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Archivio per la categoria ‘tv’

RaiTre. L’Amore Criminale quando è trans viene visto di più

Ieri sera “Amore Criminale”, il programma di RaiTre che ricostruisce alcuni casi di cronaca a causa dei quali alcune donne hanno perso la vita, ha registrato un buon ascolto. La notizia di per sé non avrebbe uno sfumatura se non fosse per le protagoniste della puntata di ieri.

Asha e Valentina. Due sorelle transessuali uccise rispettivamente da un cliente burlone e da un uomo troppo geloso. La puntata del programma, che vi consiglio, è fruibile sul sito della Rai a questo link.

Agli autori, che hanno ricostruito la vicenda, va riconosciuto il merito di non aver portato in prima serata una serie di cliché. Anzi. La cura per i particolari, su tutti la coniugazione degli articoli usati dalla voce narrante che mai una volta a declinato al maschile gli articoli riguardanti i protagonisti trans della vicenda, ha contraddistinto (che ne dica Aldo Grasso) una volta di più “Amore Criminale” nel panorama televisivo italiano.

Pochi minuti dopo la fine della puntata Current, come riportato ieri dai colleghi di tvblog.it, ha dedicato il proprio spazio “Senza Censura” all’inchiesta sui preti gay realizzata da Panorama mandando in onda appunto i filmati realizzati dalla redazione di Giorgio Mulè.

Semplificando, ora, si potrebbe sostenere che il successo di pubblico del programma di RaiTre o la proposta editoriale di Current sia frutto di un qualche interesse morboso di un pubblico voyeuristico.

In realtà gli ottimi, e per ora isolati, casi di successo non sono frutto di una richiesta specifica ma di un’offerta pluralista che tiene in considerazione un racconto a 360° della realtà italiana nella quale rientrano anche le persone non eterosessuali.

A questo punto non ci rimane che confidare nel buon senso di chi in Italia fa parte dell’industria culturale italiana. Cari dirigenti se non volete investire in contenuti gay-friendly perché non ritenete opportuno migliorare la società attraverso il vostro lavoro, come invece fanno i vostri colleghi statunitensi, allora programmate finestre GLBTQ per il bene dei vostri portafogli.

Davanti all’aumento di pubblico, come quello registrato ieri sera su “Amore Criminale”, i vostri investitori saranno più contenti.

RaiTre. L’Amore Criminale quando è trans viene visto di più é stato pubblicato su queerblog alle 16:01 di giovedì 29 luglio 2010.


I Mitici anni ‘80: il mondo gay, la liberalizzazione e le persone trans nella puntata di stasera

eva robin's

Nella puntata di questa sera de I Mitici anni ‘80, Sabrina Salerno continua l’amarcord di un ventennio fa, per i nostalgici delle acconciature ad ananas e il trash. Ma l’argomento di stasera interesserà anche il mondo lgbt: verrà infatti raccontata la nascita dell’Arcigay, poi i primi matrimoni fra gay, fino ad arrivare ai casi più recenti, con il caso Marrazzo e le persone trans in televisione.

A parlare dell’evoluzione del mondo lgbt,ci sarà come ospite Eva Robin’s che parlerà della sua vita, narrerà esperienze della sua vita e del suo passato.

Dagli anni Ottanta ad oggi… secondo voi quanto e come è cambiata la vita omosessuale italiana? Molti più diritti o semplicemente molte più effimere speranze?

Via | TgCom

I Mitici anni '80: il mondo gay, la liberalizzazione e le persone trans nella puntata di stasera é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di giovedì 29 luglio 2010.


Omogenitorialità: “Il Lupo in calzoncini Corti” questa sera su Rai3

28 luglio 2010 Robo Nessun commento

Il Lupo in calzoncini Corti – il documentario sull’omogenitorialità in Italia, realizzato anche grazie al contributo di quanti hanno pre-acquistato il dvd – è in dirittura di arrivo: a ottobre/novembre prossimi dovrebbe essere pronto. Intanto ha raggiunto un traguardo: questa sera andrà in onda su Rai3, all’interno del programma Doc3.

In attesa della trasmissione di stasera, eccovi il trailer.

Omogenitorialità: “Il Lupo in calzoncini Corti” questa sera su Rai3 é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di mercoledì 28 luglio 2010.


Erik McCormack: “Will & Grace ha aiutato molto più la comunità gay di Queer As Folk”

queer as folk will and grace

Will ha fatto molto più sesso davanti alla telecamera di quanto qualsiasi altro in Friends. È una sitcom. Nessuno fa sesso davanti alla cinepresa. Will ha avuto un mucchio di appuntamenti. È uscito con Patrick Dempsey e si è sposato con Taye Diggs, in casa, come fosse la navata di una Chiesa… Credo che la retorica contro Will&Grace sia stata fuorviante e derivi dalla gente che ha smesso di vedere il telefilm dopo i primi tre anni. Ci sono state un mucchio di situazioni sentimentali accadute a Will. Penso che fosse diventato molto oltraggioso verso il finale. Non eravamo esclusivamente uno show per la comunità gay, bensì magari un inizio per qualche incursione per l’America. Così, mentre Queer As Folk e altri programmi simili potevano essere stati più rappresentativi della comunità gay, soprattutto nelle città, non penso che ci sono molti ragazzi gay che potrebbero dire: “Siccome i miei genitori vedevano Queer As Folk, ho avuto il coraggio di fare coming out”. È più probabile che ci sia qualcuno che dica: “Dato che mia madre amava Will Truman e pensava che Jack fosse divertente, ho avuto la forza di dirglielo quando avevo 15 o 17 anni” e lo show ha rotto molte barriere in questo senso

Parole di Eric McCormack/Will. Concordate con lui? Will&Grace è stato più utile alla società gay di Queer as folk? E, visto che siamo in argomento di paragoni, tra i due a quale siete maggiormente affezionati? Io voto per la sit com: ho amato Queer As Folk ma spesso non mi sono riconosciuto in certi temi e puntate eccessivamente trasgressive.

Via | Wockner

Erik McCormack: "Will & Grace ha aiutato molto più la comunità gay di Queer As Folk" é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di martedì 27 luglio 2010.


Ecco Zhoom, il reality francese tutto gay

Si preannuncia davvero piccante il primo telereality con soli protagonisti gay che partirà in autunno sull’emittente francese Pink Tv, e che sarà visibile ogni sabato sera a partire dal prossimo 9 ottobre. Si tratta di Zhoom, dove nove ragazzi, che abiteranno in due case per 8 settimane, si sfideranno in prove fisiche e culturali per vincere il bottino finale e conquistare la fama. Un gioco basato sulla seduzione, sulle confessioni, sulle strategie ma soprattutto sui concorrenti, che si preannunciano già estremamente sexy e provocatori. Come se non bastasse, alla conduzione ci sarà il bellissimo Carlo Sata, spagnolo d’adozione, che dovrà tenere a bada le due squadre che si sfideranno per ottenere in ogni puntata l’immunità e ben 2mila euro. In totale, il vincitore si potrebbe portare a casa 160mila euro. Dal 27 novembre, a scanso di equivoci, sarà messa in onda, ma solo per i nottambuli, la versione non censurata, dove se ne vedranno delle belle.

La televisione francese si candida al ruolo di “tv gay” - dopo aver sdoganato l’omosessualità con gli spot di Mc Donald’s e Orangina – anche se purtroppo tutte e due le pubblicità sono state accompagnate da polemiche e da dibattiti, mettendo in luce come ormai l’omosessuale rappresenti il consumatore principale su cui le multinazionali e le produzioni televisive punteranno in futuro.

 

Via – Tv Blog


Zhoom, reality francese con uomini gay

26 luglio 2010 Robo Nessun commento

Zhoom, reality francese con uomini  gayMentre Howard Bragman prepara un reality per il coming out di persone famose, in Francia ne preparano un altro in cui nove uomini gay, attraverso sfide fisiche e culturali, si sfidano.

Zhoom è il titolo di questo reality e, come leggiamo su TvBlog, partirà il 9 ottobre su Pink Tv. Il programma è diviso in due tranche: dal 27 novembre, infatti, sarà messa in onda, nella programmazione notturna, la versione non censurata, diciamo hard. Secondo gli autori, Zhoom dovrebbe solleticare la fantasia dei giovani gay e stuzzicarli nel gioco della seduzione: solo così potranno vincere la puntata (e sperare di portarsi a casa il malloppo finale).

