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Fabri Fibra torna a parlare dell’omosessualità di Marco Mengoni

31 agosto 2010 Robo Nessun commento

Fabri Fibra torna a parlare dell'omosessualità di Marco Mengoni

Vi ricordate il polverone sollevato da Fabri Fibra che in una sua canzone parlava dell’omosessualità di Marco Mengoni? In un’intervista ora Fabri Fibra, sollecitato dall’intervistatore, ritorna sull’argomento e spiega meglio le sue intenzioni:

Ho notato che la televisione italiana dà l’idea che ci sia molta tolleranza nei confronti del mondo gay, ma la realtà non è così. Mi è capitato di leggere i giornali che raccontavano di pestaggi per strada contro gli omosessuali. Secondo me, certi personaggi come Mengoni dovrebbero parlare apertamente anche della loro sessualità perché così “educano” e veicolano un messaggio di normalità ai fan e non solo, come è giusto che sia.

Ora, Fabri Fibra può piacere o meno e lo stesso dicasi per Marco Mengoni, però bisogna dare atto a Fibra di aver detto la verità: se in molti uscissero allo scoperto, il tutto sarebbe “più normale”. Sia chiaro: non sto dicendo che Mengoni sia gay. Mi trovo d’accordo con Fabri Fibra sulla necessità di non nascondersi. In nessun campo.

Foto | Gay.tv

Fabri Fibra torna a parlare dell'omosessualità di Marco Mengoni é stato pubblicato su queerblog alle 14:01 di martedì 31 agosto 2010.


Joe McElderry è gay

1 agosto 2010 Robo Nessun commento

Joe McElderry

Pochi giorni fa, Joe McElderry (vincitore di X Factor nell’edizione inglese) aveva ribadito con forza di essere eterosessuale. Questa sua puntualizzazione era dovuta al fatto che un presunto hacker avrebbe scritto dall’account Twitter di McElderry facendo una sorta di coming out (“È stato difficile vivere nella menzogna per tutti questi anni”).

Ora Joe McElderry ha fatto coming out e ha detto sì, che è gay. Proprio quel messaggio sul suo Twitter l’ha indotto a pensare e a rendersi conto di essere omosessuale. Così ha fatto prima coming out con la famiglia e poi ha reso pubblico il fatto di essere gay.

McElderry sostiene che fino ad ora non ci aveva pensato poi così tanto a questa cosa dell’omosessualità, visto che era molto impegnato a cantare. Del resto, non dimentichiamolo, Joe McElderry ha 19 anni e molti di noi a quell’età avevano paure, timore e pressioni varie. Chissà ora se qualche cantante italiano più o meno della stessa età di Joe McElderry avrà il coraggio di fare coming out?

Joe McElderryJoe McElderryJoe McElderryJoe McElderry

Joe McElderry è gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di domenica 01 agosto 2010.


Gli approfondimenti di Queerblog: uno Zero in omosessualità

Uno Zero in omosessualità

Renato Zero è un bravo artista; ha saputo coniugare musica e poesia accompagnando entrambi, nella luce del successo, con un intenso carisma personale, modellato nel tempo a misura dei suoi idolatranti fan. I suoi successi raccontano un mondo onirico, un dolore o una speranza, costruiti con meticolosa puntigliatura per ammaliare il pubblico, farlo proprio sul palcoscenico, identificarlo con l’artista. A me, salvo qualche brano, non è mai piaciuto; gli artisti spesso predicano bene e razzolano male. E Renato mi è parso, sempre più spesso un predicatore che esercita l’arte della musica popolare. Nulla di più! Nulla con l’arte altamente poetica alla De Andrè o Guccini, o persino Antonello Venditti.

Non mi sono mai neppure preoccupato della sua presunta o vera omosessualità, pensando ai tanti ragazzi gay che ogni giorno devono farci i conti con la loro condizione personale e sociale. Non mi piacerebbe neppure che un tipo come Renato Zero si ergesse a icona della nostra comunità, raccontasse il suo amore per i ragazzi, visto come ha trattato finora l’omosessualità. Il cantore dell’amore è lo stesso che cinque anni fa ci paragonò ai bambini down, riuscendo in un sol colpo a offendere categorie “delicate” dall’alto della sua “normalità”; che spiegò come un fervente papalino, che i preservativi erano “maligni”, e persino sull’aborto disse la sua. Contro, ovviamente.

Naturalmente tanta devozione non è mai passata inosservata da parte della chiesa, e così: cantate natalizie in Vaticano e fervide accoglienze. E lui: “Un tempo cantavo per un manipolo di disadattati e parlavo di depressione, disagio, paura di vivere, emarginazione”.

Uno Zero in omosessualitàNel 2006, visto che in tanti continuano ad insistere sulla sua presunta omosessualità, pare abbia dichiarato:

“Ho dichiarato di essere omosessuale per non svolgere il servizio militare, ma in realtà sono fatto di ben altra pasta”.

Zero smentisce poi di aver detto quella frase.

A me, come ad altri, è bastata una dichiarazione di Arcigay, anche se poi, chi lo ha fatto (il militare), racconta di bei “Pao Pao” di tondelliana memoria. Per Zero, se vera, quella resta la sua unica “rivelazione”, prima di fiondarsi a squarciagolare su Triangolo o Mi vendo.

