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	<title>GayItalia Blog Porno Gay Italiano &#187; Societa</title>
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		<title>L’italietta bigotta e cieca si accorge della droga grazie agli scandali dei vip.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 17:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di tanto in tanto qualche giornalista si sveglia e torna a parlare di droga e di ambienti bene legati ad essa. Scoppiano scandali e la popolazione, tutta, si indigna. Poi si comincia a dire che così fan tutti, la Mussolini, di solito, va in televisione a dire che la droga fa male (perché, lei, si [...]<div class="feedflare">
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		<title>Vaticano e sesso, un altro fiasco</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il problema grosso che gli omosessuali cattolici hanno con la propria chiesa d&#8217;appartenenza è parte di un più vasto problema che il cattolicesimo ha con tutto il sesso, non solo con quello omosessuale. La Chiesa Cattolica è ancora, in massima parte, intestardita sul no a ogni tipo di sessualità fuori dal matrimonio eterosessuale. E anche dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/27/vaticano-e-sesso-un-altro-fiasco/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>
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<a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/zok-patrick-pottier-onan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10218" title="Onan - di Patrick Pottier" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/zok-patrick-pottier-onan-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>Il problema grosso che gli omosessuali cattolici hanno con la propria chiesa d&#8217;appartenenza è parte di un più vasto problema che il cattolicesimo ha con tutto il sesso, non solo con quello omosessuale.</p>
<p>La Chiesa Cattolica è ancora, in massima parte, intestardita sul no a ogni tipo di sessualità fuori dal matrimonio eterosessuale. E anche dentro il matrimonio eterosessuale, a ben vedere, il sesso, se non è finalizzato strettamente alla riproduzione, viene sostanzialmente scoraggiato.</p>
<p>Questo arroccamento genera una serie impressionante di divieti. No alle prime esperienze sessuali degli adolescenti, anche ai giochi più innocenti, che sono necessari per conoscere il proprio corpo e quello degli altri. No alla masturbazione, solitaria, o di coppia, o di gruppo. No al sesso prima del matrimonio per le coppie di fidanzati. No al sesso per gli adulti, fuori dalla coppia sposata. No al sesso per divorziati o separati che si riaccompagnano. No al sesso per le persone handicappate, molte delle quali non potranno mai, per mille motivi, sposarsi. No al sesso per le persone vedove, che possono incontrare un&#8217;altra persona, ma magari non se la sentono di risposarsi. No, infine, al sesso omosessuale, compreso quello di tante coppie gay e lesbiche innamorate e fedeli, che si sposerebbero volentieri, se la Chiesa glielo permettesse.</p>
<p>Altre chiese cristiane hanno fatto passi da gigante, incoraggiando i propri fedeli a vivere il sesso con maggiore serenità e, ci permettiamo di dire, anche con maggiore fedeltà al messaggio evangelico. Vogliamo essere ottimisti e credere che anche la Chiesa Cattolica finirà con il darsi una mossa. Una recente riflessione del <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_18/cazzullo_intervista_scola_55737a98-9247-11df-a4a6-00144f02aabe.shtml" >cardinal Scola</a> &#8211; che non ha certo fama di progressista - a proposito della bellezza dell&#8217;amore nel sesso e di quella del sesso nell&#8217;amore, ci sembra che vada nel senso di un serio ripensamento.</p>
<p>Ripensamento necessario, perché il cattolico è chiamato alla libertà e all&#8217;amore come ogni altro uomo. La castità è un rara vocazione di origine divina, non un obbligo da imporre a tutti e magari anche a sproposito, quasi a voler riaffermare una forma di potere, di controllo sul popolo, da parte del clero.</p>
<p>Mettersi in discussione è ancora più importante, oggi, in una società aperta in cui non è più possibile nascondere all&#8217;opinione pubblica tante lotte di potere interne alla Chiesa Cattolica, tanti scandali, tante ipocrisie.</p>
<p>A questo proposito, una <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/07/23/%E2%80%9Cle-notti-brave-dei-preti-gay%E2%80%9D-l%E2%80%99inchiesta-che-fa-tremare-il-vaticano/">recente inchiesta scandalistica sui preti gay di Roma, fatta da Panorama</a> ha suscitato un qualche scalpore estivo. A noi, sinceramente, è parsa fuorviante. Ha raccontato solo gli aspetti morbosi della vita di alcune singole persone religiose omosessuali represse e, a quanto pare, prigioniere di stereotipi disumanizzanti.</p>
<p>Non si può negare che quelle pagine scoprono l&#8217;acqua calda, cioè che un certo Vaticano è una burocrazia cieca, ipocrita e anche un po&#8217; cinica, come lo sono del resto tutte le grandi burocrazie centralizzate.</p>
<p>Confermano, inoltre, l&#8217;attualità dell&#8217;antico monito evangelico: <strong>guai a voi, predicatori e dottori, perché caricate la gente di pesi difficili da portare, che voi non  toccate neppure con un dito</strong> (cfr Luca 11:46).</p>
<p>All&#8217;inchiesta la Chiesa Cattolica ha reagito, purtroppo, con avventate considerazioni dal sapore vagamente discriminatorio. Ha chiesto ai sacerdoti e religiosi gay di autodenunciarsi e andarsene, se non se la sentono più di restare fedeli alla rigida dottrina cattolica sulla castità. A parte il fatto che, se così avvenisse, si svuoterebbero gli uffici vaticani e le parrocchie romane, perché richiamare all&#8217;ordine solo i gay?</p>
<p>Non si vorrà mica sostenere che preti e religiosi eterosessuali non abbiano anch&#8217;essi, come tutti i loro fedeli, come tutti gli uomini, le proprie tentazioni e le proprie cadute?</p>
<p>O peggio, non si cercherà mica, additando ancora una volta i gay, di distogliere l&#8217;attenzione da problemi ben più seri che riguardano tutto il clero e, anzi, tutto il popolo cattolico?<br />

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		<title>“Le notti brave dei preti gay”, l’inchiesta che fa tremare il Vaticano</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 07:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/23/%e2%80%9cle-notti-brave-dei-preti-gay%e2%80%9d-l%e2%80%99inchiesta-che-fa-tremare-il-vaticano/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9953" title="preti gay" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/preti-gay.jpg" alt="preti gay" width="265" height="345" />Incontri con prostituti, sesso occasionale con sconosciuti, frequentazione di ritrovi gay: è questo il risultato dell’inchiesta del settimanale Panorama condotta sui prelati omosessuali nella Capitale, che sta creando scandalo e imbarazzo nella Chiesa Cattolica e nella società italiana, ricaduta nel baratro del perbenismo di facciata a tutti i costi. <em>&#8220;Per venti giorni</em> &#8211; afferma il settimanale &#8211; <em>un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale&#8221;</em>. L’immagine scelta dalla popolare testata è quanto mai esaustiva e mostra due mani giunte intorno a un rosario, in atto di preghiera, con uno smalto rosa sulle unghie.</p>
