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Archivio per la categoria ‘spagna gay’

Regno Unito: i gay perseguitati richiedenti asilo hanno il diritto di essere accolti nel paese

E’ notizia di poche ore fa che la Corte Suprema britannica ha concesso il diritto d’asilo a due omosessuali perseguitati nei loro Paesi d’origine per la loro “diversità” sessuale. I giudici, nell’emanare la sentenza con cui la corte ha ha accolto il ricorso dei due uomini originari rispettivamente dell’Iran e del Camerun, hanno spiegato di essere giunti “unanimemente” alla decisione. Un brutto colpo per Cameron e il suo establishment, rei di non aiutare quasi mai i rifugiati per motivi sessuali che fuggono nel Regno Unito per chiedere asilo, visto che nel loro patria rischierebbero violenze, torture e persino la morte.

È stato un vero e proprio scontro frontale quello tra il nuovo governo social-democratico, da poco installatosi nell’isola britannica, e l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU. A scatenare una vera e propria guerra, combattuta con dichiarazioni al veleno da una parte all’altra, è stata l’infelice frase dell’autorità centrale britannica, che ha consigliato agli immigrati vittime di omofobia richiedenti asilo politico in Gran Bretagna di tenere celato il proprio orientamento sessuale per evitare persecuzioni e ritorsioni nei loro paesi d’origine. Questo ha fatto sobbalzare sulla sua poltrona la legale rappresentante dell’UNHCR, Alexandra McDowall, che non ha certo perso tempo e ha affermato che è come se durante il nazismo avessero consigliato ad un ebreo di restare rintanato nella propria soffitta per sfuggire ai campi di concentramento, invece di essere protetto, come invece devono essere protette le vittime di persecuzioni politiche, per i propri gusti sessuali o religiosi. La McDowall ha sottolineato che “le persecuzioni non cesseranno di esistere solo perché le vittime resteranno in silenzio per evitare che vengano prese misure restrittive o condanne a morte contro di loro”. Il Ministro degli Interni britannico, dal canto suo, si è impegnato a non espellere dall’isola chi possa dimostrare che siagay_iran_2 davvero in pericolo per la sua vita, che rischi il carcere o di essere sottoposto a torture a causa del suo orientamento sessuale. Nessun accenno, da parte del capo di uno dei dicasteri più importanti di Sua Maestà, a quelle violenze che affliggono il migrante ma che non si vedono, come quelle morali e psicologiche che producono un’induzione al suicidio, difficilmente dimostrabili e che si trascinano per tutta l’esistenza. C’è voluta una sentenza del massimo organo giudiziario inglese per ribaltare questa situazione incresciosa, una vera e propria abitudine al diniego da parte dei vari governi che si sono succeduti nell’isola.

Uno studio del gruppo Stonewall, una delle associazioni più attive a livello mondiale per i diritti degli omosessuali, ha segnalato che ben il 98 % delle domande di asilo per motivi di repressione sessuale vengono rifiutate in prima istanza. Ci chiediamo come gli espulsi possano tornare nel loro paese di origine, quasi sempre regimi dittatoriali, e nascondersi o tenere segreta la loro omosessualità. Inoltre, come ha fatto notare l’agguerrita McDowall, il consiglio di tenere nascosti i propri gusti sessuali “introduce un elemento indebito costringendo le lesbiche e i gay a vivere sotto un velo di segretezza”. Questo botta e risposta è nato dopo che il Tribunale Supremo del Regno Unito ha rifiutato, con conseguente allontanamento dal suolo britannico, un cittadino camerunense quasi trucidato da una folla inferocita dopo aver baciato il suo compagno per strada, e un cittadino iraniano, espulso dalla sua scuola dopo che la sua omosessualità era stata di dominio pubblico e che fu vittima successivamente di aggressioni fisiche. Il Ministro degli Interni ha chiesto ai due richiedenti asilo politico di essere più discreti, al fine di evitare qualsiasi persecuzione. Poche settimane fa c’eravamo occupati del caso dell’attivista lesbica Kiana Firouz, che dopo una battaglia legale aveva ottenuto l’asilo politico in Gran Bretagna, e recentemente è emerso un dato preoccupante, che evidenzia come il 65% degli omosessuali inglesi non facciano outing per paura della famiglia e delle persecuzioni che da esso possono derivare.

Se Cameron e i suoi collaboratori dovranno ingoiare questo boccone amaro e adeguarsi alla decisione dei giudici della Corte Suprema, l’Italia non può certo gioire, visto che il 17 dicembre scorso una ventina di associazioni Gay e Lesbo avevano simbolicamente richiesto la cittadinanza spagnola per un giorno, al fine di denunciare l’inadeguatezza del governo italiano di fronte alla questione omosessualità; una carenza legislativa di cui ci siamo occupati spesso e che possiamo constatare nella vita di tutti i giorni. La Spagna, invece, da sempre all’avanguardia per i diritti civili in generale e in particolar modo per quelli lgbt, sempre nello scorso dicembre aveva accordato l’asilo politico ad un iraniano di 36 anni, il quale era stato discriminato e torturato a causa del suo orientamento sessuale.

