Archivio

Posts Tagged ‘attraversamenti-di-genere’

Efe Trans, la signorina maschile che fa impazzire gli uomini

Efe Trans, la signorina maschile che fa impazzire gli uominiÈ così bella che gli uomini – uomini che amano le donne e non disdegnano altre “escursioni” – fanno follie per poter usufruire della sua splendida compagnia; della sua arte amatoria, tanto da trascinare, in alcuni incontri, la propria donna che s’incanta di fronte alla fantastica variante di un sesso molto grosso. Efe, la trans “più bella del mondo” è l’unanime coro di chi l’ha incontrata e assaggiato il sapore delizioso dei piaceri carnali con lei. Così la descrive Natalia Aspesi:

“La signorina maschile di aspetto più dolcemente femminile della maggior parte delle donne: a parte l’altezza, 1 metro e 90, infrequente in una donna, per il resto è carinissima; taglia 42, seno piccolo, occhi verdi, capelli corti ramati, non ha niente in comune con le giovanottone brasiliane dai seni contundenti e un po’ di barba, che sbucavano da ogni angolo televisivo, ospiti soprattutto di melliflui conduttori arrapati”

Chi di lei sa poco e nulla, ora esce un libro, edito da Mondadori dove Efe ha raccontato la sua vita, e i suoi “maschi” a Stefania Berbenni. Titolo: “Quello che i mariti non dicono“. Parafrasando un importante film di Marilyn Monroe, qualcuno ha scritto, pensando proprio a lei: “Gli uomini preferiscono le bionde, sposano le more e… fanno sesso con le transessuali“.

Efe Bal, di origine turca e milanese d’adozione, oggi vive in un mondo che parecchi le invidiano. Non si fa mancare nulla: veste Chanel; ha auto tra le più lussuose, borse Gucci e Prada ai piedi. E parecchie case! A desiderarla, nababbi parigini, italiani, mariti esemplari che gradiscono le molteplici performance della trans più cliccata su internet, che fa splendide apparizioni in televisione e, ovviamente, la più professionale nei convivi sessuali. Si legge nel libro:

“… prima o poi qualsiasi uomo vuole provare l’esperienza del trans… non dico tutti ma quasi tutti…. Se fossi sposata non mi fiderei. Non c’è cittadino al di sopra di ogni sospetto…”

E ancora:

“Potrei dire che noi trans siamo avvantaggiate perché, avendocelo, sappiamo come far godere un uomo… eppure ciò che eccita i miei clienti è vedere che ce l’ho duro…”.

Da professionista Efe racconta gli uomini per come sono nella quotidianità, con i loro misteri e le voglie ancor più misteriose quando si infilano in una carnalità che paiono disprezzare nel loro ipocrita mondo. Vizi e virtù si mescolano in un gioco diafano, turbolento, fatto di mille piccoli sapori “proibiti”. Peccato che fuori da quei giochi, da quelle altalene dove il maschio diventa altro, la transessualità viene vista con un disprezzo lezioso, impraticabile, meschino. Va di pari passo con certa omosessualità, cercata all’imbrunire o a tarda notte, che diventa pericolosa e sgradevole al sorgere del sole. Che uomini questi uomini!

Foto | La Stampa


Dall’America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe

Dall'America, un programma con tre trans che trasformano il look delle casalinghe I gay ormai sembrano essere passati “di moda”. In America, infatti, li hanno mandati in pensione e li hanno sostituiti con tre trans, impegnate, nel programma “Transform me” a rifare il guardaroba delle donne che si rivolgono a loro. Il network VH1 ha reclutato Laverne Cox, Jamie Clayton e Nina Poon come esperte di look femminile.

Il luogo comune sottolinea come le transgender abbiano il gusto migliore in fatto di make up: quale gusto migliore di un ex uomo in un corpo di donna? Perciò, il loro scopo è quello di far tornare in contatto con la loro parte femminile, le donne che si sono lasciate troppo andare e vogliono riprendere in mano la propria vita e autostima.

Fonte | InctinctMagazine


Nichi Vendola non dimentica il movimento e candida una transessuale

Si chiama Luana Ricci, 47 anni ben portati, formosa e riccia di capelli. Diploma in pianoforte al conservatorio musicale di Lecce e in musica jazz a quello di Bari. Il governatore uscente pugliese, Nichi Vendola, conosciuta la sua storia l’ha voluta come candidata nella lista La Sinistra e l’ambiente che appoggia Nichi per un nuovo mandato. Una vita difficile quella di Luana, nata all’anagrafe come Marco Della Gatta, e poi il successivo percorso verso la transessualità con tutte le complicazioni che ogni transessuale conosce e vive sulla propria esistenza. Dichiara Luana:

Non ho mai svolto attività in campo politico, se non durante gli anni adolescenziali nei gruppuscoli di attivisti del liceo scientifico che frequentavo. Però ho sempre coltivato l’impegno nel sociale, sentendomi comunque di sinistra e condividendo valori fondanti. In primo luogo il rispetto per ogni persona, specie per quel genere di persone considerate dal pregiudizio comune “diverse”. Come i trans, ad esempio.

È proprio a causa della sua transessualità che ha perso il posto. Faceva l’organista e il direttore del coro nella cattedrale di Lecce, ma quando la Curia ha saputo della sua vicenda personale, non ci ha pensato un attimo: licenziata! Nessuno l’ha aiutata; qualche sacerdote che voleva difenderla è stato dissuaso e per Luana è stata la sua nuova quaresima.

Come tante nella sua stessa condizione, Luana, ad un certo punto comincia a sentirsi imbarazzata negli abiti maschili e comincia la transazione con il supporto medico dell’Onig di Bari. Dice che vuole morire da donna; che si sottoporrà a tutta quella trafila di burocrazia e interventi per “tornare” ad essere se stessa, liberando la donna che è in lei.

Di lei dicono sia molto brava come insegnante di musica e compositrice: dirige cori e impartisce lezioni di pianoforte; scrive dei meravigliosi gospel, si fa benvolere dalle suore Marcelline che gestiscono un istituto privato, il più prestigioso della città.

Quando in diocesi si sparge la voce dei suoi legittimi propositi, la bravura non basta; non bastano i tanti riconoscimenti internazionali che Luana possiede per il suo talento artistico e culturale: se le transessuali non trovano lavoro nella società secolare figurarsi in quella clericale ed ecclesiastica. Fuori!

Ora è in corsa alle regionali con un altro esponente del movimento lgbt italiano, Nichi Vendola che, in caso di vittoria, non è detto che non la destini ad un assessorato che si occupi di diritti civili.

“Se eletta affronterei le problematiche che provengono dal basso, dal sociale, portando avanti l’idea che solo uno sviluppo culturale, di mentalità, può far crescere la democrazia che di riflesso favorisce la crescita sociale. Che deve cominciare dalle scuole, dove un’informazione corretta risolve già in partenza questioni che poi appariranno insormontabili. L’impegno nel sociale rimarrà invariato, se la mia candidatura non approderà a nulla. Comunque, per me è cominciato un nuovo percorso”.

Foto | Sinistra e Libertà


Rovyna Riot: la candidatura più queer delle Regionali in Lombardia

22 febbraio 2010 aelred Nessun commento


Nella regione più solidamente di destra che ci sia in Italia, nel feudo di Comunione e Liberazione, nel cortile di casa di Roberto Formigoni, che corre per il suo quarto (?) mandato come presidente della Regione, irrompe una candidatura decisamente queer.

“Rovyna Riot, una degli altri” è lo slogan di questo progetto che candida alle elezioni 2010 un’idea, un’immagine, un volto coperto di trucco, quello di Rovyna Riot, nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà.

Presto ne sapremo molto di più, ma intanto dal manifesto di Rovyna ecco poche parole di presentazione:

“Rovyna, una degli altri”: per dare voce a tutti coloro che non si riconoscono in una politica fatta per pochi, ma che si arroga il diritto di rappresentarci tutti, parlando invece una lingua per eletti, che produce solo immaginari negativi, lugubri e di odio.

Gli altri sono tanti, la maggioranza, eppure risultano invisibili a Milano, una città che è sempre meno solidale e sempre più soffocata dall’ipocrisia di chi in questi quindici anni l’ha resa invivibile, mascherando la censura di spazi, idee, cultura ed attività con l’offerta di una presunta sicurezza per i cittadini.

