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Posts Tagged ‘america gay’

Coppia gay affitta casa ma proprietario li caccia per paura della punizione di Dio

Coppia gay affitta casa ma proprietario li caccia per paura della punizione di Dio

Aiuto, aiuto, arrivano i gay! Questa notizia giunge direttamente dall’America: una coppia gay che cercava casa si è ritrovata in mezzo alla strada per ben 10 giorni, a causa del cambio di idea del proprietario. Tutto è avvenuto dopo che i due avevano firmato un accordo di affitto della durata di un anno. Poi, tutto annullato.

E, a quel punto, i due ragazzi hanno deciso di denunciare l’affittuario, che nel frattempo aveva già dato la casa ad una famiglia e motivato la sua scelta: aveva preferito loro alla coppia gay per timore della punizione di Dio. Quest’estate il giudice valuterà la richiesta di risarcimento per “offesa alla dignità, sentimenti e rispetto”.

Credo che, per lui, la “punizione” stia già arrivando…

Via | CbsNews
Foto | TheTruthAbout

Coppia gay affitta casa ma proprietario li caccia per paura della punizione di Dio é stato pubblicato su queerblog alle 11:00 di giovedì 24 giugno 2010.


Rivoluzione Obama: uguali diritti alle coppie omosessuali dipendenti del governo


Che non ci siano problemi di serie A o B, il presidente americano Barack Obama lo ha fatto capire all’indomani della sua elezione: tutti i cittadini americani devono poter accedere alle migliori condizioni di vita sociale e privata. Primo fra tutti aveva citato e ringraziato la comunità omosessuale per cui, aveva promesso, molte cose sarebbero cambiate in meglio. Così tra una marea nera che sta distruggendo paradisi naturali e la riforma dell’assistenza sanitaria, Mr. Obama è riuscito a occuparsi dei problemi della comunità lgbtq americana, facendo capire al mondo – e ai saccenti politici italiani – che i diritti delle minoranze sessuali, sono problemi che un’amministrazione governativa non può e non deve dimenticare, e che non esistono priorità assolute ma soluzioni da prendere.

L’ultima, in ordine di decisione, Obama l’ha presa qualche giorno fa, decretando di estendere i benefici coniugali, finora ad appannaggio delle sole coppie eterosessuali, anche alle coppie gay e lesbiche che lavorano per il governo. Un passo importante, quello di Barack Obama, che sottintende la necessità di superare ogni forma di discriminazione, e fa in qualche maniera capire di essere a fianco delle coppie omosessuali e quindi al loro diritto di esistere e di vivere, al pari delle altre coppie formate da un uomo e una donna. Insomma, se non dice apertamente sì ai matrimoni omosessuali, è probabile lo faccia per mantenere il ruolo che gli compete, nulla di più.

Così, tutti i dipendenti federali, che siano omosessuali o eterosessuali, avranno gli stessi diritti, come l’accesso ai sussidi e ai servizi o alle ferie richieste per motivi familiari. Già lo scorso anno, il presidente aveva esteso alle coppie omosessuali, la possibilità per uno dei partner ad assentarsi dal lavoro, nel caso l’altro partner necessitasse di accudimento perché malato. La legge varrà per tutte le coppie, anche per coloro che non sono sposate. Oltre ai benefici già detti, si potranno chiedere orari di lavoro flessibili, avere assistenza e sussidi in caso ci siano figli in comune e, addirittura, chiedere l’avvicinamento nel caso uno dei due partner viva lontano dall’altro. Purtroppo è stata esclusa l’estensione dell’assistenza sanitaria al partner. Obama avrebbe dovuto rivolgersi al Congresso, mentre per il resto toccava a lui decidere. Intanto lo stesso Obama, ha proclamato giugno “Mese lgbtq”.

Rivoluzione Obama: uguali diritti alle coppie omosessuali dipendenti del governo é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di lunedì 07 giugno 2010.


Stati Uniti: la Camera ha approvato l’abolizione del “don’t ask, don’t tell”


Come anticipato nelle scorse settimane dal Washington Post lo scorso giovedì la Camera ha approvato l’abolizione del “don’t ask, don’t tell”. Il cavillo burocratico, introdotto dall’amministrazione Clinton nel 1993, vieta a tutti gli omosessuali operanti nell’esercito di fare coming out.

Per essere definitiva la cancellazione del “don’t ask, don’t tell” deve essere approvata anche dal Senato che deciderà il da farsi nei prossimi giorni quando dovrà discutere della legge sul bilancio della difesa.

Unendo i due procedimenti sarà più difficile per i repubblicani attuare l’ostruzionismo che avrebbero potuto fare nel caso in cui la cancellazione del “don’t ask, don’t tell” fosse stata discussa in altre circostanze.

Stati Uniti: la Camera ha approvato l’abolizione del “don’t ask, don’t tell” é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di giovedì 03 giugno 2010.