<p>Tanti sono i casi scoperti dal settimanale, ma tre in particolare, avvenuti nei primi giorni di luglio, hanno attirato l’attenzione del giornalista che li racconta utilizzando nomi di fantasia: si tratta del sacerdote francese 35enne Paul, del 45enne Carlo, e di Luca, rimorchiato su internet su una chat omosessuale e poi ripreso in casa sua durante un rapporto sessuale con il complice del cronista. L&#8217;inchiesta parte dal primo incontro tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul e Carlo, in un locale del quartiere romano di Testaccio. Davanti a loro, <em>&#8220;due escort uomini hanno ballato seminudi&#8221; </em>con omosessuali, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l&#8217;abito talare e ha un rapporto sessuale, filmato con la telecamera. La sera successiva, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay Village di Roma <em>&#8220;mostrando di trovarsi a loro agio in quell&#8217;ambiente&#8221;</em>. Il giorno dopo, sempre secondo il settimanale, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza dei due infiltrati, verificando così <em>&#8220;che Paul è effettivamente un prete&#8221;</em>. Con Carlo c&#8217;é un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, <em>&#8220;abitualmente frequentato da gay&#8221;</em>. Alla fine del pranzo, <em>&#8220;Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale&#8221;</em>, anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. <em>&#8220;Il cronista di Panorama</em> &#8211; afferma ancora il settimanale &#8211; <em>ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento&#8221;</em>. Tutti i filmati e le foto a corredo dell&#8217;inchiesta sono a disposizione sul <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/07/22/le-notti-brave-dei-preti-gay-una-grande-inchiesta-in-edicola-venerdi-con-panorama/" >sito</a> di Panorama a partire da oggi.</p>
<p><em>&#8220;Anch&#8217;io, una quindicina di anni fa, ho avuto una storia con un monsignore. La storia è durata sei mesi, era il 1994 o il 1995. Era qui a Roma, lui era un alto funzionario vaticano. Poi ne ho perso le tracce, ma credo che stia sempre a Roma. Ma ce ne sono stati anche altri, e a volte ho scoperto solo dopo che erano sacerdoti&#8221;</em>, spiega Aurelio Mancuso, esponente storico della comunità lgbt italiana. <em>&#8220;Nella comunità si sa da sempre</em> &#8211; spiega l&#8217;ex presidente di Arcigay &#8211; <em>è molto consueto che sacerdoti frequentino i luoghi di ritrovo degli omosessuali, come saune, bar, discoteche. Posti dove comunque non si va solo per fare sesso, ma anche per conoscere persone. E per entrare magari hanno fatto la tessera di Arcigay&#8221;</em>. Autorevoli fonti vaticane bollano questa inchiesta come <em>“puro scandalismo”</em> e <em>“un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l&#8217;ombrellone&#8221;.</em> <em>&#8220;E quand&#8217;anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti</em> &#8211; aggiunge la fonte <em>- non basterebbe un&#8217;inchiesta di quindici giorni, per quanto accurata&#8221;</em>.</p>
<p>Come si organizza un incontro con un sacerdote? Le parole d’ordine sono anonimato ed esclusività: l&#8217;invito arriva via sms o tramite il passaparola e spesso nomi e indirizzi dei locali che ospitano feste private omosex solo per religiosi vengono affidati alle chat e comunque i ritrovi sono sempre gli stessi. Sarebbero una decina a Roma &#8211; precisa Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma &#8211; i preti che frequentano gli ambienti gay della Capitale, e tra loro ci sarebbero sacerdoti di diverso ordine e grado, incluse <em>“persone che con il tempo sono diventate vescovi”</em>.<strong> </strong><em>“Non è un mistero che ci siano preti e sacerdoti che a Roma frequentano ambienti e locali gay </em>- dichiara Marrazzo <em>- ma ovviamente si tratta di feste private. E comunque di certo non condanno tutto questo”</em>.</p>
<p>Via – <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/07/22/visualizza_new.html_1874375812.html" >Ansa</a></p>

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		<title>Era morto, è tornato in vita</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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In questi giorni d&#8217;estate molte persone riescono a godersi un po&#8217; di tempo per se stesse. Tempo di riposarsi, ma anche di riflettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/20/era-morto-e-tornato-in-vita/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><div id="attachment_9435" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-9435" title="Uno scatto poetico di Antonino Clemenza" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/zok-angelo-disegna-la-luna-nuova-300x127.jpg" alt="zok-angelo-disegna-la-luna-nuova" width="300" height="127" /><p class="wp-caption-text">Uno scatto poetico di Antonino Clemenza</p></div>
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In questi giorni d&#8217;estate molte persone riescono a godersi un po&#8217; di tempo per se stesse. Tempo di riposarsi, ma anche di riflettere e, magari, ritrovare se stessi.</p>
<p>Nel Vangelo di Luca l&#8217;intero capitolo 15 è dedicato a tre bellissime storie in cui i protagonisti ritrovano cose preziose che erano andate perdute: un pastore cerca con il batticuore la pecorella smarrita; una donna, dopo aver perso una moneta preziosa, accende la lucerna e spazza con cura la sua casa, finché non la ritrova; un padre accoglie a braccia aperte il suo figliolo scavezzacollo che se ne era andato di casa, perché &#8220;<span style="font-weight: bold;">era morto ed è tornato in vita</span>&#8220;.</p>
<p>Quando si ritrova ciò che si era perduto, si fa festa: &#8220;<span style="font-weight: bold;">Sembra che i grappoli siano esplosi nel cielo, il vino corre lungo i pendii della notte e una famiglia comincia a guarire</span>&#8220;. Sono versi della scrittrice Elisabeth Jennings, tratti dalla poesia &#8220;<span style="font-style: italic;">The Prodigal Son</span>&#8220;.</p>
