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Posts Tagged ‘coppie gay’

I gay sono come il caffè decaffeinato: parole di padre Gonzalo Miranda

gay caffè

Padre Gonzalo Miranda è professore di bioetica al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum in Roma e durante un suo recente viaggio in Messico, ha rilasciato una dichiarazione abbastanza inusuale. Parlando in merito alla recente possibilità di unioni gay nel Paese, avrebbe paragonato le coppie omosessuali al caffè decaffeinato:

“Una relazione gay è come il caffé decaffeinato: non sveglia”

Inoltre ha criticato la decisione, prendendo ad esempio la California e la sua Proposizione 8:

“Quello che è successo in California è significativo. In due occasioni il popolo si è espresso contro il riconoscimento legale del matrimonio gay e due volte un giudice ha cambiato il voto popolare con una sentenza. Non so quale sia il meccanismo in Messico, ma qui la gente non è stata interpellata, non c’è neanche stato un referendum”

Padre Gonzalo, con questi argomenti già sentiti, nemmeno lei ’sveglia’ così tanto le nostre orecchie…

Via | El Universal

I gay sono come il caffè decaffeinato: parole di padre Gonzalo Miranda é stato pubblicato su queerblog alle 18:00 di giovedì 09 settembre 2010.


Figuraccia al Parlamento Europeo, l’Italia è l’unico Paese contrario alla tutela e alla libera circolazione delle coppie gay

 

Ormai tutto il continente sa che alla maggior parte dei politici italiani e al governo attualmente in carica non sta a cuore la questione dei diritti e la tutela degli omosessuali. L’ultima conferma in questa direzione è stata data nella seduta del 7 settembre scorso del Parlamento Europeo, dove si discuteva sulla libertà di circolazione all’interno della UE e più in generale del tema, sempre delicato e attuale, delle norme a favore delle coppie gay, al fine di combattere “ogni discriminazione quando si lavora, studia o viaggia all’interno della Comunità Europea”. Il dibattito era nato dopo che alcune interrogazioni chiedevano alla Commissione quali iniziative avrebbe preso per cancellare le discriminazioni, a livello comunitario, tra partner dello stesso sesso e di sesso diverso, per assicurare il mutuo riconoscimento in tutti gli Stati dell’Unione dei legami civili e matrimoniali tra omosessuali contratti in uno dei tanti Paesi UE che li permettono, assicurando quindi la libera circolazione delle coppie gay in tutto il Vecchio Continente.

L’Italia era stata chiamata a garantire diritti a quei partner dello stesso sesso che, sposati o uniti legalmente all’estero, si trasferisco stabilmente nel paese o vi si trovano a transitare per brevi periodi e che si trovano in condizione di oggettiva discriminazione per l’assenza di una legge di tutela dei benefici e dei doveri delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Se la maggioranza dell’assemblea plenaria, tra cui la Commissaria Viviane Reding, si è battuta affinché l’organo internazionale vigilasse sull’applicazione della risoluzione della Commissione Europea datata 2004, in cui si invitavano gli Stati membri ad approntare normative a garanzia di questo tipo di legislazione sociale, considerata ormai fondamentale per una democrazia occidentale, solo un rappresentante polacco dei Conservatori Europei e ben tre dei nostri rappresentanti della Lega Nord e del PDL si sono chiamati fuori dal coro dei ‘si’, andando così contro i cinque paesi del continente che permettono i matrimoni gay – Belgio, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia – , quelli che si sono dotati delle unioni civili e contro la delibera sopra citata. In particolare, l’eurodeputato della Lega Oreste Rossi ha fatto proselitismo a favore della cosiddetta ‘famiglia naturale’, facendo trasudare una vena quanto mai omofobica nel suo lungo discorso e lasciando esterrefatti gli europarlamentari; gli ha fatto eco il collega Crescenzio Rivellini, del PdL, che ha sottolineato: “Uniti nella diversità, ma ognuno a casa propria fa quel che vuole”.

A fine dibattito, la Reding ha reso noto che la Commissione Europea si impegnerà a verificare che la risoluzione sulla libertà di circolazione sia correttamente applicata in tutti gli stati dell’Unione e che tale applicazione non tralasci i diritti delle coppie gay e lesbiche. La Commissaria ha anche affermato che i governi non possono discriminare e che insisterà affinché il diritto europeo sia applicato, pena di dovere applicare misure più severe – come portare i Paesi membri davanti alla Corte di Giustizia – chiedendo, inoltre, di aggiornare la ricerca sull’omofobia nella UE,con lo scopo di fornire maggiori informazioni alla Commissione e dotarla così di strumenti adeguati al fine di combattere al meglio le discriminazioni su base sessuale. Il principio è molto chiaro: “Se si vive in un paese A in cui i diritti della coppia omosessuale sono legalmente riconosciuti, si ha il diritto, ed è un diritto fondamentale, di acquisire questo status nel paese B”. Con tanti cari saluti alla sempre più omofoba e arretrata Italia.

Via – Arcigay


La nuova frontiera dei matrimoni gay è in volo

Mentre Paesi come l’Italia non hanno ancora approntato una legislazione a favore delle coppie gay, la compagnia aerea nordeuropea SAS ha deciso di promuovere i suoi viaggi intercontinentali con la celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso all’interno dei propri airbus. Le prime nozze in volo sono previste per il prossimo 6 dicembre sulla tratta Stoccolma – New York della Scandinavian Airlines e, a questo proposito, è stata lanciata da ieri la campagna Love is in the Air attraverso il sito della compagnia: qui le coppie che intendono partecipare alla selezione possono creare il loro profilo corredato da video e foto, che sarà votato da altri internauti. Per aumentare le probabilità di vincita, ogni partecipante può condividere il profilo creato con tutti gli amici attraverso i vari social network come Facebook, Twitter e YouTube, con l’obiettivo di ottenere il maggiore numero di preferenze.

“Le compagnie aeree, e anche Sas, organizzano già da anni matrimoni a bordo dei propri aerei, ma noi saremo i primi al mondo ad organizzare un matrimonio omosessuale in volo – precisa in una nota Robin Kamark, Chief Commercial Officer di SAS – e dunque pensiamo che questa iniziativa sia la naturale celebrazione dell’amore”. Il volo non sarà l’unica nota ‘rosa’ della compagnia: per l’occasione, Sas fa sapere che allestirà e addobberà una parte della sua lounge all’Aeroporto di Stoccolma e una delle cabine di Business Class a bordo del volo SK903 del prossimo 6 dicembre come fosse una celebrazione in chiesa in piena regola e l’intero equipaggio sarà omosessuale. Un’iniziativa che sicuramente sta facendo parlare di sé e che aprirà una nuova era nella celebrazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, che stanno cercando di copiare sempre di più quelli eterosessuali in quanto a stranezze.

Via – Adnkronos


La Tasmania riconosce le unioni civili

tasmania gay

Il Parlamento della Tasmania ha approvato una legge che permette di riconoscere i matrimoni dello stesso sesso ed unioni civili registrati negli stati o nelle regioni australiane. Così è stata commentata la notizia dall’Abc:

“Questo è davvero un piccolo passo ma significativo ed importante per quelle persone che hanno registrato e sono passate attraverso il processo delle unioni civili in tutto il mondo e vogliono che siano riconosciute”

E noi dormiamo. Perché ci sono cose ben più importanti a cui pensare.

Qualsiasi altra.

La Tasmania riconosce le unioni civili é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di mercoledì 01 settembre 2010.


Svolta nella comunità Valdese: il Sinodo decreta la benedizione delle coppie gay

Il Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, appena conclusosi a Torre Pellice (TO), ha decretato tre importantissimi si. Questa confessione protestante ha deciso di aprire la porta alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e al testamento biologico – a questo proposito nei suoi templi sarà istituito un registro dove chiunque, di qualsiasi orientamento religioso, potrà depositare le sue ultime volontà – ma soprattutto alla benedizione delle coppie omosessuali. Quest’ultimo provvedimento sembrava già dato per scontato all’inizio della Tavola Valdese – l’organo decisionale di questa comunità cristiana diffusa in tutto lo Stivale – ma durante il Sinodo aveva incontrato molte difficoltà da superare e fino all’ultimo era in bilico. La delibera finale, votata con 105 voti favorevoli, 9 contrari e 29 astenuti, è stata presa solo nella tarda serata di ieri dopo un lungo dibattito, dove si è deciso che la benedizione dell’unione gay potrà avvenire solo se “la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”. Una clausola che rivela l’impossibilità emersa nel corso delle discussioni di un parere favorevole incondizionato, reputato ancora prematuro. L’accento, spiega una nota diffusa oggi, è posto infatti sul percorso di maturazione delle stesse coppie e sul consenso delle singole comunità locali: il Sinodo, dunque, riconosce le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle varie realtà territoriali, e invita al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa.