Rovyna è dirompente. Rovyna è ironia. Rovyna ha l’arroganza giusta per lanciare una sfida in una città che ha sempre più bisogno di recuperare la propria tradizione culturale e tornare ad essere una capitale europea capace di affrontare le nuove sfide economiche e sociali con credibilità e umanità.


In Francia la trasessualità non è più considerata una malattia mentale

13 febbraio 2010 Robo Nessun commento

Roselyne Bachelot  ministra della sanità franceseLa Francia è il primo paese al mondo a depennare la transessualità dall’elenco delle malattie psichiatriche. Roselyne Bachelot (in foto), ministra della Salute, degli Affari Giovanili e dello Sport francese, l’aveva promesso lo scorso 16 maggio, vigilia della giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia e ora, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono stati soppressi “i problemi precoci dell’identità di genere” in un articolo del codice della Sicurezza sociale relativo alle “malattie psichiatriche di lunga durata” (in Italia, il transessualismo è associato al disturbo disforico di genere che il DSM-IV – Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – cataloga fra i disturbi mentali).

Sempre a maggio dello scorso anno diverse personalità del mondo scientifico e politico avevano chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale.

Il mondo cambia. Piano piano, ma cambia.

Foto | Flickr


Terzo figlio in arrivo per Thomas Beatie

Terzo figlio in arrivo per Thomas Beatie

La prima gravidanza di Thomas Beatie, la donna diventata uomo, aveva sconvolto il mondo intero. Poi, poco tempo dopo la nascita, vi fu la notizia del secondo figlio in arrivo. E adesso? Ora, la notizia che in autunno, Thomas partorità per la terza volta.

Ma lo scandalo iniziale ora sta diventando sempre più legato al comportamento della coppia che, anche in questo caso, sembra già essersi concordata per esclusive con varie riviste e giornali. Hanno infatti già deciso di dare le fotografie della gestazione (e della nascita) a Splash News, un’agenzia fotografica, intenta poi a piazzare le foto nei vari giornali (attraverso una generosa offerta).

Per cui, in molti si chiedono, quanto, ormai, sia desiderio di creare una famiglia numerosa oppure il senso degli affari, del business, dietro a questa storia.

Foto | FisherWy


Lite a Pomeriggio Cinque: Sandra Alvino aggredisce verbalmente Vladimir Luxuria e poi abbandona lo studio

Lite a Pomeriggio Cinque: Sandra Alvino aggredisce verbalmente Vladimir Luxuria e poi abbandona lo studio

Ebbene so che non ci crederete, ma c’è stata una “rissa” a Pomeriggio Cinque, il programma di Barbara d’Urso. So che vi sembra strano ed incredibile, ma ho il video che può dimostrare e confermare le mie (improbabili) parole. Al centro del ‘ring’, Sandra Alvino, la trans che si era sposata a Firenze con il suo uomo; a causa di questo rito, il prete era stato scomunicato.

Sandra Alvino, che ha sicuramente un passato molto tormentato e pesante, con esperienza anche di un lager, inizialmente se l’è presa con parte del pubblico (dando della “Stupida!” ad una di esso). Inoltre, la Alvino dice di non riconoscersi in Luxuria, perchè non si sente affatto una trans ed è stanca di essere definita così.

Infine, ribadisce che è colpa dei “giornali di Luxuria” se il marito viene insultato e ridicolizzato. Lei ha portato avanti una battaglie per decenni, solo per poter avere il suo nome da donna. E quando qualcuno del pubblico sottolinea il grande apporto dato da Luxuria per la battaglia dei diritti gay, Sandra si alza e nega queste parole, dicendo che a Vladimir non deve essere riconosciuto, invece, nulla. Dopo il salto, il video in questione (e oggi Queerblog vi regala un gioco emozionante nel contare quante volte Barbara d’Urso ripete le parole “Sandra” e “Per favore)”.


Il cardinale Bagnasco incontra le trans di Genova

9 febbraio 2010 aelred Nessun commento


Il cardinale, le trans e le suore. Non, non vi spaventate: non è il quadretto di un sordido incontro smascherato da Vittorio Feltri, ma una foto ricordo scattata a Genova, che ci restituisce il cardinale Bagnasco in una dimensione dolce di pastore, vicino anche alle persone omosessuali e trans. Niente di più distante dall’acrimonia di altri presuli, come monsignor Scatizzi.

Il presidente della Cei, che è anche vescovo di Genova, ha incontrato un gruppo di trans dei vicoli, dell’associazione Transgenere, durante una visita pastorale alla parrocchia di San Siro, grazie alle suore contemplative. E, secondo le parole di Regina Satariano, il cardinale

«è stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti. Sicuramente non ha condiviso la naturalezza del mio essere transessuale, ma siamo riusciti a dialogare. Vorrà dire che aspetteremo magari cent’anni, come secoli ha atteso Galileo prima che di essere accettato dalla Chiesa. Siamo convinte di essere nel giusto».

Un segnale di apertura e comunque di accoglienza da parte del massimo esponente dell’episcopato cattolico in Italia. Ai gay e alle trans credenti farà sicuramente piacere; anche se noialtri preferiremmo più incontri pastorali e meno ingerenze pubbliche da parte delle gerarchie cattoliche. In ogni caso, meglio un cardinale che incontra le trans e si fa fotografare con loro, piuttosto di uno che addita gay e trans come creature del demonio.


Usa: cambio di sesso detraibile dalle tasse

8 febbraio 2010 aelred Nessun commento

I transessuali americani da ora in poi potranno detrarre dalle tasse le spese per la riassegnazione del sesso (il “cambiamento di sesso”, detto nel linguaggio corrente): tutto merito di una signora sessantacinquenne, Rhiannon O’Donnabhain, che era nata uomo e ha speso 25mila dollari per tutte le operazioni di cambio di sesso.

L’amministrazione federale, però, aveva contestato che la signora detraesse 5000 dollari dalle tasse: secondo il fisco, infatti, le operazioni chirurgiche per il cambio di sesso sono estetiche e non mediche. La signora ha presentato un appello, sostenuta dagli avvocati della Glad, e la corte fiscale le ha dato ragione.

Non è solo una vittoria per lei, sostiene Rhiannon, ma per tutte le persone transessuali, che dopo questa sentenza potranno vedersi riconosciuto il diritto di avere un contributo statale.

Va aggiunto un particolare per amore di verità: quello che negli Stati Uniti è stato riconosciuto solo ora con una sentenza, in Italia è realtà da molti anni. Il Servizio sanitario nazionale - su cui in troppi si scagliano senza sapere niente - eroga gratuitamente anche interventi di questo tipo, quando c’è un’indicazione medica. Almeno in questo il nostro paese non è dietro agli altri. Le amiche e gli amici trans, comunque, possono intervenire per spiegare meglio come funzionano le cose da noi.

Foto | dal film Transamerica


Usa: sei una trans? Per te è illegale usare il bagno delle donne

Usa: sei una trans? Per te è illegale usare il bagno delle donne Una trans ha raccontato l’umiliazione che ha provato quando le è stato detto che per lei era illegale poter usare il bagno pubblico femminile, mentre era in un pub. Katrina Harte, 46 anni, ha iniziato il suo percorso di cambiamento molti anni fa e sta attendendo l’operazione finale. Ha spiegato al Sunday Sun che si era recata al Briar Dene pub, a Whitley Bay, nel North Tyneside, fin da quando aveva 18 anni ed era sempre stata supportata dallo staff e dai clienti abituali fin da quando aveva iniziato a vivere come una donna.

Ma, improvvisamente, circa quattro settimane fa, un componente del personale, le ha detto che non avrebbe potuto più usare i bagni delle donne, bensì quello per le persone disabili, poichè era “illegale per legge” per lei usare la toilette femminile:

“Mi hanno detto che era contro la legge. Non avevo mai sentito prima una cosa del genere. Mi sono sentita malata e tradita, abbandonata. Ormai per un transessuale è diventato difficile trovare un ub in cui poter entrare a bere semplicemente un drink”

La trans aggiunse, spiegando quello che le è accaduto:

“Volevo veramente andare a bere là. È un pub amichevole e nel corso degli anni ho lasciato lì una marea di soldi. Ho sempre pensato di aver trovato un posto in cui sentirmi finalmente a mio agio”

Harte ha detto di non essere più tornata al pub da quando c’è stato quella situazione spiacevole ed imbarazzante ed ha accusato il Briar Dene di discriminazione. Un gruppo su Facebook conta già circa 260 membri. Nessuno dei componenti del pub ha rilasciato una dichiarazione.

