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Attenti pedofili: l’America latina vi tiene d’occhio.
Avrebbe abusato di un ragazzo 14enne. Arrestato per pedofilia il pianista Pletnev: “si tratta di un malinteso”.
Matera. Abusava di studenti disabili. Arrestato insegnante pedofilo di sostegno alle elementari. Foto scottanti sul suo pc.
Australia. Abusi e atti di sadismo su 25 ragazzini. Ex prete condannato a 20 anni.
Dossier. Viaggio nel seminario dove i vicerettori commettono abusi sessuali.
Il Vaticano potrebbe rispondere degli abusi sessuali dei sacerdoti.
Belgio, chiesa e pedofilia. La giustizia viene prima della tonaca.
Svolta storica. Corte Suprema Usa non si pronuncia su immunità. Nessun ostacolo per processo a Vaticano.
L’appello alla Corte era stato presentato dalla Santa Sede invocando il diritto all’immunità degli Stati sovrani. L’amministrazione Obama si era pronunciata a favore, ma era stato respinto.
La Corte Suprema Usa non si è pronunciata sul diritto all’immunità del Vaticano in casi di pedofilia. Nell’ultimo giorno in sessione la Corte americana, decidendo di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon ‘Anonimo contro Santa Sede’, ha tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia.
Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il ‘no’ all’esame del caso con una motivazione.
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Chiesa e pedofilia. Vescovo di Bolzano allontana da parrocchia anziano prete per abusi sessuali.
L’appello alla Corte era stato presentato dalla Santa Sede invocando il diritto all’immunità degli Stati sovrani. L’amministrazione Obama si era pronunciata a favore, ma era stato respinto.
La Corte Suprema Usa non si è pronunciata sul diritto all’immunità del Vaticano in casi di pedofilia. Nell’ultimo giorno in sessione la Corte americana, decidendo di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon ‘Anonimo contro Santa Sede’, ha tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia.
Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il ‘no’ all’esame del caso con una motivazione.
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Chiesa e pedofilia. Sotto inchiesta anche un cardinale belga.
Una puntata speciale di Vanguard Internazionale che racconta il fenomeno dell’omofobia nell’Europa contemporanea. Tra tutele spesso inesistenti e forme di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, bisex e trans, ecco la faccia dell’Europa che non tutti vorrebbero vedere. La prima tappa è in Romania, nel cuore dell’Europa dell’Est. A partire da Martedi 29 Giugno alle 21:10
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Vaticano, Nessuna riabilitazione per il vescovo polacco Paetz. Accusato di molestie e rapporti omosessuali.
”La Presidenza provinciale della Giovane Italia in occasione del primo Gay Pride Sicilia e’ stata una delle poche realta’ a prendere posizione in difesa di quei valori naturali, quali il matrimonio eterosessuale e il diritto dei minori di vivere in famiglie in cui i ruoli di madre e padre siano ben definiti, in una citta’ forse troppo preoccupata di essere accusata di ‘omofobia’, spada di damocle, pronta ad essere sguainata contro chi osasse prendere una posizione diversa da una cappa di conformismo che su questi argomenti si vuole ”imporre”. Lo dice Raoul Russo, esponente del Popolo delle Liberta’ di Palermo.
“Io sono pienamente convinto – prosegue – che sono assolutamente da condannare tutti quegli atti di violenza, di intolleranza e quelle pratiche discriminatorie che possono avvenire nei confronti di qualcuno sulla base del suo orientamento sessuale. Come sono altrettanto convinto che non puo’ essere messo in discussione il legittimo diritto a manifestare, nell’ambito della legalita’ la propria opinione, con dimostrazioni pubbliche, ma sono altrettanto sicuro nel ritenere che mai pubbliche manifestazioni possano offendere la decenza, attraverso ostentazioni di comportamenti, o peggio attraverso l’irriverenza religiosa”.
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Abusi sessuali. Germania: un terzo delle denunce coinvolge ambienti religiosi.
Giovanni Cuttita avrebbe ammesso di aver colpito Jaime Salvador Tagliavia. “L’ho fatto solo per difendermi”. Ma la procura non è convinta e continua ad indagare.
Confessa di aver ucciso il suo ex amante, ma solo per difendersi dalla sua feroce gelosia. Giovanni Cuttitta, 42 anni, ieri mattina ha ammesso davanti al magistrato di aver colpito a morte Jaime Salvador Tagliavia, il compagno che aveva lasciato da un paio di settimane per un nuovo amore. Cuttitta è ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Corleone e ieri ha fornito la sua versione dei fatti agli inquirenti. Che tuttavia rimangono scettici.
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Vaticano. Abusi sessuali, tra mille polemiche riabilitato un vescovo polacco.
Virzi’ miglior regista per ‘La prima cosa bella’, ‘Mine vaganti’ di Ozpetek miglior commedia. La vera sorpresa di questa edizione dei Nastri d’argento e’ il fatto che siano stati assegnati ben 5 premi ex aequo: 3 per gli attori – per il miglior protagonista Elio Germano (La nostra vita) e Christian De Sica (Il figlio piu’ piccolo).
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Abusò di 5 ragazzi minori. Condannato finto prete salentino
Pedofilia, ecco i segnali per scoprire gli abusi sessuali.
l parlamento dell’Islanda ha dato all’unanimità il via libera a una legge che consente i matrimoni fra omosessuali.Il provvedimento approvato col sì di tutti i parlamentari dell’Althing (assemblea) aggiunge le frasi ‘fra uomo e uomo’ e ‘fra donna e donna’ alle unioni civili.L’Islanda dal 2009 ha un capo di governo dichiaratamente lesbica, Johanna Sigurdadottir. ‘Il Paese è piuttosto pragmatico, unioni gay non sono sentite come problema’, il politologo Gunnar Kristinsson.
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Roma, Ospedale San Camillo. Venti donne al mese vittime di violenza “Mostro è spesso persona conosciuta”
A Firenze violenta il collega minorato psichico, condannato a 2 anni e mezzo di carcere.
Il circolo Mario Mieli, ed altre associazioni hanno inviato una missiva per richiedere al Comune di Roma la pubblicazione dei dati statistici di Gay Help Line, parlando, in modo confuso, di cattiva informazione. Sarebbe stato sufficiente entrare nel sito della linea telefonica e leggere il report regolarmente pubblicato per accorgersi che i dati sono sempre stati disponibili a chiunque fosse interessato conoscerli.
Dal documento pubblico sul sito http://www.gayhelpline.it/rcm/documenti/90_1.pdf , si evince come ci siano stati 24.000 contatti in 18 mesi, cioè circa 1300 al mese; 11% dei contatti del report del 2007 riguardano l’area legale, pagina 9, di cui il 30 % riguarda casi di violenze ed abusi. Nel 2008 c’è stato un progressivo ma deciso aumento sino ad arrivare alla media di circa 2000 contatti mensili, il report è stato presentato in conferenza stampa in Campidoglio (sede del Comune di Roma) nellAprile del 2009, ora disponibile anche sul sito.
Quindi, utilizzando il report del 2007 disponibile sul sito, anche partendo dai 2000 contatti, dei circa 760 contatti mensili riguardanti il centro Italia, 84 sono inerenti l’area legale (11% del totale) di cui 25 (il 30%) riportano casi di violenza e abusi, dall’aggressione verbale alle violenze fisiche o allo stupro, inoltre, analizzando correttamente i dati del 2008 i numeri assoluti risultano leggermente diversi. Siano dati da guerriglia urbana piuttosto che tranquillizzanti non lo giudichiamo, noi riportiamo le cifre verificate e certificate dal Comune di Roma ogni sei mesi e che sono stati oggetto di presentazione in due conferenze stampa alle quali hanno partecipato due assessori di due diverse Amministrazione comunali.
Appare, pertanto, singolare tale richiesta anche perché già stata oggetto di una precedente controversia legale del 2007, quando il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, insieme ad altre associazioni, pose una questione simile dinanzi al Tar del Lazio, chiedendo la sospensiva del servizio Gay Help Line e la conseguente attribuzione a sé medesimo, perdendo tale ricorso alla giustizia Amministrativa.
Per quanto riguarda i dati 2009 sono, come è noto, in fase di elaborazione per la costruzione di un report sintetico e, come consuetudine, saranno resi pubblici entro il terzo trimestre 2010 in un evento pubblico, al quale ci auguriamo che tutti partecipino.
Fabrizio Marrazzo
Responsabile del servizio Gay Help Line
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Pedofilia. Si dissolve l’”emendamento della vergogna” ed in Polonia da ieri c’è la castrazione chimica per i colpevoli di abusi sessuali.
Pedofilia. Approvato da Pdl e leghisti un emendamento vergogna che introduce la “minore gravità” nell’abuso sessuale.
Esclusivo! Omicidio di Monsignor Padovese. Parla la difesa: il monsignore era gay, è stata legittima difesa.
Storie e leggende sul fondatore dei Legionari di Cristo.
Pedofilia, molestie e abusi sessuali. Don Cantini e gli altri: l’elenco della vergogna che fa tremare la chiesa.
Preti e pedofilia. Il capo della Chiesa tedesca indagato per complicità in abusi su minori.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha convocato, per venerdì 11 giugno, un tavolo con le associazioni del mondo omosessuale anche alla luce dei recenti fatti di cronaca. Obiettivo dell’incontro, informa il Campidoglio, quello di stabilire un percorso comune e condiviso, con tutti i livelli istituzionali e con il mondo dell’associazionismo, per implementare le iniziative già avviate contro la violenza, la discriminazione e l’omofobia.
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Cinema: diventa un film la prima autobiografia di una vittima di pedofilia.
Chiesa e pedofilia. Nuova diatriba in Usa su ruolo Ratzinger in caso abusi.
L’arcivescovo di Friburgo avrebbe coperto un caso avvenuto negli anni Sessanta. Secca smentita della diocesi: “Accuse infondate”.
Il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Robert Zoellitsch, è indagato dalla magistratura con l’accusa di complicità in un caso di abuso sessuale su un bambino. Lo hanno indicato fonti ufficiali delle autorità giudiziarie a Friburgo, la città di cui Zoellitsch è vescovo.
Il fatto risale agli anni Sessanta. Secondo le accuse, su cui la magistratura indaga, monsignor Zoellitsch avrebbe saputo della violenza sessuale compiuta su un bimbo, probabilmente in un istituto scolastico religioso, da un prete del monastero di Birnau.
La diocesi di Friburgo ha immediatamente respinto come “infondate” le accuse nei riguardi del presidente della Conferenza episcopale, precisando che solo nel 2006 si è venuti a conoscenza di un caso di abuso sessuale commesso da un sacerdote a Birnau.
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Pedofilia: gip Milano, resta in carcere don Pezzini.
Le più alte cariche dello Stato si sono ritrovate a Piazza Venezia per il consueto omaggio al milite ignoto. Alle 10 è partita la sfilata militare in via dei Fori Imperiali.
Dal 2 giugno 1946 ad oggi l’Italia ha attraversato ”anni non sempre facili, anni di duro lavoro resi pero’ fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, liberta’, eguaglianza, giustizia”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini.
Sulla base di questi principi il nostro Paese, secondo Napolitano, è diventato ‘’soggetto protagonista della comunita’ internazionale e di un’Europa che e’ chiamata a rafforzare la sua unita”’.
“In un mondo sempre più interdipendente non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nell’indigenza. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa”, ha aggiunto il capo dello Stato.
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Don Pezzini. Nessun materiale pornografico sarebbe stato trovato durante la perquisizione.
“Ci incontri, serve maggioranza parlamentare unita sul tema”.
“Alemanno ci ripensi. Le legge contro l’omofobia in discussione alla Camera è uno strumento utile ed è necessario che il Parlamento la approvi quanto prima per dare un segnale forte contro questi episodi di violenza”. Così, in una nota, il portavoce del Roma Pride che si terrà il 3 luglio, Mattia Cinquegrani. Cinquegrani chiede un incontro con Alemanno, anche alla luce dell’ennesima aggressione a sfondo omofobico verificatasi a Roma nei giorni scorsi ai danni di un 22enne: “Il sindaco ci incontri – chiede – come aveva detto qualche giorno fa: è necessario che la maggioranza parlamentare sia unita su questo tema e si impegni, adesso, in modo concreto. Il Roma Pride del 3 luglio d
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Chiesa e abusi sessuali. La chiesa minaccia l’inferno per i preti pedofili.
“Chi ha visto, parli. Lo faccia per assicurare alla giustizia una banda di delinquenti e, se non basta, per riparare all’errore di non essere intervenuto ad aiutare un ragazzo vittima di una barbara aggressione”. Cosi’ il mininistro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, commenta l’aggressione avvenuta a Roma. “Le istituzioni hanno bisogno dell’aiuto dei cittadini per svuotare le sacche di odio ed ignoranza che ancora resistono nel nostro Paese. Anche per questa ragione – dice – il ministero per le Pari Opportunita’ ha voluto creare, insieme con il Comune di Roma, un Osservatorio cittadino contro le discriminazioni, che entrera’ presto a regime. M aspetto, inoltre – conclude Carfagna – come gia’ ho avuto modo di dire in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e nell’attesa che il Parlamento ridiscuta le aggravanti per questi reati odiosi, che i magistrati, quando sara’ il momento, diano pene esemplari”.
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Preti e pedofilia. Germania, almeno 200 vittime di abusi in scuole di gesuiti
”I miei aggressori sghignazzavano mentre mi colpivano”.
Nel bar si sono rifiutati di darmi la prime cure. Ad affermarlo il giovane gay romano vittima dell’aggressione subita alcuni giorni fa a Roma. Secondo quanto riferito dal legale del giovane, in via Cavour, uno dei due amici del ragazzo ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. ”Questo mi e’ stato riferito – ha detto il giovane – Io non ero cosciente e il mio sangue colava. Ricordo ancora i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”.
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Bagnasco: “Casi di pedofilia coperti anche in Italia”.
”I miei aggressori sghignazzavano mentre mi colpivano”.
Nel bar si sono rifiutati di darmi la prime cure. Ad affermarlo il giovane gay romano vittima dell’aggressione subita alcuni giorni fa a Roma. Secondo quanto riferito dal legale del giovane, in via Cavour, uno dei due amici del ragazzo ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. ”Questo mi e’ stato riferito – ha detto il giovane – Io non ero cosciente e il mio sangue colava. Ricordo ancora i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”.
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Preti e pedofilia. Don Pezzini davanti al giudice e respinge le accuse.
Dal Vaticano arriva una nuova autocritica e un monito severo rivolto a sacerdoti e vescovi abusatori sul caso degli abusi sessuali commessi dal clero. Il tutto e’ avvenuto questa mattina nella basilica di San Pietro nel corso della preghiera di intercessione e riparazione celebrata da mons. Charles Scicluna, Promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, cioe’ il procuratore generale vaticano per i casi di pedofilia commessi nella Chiesa.
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Don Pezzini, il racconto circostanziato degli abusi: “Mi violentava di domenica”.
Chiesa. Un “Time” polemico dedica copertina a Papa e scandalo abusi.
Al 1 dicembre per permettere indagine del Pentagono.
L’idea di abrogare il bando ai gay nell’esercito americano non piace affatto ai vertici militari che ora cercano di ritardare il voto sulla nuova legge. I capi di esercito, Aviazione e Marines (rispettivamente i generali George W. Casey Jr, Norton Schwartz e James Conway) hanno inviato una lettera al senatore repubblicano John McCain, contrario all’apertura verso gay e lesbiche, chiedendo che il Congresso rinvii a dopo il 1 dicembre il voto sulla legislazione, cioè a dopo la conclusione di uno studio effettuato dal Pentagono sugli effetti che questo cambiamento avrà tra le forze dell’arma.
Si tratta di una presa di posizione netta contro l’amministrazione Obama, favorevole alla cancellazione della legge chiamata “Don’t ask, don’t tell”. Frutto di un compromesso del 1993 tra il presidente Bill Clinton e l’esercito, questa legge impedisce a tutti i gay dichiarati di indossare la divisa militare. Ma si tratta anche di una posizione contraria alla cauta apertura del Segretario della Difesa Robert Gates che lunedì aveva detto di “poter accettare” la nuova legge, pur dopo l’esame del Pentagono. I repubblicani spingono per approvare la legislazione a fine anno perché sperano che dopo le elezioni di mid-term di novembre i democratici possano perdere la maggioranza al Congresso. Se ciò avvenisse, la legge avrebbe poche probabilità di essere approvata. Da un recente sondaggio della Cnn è invece emerso che l’80% degli americani è favorevole all’abbattimento del tabu dei gay nell’esercito.
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Pedofilia, lo stupore di chi conosce Don Pezzini arrestato per abusi. Nessuna solidarietà al ragazzo abusato.
Don Pezzini sarà ascoltato venerdì dal giudice. Smentito ritrovamento materiale pedopornografico. Si trattava solo di pornografia.
Al 1 dicembre per permettere indagine del Pentagono.
L’idea di abrogare il bando ai gay nell’esercito americano non piace affatto ai vertici militari che ora cercano di ritardare il voto sulla nuova legge. I capi di esercito, Aviazione e Marines (rispettivamente i generali George W. Casey Jr, Norton Schwartz e James Conway) hanno inviato una lettera al senatore repubblicano John McCain, contrario all’apertura verso gay e lesbiche, chiedendo che il Congresso rinvii a dopo il 1 dicembre il voto sulla legislazione, cioè a dopo la conclusione di uno studio effettuato dal Pentagono sugli effetti che questo cambiamento avrà tra le forze dell’arma.
Si tratta di una presa di posizione netta contro l’amministrazione Obama, favorevole alla cancellazione della legge chiamata “Don’t ask, don’t tell”. Frutto di un compromesso del 1993 tra il presidente Bill Clinton e l’esercito, questa legge impedisce a tutti i gay dichiarati di indossare la divisa militare. Ma si tratta anche di una posizione contraria alla cauta apertura del Segretario della Difesa Robert Gates che lunedì aveva detto di “poter accettare” la nuova legge, pur dopo l’esame del Pentagono. I repubblicani spingono per approvare la legislazione a fine anno perché sperano che dopo le elezioni di mid-term di novembre i democratici possano perdere la maggioranza al Congresso. Se ciò avvenisse, la legge avrebbe poche probabilità di essere approvata. Da un recente sondaggio della Cnn è invece emerso che l’80% degli americani è favorevole all’abbattimento del tabu dei gay nell’esercito.
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Chiesa e pedofilia. Caso Don Pezzini, Aurelio Mancuso: increduli, ora fermezza.
Al 1 dicembre per permettere indagine del Pentagono.
L’idea di abrogare il bando ai gay nell’esercito americano non piace affatto ai vertici militari che ora cercano di ritardare il voto sulla nuova legge. I capi di esercito, Aviazione e Marines (rispettivamente i generali George W. Casey Jr, Norton Schwartz e James Conway) hanno inviato una lettera al senatore repubblicano John McCain, contrario all’apertura verso gay e lesbiche, chiedendo che il Congresso rinvii a dopo il 1 dicembre il voto sulla legislazione, cioè a dopo la conclusione di uno studio effettuato dal Pentagono sugli effetti che questo cambiamento avrà tra le forze dell’arma.
Si tratta di una presa di posizione netta contro l’amministrazione Obama, favorevole alla cancellazione della legge chiamata “Don’t ask, don’t tell”. Frutto di un compromesso del 1993 tra il presidente Bill Clinton e l’esercito, questa legge impedisce a tutti i gay dichiarati di indossare la divisa militare. Ma si tratta anche di una posizione contraria alla cauta apertura del Segretario della Difesa Robert Gates che lunedì aveva detto di “poter accettare” la nuova legge, pur dopo l’esame del Pentagono. I repubblicani spingono per approvare la legislazione a fine anno perché sperano che dopo le elezioni di mid-term di novembre i democratici possano perdere la maggioranza al Congresso. Se ciò avvenisse, la legge avrebbe poche probabilità di essere approvata. Da un recente sondaggio della Cnn è invece emerso che l’80% degli americani è favorevole all’abbattimento del tabu dei gay nell’esercito.
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A seguito all’arresto di Don Pezzini il Gruppo del Guado in attesa di conoscere la verità prega per lui.
La decisione dopo mozione Udine contro manifesti anti omofobia.
Gli organizzatori del Gay Pride di Roma del 3 luglio prossimo hanno annunciato che l’evento inizierà con “migliaia di baci”, una risposta alla mozione approvata dal gruppo consiliare del Pd a Udine che criticava i manifesti della campagna contro l’omofobia, dove è ritratto un bacio tra due omosessuali. “I nostri baci sono un messaggio forte contro l’omofobia”, avvertono gli organizzatori del Pride romano. “Siamo indignati per quanto è accaduto a Udine dove è stato detto no ai manifesti contro l’omofobia che ritraevano un bacio di due coppie omosessuali”, dichiarano in una nota gli organizzatori del Roma Pride 2010, sottolineando. “Agli attacchi de La Destra e alla confusione totale in cui sembra piombato il Pd, noi gay romani risponderemo proprio con migliaia di baci all’inizio della manifestazione del Roma Pride del 3 luglio che ha come slogan: ‘ogni bacio una rivoluzione’”. “Sarà questa – concludono – la nostra risposta ferma di fronte a una politica che sul tema dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans e dell’impegno concreto contro l’omofobia e ogni discriminazione sembra non avere un punto fermo”.
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Brasile. Sotterraneo di una chiesa usato da prete per sesso sadomaso con i chierichetti.
Arresto Don Pezzini. Vescovo di Lodi Giuseppe Merisi si dice amareggiato e sorpreso.
La decisione dopo mozione Udine contro manifesti anti omofobia.
Gli organizzatori del Gay Pride di Roma del 3 luglio prossimo hanno annunciato che l’evento inizierà con “migliaia di baci”, una risposta alla mozione approvata dal gruppo consiliare del Pd a Udine che criticava i manifesti della campagna contro l’omofobia, dove è ritratto un bacio tra due omosessuali. “I nostri baci sono un messaggio forte contro l’omofobia”, avvertono gli organizzatori del Pride romano. “Siamo indignati per quanto è accaduto a Udine dove è stato detto no ai manifesti contro l’omofobia che ritraevano un bacio di due coppie omosessuali”, dichiarano in una nota gli organizzatori del Roma Pride 2010, sottolineando. “Agli attacchi de La Destra e alla confusione totale in cui sembra piombato il Pd, noi gay romani risponderemo proprio con migliaia di baci all’inizio della manifestazione del Roma Pride del 3 luglio che ha come slogan: ‘ogni bacio una rivoluzione’”. “Sarà questa – concludono – la nostra risposta ferma di fronte a una politica che sul tema dei diritti delle persone gay, lesbiche e trans e dell’impegno concreto contro l’omofobia e ogni discriminazione sembra non avere un punto fermo”.
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