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Archivio per la categoria ‘Societa’

La nuova Miss Universo diventa testimonial dei matrimoni gay

La messicana Jimena Navarrete, eletta Miss Universo il 23 agosto scorso a Las Vegas, ha speso parole a favore delle nozze tra persone dello stesso sesso e della comunità lgbt in generale. La 22enne neo regina di bellezza, con le sue dichiarazioni a favore dell’equità matrimoniale tra gay ed eterosessuali, si distanza decisamente da tutte le altre miss che l’hanno preceduta, tutte ostinatamente contrarie ai fiori d’arancio per le persone lgbt.

In un’intervista rilasciata a una radio messicana, Jimena ha affermato: “Non c’è nessuna differenza. Non credo sia giusto il fatto di discriminare una persona solo in base al suo orientamento sessuale. La verità è che io sono fermamente contraria alle discriminazioni, e quello che posso aggiungere è che ho molti amici gay e li adoro! Non certo motivo per mettere queste persone da una parte e non lasciarli liberi di godersi la vita che vogliono con il proprio partner.” Insomma, con queste parole la nuova Miss Universo si è auto candidata madrina e portavoce ‘popolare’ dei matrimoni gay in Messico, il suo Paese d’origine, una nazione fortemente cattolica e tradizionalista ma che nella sua capitale permette sia le nozze sia le adozioni da parte delle coppie dello stesso sesso.

Via – Advocate


Il Parlamento di Sidney ha approvato la legge sulle adozioni alle coppie gay

Il Parlamento dello stato australiano del Nuovo Galles del Sud ha approvato un disegno di legge che consente alle coppie dello stesso sesso di poter adottare dei bambini. Il voto, durato quattro giorni, è stato serratissimo e questo nuovo provvedimento a tutela dei genitori gay è passato per soli due voti di scarto. È stata comunque una vittoria a metà, visto che il testo passerà la prossima settimana alla Camera Alta di Sidney, dove si preannuncia una battaglia durissima, e su il ‘si’ a una serie di emendamenti di modifica alla bozza normativa originale. Tra queste, troviamo la clausola secondo cui i genitori biologici del bambino possono decidere di non far adottare il proprio figlio a una coppia gay, senza essere per questo denunciati di discriminazione sessuale.

Tutto ciò ha fatto ovviamente felice la Chiesa, che ha espresso il suo parere positivo affermando che in questo modo le persone e le associazioni potranno esprimere le proprie opinioni senza essere per questo citate a giudizio. L’anno scorso il Parlamento federale condusse un’indagine, durata sei mesi, proprio sulle adozioni da parte di partner dello stesso sesso: dai risultati è emerso che, cambiano la normativa attualmente vigente a livello centrale, che non prevede l’omogenitorialità, ciò porterebbe solo dei vantaggi per quanto riguarda la situazione dei bambini. Attualmente, la piena equità tra coppie omo ed etero sul piano dell’affidamento di minori esiste solo negli stati di Tasmania, Australia Occidentale e nel Territorio della Capitale Canberra. Proprio ieri c’eravamo occupati della situazione dei diritti gay nell’isola-continente all’altro capo del mondo, dove le innovazioni legislative dei paesi occidentali in merito ai diritti lgbt si scontrano con una società e una classe politica conservatrice e profondamente religiosa.

Via – Pink News


La nuova frontiera dei matrimoni gay è in volo

Mentre Paesi come l’Italia non hanno ancora approntato una legislazione a favore delle coppie gay, la compagnia aerea nordeuropea SAS ha deciso di promuovere i suoi viaggi intercontinentali con la celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso all’interno dei propri airbus. Le prime nozze in volo sono previste per il prossimo 6 dicembre sulla tratta Stoccolma – New York della Scandinavian Airlines e, a questo proposito, è stata lanciata da ieri la campagna Love is in the Air attraverso il sito della compagnia: qui le coppie che intendono partecipare alla selezione possono creare il loro profilo corredato da video e foto, che sarà votato da altri internauti. Per aumentare le probabilità di vincita, ogni partecipante può condividere il profilo creato con tutti gli amici attraverso i vari social network come Facebook, Twitter e YouTube, con l’obiettivo di ottenere il maggiore numero di preferenze.

“Le compagnie aeree, e anche Sas, organizzano già da anni matrimoni a bordo dei propri aerei, ma noi saremo i primi al mondo ad organizzare un matrimonio omosessuale in volo – precisa in una nota Robin Kamark, Chief Commercial Officer di SAS – e dunque pensiamo che questa iniziativa sia la naturale celebrazione dell’amore”. Il volo non sarà l’unica nota ‘rosa’ della compagnia: per l’occasione, Sas fa sapere che allestirà e addobberà una parte della sua lounge all’Aeroporto di Stoccolma e una delle cabine di Business Class a bordo del volo SK903 del prossimo 6 dicembre come fosse una celebrazione in chiesa in piena regola e l’intero equipaggio sarà omosessuale. Un’iniziativa che sicuramente sta facendo parlare di sé e che aprirà una nuova era nella celebrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, che stanno cercando di copiare sempre di più quelli eterosessuali in quanto a stranezze.

Via – Adnkronos


La Tasmania riconoscerà i matrimoni gay

Il parlamento tasmaniano ha approvato una legge che permetterà di riconoscere sul proprio territorio matrimoni e unioni civili tra persone dello stesso sesso contratte in altri stati e territori dell’Australia. The Relationships Act, questo è il nome della normativa approvata quasi all’unanimità dalla Camera Bassa di Hobart, è solo un piccolo ma significativo passo in avanti per tutte quei gay e lesbiche tasmaniani che hanno registrato un patto d’amore fuori dai confini dell’isola e vogliono vederlo riconosciuto giuridicamente anche nel proprio Stato: lo status di contraente o di persona sposata sarà quindi immediatamente riconosciuto anche in Tasmania, senza la necessità di registrare di nuovo l’unione. Un emendamento che proponeva il divieto di riconoscimento dei matrimoni contratti fuori dai confini dello Stato e apriva le porte solo alle unioni civili, proposto da un deputato liberale, è stato invece bocciato. La piccola isola della sterminata federazione australiana ha già una legge che legalizza le coppie di fatto sia omo che etero, denonimata Deeds of Relationship, e i partner omosessuali hanno la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico come genitori, anche se non biologici, dei minori adottati.

I patti matrimoniali e non contratti al di fuori dalla nazione australiana sono già riconosciuti da molte agenzie nazionali, come il Dipartimento per l’Immigrazione e e il Bureau Statistico, anche se ad oggi il dibattito sull’approvazione di un provvedimento federale a sostegno dei matrimoni gay è quanto mai acceso. Molti territori riconoscono già le unioni civili, ma non ancora le nozze tra persone dello stesso. Il “continente nuovissimo”, a dispetto del suo appellativo, è un Paese molto religioso e tradizionalista, anche se gli ultimi sondaggi mostrano come la maggior parte dei suoi abitanti sia a favore dell’equità tra coppie eterosessuali e omosessuali sul piano matrimoniale. Proprio su questo campo i candidati alle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento, la primo ministro Julia Gillard e il leader di centro-destra Tony Abbott, si sono trovati inaspettatamente d’accordo, ribadendo che l’Australia è un Paese dalle solide radici cristiane e che il matrimonio tradizionale ricopre un ruolo importante nella società nazionale e che, quindi, né l’una né l’altro proporranno un disegno di legge a sostegno dei diritti delle coppie gay.

Via – Pink News


Celebrato il primo matrimonio gay in Nepal

Il Nepal non ha ancora approvato una legge che regolamenti le unioni tra persone dello stesso sesso, ma pochi giorni fa è stata celebrato il primo matrimonio omosessuale a Kathmandu, regolarmente riconosciuto dallo Stato asiatico. Il rito è avvenuto, però, tra due stranieri che hanno deciso di coronare il loro sogno d’amore sulle vette più alte del mondo: si tratta di un emigrato inglese di origini indiane, Sanjay Shah, e di un indiano, il quale ha voluto rimanere anonimo, che dopo il ‘si’ stanno passando la loro luna di miele nella vicina India e ritorneranno poi nella natia Gran Bretagna. Anche se non esiste ancora una normativa a sostegno delle nozze gay, le cerimonie tra non nepalesi sono generalmente viste di buon occhio sia dalla popolazione sia dal governo. Il matrimonio è stato organizzato dal gruppo lgbt locale The Blue Diamond e ha anticipato di qualche giorno il primo Gay Pride ai piedi dell’Everest, che ha visto un’affluenza record di oltre 2mila persone.

