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Posts Tagged ‘attraversamenti-di-genere’

Austria: transessuale donna torna ad insegnare dopo l’operazione e… resta con la moglie

insegnante trans

In Austria, il ministro per l’educazione federale ha confermato che Walter S. non sarà sospeso o licenziato dopo l’operazione chirurgica per il cambio di sesso:

“Le scuole devono essere la casa della tolleranza, non della discriminazione”

L’uomo è diventato donna e ha provocato clamore preso alcuni genitori dopo aver informato i propri studenti via e mail, ad un politecnico a Vienna della sua decisione di essere una donna a tutti gli effetti al suo ritorno all’istituto. Walter adesso si fa chiamare Andrea e ha raccontato:

“Mi sono sempre sentito una ragazza, poi col tempo una donna. Il cambio di sesso è stato solo un passo successivo e conseguente alla cosa”

Walter, sposato e padre di un bambino, ha ammesso alla moglie il proprio orientamento sessuale dopo aver scoperto la sua passione nell’indossare abbigliamento femminile. E’ la stessa Martha a raccontare il tutto:

“Ero scioccata all’inizio e ho pensato al divorzio. Ma poi ho iniziato a pensare e ho trovato la forza necessaria nel Buddismo. Adesso viviamo una relazione lesbica. Ho lasciato andare Walter e ho dato il benvenuto ad Andrea”

Via | Austrian Times

Austria: transessuale donna torna ad insegnare dopo l'operazione e... resta con la moglie é stato pubblicato su queerblog alle 15:00 di mercoledì 01 settembre 2010.


Miss Italia Trans 2010 è Marika D’Amico

Miss Italia Trans 2010 è Marika D'AmicoMarika D’Amico è Miss Italia Trans 2010. La nuova reginetta è stata incoronata la scorsa notte al termine del concorso organizzato ogni anno a Torre del Lago e che quest’anno ha visto la direzione artistica di Vladimir Luxuria. Sul palco anche Paolo Ruffini e Gabriele Belli.

Marika D’Amico è fiorentina, vive a Pisa e lavora come vocalist in una discoteca e racconta di aver avuto una storia con un carabiniere:

“Il rapporto con la divisa cominciava ad essere troppo impegnativo così ho deciso di mollare tutto e dedicarmi a tempo pieno alla mia passione, il canto e lo spettacolo in generale. Avevo partecipato altre volte al concorso, ma non avevo avuto fortuna. Quest’anno è andata bene e ringrazio la giuria che ha voluto premiarmi tra tante altre belle ragazze, tutte all’altezza del concorso”.

È stata consegnata anche la fascia di Miss Italia Trans Sudamerica che è andata a Paola Candanga, venticinquenne brasiliana, residente a Massa, di professione estetista.

Via + Foto | ANSA

Miss Italia Trans 2010 è Marika D'Amico é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di domenica 29 agosto 2010.


Ricordando Billy More a cinque anni dalla morte

14 agosto 2010 Robo Nessun commento

Esattamente cinque anni fa moriva per leucemia acuta a Milano Massimo Maglione, in arte Billy More. La sua fama ha varcato i confini nazionali e i suoi pezzi erano ballati nelle discoteche di mezzo mondo, gay e non.

Lo ricordiamo con Up & Down, una delle canzoni dance più belle degli ultimi anni (tormentone dell’estate 2000) e con l’ultimo suo singolo Gimme love: Prendilo e Mettilo, che trovate dopo il salto.

Ricordando Billy More a cinque anni dalla morte é stato pubblicato su queerblog alle 14:01 di sabato 14 agosto 2010.


I Mitici anni ‘80: il mondo gay, la liberalizzazione e le persone trans nella puntata di stasera

eva robin's

Nella puntata di questa sera de I Mitici anni ‘80, Sabrina Salerno continua l’amarcord di un ventennio fa, per i nostalgici delle acconciature ad ananas e il trash. Ma l’argomento di stasera interesserà anche il mondo lgbt: verrà infatti raccontata la nascita dell’Arcigay, poi i primi matrimoni fra gay, fino ad arrivare ai casi più recenti, con il caso Marrazzo e le persone trans in televisione.

A parlare dell’evoluzione del mondo lgbt,ci sarà come ospite Eva Robin’s che parlerà della sua vita, narrerà esperienze della sua vita e del suo passato.

Dagli anni Ottanta ad oggi… secondo voi quanto e come è cambiata la vita omosessuale italiana? Molti più diritti o semplicemente molte più effimere speranze?

Via | TgCom

I Mitici anni '80: il mondo gay, la liberalizzazione e le persone trans nella puntata di stasera é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di giovedì 29 luglio 2010.


Sta per nascere il terzo figlio di Thomas Beatie, transessuale da donna a uomo

thomas beatie

La storia di Thomas Beatie aveva creato infinite polemiche: lui era una donna, voleva fare il cambio di sesso e poi è rimasta incinta: per la prima volta al mondo, si vedevano foto di “un uomo” (esteriormente) incinta. Ora, la notizia dell’imminente nascita del terzo figlio dell’uomo. Insieme alla compagna, Nancy, loro hanno già due figli, Susan di 2 anni e Austin di appena 1.

Thomas Beatie, prima del cambio di sesso era una bellissima ragazza delle Hawaii, di nome Tracy. Nel 2002 ha deciso per il cambio di sesso ma ha mantenuto i suoi organi riproduttivi, con la speranza di poter diventare, un giorno, genitore. E ci è riuscito 3 volte…

La coppia non è a conoscenza del sesso del loro futuro nascituro, vogliono avere la sorpresa direttamente il giorno del parto. Cosa pensate di questa vicenda? 3 figli per una donna che è diventata uomo ma che non ha voluto privarsi della possibilità di essere madre. Scelta coraggiosa o semplicemente egoista?

Via | RadarOnLine

Sta per nascere il terzo figlio di Thomas Beatie, transessuale da donna a uomo é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di domenica 25 luglio 2010.


Sport e persone lgbt: Lea T, la transessuale testimonial di Givenchy, è figlia di un calciatore

22 luglio 2010 Robo Nessun commento

Sport e persone lgbt: Lea T, la transessuale testimonial di Givenchy, è figlia di un calciatore

Tra le modelle della prossima campagna di Givenchy c’è Lea T., transgender brasiliana. Intorno a Lea T. è nato molto interesse (e anche un po’ di morbosità): si è cercato di conoscerla meglio e alla fine si è scoperto un filo rosso che la collega direttamente al machissimo mondo del calcio.

Lea T. è figlia di Toninho Cerezo, calciatore della nazionale brasiliana e che ha giocato anche nelle italianissime Roma (1983-1986) e Sampdoria (1986-1992). Dopo anni di rapporti freddi e di non accettazione, ora Cerezo, tramite l’altro figlio, Gustavo, ha ammesso che Lea è sua figlia e ha affermato di appoggiarne la carriera nella moda.

Anche se dopo anni, è bello sapere che un padre è orgoglioso dei propri figli. Se poi questo padre appartiene al maschilista e omertoso mondo del pallone e la figlia è una persona transgender c’è ancora più gioia nell’apprenderlo.

Foto | menstyle

Sport e persone lgbt: Lea T, la transessuale testimonial di Givenchy, è figlia di un calciatore é stato pubblicato su queerblog alle 15:01 di giovedì 22 luglio 2010.


Pakistan: trans utilizzate per imbarazzare chi non paga le tasse

pakistan gay

In Pakistan, meno dell’1% della popolazione paga le tasse; così, la divisione del Governo ha deciso di utilizzare le transessuali come mezzo per imbarazzare pubblicamente chi ha evaso il pagamento.

La notizia, riportata dal New York Times, ha qualcosa di sconvolgente, eppure è proprio così: il Clifton Cantonment Board, il gruppo che ha il compito di raccogliere il denaro delle tasse, ha ideato questo metodo assai discutibile.

In Pakistan le transessuali sono motivo di vergogna pubblica e il confronto con gli evasori potrebbe convincerli a pagare pur di non trovarsi nuovamente al centro di una simile situazione. Civiltà, non c’è che dire… (?). Eppure ho la convinzione che anche qua da noi qualcuno sarebbe disposto a pagare canoni arretrati e tasse ignorate pur di non subire tale trattamento…

Foto | GayRights

Pakistan: trans utilizzate per imbarazzare chi non paga le tasse é stato pubblicato su queerblog alle 16:00 di martedì 20 luglio 2010.


Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli


La cronaca degli ultimi mesi spesso ci ha messo davanti ad un interrogativo, su cui anche Roberto Saviano si è confrontato nei giorni scorsi. Perché in Italia, dove la prostituzione è un reato, i clienti delle prostitute transessuali sono trattati da alcuni mass media peggio delle persone che sono soliti frequentare donne che mercificano il proprio corpo?

Ad un anno dalla pubblicazione delle prime notizie riguardanti Piero Marrazzo e Natalie, la transessuale con la quale l’ex Governatore della Regione Lazio si vedeva, questo interrogativo non è stato evaso.

Del mancato, e necessario, chiarimento ritorniamo ad occuparci poiché i residenti romani di via Gradoli, dove Piero Marrazzo si vedeva con Natalie, hanno deciso di mettere un cancello che dovrebbe impedire ai clienti delle prostitute transessuali di entrare nella strada di fatto tornata privata.

