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Archivio per la categoria ‘Societa’

Danimarca: il matrimonio gay piace anche ai fedeli e ai vescovi

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Il matrimonio religioso tra persone dello stesso sesso incassa un ampio consenso sia tra i cittadini sia tra la maggioranza degli appartenenti alle alte sfere della Chiesa Evangelico Luterana del paese nordico.

Due sondaggi pubblicati ieri dai quotidiani locali “Kristeligt Dagbladet” e “Berlinske Tidende” hanno evidenziato che il 63% dei danesi è favorevole a comparare le unioni omosessuali con quelle eterosessuali, e che addirittura più della metà dei vescovi non è contrario alle nozze gay in chiesa. La Danimarca, come ormai da consolidata tradizione nordica, ha intrapreso da tempo il cammino per l’equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali, per favorire nella società del piccolo paese della Sirenetta una maggiore integrazione e per eliminare ogni tipo di differenza tra i propri cittadini: già dal 1989 esiste, a livello civile, il “partenariato registrato”, una specie di PACS alla danese che offre agli sposi gli stessi diritti delle coppie eterosessuali unite nel sacro vincolo del matrimonio religioso.

Non bisogna dimenticare che quella danese è una Chiesa di Stato, e il governo locale in tutti questi anni ha lasciato ogni decisione su questa materia agli organi religiosi. Il dibattito sembra aver raggiunto una sua conclusione, il popolo danese e le alte cariche evangeliche sembrano essere d’accordo sul fatto di rendere possibile il matrimonio religioso in chiesa anche tra persone dello stesso sesso. In parlamento esiste una larga maggioranza pro matrimonio omosessuale, e il premier Lars Loekke Rasmussen ha dichiarato, a proposito dei risultati dei sondaggi sopra menzionati: “Se la Chiesa danese desidera accogliere tutte queste possibilità, e se ci sarà un ampio favore, saremmo senz’altro positivi”.

Via -digayproject


Diritti dei gay e i segni dei tempi.

10 marzo 2010 Redazione Nessun commento
Il mese scorso il tory britannico Nick Herbert ha tenuto un discorso al Cato Institute, il think-thank conservatore di Washington, in cui ha presentato il “nuovo corso” del suo partito a proposito dei diritti gay. Gay lui stesso, Herbert sostiene che i conservatori britannici sono cambiati e ora appoggiano non soltanto [...]

Domani le prime nozze gay a Washington D.C.


Siamo alla vigilia delle prime nozze gay che saranno celebrate, nello stato della capitale USA, domani mercoledì 10 marzo.

wedding-photo-ringsAlcune coppie hanno già programmato cerimonie veloci in chiesa o negli uffici dei movimenti per i diritti omosessuali, mentre per i matrimoni più elaborati dovremo aspettare ancora qualche giorno. Si uniranno circa 150 coppie che hanno richiesto mercoledì scorso la licenza matrimoniale all’ufficio preposto, stando in fila anche per oltre quattro ore per averla. Dopo Connecticut, Iowa, Vermont, Massachusetts e New Hampshire, Washington D.C. è il sesto stato americano a permettere unioni tra persone dello stesso sesso. L’iter per sposarsi è abbastanza semplice: una volta avuta la licenza matrimoniale, la coppia deve far firmare il documento alla persona che celebra l’unione e riportarlo successivamente all’ufficio competente affinché esso venga regolarmente registrato.

Tre cerimonie sono previste nella sede della Società per i diritti dell’uomo, che si occupa anche dei diritti delle persone LGBT. Nel pomeriggio, un matrimonio sarà celebrato nella “All Souls Church”, il luogo cioè dove il sindaco della capitale USA ha firmato in dicembre la legge che legalizza questo tipo di unioni. Molte altre coppie si sposeranno nel palazzo di giustizia, che ha una piccola sala per questo tipo di cerimonie da circa 15 persone, dal 22 al 29 marzo. Normalmente, in questa sede si celebrano dai quattro ai sei matrimoni al giorno, ma nelle prossime settimane è previsto un picco di richieste che faranno salire il numero delle unioni a dieci o dodici al giorno. È stato reso noto ultimamente che oltre trecento persone hanno richiesto licenze per il matrimonio, e quasi tutte sono cittadini/e LGBT.

Per tutta Washington domani risuoneranno le parole “legally married” (“legalmente sposati”), una formula che in questi casi sostituisce il tradizionale suggello alla cerimonia “husband and wife” (“marito e moglie”). Chissà se in Italia sentiremo mai dire questa frase in municipio, o se tutti i cinquanta stati degli USA approveranno le unioni tra persone dello stesso sesso prima del nostro antiquato e perbenista belpaese.


La campagna Arcigay per il matrimonio gay inizia da Bologna


matrimonio-gay-sulla-spiaggia-400Si è svolto ieri pomeriggio presso Palazzo D’Accursio nel capoluogo emiliano il Seminario formativo “Il diritto al matrimonio fra le persone dello stesso sesso”. L’iniziativa gratuita è stata promossa dall’Arcigay locale “Il Cassero” ed è stata patrocinata dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna, e ha visto susseguirsi gli interventi di due avvocati e un giudice emiliani; a chiusura della manifestazione c’è stato l’intervento del giurista e presidente nazionale Arcigay Paolo Patané. Il tutto moderato dall’avvocato Michele Giarratano. 

Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà decidere sull’ammissibilità dell’ordinamento italiano circa la legittimità o meno dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel frattempo, come purtroppo ben sappiamo, il governo e il parlamento non muovono un dito in questa direzione. Sono anni che chiediamo a gran voce di sostenere il nostro diritto ad unirci come una qualsiasi coppia eterosessuale che si ama e decide di passare la vita insieme. Durante l’iniziativa bolognese è stato sottolineato che:

L’art. 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il concetto di matrimonio dunque non può rimanere immutabile nel corso degli anni e rischia anzi di essere un istituto superato dall’evoluzione dei costumi e della società italiana;
secondo l’art. 2, che tutela i diritti inviolabili dell’uomo, questi ha il diritto di trarre giusta soddisfazione dalle formazioni sociali attraverso le quali svolgere la propria personalità;
l’art. 22 tutela i diritti civili;
l’art. 3 sancisce il principio di uguaglianza.
Vi è nell’ordinamento, tuttavia, una disparità di trattamento per alcuni cittadini, solo in virtù del loro orientamento sessuale.

Come si può leggere nel sito dell’associazione: “Arcigay lancia con l’evento di Bologna una nuova campagna, che durerà nei mesi, indipendentemente dall’esito del giudizio della Consulta, fatta di iniziative di formazione e sensibilizzazione in diverse città e azioni stampa per ribadire che il matrimonio civile è uno strumento fondamentale per garantire dignità, inclusione sociale e diritti alle famiglie omosessuali e per raggiungere l’obiettivo fondamentale della piena uguaglianza giuridica e sociale di ogni cittadino”.

La locandina dell’evento è consultabile a questo link: Locandina_Seminario_Matrimonio_Bologna_05_03_10.pdf

Via – arcigay


Pericolo depressione per i gay che vivono in stati che non assicurano loro leggi e diritti.

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La notizia (o “allarme”) arriva dall’America, precisamente dall’Associazione per la Salute Pubblica.

Quest’associazione ha recentamente pubblicato uno studio secondo cui la popolazione Lgbt, che vive in stati, in cui non è concesso il matrimonio tra persone delle stesso sesso, o unioni civili, o in cui non sono assicurati leggi e diritti, sarebbero più portati all’alcolismo, ai cambiamenti d’umore, all’ansia e alla depressione.

Nello specifico viene spiegato che in questi paesi i gay e le lesbiche hanno circa il 24% in più di possibilità  ad avere stati d’ansia rispetto al popolo Lgbt dei paesi in cui sono presenti leggi e diritti che tutelano e regolarizzano matrimoni e unioni gay; molto più alta la percentuale del tasso di alcolismo (circa il 42%) e la percentuale di gay che presentano disturbi  o disordini psicologici è di circa il 38%.

Sempre secondo questo studio non cambierebbe nulla per gli eterosessuali che vivono in stati “a favore” delle nozze gay o in stati che non le permettono.