A margine dell’evento che riunisce ogni anno questa comunità protestante nelle valli di Pinerolo, il presidente del Sinodo, Marco Bouchard, ha commentato a caldo: ”Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito”, e chiede di: “Affrontare ed approfondire la riflessione sulla realtà omosessuale ed omoaffettiva all’interno delle chiese stesse e della società”. “Così come esse ci sono testimoniate negli Evangeli – continua il pastore – non possono che chiamarci all’accoglienza di ogni esperienza e di ogni scelta improntate all’amore quale dono di Dio, liberamente e consapevolmente vissuto e scelto”. Da qui, la decisione presa dai membri della Tavola Valdese: “Ove sorelle e fratelli membri della nostra Chiesa o appartenenti ad una Chiesa evangelica richiedano la benedizione di una unione omosessuale, si proceda nel cammino di condivisione e testimonianza e, laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni, essa si senta libera di prendere le decisioni conseguenti, rimanendo in costruttivo contatto con gli appositi organismi”. Un percorso di integrazione e conoscenza della realtà omosessuale che questa confessione protestante sta compiendo ormai da molti anni e che l’ha portata a sostenere battaglie a fianco degli omosessuali, come hanno dimostrato pochi giorni fa i partecipanti al Sinodo che hanno sfilato indossato il triangolo rosa, simbolo della persecuzione dei gay durante il Nazismo, e che hanno rivolto alle istituzioni politiche italiane un appello accorato per sollecitare ”attenzione verso la situazione di discriminazione delle persone lgbt e in particolare la regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto”.

Via – Toscana Oggi


L’Irlanda scende in piazza per chiedere il matrimonio gay

Quasi tremila persone hanno sfilato ieri per le strade di Dublino per chiedere la parità di diritti tra le coppie gay e quelle eterosessuali. Si tratta del secondo March for Marriage organizzato dall’associazione per i diritti lgbt Noise, dopo il successo dell’evento dell’anno scorso che ha portato in piazza cinquemila manifestanti,  che ha riportato alla ribalta le richieste della comunità gay locale, dove la legislazione attuale tratta gli omosessuali come cittadini di serie B e non provvede alla piena parità. Gente di tutte le età e di tutti gli orientamenti sessuali hanno manifestato pacificamente il loro dissenso, partendo dal municipio della capitale fino al Dipartimento di Giustizia irlandese.

Il 19 luglio scorso il Parlamento locale ha adottato il Civil Partnership Bill, cioè la legge sulle unioni civili, anche per le coppie dello stesso sesso. Nonostante questo provvedimento rappresenti una vittoria per la comunità gay irlandese, esso non garantisce gli stessi diritti del tradizionale matrimonio tra persone di sesso diverso, dato che non sono possibili le adozioni di minori o altri diritti genitoriali riguardanti i bambini nati da precedenti relazioni etero. Uno degli organizzatori della manifestazione, Max Krzyzanowski, ha definito “inaccettabile nel 2010” la situazione dell’isola britannica, quando non passa settimana che un Paese nel mondo non adotti una legislazione a tutela delle coppie dello stesso sesso. L’Irlanda è una delle nazione più cattoliche al mondo e sarà difficile far passare un disegno di legge sul matrimonio gay, ma i casi della Spagna e dell’Argentina insegnano che anche la speranza di un cambiamento nella società non deve mai essere accantonata. Sperando che anche l’Italia prenda esempio, visto che siamo il fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso e nulla sembra muoversi nel caos attuale della politica italiana.

Via – Pink Paper


I Valdesi sfilano con il triangolo rosa in sostegno alle coppie gay

La piccola comunità Valdese è sempre più vicina agli omosessuali. Lo ha dimostrato ieri pomeriggio, sfilando con il triangolo rosa in segno di vicinanza con le coppie gay per l’apertura del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste che si terrà fino al 27 agosto a Torre Pellice (TO). Un messaggio forte e chiaro alle istituzioni italiane, sempre più indifferenti quando di tratta dei diritti civili degli omosessuali e colpevoli, inoltre, di fomentare un clima omofobo e razzista: il triangolo rosa era infatti il simbolo che identificava i gay all’interno dei campi di concentramento nazisti ed è stato riprosto dai Valdesi per sottolineare il vento di intolleranza che spira sul Bel Paese.

La ‘benedizione’ delle coppie omosessuali è solo uno dei tanti temi su cui dibatteranno i 180 membri con diritto di voto, pastori e laici, in questo importante appuntamento del protestantesimo italiano che si tiene ogni anno nelle valli di Pinerolo. Come spesso accade, questo tema di grande attualità ha diviso anche la comunità fondata dal mercante Pietro Valdo e una piccola parte di essa ha già annunciato la sua battaglia per il no. A questo proposito, il manifesto della congregazione è chiaro: “Nelle nostre comunità persistono atteggiamenti discriminatori. Nel nostro Paese c’è indifferenza e arretratezza rispetto al riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali”. Se la benedizione è in forse, l’accoglienza e l’integrazione di omosessuali e stranieri sono le parole d’ordine di questa fede protestante che si ricompatta sotto la scritta, tratta da un versetto del Levitico, che campeggia sul portone del Tempio di Torre Pellice: “Tratterete lo straniero che abita tra voi come chi è nato fra voi”.

Anche se in piccolo, la comunità Valdese e Metodista cerca di ricucire le mille fratture che stanno disgregando l’Italia in tante sacche di ignoranza e di paura verso il ‘diverso’ – che sia il fratello gay o il vicino di casa africano non importa – tentando di riportare la speranza e abbattendo i muri che si sono creati negli ultimi anni: “L’evangelo è diventato eurocentrismo, identificato con la nostra cultura occidentale cui chiediamo a tutti di adeguarsi”, spiega Letizia Tommasone, vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. “È la cultura che crea sacche di persone escluse, senza diritti, come coloro che tentano di migrare e vengono rinchiusi nei Cie – aggiunge la pastora. Dieci medici cristiani sono stati uccisi dai talebani in Afghanistan perché sono stati identificati per il loro essere occidentali anziché dottori. L’identificazione tra cultura occidentale e Vangelo, operata con prepotenza da noi europei al tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi”.

Via – La Stampa


Raddoppiati i divorzi omosessuali nel 2009

Ormai il trend dell’unione breve sembra essere diventato di moda anche tra gli omosessuali inglesi, secondo i dati che sono stati pubblicati oggi riguardo il numero dei ‘divorzi’ tra coppie dello stesso sesso avvenuti in Gran Bretagna l’anno scorso. Nel Paese di Sua Maestà i gay possono unirsi civilmente solo dal 2006, ma è in aumento il numero di richieste di annullamento della partnership ed è invece in netto calo il numero di persone che decidono di celebrare questo rito previsto dalla legge britannica.

Secondo i dati resi noti dall’ufficio nazionale di statistica, le lesbiche si separano molto di più dei gay: ben il 63% del totale delle richieste di annullamento sono tra coppie di donne, portando gli annullamenti al 2,1% del totale delle unioni civili celebrate tra persone di sesso femminile, mentre i ‘divorzi’ tra uomini rappresentano lo 0,9%. Sono stati 351 gli annullamenti lo scorso anno, a fronte dei 180 del 2008 e dei soli 41 del 2007, mentre le richieste di celebrazione del rito civile sono in picchiata, passando dalle 16.106 di quattro anni fa alle 6.218 del 2009.

