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Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli


La cronaca degli ultimi mesi spesso ci ha messo davanti ad un interrogativo, su cui anche Roberto Saviano si è confrontato nei giorni scorsi. Perché in Italia, dove la prostituzione è un reato, i clienti delle prostitute transessuali sono trattati da alcuni mass media peggio delle persone che sono soliti frequentare donne che mercificano il proprio corpo?

Ad un anno dalla pubblicazione delle prime notizie riguardanti Piero Marrazzo e Natalie, la transessuale con la quale l’ex Governatore della Regione Lazio si vedeva, questo interrogativo non è stato evaso.

Del mancato, e necessario, chiarimento ritorniamo ad occuparci poiché i residenti romani di via Gradoli, dove Piero Marrazzo si vedeva con Natalie, hanno deciso di mettere un cancello che dovrebbe impedire ai clienti delle prostitute transessuali di entrare nella strada di fatto tornata privata.

Laddove non sono arrivate le istituzioni si sono attrezzati i cittadini. Persone che sanno bene che la prostituzione nel nostro paese è un reato al di là di che natura sia il corpo che viene messo a disposizione dal cliente di turno.

Nei prossimi giorni, con buona pace di Marrazzo già impegnato nei suoi nuovi progetti televisivi, di via Gradoli si smetterà di parlare. Prima che tale circostanza si verifichi vorrei con voi ragionare sul concetto di parità su cui si dovrebbe discutere anche in contesti come questi.

In questi anni l’attenzione dei media glbtq è stata, giustamente, per i diritti negati dallo Stato. Il capitolo dei doveri non sempre viene menzionato. Fermo restando che la prostituzione in Italia è un reato credete che gay e lesbiche debbano impegnarsi, laddove sia richiesto dal contesto, contro le transessuali che si fanno pagare per un rapporto sessuale? Secondo me Sì.

Mentre Piero Marrazzo torna in tv alcuni residenti di Roma chiudono via Gradoli é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 20 luglio 2010.


Ernesto Sica del Pdl consegna le dimissioni dopo aver fatto intendere che Stefano Caldoro frequentasse prostitute transessuali


Ad un anno dallo scandalo che travolse Piero Marrazzo, come osservavano giustamente i giornalisti che hanno preso parte alla puntata di Complotti dedicata al caso Boffo, si può affermare con sicurezza che dopo quanto successo all’ex Governatore del Lazio gli esponenti politici per incastrare i propri avversari sono propensi all’utilizzo della prostituzione transessuale.

Esemplificative si quanto sostengo sono le dimissioni che ieri l’assessore all’Avvocatura della Regione Campania, Ernesto Sica. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’esponente del Popolo delle Libertà avrebbe cercato di eliminare dalla scena politica il collega, nonché Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro.

Per farlo Sica, che al momento in cui risalgono i fatti appoggiava la candidatura poi bocciata dallo stesso Silvio Berlusconi di Nicola Cosentino, avrebbe creato un dossier falso nel quale si sosteneva che Caldoro, tanto quanto Piero Marrazzo, era solito frequentare prostitute transessuali.

Contraria al tentativo di sabotaggio architettato dall’esponente del Pdl ai danni di un collega di partito si è già detta Martina Castellana.

“Ancora una volta - ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno - le trame oscure del Potere utilizzano lo spregevole spauracchio del “Trans” per colpire il malcapitato di turno. Perché per affossare una figura politica si deve usare l’espressione “va con i Trans”? Io stessa sono un Trans. E allora?”

Intervistato dai giornalisti il diretto interessato ha preferito non commentare le indagini in corso contro Ernesto Sica. Peccato. Precisare una serie dogmi avrebbe fatto bene a tutti. Comunità GLBTQ compresa.

Se tale puntalizzazione non è avvenuta poiché al momento dell’intervista a Stefano Caldoro mancavano le parole giuste di seguito ho redatto un bignami che potrebbe essergli utile la prossima volta che incontra un giornalista.

. La prostituzione, qualunque sia il corpo coinvolto, in Italia è un reato per tanto perseguibile dalla legge.

