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Posts Tagged ‘aids’

Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato


Non è passato neanche un mese dall’ultima volta in cui il Governo nazionale, che teoricamente dovrebbe occuparsi della risoluzione della crisi economica, si è dovuto occupare di un caso di discriminazione ai danni di un omosessuale.

In attesa di capire come l’amministrazione Berlusconi intenderà rispondere a Gabriele, il ragazzo gay a cui è stato vietato donare il sangue (e di cui abbiamo già raccontato qui la risposta ufficiale dell’Avis, qui la cronaca della vicenda e qui del silenzio del Ministro della Salute Ferruccio Fazio), il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, su esortazione di Arcigay, dovrà spiegare perché il sindaco di Spresiano ha potuto sostenere pubblicamente che gli omosessuali sono malati.

Le dichiarazioni fatte da Riccardo Missiato, malgrado l’intervento di Paola Concia, non hanno svegliato il Partito Democratico, il cui intervento è stato fondamentale alla vittoria politica del primo cittadino omofobo.

Sull’argomento tace il segretario Pierluigi Bersani, che a suo tempo fece parte dell’ultima amministrazione Prodi (quella in cui si è tentato timidamente, e senza risultati, di riconoscere le coppie di fatto).

A fare eco alle necessarie parola di Paola Concia solo un esponente locale, tale Enrico Quarello. Confermando la versione di Davide Zoggia, che per il Pd ha la responsabilità dei rapporti con gli enti locali, Quarello ha fatto intendere che il Partito Democratico non ritirerà, come richiesto da Paola Concia, l’appoggio a Riccardo Missiato malgrado le dichiarazioni offensive che ha rilasciato.

“Sento necessaria - ha dichiarato Enrico Quarello - una iniziativa che in maniera coerente ribadisca da un lato il nostro sostegno politico al progetto amministrativo e al sindaco di Spresiano e nel contempo riaffermi l’opposizione a qualsiasi situazione in cui si possano configurare atti o comportamenti contrari al sistema di valori di convivenza civile di cui il Pd si sente rappresentante.

È quindi opportuna una verifica dei valori necessariamente condivisi che stanno alla base dell’esperienza amministrativa, al fine di sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento interno ed esterno”.

Non bisogna essere un eccellente analista politico per capire che se il Pd non ritirerà il proprio appoggio a Missiato le scuse del soggetto diventeranno astratte tanto quanto la considerazione che partendo da Pierluigi Bersani, a scendere, ha l’opposizione per i suoi elettori gay.

Chissà come agiranno, davanti a questa sconfitta gli esponenti politici dichiaratamente omosessuali che fino ad oggi hanno sostenuto il progetto politico lanciato da Walter Veltroni.

Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di venerdì 23 luglio 2010.


Iniziative. Dal 24 luglio novità nei bar toscani contro l’Aids: condom e caffè.

23 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Meglio tardi che mai. La rivoluzione tocca infatti anche l’italia, precisamente la Toscana ove in alcuni bar sarà offerto un condom insieme al caffè per combattere l’Aids. Sullo stesso piattino ove viene posato il cucchiaino, dunque, arriverà un preservativo. L’iniziativa partirà tra pochi giorni, sabato 24 luglio nei bar di piazza del Duomo a Pietrasanta, [...]

AIDS. Due motivi per sperare ce li da il nostro corpo.

22 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’HIV, in una estrema semplificazione, altro non è che un’infezione. Come tale anche il virus dell’AIDS obbliga il nostro organismo a fabbricare una certa quantità di anticorpi nel tentativo di neutralizzarlo. A rendere particolarmente problematico ed inefficace questo meccanismo è però il fatto che il virus in questione va sempre a colpire le cellule del [...]

I gay non possono donare il sangue, il caso di Milano approda in Parlamento

BLOODSEXX390Pochi giorni fa c’eravamo occupati del rifiuto, da parte dell’ospedale Gaetano Pini del capoluogo lombardo, alla donazione di sangue da parte di un ragazzo che donava da ben otto anni, e che si è visto chiudere le porte dell’ambulatorio solo perché omosessuale e, quindi, secondo il protocollo del Policlinico cui il Pini fa riferimento, una “persona a rischio” per via del suo orientamento sessuale. La politica si è mossa e finalmente il caso di Gabriele, comune purtroppo a molti altri donatori omosessuali in tutta Italia, è stato portato nelle aule istituzionali all’attenzione del governo.

Luciana Pedoto, della Commissione affari sociali della Camera, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Fazio: “Il protocollo per la donazione non può che essere unico per tutto il territorio nazionale”. Franco Grillini, politico e storico esponente della comunità omosessuale, afferma: “Respingere le donazioni di sangue da persone omosessuali è del tutto illegale, lo stabilisce con chiarezza il decreto sulla donazione dell’aprile 2001 dell’allora ministro della sanità Umberto Veronesi”, mentre Aurelio Mancuso chiede “un intervento immediato e chiarificatore da parte del ministro della Salute”. Leoluca Orlando, presidente della Commissione sugli errori sanitari, ha spedito una richiesta di relazione sull’accaduto all’assessore alla Sanità della regione Lombardia, ribadendo che l’orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue.