Quindi nei paesi in cui queste leggi e questi diritti non sono garantiti si verrebbe a creare una forte dipendenza dall’alcool, vi sarebbero molte più persone inclini ai cambiamenti d’umore o che possono “cadere” in depressione e molti sarebbero i gay e le lesbiche che soffrirebbero di stati d’ansia.

Tutto questo a causa del mancato riconoscimento dei loro diritti o alla mancanza di leggi oppurtune; pare un poco esagerato, ricordiamoci tutti che stiamo vivendo in un periodo di crisi che coinvolge ogni singolo settore e che coinvolge sia etero che gay.

via| Queerblog


Trieste. Sputare gomma a terra costera’ 500 euro.

5 marzo 2010 admin Nessun commento

l vescovo di Ratisbona ha ammesso che sono stati commessi degli abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro dei ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui era diretto da Georg Ratzinger, il fratello maggiore di papa Benedetto XVI. Il vescovo lo ha scritto in una lettera ai genitori pubblicata sul suo sito internet.

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Ricerca. Un italiano su 4 si vergogna dell’Italia.

4 marzo 2010 admin Nessun commento

Gli elettori del Pdl si ‘ribellano’ contro il proprio partito.
Sul sito del Popolo della Libertà, infatti, era stato pubblicato un sondaggio ‘Trovi giusto impedire agli elettori del centrodestra di votare i loro candidati per formalità burocratiche?’: il risultato era sino a un certo punto schiacciante con il 98% di ’sì’. Nelle ore successive, i ‘no’ hanno guadagnato terreno, ma alla fine il sondaggio è stato dichiarato “terminato” dalla pagina web. La vicenda ha fatto subito il giro della Rete, con centinaia di screenshot pubblicati su Facebook, recanti i dati che segnalavano il netto vantaggio dei ’sì’.

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Attenzione! Troppe saune riducono la fertilità!

Sauna_Interno

Esattamente, proprio così non è uno scherzo anche se potrebbe apparire tale, fare la suana troppo spesso rischia di creare sterilità! Ora ci vogliono togliere anche questo piacere…

Ad affermare questa teoria allarmante sono stati alcuni esmi ricercatori dell’Università di Padova in un convegno ad Abano Terme; il professor Carlo Foresta afferma: “La sauna troppo frequente non fa bene alla fertilità: nell’arco di tre mesi può aumentare la temperatura dei testicoli e dimezzare la temperatura degli spermatozoi. In condizioni normali la temperatura dei testicoli è di 2 gradi inferiore a quella corporea, fattore fondamentale per una normale produzione degli spermatozoi”.

I gay, si sà benissimo, sono grandissimi fruitori delle saune, che dire quindi? Fate attenzione a non frequentarle troppo o vi ritroverete la sorpresina dopo un pò di tempo.

Cosa succederà alle suane ora? Si spopoleranno? Le ritroveremo forse vuote, fredde e tristi? Assolutamente no, la gente (i gay soprattutto) continua a frequentarle in modo assiduo come se nulla fosse e l’allarme apocalittico lanciato da questi ricercatori (solitamente i ricercatori si occupano di cose un poco più serie delle saune, senza nulla trogliere sia alle saune che ai ricercatori sia chiaro) cade nel vuoto più totale com’era del resto prevedibile anche perchè, detto onestamente, a fare la suana mica ci si va tutti i giorni….freddo

La cosa più “curiosa” in assoluto è il fatto che, sempre secondo questi attenti ricercatori, la situazione è reversibile, cioè dopo un pò di tempo tutto torna alla normalità grazie ad alcune molecole riparatrici che contrastano l’effetto maligno del calore. Niente paura quindi e, anzi, ringraziamo quindi queste affascinanti molecole amice della virilità, tuttavia, sorge spontanea una domanda: ma perchè avete lanciato quest’allarme se poi, a conti fatti, non cambia nulla?

La teoria del calore come nemico della virilità maschile ha riucevuto un’altra sonora mazzata poichè, recentemente, in Georgia è stata “scoperta” una comunità di uomini “superdotati”.

Quindi ora possiamo dire che il freddo ha capacità prima sconosciute?Prevedo molti viaggi di uomini nelle regioni fredde del mondo così da avere un pene “lungo come un codice IBAN se non di più”(cit.)

Sapvamo che il freddo tonificasse la pelle, il caldo (quello delle saune) aiutasse la pelle a eliminare tossine e scorie di vario genere; ora si deve aggiungere che il caldo rende sterili temporaneamente (e sottilineo temporaneamente) e il freddo fa diventare superdotati, a quando la scoperta della terra che rende bellissimi e perfetti?

via| Queerblog


Zodiaco. Il transito di Marte o della forza, della suscettibilità, aggressività e sessualità.

3 marzo 2010 Redazione Nessun commento
Marte mi martirizza? Domanda più che mai attuale dato il lunghissimo (ottobre 2009 – giugno 2010) e ingombrante transito del pianeta rosso nel segno del Leone. Marte non è solo la nostra forza fisica, la nostra determinazione e combattività, è anche la nostra suscettibilità, la nostra aggressività e sessualità. Mediamente il pianeta attraversa un segno [...]

Sesso: in Usa preservativi per peni piccoli “vendono” poco.

27 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Vendere condom “small” negli Stati Uniti è un diventato impossibile: nessuno li vuole comprare e le società hanno smesso di produrli. Lo scrive il magazine The Atlantic. Secondo la rivista scientifica, “Sexually Trasmitted Infections”, il 45% degli uomini utilizza preservativi troppo larghi, col rischio che si rompano o si sfilino durante il rapporto sessuale. La marca LifeStyle [...]

Francia: il transessualismo escluso dalle “malattie”

trans franceL’incredibile notizia risale a più di una settimana fa, ma solo adesso sta suscitando in tutto il mondo reazioni e commenti diversi, come spesso accade per un argomento di sempre maggiore attualità come questo. La Francia e’ il primo Paese al mondo a togliere il transessualismo dalla lista delle affezioni di pertinenza psichiatrica.

Il decreto è stato pubblicato mercoledi 11 febbraio in Gazzetta ufficiale, ed è stato emesso dal ministero della Sanita’. Il transessualismo è stato cancellato dalla lista delle “patologie psichiatriche di lunga durata”, contenuto in un articolo del Codice della sicurezza sociale designato come ”turbamenti precoci dell’identita’ di genere”. Una decisione che il ministro Roselyne Bachelot aveva preannunciato il 16 maggio scorso, al margine della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. In quell’occasione numerose personalità del mondo scientifico e politico avevano espresso la volontà di chiedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale.

Il transessualismo compare in due dei maggiori manuali internazionali diagnostici di psichiatria, l’ “American Psychiatric Association’s Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” e l’ “International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems”.

Una decisione importante, che ha fatto e farà storia. La Francia diventa il capostipite di (speriamo) una lunga fila di paesi democratici che riconosco il transessualismo non come un disordine mentale, ma come una condizione che va seguita e va aiutata per far vivere meglio queste persone. Molte gente non sa o fa finta di non sapere, ma i transessuali sono persone come noi: tantissimi trans sono integrati nella società, lavorano, pagano le tasse e hanno anche dei bambini. L’immagine del trans cocainomane, che batte sulla strada per guadagnare è solo un riflesso opaco di una condizione complessa che incatena molte persone allo prostituzione e alla depressione, proprio per il fatto che i transessuali non sono considerati/e persone, ma “esseri”.

Via -blitzquotidiano


La Chiesa Valdese: “Facciamo qualcosa di laico”, anche per gay e trans

“Ci chiamate schiave, prostitute, trans. Siamo come voi. Persone”.

valdeseNon è il nuovo slogan della sinistra alle prossime elezioni, e nemmeno una pubblicità progresso promossa dal Ministero per le Pari Opportunità. È una delle tante presentazioni ideate per la campagna 2010 a sostegno dell’otto per mille all’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste, che quest’anno punta su un tema spesso nominato ma mai dibattuto seriamente: la laicità del nostro stato.

L’Italia combatte da secoli contro l’influenza della Chiesa romana, che spesso e volentieri travalica le mura del Vaticano ed approda dritto a Montecitorio e a Palazzo Chigi, rendendo lo Stato anacronistico e difendendo cosi gli ideali di pochi prelati e non dei semplici cittadini. Tutto ciò produce un senso di smarrimento e di disincanto nell’italiano moderno, che non sa a chi rivolgersi e vede spesso i suoi diritti calpestati o negati, come accade nel caso della comunità LGBT.