. Il sesso tra un uomo, nato tale, e una donna, diventata tale solo dopo una serie di interventi chirurgici, avviene nel mondo e nel nostro paese anche quando non ne disquisiscono i mass media.

. Il complotto di Ernesto Sica è deplorevole perché organizzato ai danni di un cittadino e non per la natura dei corpi coinvolti che anzi sono danneggiati dall’ingegno di un uomo che nemmeno conosce il valore della fratellanza. Figuriamoci se può diventare l’ambasciatore del rispetto.

Ernesto Sica del Pdl consegna le dimissioni dopo aver fatto intendere che Stefano Caldoro frequentasse prostitute transessuali é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di martedì 13 luglio 2010.


Piero Marrazzo, le transessuali, il calvario e l’abominio. Quando si costruisce un mostro immaginario!


Bastano pochi minuti per demolire un castello di bugie, di nefandezze, costruite ad arte per seppellire la vita di un uomo. Bastano pochi minuti per fare di quell’uomo un mostro tentacolare, un abietto. Minuti preziosi, calcolati, feroci e, nel primo caso, minuti che tentano di restaurare una giustizia persa, di restituire valore alla vita attaccata, di restituirgli in qualche maniera un decoro perso. Dal 23 ottobre dello scorso anno, il politico, l’ex anchorman televisivo, l’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, era stato trascinato in una storia di transessuali, di droga, di ricatti, di abusi di potere, di macabri scenari che hanno segnato la vita di una transessuale, finita morta chissà come e perché. I misteri di una Italia nera, misteriosa, ricattatrice. Lui era stato costretto alle dimissioni, messo alla gogna, finito per essere l’agnello sacrificato in nome di chissà quale Italia perbene, onesta, pudica, scevra da ogni altro scandalo.

Ora, a scagionare completamente Piero Marrazzo, ci hanno pensato i supremi giudici della Corte di Cassazione, che hanno confermato il ruolo ricattatorio dei militari coinvolti nel caso; aggravando quella di un maresciallo e dicendo a chiare lettere, per quanto concerne la posizione di Piero Marrazzo nell’ambito della vicenda che lo ha portato alle dimissioni dopo essere stato sorpreso e filmato da alcuni carabinieri insieme alla trans Natalì, anche con una dose di cocaina, la Suprema Corte - respingendo i tentativi dei difensori dei carabinieri di gettare discredito sulle dichiarazioni dell’ex governatore - rileva che “nei confronti di Marrazzo nulla autorizza ad ipotizzare condotte delittuose, essendo egli chiaramente la vittima predestinata di quella che è stata considerata come un’imboscata organizzata ai suoi danni”. Irrilevante persino l’uso dell’auto di servizio con cui Marrazzo si recava agli appuntamenti con le transessuali; pretestuose le altre accuse orchestrate e servite per incastrare l’ex governatore. Scrive, tra l’altro la Cassazione:

“La progettazione della ’scena’ messa in atto a via Gradoli era chiaramente protesa a non dar scampo al Marrazzo, a renderlo vulnerabile e disponibile a soddisfare ogni possibile richiesta di denaro o altri favori”

Ora, dopo queste parole chiare da parte dei giudici, resta tutto quello che è accaduto dal 23 ottobre in poi. Resta la vita di un uomo che è stato portato al patibolo, con le sue debolezze, una vita familiare tenuta in piedi grazie al rapporto sodale con la moglie, ma, soprattutto resta un pantano dove una persona, Brenda, è morta e ancora attende di avere pietosa sepoltura, come ha ricordato recentemente anche Vladimir Luxuria. La politica che in questi lunghi mesi ha ipocritamente schivato il caso Marrazzo, quando non lo ha attaccato con le armi dell’ignominia, oggi dovrebbe riflettere, guardarsi nell’intimo e trovare altre verità mai dette.