Il Policlinico, dal canto suo, afferma in una nota che “recentemente la Food and Drug Administration americana ha riconfermato l’esclusione dalla donazione di sangue di uomini che abbiano avuto un rapporto omosessuale anche solo una volta nella vita”. Oltretutto viene spiegato come anche altri donatori, non solo gli omosessuali, siano respinti per motivi differenti: ad esempio, non può donare chi ha avuto più di tre partner nell’ultimo anno, chi ha avuto rapporti con una prostituta o occasionali, chi ha frequentato nei tre mesi precedenti Paesi in cui è alto il rischio di contrarre la malaria. Insomma, il Gaetano Pini avrebbe solo messo in pratica il protocollo interno di medicina trasfusionale, cui aderisce anche il Fatebenefratelli, del gruppo ospedaliero che fa capo al Policlinico. Quello che è chiaro, in questa triste vicenda, è che non esiste una normativa nazionale univoca che regolamenti chi possa donare e chi no, e soprattutto abbatta questa discriminazione nata quando gli omosessuali erano definiti portatori dell’HIV e dell’AIDS.

Via – Corriere della Sera


Aids. Conferenza di Vienna, l’Italia è assente. Contraria a politiche di riduzione del danno.

19 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Si è aperta a Vienna la diciottesima conferenza mondiale sull’Aids, il piu’ importante appuntamento sul tema, ma l’Italia ‘brilla per la sua assenza’. La denuncia e’ dei rappresentanti della Lila, la lega Italiana per la lotta all’Aids, secondo cui il nostro paese e’ molto indietro sulle politiche di lotta all’Hiv. ‘Questa e’ un’edizione importante per [...]

Privacy. Milionario perché sieropositivo. Quando si rompe il silenzio, qualcuno deve pagare.

19 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Non tutto il male viene per nuocere, si dice. La storia di un uomo di Bloomington sembra, per una volta, non unire al danno pure la beffa. In Indiana una causa giuridica portata avanti da un paziente nei confronti del Dipartimento di Medicina Interna (Internal Medicine Associates) sembra aver portato a risultati insperati. Il dottore [...]

Aids: l’Italia non partecipa alla conferenza mondiale di Vienna. Tace, sull’assenza, Ferruccio Fazio

La precaria stabilità del Governo Berlusconi per molti componenti della maggioranza costituisce un alibi. Una pericolosa scusante. Di quanto successo a Gabriele, il ragazzo omosessuale a cui è stato vietato donare il sangue a causa della propria sessualità, il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna non ne ha parlato in questi giorni malgrado sia lampante il caso di discriminazione.

Il silenzio dell’esponente politico non è l’unico del Governo Berlusconi di cui bisogna indignarsi. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, malgrado il pubblico disappunto di Alessandra Cerioli (Presidente della Lila), non ha spiegato perché l’amministrazione, di cui fa parte, ha deciso di disertare la diciottesima conferenza mondiale sull’Aids.

L’omertà adottata dal responsabile della sanità italiana non è giustificata nemmeno da ipotetici appuntamenti vacanzieri. Il Ministro Fazio, come raccontato in più occasioni dai mass media nei giorni scorsi, recentemente si è attivato affinché nelle corsie ospedaliere scompaiano le cravatte intrise di germi.

Fermo restando che è da considerarsi preoccupante il silenzio generale adottato dalle istituzioni con voi vorrei provare a redigere una scala di sbagli. Secondo voi è peggio negare ad un omosessuale la donazione del sangue, alludendo a stereotipi sconfessati da una serie di statistiche, o non impegnarsi bene contro l’Aids?

Aids: l’Italia non partecipa alla conferenza mondiale di Vienna. Tace, sull’assenza, Ferruccio Fazio é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 19 luglio 2010.


Milano: il Gaetano Pini non accetta le donazioni di sangue da uomini gay

Pensavamo che certi fatti gravissimi di discriminazione e omofobia accadessero solo in paesi come la Cina, e invece anche in Italia ci sono molti istituti trasfusionali che non accettano sangue da persone dichiaratamente omosessuali. Il Gaetano Pini di Milano è uno di questi, e la denuncia è partita da un donatore storico della struttura, Gabriele, che ha fatto conoscere questa vicenda sul suo blog e sul suo profilo Facebook. Il ragazzo donava regolarmente da 8 anni il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento proprio per il suo impegno profuso, ma l’altra mattina l’ospedale gli ha chiuso le porte in faccia per il suo orientamento sessuale. Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay: “Non potevo credere alle mie orecchie – afferma il giovane amareggiato - fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l’altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?”.

La responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma il tutto via e-mail a un utente che le chiede maggiori chiarimenti: “Dopo l’integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile”.sangue gay Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni precedenti, aveva risposto ad altri donatori confermando “la validità dei suoi protocolli”, che non stanno più né in cielo né in terra nel 2010.

La deputata PD Anna Paola Concia, da sempre sensibile ai temi della comunità lgbt, ha deciso di intervenire subito per fermare questa vergogna: presenterà un’interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterà una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione omofoba. “E’ ora che le cose cambino”, afferma la Concia. “Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c’è alcun fondamento a questa direttiva dell’ospedale”. “In Italia – conclude – ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E’ ora di farla finita”. Nel 2008, l’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che nel 44,4% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale, e solo nel 23,7% dei casi, invece, c’è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Le statistiche sono confermate dai dati in possesso dell’OMS. L’interrogazione sarà firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008, la quale si occupò di un caso simile. “Feci fare delle verifiche – ricorda la Turco - e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c’è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d’essere”. Per Rosaria Iardino, presidente del “Network Persone Sieropositive”, questa normativa non ha assolutamente basi scientifiche: “La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perché, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E’ chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali”.

