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Posts Tagged ‘argentina gay’

Argentina: celebrate più di 80 nozze gay a un mese dall’approvazione della legge

Argentina: a un mese dall'approvazione della legge, sono più di 80 le nozze gay celebrate

A un mese dell’entrata in vigore della legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, in Argentina si sono unite 82 coppie, di cui 63 formate da due uomini e 17 tra due donne; di due non si sa nulla, per esplicito volere della coppia.

Di questi 81 matrimoni, 32 sono stati celebrati nella città di Buenos Aires, 19 nella provincia di Buenos Aires e 6 in quella di Mendoza; nel resto delle province sono stati celebrati da 1 a 3 matrimoni. Ci sono ancora 7 province nelle quali non si sono avute nozze tra persone dello stesso sesso. La maggioranza di quanti sono sposati conviveva da molti anni; l’età media degli sposini è di 50 anni. Si è avuto anche un caso in cui il giorno dopo del matrimonio uno dei due novelli sposi è morto improvvisamente.

Riusciremo a scrivere un post simile per l’Italia?

Foto | Flickr

Argentina: celebrate più di 80 nozze gay a un mese dall'approvazione della legge é stato pubblicato su queerblog alle 14:01 di mercoledì 25 agosto 2010.


Cile ed Uruguay prossimi all’approvazione dei matrimoni gay?

Sul Sud America spira un vento benevolo per quanto riguarda i diritti gay. Dopo la recentissima approvazione dei matrimoni e delle adozioni omosessuali in Argentina, ben due paesi dell’area latina sono in lizza per promulgare le unioni tra persone dello stesso sesso.

Il leader del partito socialista cileno, Fulvio Rossi, ha dichiarato pochi giorni fa che promuoverà una legge per i matrimoni gay, sperando che la Chiesa Cattolica diventi meno ostile e più aperta verso la comunità lgbt. Il provvedimento, così come è accaduto in Argentina, incontrerà sicuramente l’opposizione delle gerarchie ecclesiastiche, oltre che l’ostruzionismo del presidente conservatore Sebastian Pinera e di altri membri tradizionalisti del Congresso. La normativa approntata da Rossi non prevede la possibilità di adozione per le coppie gay, ma il politico cileno è ottimista che questa verrà dibattuto quanto prima, visto anche l’appoggio di Carolina Taho, presidentessa entrante del Partido por la Democracia. Le istituzioni del Paese sud americano stanno già discutendo una norma che introdurrebbe le unioni civili eterosessuali e omosessuali su tutto il territorio cileno, come già accade in molti Paesi confinanti.

La stampa internazionale riporta però che sarà l’Uruguay il prossimo stato latinoamericano ad approvare questa legge. Questa piccola nazione ha già all’attivo le unioni civili, il diritto di adozione per le coppie gay, la possibilità per gli omosessuali dichiarati di entrare nell’esercito e nelle forze dell’ordine, oltre che garantire alle persone transessuali il diritto al cambiamento del genere. Un esponente del gruppo per i diritti gay Ovejas Negras ha dichiarato a un giornale locale che la sua associazione sta discutendo con le istituzioni e politici di primo piano proprio su questo provvedimento, che porterebbe l’Uruguay a diventare l’undicesimo Paese al mondo a permettere le nozze tra persone dello stesso sesso.

Via – Pink News


È boom di matrimoni gay in Argentina

Il 21 luglio scorso la presidentessa argentina Cristina Fernandez De Kirchner ha promulgato la legge che legalizza il matrimonio omosessuale, l’equiparazione dei diritti delle coppie gay con quelle eterosessuali e la possibilità, per gli sposi dello stesso sesso, di adottare dei bambini. L’Argentina è stato così il decimo Paese nel mondo che ha adottato questo provvedimento e il primo in Sud America, se si esclude la norma che permette le nozze omosessuali nella sola Città del Messico. Tutto ciò ha fatto diventare la questione del matrimonio omosessuale di pubblico dominio nel continente latino americano, e molti governi di quest’area del mondo stanno approntando soluzioni e normative ad hoc per permettere ai gay di potersi sposare.

A nove giorni da quella data storica per la comunità lgbt mondiale, sono state moltissime le unioni gay legalizzate. Il primo matrimonio è stato celebrato a Frias, nel Nord-Ovest del Paese, dove l’architetto 54enne José Navarro e l’impiegato in pensione 65enne Miguel Angel Calefato hanno detto il loro “si” in diretta televisiva. I due vivono assieme da ben 27 anni, e Navarro ha dichiarato alla stampa spagnola: “Per noi è quasi una formalità. Ma questa legge è sicuramente un grande passo avanti”. Pochi minuti dopo, si sono sposati dopo 34 anni di amore il 61enne Alejandro Vannelli e il 50enne Ernesto Larrese (in foto), entrambi personalità del mondo dello spettacolo argentino. La cerimonia, a cui erano presenti molti giornalisti ed esponenti della comunità lgbt nazionale, è avvenuta nel quartiere Palermo della capitale Buenos Aires, e i due, al culmine della felicità, hanno affermato: “A tutti coloro che sono omofobi dico di stare tranquilli, non avverrà niente che possa danneggiarli. L’amore cura tutte le fobie, e ciò che arriva in Argentina sono più amore e più eguaglianza”. Ad oggi, in tutta l’Argentina ben 200 “parejas”- coppie – omosessuali hanno fatto richiesta di potersi sposare. Tra questi non ci sono solo coppie gay, ma c’è stato anche il primo matrimonio lesbico. Si tratta della 39enne Claudia Baez e della 40enne Cristina Medina, che hanno celebrato le nozze nella città di Rio Gallegos in Patagonia, e hanno ringraziato pubblicamente i senatori che hanno votato la legge, nonostante le polemiche di una parte dell’opinione pubblica e l’opposizione fortissima della Chiesa Cattolica locale. Ora il vero problema è rappresentato dagli obiettori di coscienza, sostenuti dalle gerarchie ecclesiastiche: la norma approvata esclude che i funzionari pubblici possano rifiutarsi di portare avanti le pratiche o, addirittura, di celebrare le nozze, ma alcuni giudici hanno dichiarato che non uniranno in matrimonio persone dello stesso sesso.

Via – Il Giornale


Argentina: celebrate le prime nozze gay

31 luglio 2010 Robo Nessun commento

Argentina: celebrate le prime nozze gay

Partono i matrimoni tra persone dello stesso sesso in Argentina ed è subito boom: anche prima dell’entrata in vigore della legge, sono stati concessi molti permessi speciali per potersi sposare. Di Giorgio Nocentino e Jaime Zapata vi abbiamo già parlato e l’agenda delle celebrazioni è molto fitta e gli appuntamenti sono commoventi. Come, per esempio, l’attore Ernesto Larrese che ha potuto sposarsi con il suo compagno Alejandro Vanelli dopo 34 anni di fidanzamento e ha lanciato un messaggio:

Voglio dire agli omofobi che non succede nulla, non accadrà nulla che andrà ad inficiare i loro diritti; succederà, invece, che ci sarà più amore, più libertà… e questo può essere solo positivo.