Ora, viene fuori questa ennesima esternazione del re dei sorcini, quasi che l’omosessualità necessiti della sua presenza o della sua avversione. A 60 anni, e col successo confermato e lustro, Renato potrebbe continuare a deliziare i suoi fan – gay e non – con la sua musica; in fondo a chi piace, piace per la sua arte mica per quello che fa in privato.

A proposito dell’intervista rilasciata a Giancarlo Dotto per Diva e donna, Renato dice:

“Ma quando pensiamo a Totò pensiamo alla sua sessualità? Quando lo guardo e lo ammiro non mi chiedo se lui era omosessuale, eterosessuale o asessuato. Dietro la meraviglia di un talento, ma che me ne frega di accertare il sesso. Questa necessita oggi di voler alzar il tombino. Mi sembra una vendetta sociale. Che vogliono questi signori? Perché vogliono guardare nelle mutande degli altri? Perché le loro sono vuote”.

Probabilmente è come dice Zero; anzi lo è. Qualcuno recentemente ha fatto una disamina della questione, domandandosi se essere gay possa essere garanzia di successo. Si parte da Oscar Wilde e Pasolini per finire con Zero, Valerio Scanu, Mengoni e Marco Carta. Un esercizio di inutile affiliazione, visto che il quartetto smentisce, smentisce, smentisce. E poi, diffido tremendamente da chi esordisce dicendo di “non aver nulla contro i gay, anzi…”

Uno Zero in omosessualitàDiversamente, penso che anche nel mercato discografico, particolarmente quello italiano, c’è molta omofobia; paura che le fan abbandonino il proprio idolo perché gay o lesbica, come se il mercato fosse a solo appannaggio delle ragazzine. I gay non acquistano musica? Son tutti pirati informatici?

C’è che Renato Zero, omosessuale o no (ma chi se ne frega!) e un artista che per promuovere le proprie produzioni musicali allude alla sua aleatoria sessualità. E le polemiche, strano ma vero, vengono fuori solo in occasione di qualche suo tour o di uscita discografica. Non vi sembra un tantino sospetta?

Lasciate che Renato Zero sia eterosessuale, omosessuale, bisessuale, pansessuale, trisessuale. Lasciate che canti in Vaticano o nei musei. Di musica e artisti il mondo ne è pieno: mica c’è solo Renato Zero. Per fortuna!

Gli approfondimenti di Queerblog: uno Zero in omosessualità é stato pubblicato su queerblog alle 08:01 di mercoledì 28 luglio 2010.


Elton John aiuta Eminem ad uscire dalla droga e quest’ultimo promette: “Non canterò più l’omofobia”

Elton John aiuta Eminem ad uscire dalla droga e lui promette: "Non canterò più l'omofobia"

L’istinto paterno di Elton John non si è arreso di fronte ai problemi burocratici per l’adozione del bimbo ucraino e si è probabilmente riversato sul “bambinone” Eminem, il rapper che non ha mai nascosto il suo carattere spesso turbolento e ribelle. Il cantante, famoso anche per i suoi testi omofobici (che non canterà pur di poter suonare ad un concerto inglese molto importante), era dipendente da potenti tranquillanti, dei quali si imbottiva da circa 18 mesi.

Così. Elton ha deciso di prendere sotto la sua ala protettiva il ragazzaccio 38enne che aveva già avuto nella sua infanzia una madre irresponsabile che abusava si ansiolitici. E come ringraziamento per l’aiuto arrivatogli proprio da un artista dichiaratamente gay come Elton John, Eminem pare che abbia deciso di eliminare dalle sue canzoni ogni verso o riferimento alla comunità Lgbt.

Ma non solo per un occasione, bensì anche nei suoi brani futuri. Eminem e l’omofobia pare ormai siano due rette parallele, destinate a non incrociarsi mai (più). La rivelazione dell’appoggio dato da Elton ad Eminem è stato proprio rivelato dal cantante inglese durante un’intervista alla Bcc Radio.

Foto | Spedders


Marco Mengoni si chiede come mai tutti vogliano sapere se è gay

4 gennaio 2010 Robo Nessun commento

Marco Mengoni si chiede come mai tutti vogliano sapere se è gayMarco Mengoni, vincitore di X-Factor, dopo aver affermato che sta lavorando tantissimo e non ha tempo per cercare l’amore (anche se ne ha bisogno) e dopo aver sottolineato che indossa abbigliamento fashion solo perché glielo regalano (lui non mette di queste cose, ma gliele regalano e quindi le indossa) e dopo aver sfoggiato un anello regalo di una persona importante per lui (ma non la sua ex scovata dai giornalisti), si chiede come mai tutti vogliano sapere se lui sia gay o meno:

Perché molta gente vuole sapere se sei gay o no?
Lo trovo pazzesco, ma anche i giornalisti sono fissati con questa storia. Mi domando “ma cosa gliene frega a loro di destare sospetto o altro?”. È vero che c’è interesse nei miei confronti e se piaccio fisicamente per me è ancora meglio. Ma preferisco che si pensi di più alla mia musica che a sapere per forza con chi vado a letto…

D’accordissimo con il fatto che chieda più attenzione per la sua musica che per chi si porta a letto, ma addirittura parlare di una cultura del sospetto mi sembra un po’ esagerato…

Foto | TgCom


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