Ad esempio che non solo Marrazzo è l’unico trans- lover; coloro che amano la compagnia e i favori sessuali delle transessuali. Lo disse chiaramente, in una intervista sempre Luxuria:

“Diciamo che Marrazzo non è l’unico, ce ne sono tanti. I viali dove ci sono le trans non sono mica deserti. Esistono in politica così come in tutte le classi sociali. In percentuale né più né meno rispetto agli impiegati o agli operai o ai giornalisti”

Si disse anche, se non vado errato, che qualcuno tra questi fu fermato in tempo, mentre si stava avviando in un convivio amoroso con una transessuale. A noi, in fondo, interessa, più che la storia che ha già trovato fiumi di pagine scritte in ogni dove, l’ipocrisia che vi è quando si parla di rapporti sessuali con le transessuali e, perché no, anche con quelli omosessuali.

Vige da noi una specie di “Don’t ask, Don’t tell” che coinvolge un po’ tutti. Si fa, si va, ma non si dice! Il racconto è personale, talmente personale che lo si può usare contro quando pubblicamente si esige una patente di pura eterosessualità. Le transessuali per molti sono merce da usare; così come un rapporto omosessuale lo si deve vivere rigorosamente nell’anonimato e nella clandestinità. Lo esige la società, la politica, la famiglia tradizionale, gli eventuali figli. Forse lo esige pure la chiesa, chissà! Si sono scoperti omofobi incalliti pescati con le mani e il corpo nel corpo di altri ragazzi; politici dalla pelle dura contro ogni forma di legittimazione dei diritti lgbtq che vanno a trans, a gay e a chissà quali altri gusti sessuali. Certo, non parliamo dell’Italia, o forse ne potremmo parlare, a sentire certe fonti che sembrano gossip solo perché non se ne fanno i nomi.

Siamo l’Italia dove la sessualità è una, inviolabile, sancita dal volere comune: l’uomo va con la donna, punto. Solo che poi, basta girarsi un pochino e si scorgono fiumi di persone ferme ai cigli delle strade a pattuire rapporti con le transessuali o con giovani; persone che danno appuntamenti in alberghi al terzo sesso; feste e festini dove l’univoca sessualità va a farsi benedire a favore di ogni altro piacere.

Nessuno si è mai occupato delle vite di queste persone che fanno parte della nostra comunità. La transessualità è ancora vissuta come momento sessuale, chiusa in un mondo losco, indeterminato, misterioso. La mercificazione della carne sembra quasi accompagnarsi alla mercificazione dell’anima. E invece, esistono transessuali, tante, tantissime, che lottano per una dignità personale e sociale, lottano per essere aiutate, ascoltate. Ai tempi della terribile vicenda Marrazzo, Porpora Marcasciano, voce militante del Mit, dalle pagine de “Il Manifesto” scrisse:

“Se ha costruito il suo corpo per essere una bomba di sesso e per vendere prestazioni sessuali, forse, liberi dal pregiudizio, dovremmo riconoscere quell’aspirazione come legittima piuttosto che stabilire dove e come dovrebbe collocarsi! Ma in Italia un riconoscimento di questo tipo è pura utopia! Come pura utopia sembrano essere diventati i diritti civili e la dignità delle persone transessuali, in un paese che risulta essere al primo posto nel mondo per omicidi transfobici, ma quella è un’altra storia, perché all’Italietta non interessa, vuole sapere piuttosto cosa ha trovato in loro Marrazzo o Lapo Elkan….indovina indovinello? Chiaramente Lapo e Marry e solo loro, sicuramente non mio marito, mio figlio, mio padre ecc’etero ecc’etero! Sarebbe stata la stessa domanda, magari articolata meglio, che avrei voluto porre a Ida Dominijanni all’Infedele di Lerner quando ha dichiarato che un (sottolineo il maschile) transessuale è un uomo che si maschera da donna. Per tutte/i noi non è stato bello. Diciamo che da lei ci si sarebbe aspettato altro. Può darsi che il femminismo della differenza faccia chiudere gli occhi su quello che non è donna, ma sinceramente non credo si tratti di una maschera, piuttosto del contrario”.

Forse la vicenda Marrazzo non è ancora conclusa; tante le domande senza risposte e tante le questioni che la magistratura dovrà appurare. Resta questa buona notizia per uno dei protagonisti, sceso in politica e finito in una canea mediatica e personale che lo ha portato alla semidistruzione. Resta un’Italia che gode dei servigi delle transessuali, per poi dimenticarsi dei loro diritti e della loro umana esistenza.

