anche fan club per chi ha particolare ammirazione verso un attore o cantante noto. Ma accade, come era successo anche in casi più “eclatanti” che vi siano gruppi che inneggino all’odio e all’annientare qualche nota personalità della televisione o del cinema. In questo caso, sembra che proprio sul social network più famoso, siano nati gruppi contro Maicol Berti, del Grande Fratello.

Maicol è uno che fa discutere: alcuni gay lo adorano per il suo modo di fare autoironico e divertente, mentre altri non sopportano proprio questo suo carattere e non gradiscono essere rappresentati come “gay” da lui. Alcuni invece tracimano tutto questo e inneggiano addirittura alla morte di Maicol. Si legge, infatti, in alcuni gruppi, qualcosa come “Unisciti se ogni volta che sentite la sua vocetta stridula pensate che deve essere ucciso! Se pensate che sia un insulto per il genere maschile!”. E tralasciando questa frase fedelmente riportata, che invece è un evidente insulto alla grammatica italiana, non è che uno dei tanti esempi.

Un altro, invita ad iscriversi: “per tutti quelli che vogliono vedere quella checca isterica di Maicol del Grande Fratello morto… Così vediamo se “ci piace ancora”! Deve morireeeeee!!!”. Infine, c’è chi è “stufo di questo frocio di merda che continua ad urlare! Sì, lo ammetto, gli voglio dare fuoco!!!”. E se da un lato qualcuno può sottolineare che di gruppi così ne è pieno tutto Facebook, la cosa ‘preoccupante’ è l’adesione e la condivisione di chi, fermamente, è convinto delle sue parole. Perchè, purtroppo, come abbiamo imparato, di omofobia si può anche morire, o essere feriti, seriamente. E quello che dovrebbe essere un esempio per sensibilizzare il telespettatore, rischia di provocare l’effetto contrario.

Maicol inizialmente ha intenerito e incuriosito per questo suo amore contraddittorio verso Giorgio. Lui inizialmente sembrava ricambiare questo affetto, per poi correre in confessionale a lamentarsi di queste presenza “così appiccicosa, nemmeno fosse una fidanzata“. E il pubblico ride, sogghigna, ridacchia, di fronte a questo immagine di apparente macho, inseguito dal gay, invaghito, che saltella per la casa e si fa prendere da crisi isteriche ripetute. L’immagine che ne esce fuori di Maicol è di un amico importante, ma che deve sapere cosa può pretendere senza osare oltrepassare il limite. Un amico che può abbracciare, con cui si può anche dividere il letto, ma che comunque non deve farsi illusioni. In quel caso esce fuori la sua immagine di persona invadente, insicura e oppressiva.

A ricordarcelo, anche la fidanzata di Giorgio, che, amorevole come una madre chioccia, sorride alla telecamera, ricordando a Maicol che “il suo ragazzo non può dargli quello che lui cerca e vuole“. E, nuovamente, il rischio torna ad essere concreto: che Maicol venga rimesso al suo posto, che, sempre più, pare avvicinarsi a quello del ‘buffone di corte’, per risollevare gli animi dei (veri, quelli etero) cuori infranti della casa.


Massimo Schiattarella del Grande Fratello diventerebbe volentieri un’icona gay

Massimo Schiattarella del Grande Fratello diventerebbe volentieri un'icona gay

In una video intervista a Massiamo Schiattarella, il giornalista si è lanciato in un’iperbole di luoghi comuni per chiedere all’ex coinquilino della casa del Grande Fratello, da poco espulso per una bestemmia, se si vede come un’icona gay:

“Tu sei molto legato a tua madre, hai una cura molto forte per il corpo, sei legato molto a tua sorella… sono elementi molto tipici nei gay, per l’appunto molto legati alla mamma e che curano molto il proprio fisico, molto estrema. Potresti anche nel tuo futuro vederti un’icona gay?”