Le parole della moderatrice della Tavola Valdese Maria Bonafede aprono un varco di luce in questa nostra società sempre più dominata dall’omofobia, dall’individualismo forsennato e dall’incomprensione reciproca:

“Con questa campagna abbiamo voluto segnalare con la forza delle immagini che ci sono pezzi di umanità che in Italia vivono ai margini della società, bisognosi di protezione, invece che di violenza e maltrattamenti. Con questi poster vogliamo ricordare agli italiani che la dignità umana è inviolabile, ma anche che la nostra società è plurale, e che questa pluralità è un dono, una ricchezza che reputiamo essere una formidabile opportunità proprio per il nostro paese e i suoi cittadini tutti”.

La nuova campagna di comunicazione valdese fatta di frasi brevi, semplici e dirette sbarcherà a breve nelle nostre città, ma sul sito www.ottopermillevaldese.org/ si possono già vedere in anteprima i manifesti e i progetti portati avanti da questa piccola comunità che da secoli si dà da fare per rendere il mondo un posto migliore. Gli introiti dell’8 per mille serviranno per finanziare progetti di aiuto concreto e di sostegno alle missioni valdesi nei paesi disagiati, oltre che per pubblicità di comunicazione sociale come questa. Tutto quello che viene chiesto in cambio è un piccolo aiuto, un otto per mille che a noi non cambia certo la vita. Ma che può cambiarla a qualcun altro, rendendo forse l’Italia più libera e meno soggiogata a un potere che ci tiene in scacco da oltre un millennio.

Via – http://www.queerblog.it/post/7301/la-chiesa-valdese-facciamo-qualcosa-di-laico-anche-per-gay-e-trans


I cinesi a favore dei matrimoni omosessuali


gay cinaL’associazione non governativa ”Youth Internet Association” ha promosso recentemente un sondaggio online chiedendo ai cittadini cinesi se fossero favorevoli o meno ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. E i risultati dell’indagine, pubblicati sul giornale “Global Times”, sono a dir poco sbalorditivi: su circa 88mila intervistati, solo mille si sono dichiarati contrari ai matrimoni gay, e una schiacciante maggioranza di 87mila persone si sono dette favorevoli.

Uno degli attivisti del gruppo ha commentato: “Speriamo che questo attragga attenzione, in modo tale che sia possibile sottoporlo all’ Assemblea Nazionale del Popolo e all’ Assemblea Consultiva del Popolo’“, cioè ai due organi legislativi cinesi che tengono in marzo la loro sessione plenaria annuale e che hanno il potere di prendere decisioni che riguardano la società del paese asiatico, che conta ormai oltre un miliardo di persone.

Yang Ziguang, del Centro per le lesbiche, i gay e i bisessuali di Pechino ha dichiarato: “Non sono sorpreso dal numero, dato che in Cina ci sono 35 milioni di omosessuali. Questo non significa che tutti vogliono sposarsi, ma che vogliono aver il diritto di farlo per evitare discriminazioni sui terreni dell’ adozione e dell’ eredità.”

La situazione dell’omosessualità in Cina non è certo delle più rosee: a gennaio il primo concorso di bellezza per gay è stato bloccato all’ ultimo momento dalla polizia, e se nel paese i gay e le lesbiche vengono in qualche modo tollerati, queste persone devono vivere la loro condizione e i loro affetti in clandestinità.

Via | eurialoeniso


I cinesi a favore dei matrimoni omosessuali


gay cinaL’associazione non governativa ”Youth Internet Association” ha promosso recentemente un sondaggio online chiedendo ai cittadini cinesi se fossero favorevoli o meno ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. E i risultati dell’indagine, pubblicati sul giornale “Global Times”, sono a dir poco sbalorditivi: su circa 88mila intervistati, solo mille si sono dichiarati contrari ai matrimoni gay, e una schiacciante maggioranza di 87mila persone si sono dette favorevoli.

Uno degli attivisti del gruppo ha commentato: “Speriamo che questo attragga attenzione, in modo tale che sia possibile sottoporlo all’ Assemblea Nazionale del Popolo e all’ Assemblea Consultiva del Popolo’“, cioè ai due organi legislativi cinesi che tengono in marzo la loro sessione plenaria annuale e che hanno il potere di prendere decisioni che riguardano la società del paese asiatico, che conta ormai oltre un miliardo di persone.

Yang Ziguang, del Centro per le lesbiche, i gay e i bisessuali di Pechino ha dichiarato: “Non sono sorpreso dal numero, dato che in Cina ci sono 35 milioni di omosessuali. Questo non significa che tutti vogliono sposarsi, ma che vogliono aver il diritto di farlo per evitare discriminazioni sui terreni dell’ adozione e dell’ eredità.”

La situazione dell’omosessualità in Cina non è certo delle più rosee: a gennaio il primo concorso di bellezza per gay è stato bloccato all’ ultimo momento dalla polizia, e se nel paese i gay e le lesbiche vengono in qualche modo tollerati, queste persone devono vivere la loro condizione e i loro affetti in clandestinità.

Via | eurialoeniso


Gli italiani e il sesso: lo facciamo di più e meglio. Dalla verginità alla contraccezione, dalla fedeltà ai rapporti omosessuali.

24 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Più spensieratezza, meno sensi di colpa. Una grande ricerca, che anticipiamo, svela quamto il nostro modo di fare l’amore sia cambiato. In meglio. Un vero “rapporto Kinsey italiano” su abitudini, comportamenti e relazioni. Ora lo facciamo con la luce accesa. Tre volte su quattro. La vergogna è finita. Lo facciamo più spesso, più volentieri, più a [...]
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Unesco: 248 lingue rischiano l’estinzione.

22 febbraio 2010 admin Nessun commento

Un pediatra del Delaware è stato incriminato per oltre 400 reati di molestie sessuali nei confronti dei bambini che visitava.
Il dottor Earl Bradley era stato arrestato in dicembre per il sospetto di avere commesso abusi sessuali su nove giovani pazienti, ma nel corso della indagine è emerso che le vittime del pediatra erano oltre un centinaio. Il medico avrebbe registrato su video alcuni degli abusi commessi, ha detto un portavoce della polizia.

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Italiani xenofobi? Non ci resta che ridere…

19 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Si rimandino i gay da dove son venuti. Dopo gli scontri di via Padova a Milano, il governo sta approntando uno studio sulle etnie che si contendono il territorio del nostro paese. Secondo la Lega, oltre a negri, ebrei e donne, sono censite in Italia circa settecento etnie diverse, alcune delle quali (molucchesi, kirghisi, antropofagi del [...]

Studio su razzismo e xenofobia. I giovani italiani dicono si alle persone Lgbtq ma non vogliono stranieri.

19 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Da uno studio presentato alla Camera emerge un quadro desolante dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni. Rom, sinti e romeni i meno graditi. Il profilo più estremo riguarda il 10 per cento e si espande online. Razzismo, quasi la metà dei giovani chiusa agli stranieri o xenofoba. Quasi la metà dei giovani italiani [...]

Quando l’erotismo straborda nel grottesco

18 febbraio 2010 Flavio Mazzini Nessun commento


US-IT-INTERNET-ROBOT-SEXA volte nel sesso ci sono aspetti grotteschi o semplicemente ridicoli che riescono ancora a sorprendermi. Si sa che quello che piace a uno può non piacere ad un altro, essergli indifferente, fargli schifo o perfino, appunto, farlo ridere. Il sesso al cinema o a teatro può spaziare facilmente dall’aspetto eccitante a quello più smaccatamente comico. Non a caso, “Sex and the city” ha saputo catalizzare l’attenzione degli spettatori mescolando questi due fattori, con una prevalenza netta del secondo. Dunque, trascurando per una volta tanto l’erotismo quanto il disgusto, altro fattore determinante ma decisamente poco commerciale, vorrei parlarvi oggi di un oggetto pensato per soddisfare i desideri più segreti ma che a me (e presumo pure ad alcuni di voi) suscita un misto di perplessità e divertimento. Con una netta prevalenza del secondo.