P.S: La foto è volutamente provocatoria, anche per l’uso del termine “panico”…

Foto | TrannyPanic


Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l’omofobia

27 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Nella Giornata della Memoria viene presentata la Maratona contro l'omofobia

In questi momenti a Roma, presso la sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, Paola Concia sta presentando la Maratona contro l’omofobia, un’iniziativa del tavolo Lgbte del Partito Democratico e di Queer.SeL-Sinistra e Libertà per la cultura delle differenze.

“Abbiamo scelto la Giornata della Memoria per presentare l’iniziativa perché vogliamo ricordare che gli omosessuali sono stati anch’essi vittime di deportazione nei campi di concentramento. Vogliamo rendere evidente come la rimozione di ogni discriminazione del diverso debba rimanere in cima all’agenda politica di un paese che si definisce civile. Con Maratona contro l’omofobia il ricordo diventa iniziativa concreta”.

La Maratona contro l’omofobia è nata dopo la bocciatura della legge contro l’omofobia avvenuta lo scorso ottobre. Tramite mozioni promosse nei consigli comunali, provinciali e regionali si vuole sostenere la proposta di legge contro omofobia e transfobia di nuovo in discussione in Commissione Giustizia dal 10 dicembre 2009.

Foto | Maratona contro l’omofobia di PD/SEL


Partorirà a febbraio Scott Moore il secondo uomo incinto

Partorirà a febbraio Scott Moore il secondo uomo incinto

Una coppia transgender ha rivelato di essere in attesa del loro primo bambino entro un mese. Scott Moore - il secondo uomo incinto rivelatosi pubblicamente - sta per dare alla luce un maschietto a febbraio, con, al suo fianco, il marito Thomas. La coppia era formata originariamente da due donne ma sono entrambe ricorse alla chirurgia estetica per modificare il proprio sesso.

Scott, 3o anni, che è legalmente sposato con Thomas poiché ha ancora il certificato di nascita da donna, ha ammesso di essere ansioso di dare alla luce la sua creatura. Lo chiameranno Miles:

“Siamo consci che alcune persone ci criticheranno ma siamo entrambi colmi di felicità e non ci vergogniamo affatto”

E la coppia, originaria della California, ha già due bambini, Gregg e Logan, rispettivamente di 12 e 10 anni, che Thomas ha avuto con una precedente partner. Il caso ricorda quello di Thomas Beatie, dell’Oregon, il cui nome è rimbalzato su tutti i giornali del mondo, nel 2008, quando ha dato alla luce una bambina. Scott, che ha iniziato la propria vita con il nome Jessica, per primo ha realizzato di voler essere un uomo quando aveva solo 11 anni:

“Quando l’ho detto alla mia famiglia hanno pensato fossi pazzo ma lentamente hanno compreso che ero serio e determinato: così hanno iniziato a farmi prendere ormoni maschili quando ho compiuto 16 anni”

I suoi genitori hanno speso 4,600$ per le operazioni del figlio. Scott ha comunque mantenuto i suoi organi femminili, non potendo affrontare il cambio di sesso. Invece Thomas, che è solito farsi chiamare Laura, ha subìto un’isterectomia e il cambio sesso lo scorso anno. Si sono poi conosciuti nel 2005 in un gruppo di supporto per transgender: si sono persi di vita ma rincontrati nel 2007:

“Sapevamo che eravamo destinati a stare insieme. Due mesi dopo ho lasciato il mio lavoro per stare con Thomas e i suoi figli. Ora mi chiamano “papà numero 2″

La coppia, che vive in una casa con 4 camere da letto, nel 2008 ha deciso di provare ad avere un bambino. Scott è stato inseminato con lo sperma di un suo amico ed è rimasto incinto nel giugno 2009:

“Eravamo così felici, abbiamo fatto di tutto per festeggiare la notizia! Anche ovviamente lo shopping!”

La coppia ha anche già affrontato l’eventuale “disagio” che il ragazzino potrebbe dover vivere a scuola, ammettendo di essere fiduciosi e di sperare che ciò non accada:

“Ci siamo già passati. Mio figlio Logan è stato al centro di atti di bullismo ma lo stiamo educando a reagire, dicendo anche ‘Voi avete dei problemi con i miei due papà, ma io non sono loro e adesso state ferendo me’”

Scott ha deciso di fare un parto naturale all’ospedale locale, con il suo dottore e con accanto l’ostetrica che ha trovato con molte difficoltà:

“È stato complicato contattare un dottore disposto a seguirmi. È sempre brutto quando ti accorgi che la gente non vuole avere a che fare con te. A nessuna persona incinta dovrebbe essere negata un’assistenza sanitaria, anche quando sei un uomo”

Ma quello a cui ora la coppia vuole pensare, esclusivamente, è la nascita del loro piccolo Miles.

Via | DailyMail
Foto | TopNews


La trans Regina Satariano racconta la sua esperienza all’istituto Pontormo di Empoli

La trans Regina Satariano racconta la sua esperienza all'istituto Pontormo di Empoli

Gli studenti del Liceo Pontormo non hanno esitato quando hanno dovuto scegliere tra il tema del clima e quello delle discriminazioni. Così, la preside ha autorizzato un’assemblea che aveva come protagonista assoluta la trans Regina Satariano, a capo del Movimento di Identità Transessuale Italia e organizzatrice di Miss Trans. Ha raccontato a cuore aperto il percorso che ha seguito e, senza riferimenti alla politica, ha spiegato il diritto di ciascuno di essere quello che vuole:

“E’ stata un’esperienza sorprendente per me: non mi aspettavo che ragazzi di 14 e 15 anni mi accogliessero con la tranquillità e la semplicità che ho trovato. Ho cercato di parlare in modo molto semplice raccontando la mia scelta, fatta quando avevo 26 anni, in un periodo in cui decidere di diventare trans non era una cosa da poco. Oggi la situazione e’ cambiata, anche se i problemi non sono tutti risolti. Agli studenti ho spiegato le differenze fra una transessuale e una drag queen. Cosa significa essere trans. Ho detto che davanti alle discriminazioni sono loro la nostra speranza”

E ha ammesso il ato forse più triste e difficile da raccontare, sopratutto a qualcuno che non si conosce. Ma l’ha fatto con onestà e serenità, immagina di una persona che ha fatto pace con se stessa:

“Quando avevo 26 anni e ho deciso di intraprendere questo percorso servivano tanti soldi, decine di milioni per modificare il fisico e fare cure ormonali: prostituirmi era l’ unico modo per avere i soldi necessari. Molte ragazze fanno questo anche oggi perché, da trans, trovare un lavoro è difficile. Quando sul tuo documento c’è un nome da uomo e invece sei donna, o viceversa, difficilmente un datore di lavoro ti assume”

Anche Federica Briganti, rappresentante d’istituto, si è dimostrata entusiasta della scelta e dell’incontro, ammettendo però anche alcuni dei genitori, alla notizia dell’arrivo di una trans nella scuola, non era ‘esattamente‘ d’accordo.

Via | TgCom
Foto | LaetitiaTassinari


Vladimir Luxuria conferma di voler cambiare sesso (ma in segreto)

15 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Vladimir Luxuria conferma di voler cambiare sesso (ma in segreto)Un proverbio sostiene che il silenzio sia d’oro. Soprattutto quando si vuole che una cosa non si sappia. L’esatto opposto è il segreto di Pulcinella: dire una cosa in segreto perché la sappiano tutti.

Tutti sappiamo che desiderio di Vladimir Luxuria è quello di operarsi. Lei dice sempre di volerlo fare senza troppo clamore ma non perde occasione per parlarne in pubblico. In una intervista a Novella 2000, Vladimir conferma questa sua idea e annuncia che intende operarsi entro quest’anno per non diventare una tranny – “il modo in cui gli anglosassoni chiamano le trans anziane” –:

Vorrei farlo senza che nessuno l0 sappia, arrivare un giorno in tv e dire: “L’ho fatto, eccomi qui, sono la nuova Vladi”. Finora non è stato possibile.

A Luxuria tutti noi vogliamo (più o meno) bene e la sosteniamo nel suo cammino e siamo anche d’accordo con il suo desiderio di fare il tutto in maniera riservata. Però la prima che deve credere a questa riservatezza è lei: se continua a sbandierarlo continuamente, sarà alquanto difficile che la cosa passi sotto silenzio.