Dopo un siparietto esilarante (?) in cui Massimo fraintende se la domanda è “ti potresti vedere anche gay” e specifica che è diverso perchè da un lato c’è Massimo Schiattarella il maschio, dall’altro…

E sempre l’ex concorrente del Gf spiega:

“Non discrimino i gay, perchè io per dieci anni ho frequentato, ovviamente con la mia ragazza, persone gay che, comunque una decina di anni fa si andavano nascondendo, e io sono stato sempre con loro. E uno di questi è stato il mio migliore amico. Mi trovo benissimo in quel mondo, mi sono anche avvicinato a Maicol”

Cercasi disperatamente un personaggio del mondo dello spettacolo che non abbia migliori amici gay e che non li apprezzi perchè “sono così sensibili”


A Roma spuntano manifesti del Popolo della Libertà contro le coppie di fatto

A Roma spuntano manifesti del Popolo della Libertà contro le coppie di fatto

Il 19 gennaio è stato il giorno della delusione, in cui non è riuscita la risoluzione sul registro delle coppie civili. Era stata proposta da Giancarlo Balsamo ( degli amici di Beppe Grillo) e da Antonio Bertolini, consigliere del Partito democratico. E ieri, in giornata, a nemmeno due settimane dall’accaduto, ecco che a Roma, i cittadini della Garbatella e di San Paolo, hanno trovato ai muri manifesti con uno slogan, firmato Popolo della Libertà:

“Respinto il registro delle unioni civili vince la famiglia quella vera”

Non solo quindi “un resoconto” di quello che è accaduto, bensì anche il ridondante richiamo al senso della famiglia. Quella vera, eh. E il Presidente Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, ha replicato così alla ’sorpresa’:

“Riempire di manifesti un intero quartiere per inneggiare alla bocciatura del registro delle unioni civili, è un atto di poca civiltà, in quanto offrire tutele alle coppie di fatto, e quindi anche a quelle lesbiche e gay, non sottrae diritti a nessuno. Pertanto, questi manifesti sono offensivi e preoccupanti, specie dopo i numerosi episodi di aggressione e violenza che sono stati portati alla luce nella nostra città nei mesi scorsi. Essere contro l’omofobia vuol dire combattere ogni forma di discriminazione e impegnarsi per la piena uguaglianza di tutti i cittadini”

E la coerenza di mandare uno spot contro l’omofobia, quando ogni occasione è buona per poter sbattere nuovamente in faccia il concetto del vero valore della famiglia, non è un po’ uno dei tanti controsensi a cui assistiamo quasi quotidianamente?

“È davvero spiacevole constatare che un partito politico porti avanti una campagna di questo tipo in modo così ideologico, senza porre la questione dal punto di vista dei bisogni dei cittadini, che non sono né di destra, né di sinistra. Infine nella nostra città, nessun partito ha saputo elaborare una proposta all’altezza delle esigenze”

Sante parole, mi verrebbe da dire.

Foto | Repubblica


Roma: denuncia di discriminazione per affitto ad una coppia di lesbiche

Roma: denuncia di discriminazione per affitto ad una coppia di lesbiche Si parla spesso di discriminazione nel quotidiano e una lettera resa pubblica affronta la questione in prima personale personale dall’autrice della missiva. La ragazza, con un’amica, entrambe 27enni, stavano cercando una casa da affittare insieme per dividere le spese, in una grande città come Roma. Così, si sono affidate ad un’agenzia immobiliare che le hanno fatto visitare un appartamento nella zona da loro richiesta.

L’affitto e la casa erano interessanti e così le due hanno richiamato per chiedere informazioni sulla planimetria. Ma si sono sentite dire che la proprietaria era disposta ad affittare l’appartamento solamente a un single oppure ad una coppia, anche non sposata. A quel punto, la ragazza ha detto alla agente immobiliare che lei e la sua amica in realtà avevano una relazione sentimentale (anche per non rischiare di perdere l’occasione…). Ma la confessione non ha fatto che peggiorare le cose: era inutile, non era il caso di perdere tempo e l’affittuaria non avrebbe mai dato l’appartamento a due lesbiche.