<p>Abbiamo trovato questa riflessione sulle cose perdute e ritrovate in un libro, intitolato &#8220;<span style="font-style: italic;">L&#8217;Altro e gli altri</span>&#8220;, scritto da don Domenico Pezzini, pubblicato nel 2008 per l&#8217;editrice Ancora. Ne approfittiamo per ricordare anche lui.</p>
<p>Quando questo articolo uscirà saranno passati quasi due mesi dall&#8217;arresto di don Domenico Pezzini, <a href="http://feedproxy.google.com/~r/gaymagazine/xRmo/~3/2010/05/25/don-pezzini-in-carcere/">avvenuto il 24 maggio scorso</a>. Confidiamo che non si dimentichi in carcere questo vecchio prete di 73 anni, studioso, scrittore, pioniere di una pastorale cristiana per le persone omosessuali. Questa settimana è atteso un importante incidente probatorio, cioè il confronto con coloro che lo accusano di aver avuto approcci sessuali con un giovane che, all&#8217;epoca dei fatti, sarebbe stato un adolescente minorenne.</p>
<p>Ci dovrebbe essere, inoltre prestissimo un riesame della richiesta di arresti domiciliari, prima che arrivi il generale agosto, forse il mese più terribile per coloro che sono in carcere in attesa di giudizio.</p>
<p>Pur nel doveroso rispetto della magistratura e restando in serena attesa degli sviluppi delle indagini, ci permettiamo di ribadire che, personalmente, siamo convinti che la situazione giudiziaria di don Pezzini si chiarirà presto. Ovviamente, speriamo, prima che la salute di quest&#8217;uomo anziano e malato sia irrimediabilmente compromessa.</p>

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		<title>Sapessi com’è strano innamorarsi all’Ikea.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:24:54 +0000</pubDate>
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		<title>L’Irlanda riconosce le unioni civili gay</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
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<p>Anche se la prima unione civile sarà possibile solamente a partire dal 2011, per via dei cambiamenti che devono essere apportati congiuntamente dai dipartimenti dell’Economia e delle Pari Opportunità, Kieran Rose del “Gay and Lesbian Equality Network”, assieme ad altre associazioni per i diritti degli omosessuali, ha commentato positivamente la notizia: <em>“È un tributo all’apertura e all’accoglienza che contraddistinguono da sempre la società irlandese, oltre all’impegno di tutti i nostri politici. Rappresenta una pietra miliare nel riconoscimento dei diritti civili delle persone gay e lesbiche”.</em></p>
<p>Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/07/19/Irish_Pres_Signs_Gay_Partners_Bill/" >Advocate</a></p>

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		<title>Il New York Times pubblica annuncio matrimoniale di una coppia gay</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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<p>Svista colossale o svolta epocale al celebre New York Times? È quello che si sono chiesti i tantissimi lettori del quotidiano della Grande Mela, quando domenica scorsa hanno letto nella pagina dedicata ai matrimoni il termine “sposa” riferito a una coppia gay. Il primo sposo diventato “sposa gay” si chiama Matthew Horowitz, che ha contratto le nozze in Vermont con il partner Edward Farley, quest’ultimo avvocato specializzato in processi riguardanti violenze domestiche contro la comunità lgbt.</p>
<p>Fino a ieri, il quotidiano aveva evitato accuratamente stereotipi di genere nei suoi annunci matrimoniali riguardanti sposi dello stesso sesso, e invece di citare i termini &#8220;sposo&#8221; o &#8220;sposa&#8221; il giornale ricorreva a giri di parole. Il New York Times ha iniziato a pubblicare annunci matrimoniali per coppie gay nel settembre di otto anni fa nella sezione domenicale “Styles”: ormai questo genere di pubblicità, se così si può definire, fa parte della routine e questi annunci sono scritti come vere e proprie notizie, corredate con le foto dei contraenti e mischiate a quelli, più numerosi, che raccontano le storie d’amore “tradizionali” tra un uomo e una donna. La suddetta pagina del New York Times, che fa sospirare milioni di cuore negli States, riporta ormai da decenni gratuitamente nozze giudicate notizie, sia per le storie che ne fanno da cornice sia per l’importanza delle persone coinvolte. Chiunque può segnalare al giornale il proprio matrimonio &#8211; o la propria unione civile -, anche se poi i giornalisti del celeberrimo quotidiano attuano una scelta tra quelli giudicati più interessanti. In questo caso, ci chiediamo se sia stato un solo e semplice lapsus o ci sia dietro lo zampino di qualche collaboratore del NYT.</p>
<p>Via – <a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/gay-svolta-nyt-in-annuncio-nozze-un-lui-edefinitosposa-475197/" >Blitz Quotidiano</a></p>

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		<title>Società. Com’è sexy l’amicizia.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 09:22:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[Fluida, informale, aperta, adattabile. Più dell&#8217;amore, più della famiglia, è l&#8217;amicizia il legame forte, e la vera certezza, della contemporaneità Tom Sawyer senza Huckleberry Finn. Robinson Crusoe senza Venerdì. Narciso senza Boccadoro. Harry Potter orfano di Ron Weasley. È tutta da riscrivere la letteratura per ragazzi, secondo un filone d&#8217;opinione che negli Stati Uniti sta [...]<div class="feedflare">
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		<title>L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 07:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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<p>La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e&#8217; entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l&#8217;assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che <em>“La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”</em>. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9497" title="ARGENTINAGAY01G" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/ARGENTINAGAY01G.jpg" alt="ARGENTINAGAY01G" width="330" height="250" />Ieri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come &#8220;Né unione né adozione, uomo e donna&#8221;, &#8220;Sodoma uguale Argentina&#8221; e &#8220;Voglio una madre e un padre&#8221;. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.</p>
<p>Via – <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/15/news/voto_storico_in_argentina_s_a_matrimoni_omosessuali-5597276/" >La Repubblica</a></p>