Via – La Repubblica


Milano: dopo otto anni di prelievi, un ragazzo gay non può più donare il sangue

donazione sangue

Gabriele è un ragazzo gay dichiarato e da più di 8 anni si recava regolarmente all’ospedale Gaetano Pini, a Milano, per donare il suo sangue. Ha fatto più di 20 prelievi e ormai era sul punto di ottenere anche un riconoscimento per le numerose donazioni a cui si era sottoposto. Tutto questo fino a qualche giorno fa, come racconta lui stesso nel suo blog:

“Stamattina sono andato a donare il sangue come da otto anni a questa parte. Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno il foglio da compilare con le solite domande su eventuali contatti con sangue infetto, viaggi, abitudini sessuali, in attesa della visita con la dottoressa responsabile. Quando lei arriva, mi guarda dritto negli occhi, titubante: ‘Gabriele è già da un po’ che volevo parlarti ma non ho avuto occasione. Come sai ci siamo uniti al policlinico, adesso dipendiamo da loro. E le loro direttive sono chiare: non possiamo accettare donatori omosessuali’. Io non sono d’accordo ma devo seguire le direttive dei miei superiori. Non posso farti donare’. Non potevo credere alle mie orecchie: e pensare che prima mi chiamavano a casa se passava troppo tempo tra una donazione e l’altra! Vi ho dato 9 litri in 8 anni e adesso non posso più solo perchè sono gay?”

E questo protocollo viene anche confermato dalla responsabile del servizio a cui un utente aveva chiesto spiegazioni via mail. Di fronte alla notizia, è dura la reazione di Paola Concia:

“Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c’è alcun fondamento a questa direttiva dell’ospedale. In Italia ci sono 9 milioni di persone che vanno a prostitute: loro possono donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. Se è vero che le regioni hanno una loro autonomia, questo non vuol dire che si devono discriminare le persone omosessuali”

Livia Turco, quando era ministro della salute, si era occupata di una situazione simile:

“Feci fare delle verifiche e quella norma non aveva alcun ragion d’essere. Presi posizione contro una decisione discriminatoria e immotivata”

Nonostante tutto questo clamore, Gabriele ha già annunciato che continuerà a donare, cercando un altro ospedale perchè è una cosa in cui crede.

Via | LaRepubblica
Foto | Trgmedia

Milano: dopo otto anni di prelievi, un ragazzo gay non può più donare il sangue é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 16 luglio 2010.


Hiv. Annuncio dell’Onu: diminuisce il contagio nei ragazzi tra i 15 e i 24 anni.

14 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Le Nazioni Unite hanno annunciato oggi una svolta nella lotta contro il virus con il rilascio di dati che indicano che le infezioni sono scese tra i giovani in 15 dei paesi più colpiti al mondo. La notizia è ancora migliore in 12 dei paesi più colpiti, dove sono scesi i livelli di HIV del [...]

Usa. Aids, Barack Obama mette in campo una nuova strategia.

13 luglio 2010 Redazione Nessun commento
Obiettivo: ridurre del 25% nuove infezioni entro 5 anni. Guerra all’Aids. Barack Obama sta per presentare la nuova strategia del governo americano per tagliare il numero di nuove infezioni da Hiv, e aumentare il numero di pazienti che hanno accesso ad assistenza e medicinali contro le malattia. Dal rapporto, che sarà presentato da Obama domani, [...]

Obama lancia il nuovo piano nazionale per combattere l’epidemia HIV/AIDS

Combattere il contagio da HIV, diminuendo il numero di nuove infezioni del 25% entro i prossimi 5 anni, e far crescere il numero di pazienti che hanno accesso ad assistenza e medicinali per combattere l’AIDS. È questo, in sostanza, il rapporto che sarà presentato oggi dal presidente Barack Obama, da cui emerge che negli Stati Uniti il numero di morti per Aids è sceso, mentre il numero di nuovi contagi annui è rimasto stabile ed è in aumento il numero di persone sieropositive.

barack-obama-aids-hivLa prima strategia contro l’AIDS mai creata dal governo statunitense a livello nazionale approda dopo 15 mesi di lavoro e interviste con centinaia di esperti in tutto il paese, dove circa 56mila persone sono contagiate ogni anno dall’HIV e i sieropositivi sono più di un milione. Per il prossimo quinquennio, Obama non propone un aumento complessivo dei fondi ma una redistribuzione ad hoc delle risorse, investendo maggiormente nelle aree più bisognose e aiutando le fasce della popolazione a maggiore rischio di contagio, come gay, bisessuali e afroamericani. Il governo federale attualmente spende circa 19 miliardi di dollari per il contrasto all’Aids. Entro il 2015, il 90% delle persone sieropositive conoscerà la propria condizione, mentre oggi solo il 75% ne è consapevole. Se il tasso di contagio rimarrà stabile, avverte l’indagine del governo Usa, “nella prossima decade il numero di nuove infezioni crescerà di 75.000 all’anno, mentre il numero di sieropositivi che vive negli Stati Uniti arriverà a 1,5 milioni”. Sempre entro il 2015, gli Stati Uniti si impegnano ad aumentare le cure dei pazienti che hanno già contratto il virus, arrivando così a coprire tale spesa all’85% rispetto all’attuale 65%.