E a voi, studenti e studentesse che vi siete spostati per studio o per lavoro, o che semplicemente avete cercato casa, siete mai incappati in situazioni del genere? Avete mai sentito il peso della discriminazione in casi simili a questo? O, invece, ne avete un’esperienza positiva?

Foto | Milocca


Usa: ex concorrente gay del Grande Fratello poserà nudo per rivista e farà film porno gay. E in Italia, quale vorreste?

Usa: ex concorrente gay del Grande Fratello poserà nudo per rivista e farà film porno gay. E in Italia, quale vorreste?

Oggi viaggiamo un po’ con la fantasia: è domenica, quindi perchè non essere leggeri e giocare partendo da una notizia vera? Steve Daigle è un nome che non vi dirà nulla ma è un campione gay di rodeo e concorrente del Grande Fratello per la Cbs. E si è probabilmente sentito molto a suo agio con le telecamere durante la decima edizione del reality show, prima di essere eliminato dal gioco.

Sembra confermato, infatti, che l’ex affascinante inquilino non solo abbia diretto un film porno per Channel 1 di Chi Chi LaRue, ma poserà nudo per la copertina di per il numero di maggio della rivista Fantasy. Nudo.

E quindi mi domandavo: in Italia, doveste scegliere un concorrente maschio della decima edizione del Grande Fratello come protagonista ideale di film porno gay, quale “sognereste”? (sì, lo so, non è che ci sia così tanta scelta, forse…)


Anche oggi a Mattino Cinque, il “Meluzzi show” sull’omosessualità. E i baci lesbo tra Sarah e Veronica del Grande Fratello sono per vecchi maiali

Anche oggi a Mattino Cinque, il "Meluzzi show" sull'omosessualità. E i baci lesbo tra Sarah e Veronica del Grande Fratello sono per vecchi maiali

Come hanno già evidenziato i colleghi di TvBlog, oggi, a “Mattino Cinque”, Federica Panicucci ha parlato del Grande Fratello 10 e della puntata andata in onda ieri sera, con l’eliminazione di George Leonard. Ma tra gli argomenti toccati ha avuto anche importanza la storia saffica (o pruriginosa) di Sarah e Veronica che, all’interno della casa, più volte si sono baciate e hanno avuto atteggiamenti intimi. Persino ieri sera, Alessia Marcuzzi ne ha parlato apertamente (ovviamente dopo le 23 di sera, lontana dalle critiche). E le due hanno ammesso questa loro amicizia e questa sintonia profonda e particolare.

Tra gli ospiti c’era anche Alessandro Meluzzi che mai si tira indietro quando c’è la possibilità e l’occasione di dare la sua sull’omosessualità (femminile o maschile che sia). Più volte, anche dagli studi della D’Urso si è lanciato in invettive contro i gay che addirittura erano da accusare perchè se volevano baciare in pubblico (quando a Meluzzi, persino se lo fanno due anziani, gli fa schifo).

Ma questa mattina ha fatto una piccola inversione di rotta, difendendo l’omosessualità (femminile) vera e polemizzando invece, con parole dure e forti, il comportamento sfacciato delle due concorrenti nella casa del Grande Fratello:

“Rispettiamo l’arte amatoria, questo non c’entra con l’omosessualità. Non è un’esibizione di amore né di vero sesso. è un osceno lesbo show per vecchi porci. Un loro bacio è la forma più estrema di esibizionismo che dovrebbe offendere le vere lesbiche, che lo vivono a volte con difficoltà, conflittualità e un po’ di fatica. E’ una finta sessualità che serve solo a eccitare l’immaginario erotico di vecchi maiali. Ricordiamoci che le prostitute hanno rapporti sessuali, ma non baciano perché lo considerano un simbolo di forte intimità”

Infine, parlando di Veronica, coinvolta nella “brutta faccenda”, la accusa, baciando anche la sua amica Sarah:

“E’ un modello pedagogico negativo perfetto: incarna tutto quello che una ragazza non dovrebbe fare”

Mi verrebbe da chiedere, tralasciando la storia di Veronica, quale siano invece i comportamenti che per Meluzzi una ragazza dovrebbe avere nella sua vita quotidiana… E, a peggiorare il tutto, arriva la voce della verità (?!) uno che ancora non ho mai sentito fare coming out e dichiarare qualcosa della sua vita privata: Jonathan Kashanian. Proprio lui che nel Grande Fratello di antica memoria, gridava in casa ad ogni occasione, sfarfallava tra le stanze e il massimo che ha fatto è parlare della sua presunta “bisessualità” a gioco concluso:

“E’ tutta colpa dell’omosessualità latente nella casa: non ci sono veri uomini, uno non fa sesso da quattro anni….”