Foto | One From RM


Barcellona: a sedici anni cambia sesso e diventa donna

Barcellona: a sedici anni cambia sesso e diventa donna

A Barcellona è avvenuta la prima operazione di cambio sesso nella penisola iberica con un sedicenne come soggetto paziente , e tra le prime, invece, nel mondo intero. L’operazione però è stata permessa in seguito all’autorizzazione di un giudice che, dopo aver analizzato attentamente il caso presentatogli, ha acconsentito alla scelta del giovane.

Il ragazzo era nato con organi sessuali maschili ma si sentiva totalmente una ragazza e già da più di un anno e mezzo era sotto cura ormonale. Ma era necessario, come prevede infatti la legge spagnola, anche il consenso da parte di un giudice. E ciò è avvenuto.

L’operazione è avvenuta a Barcellona, in una clinica privata, ed eseguita dal medico chirurgo Ivan Manero (foto). Ovviamente la legge parla chiaro anche sul divieto di operazioni a persone non maggiorenne ma anche in questo caos, un team di psichiatri ha dato il nulla osta. E il ragazzo ha potuto realizzare il suo desiderio più grande, trovando la propria serenità in un corpo che sente suo.

Foto | Carlantonelli


David Letterman criticato per uno sketch ironico su Amanda Simpson, la transessuale scelta da Obama per il suo team

David Letterman criticato per uno sketch ironico su Amanda Simpson, la transessuale scelta da Obama per il suo team

David Letterman, durante il suo show ironico e spesso umoristicamente tagliente, è al centro di uno scandalo per una battuta, giudicata offensiva e fuori luogo, sul personaggio di Amanda Simpson, scelta da Obama stessa per entrare a far parte del suo staff come consigliera del Dipartimento del Commercio. Letterman stava parlando di un suo presunto appuntamento in quell’ufficio quando, dopo aver mostrato un’immagine dalla donna, un suo assistente di studio (nonchè spalla comica in quel momento) si è alzato gridando per il set: “Amanda? Amanda era un ragazzo? Oh mio Dio!” .

E questo sketch, quasi sicuramente non volutamente offensivo, è stato duramente criticato dal blogger gay Joe Jervis, che l’ha definita come “qualcosa di misero ed offensivo e scontato, di bassa lega, contro i trans“. Tra i lettori del sito, molti hanno solo sottolineato l’intento volutamente provocatorio di ironizzare, appunto, su questa folle reazione e sulla transfobia. Ma lui non ci sta e rincara la dose (dopo il salto, il video):

“Per coloro che non vedono nulla di sbagliato in quello sketch, pensate solamente a quanto abbia rinforzato il luogo comune della reazione di spavento per un transessuale che in tanti usano come scusante per i crimini d’odio, come nel caso dell’uccisione del giovane Jorge Mercado. A parte il clichè infantile e da sit com, la fuga dallo studio rappresenta comunque l’immagine di rifiuto al pensiero che Amanda sia un trans e non quell’immagine da siparietto comico che dovremmo lasciar passare e trovare pure divertente”


Vladimir Luxuria: il body scanner potrebbe essere umiliante per le persone transessuali

6 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Vladimir Luxuria: il body-scanner potrebbe essere umiliante per le persone transessualiSulla questione body scanner e sicurezza Vladimir Luxuria ha le idee chiare: bisogna conciliare la giusta esigenza di sicurezza con il diritto alla riservatezza e alla privacy. A maggior ragione questo discorso va fatto per le persone transessuali:

Per le trans poi non solo sarà umiliante “mettersi a nudo”, ma in certi scali di Paesi meno aperti, ci saranno ritardi per controlli, domande imbarazzanti, se non addirittura il diniego di accesso. Bisognerebbe trovare il modo per rendere tali controlli meno invasivi della sfera privata, standard internazionali che rispettino la dignità umana ed evitare una eccessiva discrezionalità da parte di agenti magari troppo solerti o transfobi.

Il rischio, effettivamente, è reale: in nome della paura si potrebbe passare sopra a tutto, anche alla dignità delle persone.

Foto | Stefano Bolognini


Rita De Santis, presidente AGEDO, chiede alla Befana un dono per le persone transessuali

4 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Rita De Santis, presidente AGEDO, chiede alla Befana un dono per le persone transessuali

L’Epifania, si sa, tutte le feste porta via (era ora!). È anche l’ultima occasione per chiedere qualche regalo per il nuovo anno. Così Rita De Santis, presidente nazionale dell’Agedo (Associazione GEnitori Di Omosessuali) ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla Befana chiedendole di portare in dono, nella famigerata calza, rispetto per le persone transessuali. Di seguito il testo della lettera.

Carissima Befana scrivo a te perché sei donna una di quelle donne che non ha bisogno di passare molto tempo in palestre e cliniche estetiche, perché tu sei quello che vuoi essere una portatrice di doni; ti scrivo a nome della mia associazione AGEDO, per chiederti un dono difficile, forse addirittura impossibile quello di far arrivare questo mio povero scritto il più in alto possibile, perché io e la mia associazione non abbiamo una grande voce in capitolo, non uffici stampa potenti non soldi per comprare una pagina su un giornale per dire a chi guarda ma non vede che noi genitori siamo molto preoccupati per queste morti continue nel mondo delle transessuali; si noi genitori perché anche i trans anche se incredibile hanno dei genitori che soffrono e si preoccupano ma che a volte non hanno la forza di uscire allo scoperto.

Cara Befana, guardando la televisione in questi giorni ho fatto delle riflessioni; se invece di Piazza San Pietro una signora un po’ entusiasta 2010 anni fa sarebbe corsa ad abbracciare Gesù li in Palestina, Lui non sarebbe caduto sotto il peso dei suoi paramenti, non sorretto da quel bastone pastorale che dovrebbe reggere gli affanni del mondo!

Gesù forse, anzi sicuramente si sarebbe fatto abbracciare e poi non avrebbe ignorato nei suoi discorsi il destino dei suoi fratelli e sorelle transessuali, morti nell’inferno di celle mostruose o ritrovate sul greto di un fiume in un sacco di spazzatura. I nostri figli non sono immondizia, i nostri figli non sono di serie A, B oppure nel caso delle o dei trans di serie Z. Gingilli di divertimento per facoltose e insospettabili persone quando diventano scomod* si cancellano perché tanto nessuno l* reclama.

Noi invece genitori Agedo reclamiamo; per piacere che qualcuno ci dica che fine hanno fatto e perché scompaiono i nostr* figli, perché nessun velo di pietà e di amore li ammanta dopo la morte o ancor meglio nella loro difficile vita.

Allora carissima Befana affido questa lettera a Facebook che dicono sia più veloce della tradizionale scopa e se qualcuno che legge può far arrivare in alto questo nostro messaggio lo faccia perché quelli che per l’opinione pubblica sono “ i trans” per noi sono semplicemente figl*.

Via | Parole non dette
Foto | Zia deda


Obama fa la storia e nomina una donna transessuale nella sua squadra

3 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Obama fa la storia e nomina una donna transessuale � Amanda Simpson � nella sua squadra

Amanda Simpson è stata nominata consigliera del Dipartimento del Commercio diventando una delle persone transessuali a ricoprire una delle più alte carica nell’amministrazione statunitense. La Simpson ha così commentato:

Questa nomina è un grande onore per me e non vedo l’ora di lanciarmi in questa grande opportunità che mi si apre dinanzi. Inoltre, come una delle prime persone transessuali nominate dal presidente, spero che presto ce ne siano altre centinaia e che questa nomina apra le porte per molti altri.

Amanda Simpson – laureata in fisica, ingegneria e amministrazione d’impresa – ha finora lavorato nell’industria aeronautica, è stata istruttrice di volo e pilota. In seno al movimento lgbt ha militato in organizzazioni di difesa dei diritti delle persone transessuali e nell’ultimo triennio ha fatto parte del National Center for Transgender Equality.

Via | Advocate


Marco Borriello quasi invaghito di una transessuale

28 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Il calciatore Marco BorrielloIl bel calciatore Marco Borriello ci tiene a farci sapere che lui fa sesso tutte le volte che vuole e che gli piacciono le donne. Però è capace anche di sbavare dietro alle transessuali. Intervistato da Vanity Fair, ha raccontato:

Il sesso conta molto perché sono un passionale. Ma non sono sessodipendente: il sesso manca a chi non ce l’ha, io ho la fortuna di sapere che, se lo voglio, lo posso avere in qualunque momento. Però mi piacciono le cose tradizionali, niente perversioni e niente trans. Anche se ieri sera al ristorante ne ho vista una che, se il mio amico non mi avesse avvisato appunto che era transessuale… Bellissima.