Così, in Francia, dopo la pubblicità del McDonald’s, dopo lo spot dell’Orangina, abbiamo ora il reality: quasi a dire che noi gay usciti dal ghetto sociale, siamo entrati in quello della nicchia di mercato.

Zhoom, reality francese con uomini gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:01 di lunedì 26 luglio 2010.


USA: Howard Bragman prepara reality per il coming out di persone famose

25 luglio 2010 Robo Nessun commento

USA: Howard Bragman prepara reality per il coming out di persone famoseHoward Bragman (in foto) – noto per aver organizzato il coming out di personaggi famosi come Chaz Bono, Chely Wright o Meredith Baxter – sta preparando un reality show per A&T TvComing Out – durante il quale personaggi famosi faranno, appunto, coming out. Il programma dovrebbe andare in onda nell’ultimo trimestre di quest’anno e al momento è in corso il casting per cercare le storie più avvincenti.

Probabilmente non ci saranno star di prim’ordine, ma ex-famosi in cerca di notorietà, e questo, sinceramente, mi sembra molto triste. Certo, un programma del genere potrebbe essere di aiuto per molti, visto che, presumibilmente, il coming out avverrà anche con parenti e amici; ma potrebbe essere anche un mero tentativo di spettacolarizzazione della vita (sofferta) delle persone.

Che ne dite? Secondo voi chi farà coming out?

Foto | Greg In Hollywood

USA: Howard Bragman prepara reality per il coming out di persone famose é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di domenica 25 luglio 2010.


Sondaggio. Ritorna LoveLine su Mtv. Chi tra La Pina, Vladimir Luxuria e Costantino Della Gheraldesca dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich?

A due anni dall’ultima puntata mandata in onda, come anticipato nei giorni scorsi da Davide Maggio, LoveLine ritornerà a far parte della seconda serata di Mtv, orfana anche delle interviste di Victoria Cabello proposte da La7.

Il programma, come sostenuto dal giornalista televisivo, non sarà più condotto da Camila Raznovich che da quale anno ha spostato, con successo, la propria attenzione su delle storie più mature rispetto a quelle che era solita trattare per Mtv. Il suo posto pare che se lo stiano contendendo un’inviata delle Iene, tale Laura Gauthier, e la meravigliosa Lucilla Agosti il cui talento televisivo sulla Rai non è riuscito sempre a brillare (fantastica nel Dopo Festival con Elio e le Storie Tese, piuttosto sfortunata con Academy).

Dalle indiscrezioni trapelata sembrerebbe per tanto che per sostituire Camila Raznovich gli autori della produzione abbiamo pensato ad un volto femminile sì ma poco avvezzo alla comunità GLBTQ che dalla prima puntata di LoveLine (andata in onda nel 2001) in Italia è cambiata molto, tanto che oggi il palinsesto della stessa emittente prevede spazi dichiaratamente omosessuali. Secondo voi chi dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich? [continua dopo il sondaggio]

La Pina. Negli stessi anni in cui l’attuale volto di RaiTre era alle prese con ragazzine che con difficoltà parlavano di masturbazione la conduttrice di Radio Deejay parlava di sesso omosessuale su GAY.tv dove conduceva “A letto con la Pina”. E se quel materasso fosse oggi utile ai figli delle famiglie arcobaleno che sono cresciute con GAY.tv?


Vladimir Luxuria. Camila Raznovich, come spiegato da lei stessa in una puntata di “Tatami”, mentre conduceva “LoveLine” aveva un collega travestito che faceva un programma simile in Pakistan: Begum Nawazish Ali. E se dopo sette anni impostati sull’eterosessualità l’emittente decidesse di fare lo swich-off verso la transessualità?


Costantino Della Gheraldesca. Dichiaratamente gay il co-conduttore di Dispenser è riuscito in pochissimi anni a far capire al pubblico televisivo italiano che non tutti gli omosessuali adorano Raffaella Carrà. Anzi. Il suo cinismo, poi, in contesti romantici sarebbe degno dei migliori film splatter.


Sondaggio. Ritorna LoveLine su Mtv. Chi tra La Pina, Vladimir Luxuria e Costantino Della Gheraldesca dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich? é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di domenica 25 luglio 2010.


Sondaggio. Ritorna LoveLine su Mtv. Chi tra La Pina, Vladimir Luxuria e Costantino Della Gherardesca dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich?

A due anni dall’ultima puntata mandata in onda, come anticipato nei giorni scorsi da Davide Maggio, LoveLine ritornerà a far parte della seconda serata di Mtv, orfana anche delle interviste di Victoria Cabello proposte da La7.

Il programma, come sostenuto dal giornalista televisivo, non sarà più condotto da Camila Raznovich che da quale anno ha spostato, con successo, la propria attenzione su delle storie più mature rispetto a quelle che era solita trattare per Mtv. Il suo posto pare che se lo stiano contendendo un’inviata delle Iene, tale Laura Gauthier, e la meravigliosa Lucilla Agosti il cui talento televisivo sulla Rai non è riuscito sempre a brillare (fantastica nel Dopo Festival con Elio e le Storie Tese, piuttosto sfortunata con Academy).

Dalle indiscrezioni trapelata sembrerebbe per tanto che per sostituire Camila Raznovich gli autori della produzione abbiamo pensato ad un volto femminile sì ma poco avvezzo alla comunità GLBTQ che dalla prima puntata di LoveLine (andata in onda nel 2001) in Italia è cambiata molto, tanto che oggi il palinsesto della stessa emittente prevede spazi dichiaratamente omosessuali. Secondo voi chi dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich? [continua dopo il sondaggio]

La Pina. Negli stessi anni in cui l’attuale volto di RaiTre era alle prese con ragazzine che con difficoltà parlavano di masturbazione la conduttrice di Radio Deejay parlava di sesso omosessuale su GAY.tv dove conduceva “A letto con la Pina”. E se quel materasso fosse oggi utile ai figli delle famiglie arcobaleno che sono cresciute con GAY.tv?


Vladimir Luxuria. Camila Raznovich, come spiegato da lei stessa in una puntata di “Tatami”, mentre conduceva “LoveLine” aveva un collega travestito che faceva un programma simile in Pakistan: Begum Nawazish Ali. E se dopo sette anni impostati sull’eterosessualità l’emittente decidesse di fare lo swich-off verso la transessualità?


Costantino Della GheraldescaGherardesca. Dichiaratamente gay il co-conduttore di Dispenser è riuscito in pochissimi anni a far capire al pubblico televisivo italiano che non tutti gli omosessuali adorano Raffaella Carrà. Anzi. Il suo cinismo, poi, in contesti romantici sarebbe degno dei migliori film splatter.


Sondaggio. Ritorna LoveLine su Mtv. Chi tra La Pina, Vladimir Luxuria e Costantino Della Gherardesca dovrebbe prendere il posto di Camila Raznovich? é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di domenica 25 luglio 2010.


La7: “Complotti” di Giuseppe Cruciani indaga sulla morte di Pier Paolo Pasolini


A tre mesi dalla riapertura delle indagini sull’uccisione di Pier Paolo Pasolini La7 ha dedicato una puntata di “Complotti” alla morte dell’intellettuale, avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975. Per chi si fosse perso la prima emissione del programma può trovarlo, in streaming, a questo link.

Chi conosce il programma di Giuseppe Cruciani sa che le narrazioni proposte discostano da quelle che generalmente i siti di informazione GLBTQ segnalano ai propri utenti tra i consigli televisivi.

La puntata di “Complotti” su Pier Paolo Pasolini vale la pena di essere vista dal pubblico omosessuale, o più in generale gay friendly, poiché sviluppa una tesi molto interessante e contraria a chi è solito disegnare le persone non eterosessuali come vittime.

Pier Paolo Pasolini, come dimostrano i fatti più recenti (successivi ad una ritrattazione di Pino Pelosi, che subito dopo l’omicidio dell’intellettuale si dichiarò colpevole, e raccontati nel programma) non venne ucciso perché comunista e omosessuale.

La sua brutale scomparsa è da attribuirsi ad una serie di ricerche che lo scrittore stava facendo per redigere “Petrolio”, il romanzo incompiuto di cui Marcello Dell’Utri pare aver letto il capitolo che venne rubato nella casa di Pasolini poco dopo il delitto.

Giuseppe Lo Bianco (autore di “Profondo Nero”), a proposito della riapertura delle indagini sulla morte dello scrittore, dichiarava lo scorso 11 maggio a polisblog.it:

“Penso che la decisione di Alfano di sollecitare la procura di Roma a riaprire il caso Pasolini sia giusta e anche un po’ tardiva. Da almeno tre anni centinaia di intellettuali hanno sottoscritto un appello in questa direzione.

La ritrattazione di Pelosi, le nuove testimonianze acquisite dall’avvocato Stefano Maccioni e dalla criminiloga Simona Ruffini e l’esame dei reperti dell’Idroscalo ancora custoditi al museo criminologico di Roma possono finalmente chiarire che quella notte del 2 novembre il poeta e regista non fu vittima di una “stupida lite tra froci” come attesta ancora una sentenza della Cassazione”.

Quante altre volte l’omosessualità di una persona è diventata per un interlocutore l’alibi per non valutare le opinioni di chi gli sedeva davanti? Tante. Forse troppe.

Non me ne vogliano i puristi che abitualmente non mescolano l’alto con il basso ma guardando la puntata di “Complotti” su Pier Paolo Pasolini ho iniziato a chiedermi se le opinioni di persone come Mauro Coruzzi, giusto per fare un esempio, fossero per qualcuno meno attendibili nel momento in cui l’uomo, per esporle, si traveste da Platinette.

Voi che ne pensate? Quando la vostra omosessualità vi ha limitato? Secondo voi chi di dovere avrebbe indagato fin da subito sugli assassini di Pier Paolo Pasolini se non si fosse ipotizzato il movente omofobo?

La7: “Complotti” di Giuseppe Cruciani indaga sulla morte di Pier Paolo Pasolini é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di giovedì 22 luglio 2010.


Uk: I gay sono poco (e male) rappresentati in tv, scarsi i personaggi positivi e realistici

Eastenders Uno studio dell’associazione gay Stonewall ha stabilito che i gay e le lesbiche sono poco rappresentati in tv. Un’indagine su 120 ore di programmazione ha mostrato 46 minuti di storie o personaggi gay dipinti in maniera positiva e realistica: il resto presenta ruoli di persone promiscue, predatori e interessati solo al divertimento.

Solo la soap EastEnders viene evidenziata come un programma che, attraverso il personaggio di Syed Masood evidenzia i tratti giusti e rispettosi per non essere un luogo comune gay. Amare le parole del portavoce dell’associazione:

“È tragico che nel 2010 le emittenti stiano ancora dando scarso servizio in questo settore, calcolando che i ragazzi vogliono vedere le vere vite della gente gay alla Tv”

Leggo queste cose e mi chiedo: perché in Centrovetrine non c’è un personaggio fisso gay in anni e anni di soap opera? E in Un posto a sole? Sarebbe divertente cercare anche noi, in 120 ore, quanti minuti secondi parlano di gay… Ipotesi?

Fonte | Bbc.Co.Uk

Uk: I gay sono poco (e male) rappresentati in tv, scarsi i personaggi positivi e realistici é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di giovedì 22 luglio 2010.


Adesso anche Franco Grillini vuole un canale Queer, una “Rai Gay”

franco grillini rai gay A malapena si parla di gay in tv, ed ecco arrivare la richiesta di un canale interamente dedicato al mondo gay, in Rai. Pochi giorni fa, Klaus Davi ha intervistato Rizzo Nervo, consigliere di amministrazione della Rai e alla domanda se fosse favorevole ad una Rai dedicata alle problematiche gay (come nome Rai Gay?), così l’uomo ha dichiarato di essere favorevole a nuove iniziative editoriali ma senza favorire la ghettizzazione: risposta che vuol dire tutto e niente.

Le parole, che non mi sembrano entusiaste né propositive, hanno comunque spinto Franco Grillini, come Gaynet (associazione omosessuale d’informazione)a chiedere un incontro al Cda della Rai per parlare della possibilità di un canale digitale di argomento Queer. Infine, ha lanciato come messaggio, quello di smetterla di usare come giustificazione la ghettizzazione per evitare di acconsentire a richieste del mondo Lgbt: anche lui sa che la cittadinanza gay dovrebbe avere voce in capitolo nelle trasmissioni tv ma ciò è impossibile dal momento in cui nemmeno i tg e i programmi di informazione se ne occupano. Però un canale “Queer” in Rai? Attendiamo sviluppi anche se non mi convince per nulla: avere una Gay Rai è attuabile quanto pensare al Gay Village che viene spostato in Piazza San Pietro.

Adesso anche Franco Grillini vuole un canale Queer, una "Rai Gay" é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di mercoledì 21 luglio 2010.


“Di che Vita Morire” incontro con Alessandro Cecchi Paone

sedutiLunedì 19 luglio si è tenuto un interessante e sempre attuale dibattito sul tema dell’eutanasia e del testamento biologico intitolato “Di che vita morire”, ospitato nei locali del ristorante Bati Bati a Marina di Carrara (MS) e organizzato dall’associazione Bandoni, da sempre attenta ai diritti e contro le discriminazioni delle minoranze sessuali. Oltre agli autori del libro omonimo, nato dalla sinergia tra il senatore laico Antonio Del Pennino e il dottore cattolico Daniele Merlo, Alessandro Bandoni consigliere del PD a Marina di Carrara e Alessandro Cecchi Paone, personalità poliedrica nel campo della cultura e volto noto della televisione italiana.

Cecchi Paone ha iniziato il suo intervento definendo l’Italia come uno “stato Vaticano con qualche relitto laico”, dichiarando anche che la gerarchia ecclesiastica esercita un controllo quanto mai stretto sulle due sfere cardine della vita umana: in campo affettivo e sessuale con una chiusura totale verso le nuove scoperte della scienza e le vecchie conquiste, come l’aborto, influenzando così da oltre un decennio la politica e le scelte del governo; sul territorio, ben più delicato, della vita e della morte, con un netto rifiuto al testamento biologico e soprattutto all’eutanasia, in qualsiasi forma. Ribadendo la dignità e il rispetto che sono richiesti nel momento del dolore, l’ex conduttore de La Macchina del Tempo ha affermato come nel nostro Bel Paese la legge non permetta al proprio compagno di prendere decisioni in questo campo, e sia quindi tutto delegato alla famiglia, da cui magari ci si era allontanati o per cui ci si è sposati conducendo una squallida doppia vita, o peggio ancora ai preti, calpestando così l’ateismo cecchidella persona.  “Non bisogna santificare la famiglia astratta” è stato più volte ripetuto dal noto opinionista televisivo, sottolineando la sua posizione da sempre a favore delle coppie di fatto e contro lo strapotere imperante della Chiesa romana che non cerca il dialogo, ma solo servi fidati.  Tornando sempre all’Italia, definita come “il giardino clericale dell’Occidente laico”, Cecchi Paone chiede maggior coraggio ai nostri politici, richiamando alla memoria quella “religiose della libertà” propugnata dal filosofo Benedetto Croce.

Avvicinato alla fine dell’evento, abbiamo chiesto cosa ne pensasse dello scandalo provocato dall’intervento del bagnino sulla spiaggia della Lecciona, che pochi giorni fa chiese a due ragazzi di non fare effusioni in pubblico poiché sull’arenile c’erano “famiglie e bambini”. Cecchi Paone ha detto che aspettava a darci una risposta, ma che comunque quello era un atto discriminatorio da condannare. Il volto noto della tv ha affermato, ancora una volta, la sua vicinanza alla comunità lgbt italiana e il suo impegno per le battaglie future che si dovranno affrontare nelle aule dei palazzi del potere e nella vita di tutti i giorni.


Tv gay d’estate

Tv gay d'estateD’estate, è naturale, le reti televisive si adeguano al loro pubblico. Blocco dei talk show, degli spettacoli in diretta, una informazione stanca, quasi aleatoria. La gente è in vacanza, chi boccheggia nelle città in calura, la sera preferisce uscire per una boccata d’aria piuttosto che sorbirsi l’ennesimo Totò o il nulla che irradia lo schermo. Per gli insonni, però, qualche lieta sorpresa facendo zapping la si trova. Tutto a tematica lgbt. Ieri, ad esempio, Sky ha andato in onda la versione integrale del Decameron di Pier Paolo Pasolini; qualche giorno prima MTV racconta la vita di Giulia una lesbica credente e Rai Tre intervista un transessuale. Tutto ovviamente ad orari da seconda o terza serata, perché non va dimenticato che l’omosessualità o la transessualità è tema scabroso; almeno per chi governa il piccolo schermo.

Ieri sera, ovviamente in tardissima serata, ci ha provato anche Retequattro con un reportage curato da Stella Pende. Tema tra i più delicati: le identità sessuali non definite. Certo un paese che si fa chiamare cultura e informazione, come succede negli altri paesi che si chiamano anche cultura e informazione, il tema lgbtq o delle identità sessuali definite e non, dovrebbe trattarle anche in tempi non sospetti; informare la gente, senza morbosità e non solamente in un periodo in cui la televisione è vista da pochi e, per farla vedere ad ancor meno gente programmare film e reportage a tematica lgbtq a orari impossibili.

C’è un’altra notizia che potrebbe destare la nostra curiosità. Intervistato da Klaus Davi, il consigliere della Rai, Rizzo Nervo, si è detto favorevole ad una rete dedicata alle problematiche omosessuali; una specie di Rai gay. L’ottimo Rizzo Nervo, probabilmente informato sull’esperienza in Italia e all’estero di canali dedicati esclusivamente agli spettatori omosessuali, dà una risposta parecchio condivisibile:

“Sono favorevole a qualsiasi nuova iniziativa editoriale, diciamo specializzata, se però non favorisce la ghettizzazione di alcuni temi. I temi e i problemi legati al mondo gay devono invece essere presenti in tutta la programmazione della televisione generalista come normalità: dall’informazione alla fiction. Su come si debba chiamare, non mi sembra francamente una priorità”.

Del resto, l’esperienza di Gay.Tv è stata fallimentare, come è accaduto ad altre reti all’estero che intendevano rivolgersi ad un pubblico esclusivamente gay, lesbico o transessuale. Molti, su quelle iniziative culturali e di marketing, hanno dato una lettura ghettizzante; il pubblico non è parso entusiasta, e gli spender pubblicitari sono rimasti fuori, insensibili ad un mercato di nicchia, importante certo, ma che non aveva quei connotati merceologici di appartenenza, tali da spingerli a investire su media a marchio gay.

Più pilatesca e ipocrita la situazione italiana che altrove dove, ad esempio, una grande marca di automobili non ha mai investito e investe sui media a target glbtq, ma lo fa all’estero dove la percezione dei diritti civili omosessuali e transessuali è più visibile e di larga condivisione.

Personalmente sono d’accordo con Rizzo: non serve una Rai gay, ma un servizio pubblico che informi maggiormente, seriamente, senza enfasi o ostracismo sulla vita, le speranze, i problemi che riguardano la nostra comunità. Vale anche per le altre reti private. La televisione, oggi, potrebbe veicolare tanti nostri cittadini ad una maggiore comprensione, al rispetto per le diversità, alla lotta contro l’omofobia e il bullismo giovanile. Non serve una Rai gay, ma una Rai e le private che facciano sentire cittadini anche i loro spettatori lgbtq. Non vi pare?

Foto | tortuga

Tv gay d'estate é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di martedì 20 luglio 2010.


Categorie:movimento, news, tv Tag:

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli


La cronaca degli ultimi mesi spesso ci ha messo davanti ad un interrogativo, su cui anche Roberto Saviano si è confrontato nei giorni scorsi. Perché in Italia, dove la prostituzione è un reato, i clienti delle prostitute transessuali sono trattati da alcuni mass media peggio delle persone che sono soliti frequentare donne che mercificano il proprio corpo?

Ad un anno dalla pubblicazione delle prime notizie riguardanti Piero Marrazzo e Natalie, la transessuale con la quale l’ex Governatore della Regione Lazio si vedeva, questo interrogativo non è stato evaso.

Del mancato, e necessario, chiarimento ritorniamo ad occuparci poiché i residenti romani di via Gradoli, dove Piero Marrazzo si vedeva con Natalie, hanno deciso di mettere un cancello che dovrebbe impedire ai clienti delle prostitute transessuali di entrare nella strada di fatto tornata privata.

Laddove non sono arrivate le istituzioni si sono attrezzati i cittadini. Persone che sanno bene che la prostituzione nel nostro paese è un reato al di là di che natura sia il corpo che viene messo a disposizione dal cliente di turno.

Nei prossimi giorni, con buona pace di Marrazzo già impegnato nei suoi nuovi progetti televisivi, di via Gradoli si smetterà di parlare. Prima che tale circostanza si verifichi vorrei con voi ragionare sul concetto di parità su cui si dovrebbe discutere anche in contesti come questi.

In questi anni l’attenzione dei media glbtq è stata, giustamente, per i diritti negati dallo Stato. Il capitolo dei doveri non sempre viene menzionato. Fermo restando che la prostituzione in Italia è un reato credete che gay e lesbiche debbano impegnarsi, laddove sia richiesto dal contesto, contro le transessuali che si fanno pagare per un rapporto sessuale? Secondo me Sì.

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 20 luglio 2010.


Sarah Nile e Veronica Ciardi in un video sul fenomeno lesbo con “Diversamente etero”

sarah veronica diversamente etero

Mentre il tempo sui protagonisti del Grande Fratello 10 sembra essere sul punto di lasciare spazio ai nuovi provini per l’edizione numero 11, ecco la notizia di un video di tematica Lgbt con protagonista Veronica Ciardi e Sarah Nile.

Le due ragazze che hanno appassionato (e, come leggo, creato isterismi nel popolo lesbo?) saranno protagoniste di un video documentario dal titolo “Diversamente etero”, che tenta di tracciare un’analisi sulla “coppia finta lesbo” del reality show. Ed è Elena Tebano a spiegare il motivo di questa scelta di video:

“Abbiamo raccolto decine di interviste di altrettante donne che ci aiutassero a comprendere il loro punto di vista, il loro sconcertante entusiasmo per Sarah e Veronica. se due donne, dichiaratamente eterosessuali, sono riuscite a farsi desiderare potentemente da centinaia di donne lesbiche, è solo a causa del vuoto assoluto tutto italiano che strozza il nostro immaginario lesbico. A parte pochissime eccezioni, non esistono figure precise, personalità di spicco, donne dichiaratamente omosessuali che siano in grado di farsi portatrici di bisogni e richieste tutte al femminile, né in tv, né in politica”

Il documentario sarà presentato al Florence Queer Festival ed è autoprodotto dalle stesse ideatrici. Ma è veramente così? Davvero Sarah e Veronica sono il massimo che l’immaginario italiano è disposto ad accettare, ad avere o concedere come simbolo di una realtà omosessuale femminile?

Le donne donne lesbo sono “accettate” solo se sensuali, enigmatiche e misteriose pubblicamente sulla propria vita sessuale? Possono essere lesbiche solo se lo fanno per gioco, non ne parlano apertamente e ammettono di essere comunque amanti del maschio? Non devono poter escludere l’uomo per essere riconosciute? E poi, sono loro due ad essere lo specchio del sesso e amore lesbo italiano? Vi riconoscete in Sarah e Veronica?

Via | DiversamenteEtero

Sarah Nile e Veronica Ciardi in un video sul fenomeno lesbo con "Diversamente etero" é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di lunedì 19 luglio 2010.


“Diversi da chi”: il nuovo programma di Mtv e la storia di Giulia, lesbica e credente

Mtv Diversi da chi Inizia martedì 20 luglio, su Mtv, un nuovo programma dal titolo “Diversi da chi”. Come si può immaginare, “quelli che non sono diversi” siamo noi, il popolo Lgbt. Per quanto non possa essere originale il titolo (Barbara d’Urso c’ha campato per diverse puntate di Pomeriggio e Domenica 5 quando parlava di omofobia), la formula, in questo caso, sembra essere interessante. A parlare sono i ragazzi e le ragazze gay, senza vanesi esperti di sociologia, psicologia e qualunque altra materia di studio.

Nella prima puntata, a parlare è Giulia, ragazza lesbica, nata ad Assisi, credente, e trasferitasi a Bologna: divide casa con altre ragazze e parla della sua vita, affrontata a testa alta. Inizialmente si è sentita “sbagliata” ma poi coraggiosa a sufficienza per dire “basta” a quella sensazione sgradevole di inadeguatezza ed errore della natura. Giulia non si sente in contrasto con la religione, bensì attribuisce la responsabilità di tutto al Vaticano che strumentalizza il pensiero cattolico: perchè alla base di tutto, nella religione, c’è l’amore e il rispetto.

E una coinquilina di Giulia ribadisce il concetto che divide i gay di tutta Italia, per quanto riguarda il Gay Pride:

“Come puoi pensare di far valere i tuoi diritti quando sei vestito come un pagliaccio?”

Giulia ha fatto coming out, ne ha parlato prima con suo padre (che non le ha rivolto la parola per un mese) e poi con la madre, convinta che sarebbe guarita. La scelta di essere credenti e allo stesso tempo omosessuali non è molto seguita: la scomunica però non preoccupa coloro che non abbandonano la propria fede, poichè certi che il vero Dio (non Chiesa e simili) li ama comunque. E uno spagnolo dice la sua idea, condivisibile in tutto:

“Penso che in merito alla situazione Lgbt e ai diritti, l’Italia sia dieci anni indietro rispetto alla Spagna”

E ne si ha un conferma quando Giulia incontra una signora fuori dalla Chiesa: la ragazza le spiega di essere lesbica e credente. Ma la speranza c’è ancora per lei:

“So che ci sono delle buone strade per guarire”

E se la donna che ha parlato vive a Bologna, ecco che la situazione non migliora, bensì peggiora, ad Assisi. Giulia decide di tornare, come un viaggio alle origini del suo passato. Intervistando altre signore del posto, si ottiene come risposta che è possibile essere un buon cristiano se il peccatore (per qualsiasi motivo lo sia, anche per omosessualità) decide di seguire un cammino di conversione. Una ragazza invece pensa che la misericordia di Dio possa accettare quella condizione, un uomo risponde con un secco “No, perchè io la penso così“, e una signora usa il termine malattia. Infine, secondo queste risposte, di gay ce ne sono tanti, troppi e non sanno che fare dalla mattina alla sera.

Via Fonte e Video | Corriere

"Diversi da chi": il nuovo programma di Mtv e la storia di Giulia, lesbica e credente é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di lunedì 19 luglio 2010.


90210: coming out nella terza stagione, un personaggio sarà gay

90210 gay

“Beverly Hills 90210″ lo seguivo inizialmente ma questa nuova versione (90210) ancora più patinata dell’originale, proprio non riesce ad appassionarmi. Ora, in previsione della terza serie che andrà in onda a settembre in Usa, ecco la rivelazione di Michael Ausiello: uno dei personaggi principali farà il suo coming out!

Il possibile nome è tra questi: Liam (Matt Lanter), il bad boy ribelle della situazione, Navid (Michael Steger), il bravo ragazzo, o Teddy (Trevor Donovar), tennista.

E, ovviamente, c’è chi sostiene possa solo essere Navid (quello vestito) per un semplice quanto temuto motivo: il non volersi “bruciare” il personaggio del ragazzo sexy e seguire così lo stereotipo tipico per gli standard dei telefilm: scegliere il ruolo meno d’impatto per non turbare lo spettatore e accontentare il pubblico Lgbt.

Via | Advocate/ AusielloFiles

90210: coming out nella terza stagione, un personaggio sarà gay é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di mercoledì 14 luglio 2010.


I cartoni animati più gay della storia

I cartoni animati più gay della storia

Ecco una divertente e interessante lista di cartoni animati a cui interno vi sono personaggi gay. Sì, avete capito bene: alcune serie sono moderne, altre sono persino di decenni fa. Ecco a voi la gallery e le spiegazioni per i personaggi più gay della storia dei cartoons (e se ne manca qualcuno, suggerite pure!). Voi ve ne eravate accorti?

Puffo Vanitoso: ha un fiore in testa, gira sempre con uno specchio ed è il migliore amico di Puffetta. Inoltre, è pettegolo e si informa sempre degli altri abitanti del villaggio.

Daria e JaneLane: Non hanno molto tempo per gli uomini, sono inseparabili, trascorrono il più tempo possibile insieme. Sono sarcastiche e ciniche.

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Mr Garrison: personaggio di “South park”, è l’insegnate più strano e “perverso” della città, parla spesso di sesso e di termini sessuali. Ha un feeling e un legame profondo con Mr Hat.

Rick & Steve: la coppia più gay, impossibile da non inserire nella lista dei personaggi Lgbt, insieme ai suoi compagni.

He-man: passa il suo tempo con spade, a rimirare il suo corpo, esaltato dalla sua superiorità fisica. Rispecchia il canone gay palestrato e vanitoso.

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Bert & Arnie: meglio di una coppia sposata a tempo: nonostante dormano in letti separati, condividono doccia e bagno. Sono inseparabili.

Svicolone: con il suo cravattino alla moda e i suoi movimenti aggraziati, si accompagna ad un linguaggio delicato e mai eccessivo.

Bugs bunny: si traveste spesso da donna e cerca di sedurre il suo nemico Elmer Fuss

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Yoghi e Bubu: i due “orsetti” vivono insieme, passano sempre la giornata uno accanto all’altro, hanno interessi ed hobby comuni

Spongebob: ha il suo amico speciale, si eccita facilmente, canta spesso e indossa pantaloncini corti.

Peppermint Patty: i suoi amici la chiamano “Sir” ed è una fanatica del baseball, poco femminile

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Noddy e Big Ears: dopo numerose avventure si ritrovano sempre, dormono anche nello stesso letto. Una coppia assortita, con l’uomo più maturo e il ragazzino al suo fianco.

Stewie Griffin: era già abbastanza chiaro con le nuove puntate ma ora anche il suo creatore l’ha ammesso “Sarà gay oppure un infelice eterosessuale represso”.

Waylon Smithers dal suo capo Mr Burns, lo sogna, colleziona le bambole di Malibu Stacy.

Patty Bouvier: dopo un matrimonio di facciata, vuole sposarsi con una donna e fa il suo coming out.

Velma: personaggio di Scooby Doo, ha un legame speciale con Daphne che supera la semplice amicizia.

Via | Samesame.com

I cartoni animati più gay della storia é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di venerdì 09 luglio 2010.


Joe McElderry, vincitore di x factor Uk, dice di essere gay su Twitter. Poi nega il tutto “Non l’ho scritto io!”

Joe McElderry

Joe McElderry, 19enne, è il vincitore di X Factor nell’edizione inglese. E in un periodo in cui tutti sembrano scegliere Twitter per “confessarsi” (alla Ricky Martin), anche sul suo social network era apparso un messaggio ai suoi followers, in cui diceva di essere gay:

“È stato difficile vivere nella menzogna per tutti questi anni”

Poi tutto è stato negato “Un hacker è entrato nel mio account di Twitter!“. E ha nuovamente negato le voci già insistenti sulla propria omosessualità, ribadendo il concetto e spiegando di essere sempre stato discriminato a scuola poichè preferiva cantare invece di dedicarsi agli sport:

“Sono etero. Ho avuto delle ragazze, solo che adesso sono single. Non sono mai andato a letto con nessuna, ma sono ancora giovane e mi sto concentrando sulla musica. So che probabilmente riceverò delle proposte ma per me, adesso, cantare è tutto”.

Joe McElderry, vincitore di x factor Uk, dice di essere gay su Twitter. Poi nega il tutto "Non l'ho scritto io!" é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di venerdì 09 luglio 2010.


Isaiah Mustafa è l’uomo cavallo che fa impazzire donne e gay in America

Isaiah Mustafa è sempre più popolare in America. Dopo aver partecipato come guest star in alcuni telefilm (Ncsi e Ugly Betty, per esempio), ora è protagonista di uno spot per prodotti di igiene maschile. In accappatoio, fisico statuario, aria sexy e penetrante, Isaiah ha colpito molti telespettatori (e anche spettatrici, va bene, lo concediamo!).

Inoltre, lo slogan della pubblicità è ormai un tormentone: “Ciao signore, guardate il vostro uomo, ora guardate me, riguardate il vostro uomo e ora tornate su di me. Purtroppo, lui non è me.”

Visite su Youtube del video? Circa 12 milioni di contatti… E la frase “Sono su un cavallo” già impazza. Il motivo? Andate alla fine del video e lo scoprirete!

Isaiah Mustafa è l'uomo cavallo che fa impazzire donne e gay in America é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di mercoledì 07 luglio 2010.


Nelsan Ellis, Lafayette di True Blood, è a favore dei matrimoni gay

Lafayette True Blood

Questo si chiama ragionare. Nelsan Ellis, l’attore che veste i panni del personaggio gay Lafayette in “True blood“, ha rilasciato una dichiarazione in merito ai matrimoni gay. Di fede cristiana ed eterosessuale, l’uomo ha comunque espresso il suo consenso per il libero arbitrio di chiunque:

“Sono favorevole, credo che chiunque debba potersi sposare, anche se ho la mia fede personale non è mia intenzione opprimere qualcuno. Penso che in questo paese, chiunque possa essere quello che vuole, senza mai ferire qualcuno o violare le leggi. Se vuoi sposarti con un uomo, sposati con un uomo! Se due donne vogliono unirsi in nozze, dovrebbero poterlo fare. Non mi ferisce, nè mi infastidisce. La cosa più bella in questa nazione è che io possa essere cristiano e essere libero di comportarmi in tale maniera. O, allo stesso modo, che qualcuno possa essere sia cristiano sia gay e io sono dalla sua parte. Permettete alle persone gay di sposarsi!”

A volte queste parole suonano così “banali” e semplici da far rendere ancora più assurde ed offensive tutte le battaglie per ostacolare i diritti Lgbt. Libertà, gente, si parla solo di libertà.

Nelsan Ellis, Lafayette di True Blood, è a favore dei matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di domenica 04 luglio 2010.


Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay

Today show america “Today” è un noto e seguito programma americano che ha deciso di indire un concorso tra coppie intenzionate a sposarsi, in una gara che dovrebbe definire il miglior esempio di amore moderno. Ma le regole del concorso hanno automaticamente escluso i partner gay, poichè le coppie devono essere riconosciute tali dallo stato di New Yorlk. Così, la Glaad (The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) ha domandato il motivo di tale scelta, criticando l’esclusione obbligatoria della popolazione Lgbt. La risposta ha giustificato la scelta poichè le nozze dovranno avvenire nella città di New York (che non prevede legami riconosciuti tra persone dello stesso sesso). Ma l’amarezza rimane palpabile:

“La scelta di New York è stata definita all’interno del budget disponibile per il programma, ma provoca comunque delusione che non sia stato scelto un altro paese per il rito, come Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire and Washington D.C, in cui è possibile sposarsi. Avrebbero potuto comunque scegliere coppie gay che sarebbero state riconosciute altrove”

E qua ancora qualcuno spera (ovviamente in silenzio) che arrivi la versione gay di “Uomini e donne”…

Via |Glaad

Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 02 luglio 2010.


Grande Fratello 10: “Sarah e Veronica non sono lesbiche, fossi rimasto in casa l’avrei dimostrato”

grande fratello, grande fratello 10, gianluca bedin

A parlare così è Gianluca Bedin, concorrente del Grande Fratello 10, che ha lasciato improvvisamente la casa per la morte di sua zia. Lui aveva legato sopratutto con Sarah Nile, colei che, insieme a Veronica Ciardi, successivamente, ha dato vita alla “coppia lesbo” del programma, criticata ma anche molto amata dal pubblico.

In una sua recente intervista, Gianluca parla della sua esperienza e della sua occasione persa, uscendo dalla Casa per motivi famigliari. E analizza il rapporto tra le due ragazze:

“Se avessi avuto sentire che tra le due fosse nato un amore carnale, che fossero omosessuali, insomma, non mi sarei mai permesso di andare oltre l’amicizia. Anzi, per l’esperienza che ho di coppie lesbiche, sarebbero state loro stesse a non permettermi di avvicinarmi più di tanto. Amore sì, quello ce n’era tanto ma si chiama amicizia non desiderio carnale”

Bedin poi discute anche dell’eco che la storia ha avuto all’esterno, da parte del pubblico:

“In Italia, la popolazione gay, in particolare il mondo lesbo che è più nell’ombra rispetto a quello maschile, da sempre cercava una coppia paladina che potesse fare da portavoce. Sarah e Veronica hanno mostrato il modo più romantico di mostrare agli occhi dell’opinione pubblica quanto normale (e nel loro caso esteticamente molto bello) possa essere l’amore fisico tra due donne. Il mondo gay dovrebbe ringraziarle, amarle e continuare a seguirle anche solo per questo, senza illudersi dell’esistenza di una relazione di coppia tra loro. Perchè lo ribadisco e ne sono certo: Sarah e Veronica non sono lesbiche”

Si potrebbe anche dire che Gianluca abbia scoperto l’acqua calda: oppure voi volete ringraziare Sarah e Veronica da parte del mondo gay?

Grande Fratello 10: "Sarah e Veronica non sono lesbiche, fossi rimasto in casa l'avrei dimostrato" é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di mercoledì 30 giugno 2010.


“Para vestir santos”: nuova telenovela argentina con trama lesbica

30 giugno 2010 Robo Nessun commento

�Para vestir santos�: nuova telenovela argentina con trama lesbica

In Argentina pare che ci sia tutto un fermento per il mondo glbtqqi: non solo sul versante del matrimonio gay, ma anche su quello televisivo. Para vestir santos racconta la storia di tre sorelle dopo la morte della loro severa madre. Una di loro, Male (interpretata da Celeste Cid) piano piano accetterà la propria omosessualità.

Nei giorni scorsi la tv argentina ha trasmesso la scena in cui Male fa coming out con Laura (interpretata da Martina Guzmán) e, dalla confidenza, nasce la passione che le porterà a fare sesso.

Scrive un’utente sul sito dell’emittente televisiva argentina:

Che bello che i mezzi di comunicazione inizino a mostrare storie che succedono nella vita reale: per pregiudizio o discriminazione fino a poco tempo fa non se ne vedevano sullo schermo. Speriamo che serva per far nascere più serie originali.

Via | Dos Manzanas
Foto | Wikipedia

“Para vestir santos”: nuova telenovela argentina con trama lesbica é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di mercoledì 30 giugno 2010.


L’aranciata e il puma gay che hanno scandalizzato la Francia

oranginapub

A fare da apripista c’era stato lo spot di McDonald’s gay friendly, finito nella bufera per l’uso, giudicato strumentale dai più, dell’omosessualità a fini commerciali. Adesso è la volta di Orangina, che è solita usare, nelle campagne rivolte al paese d’oltralpe, animali antropomorfi: lo spot francese in questione sceglie come protagonista un puma gay, che usa la bibita come dopobarba, per avere la pelle liscia e conquistare il suo fidanzato.

Tutte e due le pubblicità, uscite a poche settimane di distanza l’una dall’altra, hanno sollevato molte polemiche, anche se lo spot di “Orangina e il vostro dopo rasatura è perfetto” è stato addirittura vietato dalla tv francese poiché è stato etichettato come osé, ed è visibile per ora solo sul web. Oltre all’ammiccamento non troppo velato ai consumatori omosessuali, la discussione infuria anche sull’accostamento aranciata – dopobarba. Per lo spot è stato scelto di veicolare un messaggio che accosta una bibita dissetante a un prodotto after shave che rende la rasatura del puma perfetta, tanto è delicato e protettivo, e anche la carezza finale, quella che solitamente viene fatta dalle bellone di turno che non chiedono mai, lo rende ancora più evidente: è un segreto da maschi.  Secondo le autorità alle telecomunicazioni, questo tipo di pubblicità non sarebbe adatto al pubblico televisivo, anche se in Francia viene passato tranquillamente lo spot gay friendly di Mc Donald’s.

Vi mostriamo il video incriminato, ideato dall’agenzia FredFarid che ha recentemente vinto a Cannes il Lions d’Or per la campagna pubblicitaria della Wrangler.

 

Via – Tv Blog


Video gay da youtube: pubblicità francese censurata per il tema omosessuale?

In Francia, la pubblicità della Orangina ha suscitato polemiche tali da fermare la sua diffusione televisiva. La bevanda, che veniva indicata adatta a tutto, dalla lozione per il viso al trattamento per curare i brufoli (in chiave ironica) è stata al centro di critiche tali da decidere di non trasmetterla più.

Ma in molti sono certi che il motivo di tale censura sia dovuto al finale dello spot, con l’abbraccio sensuale tra il puma (maschio) e un uomo. Troppo forte una (falsa e irreale) coppia gay per la tv generalista?

Video gay da youtube: pubblicità francese censurata per il tema omosessuale? é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di venerdì 25 giugno 2010.


Eric Dane mezzo nudo e sexy: è una vostra fantasia erotica?

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“Dottor bollore” in Grey’s Anatomy è sicuramente un soprannome che gli calza a pennello. Lui è Eric Dane, tra i protagonisti anche del recente “Appuntamento con l’amore“.

L’uomo è anche famoso per un suo video tape che ha iniziato a circolare su internet, in cui avrebbe avuto un rapporto sessuale con la moglie Rebecca Gayheart e un’altra donna. Padre e marito, Eric resta sempre molto sexy e accattivante.

Che facciamo? Gli dareste un due di picche?

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Eric Dane mezzo nudo e sexy: è una vostra fantasia erotica? é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di martedì 22 giugno 2010.


Lupo ullallà

Joe Manganiello, Alcide in True Blood

Se mi perdonerete il titolo più cretino in sette anni di post, volevo soltanto avvisarvi che è ricominciato True Blood, che nella terza stagione ricompaiono ovviamente Sookie, Bill, Eric, Tara, Sam, Lafayette, Jessica, Jason e Pam, e che fra i tanti personaggi nuovi ci sarà soprattutto lui. Il gran bel figliolo è Alcide, licantropo di buon cuore nei romanzi da cui è tratta la serie (gli altri, già nazisti durante la seconda guerra mondiale, sono meno simpatici). L’attore che interpreta l’aitante lupacchiotto ha un nome che è tutto un programma: Joe Manganiello. E ora sfogatevi pure, coraggio.
True Blood

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E lo spot gayfriendly di McDonald’s non verrà trasmesso in America per differenti norme culturali

lo spot gayfriendly di di McDonald's non verrà trasmesso in America per differenti norme culturali

Ricordate lo spot francese di Mc Donald’s? Padre e figlio insieme a pranzo e l’invito a venire a mangiare “così come sei”? Sembra che quella pubblicità, che ha fatto ormai il giro del mondo, non verrà utilizzata negli Stati Uniti. E fin qua non ci sarebbe nulla di particolarmente sconvolgente, se non fosse la motivazione di Don Thompson (foto), capo in seconda dell’azienda, che lo trova inadatto per diverse “norme culturali“. Lui, infatti, si dichiara orgogliosamente “cristiano, con le sue personali convinzioni“:

“Da MacDonald’s ci sono valori cruciali ai quali facciamo riferimento e il mondo è sempre più vicino. Parliamo molto di queste cose e a volte facciamo degli errori. Parliamo di cose che possono avere implicazioni in alcune parti del mondo ed essere culturalmente accettate in altre. E queste sono cose dalle quali impariamo. Ma quello spot non andrà in onda negli Stati Uniti.”

E continua sull’argomento, come stesse per pubblicare il vero e originale Codice da Vinci:

“Il brand è locale e in posti diversi succedono cose diverse. Dobbiamo essere sicuri dell’impatto che un’azione potrebbe avere in altre parti del mondo”

In posti diversi succedono cose diverse? Il concetto esprime la stessa profondità di un un banale “non siamo tutti uguali” o “non esistono più le mezze stagioni“. Significa quindi che in Francia i gay ci sono e vengono accettati, mentre il Mc Donald’s francese lo frequentano solo famiglie “Mulino bianco”style?

Via | DigitalJournal
Foto | BusinessWeek

E lo spot gayfriendly di McDonald's non verrà trasmesso in America per differenti norme culturali é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di giovedì 17 giugno 2010.


Coming out gay durante un talent show francese alla “Amici” – Il video

Ramon e François sono due concorrenti di “Nouvelle Star“, un talent show in onda in Francia, mix tra “Amici” e “Superstar”. Ma i due ragazzi, sfidanti in una puntata del programma, avevano un segreto. Dietro le quinte dello show era infatti scattata la scintilla e i due si erano innamorati. La cosa non era pubblica, ma durante una loro esibizione hanno deciso di rendere partecipi tutti i telepettatori.

Come? Durante la sfida sotto le note di “Vous permettez monsieur”, mentre il pubblico era attento a chi scegliere tra i due, quale interpretazione fosse la migliore, i due, al termine, si sono baciati sulle labbra con trasporto, provocando stupore (e applausi).

E mi immagino se accadesse anche da noi, in un qualsiasi reality o talent, una scena del genere. In prima serata. In diretta. Secondo me la telecamera scenderebbe in picchiata a terra, sfumerebbero la scena e nella puntata dopo i due ritornerebbero, entrambi, con una “pronta fidanzata futura moglie”.

Via | TgCom

Coming out gay durante un talent show francese alla "Amici" - Il video é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di mercoledì 16 giugno 2010.


Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d’Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay

Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d'Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay

Questa sera, a Milano, Iva Zanicchi verrà premiata con il “Pegaso d’oro”, personaggio simbolo dell’anno che si è contraddistinto per il sostegno della dignità delle persone di vari orientamenti sessuali. Il merito è attribuito sopratutto alla sua interpretazione di Liliana, la madre di Enrichetto, in “Caterina e le sue figlie“. Ed è lei stessa, orgogliosa, ad ammettere che questa sera andrà personalmente a ritirare il premio, fiera di aver interpretato (parole testuali) “la mamma di un figlio diverso“. E se quell’aggettivo un po’ mi ha infastidito, però ecco la sua posizione nei confronti delle persone omosessuali.

“Ho sempre avuto un grande legame con loro, forse anche perché sanno che io sono per la libertà assoluta, ovviamente, sempre nel rispetto degli altri. Essere gay non è né un vizio, né una malattia e certamente non è niente da cui si debba guarire. Ho amici gay che vivono insieme felicemente da oltre quarant’anni: e cosa c’è di male?”

Si perde nei ricordi, in quelli di Umberto Bindi, che era gay quando esserlo era visto come una colpa. Ricorda i commenti negativi ad un suo concerto in quel di Catania, gli insulti e le cattiverie che dovette subire. Io gli sono sempre stata vicina anche dal punto di vista umano. E qua viene da pensare che, sebbene siano passati decenni, la situazione in alcuni casi, non è così diversa e leggera.

Ma in merito alle coppie di fatto e alle adozioni gay, arriva la risposta a sorpresa: Iva è contraria alle adozioni gay:

“Riconosco le coppie di fatto, anche se fondamentalmente rimango sempre per la famiglia. Però, mi sembra anche giusto che le coppie omosessuali abbiano il diritto di assistersi vicendevolmente. Se due uomini o due donne si sono voluti bene per una vita perché non devono avere il diritto di aiutarsi fino alla fine dei loro giorni? Perché non possono lasciare l’eredità al compagno che hanno amato per una vita? Per quanto riguarda le adozioni, invece no. Su questo, sono proprio contraria. La famiglia è un bene inattaccabile e i bambini che crescono, hanno bisogno di vedere entrambe le figure dei genitori, sia quella femminile che quella maschile”

Alt. Scusate ma mi sono perso. Se il Pegaso d’Oro viene assegnato a Iva Zanicchi per i grandi messaggi lanciati a favore del popolo Lgbt in “Caterina e le sue figlie” (fiction in cui il proprio figlio e il compagno Pablo erano genitori di una bimba) e poi lei, nelle realtà e non nella fiction, ne è contraria… non suona un po’ come qualcosa di incoerente? Quindi non dovrebbe essere premiata l’inesistente Liliana?

Iva Zanicchi, premiata con il Pegaso d'Oro, riconoscerebbe le coppie di fatto ma è contraria alle adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di domenica 13 giugno 2010.


I personaggi gay più amati dei telefilm: quali sono i vostri magnifici cinque?

I personaggi gay più amati dei telefilm: quali sono i vostri magnifici cinque?

La nostra Alice di Blogapuntate ha stilato una sua interessante e personale classifica dei 10 personaggi gay più amati delle varie serie tv e telefilm. Ci sono molti nomi conosciuti , tra questi spiccano telefilm come l’indimenticabile “Will & Grace” o l’ancora vivo “Sex and the city”, senza dimenticare i Walker con “Brothers and sisters”.

Personalmente, non avendo ancora visto Glee (perdonatemi, recupererò!), per ora resta Jack McPhee di “Dawson’s Creek” per il ruolo intenso e poco luogo comune del personaggio interpretato. Poi aggiungerei Jack McFarland di “Will & Grace”, Kevin Walker di “Brothers and sisters” e chiuderei con gli ultimi due posti occupati da Andrew Van De Kamp delle “Desperate Housewives” e David Fisher di “Six Feet under“.

E la vostra personale classifica? Diteci i vostri nomi nei commenti.

I personaggi gay più amati dei telefilm: quali sono i vostri magnifici cinque? é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di martedì 08 giugno 2010.


Dustin Hoffman e Jason Bateman, che bacio appassionato in diretta tv!

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La vera azione, a volte, si gioca fuori dal campo. Lo sanno bene Dustin Hoffman e Jason Bateman che, forse per festeggiare la vittoria della squadra di casa o per scommessa, hanno improvvisato un bacio gay sugli spalti dello stadio di Los Angeles dove si giocava la finalissima del Nba tra i Boston Celtics e i L.A. Lakers, stravinta da quest’ultimi.

Le due star hollywoodiane, sedute nel settore vip con altri colleghi del calibro di Adam Sandler, Charlize Theron e Leonardo Di Caprio, si sono presi gioco del pubblico inscenando un bacio da manuale: il pluripremiato Hoffman si è girato verso Bateman e, guardandosi a vicenda con sguardo languido, i due si sono lasciati andare a un bacio pieno di euforia in onore della formazione del cuore.

A suggellare la scena, trasmessa in diretta tv e sul grande schermo dello stadio, è stato l’occhio vigile della tradizionale “Kiss Me-Cam”, la telecamera che inquadra le coppie all’interno dello stadio per trasmetterne il bacio. Hoffman e Bateman, invece di rivolgere il loro affetto verso le loro compagne, non ci hanno pensato due volte e si sono scambiati questo bacio che ha fatto il giro del mondo. Inizialmente nello stadio è calato il gelo, sciolto poi in un fragoroso applauso di tutti i presenti mentre i due si sono ricomposti come se nulla fosse, continuando a seguire la partita.

Via – Corriere della Sera


La star di Glee Jane Lynch si è sposata con la sua compagna

Jane Lynch, la perfida Sue Sylvester nella serie tv Glee, si è unita finalmente in matrimonio con la sua fidanzata Lara Embry davanti a 18 invitati. L’attrice 49enne e la sua compagna psicologa hanno scelto il Massachusetts come location per la loro piccola cerimonia poiché è stato il primo stato a stelle e strisce a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso.

La Lynch è diventata nota grazie a film come Danni collaterali e 40 anni vergine, oltre ad aver recitato in diversi episodi di Boston Legal, Criminal Minds e The L Word. Il 2009 è il suo anno d’oro: recita nel film Julia & Julia, dove interpreta Dorothy McWilliams, la sorella di Julia Child, ma soprattutto acquista un’enorme popolarità grazie al ruolo dell’allenatrice delle cheerleaders nella serie televisiva gay friendly Glee. La Embry è invece impegnata in un procedimento legale riguardante un caso di custodia legale di una coppia dello stesso sesso e l’anno scorso è stata premiata per il suo impegno a favore delle lesbiche con il “National Centre For Lesbian Rights’ Justice Award”.lynch_embry

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via – PinkNews


Omofobia in un tg contro lo spot gayfriendly di McDonald’s: e la Glaad insorse

Omofobia in un tg contro lo spot gayfriendly di Mc Donald: e la Glaad insorse

La Glaad (The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) è insorta contro Bill O’Reilly di Fox News, per un commento che ha espresso dopo aver mandato in onda lo spot francese di McDonald’s che invita chiunque ad entrare così come si è (in riferimento ad figlio gay e al padre che non sospetta nulla). Il giornalista, parlando con la collega Jane Skinner, ha detto:

“Pensi che la catena di fast food avrà anche una pubblicità per Al Qaeda?”

E la “battuta” infelice e di cattivo gusto (con l’accostamento “omosessualità”/”terrorismo”) ha provocato accuse e lamentele per accusa di omofobia. E cliccando qua si potranno lasciare i propri dati per protestare insieme all’associazione Lgbt.

Omofobia in un tg contro lo spot gayfriendly di McDonald's: e la Glaad insorse é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 04 giugno 2010.


“Venite come siete”: Mc Donald’s ci prova con lo spot gay

 McDonald_s

La celeberrima catena di fast food americana Mc Donald’s ha creato uno spot televisivo, per ora disponibile solo in francese e sottotitolato nelle varie lingue, che ha per la prima volta tra i protagonisti un omosessuale e suo padre.

All’inizio si vede un ragazzo, seduto a un tavolo di uno dei tanti ristoranti della catena, a cui squilla il telefono e dice: “Stavo pensando proprio a te. Guardavo la foto di classe”. Dopo qualche secondo il ragazzo continua: “Mi manchi anche tu. Scusami, mio padre sta arrivando, devo attaccare”. Proprio in quel momento il padre arriva al tavolo e, dopo aver guardato la foto, dice al figlio: “Che peccato che nella tua classe ci siano solo uomini. Avresti potuto avere tante donne adesso”. Il giovane lo guarda con sorriso beffardo. Poi entrambi cominciano a mangiare mentre lo slogan “Venite come siete”, elogio della tolleranza e dell’autenticità, compare sullo schermo.

Lo spot, che da qualche settimana va in onda sulle tv d’Oltralpe, ma che si può vedere con i sottotitoli in inglese e in italiano anche su YouTube, ha conquistato rapidamente il popolo del web: la versione sottotitolata, postata lo scorso 26 maggio, è stata vista finora da oltre 400 mila utenti e ha acceso un dibattito infuocato tra i fruitori del sito. Alcuni utenti hanno rilevato che una pubblicità del genere non può essere trasmessa sulle tv USA perché automaticamente il McDonald’s sarebbe boicottato dalle lobby religiose.

La domanda, ovviamente lecita trattandosi di una multinazionale, sorge spontanea: Mc Donald’s sta cavalcando l’onda “gay” per attirare a se sempre più clienti fuori dagli USA, dopo esser stata ripetutamente attaccata negli ultimi anni e aver perso cosi migliaia di clienti? La risposta arriva da un portavoce della catena, secondo cui lo spot vuole ribadire che essa non fa discriminazioni ed è aperta a tutti.

Via – Corriere della Sera


Venez comme vous êtes

Qualcosa mi dice che questo spot francese per McDonald’s (sì, McDonald’s, ha sorpreso anche me) negli USA non potrebbe mai andare in onda. Grazie ad Antonella per la segnalazione.
PerezHilton.com

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Marco Carta contro Enrico Nigiotti: “Se pensa che io sia gay me lo dica in faccia!”

Marco Carta contro Enrico Nigiotti: "Se pensa che io sia gay me lo dica in faccia!"

A Marco Carta inizia ad infastidire seriamente la voce e il gossip sulla sua presenta omosessualità. A tal punto da prendersela direttamente con Enrico Nigiotti, ex concorrente di Amici che, in un’intervista, aveva approvato la scelta del coming out di Ricky Martin e dichiarato che, nel talent show di Maria di Filippi, alcuni concorrenti erano gay. E a quel punto, apriti cielo. Marco Carta si è sentito chiamare in causa:

“Mi piacerebbe che questo ragazzo, che non ho mai conosciuto e nemmeno incrociato per caso, avesse il coraggio di guardarmi negli occhi e fare le stesse insinuazioni. Quando non si hanno argomenti interessanti per parlare di sé, la soluzione più comoda è parlare degli altri, o meglio, sparlare”

Marco, gioia, qua non si parla di coraggio o non coraggio di dire qualcosa in faccia a te (anche se prima o poi spero ti entri in testa che dire ad una persona “gay” non equivale ad insultarlo…) bensì è l’opinione espressa in generale da un ex concorrente del tuo stesso reality show. Mi chiedo perché a questo punto non siano insorti tutti i concorrenti maschi delle nove edizioni di Amici ma solo tu…

Via | NewNotizie

Marco Carta contro Enrico Nigiotti: "Se pensa che io sia gay me lo dica in faccia!" é stato pubblicato su queerblog alle 12:00 di mercoledì 02 giugno 2010.


Per Paola Barale, tre concorrenti de “La pupa e il secchione 2″ sono gay

Per Paola Barale, tre concorrenti de "La pupa e il secchione 2" sono gay

Da amante del reality ammetto di non aver mai visto una puntate de “La pupa e il secchione 2“. Mi piace Paola Barale, ma lo svolgimento del programma ha qualcosa di troppo costruito (e registrato) per i miei gusti. Sarà anche che c’è poco “richiamo Queer” ma non mi acchiappa. E, per la finale di lunedì prossimo, Paola Barale, intervistata da “Diva e donna”, parla dei concorrenti, quei “secchioni sfigati” (così vogliono essere dipinti) protagonisti dello show:

“Non ne sono certa, ma secondo me, tre di loro sono gay, sottolineo: secondo me. Me ne sono accorta dai loro modi di fare, dai loro ragionamenti, dal modo di rapportarsi con le concorrenti. Sono gay”

Quindi se il modo di rapportarsi con le donne è impacciato sono gay? Se qualcuno è informato sui loro “ragionamenti” da presunto omosessuale mi illumini…

Via | Settimanale Diva e Donna

Per Paola Barale, tre concorrenti de "La pupa e il secchione 2" sono gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:00 di mercoledì 02 giugno 2010.


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