Altra coppia storica che si è unita in matrimonio è stata quella composta da Miguel Ángel Calefato e José Luis David Navarro che, dopo 27 anni, sono ufficialmente sposati e hanno chiosato:

Viviamo come ogni altra persona, abbiamo gli stessi diritti e doveri di tutti.

Da parte nostra auguri a tutti gli argentini, omosessuali o no: è un grande passo per la libertà e i diritti civili di tutti i cittadini. E speriamo che prima o poi anche noi italiani potremo festeggiare eventi simili.

Foto | Burbujas de Deseo

Argentina: celebrate le prime nozze gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di sabato 31 luglio 2010.


Uomini hot: dall’Argentina Abel Ljoka, paradigma del corpo perfetto

26 luglio 2010 Robo Nessun commento

Abel Ljoka, paradigma del corpo perfetto

Per via delle nozze gay l’Argentina in quest’ultimo periodo è molto presente su Queerblog. Cogliamo l’occasione, allora, per presentarvi una gallery di un argentino hot e sexy: Abel Ljoka.

Come potete vedere Abel Ljoka è una montagna di muscoli: è argentino, ma risiede a New York. Ha venticinque anni ed è nuotatore, giocatore di calcio e rugby, wrestler e modello.

Insomma, un macho latino che sprizza testosterone in abbondanza.

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Via | Burbujas de deseo

Uomini hot: dall'Argentina Abel Ljoka, paradigma del corpo perfetto é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di lunedì 26 luglio 2010.


Fiori d’arancio gay: Giorgio Nocentino e Jaime Zapata prima coppia gay a sposarsi in Argentina

25 luglio 2010 Robo Nessun commento

Fiori d'arancio gay: Giorgio Nocentino e Jaime Zapata prima coppia gay a sposarsi in Argentina

Sabato prossimo, 31 luglio, verrà celebrato il primo matrimonio gay in Argentina: gli sposi sono Giorgio Nocentino, 44 anni, e Jaime Zapata, 52, entrambi cileni residenti in Argentina, che convivono da 23 anni.

Giorgio lavora nel campo della moda e Jaime lavora con gli anziani: i due si sono conosciuti nel 1988 in una discoteca cilena e nel 1996 si sono trasferiti in Argentina. Il matrimonio sarà celebrato a Mendoza e la coppia ha ricevuto il permesso di anticipare le nozze al 31 luglio, mentre la legge sulle nozze gay entrerà in vigore il 2 agosto.

Al momento attuale almeno 257 coppie omosessuali di paesi latinoamericani ed europei hanno chiesto informazioni su come fare per contrarre matrimonio in Argentina.

Foto | Diario Los Andes

Fiori d'arancio gay: Giorgio Nocentino e Jaime Zapata prima coppia gay a sposarsi in Argentina é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di domenica 25 luglio 2010.


La Presidente dell’Argentina promulga la legge sul matrimonio gay

22 luglio 2010 Robo Nessun commento

La Presidente dell'Argentina promulga la legge sul matrimonio gay

Cristina Fernandez de Kirchner, presidente dell’Argentina, ha promulgato la legge che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In questo modo l’Argentina è ufficialmente il primo Paese dell’America Latina ad avere il matrimonio per tutti ed il decimo nel mondo. Nel promulgarla la presidente ha affermato:

“È un momento speciale per tutti. Ora siamo una società un po’ più ugualitaria rispetto ad una settimana fa. Avremmo potuto farlo prima e non abbiamo promulgato una legge, ma un passo istituzionale determinante per costruire una società che appartenga a tutti”.

Dichiarazione, questa, che si inserisce nella scia delle sentite parole dette qualche giorno fa sempre dalla presente Fernandez sull’approvazione del matrimonio gay.

Una società più uguale per tutti avanza: speriamo di non perdere il treno, qui in Italia.

Foto | Sur

La Presidente dell'Argentina promulga la legge sul matrimonio gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di giovedì 22 luglio 2010.


Amnesty International chiede il matrimonio gay per tutta l’America Latina. E la giudice Marta Covella fa un passo indietro

21 luglio 2010 Robo Nessun commento

Amnesty International chiede il matrimonio gay per tutta l'America Latina. E la giudice Marta Covella fa un passo indietroCom’era prevedibile, l’approvazione del matrimonio gay in Argentina si sta trasformando in una sorta di tsunami per il l’America Latina: movimenti e organizzazioni varie hanno iniziato ad agire concretamente per far sì che anche nei loro paesi il matrimonio fra persone dello stesso sesso diventi realtà. Tra le varie organizzazioni c’è da notare Amnesty International che chiede il matrimonio gay per tutta l’America Latina. Per la ONG il matrimonio gay è

un passo storico nel cammino verso l’uguaglianza di diritti delle persone lgbt in Argentina. Ora dipende dal resto dei paesi dell’America Latina seguire l’esempio dell’Argentina.

Sempre a proposito di Argentina e nozze gay, la giudice Marta Covella – che aveva affermato che non avrebbe mai unito in matrimonio due persone dello stesso per non cadere nell’ira divina – ha fatto un passo indietro: dopo un colloquio con il suo parroco ha deciso di incontrare le coppie gay di cui nemmeno voleva sentir parlare. Chissà, a volte i miracoli avvengono.

Amnesty International chiede il matrimonio gay per tutta l'America Latina. E la giudice Marta Covella fa un passo indietro é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di mercoledì 21 luglio 2010.


Giudice argentina non vuole unire in matrimonio coppie gay per evitare la condanna di Dio

19 luglio 2010 Robo Nessun commento

Marta Covella, giudice argentina che teme la condanna di Dio se unirà in matrimonio coppie omosessuali

Marta Covella (in foto) è giudice di pace nella provincia argentina de La Pampa. A seguito dell’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso ha fatto sapere che non intenderà ammetterle nella sua zona, dal momento che preferisce salvarsi l’anima. La giudice ha affermato che non vuole ipotecare il suo ingresso in Paradiso per nulla al mondo e non le interessa se l’accuseranno di non far rispettare la legge. Ha detto ad una emittente radio locale:

Senza dubbio i due si sposeranno lo stesso perché ci sarà un giudice supplente. Ma io, per una questione di principi cristiani non posso farlo. C’è gente che mi condannerà ma non mi interessa: quello che io voglio è che non mi condanni Dio. So che quando morirò inizierà per me una vita senza fine: la vita eterna che Dio mi promette.

Gruppi gay e politici si sono già mossi per denunciare la giudice all’Istituto Nazionale contro la Discriminazione, la Xenofobia e il Razzismo. È sintomatico che una giudice dichiari apertamente di non voler far osservare la legge: se non può farlo, cambiasse lavoro!

Le dichiarazioni della Covella hanno dato la stura ad altre dichiarazioni simili: il responsabile dell’ufficio del registro civile di Concordia, Alberto Arias, ha invocato l’obiezione di coscienza per le nozze gay, anche se la legge non l’ammette.

Foto | Clarín.com

Giudice argentina non vuole unire in matrimonio coppie gay per evitare la condanna di Dio é stato pubblicato su queerblog alle 11:01 di lunedì 19 luglio 2010.