Foto | ZioDave


Il 2009 delle persone lgbtqqi: un evento al mese

31 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Il 2009 delle persone lgbtqqi italiane: un evento al mese

Si chiude oggi il 2009 e, come ogni fase di cambiamento, si riflette su quanto è accaduto e si guarda (con speranza) al futuro. Ecco quindi una serie di eventi gay di questo 2009. Ne abbiamo scelto uno al mese e ne abbiamo dovuti tralasciare altri. Quali sono gli avvenimenti glbtqqi del 2009 che vi sono più rimasti impressi, sia in positivo che in negativo?

Foto | essygie


I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

Out ha stilato una propria personale classifica su quali personaggi gay o gayfriendly abbiano influenzato maggiormente la società, spesso al centro di notizie, scandali o pubblicità.

L’elenco di nomi, in Italia spesso non così conosciuti, in America hanno avuto spesso un rilevante eco (talvolta anche pruriginoso…).

Dopo il salto potrete leggere alcuni di questi personaggi, nominati come “icone gay” del 2009, l’anno che sta per terminare. Non sorprenderà leggere che il primo classificato è:

Adam Lambert, esatto. Il cantante al centro dello shock ad alto tasso di moralismo durante gli American Music Awards. Riuscirà a uscire dalle censure e dalla “dannazione eterna” a cui l’hanno condannato per del finto sesso orale e un bacio come tanti? Si piazza seconda Wanda Sykes: qua è poco nota, in America avrà presto un talk show a lei dedicato. E medaglia di bronzo a Rob Marshall, autore del famoso Chicago e presto nei cinema con il suo sospirato Nine. Spulciando qua e là ecco chi troviamo anche:

5 - Cyndi Lauper, nota cantante ancora indimenticabile
8 - Pedro Almodovar, autore de “Gli abbracci spezzati”
12- Marc Cherry ( se vi dico Gabrielle, Lynette, Susan e Bree?)
26 - Will Young ( Come on, Baby, Light my fire… ai tempi d’oggi)
58- Chaz Bono, il figlio di Cher

La lista completa la trovate qui. Che ne dite? Dal poco che è giunto anche qua in Italia, concordate? E sopratutto, quale potrebbe essere il personaggio più “gay friendly” del 2009 italiano? Paola Concia? Brenda, involontariamente alla cronaca per lo scandalo Marrazzo? O Maicol del Grande Fratello? Fate i vostri nomi!


I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

I gay più importanti del 2009 secondo la rivista Out Magazine

Out ha stilato una propria personale classifica su quali personaggi gay o gayfriendly abbiano influenzato maggiormente la società, spesso al centro di notizie, scandali o pubblicità.

L’elenco di nomi, in Italia spesso non così conosciuti, in America hanno avuto spesso un rilevante eco (talvolta anche pruriginoso…).

Dopo il salto potrete leggere alcuni di questi personaggi, nominati come “icone gay” del 2009, l’anno che sta per terminare. Non sorprenderà leggere che il primo classificato è:

Adam Lambert, esatto. Il cantante al centro dello shock ad alto tasso di moralismo durante gli American Music Awards. Riuscirà a uscire dalle censure e dalla “dannazione eterna” a cui l’hanno condannato per del finto sesso orale e un bacio come tanti? Si piazza seconda Wanda Sykes: qua è poco nota, in America avrà presto un talk show a lei dedicato. E medaglia di bronzo a Rob Marshall, autore del famoso Chicago e presto nei cinema con il suo sospirato Nine. Spulciando qua e là ecco chi troviamo anche:

5 - Cyndi Lauper, nota cantante ancora indimenticabile
8 - Pedro Almodovar, autore de “Gli abbracci spezzati”
12- Marc Cherry ( se vi dico Gabrielle, Lynette, Susan e Bree?)
26 - Will Young ( Come on, Baby, Light my fire… ai tempi d’oggi)
58- Chaz Bono, il figlio di Cher

La lista completa la trovate qui. Che ne dite? Dal poco che è giunto anche qua in Italia, concordate? E sopratutto, quale potrebbe essere il personaggio più “gay friendly” del 2009 italiano? Paola Concia? Brenda, involontariamente alla cronaca per lo scandalo Marrazzo? O Maicol del Grande Fratello? Fate i vostri nomi!