Via – Giornalettismo


Vacanze gay nell’estate 2010: Mikonos prima, in top 5 anche l’Italia con Torre del Lago

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Ormai siamo a luglio, preparate i costumi: le vacanze sono alle porte. E, quest’anno, nonostante l’aria pesante che si respira nel nostro Paese per la questione omofobia, l’Italia è tra i primi cinque posti, per merito di Torre del Lago. In seguito ad un sondaggio per scoprire le mete preferite dal popolo Lgbt si scopre che al primo posto c’è Mikonos (ormai un classico), e solo successivamente l’amata Spagna.

Ibiza, Barcellona/Sitges, Gran Canaria e Madrid calano rispetto all’anno precedente nelle preferenze del turista gay ma restano sempre molto frequentate. Interessante risulta anche la presenza della Costa azzurra e anche i paesi sudamericani (Brasile e Argentina), sensibili ai diritti Lgbt.

E l’Italia? Resta ancora molto apprezzata, anche all’estero, per merito principalmente di Torre del Lago, meta per i weekend e anche per le vacanze più lunghe. Anche la riviera romagnola, Gallipoli e il Salento rientrano tra le città più amate dai gay. Voi vi ritrovate in queste località? Avete già deciso dove andare? Fatecelo sapere, chissà che non vi troviate nello stesso posto e allo stesso tempo!

Foto | Flickr

Vacanze gay nell'estate 2010: Mikonos prima, in top 5 anche l'Italia con Torre del Lago é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di martedì 06 luglio 2010.


E IO PARTO! | Seconda tappa: Valencia, un fine settimana tra paella e chicos

Il nome di Valencia evoca immediatamente il profumo di paella gustata in riva in mare, in quel porto famoso negli ultimi anni per il Gran Premio di Formula 1 e per le regate dell’America’s Cup.

Seguendo il buon esempio nazionale, anche la terza città spagnola può vantare una vita gay affollatissima, locali per tutti i gusti e le età, ma soprattutto un’aria di libertà che non si respira da nessun altra parte. Ideale per un fine settimana all’insegna del divertimento, della cultura e della gastronomia senza spendere una fortuna: mediamente con 250€, se si prenota con largo anticipo, si riesce a pagare l’alloggio in centro, il volo a/r, il biglietto integrato per i trasporti e buona parte delle spese per il mangiare.

paellaValencia è un vero e proprio paradiso per i buongustai: basta menzionare i suoi ristoranti di pesce, le sue boqueterias e gli aperitivi infiniti per rendersi conto che l’offerta gastronomica della città accontenterà anche i palati più ricercati. L’elenco dei locali è interminabile, ma vi consigliamo caldamente “La Sardineria”, dove con 30€ in due potete gustare dell’ottimo pescato valenciano proprio sotto il Miguelete, la torre simbolo della città, e i ristoranti lungo la passeggiata a mare, i migliori per provare le tre versioni della celeberrima paella, nata proprio in questa zona.

5ta9wh3olkl01ir0kip5492io_g9ihrh8iLa movida notturna, che in Spagna inizia rigorosamente dopo l’1.00 anche nei giorni feriali, vi terrà compagnia dal mercoledì alla domenica con le serate organizzate alla discoteca Venial a pochi passi dalla centralissima Plaza de la Virgen, nell’antico Barrio del Carmen. Il venerdi e il sabato la serata di riferimento è quella del Deseo54, situato in una zona della città veramente friendly dove potete trovare anche moltissimi pub con musica e tantissimi spagnoli che vi faranno sentire subito a casa. Ricordatevi che per entrare nelle discoteche bisogna esibire un documento d’identità valido con la foto ben riconoscibile. I locali giusti per aspettare l’apertura delle disco è il So and Go, dove potete trovare anche le riduzioni per il vicinissimo Deseo54, e il The Kode, che ha anche una dark room e filmini xx. Per maggiori info cliccate su questo link

Immag011Per gli amanti della saune, Valencia ne offre ben due ampie ed attrezzate, aperte dalla mattina fino alle 24.00 tutti i giorni: la Magnus Termas e l’Olimpic. Per chi ama le emozioni forti, vi consigliamo i sex bars Nuncadigono, Sex Romeo e The Cross.

Valencia si è dotata di un aeroporto internazionale in cui atterrano i principali vettori low cost, tra cui Ryanair. La maggior parte del centro storico è pedonale ed è facilmente raggiungibile con la metropolitana (le linee 3 e 5 arrivano fino all’aeroporto) o con i frequentissimi bus attivi dalle 06.00 fino ad oltre le 22.00, e con soli 8,60€ potete girare su ogni mezzo pubblico della zona A per ben 3 giorni! Per godervi le spiagge, avete a disposizione due linee di tram che in pochi minuti vi poteranno dalla frenetica movida valenciana alle sterminate distese di sabbia e di locali della Malvarrosa e di Las Arenas. Per la sera, ma forse è meglio dire la mattina, se non alloggiate in un hotel in centro, con 6-8€ potete prendere un taxi per tornare a riposarvi.valencia_storia

Per prenotare un hotel vi consigliamo il B&B Samaruc o, se siete un bel gruppo numeroso, gli appartamenti La Lonja.

Questo è il periodo ideale per visitare Valencia, che ha un clima tipicamente mediterraneo; assolutamente immancabile è la festa de Las Fallas, celebrate in onore del patrono della città dal 15 al 19 marzo, con spettacoli pirotecnici e tantissima allegria. Ovviamente spagnola.

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A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.

E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:

Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!

Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”

Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:

“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”

I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…

Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:

“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”

E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…


A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d’Urso a “Domenica Cinque” decide di parlare di gay. Oggi l’argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una “famiglia tradizionale”, il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.

E ovviamente il peggio arriva dall’esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:

Se non vi piace l’Italia andate in Spagna o dove volete!

Ecco l’accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l’altro. Indica come “vergogna” la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l’immagine dell’omofobo d.o.c. iniziando a gridare che “Non hanno affatto procreato!”

Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano “diversi”. Ma Meluzzi è contrario, urla “Falso!” mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall’altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:

“Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!”

I due ragazzi si baciano come “ripicca” e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D’Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come “commediografo” Buonanno, lui insulta dando del “pirla” ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c’è mai limite…

Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l’educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l’omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli “sulla retta via”. Infine indicano l’omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:

“Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!”

E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l’altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto…


Spagna: Ordine restrittivo per omofobia emesso dal giudice

Spagna: Ordine restrittivo per omofobia emesso dal giudice

Dalla Spagna arriva una di quelle (tipiche) notizie che fanno impallidire la legge italiana. Un giudice del tribunale di Sabadell ha emesso un ordine di allontanamento per omofobia: un gruppo di ragazzi non potrà avvicinarsi a meno di 300 metri dall’abitazione di un loro coetaneo, vittima di insulti e minacce di stampo omofobo.

I condannati hanno età compresa tra i 16 e 18 anni e sono stati giudicati colpevoli di vessazione con aggravante per abuso di superiorità e con movente omofobo. Inoltre al ragazzo verrà pagato un indennizzo.

Per la prima volta, un giudice ha paragonato la violenza di genere con quella omofobica. Plauso ennesimo all Spagna.

Foto | Esonica


Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesa

15 marzo 2010 Robo Nessun commento

Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesaElisa e Marcela si sono conosciute a Corogna – cittadina della Galizia – sul finire del 1800 e da amiche divennero amanti. Una storia come tante, probabilmente. Ma Elisa e Marcela, entrambe maestre, non volevano vivere in segreto la loro storia d’amore e tramarono di prendersi gioco dei pregiudizi morali e religiosi di quegli anni della restaurazione spagnola: Elisa si sarebbe finta uomo. L’inganno ebbe successo e, nel 1901, il parroco della chiesa di San Jorge le unì in matrimonio. Religioso. Due lesbiche. Scoperte, però, furono costrette a fuggire. Si rifugiarono in Portogallo dove vennero accolte senza alcun problema dalle persone. Il giudice, inoltre, le lasciò libere ed esse vissero ad Oporto. Ebbero anche una figlia e ai giornalisti che le prendevano in giro, Elisa rispose:

“È una cosa dell’altro mondo che nasca un bambino o una bambina? Non c’è niente di più naturale: una donna fa un figlio! Non siamo due criminali”

Questa storia di più di cento anni fa è stata raccolta in un libro edito in Spagna (prima in gallego e ora in catalano) dal titolo Marcela y Elisa. Chissà se qualche editore italiano lo pubblicherà in italiano? Nel frattempo, guardiamo la foto di Elisa e Marcela nel giorno del loro matrimonio e lasciamoci pervadere dalla tenerezza.

Foto | El País


Gibilterra: le lesbiche possono fare sesso legalmente a 16 anni, i gay a 18

7 marzo 2010 Robo Nessun commento

Gibilterra: le lesbiche possono fare sesso legalmente a 16 anni, i gay a 18Sarebbe quasi comica la situazione se non stessimo parlando di diritti delle persone. In Gibilterra si è in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Suprema in merito all’età legale per i rapporti sessuali: mentre etero e lesbiche possono fare sesso legalmente a partire dai sedici anni, i gay devono aspettare i diciotto. E tutto questo a due passi dalla Spagna, in cui i matrimoni fra persone dello stesso sesso sono legali.

Gibilterra in fatto di diritti per i gay ne ha di strada da compiere: basti pensare che lo scorso mese di dicembre è dovuto intervenire il Privy Council di Londra – la più alta delle istituzioni britanniche con competenza giurisdizionale su Gibilterra – per far sì che due lesbiche vedessero riconosciuti il loro diritto ad affittare una casa alle stesse condizioni di una coppia etero.

Stesso discorso per l’isola di Guernsey – capoluogo delle isole del Canale o isole Anglo-Normanne nel Canale della Manica –: a fine mese si dovrà decidere se equiparare l’età legale per il sesso tra etero e gay. Gli eterosessuali possono farlo a 16 anni, mentre i gay a 18. Nel 1999 l’età legale per fare sesso per i gay era di 21 anni e fino a poco meno di venti anni fa l’omosessualità era considerata illegale nell’isola.

È curioso notare come la mappa delle legislazioni omofobiche nel mondo coincida, in gran parte, con la mappa dell’antico Impero Britannico…


Coppia gay eredita una casa che fu di papa Giovanni Paolo II

23 febbraio 2010 Robo Nessun commento

Coppia gay eredita una casa che fu di papa Giovanni Paolo II

Alberto e Miguel Ángel sono due madrileni, gay, che vivono insieme in una casa della capitale spagnola e sono sposati dal luglio del 2008. Quando nel 1998 ci furono delle infiltrazioni di acqua nel tetto, Alberto si rivolse al proprietario per la sistemazione. E, sorpresa!, il proprietario della casa era papa Giovanni Paolo II. La storia viene resa nota oggi dal giornale spagnolo 20minutos.

I fatti andarono così: un’anziana signor aveva lasciato in eredità al papa polacco un suo appartamento in Madrid e il papa lo amministrava, ovviamente, per interposta persona, tramite il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Lajos Kada. Alla richiesta di intervento per il tetto, il nunzio non ha battuto ciglio: anzi, ha fatto anche un’offerta per la vendita che è stata accettata. Al Vaticano, insomma, ha interessato poco che la casa lasciata da una pia donna al papa si trasformasse in quel luogo di peccato, nefandezze e contronatura che, come è noto, sono le case in cui viviamo noi gay. Tristemente nota Alberto:

La chiesa cattolica non ci vuole, però non disdegna di fare affari con noi.

Come dargli torto? Se fosse successo in Italia chissà quante messe di riparazione si sarebbero celebrate in ogni angolo dello Stivale…

Foto | 20minutos


Sesso gay: avete una vita sessuale soddisfacente?

Sesso gay: avete una vita sessuale soddisfacente? Secondo un sondaggio, gli spagnoli sono estremamente soddisfatti della propria vita sessuale. Ben l’80 % di coloro che hanno risposto ad un questionario nazionale si ritengono altamente felici per le proprie prestazioni sotto le coperte (e in altri posti meno tradizionali).

Del resto si sa che i nostri cugini sono molto più aperti mentalmente di noi (anche grazie ad un appoggio politico e ad una libertà non indifferente, beati loro!). Perciò vi rigiro la domanda e apriamo un sondaggio tra voi lettori di Queerblog: che siate impegnati o meno, con il vostro compagno e con i partner occasionali con cui condividete corpo e passione, vi ritenete soddisfatti oppure sperate che nel 2010 la situazione migliori decisamente?

Foto | Gruppi.giovani


Esce in Spagna la nuova rivista gay “Oh my God!”

Esce in Spagna la nuova rivista gay "Oh my God!"

Mentre qua noi ci gingilliamo con la storia d’amore tra Guendalina Canessa e Daniele Interrante, in Spagna a gennaio la comunità Lgbt avrà una nuova pubblicazione nazionale, intitolata “Oh my God!”.

E vi chiederete: che ha di nuovo e sorprendente questa rivista? Inizialmente sarà distribuita gratuitamente per poi finire nelle edicole, mediante un accordo editoriale molto rinomato. L’uscita di questo magazine avverrà nel delicato momento di crisi per l’altra rivista ufficiale spagnola, Zero. Ma il direttore, Martin Mazza, spiega cosa conterrà questa rivista e da cosa si distinguerà dalle altre:

“Non cercherà di far fare coming out a nessuno quanto piuttosto di difendere la libertà della comunità gay, formata da uomini a cui piacciono gli uomini. Gli omosessuali però sono più di questo: abbiamo una famiglia, ci piace viaggiare, fare sport, amiamo motori, abiti e fare gite. I valori chiave sono l’onestà, l’umiltà, la giustizia e il progresso, senza dimenticare il lusso, la superficialità, lo slancio e l’amore”

Fonte | Periodistadigital


Condannato giudice spagnolo per non aver affidato figlio ad una coppia lesbica

Condannato giudice spagnolo per non aver affidato figlio ad una coppia lesbica Fernando Ferrin Calamita è un giudice spagnolo inizialmente condannato a due anni e successivamente a ben dieci anni di allontanamento dalla propria professione. Una decisione sicuramente esemplare per un uomo che nella propria professione non può permettersi di commettere certi “errori” davvero ingiustificabili.

Il Ts (Tribunale Supremo spagnolo) ha condannato l’uomo per prevaricazione e comportamento ingiusto nei confronti di una richiesta di adozione di minore, da parte della compagna sentimentale della madre biologica del bambino. In più, l’aggravante contestata sarebbe quella di discriminazione dell’orientamento sessuale per non aver applicato la soluzione obbligata della legge che prevede che una coppia gay possa sposarsi e richiedere l’adozione da parte di uno dei due partner.

Così, Fernando Ferrin Calamità, dovrà restare lontano dalle aule del tribunale per ben 10 anni, oltre ad una multa di 720 euro e un indennizzo per la coppia lesbica di circa 6 mila euro. Che dire? Certi verdetti son soddisfazioni…


Mistero sui resti di Federico Garcia Lorca

18 dicembre 2009 mario cirrito Nessun commento

Antonio, un ragazzo che agli sgoccioli del regime franchista in Spagna, aveva 17 anni, raccontò a sua madre di essere omosessuale. La madre, ignara di quel che accadeva agli omosessuali, si confidò ad una suora che a sua volta lo riferì alla polizia che arrestò l’adolescente. Come Antonio, in quel periodo buio e tetro della Spagna governata dal caudillo, furono molti gli omosessuali a finire in prigione, torturati, chiusi in campi di concentramento, uccisi e i loro corpi fatti sparire.

Tra loro anche uno dei massimi poeti e drammaturghi del Novecento, Federico García Lorca. I falangisti non gli perdonano la sua straordinaria libertà, ereditata dal padre; non gli perdonano la scrittura che in forma di poesia e di drammaturgia racconta disperazioni popolari e grida di insaziabile verità; men che meno gli perdonano l’omosessualità che per un certo periodo vive come colpa, indifeso e inesaudito nella sua passione per un altro vate dell’arte e della sublimazione, Salvador Dalí.

Caduta la dittatura di Primo de Rivera, la Spagna da lì a breve dovrà affrontare un’altra terribile prova con la guerra civile. Franco la vince su tutti e instaurata una dittatura, apre la caccia agli oppositori e agli omosessuali. García Lorca è tra questi e si trova a Granada con il cognato socialista quando viene arrestato e fucilato. Da molti anni la Spagna, che intende tributargli onori meritati, sta cercando la fossa dove sono stati gettati i suoi resti umani. Ma invano!

Proprio in questi giorni ad Alfacar nei dintorni di Víznar, dove secondo molti si troverebbero i resti del poeta, un’equipe dell’Università di Granada ha eseguito degli scavi, anche grazie a colui che è diventato il suo biografo, autore di studi su García Lorca e sulla “Generazione del ‘27″, Ian Gibson, convinto di avere ragione sul luogo in cui stanno operando gli specialisti dell’Università.

Ma a quanto pare, archeologi ed esperti hanno esaminato cinque siti senza trovare prova dei resti di García Lorca. Nulla. Il mistero! Ora, dicono, se tra qualche settimana non si avranno risultati, i lavori verranno fermati e probabilmente non si affronterà più la questione.

Allarmato, Gibson, ha lanciato un appello dalle pagine di El Pais: “Continuate a scavare, sono certo che è sepolto lì”. Probabilmente i franchisti dispersero i resti per fare in modo che nessuno andasse a onorare il poeta in una tomba; che non diventasse, anche da morto, un punto di riferimento per altri poeti, letterati, omosessuali. Dimenticarono che scrittura e poesia resistono al tempo e ai satrapi.

Foto | ebifry


Natale è il momento migliore per fare coming out

17 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Natale è il momento migliore per fare coming out

Il Collettivo lgbt della provincia spagnola di Jaén lancia una campagna a favore del coming out. E, secondo loro, il Natale sarebbe il momento migliore per farlo:

È in queste feste che ci riuniamo con le nostre famiglia e c’è sempre qualcuno che ti chiede qualcosa sulla tua vita e sui tuoi affetti. È il momento ideale, quindi, per condividere i sentimenti. In questi momenti cerca di essere sincero e tranquillizza i tuoi genitori e i tuoi parenti facendo loro capire che quello che stai dicendo ha a che vedere con l’amore. Sottolinea che se lo stai dicendo è perché vuoi essere sincero e vuoi che loro sappiano chi tu sei realmente.

L’iniziativa mi sembra ben posta e anche il periodo proposto potrebbe favorire il coming out di quanti ancora non l’hanno fatto. Voi che ne pensate? Chi tra i nostri amici sta pensando di dirlo ai suoi, se la sentirebbe di farlo proprio a Natale?

Foto | CarbonNYC


GAY IRANIANO OTTIENE ASILO POLITICO IN SPAGNA

16 dicembre 2009 admin Nessun commento

iran

Il giornale spagnolo “El Mundo” informa  che in Spagna è avvenuto il primo “Status di asilo politico perchè omosessuale” ad un cittadino Iraniano gay, il suo nome è Ali’ ha 36 anni ed è già rifugiato in Spagna dal 2008.

Ali’ racconta che prima di riuscire a scappare dal suo paese ha subito torture e una continua persecuzione, ora finalmente potra vivere serenamente in un paese occidentale regolarmente e senza il rischio per il suo orientamento sessuale di tornare in iran e morire come haime come moltissimi ragazzi e ragazze.

Ali è stato informato ieri di avere ottenuto l’asilo politico in Spagna, ha raccontato di essere stato arrestato a una festa clandestina di omosessuali dalla polizia iraniana:

«ci hanno rinchiusi e percossi. Ci insultavano. Mi hanno torturato per una settimana. Mentre ci picchiavano urlavano: “froci, domani vi uccidiamo”»

 

via| libero


La Spagna assicura asilo politico ad un clandestino a rischio morte. In Italia li rimandiamo al loro paese

La Spagna assicura asilo politico ad un clandestino a rischio morte. In Italia li rimandiamo al loro paese Proprio vero: Paese in cui va, “tradizioni” che trovi. Poco tempo fa vi abbiamo parlato del caso di un clandestino che aveva chiesto asilo politico in Italia a causa della sua omosessualità, punita con il carcere nel suo paese. Il tribunale aveva rigettato la sua richiesta: doveva tornare nel suo paese per “mancanza di prove concrete”.

Invece, la Spagna, ha appena concesso ospitalità ad un uomo senza permesso di soggiorno, per lo stesso motivo. Ali, 36 anni, si era rifugiato per sfuggire a torture e persecuzioni certe nel suo paese e che aveva già precedentemente provato in prima persona. L’Iran, suo paese d’origine, ha infatti già condannato diversi giovani all’impiccagione per i reati di omosessualità:

Ci hanno rinchiusi e percossi. Ci insultavano. Mi hanno torturato per una settimana. Mentre ci picchiavano urlavano: “froci, domani vi uccidiamo”

La Spagna gli ha assicurato asilo politico. Noi abbiamo rimandato un altro uomo al suo paese.

Foto | Glapn


Gordon Brown spinge l’Europa a riconoscere ed accettare le unioni civili britanniche

Gordon Brown spinge l'Europa a riconoscere ed accettare le unioni civili britanniche

Il primo ministro Gordon Brown ha ammesso che sta spronando gli stati europei come la Spagna e la Francia a riconoscere le unioni civili in Gran Bretagna. Parlando con Johann Hari per un intervista alla rivista Attitude, Brown ha ammesso che sta negoziando con questi due stati ma vuole vedere riconosciuti i diritti gay anche in est ed ovest Europa.

“Vogliamo che i paesi dove non sono ancora riconosciuti, specialmente l’est Europa, li accettino e li considerino validi. Stiamo negoziando accordi con la Francia e la Spagna. Ma penso che si possa fare un passo ulteriore a questo. Quello che conta è che in Europa ci sia rispetto per i gay: questo è davvero importante. Sarà un percorso difficile e impiegheremo anni, ma non c’è mai stata una buona ragione per smettere di combattere.

E riguardo al rischio che il centro ricerche contro l’Aids possa non essere più costruito in Uganda a causa della legge che condanna duramente i gay, ha semplicemente sottolineato:

“Il punto è che questo rappresenta un aiuto a salvare vite umane”

Foto | Guardian


Calendari 2010: professionisti spagnoli del sesso nudi contro l’AIDS

16 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Calendari 2010: i professionisti spagnoli del sesso nudi contro l'AIDS

L’associazione glbt spagnola Fundación Triángulo ha realizzato un calendario maschile 2010Listos para jugar (Pronti per giocare) – dedicato agli uomini e alle persone transessuali che lavorano come professionisti del sesso (escort, marchette e via dicendo). Così bei maschietti si mostrano nudi per rivendicare il loro status di professionisti lavoratori. Prevedendo possibili critiche, gli organizzatori hanno detto:

… e quanti affermano che mai pagherebbero per fare sesso, sono invitati lo stesso a comprare questo calendario, perché masturbarsi tranquillamente in bagno non ha prezzo

Il ricavato dalla vendita del calendario sarà destinato ai programmi di prevenzione per l’HIV che la Fundación Triángulo tiene in tutta la Spagna. Il tipo in copertina è proprio un bel bocconcino, non trovate?


In arrivo un corso per il turismo gay

In arrivo un corso per il turismo gay

Il Natale 2009 si avvicina e dopo aver definito Rio De Janeiro la meta preferita per le vacanze gay, arriva la notizia di un seminario in programma il 10 e l’11 dicembre a Roma e Milano, organizzato da Assotravel, dal titolo “Il Mercato del gay travel: le principali destinazioni turistiche e come relazionarsi con il viaggiatore gay”.

Sembra quindi avvalorarsi la tesi già esposta per quale i gay sono i clienti che spendono maggiormente e quindi quelli da “coccolare” (o agguantare?) il più possibile. Il 31% degli omosessuali, lo scorso anno, pare abbia fatto una crociera come vacanza, spendendo il 30% in più degli etero al giorno.

Solo in Italia pare che solo il 7% sia ricavato dal giro d’affari tustico gay: poco o nulla se paragonato al successo di cui godono paesi esteri, anche podo distanti da noi (citofonare Spagna)

Foto | Api


Calendari 2010: Sergio Lara, Mr Gay Europa, a favore della lotta all’AIDS

26 novembre 2009 Robo Nessun commento

Sergio Lara, Mr Gay Europa 2009, su un calendario pro lotta all'AIDS

Molte sono le iniziative per l’ormai prossima giornata mondiale contro l’AIDS. Tra le altre segnaliamo il calendario 2010 di Mr Gay Europa, Sergio Lara, di cui abbiamo parlato in occasione della vittoria (dedicandogli una gallery fotografica).

Intento del calendario – e della campagna relativa – è quello di invogliare i giovani all’uso del preservativo. Il ricavato della vendita del calendario andrà a favore dei minori sieropositivi.

Un “bravo!” a Sergio Lara, che da queste parti piace molto…

Foto | Dos Manzanas


In Navarra la prima legge per i diritti delle persone transessuali

14 novembre 2009 Robo Nessun commento

In Navarra la prima legge per i diritti delle persone transessuali

Altro passo in avanti per i diritti lgbt in Spagna: il parlamento di Navarra ha approvato una legge per la non discriminazione per motivi di identità di genere e per il riconoscimento dei diritti dei/delle transessuali. La Navarra diventa così la prima comunità spagnola ad avere una legge organica che garantisca la parità dei diritti delle persone transessuali.

Il punto centrale di questa legge – i cui intenti sono quelli di migliorare la qualità della vita delle persone transessuali – è quello di affrontare la situazione globalmente. Non vengono garantiti solo diritti sociali e sanitari, ma viene anche stabilito che l’autorità competente realizzi programmi che garantiscano la tolleranza e l’empatia verso i/le transessuali. Si garantisce, inoltre, il diritto al cambiamento chirurgico del sesso e a ricevere adeguate attenzioni dal punto di vista medico, psicologico e giuridico. Altri punti importanti della legge sono l’inserimento di misure educative contro la transfobia e la discriminazione anche sul posto di lavoro e la precisazione che anche i minori hanno pieno diritto di ricevere assistenza e terapie, soprattutto quelle ormonali.

Secondo i rappresentanti del movimento glbtq si tratta si una legge pioniera non solo per la Spagna, ma per l’Europa tutta.

Foto | celesteh


Calendario laico 2010: interpretazione trans dell’iconografia cattolica

28 ottobre 2009 Robo Nessun commento

Calendario laico 2010: interpretazione trans dell'iconografia cattolica

COGAM, associazione glbtq di Madrid, ha realizzato un calendario per il 2010 che ha come idea di fondo quella di dare visibilità soprattutto alle persone trans. Il Calendario Laico 2010, infatti, presenta scene religiose tradizionali interpretate da donne transessuali e da gay seminudi. Le immagini sono quelle più care alla devozione spagnola, anche se anche noi italiani possiamo ritrovare diversi tratti che ben conosciamo. Carla Antonelli, attivista transessuale immortalata nel calendario, ha detto:

Ho fatto il seguente ragionamento: perché una donna transessuale non può rappresentare un’icona religiosa come hanno fatto altri attori e attrici? Rifiutarmi di farlo vorrebbe dire che ho interiorizzato i principi discriminatori che la gente ha nei nostri confronti.

Come potete immaginare, per alcuni è un progetto interessante dal momento che l’iconografia cattolica, volenti o nolenti, fa parte della nostra cultura (le benedette radici cristiane dell’Europa!) e quindi può essere utilizzata anche in forma provocatoria. Per altri potrebbe essere una delle solite provocazioni del mondo glbtq che, prima o poi, ci si ritorceranno contro.

Dopo aver visto alcune foto nella mini-gallery, che ne pensate?


Calendario laico 2010: interpretazione trans dell'iconografia cattolicaCalendario laico 2010: interpretazione trans dell'iconografia cattolicaCalendario laico 2010: interpretazione trans dell'iconografia cattolicaCalendario laico 2010: interpretazione trans dell'iconografia cattolica

Foto | Gay.it


Amore gay nel carcere: la storia di René e Nicolás

22 ottobre 2009 Robo Nessun commento

Amore gay nel carcere: la storia di René e Nicolás

Una bella storia di amore gay ci giunge dalla Spagna. René Gerónimo, venticinquenne messicano, e Nicolás Casado, trentenne spagnolo, si sono sposati (nella foto, la coppia). Tutto normale fin qui visto che in Spagna i gay possono sposarsi. Ma René e Nicolás sono due galeotti: si son conosciuti in carcere e proprio dal carcere hanno ottenuto un permesso di sei giorni per potersi sposare e fare un viaggio di nozze. Quindi dovremmo dire che galeotto fu il carcere

Il loro è stato un colpo di fulmine: nel 2008 furono assegnati a un servizio insieme e, racconta René, ci guardammo fissi e non riuscimmo a staccarci gli occhi di dosso. Quello stesso giorno condivisero anche il pasto.

