RaiTre. L’Amore Criminale quando è trans viene visto di più
Ieri sera “Amore Criminale”, il programma di RaiTre che ricostruisce alcuni casi di cronaca a causa dei quali alcune donne hanno perso la vita, ha registrato un buon ascolto. La notizia di per sé non avrebbe uno sfumatura se non fosse per le protagoniste della puntata di ieri.
Asha e Valentina. Due sorelle transessuali uccise rispettivamente da un cliente burlone e da un uomo troppo geloso. La puntata del programma, che vi consiglio, è fruibile sul sito della Rai a questo link.
Agli autori, che hanno ricostruito la vicenda, va riconosciuto il merito di non aver portato in prima serata una serie di cliché. Anzi. La cura per i particolari, su tutti la coniugazione degli articoli usati dalla voce narrante che mai una volta a declinato al maschile gli articoli riguardanti i protagonisti trans della vicenda, ha contraddistinto (che ne dica Aldo Grasso) una volta di più “Amore Criminale” nel panorama televisivo italiano.
Pochi minuti dopo la fine della puntata Current, come riportato ieri dai colleghi di tvblog.it, ha dedicato il proprio spazio “Senza Censura” all’inchiesta sui preti gay realizzata da Panorama mandando in onda appunto i filmati realizzati dalla redazione di Giorgio Mulè.
Semplificando, ora, si potrebbe sostenere che il successo di pubblico del programma di RaiTre o la proposta editoriale di Current sia frutto di un qualche interesse morboso di un pubblico voyeuristico.
In realtà gli ottimi, e per ora isolati, casi di successo non sono frutto di una richiesta specifica ma di un’offerta pluralista che tiene in considerazione un racconto a 360° della realtà italiana nella quale rientrano anche le persone non eterosessuali.
A questo punto non ci rimane che confidare nel buon senso di chi in Italia fa parte dell’industria culturale italiana. Cari dirigenti se non volete investire in contenuti gay-friendly perché non ritenete opportuno migliorare la società attraverso il vostro lavoro, come invece fanno i vostri colleghi statunitensi, allora programmate finestre GLBTQ per il bene dei vostri portafogli.
Davanti all’aumento di pubblico, come quello registrato ieri sera su “Amore Criminale”, i vostri investitori saranno più contenti.
RaiTre. L’Amore Criminale quando è trans viene visto di più é stato pubblicato su queerblog alle 16:01 di giovedì 29 luglio 2010.



Mentre Howard Bragman 
A due anni dall’ultima puntata mandata in onda, 



Uno studio dell’associazione gay Stonewall ha stabilito che i gay e le lesbiche sono poco rappresentati in tv. Un’indagine su 120 ore di programmazione ha mostrato 46 minuti di storie o personaggi gay dipinti in maniera positiva e realistica: il resto presenta ruoli di persone promiscue, predatori e interessati solo al divertimento.
A malapena si parla di gay in tv, ed ecco arrivare la richiesta di un canale interamente dedicato al mondo gay, in Rai. Pochi giorni fa,
Lunedì 19 luglio si è tenuto un interessante e sempre attuale dibattito sul tema dell’eutanasia e del testamento biologico intitolato “Di che vita morire”, ospitato nei locali del ristorante Bati Bati a Marina di Carrara (MS) e organizzato dall’associazione Bandoni, da sempre attenta ai diritti e contro le discriminazioni delle minoranze sessuali. Oltre agli autori del libro omonimo, nato dalla sinergia tra il senatore laico Antonio Del Pennino e il dottore cattolico Daniele Merlo, Alessandro Bandoni consigliere del PD a Marina di Carrara e Alessandro Cecchi Paone, personalità poliedrica nel campo della cultura e volto noto della televisione italiana.
della persona. “Non bisogna santificare la famiglia astratta” è stato più volte ripetuto dal noto opinionista televisivo, sottolineando la sua posizione da sempre a favore delle coppie di fatto e contro lo strapotere imperante della Chiesa romana che non cerca il dialogo, ma solo servi fidati. Tornando sempre all’Italia, definita come “il giardino clericale dell’Occidente laico”, Cecchi Paone chiede maggior coraggio ai nostri politici, richiamando alla memoria quella “religiose della libertà” propugnata dal filosofo Benedetto Croce.
D’estate, è naturale, le reti televisive si adeguano al loro pubblico. Blocco dei talk show, degli spettacoli in diretta, una informazione stanca, quasi aleatoria. La gente è in vacanza, chi boccheggia nelle città in calura, la sera preferisce uscire per una boccata d’aria piuttosto che sorbirsi l’ennesimo Totò o il nulla che irradia lo schermo. Per gli insonni, però, qualche lieta sorpresa facendo zapping la si trova. Tutto a tematica lgbt. Ieri, ad esempio, Sky ha andato in onda la versione integrale del Decameron di 

Inizia martedì 20 luglio, su Mtv, un nuovo programma dal titolo “Diversi da chi”. Come si può immaginare, “quelli che non sono diversi” siamo noi, il popolo Lgbt. Per quanto non possa essere originale il titolo (Barbara d’Urso c’ha campato per diverse puntate di Pomeriggio e Domenica 5 quando parlava di omofobia), la formula, in questo caso, sembra essere interessante. A parlare sono i ragazzi e le ragazze gay, senza vanesi esperti di sociologia, psicologia e qualunque altra materia di studio.


















“Today” è un noto e seguito programma americano che ha deciso di indire un concorso tra 
























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