Oltre l’infelice l’accostamento tra transessuali e perversione è da notare che Borriello è sulla buona strada: tempo fa dichiarò che era curioso di sapere se effettivamente Beckham ce l’avesse così grosso come sembrava nei famosi cartelloni pubblicitari. Ora afferma che si è smarrito dietro una donna transessuale. Aspettiamo la prossima!


Riconosciuti diritti alle persone transessuali in Pakistan

24 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Riconosciuti diritti alle persone transessuali in PakistanBuone nuove dal Pakistan: la Corte Suprema ha stabilito che le persone transessuali devono poter godere delle stesse opportunità che hanno le altre persone. La Corte Suprema ha chiesto al governo pachistano, quindi, di legiferare perché il “terzo sesso” (transessuali, eunuchi, ermafroditi e travestiti) abbiamo gli stessi diritti degli altri uomini e donne – diritto di voto, di avere una casa e di pari opportunità sul lavoro. Secondo le stime in Pakistan solo oltre trecentomila i transessuali, travestiti ed eunuchi, costretti a vivere ai margini della società.

La dicitura “terzo sesso” personalmente non mi fa impazzire – come, in genere, non mi piacciono tutte le operazioni volte a catalogare ed incasellare – però mi sembra un passo importante per la completa integrazione di tutte le persone.

Via | ANSA
Foto | Blitz Quotidiano


Kate Perry accusata di transfobia sul suo Twitter

Kate Perry accusata di transfobia sul suo Twitter

Kate Perry è stata accusata di transfobia per aver usato Twitter per prendere in giro la foto di una trans. La cantante (non esattamente omofobica, calcolando il suo cavallo di battaglia I Kissed a girl) ha postato la foto di un uomo nudo con la barba, petto villoso e seno. E ha scritto:

“Nsfw! Sapevo che queste piccole pillole bianche che ho preso l’ultimo giorno prima di partorire avrebbe avuto questi effetti sul tuo corpo! Fanculo…”

Il messaggio è stato spedito a Markus Molinari, che nel suo Twitter ha una foto in cui è vestito come la cantante. Il riferimento era alle pillole contraccettive, che non contiene ormoni. Ed è scoppiato lo scandalo…

L’alleanza gay lesbica contro la diffamazione l’ha accusata, dicendo nel proprio blog:

“Sbeffeggiare i corpi delle persone transgender è assolutamente offensivo. Kate Perry ignora il coraggio di questa persona e la risolutezza nel vivere in una società transfobica come questa”

Gli altri siti gay friendly, accusandola ugualmente, la ritraggono come una “noiosa finta lesbica”, per nulla in sintonia con la comunità Lgbt.

Foto | Metro


A Bologna il Comune annulla un matrimonio. Lui è diventato lei

22 dicembre 2009 mario cirrito Nessun commento

A Bologna il Comune annulla un matrimonio. Lui è diventato leiNon sono bastate le diatribe tra il cardinale Carlo Caffara e i reggenti del Comune di Bologna dopo che quest’ultimo intendeva estendere benefici di welfare anche alle convivenze omosessuali. O forse quel polverone di disumana cristianità è servito a dare ai governatori della città una linea di confine dove potersi muovere e agire per conto della comunità. Sta di fatto che la storia che andiamo a raccontare ha dell’incredibile e le motivazioni peggio del diniego.

Un uomo regolarmente sposato a Bologna cambia sesso e chiede all’anagrafe il nuovo documento di identità. Si chiamerà Alessandra Bernaroli. C’è una ordinanza del giudice che attesta il cambio di sesso e ai perplessi funzionari non resta che obbedire. Poi Alessandra chiede uno stato di famiglia e lì la saccente burocrazia si erge a comando e nega la richiesta.

Motivo? Rilasciando quel documento si darebbe praticamente un avvallo al matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Immaginiamo dopo qualche contestazione da parte di Alessandra, il documento compare ma praticamente nega il sodalizio matrimoniale tra le due sposate. Per la legge sono delle separate in casa: un divorzio mai chiesto e dato d’ufficio. O forse di più!

Alessandra non ci sta e si dice offesa e strabiliata da quella decisione imposta:

“Il Comune ci ha divise commettendo un abuso d’ufficio, vale a dire un atto privo di giustificazioni giuridiche. In più commette anche un falso materiale attestando una divisione che, nei fatti, non esiste. Al contrario, noi siamo tuttora unite in matrimonio, non abbiamo intenzione di divorziare e non mi risulta che esista nessuna legge che proibisca le nozze fra persone dello stesso sesso e imponga un divorzio d’ufficio”.

Del caso ora se ne stanno occupando quelli di Arcigay, la Cgil Nuovi Diritti e il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto. Tra l’altro ci sarà davvero di che preoccuparsi al momento che le due donne dovranno redigere la dichiarazione dei redditi, perché come afferma Alessandra molti beni, come è ovvio, sono cointestati. Ma come sapete alle ipocrisie non c’è mai una risposta civile.

Foto | il CAMA


La prima Miss Trans India si chiama Kareena

20 dicembre 2009 Robo Nessun commento

La prima Miss Trans India si chiama Kareena

Per la prima volta l’India ha la sua Miss Trans: si chiama Kareena ed ha venticinque anni. Al concorso – che si è svolto a Chennai – hanno partecipato centoventi concorrenti dai venti ai trentacinque anni. Altri premi assegnati sono stati Miss bella chioma, Miss begli occhi e Miss pelle delicata.

Intento del concorso è stato quello di voler migliorare l’integrazione sessuale nel Paese.

Vedo di buon occhio questi concorsi che, seppur nella loro frivolezza, portano all’attenzione del grande pubblico che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali sono persone normali. Insomma, non esiste solo Miss Italia (per fortuna…)


Lecce: ubriachi picchiano trans solo per divertirsi

Lecce: ubriachi picchiano trans solo per divertirsiA Lecce, via Martiri d’Otranto è una zona dove spesso avvengono rapina e violenze ai danni di transessuali e prostitute. I residenti sono esasperati dal continuo susseguirsi di avvenimenti criminali. L’altra sera però fortunatamente, l’intervento di un passante in zona, ha evitato forse il peggio.

Una trans è stata infatti oggetto di violenza da parte di due persone che hanno inveito contro di lei, insultandola pesantemente. E la reazione stizzita e arrabbiata della vittima ha provocato solo un peggioramento dello situazione. I giovani sono scesi dall’auto e hanno cominciato a picchiarla selvaggiamente con calci e pugni, sparsi, in tutto il corpo.

Fermati dalla polizia, i due, alticci, sono stati denunciati per lesioni personali, mentre la trans ha una prognosi di circa 15 giorni. La cosa più sconvolgente di tutta la vicenda è stata la risposta del motivo dell’aggressione:

“L’abbiamo fatto solo per divertimento”

Via | Lecceprima


Calendari 2010: professionisti spagnoli del sesso nudi contro l’AIDS

16 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Calendari 2010: i professionisti spagnoli del sesso nudi contro l'AIDS

L’associazione glbt spagnola Fundación Triángulo ha realizzato un calendario maschile 2010Listos para jugar (Pronti per giocare) – dedicato agli uomini e alle persone transessuali che lavorano come professionisti del sesso (escort, marchette e via dicendo). Così bei maschietti si mostrano nudi per rivendicare il loro status di professionisti lavoratori. Prevedendo possibili critiche, gli organizzatori hanno detto:

… e quanti affermano che mai pagherebbero per fare sesso, sono invitati lo stesso a comprare questo calendario, perché masturbarsi tranquillamente in bagno non ha prezzo

Il ricavato dalla vendita del calendario sarà destinato ai programmi di prevenzione per l’HIV che la Fundación Triángulo tiene in tutta la Spagna. Il tipo in copertina è proprio un bel bocconcino, non trovate?


Per Laura Chiatti andare a trans non è una cosa normale

Per Laura Chiatti andare a trans non è una cosa normale

In una sincera intervista per Vanity Fair, Laura Chiatti ha parlato di tutto, dalla sua carriera al suo essere diretta e senza peli sulla lingua. A tal punto da dichiarare, parlando di valori tradizionali - nei quali lei crede tanto - di come la confusione dei generi non faccia per niente bene, sia in senso lato, sia per quanto riguarda la sessualità.