Via – Diretta News.it


Pari diritti per l’eredità anche per le coppie omosessuali in Germania

La Corte Costituzionale della Germania ha stabilito che le coppie composte da persone dello stesso sesso devono godere degli stessi benefici di quelle etero per quanto riguarda la successione e le relativa fiscalità. Il tutto è nato grazie a un ricorso presentato da un uomo e una donna, dopo la morte dei rispettivi compagni nel 2001 e 2002. A entrambi le autorità amministrative avevano negato la defiscalizzazione di una parte dell’eredità come previsto per i coniugi rimasti vedovi, e i due si erano quindi rivolti alla Corte Costituzionale, a cui possono ricorrere tutti i cittadini tedeschi. L’alta Corte ha stabilito ieri che una discriminazione delle coppie omosessuali rispetto alle coppie eterosessuali sposate viola l’articolo 3 della Costituzione federale, che sancisce il diritto di pari trattamento per tutti i cittadini. Secondo i giudici costituzionali una simile disparità non può essere giustificata dal fatto che la Carta fondamentale sancisce la protezione speciale del matrimonio e della famiglia, e che le coppie gay legalmente registrate vivono di fatto “come un matrimonio in un’unione duratura e rafforzata legalmente”.

Questa sentenza storica è rivolta a tutti quelli omosessuali che hanno contratto un unione civile, possibile in Germania dal 2001, con una persona dello stesso sesso, mettendo così questo tipo di contratto non religioso alla stregua di quello etero. Attualmente un vedovo/a versano in tasse tra il 7% e il 30% di un’eredità superiore ai 560mila euro, mentre il partner omosessuale fino ad oggi ne versava tra il 17% e il 50%. Il governo della Merkel deve, entro la fine dell’anno, presentare un disegno di legge al fine di modificare la normativa attualmente vigente, con effetti retroattivi.

Via – DailyBlog


La Chiesa Valdese discuterà sulla benedizione delle coppie gay

L’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi deciderà tra pochi giorni se benedirà o meno le coppie omosessuali. Durante il Sinodo che si terrà a Torre Pellice, in quelle terre piemontesi che da sempre accolgono questa piccola comunità religiosa, dal 22 al 27 agosto prossimi, si valuterà questa opportunità sentita sempre più come impellente sia dai fedeli gay sia dalle diverse confessioni protestanti che affollano il mondo. A breve la Chiesa Valdese potrebbe quindi diventare la seconda fede presente sul territorio italiano, dopo quella Luterana, a benedire le persone dello stesso sesso che hanno deciso di presentare davanti a Dio la propria unione. Un orientamento ben diverso, come purtroppo sappiamo, dalla Chiesa Cattolica, che in tutti i continenti condanna l’omosessualità e bolla i gay come peccatori e persone contro natura.

Intervistata su questo argomento, la pastora e moderatrice della Tavola Valdese – l’organo esecutivo di questa confessione religiosa – Maria Bonafede ha spiegato che questo ”è un tema molto delicato che ha lacerato e talvolta diviso diverse chiese protestanti in Europa come negli Stati Uniti. Io mi limito a rilevare che nasce da domande concrete, di fratelli e sorelle membri delle nostre chiese che chiedono la benedizione della loro unione: non è insomma un dibattito teorico o astratto ma un confronto con uomini e donne che condividono la nostra fede in Gesù Cristo”. Il problema non è quello dell’accoglienza degli omosessuali nelle nostre chiese che mi sembra superato da tempo: è quello della benedizione dell’unione di persone che vogliono testimoniare di fronte a Dio e alla loro comunità di fede il loro impegno a un percorso di vita insieme.”Dobbiamo quindi innanzitutto capire – conclude la Bonafede – che cosa significa ‘benedizione’, nella Bibbia e nella chiesa. Con ogni evidenza non significa matrimonio, che peraltro per noi protestanti non è un sacramento ed è un fatto eminentemente civile”.

Via – Blitz Quotidiano


Padova: le autorità si dichiarano gay-friendly. Quante famiglie arcobaleno crescono in Italia?


Il caso di discriminazione registrato a Padova, dove il Comune (secondo quanto pubblicato dal Gazzettino) avrebbe vietato degli alloggi alle coppie omosessuali perché non in grado di costruire una famiglia con dei figli, potrebbe spegnersi prima della fine della settimana.

Il sindaco della città, Flavio Zanonato (Pd), attraverso la sua pagina facebook ha specificato che il comune che rappresenta (dove è stato creato quattro anni fa il registro delle coppie di fatto) non è omofobo.

“A Padova - scrive l’esponente politico tramite il social network - nessun regolamento discrimina le coppie omosessuali. A Padova non c’è alcun regolamento riguardante le assegnazioni di case pubbliche che discrimini le coppie in base al loro orientamento sessuale, né è intenzione dell’amministrazione comunale approvare regolamenti discriminatori.

Ci limitiamo ad applicare la legge regionale numero 10 del 1996, che stabilisce i criteri per l’accesso alla casa pubblica per coppie, persone singole, famiglie anagrafiche. La nostra è una città aperta e inclusiva, tra le prime in Italia ad approvare il registro delle famiglie anagrafiche per tutelare i diritti delle coppie di fatto, che comunque necessitano di una legge nazionale per essere pienamente riconosciute”.

Dichiarazioni analoghe sono state fatte anche dall’assessore alle politiche abitative Giovanni Battista Di Masi che attraverso Padova24 ha dichiarato:

“Le notizie riportate su alcuni organi di stampa sono false e destituite di ogni fondamento. Contrariamente a quanto attribuitomi da “il Gazzettino” non credo che le coppie omosessuali non abbiano progetti di vita o siano meno stabili di quelle eterosessuali”.

Approfondire, a questo punto, il fraintendimento che c’è stato non è affar nostro. Attraverso questa vicenda vogliamo provare a ragionare, per una volta, al di là delle ideologie capendo con i numeri (spesso più illuminanti di tante belle parole) se è vero che in Italia le coppie gay non diventano delle famiglie.

Stando ai dati diffusi lo scorso anno da Nazione Indiana, e poi ripresi da Liquida, nel nostro paese un omosessuale su cinque decide di diventare genitore. Quasi una coppia su due proverebbe ad allargare il proprio nucleo familiare.

Questi dati, che di fatto smentiscono chi sostiene che gay e lesbiche non possano crescere dei bambini, sono tanto più interessanti se si considera quante persone non eterosessuali risiedono nel nostro paese.

Secondo diversi siti internet, che timidamente si sono occupati di questi numeri, nel nostro paese circa il 15% degli italiani è omosessuale. Questo dato, in termini pratici, significa che quasi due milioni di gay e lesbiche sono diventati genitori nel nostro paese.

È probabile, per tanto, che ad oggi (se si considera la famiglia come nucleo basato sulla coppia) che in Italia quasi un milione di bambini faccia parte di una famiglia arcobaleno.

Dati ufficiali non esistono tanto che, come sottolineato lo scorso inverno da Carlo D’Ippoliti a gay.it, fondamentale per la comunità GLBTQ sarà il censimento del prossimo anno.

“Nel censimento del 2001 - ha spiegato il ricercatore della Sapienza di Roma al sito - le risposte date da persone dello stesso sesso che dichiaravano di essere conviventi vennero modificate, per dirla in modo banale, trasformandole in persone senza relazioni di parentela, cioè senza alcun vincolo affettivo.

Invece è importante rilevare il dato delle coppie gay e lesbiche conviventi perché gli economisti possano fare ricerca e anche per smascherare luoghi comuni che generano politiche discriminatorie”.

L’assenza di numeri precisi, come osservato da Carlo D’Ippoliti, è uno dei problemi pratici più facili da risolvere senza considerare che l’individuazione di questo dato gioverebbe alla comunità omosessuale più di tanti manifesti gay-friendly.

Alle elezioni, anche la storia più recente ci insegna, non vincono i partiti con le idee migliori ma quelli che riescono ad intercettare il malessere di un determinato gruppo di cittadini.

A Milano, ad esempio, l’attuale opposizione non ha, nel corso di questi anni, fatta propria la battaglia politica avviata da un gruppo di genitori omosessuali che all’attuale sindaco, Letizia Moratti, chiedevano una tutela per i propri figli.