Aids e trans. Per Calderoli chi va con loro se la va a cercare

28 novembre 2009 mario cirrito Nessun commento

Che il parlamentare leghista Roberto Calderoli, iceberg della dirigenza del partito di Bossi, non sia mai stato tenero con gli omosessuali è cosa risaputa. Ma di questi tempi la transessualità poté più dell’omosessualità, viste le tragiche vicende dell’ex governatore del Lazio e la misteriosa morte della trans Brenda. Insomma a Calderoli, pare noi non piaciamo e noi non andiamo certo in visibilio per l’illustre parlamentare secessionista.

Parlando a Klaus Davi, esperto di relazioni pubbliche e fondatore dell’omonima agenzia, Calderoli non si è lasciato sfuggire l’occasione per dire la sua sui transessuali e i loro clienti; a modo suo naturalmente e senza quella ‘pietas’ che a volte occorre nel dire le cose. Tolleranza zero, ovviamente; e se i “travestiti brasiliani” scorrazzano per la capitale non è per colpa di Alemanno, ma di qualcuno che chiude un occhio. Parola del responsabile del dicastero della semplificazione normativa, che precisa:

“Mi sembra che rispetto ad alcune categorie ci sia una sorta di minor sorveglianza perché se i trans hanno appartamenti in affitto, cellulari e contratti telefonici e possono acquistare medicine, evidentemente c’è qualcuno che fa questi contratti. Al di là delle valutazioni rispetto alle tendenze sessuali di qualcuno è un fenomeno che ruota attorno alla presenza di droga e ricatto, un vero circuito malavitoso. C’è anche un aspetto sanitario perché, ovviamente, all’interno di quel tipo di popolazione la percentuale di sieropositivi è altissima rispetto alla media, quindi vuol dire proprio andare a cercarsela”.

Andarsela a cercare. Dice proprio così il ministro del Carroccio, senza pensare che forse dovrebbe essere lo Stato, di fronte ad un reale pericolo di contagio, a mettere in campo strumenti di prevenzione perché anche le persone che vanno a fare sesso con le transessuali non si infettino.

Parole dure, per certi versi rappresentazione di una realtà, ma che una politica dovrebbe trattare col rigore della prevenzione più di quella della persecuzione.

Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla celebrazione della Giornata mondiale contro l’aids. Forse, anche per questo, il ministro avrebbe aiutato molti a parlare di prevenzione, lasciando per una volta ad altri certi linguaggi a cui ci ha abituati da tempo.

Foto | lorenzinhos


La transessuale Roberta Cavalcanti racconta le sue notti bollenti con i nostri politici

22 novembre 2009 Robo Nessun commento

La transessuale Roberta Cavalcanti racconta le sue notti bollenti con i nostri politici

La vicenda di Marrazzo, ritornata in auge in questi giorni per via della morte di Brenda, fa sbottonare diverse altre trans che raccontano di loro frequentazioni con personaggi politici. Roberta Cavalcanti (nata Roberto, amica di Moana Pozzi e di Ilona Staller-Cicciolina, definita la transessuale più amata dagli italiani) è una di loro e racconta le sue notti con i politici affermando che nei festini di uomini politici transessuali e droghe non mancano mai.