Laddove non sono arrivate le istituzioni si sono attrezzati i cittadini. Persone che sanno bene che la prostituzione nel nostro paese è un reato al di là di che natura sia il corpo che viene messo a disposizione dal cliente di turno.

Nei prossimi giorni, con buona pace di Marrazzo già impegnato nei suoi nuovi progetti televisivi, di via Gradoli si smetterà di parlare. Prima che tale circostanza si verifichi vorrei con voi ragionare sul concetto di parità su cui si dovrebbe discutere anche in contesti come questi.

In questi anni l’attenzione dei media glbtq è stata, giustamente, per i diritti negati dallo Stato. Il capitolo dei doveri non sempre viene menzionato. Fermo restando che la prostituzione in Italia è un reato credete che gay e lesbiche debbano impegnarsi, laddove sia richiesto dal contesto, contro le transessuali che si fanno pagare per un rapporto sessuale? Secondo me Sì.

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 20 luglio 2010.


Shiloh Jolie-Pitt non si veste solo di rosa


Il sito di informazione omosessuale gay.it, nelle scorse ore, ha ripreso una notizia pubblicata su un magazine statunitense secondo la coppia Jolie-Pitt avrebbe deciso di assecondare la natura potenzialmente transgender di uno dei sei figli: Shilohn.

La quartogenita della famiglia Jolie-Pitt in queste settimane avrebbe destato l’attenzione della stampa statunitense per via dell’abbigliamento, maschile, che i genitori le avrebbero permesso di indossare. Della concessione fatta alla figlia ha dovuto parlarne la madre per smorzare l’attenzione che i mass media hanno sulla bambina di soli 4 anni.

“Non forzerò mai nessuno dei miei figli ad essere ciò che non sono. Shiloh - ha dichiarato Angelina Jolie - ha uno stile da uomo, ama la tuta da ginnastica, le piacciono i vestiti. Le piace vestirsi come un ragazzo. Le abbiamo dovuto tagliare i capelli. Le piace essere uomo in tutto. Pensa di essere il fratello dei suoi fratelli, non la sorella.

Penso sia affascinante la scelta che sta facendo. Ai bambini dovrebbe essere permesso di esprimersi in qualsiasi modo vogliano senza giudicarli, perché è una parte importante della loro crescita. La società ha sempre qualcosa da imparare sul modo in cui i giudichiamo ed etichettiamo a vicenda”.

Un applauso alla coppia Jolie-Pitt. Chissà mai che qualche genitore contrariato della natura del proprio figlio, leggendo la storia di Shiloh, si senta più libero di vivere una vita arcobaleno. Una vita in cui il rosa e l’azzurro sono solo colori come gli altri.

Shiloh Jolie-Pitt non si veste solo di rosa é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 16 luglio 2010.


Shiloh Jolie-Pitt non si veste solo di rosa


Il sito di informazione omosessuale gay.it, nelle scorse ore, ha ripreso una notizia pubblicata su un magazine statunitense secondo la coppia Jolie-Pitt avrebbe deciso di assecondare la natura potenzialmente transgender di uno dei sei figli: Shilohn.

La quartogenita della famiglia Jolie-Pitt in queste settimane avrebbe destato l’attenzione della stampa statunitense per via dell’abbigliamento, maschile, che i genitori le avrebbero permesso di indossare. Della concessione fatta alla figlia ha dovuto parlarne la madre per smorzare l’attenzione che i mass media hanno sulla bambina di soli 4 anni.

“Non forzerò mai nessuno dei miei figli ad essere ciò che non sono. Shiloh - ha dichiarato Angelina Jolie - ha uno stile da uomo, ama la tuta da ginnastica, le piacciono i vestiti. Le piace vestirsi come un ragazzo. Le abbiamo dovuto tagliare i capelli. Le piace essere uomo in tutto. Pensa di essere il fratello dei suoi fratelli, non la sorella.

Penso sia affascinante la scelta che sta facendo. Ai bambini dovrebbe essere permesso di esprimersi in qualsiasi modo vogliano senza giudicarli, perché è una parte importante della loro crescita. La società ha sempre qualcosa da imparare sul modo in cui i giudichiamo ed etichettiamo a vicenda”.

Un applauso alla coppia Jolie-Pitt. Chissà mai che qualche genitore contrariato della natura del proprio figlio, leggendo la storia di Shiloh, si senta più libero di vivere una vita arcobaleno. Una vita in cui il rosa e l’azzurro sono solo colori come gli altri.

Shiloh Jolie-Pitt non si veste solo di rosa é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di venerdì 16 luglio 2010.


I trans? Un’offesa alla natura umana e a Dio

10 giugno 2010 Robo Nessun commento

Il vescovo emerito di Benevento Serafino SprovieriUsa proprio il maschile per definire le persone transessuali monsignor Serafino Sprovieri, vescovo emerito (che vuol dire in pensione, sia chiaro) di Benevento. L’ottantenne vescovo, dalle colonne di quel sito che tutti conosciamo per la sua trasudante omofobia ma che non linko né scrivo per non aumentarne la visibilità, dice:

“A mio giudizio, specie i trans, sono un’offesa alla natura, la stravolgono con una condotta depravata e capricciosa. Sono contrari a Dio e al suo progetto, che io paragono ad un quadro da disegnare a tinte di amore. Ma loro questo quadro non lo completeranno mai in quanto conoscono il piacere, ma non l’ amore che non è solo accoppiamento fisico, ma servizio e soprattutto, volto alla riproduzione. Quando qualcuno mi spiegherà come un trans o un gay possa generare vite, mi ricrederò”.

Arzillo più che mai, l’uomo vestito di lungo e di rosso prosegue:

“Nella scrittura si legge che Dio li ha creati maschio e donna, un terzo genere non esiste. Pertanto è del tutto chiaro che l’ omosessualità è patologica se contenuta in limiti casti e merita rispetto e delicatezza per la sofferenza, come ogni malattia.”

Considerando che la scrittura dice anche “crescete e moltiplicatevi” è del tutto chiaro che la (presunta) vita celibe degli ecclesiastici è patologica.

Foto | Provincia di Benevento

I trans? Un'offesa alla natura umana e a Dio é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di giovedì 10 giugno 2010.


Scandalo Marrazzo: Roberta muore da donna


A poche ore dalla pubblicazione del nostro post riguardante tutte le violenze omofobe registrate in Italia negli ultimi mesi la cronaca ci informava della morte di una transessuale. Si chiamava Roberta. Aveva solo 26 anni.

Nello stesso giorno in cui si è tolta la vita, impiccandosi nuda nel suo appartamento di Tor di Quinto, Natalie è stata gonfiata di botte da un cliente. Natalie è arrivata agli onori della cronaca a causa della sua amicizia intima con Piero Marrazzo.

Da quando si è scoperto che l’ex Governatore della Regione Lazio era solito frequentare prostitute sono già morte quattro persone. Uno spacciatore e tre donne transessuali diventate oggetto di lunghi e interminabili pomeriggi televisivi.

Probabilmente di quanto accade mesi fa a Roma non sapremo nulla per molti anni. In Italia funziona così. Ciò che non può essere censurato viene occultato per dei lunghi decenni. Non è un caso che la morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta nel 1975, sia messa in discussione solo oggi. Nel 2010.

Indignarci, nel frattempo, non serve. Possiamo, tutto al più, sperare che tutte queste persone possano riposare in pace. Possano, almeno da morte, essere considerate donne. E non uomini con una finta quarta in grado di stordire ogni giornalista che ancora non ha capito come si coniugano gli articoli riguardanti una persona transgender.

Roberta era una persona. Era una donna. Era transessuale. Scrivere o dire che nel suo caso è morto è un transessuale è sbagliato.

Scandalo Marrazzo: Roberta muore da donna é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di martedì 08 giugno 2010.


Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni alle adozioni gay

Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni  alle adozioni gay

Il sottotitolo di questa vicenda potrebbe essere “L’unione fa la forza”. Donna Milo è una transgender candidata nel partito repubblicano ma se qualcuno avrà gioito al pensiero di avere una rappresentante che è sicuramente più vicino ai temi e problemi Lgbt, dovrà ricredersi. Ecco il suo parere sui matrimoni gay:

“Io vedo il matrimonio come un sacramento religioso. Credo che sia… tra un uomo e una donna”

E anche in merito alle adozioni per le coppie gay, non è affatto solidale:

“Ovviamente credo che un bambino non dovrebbe mai essere sotto tutela dello stato ma dovrebbe essere affittato affidato a una famiglia tradizionale”

Famiglia tradizionale & matrimonio tra uomo e donna… A questo punto, siamo sicuri che questa Donna sia trans e non solo una donna (con la minuscola) omofobica con i lineamenti particolarmente marcati?

Fonte | Signorile

Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni alle adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 12:00 di sabato 22 maggio 2010.


Lezioni di fair play al Festival di cinema trans Divergenti a Bologna

Lezioni di fair play al Festival di cinema trans Divergenti a BolognaDal 19 a 23 maggio si terrà al cinema Lumiere di Bologna, la terza edizione del festival di cinema trans Divergenti. Il festival, l’unico in Italia ad affrontare in modo specifico le diverse tematiche legate al transessualismo e al transgenderismo, dedica quest’anno particolare attenzione al rapporto tra transessualismo e sport, con la proiezione di Second Serve, fiction sulla storia della tennista transessuale Renée Richards, interpretata magistralmente da Vanessa Redgrave e di Erik(A), documentario su Erik Schinnegger, campionessa di sci che a vent’anni ha intrapreso il transito da donna a uomo, e un dibattito sul tema.