“Perché, tanto per stare ai fatti recenti, andare a trans è diventata una cosa normale? Ognuno nel suo letto fa ciò che vuole, ma non venite a dirmi che è ‘normale’ “

Che dire? Sincerità assoluta, ma chi di noi è così equilibrato ed onnisciente da poter stabilire cosa è “normale”? Poi perché l’abuso continuo di questo termine?

Foto | Unicinema


In Germania una trans diventa padre

12 dicembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Che le famiglie omoparentali abbiano dei figli lo si sa da tempo. E in molti paesi la legislazione o la giustizia intervengono per non lasciare apolidi di diritti quelle creature e i loro “genitori”. Formano una famiglia nonostante le tante sture che si sentono nel nostro Stato e molti sono figli di precedenti matrimoni formati da coppie di sesso diverso.

Ora, a Colonia, in Germania, una donna transessuale si è vista riconosciuta il suo status di padre. Anche dopo l’intervento che le trasforma in “donne”, i transessuali possono essere ritenuti “padri” per la legge. Lo ha deciso oggi la Corte d’appello di Colonia, nell’ovest della Germania. Tutto è stato possibile grazie al fatto che la transessuale aveva precedentemente fatto congelare il suo seme. Nei mesi scorsi la sua ex compagna era ricorsa alla fecondazione assistita facendosi impiantare il seme del suo compagno.

Poi all’anagrafe si erano registrati come coppia di fatto e d lì è scattato il riconoscimento della paternità. Ma qualche dubbio è venuto all’ufficio anagrafico, vedendo che la transessuale era a tutti gli effetti un donna e la questione è passata ai giudici. Ora la sentenza della Corte che ha riconosciuto la paternità della transessuale. “Il rapporto con i figli - hanno detto i giudici - dovrebbe rimanere intatto nonostante il cambio di sesso. E questo vale anche dopo il cambio di sesso. Conoscere la propria origine è di particolare importanza per i bambini”. Una ottima sentenza che aprirà forse altri casi del genere e credo farà discutere molto anche da noi.

Foto | nicoletta_bi


Don Fortunato bacchetta la tv italiana “Basta trans in tv, danno messaggi distorti e diseducativi”

Don Fortunato bacchetta la tv italiana "Basta trans in tv, danno messaggi distorti e diseducativi" Don Fortunato di Noto è un riconosciuto sacerdote siciliano anti pedofilia e ed è stato intervistato per una sua personale opinione sulla televisione di oggi. Lui stesso, ci tiene a definirsi. un critico televisivo e riconosce che la Tv ha un importante e talvolta fondamentale ruolo sociale. Ma ammette che in giro ci sarebbe da discutere parecchio sui contenuti che la televisione ci propone:

“Dovendo la Tv, specie quella commerciale, mirare all’utile economico come ogni impresa, ha dal canto suo come obiettivo primario, incrementare gli indici di ascolto. E questo avviene con proposte alcune volte discutibili e contrastanti con i valori cristiani”

Penserete ad un attacco contro le veline, vallette e donnine mezze nude che ballano all’ora di cena senza un senso compiuto? No, no, non solo quello… fuochino

“Mi riferisco alla volgarità gratuita, anche in fasce protette e alla mercificazione e alla banalizzazione del nudo. Assistiamo ad una trivializzazione del corpo femminile che scandalizza e non produce alcun frutto positivo nella crescita educativa. Spero che almeno i trans non li paghino. Ma ormai siamo stanchi di questa presenza ossessiva dei trans come fossero delle star o dei modelli da cui copiare. Lanciamo messaggi sbagliati, insomma, dire basta non è roba da preti o bacchettoni”

Voi cosa ne pensate? Concordate con l’opinione di Don Fortunato o credere che finché una Raffaella Fico qualunque possa avere il diritto di sculettare davanti allo schermo all’ora di cena, possa (e debba) esserci spazio anche per le/i trans?


Rocco Buttiglione: la pratica dell’omosessualità sottrae alla scuola di comunione familiare

6 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Rocco Buttiglione: la pratica dell'omosessualità sottrae alla scuola di comunione familiareDa circa tre mesi Rocco Buttiglione taceva sui temi legati all’omosessualità. Ora ha rimediato rilasciando un’intervista a Papanews in cui “smette i panni del politico e del filosofo per indossare quelli del teologo” (così titola il servizio). Nella prima domanda il giornalista chiede a Buttiglione se da omosessuali si può tornare ad essere eterosessuali (da notare che si usa il verbo tornare, quindi si presume che tutti si è etero e poi qualcuno si avventura per altre strade). E l’onorevole risponde:

Non lo so. Immagino che in alcuni casi sia possibile ed in altri no. Non capisco però perché qualcuno cerchi di proibirlo: se uno vuole ricorrere all’aiuto di un terapeuta per ristabilire il proprio orientamento sessuale, ha il diritto di farlo. Può capitare che questo sia impossibile perché sia disposizioni biologiche che influssi ambientali possono avere radicato l’orientamento omosessuale in modo troppo profondo. In tale caso bisogna portare con pazienza questa croce nella vita, senza mai perdere la speranza nell’aiuto di Dio, riconoscendo le proprie colpe quando capiti di peccare ma non perdendo mai la fiducia e la speranza. Essere peccatori è la condizione normale dell’uomo ed è escluso dal perdono di Dio solo il superbo che questa condizione non vuole riconoscere. Nel libro ‘Harry Potter’, una delle figure più commoventi è Albus Dumbledore (Silente), un grande educatore e preside. In una intervista l’autrice del libro dice che Silente potrebbe benissimo essere uno con una inclinazione omosessuale che ha imparato a dominarla e a sublimarla in una passione educativa.

Quindi, dopo aver citato come prova scientifica Harry Potter, Buttiglione risponde alla domanda sull’identità di genere e, in una maniera abbastanza cruda, parla delle persone transessuali:

Bisogna distinguere l’inclinazione dagli atti e dalle unioni. La Chiesa non condanna l’inclinazione omosessuale, come non condanna l’inclinazione alla violenza. L’inclinazione non è una decisione, non è un atto della persona. È una situazione in cui uno si trova senza sua colpa. Se di carattere sono un violento, dovrò esercitare con più forza la preghiera e l’ascesi per non compiere atti violenti ed in tal modo la mia vita potrà acquisire un valore morale più alto che non quella di un mio amico che ha avuto in dono dalla natura un temperamento dolce e quindi può vivere la virtù della mitezza quasi senza sforzo. Lo stesso vale per l’inclinazione omosessuale. La Chiesa condanna invece gli atti omosessuali. Ognuno di noi riceve in dono da Dio un corpo. Questo corpo è sessuato, cioè ciascuno di noi è maschio o femmina. Il sesso ci fa scoprire che abbiamo bisogno dell’altro, ci tira fuori dalla nostra illusione di autosufficienza. Attraverso l’attrazione sessuale, impariamo la legge fondamentale della vita che è il dono. La libertà è appartenere ad un altro per amore. Dal sesso, poi, nascono i bambini e si fa allora ancora un passo in avanti nella legge del dono. Si impara a vivere per la persona amata e per i figli. Questo è quanto di più simile ci sia nell’ordine della natura alla comunione cristiana che unisce fra loro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e nella quale entriamo con il Battesimo. La famiglia educa alla comunione. La pratica della omosessualità sottrae a questa scuola di comunione. Il sesso, scollegato dalla prospettiva della paternità e della maternità, non ha più la forza necessaria per fondere due destini umani, per trasformarli in una carne sola. Infine, per quanti sforzi faccia, un uomo non diventerà mai una donna (e viceversa). Può farsi amputare i suoi organi sessuali e la chirurgia plastica può dare l’impressione delle caratteristiche proprie dell’altro sesso, ma non avrà mai delle ovaie ed un utero e non diventerà mai madre. Non è meglio cercare, anche con fatica e sacrificio, di capire il senso del corpo che Dio mi ha dato piuttosto che fare finta di essere diverso da quello che sono?

La libertà di appartenere ad un altro per amore: ma per appartenere ad un altro per amore è necessario che ci siano in ballo un pene e una vagina? L’amore si riduce solo a questo?