Probabilmente se a tempo debito qualcuno del Partito Democratico avesse con dignità, più che con coraggio, sposato questa civile richiesta oggi nessuno si chiederebbe perché la gestione dell’Expo è nelle mani di un primo cittadino così poco attento.

Padova: le autorità si dichiarano gay-friendly. Quante famiglie arcobaleno crescono in Italia? é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di lunedì 09 agosto 2010.


Omofobia. Una soluzione per proteggere i matrimoni? Uccidere i gay

antigay

Un’organizzazione nazionale statunitense per supportare il matrimonio ha proposto una soluzione per salvaguardare le nozze, durante un rally ad Indianapolis: condannare le coppie gay a morte. È stato Bil Browning, un blogger, a riferire la cosa nel suo sito, postando una foto come prova del bus “One man, one woman”.

Infine, assurdità delle assurdità, in fondo al foglio distribuito, un nome e cognome, con indirizzo e recapito. Come a dire “Per maggior informazioni…

Fortunatamente, solo 40 erano i presenti di questa organizzazione, contro i 250 attivisti lgbt accorsi per contrastare quest’iniziativa.

Foto | Alice Hoenigman

Omofobia. Una soluzione per proteggere i matrimoni? Uccidere i gay é stato pubblicato su queerblog alle 12:01 di martedì 27 luglio 2010.


L’Irlanda riconosce le unioni civili gay

irishandgayflagUn altro stato cattolico si aggiunge alla lista di quei paesi europei che, pur non rinnegando le proprie radici culturali e la fede della maggioranza della popolazione, protegge e tutela i diritti della comunità lgbt. Questa volta si tratta dell’Irlanda, che ha approvato in tempo record una legge che salvaguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso, equiparandole a quelle eterosessuali in materia di eredità, welfare, pensioni, tasse e molto altro. Ieri mattina la presidentessa Mary McAleese ha firmato il provvedimento, dopo il parere favorevole del Parlamento e del Senato, rendendo così il Civil Partnership Bill legge a tutti gli effetti. Oltretutto, grazie a questa normativa, se una coppia irlandese contrae un’unione civile nell’Irlanda del Nord, che ricade sotto la giurisdizione inglese, o negli Stati Uniti, questa sarà immediatamente riconosciuta da Dublino.

Anche se la prima unione civile sarà possibile solamente a partire dal 2011, per via dei cambiamenti che devono essere apportati congiuntamente dai dipartimenti dell’Economia e delle Pari Opportunità, Kieran Rose del “Gay and Lesbian Equality Network”, assieme ad altre associazioni per i diritti degli omosessuali, ha commentato positivamente la notizia: “È un tributo all’apertura e all’accoglienza che contraddistinguono da sempre la società irlandese, oltre all’impegno di tutti i nostri politici. Rappresenta una pietra miliare nel riconoscimento dei diritti civili delle persone gay e lesbiche”.

Via – Advocate


Anche nella gayfriendly Versilia vietato il bacio gay

C’è da rimanere basiti in questa Italia che neppure tenta di somigliare all’Europa; che si fa truce, bacchettona, indisponibile a capire, facile al dileggio verso omosessuali e transessuali. È lo spettacolo di una nazione infetta e corrotta, peggiore di quanto speravamo. Quello che è accaduto nella spiaggia libera di Lecciona, nella tanto decantata Versilia gayfriendly, ha del ridicolo e un po’ preoccupa. Lì, due gay trentenni speravano evidentemente di trascorrere una vacanza in amore e sentimento, come fanno di questi tempi migliaia di coppie arse dalla calura estiva. Erano partiti da Milano e quale miglior posto se non le belle spiagge della Versilia per trascorrere beatamente e serenamente le vacanze? Pensavano di trovare lì quel rispetto che manca altrove; che lì non vi era necessità di nascondere i loro sentimenti.

E invece capita quello che non immaginano. La scintilla è un bacio che i due si scambiano. Vengono immediatamente redarguiti da un bagnino: ci sono famiglie e bambini, dice, e alle rimostranze dei due, paventa addirittura una multa. Quando l’accaduto viene riportato al gestore della società individuale cui il Comune di Viareggio ha dato in affidamento diretto il servizio di vigilanza in mare sulla spiaggia libera più bella della Versilia, interviene sui due ragazzi, dicendo loro di non esagerare. Tutto sotto gli occhi indagatori delle persone presenti; una lezione di inciviltà che umilia la coppia gay.

Ora, forse spaventato dalla vasta eco che potrebbe avere l’accaduto, lo stesso gestore cerca di minimizzare quanto accaduto:

“Non mi sembra il caso di fare scintille - spiega - nessuno ha voluto offendere nessuno. Se vogliono le scuse, faremo le scuse. In fin dei conti i nostri ragazzi hanno solo il limite di non aver capito l’atmosfera del posto. Non conoscono ancora l’ambiente… Posso garantire che non accadrà più”

Cosa dovessero capire i ragazzi preposti alla sicurezza e ad altri compiti verso i clienti, non si sa. Evidentemente, se quello che non doveva accadere è accaduto è perché, persino nei luoghi di vacanze, persino in una Versilia che si propone al turismo lgbtq, gli spazi di rispetto e tolleranza non sono così palesi, si ricorre alla solita, stupida questione coinvolgendo sempre i bambini, che per loro natura sono più tolleranti e rispettosi dei grandi.

Come se parlare di omosessualità agli adolescenti sia un tema scabroso; far vedere due ragazzi che si tengono per mano o si scambiano un tenero bacio in spiaggia, diventa l’assurdo spettacolo della depravazione più intollerante. Non ricordano, o forse non sanno, che quelle loro censure ipocrite, quell’omofobia imperante persino in un luogo deputato al divertimento, dietro il paravento di figli e famiglie, ce lo hanno nella testa, nei sentimenti, nell’arido cuore.

Il proprietario del Mamamia, Alessio De Giorgi, ha chiesto che il Comune revochi l’incarico alla società che gestisce il servizio di guardiaspiaggia della spiaggia libera della Lecciona, e dice di pensare ad una manifestazione di un bacio collettivo gay nel luogo del misfatto.

Noi speriamo, come ha promesso l’attuale gestore, che la cosa non si ripeta più, e che non accada in qualche altro posto di vacanze dove gay lesbiche e transessuali intendono passare le loro sacrosante vacanze, senza essere indicati, offesi, maltrattati. Fateci sapere.

Via e foto | Il Tirreno

Anche nella gayfriendly Versilia vietato il bacio gay é stato pubblicato su queerblog alle 09:01 di domenica 18 luglio 2010.


La Francia apre alle adozioni per le coppie omosessuali

GAY AdoptionUna sentenza epocale per le coppie omosessuali francesi quella della Corte di Cassazione di Parigi, che giovedi scorso ha riconosciuto alla signora B. lo status giuridico di secondo genitore della figlia della sua compagna, la vera madre biologica. In poche parole, la madre non biologica del bambino da adesso avrà gli stessi diritti della madre biologica: entrambe sono ora genitori della bambina.

Non si tratta certo di una novità, visto che la Corte di Cassazione d’oltralpe ha reso valida, attraverso l’esecuzione di un riconoscimento giuridico sul suolo francese, una decisione della Corte Suprema della contea di Dekalb (USA), ma apre la possibilità, per le coppie francesi dello stesso sesso che intendono avere o adottare figli, che questi siano riconosciuti da entrambi i partner. Il verdetto storico, giunto dopo quasi due anni di aspre battaglie legali e ricorsi, non è stato davvero una passeggiata, ma la scorsa settimana la Corte di Cassazione non ha tenuto conto delle precedenti sentenze negative e si è attenuta all’articolo 509 del codice di procedura civile, che recita: ”Le decisioni rese da giudici stranieri e gli atti degli ufficiali stranieri sono esecutiva nel territorio della Repubblica secondo le modalità e secondo quanto previsto dalla legge“. Come spiega l’avvocato della signora B., Caroline Mércay, grazie a questo sentenza fondamentale in futuro ogni richiesta di adozione da parte di un secondo genitore, a prescindere dall’orientamento sessuale, potrà essere presa in cosiderazione: ”Si mette in discussione la legge francese sulla mancata adozione del secondo genitore e si dà il via al riesame della legge sull’adozione, che oggi non consente l’adozione da parte di coppie non sposate, o Pacs. Si mette in evidenza anche una delle discriminazione a rovescio, dal momento che le coppie omosessuali francesi sono trattati peggio di coppie binazionali che non hanno ricevuto alcuna elusione della legge da una decisione di riconoscimento del secondo genitore è all’estero“. Fino a giovedi scorso, esisteva solamente la legge relativa alla delega-condivisione della potestà genitoriale, che concedeva lo status di “genitore acquisito” per il coniuge non biologico.