Il Nepal sta facendo enormi passi avanti, in confronto ai suoi vicini asiatici, sia per quanto riguarda una legge che regolamenti il matrimonio gay sia per quanto riguarda i diritti delle persone omosessuali, che entreranno a breve nella nuova Costituzione. Dopo anni di guerre e divisioni interne, Kathmandu sta puntando soprattutto sui turismo arcobaleno, che nel piccolo stato asiatico potrebbe sposarsi o passare la luna di miele. A questo proposito, è stata creata ad hoc la Pink Mountain, la nuova compagnia turistica del famoso attivista nepalese Sunil Pant, che punta soprattutto sull’accoglienza e la tolleranza che le persone gay non riceverebbero in nessun altro Paese del continente e sulle bellezze naturali mozzafiato del Nepal.

Via – Telegraph UK


Maniaci della forma fisica? Siete affetti da “gimnoressia”.

28 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Dopo epilessia ed anoressia anche chi non ha una grande dimestichezza con il mondo delle etimologie è arrivato a capire che dietro il suffisso -ressia si nasconde qualcosa di spiacevole. Dagli Stati Uniti arriva la diagnosi di una malattia che per quanto meno grave delle due elencate rischia di avere già contagiato molti americani e [...]

Svolta nella comunità Valdese: il Sinodo decreta la benedizione delle coppie gay

Il Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, appena conclusosi a Torre Pellice (TO), ha decretato tre importantissimi si. Questa confessione protestante ha deciso di aprire la porta alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e al testamento biologico – a questo proposito nei suoi templi sarà istituito un registro dove chiunque, di qualsiasi orientamento religioso, potrà depositare le sue ultime volontà – ma soprattutto alla benedizione delle coppie omosessuali. Quest’ultimo provvedimento sembrava già dato per scontato all’inizio della Tavola Valdese – l’organo decisionale di questa comunità cristiana diffusa in tutto lo Stivale – ma durante il Sinodo aveva incontrato molte difficoltà da superare e fino all’ultimo era in bilico. La delibera finale, votata con 105 voti favorevoli, 9 contrari e 29 astenuti, è stata presa solo nella tarda serata di ieri dopo un lungo dibattito, dove si è deciso che la benedizione dell’unione gay potrà avvenire solo se “la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”. Una clausola che rivela l’impossibilità emersa nel corso delle discussioni di un parere favorevole incondizionato, reputato ancora prematuro. L’accento, spiega una nota diffusa oggi, è posto infatti sul percorso di maturazione delle stesse coppie e sul consenso delle singole comunità locali: il Sinodo, dunque, riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle varie realtà territoriali, e invita al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa.

A margine dell’evento che riunisce ogni anno questa comunità protestante nelle valli di Pinerolo, il presidente del Sinodo, Marco Bouchard, ha commentato a caldo: ”Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito”, e chiede di: “Affrontare ed approfondire la riflessione sulla realtà omosessuale ed omoaffettiva all’interno delle chiese stesse e della società”. “Così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli – continua il pastore – non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto”. Da qui, la decisione presa dai membri della Tavola Valdese: “Ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale, si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi”. Un percorso di integrazione e conoscenza della realtà omosessuale che questa confessione protestante sta compiendo ormai da molti anni e che l’ha portata a sostenere battaglie a fianco degli omosessuali, come hanno dimostrato pochi giorni fa i partecipanti al Sinodo che hanno sfilato indossato il triangolo rosa, simbolo della persecuzione dei gay durante il Nazismo, e che hanno rivolto alle istituzioni politiche italiane un appello accorato per sollecitare ”attenzione verso la situazione di discriminazione delle persone lgbt e in particolare la regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto”.

Via – Toscana Oggi


Eroi del fantasy. Un luogo ormai comune: se sono amici sono gay.

26 agosto 2010 Redazione Nessun commento
A parlare è una studiosa americana: i vecchi miti vengono riadattati sulla base delle società individualiste: super amici, uomo ragno, x-men, nell’occhio del ciclone i fumetti americani, colpevoli di imprimere nei “buoni” le peggiori qualità del nostro tempo. Sharon Lamb, dell’Università del Massachusetts, ha presentato il suo studio:l’impatto degli eroi del fantasy sugli adolescenti maschi. [...]

La California cancella dopo 60 anni la legge che “curava” l’omosessualità

Sembra incredibile ma la California, tra i primi Stati al mondo a legalizzare – e poi abolire – i matrimoni gay, ha cancellato solo lunedì scorso una legge omofoba di 60 anni fa. L’arcaico provvedimento del 1950 dava pieni poteri al Dipartimento per la Salute Mentale dello Stato dalle spiagge dorate di investigare “cause e potenziali rimedi all’omosessualità”: una scelta dettata dal clima perbenista del tempo, che vedeva nei gay una minaccia al benessere e alla famiglia dell’utopico sogno americano. Negli anni ’50 i gay e le lesbiche venivano infatti bollati come potenziali pedofili e “deviati sessualmente”.

L’abrogazione di questa normativa, che non ha più senso di esistere dal 1992, anno in cui l’OMS cancellò ufficialmente l’omosessualità dal suo elenco di disturbi mentali, è stata approvata all’unanimità sia dall’Assemblea sia dal Senato locale. Come spesso accade in questi casi, non sono mancate le voci contro, come quella dell’associazione Parents and Friends of Ex-Gays and Gays – che crede strenuamente che l’orientamento sessuale può e deve essere modificato – la quale ha definito “offensiva” la cancellazione di questo provvedimento. Nella stessa seduta, il Senato ha approvato una risoluzione, già passata all’Assemblea, che chiede al presidente Barack Obama e al Congresso di abolire il Defense of Marriage Act, la legge federale del 1996 che definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna.

Via – Pink News


L’Irlanda scende in piazza per chiedere il matrimonio gay

Quasi tremila persone hanno sfilato ieri per le strade di Dublino per chiedere la parità di diritti tra le coppie gay e quelle eterosessuali. Si tratta del secondo March for Marriage organizzato dall’associazione per i diritti lgbt Noise, dopo il successo dell’evento dell’anno scorso che ha portato in piazza cinquemila manifestanti,  che ha riportato alla ribalta le richieste della comunità gay locale, dove la legislazione attuale tratta gli omosessuali come cittadini di serie B e non provvede alla piena parità. Gente di tutte le età e di tutti gli orientamenti sessuali hanno manifestato pacificamente il loro dissenso, partendo dal municipio della capitale fino al Dipartimento di Giustizia irlandese.

Il 19 luglio scorso il Parlamento locale ha adottato il Civil Partnership Bill, cioè la legge sulle unioni civili, anche per le coppie dello stesso sesso. Nonostante questo provvedimento rappresenti una vittoria per la comunità gay irlandese, esso non garantisce gli stessi diritti del tradizionale matrimonio tra persone di sesso diverso, dato che non sono possibili le adozioni di minori o altri diritti genitoriali riguardanti i bambini nati da precedenti relazioni etero. Uno degli organizzatori della manifestazione, Max Krzyzanowski, ha definito “inaccettabile nel 2010” la situazione dell’isola britannica, quando non passa settimana che un Paese nel mondo non adotti una legislazione a tutela delle coppie dello stesso sesso. L’Irlanda è una delle nazione più cattoliche al mondo e sarà difficile far passare un disegno di legge sul matrimonio gay, ma i casi della Spagna e dell’Argentina insegnano che anche la speranza di un cambiamento nella società non deve mai essere accantonata. Sperando che anche l’Italia prenda esempio, visto che siamo il fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso e nulla sembra muoversi nel caos attuale della politica italiana.

Via – Pink Paper


I Valdesi sfilano con il triangolo rosa in sostegno alle coppie gay

La piccola comunità Valdese è sempre più vicina agli omosessuali. Lo ha dimostrato ieri pomeriggio, sfilando con il triangolo rosa in segno di vicinanza con le coppie gay per l’apertura del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste che si terrà fino al 27 agosto a Torre Pellice (TO). Un messaggio forte e chiaro alle istituzioni italiane, sempre più indifferenti quando di tratta dei diritti civili degli omosessuali e colpevoli, inoltre, di fomentare un clima omofobo e razzista: il triangolo rosa era infatti il simbolo che identificava i gay all’interno dei campi di concentramento nazisti ed è stato riprosto dai Valdesi per sottolineare il vento di intolleranza che spira sul Bel Paese.

La ‘benedizione’ delle coppie omosessuali è solo uno dei tanti temi su cui dibatteranno i 180 membri con diritto di voto, pastori e laici, in questo importante appuntamento del protestantesimo italiano che si tiene ogni anno nelle valli di Pinerolo. Come spesso accade, questo tema di grande attualità ha diviso anche la comunità fondata dal mercante Pietro Valdo e una piccola parte di essa ha già annunciato la sua battaglia per il no. A questo proposito, il manifesto della congregazione è chiaro: “Nelle nostre comunità persistono atteggiamenti discriminatori. Nel nostro Paese c’è indifferenza e arretratezza rispetto al riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali”. Se la benedizione è in forse, l’accoglienza e l’integrazione di omosessuali e stranieri sono le parole d’ordine di questa fede protestante che si ricompatta sotto la scritta, tratta da un versetto del Levitico, che campeggia sul portone del Tempio di Torre Pellice: “Tratterete lo straniero che abita tra voi come chi è nato fra voi”.