Sempre più vicina l’abolizione del “Don’t ask Don’t tell” in America

Sempre più vicina l'abolizione del "Don't ask Don't tell" in America

Obama l’aveva promesso e, dopo numerose polemiche per i ritardi e i tempi burocratici, ecco, forse, arrivare finalmente la risposta tanto attesa. Secondo il Washington Post, Obama avrebbe dato approvazione per un compromesso raggiunto con il ministero della Difesa che va verso l’abolizione del divieto per i militari gay dichiarati apertamente di portare la divisa ( il famigerato ” Don’t Ask, Don’t tell“)

E ieri è arrivata la notizia attesa da tutti: il sì da parte del Pentagono che doveva valutare “l’impatto sulle truppe” della questione. Il segretario alla Difesa Robert Gates ha però chiesto una revisione del testo a livello militare prima di un’iniziativa legislativa. Mentre si attende che i deputati la votino, Obama continua a sostenere gli emendamenti proposti per tutta la sua carica politica.

L’unico timore che resta è il voto di alcuni democratici, non così entusiasti all’idea, che vogliono sapere anche l’opinione e l’assenso dei vertici militari.

Foto | Stoppingthehate

Sempre più vicina l'abolizione del "Don't ask Don't tell" in America é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 26 maggio 2010.


Ed ecco il primo gelato… gay!

Ed ecco il primo gelato... gay!

Che ormai il marketing si sia accorto che un modo per guadagnare è solleticare il lato gayfriendly delle proposte non è cosa nuova. Ma in questo caso, si sono spinti ben più in là e in America, il marchio Ben & Gerry ha inventato il primo gelato gay!

Per festeggiare le unioni gay legalizzate nel Vermont ha messo in commercio confezioni di gelato, formato famiglia, con l’etichetta Hubby Hubby (marito, marito, ndr). Il formato? Un secchiello di gelato per i due Lui. E il gusto? Niente fragola e cioccolato, bensì vaniglia, biscotti sbriciolati e burro di noccioline (slurp…)

Il risultato? Un successo clamoroso…

Via | TgCom


Senatore di New York vota contro unioni gay “Mai promesso di supportarle”

Senatore di New York vota contro unioni gay "Mai promesso di supportarle" Uno degli otto Senatori democratici che hanno votato contro le nozze gay a New York questa settimana ha dichiarato di non aver mai promesso di supportarli. Joseph Addabbo, del Queens, ha ammesso di aver ricevuto donazioni dagli attivisti per i diritti gay nel corso della sua campagna ma che allo stesso tempo non aveva mai assicurato nulla a loro.

Settecento persone che appoggiavano i diritti Lgbt hanno marciato nella Grande Mela per protestare contro il voto: molti di loro erano furiosi verso i Democratici, colpevoli di averli traditi. E, ospite al Brian Lehrer Show, Addabbo ha detto che il 74% era contrario al matrimonio tra gay. Non avrebbe voluto dare il suo punto di vista in merito alla cosa ma:

“Non ho mai detto “sì”. Ho solo promesso che avrei avuto la mente aperta. La mia intenzione era di conservare una mentalità propensa, e ho sentito che avrei dato una chiara indicazione di quale era il punto di vista, focalizzato, del mio distretto”

Erano necessari 32 voti per far passare la legge ma ciò non è avvenuto perchè solo in 28 hanno votato a favore. Addabbo ha ricevuto nel corso della sua campagna politico ben 9,500$, il massimo consentito, dalle associazioni filantrope gay. E poi il risultato è noto a tutti… Ma del resto, lui non aveva promesso niente, no?

Foto | EdVotersOfNy


Senatore di New York vota contro unioni gay “Mai promesso di supportarle”

Senatore di New York vota contro unioni gay "Mai promesso di supportarle" Uno degli otto Senatori democratici che hanno votato contro le nozze gay a New York questa settimana ha dichiarato di non aver mai promesso di supportarli. Joseph Addabbo, del Queens, ha ammesso di aver ricevuto donazioni dagli attivisti per i diritti gay nel corso della sua campagna ma che allo stesso tempo non aveva mai assicurato nulla a loro.

Settecento persone che appoggiavano i diritti Lgbt hanno marciato nella Grande Mela per protestare contro il voto: molti di loro erano furiosi verso i Democratici, colpevoli di averli traditi. E, ospite al Brian Lehrer Show, Addabbo ha detto che il 74% era contrario al matrimonio tra gay. Non avrebbe voluto dare il suo punto di vista in merito alla cosa ma:

“Non ho mai detto “sì”. Ho solo promesso che avrei avuto la mente aperta. La mia intenzione era di conservare una mentalità propensa, e ho sentito che avrei dato una chiara indicazione di quale era il punto di vista, focalizzato, del mio distretto”

Erano necessari 32 voti per far passare la legge ma ciò non è avvenuto perchè solo in 28 hanno votato a favore. Addabbo ha ricevuto nel corso della sua campagna politico ben 9,500$, il massimo consentito, dalle associazioni filantrope gay. E poi il risultato è noto a tutti… Ma del resto, lui non aveva promesso niente, no?

Foto | EdVotersOfNy


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