La Francia, che ha adottato da tempo le unioni civili ma dove finora non è permesso ne il matrimonio ne l’adozione alle coppie gay, apre cosi i suoi confini a quei figli adottati in Paesi che consentono tali provvedimenti congiuntamente. Molti attivisti lgbt vedono, in questo verdetto inaspettato, un passo importante per il riconoscimento, nella nazione d’oltralpe, delle adozioni alle coppie omosessuali: in Francia è comunque già riconosciuta da tempo l’adozione ai single e in un recente sondaggio il 57 per cento dei cittadini si è dichiarato non contrario ad estenderla anche agli omosessuali.

Via – Giornalettismo


USA: Incostituzionale il divieto nazionale ai matrimoni gay

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Il giudice federale di Boston Joseph Tauro ha dichiarato incostituzionale il bando nazionale dei matrimoni gay poichè esso interferisce con il diritto dei singoli Stati dell’Unione a decidere in materia. La sentenza di Tauro, che accoglie il ricorso dello stato del Massachusetts a favore delle coppie gay in due diverse azioni legali contro la legge del 1996 denominata Defense of Marriage Act, ha stabilito come la legge in questione violi il diritto costituzionale all’uguaglianza giuridica delle coppie omosessuali, e infranga le competenze statali in questo campo. Il giudice ha poi sottolineato come nella storia degli USA l’autorità centrale abbia sempre riconosciuto agli Stati la disciplina dei matrimoni, e ha paragonato l’attuale dibattito sulle nozze gay alla disputa sui quelli  interrazziali.

Nel 1996 il Congresso promulgò, con una maggioranza schiacciante e con il sostegno dell’allora presidente Bill Clinton, una nuova normativa che ribadì l’unione tra un uomo e una donna come unico matrimonio riconosciuto dall’autorità federale. In piena campagna elettorale, Clinton era reduce dal feroce scontro sul servizio dei gay nell’esercito e colse quest’opportunità per riconquistare i suoi elettori più moderati. La cosa buffa è che ora sia l’ex repubblicano Bob Barr, propositore del Defense of Marriage Act, sia Clinton che la firmò, si sono dissociati totalmente da essa. Nel 2003 il Massachusetts riconobbe il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, scatenando cosi l’agguerrita campagna conservatrice delle presidenziali 2004, con la sponsorizzazione di referendum statali anti nozze gay da parte del presidente Bush. Nonostante la vittoria dei repubblicani, gli omosessuali possono oggi registrare formalmente la loro unione in Connecticut, New Hampshire, Iowa e Vermont, dove per la prima volta un’assemblea legislativa approvò nel 2009 una legge che istituì i matrimoni per le coppie dello stesso sesso. In California e Maine, invece, due referendum hanno capovolto le sentenze che concedevano ai gay il diritto di sposarsi. I suddetti Stati che hanno legalizzato i matrimoni omosex non hanno, però, potuto riconoscere molti diritti alle nuove coppie, visto che la famigerata legge del 1996 vieta l’estensione dei benefici garantiti al coniuge dall’Amministrazione federale, come il diritto a cure mediche o alla pensione nel caso di morte: secondo le associazioni LGBT statunitensi, si tratta di circa 1100 diritti negati. Un vero e proprio scandalo per “la nazione più grande del mondo”.

La sentenza di Boston, se confermata dalla Corte Suprema, potrebbe cambiare la situazione delle coppie gay in tutti gli Stati Uniti, anche se finora l’organo superiore di giustizia si è sempre astenuta dal giudicare nel merito il Defense of Marriage Act, e il presidente Obama, negli ultimi mesi strenuo difensore dei diritti lgbt, non si è ancora mosso in proposito.

Via – Giornalettismo


I cartoni animati più gay della storia

I cartoni animati più gay della storia

Ecco una divertente e interessante lista di cartoni animati a cui interno vi sono personaggi gay. Sì, avete capito bene: alcune serie sono moderne, altre sono persino di decenni fa. Ecco a voi la gallery e le spiegazioni per i personaggi più gay della storia dei cartoons (e se ne manca qualcuno, suggerite pure!). Voi ve ne eravate accorti?

Puffo Vanitoso: ha un fiore in testa, gira sempre con uno specchio ed è il migliore amico di Puffetta. Inoltre, è pettegolo e si informa sempre degli altri abitanti del villaggio.

Daria e JaneLane: Non hanno molto tempo per gli uomini, sono inseparabili, trascorrono il più tempo possibile insieme. Sono sarcastiche e ciniche.

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Mr Garrison: personaggio di “South park”, è l’insegnate più strano e “perverso” della città, parla spesso di sesso e di termini sessuali. Ha un feeling e un legame profondo con Mr Hat.

Rick & Steve: la coppia più gay, impossibile da non inserire nella lista dei personaggi Lgbt, insieme ai suoi compagni.

He-man: passa il suo tempo con spade, a rimirare il suo corpo, esaltato dalla sua superiorità fisica. Rispecchia il canone gay palestrato e vanitoso.

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Bert & Arnie: meglio di una coppia sposata a tempo: nonostante dormano in letti separati, condividono doccia e bagno. Sono inseparabili.

Svicolone: con il suo cravattino alla moda e i suoi movimenti aggraziati, si accompagna ad un linguaggio delicato e mai eccessivo.

Bugs bunny: si traveste spesso da donna e cerca di sedurre il suo nemico Elmer Fuss

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Yoghi e Bubu: i due “orsetti” vivono insieme, passano sempre la giornata uno accanto all’altro, hanno interessi ed hobby comuni

Spongebob: ha il suo amico speciale, si eccita facilmente, canta spesso e indossa pantaloncini corti.

Peppermint Patty: i suoi amici la chiamano “Sir” ed è una fanatica del baseball, poco femminile

I cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storiaI cartoni animati più gay della storia

Noddy e Big Ears: dopo numerose avventure si ritrovano sempre, dormono anche nello stesso letto. Una coppia assortita, con l’uomo più maturo e il ragazzino al suo fianco.

Stewie Griffin: era già abbastanza chiaro con le nuove puntate ma ora anche il suo creatore l’ha ammesso “Sarà gay oppure un infelice eterosessuale represso”.

Waylon Smithers dal suo capo Mr Burns, lo sogna, colleziona le bambole di Malibu Stacy.

Patty Bouvier: dopo un matrimonio di facciata, vuole sposarsi con una donna e fa il suo coming out.

Velma: personaggio di Scooby Doo, ha un legame speciale con Daphne che supera la semplice amicizia.

Via | Samesame.com

I cartoni animati più gay della storia é stato pubblicato su queerblog alle 17:00 di venerdì 09 luglio 2010.


Il veto della governatrice blocca le unioni civili gay nelle Hawaii

Hawaii_CivilBeatLa governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata dal Parlamento e dal Senato a maggioranza. La repubblicana Linda Lingle, dopo due mesi di dure polemiche e dibattiti accesi, ha riflettuto e ha deciso di non tradurlo in legge. Se fosse stata implementata, la misura avrebbe garantito alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili e gli stessi benefici dello Stato garantiti alle coppie sposate, anche se per le coppie dello stesso sesso questo non si prefigurava come “matrimonio” ma come semplice “unione civile”, proprio per ribadire l’unicità del matrimonio stesso.

Gli attivisti statunitenti per i diritti gay non si sono certo scoraggiati e sembra che stiano già preparando una causa legale per ribaltare la decisione della Lingle. La governatrice, da sempre avversaria dell’uguaglianza matrimoniale tra coppie etero e omosessuali, ha dichiarato che le unioni civili porterebbero sicuramente all’approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e, a suo parere, il Bill 444 sulle Unioni civili avrebbe introdotto semplicemente “il matrimonio gay con un altro nome”. Non tutto è perduto per l’arcipelago del Pacifico, visto che Camera e Senato hanno la possibilità di aggirare il veto con una nuova approvazione della legge a maggioranza qualificata.