Sin dai primi giorni del suo insediamento, il presidente Obama ha dovuto rispondere alle crescenti richieste delle associazioni in difesa dei diritti lgbt, che reclamano urgentemente un aumento dei finanziamenti per l’assistenza e la cura dei malati sieropositivi, e protestano per l’approccio non certo duro dell’establishmente americano contro la tanto odiata legge del “Don’t Ask, Don’t Tell”. Il piano di Obama contro l’epidemia. che negli anni ’80 e ’90 flaggellò la comunità omosessuale mondiale. ha deluso molti esperti di sanità pubblica, che si aspettavano scelte più coraggiose e un sostegno maggiore alla lotta contro il virus, anche se questa nuova strategia pone la lotta all’HIV sullo stesso piano di quella al Cancro. Le scelte di Obama, in questo campo così delicato, sono un completamento del percorso già intrapreso dal predecessore Bush, il quale aveva intrapreso programmi contro lo sviluppo dell’AIDS in Africa, e gli esperti interpellati dal presidente afroamericano sembrano essere arrivati a un piano concreto per arginare l’epidemia negli USA.

Via – Virgilio


HIV: al via la nuova campagna di Arcigay e la ricerca internazionale Emis

HIV-arcigayÈ finalmente arrivata l’estate e, nonostante il caldo che facilita gli incontri e i corpi sempre più nudi e in mostra, non bisogna mai abbassare la guardia su un nemico invisibile: l’HIV. Secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità, le persone sieropositive in Italia sarebbero circa 160.000, mentre sarebbero 4000 le nuove diagnosi ogni anno. Certo, queste cifre saranno sicuramente sottostimate, sia per le difficoltà e ritardi nella raccolta dei dati, sia per la bassa percentuale di accesso al test diagnostico e anche per l’assenza di campagne e strategie istituzionali preventive efficaci e di lungo periodo nel nostro Paese, che dopo la grande paura degli anni ’80 sembra essersi dimenticato di questo pericolo. Oggi, questo virus non fa più paura e migliaia di persone sieropositive vivono una vita assolutamente normale assumendo terapie antiretrovirali. All’inizio, la scoperta dell’infezione e la paura che le suddette terapie lascino un qualche segno sul corpo spinge molte persone a uno stato di ansia che si configura poi con l’abbandono delle cure, indispensabili per poter arginare l’HIV.

Per questo Arcigay nazionale ha deciso di proporre una nuova campagna di sensibilizzazione, scegliendo lo slogan HIV+. Combatterlo cambia molti aspetti. Tranne il tuo e un’immagine che richiama direttamente alla sessualità, con un giovane in perfetta forma fisica. Il depliant e il manifesto spiegano che “essere sieropositivi significa affrontare molti cambiamenti nella propria vita. E i cambiamenti fanno paura. Paura, ad esempio, di avercelo scritto in faccia. Ma oggi, con l’aiuto del tuo medico, anche l’HIV può essere tenuto sotto controllo nel rispetto del tuo aspetto. Per questo occorre intervenire tempestivamente. Perché combattere l’HIV è l’aspetto che conta”. La campagna ha preso il via durante il Gay Pride nazionale di Napoli dello scorso 26 giugno e coprirà alcuni eventi estivi affollati dalla comunità omosessuale, per poi riprendere a settembre con un’ampia distribuzione online e cartacea.

Sempre in questi giorni, è partita la grande ricerca online Emis sul sesso tra uomini, che coinvolge ben 31 paesi europei e che durerà tutta l’estate. Tramite un questionario, da compilare anonimamente, disponibile in 25 lingue rivolto agli uomini gay e bisessuali e, in generale, agli uomini che fanno sesso con uomini, verranno raccolte informazioni utili che aiuteranno le organizzazioni locali e nazionali a capire i bisogni degli uomini gay e bisessuali, per migliorare le proprie strategie di prevenzione e l’accesso ai servizi.

Via – Arcigay


Inghilterra e HIV. L’ultima campagna si rivolge alle coppie: “giocate sicuri”.

5 luglio 2010 Redazione Nessun commento
L’ultima campagna informativa lanciata da Terrence Higgins Trust ha il pregio di distinguersi. Ad allontanare questa iniziativa da tutte quelle tese ad informare circa i gravi problemi circa comportamenti sessuali non responsabili è il destinatario scelto. Parlando di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, la campagna che presto apparirà sulla carta stampata, poster e cartoline questa [...]

La Cina stupisce ancora: i gay non possono donare il sangue

chinese-donating-blood-04È quanto denuncia Wang Zizheng, un giornalista dichiaratamente omosessuale che lo scorso 6 giugno si è recato presso la banca del sangue di Pechino della Croce Rossa. Compilando il questionario informativo, Zizheng ha dichiarato di essere gay e all’accettazione gli è stato detto che non era qualificato per donare il sangue secondo le regole del Beijing Red Cross Blood Center. Alle proteste del donatore mancato, il funzionario ha affermato: ”Noi seguiamo un regolamento emanato dal ministero della salute per cui non accettiamo le donazioni di omosessuali, sia gay che lesbiche”. Discriminato e ferito, il giornalista non ci ha pensato due volte e ha denunciato l’organizzazione, aprendo il primo caso del genere nel paese più popoloso e uno dei più controllati al mondo. Un esponente del Red Ribbon, la prima associazione registrata a Pechino per il supporto ai pazienti malati di Aids, ha spiegato il rifiuto della donazione di Wang con la credenza diffusa che gli omosessuali rappresentino un gruppo ad alto rischio per l’Hiv/Aids.