La Presidente dell’Argentina parla dei matrimoni gay: “Un trionfo della società tutta”

17 luglio 2010 Robo Nessun commento

La Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de KirchnerLa Presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha rilasciato una lunga intervista al giornale Página 12 sull’approvazione dei matrimoni gay. È un discorso di ampio respiro in cui vengono toccati molti punti, alcuni legati strettamente alla situazione politica argentina, altri più generali. Riportiamo alcuni passaggi.

Innanzitutto per la Presidente si tratta di una vittoria della società e tra pochi anni tutto il clamore intorno al matrimonio omosessuale risulterà anacronistico:

È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo. Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica o che prima non potevano esserci matrimoni interrazziali e la gente veniva divisa in base al colore della pelle: c’era gente che prima si sarebbe fatta uccidere per difendere queste posizioni razziste e oggi se ne vergognerebbe. Il matrimonio gay è una pietra miliare nell’ampliamento dei diritti civili. Si è voluto occultarlo come una questione religiosa, ma è un fatto squisitamente sociale.

La Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de KirchnerParla poi dell’istituto del matrimonio e sottolinea che non ha nulla di religioso:

Se si va un po’ a fondo delle cose, si vede che l’istituzione del matrimonio viene dal diritto romano, che è il grande organizzatore della proprietà privata. Matrimonio, diritti di successione e diritti reali: tutto aveva a che vedere con la proprietà privata, su come dovesse avvenire una successione legittima, su come distinguere i figli legittimi dagli illegittimi. Il tutto è nato in una società pagana come quella romana. Dare, quindi, una connotazione religiosa all’unione tra due persone non è nemmeno una verità storica.

Cristina Fernandez de Kirchner continua a illustrare il suo punto di vista e sostiene che nessuno può imporre il proprio stile di vita agli altri:

C’è il diritto a vivere insieme alla persona che si ama. Ci sono molte persone che vogliono legalizzare la propria situazione di coppia della stesso sesso e non mi sembra corretto che, dal momento che io sono eterosessuale, imponga il mio modo di amare agli altri. Perché se i gay non mi impongono l’omosessualità io devo imporre loro l’eterosessualità? Questo è il nodo centrale: voler imporre una forma di vita. Come società posso esigere dall’altro che non rubi, ma non posso esigere che abbia la vita privata che io voglio. Se guardiamo al lato strettamente legale della cosa […] le azioni private sono riservate unicamente a Dio.

Infine, in merito a quanti nel parlamento argentino si richiamavano al fatto di essere cattolici e/o religiosi in genere, la Presidente chiosa:

Io credo profondamente in Dio ma non nel Dio castigatore, nel Dio persecutore, nel Dio che se faccio quale cosa mi fulmina. Credo in un Dio che vuole la giustizia anche sulla Terra, che protegge i deboli e le minoranze. Se Gesù si è distinto in qualcosa è stato per essere il protettore dei deboli e di quanto hanno problemi. Non dobbiamo dimenticarci di Maria Maddalena e del fatto che la prima pietra avrebbe potuto tirarla solo chi era libero dal peccato. Quanti dei membri del Parlamento argentino possono scagliare la prima pietra?

Complimenti, Presidente!

La Presidente dell'Argentina parla dei matrimoni gay: “Un trionfo della società tutta” é stato pubblicato su queerblog alle 13:01 di sabato 17 luglio 2010.


Perù: organizzazioni gay chiedono a viva forza il matrimonio per tutti

17 luglio 2010 Robo Nessun commento

Perù: organizzazioni gay chiedono a viva forza il matrimonio per tuttiIn molti sperano in un effetto domino in America Latina dopo l’approvazione dei matrimoni gay in Argentina. Le organizzazioni lgbtqqi peruviane, per esempio, stanno chiedendo a gran voce la legalizzazione del matrimonio gay nel loro paese. Primo passo di questa richiesta è un incontro di tutte le associazioni glbtqqi peruviane per stabilire una linea comune e fare proposte concrete al governo (movimento gay italiano: impara!).

La cosa non è semplice dal momento che, secondo le associazioni, il “Perù è il paese più omofobo dell’America Latina dal momento che non ha firmato la Dichiarazione dell’Assemblea Generale dell’ONU sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere”. Affermano gli attivisti gay peruviani:

“È necessario che ci sia una legge per quelle persone che, come coppia, desiderano accedere ai benefici di un’assicurazione sociale, di un mutuo, di un’assicurazione sulla vita, di un’eredità. Il matrimonio non può essere un privilegio eterosessuale in un paese in cui si parla di uguaglianza di diritti per tutti i cittadini e le cittadine”

Idea dei gay argentini è che il matrimonio fra le persone dello stesso sesso sia nell’agenda di lavoro del prossimo governo (ci saranno le elezioni a breve) aprendo così un dibattito al momento inesistente.

Foto | Flickr

Perù: organizzazioni gay chiedono a viva forza il matrimonio per tutti é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di sabato 17 luglio 2010.


Città del Messico regalerà la luna di miele alla prima coppia gay argentina che si sposerà

16 luglio 2010 Robo Nessun commento

Città del Messico regalerà la luna di miele alla prima coppia gay argentina che si sposerà

Città del Messico regalerà la luna di miele alla prima coppia gay che si sposerà in Argentina: una sorta di mutuo apprezzamento tra le due realtà latinoamericane che permettono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Si tratta di un riconoscimento alla tolleranza (e anche di un’azione di marketing turistico, ovviamente!)

Da Città del Messico fanno sapere che dalla legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso avvenuta lo scorso marzo sono state celebrate 271 nozze. Speriamo che anche il Messico intero – e non solo la capitale – approvino i matrimoni omosessuali.

Foto | Flickr

Città del Messico regalerà la luna di miele alla prima coppia gay argentina che si sposerà é stato pubblicato su queerblog alle 11:01 di venerdì 16 luglio 2010.


La gioia degli argentini all’approvazione della legge sui matrimoni gay

16 luglio 2010 Robo Nessun commento

Come sapete l’Argentina è il primo paese dell’America Latina ad aver promulgato una legge per il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso. Nel video vediamo il momento in cui viene resa nota la vittoria del sì: il tripudio degli argentini dinanzi ai maxischermi è enorme.

Immagino una scena del genere in Italia. Ma poi mi ricordo che i film di fantascienza non mi piacciono…

La gioia degli argentini all'approvazione della legge sui matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di venerdì 16 luglio 2010.