Eppure, proprio la Corte Suprema delle Hawaii aveva stabilito, nel 1993, che negare alle coppie gay il diritto a unirsi in matrimonio fosse incostituzionale – anche se, dopo anni di battaglie legali, lo Stato avrebbe poi modificare la propria Costituzione per permettere ai legislatori di vietare lo stesso il matrimonio omosessuale – facendo iniziare cosi quel movimento internazionale a favore delle unioni omosessuali che da qualche anno sta iniziando a dare i suoi frutti in Europa e negli Stati Uniti d’America.

Via – PinkNews


Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay

Today show america “Today” è un noto e seguito programma americano che ha deciso di indire un concorso tra coppie intenzionate a sposarsi, in una gara che dovrebbe definire il miglior esempio di amore moderno. Ma le regole del concorso hanno automaticamente escluso i partner gay, poichè le coppie devono essere riconosciute tali dallo stato di New Yorlk. Così, la Glaad (The Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) ha domandato il motivo di tale scelta, criticando l’esclusione obbligatoria della popolazione Lgbt. La risposta ha giustificato la scelta poichè le nozze dovranno avvenire nella città di New York (che non prevede legami riconosciuti tra persone dello stesso sesso). Ma l’amarezza rimane palpabile:

“La scelta di New York è stata definita all’interno del budget disponibile per il programma, ma provoca comunque delusione che non sia stato scelto un altro paese per il rito, come Iowa, Connecticut, Massachusetts, Vermont, New Hampshire and Washington D.C, in cui è possibile sposarsi. Avrebbero potuto comunque scegliere coppie gay che sarebbero state riconosciute altrove”

E qua ancora qualcuno spera (ovviamente in silenzio) che arrivi la versione gay di “Uomini e donne”…

Via |Glaad

Il programma Today criticato per discriminazione di coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di venerdì 02 luglio 2010.


Il nuovo Primo Ministro australiano impone il suo no ai matrimoni gay

JULIA_GILLARD_5351eSeguendo la linea negazionista del suo predecessore Kevin Rudd, il nuovo Primo Ministro australiano Julia Gillard ha confermato quello che è il suo punto di vista personale e del suo establishment sui matrimoni gay:

“Noi crediamo che la legge sul matrimonio nella sua forma corrente sia più che corretta, riconoscendo l’unione matrimoniale tra un uomo e una donna. Come governo, ci impegneremo affinché siano intraprese azioni volte a favorire l’equità dei diritti anche per le coppie gay”.

La Gillard, insediatasi ufficialmente il 24 giugno scorso, è stata attaccata da più parti per questa dichiarazione che reitera una sua intervista rilasciata a luglio dello scorso anno. Gli attivisti per i diritti gay australiani si chiedono quale sia il motivo di questo accanimento contro il matrimonio gay, visto che il nuovo premier ha assicurato di essere completamente laica. Secondo una recente ricerca il 60% degli australiani non ha niente in contrario ai matrimoni tra persone dello stesso.

La legge federale della terra dei canguri vieta le nozze omosessuali, mentre il partenariato civile è legale nello stato dell’Australian Capital Territory – e quindi nella sola capitale Canberra - e registri di coppie di fatto sono in atto in vari stati.

Via – PinkNews


Torino dice si alle coppie di fatto e alle unioni civili gay

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Lunedì notte scorso è giunta l’approvazione del Consiglio Comunale di Torino sulla delibera popolare, sottoscritta da 2582 cittadini nel febbraio 2009, con la quale si chiedeva di riconoscere i diritti per le unioni civili basate su vincoli affettivi, riguardanti sia coppie eterosessuali sia omosessuali.

Il Comune autorizza d’ora in avanti gli impiegati dell’anagrafe a rilasciare un “attestato di famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo”. Si tratta di un documento ufficiale che potrà valere per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da atti del Comune. Il primo articolo del regolamento prevede, infatti, che Palazzo civico si impegni attraverso singole disposizioni degli assessorati a tutelare e sostenere le unioni civili, per superare le discriminazioni e favorire l’integrazione. I settori nei quali il Comune si è impegnato in prima linea sono quelli fondamentali per la vita delle famiglie e delle coppie di conviventi: casa, sanità, servizi sociali, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione. Lega e Pdl, assenti dall’aula quando si è votato per via di una manifestazione a sostegno del governatore regionale Cota, parlano di “farsa” e il mondo cattolico sta già affilando i coltelli per dare battaglia contro questa città che si sta dimostrando, in molti campi del sociale, una delle più progressiste in Italia. Come spesso succede, tocca ai Comuni agire là dove lo Stato non interviene.

È stato calcolato che a Torino esistono 32 mila famiglie – tra cui figurano 505 coppie gay – che potrebbero così usufruire già da subito della nuova norma, sulla cui validità alcuni nutrono dubbi. Non esiste, infatti, una legge a livello nazionale che regolamenti le unioni di fatto e il rischio è che un ricorso possa annullare la delibera del capoluogo piemontese, che è stata caratterizzata da un lunghissimo iter attuativo e da scontri molto accesi e critiche da più parti. Ricordiamo che il polverone si era già alzato nel febbraio scorso, quando il sindaco Chiamparino ha partecipato all’unione di una coppia lesbica.

Lo stesso primo cittadino ha poi dichiarato: “Le coppie di fatto non sono più una patologia, ma una fisiologia del nostro Paese. E la delibera di iniziativa popolare approvata dal Comune di Torino che dice sì alle unioni civili basate sul vincolo affettivo è prima di tutto un segnale forte nei confronti del Parlamento affinché riprenda in mano – e con decisione – temi che non possono più attendere”. Il sindaco Chiamparino, che l’altra sera in Consiglio ricordava agli scettici che “i Comuni sono ufficiali per conto del Governo in tutte le materie di stato civile”, è orgoglioso della delibera approvata due giorni fa dalla sua Sala Rossa. E sottolinea: “Quel documento non ha soltanto il valore di un sasso gettato nello stagno, ma per le questioni pratiche di competenza locale, vedi l’accesso agli asili o alle case, costituirà un piccolo privilegio in più di cui potranno beneficiare non solo le coppie di fatto cui il Comune di Torino ha già aperto le graduatorie da un pezzo, ma anche le coppie omosessuali”.

Via – Ultime notizie


Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d’amore

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore

Finalmente una bella storia da raccontare, una favola d’amore (con i suoi alti e bassi) durata per ben 60 anni e coronata con un matrimonio. Loro sono Henry Schalizki e Bob Davis e si sono sposati a Washington, in una cerimonia con una sessantina di invitati, tra parenti e amici.

I due si sono sposati dopo che il District of Columbia ha permesso le nozze tra persone dello stesso sesso, nonostante David non fosse particolarmente entusiasta:

“Noi siamo stati sempre accettati come coppia e mi son detto ‘Non ne vedo la ragione di un matrimonio’. Questo però prima che Vera Wang non creasse un vestito per me da indossare”

Via | Washington Post
Foto | Katherin Frey

Washington: coppia gay si sposa dopo 60 anni d'amore é stato pubblicato su queerblog alle 09:00 di sabato 26 giugno 2010.


Obama colpisce ancora: questa volta è favorevole ai papà gay

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Durante il Father’s Day, celebratosi domenica scorsa, il presidente degli Stati Uniti d’America ha spezzato una lancia a favore delle famiglie “non tradizionali”, come in fondo è stata la sua: egli è cresciuto senza padre, che lo ha abbandonato quando aveva appena due anni, ma “con una madre coraggiosa e nonni meravigliosi”, e quell’assenza gli è “pesata per tutta l’infanzia”, secondo quanto riferito dallo stesso Obama. Non solo ricordi d’infanzia, ma anche una presa di posizione forte nel dibattito sulla possibilità, per un figlio, di crescere con due padri o due madri:

“Una famiglia può avere molti volti. I figli posso essere allevati da un padre e da una madre, o da un padre single, o da due papà, da un nonno, da un tutore affettuoso”.