Infine vi riporto l’ultima domanda sul tema omosessualità rivolta al teologo Buttiglione, in cui l’omosessualità viene accomunata alle droghe, all’alcolismo e ad altri disagi che possono derivare da una supremazia demoniaca:

A proposito dell’Inferno. Lei crede a Satana e agli angeli ribelli come esseri “personali” e alla possibilità delle possessioni diaboliche? Omosessualità, droghe, alcolismo e altri disagi, specie giovanili, possono avere a che fare coi demoni?
Certo. Diavolo viene dal greco: diabolos è colui che divide, che spezza l’unità, che separa (dal verbo diaballein). Chi vive davvero la vita sa che accadono cose che sono imperdonabili, fratture e tradimenti che precipitano nella disperazione. Se l’uomo fosse davvero responsabile di tutto il male che fa, non sarebbe possibile nessuna redenzione. Per fortuna, non è così. Un giorno vedremo che l’amico che ci ha tradito lo ha fatto perché ingannato a sua volta (il diavolo rompe l’unità per mezzo della menzogna e dell’inganno) e proprio questo permette il perdono e la ricostituzione dell’unità.


Sandra Alvino e il compagno protesteranno al Vaticano: “Noi siamo una coppia normale formata da uomo e donna, non una coppia di gay”

Sandra Alvino e il compagno protesteranno al Vaticano: �Noi siamo una coppia normale formata da uomo e donna, non una coppia di gay�

La vicenda di Sandra Alvino ha destato molto scalpore non solo nella meravigliosa Toscana, ma a livello nazionale. Don Andrea Santoro, infatti, ha unito in matrimonio, a Firenze, la donna con il compagno Fortunato Talotta. E fin qui non ci sarebbe nulla di “scandaloso” o sconvolgente, ma il problema deriva dal sesso di origine di Sandra, maschietto in fasce. Risultato? Il prete che li ha sposati è stato sospeso dall’incarico e allontanato perché non rappresenta la voce autentica del’insegnamento dottrinale contraddicendo il ministero di pastore della comunità.

E a questo punto, Sandra e Salvatore sono pronti e determinati a recarsi a Roma per manifestare il loro rammarico e dolore davanti al Vaticano. Tutto questo nasce dalla stanchezza per la mancanza di risposta alle lettere da loro inviate all’arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori che ha anche allontanato Santoro dalla Comunità delle Piagge. E Talorra ci tiene a precisare la sua verità, con una precisa distinzione

“In tutta Italia l’immagine che è passata è quella di una coppia gay: noi siamo una normale coppia formata da uomo e donna!”

Foto | LaStampa


Omosessuali e trans non entreranno nel Regno dei cieli

2 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Il cardinal Javier Lozano Barragan

È il cardinal Javier Lozano Barragán, Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, ad affermare che noi gay e le persone trans non entreranno nel Regno dei cieli, vale a dire che saremo dannati. Ora la cosa è alquanto curiosa dal momento che lo stesso Gesù, interrogato su chi si sarebbe seduto alla sua destra nel Regno dei cieli, dice che non sta a noi stabilire queste cose, ma le conosce solo il Padre (Mt 20,23). Evidentemente Gesù sbagliava e oltre a Dio Padre lo sa anche il cardinal Lozano Barragán (oppure, ed è più probabile, Gesù Cristo e la Chiesa Cattolica non hanno nulla in comune). Ma veniamo alle parole di Sua Eminenza: in un’intervista rilasciata a Pontifex afferma:

In che modo valuta sia la omosessualità che i trans?
Trans e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli, e non lo dico io, ma San Paolo.

Ma se una persona è nata omosessuale?
Non si nasce omosessuali, ma lo si diventa. Per varie cause, per motivi di educazione, per non aver sviluppato la propria identità nell’adolescenza, magari non sono colpevoli, ma agendo contro la dignità del corpo, certamente non entreranno nel Regno dei Cieli. Tutto quello che consiste nell’andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio.

Da notare che nella stessa intervista il Principe della Chiesa afferma che è meno grave acquistare una rivoltella che usare la pillola del giorno dopo. Così, dopo il cardinal Caffarra che sostiene che non è giusto trattare i diversi come gli altri, abbiamo Lozano Barragán che indica la via dell’inferno. Ma alla fine è del tutto inutile provare a ragionare con loro: si crogiolassero nei loro abiti di seta lunga e nei loro ori (altro atteggiamento condannato da Gesù), incapaci di comprendere la vita (quella vera) delle persone.


Si uccide giornalista del LA Times che ha cambiato sesso

Si uccide giornalista del LA Times che ha cambiato sesso Mike Penner ha deciso di cambiare sesso nel 2007 e lo aveva annunciato proprio in quell’anno, finendo sulle prime pagine dei giornali americani. E pochi giorni fa si è ucciso. Sposato e senza figli, era columnist e blogger sportivo da ben 25 anni per il Los Angeles Times e aveva seguito tutti i più importanti eventi sportivi americani, dal baseball al football. Era diventato un mito, un autorità nel campo per i suoi lettori. Fino alla sorprendente rivelazione nel 2007: “Sono un transessuale e ho deciso di cambiare sesso. Mi ci sono voluti più di 40 anni, un milione di lacrime e centinaia di ore di autoanalisi per trovare il coraggio di scrivere queste poche parole”

Dopo due settimane di vacanza è tornato con il nuovo nome, Chistine Daniels. Si è rimesso a scrivere per il giornale dopo la benedizione del proprio direttore (“ha lanciato un occhiata alla redazione, attraverso i vetri del suo ufficio, e ha esclamato: «nessuno può accusarci di non promuovere la diversità nel nostro staff»”). E ha aperto il blog “Donna in transizione” nel quale riversava il suo dolore in questi due anni, tra il coraggio di uscire allo scoperto e la mancata accettazione esterna. E negli ultimi tempi era tornato a firmarsi Mike Penner.

“Come fai a condividere la tua verità più profonda, quella che hai impiegato un’intera vita a seppellire, con un mondo che si è abituato ad amarti ed apprezzarti per la tua facciata?”

Infine, il suicidio.

Fonte | Corriere


Ragazza cerca il suo vero padre e scopre che è diventato una donna

Ragazza cerca il suo vero padre e scopre che è diventato una donna

Questa storia probabilmente è invidiata da Maria De Filippi e dalla sua famosa “C’è posta per te“. La notizia arriva dalla Gran Bretagna, quando tre anni fa, Emily Wallis, viene a scoprire che l’uomo che lei denominava “papà” in realtà non lo era. E così si mise alla ricerca del suo vero padre e solo poco tempo fa, a 22 anni, è riuscita a incontrarlo.

Tra i vari indizi che aveva, sapeva che era un ex pugile tatuato e che veniva definito “lo stallone italiano”. Quando però Emily se l’è trovato di fronte, non se l’aspettava esattamente così. Davanti a sè ha trovato una donna, con vertiginosi tacchi a spillo, elegante e truccata:

“Quando l’ho vista, non sapevo che fare, le ho detto ‘Stai meglio di me, mi piacciono le tue scarpe’. Per anni ho sognato la mia famiglia riunita, che mio padre e mia madre tornassero insieme. Dopo aver visto mio padre, però, sono abbastanza sicura che sia difficile che ciò accada”

L’uomo, Clive Harrison, al termine di una breve storia con la madre di Emily, era tornato in Australia senza sapere che la donna che aveva amato era rimasta incinta. Dopo esserne stato informato, l’ex compagna gli proibì di incontrare la figlia fino a quando non avesse almeno 21 anni. E così è stato, dopo qualche ricerca. E l’ex amante della madre era diventata una sofisticata signora con un insospettabile passato da pugile. Una versione modernizzata di “Transamerica“, non trovate?

Fonte | DailyMirror


Ragazza cerca il suo vero padre e scopre che è diventato una donna

Ragazza cerca il suo vero padre e scopre che è diventato una donna

Questa storia probabilmente è invidiata da Maria De Filippi e dalla sua famosa “C’è posta per te“. La notizia arriva dalla Gran Bretagna, quando tre anni fa, Emily Wallis, viene a scoprire che l’uomo che lei denominava “papà” in realtà non lo era. E così si mise alla ricerca del suo vero padre e solo poco tempo fa, a 22 anni, è riuscita a incontrarlo.