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		<title>Argentina: oggi il voto su matrimonio e adozioni gay, la Chiesa attacca il governo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche ore dall&#8217;attesissimo voto in Senato per l&#8217;approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/14/argentina-oggi-il-voto-su-matrimonio-e-adozioni-gay-la-chiesa-attacca-il-governo/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9416" title="153157" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/153157.jpg" alt="153157" width="250" height="327" />A poche ore dall&#8217;attesissimo voto in Senato per l&#8217;approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi termini tra la Chiesa cattolica e il governo. Ieri, un&#8217;imponente manifestazione nelle principali città del Paese latinoamericano e nella capitale Buenos Aires ha coinvolto migliaia di persone che hanno gridato &#8220;i bambini hanno diritto a una madre a un padre&#8221; e hanno inneggiato alla &#8220;guerra di Dio&#8221; contro un &#8220;progetto del demonio&#8221;. Dopo il parere favorevole ottenuto alla Camera dei Deputati, il presidente, Cristina Fernandez de Kirchner, ha affermato che non porrà il veto sulla legge quando approderà sulla sua scrivania per l&#8217;approvazione definitiva, e anzi si è definita &#8220;sorpresa e preoccupata&#8221; in riferimento alla guerra santa scatenata da alcuni vescovi cattolici, che hanno usato toni apocalittici per definire questo provvedimento di tutela dei diritti lgbt.</p>
<p>La nuova normativa, cosi come era stata originariamente scritta, permetteva anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso<strong>. </strong>Ma, dopo le forti opposizioni dei cattolici integralisti e le pressioni della Chiesa, una commissione del Senato ha presentato un progetto alternativo, che prevede solo l&#8217;unione civile e cancella la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali. <strong><span style="font-weight: normal;">Purtroppo, come sottolineato da più parti,</span><span style="font-weight: normal;"> il consenso popolare sulla normativa è fortemente</span> <span style="font-weight: normal;">influenzato dalle </span></strong>gerarchie<strong> <span style="font-weight: normal;">ecclesiastiche, soprattutto in alcune provincie rurali. Ma non tutto il popolo argentino è contro il provvedimento: ieri sera, accanto alla mega manifestazione sponsorizzata dai vescovi, in una via limitrofa si è radunato un secondo </span></strong>corteo<strong> <span style="font-weight: normal;">più piccolo, convocato dalle associazioni di omosessuali e femministe, </span></strong>favorevoli<strong> <span style="font-weight: normal;">alla legge. Oltrettutto, stando agli ultimi sondaggi, si evince come il 70% degli abitanti del paese sudamericano sia </span></strong>favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è ammesso<strong> </strong>in alcuni municipi<strong>,</strong> dove si sono già sposate almeno cinque o sei coppie di gay o lesbiche.</p>
<p>Passato lo scoglio del Senato, l&#8217;Argentina si candida a diventare il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio gay. Domani sapremo se la speranza vincerà sulla tirannia ecclesiastica, o se ancora una volta lo stato sarà servo della Chiesa, tradendo così le aspettative di un intero continente.</p>
<p>Via &#8211; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/72520/matrimonio-gay-argentina-chiesa-piazza/" >Giornalettismo</a></p>

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		<title>La Finlandia legalizzerà i matrimoni e le adozioni alle coppie gay</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 08:00:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/14/la-finlandia-legalizzera-i-matrimoni-e-le-adozioni-alle-coppie-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p> <img class="aligncenter size-full wp-image-9356" title="finland" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/finland1.jpg" alt="finland" width="581" height="449" /></p>
<p>Lo stato del Nord Europa, per non smentire la ventata di buoni propositi e di conferme in materia di diritti lgbt che spira benevola in questa parte nel Vecchio Continente, sta lavorando per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali sposate. Il ministro della giustizia Tuija Brax ha affermato che la costituzione finlandese aborra la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e che l’opinione pubblica è schierata favorevolmente con questa legge, la cui introduzione è prevista per il 2012. Attualmente, i gay e le lesbiche finlandesi posso unirsi grazie alla legge sulle unioni civili approvata nel 2002.</p>
<p>Questo porterà la Danimarca ad essere l’unico stato orbitante nell’area scandinava a non aver approvato le nozze omosessuali; e pensare che proprio il paese della Sirenetta è stata la prima nazione al mondo ad adottare, nel 1989, il partenariato civile per le coppie gay, un modello imitato da tantissimi stati occidentali. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è attualmente legale, oltre che nelle nazioni scandinave, anche in Belgio, Portogallo, Spagna, Olanda, Sud Africa, Città del Messico, Canada e in sei stati americani (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont and Washington D.C.).</p>
<p>Via – <a href="http://news.pinkpaper.com/NewsStory/3413/13/07/2010/finland-working-to-legalise-same-sex-marriage-and-adoption.aspx" >Pink Paper</a></p>

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		<title>Quasi quasi divento pagano</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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<img class="alignleft size-medium wp-image-9365" title="Un bosco - particolare di una opera di Mauro Mazziero" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/un-bosco-di-mauro-mazziero-300x149.jpg" alt="Un bosco - particolare di una opera di Mauro Mazziero" width="300" height="149" />Su un anonimo profilo da qualche parte su Internet abbiamo letto di un giovane che racconta di essersi convertito al paganesimo. Ha aderito a una forma di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Druidismo" >neodruidismo</a> celtico, rinnegando la sua identità cattolica, in cui si è sentito stretto perché ha percepito che a una persona gay come lui erano riservati solo &#8221;<span style="font-weight: bold;">astinenza, sofferenza, solitudine e la dannazione eterna dopo la morte</span>&#8220;.</p>
<p>Molti sorrideranno, ma è inevitabile che in una società libera, di fronte ai pregiudizi e alle rigidità delle chiese, gli individui si mettano alla ricerca di simboli, riti, emozioni, anche in contesti che potrebbero sembrare anacronistici, o in nicchie marginali, o in gruppi un tantino originali. Ovviamente dobbiamo augurarci che l&#8217;individuo sappia muoversi nel pluralismo religioso e spirituale del nostro tempo con intelligenza e senso critico, ma non meritano davvero di essere liquidati con sufficienza eventuali tentativi di riscoprire la saggezza spirituale dell&#8217;antica Europa precristiana, che era ancorata a un calendario cosmico, segnato dal sole, dalla luna, dal ripetersi delle stagioni, che non ha certo perso il suo significato.</p>