E’ la seconda volta in due mesi che Obama prende la parti delle famiglie gay: lo aveva fatto in maggio, approfittando della festa della mamma per spiegare come, a suo avviso, una famiglia di madri lesbiche è una alternativa accettabile al nucleo tradizionale. Ovviamente, con queste dichiarazioni il presidente corre il rischio di perdere i voti e la fiducia della potentissima destra religiosa.

Obama ha detto anche che, pur essendo presidente degli Stati Uniti, fare il papà è il mestiere più importante della sua vita. “Sono stato avvocato, professore, senatore e adesso presidente degli Stati Uniti, ma senza ombra di esitazione posso dire che il mestiere più difficile, gratificante e importante della mia vita sulla terra sarà quello di essere stato il papà di Sasha e Malia”, ammettendo anche di aver spesso sbagliato. L’America sta pagando un prezzo astronomico per l’assenteismo dei padri nelle famiglie: secondo la National Fatherhood Initiative i contribuenti pagano un conto di quasi cento miliardi all’anno per sostenere finanziariamente famiglie guidate da una ragazza madre, senza contare i danni sociali inimmaginabili sui ragazzi che crescono senza una figura paterna, con il rischio costante di caduta nel baratro dell’alcolismo, dell’uso di droga, dello stupro e del suicidio.

Obama, che ha intitolato Dreams of my Father il libro-biografia che lo proiettò nella carriera politica, intende così mettere l’accento sulla necessità di sostenere ed aiutare le famiglie, piuttosto che enfatizzare la difesa del matrimonio tradizionale come veniva fatto dall’amministrazione repubblicana. Non soffermiamoci a questionare su quale tipo di famiglia sia quella migliore, l’importante è l’amore e la coesione per far crescere serena e responsabile la nuova generazione a stelle e strisce.

Via – Blitz Quotidiano


Il parlamento svizzero potrebbe discutere dell’adozione da parte di coppie gay

18 giugno 2010 Robo Nessun commento

Il parlamento svizzero potrebbe discutere dell'adozione da parte di coppie gayIl Parlamento Federale della Svizzera ha ricevuto una petizione di ventimila firme con la richiesta di revisionare le leggi che vietano l’adozione da parte di coppie omosessuali.

La petizione, infatti, mette in risalto un’assurdità della legge: le persone lgbtqqi possono adottare se sono single, ma se sono unite civilmente (cosa, questa, legale dal 2007 in Svizzera) perdono tale diritto. Gli ultraconservatori dell’Unione Democratica Federale e il Partito Protestante hanno già fatto sapere che non intendono accogliere le istanze della petizione.

Permettere l’adozione ai single e non alle coppie gay regolarmente unite mi pare proprio che sia un lampante esempio di incapacità di guardare la realtà serenamente.

Foto | Flickr

Il parlamento svizzero potrebbe discutere dell'adozione da parte di coppie gay é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di venerdì 18 giugno 2010.


Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay

Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay

La Lloyds TSB ha scelto di raffigurare anche una coppia gay nella sua ultima campagna pubblicitaria. I due vengono disegnati vicino ad una pila di confezioni di vernice, rulli, con lo slogan che gli assicura di poter creare al più presto al propria casa dei sogni.

Lo stesso slogan campeggerà sui maggiori giornali nazionali. Il portavoce della banca ha dichiarato che il progetto fa parte di una nuova campagna di iniziative di uguaglianza, comprensivo di un arcobaleno per lo staff e la clientela gay:

Le nostre nuove pubblicità prevedono anche questo. I gay e le lesbiche sono una parte importante della clientela della Lloyds Tsb e questi slogan ne sono la dimostrano e ne riflettono il concetto.

Stima e orgoglio è stato sottolineato anche da Ben Summerskill, a capo dell’associazione Stonewall: l’uomo ha sottolineato come il popolo Lgbt sia parte importante del mercato economico e come, giustamente, debba essere raffigurato in concept commerciali.

Uk: pubblicità di una banca include anche coppia gay é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di lunedì 14 giugno 2010.


Inchiesta Gallup: per la prima volta la maggioranza degli statunitenti vede come moralmente accettabili le relazioni omosessuali

7 giugno 2010 Robo Nessun commento

Inchiesta Gallup: per la prima volta la maggioranza degli statunitensi vede come moralmente accettabili le relazioni omosessuali

Per la prima volta in questo decennio, l’inchiesta Gallup sull’accettazione dell’omosessualità ha evidenziato che più della metà degli statunitensi considera le relazioni omosessuali moralmente accettabili. Il cambiamento più significativo – che include il fatto che per la prima volta gli uomini superino le donne nell’accettazione – si è verificato nella popolazione maschile tra i 18 e 49 anni.

In generale, nel corso degli ultimi anni l’accettazione delle relazioni tra persone dello stesso sesso tra la popolazione femminile (tradizionalmente più alta) si è mantenuta stabile con una leggera tendenza al rialzo. Nella popolazione maschile tra i 18 e i 49 anni, solitamente più restia, l’accettazione è aumentata di ben 20 punti in quattro anni. Segno, questo, di un evidente cambio generazionale. Anche nello zoccolo duro degli ostili – gli uomini con più di 50 anni – si è evidenziato un sensibile miglioramento negli ultimi anni: l’accettazione delle relazioni omosessuali è cresciuta di 9 punti in 4 anni.

Dal punto di vista del credo politico, la percentuale di democratici che vede moralmente accettabile le relazioni omosessuali è del 61% e supera di molto quella dei repubblicani in merito (che è del 35%). Dal punto di vista del credo religioso il 62% dei cattolici accettano le relazioni omosessuali, contro il 42% dei protestanti (indicazione eterogenea, quest’ultima, dal momento che al suo interno vi si trova di tutto, gruppi omofobi inclusi). La maggior accettazione, tuttavia, si ha tra i non cristiani (84%) e tra i non religiosi (85%).

Secondo gli osservatori quest’aumento dell’accettazione delle relazioni omosessuali è dovuto sia al fatto che sono aumentate le persone che hanno fatto coming out e che quindi rendono l’omosessualità visibile e normale, sia al fatto che la popolazione si sta trasformando in egualitaria a livello generale.

Foto | Gallup

Inchiesta Gallup: per la prima volta la maggioranza degli statunitenti vede come moralmente accettabili le relazioni omosessuali é stato pubblicato su queerblog alle 10:01 di lunedì 07 giugno 2010.


Obama estende i diritti delle coppie etero ai lavoratori federali gay

Obama

Un altro passo in avanti per i diritti degli omosessuali negli Stati Uniti d’America. Mercoledì 2 giugno Barack Obama ha deciso di estendere i benefici coniugali, spettanti alle coppie etero, anche ai dipendenti gay e lesbiche del governo. Non importa se la coppia omosex viva o meno in uno dei pochi stati americani in cui è possibile sposarsi, l’accesso ai servizi e ai sussidi per i figli e le ferie per motivi familiari viene ora concesso a tutti i dipendenti federali, senza discriminazioni. Obama aveva già esteso circa un anno fa alcuni benefici alle coppie gay, come la possibilità di prendere permessi per accudire il partner malato.

In sostanza, i dipendenti federali potranno riconoscere come un “familiare” anche un partner dello stesso sesso, anche se non sposato; avere sussidi e assistenza per i figli comuni, orari più flessibili per motivi familiari, diritto al trasferimento per avvicinarsi al domicilio coniugale. Tutte garanzie, appunto, che possono essere concesse in base alle leggi vigenti, senza passare dal Congresso. Rimane esclusa, invece, l’estensione dell’assistenza sanitaria al partner dello stesso sesso; per riconoscerla c’è bisogno di una legge del parlamento statunitense, a cui Obama ha rivolto un accorato appello: “L’estensione di pari diritti è un passo importante verso l’uguaglianza di tutti i cittadini. Ma la mia amministrazione continua a essere bloccata dalle leggi federali vigenti e non può dare ai partner dello stesso sesso tutta la gamma di benefici di cui godono le coppie sposate eterosessuali”.