Anche se in piccolo, la comunità Valdese e Metodista cerca di ricucire le mille fratture che stanno disgregando l’Italia in tante sacche di ignoranza e di paura verso il ‘diverso’ – che sia il fratello gay o il vicino di casa africano non importa – tentando di riportare la speranza e abbattendo i muri che si sono creati negli ultimi anni: “L’evangelo è diventato eurocentrismo, identificato con la nostra cultura occidentale cui chiediamo a tutti di adeguarsi”, spiega Letizia Tommasone, vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. “È la cultura che crea sacche di persone escluse, senza diritti, come coloro che tentano di migrare e vengono rinchiusi nei Cie – aggiunge la pastora. Dieci medici cristiani sono stati uccisi dai talebani in Afghanistan perché sono stati identificati per il loro essere occidentali anziché dottori. L’identificazione tra cultura occidentale e Vangelo, operata con prepotenza da noi europei al tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi”.

Via – La Stampa


Tradire in estate? Ecco perchè.

22 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Tradimenti estivi I tradimenti estivi sono forse ancora più numerosi di quelli che accadono durante l’anno. Perché? E cosa succede quando il misfatto è ormai compiuto? “Quando la moglie è in vacanza”, il celebre film con Marilyn Monroe, raccontava in modo ironico e brillante delle fantasie di un marito rimasto solo a casa durante le [...]
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Cuba e la revolución (sexual).

19 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Todo es revolución a Cuba. Anche le tette. Quelle piccole, spalmate con gel di silicone habanero, razionate come tutto il resto da queste parti. Oppure quelle sinuose e abbondanti, anche se di seconda mano, intercettate al mercato nero della bellezza, che prima magari se ne stavano liete nel generoso décolleté di qualche americana. «Claro que [...]

Pari diritti per l’eredità anche per le coppie omosessuali in Germania

La Corte Costituzionale della Germania ha stabilito che le coppie composte da persone dello stesso sesso devono godere degli stessi benefici di quelle etero per quanto riguarda la successione e le relativa fiscalità. Il tutto è nato grazie a un ricorso presentato da un uomo e una donna, dopo la morte dei rispettivi compagni nel 2001 e 2002. A entrambi le autorità amministrative avevano negato la defiscalizzazione di una parte dell’eredità come previsto per i coniugi rimasti vedovi, e i due si erano quindi rivolti alla Corte Costituzionale, a cui possono ricorrere tutti i cittadini tedeschi. L’alta Corte ha stabilito ieri che una discriminazione delle coppie omosessuali rispetto alle coppie eterosessuali sposate viola l’articolo 3 della Costituzione federale, che sancisce il diritto di pari trattamento per tutti i cittadini. Secondo i giudici costituzionali una simile disparità non può essere giustificata dal fatto che la Carta fondamentale sancisce la protezione speciale del matrimonio e della famiglia, e che le coppie gay legalmente registrate vivono di fatto “come un matrimonio in un’unione duratura e rafforzata legalmente”.

Questa sentenza storica è rivolta a tutti quelli omosessuali che hanno contratto un unione civile, possibile in Germania dal 2001, con una persona dello stesso sesso, mettendo così questo tipo di contratto non religioso alla stregua di quello etero. Attualmente un vedovo/a versano in tasse tra il 7% e il 30% di un’eredità superiore ai 560mila euro, mentre il partner omosessuale fino ad oggi ne versava tra il 17% e il 50%. Il governo della Merkel deve, entro la fine dell’anno, presentare un disegno di legge al fine di modificare la normativa attualmente vigente, con effetti retroattivi.

Via – DailyBlog


Nuovo stop ai matrimoni gay in California fino a dicembre

Quella delle nozze omosessuali in California può essere chiamata la storia infinita. Lo stato americano ha dapprima permesso alle coppie gay di potersi sposare per pochi mesi, salvo poi eliminare il decreto tramite il referendum popolare del novembre 2008. La scorsa settimana il giudice federale Vaughn Walker aveva invece stabilito che il divieto era incostituzionale e che i matrimoni tra persone dello stesso sesso dovevano riprendere al più presto, lasciando però fino alle ore 17 del 18 agosto per presentare eventuali ricorsi.

La Corte d’appello di San Francisco ha deciso oggi il congelamento di questo provvedimento fino al prossimo 6 dicembre. Proprio ieri il fronte del no aveva presentato una procedura, per via direttissima, per bloccare queste cerimonie fino alla conclusione della procedura di appello dell’abrogazione della Proposition 8. L’ultima possibilità per la ripresa delle unioni omosessuali è slittata quindi a dicembre, quando una corte composta da tre giudici ascolterà le argomentazioni e legifererà sul caso. Il tira e molla sulla Proposition 8 dura da qualche anno, ma solo ultimamente il dibattito è ripreso, sostenuto anche dal governatore della California, Arnold Schwarzenegger, e dal procuratore generale dello Stato, Jerry Brown, entrambi favorevoli alla ripresa delle nozze gay. La questione, come qualcuno auspica e molti temono, arriverà fino al massimo organo decisionale degli Stati Uniti, la Corte Suprema. A quel punto, la sorte delle unioni gay verrà decisa su tutto il territorio nazionale e saranno a rischio anche le normative che permettono le unioni omosessuali già approntate in Iowa, New Hampshire, Connecticut, Vermont, Massachusetts e nello Stato della capitale Washington.

Via – La Repubblica


La Chiesa Valdese discuterà sulla benedizione delle coppie gay

L’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi deciderà tra pochi giorni se benedirà o meno le coppie omosessuali. Durante il Sinodo che si terrà a Torre Pellice, in quelle terre piemontesi che da sempre accolgono questa piccola comunità religiosa, dal 22 al 27 agosto prossimi, si valuterà questa opportunità sentita sempre più come impellente sia dai fedeli gay sia dalle diverse confessioni protestanti che affollano il mondo. A breve la Chiesa Valdese potrebbe quindi diventare la seconda fede presente sul territorio italiano, dopo quella Luterana, a benedire le persone dello stesso sesso che hanno deciso di presentare davanti a Dio la propria unione. Un orientamento ben diverso, come purtroppo sappiamo, dalla Chiesa Cattolica, che in tutti i continenti condanna l’omosessualità e bolla i gay come peccatori e persone contro natura.

Intervistata su questo argomento, la pastora e moderatrice della Tavola Valdese – l’organo esecutivo di questa confessione religiosa – Maria Bonafede ha spiegato che questo ”è un tema molto delicato che ha lacerato e talvolta diviso diverse chiese protestanti in Europa come negli Stati Uniti. Io mi limito a rilevare che nasce da domande concrete, di fratelli e sorelle membri delle nostre chiese che chiedono la benedizione della loro unione: non è insomma un dibattito teorico o astratto ma un confronto con uomini e donne che condividono la nostra fede in Gesù Cristo”. Il problema non è quello dell’accoglienza degli omosessuali nelle nostre chiese che mi sembra superato da tempo: è quello della benedizione dell’unione di persone che vogliono testimoniare di fronte a Dio e alla loro comunità di fede il loro impegno a un percorso di vita insieme.”Dobbiamo quindi innanzitutto capire – conclude la Bonafede – che cosa significa ‘benedizione’, nella Bibbia e nella chiesa. Con ogni evidenza non significa matrimonio, che peraltro per noi protestanti non è un sacramento ed è un fatto eminentemente civile”.

Via – Blitz Quotidiano


Siate maschi, o almeno signore, per amore della Lecciona

14 agosto 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


Pini della Lecciona, agosto 2010Per molti di noi la Lecciona non è solo una spiaggia, è casa nostra.

Stiamo parlando di quel piccolo paradiso toscano, che inizia dalla pineta di Levante di Viareggio, stretto fra il mare e Viale dei Tigli, largo quasi due chilometri, lungo quasi cinque, che arriva fino alla marina di Torre del Lago. Conosciuta anche come Macchia Lucchese, la Lecciona è sotto la protezione del Parco naturale di Migliarino – S.Rossore – Massaciuccoli. Appartiene al comune di Viareggio, che, fra l’altro, cura la raccolta della spazzatura nella spiaggia e la fa sorvegliare da alcuni vigili a cavallo.

La spiaggia libera della Lecciona è una delle più belle della Toscana, benedetta da una vista mozzafiato sulle Apuane. Il bosco è attraversato da sentieri che consentono straordinarie passeggiate al fresco. Su Viale dei Tigli si può parcheggiare gratuitamente e all’ombra. E’ la casa per tutti, famiglie, giovani, anziani, turisti, amanti della natura e degli animali. E’, in modo assolutamente particolare, una casa per il nostro mondo queer.