Come è stato più volte evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i più esposti a questo tipo di infezione sono gli eterosessuali con più partner, e non gli omosessuali come si continua a pensare dagli anni ’80, quando questa epidemia fece centinaia di migliaia di morti nella nostra comunità. Secondo i dati più recenti, l’infezione dell’Hiv/Aids è propagata maggiormente attraverso rapporti eterosessuali, il 37,9% nel 2007, rispetto a quelli omosessuali, il 3,3%.

Via – Blitz Quotidiano


Un corso per operatori sanitari per contrastare l’Aids il 23 e 24 giugno a Palermo.

22 giugno 2010 admin Nessun commento

Parte la nuova campagna di comunicazione di ‘Gay Help Line’ 800.713.713, il numero verde gratuito da fisso e mobile che offre supporto e servizi alle persone lesbiche, gay e trans che sara’ presente in citta’ fino al 15 luglio. Un progetto del Comune di Roma, realizzato con il sostegno della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

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Categorie:Italia, news, palermo, prevenzione Tag:

Novità HIV. Matrimonio in Perù e trasfusioni a Nairobi.

15 giugno 2010 Redazione Nessun commento
Il Perù dice sì: la Commissione di Giustizia del Congresso in queste ore ha infatti ampliato il diritto al matrimonio. La Commissione che aumenta la flessibilità degli impedimenti che regolano le celebrazioni dei matrimoni civili grazie a questa decisione apre le nozze anche a quelle persone affette da malattie contagiose o trasmissibili, tra cui l’HIV. Impedire [...]

Protesta contro il divieto della FIFA di distribuire preservativi ai Mondiali

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I mondiali di calcio in Sud Africa non sono ancora iniziati, ma le polemiche non si sono fatte certo attendere. La protesta più vigorosa arriva dai gruppi anti HIV/AIDS, i quali lottano contro l’interdizione imposta dalla FIFA, il massimo organo governativo a livello internazionale in questo sport, riguardante la distribuzione di condom e di informazioni relative alle malattie sessualmente trasmissibili. Ben 10 associazioni sudafricane hanno dichiarato che la FIFA non ha permesso loro di aprire bancarelle e piccoli “centri benessere”, mentre permette agli sponsor pubblicitari di vendere alcool a fiumi.

Dal canto suo, l’organizzazione con sede a Zurigo ha replicato che lancerà una campagna anti HIV, in collaborazione con le autorità delle città ospitanti, con prevista la distribuzione gratuita di preservativi e medicamenti di base all’interno di “aree di servizio per i fan”, oltre ad opuscoli informativi e condom messi a disposizione dai servizi sanitari locali. Le associazioni locali però non ci stanno e chiedono a gran voce l’ottenimento di un posto vicino ai luoghi dove verrà disputata la Coppa del mondo, da dove potrebbero raggiungere centinaia di migliaia di tifosi e informarli su un’infezione e una malattia che sta facendo morire il continente africano, e non solo, da oltre 20 anni.

Via – Advocate


Mondiali di Calcio. A Città del Capo verranno distribuiti due preservativi a notte per tifoso.

3 giugno 2010 admin Nessun commento

Mentre in Italia a farla da padrona nell’airplay radiofonico e nel dowload dei singoli e’ la canzone scritta per il Mondiali da Shakira, ‘Waka Waka’, e cantata con i sudafricani Freshliground, negli Usa la corsa al ‘tormentone estivo’ sembra vedere in campo essenzialmente cinque contendenti: ‘Omg’ cantata da Usher con Will.i.am, ‘I Like It’ di Enrique Iglesias con Pitbull, ‘California Gurls’ di Katy Perry con Snoop Dogg, ‘My First Kiss’ del duo elettropop 3Oh!3 cantata con Ke$ha e ‘Alejandro’ di Lady Gaga, il cui video, che debuttera’ nella sua interezza solo il 7 giugno, e’ gia’ tra i piu’ cliccati su YouTube con il solo teaser.

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Campagna per la salute del Cassero: il preservativo protegge, non rimanera scottato usalo

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Il Cassero Salute di Bologna ha studiato e promosso una nuova campagna di comunicazione per la prevenzione dell”HIV, il lancio è previsto per questa prima settimana di Giugno e consiste, nello specifico, nell’affissione di circa 200 manifesti con la nuova immagine (in figura in alto) studiata apposta per la stagione estiva del locale, pensata e realizzata da Cassero Salute e dalla studio Kitchen.

L’obbiettivo è, come in ogni campagna di prevenzione di qeusta gravissima malattia, di sensibilizzare l’opinione pubblica (appartenente sia al pubblico omosessuale che a quello eterosessuale), all’attenzione e all’uso di quell’unico sistema di prevenzione attualmente ritenuto efficace: il condom (o preservativo). L’immagine, come potete notare tutti quanti, è quella di un uomo di schiana abbronzato in tutto il corpo tranne nella parte in cui aveva messo il condom; messaggio dell’immagine: laddove viene usato il preservativo non ci si scotta.

La frase completa spiega molto bene il messaggio lanciato dall’immagine: “Il preservativo protegge, non rimanere scottato, usalo”, evidente il richiamo alla protezione che, in questo caso, viene traslato dai raggi UV all’HIV. I manifesti verranno affissi in tutti i locali e luoghi di aggregazione gay e gay friendly della città di Bologna; è prevista anche la consegna di questi manifesti sia ai comitati provinciali dell’Emilia Romagna sia in alcuni locali fuori regione che ne abbiano fatto richiesta.

via| Cassero.it


AIDS. Il vaccino c’è, ecco come pensare al futuro.