Tra i vari indizi che aveva, sapeva che era un ex pugile tatuato e che veniva definito “lo stallone italiano”. Quando però Emily se l’è trovato di fronte, non se l’aspettava esattamente così. Davanti a sè ha trovato una donna, con vertiginosi tacchi a spillo, elegante e truccata:

“Quando l’ho vista, non sapevo che fare, le ho detto ‘Stai meglio di me, mi piacciono le tue scarpe’. Per anni ho sognato la mia famiglia riunita, che mio padre e mia madre tornassero insieme. Dopo aver visto mio padre, però, sono abbastanza sicura che sia difficile che ciò accada”

L’uomo, Clive Harrison, al termine di una breve storia con la madre di Emily, era tornato in Australia senza sapere che la donna che aveva amato era rimasta incinta. Dopo esserne stato informato, l’ex compagna gli proibì di incontrare la figlia fino a quando non avesse almeno 21 anni. E così è stato, dopo qualche ricerca. E l’ex amante della madre era diventata una sofisticata signora con un insospettabile passato da pugile. Una versione modernizzata di “Transamerica“, non trovate?

Fonte | DailyMirror


Mariela Castro, la nipote di Fidel, lotta per unioni e adozioni per i gay

Mariela Castro, la nipote di Fidel, lotta per unioni e adozioni per i gay

Mariela Castro è la nipote di Fidel ed è a capo del centro di educazione sessuale: ieri nel Parlamento cubano ha dichiarato la sua intenzione di trovare un modo per permettere le unioni gay e favorire le adozioni per persone dello stesso sesso. Lei stessa è favorevole all’introduzione di un nuovo articolo per legittimare i diritti degli omosessuali.

La donna porta avanti da anni una sua personale crociata contro l’omofobia a Cuba, con il sostegno del padre Raul. Il Cenesex ha già convinto il governo ad autorizzare le operazioni per il cambio di sesso. A distanza di 20 anni dal primo iter di cambio sesso, che aveva provocato scandalo e proteste all’interno dello Stato.

Foto | Cuba


Aids e trans. Per Calderoli chi va con loro se la va a cercare

28 novembre 2009 mario cirrito Nessun commento

Che il parlamentare leghista Roberto Calderoli, iceberg della dirigenza del partito di Bossi, non sia mai stato tenero con gli omosessuali è cosa risaputa. Ma di questi tempi la transessualità poté più dell’omosessualità, viste le tragiche vicende dell’ex governatore del Lazio e la misteriosa morte della trans Brenda. Insomma a Calderoli, pare noi non piaciamo e noi non andiamo certo in visibilio per l’illustre parlamentare secessionista.

Parlando a Klaus Davi, esperto di relazioni pubbliche e fondatore dell’omonima agenzia, Calderoli non si è lasciato sfuggire l’occasione per dire la sua sui transessuali e i loro clienti; a modo suo naturalmente e senza quella ‘pietas’ che a volte occorre nel dire le cose. Tolleranza zero, ovviamente; e se i “travestiti brasiliani” scorrazzano per la capitale non è per colpa di Alemanno, ma di qualcuno che chiude un occhio. Parola del responsabile del dicastero della semplificazione normativa, che precisa:

“Mi sembra che rispetto ad alcune categorie ci sia una sorta di minor sorveglianza perché se i trans hanno appartamenti in affitto, cellulari e contratti telefonici e possono acquistare medicine, evidentemente c’è qualcuno che fa questi contratti. Al di là delle valutazioni rispetto alle tendenze sessuali di qualcuno è un fenomeno che ruota attorno alla presenza di droga e ricatto, un vero circuito malavitoso. C’è anche un aspetto sanitario perché, ovviamente, all’interno di quel tipo di popolazione la percentuale di sieropositivi è altissima rispetto alla media, quindi vuol dire proprio andare a cercarsela”.

Andarsela a cercare. Dice proprio così il ministro del Carroccio, senza pensare che forse dovrebbe essere lo Stato, di fronte ad un reale pericolo di contagio, a mettere in campo strumenti di prevenzione perché anche le persone che vanno a fare sesso con le transessuali non si infettino.

Parole dure, per certi versi rappresentazione di una realtà, ma che una politica dovrebbe trattare col rigore della prevenzione più di quella della persecuzione.

Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla celebrazione della Giornata mondiale contro l’aids. Forse, anche per questo, il ministro avrebbe aiutato molti a parlare di prevenzione, lasciando per una volta ad altri certi linguaggi a cui ci ha abituati da tempo.

Foto | lorenzinhos


Rissa a “Miss Gay Brazil”: trans classificata seconda strappa corona e parrucca alla vincitrice

Rissa a  "Miss Gay Brazil": trans classificata seconda strappa corona e parrucca alla vincitrice

Immaginate la tensione del presentatore che pronuncia il nome della vincitrice del concorso “Miss gay Brazil”. Tutte coloro che hanno partecipato - e che magari sono arrivate in finale - sentendo il nome di un altro, dovranno sorridere e far finta di nulla, magari anche abbracciando la rivale che ha appena vinto.

Questo finto buonismo e gioia per l’altro avviene in tutti in concorsi di bellezza, etero o lgbt, e la massima rappresentazione la offre Miss Italia. La vincitrice piange e tutte l’abbracciano, mentre qualcuna magari sarebbe tentata di tenerle la testa sotto l’ascella e portarle via la corona.

Qualcosa del genere è successo, appunto, alla finale di “Miss Gay Brazil”, durante l’intervista della vincitrice. La seconda classificata appare inaspettatamente alle spalle e le strappa corona (e parrucca annessa). Cliccate dopo il salto per il video… Che bello sarebbe assistere alla stessa scena durante il concorso di Madame Mirigliani… Ah, sogni!


Uk: madre lotta affinché il figlio 14enne abbia le cure ormonali per diventare donna

Uk: madre lotta affinchè il figlio 14enne abbia le cure ormonali per diventare donna La madre di un ragazzino di 14 anni sta lottando contro la burocrazia per permettere un trattamento ormonale al figlio per cambiare sesso.

Carole Smith, 41 anni, dichiara al Sun di essere stata sempre a conoscenza del disagio del ragazzo di avere quel corpo da uomo e che già da due anni ha manifestato l’intenzione di essere una ragazza. E l’appello della madre appare determinato proprio per scongiurare che entri in pubertà, le crescano mani e piedi “da ragazzo”, aumenti di altezza, rendendo il tutto ancora più difficile da cambiare in seguito.

La legge inglese infatti stabilisce che la cura ormonale non può iniziare prima dei 16 anni (mentre altrove, come negli Usa, non c’è questo limite temporale). Inoltre prima dei 18 anni, sempre in Inghilterra, è vietata l’operazione chirurgica per la riassegnazione del sesso.


Elisabetta Gardini, le trans come curiosità figlia della tv trash e la “pietas” verso queste debolezze umane

Elisabetta Gardini, le trans come curiosità figlia della tv trash e la "pietas" verso queste debolezze umane Elisabetta Gardini è tornata a parlare di transessualità: e dove se non dalle righe de “Il giornale“? Questa volta cerca di lasciarsi alle spalle la storia con Luxuria e la disputa sul bagno pubblico senza ovviamente tralasciare qualche frecciatina vaga (”Il gesto della toilette aveva soltanto un significato simbolico per ribadire che per me i sessi sono due: uomo e donna. Mentre per altri sono addirittura cinque: aspetto un testo chiaro che me lo spieghi“).

Interrogata se sia a conoscenza del ‘vizietto’ di qualche altro parlamentare che ha una storia segreta con un transessuale, la donna nega e (giusto perchè si è lasciata alle spalle la storia con Vladimir) spiega:

“Se mi sta chiedendo se ho saputo o so di qualche ex collega che è andato o va a trans, le rispondo che no. Non lo so e non mi interessa saperlo. Sotto le coperte uno fa ciò che vuole. Una cosa che ho sentito dire soltanto a lui (Vladimir Luxuria, ndr) e forse all’onorevole Grillini. Per me il Transatlantico rimane tutto attaccato, senza trattino”

Invito la signora Gardini ad avvertirci se dobbiamo ridere su questo gioco linguistico…

Ammette anche che la televisione e i giornali sono sempre alla ricerca di verità boccaccesche e pruriginose da poter sbattere in prima pagina (”Esempio lampante di questo prurito sono le ossessive dieci domande rivolte a Berlusconi da Repubblica“).

E infine, ecco la sua opinione sull’improvviso (?) amore scoperto degli uomini verso le transessuali:

“Credo che la curiosità verso di loro sia figlia, anche e soprattutto, del trash televisivo. Ma ripeto: le debolezze umane ci sono sempre state e occorre pietas, non torbida curiosità. Certo, a certe cose bisogna opporsi però. All’invadenza di una certa cultura sinistroide e strabica per cui se Povia canta una canzone in cui un gay ritorna eterosessuale è uno scandalo; se fosse accaduto il contrario sarebbe stata una festa”

Foto | Panorama


SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline