Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato

Non è passato neanche un mese dall’ultima volta in cui il Governo nazionale, che teoricamente dovrebbe occuparsi della risoluzione della crisi economica, si è dovuto occupare di un caso di discriminazione ai danni di un omosessuale.
In attesa di capire come l’amministrazione Berlusconi intenderà rispondere a Gabriele, il ragazzo gay a cui è stato vietato donare il sangue (e di cui abbiamo già raccontato qui la risposta ufficiale dell’Avis, qui la cronaca della vicenda e qui del silenzio del Ministro della Salute Ferruccio Fazio), il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, su esortazione di Arcigay, dovrà spiegare perché il sindaco di Spresiano ha potuto sostenere pubblicamente che gli omosessuali sono malati.
Le dichiarazioni fatte da Riccardo Missiato, malgrado l’intervento di Paola Concia, non hanno svegliato il Partito Democratico, il cui intervento è stato fondamentale alla vittoria politica del primo cittadino omofobo.
Sull’argomento tace il segretario Pierluigi Bersani, che a suo tempo fece parte dell’ultima amministrazione Prodi (quella in cui si è tentato timidamente, e senza risultati, di riconoscere le coppie di fatto).
A fare eco alle necessarie parola di Paola Concia solo un esponente locale, tale Enrico Quarello. Confermando la versione di Davide Zoggia, che per il Pd ha la responsabilità dei rapporti con gli enti locali, Quarello ha fatto intendere che il Partito Democratico non ritirerà, come richiesto da Paola Concia, l’appoggio a Riccardo Missiato malgrado le dichiarazioni offensive che ha rilasciato.
“Sento necessaria - ha dichiarato Enrico Quarello - una iniziativa che in maniera coerente ribadisca da un lato il nostro sostegno politico al progetto amministrativo e al sindaco di Spresiano e nel contempo riaffermi l’opposizione a qualsiasi situazione in cui si possano configurare atti o comportamenti contrari al sistema di valori di convivenza civile di cui il Pd si sente rappresentante.
È quindi opportuna una verifica dei valori necessariamente condivisi che stanno alla base dell’esperienza amministrativa, al fine di sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento interno ed esterno”.
Non bisogna essere un eccellente analista politico per capire che se il Pd non ritirerà il proprio appoggio a Missiato le scuse del soggetto diventeranno astratte tanto quanto la considerazione che partendo da Pierluigi Bersani, a scendere, ha l’opposizione per i suoi elettori gay.
Chissà come agiranno, davanti a questa sconfitta gli esponenti politici dichiaratamente omosessuali che fino ad oggi hanno sostenuto il progetto politico lanciato da Walter Veltroni.
Spresiano: Mara Carfagna interpellata sulle dichiarazioni di Riccardo Missiato é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di venerdì 23 luglio 2010.
Pochi giorni fa c’eravamo occupati del
La precaria stabilità del Governo Berlusconi per molti componenti della maggioranza costituisce un alibi. Una pericolosa scusante. Di quanto successo a Gabriele,
Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni precedenti, aveva risposto ad altri donatori confermando “la validità dei suoi protocolli”, che non stanno più né in cielo né in terra nel 2010.
La prima strategia contro l’AIDS mai creata dal governo statunitense a livello nazionale approda dopo 15 mesi di lavoro e interviste con centinaia di esperti in tutto il paese, dove circa 56mila persone sono contagiate ogni anno dall’HIV e i sieropositivi sono più di un milione. Per il prossimo quinquennio, Obama non propone un aumento complessivo dei fondi ma una redistribuzione ad hoc delle risorse, investendo maggiormente nelle aree più bisognose e aiutando le fasce della popolazione a maggiore rischio di contagio, come gay, bisessuali e afroamericani. Il governo federale attualmente spende circa 19 miliardi di dollari per il contrasto all’Aids. Entro il 2015, il 90% delle persone sieropositive conoscerà la propria condizione, mentre oggi solo il 75% ne è consapevole. Se il tasso di contagio rimarrà stabile, avverte l’indagine del governo Usa, “nella prossima decade il numero di nuove infezioni crescerà di 75.000 all’anno, mentre il numero di sieropositivi che vive negli Stati Uniti arriverà a 1,5 milioni”. Sempre entro il 2015, gli Stati Uniti si impegnano ad aumentare le cure dei pazienti che hanno già contratto il virus, arrivando così a coprire tale spesa all’85% rispetto all’attuale 65%.
È quanto denuncia Wang Zizheng, un giornalista dichiaratamente omosessuale che lo scorso 6 giugno si è recato presso la banca del sangue di Pechino della Croce Rossa. Compilando il questionario informativo, Zizheng ha dichiarato di essere gay e all’accettazione gli è stato detto che non era qualificato per donare il sangue secondo le regole del Beijing Red Cross Blood Center. Alle proteste del donatore mancato, il funzionario ha affermato: ”Noi seguiamo un regolamento emanato dal ministero della salute per cui non accettiamo le donazioni di omosessuali, sia gay che lesbiche”. Discriminato e ferito, il giornalista non ci ha pensato due volte e ha denunciato l’organizzazione, aprendo il primo caso del genere nel paese più popoloso e uno dei più controllati al mondo. Un esponente del Red Ribbon, la prima associazione registrata a Pechino per il supporto ai pazienti malati di Aids, ha spiegato il rifiuto della donazione di Wang con la credenza diffusa che gli omosessuali rappresentino un 





![[popup] [popup]](http://gayitalia.eu/wp-content/plugins/shout-stream/popup.png)