Sono bastati pochi anni un pochino più piovosi, e un saggio intervento del Parco per ripristinare alcuni stagni, perché la Lecciona diventasse, se possibile, ancora più lussureggiante e piena di vita. Quest’anno, più ancora che negli anni precedenti, farfalle e libellule dai colori sgargianti volano fin su la riva del mare.

E’ casa nostra, il posto dove possiamo camminare, nuotare, prendere il sole, giocare, persino fare l’amore, nascosti fra le dune, all’ombra dei pini e dei lecci.

Casa Lecciona, però, ha bisogno di noi.

Ha bisogno che tutti noi che la frequentiamo, la viviamo, la amiamo, facciamo la nostra parte, perché sia conservata nel tempo, per quanto possibile migliorata e consegnata intatto alle generazioni future. GayMagazine, insieme ad altri, fra cui dobbiamo citare la brava Letizia Tassinari, ha dato il suo contributo, negli ultimi mesi, perché questo nostro patrimonio scampi ai pericoli del degrado. Abbiamo sollecitato in proposito Luca Lunardini, il sindaco di Viareggio, e Giancarlo Lunardi, presidente del Parco, trovando in loro degli interlocutori attenti. Lo faremo ancora in futuro, perché la sorveglianza sia più visibile e perché, banalmente, aumentino i punti di raccolta della spazzatura che, per esempio e purtroppo, mancano lungo tutto Viale dei Tigli.

Tuttavia non possiamo aspettare sempre che siano gli altri, dall’alto, da altrove, a muoversi. Dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra terra. Dobbiamo essere, in prima persona, dei veri uomini, oppure, se preferite, delle vere signore, per amore della nostra casa Lecciona.

Il materiale spiaggiato, i tronchi soprattutto – quest’anno portati in abbondanza dalle grandi piene del Serchio – sono stati in parte lasciati dalle autorità, perché contribuiscono al rafforzamento delle dune, ma noi possiamo dare una mano a raccoglierli a mucchietti, per rendere la spiaggia più praticabile e godibile.

Bisogna camminare seguendo i sentieri, per non distruggere la delicata vegetazione delle dune e per danneggiare il meno possibile il sottobosco.

Si deve fare attenzione a non disperdere nessun tipo di rifiuto. Nemmeno le cicche delle gomme, che sono praticamente indistruttibili, lo sapevate?

Coloro che fumano si portino via i mozziconi delle loro sigarette, i cui filtri sono velenosi per gli animali e impiegano decenni a biodegradarsi.

Nessuno vada in spiaggia, senza portarsi dietro almeno un sacchetto di plastica per i propri rifiuti. Se potete, portate via anche quelli dimenticati dalle persone maleducate, irrispettose, sporche, che purtroppo non mancano.

Anche nel fare i propri bisogni, occorre garbo, specie d’estate, quando siamo in tanti. Una pisciatina contro un albero non fa certo male all’ambiente o al decoro, ma per quanto riguarda le feci nostre e quelle dei nostri animali, cerchiamo di lasciarle in luoghi appartati e magari seppelliamole.

Dopo aver fatto l’amore, non costa nulla raccogliere e portare via preservativi e fazzolettini usati. Soprattutto non dimenticate le bustine delle confezioni dei condom, che sono indistruttibili!

Attenti ai fazzoletti di carta, lo ribadiamo! Cercate di abbandonarne per terra il meno possibile. Sono il frutto di una lavorazione industriale, ci mettono del tempo a biodegradare e sono davvero brutti a vedersi.

Questo è il nostro appello: siate generosi, siate rispettosi, siate maschi, a casa Lecciona. Attraverso la natura, la fortuna, la Provvidenza forse, sarete ripagati, statene certi.

Buona festa dell’Assunta, buona Santa Maria, buon Ferragosto!


Follia estiva. Beve il sangue del coinquilino. Colpa di Twilight?

13 agosto 2010 Redazione Nessun commento
L’estate può giocare brutti scherzi ed il caldo ha il potere di creare mostri, si è soliti ripetere. Tutto cambia però e anche i modi di dire vanno continuamente aggiornati. Il caso di Mauricio Mendez Lopez costringe anche i più tradizionalisti a modificare le proprie opinioni circa i poteri che i cattivi maestri riescono ad [...]

I matrimoni gay sono di nuovo legge in California

Il giudice della Corte Federale Vaughn Walker, lo stesso che la settimana scorsa aveva decretato che il bando dei matrimoni gay in California fosse “incostituzionale”, ha deciso che dalle ore 17 del 18 agosto potranno riprendere le unioni tra persone dello stesso sesso nello Stato di Los Angeles. Walker ha spiegato che: “Al processo le prove hanno dimostrato che la ‘Proposition 8′ danneggia lo Stato della California”, specificando che i matrimoni già celebrati fra il 16 giugno e il 4 novembre 2008, il periodo in cui le unioni omosessuali erano legali e in cui si sono sposate circa 18mila coppie, resteranno validi anche nel caso il bando fosse ristabilito. Le numerose coppie omosessuali che si erano accalcate ieri davanti al municipio di San Francisco per convolare a nozze dovranno attendere ancora sei giorni prima di dirsi “si”;  questo lasso di tempo tecnico è necessario affinchè vengano presentati eventuali ricorsi delle parti in causa alla decisione del giudice, anche se lo stesso Walker si è detto dubbioso del fatto che gli oppositori riescano a portare prove sufficienti per ristabilire la “Proposition 8″, votata e approvata due anni fa tramite referendum con il 52% dei consensi dei californiani. Questo provvedimento è stato salutato con favore dal governatore Arnold Schwarzenegger, che si è detto “lieto che il giudice Walker abbia rimosso la sospensione permettendo ai californiani di usufruire delle libertà che tutti meritano”.

Se venissero presentati dei ricorsi, la Corte d’Appello potrà confermare la decisione presa ieri oppure sospendere le unioni fino alla chiusura definitiva del contenzioso. A questo punto, il caso dei matrimoni gay in California potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema, il più alto organo giudiziario degli Stati Uniti che legifera su questioni di rilevanza costituzionale, il quale ha il potere di bloccare definitivamente, attraverso una procedura di urgenza e senza esprimersi sul merito, il provvedimento del giudice federale. Se la corte di Washington dovesse pronunciarsi negativamente su di esso, tornerebbero in gioco le leggi sulle nozze tra persone dello stesso sesso già approvate in sei Stati americani: Connecticut, Iowa, Massachussetts, New Hampshire, Vermont e Washington D.C.

Via - Il Giornale


Omofobia. Far leva sulla cultura per rieducare gli italiani alla tolleranza ed alla solidarietà.

12 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Non mi sorprenderebbe, un giorno di questi, trovare cartelli fuori dai negozi con la scritta: “I gay qui non possono entrare”, oppure trovarne altri, sulla spiaggia, che avvertono del “divieto di balneazione alle persone omosessuali”. Benvenuti e benvenute nel paese del falso perbenismo in cui a scandalizzare bravi cittadini timorati di Dio e rispettosi della [...]

Confermata la costituzionalità delle unioni gay a Città del Messico

Il ricorso del governo federale sulla costituzionalità dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, approvati nel dicembre scorso nella sola municipalità di Mexico City, è stato rigettato ieri dalla Corte Suprema della nazione centro americana. Se le unioni gay sono salve, la stessa consulta sarà chiamata lunedì prossimo a decidere sul diritto di adozioni per le coppie omosessuali, legalizzate anche queste alla fine del 2009. Questa decisione della massima autorità giuridica messicana non è una novità, visto che a distanza di sei mesi dall’entrata in vigore di questa legge, che permette sia i matrimoni sia le adozioni gay, sono stati presentati altri tre ricorsi da cinque diversi stati della Federazione.

Questa norma è, infatti, aspramente criticata e contrastata da una buona parte dei 31 stati che compongono questo Paese, fortemente cattolico. Il governo federale, guidato dal Partito d’Azione Nazionale e diretto dal presidente conservatore Felipe Calderon, aveva sottolineato che la vocazione del matrimonio, unicamente tra un uomo e una donna, è il fare figli e che questo provvedimento viola il principio costituzionale che difende la famiglia. “La procreazione non è un elemento essenziale del matrimonio”, ha sentenziato invece il giudice della corte Fernando Franco, specificando che la Costituzione non chiarisce il concetto di famiglia. Il provvedimento di Città del Messico è stato il primo esperimento, che ha portato finora a oltre 300 unioni gay, del genere nella cattolicissima America Latina, aprendo così le porte a decisioni future come la legge, approvata poche settimane fa, che ha portato l’Argentina ad essere il decimo paese al mondo a legalizzare le nozze omosessuali e aprendo il dibattito politico in Cile, Uruguay e Brasile sulla tutela delle coppie lgbt.