Le nozze si sono svolte sabato scorso, tra parenti e amici e i nipotini festanti. Auguri alla coppia. A noi non ci resta che sognare…

Via | Publico.es


Coppia etero in crociera gay: “Vogliamo il risarcimento!”

Coppia etero in crociera gay: "Vogliamo il risarcimento!" Settimane fa avevamo parlato della prima crociera gay con tragitto Civitavecchia Barcellona e si è saputo che ha avuto anche un notevole successo e gradimento da parte dei propri clienti. Da molti ma non da tutti quanti.

Una coppia di Trevi (Pg) si è infatti rivolta ad un legale per chiedere un risarcimento danni di 3000 euro per essersi ritrovati sulla crociera (andata e ritorno) senza che qualcuno li avesse avvertiti. I due avevano vinto un viaggio attraverso una raccolta punti e di fronte alle varie scelte, avevano optato per questo viaggio con direzione Barcellona. Il loro avvocato specifica subito:

“Non è una questione di discriminazione ma solo di godimento del viaggio. Uno spiacevole equivoco che però va risarcito”

Dopo aver scelto il viaggio, marito e moglie si erano messi in contatto con l’organizzazione, senza che nessuno dei due li avesse informati della tematica gay della crociera. Il 19 settembre, saliti a bordo, si sono quindi imbattuti in una serie di feste e spettacoli tutte dedicati ai gay.

“Una situazione di palese imbarazzo per i miei assistiti che al ritorno hanno deciso di chiedere il risarcimento”

A sua volta, il portale Gay.it che ha organizzato la crociera si prepara a sua volta a chiedere i danni:

“E’ un caso di omofobia!”

Foto | Travel-Blog


L’Opus Dei contro l’Opus Gay

12 ottobre 2009 Robo Nessun commento

L'Opus Dei contro l'Opus Gay

Non so se la notizia sia comica o triste: l’Opus Dei ha deciso di fare causa ad un brand spagnolo di magliette e canottiere perché si chiama Opus Gay e l’assonanza potrebbe indurre in errore. Opus Gay è un sito – molto carino e nemmeno tanto gay a dire il vero – che vende abbigliamento e che ha come simbolo una paperetta rosa. Dicono dall’Opus Gay:

Sia chiaro: l’Opus Dei non sta facendo niente di illegale, ma noi vogliamo conoscere quali sono i motivi che li hanno indotti a pensare che Opusgay e Opus Dei siano la stessa marca. Loro sono una organizzazione religiosa e noi semplicemente una marca di abbigliamento la cui filosofia è il divertimento e la valorizzazione della diversità.

Vedremo cosa decideranno le autorità spagnole preposte alla decisione. Certamente la cosa mi pare un po’ triste…

Via | Omoios


Gay milanesi spagnoli per un giorno, per protesta

16 settembre 2009 francesco Nessun commento

Come in queste settimane sta avvenendo per molte iniziative spontanee e auto-organizzate di lotta all’omofobia, anche stavolta il tam tam pulsa su internet. E il popolare FaceBook fa da collante tra associazioni e gente comune, liberi cittadini. Così succede che, secondo quanto annunciato a inizio settembre, domani transessuali, lesbiche, gay e bisessuali milanesi diventeranno spagnoli per un giorno.

“Rifugiàti per un giorno contro l’omofobia” è lo slogan che anima il sit in promosso davanti alla sede del Consolato generale di Spagna a Milano (piazza Cavour sotto il palazzo della stampa), dalle 19.00 alle 22.00 di giovedì 17 settembre. Da tutta la Lombardia accorreranno in piazza per reagire al crescente clima di omofobia che appesantisce l’Italia, rendendola un paese più inospitale che mai per le persone lgbtq.

Omosessuali e trans milanesi chiedono simbolicamente asilo politico alla Spagna di Zapatero. Così spiegano gli organizzatori:

Non desideriamo fuggire da una nazione che sentiamo pienamente nostra, ma rompere quel muro di silenzio e di colpevole omertà con cui la classe politica ha risposto in questi anni alle nostre molteplici sollecitazioni.

Chiederemo ad una nazione civile come la Spagna, che ha saputo riconoscere piena cittadinanza alle persone e alle coppie lesbiche, gay e transgender, di portare la nostra voce in Europa.

La tutela della nostra integrità fisica, la dignità dei nostri amori e la realtà delle nostre famiglie necessitano di risposte legislative concrete, in grado di collocare l’Italia fra le nazioni che già hanno raggiunto quel livello di civiltà e diritto capace di sconfiggere definitivamente il pregiudizio omofobico.

Venerdì 18 settembre, inoltre, si torna a manifestare anche a Roma, con la fiaccolata stanziale di “We have a dream” organizzata alle 21.00 a Piazza di Montecitorio, sotto la Camera dei Deputati.


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