Aurelio Mancuso: “Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l’omofobia”

Aurelio Mancuso

La notizia dell’approvazione del progetto di legge per le nozze gay in Argentina ha entusiasmato il movimento Lgbt italiano, che però, attraverso le parole di Aurelio Mancuso, ammette, allo stesso tempo, tristezza e desolazione per la situazione italiana:

“Come persone lgbt italiane siamo particolarmente contente che in Argentina, paese legato al nostro Paese per storia e cultura, siano stati approvati, grazie all’impegno dell’attuale governo, i matrimoni gay. Naturalmente questo non può che farci riflettere sull’incapacità della classe politica italiana di affrontare la questione del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali”

In Italia, infatti, non si è riusciti nemmeno ad attuare una legge contro l’omofobia, figuriamoci pensare ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ricordando il grande impegno di Paola Concia a Montecitorio, Mancuso approfitta della notizia per invitare alla riflessione:

“Anche per la comunità lgbt italiana è giunto il momento di aprire una vera riflessione rispetto alle strategie da mettere in campo, perché è del tutto evidente che stiamo patendo una dura sconfitta rispetto all’enorme impegno profuso in questi ultimi decenni. Qualcosa non funziona e dobbiamo essere più efficaci, meno ideologici, sconfiggendo prima di tutto la sfiducia che si sta pericolosamente ampliando nella comunità lgbt”

La stessa Concia, nel pomeriggio, ha rilasciato una dichiarazione simile a quella di Mancuso:

“La decisione del Senato, che ha istituito i matrimoni omosessuali, riconoscendo ai coniugi diritti quali la sicurezza sociale e il congedo familiare, e’ un’ottima notizia, che testimonia come anche in un Paese a larghissima maggioranza cattolica si possa avere un dibattito serio sul tema dei diritti. L’unico peccato e’ che quel Paese non sia l’Italia, ma l’Argentina”

Sfiducia. Parola chiave dell’intera situazione Lgbt italiana. Non pare essere rimasta molta speranza, i Gay Pride purtroppo servono a poco e non ottengono concretamente nulla. Si risolve in una manciata di giornate mal sopportate che però vengono concesse come un favore innegabile. Ma dopo si torna alla violenza, ai diritti negati, all’omofobia e a nessun passo in avanti. Si pensa di essere in un punto fermo anche se, purtroppo, non ci si accorge che, forse, stiamo arretrando sempre più.

Foto | Aostasera

Aurelio Mancuso: "Felice per le nozze gay in Argentina, in Italia però nemmeno una legge contro l'omofobia" é stato pubblicato su queerblog alle 19:01 di giovedì 15 luglio 2010.


Argentina: il Senato approva i matrimoni gay

15 luglio 2010 Robo Nessun commento

Argentina: il Senato  approva i matrimoni gayIl Senato argentino ha approvato il matrimonio gay: l’Argentina diventa così il primo Paese dell’America latina a permettere il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Il matrimonio gay è stato approvato con 33 voti a favore e 27 contrari, dopo quattordici ore di discussione.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, nelle quali era intervenuta prepotentemente la chiesa cattolica, ha dunque vinto la linea condivisa dalla presidente della Repubblica e da larga parte del governo: assicurare diritti uguali a tutti i cittadini. Proprio qualche giorno fa Cristina Fernández de Kirchner, presidente dell’Argentina, aveva dichiarato:

È giusto riconoscere i diritti alle minoranze; sarebbe una distorsione terribile della democrazia se la maggioranza, nell’esercizio delle proprie funzioni, negasse i diritti alle minoranze.

In America latina solo Città del Messico, finora, aveva approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Foto | Dos Manzanas

Argentina: il Senato approva i matrimoni gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di giovedì 15 luglio 2010.


L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay

argentina-celebra-primera-boda-gay--300x350La cattolicissima Argentina avrà i matrimoni omosessuali. L’America Latina, dopo Città del Messico, annovera anche l’Argentina tra i paesi in cui si potrà beneficiare di questo provvedimento storico approvato oggi dal Senato locale, dopo che nel maggio scorso il Parlamento aveva dato il suo via libera. Una splendida notizia, che fa balzare l’Argentina tra quei pochi paesi al mondo, ma il numero è in costante aumento, che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso.

La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e’ entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l’assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che “La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.

ARGENTINAGAY01GIeri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come “Né unione né adozione, uomo e donna”, “Sodoma uguale Argentina” e “Voglio una madre e un padre”. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.

Via – La Repubblica


Argentina: oggi il voto su matrimonio e adozioni gay, la Chiesa attacca il governo

153157A poche ore dall’attesissimo voto in Senato per l’approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi termini tra la Chiesa cattolica e il governo. Ieri, un’imponente manifestazione nelle principali città del Paese latinoamericano e nella capitale Buenos Aires ha coinvolto migliaia di persone che hanno gridato “i bambini hanno diritto a una madre a un padre” e hanno inneggiato alla “guerra di Dio” contro un “progetto del demonio”. Dopo il parere favorevole ottenuto alla Camera dei Deputati, il presidente, Cristina Fernandez de Kirchner, ha affermato che non porrà il veto sulla legge quando approderà sulla sua scrivania per l’approvazione definitiva, e anzi si è definita “sorpresa e preoccupata” in riferimento alla guerra santa scatenata da alcuni vescovi cattolici, che hanno usato toni apocalittici per definire questo provvedimento di tutela dei diritti lgbt.

La nuova normativa, cosi come era stata originariamente scritta, permetteva anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ma, dopo le forti opposizioni dei cattolici integralisti e le pressioni della Chiesa, una commissione del Senato ha presentato un progetto alternativo, che prevede solo l’unione civile e cancella la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali. Purtroppo, come sottolineato da più parti, il consenso popolare sulla normativa è fortemente influenzato dalle gerarchie ecclesiastiche, soprattutto in alcune provincie rurali. Ma non tutto il popolo argentino è contro il provvedimento: ieri sera, accanto alla mega manifestazione sponsorizzata dai vescovi, in una via limitrofa si è radunato un secondo corteo più piccolo, convocato dalle associazioni di omosessuali e femministe, favorevoli alla legge. Oltrettutto, stando agli ultimi sondaggi, si evince come il 70% degli abitanti del paese sudamericano sia favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è ammesso in alcuni municipi, dove si sono già sposate almeno cinque o sei coppie di gay o lesbiche.

Passato lo scoglio del Senato, l’Argentina si candida a diventare il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio gay. Domani sapremo se la speranza vincerà sulla tirannia ecclesiastica, o se ancora una volta lo stato sarà servo della Chiesa, tradendo così le aspettative di un intero continente.

Via – Giornalettismo


Sacerdote pro gay sospeso in Argentina

14 luglio 2010 Robo Nessun commento

Sacerdote pro gay sospeso in Argentina

Nel duro scontro tra governo e chiesa in Argentina a proposito di matrimoni gay chi ci ha rimesso è stato (finora) José Nicolás Alessio, sacerdote cattolico che difende i gay e che, nel corso di una manifestazione pubblica, aveva chiesto perdono per tutte le discriminazioni compiute dalla chiesa cattolica e detto che l’omosessualità è un dono. La sanzione non si è fatta attendere ed è stato sospeso. È lo stesso sacerdote a spiegare la misura presa nei suoi confronti:

Mi hanno punito perché la penso diversamente. Così mi ha detto ieri il vescovo quando, di persona, mi ha informato che per me iniziava un processo durante il quale non potrò esercitare il mio ministero. [La sanzione è dovuta al fatto che] non posso dire pubblicamente quello che penso.

E, con il coraggio che lo contraddistingue, conclude:

Io devo rispondere alla comunità non a queste leggi romane pregne di autoritarsimo. Per questo domenica celebrerò la messa come tutte le domeniche. Questa chiesa è più preoccupata per chi si infila nel letto degli argentini che per le necessità dei poveri.

Foto | Perfil.com

Sacerdote pro gay sospeso in Argentina é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di mercoledì 14 luglio 2010.


