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Archivio per la categoria ‘salute’

Gli eterosessuali superano gli omosessuali nei casi di contagio HIV

10 settembre 2010 ANDREA CAMMARATA Nessun commento

E’ stato un vero e proprio sorpasso, che ribalta uno degli stereotipi più dannosi e falsi nei confronti dei gay. Secondi i dati resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità, i casi di contagio HIV tra eterosessuali sono di gran lunga numericamente superiori rispetto a quelli tra omosessuali. Le stime, riferite all’anno 2008, parlano di 13.808 segnalazioni di infezioni derivanti da rapporti sessuali tra un uomo e una donna, pari al 46% del totale, contro il 29% dei casi riscontrati tra due persone dello stesso sesso. La presidentessa del Network persone sieropositive, Rosaria Iardino (in foto), ha commentato così la notizia:

“Sebbene la vigente normativa nazionale (il DM 3 marzo 2005 sui protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore) e quella europea non definiscano i comportamenti sessuali atti a determinare l’esclusione permanente dalla donazione, il Centro trasfusionale e di immunoematologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha inserito tra le cause di esclusione i rapporti omosessuali tra maschi. Se i controlli sono efficaci è necessario rimuovere i rapporti omosessuali tra maschi dall’elenco delle cause di esclusione per i donatori.“

La responsabile di NPS fa anche riferimento al caso di Gabriele, un donatore abituale di Milano che, dopo anni di prelievi andati a buon fine, una mattina si è visto chiudere in faccia le porte dell’ambulatorio dell’ospedale Gaetano Pini solo perché ha ammesso di essere gay:

“Alla luce di queste considerazioni, è bene che la Regione Lombardia e le strutture sanitarie presenti sul territorio prendano atto dei dati, evitando di discriminare donatori omosessuali, e facciano le dovute verifiche sulle procedure di screening: sarebbe sufficiente effettuare le dovute analisi sul sangue dopo tre mesi, così come previste per legge, per verificare l’assenza o la presenza di patologie infettive. Una diversa posizione in tal senso, solleverebbe forti dubbi sulle procedure di screening. Il diritto alla sicurezza di tutto il percorso trasfusionale deve essere garantito dalle procedure di screening, non dall’esclusione di alcuni soggetti perché considerati a priori a rischio”.

Via – Voce d’Italia


Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%)

Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%)Aveva fatto scandalo, qualche mese fa, la storia del ragazzo gay, da sempre donatore di sangue, a cui era stato impedito di donare il sangue proprio a causa della sua omosessualità. Ora, un ricerca scientifica, pare non solo smontare per l’ennesima volta quella tesi, bensì ribalta il risultato e annulla il luogo comune. Secondo l’Istituto superiore di sanità, nel 2008 le infezioni da Hiv erano 13.808 casi eterosessuali che indicavano il 46% di tutte le segnalazioni. Rosaria Iardino, presidente del Network persone sieropositive commenta così la notizia:

“Sebbene la vigente normativa nazionale (il DM 3 marzo 2005 sui protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore) e quella europea non definiscano i comportamenti sessuali atti a determinare l’esclusione permanente dalla donazione - prosegue Iardino - il Centro trasfusionale e di immunoematologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha inserito tra le cause di esclusione i rapporti omosessuali tra maschi. Se i controlli sono efficaci - prosegue la presidente di Nps Italia - è necessario rimuovere i rapporti omosessuali tra maschi dall’elenco delle cause di esclusione per i donatori, che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, rappresentano solo il 29% dei casi, contro il 46% dei contatti eterosessuali”

E ha anche un messaggio chiaro proprio per la Regione Lombardia:

“Alla luce di queste considerazioni, è bene che la Regione Lombardia e le strutture sanitarie presenti sul territorio prendano atto dei dati, evitando di discriminare donatori omossessuali, e facciano le dovute verifiche sulle procedure di screening: sarebbe sufficiente effettuare le dovute analisi sul sangue dopo tre mesi, così come previste per legge, per verificare l’assenza o la presenza di patologie infettive. Una diversa posizione in tal senso, solleverebbe forti dubbi sulle procedure di screening. Il diritto alla sicurezza di tutto il percorso trasfusionale deve essere garantito dalle procedure di screening, non dall’esclusione di alcuni soggetti perché considerati a priori a rischio”

Via | Voce D’Italia

Aids: maggiori i casi di eterosessuali (46%) rispetto a quelli omosessuali (29%) é stato pubblicato su queerblog alle 16:01 di giovedì 09 settembre 2010.


Uomini obesi? A letto rendono di più!

7 settembre 2010 Redazione Nessun commento
Il grasso in eccesso aumenterebbe nel maschio i livelli estrogeni. Studio australiano rivela il legame nel mondo animale tra chi ha molte partner e longevità. Per i grassi aumenta la probabilità di rapporti sessuali di lunga durata. La promiscuità ha un costo molto alto, che in natura si paga anche con la vita (che si [...]

Gianni Vattimo. Il sangue gay e la società che vogliamo.

4 settembre 2010 Redazione Nessun commento
L’Argentina autorizza le unioni omosessuali, primo paese dell’America Latina a farlo, decimo nel mondo . Noi no. Anzi, da noi alcuni ospedali, il più recente è il Gaetano Pini di Milano, hanno dichiarato di non accettare sangue da uomini dichiaratamente omosessuali. Sangue gay, mai e poi mai. Naturalmente hanno ragione Paola Concia, Livia Turco e Rosaria Iardino: il [...]

Mason Wyler è sieropositivo: accuse tra porno attori gay

mason wyler

Mason Wyler, nato nel 1984, è un noto attore nella filmografia porno gay. Ha recitato in opere della Falcon e della Titan, diventando “un nome” all’interno del mondo della pornografia omosessuale. Dal 2008, il ragazzo si era dedicato esclusivamente ad un suo sito personale, caricando immagini, video e performance. Tutto bene, fino a quando l’improvvisa sparizione dal suo portale. Mentre la casa cinematografica rassicurava i fan sull’imminente ritorno alle scene di Mason, iniziavano a circolare voci su un suo ritorno a casa dai genitori, insieme al compagno, lasciando così il terzo coinquilino (pure lui attore porno…) a pagarsi un affitto intero da solo.

Ed è stato proprio lui, Porter Wescott, a lanciare la bomba in un’intervista: Wyler aveva scoperto di avere l’epatite C e il virus dell’Hiv. Il motivo di questa rivelazione? Solo impedire (?) che altre persone potessero essere contagiate dal ragazzo (e non per essere stato lasciato a casa, senza preavviso e denaro, no no…). E a questo punto è stato Mason stesso a dover ammettere la cosa, chiedendo comunque ai propri fan di fermarsi con il domandare e parlare della cosa, specificando di non voler infettare nessuno, di aver avuto solo 3 partner sessuali negli ultimi tempi, di non essere interessato a festini o sesso non protetto e di essere stato intimo solo con tre persone sieropositive (e i diversi ceppi virali?)