<p>Nel frattempo non si può negare che il cristianesimo stia cambiando, persino la Chiesa cattolica, come ha dimostrato questa settimana, per esempio, <a href="http://www.gionata.org/chi-il-mio-prossimo-lc-10-20s-.-mons-selmi-vescovo-di-parma-incontra-il-gruppo-di-cristiani-omosessuali-che-opera-nella-sua-diocesi.html" >il vescovo di Parma</a>, mons. Enrico Solmi, che ha incontrato il gruppo di cristiani omosessuali che opera nella sua diocesi.</p>
<p>Le credenze e le loro celebrazioni  ci ancorano al mondo che ci circonda. Rafforzano l&#8217;identità personale e comunitaria. Facilitano l&#8217;attaccamento alla propria vita e alla propria terra,  e la volontà di migliorarsi e di migliorarla. Risvegliano la capacità di amare e lasciarsi amare. Il bisogno religioso è profondamente umano. E&#8217;, nella stragrande maggioranza degli esseri umani, insopprimibile così come dentro di noi è insopprimibile la nostra omosessualità.<br />

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		<title>Obama lancia il nuovo piano nazionale per combattere l’epidemia HIV/AIDS</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 08:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Combattere il contagio da HIV, diminuendo il numero di nuove infezioni del 25% entro i prossimi 5 anni, e far crescere il [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-9290" title="barack-obama-aids-hiv" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/barack-obama-aids-hiv.jpg" alt="barack-obama-aids-hiv" width="381" height="279" />La prima strategia contro l’AIDS mai creata dal governo statunitense a livello nazionale approda dopo 15 mesi di lavoro e interviste con centinaia di esperti in tutto il paese, dove circa 56mila persone sono contagiate ogni anno dall&#8217;HIV e i sieropositivi sono più di un milione. Per il prossimo quinquennio, Obama non propone un aumento complessivo dei fondi ma una redistribuzione ad hoc delle risorse, investendo maggiormente nelle aree più bisognose e aiutando le fasce della popolazione a maggiore rischio di contagio, come gay, bisessuali e afroamericani. Il governo federale attualmente spende circa 19 miliardi di dollari per il contrasto all&#8217;Aids. Entro il 2015, il 90% delle persone sieropositive conoscerà la propria condizione, mentre oggi solo il 75% ne è consapevole. Se il tasso di contagio rimarrà stabile, avverte l&#8217;indagine del governo Usa, <em>&#8220;nella prossima decade il numero di nuove infezioni crescerà di 75.000 all&#8217;anno, mentre il numero di sieropositivi che vive negli Stati Uniti arriverà a 1,5 milioni”</em>. Sempre entro il 2015, gli Stati Uniti si impegnano ad aumentare le cure dei pazienti che hanno già contratto il virus, arrivando così a coprire tale spesa all’85% rispetto all’attuale 65%.</p>
<p>Sin dai primi giorni del suo insediamento, il presidente Obama ha dovuto rispondere alle crescenti richieste delle associazioni in difesa dei diritti lgbt, che reclamano urgentemente un aumento dei finanziamenti per l&#8217;assistenza e la cura dei malati sieropositivi, e protestano per l&#8217;approccio non certo duro dell’establishmente americano contro la tanto odiata legge del “Don’t Ask, Don’t Tell”. Il piano di Obama contro l’epidemia. che negli anni ’80 e ’90 flaggellò la comunità omosessuale mondiale. ha deluso molti esperti di sanità pubblica, che si aspettavano scelte più coraggiose e un sostegno maggiore alla lotta contro il virus, anche se questa nuova strategia pone la lotta all’HIV sullo stesso piano di quella al Cancro. Le scelte di Obama, in questo campo così delicato, sono un completamento del percorso già intrapreso dal predecessore Bush, il quale aveva intrapreso programmi contro lo sviluppo dell’AIDS in Africa, e gli esperti interpellati dal presidente afroamericano sembrano essere arrivati a un piano concreto per arginare l’epidemia negli USA.</p>
<p>Via – <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/07_luglio/12/lotta_all_hiv_nuova_strategia_obama_per_tagliare_contagi,25174013.html" >Virgilio</a></p>

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		<title>Un prete americano ha speso 1,3 milioni di dollari per spese personali ed escort gay</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 16:00:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/11/un-prete-americano-ha-speso-13-milioni-di-dollari-per-spese-personali-ed-escort-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9165" title="KEVIN_GRAYX390" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/KEVIN_GRAYX390.jpg" alt="KEVIN_GRAYX390" width="390" height="285" />Un ex prete cattolico del Connecticut, il 64enne Kevin Gray, si è consegnato alla polizia dopo essere stato accusato di essersi appropriato indebitamente e di aver speso circa 1,3 milioni di dollari appartenenti alla Chiesa del Sacro Cuore di Waterbury. Dal 2003, l’uomo ha speso questa fortuna in hotel, abiti, ristoranti, escort maschili e altre spese personali.</p>
<p>Gray, in congedo medico dalle funzioni sacerdotali dal 15 aprile scorso, prima del 2003 aveva svolto il suo servizio in altre chiese, per ben 26 anni. Il prete dalle mani bucate e dalle voglie insaziabili è stato scoperto durante un esame dei conti della parrocchia ed è stato immediatamente sospeso dall’arcidiocesi di Hartford, senza la possibilità di esercitare la sua “chiamata” in nessun altra sede religiosa, in Connecticut come in qualsiasi altro stato. La Chiesa del Sacro cuore non effettua, solitamente, controlli finanziari e lo stesso Gray non presentava relazioni annuali delle sue spese, cosi che in sette anni il prete ha speso potuto sperperare questa fortuna, che sicuramente era destinata alla comunità locale e a qualcuno più bisognoso di lui.</p>
<p>Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/07/06/Priest_Spent_1Mil_on_Escorts_Clothes/" >Advocate</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C_3jhN62RM_RGUkZDLJ93tr3E4c/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C_3jhN62RM_RGUkZDLJ93tr3E4c/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>USA: Incostituzionale il divieto nazionale ai matrimoni gay</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:50:53 +0000</pubDate>