A questo punto, per onor della coerenza, mancava solo la Panicucci che sbottasse dicendo che se una donna bionda conduce e lavora in radio ha una bassa moralità ed avevamo chiuso il cerchio.

Foto | Ioacquaesapone


Germania: due gay sieropositivi nella casa del Grande Fratello

Germania: due gay sieropositivi nella casa del Grande Fratello Mentre da noi tiene banco la soap opera un po’ stagnante di Maicol e Giorgio, in Germania lunedì prossimo inizierà la nuova serie di “Grande Fratello”, sull’emittente privata Rtl2. E il quotidiano Bild, lancia l’esclusiva: tra i concorrenti ci saranno anche due gay sieropositivi. La coppia, Carlos ed Herald, sposata, di 42 e 45 anni, non ha solo confermato la notizia bensì ha anche rilanciato, dichiarando di essere assolutamente intenzionati a far passare un messaggio di integrazione al pubblico:

“Appena entrati nel loft informeremo gli altri partecipanti che siamo sieropositivi. Vogliamo anche dimostrare che con l’Hiv e’ possibile condurre una vita normale, poiche’ anche la convivenza con altre persone in uno spazio ristretto non costituisce un problema”

E di fronte alla domanda se intendono fare sesso durante la loro permanenza all’interno della casa, il 42enne Carlos ha risposto:

“Si’, perche’ no? In fondo i 148 giorni da passare la’ dentro sono un tempo troppo lungo senza fare sesso”

E per orgni evenienza, Rtl2 mette a disposizione i preservativi per tutti i concorrenti della casa del Grande Fratello.

Fonte | CorriereDellaSera


Grande fratello: Maicol litiga con Giorgio mentre Alfonso Signorini parla chiaro: “Lo abbiamo capito che sei innamorato di Giorgio!”

Grande fratello: Maicol litiga con Giorgio mentre Alfonso Signorini parla chiaro: "Lo abbiamo capito che sei innamorato di Giorgio!"

Alfonso Signorini l’ha fatto. Ha scoperchiato finalmente il vaso di Pandora, ha indicato l’elefante in salotto che tutti fingevano di non vedere o descrivevano come un chihuahua maculato. Stasera, durante la puntata del Grande Fratello, c’è stata tensione elevata tra Maicol e Giorgio, in merito alla loro fantomatica amicizia speciale.

Ammettiamolo: il Grande Fratello per mettere un po’ di pepe tra le persone, sarebbe in grado di montare un filmato con cui persino Raimondo Vianello e Sandra Mondaini scazzerebbero dopo decenni di matrimonio. E così è stato: dopo aver mostrato il filmato di Giorgio e Carmen in tugurio tra lanci di farina e abbracci, con in sottofondo l’orchestra di violini e pianoforte, ecco apparire Maicol a disperarsi come una vedova di guerra che attende il marito dal fronte.

E poi la voce di Giorgio che si lamenta in confessionale per la troppa insistenza di Maicol nei suoi confronti, mentre ammette di sentirsi soffocato e che nemmeno la sua fidanzata si comporta così con lui. Maicol come al solito ha reagito bene e con garbo (!):

Ha iniziato a vagare per la casa, imprecando contro i presenti e lamentandosi di un comportamento scorretto di Giorgio nei suoi confronti. E, come già aveva dichiarato nel filmato, ha giurato che non ammetterà mai i suoi sentimenti e quello che prova a Giorgio, per paura che lui possa allontanarsi (e forse anche per orgoglio?). Così, rispettando (?) la volontà di Maicol ci ha pensato Alfonso Signorini che, brandendo una rosa rossa da eroina ottocentesca, ha provocato il ragazzo con un:

“Ma intanto anche se non lo dici è evidente a tutti che sei innamorato di Giorgio”

Di solito, alle elementari, dopo una soffiata del genere seguiva la frasettina “Gne, gne!” accompagnata dalla linguaccia. Maicol ha sbarrato gli occhi come gli avessero detto “Ti saluta Brad Pitt“. E poi ovviamente ha finto di negare, per poi ammutolirsi e ricominciare la sua guerra fredda con Giorgio a cui, durante un tentativo di chiarimento con la Marcuzzi, ha augurato un amabile: “Affogati“.

E in mezzo a tutto questo l’appello di Signorini e di Alessia a Giorgio, nell’essere sincero e ammettere a Maicol che non può dargli quello che lui sta cercando. L’amore, che cosa pensavate!?


Grande Fratello: Maicol si dispera per la finta uscita di Giorgio mentre Veronica e Sarah si scambiano un bacio lesbo: cosa ci si inventa per gli ascolti?

Maicol si dispera per la finta uscita di Giorgio mentre Veronica e Sarah si scambiano un bacio lesbo: cosa ci si inventa per gli ascolti...

Maicol è appena reduce da una crisi di nervi per la finta uscita dalla casa del Grande Fratello di Giorgio. Gli autori hanno fatto credere che gli eliminati fossero due e invece ad uscire è stata solo Dominique. Maicol non l’ha presa bene: ha iniziato a piangere, minacciare di uscire dalla casa e si è seduto sul divano, in versione ameba, singhiozzante.

Il Grande Fratello ha cercato di mettere alle strette il concorrente gay, per magari fargli confessare un amore che appare evidente a tutti ma che non viene ammesso dal diretto interessato. E dopo un filmino coccodrillo sull’uscita di Giorgio, Maicol ha scoperto la verità e sotto le notte di “The power of love” (giusto per restare nell’ambito di una pura amicizia etero) ha gettato le braccia al collo di Giorgio, quando gli è apparso alle sue spalle.

E in settimana, mentre qualcuno sospetta che ci sia dietro un certo “piglio autoriale” ecco spuntare persino un bacio saffico tra Veronica e Sarah, per nulla veromisile ( a momenti rischiavano di ridersi in faccia, durante l’azione). Nulla di nuovo sotto al sole o di particolarmente scandaloso. Dopo il salto, il video del bacio lesbo:


Nuove mete di vacanze gay. Dalle isole Vergini al Massachusetts, passando per Tel Aviv

15 dicembre 2009 mario cirrito Nessun commento

Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.

È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.

Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.

Primi a credere in loro il Massachusetts Office of Travel & Tourism, l’agenzia governativa dedicata alla promozione del Massachusetts, il primo stato Usa a legalizzare il matrimonio omosessuale nel maggio 2004. Lì, il Governatore Patrick, amico di Obama, nel luglio del 2008 ha siglato l’atto che annullava la legge del 1913 che proibiva ai non residenti di sposarsi in Massachusetts.

Boston ha una vita notturna vibrante, locali gay dove immergere le proprie felicità e saziarsi delle tante fascinazioni che la città offre. Qui essere gay, lesbiche, transessuali, è un valore aggiunto. Qui si celebra ogni anno il più grande Gay Pride del New England.

A soli 90 minuti di traghetto veloce si raggiunge Cape Cod, dove si trova Provincetown, considerata una delle migliori location gay in America. Altro che New York o la pur sempre deliziosa San Francisco. E se amate i rave è qui che si consuma il migliore, il David Flower’s Summer Camp, arrivato alla sua decima edizione.

Per le amiche lesbiche, ad ovest di Boston sorge Northampton, vivace cittadina con una folta comunità lesbica, compresa il suo primo cittadino. E poi via, verso lidi incontaminati, spiagge bianche e assolate, cibo prelibato di mari generosi. I Caraibi non sono solo l’omofoba Giamaica.