Ma ciò che ha più turbato le coscienze e le riflessioni degli utenti è stata questa scoperta, involontaria, nata dalle parole e dalla confessione di una persona esterna alla vicenda, che ha voluto “infangare” una persona, rivelando comunque lati intimi e personale della propria vita e salute fisica.

Mason Wyler è sieropositivo: accuse tra porno attori gay é stato pubblicato su queerblog alle 13:01 di lunedì 30 agosto 2010.


Maniaci della forma fisica? Siete affetti da “gimnoressia”.

28 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Dopo epilessia ed anoressia anche chi non ha una grande dimestichezza con il mondo delle etimologie è arrivato a capire che dietro il suffisso -ressia si nasconde qualcosa di spiacevole. Dagli Stati Uniti arriva la diagnosi di una malattia che per quanto meno grave delle due elencate rischia di avere già contagiato molti americani e [...]

La California cancella dopo 60 anni la legge che “curava” l’omosessualità

Sembra incredibile ma la California, tra i primi Stati al mondo a legalizzare – e poi abolire – i matrimoni gay, ha cancellato solo lunedì scorso una legge omofoba di 60 anni fa. L’arcaico provvedimento del 1950 dava pieni poteri al Dipartimento per la Salute Mentale dello Stato dalle spiagge dorate di investigare “cause e potenziali rimedi all’omosessualità”: una scelta dettata dal clima perbenista del tempo, che vedeva nei gay una minaccia al benessere e alla famiglia dell’utopico sogno americano. Negli anni ’50 i gay e le lesbiche venivano infatti bollati come potenziali pedofili e “deviati sessualmente”.

L’abrogazione di questa normativa, che non ha più senso di esistere dal 1992, anno in cui l’OMS cancellò ufficialmente l’omosessualità dal suo elenco di disturbi mentali, è stata approvata all’unanimità sia dall’Assemblea sia dal Senato locale. Come spesso accade in questi casi, non sono mancate le voci contro, come quella dell’associazione Parents and Friends of Ex-Gays and Gays – che crede strenuamente che l’orientamento sessuale può e deve essere modificato – la quale ha definito “offensiva” la cancellazione di questo provvedimento. Nella stessa seduta, il Senato ha approvato una risoluzione, già passata all’Assemblea, che chiede al presidente Barack Obama e al Congresso di abolire il Defense of Marriage Act, la legge federale del 1996 che definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna.

Via – Pink News


Ricky Martin, seme e pillola. Estate tra ricordo, progetti futuri e realtà presente.

24 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Un articolo che sono tre. Tre piccole notizie racchiuse nello spazio di un’unica nuova entrata. E’ estate, ancora per non moltissimo ma ci siamo dentro. La stagione più calda dell’anno sembra però assumere, notizie alla mano, un taglio tutto particolare. In estate c’è chi vive il presente, come la Spagna, che oggi dichiara che mai [...]

Viagra no grazie! Aglio secco e l’erezione è assicurata al 100%.

24 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Aglio secco: la pressione scende e il sesso si impenna… L’assunzione della pianta leofilizzata mette l’ipertensione ko. E non ha conseguenza indesiderate sull’alito e sulla socializzazione. Anzi, grazie all’effetto vasodilatatore, agevola l’erezione. L’ultima trovata dei ricercatori in materia di salute è l’aglio secco contro l’ipertensione. Le proprietà benefiche dell’aglio sono note da tempo: non stiamo [...]

Salute. La masturbazione femminile porta dei benefici. Allarme sui sex toys.

23 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Ce lo dicono da sempre: la masturbazione fa bene. Pratica consigliata sin da giovani e ottima sia dal punto di vista mentale che sociale. Autoerotismo femminile. Non un comune argomento di conversazione tra amiche, ma una realtà che spesso – purtroppo – arreca inutili sensi di colpa, e che soprattutto per le donne assume varie [...]

Cambia sesso in una clinica privata e la mutua le nega il rimborso dell’operazione.

15 agosto 2010 Redazione Nessun commento
La parrucchiera Jasmine, 38 anni: «Non potevo aspettare i tre anni per operarmi in una struttura pubblica». L’intervento è costato 15mila euro. Per diventare Jasmine, Gianluca ha dovuto emigrare da Treviso a Trieste e affidarsi ai bisturi dei chirurghi di una clinica privata. Ora è una parrucchiera di 38 anni felice di aver completata quella [...]

Siate maschi, o almeno signore, per amore della Lecciona

14 agosto 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


Pini della Lecciona, agosto 2010Per molti di noi la Lecciona non è solo una spiaggia, è casa nostra.

Stiamo parlando di quel piccolo paradiso toscano, che inizia dalla pineta di Levante di Viareggio, stretto fra il mare e Viale dei Tigli, largo quasi due chilometri, lungo quasi cinque, che arriva fino alla marina di Torre del Lago. Conosciuta anche come Macchia Lucchese, la Lecciona è sotto la protezione del Parco naturale di Migliarino – S.Rossore – Massaciuccoli. Appartiene al comune di Viareggio, che, fra l’altro, cura la raccolta della spazzatura nella spiaggia e la fa sorvegliare da alcuni vigili a cavallo.

La spiaggia libera della Lecciona è una delle più belle della Toscana, benedetta da una vista mozzafiato sulle Apuane. Il bosco è attraversato da sentieri che consentono straordinarie passeggiate al fresco. Su Viale dei Tigli si può parcheggiare gratuitamente e all’ombra. E’ la casa per tutti, famiglie, giovani, anziani, turisti, amanti della natura e degli animali. E’, in modo assolutamente particolare, una casa per il nostro mondo queer.

Sono bastati pochi anni un pochino più piovosi, e un saggio intervento del Parco per ripristinare alcuni stagni, perché la Lecciona diventasse, se possibile, ancora più lussureggiante e piena di vita. Quest’anno, più ancora che negli anni precedenti, farfalle e libellule dai colori sgargianti volano fin su la riva del mare.

E’ casa nostra, il posto dove possiamo camminare, nuotare, prendere il sole, giocare, persino fare l’amore, nascosti fra le dune, all’ombra dei pini e dei lecci.

Casa Lecciona, però, ha bisogno di noi.

Ha bisogno che tutti noi che la frequentiamo, la viviamo, la amiamo, facciamo la nostra parte, perché sia conservata nel tempo, per quanto possibile migliorata e consegnata intatto alle generazioni future. GayMagazine, insieme ad altri, fra cui dobbiamo citare la brava Letizia Tassinari, ha dato il suo contributo, negli ultimi mesi, perché questo nostro patrimonio scampi ai pericoli del degrado. Abbiamo sollecitato in proposito Luca Lunardini, il sindaco di Viareggio, e Giancarlo Lunardi, presidente del Parco, trovando in loro degli interlocutori attenti. Lo faremo ancora in futuro, perché la sorveglianza sia più visibile e perché, banalmente, aumentino i punti di raccolta della spazzatura che, per esempio e purtroppo, mancano lungo tutto Viale dei Tigli.

Tuttavia non possiamo aspettare sempre che siano gli altri, dall’alto, da altrove, a muoversi. Dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra terra. Dobbiamo essere, in prima persona, dei veri uomini, oppure, se preferite, delle vere signore, per amore della nostra casa Lecciona.

Il materiale spiaggiato, i tronchi soprattutto – quest’anno portati in abbondanza dalle grandi piene del Serchio – sono stati in parte lasciati dalle autorità, perché contribuiscono al rafforzamento delle dune, ma noi possiamo dare una mano a raccoglierli a mucchietti, per rendere la spiaggia più praticabile e godibile.

Bisogna camminare seguendo i sentieri, per non distruggere la delicata vegetazione delle dune e per danneggiare il meno possibile il sottobosco.

Si deve fare attenzione a non disperdere nessun tipo di rifiuto. Nemmeno le cicche delle gomme, che sono praticamente indistruttibili, lo sapevate?

Coloro che fumano si portino via i mozziconi delle loro sigarette, i cui filtri sono velenosi per gli animali e impiegano decenni a biodegradarsi.

Nessuno vada in spiaggia, senza portarsi dietro almeno un sacchetto di plastica per i propri rifiuti. Se potete, portate via anche quelli dimenticati dalle persone maleducate, irrispettose, sporche, che purtroppo non mancano.

Anche nel fare i propri bisogni, occorre garbo, specie d’estate, quando siamo in tanti. Una pisciatina contro un albero non fa certo male all’ambiente o al decoro, ma per quanto riguarda le feci nostre e quelle dei nostri animali, cerchiamo di lasciarle in luoghi appartati e magari seppelliamole.

Dopo aver fatto l’amore, non costa nulla raccogliere e portare via preservativi e fazzolettini usati. Soprattutto non dimenticate le bustine delle confezioni dei condom, che sono indistruttibili!

Attenti ai fazzoletti di carta, lo ribadiamo! Cercate di abbandonarne per terra il meno possibile. Sono il frutto di una lavorazione industriale, ci mettono del tempo a biodegradare e sono davvero brutti a vedersi.

Questo è il nostro appello: siate generosi, siate rispettosi, siate maschi, a casa Lecciona. Attraverso la natura, la fortuna, la Provvidenza forse, sarete ripagati, statene certi.

Buona festa dell’Assunta, buona Santa Maria, buon Ferragosto!


John Kerry vuole che i gay possano donare sangue

john kerry

È passato molto tempo da quando la comunità scientifica si è pronunciata favorevole in merito alle donazioni di sangue da parte di persone gay. La scienza in materia di HIV e AIDS ha fatto passi da gigante negli ultimi tre decenni, e la nostra comprensione di ciò che costituisce un comportamento ad alto rischio è cresciuto ben oltre l’idea obsoleta che l’orientamento sessuale è un indicatore di per sé. Confido nel fatto che saremo guidati dalla scienza e non dal passato nel determinare migliori politiche di screening per contribuire a rendere la nostra offerta di sangue ancora più sicura per tutti coloro che dipendono da esso

Sono le parole di John Kerry, il senatore che ha lanciato pubblicamente il messaggio per convincere la US Food and Drug Administration a rivedere la politica che impedisce agli omosessuali di essere parte attiva della donazione del sangue. E se in America qualcuno si batte per fermare una volta per tutte questa situazione, in Italia Sirchia “fa spallucce” dando la responsabilità al Ministero della Salute, senza agire come Kerry, un esempio per tutti.

John Kerry vuole che i gay possano donare sangue é stato pubblicato su queerblog alle 13:01 di giovedì 29 luglio 2010.


L’ex ministro Sirchia vuole una legge che vieti ai gay di donare sangue

Il noto ematologo del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano ed ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha chiesto un provvedimento legislativo che proibisca agli omosessuali di donare il sangue.

Non c’è solo Milano a escludere i gay dalla donazione di sangue – ha detto Sirchia – c’è la maggior parte dell’Italia, e quasi tutte le nazioni del mondo, dagli Usa all’Europa intera, esclusa la Spagna. E questo perché la letteratura scientifica mondiale specifica che i rapporti omosessuali sono comportamenti a rischio‘.

Il divieto di donazione di sangue da parte delle persone omosessuali potrebbe quindi estendersi a tutto il territorio nazionale, secondo le intenzioni di Sirchia, che ha specificato:

Ad oggi in mancanza di chiare norme, in Italia c’è qualcuno che accetta donazioni dai gay. Ma la legge è abbastanza ambigua, perché dice che non possono essere assoggettati a prelievo i candidati donatori che sono ad alto rischio o a rischio più elevato del normale, però non dice quali sono questi rischi. Sappiamo però dalla letteratura che queste persone sono a più alto rischio, quindi li escludiamo. Se poi la legge italiana precisasse che bisogna prelevare gli omosessuali noi lo faremo, anche se non siamo convinti. Ma non credo che avverrà, perché è una cosa molto rischiosa. La nostra coscienza ci dice che dobbiamo proteggere i pazienti: ci dispiace escludere il donatore, ci rendiamo conto della mortificazione, ma dobbiamo difendere prima di tutto il malato”.

Insomma, la deontologia professionale e la paura dei “donatori ad alto rischio” – così vengono ancora definiti i gay – viene prima della necessità cronica di sangue che l’Italia ha da sempre.

Il caso nazionale era scoppiato pochi giorni fa quando un ragazzo gay aveva denunciato che all’ospedale Gaetano Pini di Milano era stato rifiutata la sua donazione per via del suo orientamento sessuale. C’è da dire che Gabriele, questo il nome del giovane rifiutato, donava da parecchi anni presso la stessa struttura e che l’ospedale si è difeso dichiarando che ha solo seguito il protocollo del Policlinico, a cui fa riferimento. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha posto un quesito al Consiglio superiore di sanità, sollecitato dalle polemiche e le numerose richieste di intervento sorte dopo questo ennesimo episodio di omofobia nelle strutture sanitarie italiane.

Via – Excite


Aperta clinica del sesso in un centro commerciale.

26 luglio 2010 Redazione Nessun commento
La sessualità? Va sempre tenuta sotto controllo. Questo, uno dei cardini di una clinica inglese operante nel settore che, da qualche giorno, ha una nuova succursale in un centro commerciale. La notizia ha creato scalpore, soprattutto se si pensa che la clinica ha aperto le sue porte in un posto sino a oggi insolito per [...]

A Salerno il primo consultorio del mezzogiorno per transessuali.

26 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Provincia e Asl alleate. Aprirà ad ottobre e aiuterà chi vuole cambiare sesso: dal chirurgo alla beauty farm. Il primo passo da fare è compilare una cartella clinica. Fornire ad un assistente sociale i propri dati anagrafici ed essere certi dell’identità a cui ci si sente di appartenere e a cui si tende. Poi iniziano [...]

Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato


Non è passato neanche un mese dall’ultima volta in cui il Governo nazionale, che teoricamente dovrebbe occuparsi della risoluzione della crisi economica, si è dovuto occupare di un caso di discriminazione ai danni di un omosessuale.

In attesa di capire come l’amministrazione Berlusconi intenderà rispondere a Gabriele, il ragazzo gay a cui è stato vietato donare il sangue (e di cui abbiamo già raccontato qui la risposta ufficiale dell’Avis, qui la cronaca della vicenda e qui del silenzio del Ministro della Salute Ferruccio Fazio), il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, su esortazione di Arcigay, dovrà spiegare perché il sindaco di Spresiano ha potuto sostenere pubblicamente che gli omosessuali sono malati.

Le dichiarazioni fatte da Riccardo Missiato, malgrado l’intervento di Paola Concia, non hanno svegliato il Partito Democratico, il cui intervento è stato fondamentale alla vittoria politica del primo cittadino omofobo.

Sull’argomento tace il segretario Pierluigi Bersani, che a suo tempo fece parte dell’ultima amministrazione Prodi (quella in cui si è tentato timidamente, e senza risultati, di riconoscere le coppie di fatto).

A fare eco alle necessarie parola di Paola Concia solo un esponente locale, tale Enrico Quarello. Confermando la versione di Davide Zoggia, che per il Pd ha la responsabilità dei rapporti con gli enti locali, Quarello ha fatto intendere che il Partito Democratico non ritirerà, come richiesto da Paola Concia, l’appoggio a Riccardo Missiato malgrado le dichiarazioni offensive che ha rilasciato.

“Sento necessaria - ha dichiarato Enrico Quarello - una iniziativa che in maniera coerente ribadisca da un lato il nostro sostegno politico al progetto amministrativo e al sindaco di Spresiano e nel contempo riaffermi l’opposizione a qualsiasi situazione in cui si possano configurare atti o comportamenti contrari al sistema di valori di convivenza civile di cui il Pd si sente rappresentante.

È quindi opportuna una verifica dei valori necessariamente condivisi che stanno alla base dell’esperienza amministrativa, al fine di sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento interno ed esterno”.

Non bisogna essere un eccellente analista politico per capire che se il Pd non ritirerà il proprio appoggio a Missiato le scuse del soggetto diventeranno astratte tanto quanto la considerazione che partendo da Pierluigi Bersani, a scendere, ha l’opposizione per i suoi elettori gay.

Chissà come agiranno, davanti a questa sconfitta gli esponenti politici dichiaratamente omosessuali che fino ad oggi hanno sostenuto il progetto politico lanciato da Walter Veltroni.

Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di venerdì 23 luglio 2010.


Girolamo Sirchia parla delle donazioni del sangue da parte di gay (video)

girolamo sirchia

La notizia del ragazzo gay rifiutato all’ospedale Pini di Milano ha suscitato polemiche e indignazioni. Ma ecco un video in cui è lo stesso Girolamo Sirchia, presidente Amici del Policlinico, a ribadire la posizione della struttura in merito agli omosessuali donatori.

Ribadisce la scelta di tutti gli stati (tranne la Spagna) dell’abitudine di escludere le categorie a maggior rischio di trasmettere malattie infettive; ovviamente i gay sono inclusi (anzi, in particolare). Rebecca Zini, responsabile nazionale per a salute Arcigay, sostiene la necessità, invece di valutare caso per caso, senza generalizzare. Inoltre ricorda che un gay con rapporti protetti e vita sessuale monogama è molto meno a rischio di un eterosessuale che invece fa sesso occasionale senza preservativo.

Ma Sirchia ribatte: è necessario stare dalla parte conservativa e non permissiva. Anche se si sa che vengono escluse persone sane…

“però globalmente, in quel gruppo, sappiamo che è più elevato il rischio che nella popolazione… (pausa)… nell’altra (?) popolazione”

Girolamo, si poteva anche dire rispetto alla popolazione eterosessuale, non per forza è necessario parlare di “altro”. Comunque l’unico modo di cambiare il protocollo delle donazioni (invece possibili in altre strutture o all’Avis) è l’intervento del Ministero della Salute rispetto al termine “categoria ad elevato rischio”.

Ma fino a quando non verrà chiarita e definita la cosa, nulla cambierà. I gay, quindi, desiderosi di donare suonare, sono pregati di cambiare citofono. (Qui il video)

Girolamo Sirchia parla delle donazioni del sangue da parte di gay (video) é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di venerdì 23 luglio 2010.


AIDS. Due motivi per sperare ce li da il nostro corpo.

22 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’HIV, in una estrema semplificazione, altro non è che un’infezione. Come tale anche il virus dell’AIDS obbliga il nostro organismo a fabbricare una certa quantità di anticorpi nel tentativo di neutralizzarlo. A rendere particolarmente problematico ed inefficace questo meccanismo è però il fatto che il virus in questione va sempre a colpire le cellule del [...]

L’AVIS: nessuna discriminazione verso i gay che donano sangue

L'Avis: nessuna discriminazione verso i donatori di sangue gayC’è un’Italia benemerita, una parte della nostra nazione che guarda ai bisogni degli altri e cerca di risolverli. La donazione di sangue è tra i più generosi atti di aiuto. E ci sono persone a rischio che, nonostante la loro dedizione alla generosità non possono farlo. Da qui a dire che basta essere omosessuali per non diventare donatore di sangue, occorre una sana meditazione e un pensiero diverso. Ci sono molti omosessuali e altrettanti eterosessuali che si sottopongono alla donazione del proprio sangue; creare discriminazione verso chi ama persone dello stesso sesso non è un esercizio di buona medicina. Quello che è accaduto a Milano, va ripensato dai responsabili del Centro trasfusioni, non si può dire che l’omosessualità, per sua natura, è di per sé un comportamento a rischio. Questa è discriminazione bella e buona.

Se ne sono accorti anche i responsabili dell’AVIS, l’Associazione Volontari Italiani Sangue, che dopo il fattaccio milanese hanno ricevuto una marea di mail che chiedevano una diversa posizione verso i donatori di sangue, omosessuali. Naturale che in casi così delicati ci siano dei protocolli da seguire per il bene del donatore e per chi riceverà quella preziosa donazione, a AVIS oggi, per bocca del suo responsabile politiche sanitarie di AVIS Nazionale, Pasquale Spagnuolo, afferma che, per quanto riguarda loro, non vi è mai stata e non vi sarà discriminazione verso i donatori di sangue gay.

“Le norme vigenti – dice Spagnuolo – non intendono discriminare a priori una categoria di persone, ma assegnano al medico responsabile della selezione del donatore il compito di individuare, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dal genere, eventuali comportamenti sessuali a rischio cui conseguono l’esclusione permanente o temporanea”.

Per i tanti che sono interessati alla questione pubblichiamo integralmente quanto detto da Spagnuolo.

AVIS ha, tra i suoi obiettivi prioritari, la promozione della donazione periodica, volontaria, non remunerata, anonima, responsabile finalizzata a garantire, insieme agli altri attori del sistema, adeguate quantità di sangue e dei suoi derivati, sicure e di qualità, per tutti gli ammalati che ne presentano la necessità. Inoltre, in molte realtà collabora direttamente con il sistema trasfusionale in via convenzionale nella selezione del donatore e nella raccolta di sangue e di emocomponenti.

Per garantire il rispetto dei principi di massima sicurezza e qualità esistono numerosi riferimenti normativi per la stesura dei quali AVIS ha fornito e fornisce un significativo contributo.

Tra questi riportiamo il Decreto Ministeriale 3 marzo 2005: “Protocolli per l’accertamento della idoneità dei donatori di sangue e di emocomponenti” che nell’Allegato 4 stabilisce i criteri di esclusione permanente e temporanea.

“Esclusione permanente: persone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue.”

“Esclusione temporanea: rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV. Esclusione per 4 mesi dall’ultima esposizione al rischio.”

Le norme vigenti non intendono discriminare a priori una “categoria” di persone, ma assegnano al medico responsabile della selezione del donatore il compito di individuare, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dal genere, eventuali comportamenti sessuali a rischio cui conseguono l’esclusione permanente o temporanea.

Per garantire pertanto la sicurezza del donatore e del ricevente la trasfusione si deve almeno:
– ricorrere a donatori periodici, volontari, non remunerati, anonimi, responsabili;
– effettuare una accurata selezione del donatore;
– eseguire i test a disposizione per l’individuazione delle principali malattie infettive trasmissibili, cui si aggiungono altri interventi più specialistici.

Cardine quindi di questo percorso è la selezione del donatore di sangue che avviene attraverso una serie di procedure atte a valutarne l’idoneità alla donazione stessa.

Esse prevedono un colloquio anamnestico col Medico responsabile della selezione del donatore seguito da eventuale visita medica; una serie di esami di laboratorio; la lettura di una nota informativa circa la potenzialità di trasmettere infezioni con la donazione; infine la sottoscrizione di un modulo di consenso informato attraverso il quale il donatore periodico o aspirante tale risponde ad una serie di domande, comprese l’esposizione a eventuali comportamenti cosiddetti “a rischio”. Pertanto ogni condotta potenzialmente a rischio deve essere riferita al Medico responsabile della selezione del donatore per consentirne una adeguata valutazione. La firma del consenso informato è un atto dovuto, con l’impegno a fornire risposte veritiere tali da rendere la successiva donazione di sangue e/o emocomponenti un atto “responsabile” e sicuro. Tutto ciò a prescindere dalla appartenenza a quelle che vengono considerate comunemente “categorie a rischio” anche sulla base delle abitudini sessuali (vedi omosessuali). Non è l’appartenenza a tali categorie, ma sono i comportamenti a rischio che possono compromettere la sicurezza del sangue donato; ad esempio comportamenti a rischio sono i rapporti sessuali, soprattutto non protetti, con più partner eventualmente sconosciuti, sia omo che eterosessuali.

A tal fine ricordiamo che nelle linee guida per la selezione del donatore di sangue e di emocomponenti stilate dalla Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) in collaborazione con AVIS ed altre tre Associazioni di volontariato del sangue non si fa mai riferimento alla popolazione degli omosessuali, che come tali non vengono in alcun modo discriminati, né tantomeno esclusi dalla donazione.

Dott. Pasquale Spagnuolo
Responsabile delle Politiche Sanitarie di AVIS Nazionale

L'AVIS: nessuna discriminazione verso i gay che donano sangue é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di giovedì 22 luglio 2010.


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I gay non possono donare il sangue, il caso di Milano approda in Parlamento

BLOODSEXX390Pochi giorni fa c’eravamo occupati del rifiuto, da parte dell’ospedale Gaetano Pini del capoluogo lombardo, alla donazione di sangue da parte di un ragazzo che donava da ben otto anni, e che si è visto chiudere le porte dell’ambulatorio solo perché omosessuale e, quindi, secondo il protocollo del Policlinico cui il Pini fa riferimento, una “persona a rischio” per via del suo orientamento sessuale. La politica si è mossa e finalmente il caso di Gabriele, comune purtroppo a molti altri donatori omosessuali in tutta Italia, è stato portato nelle aule istituzionali all’attenzione del governo.

Luciana Pedoto, della Commissione affari sociali della Camera, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Fazio: “Il protocollo per la donazione non può che essere unico per tutto il territorio nazionale”. Franco Grillini, politico e storico esponente della comunità omosessuale, afferma: “Respingere le donazioni di sangue da persone omosessuali è del tutto illegale, lo stabilisce con chiarezza il decreto sulla donazione dell’aprile 2001 dell’allora ministro della sanità Umberto Veronesi”, mentre Aurelio Mancuso chiede “un intervento immediato e chiarificatore da parte del ministro della Salute”. Leoluca Orlando, presidente della Commissione sugli errori sanitari, ha spedito una richiesta di relazione sull’accaduto all’assessore alla Sanità della regione Lombardia, ribadendo che l’orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue.

Il Policlinico, dal canto suo, afferma in una nota che “recentemente la Food and Drug Administration americana ha riconfermato l’esclusione dalla donazione di sangue di uomini che abbiano avuto un rapporto omosessuale anche solo una volta nella vita”. Oltretutto viene spiegato come anche altri donatori, non solo gli omosessuali, siano respinti per motivi differenti: ad esempio, non può donare chi ha avuto più di tre partner nell’ultimo anno, chi ha avuto rapporti con una prostituta o occasionali, chi ha frequentato nei tre mesi precedenti Paesi in cui è alto il rischio di contrarre la malaria. Insomma, il Gaetano Pini avrebbe solo messo in pratica il protocollo interno di medicina trasfusionale, cui aderisce anche il Fatebenefratelli, del gruppo ospedaliero che fa capo al Policlinico. Quello che è chiaro, in questa triste vicenda, è che non esiste una normativa nazionale univoca che regolamenti chi possa donare e chi no, e soprattutto abbatta questa discriminazione nata quando gli omosessuali erano definiti portatori dell’HIV e dell’AIDS.

Via – Corriere della Sera


Milano. Il Pd porta il caso dei gay che non possono donare sangue in Parlamento.

20 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’opposizione chiede una normativa unitaria per tutto il territorio nazionale. Denuncia dei radicali: in passato non era stato rifiutato. Il direttore del Pini: aderiamo a protocollo del Policlinico. Qualche giorno fa la denuncia dei radicali Marco Cappato e Sergio Rovasio: «Il servizio trasfusionale dell’ospedale Gaetano Pini di Milano ha dichiarato di non voler accettare la [...]

Sei gay? Non puoi donare” Italia e USA a confronto.

20 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Sembra una storia di altri tempi, invece e’ proprio questo che Gabriele, donatore storico con alle spalle una relazione stabile, si e’ sentito rispondere dopo essersi recato alla struttura ospedaliera a cui da oltre otto anni affidava il suo sangue. La vicenda e’ stata raccontata sul blog personale del ragazzo che, amareggiato, racconta come la [...]

Uomini nudi contro il tumore ai testicoli

20 luglio 2010 Robo Nessun commento

Uomini nudi contro il tumore ai testicoli

Interessante (e oltremodo utile) campagna lanciata nel Regno Unito per la prevenzione del tumore ai testicoli: vari personaggi famosi sono stati fotografati completamente nudi per convincere i maschietti inglesi a superare l’imbarazzo che c’è nei confronti di quest’argomento. La campagna è della fondazione senza scopo di lucro MacMillan e, secondo me, è geniale.

Nel ricordare ai maschi duri e puri che leggono Queerblog di fare un salto dall’andrologo per un controllo (che non fa mai male), mi e vi domando: quale vip italiano vedreste bene in una campagna simile rivolta al macho italico?

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Via | River

Uomini nudi contro il tumore ai testicoli é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di martedì 20 luglio 2010.


Polemiche negli USA per il progetto di spiegare l’omosessualità alle medie

Il puritanesimo statunitense non è certo roba del secolo scorso. A dimostrarlo è quanto sta accadendo nella città di Helena, nello stato del Montana, dove un progetto educativo rivolto agli studenti adolescenti in materia di sesso è stato bocciato dalla popolazione. Tra le tante novità proposte, quella di rivelare “il vero nome dei genitali” alle elementari e “la spiegazione della sessualità omosessuale” alle medie, oltre ai “vari modi in cui le persone possono avere rapporti sessuali”.

sex_ed2C’è stata una vera e propria rivolta di piazza contro questa proposta innovativa, che avrebbe spazzato via molti stereotipi e fatto crescere la consapevolezza di cosa sia il sesso e quali siano i suoi rischi ai più giovani. Giovedì scorso si è tenuta una seduta affollatissima del consiglio comunale, dove si è consumato lo scontro frontale tra gruppi a favore dei diritti gay e l’amministrazione comunale di Helena, sostenitori dell’iniziativa, e associazioni di genitori e la destra repubblicana, fermamente contrarie. L’amministrazione comunale sostiene che “una completa educazione alla salute debba comprendere anche l’educazione sessuale ad ampio spettro, perché la mancanza di preparazione in quest’area può condurre alla contrazione di HIV o altre malattie sessualmente trasmissibili”, e che la scuola non può credere di risolvere questi problemi senza un approccio globale a questa questione così spinosa. La città è letteralmente divisa, e da più parti viene lamentato che i genitori non siano stati chiamati nella stesura di un progetto così importante, mentre altri hanno affermato che i soldi della scuola andrebbero spesi per corsi educativi più importanti. La decisione finale sul nuovo e discusso corso di educazione sessuale sarà presa il prossimo 10 agosto.

Via – Il Sussidiario.net


Aids. Conferenza di Vienna, l’Italia è assente. Contraria a politiche di riduzione del danno.

19 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Si è aperta a Vienna la diciottesima conferenza mondiale sull’Aids, il piu’ importante appuntamento sul tema, ma l’Italia ‘brilla per la sua assenza’. La denuncia e’ dei rappresentanti della Lila, la lega Italiana per la lotta all’Aids, secondo cui il nostro paese e’ molto indietro sulle politiche di lotta all’Hiv. ‘Questa e’ un’edizione importante per [...]

Il caso. Donazioni di sangue, interviene Orlando “I gay non possono essere esclusi”.

19 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Il presidente della commissione parlamentare sugli errori e i disavanzi sanitari sulla vicenda denunciata da Repubblica.it: “E’ sbagliato e discriminatorio. Scriverò all’assessore lombardo e gli chiederò una relazione”. E’ “sbagliato e discriminatorio” escludere una persona dalla donazione del sangue soltanto per via del suo orientamento sessuale. Per questo, Leoluca Orlando, presidente della commissione parlamentare sugli errori [...]

Privacy. Milionario perché sieropositivo. Quando si rompe il silenzio, qualcuno deve pagare.

19 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Non tutto il male viene per nuocere, si dice. La storia di un uomo di Bloomington sembra, per una volta, non unire al danno pure la beffa. In Indiana una causa giuridica portata avanti da un paziente nei confronti del Dipartimento di Medicina Interna (Internal Medicine Associates) sembra aver portato a risultati insperati. Il dottore [...]

Aids: l’Italia non partecipa alla conferenza mondiale di Vienna. Tace, sull’assenza, Ferruccio Fazio

La precaria stabilità del Governo Berlusconi per molti componenti della maggioranza costituisce un alibi. Una pericolosa scusante. Di quanto successo a Gabriele, il ragazzo omosessuale a cui è stato vietato donare il sangue a causa della propria sessualità, il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna non ne ha parlato in questi giorni malgrado sia lampante il caso di discriminazione.

Il silenzio dell’esponente politico non è l’unico del Governo Berlusconi di cui bisogna indignarsi. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, malgrado il pubblico disappunto di Alessandra Cerioli (Presidente della Lila), non ha spiegato perché l’amministrazione, di cui fa parte, ha deciso di disertare la diciottesima conferenza mondiale sull’Aids.

L’omertà adottata dal responsabile della sanità italiana non è giustificata nemmeno da ipotetici appuntamenti vacanzieri. Il Ministro Fazio, come raccontato in più occasioni dai mass media nei giorni scorsi, recentemente si è attivato affinché nelle corsie ospedaliere scompaiano le cravatte intrise di germi.

Fermo restando che è da considerarsi preoccupante il silenzio generale adottato dalle istituzioni con voi vorrei provare a redigere una scala di sbagli. Secondo voi è peggio negare ad un omosessuale la donazione del sangue, alludendo a stereotipi sconfessati da una serie di statistiche, o non impegnarsi bene contro l’Aids?

Aids: l’Italia non partecipa alla conferenza mondiale di Vienna. Tace, sull’assenza, Ferruccio Fazio é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 19 luglio 2010.


Verginità maschile? Lo scopri dalle orecchie…

16 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Un agopuntore donna, in Vietnam, afferma di essere in grado di stabilire se un uomo è vergine ed è diventata celebre dopo che, con la sua tecnica, ha fatto liberare tre presunti stupratori condannati al carcere. La dottoressa Pham Thi Hong ha sviluppato un test basato sull’agopuntura, che è rapido, facile e preciso. Fondamentalmente, si [...]

Milano: il Gaetano Pini non accetta le donazioni di sangue da uomini gay

Pensavamo che certi fatti gravissimi di discriminazione e omofobia accadessero solo in paesi come la Cina, e invece anche in Italia ci sono molti istituti trasfusionali che non accettano sangue da persone dichiaratamente omosessuali. Il Gaetano Pini di Milano è uno di questi, e la denuncia è partita da un donatore storico della struttura, Gabriele, che ha fatto conoscere questa vicenda sul suo blog e sul suo profilo Facebook. Il ragazzo donava regolarmente da 8 anni il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento proprio per il suo impegno profuso, ma l’altra mattina l’ospedale gli ha chiuso le porte in faccia per il suo orientamento sessuale. Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay: “Non potevo credere alle mie orecchie – afferma il giovane amareggiato - fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l’altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?”.

La responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma il tutto via e-mail a un utente che le chiede maggiori chiarimenti: “Dopo l’integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile”.sangue gay Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni precedenti, aveva risposto ad altri donatori confermando “la validità dei suoi protocolli”, che non stanno più né in cielo né in terra nel 2010.

La deputata PD Anna Paola Concia, da sempre sensibile ai temi della comunità lgbt, ha deciso di intervenire subito per fermare questa vergogna: presenterà un’interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterà una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione omofoba. “E’ ora che le cose cambino”, afferma la Concia. “Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c’è alcun fondamento a questa direttiva dell’ospedale”. “In Italia – conclude – ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E’ ora di farla finita”. Nel 2008, l’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che nel 44,4% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale, e solo nel 23,7% dei casi, invece, c’è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Le statistiche sono confermate dai dati in possesso dell’OMS. L’interrogazione sarà firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008, la quale si occupò di un caso simile. “Feci fare delle verifiche – ricorda la Turco - e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c’è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d’essere”. Per Rosaria Iardino, presidente del “Network Persone Sieropositive”, questa normativa non ha assolutamente basi scientifiche: “La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perché, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E’ chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali”.

Via – La Repubblica


Milano: dopo otto anni di prelievi, un ragazzo gay non può più donare il sangue

donazione sangue

Gabriele è un ragazzo gay dichiarato e da più di 8 anni si recava regolarmente all’ospedale Gaetano Pini, a Milano, per donare il suo sangue. Ha fatto più di 20 prelievi e ormai era sul punto di ottenere anche un riconoscimento per le numerose donazioni a cui si era sottoposto. Tutto questo fino a qualche giorno fa, come racconta lui stesso nel suo blog:

“Stamattina sono andato a donare il sangue come da otto anni a questa parte. Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno il foglio da compilare con le solite domande su eventuali contatti con sangue infetto, viaggi, abitudini sessuali, in attesa della visita con la dottoressa responsabile. Quando lei arriva, mi guarda dritto negli occhi, titubante: ‘Gabriele è già da un po’ che volevo parlarti ma non ho avuto occasione. Come sai ci siamo uniti al policlinico, adesso dipendiamo da loro. E le loro direttive sono chiare: non possiamo accettare donatori omosessuali’. Io non sono d’accordo ma devo seguire le direttive dei miei superiori. Non posso farti donare’. Non potevo credere alle mie orecchie: e pensare che prima mi chiamavano a casa se passava troppo tempo tra una donazione e l’altra! Vi ho dato 9 litri in 8 anni e adesso non posso più solo perchè sono gay?”

E questo protocollo viene anche confermato dalla responsabile del servizio a cui un utente aveva chiesto spiegazioni via mail. Di fronte alla notizia, è dura la reazione di Paola Concia:

“Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c’è alcun fondamento a questa direttiva dell’ospedale. In Italia ci sono 9 milioni di persone che vanno a prostitute: loro possono donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. Se è vero che le regioni hanno una loro autonomia, questo non vuol dire che si devono discriminare le persone omosessuali”

Livia Turco, quando era ministro della salute, si era occupata di una situazione simile:

“Feci fare delle verifiche e quella norma non aveva alcun ragion d’essere. Presi posizione contro una decisione discriminatoria e immotivata”

Nonostante tutto questo clamore, Gabriele ha già annunciato che continuerà a donare, cercando un altro ospedale perchè è una cosa in cui crede.

Via | LaRepubblica
Foto | Trgmedia

Milano: dopo otto anni di prelievi, un ragazzo gay non può più donare il sangue é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 16 luglio 2010.


“I gay non possono donare sangue”. E a Milano l’ospedale “Gaetano Pini” chiude le porte.

16 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Il milanese “Gaetano Pini” si aggiunge alla lista degli istituti che non accettano sangue da uomini dichiaratamente omosessuali. La denuncia nel blog di un donatore “storico” della struttura, Gabriele, messo alla porta dopo oltre 20 prelievi. Paola Concia (Pd) annuncia un’interrogazione al ministro della Salute. Il Network Persone Sieropositive: “Non c’è alcun fondamento scientifico”. Il [...]

Usa. Aids, Barack Obama mette in campo una nuova strategia.

13 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Obiettivo: ridurre del 25% nuove infezioni entro 5 anni. Guerra all’Aids. Barack Obama sta per presentare la nuova strategia del governo americano per tagliare il numero di nuove infezioni da Hiv, e aumentare il numero di pazienti che hanno accesso ad assistenza e medicinali contro le malattia. Dal rapporto, che sarà presentato da Obama domani, [...]

Obama lancia il nuovo piano nazionale per combattere l’epidemia HIV/AIDS

Combattere il contagio da HIV, diminuendo il numero di nuove infezioni del 25% entro i prossimi 5 anni, e far crescere il numero di pazienti che hanno accesso ad assistenza e medicinali per combattere l’AIDS. È questo, in sostanza, il rapporto che sarà presentato oggi dal presidente Barack Obama, da cui emerge che negli Stati Uniti il numero di morti per Aids è sceso, mentre il numero di nuovi contagi annui è rimasto stabile ed è in aumento il numero di persone sieropositive.

barack-obama-aids-hivLa prima strategia contro l’AIDS mai creata dal governo statunitense a livello nazionale approda dopo 15 mesi di lavoro e interviste con centinaia di esperti in tutto il paese, dove circa 56mila persone sono contagiate ogni anno dall’HIV e i sieropositivi sono più di un milione. Per il prossimo quinquennio, Obama non propone un aumento complessivo dei fondi ma una redistribuzione ad hoc delle risorse, investendo maggiormente nelle aree più bisognose e aiutando le fasce della popolazione a maggiore rischio di contagio, come gay, bisessuali e afroamericani. Il governo federale attualmente spende circa 19 miliardi di dollari per il contrasto all’Aids. Entro il 2015, il 90% delle persone sieropositive conoscerà la propria condizione, mentre oggi solo il 75% ne è consapevole. Se il tasso di contagio rimarrà stabile, avverte l’indagine del governo Usa, “nella prossima decade il numero di nuove infezioni crescerà di 75.000 all’anno, mentre il numero di sieropositivi che vive negli Stati Uniti arriverà a 1,5 milioni”. Sempre entro il 2015, gli Stati Uniti si impegnano ad aumentare le cure dei pazienti che hanno già contratto il virus, arrivando così a coprire tale spesa all’85% rispetto all’attuale 65%.

Sin dai primi giorni del suo insediamento, il presidente Obama ha dovuto rispondere alle crescenti richieste delle associazioni in difesa dei diritti lgbt, che reclamano urgentemente un aumento dei finanziamenti per l’assistenza e la cura dei malati sieropositivi, e protestano per l’approccio non certo duro dell’establishmente americano contro la tanto odiata legge del “Don’t Ask, Don’t Tell”. Il piano di Obama contro l’epidemia. che negli anni ’80 e ’90 flaggellò la comunità omosessuale mondiale. ha deluso molti esperti di sanità pubblica, che si aspettavano scelte più coraggiose e un sostegno maggiore alla lotta contro il virus, anche se questa nuova strategia pone la lotta all’HIV sullo stesso piano di quella al Cancro. Le scelte di Obama, in questo campo così delicato, sono un completamento del percorso già intrapreso dal predecessore Bush, il quale aveva intrapreso programmi contro lo sviluppo dell’AIDS in Africa, e gli esperti interpellati dal presidente afroamericano sembrano essere arrivati a un piano concreto per arginare l’epidemia negli USA.

Via – Virgilio


Menopausa maschile: ecco i nove sintomi.

12 luglio 2010 Redazione Nessun commento
La menopausa colpisce anche lui, senza pietà. E un gruppo di ricerca finanziato dall’Unione Europea ha adesso identificato i sintomi precisi dell’ipogonadismo maschile. La patologia, che riguarda il 2 per cento degli uomini, vive di ben nove sintomi scoperti grazie al recente studio che ha visto la partecipazione di più di 3300 uomini fra i [...]

Cina: donazione sangue rifiutata perché gay, il giudice non accoglie la denuncia

Donazione Sangue Un uomo di Pechino, poco tempo fa, era salito alla cronaca per essere stato rifiutato nella Croce Rossa per la donazione del sangue. Il motivo è semplice: aveva scritto nei suoi dati personali anche l’orientamento sessuale gay. Ma il giudice non ha nemmeno accolto la formale denuncia di Wang Zizheng. Non c’è stata una motivazione nella scelta del giudice, sebbene il regolamento dell’associazione nazionale cinese parli chiaro in merito:

“Gli omosessuali e tutti quelli che hanno partner sessuali diversi non possono donare il sangue”

Wang si è sentito vittima di una discriminazione sessuale e voleva ottenere le scuse della Banca del sangue. Purtroppo così non è stato, dal momento che nemmeno il giudice ha ritenuto valido il caso presentatogli. Questo, in un Paese dove solo dal 2001 l’omosessualità non è più definita “disordine mentale”. Ma, ovviamente, in soli 9 anni il pensiero non è cambiato così radicalmente e l’omosessualità è spesso vista ancora come qualcosa di grave e deviato. E: sangue di un gay = malattie.

Foto | Belli Subito

Cina: donazione sangue rifiutata perché gay, il giudice non accoglie la denuncia é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di domenica 11 luglio 2010.


Il sangue dei gay. In Cina scoppia lo scandalo per il no alla donazione.

11 luglio 2010 Redazione Nessun commento
La Croce Rossa di Pechino si trova a dover affrontare un caso particolarmente difficile. Un uomo cinese non sembra infatti aver particolarmente gradito la decisione della Croce Rossa di rifiutare la sua donazione di sangue in quanto omosessuale e ha scelto, primo caso in tutta la grande Cina, di procedere per vie legali. L’uomo, giornalista [...]

Terapie riparative? I medici britannici si schierano uniti per il no.

11 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’Associazione dei Medici Britannici (BMA) rappresenta la più importante organizzazione professionale di ambito medico all’interno del Regno Unito e in quanto tale possiede una notevole influenza ed autorevolezza. Consapevole del proprio potere, la BMA si è recentemente rivolta a psichiatri e psicologi di Inghilterra, Scozia e Galles con una comunicazione specificatamente indirizzata ad invitare i [...]

HIV: al via la nuova campagna di Arcigay e la ricerca internazionale Emis

HIV-arcigayÈ finalmente arrivata l’estate e, nonostante il caldo che facilita gli incontri e i corpi sempre più nudi e in mostra, non bisogna mai abbassare la guardia su un nemico invisibile: l’HIV. Secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità, le persone sieropositive in Italia sarebbero circa 160.000, mentre sarebbero 4000 le nuove diagnosi ogni anno. Certo, queste cifre saranno sicuramente sottostimate, sia per le difficoltà e ritardi nella raccolta dei dati, sia per la bassa percentuale di accesso al test diagnostico e anche per l’assenza di campagne e strategie istituzionali preventive efficaci e di lungo periodo nel nostro Paese, che dopo la grande paura degli anni ’80 sembra essersi dimenticato di questo pericolo. Oggi, questo virus non fa più paura e migliaia di persone sieropositive vivono una vita assolutamente normale assumendo terapie antiretrovirali. All’inizio, la scoperta dell’infezione e la paura che le suddette terapie lascino un qualche segno sul corpo spinge molte persone a uno stato di ansia che si configura poi con l’abbandono delle cure, indispensabili per poter arginare l’HIV.

Per questo Arcigay nazionale ha deciso di proporre una nuova campagna di sensibilizzazione, scegliendo lo slogan HIV+. Combatterlo cambia molti aspetti. Tranne il tuo e un’immagine che richiama direttamente alla sessualità, con un giovane in perfetta forma fisica. Il depliant e il manifesto spiegano che “essere sieropositivi significa affrontare molti cambiamenti nella propria vita. E i cambiamenti fanno paura. Paura, ad esempio, di avercelo scritto in faccia. Ma oggi, con l’aiuto del tuo medico, anche l’HIV può essere tenuto sotto controllo nel rispetto del tuo aspetto. Per questo occorre intervenire tempestivamente. Perché combattere l’HIV è l’aspetto che conta”. La campagna ha preso il via durante il Gay Pride nazionale di Napoli dello scorso 26 giugno e coprirà alcuni eventi estivi affollati dalla comunità omosessuale, per poi riprendere a settembre con un’ampia distribuzione online e cartacea.

Sempre in questi giorni, è partita la grande ricerca online Emis sul sesso tra uomini, che coinvolge ben 31 paesi europei e che durerà tutta l’estate. Tramite un questionario, da compilare anonimamente, disponibile in 25 lingue rivolto agli uomini gay e bisessuali e, in generale, agli uomini che fanno sesso con uomini, verranno raccolte informazioni utili che aiuteranno le organizzazioni locali e nazionali a capire i bisogni degli uomini gay e bisessuali, per migliorare le proprie strategie di prevenzione e l’accesso ai servizi.

Via – Arcigay


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