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Tanto astio è solo il segno di una Chiesa al tramonto


cupola di michelangeloMentre dalla Germania arrivava la notizia delle ennesime violenze sessuali compiute per decenni da sacerdoti cattolici e loro affiliati (abusi ai danni degli studenti, sedute di masturbazione, stupri segreti), in Italia, come se nulla fosse, c’è chi sente l’obbligo di ribadire discutibili principi: “L’omosessualità è un disordine”, tuona monsignor Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, “un peccato che esclude la comunione”. Il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Babini, attacca perfino il governatore della Puglia: “La pratica conclamata della omosessualità è un peccato gravissimo, bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Zerrillo, invece se la prende con le leggi anti-omofobia. “Non é mai assimilabile ciò che è la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna, e quella omosessuale che famiglia non è, per la semplicissima ragione che non è in grado di ottemperare alla riproduzione. Dare la comunione a persone del genere può causare scandalo, è quindi meglio non darla”. Anche per Babini, “la legge sulla omofobia di fatto incoraggia questo vizio contro natura e dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. I gay dovrebbero pentirsi di questo orribile difetto”. Come se non esistessero vie di mezzo, i monsignori ci vanno giù con la mano pesante.

Potremmo andare avanti a lungo, ma basterebbe ricordare che Cristo, il quale mai pretese di fondare una religione sua, predicò solo pace e amore, al contrario di chi, professandosene seguace, semina odio e discriminazione e pretende di parlare in nome di Dio, decidendo cosa è naturale e cosa no. Salvo poi per primo ostacolare la riproduzione, scegliendo di non sposarsi e non generare figli. E reprimendo i propri istinti ‘naturali’, salvo magari sfogarsi su creature indifese (come è accaduto in alcuni casi).

La figura del sacerdote, ontologicamente ambigua e palesemente manipolatrice, passa quasi intatta attraverso le differenti fedi, fino a imporsi in tutti i suoi aspetti negativi anche laddove i precetti particolari esigerebbero ben altro. vescovo_pistoia

Se Cristo non condannò i peccati della carne ma dello spirito, né perse tempo a scruta dentro le mutande ma in fondo ai cuori, condannando semmai proprio sacerdoti, farisei e sadducei, ecco forse spiegata, meglio che da qualsiasi superficiale tesi legata alla decadenza dei tempi o al relativismo, il declino inesorabile di una Chiesa ipocrita e violenta, da noi ossequiata per il suo potere, non certo per la sua autorevolezza. Non occorre essere credenti per rendersene conto. Ma per i credenti, in particolare quelli gay, le affermazioni di certi monsignori emeriti costituiscono la scintilla per una necessaria presa di posizione: dentro o fuori. Ossia, partecipare all’orgia collettiva di menzogne in nome di Cristo, oppure ribellarsi e costituire opposizione, magari anche interna, per porre le basi della rinascita di una Chiesa realmente cristiana.


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