30 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Per più di un decennio, ricercatori ed esperti hanno accompagnato l’appuntamento annuale con il Giorno della Consapevolezza del Vaccino per l’HIV (italiano per HIV Vaccine Awareness Day) con diversi gradi di speranza, cinismo o disperazione. Quest’anno, di sicuro a causa dei risultati dagli studi tailandesi sul vaccino, qualcosa pare però essere cambiato. Sembrerebbe infatti che [...]

Asia: solo un gay su dieci può vivere da sieropositivo


Per un gay che decide di vivere alla luce le proprie preferenze sessuali altri 10, in alcuni paesi del mondo, sono costretti a negare la propria identità. Secondo quanto riportato da Internazionale, che riprende una notizia pubblicata dal quotidiano filippino Inquirer, in Asia a 9 omosessuali su 10 sono negati i programmi di prevenzione contro l’hiv.

Questo tipo di crimini, perché di tali si tratta malgrado l’opinione contraria della legge locale, è da imputarsi all’arretratezza di molti paesi appartenenti al continente. Solo in due terzi dell’Asia è infatti possibile essere gay senza rischiare il carcere.

Laddove l’omosessualità non è reato le possibilità di curarsi sono pressoché nulle a causa di un sistema che impedisce alle persone sieropositive di accedere al sistema sanitario nazionale.

Asia: solo un gay su dieci può vivere da sieropositivo é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di sabato 29 maggio 2010.


Malawi. Negare i diritti è aumentare il rischio di AIDS.

27 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Da qualche giorno il Malawi, stato della parte centro meridionale dell’Africa, è tornato ad essere il centro dell’indignazione mondiale. Se infatti l’Italia comprensibilmente tace, forse per un allenamento preventivo alla prossima Legge Bavaglio, sono invece molti gli Stati (esteri) ad aver espresso sommo rammarico oltre ad accese critiche nei confronti dello stato africano che ha condannato [...]

Siamo pronti a scherzare sull’AIDS? Il senatore spiritoso dimostra il contrario.

23 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Evan Bayh deve avere la singolare dote di umorista incompreso. Pare infatti che il senatore americano dello stato dell’Indiana non abbia trovato un pubblico favorevole alla sua ultima uscita divertente. In occasione del 2010 Indiana Jefferson-Jackson Day il senatore pare essersi lasciato andare, durante il suo discorso alla cena, ad una battuta sull’AIDS. Nessuno rise. Il [...]
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Cannes. Galà di stelle per l’AmfAR, cinema against Aids.

14 maggio 2010 admin Nessun commento

Lunedì 17 maggio 2010, Giornata Internazionale Contro l’Omofobia e la Transfobia, i politici protagonisti di una campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia e la transfobia, scenderanno in piazza accompagnati dai volontari di Arcigay Firenze, per distribuire a passanti e turisti i volantini informativi con le loro facce.
L’idea è di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, che ha coinvolto politici e amministratori locali i quali hanno deciso di mettere la propria faccia per dire no all’odio e alla violenza nei confronti della diversità. Protagonisti della campagna, che apparirà con manifesti sugli spazi riservati alla pubblica affissione della città di Firenze, nonché su siti web e volantini sparsi per tutti i luoghi di studio e socializzazione (tra cui scuole, biblioteche, locali del centro, eccetera), sono Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, Massimo Mattei, Assessore alla mobilità e al decoro del Comune di Firenze, Stefano Marmugi, Presidente del Quartiere 1 – centro storico, la consigliera comunale Susanna Agostini, Presidente della Commissione Pace e Diritti Umani, i consiglieri provinciali Massimo Lensi e Alessandra Fiorentini (dei rispettivi opposti gruppi consiliari, PDL e PD); tra loro, anche la senatrice Donatella Poretti e l’ex assessore alle Riforme Istituzionali della Regione Toscana Agostino Fragai.

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Sesso sicuro. Cosa può insegnare un uomo gay ad una donna etero?

10 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Partiamo da un dato certo: le donne etero sono persino peggio dei maschi gay. Quando si parla di rapporti protetti, come riportato dal Dipartimento della Salute della città di New York, solo il 23 per cento delle gentil pulzelle eterosessuali prende precauzioni nel caso di rapporti anali, mentre è il 61 per cento dei [...]

Aids: con Papillomavirus aumenta il rischio di Hiv in uomini giovani.

5 maggio 2010 admin Nessun commento

Il Sngci ha annunciato la cinquina per la ‘migliore commedia’, una nuova categoria nell’ambito dello storico premio assegnato dai giornalisti cinematografici In lizza per il Nastro d’Argento per la ‘commedia’ figurano Gabriele Salvatores con Happy Family, Carlo Verdone per Io, loro e Lara, Giovanni Veronesi con Genitori & figli: agitare bene prima dell’uso, Ferzan Ozpetek con Mine vaganti e Gennaro Nunziante con il suo Cado dalle nubi.
Un riconoscimento speciale alla migliore commedia italiana, proprio a pochi giorni dalla scomparsa di uno dei padri di questo genere, Furio Scarpelli.

“La commedia è la locomotiva del cinema, ma in Italia troppo spesso viene messa nel ripostiglio” ha commentato Carlo Verdone, che non aveva nascosto il proprio disappunto nel vedere il suo ultimo film escluso dalle nomination dei David di Donatello.
Le altre nomination per l’edizione 2010 dei Nastri d’Argento saranno rese note il 27 maggio mentre la consegna dei Nastri si svolgerà, come tradizione, a Taormina il 19 giugno prossimo.