Guerra tra governo e Chiesa per i matrimoni gay in Argentina

Cristina KirchnerÈ guerra tra il Governo e la Chiesa, in Argentina, a causa di un progetto di legge, in discussione mercoledì 14 luglio, che mia a legittimare le nozze tra persone dello stesso sesso. La presidente Cristina Kirchner, in visita ufficiale a Pechino, ha commentato così il divario incolmabile:

“Mi sembra di essere tornati all’epoca delle Crociate e dell’Inquisizione. Sono sorpresa e preoccupata. Ho perfino ascoltato che si parla di una guerra di Dio [parole pronunciate dal cardinale Jorge Bergoglio, ndr], mentre altri vescovi hanno parlato di un progetto del demonio”

I matrimoni gay, finora, in Argentina, sono possibili solo in alcuni municipi mentre questa legge permetterebbe di unificare e rendere legali le unioni gay in tutto lo stato. La Camera dei Deputati ha già fatto passare questa legge ma, in seguito, il Senato aveva approvato un progetto di “unioni civili”. La decisione aveva fatto infuriare le associazioni Lgbt, in accordo con la Kirchner che da sempre si batte per le minoranze (insieme al marito, ex presidente e ora “semplice” marito della Kirchner). Si attende quindi l’esito di domani, dal Senato, ancora adesso imprevedibile. Se la legge passa, l’Argentina sarà il primo Paese latino americano a permettere i matrimoni gay.

Via | Losandes

Guerra tra governo e Chiesa per i matrimoni gay in Argentina é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di martedì 13 luglio 2010.


L’ex presidente argentino difende la legge sul matrimonio gay

10 luglio 2010 Robo Nessun commento

L'ex presidente argentino difende la legge sul matrimonio gay

A meno di una settimana dalla votazione della legge sul matrimonio gay in Argentina, la discussione è prepotentemente uscita dal Senato e ha raggiunto i diversi livelli. Come c’era da aspettarsi la chiesa cattolica sta andando su tutte le furie, definendo il matrimonio omosessuale non “un mero progetto legislativo”, ma addirittura una “mossa del padre della menzogna [vale a dire il demonio, ndr] per confondere ed ingannare i figli di Dio”.

Niente di nuovo sotto il sole, sia chiaro. Salvo per il fatto che l’ex presidente dell’Argentina, Néstor Kirchner (in foto), ha parlato contro i vescovi e a favore della legge, denunciando le indebite pressioni della gerarchia cattolica sugli organi legislativi del Paese:

L’Argentina deve abbandonare definitivamente le visioni discriminatorie e oscurantiste. Mi dispiace per l’indirizzo che alcuni hanno voluto dare a questo tema, ma io ho la coscienza tranquilla per aver votato a favore del matrimonio egualitario, a favore dell’uguaglianza dei diritti; noi argentini meritiamo un paese libero, aperto e con parità di diritti per tutti.

Chissà se mai in Italia sentiremo qualche politico al governo dire “pane al pane e vino al vino” a Vaticano & Company?

L'ex presidente argentino difende la legge sul matrimonio gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di sabato 10 luglio 2010.


Vacanze gay nell’estate 2010: Mikonos prima, in top 5 anche l’Italia con Torre del Lago

vacanze gay gay holiday

Ormai siamo a luglio, preparate i costumi: le vacanze sono alle porte. E, quest’anno, nonostante l’aria pesante che si respira nel nostro Paese per la questione omofobia, l’Italia è tra i primi cinque posti, per merito di Torre del Lago. In seguito ad un sondaggio per scoprire le mete preferite dal popolo Lgbt si scopre che al primo posto c’è Mikonos (ormai un classico), e solo successivamente l’amata Spagna.

Ibiza, Barcellona/Sitges, Gran Canaria e Madrid calano rispetto all’anno precedente nelle preferenze del turista gay ma restano sempre molto frequentate. Interessante risulta anche la presenza della Costa azzurra e anche i paesi sudamericani (Brasile e Argentina), sensibili ai diritti Lgbt.

E l’Italia? Resta ancora molto apprezzata, anche all’estero, per merito principalmente di Torre del Lago, meta per i weekend e anche per le vacanze più lunghe. Anche la riviera romagnola, Gallipoli e il Salento rientrano tra le città più amate dai gay. Voi vi ritrovate in queste località? Avete già deciso dove andare? Fatecelo sapere, chissà che non vi troviate nello stesso posto e allo stesso tempo!

Foto | Flickr

Vacanze gay nell'estate 2010: Mikonos prima, in top 5 anche l'Italia con Torre del Lago é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di martedì 06 luglio 2010.


L’omosessualità è un dono. Parola di sacerdote (cattolico)

5 luglio 2010 Robo Nessun commento

L'omosessualità è un dono. Parola di sacerdote (cattolico)

Don Nicolás Alessio (in foto) ha partecipato nei giorni scorsi ad una manifestazione a Córdoba, in Argentina, a favore del matrimonio omosessuale. Non solo ha marciato con omosessuali e persone favorevoli al matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma ha anche preso la parola con un discorso che ha fatto scalpore in Argentina:

[Chiedo perdono] perché la Chiesa non vuole perdere potere, perché vuole continuare a manipolare le nostre coscienze, perché vuole imporre le proprie verità come se fossero uniche e assolute. Chiedo perdono per questa istituzione che è molto dura nel giudicare quanti ne stanno fuori e molto ipocrita nel giudicare quanti stanno dentro e si sono resi complici di numerosi delitti.

Ha poi detto la sua sui matrimoni gay. Dopo aver assicurato che a nessun bambino si toglierebbe né il padre né la madre ha aggiunto:

Ci sono molti modi di essere famiglia: c’è un valore supremo ed è quello della persona umana, qualunque sia il suo orientamento sessuale. In fin dei conti, sono loro [le persone di chiesa, ndr] che non difendono né la famiglia né i suoi valori, dal momento che stanno solo difendendo un pregiudizio.

E ancora:

Non era necessario che l’OMS ci dicesse che non siamo malati. Ne siamo convinti. Lo sappiamo per esperienza. Lo sappiamo perché potuto sopportare nel corso dei secoli persecuzione, stigma sociale, accuse di essere deviati, pervertiti e pericolosi. Non solo l’omosessualità non è una malattia, ma, al contrario, è una meraviglia della vita.

Ovviamente, molti timorati di Dio hanno gridato allo scandalo e hanno preparato un esposto per il vescovo di Cordoba, monsignor Carlos José Ñañez, esortandolo a prendere misure urgenti perché ponga fine allo scandalo.

Foto | YouTube

L'omosessualità è un dono. Parola di sacerdote (cattolico) é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di lunedì 05 luglio 2010.


“Para vestir santos”: nuova telenovela argentina con trama lesbica

30 giugno 2010 Robo Nessun commento

�Para vestir santos�: nuova telenovela argentina con trama lesbica

In Argentina pare che ci sia tutto un fermento per il mondo glbtqqi: non solo sul versante del matrimonio gay, ma anche su quello televisivo. Para vestir santos racconta la storia di tre sorelle dopo la morte della loro severa madre. Una di loro, Male (interpretata da Celeste Cid) piano piano accetterà la propria omosessualità.