Via – APCom


Il ritorno dei matrimoni gay in California

“Discriminatoria e incostituzionale”: così la Corte Federale di Los Angeles ha bocciato la “Proposition 8″, la legge che vieta i matrimoni omosessuali nello stato della California. Questo provvedimento era stato adottato due anni fa, quando con il referendum del 4 novembre 2008 il 52% dei californiani aveva stabilito che non volevano le unioni gay legalizzate nel loro territorio. Il ribaltamento di questa norma è nato dopo il ricorso di una coppia di lesbiche al tribunale di San Francisco, che ha poi passato il caso al giudice capo della Corte distrettuale Vaughn Walker, il quale ha decretato nella giornata di ieri che essa resti in vigore almeno temporaneamente, finché non avrà deciso sulla richiesta dei sostenitori di non abrogarla mentre il caso passa alla corte superiore. Anche se per ora la sentenza non consente alle persone dello stesso sesso di sposarsi, Walker ha detto che gli oppositori della Prop 8 “hanno dimostrato al di là di ogni evidenza” che il provvedimento è contrario ai princìpi della Costituzione americana. “La Proposition 8 non riesce ad avanzare alcuna base razionale nell’individuare gay e lesbiche come soggetti a cui negare la licenza di matrimonio”, scrive Walker nelle conclusioni della sua storica decisione.

La delibera finale spetterà alla Corte Suprema di Washington, il tribunale di ultima istanza negli USA presieduto dal conservatore John Roberts e composto per la maggioranza da membri cattolici, che dovrà decidere a questo punto se le persone dello stesso sesso hanno il diritto costituzionale al matrimonio negli Stati Uniti, sancendo così la questione a livello federale. La sua decisione, che rimane ancora un’incognita, segnerà un passo importantissimo per tutta la nazione americana, visto che la democrazia più grande al mondo è spaccata fra Stati che ammettono le nozze omosessuali e circa 40 Stati che per impedirlo hanno iscritto nella Costituzione locale, sulla base di principi morali e di tradizioni sociali, che il matrimonio è una istituzione fra un uomo e una donna.

La California potrebbe quindi reintrodurre molto presto le unioni gay, facendo compagnia a stati del’est come Massachusetts, Connecticut, Vermont e New Hampshire, oltre allo Iowa e al Distretto di Columbia, dove ha sede la capitale Washington.

Via – Reuters


Cile ed Uruguay prossimi all’approvazione dei matrimoni gay?

Sul Sud America spira un vento benevolo per quanto riguarda i diritti gay. Dopo la recentissima approvazione dei matrimoni e delle adozioni omosessuali in Argentina, ben due paesi dell’area latina sono in lizza per promulgare le unioni tra persone dello stesso sesso.

Il leader del partito socialista cileno, Fulvio Rossi, ha dichiarato pochi giorni fa che promuoverà una legge per i matrimoni gay, sperando che la Chiesa Cattolica diventi meno ostile e più aperta verso la comunità lgbt. Il provvedimento, così come è accaduto in Argentina, incontrerà sicuramente l’opposizione delle gerarchie ecclesiastiche, oltre che l’ostruzionismo del presidente conservatore Sebastian Pinera e di altri membri tradizionalisti del Congresso. La normativa approntata da Rossi non prevede la possibilità di adozione per le coppie gay, ma il politico cileno è ottimista che questa verrà dibattuto quanto prima, visto anche l’appoggio di Carolina Taho, presidentessa entrante del Partido por la Democracia. Le istituzioni del Paese sud americano stanno già discutendo una norma che introdurrebbe le unioni civili eterosessuali e omosessuali su tutto il territorio cileno, come già accade in molti Paesi confinanti.

La stampa internazionale riporta però che sarà l’Uruguay il prossimo stato latinoamericano ad approvare questa legge. Questa piccola nazione ha già all’attivo le unioni civili, il diritto di adozione per le coppie gay, la possibilità per gli omosessuali dichiarati di entrare nell’esercito e nelle forze dell’ordine, oltre che garantire alle persone transessuali il diritto al cambiamento del genere. Un esponente del gruppo per i diritti gay Ovejas Negras ha dichiarato a un giornale locale che la sua associazione sta discutendo con le istituzioni e politici di primo piano proprio su questo provvedimento, che porterebbe l’Uruguay a diventare l’undicesimo Paese al mondo a permettere le nozze tra persone dello stesso sesso.

Via – Pink News


Approfondimenti. Il sesso sopra Berlino.

3 agosto 2010 Redazione Nessun commento
Gay, Lesbo, Bisex, e Trans… Tutte le sessualità raccontate da Graziano Paolicelli. All’occhio del conoscitore, che rivede la capitale di Metropolis e del Muro, la città appare cambiata e in continuo mutamento. I cantieri ogni giorno sfornano qualcosa di diverso. Negli ultimi 4 anni Il Palast der Republik, monumento simbolo della repubblica socialista della DDR, [...]

Cosa c’entrano Sodoma e Gomorra con noi


Vorremmo augurarvi buone vacanze, invitandovi a leggere direttamente e personalmente uno dei racconti biblici che è stato maggiormente strumentalizzato, al solo fine di perseguitare le persone omosessuali.

Si tratta della distruzione per volontà divina delle città di Sodoma e Gomorra. La trovate nei capitoli 18 e 19 del libro della Genesi, il primo che incontrate sfogliando una Bibbia, in una qualsiasi edizione, sia cattolica, che ortodossa, che protestante, che ebraica.

Il racconto è misterioso e complesso. Sodoma e Gomorra vengono descritte come luoghi di egoismo e di violenza, che meritano di essere sepolti sotto cenere e lapilli inviati dal cielo.

Vi si trova una supplica da parte di Abramo al Signore, una richiesta commovente di risparmiare quelle città, se vi si trovassero anche solo poche persone innocenti, che però alla fine non ci sono…

Vi si legge di un inquietante tentativo di stupro collettivo, da parte di una folla inferocita, contro degli uomini che sono in realtà angeli inviati da D-o. Questo tentativo di violenza carnale contro dei maschi adulti, per di più ospiti, è, in quel contesto e in quella mentalità biblica, una gravissima colpa, mentre sono considerati accettabili lo stupro delle donne o l’incesto delle figlie, come comprenderete leggendo proprio questi due capitoli biblici.

Dopo aver letto, vi domanderete cosa c’entra questo racconto – drammatico e senza dubbio affascinante - con le persone omosessuali, la loro affettività, la loro sessualità, la loro libertà. La risposta giusta è semplice, netta: nulla.

Per secoli, infatti, nessuno, né nella cultura ebraica, né in quella cristiana, aveva mai associato il sesso fra gli uomini a Sodoma e Gomorra. E’ una acquisizione recente, che dobbiamo in gran parte a San Pier Damiani, un monaco vissuto nell’XI secolo, castigatore dei costumi sessuali troppo disinvolti del clero del suo tempo. E’ suo il famoso Liber Gomorrhianus, che condanna la sodomia, cioè il sesso anale fra maschi.

San Pier Damiani, a dire il vero, voleva porre rimedio più che altro al concubinato, che dilagava fra i sacerdoti. Con poco successo, sul fronte eterosessuale, allora come peraltro oggi.

La parificazione del sesso anale fra maschi allo stupro degli angeli da parte dei Sodomiti, invece, fu una trovata propagandistica di maggior fortuna, un modo per presentare in modo più autorevole il bigottismo e per rendere in modo plastico le punizioni divine che aspetterebbero coloro che sono affettivamente e sessualmente attratti dalle persone sbagliate.

Liberarci da questa impropria associazione e dal più ampio luogo comune che noi gay saremmo condannati dalla Bibbia, ci è già costato e ci costerà ancora parecchio tempo e fatica, ma, piano piano, vedrete, ce la faremo, con l’impegno di tutti. Buona lettura!

Arrivederci a dopo le ferie. Grazie a tutti per l’attenzione che avete dedicato alla nostra rubrica Queer Faith.


È boom di matrimoni gay in Argentina

Il 21 luglio scorso la presidentessa argentina Cristina Fernandez De Kirchner ha promulgato la legge che legalizza il matrimonio omosessuale, l’equiparazione dei diritti delle coppie gay con quelle eterosessuali e la possibilità, per gli sposi dello stesso sesso, di adottare dei bambini. L’Argentina è stato così il decimo Paese nel mondo che ha adottato questo provvedimento e il primo in Sud America, se si esclude la norma che permette le nozze omosessuali nella sola Città del Messico. Tutto ciò ha fatto diventare la questione del matrimonio omosessuale di pubblico dominio nel continente latino americano, e molti governi di quest’area del mondo stanno approntando soluzioni e normative ad hoc per permettere ai gay di potersi sposare.

A nove giorni da quella data storica per la comunità lgbt mondiale, sono state moltissime le unioni gay legalizzate. Il primo matrimonio è stato celebrato a Frias, nel Nord-Ovest del Paese, dove l’architetto 54enne José Navarro e l’impiegato in pensione 65enne Miguel Angel Calefato hanno detto il loro “si” in diretta televisiva. I due vivono assieme da ben 27 anni, e Navarro ha dichiarato alla stampa spagnola: “Per noi è quasi una formalità. Ma questa legge è sicuramente un grande passo avanti”. Pochi minuti dopo, si sono sposati dopo 34 anni di amore il 61enne Alejandro Vannelli e il 50enne Ernesto Larrese (in foto), entrambi personalità del mondo dello spettacolo argentino. La cerimonia, a cui erano presenti molti giornalisti ed esponenti della comunità lgbt nazionale, è avvenuta nel quartiere Palermo della capitale Buenos Aires, e i due, al culmine della felicità, hanno affermato: “A tutti coloro che sono omofobi dico di stare tranquilli, non avverrà niente che possa danneggiarli. L’amore cura tutte le fobie, e ciò che arriva in Argentina sono più amore e più eguaglianza”. Ad oggi, in tutta l’Argentina ben 200 “parejas”- coppie – omosessuali hanno fatto richiesta di potersi sposare. Tra questi non ci sono solo coppie gay, ma c’è stato anche il primo matrimonio lesbico. Si tratta della 39enne Claudia Baez e della 40enne Cristina Medina, che hanno celebrato le nozze nella città di Rio Gallegos in Patagonia, e hanno ringraziato pubblicamente i senatori che hanno votato la legge, nonostante le polemiche di una parte dell’opinione pubblica e l’opposizione fortissima della Chiesa Cattolica locale. Ora il vero problema è rappresentato dagli obiettori di coscienza, sostenuti dalle gerarchie ecclesiastiche: la norma approvata esclude che i funzionari pubblici possano rifiutarsi di portare avanti le pratiche o, addirittura, di celebrare le nozze, ma alcuni giudici hanno dichiarato che non uniranno in matrimonio persone dello stesso sesso.

Via – Il Giornale


I 15 cantanti italiani più amati su Twitter. Da Cesare Cremonini a Laura Pausini.

31 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Che sia Ligabue o l’emergente Jessica Brando, è sconveniente per un’artista italiano stare lontano da Twitter. Il social network dai 140 caratteri è alla portata – per semplicità di utilizzo – di tutti quegli artisti che sì vivono dell’affetto dei fan nelle classifiche e nei live, ma nel tempo libero sono curiosi di comunicare via [...]

L’italietta bigotta e cieca si accorge della droga grazie agli scandali dei vip.

29 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Di tanto in tanto qualche giornalista si sveglia e torna a parlare di droga e di ambienti bene legati ad essa. Scoppiano scandali e la popolazione, tutta, si indigna. Poi si comincia a dire che così fan tutti, la Mussolini, di solito, va in televisione a dire che la droga fa male (perché, lei, si [...]

Vaticano e sesso, un altro fiasco

27 luglio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


Il problema grosso che gli omosessuali cattolici hanno con la propria chiesa d’appartenenza è parte di un più vasto problema che il cattolicesimo ha con tutto il sesso, non solo con quello omosessuale.

La Chiesa Cattolica è ancora, in massima parte, intestardita sul no a ogni tipo di sessualità fuori dal matrimonio eterosessuale. E anche dentro il matrimonio eterosessuale, a ben vedere, il sesso, se non è finalizzato strettamente alla riproduzione, viene sostanzialmente scoraggiato.

Questo arroccamento genera una serie impressionante di divieti. No alle prime esperienze sessuali degli adolescenti, anche ai giochi più innocenti, che sono necessari per conoscere il proprio corpo e quello degli altri. No alla masturbazione, solitaria, o di coppia, o di gruppo. No al sesso prima del matrimonio per le coppie di fidanzati. No al sesso per gli adulti, fuori dalla coppia sposata. No al sesso per divorziati o separati che si riaccompagnano. No al sesso per le persone handicappate, molte delle quali non potranno mai, per mille motivi, sposarsi. No al sesso per le persone vedove, che possono incontrare un’altra persona, ma magari non se la sentono di risposarsi. No, infine, al sesso omosessuale, compreso quello di tante coppie gay e lesbiche innamorate e fedeli, che si sposerebbero volentieri, se la Chiesa glielo permettesse.

Altre chiese cristiane hanno fatto passi da gigante, incoraggiando i propri fedeli a vivere il sesso con maggiore serenità e, ci permettiamo di dire, anche con maggiore fedeltà al messaggio evangelico. Vogliamo essere ottimisti e credere che anche la Chiesa Cattolica finirà con il darsi una mossa. Una recente riflessione del cardinal Scola – che non ha certo fama di progressista - a proposito della bellezza dell’amore nel sesso e di quella del sesso nell’amore, ci sembra che vada nel senso di un serio ripensamento.

Ripensamento necessario, perché il cattolico è chiamato alla libertà e all’amore come ogni altro uomo. La castità è un rara vocazione di origine divina, non un obbligo da imporre a tutti e magari anche a sproposito, quasi a voler riaffermare una forma di potere, di controllo sul popolo, da parte del clero.

Mettersi in discussione è ancora più importante, oggi, in una società aperta in cui non è più possibile nascondere all’opinione pubblica tante lotte di potere interne alla Chiesa Cattolica, tanti scandali, tante ipocrisie.

A questo proposito, una recente inchiesta scandalistica sui preti gay di Roma, fatta da Panorama ha suscitato un qualche scalpore estivo. A noi, sinceramente, è parsa fuorviante. Ha raccontato solo gli aspetti morbosi della vita di alcune singole persone religiose omosessuali represse e, a quanto pare, prigioniere di stereotipi disumanizzanti.

Non si può negare che quelle pagine scoprono l’acqua calda, cioè che un certo Vaticano è una burocrazia cieca, ipocrita e anche un po’ cinica, come lo sono del resto tutte le grandi burocrazie centralizzate.

Confermano, inoltre, l’attualità dell’antico monito evangelico: guai a voi, predicatori e dottori, perché caricate la gente di pesi difficili da portare, che voi non toccate neppure con un dito (cfr Luca 11:46).

All’inchiesta la Chiesa Cattolica ha reagito, purtroppo, con avventate considerazioni dal sapore vagamente discriminatorio. Ha chiesto ai sacerdoti e religiosi gay di autodenunciarsi e andarsene, se non se la sentono più di restare fedeli alla rigida dottrina cattolica sulla castità. A parte il fatto che, se così avvenisse, si svuoterebbero gli uffici vaticani e le parrocchie romane, perché richiamare all’ordine solo i gay?

Non si vorrà mica sostenere che preti e religiosi eterosessuali non abbiano anch’essi, come tutti i loro fedeli, come tutti gli uomini, le proprie tentazioni e le proprie cadute?

O peggio, non si cercherà mica, additando ancora una volta i gay, di distogliere l’attenzione da problemi ben più seri che riguardano tutto il clero e, anzi, tutto il popolo cattolico?


“Le notti brave dei preti gay”, l’inchiesta che fa tremare il Vaticano

preti gayIncontri con prostituti, sesso occasionale con sconosciuti, frequentazione di ritrovi gay: è questo il risultato dell’inchiesta del settimanale Panorama condotta sui prelati omosessuali nella Capitale, che sta creando scandalo e imbarazzo nella Chiesa Cattolica e nella società italiana, ricaduta nel baratro del perbenismo di facciata a tutti i costi. “Per venti giorni – afferma il settimanale – un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale”. L’immagine scelta dalla popolare testata è quanto mai esaustiva e mostra due mani giunte intorno a un rosario, in atto di preghiera, con uno smalto rosa sulle unghie.

Tanti sono i casi scoperti dal settimanale, ma tre in particolare, avvenuti nei primi giorni di luglio, hanno attirato l’attenzione del giornalista che li racconta utilizzando nomi di fantasia: si tratta del sacerdote francese 35enne Paul, del 45enne Carlo, e di Luca, rimorchiato su internet su una chat omosessuale e poi ripreso in casa sua durante un rapporto sessuale con il complice del cronista. L’inchiesta parte dal primo incontro tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul e Carlo, in un locale del quartiere romano di Testaccio. Davanti a loro, “due escort uomini hanno ballato seminudi” con omosessuali, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l’abito talare e ha un rapporto sessuale, filmato con la telecamera. La sera successiva, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay Village di Roma “mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente”. Il giorno dopo, sempre secondo il settimanale, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza dei due infiltrati, verificando così “che Paul è effettivamente un prete”. Con Carlo c’é un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, “abitualmente frequentato da gay”. Alla fine del pranzo, “Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale”, anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. “Il cronista di Panorama – afferma ancora il settimanale – ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento”. Tutti i filmati e le foto a corredo dell’inchiesta sono a disposizione sul sito di Panorama a partire da oggi.

“Anch’io, una quindicina di anni fa, ho avuto una storia con un monsignore. La storia è durata sei mesi, era il 1994 o il 1995. Era qui a Roma, lui era un alto funzionario vaticano. Poi ne ho perso le tracce, ma credo che stia sempre a Roma. Ma ce ne sono stati anche altri, e a volte ho scoperto solo dopo che erano sacerdoti”, spiega Aurelio Mancuso, esponente storico della comunità lgbt italiana. “Nella comunità si sa da sempre – spiega l’ex presidente di Arcigay – è molto consueto che sacerdoti frequentino i luoghi di ritrovo degli omosessuali, come saune, bar, discoteche. Posti dove comunque non si va solo per fare sesso, ma anche per conoscere persone. E per entrare magari hanno fatto la tessera di Arcigay”. Autorevoli fonti vaticane bollano questa inchiesta come “puro scandalismo” e “un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l’ombrellone”. “E quand’anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti – aggiunge la fonte - non basterebbe un’inchiesta di quindici giorni, per quanto accurata”.

Come si organizza un incontro con un sacerdote? Le parole d’ordine sono anonimato ed esclusività: l’invito arriva via sms o tramite il passaparola e spesso nomi e indirizzi dei locali che ospitano feste private omosex solo per religiosi vengono affidati alle chat e comunque i ritrovi sono sempre gli stessi. Sarebbero una decina a Roma – precisa Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – i preti che frequentano gli ambienti gay della Capitale, e tra loro ci sarebbero sacerdoti di diverso ordine e grado, incluse “persone che con il tempo sono diventate vescovi”. “Non è un mistero che ci siano preti e sacerdoti che a Roma frequentano ambienti e locali gay - dichiara Marrazzo - ma ovviamente si tratta di feste private. E comunque di certo non condanno tutto questo”.

Via – Ansa


Era morto, è tornato in vita

20 luglio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento
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Uno scatto poetico di Antonino Clemenza


In questi giorni d’estate molte persone riescono a godersi un po’ di tempo per se stesse. Tempo di riposarsi, ma anche di riflettere e, magari, ritrovare se stessi.

Nel Vangelo di Luca l’intero capitolo 15 è dedicato a tre bellissime storie in cui i protagonisti ritrovano cose preziose che erano andate perdute: un pastore cerca con il batticuore la pecorella smarrita; una donna, dopo aver perso una moneta preziosa, accende la lucerna e spazza con cura la sua casa, finché non la ritrova; un padre accoglie a braccia aperte il suo figliolo scavezzacollo che se ne era andato di casa, perché “era morto ed è tornato in vita“.

Quando si ritrova ciò che si era perduto, si fa festa: “Sembra che i grappoli siano esplosi nel cielo, il vino corre lungo i pendii della notte e una famiglia comincia a guarire“. Sono versi della scrittrice Elisabeth Jennings, tratti dalla poesia “The Prodigal Son“.

Abbiamo trovato questa riflessione sulle cose perdute e ritrovate in un libro, intitolato “L’Altro e gli altri“, scritto da don Domenico Pezzini, pubblicato nel 2008 per l’editrice Ancora. Ne approfittiamo per ricordare anche lui.

Quando questo articolo uscirà saranno passati quasi due mesi dall’arresto di don Domenico Pezzini, avvenuto il 24 maggio scorso. Confidiamo che non si dimentichi in carcere questo vecchio prete di 73 anni, studioso, scrittore, pioniere di una pastorale cristiana per le persone omosessuali. Questa settimana è atteso un importante incidente probatorio, cioè il confronto con coloro che lo accusano di aver avuto approcci sessuali con un giovane che, all’epoca dei fatti, sarebbe stato un adolescente minorenne.

Ci dovrebbe essere, inoltre prestissimo un riesame della richiesta di arresti domiciliari, prima che arrivi il generale agosto, forse il mese più terribile per coloro che sono in carcere in attesa di giudizio.

Pur nel doveroso rispetto della magistratura e restando in serena attesa degli sviluppi delle indagini, ci permettiamo di ribadire che, personalmente, siamo convinti che la situazione giudiziaria di don Pezzini si chiarirà presto. Ovviamente, speriamo, prima che la salute di quest’uomo anziano e malato sia irrimediabilmente compromessa.


Sapessi com’è strano innamorarsi all’Ikea.

20 luglio 2010 Redazione Nessun commento
I centri commerciali sono sempre di più “centri relazionali”: cioè luoghi dove si va più per motivi emozionali e sociali che non per fare acquisti. E i maghi del marketing stanno adeguando i nuovi i negozi a questa tendenza(19 luglio 2010)Il primo flagship store della Apple a ShangaiSe è vero che un battito d’ali di [...]

L’Irlanda riconosce le unioni civili gay

irishandgayflagUn altro stato cattolico si aggiunge alla lista di quei paesi europei che, pur non rinnegando le proprie radici culturali e la fede della maggioranza della popolazione, protegge e tutela i diritti della comunità lgbt. Questa volta si tratta dell’Irlanda, che ha approvato in tempo record una legge che salvaguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso, equiparandole a quelle eterosessuali in materia di eredità, welfare, pensioni, tasse e molto altro. Ieri mattina la presidentessa Mary McAleese ha firmato il provvedimento, dopo il parere favorevole del Parlamento e del Senato, rendendo così il Civil Partnership Bill legge a tutti gli effetti. Oltretutto, grazie a questa normativa, se una coppia irlandese contrae un’unione civile nell’Irlanda del Nord, che ricade sotto la giurisdizione inglese, o negli Stati Uniti, questa sarà immediatamente riconosciuta da Dublino.

Anche se la prima unione civile sarà possibile solamente a partire dal 2011, per via dei cambiamenti che devono essere apportati congiuntamente dai dipartimenti dell’Economia e delle Pari Opportunità, Kieran Rose del “Gay and Lesbian Equality Network”, assieme ad altre associazioni per i diritti degli omosessuali, ha commentato positivamente la notizia: “È un tributo all’apertura e all’accoglienza che contraddistinguono da sempre la società irlandese, oltre all’impegno di tutti i nostri politici. Rappresenta una pietra miliare nel riconoscimento dei diritti civili delle persone gay e lesbiche”.

Via – Advocate


Il New York Times pubblica annuncio matrimoniale di una coppia gay

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Svista colossale o svolta epocale al celebre New York Times? È quello che si sono chiesti i tantissimi lettori del quotidiano della Grande Mela, quando domenica scorsa hanno letto nella pagina dedicata ai matrimoni il termine “sposa” riferito a una coppia gay. Il primo sposo diventato “sposa gay” si chiama Matthew Horowitz, che ha contratto le nozze in Vermont con il partner Edward Farley, quest’ultimo avvocato specializzato in processi riguardanti violenze domestiche contro la comunità lgbt.

Fino a ieri, il quotidiano aveva evitato accuratamente stereotipi di genere nei suoi annunci matrimoniali riguardanti sposi dello stesso sesso, e invece di citare i termini “sposo” o “sposa” il giornale ricorreva a giri di parole. Il New York Times ha iniziato a pubblicare annunci matrimoniali per coppie gay nel settembre di otto anni fa nella sezione domenicale “Styles”: ormai questo genere di pubblicità, se così si può definire, fa parte della routine e questi annunci sono scritti come vere e proprie notizie, corredate con le foto dei contraenti e mischiate a quelli, più numerosi, che raccontano le storie d’amore “tradizionali” tra un uomo e una donna. La suddetta pagina del New York Times, che fa sospirare milioni di cuore negli States, riporta ormai da decenni gratuitamente nozze giudicate notizie, sia per le storie che ne fanno da cornice sia per l’importanza delle persone coinvolte. Chiunque può segnalare al giornale il proprio matrimonio – o la propria unione civile -, anche se poi i giornalisti del celeberrimo quotidiano attuano una scelta tra quelli giudicati più interessanti. In questo caso, ci chiediamo se sia stato un solo e semplice lapsus o ci sia dietro lo zampino di qualche collaboratore del NYT.

Via – Blitz Quotidiano


Società. Com’è sexy l’amicizia.

15 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Fluida, informale, aperta, adattabile. Più dell’amore, più della famiglia, è l’amicizia il legame forte, e la vera certezza, della contemporaneità Tom Sawyer senza Huckleberry Finn. Robinson Crusoe senza Venerdì. Narciso senza Boccadoro. Harry Potter orfano di Ron Weasley. È tutta da riscrivere la letteratura per ragazzi, secondo un filone d’opinione che negli Stati Uniti sta [...]

L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay

argentina-celebra-primera-boda-gay--300x350La cattolicissima Argentina avrà i matrimoni omosessuali. L’America Latina, dopo Città del Messico, annovera anche l’Argentina tra i paesi in cui si potrà beneficiare di questo provvedimento storico approvato oggi dal Senato locale, dopo che nel maggio scorso il Parlamento aveva dato il suo via libera. Una splendida notizia, che fa balzare l’Argentina tra quei pochi paesi al mondo, ma il numero è in costante aumento, che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso.

La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e’ entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l’assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che “La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.

ARGENTINAGAY01GIeri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come “Né unione né adozione, uomo e donna”, “Sodoma uguale Argentina” e “Voglio una madre e un padre”. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.

Via – La Repubblica


Argentina: oggi il voto su matrimonio e adozioni gay, la Chiesa attacca il governo

153157A poche ore dall’attesissimo voto in Senato per l’approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi termini tra la Chiesa cattolica e il governo. Ieri, un’imponente manifestazione nelle principali città del Paese latinoamericano e nella capitale Buenos Aires ha coinvolto migliaia di persone che hanno gridato “i bambini hanno diritto a una madre a un padre” e hanno inneggiato alla “guerra di Dio” contro un “progetto del demonio”. Dopo il parere favorevole ottenuto alla Camera dei Deputati, il presidente, Cristina Fernandez de Kirchner, ha affermato che non porrà il veto sulla legge quando approderà sulla sua scrivania per l’approvazione definitiva, e anzi si è definita “sorpresa e preoccupata” in riferimento alla guerra santa scatenata da alcuni vescovi cattolici, che hanno usato toni apocalittici per definire questo provvedimento di tutela dei diritti lgbt.

La nuova normativa, cosi come era stata originariamente scritta, permetteva anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ma, dopo le forti opposizioni dei cattolici integralisti e le pressioni della Chiesa, una commissione del Senato ha presentato un progetto alternativo, che prevede solo l’unione civile e cancella la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali. Purtroppo, come sottolineato da più parti, il consenso popolare sulla normativa è fortemente influenzato dalle gerarchie ecclesiastiche, soprattutto in alcune provincie rurali. Ma non tutto il popolo argentino è contro il provvedimento: ieri sera, accanto alla mega manifestazione sponsorizzata dai vescovi, in una via limitrofa si è radunato un secondo corteo più piccolo, convocato dalle associazioni di omosessuali e femministe, favorevoli alla legge. Oltrettutto, stando agli ultimi sondaggi, si evince come il 70% degli abitanti del paese sudamericano sia favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è ammesso in alcuni municipi, dove si sono già sposate almeno cinque o sei coppie di gay o lesbiche.

Passato lo scoglio del Senato, l’Argentina si candida a diventare il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio gay. Domani sapremo se la speranza vincerà sulla tirannia ecclesiastica, o se ancora una volta lo stato sarà servo della Chiesa, tradendo così le aspettative di un intero continente.

Via – Giornalettismo


La Finlandia legalizzerà i matrimoni e le adozioni alle coppie gay

 finland

Lo stato del Nord Europa, per non smentire la ventata di buoni propositi e di conferme in materia di diritti lgbt che spira benevola in questa parte nel Vecchio Continente, sta lavorando per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali sposate. Il ministro della giustizia Tuija Brax ha affermato che la costituzione finlandese aborra la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e che l’opinione pubblica è schierata favorevolmente con questa legge, la cui introduzione è prevista per il 2012. Attualmente, i gay e le lesbiche finlandesi posso unirsi grazie alla legge sulle unioni civili approvata nel 2002.

Questo porterà la Danimarca ad essere l’unico stato orbitante nell’area scandinava a non aver approvato le nozze omosessuali; e pensare che proprio il paese della Sirenetta è stata la prima nazione al mondo ad adottare, nel 1989, il partenariato civile per le coppie gay, un modello imitato da tantissimi stati occidentali. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è attualmente legale, oltre che nelle nazioni scandinave, anche in Belgio, Portogallo, Spagna, Olanda, Sud Africa, Città del Messico, Canada e in sei stati americani (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont and Washington D.C.).

Via – Pink Paper


Quasi quasi divento pagano

13 luglio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


Un bosco - particolare di una opera di Mauro MazzieroSu un anonimo profilo da qualche parte su Internet abbiamo letto di un giovane che racconta di essersi convertito al paganesimo. Ha aderito a una forma di neodruidismo celtico, rinnegando la sua identità cattolica, in cui si è sentito stretto perché ha percepito che a una persona gay come lui erano riservati solo ”astinenza, sofferenza, solitudine e la dannazione eterna dopo la morte“.

Molti sorrideranno, ma è inevitabile che in una società libera, di fronte ai pregiudizi e alle rigidità delle chiese, gli individui si mettano alla ricerca di simboli, riti, emozioni, anche in contesti che potrebbero sembrare anacronistici, o in nicchie marginali, o in gruppi un tantino originali. Ovviamente dobbiamo augurarci che l’individuo sappia muoversi nel pluralismo religioso e spirituale del nostro tempo con intelligenza e senso critico, ma non meritano davvero di essere liquidati con sufficienza eventuali tentativi di riscoprire la saggezza spirituale dell’antica Europa precristiana, che era ancorata a un calendario cosmico, segnato dal sole, dalla luna, dal ripetersi delle stagioni, che non ha certo perso il suo significato.

Nel frattempo non si può negare che il cristianesimo stia cambiando, persino la Chiesa cattolica, come ha dimostrato questa settimana, per esempio, il vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, che ha incontrato il gruppo di cristiani omosessuali che opera nella sua diocesi.

Le credenze e le loro celebrazioni  ci ancorano al mondo che ci circonda. Rafforzano l’identità personale e comunitaria. Facilitano l’attaccamento alla propria vita e alla propria terra,  e la volontà di migliorarsi e di migliorarla. Risvegliano la capacità di amare e lasciarsi amare. Il bisogno religioso è profondamente umano. E’, nella stragrande maggioranza degli esseri umani, insopprimibile così come dentro di noi è insopprimibile la nostra omosessualità.


Obama lancia il nuovo piano nazionale per combattere l’epidemia HIV/AIDS

Combattere il contagio da HIV, diminuendo il numero di nuove infezioni del 25% entro i prossimi 5 anni, e far crescere il numero di pazienti che hanno accesso ad assistenza e medicinali per combattere l’AIDS. È questo, in sostanza, il rapporto che sarà presentato oggi dal presidente Barack Obama, da cui emerge che negli Stati Uniti il numero di morti per Aids è sceso, mentre il numero di nuovi contagi annui è rimasto stabile ed è in aumento il numero di persone sieropositive.

barack-obama-aids-hivLa prima strategia contro l’AIDS mai creata dal governo statunitense a livello nazionale approda dopo 15 mesi di lavoro e interviste con centinaia di esperti in tutto il paese, dove circa 56mila persone sono contagiate ogni anno dall’HIV e i sieropositivi sono più di un milione. Per il prossimo quinquennio, Obama non propone un aumento complessivo dei fondi ma una redistribuzione ad hoc delle risorse, investendo maggiormente nelle aree più bisognose e aiutando le fasce della popolazione a maggiore rischio di contagio, come gay, bisessuali e afroamericani. Il governo federale attualmente spende circa 19 miliardi di dollari per il contrasto all’Aids. Entro il 2015, il 90% delle persone sieropositive conoscerà la propria condizione, mentre oggi solo il 75% ne è consapevole. Se il tasso di contagio rimarrà stabile, avverte l’indagine del governo Usa, “nella prossima decade il numero di nuove infezioni crescerà di 75.000 all’anno, mentre il numero di sieropositivi che vive negli Stati Uniti arriverà a 1,5 milioni”. Sempre entro il 2015, gli Stati Uniti si impegnano ad aumentare le cure dei pazienti che hanno già contratto il virus, arrivando così a coprire tale spesa all’85% rispetto all’attuale 65%.

Sin dai primi giorni del suo insediamento, il presidente Obama ha dovuto rispondere alle crescenti richieste delle associazioni in difesa dei diritti lgbt, che reclamano urgentemente un aumento dei finanziamenti per l’assistenza e la cura dei malati sieropositivi, e protestano per l’approccio non certo duro dell’establishmente americano contro la tanto odiata legge del “Don’t Ask, Don’t Tell”. Il piano di Obama contro l’epidemia. che negli anni ’80 e ’90 flaggellò la comunità omosessuale mondiale. ha deluso molti esperti di sanità pubblica, che si aspettavano scelte più coraggiose e un sostegno maggiore alla lotta contro il virus, anche se questa nuova strategia pone la lotta all’HIV sullo stesso piano di quella al Cancro. Le scelte di Obama, in questo campo così delicato, sono un completamento del percorso già intrapreso dal predecessore Bush, il quale aveva intrapreso programmi contro lo sviluppo dell’AIDS in Africa, e gli esperti interpellati dal presidente afroamericano sembrano essere arrivati a un piano concreto per arginare l’epidemia negli USA.

Via – Virgilio


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