Si tratta di un prodigio della robotica moderna applicata all’intrattenimento sessuale, un androide femmina dotato di intelligenza artificiale e pelle sintetica, presentato poche settimane fa a Las Vegas e battezzato “Roxxxy”,. Un dirigente della società che lo ha creato sostiene che possa replicare la personalità di un essere umano, parlare e anche ascoltare, in poche parole farvi compagnia e andare a dormire con voi. Roxxxy, la pupazzotta inquietante (e grottesca) che vedete nelle foto stravaccata sul divanetto quasi in apnea, in lingerie molto sexy ma un tantino storta, è alta un metro e 73cm e pesa 54 kg, è dotata addirittura di uno scheletro, anche se non è in grado di camminare o muoversi autonomamente. In poche parole, pesa come un vecchio mobile di famiglia ma, mentre la trascini con fatica, lei ti parla e, se smadonni, ti sente e probabilmente memorizza. Può essere acquistata online, nelle versioni personalizzate, scegliendo il colore della pelle e dei capelli, ma anche indicando le proprie passioni, in modo da uniformarla ad esse e non dover poi litigare come può succedere con una fidanzata qualunque. Il tutto alla modica cifra di 7000-9000 dollari. Vi chiederete perché ne stiamo parlando su questo sito. Semplice: perché la società di Roxxxy sta già lavorando alla versione maschile: Rocky. Chissà che sexy!

 

foto | lamiaombra


Italiani, una società di omofobi oppure di omofili? Ce lo spiega la tv.

17 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
“Di punto in bianco, grazie alle trasmissioni televisive, si è passati dall’omofobia all’omofilia”. Se sei normale (statisticamente parlando, è ovvio, cioè nel senso della massima frequenza) la tv (Rai e Mediaset che siano) non fa per te. Si vuol varare una legge contro l’omofobia (cosa indubbiamente necessaria, al pari della lotta contro ogni altro tipo discriminazione [...]

Confessione shock di un presentatore inglese: “Ho finito la vita del mio compagno, malato terminale di Aids”

ray-gosling_280Il noto presentatore inglese della BBC Ray Gosling ha recentemente confessato di aver soffocato il suo compagno, di cui non ha voluto svelare l’identità anche a diversi anni di distanza, perché malato terminale di Aids, spiegando che il suo gesto è stato frutto di un accordo raggiunto in precedenza con il suo compagno. “In ospedale, un pomeriggio afoso, ci dissero che non si poteva più fare niente. Lui soffriva, soffriva terribilmente. Allora chiesi al dottore di lasciarci soli per un po’, lui uscì, io presi un cuscino e lo soffocai. Poi il dottore rientrò e gli dissi: “E’ andato”. Nessuno disse più una parola. Il mio compagno era malato di Aids, sopravviveva solo grazie ai sussidi statali e la sua sofferenza aumentava di giorno in giorno…fu il mio ultimo gesto d’amore”.

Il racconto choc del famoso presentatore avviene in contemporanea con il dibattito che sta animando il paese anglosassone sul suicidio assistito dei malati terminali; attualmente questa pratica viene considerata un crimine nel regno di sua maestà, punibile con una pena fino a 14 anni di carcere. Secondo gli ultimi sondaggi, i tre quarti dell’opinione pubblica britannica è deliberatamente favorevole a una modifica della legge sull’eutanasia, che consenta ai famigliari di assistere i malati terminali verso il trapasso.

Questo argomento etico, molto spinoso e che tocca le corde profonde della nostra moralità e fede, ha animato il dibattito in tutta Europa negli ultimi anni. In Italia la discussione sulla legge è totalmente arenata a un anno esatto dalla morte di Eluana Englaro, che come ricordiamo ha scatenato una vera e propria guerra mediatica e non solo, coinvolgendo in prima persona il governo e i vertici ecclesiastici.

Via – lastampa.it


Marc Jacobs Lorenzo Martone sposi

14 febbraio 2010 admin Nessun commento

Marc Jacobs Lorenzo Martone

Lo stilista Marc Jacobs e Lorenzo Martone, suo storico compagno, stando ai bene informati, la coppia avrebbe celebrato la cerimonia in gran segreto a St. Barts, questo all’inizio dell’anno, successivamente un rappresentante di Jacobs ha smentito ufficialmente fino ad oggi quando Lorenzo Martone ( in un intervista alla rivista Butt) conferma che lui e Marc si sono ufficialmente sposati.


Polemiche. Se tutti i gay fossero come D&G.

14 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Questa volta hanno dichiarato che sono di destra, uno di meno e uno di più, diventando subito emblema politico del quotidiano Libero. Il riferimento è a Dolce e Gabbana, ormai solo una griffe e non più una coppia. Qualche anno fa avevano dichiarato a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, che erano omosessuali e [...]

Una marcia per la laicità (e per i diritti)

12 febbraio 2010 Flavio Mazzini Nessun commento


Il crocefisso è diventato (o forse è tornato ad essere, come nei tempi bui del Medioevo) un’arma nelle mani degli integralisti, per “costruire un’identità nazionale razzista e una declinazione della cittadinanza eterosessista e familista”. E’ ciò che pensa il movimento di Facciamo Breccia, invitando tutti alla Manifestazione Nazionale NO VAT – Autodeterminazione, Laicitàfacciamobreccia, Antifascismo, Antirazzismo, Liberazione, che si tiene a Roma sabato 13 febbraio 2010. Non solo un san Valentino di amore e sdolcinatezze, ma un’occasione per contrapporsi in una battaglia che non è esclusivamente gay, ma è anche gay. Almeno fin quando le posizioni del Vaticano saranno queste. Per il quinto anno si scende in piazza a protestare contro le ingerenze di Oltretevere nella politica italiana, al grido di antirazzismo, antifascismo, antisessismo, “lotte necessarie l’una all’altra”. Non è un caso infatti che il gruppo dei No Vat sia sempre presente ai Gay Pride, motivo in più per ricambiare il favore, ammesso appunto che di favore si tratti.
Gli obiettivi che si pongono sono, ad essere realistici, decisamente ardui da raggiungere in una situazione come quella italiana. Ma, un po’ come noi gay per il matrimonio, a volte bisogna puntare in alto, sia per ottenere qualcosa, sia semplicemente per non perdere l’abitudine alla propria dignità. Ecco dunque l’elenco, con la premessa che, difficoltà a parte, non sembrano pretese ingiustificate o deliri di onnipotenza (semmai quelli sono altrove): autodeterminazione e libertà di scelta responsabile in ogni fase della vita; istruzione pubblica e laica e l’abolizione dell’ora di religione; sistema sanitario pubblico e laico; Stato sociale che risponda alle necessità reali dei diversi soggetti; diritti e piena cittadinanza di lesbiche, trans, gay e migranti; eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e cancellazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita; abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille…).
Viene maliziosamente da pensare che, se si mettesse in discussione seriamente questo ultimo punto (e magari anche quello sulla sanità pubblica), forse il Vaticano si concentrerebbe di meno nel suo astio per noi…

NO VAT 2009
Autodeterminazione, Laicità, Antifascismo, Liberazione, Cittadinanza
Manifestazione Nazionale – Roma, 14 febbraio `09
Concentramento in Piazza della Repubblica – ore 14
Facciamobreccia


Cristiani per l’uguaglianza

11 febbraio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


GAYDal basso le cose continuano a muoversi in direzione favorevole a una qualche forma di equality, cioè di uguaglianza sostanziale, nel campo dei diritti e dei doveri delle persone unite in relazioni a lungo termine. Stavolta è il turno di un gruppo di intellettuali e attivisti gay cristiani, che hanno pubblicato un appello pubblico “Cristiani per l’uguaglianza”. “La Corte costituzionale – scrivono nel documento – è stata recentemente interpellata da numerosi tribunali a seguito del rifiuto degli ufficiali di stato civile di procedere alle pubblicazioni di matrimonio per le coppie dello stesso sesso (…) Come cristiani siamo sensibili ai principi di uguaglianza e di laicità e, per questo, sosteniamo la campagna “Affermazione civile” promossa dall’associazione Certi Diritti e Rete Lenford in favore dei ricorrenti. L’amore fra due persone legate dall’impegno reciproco ad una relazione esclusiva, duratura e altruistica è, infatti, un bene sociale da riconoscere e proteggere”.