Non esisterebbe la serata senza stupefacenti. Uomini come questi che vanno con i trans ne hanno bisogno. Altrimenti non riuscirebbero a superare le loro inibizioni. La loro fantasia è di essere dominati da una bella donna. Da un anno non mi sottopongo più nemmeno a cure ormonali per evitare problemi. I miei clienti mi chiamano solo se funziono alla perfezione

Non solo: Roberta Cavalcante racconta anche di un incontro con un politico di centro-destra in Veneto. Erano presenti anche altri esponenti locali. E, da allora un parlamentare è un suo cliente fisso:

“Ci vediamo a Roma o a Milano. Arriva con la scorta. Mi dice di non avere molto tempo, ma vuole che faccia di tutto, ogni volta qualcosa di più. Sono il sogno sessuale proibito di tutti”

Non saremo certo noi a fare la morale e a puntare il dito: siamo in un paese libero e ognuno è libero di soddisfare le proprie voglie sessuali come crede. Quello che fa pensare è il radicato puritanesimo dei nostri politici e l’incapacità di vivere liberamente la propria sessualità. Da un lato abbiamo politici che affermano categoricamente di non entrarci nulla con le transessuali e minacciano azioni legali contro chi osa solo far intendere diversamente; dall’altro abbiamo Roberta Cavalcante - e diverse altre transessuali e gay - che raccontano dei propri rapporti con i politici.

Un sondaggio su Polisblog di qualche giorno fa chiedeva ai lettori quale fosse, secondo loro, la percentuale dei nostri parlamentari che si dedicasse a “passatempi postribolari” (“nulla di scientifico, né di moralisteggiante: mi piacerebbe solo vedere quanto in basso è caduta la percezione, in noi cittadini, della classe politica”). Secondo i lettori di Polisblog più del 50% dei parlamentari si intrattiene in tali passatempi.

Siete d’accordo? Quanti di questi secondo vai frequentano persone transessuali, gay o lesbiche? E quanti sarebbero disposti ad ammetterlo?

Foto | La Stampa


Le reazioni alla morte di Brenda: parlano tra gli altri Luxuria, Battaglia, Mancuso e Corona

Le reazioni alla morte di Brenda: parlano tra gli altri Luxuria, Battaglia, Mancuso e Corona

A poche ore dalla morte di Brenda, il mistero si infittisce sempre più e il ritrovamento del portatile nel lavandino porta la polizia a sospettare sempre più di omicidio volontario. E con la notizia di questo assassinio, alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e politici affrontano l’argomento, dando la loro opinione.

Tra i primi a parlare, anche Vladimir Luxuria, che ha espresso la sua paura in merito all’avvenimento, oltre a lanciare il quesito su come mai nessuno stesse vigilando su quella testimone oculare così a rischio:

“Temo una escalation di violenze ai danni delle persone transgender, soprattutto quelle più indifese. Spero solo che tutte le persone che hanno ironizzato sulle fattezze corporee di Brenda, possano mordersi la lingua davanti allo scempio del suo cadavere. e indagini seguiranno il loro corso ma sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare. come mai nessuno ha pensato di vigiliare su di lei. Si pensa giustamente a dare la scorta ai pentiti, a chi e’ sovraesposto e giustamente deve essere protetto. Ma a dare una protezione a Brenda nessuno ha pensato. Tutti sapevano dove abitava, perché si è lasciato che la ammazzassero?”

Anche Fabrizio Corona è entrato nel merito della vicenda, facendo una critica feroce a quanto il gossip possa essere crudele (e lui di sicuro se ne intende):

“Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante. Sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti, c’è del materiale che può fare molto male”

Franco Grillini, presidente di Gaynet, invece, ne parla come di un nuovo “delitto Montesi”, con un mix di sesso e politica:

“Alcune domande sorgono spontanee: se Brenda aveva dichiarato che era a conoscenza di un secondo video che rivelavano la presenza di altri politici perché non si è approfondita questa pista? Dopo il furto più che sospetto del suo cellulare perché Brenda, che era anche una teste nella vicenda Marrazzo, non è stata quantomeno protetta? Come mai non le è stato attribuito il permesso di soggiorno a fini giudiziari?”

Il presidente Arcigay Aurelio Mancuso ha invece espresso il proprio dolore per la tragica notizia, approfittando per fare un discorso che avvicini chiunque sia emarginato e ‘abbandonato dallo Stato’:

“Tutta la vicenda si tinge dei colori scuri del dolore e della rabbia per chi, come le associazioni trans e omosessuale, tutti i giorni cerca di far comprendere che, con pochi e semplici provvedimenti legislativi e azioni sociali, migliaia di persone trans potrebbero non vivere più nell’emarginazione e in preda alle organizzazioni criminali”

La pista dell’omicidio è quella che segue anche Sergio Rovasio, segretario di Certi diritti:

“È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse.”