Il festival dà spazio anche alla riflessione antropologica su come l’esperienza transessuale viene elaborata in differenti contesti culturali, concentrandosi quest’anno sulla figura del femminiello napoletano. Molti altri gli argomenti toccati nelle 5 serate di proiezione, tra cui un omaggio trans del festival a Fellini. Transessualità e cultura, dunque, per far riflettere su un mondo dai toni spesso chiaroscuri, dove la transessualità è più di strada che di dibattiti. E invece, que mondo ci appartiene, va profondamente modificato nelle nostre quotidiane valutazioni ed idee.

La transessualità è sempre più sofferenza, emarginazione, violenza, con l’Italia ai primi posti per numeri di aggressioni contro di loro. Riflettere su come la transessualità è una condizione da accettare e far accettare, può aiutarci a vedere un paese diverso, che accetta queste differenze, se ne ciba culturalmente e socialmente, le aiuta a entrare nel mondo del lavoro, della cultura. Non è un caso che gli organizzatori abbiano pensato questa edizione, mettendo a a fuoco il rapporto delle persone transessuali con il mondo dello sport, dove ancora resiste una transfobia inutile e dannosa allo stesso sport.

Il caso di Renée Richards, di Erik Schinnegger, di altre e altri che hanno vissuto sulla loro vita e sulla loro pelle, discriminazioni e sofferenze a causa della loro condizione transessuale, sta a raccontare un mondo difficile, spesso pericoloso per la violenza, non solo fisica, che le persone esercitano contro le/i transessuali. Ancora oggi l’emarginazione è insopportabile in un paese che si dichiara a parole, civile.

Rinnovando la sua vocazione internazionale, il Festival Divergenti propone film da vari paesi, dalla Grecia ala Spagna, al più difficie Iran, alla Corea De Sud: un viaggio quasi planetario per scoprire i diversi modi di accettazione o di rifiuto. Bene hanno fatto a incentrare l’edizione di quest’anno anche su una figura dall’apparenza obsoleta come quella del femminiello napoletano, ancora oggi perpetrata in certi paesini vesuviani, più come un rito che non come quotidianità dell’essere. Una figura, quello del femminiello, omaggiata nei teatri, nei vicoli di antichi quartieri napoletani, ricordata da una storia, spesso raccontata verbalmente, che cerca di sopravvivere in una realtà parecchio mutata.

Bello anche l’omaggio trans a Federico Fellini, creatore di figure cinematografiche fuori dal comune, fuori dalle logiche di certi stili di normale rappresentazione.

Ad inaugurare il Festival, sarà, come è già accaduto lo scorso anno, una madrina d’eccezione, Nicoletta Mantovani, moglie del compianto Luciano Pavarotti, insieme a Vladimir Luxuria ed Eva Robin’s. Vale davvero la pena esserci.


Milano: transessuale insultata e aggredita perché in discoteca usava il bagno per le donne. Elisabetta Gardini docet…

Milano: trans insultata e aggredita perchè in discoteca usava il bagno per le donne. Elisabetta Gardini docet...

Piccoli fan di Elisabetta Gardini crescono… Ieri sera, scene di “lotta e di classe al Karma, discoteca di Milano. Il motivo? Una ragazza si reca in bagno e quando torna il suo ragazzo si accorge che lei sembra stranita e seccata. E la donna ammette il motivo di tale disagio: c’era una trans nel bagno (oh piccola, roba da non chiudere più occhio la notte…). Così il fidanzato si reca alla toilette e la aggredisce verbalmente:

“Anche se hai due seni e sembri una donna hai sempre un organo genitale e quindi questo bagno non lo puoi usare”

Ne nasce un diverbio acceso, ma ad averne (inizialmente) la meglio è stata Josè che ha stordito il ragazzo spruzzandogli in viso uno spray anti aggressione. Risultato? Il giovane ha passato il resto della serata al Policlinico, mentre la trans l’ha passata in questura per mancanza del permesso di soggiorno. E ora vi giro la domanda: per voi la transessuale dove doveva andare in bagno (sembra banale, ma come vedete non è sempre così…)?

Foto | Youblob


Regina Satariano, dirigente dell’Associazione Trans, aggredita al funerale del suo ex compagno

Regina Satariano, dirigente dell'Associazione Trans, aggredita al funerale del suo ex compagnoRegina Satariano, dirigente dell’Associazione Trans, è stata vittima di uno spiacevole quanto disturbante atto di violenza nei suoi confronti. La trans era legata sentimentalmente ad un importante uomo d’affari con cui aveva avuto una relazione lunga circa 21 anni e morto poco tempo fa. Il tutto è avvenuto nel peggiore scenario possibile, ovvero nei giorni che precedono la sepoltura della persona deceduta. Recatasi a far visita al suo compagno di una vita, non è stata riconosciuta dalla sorella dell’uomo e poi, successivamente, trattata male sia verbalmente che fisicamente.

Già quando l’uomo era ricoverato in ospedale vi fu un incontro freddo tra le due. Quando purtroppo viene a mancare, Regina si reca all’obitorio e si permette di suggerire, con tatto, alla sorella del defunto, un abbigliamento diverso per la sepoltura. Ma il consiglio non viene accettato e lei le rinfaccia di non avere nemmeno idea di chi sia. Regina chiede ad un inserviente se è possibile mettere una foto e una lettera nel taschino, ma la sorella se ne accorge, definendo il tutto “uno schifo“.

Il tentativo di rendere pacifico e civile il rapporto tra le due fallisce: al tentativo di un avvicinamento, come risposta, Regina ottiene un calcio negli stinchi. E, tornando per accertarsi che il ricordo lasciato all’uomo, sia stato inserito nella tasca della giacca del defunto, viene insultata dall’inserviente. Le urla contro, la insulta, la aggredisce, le chiude la mano dentro la porta nel tentativo di cacciarla. La sorella dell’imprenditore morto ammette di aver requisito lei la lettera perchè non voleva alcuna cianfrusaglia. Ricordi = cianfrusaglia. Solo al funerale dell’uomo, a cui la Satariano partecipa, viene riconosciuta dagli amici della persona che aveva sempre amato: di lei, lui parlava sempre con loro. Lei era la sua donna di Viareggio… Per sempre.

E ora scattano le denunce da parte della trans.

Foto | GoNews


Una modella transgender nella campagna Givenchy di Tisci

8 maggio 2010 aelred Nessun commento


Una modella transgender - un ex modello brasiliano che si chiamava Leo - apparirà nella prossima campagna pubblicitaria autunno-inverno di Givenchy, che si vedrà a luglio su L’Uomo Vogue. Lo ha deciso Riccardo Tisci in persona, designer della maison francese, scegliendo la sua assistente personale, Lea T., che vive proprio a Milano dove sta studiando medicina veterinaria.

Non è la prima volta che la moda si apre anche al mondo transgender, anzi spesso dalle passerelle emergono messaggi molto ambigui e androgini. Ma questa volta è esplicita la partecipazione di una persona transgender.


Chaz Bono ha ottenuto il proprio cambio di nome, ufficialmente

Chaz Bono ha ottenuto il proprio cambio di nome, ufficialmente

E anche l’ultimo passo necessario burocraticamente è stato compiuto: ora Chastity Sun Bono non esiste più e c’è solo Chaz Bono.

Il figlio di Cher, che aveva ammesso di sentirsi più felice che mai dopo la sua scelta di cambiare sesso, ha cambiato il proprio nome in Chaz Salvatore, proprio questa settimana. E un’amica dell’uomo ha confermato l’entusiasmo del diretto interessato:

“Non potrebbe essere più felice. È un passo importante nel cambio di sesso e gli permetterà il cambio anche nei documenti che mostreranno, d’ora in avanti, solamente chi è lui davvero”

Via | Advocate


Chaz Bono è felice del suo cambio di sesso e pensa che la gente si sia evoluta. Ma…

Chaz Bono è felice del suo cambio di sesso e pensa che la gente si sia evoluta. Ma...

Il figlio di Cher, Chaz Bono, ha ammesso di essere veramente felice per la sua transizione così rapida. Bono, 41 anni, ha vissuto da lesbica fino allo scorso anno, quando ha iniziato i procedimenti per il cambio di sesso. Sabato è atteso ai GLAAD Awards, insieme alla compagna Jennifer Elia. E ad Access Hollywood ha dichiarato:

“Il 20 marzo è stato un anno esatto da quando ho iniziato a prendere il testosterone. E, oh mio Dio, sono davvero felice, mi sento così bene!”

Il ragazzo è stato sempre attivista per i diritti Lgbt per anni e ha iniziato i processi di cambio sesso sotto l’occhio pubblico:

“Ho visto davvero molte reazioni positive dalla gente. Ho sperato che le persone iniziassero a progredire e fare passi avanti, cercando di comprendere di più gli altri, e finora la mia esperienza personale me ne ha dato conferma”

Belle parole, senza dubbio, anche se, forse cinicamente, penso che la reazione della gente che circonda la vita di Chaz Bono (figlio di Cher), lontano anni luce da problemi di soldi, lavoro, affitti e pregiudizi, possa essere ben diversa dalla vita di una qualsiasi persona qualunque che, nel mondo, decide di cambiare sesso e deve affrontare tutto da solo o con l’appoggio di una comune famiglia media. Forse dovrebbe essere chiesta anche la loro opinione, non credete?

Foto | Katu


Piero Marrazzo, le transessuali, il calvario e l’abominio. Quando si costruisce un mostro immaginario!


Bastano pochi minuti per demolire un castello di bugie, di nefandezze, costruite ad arte per seppellire la vita di un uomo. Bastano pochi minuti per fare di quell’uomo un mostro tentacolare, un abietto. Minuti preziosi, calcolati, feroci e, nel primo caso, minuti che tentano di restaurare una giustizia persa, di restituire valore alla vita attaccata, di restituirgli in qualche maniera un decoro perso. Dal 23 ottobre dello scorso anno, il politico, l’ex anchorman televisivo, l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, era stato trascinato in una storia di transessuali, di droga, di ricatti, di abusi di potere, di macabri scenari che hanno segnato la vita di una transessuale, finita morta chissà come e perché. I misteri di una Italia nera, misteriosa, ricattatrice. Lui era stato costretto alle dimissioni, messo alla gogna, finito per essere l’agnello sacrificato in nome di chissà quale Italia perbene, onesta, pudica, scevra da ogni altro scandalo.

Ora, a scagionare completamente Piero Marrazzo, ci hanno pensato i supremi giudici della Corte di Cassazione, che hanno confermato il ruolo ricattatorio dei militari coinvolti nel caso; aggravando quella di un maresciallo e dicendo a chiare lettere, per quanto concerne la posizione di Piero Marrazzo nell’ambito della vicenda che lo ha portato alle dimissioni dopo essere stato sorpreso e filmato da alcuni carabinieri insieme alla trans Natalì, anche con una dose di cocaina, la Suprema Corte - respingendo i tentativi dei difensori dei carabinieri di gettare discredito sulle dichiarazioni dell’ex governatore - rileva che “nei confronti di Marrazzo nulla autorizza ad ipotizzare condotte delittuose, essendo egli chiaramente la vittima predestinata di quella che è stata considerata come un’imboscata organizzata ai suoi danni”. Irrilevante persino l’uso dell’auto di servizio con cui Marrazzo si recava agli appuntamenti con le transessuali; pretestuose le altre accuse orchestrate e servite per incastrare l’ex governatore. Scrive, tra l’altro la Cassazione:

“La progettazione della ’scena’ messa in atto a via Gradoli era chiaramente protesa a non dar scampo al Marrazzo, a renderlo vulnerabile e disponibile a soddisfare ogni possibile richiesta di denaro o altri favori”

Ora, dopo queste parole chiare da parte dei giudici, resta tutto quello che è accaduto dal 23 ottobre in poi. Resta la vita di un uomo che è stato portato al patibolo, con le sue debolezze, una vita familiare tenuta in piedi grazie al rapporto sodale con la moglie, ma, soprattutto resta un pantano dove una persona, Brenda, è morta e ancora attende di avere pietosa sepoltura, come ha ricordato recentemente anche Vladimir Luxuria. La politica che in questi lunghi mesi ha ipocritamente schivato il caso Marrazzo, quando non lo ha attaccato con le armi dell’ignominia, oggi dovrebbe riflettere, guardarsi nell’intimo e trovare altre verità mai dette.

Ad esempio che non solo Marrazzo è l’unico trans- lover; coloro che amano la compagnia e i favori sessuali delle transessuali. Lo disse chiaramente, in una intervista sempre Luxuria:

“Diciamo che Marrazzo non è l’unico, ce ne sono tanti. I viali dove ci sono le trans non sono mica deserti. Esistono in politica così come in tutte le classi sociali. In percentuale né più né meno rispetto agli impiegati o agli operai o ai giornalisti”

Si disse anche, se non vado errato, che qualcuno tra questi fu fermato in tempo, mentre si stava avviando in un convivio amoroso con una transessuale. A noi, in fondo, interessa, più che la storia che ha già trovato fiumi di pagine scritte in ogni dove, l’ipocrisia che vi è quando si parla di rapporti sessuali con le transessuali e, perché no, anche con quelli omosessuali.

Vige da noi una specie di “Don’t ask, Don’t tell” che coinvolge un po’ tutti. Si fa, si va, ma non si dice! Il racconto è personale, talmente personale che lo si può usare contro quando pubblicamente si esige una patente di pura eterosessualità. Le transessuali per molti sono merce da usare; così come un rapporto omosessuale lo si deve vivere rigorosamente nell’anonimato e nella clandestinità. Lo esige la società, la politica, la famiglia tradizionale, gli eventuali figli. Forse lo esige pure la chiesa, chissà! Si sono scoperti omofobi incalliti pescati con le mani e il corpo nel corpo di altri ragazzi; politici dalla pelle dura contro ogni forma di legittimazione dei diritti lgbtq che vanno a trans, a gay e a chissà quali altri gusti sessuali. Certo, non parliamo dell’Italia, o forse ne potremmo parlare, a sentire certe fonti che sembrano gossip solo perché non se ne fanno i nomi.

Siamo l’Italia dove la sessualità è una, inviolabile, sancita dal volere comune: l’uomo va con la donna, punto. Solo che poi, basta girarsi un pochino e si scorgono fiumi di persone ferme ai cigli delle strade a pattuire rapporti con le transessuali o con giovani; persone che danno appuntamenti in alberghi al terzo sesso; feste e festini dove l’univoca sessualità va a farsi benedire a favore di ogni altro piacere.

Nessuno si è mai occupato delle vite di queste persone che fanno parte della nostra comunità. La transessualità è ancora vissuta come momento sessuale, chiusa in un mondo losco, indeterminato, misterioso. La mercificazione della carne sembra quasi accompagnarsi alla mercificazione dell’anima. E invece, esistono transessuali, tante, tantissime, che lottano per una dignità personale e sociale, lottano per essere aiutate, ascoltate. Ai tempi della terribile vicenda Marrazzo, Porpora Marcasciano, voce militante del Mit, dalle pagine de “Il Manifesto” scrisse:

“Se ha costruito il suo corpo per essere una bomba di sesso e per vendere prestazioni sessuali, forse, liberi dal pregiudizio, dovremmo riconoscere quell’aspirazione come legittima piuttosto che stabilire dove e come dovrebbe collocarsi! Ma in Italia un riconoscimento di questo tipo è pura utopia! Come pura utopia sembrano essere diventati i diritti civili e la dignità delle persone transessuali, in un paese che risulta essere al primo posto nel mondo per omicidi transfobici, ma quella è un’altra storia, perché all’Italietta non interessa, vuole sapere piuttosto cosa ha trovato in loro Marrazzo o Lapo Elkan….indovina indovinello? Chiaramente Lapo e Marry e solo loro, sicuramente non mio marito, mio figlio, mio padre ecc’etero ecc’etero! Sarebbe stata la stessa domanda, magari articolata meglio, che avrei voluto porre a Ida Dominijanni all’Infedele di Lerner quando ha dichiarato che un (sottolineo il maschile) transessuale è un uomo che si maschera da donna. Per tutte/i noi non è stato bello. Diciamo che da lei ci si sarebbe aspettato altro. Può darsi che il femminismo della differenza faccia chiudere gli occhi su quello che non è donna, ma sinceramente non credo si tratti di una maschera, piuttosto del contrario”.

Forse la vicenda Marrazzo non è ancora conclusa; tante le domande senza risposte e tante le questioni che la magistratura dovrà appurare. Resta questa buona notizia per uno dei protagonisti, sceso in politica e finito in una canea mediatica e personale che lo ha portato alla semidistruzione. Resta un’Italia che gode dei servigi delle transessuali, per poi dimenticarsi dei loro diritti e della loro umana esistenza.

Foto | ZioDave


Giallo su Vladimir Luxuria. Una sua amica pensa si sia sottoposta al cambio di sesso.


È bastata la visita di una sua amica, probabilmente molto chiacchiericcia o in cerca di visibilità, a far fibrillare il mondo del gossip. La protagonista è la brava Vladimir Luxuria che, pare abbia fatto quello che per molti era nelle sue intenzioni da parecchio tempo: il cambiamento definitivo di sesso. L’amica (?!) Mara Keplero, in visita a casa della Luxuria, pare abbia notato sul tavolo di casa un biglietto aereo della Royal Air Maroc, andata e ritorno per Casablanca. Afferma anche di aver visto una serie di medicine post-intervento chirurgico e ha notato sulle braccia di Vlady buchini e lividi da flebo. Secondo la Keplero, l’amica si presentava debole e con difficoltà a camminare-

Se non bastasse, pare che per tutto il pomeriggio, una psicologa continuasse a telefonare all’ex parlamentare per sapere del suo stato fisico. La Keplero dice di aver chiesto a Vlady: “Ah, ma allora sei andata a Casablanca ad operarti nella settimana di Pasqua, proprio come avevi detto?”, ottenendo uno sviamento del discorso.

Vero, falso, puro gossip? Ci è sembrato difficile e inutile chiedere lumi ora alla interessata. Di certo, quel che aveva dichiarato nei mesi scorsi, di volersi sottoporre ad una operazione per il cambiamento di sesso, era poi rimasto nel limbo e nell’incertezza della stessa Luxuria che, in un incontro da una manifestazione pubblica non aveva voluto dipanare la questione. Quel che ci lascia un po’ basiti è come certa stampa generalista si fiondi su queste notizie, trattandole come fosse un gossip da balera.

Su iltempo.it, la notizia viene riportata nel peggiore dei modi:

“Scoop boom! Fermi tutti, il dado è tratto: Vladimir Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno da Foggia, ha fatto zac! E il pistolino non c’è più!”

Ora trattare il tema con questa leggerezza, come si stesse parlando di uno show televisivo, appare un po’ penosetto, sapendo molti che quella è una strada anche di sofferenza, di riflessione, di enorme responsabilità.

Vladimir in tutti questi anni non si è mai sottratta alle sue passioni politiche, alla sua scelta di campo per le persone lgbtq, e un po’ di rispetto lo meriterebbe da tutti. Potrebbe essere una notizia il definitivo cambio di sesso della Vlady, ma ci vuole anche rispetto e dignità verso la persona prima e verso la scelta - se scelta c’è stata - poi, trattando la questione con la delicatezza che merita e non uscirsene con:

…nascondere la verità a una trans che ne sa più di te è veramente impossibile. Auguri Vladi alla tua nuova vita, anche se a noi piacevi di più “nature”

Ma, scusate, “nature” de che? Per noi, Luxuria rimane “nature”, così come il resto delle transgender, così come intende essere e volere. Non diciamo sciocchezze.

Foto | RedGlow82


Seminario pagato da Alemanno per spiegare ai vigili come comportarsi con i gay, trans, lesbiche e bisessuali

Seminario pagato da Alemanno per spiegare ai vigili come comportarsi con i gay, trans, lesbiche e bisessuali

Ammetto che quando ho letto la notizia, il mio primo pensiero impulsivo è stato “Ma è davvero necessario un seminario?“. Ebbene, a quanto pare sì. Alemanno ha infatti organizzato e pagato un corso di formazione su orientamento sessuale e identità di genere per i vigili urbani e dipendenti di Roma. E Umberto Croppi, l’assessore di Roma alle Politiche culturali, ne parla così:

“Gay, lesbica, eterosessuale, transessuale, bisessuale. Il primo seminario è stato finalizzato a fare chiarezza su questi termini”

Un dizionario non basta? Lo scopo sarebbe quello di promuovere la sicurezza e di sapere le regole su come comportarsi in modo corretto e senza imbarazzi o titubanze, di fronte a possibili gay o trans. A me questa cosa suona un po’ sullo stile di “Come reagire se hai davanti un dinamitardo che ti minaccia con un busta piena di antrace“, ma probabilmente sono io prevenuto…

Foto | IlMattino


Grande Fratello: Gabriele Dario Belli è anche per la legge un uomo


Peggio dei luoghi comuni sui gay ci sono solo quelli riguardanti le lesbiche. Per molti maschi eterosessuali le donne omosessuali sono ancora, e soltanto, delle persone piuttosto esibizioniste (ogni riferimento a Sarah Nile e Veronica Ciardi non è casuale) che passano il loro tempo a strusciarsi contro per soddisfare le fantasie dei mariti frustrati.

La realtà, come accade molto spesso, non coincide con l’immaginario dopato di alcuni. Mentre alcuni si domandano su quanto possano essere lesbiche da uno a dieci una coniglietta di Playboy e l’amichetta altri decidono di andare avanti.

Gabriele Dario Belli, concorrente transessuale (FtoM) del Grande Fratello, è diventato a tutti gli effetti un uomo. In estate oltre a prepararsi per il matrimonio con la compagna storica inizierà le pratiche per adottare un bambino.

Nella sua eccezionalità la storia di Gabriele è più normale di quella raccontata da altri concorrenti del Grande Fratello che rappresentano solo delle fantasie. Dei pensieri legittimati più dei desideri inespressi di una parte della cittadinanza italiana che ai propri amministratori chiede solo di vivere una vita come quella di molti altri.

Arriverà il giorno in cui le persone come Gabriele non saranno solo dei concorrenti perfetti per il Grande Fratello ma degli anonimi vicini di casa.


Povera Norrie, l’Australia gli toglie lo “stato neutro” un sesso che non esiste al mondo

Povera Norrie, l'Australia gli toglie lo "stato neutro" un sesso che non esiste al mondo Ha chiesto e preteso le scuse ufficiali del governo australiano e un cospicuo risarcimento. Per Norrie May-Welby, dopo la decisione del governo di Camberra di accogliere l’istanza del tribunale di riconoscerlo come persona di sesso neutro, è arrivata la delusione più cocente e con essa la rabbia. Finito/a sui mass media di mezzo mondo proprio a causa di quella decisione tribunalizia, Norrie sembrava risorta a nuova vita, era una persona soddisfatta dopo anni di dilemmi su come e cosa dovesse essere per i suoi simili.Ovvio che qualcosa non andava; che, probabilmente, Norrie avrebbe avuto qualche problema non certo nella sua seconda patria, ma fuori dai confini australiani. La quarantottenne di origini britanniche dichiara che questa nuova decisione l’ha ucciso/a; un colpo ferale che ha spezzato il trionfo di una battaglia lunga e difficile che sembrava aver raggiunto il traguardo con una vittoria storica e unica nel suo genere.

A fiaccare le soddisfazioni di Norrie l’ufficio per lo stato civile del Nuovo Galles del Sud dove l’essere di stato neutro si era recato/a per il suo nuovo certificato di attestazione. Lo stesso ufficio, dopo aver chiesto un parere legale ha negato e annullato il certificato di nascita di Norrie: non si poteva inserire un sesso che non esiste tra gli umani e quindi niente documento. Immaginate l’espressione del protagonista di questa storia quando, dopo un calvario tra avvocati, sentenze, consulenze mediche e psichiatriche, si è vista/o catapultata/o al punto di partenza. Che succederà ora? Probabilmente sarà lo stesso ufficio a impugnare la sentenza dei giudici e anche il governo si è detto disponibile, non potendo sconfessare un’altra istituzione. Norrie, da parte sua ha già presentato ricorso alla Commissione diritti umani.

“Quando ho ricevuto la telefonata - racconta una affranta Norrie - mi sono sentito come se mi avessero ucciso. La mia identità è stata divulgata in tutto il mondo, e ora il governo si riprende quello che mi aveva riconosciuto. Non poteva procurarsi prima la consulenza legale?”

Con lei, c’è da scommetterci aveva suonato le fanfare della vittoria, anche il movimento lgbt di Sidney che si chiedeva la necessità di estendere l’acronimo usato nel mondo per indicare i generi diversi dall’eterosessualità, ma di più sentiva quel riconoscimento come una nuova strada da percorrere per altri eventuali Norrie. Del resto, lei, anche dopo l’operazione che da uomo l’ha trasformata in donna, senza l’ausilio di ormoni, e con una vagina, a 28 anni, non aveva mai lesinato il suo appoggio alla comunità lgbt, partecipando ai Gay Pride, ora vestita da suora, ora nel ruolo che le calzava meglio: una cantante a metà strada tra Patti Smith e Lou Reed, con una esile figura che ricorda i magnifici anni del Bowie-Ziggy Stardust.

Nei giorni scorsi, subito dopo la decisione di “accontentare” Norrie, dalla sua terra di nascita, si era fatto sentire il Gender Trust che per bocca di un suo portavoce, aveva fatto capire che di Norrie ne esistono anche il Gran Bretagna e che poteva aprirsi un contenzioso anche lì:

“A molte persone - ha detto- piace l’idea di non avere un’identità sessuale”

Cambia il mondo; cambiano le idee e cambiano i vocabolari di vita. Se una volta si lottava per affermare con orgoglio la propria e altrui diversità; oggi sono in parecchi a voler entrare in una “normalità” non solo in termini di diritti. E in questa “normalità”, il passo successivo era quello di Norrie: una nuova declamazione dell’essere, come un poema senza generi. Possibile? Bisognerebbe interrogare linguisti come Tullio De Mauro per poter capire e inventare attribuzioni soddisfacenti a persone che non si sentono appartenere a nessuno dei generi finora frequentati. Norrie, da quanto sappiamo, parla al maschile con organi sessuali femminili, ma basta questo a sedare i nostri e altrui animi?

Di certo, per Norrie, almeno da parte nostra, la comprensione è tanta, leggendo la sua vita mutilata da tante sofferenze, persino da uno stupro dopo il cambiamento di sesso.

“Anni dopo l’operazione - scrive sul suo blog - è sorto il problema dei documenti: dichiarare di essere uomo era in contraddizione con il fatto di essere castrato e con le mie movenze femminili. Dire di essere donna rischiava di farmi arrestare per falso da solerti funzionari. La soluzione più semplice era, ed è, quella di non avere alcuna identificazione sessuale sui documenti. Così ho chiesto all’ufficio del registro del Nuovo Galles del sud - Stato australiano del sudest - di darmi un certificato senza sesso. Presi un acido ad una festa di eterosessuali. Da quel momento ho capito che non aveva senso chiedermi se ero donna o uomo. Sono un essere umano, voglio essere sia uomo che donna”

Dopo aver ottenuto quello per cui aveva lottato, Norrie, soddisfatto/a aveva fatto cambiare il suo stato in banca, alla motorizzazione e alla sicurezza sociale. E ora, gli dicono che è tutto da rifare, che non sarà e non potrà essere il primo essere umano di sesso neutro. Povero/a Norrie, forse non le resta che viversi la vita così come è. E al meglio!


L’Australia fa la storia e riconosce legalmente il genere “non specificato”

15 marzo 2010 Robo Nessun commento

L'Australia fa la storia e riconosce legalmente il genere â��non specificatoâ��La battaglia di Norrie (in foto) è stata lunga e dura, ma alla fine ha vinto: sui suoi documenti ci sarà scritto “sesso non specificato”. Il governo del New South Wales emetterà, quindi, un certificato che sostituirà il tradizionale atto di nascita in cui c’è scritto che chi è nato è maschio o femmina.

Norrie, appartenente alla Sex and Gender Education Australia, al momento della nascita è stato registrato come uomo e, a seguito di tutto il cammino di transizione, è stata riconosciuta legalmente come donna. Ma Norrie non si sentiva soddisfatta che dovesse essere identificata come “donna” o come “uomo”. Aiutata da medici che hanno diagnosticato l’impossibilità di determinare il suo sesso, Norrie ha assunto un’identità androgina e si è battuta perché le fosse riconosciuta.

Il “sesso non specifico” è importante non solo per chi si sente androgino, ma anche per tutte quelle persone intersessuali che al momento della nascita vengono forzatamente registrate come maschietti o come femminucce, spesso a scapito della loro vera identità.

Immagino che molte testoline dl nostro emisfero si surriscalderanno nel disquisire su tale decisione, aggrappate come sono alla logica del “o si è bianchi o si è neri, o maschi o femmine”.


La trans Efe Bal ospite a Domenica Cinque: “Non mi opererò mai, potrei anche innamorarmi di una donna”

Efe Bal ospite a Domenica Cinque: "Non mi opererò mai, potrei anche innamorarmi di una donna"

Efe Bal è stata intervistata oggi, sempre da Barbara D’urso a Domenica Cinque, probabilmente sotto lo slogan di “Lgbt = ascolti”. Durante il programma ha parlato della sua difficoltà da ragazza, nata in una famiglia comunque agiata, a riuscire ad acquistare una sua personale serenità. E ha spiegato anche come ha iniziato a prostituirsi:

“Volevo non dipendere più da mia madre e non doverle più chiedere sempre e continuamente soldi. Lei, probabilmente, aveva capito quello che facevo ma non ne abbiamo mai parlato… Inizialmente non avevo molto successo. Così ho scelto di rifarmi il naso mentre ero ancora ad Instanbul e prima di venire a Milano. Poi ho deciso di operarmi al seno”

E ha ammesso anche di non essere interessata a cambiare sesso totalmente:

“Non mi fido molto degli uomini e non cambierò mai del tutto sesso. Potrei anche decidere di innamorarmi di una ragazza e vivere insieme a lei. Io non mi fido degli uomini. Non voglio essere una persona infida, allontanare il marito dalle proprie moglie”

Racconta anche di quando gli uomini la corteggiano in spiaggia. Nel momento in cui capiscono che è una trans, automaticamente pensano solo che siano prostitute e cercano il modo per fare esclusivamente sesso. L’idea comune è che le trans siano semplicemente tutte in vendita. E questo luogo comune è alla base della società e della mente maschile.


Efe Trans, la signorina maschile che fa impazzire gli uomini

Efe Trans, la signorina maschile che fa impazzire gli uominiÈ così bella che gli uomini – uomini che amano le donne e non disdegnano altre “escursioni” – fanno follie per poter usufruire della sua splendida compagnia; della sua arte amatoria, tanto da trascinare, in alcuni incontri, la propria donna che s’incanta di fronte alla fantastica variante di un sesso molto grosso. Efe, la trans “più bella del mondo” è l’unanime coro di chi l’ha incontrata e assaggiato il sapore delizioso dei piaceri carnali con lei. Così la descrive Natalia Aspesi:

“La signorina maschile di aspetto più dolcemente femminile della maggior parte delle donne: a parte l’altezza, 1 metro e 90, infrequente in una donna, per il resto è carinissima; taglia 42, seno piccolo, occhi verdi, capelli corti ramati, non ha niente in comune con le giovanottone brasiliane dai seni contundenti e un po’ di barba, che sbucavano da ogni angolo televisivo, ospiti soprattutto di melliflui conduttori arrapati”

Chi di lei sa poco e nulla, ora esce un libro, edito da Mondadori dove Efe ha raccontato la sua vita, e i suoi “maschi” a Stefania Berbenni. Titolo: “Quello che i mariti non dicono“. Parafrasando un importante film di Marilyn Monroe, qualcuno ha scritto, pensando proprio a lei: “Gli uomini preferiscono le bionde, sposano le more e… fanno sesso con le transessuali“.

Efe Bal, di origine turca e milanese d’adozione, oggi vive in un mondo che parecchi le invidiano. Non si fa mancare nulla: veste Chanel; ha auto tra le più lussuose, borse Gucci e Prada ai piedi. E parecchie case! A desiderarla, nababbi parigini, italiani, mariti esemplari che gradiscono le molteplici performance della trans più cliccata su internet, che fa splendide apparizioni in televisione e, ovviamente, la più professionale nei convivi sessuali. Si legge nel libro:

“… prima o poi qualsiasi uomo vuole provare l’esperienza del trans… non dico tutti ma quasi tutti…. Se fossi sposata non mi fiderei. Non c’è cittadino al di sopra di ogni sospetto…”

E ancora:

“Potrei dire che noi trans siamo avvantaggiate perché, avendocelo, sappiamo come far godere un uomo… eppure ciò che eccita i miei clienti è vedere che ce l’ho duro…”.

Da professionista Efe racconta gli uomini per come sono nella quotidianità, con i loro misteri e le voglie ancor più misteriose quando si infilano in una carnalità che paiono disprezzare nel loro ipocrita mondo. Vizi e virtù si mescolano in un gioco diafano, turbolento, fatto di mille piccoli sapori “proibiti”. Peccato che fuori da quei giochi, da quelle altalene dove il maschio diventa altro, la transessualità viene vista con un disprezzo lezioso, impraticabile, meschino. Va di pari passo con certa omosessualità, cercata all’imbrunire o a tarda notte, che diventa pericolosa e sgradevole al sorgere del sole. Che uomini questi uomini!

Foto | La Stampa


Dall’America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe

Dall'America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe I gay ormai sembrano essere passati “di moda”. In America, infatti, li hanno mandati in pensione e li hanno sostituiti con tre trans, impegnate, nel programma “Transform me” a rifare il guardaroba delle donne che si rivolgono a loro. Il network VH1 ha reclutato Laverne Cox, Jamie Clayton e Nina Poon come esperte di look femminile.

Il luogo comune sottolinea come le transgender abbiano il gusto migliore in fatto di make up: quale gusto migliore di un ex uomo in un corpo di donna? Perciò, il loro scopo è quello di far tornare in contatto con la loro parte femminile, le donne che si sono lasciate troppo andare e vogliono riprendere in mano la propria vita e autostima.

Fonte | InctinctMagazine


Nichi Vendola non dimentica il movimento e candida una transessuale

Si chiama Luana Ricci, 47 anni ben portati, formosa e riccia di capelli. Diploma in pianoforte al conservatorio musicale di Lecce e in musica jazz a quello di Bari. Il governatore uscente pugliese, Nichi Vendola, conosciuta la sua storia l’ha voluta come candidata nella lista La Sinistra e l’ambiente che appoggia Nichi per un nuovo mandato. Una vita difficile quella di Luana, nata all’anagrafe come Marco Della Gatta, e poi il successivo percorso verso la transessualità con tutte le complicazioni che ogni transessuale conosce e vive sulla propria esistenza. Dichiara Luana:

Non ho mai svolto attività in campo politico, se non durante gli anni adolescenziali nei gruppuscoli di attivisti del liceo scientifico che frequentavo. Però ho sempre coltivato l’impegno nel sociale, sentendomi comunque di sinistra e condividendo valori fondanti. In primo luogo il rispetto per ogni persona, specie per quel genere di persone considerate dal pregiudizio comune “diverse”. Come i trans, ad esempio.

È proprio a causa della sua transessualità che ha perso il posto. Faceva l’organista e il direttore del coro nella cattedrale di Lecce, ma quando la Curia ha saputo della sua vicenda personale, non ci ha pensato un attimo: licenziata! Nessuno l’ha aiutata; qualche sacerdote che voleva difenderla è stato dissuaso e per Luana è stata la sua nuova quaresima.

Come tante nella sua stessa condizione, Luana, ad un certo punto comincia a sentirsi imbarazzata negli abiti maschili e comincia la transazione con il supporto medico dell’Onig di Bari. Dice che vuole morire da donna; che si sottoporrà a tutta quella trafila di burocrazia e interventi per “tornare” ad essere se stessa, liberando la donna che è in lei.

Di lei dicono sia molto brava come insegnante di musica e compositrice: dirige cori e impartisce lezioni di pianoforte; scrive dei meravigliosi gospel, si fa benvolere dalle suore Marcelline che gestiscono un istituto privato, il più prestigioso della città.

Quando in diocesi si sparge la voce dei suoi legittimi propositi, la bravura non basta; non bastano i tanti riconoscimenti internazionali che Luana possiede per il suo talento artistico e culturale: se le transessuali non trovano lavoro nella società secolare figurarsi in quella clericale ed ecclesiastica. Fuori!

Ora è in corsa alle regionali con un altro esponente del movimento lgbt italiano, Nichi Vendola che, in caso di vittoria, non è detto che non la destini ad un assessorato che si occupi di diritti civili.

“Se eletta affronterei le problematiche che provengono dal basso, dal sociale, portando avanti l’idea che solo uno sviluppo culturale, di mentalità, può far crescere la democrazia che di riflesso favorisce la crescita sociale. Che deve cominciare dalle scuole, dove un’informazione corretta risolve già in partenza questioni che poi appariranno insormontabili. L’impegno nel sociale rimarrà invariato, se la mia candidatura non approderà a nulla. Comunque, per me è cominciato un nuovo percorso”.

Foto | Sinistra e Libertà


Rovyna Riot: la candidatura più queer delle Regionali in Lombardia

22 febbraio 2010 aelred Nessun commento


Nella regione più solidamente di destra che ci sia in Italia, nel feudo di Comunione e Liberazione, nel cortile di casa di Roberto Formigoni, che corre per il suo quarto (?) mandato come presidente della Regione, irrompe una candidatura decisamente queer.

“Rovyna Riot, una degli altri” è lo slogan di questo progetto che candida alle elezioni 2010 un’idea, un’immagine, un volto coperto di trucco, quello di Rovyna Riot, nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà.

Presto ne sapremo molto di più, ma intanto dal manifesto di Rovyna ecco poche parole di presentazione:

“Rovyna, una degli altri”: per dare voce a tutti coloro che non si riconoscono in una politica fatta per pochi, ma che si arroga il diritto di rappresentarci tutti, parlando invece una lingua per eletti, che produce solo immaginari negativi, lugubri e di odio.

Gli altri sono tanti, la maggioranza, eppure risultano invisibili a Milano, una città che è sempre meno solidale e sempre più soffocata dall’ipocrisia di chi in questi quindici anni l’ha resa invivibile, mascherando la censura di spazi, idee, cultura ed attività con l’offerta di una presunta sicurezza per i cittadini.

Rovyna è dirompente. Rovyna è ironia. Rovyna ha l’arroganza giusta per lanciare una sfida in una città che ha sempre più bisogno di recuperare la propria tradizione culturale e tornare ad essere una capitale europea capace di affrontare le nuove sfide economiche e sociali con credibilità e umanità.


In Francia la trasessualità non è più considerata una malattia mentale

13 febbraio 2010 Robo Nessun commento

Roselyne Bachelot  ministra della sanità franceseLa Francia è il primo paese al mondo a depennare la transessualità dall’elenco delle malattie psichiatriche. Roselyne Bachelot (in foto), ministra della Salute, degli Affari Giovanili e dello Sport francese, l’aveva promesso lo scorso 16 maggio, vigilia della giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia e ora, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono stati soppressi “i problemi precoci dell’identità di genere” in un articolo del codice della Sicurezza sociale relativo alle “malattie psichiatriche di lunga durata” (in Italia, il transessualismo è associato al disturbo disforico di genere che il DSM-IV – Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – cataloga fra i disturbi mentali).

Sempre a maggio dello scorso anno diverse personalità del mondo scientifico e politico avevano chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale.

Il mondo cambia. Piano piano, ma cambia.

Foto | Flickr


Terzo figlio in arrivo per Thomas Beatie

Terzo figlio in arrivo per Thomas Beatie

La prima gravidanza di Thomas Beatie, la donna diventata uomo, aveva sconvolto il mondo intero. Poi, poco tempo dopo la nascita, vi fu la notizia del secondo figlio in arrivo. E adesso? Ora, la notizia che in autunno, Thomas partorità per la terza volta.

Ma lo scandalo iniziale ora sta diventando sempre più legato al comportamento della coppia che, anche in questo caso, sembra già essersi concordata per esclusive con varie riviste e giornali. Hanno infatti già deciso di dare le fotografie della gestazione (e della nascita) a Splash News, un’agenzia fotografica, intenta poi a piazzare le foto nei vari giornali (attraverso una generosa offerta).

Per cui, in molti si chiedono, quanto, ormai, sia desiderio di creare una famiglia numerosa oppure il senso degli affari, del business, dietro a questa storia.

Foto | FisherWy


Lite a Pomeriggio Cinque: Sandra Alvino aggredisce verbalmente Vladimir Luxuria e poi abbandona lo studio

Lite a Pomeriggio Cinque: Sandra Alvino aggredisce verbalmente Vladimir Luxuria e poi abbandona lo studio

Ebbene so che non ci crederete, ma c’è stata una “rissa” a Pomeriggio Cinque, il programma di Barbara d’Urso. So che vi sembra strano ed incredibile, ma ho il video che può dimostrare e confermare le mie (improbabili) parole. Al centro del ‘ring’, Sandra Alvino, la trans che si era sposata a Firenze con il suo uomo; a causa di questo rito, il prete era stato scomunicato.

Sandra Alvino, che ha sicuramente un passato molto tormentato e pesante, con esperienza anche di un lager, inizialmente se l’è presa con parte del pubblico (dando della “Stupida!” ad una di esso). Inoltre, la Alvino dice di non riconoscersi in Luxuria, perchè non si sente affatto una trans ed è stanca di essere definita così.

Infine, ribadisce che è colpa dei “giornali di Luxuria” se il marito viene insultato e ridicolizzato. Lei ha portato avanti una battaglie per decenni, solo per poter avere il suo nome da donna. E quando qualcuno del pubblico sottolinea il grande apporto dato da Luxuria per la battaglia dei diritti gay, Sandra si alza e nega queste parole, dicendo che a Vladimir non deve essere riconosciuto, invece, nulla. Dopo il salto, il video in questione (e oggi Queerblog vi regala un gioco emozionante nel contare quante volte Barbara d’Urso ripete le parole “Sandra” e “Per favore)”.


Il cardinale Bagnasco incontra le trans di Genova

9 febbraio 2010 aelred Nessun commento


Il cardinale, le trans e le suore. Non, non vi spaventate: non è il quadretto di un sordido incontro smascherato da Vittorio Feltri, ma una foto ricordo scattata a Genova, che ci restituisce il cardinale Bagnasco in una dimensione dolce di pastore, vicino anche alle persone omosessuali e trans. Niente di più distante dall’acrimonia di altri presuli, come monsignor Scatizzi.

Il presidente della Cei, che è anche vescovo di Genova, ha incontrato un gruppo di trans dei vicoli, dell’associazione Transgenere, durante una visita pastorale alla parrocchia di San Siro, grazie alle suore contemplative. E, secondo le parole di Regina Satariano, il cardinale

«è stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti. Sicuramente non ha condiviso la naturalezza del mio essere transessuale, ma siamo riusciti a dialogare. Vorrà dire che aspetteremo magari cent’anni, come secoli ha atteso Galileo prima che di essere accettato dalla Chiesa. Siamo convinte di essere nel giusto».

Un segnale di apertura e comunque di accoglienza da parte del massimo esponente dell’episcopato cattolico in Italia. Ai gay e alle trans credenti farà sicuramente piacere; anche se noialtri preferiremmo più incontri pastorali e meno ingerenze pubbliche da parte delle gerarchie cattoliche. In ogni caso, meglio un cardinale che incontra le trans e si fa fotografare con loro, piuttosto di uno che addita gay e trans come creature del demonio.


Usa: cambio di sesso detraibile dalle tasse

8 febbraio 2010 aelred Nessun commento

I transessuali americani da ora in poi potranno detrarre dalle tasse le spese per la riassegnazione del sesso (il “cambiamento di sesso”, detto nel linguaggio corrente): tutto merito di una signora sessantacinquenne, Rhiannon O’Donnabhain, che era nata uomo e ha speso 25mila dollari per tutte le operazioni di cambio di sesso.

L’amministrazione federale, però, aveva contestato che la signora detraesse 5000 dollari dalle tasse: secondo il fisco, infatti, le operazioni chirurgiche per il cambio di sesso sono estetiche e non mediche. La signora ha presentato un appello, sostenuta dagli avvocati della Glad, e la corte fiscale le ha dato ragione.

Non è solo una vittoria per lei, sostiene Rhiannon, ma per tutte le persone transessuali, che dopo questa sentenza potranno vedersi riconosciuto il diritto di avere un contributo statale.

Va aggiunto un particolare per amore di verità: quello che negli Stati Uniti è stato riconosciuto solo ora con una sentenza, in Italia è realtà da molti anni. Il Servizio sanitario nazionale - su cui in troppi si scagliano senza sapere niente - eroga gratuitamente anche interventi di questo tipo, quando c’è un’indicazione medica. Almeno in questo il nostro paese non è dietro agli altri. Le amiche e gli amici trans, comunque, possono intervenire per spiegare meglio come funzionano le cose da noi.

Foto | dal film Transamerica


Usa: sei una trans? Per te è illegale usare il bagno delle donne

Usa: sei una trans? Per te è illegale usare il bagno delle donne Una trans ha raccontato l’umiliazione che ha provato quando le è stato detto che per lei era illegale poter usare il bagno pubblico femminile, mentre era in un pub. Katrina Harte, 46 anni, ha iniziato il suo percorso di cambiamento molti anni fa e sta attendendo l’operazione finale. Ha spiegato al Sunday Sun che si era recata al Briar Dene pub, a Whitley Bay, nel North Tyneside, fin da quando aveva 18 anni ed era sempre stata supportata dallo staff e dai clienti abituali fin da quando aveva iniziato a vivere come una donna.

Ma, improvvisamente, circa quattro settimane fa, un componente del personale, le ha detto che non avrebbe potuto più usare i bagni delle donne, bensì quello per le persone disabili, poichè era “illegale per legge” per lei usare la toilette femminile:

“Mi hanno detto che era contro la legge. Non avevo mai sentito prima una cosa del genere. Mi sono sentita malata e tradita, abbandonata. Ormai per un transessuale è diventato difficile trovare un ub in cui poter entrare a bere semplicemente un drink”

La trans aggiunse, spiegando quello che le è accaduto:

“Volevo veramente andare a bere là. È un pub amichevole e nel corso degli anni ho lasciato lì una marea di soldi. Ho sempre pensato di aver trovato un posto in cui sentirmi finalmente a mio agio”

Harte ha detto di non essere più tornata al pub da quando c’è stato quella situazione spiacevole ed imbarazzante ed ha accusato il Briar Dene di discriminazione. Un gruppo su Facebook conta già circa 260 membri. Nessuno dei componenti del pub ha rilasciato una dichiarazione.

P.S: La foto è volutamente provocatoria, anche per l’uso del termine “panico”…

Foto | TrannyPanic


Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l’omofobia

27 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l'omofobia

In questi momenti a Roma, presso la sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Paola Concia sta presentando la Maratona contro l’omofobia, un’iniziativa del tavolo Lgbte del Partito Democratico e di Queer.SeL-Sinistra e Libertà per la cultura delle differenze.

“Abbiamo scelto la Giornata della Memoria per presentare l’iniziativa perché vogliamo ricordare che gli omosessuali sono stati anch’essi vittime di deportazione nei campi di concentramento. Vogliamo rendere evidente come la rimozione di ogni discriminazione del diverso debba rimanere in cima all’agenda politica di un paese che si definisce civile. Con Maratona contro l’omofobia il ricordo diventa iniziativa concreta”.

La Maratona contro l’omofobia è nata dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia avvenuta lo scorso ottobre. Tramite mozioni promosse nei consigli comunali, provinciali e regionali si vuole sostenere la proposta di legge contro omofobia e transfobia di nuovo in discussione in Commissione Giustizia dal 10 dicembre 2009.

Foto | Maratona contro l’omofobia di PD/SEL


Partorirà a febbraio Scott Moore il secondo uomo incinto

Partorirà a febbraio Scott Moore il secondo uomo incinto

Una coppia transgender ha rivelato di essere in attesa del loro primo bambino entro un mese. Scott Moore - il secondo uomo incinto rivelatosi pubblicamente - sta per dare alla luce un maschietto a febbraio, con, al suo fianco, il marito Thomas. La coppia era formata originariamente da due donne ma sono entrambe ricorse alla chirurgia estetica per modificare il proprio sesso.

Scott, 3o anni, che è legalmente sposato con Thomas poiché ha ancora il certificato di nascita da donna, ha ammesso di essere ansioso di dare alla luce la sua creatura. Lo chiameranno Miles:

“Siamo consci che alcune persone ci criticheranno ma siamo entrambi colmi di felicità e non ci vergogniamo affatto”

E la coppia, originaria della California, ha già due bambini, Gregg e Logan, rispettivamente di 12 e 10 anni, che Thomas ha avuto con una precedente partner. Il caso ricorda quello di Thomas Beatie, dell’Oregon, il cui nome è rimbalzato su tutti i giornali del mondo, nel 2008, quando ha dato alla luce una bambina. Scott, che ha iniziato la propria vita con il nome Jessica, per primo ha realizzato di voler essere un uomo quando aveva solo 11 anni:

“Quando l’ho detto alla mia famiglia hanno pensato fossi pazzo ma lentamente hanno compreso che ero serio e determinato: così hanno iniziato a farmi prendere ormoni maschili quando ho compiuto 16 anni”

I suoi genitori hanno speso 4,600$ per le operazioni del figlio. Scott ha comunque mantenuto i suoi organi femminili, non potendo affrontare il cambio di sesso. Invece Thomas, che è solito farsi chiamare Laura, ha subìto un’isterectomia e il cambio sesso lo scorso anno. Si sono poi conosciuti nel 2005 in un gruppo di supporto per transgender: si sono persi di vita ma rincontrati nel 2007:

“Sapevamo che eravamo destinati a stare insieme. Due mesi dopo ho lasciato il mio lavoro per stare con Thomas e i suoi figli. Ora mi chiamano “papà numero 2″

La coppia, che vive in una casa con 4 camere da letto, nel 2008 ha deciso di provare ad avere un bambino. Scott è stato inseminato con lo sperma di un suo amico ed è rimasto incinto nel giugno 2009:

“Eravamo così felici, abbiamo fatto di tutto per festeggiare la notizia! Anche ovviamente lo shopping!”

La coppia ha anche già affrontato l’eventuale “disagio” che il ragazzino potrebbe dover vivere a scuola, ammettendo di essere fiduciosi e di sperare che ciò non accada:

“Ci siamo già passati. Mio figlio Logan è stato al centro di atti di bullismo ma lo stiamo educando a reagire, dicendo anche ‘Voi avete dei problemi con i miei due papà, ma io non sono loro e adesso state ferendo me’”

Scott ha deciso di fare un parto naturale all’ospedale locale, con il suo dottore e con accanto l’ostetrica che ha trovato con molte difficoltà:

“È stato complicato contattare un dottore disposto a seguirmi. È sempre brutto quando ti accorgi che la gente non vuole avere a che fare con te. A nessuna persona incinta dovrebbe essere negata un’assistenza sanitaria, anche quando sei un uomo”

Ma quello a cui ora la coppia vuole pensare, esclusivamente, è la nascita del loro piccolo Miles.

Via | DailyMail
Foto | TopNews


La trans Regina Satariano racconta la sua esperienza all’istituto Pontormo di Empoli

La trans Regina Satariano racconta la sua esperienza all'istituto Pontormo di Empoli

Gli studenti del Liceo Pontormo non hanno esitato quando hanno dovuto scegliere tra il tema del clima e quello delle discriminazioni. Così, la preside ha autorizzato un’assemblea che aveva come protagonista assoluta la trans Regina Satariano, a capo del Movimento di Identità Transessuale Italia e organizzatrice di Miss Trans. Ha raccontato a cuore aperto il percorso che ha seguito e, senza riferimenti alla politica, ha spiegato il diritto di ciascuno di essere quello che vuole:

“E’ stata un’esperienza sorprendente per me: non mi aspettavo che ragazzi di 14 e 15 anni mi accogliessero con la tranquillità e la semplicità che ho trovato. Ho cercato di parlare in modo molto semplice raccontando la mia scelta, fatta quando avevo 26 anni, in un periodo in cui decidere di diventare trans non era una cosa da poco. Oggi la situazione e’ cambiata, anche se i problemi non sono tutti risolti. Agli studenti ho spiegato le differenze fra una transessuale e una drag queen. Cosa significa essere trans. Ho detto che davanti alle discriminazioni sono loro la nostra speranza”

E ha ammesso il ato forse più triste e difficile da raccontare, sopratutto a qualcuno che non si conosce. Ma l’ha fatto con onestà e serenità, immagina di una persona che ha fatto pace con se stessa:

“Quando avevo 26 anni e ho deciso di intraprendere questo percorso servivano tanti soldi, decine di milioni per modificare il fisico e fare cure ormonali: prostituirmi era l’ unico modo per avere i soldi necessari. Molte ragazze fanno questo anche oggi perché, da trans, trovare un lavoro è difficile. Quando sul tuo documento c’è un nome da uomo e invece sei donna, o viceversa, difficilmente un datore di lavoro ti assume”

Anche Federica Briganti, rappresentante d’istituto, si è dimostrata entusiasta della scelta e dell’incontro, ammettendo però anche alcuni dei genitori, alla notizia dell’arrivo di una trans nella scuola, non era ‘esattamente‘ d’accordo.

Via | TgCom
Foto | LaetitiaTassinari


Vladimir Luxuria conferma di voler cambiare sesso (ma in segreto)

15 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Vladimir Luxuria conferma di voler cambiare sesso (ma in segreto)Un proverbio sostiene che il silenzio sia d’oro. Soprattutto quando si vuole che una cosa non si sappia. L’esatto opposto è il segreto di Pulcinella: dire una cosa in segreto perché la sappiano tutti.

Tutti sappiamo che desiderio di Vladimir Luxuria è quello di operarsi. Lei dice sempre di volerlo fare senza troppo clamore ma non perde occasione per parlarne in pubblico. In una intervista a Novella 2000, Vladimir conferma questa sua idea e annuncia che intende operarsi entro quest’anno per non diventare una tranny – “il modo in cui gli anglosassoni chiamano le trans anziane” –:

Vorrei farlo senza che nessuno l0 sappia, arrivare un giorno in tv e dire: “L’ho fatto, eccomi qui, sono la nuova Vladi”. Finora non è stato possibile.

A Luxuria tutti noi vogliamo (più o meno) bene e la sosteniamo nel suo cammino e siamo anche d’accordo con il suo desiderio di fare il tutto in maniera riservata. Però la prima che deve credere a questa riservatezza è lei: se continua a sbandierarlo continuamente, sarà alquanto difficile che la cosa passi sotto silenzio.

Foto | One From RM


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