Nel vuoto pneumatico di certi forum su internet, zeppi di sproloqui sgrammaticati e privi di orientamento, ogni tanto si levano voci nobili, non necessariamente condivisibili ma che meritano la qualifica di pensieri. Tra queste, c’è chi, con bello stile in versi, è riuscito a dire qualcosa che io non avrei saputo esprimere altrettanto bene. Il tutto fa riferimento allo scontro per la poltrona di Governatore del Lazio tra due donne decisamente fuori dagli schemi della nostra attuale politica. Da una parte, Emma Bonino, cui fa riferimento l’amico Almadell, dall’altra, Renata Polverini, che avrebbe in seguito risposto frettolosamente, ribadendo di considerare ‘famiglie’ solo quelle costituite da un uomo e da una donna, senza specificare se per forza uniti legalmente (e magari religiosamente) in matrimonio oppure no. La polemica potrebbe essere destinata a crescere, mettendo in gioco da un lato le speranze dei gay ma pure i timori di certi cattolici del centro sinistra, dall’altro un concetto di destra moderna laica ed europea del quale nel nostro Paese si stenta a vedere anche solo un pallido riflesso ma che proprio la Polverini pareva potesse incarnare. In attesa di approfondimenti, ecco intanto il commento dell’amico Almadell sull’altro versante:
Da una persona che non si è mai sposata
la critica al matrimonio gay
è la prosecuzione di una critica al matrimonio tout-court.
E’ un vecchio problema del massimalismo.
Come affrancare le minoranze
portando una critica radicale al sistema?
L’esempio del femminismo è sufficientemente buono.
I Pacifisti sono favorevoli alle donne nell’esercito?
Gli Anarchici sono favorevoli al voto alle donne?
Sì e no, ovviamente.
Parafrasando Pasolini su “bianchi” e “neri”
“Diciamo che i gay sono come gli etero,
mai che gli etero sono come i gay”
Anch’io sono per la parità.
Aboliamo il matrimonio civile eterosessuale.
Citando Gesù, nel Vangelo secondo Matteo
[10]Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». [11]Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. [12]Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Ecco, appunto: “chi può capire, capisca”.
Non credo che la Bonino si metterà di traverso rispetto a questa battaglia.
E quando io parlo di “abolire il matrimonio civile”
faccio un uso improprio della parola “abolire”.
Alla fine l’unica cosa saggia è legalizzare la droga e non drogarsi;
il matrimonio gay e non sposarsi; la prostituzione e non vendersi.
Se la Bonino avesse la mia età, forse lo capirebbe.
Parole cui mi allineo completamente, per quanto io stesso sia poco incline al matrimonio. Non intendo dire che il matrimonio gay non abbia importanza, anzi il contrario. Un po’ come la libertà religiosa per chi ricopre cariche istituzionali in uno Stato laico, che personalmente ritengo inutile se non dannosa, non pretendo però sia repressa. Semplicemente, trovo che ci si dovrebbe sposare solo in Chiesa, non per gli addobbi e i confetti, ma perché si crede realmente in ciò che si giura davanti al Dio cui si crede. I non credenti non hanno bisogno di cerimonie ma solo di eguali diritti, con in più la possibilità di separarsi che ai credenti dovrebbe essere negata. Si stabilirebbero dei confini più netti e si creerebbe un minimo di serietà, impresa impossibile per il nostro Paese. Per cui, non resta che allinearsi per una battaglia che contiene anche obiettivi ai quali non si crede e indipendentemente dalla loro possibilità di realizzazione. Unirsi, intanto, anche con il sostegno morale a Francesco e Manuel e a tutti quelli che sentono così forte questa esigenza o, forse, in modo più nobile, trovano vergognoso che in Italia nessuno se ne curi e che la minoranza dentro la minoranza di chi vorrebbe sposarsi sia doppiamente avvilita. Francesco e Manuel meritano rispetto, indipendentemente da tutto. Anche dal fatto che io, trentottenne fidanzato con un ragazzo molto più giovane, probabilmente non avrei accettato che il mio giovane compagno si sottoponesse allo sciopero della fame.