Francesca Eugenia Busdraghi, presidente di Azione Trans, ha espresso sconcerto:

“È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse.”

Foto | Kataweb


Corteo a Roma contro la violenza sulle donne. E Barbara, trans amica di Brenda: “Ho paura di morire”

Corteo a Roma contro la violenza sulle donne. E Barbara, trans amica di Brenda: "Ho paura di morire"

Stasera a Roma vi è stato un corteo contro la violenza delle donne, lesbiche e trans aperto dallo striscione provocatorio “Brenda: è omicidio di Stato. Basta vittime del potere“. Le persone presenti in Piazza Vittorio hanno già superato le centinaia di presenze.

E intanto Barbara, transessuale amica di Brenda, parlando con i cronisti ammette la propria paura di fare la stessa fine di Brenda. Lei abita poco distante, a centinaia di metri da dove è morta la transessuale.

“Chiedo che qualcuno mi protegga perche’ ho paura: non dormo piu’, non vado al mercato. Ho sempre la sensazione di essere seguita. Ieri ho creduto che ci fosse qualcuno che mi seguiva in motorino. Aveva i guanti di lattice alle mani e pensavo fosse un carabiniere. Sono salita su un autobus e sono scesa molte fermate dopo, non sapendo piu’ dove ero”

E si spera che qualcuno la protegga ed intervenga veramente prima che sia troppo tardi


Oggi il mondo celebra il Tdor-Transgender Day of Remembrance

20 novembre 2009 mario cirrito Nessun commento


Quanto odio e disprezzo. Quanta persecuzione spesso conclusa con la morte, il silenzio finale della vittima. La barbarie umana tocca anche loro; sempre di più loro: le transessuali, con la loro esistenza spesso colorata a tinte fosche, ceduta alla strada e al disprezzo della gente. Una vita, la loro, difficile nel raccontarsi e ancor più nel renderla vita. Si chiama Tdor-Transgender Day of Remembrance, la giornata internazionale che si celebra da 10 anni, dedicata alle perone transessuali morte di violenza.

Un giorno importante non soltanto per le vittime ma per tutto il movimento glbt che da sempre partecipa attivamente al ricordo di queste persone che in tante parti del mondo hanno per carnefici proprio lo stato, posti dove è vietata l’omosessualità, figurarsi il transessualismo. Incredibilmente, proprio nella giornata del Tdor, è tata diffusa la terribile notizia di una transessuale coinvolta nel caso Marrazzo, trovata nella sua abitazione carbonizzata. Tante altre Brenda, molte, troppe altre, finiscono così o ancor peggio in tanti altri posti del mondo.

Per meglio ricordare queste vittime dell’odio transfobico, le associazioni glbt hanno organizzato alcuni eventi a Bologna, Torino, Napoli, Viareggio, Verona. A Bologna , alle ore 18.00, in Piazza del Nettuno si terrà un sit-in/fiaccolata per ricordare in sincronia con tutti i paesi del mondo le vittime dell’ultimo anno. Seguirà alle 19.00 una performance dimostrativa altamente visiva all’incrocio della T. Alle 21.30 Davide Tolu e Matteo Manetti presentano “One new man show” al Cassero. In collaborazione con CGIL.

Ecco gli altri appuntamenti, nelle altre città italiane.

Verona
ore 18.00/20.00: sit-in Piazzetta Scalette Rubiani con performance e reading di testimonianze in memoria delle persone transessuali vittime di violenze nel mondo, con Traghetto Mangiamerda e Bruscansi. Presentazione della campagna contro l’omo/lesbo/transfobia: “Il tuo silenzio è il regalo più bello che fai alla violenza”

Torino
venerdì 20 novembre
ore 14.00: book crossing a tematica trans in università organizzato da La Jungla
ore 18.00: Inaugurazione della mostra fotografica sulla visibilità trans “Generi di prima necessità”
ore 21.00: proiezione del film Tansamerica e dibattito, in collaborazione con le biblioteche civiche
sabato 21 novembre
ore 17.00: Music vs pregiudizio dj’s set rotation in centro a Torino in occasione del Tdor

Napoli – in via di definizione

Pubblichiamo anche il comunicato di Arcigay Nazionale.