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<p>Il giudice federale di Boston Joseph Tauro ha dichiarato incostituzionale il bando nazionale dei matrimoni gay poichè esso interferisce con il diritto dei singoli Stati dell’Unione a decidere in materia. La sentenza di Tauro, che accoglie il ricorso dello stato del Massachusetts a favore delle coppie gay in due diverse azioni legali contro la legge del 1996 denominata Defense of Marriage Act,<strong> </strong>ha stabilito come la legge in questione violi il diritto costituzionale all’uguaglianza giuridica delle coppie omosessuali, e infranga le competenze statali in questo campo. Il giudice ha poi sottolineato come nella storia degli USA l&#8217;autorità centrale abbia sempre riconosciuto agli Stati la disciplina dei matrimoni, e ha paragonato l’attuale dibattito sulle nozze gay alla disputa sui quelli  interrazziali.</p>
<p>Nel 1996 il Congresso promulgò, con una maggioranza schiacciante e con il sostegno dell’allora presidente Bill Clinton, una nuova normativa che ribadì l’unione tra un uomo e una donna come unico matrimonio riconosciuto dall’autorità federale. In piena campagna elettorale, Clinton<strong> </strong>era reduce dal feroce scontro sul servizio dei gay nell’esercito e colse quest’opportunità per riconquistare i suoi elettori più moderati. La cosa buffa è che ora sia l’ex repubblicano Bob Barr, propositore del Defense of Marriage Act, sia Clinton che la firmò, si sono dissociati totalmente da essa. Nel 2003 il Massachusetts riconobbe il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, scatenando cosi l’agguerrita campagna conservatrice delle presidenziali 2004, con la sponsorizzazione di referendum statali anti nozze gay da parte del presidente Bush. Nonostante la vittoria dei repubblicani, gli omosessuali possono oggi registrare formalmente la loro unione in Connecticut, New Hampshire, Iowa e Vermont, dove per la prima volta un’assemblea legislativa approvò nel 2009 una legge che istituì i matrimoni per le coppie dello stesso sesso. In California e Maine<strong>,</strong> invece, due referendum hanno capovolto le sentenze che concedevano ai gay il diritto di sposarsi. I suddetti Stati che hanno legalizzato i matrimoni omosex non hanno, però, potuto riconoscere molti diritti alle nuove coppie, visto che la famigerata legge del 1996 vieta l’estensione dei benefici garantiti al coniuge dall’Amministrazione federale, come il diritto a cure mediche o alla pensione nel caso di morte: secondo le associazioni LGBT statunitensi, si tratta di circa 1100 diritti negati. Un vero e proprio scandalo per “la nazione più grande del mondo”.</p>
<p>La sentenza di Boston, se confermata dalla Corte Suprema, potrebbe cambiare la situazione delle coppie gay in tutti gli Stati Uniti, anche se finora l’organo superiore di giustizia si è sempre astenuta dal giudicare nel merito il Defense of Marriage Act, e il presidente Obama, negli ultimi mesi strenuo difensore dei diritti lgbt, non si è ancora mosso in proposito.</p>
<p>Via – <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/71849/usa-divieto-matrimoni-gay-incostituzionale/" >Giornalettismo</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rxt0EH09NVW5SoJqMXMrj5Dld0M/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rxt0EH09NVW5SoJqMXMrj5Dld0M/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Il veto della governatrice blocca le unioni civili gay nelle Hawaii</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:50:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/08/il-veto-della-governatrice-blocca-le-unioni-civili-gay-nelle-hawaii/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9092" title="Hawaii_CivilBeat" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Hawaii_CivilBeat.jpg" alt="Hawaii_CivilBeat" width="390" height="285" />La governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata dal Parlamento e dal Senato a maggioranza. La repubblicana Linda Lingle, dopo due mesi di dure polemiche e dibattiti accesi, ha riflettuto e ha deciso di non tradurlo in legge. Se fosse stata implementata, la misura avrebbe garantito alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili e gli stessi benefici dello Stato garantiti alle coppie sposate, anche se per le coppie dello stesso sesso questo non si prefigurava come &#8220;matrimonio&#8221; ma come semplice &#8220;unione civile&#8221;, proprio per ribadire l&#8217;unicità del matrimonio stesso.</p>
<p>Gli attivisti statunitenti per i diritti gay non si sono certo scoraggiati e sembra che stiano già preparando una causa legale per ribaltare la decisione della Lingle. La governatrice, da sempre avversaria dell&#8217;uguaglianza matrimoniale tra coppie etero e omosessuali, ha dichiarato che le unioni civili porterebbero sicuramente all&#8217;approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e, a suo parere, il Bill 444 sulle Unioni civili avrebbe introdotto semplicemente “il matrimonio gay con un altro nome”. Non tutto è perduto per l&#8217;arcipelago del Pacifico, visto che Camera e Senato hanno la possibilità di aggirare il veto con una nuova approvazione della legge a maggioranza qualificata.</p>
<p>Eppure, proprio la Corte Suprema delle Hawaii aveva stabilito, nel 1993, che negare alle coppie gay il diritto a unirsi in matrimonio fosse incostituzionale &#8211; <span id="result_box"><span>anche se, dopo anni di battaglie legali, lo Stato avrebbe poi modificare la propria Costituzione per permettere ai legislatori di vietare lo stesso il </span><span>matrimonio omosessuale &#8211; facendo iniziare cosi quel movimento internazionale a favore delle unioni omosessuali che da qualche anno sta iniziando a dare i suoi frutti in Europa e negli Stati Uniti d&#8217;America.</span></span></p>
<p><span><span>Via &#8211; <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/07/07/hawaii-governor-rejects-gay-civil-unions-bill/" >PinkNews</a></span></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OUmWUucK65kEekM76Cfohc1RHdc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OUmWUucK65kEekM76Cfohc1RHdc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>HIV: al via la nuova campagna di Arcigay e la ricerca internazionale Emis</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:00:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/08/hiv-al-via-la-nuova-campagna-di-arcigay-e-la-ricerca-internazionale-emis/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/HIV-arcigay.png"><img class="alignright size-full wp-image-9125" title="HIV-arcigay" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/HIV-arcigay.png" alt="HIV-arcigay" width="380" height="538" /></a>È finalmente arrivata l’estate e, nonostante il caldo che facilita gli incontri e i corpi sempre più nudi e in mostra, non bisogna mai abbassare la guardia su un nemico invisibile: l’HIV. Secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità, le persone sieropositive in Italia sarebbero circa 160.000<strong>,</strong> mentre sarebbero 4000 le nuove diagnosi ogni anno. Certo, queste cifre saranno sicuramente sottostimate, sia per le difficoltà e ritardi nella raccolta dei dati, sia per la bassa percentuale di accesso al test diagnostico e anche per l’assenza di campagne e strategie istituzionali preventive efficaci e di lungo periodo nel nostro Paese, che dopo la grande paura degli anni ’80 sembra essersi dimenticato di questo pericolo. Oggi, questo virus non fa più paura e migliaia di persone sieropositive vivono una vita assolutamente normale assumendo terapie antiretrovirali. All’inizio, la scoperta dell’infezione e la paura che le suddette terapie lascino un qualche segno sul corpo spinge molte persone a uno stato di ansia che si configura poi con l’abbandono delle cure, indispensabili per poter arginare l’HIV.</p>