Le Isole Vergini statunitensi, composte da 50 isole, accolgono con soddisfazione il turismo glbt, a St. Croix come a St. John o St, Thomas. In quanto territorio Usa, non dimenticate i documenti necessari, ovvero un passaporto biometrico. Vi sazierete di astici prelibati a poco meno di 10 dollari e godrete della bellezza dei suoi autoctoni. Come in ogni luogo, rispetto reciproco.

Il giovane tour operator Quiiky vi potrà portare in Costa Rica, in Turchia o soddisfare un lieto viaggio alle Gran Canarie, a Miami o a Tel Aviv, vivace cittadina parecchio gayfriendly. Rispetto ad altri tours operator assisteranno, in caso di necessità, il turista ovunque si trovi e lo richieda. Buone vacanze!

Foto | malex.org


Grande Fratello: Maicol non è innamorato di Giorgio ma tra loro due c’è solo una profonda amicizia (sì, certo, ed io sono etero…)

Grande Fratello: Maicol non è innamorato di Giorgio ma tra loro due c'è solo una profonda amicizia (sì, certo, ed io sono etero...)

L’ennesima puntata del Grande Fratello si è conclusa e abbiamo avuto anca la prova (se mai fosse servita) che quest’anno Maicol, finora, è la salvezza di questa edizione. Punto. Senza tanti giri di parole o tentativi di analisi dl programma. Questa settimana, inoltre, l’attenzione era incentrata anche su questa ‘profonda amicizia’ tra lui e Giorgio, etero e fidanzato.

I due discutevano, si abbracciavano, litigavano come una coppia anche se poi non è mai accaduto nulla tra loro. Però, di una cosa ero certo: Maicol si era preso una bella sbandata per il ragazzo. Così, quando stasera la Marcuzzi ha toccato l’argomento ero certo di assistere ad una timida ammissione. E invece, alla domanda “Cosa provi per Giorgio“, Maicol mi risponde “Una forte amicizia“. Certo. E io sono etero.

Maicol ha tutti i sintomi dell’invaghito/attratto e anche stasera non ha fatto che dimostrarlo. Sceso con George (quello sbagliato) nel tugurio, ha avuto la sorpresa di un viaggio a Parigi e qual è stata la sua reazione? “Ma torniamo in serata? Posso salire su da Giorgio?Posso andare da Giorgio?

Ovviamente anche Signorini ha ignorato completamente l’infatuazione di Maicol e ha parlato di una tenera amizia tra i due. E della dimostrazione reale di un etero che si lega e si affeziona ad un gay, apprezzandone il lato femminile. In tutto questo la fidanzata di Giorgio, sorrideva tra il pubblico, battendo le mani e, intervistata dalla Marcuzzi, giurava di essere assolutamente serena e di non temere tradimenti nè di essere gelosa. Per poi probabilmente correre ad iscriversi a Forza Nuova, al termine della trasmissione.

Quindi, ricapitoliamo: Maicol è gay, o forse no. È donna in un corpo di uomo. Accarezza, piange, abbraccia, bacia, stritola, nomina Giorgio ma è una semplice amicizia. Saluta una nuova concorrente di Playboy con una aperta minaccia: “Lascia stare Giorgio perchè è fidanzato! Ha la ragazza! Ed è mio!“.

Ma ovviamente, come Signorini ci ricorda, tutto ciò è solo una tenera amiciza tra etero e gay, senza alcun fine. E visto che a quanto pare l’uso delle giustificazioni più assurde funziona, domani vado a fare la spesa, me la infilo sotto la giacca e se qualche guardia mi ferma, gli spiegherò che volevo vedermi in versione ‘mammo‘. Funzionerà anche in questo caso?

Foto | Zapster


Grande Fratello: Giorgio a Maicol “Sto da Dio quando ti abbraccio e sei vicino a me… ma ho paura su come la mia ragazza può intendere certi gesti tra noi” (video)

Grande Fratello: Giorgio a Maicol "Sto da Dio quando ti abbraccio e sei vicino a me... ma ho paura su come la mia ragazza può intendere certi gesti tra noi" (video)

Che Maicol sia sempre stato molto legato a Giorgio non è un mistero; ancora leggendarie sono le sue lacrime durante la serata della scelta tra lui e Davide (poi eliminato). Ma il rapporto di amicizia tra i due sembra rafforzarsi sempre più e forse prendere una piega delicata e particolare.