Nei giorni scorsi la tv argentina ha trasmesso la scena in cui Male fa coming out con Laura (interpretata da Martina Guzmán) e, dalla confidenza, nasce la passione che le porterà a fare sesso.

Scrive un’utente sul sito dell’emittente televisiva argentina:

Che bello che i mezzi di comunicazione inizino a mostrare storie che succedono nella vita reale: per pregiudizio o discriminazione fino a poco tempo fa non se ne vedevano sullo schermo. Speriamo che serva per far nascere più serie originali.

Via | Dos Manzanas
Foto | Wikipedia

“Para vestir santos”: nuova telenovela argentina con trama lesbica é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di mercoledì 30 giugno 2010.


Argentina. Ragazzo adottato da un omosessuale scrive ai senatori: “Voi capite con il cuore che significa essere gay?”

29 giugno 2010 Robo Nessun commento

Argentina. Eagazzo adottato da un gay scrive ai Senatori: �Voi capite con il cuore che significa essere gay?�

In Argentina la legge per il matrimonio tra persone dello stesso sesso – approvata lo scorso 5 maggio dalla Camera dei Deputati – è attualmente in discussione da parte della Commissione Legislativa del Senato. C’è molta tensione e gli omofobi stanno facendo di tutto per portare la maggior parte dei senatori dalla loro parte. Uno degli argomenti preferiti dagli omofobi è che l’approvazione del matrimonio aprirà le porte all’adozione da parte di coppie gay.

In tale contesto ha rivestito molta importanza una lettera scritta ai senatori argentini da Daniel Lezana, ragazzo sedicenne adottato da un padre gay.

Dopo il salto trovate la (bellissima, secondo me) lettera di Daniel, in una nostra traduzione.

Signori Senatori,

mi chiamo Daniel Lezana, sono figlio di Luis Lezana, ho sedici anni e sono stato adottato sei anni fa, motivo per cui posso assumere il cognome di mio padre.

Martedì 8 giugno sono stato con mio padre in Senato, ho ascoltato le diverse opinioni e ora anche io voglio dire la mia.

Non divido le persone in base alla loro sessualità: etero, omo, trans e via dicendo.

I miei genitori biologici erano eterosessuali e, per le circostanze della vita, il mio fratellino e io siamo andati a finire in un orfanotrofio (non mi va di spiegarne le ragioni).

Per quattro volte, famiglie eterosessuali hanno provato ad adottarmi per poi rispedirmi all’orfanotrofio, perché dicevano che ero irrequieto; una volta mi hanno portato indietro perché avevo dato troppo cibo ai pesciolini fino a farli morire. Delle altre volte ricordo poco, dal momento che avevo più o meno otto anni.

Non voglio dire che tutti gli eterosessuali siano cattivi: io sono eterosessuale, mi piacciono le ragazze e sono una buona persona.

Quando avevo dieci anni si è presentato all’orfanotrofio Luigi, padre della mia anima, come diciamo noi. Il giudice mi disse: “Dani, c’è un single che ha un grande cane che si chiama Carolo e vuole adottarti”. Io non riuscivo a crederci: c’era una nuova speranza per me che pensavo di rimanere nell’orfanotrofio al pari di molti altri ragazzi grandi. Il mio fratellino era stato adottato perché piccolino: lui sì che aveva avuto fortuna… Io ero grande, perché nessuno mi voleva? Tutte le notti me lo chiedevo, fino ad addormentarmi senza trovare risposta…

Fu così che venni a Buenos Aires. Gli inizi non furono facili. Luis è un architetto e la casa è quasi sempre un caos: sempre modifica qualcosa, non si riposa mai… ah, ah, ah. Luis è un bel rompino: tutto il giorno mi chiede: “Hai studiato? Ti sei lavato? Hai lavato i denti?” “Uffa – rispondo – mi sono stufato…!” Però, quando la sera vado a dormire, lui sempre viene a rimboccarmi le coperte e a darmi un bacio sulla fronte… proprio cattivo, vero? Ah, ah, ah

Passato un po’ di tempo mi feci coraggio e parlai con il mio vecchio dell’omosessualità: all’inizio non mi piaceva, perché non lo capivo. Anche a voi deve succedere lo stesso, no? Voi capite con il cuore che significa essere gay?

Argentina. Eagazzo adottato da un gay scrive ai Senatori: â��Voi capite con il cuore che significa essere gay?â��Con il tempo ho iniziato a vedere con gli occhi del cuore sia Luis che Gustavo (il suo ex, ora si sono lasciati)… sono anche figlio di genitori separati… occhio con i miei traumi… ah, ah, ah. Mi sarebbe piaciuto se Luis e Gustavo si fossero sposati, così avrei avuto due papà.

Quando vivevamo in cinque (c’erano anche due cani), eravamo contenti: Luis (il mio vecchio) era il cattivo e noi eravamo le sue vittime… ah, ah, ah… era bello: tutti eravamo contro di lui che doveva sempre difendersi.

Secondo Luis (e io rido molto di questo) lui deve essere madre e padre contemporaneamente… è proprio un personaggio! Succede lo stesso a tutti i figli che vengono cresciuti solo da un padre o da una madre, no? I loro genitori svolgono due ruoli e anche il mio lo fa.

Noi siamo una famiglia, piaccia o meno a molti, questa è la mia famiglia.

Per quanti pensano o credono che il mio vecchio mi inculchi l’essere gay o che mi possa contagiare, si sbagliano! A me piacciono le ragazze e molto! E se anche fossi gay? Voi credete che siccome mi ha cresciuto un gay… mmm… non ci credo. Ora che vi sto scrivendo sia per i diritti del mio vecchio che miei, desidererei che lui si sposasse. Come io mi sposerò un domani.

Quando lui si sposerà lo farà con un altro gay, una persona come lui. Non si sposerà con un etero: cosa temete? Che i gay sono una piaga che ci colpirà? Se si sposerà mio padre, le pagelle scolastiche le potranno firmare in due e alle riunioni della scuola potrò venire l’uno o l’altro. Voglio avere gli stessi diritti che hanno i miei compagni di classe e se loro (i miei padri) si separano, avere gli stessi diritti che hanno i figli di genitori separati… i loro figli li hanno e io no, perché?

Infine, vi dico che sono orgoglioso del padre che ho e da lui imparo che nella vita bisogna lottare per le cose alle quali teniamo e io, amato vecchio mio, starò sempre al tuo fianco.

Per favore signori senatori: i gay si sposeranno tra di loro, non temete che non si sposeranno con voi.

Grazie mille.

Daniel Lezana

Argentina. Ragazzo adottato da un omosessuale scrive ai senatori: “Voi capite con il cuore che significa essere gay?” é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di martedì 29 giugno 2010.