<p>Per questo Arcigay nazionale ha deciso di proporre una nuova campagna di sensibilizzazione, scegliendo lo slogan <em>HIV+. Combatterlo cambia molti aspetti. Tranne il tuo</em> e un’immagine che richiama direttamente alla sessualità, con un giovane in perfetta forma fisica. Il depliant e il manifesto spiegano che <em>“essere sieropositivi signiﬁca affrontare molti cambiamenti nella propria vita. E i cambiamenti fanno paura. Paura, ad esempio, di avercelo scritto in faccia. Ma oggi, con l’aiuto del tuo medico, anche l’HIV può essere tenuto sotto controllo nel rispetto del tuo aspetto<strong>.</strong> Per questo occorre intervenire tempestivamente. Perché combattere l’HIV è l’aspetto che conta”</em>. La campagna ha preso il via durante il Gay Pride nazionale di Napoli dello scorso 26 giugno e coprirà alcuni eventi estivi affollati dalla comunità omosessuale, per poi riprendere a settembre con un’ampia distribuzione online e cartacea.</p>
<p>Sempre in questi giorni, è partita la grande <a href="https://www.demographix.com/surveys/3Y9Q-VHRX/LBYB47RW/?ITAG" >ricerca online Emis </a>sul sesso tra uomini, che coinvolge ben 31 paesi europei e che durerà tutta l’estate. Tramite un questionario, da compilare anonimamente, disponibile in 25 lingue rivolto agli uomini gay e bisessuali e, in generale, agli uomini che fanno sesso con uomini, verranno raccolte informazioni utili che aiuteranno le organizzazioni locali e nazionali a capire i bisogni degli uomini gay e bisessuali, per migliorare le proprie strategie di prevenzione e l’accesso ai servizi.</p>
<p>Via – <a href="http://www.arcigay.it/hiv-combatterlo-cambia-molti-aspetti-tranne-tuo" >Arcigay</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WX5OqsKUi__oxs0UqNcowmle8bU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WX5OqsKUi__oxs0UqNcowmle8bU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>In quale località andrai in vacanza in questa estate 2010? Parte il grande sondaggio sotto l’ombrellone di Gay Magazine</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:14:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/07/in-quale-localita-andrai-in-vacanza-in-questa-estate-2010-parte-il-grande-sondaggio-sotto-l%e2%80%99ombrellone-di-gay-magazine/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/ombrellone_1280.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8979" title="ombrellone_1280" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/ombrellone_1280-1024x819.jpg" alt="ombrellone_1280" width="960" height="813" /></a></p>
<p>Gay Magazine, insieme ad altri siti di informazione rivolti alla comunità omosessuale, ha deciso di far partire un grande sondaggio per capire veramente dove andrà in vacanza quest’estate il popolo lgbt. Chiunque può parteciparvi, basta fare la propria scelta tra le dieci località che trovare alla vostra destra nell’homepage.</p>
<p>Proprio ieri, i grandi media nazionali hanno riportato la notizia che i gay e le lesbiche preferiscono, nella loro personale classifica delle mete europee friendly, Mykonos, seguita da Sitges/Barcellona, quindi Torre del Lago, poi Ibiza, il Salento e Gran Canaria&#8230;siete d&#8217;accordo? provate a rispondere al nostro sondaggio , abbiamo deciso di provare anche noi a chiedere ai nostri lettori dove andranno in questa torrida estate 2010. Salento, Torre del Lago Puccini, Sicilia, Sardegna, Ibiza, Nizza – Costa Azzurra, Gran Canarie, Ibiza e Mykonos, riviera Adriatica… Vota adesso!</p>
<p>A dovere di cronaca e solo ed esclusivamente a titolo informativo vi facciamo presente che il sito gaymagazine.it non ha nessun interesse a promuovere ne l&#8217;uno ne l&#8217;altra località Italiana o Internazionale. Questo sondaggio quindi vuole essere solo un modo per scoprire dove va in vacanza il nostro pubblico.</p>
<p>(attenzione questo come altri sondaggi on line non ha alcun valore statistico)</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.

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		<title>Sgozzare i gay, bruciare gli adulteri</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 17:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MAURO VAIANI</dc:creator>
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Fra le tante ragioni per cui alcuni paesi occidentali sono più avanzati del nostro, non esiteremmo a mettere anche la Bibbia. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/06/sgozzare-i-gay-bruciare-gli-adulteri/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>
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<img class="alignleft size-medium wp-image-8912" title="Prends Moi - Un'opera di Patrick Pottier" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/patrick-pottier-prends-moi-300x139.jpg" alt="Prends Moi - Un'opera di Patrick Pottier" width="300" height="139" />Fra le tante ragioni per cui alcuni paesi occidentali sono più avanzati del nostro, non esiteremmo a mettere anche la Bibbia. Nel mondo tedesco la Bibbia tradotta da Lutero fu stampata nel 1534. In Inghilterra la traduzione, la stampa e la diffusione a tutto il popolo della Bibbia iniziarono con Enrico VIII nella seconda metà del &#8216;500 e la versione inglese patrocinata da re Giacomo I nel 1604 è stata per secoli l&#8217;opera più diffusa e letta in tutto il mondo anglosassone, dall&#8217;Australia al Canada, dagli Stati Uniti al Sudafrica. Da noi, in pratica, la diffusione di massa della Bibbia è iniziata dopo il Concilio Vaticano II, alla fine degli anni sessanta. Ieri, in termini di avanzamento di una civilizzazione.</p>