Il 20 novembre viene celebrato in tutto il mondo il Transgender Day Of Remembrance, in ricordo dell’assassinio della transessuale Rita Hester a Boston nel 1998, per mettere in luce come siano ancora profondi e diffusi pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone transgender.

Ogni anno in Italia vengono uccise, aggredite o violentate decine di persone transgender, a causa dell’odio per la diversità e del pregiudizio nutrito da una cultura sessuofobica; solo nel 2009 Arcigay ha raccolto dalla stampa in Italia venti episodi di violenza ai danni di persone transessuali, ma pochissimi vengono denunciati dai media perché purtroppo la maggioranza di queste violenze restano oscurate dall’anonimato e non vengono denunciate per paura di ritorsioni.

“In queste settimane in particolare un’ondata di volgare moralismo, di sessismo e di bigottismo voyeurista si è abbattuta sulla stampa italiana, dipingendo come squallide le persone transgender” – commenta Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay – “dimenticando di raccontare che ancora oggi per una persona trans è quasi impossibile trovare un lavoro dignitoso e che molte di loro sono costrette alla prostituzione. Ma che l’equivalenza tra condizione transgender e prostituzione è frutto di ignoranza e pressapochismo.

“Torniamo a pretendere con forza in questa occasione l’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio anche alle violenze basate sull’identità di genere e sulla sessualità, la politica dia un segno per fermare l’orrendo torrente di sangue provocato da quel sentimento machista che vede come inferiore chi più di ogni altro vive sul proprio corpi l’affermazione della propria libertà di essere. Non esiste inoltre ancora una legge che permetta la variazione dei dati anagrafici indipendentemente dalla riattribuzione chirurgica del sesso” - conclude Mancuso – Un paese civile dovrebbe riconoscere la possibilità di autodeterminare la propria identità di genere per tutti, come già in altri paesi europei.”

In sei città italiane la comunità LGBT celebrerà questa data. A Bologna, Napoli, Torino, Verona, Viareggio, Perugia, sono in programma performance teatrali, proiezioni cinematografiche, musica, convegni formativi e soprattutto fiaccolate in memoria delle vittime innocenti della violenza transfobica. Per l’intera giornata il sito nazionale di Arcigay e i siti web dei comitati provinciali verranno oscurati, per dare un messaggio forte di memoria e denuncia.

Foto | Tdor


Trovata carbonizzata Brenda, la transessuale coinvolta nel caso Marrazzo

20 novembre 2009 Robo Nessun commento

Brenda è stata uccisa

Brenda, la transessuale coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all’interno di un appartamento in via Due Ponti a Roma stamani. La macabra scoperta è avvenuta stamane alle 4,33 dai vigili del fuoco chiamati per domare un incendio scoppiato nel seminterrato della palazzina. Gli inquirenti non stanno tralasciano alcuna pista.

Azzardare qualunque tipo di ipotesi in questo momento è del tutto inutile. Resta la sensazione di immensa tristezza per Brenda, che si trova ad essere vittima di qualcosa che va al di là del suo modo di essere. Ci auguriamo che nessuno concepisca questa morte violenta come una sorta di redde rationem. Non possiamo non pensare, però, a quanto sia rischiosa la vita delle persone transessuali che mai nessuno ha il diritto di considerare oggetti.

E la sensazione di tristezza viene amplificata dalla superficialità di alcuni mezzi di comunicazioni che continuano ad appellare Brenda come “il transessuale”, “il viado” e via dicendo: come se, oltre al fuoco che ha cancellato il suo aspetto fisico, si volesse togliere di meglio anche l’individualità della persona, riducendola ad un aggettivo declinato in maniera errata.

A Brenda il nostro pensiero affettuoso.


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