“Due persone che si amano, nella piena libertà e di mutuo accordo, possono decidere – prosegue il documento di questo gruppo spontaneo di “Cristiani per l’uguaglianza” – di sposarsi, acquisendo i diritti e assumendosi le responsabilità e i doveri del matrimonio civile o di un istituto alternativo equivalente”.
I gay cristiani firmatari di questo messaggio parlano senza reticenze di “sposalizio” fra persone sia eterosessuali che omosessuali. Non importa che la loro unione sia chiamata nello stesso modo, con la parola matrimonio, ma è giusto che si affermi una uguaglianza di diritti e di doveri. Del resto, prosegue l’appello “il matrimonio civile ha attraversato una notevole trasformazione nel corso della storia” e non è diventato che in tempi recenti un istituto fondato sulla uguaglianza e la pari dignità fra i due coniugi. Nel passato è stato una forma di assoggettamento della donna. Oppure uno strumento di potere e di controllo sulle persone da parte delle chiese o di altri potentati. Sono state vietate in passato unioni fra “ariani e ebrei” o il matrimonio fra bianchi e neri. Solo con il passare del tempo il matrimonio e gli istituti ad esso assimilabili sono diventati una libera scelta e la manifestazione pubblica di un legame amoroso.
gay europa“In Europa, all’inizio del 2010, – scrivono questi gay cristiani – il diritto al matrimonio civile è riconosciuto alle coppie omosessuali in Spagna, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia. In Portogallo è in dirittura d’arrivo. Nel Regno Unito è stato istituito un istituto sostitutivo equivalente. In molti altri paesi europei sono state istituite nuove forme di unione accessibili alle coppie omosessuali”. Nello stesso tempo, anche nelle chiese, anche in quelle apparentemente più chiuse, come le cattoliche e le ortodosse, si riflette sul significato delle tradizioni dell’ “affratellamento”, l’antica Adelphopoiesis, cioè di forme di benedizione di un unione fra persone dello stesso sesso. Molte chiese stanno introducendo la benedizione delle unioni gay. Le Chiese riformate della Scandinavia celebrano veri e propri matrimoni gay.
C’è certo il rischio che, a frenare la riflessione pubblica sul tema delle unioni gay, siano interessi diversi e poco nobili, afferma ancora il documento: “Campagne politiche apparentemente condivisibili come quella per ‘la difesa della famiglia’ in realtà non sembrano condurre a interventi sostanziali di sostegno alle famiglie, ma servono spesso a politici di ogni schieramento per cercare di trarre vantaggi elettorali e personali. Gli omosessuali, in questo modo, diventano dei capri espiatori. I loro diritti sono calpestati. Non sarà infatti riconoscendo o non riconoscendo il diritto delle coppie omosessuali di sposarsi che le coppie eterosessuali avranno più aiuti dallo Stato o divorzieranno meno o faranno più figli, o li educheranno meglio”. Si pratica, insomma, un trucco vecchio quanto la politica: si cavalcano diffidenze e paure, per dividere l’opinione pubblica. Non per fermare il cambiamento, quello è impossibile, ma almeno per costruirci sopra una carriera come presunti ‘difensori dei valori’.
Sarà un processo lungo e delicato, quello della piena accettazione della visibilità dei gay e delle unioni gay nelle nostre società. Per questo i gay cristiani concludono: “Noi crediamo nell’alto valore del matrimonio e in una concezione di matrimonio, o istituto alternativo equivalente, che non tolga nulla agli eterosessuali e alle famiglie tradizionali e che dia finalmente dignità e uguaglianza alle coppie omosessuali, al loro amore e al loro altruismo, a beneficio di tutta la società.”.
Per conoscere meglio questo appello di Cristiani per l’Uguaglianza si può visitare il loro sito, oppure il loro gruppo Facebook.


Il presidente del Costarica dice no al Matrimonio Gay


laura01Laura Chinchilla Miranda (in foto), rappresentante del Partido de liberaciòn national (Pln), partito di sinistra, vinse le elezioni in Costa Rica; prima donna a essere eletta alla guida del Paese.

La neo eletta ha subito rivolto un’appello agli avversari politici e ai diversi settori sociali affermando che avrebbe continuato la politica del suo predecessore Oscar Arais (Premio Nobel per la Pace nel 1987), ovvero, il miglioramento della qualità della salute, dell’educazione e assicurare un valido sostegno a favore del matrimonio.

Il suo dedutto ufficiale si ebbe il 28 Novembre 2009 in occasione della “Marcia della vita e della famiglia”  (evento sostenuto dalla Chiesa cattolica) a cui parteciparono circa 50000 persone; nulla di strano sembrerebbe, peccato che la marcia era contro l’aborto e contro il matrimonio tra omosessuali.

La sua presenza, ovviamente, suscitò stupore sia nella maggioranza che nell’opposizione poichè tale presenza non coincideva con quanto affermato precedentemente. Inoltre la neo eletta, in una visita ad un’emittente radiofonica (La Paz del Dial), ha affermato in diretta: “La mia visione è a favore della vita. Non capisco come ci siano genitori che insegnano ai loro figli a rispettare gli animali ma poi sono capaci di sacrificare una vita umana”.

Dunque la Presidente del Costa Rica è contraria all’aborto e, per via della manifestazione, anche contraria ai Matrimoni Gay?

via| gaynews24


Tanto astio è solo il segno di una Chiesa al tramonto


cupola di michelangeloMentre dalla Germania arrivava la notizia delle ennesime violenze sessuali compiute per decenni da sacerdoti cattolici e loro affiliati (abusi ai danni degli studenti, sedute di masturbazione, stupri segreti), in Italia, come se nulla fosse, c’è chi sente l’obbligo di ribadire discutibili principi: “L’omosessualità è un disordine”, tuona monsignor Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, “un peccato che esclude la comunione”. Il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Babini, attacca perfino il governatore della Puglia: “La pratica conclamata della omosessualità è un peccato gravissimo, bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Zerrillo, invece se la prende con le leggi anti-omofobia. “Non é mai assimilabile ciò che è la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna, e quella omosessuale che famiglia non è, per la semplicissima ragione che non è in grado di ottemperare alla riproduzione. Dare la comunione a persone del genere può causare scandalo, è quindi meglio non darla”. Anche per Babini, “la legge sulla omofobia di fatto incoraggia questo vizio contro natura e dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. I gay dovrebbero pentirsi di questo orribile difetto”. Come se non esistessero vie di mezzo, i monsignori ci vanno giù con la mano pesante.

Potremmo andare avanti a lungo, ma basterebbe ricordare che Cristo, il quale mai pretese di fondare una religione sua, predicò solo pace e amore, al contrario di chi, professandosene seguace, semina odio e discriminazione e pretende di parlare in nome di Dio, decidendo cosa è naturale e cosa no. Salvo poi per primo ostacolare la riproduzione, scegliendo di non sposarsi e non generare figli. E reprimendo i propri istinti ‘naturali’, salvo magari sfogarsi su creature indifese (come è accaduto in alcuni casi).

La figura del sacerdote, ontologicamente ambigua e palesemente manipolatrice, passa quasi intatta attraverso le differenti fedi, fino a imporsi in tutti i suoi aspetti negativi anche laddove i precetti particolari esigerebbero ben altro. vescovo_pistoia

Se Cristo non condannò i peccati della carne ma dello spirito, né perse tempo a scruta dentro le mutande ma in fondo ai cuori, condannando semmai proprio sacerdoti, farisei e sadducei, ecco forse spiegata, meglio che da qualsiasi superficiale tesi legata alla decadenza dei tempi o al relativismo, il declino inesorabile di una Chiesa ipocrita e violenta, da noi ossequiata per il suo potere, non certo per la sua autorevolezza. Non occorre essere credenti per rendersene conto. Ma per i credenti, in particolare quelli gay, le affermazioni di certi monsignori emeriti costituiscono la scintilla per una necessaria presa di posizione: dentro o fuori. Ossia, partecipare all’orgia collettiva di menzogne in nome di Cristo, oppure ribellarsi e costituire opposizione, magari anche interna, per porre le basi della rinascita di una Chiesa realmente cristiana.


Bisessualità: un mondo poco conosciuto e molto discriminato anche dagli omosessuali.

8 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Quando una persona prova interesse, sia erotico che sentimentale, per persone di entrambi i sessi, la si definisce “bisessuale“. Non tutti amano questa definizione: c’è chi preferisce la dizione “pansessuale” (significando che l’attrazione non è rivolta solo ad un sesso o all’altro, ma anche ai transessuali) ma anche “non – preferenziali“, [...]

Matrimonio gay si è concluso dello sciopero della fame per Francesco Zanardi

manuel costa e francesco zanardi

Francesco Zanardi ha interrotto lo sciopero della fame, iniziata il 4 gennaio per sollecitare l’inizio di una discussione in parlamento sulle unioni civili tra gay.

Il ragazzo trentottenne di Savona ha affermato che: “Il digiuno è stato accompagnato dalla più totale indifferenza delle istituzioni italiane, a nulla sono servite le mail degli italiani, le mie, quelle delle associazioni; persino i richiami dell’Unione Europea sono stati totalmente ignorati dei nostri politici, una classe politica sorda che non ci rappresenta affatto”.

Anche se in Italia la protesta è stata accompagnata dal silenzio così non è stato nel resto dell’Europa, in cui, moltissimi appoggiavano, e appoggiano tutt’ora, Francesco e Manuel, in primis lo stesso Parlamento europeo che, con i suoi molteplici richiami, ha tentato di aiutare la coppia (e tutto il mondo gay italiano) e, in secundis, la Spagna le cui associazioni erano pronte a dare man forte ai due patner italiani.

Francesco afferma ancora: “Chi ha saputo guardare ha trovato una strada percorribile, che non è purtroppo quella della politica italiana,una classe politica che assolutamente non rappresenta un’enorme parte degli italiani e li costringe dietro le porte della repressione”; e conclude augurandosi che, alle prossime elettorali, gli italiani siano più accorti e non credano alla promesse fatte da queste persone, promesse che rimangono solo parole vane dette in campagna elettorale.

via| Bilitzquotidiano


Facebook. C’è il boom di contadini virtuali: su Farmville 76 milioni di utenti.

6 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
A paragone i numeri, nell’ordine delle centinaia di migliaia di copie, del precedente videogioco di maggior successo di questo genere, “Sim Farm” appaiono risibili. Con i numeri di Facebook, che si avvia in queste ore a raggiungere la soglia dei 400 milioni di utenti, tutto può veramente diventare sproporzionato, anche un semplice gioco come Farmville che [...]

La Spagna dice No alla richiesta di asilo politico di Francesco Zanardi


“Prendiamo _4minisindaco-zanardi-incorvaiaseriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati”. Lo ha affermato, ai microfoni di CNRmedia, Pedro Fernandez, portavoce dell’Ambasciata spgnola, che ha risposto prontamente alla richiesta di asilo politico avanzata da Francesco Zanardi e dal suo compagno Manuel Incorvaia, in sciopero della fame da 32 giorni per chiedere diritti alle coppie omosessuali.

“Abbiamo ricevuto almeno una trentina di mail di altre coppie gay italiane che ci hanno chiesto asilo politico – continua Fernandez – abbiamo anche parlato con Zanardi, e siamo sempre pronti ad ascoltarli. Prendiamo molto sul serio questa vicenda ma, ripeto, non possiamo concedere alcun asilo perché non riteniamo che in Italia vi siano atteggiamenti discriminatori contro i gay”.

“Ogni Paese europeo ha la sua legislazione in materia – conclude il portavoce dell’ambasciata – non entro nel merito di quella italiana, ma posso dire che non riteniamo vi siano i presupposti per definirla discriminatoria”.

La lotta della coppia di Savona si arricchisce di un nuovo colpo di scena, _4minimanuel-francesco-spiaggiaogni giorno ci sono nuovi sviluppi e novità in questa vicenda intricata che sta tenendo con il fiato sospeso molti di noi. Al governo italiano e alle istituzioni preposte questo non sembra importare, è più di un mese che lo sciopero della fame è iniziato e nulla si è mosso nella politica. La vicenda ha avuto una eco anche sui media: numerose trasmissioni si sono occupate di questo caso senza arrivare a nulla di concreto e senza portare a una vera mobilitazione di tutto il mondo gay per vedere finalmente riconosciuti il nostro diritto ad amarci ed essere riconosciuti giuridicamente.

Via | Leggo


Emozione in Spagna per le proteste dei ragazzi di Savona. Richiesta di asilo politico a Re Juan Carlos

bandiera_spagna

La protesta di Francesco Zanardi, perpetrata contro il Parlamento italiano e la classe politica incapace di creare leggi contro l’omofobie e leggi per le Unioni Civili, sta destanzo una forte emozione anche nelle associazioni lgbt dell’Unione Europea, in particolare in quelle della Spagna, le quali stanno seguendo da vicino lo sviluppo del “caso” e sono pronte a supportarli nel caso in cui vogliano chiedere asilo politico in quanto “vittime di discriminazione sessuale da parte del governo italiano”. franceso&manuel

Francesco e il suo compagno Manuel hanno deciso che chiederanno asilo politico alla Spagna tramite una lettera d’appello mandata all’ambasciata italiana in Spagna e a tutte le ambasciate spagnole presenti nel territorio italiano con la frase: “Il governo italiano ci sta lasciando morire di fame”.

Aggiungono inoltre che nonostante le segnalazioni inviate da parte loro e anche da parte dei cittadini alle maggiori istituzioni nessuno è mai intervenuto; affermano che l’italia stia ignorando i richiami dell’UE e che si stia impedendo la divulgazione della loro situazione, della quale sono a conoscenza anche le associazioni americane.

Concludono affermando: “Dal Parlamento europeo l’Intergroup lgbt cerca di sostenerci ma senz’alcuna risposta dal governo italiano”.

I due ragazzi, all’interno della lettera, chiedono anche informazioni riguardanti l’ottenimento dell’asilo politico in Spagna poichè, secondo la Convenzione di Ginevra, si ritengono perseguiti dallo Stato italiano per “l’appartenenza ad un determinato gruppo sociale” (ovvero in quanto omosessuali); tuttavia la richiesta potrebbe non venir accolta poichè il governo spagnolo ha recentemente modificato una legge proprio sull’asilo politico per cause di discriminazione sessuale e di identità di genere, secondo la quale,  si potrebbe rifiutare l’asilo politico ai membri dell’Unione Europea.

via| Gawave


Francesco Zanardi 31 giorni di sciopero della fame


zanardi francescoSiamo arrivati al 31esimo giorno di sciopero della fame da parte di Francesco Zanardi, che non demorde e prosegue la sua lotta per l’affermazione dei suoi diritti, di quelli del suo compagno Manuel e di tutti i gay italiani.

Decisione drasticla sua, che ha portato con se, e porta tutt’ora, una lunga serie di problemi, riflessioni e accuse.

In primis la sua grande delusio nei confronti di alcune associazioni glbt, fra le quali quella di Enrico Oliari (Gaylib); l’accusa che inoltra Francesco è quella di essere stato abbandonato da queste associazioni, che non lo appoggiano più come un tempo, che trovano quantomeno discutibile e sbagliato il suo sciopero. Lo stesso Oliari, in risposta alle accuse di Zanardi, afferma:oliari

“Vi è la protesta di Francesco Zanardi, Manuel Incorvaia fatta di un mix di scioperi della fame, comparse televisive, denunce di immobilismo  rivolte alle associazioni e molta ingenuità, ovvero un’azione estremamente violenta sotto il profilo culturale, ma che di certo non rappresenta il guadagno di nemmeno un centimetro sulla strada verso la meta”

Inoltre afferma di non condividere il modo di agire della coppia e ritiene che questo sciopero della fame sia una forma di protagonismo.

Non mancano nemmeno gli appelli affinchè Francesco sciolga lo sciopero, come quello scritto in una lettera da Imma Battaglia (gayproject), in cui si tenta di convincerlo a smettere poichè la sua vita viene ritenuta, ed è ritenuta, più importante della politica italiana. Inoltre in questo appello viene alla luce la seria preoccupazione per le condizioni di salute di Francesco, e, si ribadisce che le risposte e i diritti che, giustamente, lui vuole hanno un iter molto lungo e complesso e non sono di immediata soluzione, asserendo, che la politica italiana è molto occupata anche in altri campi.

Francesco non demorde, in un cominicato afferma che lo stato italiano ha “abbandanto” lui e il suo compagno e, per esteso, tutti i gay italiani; sembra quasi che non interessi nulla ai politici della volontà, della fame di diritti di questa coppia. Afferma un’atteggiamente di profondo “menefreghismo”, si rivolge a quei pochi parlamentari che lo appoggiano di far sentire di più la propria voce.

Trentun giorni di sciopero della fame non sono pochi, ma probabilmente è stato l’unico modo per poter far sì che “l’occhio della politica italiana” si posasse su di loro, accelerando l’iter e, soprattutto, prendendo una decisione; decisione che stabilirà la possibilità, o l’impossibilità, di poter realizzare quello che vogliono.

 


Aids: scoperta arma segreta virus.

2 febbraio 2010 admin Nessun commento

hiv

Oggi e’ finalmente nota la struttura dell’enzima chiamato integrasi, una delle principali armi che il virus Hiv utilizza per diffondersi.Lo studio, pubblicato su Nature, e’ stato condotto in collaborazione fra Gran Bretagna e Stati Uniti: dall’Imperial College di Londra e dall’universita’ di Harvard.Utilizzando la tecnica della cristallografia, i ricercatori sono riusciti a ricostruire la struttura tridimensionale dell’enzima che il virus Hiv utilizza per ”impadronirsi” della cellula.

via | Ansa


L’esercito dei bisex. Non gay, non lesbiche, lo strano mondo degli incerti.

1 febbraio 2010 Redazione Nessun commento
Sono tanti, diversi ed insospettabili: la caratteristica che li accomuna è quella di non essere nè eterosessuali nè omosessuali. L’esercito dei bisessuali annovera tra le proprie file personaggi come Lady Gaga e Fergie, Mika e Duncan James ma anche Megan Fox e Mike Manning così come molti altri e molte altre. Vediamo un po’ di [...]

Cardinale Tettamanzi, Istituzioni hanno perso autorevolezza.

31 gennaio 2010 admin Nessun commento

Con la candidatura alla regione Lazio di Emma Bonino il Pd “ha abdicato a ogni forma di leadership culturale consegnandosi a quella radicale”. Lo dice Paola Binetti, deputata cattolica del Pd, intervistata da ‘La Stampa’. La deputata risponde cosi’ alla domanda se stia facendo le valigie per lasciare il partito per un approdo centrista: “Credo che anche l’Udc debba ripensarsi in un modo nuovo. E da questo punto di vista la componente di Pezzotta e’ importante per condurre verso un rapporto con l’Api di Rutelli teso a generare un soggetto politico forte”.

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Riconoscimento delle unioni gay – Un momento di studio a Pisa promosso da Rete Lenford

23 gennaio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


2010-01-22-rete-lenford-i-tre-relatori-1

Anche in questa nostra Repubblica dove la gente ha così scarsa fiducia nello “Stato” da rinunciare spesso in partenza a promuovere una regolamentazione giuridica dei propri diritti e doveri, sta per succedere qualcosa in materia di riconoscimento giuridico delle unioni fra persone dello stesso sesso. L’istituto giuridico del matrimonio è in profonda crisi, ma sta invece crescendo esponenzialmente il numero delle coppie – gay e non – conviventi more uxorio, cioè unite in una relazione sentimentale e sessuale di lungo termine, implicante diritti e doveri, responsabilità e reciprocità. Il costituzionalista Giovanni Maria Flick, in occasione di una celebrazione dei 60 anni della nostra Costituzione ha raccomandato che il Parlamento legiferi in materia di unioni gay.rete-lenford
Questi sono alcuni dei temi emersi oggi a Pisa in un seminario promosso dalla Rete Lenford, un network di avvocati impegnati sul fronte dei diritti LGBT. L’incontro di studio si è svolto nel palazzo universitario storico della Sapienza, sotto il patrocinio della Facoltà di Giurisprudenza. Le relazioni introduttive sono state tenute dall’Avv. Saveria Ricci, di Firenze, impegnata nella Rete Lenford; dal Prof. Francesco Dal Canto, dell’Università di Pisa; dal Dott. Alexander Schuster, dell’Università di Trento.
Le più grandi novità stanno emergendo dal basso: coppie che realizzano relazioni stabili e durature e le rendono visibili a tutti; iniziative spontanee – come il recente digiuno di Francesco Zanardi e Manuel Incovaia di cui gaymagazine.it si è ripetutamente occupato – per chiedere alla politica di darsi una mossa, essendo l’Italia rimasta uno dei pochi stati (di diritto) a ignorare le coppie gay; iniziative locali per farsi riconoscere come compagni di vita dagli uffici anagrafici locali, un fronte grassroots su cui è molto impegnata l’associazione radicale Certi Diritti.
Il seminario ha approfondito il successo dell’iniziativa presa da alcune coppie gay in varie parti della Repubblica, di rivolgersi ai loro Comuni chiedendo le pubblicazioni per potersi sposare. Contro i rifiuti opposti dagli ufficiali dello stato civile, queste coppie hanno fatto ricorso e in quattro città – Firenze, Venezia, Ferrara e Trento – i tribunali che hanno trattato la materia hanno riconosciuto come le richieste delle coppie meritino di essere discusse di fronte alla Corte Costituzionale.
In questi quattro casi i giudici locali hanno “rimesso” alla Corte suprema della Repubblica la richiesta di una riflessione sulle disposizioni del Codice Civile e di alcune altre leggi vigenti, che, riservando il matrimonio civile alle sole coppie eterosessuali, potrebbero essere contrarie alla nostra Carta fondamentale.universita pisa
I due commi dell’art. 29 della nostra Costituzione recitano: “29.1 – La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. 29.2 – Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”. I giuristi presenti all’incontro di oggi si sono domandati se la Corte accederà a una interpretazione storica ed evolutiva – e quindi più neutrale rispetto alle nuove esigenze emerse con la visibilità delle coppie gay – di questo principio costituzionale, tenendo conto del fatto, come la Corte ha già fatto in passato, che sia la famiglia che il matrimonio in Italia sono profondamente cambiati negli ultimi 60 anni e continueranno certamente a cambiare. Oppure se la Corte si limiterà a raccomandare al legislatore modifiche al diritto di famiglia o – più probabilmente – l’istituzione di una qualche forma di unione civile, tenuto conto anche della necessità, impostaci dall’art. 117 della nostra Costituzione, che l’ordinamento italiano si adegui alle disposizioni europee. Dall’Europa non ci arrivano solo raccomandazioni o appelli politici, ma vere e proprie norme come l’art. 9 della Carta di Nizza, recentemente recepita nel Trattato di Lisbona, che ci chiedono di provvedere al riconoscimento in una qualche forma delle coppie gay. Sembra invece escluso, questa l’opinione dei giuristi e dei partecipanti al seminario di oggi, che la Corte possa interpretare in modo restrittivo l’art. 29, trasformando la “naturalità”, che per i nostri Costituenti era razionalità e ragionevolezza, in una specie di mostruoso comandamento moralistico, anticamera dello stato etico, che sarebbe la tomba della libertà di tutti, non certo solo dei gay.
Questo pronunciamento della Corte, che si preannuncia estremamente importante per il dibattito sull’uguaglianza fra i cittadini gay ed etero e fra le coppie eterosessuali ed omosessuali, è atteso entro l’estate.


L’importanza (e il piacere) della diversità

I fatti di Rosarno hanno lanciato un segnale chiaro al Paese su una situazione che non può essere ulteriormente trascurata o fatta ostaggio di bieche manovre elettorali. Uno di quegli elementi che separano i Paesi civili da quelli arretrati, le democrazie moderne dagli Stati a libertà provvisoria. Noi gay ne sappiamo qualcosa, perché facciamo parte di quegli elementi: ne fanno parte i diritti che ancora non abbiamo come quelli che abbiamo faticosamente conquistato, ossia il diritto alla visibilità e a non essere derisi e malmenati. Un occhio al di là dei nostri recinti non guasta ed è per questo che ho deciso di segnalare un video interessante, che si potrebbe adattare, magari con qualche modifica, anche al caso nostro.