<p>Dando la Bibbia in mano a chiunque, è vero che tutti hanno la possibilità di leggere con i propri occhi certi passi, come il famoso Levitico 20, 13: &#8220;<span style="font-weight: bold;">Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro</span>&#8220;. Parole che vengono spesso citate per condannare, magari a morte, noi omosessuali. L&#8217;opinione pubblica dei paesi più avanzati, però, ha avuto anche &#8211; da secoli! &#8211; la possibilità di leggere ciò che viene prima, al versetto 12: &#8220;<span style="font-weight: bold;">Se uno ha rapporti con la nuora, tutti e due dovranno essere messi a morte; hanno commesso un abominio; il loro sangue ricadrà su di essi</span>&#8220;. O ciò che viene dopo, al versetto 14: &#8220;<span style="font-weight: bold;">Se uno prende in moglie la figlia e la madre, è un delitto; si bruceranno con il fuoco lui ed esse, perché non ci sia fra di voi tale delitto</span>&#8220;.</p>
<p>Questa capacità di leggere non solo un versetto apparentemente antigay, ma anche quello che c&#8217;è prima o dopo, da sola è una sveglia per le coscienze: perché si condannano a morte gli omosessuali e non gli uomini che trombano con le proprie nuore? Perché non si bruciano coloro che si prendono prima una donna e poi, quando questa magari è ormai vecchia e vizza, si prendono la figlia di lei? E perché non si bruciano anche le due donne, vittime, prima l&#8217;una e poi l&#8217;altra, dell&#8217;insaziabile satiro?</p>
<p>La Bibbia stessa, come potete vedere, insegna a chi la legge a stare un po&#8217; più attento. Tanti predicatori e politici la citano a sproposito, estraendo solo le parole che fanno comodo, omettendo o nascondendo ciò che non gli torna, per giustificare il proprio bigottismo e prosperare sulla nostra ignoranza.</p>
<p>La Bibbia è un corpo di libri e testi di grande antichità, complessità, bellezza e grandezza. Lo studioso Tullio De Mauro, quando era ministro dell&#8217;istruzione del centrosinistra nel 2000, la definì una &#8220;bomba conoscitiva&#8221;, per le discussioni interminabili e le ricerche stimolanti che ogni sua pagina riesce a scatenare. Stava per proporne l&#8217;adozione come testo di studio nelle scuole, con uno spazio almeno paragonabile a quello riservato alla Divina Commedia e ai Promessi Sposi.</p>
<p>Non se ne fece nulla, probabilmente perché la cosa avrebbe messo in discussione il monopolio che sul tema detiene la Conferenza episcopale cattolica italiana, attraverso un esercito di insegnanti di religione, da lei nominati e da tutti noi contribuenti pagati. Sono oltre 25.000 persone, che ci costano poco meno di un miliardo di euro all&#8217;anno.</p>
<p>Scusate se abbiamo divagato. Torniamo alla Bibbia. Aprirla, anche a caso, sfogliarne qualche pagina, leggerne qualche passo qua e là riuscirà a stupirvi, incuriosirvi, rimettervi in moto il cervello, ma speriamo anche il cuore!</p>
<p>L&#8217;unica cosa da non fare assolutamente è quella di tentare di leggerla dall&#8217;inizio alla fine! Sfogliate l&#8217;indice degli oltre 70 libri che la compongono e scegliete voi da quale cominciare. Magari dalle poesie d&#8217;amore, come il Cantico dei cantici, o la meravigliosa storia di Rut e del suo amore per Noemi.</p>
<p>Un consiglio per quest&#8217;estate, allora, per combattere lo <span style="font-style: italic;">status quo</span> che sta facendo invecchiare e imbruttire la nostra Repubblica: compratevi una bella, moderna, autorevole traduzione della Bibbia.</p>
<p>Chi scrive è molto affezionato alla Bibbia cosiddetta TILC (Traduzione interconfessionale in lingua corrente), edizione congiunta <a href="http://www.elledici.org/it/libreria/dettaglio.php/Parola-del-Signore-La-Bibbia-interconfessionale-/?AREA=libreria&amp;CODICE=04287">LDC-ABU</a>. È frutto di un lavoro di collaborazione tra cattolici, protestanti, ortodossi. Il linguaggio è caratterizzato da una certa freschezza e facilità di comprensione. Può essere letta facilmente da tutti. Non perdetevela.<br />

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		<title>Regno Unito: matrimoni religiosi al posto delle unioni civili gay?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche settimane dall’approvazione del matrimonio gay in Islanda, presto anche le coppie omosessuali inglesi potrebbero convolare a nozze con la tradizionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/06/regno-unito-matrimoni-religiosi-al-posto-delle-unioni-civili-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p>A poche settimane dall’approvazione del matrimonio gay in Islanda, presto anche le coppie omosessuali inglesi potrebbero convolare a nozze con la tradizionale cerimonia religiosa. Il parere favorevole è arrivato dalle voci più autorevoli della politica della Gran Bretagna, tra cui il sindaco di Londra Boris Johnson e il ministro per le Pari Opportunità Lynne Featherstone, la quale ha specificato che l’autorità centrale si è impegnata ad affrontare &#8220;il prossimo passo per le unioni civili&#8221;, secondo quanto riportato sabato scorso dalla stampa locale. &#8220;Questo significherà che prenderemo in considerazione l&#8217;ipotesi di autorizzare letture, inni sacri, musica e simboli religiosi nelle unioni civili&#8221;, ha aggiunto la Featherstone.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8865" title="gay-marriage" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/gay-marriage.jpg" alt="gay-marriage" width="303" height="226" />Qualora venisse autorizzato l&#8217;uso di simboli religiosi, le unioni civili diventerebbero cosi praticamente indistinguibili dai matrimoni tradizionali, dal momento che il Parlamento ha rimosso da marzo scorso il divieto di celebrare le unioni omosessuali in chiesa e in altri luoghi di culto delle varie fedi religiose. Un passo importante per l’intero mondo britannico, nel tentativo di equiparare le unioni civili per le coppie dello stesso sesso al matrimonio tradizionale e riconoscerne gli stessi diritti. Nel regno di Sua Maestà, la legge sul partenariato civile è stato approvata nel 2005 dall’allora governo laburista di Tony Blair.<br />
 <br />
La Chiesa locale non ha certo perso tempo e dal pulpito ha già tuonato il reverendo Michael Langrish, vescovo di Exeter, dichiarando che l’emendamento è confusionario e inutile, poichè la Chiesa d’Inghilterra non sarà mai disponibile ad aprire i suoi luoghi per permettere le unioni tra coppie dello stesso sesso, né tanto meno ad autorizzare la lettura di testi sacri o recitazione d’inni. In poche parole, la Chiesa Anglicana non darà mai il proprio benestare e sarà sempre un’acerrima nemica della comunità arcobaleno, mentre il governo di destra ha aperto al dialogo e alla comprensione reciproca. Vedremo chi la spunterà in questa estate arroventata su tutti i fronti, preambolo a un autunno bollente.</p>
<p> Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/07/03/UK_Considers_Religious_Gay_Unions/" >Advocate</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N70ZtaKSaAtvDjj23z1glVyyAyU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N70ZtaKSaAtvDjj23z1glVyyAyU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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