Anche i gay argentini potranno pronunciare “Si lo voglio”


La Camera di Buenos Aires ha approvato il progetto di legge che permetterà alle coppie omosessuali argentine di potersi unire civilmente e di poter contestualmente adottare bambini. Si tratta di una votazione storica per l’intero continente latinoamericano, visto che è la prima volta che un organo statale di un paese sudamericano da il via libera ai matrimoni tra persone dello stesso sesso (le cerimonie gay che si stanno celebrando in Messico sono valide nella sola capitale, quindi la legge non ha alcuna valenza nazionale al contrario di quella argentina).

gay marriage argentinaL’ok ai matrimoni civili tra persone gay è arrivato con 125 voti favorevoli e 109 contrari dopo ben 12 ore di discussione camerale, ma per essere definitivamente dichiarata legge dello stato deve prima essere votata ed approvata dal Senato locale, e in questo iter legislativo non sono previste sorprese amare anche se la battaglia si preannuncia durissima. In questa modifica al Codice Civile argentino, i termini tradizionali “moglie” e “marito” sono stati sostituiti da quello generico di “contraenti”.

Grandissima soddisfazione è stata espressa da parte dalle associazioni che da anni si battono per i diritti degli omosessuali e da Alex Freyre e José María Di Bello, la prima coppia gay ufficialmente sposatasi lo scorso 28 dicembre ad Ushuaia, in Patagonia. Già nei mesi scorsi vi erano stati alcuni tentativi, da parte di altre coppie omosessuali, di far passare il principio del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso ricorrendo ai tribunali civili di singoli Stati, a cominciare da quello di Buenos Aires che aveva dato un primo parere favorevole aprendo così anche una querelle giudiziaria. Tuttavia da mesi diverse proposte di legge attendevano di essere discusse nel Parlamento argentino, e solo ora è arrivata la svolta anche perché a votare a favore è stata una maggioranza trasversale, composta cioè da esponenti di centrosinistra e di centrodestra. Durissime invece le reazioni della Chiesa Cattolica, da sempre contraria a questo tipo di unioni e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso.


Via – Panorama


In Argentina il primo matrimonio lesbico, il Costa Rica ci pensa ma non troppo


Il continente centro e sud americano nel campo dei diritti lgbt ci sta davvero sorprendendo. Se in Messico vengono celebrati ogni settimana decine e decine di matrimoni tra persone dello stesso sesso, gli altri paesi vicini (e non) si stanno rimboccando le maniche per stare al passo con le più moderne e innovative legislazioni europee in materia di unioni civili.

ArevaloUna coppia di lesbiche, esiliate dal 1976 al 1983 durante la dittatura militare argentina, si sono unite in matrimonio venerdì scorso nella loro terra natia. Le 67enni Norma Castillo and Ramona Arevalo sono sostenitrici della campagna “Same Right, Same Names”, curata dall’Associazione Argentina LGBT a sostegno della parità e del riconoscimento tra il matrimonio gay e quello etero. Lo scorso dicembre altre due coppie, questa volta di uomini, si sono potute sposare in seguito al verdetto favorevole dell’alta corte che ha dato il proprio benestare alla loro unione.

Il presidente del Costa Rica Óscar Arias, secondo quanto riportato da un giornale locale, è favorevole a un riconoscimento legale delle coppie omosessuali: “Una persona, uomo o donna che sia, non può scegliere la sua inclinazione sessuale; essa è data dalla natura o da Dio. Ci sono cose date da Dio e noi dobbiamo evolverci e accettarle. La Chiesa (Cattolica) deve evolversi.” Peccato che Arias rimarrà in carica solo fino all’8 maggio 2010, quando sarà sostituito dalla nuova presidentessa Laura Chinchilla. Di lei ci eravamo già occupati tempo fa in merito alle sue dichiarazioni sul matrimonio: istituzione intoccabile, per le persone omosessuali si batteranno altre strade per riconoscere loro i diritti civili e patrimoniali che spettano alle coppie etero, ma non è una priorità.


Via – Advocate.com


Si è sposata la prima coppia lesbo in Argentina

Si è sposata la prima coppia lesbo in Argentina

Norma Castillo e Ramona Arevalo hanno entrambe 67 anni e si sono sposate in Argentina, accompagnate dalla campagna “Same Right, Same Names” che cerca di sottolineare i medesimi valori per le nozze etero e gay.

Da dicembre solo due coppie di uomini gay si sono sposati e le sue donne sono le prima donne ad essersi unite in un legame “riconosciuto”. Dal 1976 al 1983 erano state esiliate a causa della dittatura militare e solo venerdì scorso sono potute rientrare nel proprio paese, appunto, l’Argentina.

Un applauso ed un augurio a due donne che hanno coronato un sogno e hanno dimostrato come l’amore possa durare nel tempo e superare ogni genere di difficoltà.


Maratona Tango Queer in Argentina con grande affluenza di coppie gay

Maratona Queer in Argentina con grande affluenza di coppie gay

In Argentina, diversi saloni da ballo a Buenos Aires hanno organizzato la “Queer Tango Marathon”, alla quale possono partecipare coppie etero ma anche, e sopratutto, gay. La maratona è iniziata venerdì ed è terminata poche ore fa, dopo ben 42 ore di tango. La manifestazione è stata promossa e ideata dall’Istituto argentino contro le discriminazioni e dai ministeri della giustizia e della cultura argentini. Carola Ojeda, docente di danza, ha così commentato il tutto:

“È un’iniziativa che abbiamo preferito non definire ‘tango gay’, definizione che ha un connotato sessuale: per questo preferiamo più semplicemente chiamarlo ‘queer o libero’”

E lo stesso Mariano Garces, uno degli organizzatori dell’iniziativa, ha concordato con la cosa, sottolineando il successo:

“Alla maratona stanno partecipando molti argentini ma anche tanti turisti che si trovano a Buenos Aires in questi giorni, fra i quali alcuni provenienti da Amburgo, la città dove ormai dieci anni fa si è svolto il primo ‘tango queer’ del mondo”

A me personalmente il ballo ha sempre affascinato molto. Non sono mai stato in grado di ballare il tango, al massimo di sbizzarrirmi in movimenti sciolti dopo qualche cocktail di troppo. Poi per il resto, uno stuzzicadenti mosso dal vento mi batte. A voi piace? Partecipereste?

Foto | GbmNews


L’ascesa delle coppie non etero, senza battute d’arresto

10 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Alex Freyre e Jos�© Mar�­a Di Bello sposi

Era da un po’ che la giornalista Rita Occidente Lupo (che ha il vezzo di scrivere in maniera sincopata) non interveniva commentando notizie gay. Il primo matrimonio gay dell’America Latina – quello celebrato tra Alex Freyre e José María Di Bello nei giorni scorsi (qui sopra in foto) – l’ha portata a scrivere un testo dal titolo Primo matrimonio gay.

“Attualmente, l’ascesa delle coppie non etero, senza battute d’arresto. Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Sudafrica, Svezia, Olanda ed alcune città statunitensi legalizzano tali unioni. Dinanzi alla coppia etero, capace di completarsi e di riprodursi, tanti attentati. Troppi, a danno della stessa infanzia, spesso tirata in ballo per fungere da completamento. Lo stesso concetto di famiglia, profondamente sabotato come a Tel Aviv, laddove viene disciplinato fin dai primi elementi di diritto civico ai minori la famiglia, insieme di persone, non eterogeneità dei partners”.