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“Lindsay ha l’HIV”. Parola di papà Lohan.

5 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Una diva è sempre sotto tiro, si sa. Paparazzi, finti amici, collaboratori ed ex amanti possono rivelarsi i peggiori nemici di una donna famosa. Che però una VIP debba anche guardarsi dai familiari sembra una triste verità. Dopo le delazioni del fratello di miss Ciccone, è da casa Lohan che arrivano le ultime sul fronte [...]

Santo subito! Il pornodivo pro condom come San Pietro: crocefisso contro l’omofobia.

5 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Ognuno usa i mezzi che gli sono maggiormente propri per manifestare disagio, rabbia o anche solo sdegno. Così ha fatto Ross Watson, pittore australiano, che ha preferito la pittura, l’arte in cui si esprime al meglio, come mezzo per protestare contro qualcosa che sembra non piacergli proprio. Nel ricreare la famosa “Crocefissione di San Pietro” [...]

Dalla Nike ‘lacci rossi’ per la lotta all’aids.

2 maggio 2010 admin Nessun commento

Un messaggio firmato da sedicenti “Brigate del Mezzogiorno” e contenente minacce di morte nei confronti di diversi uomini politici – tra cui D’Alema, Vendola Berlusconi e Capezzone – è stato fatto trovare in un cestino di rifiuti davanti a una scuola a Lecce. La telefonata per indicare il luogo dove si trovava il messaggio è stata fatta intorno alle 13 da un uomo alla redazione leccese dell’emittente televisiva pugliese Telenorba. Il telefonista ha detto solo poche parole per informare della presenza del messaggio. Sul posto si sono recati i carabinieri del Comando provinciale e la scientifica.
Il volantino trovato oggi sarebbe il sesto fatto trovare dalle “Brigate del Mezzogiorno”. Sulla prima pagina, inoltre, vengono indicati i messaggi precedentemente inviati. Il primo conteneva minacce nei confronti del ministro Raffaele Fitto, e di suo zio, Antonio Fitto, sindaco di Maglie (Lecce), e fu fatto trovare tre settimane fa ai militari della guardia di finanza di Maglie. Ce ne sono stati poi nelle scorse settimane uno fatto trovare al “Nuovo Quotidiano di Puglia” e uno a “Canale 8″, entrambi organi di informazione salentini. Inoltre, un quarto e un quinto volantino sarebbero stati recapitati, si riferisce, al quotidiano romano “Il Messaggero”, ma non sono stati mai pubblicati.

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La Cina riapre le porte ai visitatori stranieri affetti da Hiv


Il governo cinese ha annunciato la cancellazione del divieto di entrata nel paese rivolto ai visitatori stranieri positivi all’HIV. Questo fu introdotto nel 1989, durante gli anni della terribile infezione dell’AIDS, ed è stato temporaneamente sospeso solo in caso di grandi eventi di eco internazionale, come è accaduto per i Giochi Asiatici di Pechino del 1990 o per le recenti Olimpiadi del 2008.

china_aidsQuesta novità, che riguarda anche le persone affette da lebbra, è stata resa possibile anche in seguito alla decisione della revoca, nello scorso gennaio, di un provvedimento simile da parte delle autorità statunitensi. A partire da oggi il divieto di entrata nel più grande paese asiatico colpisce solo le persone affette da tubercolosi, da seri problemi mentali o portatrici di malattie infettive che possano creare grande allarme a livello sociale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accolto con favore questa iniziativa, augurandosi che anche altre nazioni seguano l’esempio cinese e statunitense, cambiano cosi quelle leggi e quelle politiche discriminatorie, create negli anni ’80 e ’90 in seguito alla paura e alla disperazione della dilagante epidemia di AIDS, nei confronti delle persone sieropositive. La prevenzione e i sempre più aggiornati trattamenti salvano oggi milioni e milioni di vite, e una politica volta a contenere le discriminazioni può dare una grandissima mano a prevenire le future trasmissioni di questo virus.


Via – Pinknews


Cina. Aperte le frontiere anche ai malati di Aids.

28 aprile 2010 admin Nessun commento

Il dibattito che c’è nel Pd sul rapporto con Fini ”è espressione dello stato confusionale della leadership” dei Democratici. Lo ha detto Nichi Vendola, a margine della sua firma del referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua. “Sono contento – ha specificato Vendola – che a destra ci sia anche un leader con questi tratti, ma Fini è sempre un leader di destrà’.

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Emergenza. Hiv: 40 mila italiani contagiati ma non sanno di esserlo.

28 aprile 2010 Redazione Nessun commento
Un esercito di sieropositivi inconsapevoli: sono 40 mila gli italiani contagiati dall’Hiv che non sanno di esserlo. Finiti nella rete del virus per il rapporto di una sera con un partner sconosciuto, si trasformano in ‘untori’. A loro gli infettivologi imputano fino al 75% delle nuove infezioni. “Il problema è che nessuno fa il test. Neanche [...]

Studio. Sesso anale. Donne etero peggio dei maschi gay nelle protezioni.

27 aprile 2010 Redazione Nessun commento
Sesso anale, sono dolori. Una recente indagine condotta dal Dipartimento della Salute della città di New York rivela uno sconcertante panorama: le donne eterosessuali, sul fronti precauzioni e sesso sicuro, sono addirittura peggio dei maschi omosessuali. Secondo lo studio infatti, nella Grande Mela, solo una donna su cinque (il 23% per l’esattezza) si preoccupa di far [...]