Per fortuna c’è chi ritiene la diversità una ricchezza e ricorda, oltre al fatto che l’Italia ha una sua lunga storia di emigrazione, anche che l’accoglienza e l’ospitalità sono concetti, prima ancora che cristiani, iscritti nella storia umana da sempre. Il divertente ma profondo video racconta un giorno senza più immigrati, con persone che prima partecipavano alla nostra vita di tutti i giorni e che improvvisamente spariscono, lasciandoci letteralmente nei guai. A cominciare dalle donne di servizio, dalle tate che si occupano di bambini (e anziani), dalle persone da cui compriamo la frutta, ecc. Gente che fa parte della nostra vita, che lavora con noi e spesso per noi, non il pericolo mascherato di cui un razzismo demagogico ci parla, gente con le proprie speranze, proprio di fianco alle nostre. Dicevo che si potrebbe adattare a noi gay proprio per questo, perché se per un giorno sparissimo noi, come era stato suggerito da un’iniziativa americana in parte fallita, la società sarebbe più povera. Magari di parrucchieri e stilisti, ma non solo. Per questo il video centra doppiamente ildiversi bersaglio, perché la nostra ipocrisia non si rende sempre conto che, senza gli immigrati, si fermerebbero molte fabbriche, attività agricole, situazioni domestiche. Sempre per questo, ovviamente, il video si limita a considerare gli immigrati solo come forza lavoro. Perché c’è anche un altro modo di interagire, più sottile e profondo, meno egoistico ma non altrettanto diffuso. Quello dei sentimenti, ad esempio, e perfino quello sessuale. A me è capitato spesso di rapportarmi intimamente con persone non italiane, turisti di passaggio a Rom, ragazzi stabilitisi qui e provenienti da Paesi ricchi o benestanti di Paesi meno ricchi, e molti altri che si erano dovuti adattare, non diversamente da quelli di cui parla la tv e protagonisti del video. Sarebbe carino, allora, mostrare anche i luoghi di incontro gay, con persone di tutto il mondo che improvvisamente spariscono. Certo, è una questione meno avvertibile di quella lavorative, però esiste. Almeno per me, è sempre stato un piacere poter guardare a un ragazzo indipendentemente dall’etnia o forse proprio col piacere di un confronto (anche sessuale) con altre nazioni, altri tratti somatici, altri colori, altre caratteristiche fisiche. Una ricchezza nella varietà, una unità nella diversità che non pretendono di significare concetti universali di amore, ma che non si limitano nemmeno a un semplice sfizio. Come quando andiamo all’estero e non cerchiamo disperatamente pizza o pasta, ma ne approfittiamo per scoprire e gustare il piacere di qualcosa di diverso. Ugualmente, quando queste differenze approdano da noi, e non solo sotto forma di kebab, qualunque siano la lingua, la religione, il colore di chi abbiamo di fronte, possiamo scoprire e gustiamo il piacere di qualcosa che, alla fine, non è poi così diverso, eppure lo è.


Il sito
blacks-out.com

Il video su youtube: link

Fonte foto: link


Renata, Emma e il matrimonio gay

bonino polverini
Nel vuoto pneumatico di certi forum su internet, zeppi di sproloqui sgrammaticati e privi di orientamento, ogni tanto si levano voci nobili, non necessariamente condivisibili ma che meritano la qualifica di pensieri. Tra queste, c’è chi, con bello stile in versi, è riuscito a dire qualcosa che io non avrei saputo esprimere altrettanto bene. Il tutto fa riferimento allo scontro per la poltrona di Governatore del Lazio tra due donne decisamente fuori dagli schemi della nostra attuale politica. Da una parte, Emma Bonino, cui fa riferimento l’amico Almadell, dall’altra, Renata Polverini, che avrebbe in seguito risposto frettolosamente, ribadendo di considerare ‘famiglie’ solo quelle costituite da un uomo e da una donna, senza specificare se per forza uniti legalmente (e magari religiosamente) in matrimonio oppure no. La polemica potrebbe essere destinata a crescere, mettendo in gioco da un lato le speranze dei gay ma pure i timori di certi cattolici del centro sinistra, dall’altro un concetto di destra moderna laica ed europea del quale nel nostro Paese si stenta a vedere anche solo un pallido riflesso ma che proprio la Polverini pareva potesse incarnare. In attesa di approfondimenti, ecco intanto il commento dell’amico Almadell sull’altro versante:

Da una persona che non si è mai sposata
la critica al matrimonio gaygaymarried
è la prosecuzione di una critica al matrimonio tout-court.

E’ un vecchio problema del massimalismo.
Come affrancare le minoranze
portando una critica radicale al sistema?

L’esempio del femminismo è sufficientemente buono.
I Pacifisti sono favorevoli alle donne nell’esercito?
Gli Anarchici sono favorevoli al voto alle donne?
Sì e no, ovviamente.

Parafrasando Pasolini su “bianchi” e “neri”
“Diciamo che i gay sono come gli etero,
mai che gli etero sono come i gay”

Anch’io sono per la parità.
Aboliamo il matrimonio civile eterosessuale.

Citando Gesù, nel Vangelo secondo Matteo
[10]Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». [11]Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. [12]Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Ecco, appunto: “chi può capire, capisca”.
Non credo che la Bonino si metterà di traverso rispetto a questa battaglia._MatrimonioGay
E quando io parlo di “abolire il matrimonio civile”
faccio un uso improprio della parola “abolire”.

Alla fine l’unica cosa saggia è legalizzare la droga e non drogarsi;
il matrimonio gay e non sposarsi; la prostituzione e non vendersi.

Se la Bonino avesse la mia età, forse lo capirebbe.

Parole cui mi allineo completamente, per quanto io stesso sia poco incline al matrimonio. Non intendo dire che il matrimonio gay non abbia importanza, anzi il contrario. Un po’ come la libertà religiosa per chi ricopre cariche istituzionali in uno Stato laico, che personalmente ritengo inutile se non dannosa, non pretendo però sia repressa. Semplicemente, trovo che ci si dovrebbe sposare solo in Chiesa, non per gli addobbi e i confetti, ma perché si crede realmente in ciò che si giura davanti al Dio cui si crede. I non credenti non hanno bisogno di cerimonie ma solo di eguali diritti, con in più la possibilità di separarsi che ai credenti dovrebbe essere negata. Si stabilirebbero dei confini più netti e si creerebbe un minimo di serietà, impresa impossibile per il nostro Paese. Per cui, non resta che allinearsi per una battaglia che contiene anche obiettivi ai quali non si crede e indipendentemente dalla loro possibilità di realizzazione. Unirsi, intanto, anche con il sostegno morale a Francesco e Manuel e a tutti quelli che sentono così forte questa esigenza o, forse, in modo più nobile, trovano vergognoso che in Italia nessuno se ne curi e che la minoranza dentro la minoranza di chi vorrebbe sposarsi sia doppiamente avvilita. Francesco e Manuel meritano rispetto, indipendentemente da tutto. Anche dal fatto che io, trentottenne fidanzato con un ragazzo molto più giovane, probabilmente non avrei accettato che il mio giovane compagno si sottoponesse allo sciopero della fame.


Paola Concia sostiene la causa di Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi: “Facciamo una staffetta”

paola-concia1Vicina alla dura battaglia che stanno affrontando Manuel Incorvaia ed il suo compagno Francesco Zanardi per il riconoscimento del matrimonio civile anche in Italia, ora che lo stesso Manuel è stato costretto ad interrompere lo scipero della fame , mentre continua ad oltranza quello del compagno, la deputata del Partito Democratico Paola Concia affronta l’ argomento direttamente dal suo sito ufficiale, chiedendo più coesione e sostegno verso la difficile causa che la coppia sta portando avanti e propone una staffetta del digiuno, per fissare la calendarizzazione delle proposte di legge sulle unioni civili nel nostro paese:

Manuel Incorvaia ha dovuto sospendere lo sciopero della fame per un malore, ma la protesta della coppia gay di Savona, che chiede la calendarizzazione delle proposte di legge sulle unioni civili, non si deve fermare. Organizziamo una staffetta con Manuel e Francesco in modo da non interrompere lo sciopero della fame, iniziato il 4 gennaio scorso, fino a quando non sara’ raggiunto l’obiettivo e per fare in modo che la protesta dei due ragazzi, ben poco seguita e amplificata dai media possa, con il coinvolgimento di molti, essere finalmente ascoltata.

Le proposte di legge – conclude Concia – devono essere calendarizzate e non si puo’ pensare che la disattenzione dei mezzi di comunicazione, o peggio ancora quella del nostro Parlamento, possa costare la vita di un essere umano’.

Queste la parole della deputata che è stata ospite qualche giorno fa della trasmissione “O” su Youdem, insieme  a Vanni Piccolo ed il  blogger Alessandro Michetti.

Via|PaolaConcia


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