Giorgio è fidanzato con una ragazza che lo aspetta all’esterno della casa del Grande Fratello. Maicol è gay ma più volte ha dichiarato di sentirsi una donna in un corpo di uomo. Poi il legame tra i due è cresciuto: tra inseguimenti, scherzi, battute e tuffi in piscina, non si sono risparmiati nemmeno in abbracci e baci (sul collo e guancia). Insomma, non ci sarebbe nulla di male se Giorgio improvvisamente non sentisse la responsabilità di tutto questo.

“Certi atteggiamenti li ho solo con la mia ragazza e potrebbero infastidirla. Sto da Dio quando ti abbraccio, sto da Dio quando stai vicino a me e io non so lei come la può intendere”

Tutto è nato dai sensi di colpa e dal timore del giovane per colei che lo aspetta fuori, a casa. Teme che possa essere gelosa del legame con il compagno d’avventura e che il dormire insieme, l’abbracciarsi ripetutamente e l’affetto dimostrato più e più volte possa mettere in crisi la relazione con la sua ragazza. E Maicol ne soffre:

“Se e così, allora allontanami”

Purtroppo la confusione non accenna a diminuire e durante questo confronto, avuto a tarda notte, Giorgio sfoga i suoi timori più reconditi:

“Dici che sei una donna in un corpo da uomo Quando diventerai donna anche fuori, la mia ragazza potrà rinfacciarmi che ho avuto con te gli stessi atteggiamenti che ho con lei. A quel punto cosa gli dirò?”

Ed è Maicol, alzandosi in piedi, trattenendo a stento le lacrime, a ricordargli il suo sesso. Gli ricorda di avere la barba, gli intima “Guardami! Guardami!” E aggiunge di avere il pisello come lui. E che questo non può metterlo allo stesso livello della sua fidanzata, perchè non ha senso e non esiste, dal momento che lui è uomo fisicamente.

Maicol, forse anche lui dubbioso forse spaventato dalla situazione, assicura di non essere innamorato di lui E Giorgio, in lacrime, non sa come uscire da questa situazione così delicata e che forse, inevitabilmente, gli è sfuggita di mano.


A Milano i City Angels proteggeranno i gay

2 dicembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Si sono detti disposti ad aiutare gli omosessuali che si sentono minacciati; che hanno paura dei tanti malintenzionati che viaggiano nella notte nelle nostre città in cerca di persone da aggredire. Sono i City Angels, una organizzazione di volontari che operano a Roma e a Milano da tanto tempo: aiutano le persone bisognose, cercano di spezzare il mercato della droga, si danno da fare proprio come angeli al servizio di coloro che necessitano della loro assistenza e intervento.

Così, l’organizzazione che opera da 15 anni nel territorio milanese, che ha lo scopo di combattere ogni forma di razzismo, ha deciso di raccogliere l’appello di uno storico del movimento glbt, Felix Cossolo, che ha chiesto loro di proteggere gli omosessuali da eventuali aggressori. Felix è l’ideatore della Gay Street milanese dove però non c’è mai stata pace per via della incuria in cui è stato lasciato il quartiere e per la vicinanza con la Stazione Centrale dove si trova di tutto e di più. Il fondatore dei City Angels, così ha spiegato a Repubblica.it la sua decisione:

“Dopo l’ultima aggressione omofoba abbiamo accolto la richiesta di Felix Cossolo, storico esponente della comunità gay milanese. Chi teme di essere aggredito o di fare una brutta esperienza, potrà chiamare in orario d’ufficio la nostra sede e prenotare un accompagnamento per le ore serali. Lo porteremo a casa o dove vorrà, in tutta la città, a piedi, con i mezzi pubblici o con i nostri”.

Foto | Repubblica.it


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