Aids: presidente Sudafrica, non ho l’Hiv.

26 aprile 2010 admin Nessun commento

Da presidente Lazio solidarietà a vittima, “fatto inaccettabile”.
Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini esprime solidarietà al giovane omosessuale aggredito a Roma tra sabato e domenica, condannato “l’inaccetabile violenza”, e assicura “l’impegno della Regione contro ogni forma di discriminazione”. “L’aggressione di sabato notte a un giovane omosessuale è un fatto gravissimo, di inaccettabile violenza e intolleranza che va condannata e combattuta”, dichiara in una nota Polverini, aggiungendo: “Al giovane aggredito va tutta la solidarietà mia e della istituzione che rappresento”. Nella notte tra sabato e domenica scorsi un giovane volontario di Arcigay Roma, Mattia C., 22 anni, studente, sarebbe stato insultato e aggredito da un gruppo di 4 ragazzi di circa venticinque anni a bordo dell’autobus N8 in zona Trastevere. “La Regione, nell’ambito delle sue competenze – assicura il presidente del Lazio – non farà mancare certamente tutto il proprio impegno contro qualsiasi forma di discriminazione e a sostegno di una cultura della tolleranza e del rispetto del prossimo”.

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L’attore di film porno gay Chad Noel muore a 25 anni di Aids

L'attore di film porno gay Chad Noel muore a 25 anni di Aids

Chad Noel forse è uno di quelle persone che non viene subito riconosciuto dal nome ma che ha costruito la sua vita sulla carriera dei film porno gay. Nel mondo della filmografia hard aveva molti pseudonimi, tra cui Donny Price, Kyle Young e Craven Cox. È morto pochi giorni fa, in seguito ad una malattia correlata all’Aids che, si sospetta, abbia potuto contrarre durante le riprese dei film porno che interpretava.

Era infatti abitudine di Chad non usare il preservativo e quindi fare sesso bareback, con i diversi partner di set. Una scelta rischiosa che, purtroppo, ancora oggi, nonostante i numerosi controlli, continua a mietere vittime. Aveva raggiunto una considerevole fama affiancando Brent Corrigan, star indiscussa del settore, in alcune pellicole tra cui Every Poolboy’s Dream della Cobra Video.

La segnalazione è stata data dai vicini di casa e la polizia ha trovato il corpo senza vita del giovane, la cui salma verrà riportata nel suo paese d’origine, dalla famiglia. Chad Noel aveva solo 25 anni.


Cinema. Perché il rischio Aids non va riposto nel cassetto. Un film-documentario italiano lo riporta alla ribalta.

21 marzo 2010 Redazione Nessun commento
A rischio, più o meno, lo siamo tutti. Più o meno con l’Aids tutti dobbiamo fare i conti. 33 milioni di malati nel mondo, 25 milioni di morti in un quarto di secolo, non consentono di pensare a nessuno: «a me non capiterà». L’Hiv non fa distinzioni, colpisce in pari misura omosessuali ed etero. Una [...]

Inghilterra. Via libera agli spot tv sui preservativi in prima serata.

17 marzo 2010 admin Nessun commento

Anche la cattolicissima Spagna inizia a scoprire la «mala educación» dei preti pedofili. Ieri “El país” in prima pagina raccontava la storia di José Ángel Arregui Eraña, religioso spagnolo membro della congregazione dei Clerici di San Viator, detenuto nel 2009 in Cile per possesso di materiale pedopornografico. La polizia spagnola sta ora indagando sul professore accusato di aver filmato almeno 15 abusi sessuali su ragazzi spagnoli, dai 12 ai 14 anni, alcuni iscritti nei collegi di Madrid e Bilbao in cui Arregui insegnava. I sacerdoti viatoriani hanno dichiarato di non essere a conoscenza di questi episodi.

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Ricerche. Scoperto nella banana un composto anti-HIV.

16 marzo 2010 Redazione Nessun commento
Secondo i risultati di una ricerca, la lectina BanLec è in grado di legarsi al capside virale del ceppo HIV-1, ricco di saccaridi, impedendone il legame con la cellula ospite. Un nuovo, potente inibitore dell’HIV, derivato dalla banana, potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti in grado di prevenire la trasmissione sessuale del virus, stando ai [...]

Cina: Presto aboliremo la legge contro sieropositivi.

13 marzo 2010 admin Nessun commento

Le diocesi svizzere sono state contattate da una sessantina di persone che affermano di essere state vittime di abusi sessuali da parte di prelati cattolici. Lo ha confermato oggi un abate del monastero benedettino di Einsiedeln, membro di una commissione istituita ad hoc dalla Chiesa cattolica svizzera, in un’intervista al giornale svizzero-tedesco Mittelland Zeitung. Le diocesi svizzere hanno creato degli appossiti “sportelli” ai quali è possibile rivolgersi per denunciare casi di abusi o di presunti abusi su terzi. Le segnalazioni finora ricevute, ha spiegato l’abate, devono essere ancora verificate. Nei casi accertati la Chiesa non sporgerà denuncia, ma inviterà caldamente le vittime a farlo. “Riteniamo importante – ha spiegato l’abate – che sia la vittima stessa a decidere i passi da intraprendere”. I prelati sospettati di aver compiuto abusi saranno oggetto di un’inchiesta interna condotta dalla Chiesa. Nel caso di confessione di un pedofilo “il segreto della confessione non sarà violato”, ha precisato l’abate, “ma si può fare dell’autodenuncia una condizione imprescindibile per l’assoluzione”.

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