Poi, pur nelle frasi spezzettate, ci va giù di brutto dicendo che le coppie omosessuali sono solite violentare diritti, istituzioni e la natura stessa e, in fin dei conti, anormali:

“Di qui la richiesta d’adozioni di coppie omo. Legittimando diritti, avallando storture o andando contro il naturale corso della procreazione o degli eventi. Come se le coppie etero, naturalmente unite in matrimonio, con una marcia in meno rispetto a quelle omo, quest’ultime protese a violentare a tutti i costi diritti, istituzioni e natura stessa. Nello sferzante intento di spacciare la diversità, normale”.

Quindi conclude con un appello perché si gridi a tutti che il matrimonio gay è un errore:

“Dalla Terra del Fuoco campanelli d’allarme: la voce alta dell’errore deve albergare non solo tra gli alti scanni ecclesiali”.

Io concludo, invece, con un: “Attenti, che prima o poi da quegli alti scanni ecclesiali fate un capitombolo e difficilmente qualcuno verrà a soccorrervi”…

Foto | Daylife


Alejandro Freyre e Josè Maria Di Bello finalmente sposi

argentina

 Dopo una serie infinita di vicissitudini che GayMagazine.it ha seguito passo dopo passo e sentenza dopo sentenza, è arrivata la tanto sospirata ed ufficiale, quello che più conta, unione in matrimonio tra i due ragazzi argentini Alejandro Freyre e Josè Maria Di Bello che hanno così portato a termine la loro battaglia ed oltre ad aver coronato il sogno di essere riconosciuti come coppia a tutti gli effetti e di fronte all’ occhio vigile e severo della legge dello stato sudamericano, hanno fatto compiere un enorme passo in avanti all’ Argentina ed aperto la strada al dibattito sul matrimonio gay. La prima data della comunione era stata fissata per l’ 1 Dicembre e sotto la protezione del giudice di Buenos Aires, Gabriela Seijas era tutto pronto per il loro matrimonio, ma il governatore della capitale argentina, Mauricio Macri era riuscito a far saltare il tutto, riponendo la decisione ultima al Tribunal Supremo. Grazie alla determinazione dei due ragazzi e l’ appoggio della Governatrice Fabiana Rìos, il matrimonio anche se in ritardo ha comunque avuto luogo nella provincia della Terra del Fuoco. Ecco la dichiarazione a caldo della Rìas, soddisfatta di come la vicenda si sia conclusa:

Da qui, dalla fine del mondo – o dal suo inizio – vogliamo essere un lume di speranza per tutti. Non abbiamo reso pubblica la cosa al fine di evitare garbugli legali che ci avrebbero impedito di sposarci, come già accaduto lo scorso primo dicembre.

Via|NewsYahoo


Alex Freyre e José María Di Bello si sono sposati in Argentina

29 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Alex Freyre e Jose Maria Di Bello si sono sposati in Argentina

Alla fine Alex Freyre e José María Di Bello (in foto) si sono sposati e sono diventati la prima coppia gay latinoamericana ad aver contratto matrimonio. Come ricorderete Gabriela Seijas, giudice della capitale argentina a Buenos Aires, li aveva autorizzati a sposarsi e il matrimonio era stato annunciato per il 1 dicembre. Ma il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macri, all’ultimo momento, ha deciso di sospendere il tutto e attendere una sentenza del Tribunal Supremo. Alex e José María non si sono fatti intimidire e ieri pomeriggio si sono sposati nella provincia della Terra del Fuoco, a Ushuaia, con tanto di autorizzazione della Governatrice Fabiana Ríos – che già in precedenza si era espressa pubblicamente in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Da qui, dalla fine del mondo – o dal suo inizio – vogliamo essere un lume di speranza per tutti. Non abbiamo reso pubblica la cosa al fine di evitare garbugli legali che ci avrebbero impedito di sposarci, come già accaduto lo scorso primo dicembre.

Gli avvocati cattolici sono andati su tutte le furie, ma la decisione della governatrice Fabiana Ríos non ha fatto altro come eseguire la sentenza di un giudice, aprendo, così, la strada ai matrimoni gay in Argentina.

Auguri ad Alex e José María e un vivo ringraziamento per aver portato avanti, con tenacia e intelligenza, una battaglia che farà bene a molti.


In Argentina giudice autorizza un matrimonio gay

In Argentina giudice autorizza un matrimonio gay Gabriela Seijas, giudice della capitale argentina a Buenos Aires, ha autorizzato una coppia gay a sposarsi : secondo la sua opinione, gli articoli del Codice Civile che prevedono matrimonio solo tra persone dello stesso opposto, costituirebbe una discriminazione da parte dello stato basata sull’orientamento sessuale. E ha specificato:

“La legge deve trattare ogni persona alla stessa maniera in funzione delle sue peculiarità, senza il bisogno di capirle o regolarle”

La decisione avviene in un momento in cui il dibattito è molto sentito ed è al centro dell’opinione pubblica e politica. A contrastare l’iniziativa legislativa -ovviamente- è la Chiesa che ritiene l’eterosessualità come requisito principale per il matrimonio e che questo non si tratti di discriminazione bensì di “constatazione obiettiva”.

Foto | Bora


Argentina, Bolivia e Uruguay: notizie gay dall’America Latina

11 settembre 2009 Robo Nessun commento

Fabiana Rios, prima donna governatrice di una provincia in ArgentinaFabiana Ríos (in foto), prima – e finora unica – donna che guidi una provincia in Argentina, si è espressa pubblicamente in favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. La Ríos ha presentato un ricorso alla Corte Suprema di Giustizia perché

“in Argentina convivono diverse forme di discriminazione e [la negazione dei diritti] viene proprio dallo Stato che dovrebbe essere il garante dell’uguaglianza di tutti i cittadini”

In Uruguay, invece, il senato ha approvato la legge che permetterà anche alle coppie gay di adottare bambini: è una legge pioniera in tutta l’America Latina dal momento che nessun’altro Stato riconosce un tale diritto. Nei mesi scorsi c’era stata una dura presa di posizione da parte della chiesa cattolica contro questa legge e l’arcivescovo di Montevideo, monsignor Nicolás Cotugno, era giunto a definirla come qualcosa contraria alla natura umana (e per questo si è beccato una querela dalle associazioni gay uruguayane).

Infine, in Bolivia uno studente del collegio Bolivia IV di Sopocachi (La Paz) è stato sospeso per tre giorni e secondo la madre tale decisione è stata presa perché il ragazzo (minorenne) è gay. La scuola sostiene il contrario, ma la madre e i membri dell’associazione Adesproc Libertad hanno denunciato l’accaduto come un caso di discriminazione bella e buona. La scuola, invece, afferma che la sospensione è dovuta al fatto che il ragazzo è indisciplinato e perché si sarebbe presentato ad un’attività sportiva con il suo compagno e si sarebbero baciati. La scuola precisa che tra gli alunni ci sono altri gay e questo non crea alcun problema. Ma allora, se l’hanno sospeso perché si è baciato con il compagno, ha ragione la madre, o no? Nella vicenda è intervenuto il Ministero dell’Educazione boliviano per cercare di capire le vere motivazioni della punizione.

Foto | Patagonia en Baires


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