Un bel risultato per Barack Obama, che ha proclamato giugno come il “Mese LGBT”. Ricordiamo che a fine maggio Congresso e Casa Bianca, con il consenso seppur condizionato del Pentagono, avevano raggiunto un accordo per tradurre in legge una normativa che prevede il superamento dell’odioso “Don’t Ask, Don’t Tell”.

Via – City


Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay

Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay

Il caso della candidata transgender contraria al matrimonio e alle adozioni gay vi ha infiammato gli animi. Molti erano sconcertati dal parere contrario da parte di chi è parte integrante del settore Lgbt: allora è proprio vero, come dice il luogo comune, che sono proprio i gay i peggiori nemici di se stessi? Così sembrerebbe se dovessimo prendere in considerazione anche il parere di Alfonso Signorini, direttore di “Chi” e “Tv sorrisi e canzoni”, dichiaratamente omosessuale, e contrario alle adozioni per le coppie gay.

Durante il programma “Verissimo”, l’uomo ha ribadito la sua ferma convinzione che un bambino debba avere al suo fianco, come punto di riferimento per la crescita e l’educazione, una figura maschile e una femminile. Il motivo? Due padre non saprebbero compensare la mancanza della figura della madre, assente nello sviluppo del bimbo.

Alessandro Cecchi Paone, presente anche lui all’intervista con la Toffanin, invece, sarebbe possibile una legge che possa permettere da una coppia gay di adottare. Una opinione discutibile ma rispettabile oppure, come alcuni di voi hanno sottolineato, rappresenta l’affermazione di un personaggio pubblico lontano dalla vera realtà del mondo Lgbt?

Foto | Zapster

Alfonso Signorini a Verissimo contro le adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 08:00 di lunedì 24 maggio 2010.


Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni alle adozioni gay

Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni  alle adozioni gay

Il sottotitolo di questa vicenda potrebbe essere “L’unione fa la forza”. Donna Milo è una transgender candidata nel partito repubblicano ma se qualcuno avrà gioito al pensiero di avere una rappresentante che è sicuramente più vicino ai temi e problemi Lgbt, dovrà ricredersi. Ecco il suo parere sui matrimoni gay:

“Io vedo il matrimonio come un sacramento religioso. Credo che sia… tra un uomo e una donna”

E anche in merito alle adozioni per le coppie gay, non è affatto solidale:

“Ovviamente credo che un bambino non dovrebbe mai essere sotto tutela dello stato ma dovrebbe essere affittato affidato a una famiglia tradizionale”

Famiglia tradizionale & matrimonio tra uomo e donna… A questo punto, siamo sicuri che questa Donna sia trans e non solo una donna (con la minuscola) omofobica con i lineamenti particolarmente marcati?

Fonte | Signorile

Donna Milo, la candidata trans contraria ai matrimoni alle adozioni gay é stato pubblicato su queerblog alle 12:00 di sabato 22 maggio 2010.


Il Governatore del Minnesota vieta una legge che permetteva a gay e lesbiche di decidere sui funerali del proprio partner

19 maggio 2010 Robo Nessun commento

Il Governatore del Minnesota vieta una legge che permetteva a gay e lesbiche di decidere sui funerali del proprio partnerTim Pawlenty, repubblicano, Governatore del Minnesota, ha vietato una legge che permetteva al partner che rimane in vita di una coppia dello stesso sesso di poter organizzare i funerali del proprio partner. Secondo Pawlenty si tratta di una legge “non necessaria” dal momento che già esiste la possibilità di redigere un “testamento” (in Minnesota le coppie di fatto – sia gay che etero – possono iscriversi in un registro che concede diritti molto limitati; il disegno di legge sul matrimonio gay riposa beato in Senato). Ovviamente il Governatore non perde l’occasione per sottolineare che, per lui, il matrimonio è solo quello eterosessuale:

“Il matrimonio – quello fra un uomo e una donna – deve rimanere ad un livello più alto […] Mi oppongo a considerare le coppie di fatto come equivalenti ad una coppia sposata”.

Secondo i difensori della legge, scopo della norma era proprio quello di eliminare la discriminazione nei confronti delle coppie regolarmente sposate, nelle quali il coniuge che resta in vita può prendere tutte le decisioni necessarie sugli adempimenti funerari senza che ci sia di mezzo un testamento.

Esiste una versione inglese della poesia ‘A livella di Totò da mandare al Governatore? Dinanzi alla morte, forse, si potrebbe aver un po’ di rispetto dell’amore che soffre, invece di pensare a beghe politiche.

Foto | Office of Governor Tim Pawlenty


Bologna. Assemblea della Rete per i diritti Lgbt del Pd per il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso.

16 maggio 2010 admin Nessun commento

Alle 12 di oggi, il presidente della Repubblica in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, riceverà i rappresentanti di alcune associazione Lgbtq. La delegazione, sarà accompagnata dall’onorevole del Pd Anna Paola Concia e dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. Al Presidente della Repubblica il saluto della delegazione sarà portato da Rita De Santis dell’Agedo.

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Coppie gay. Il Pd lancia la ‘Civil Partnership’ e ne discute domenica a Bologna.

13 maggio 2010 admin Nessun commento

Le poste austriache hanno emesso un francobollo celebrativo dei 15 anni del Pride e che sarà disponibile dal 3 luglio, la data del primo Pride tenuto in Austria. Il francobollo, con la scritta arcobaleno “Regenbogen Parade – 15 Jahre”, è di 55 centesimi; è stato disegnato da Christian Hoegl, grafico professionista e volontario della storica organizzazione lgbt HOSI. Jona Solomon, presidente di HOSI, sottolinea che “è la prima volta nel mondo” che una autorità postale dedica un francobollo alla causa lgbt; “o almeno, non siamo a conoscenza di altri precedenti”. Kurt Krickler, segretario generale dell’HOSI, aggiunge: “Siamo davvero orgogliosi che l’Austria riconosca che la marcia dell’Orgoglio lgbt è uno degli eventi più significativi del paese nella lotta contro l’esclusione e la discriminazione”.

Arriva dalle poste Usa un riconoscimento, in forma di francobollo del valore di 44 cents, per l’attrice Katharine Hepburn.
Il francobollo rientra nella serie delle Leggende di Hollywood, iniziata nel 1995 con Marilyn Monroe e che ormai vede una lunga galleria di ritratti dentellati di grandi ’star’ tra cui James Dean, Humphrey Bogart, Audrey Hepburn. Per il valore di oggi e’ stata scelta una foto scattata a Katharine Hepburn per i manifesti del film Donna dell’anno del 1949.

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Omofobia, fiaccolata per solidarietà ai due ragazzi gay aggrediti a Bolzano

Omofobia, fiaccolata per solidarietà ai due ragazzi gay aggrediti a Bolzano

“I cittadini della citta’ di Bolzano sono chiamati a partecipare per dare un segnale contro l’odio e la violenza e per esprimere solidarieta’ alle vittime”

Con queste parole è stato sottolineato il senso di questa fiaccolata, in programma questa sera, alle 20,30, in piazza del Grano a Bolzano. Già precedentemente, nei mesi scorsi, erano stato organizzate numerose fiaccolate in diverse città d’Italia, nate principalmente dopo il caso dei due giovani aggrediti a Roma, fuori dal Gay Village.

Ad aver organizzato questo evento, la Centaurus, associazione cittadina, motivata a dimostrare supporto e affetto a due giovani, vittime perchè semplicemente hanno osato baciarsi in pubblico. Se foste a Bolzano, partecipereste? O non approvate queste fiaccolate?

Via | Ansa
Foto | Corriere


Nichi Vendola parla di Chiesa e coppie gay a “Victor Victoria”

Nichi Vendola parla di Chiesa e coppie gay a "Victor Victoria"

Nichi Vendola è stato ospite ieri sera nel programma “Victor Victoria” e ha anche affrontato, tra i vari argomenti toccati, quello della questione omosessualità/Chiesa. Lui è sempre stato un cattolico dichiarato, con posizioni apertamente a favore dell’attuale Papa: così, la Cabello gli ha chiesto la propria opinione sui continui e duri attacchi della Chiesa nei confronti delle coppie di fatto. E lui ha spiegato l’inutilità di atteggiamenti anticlericali:

“A questo spirito di intolleranza che a volte soffia forte in Italia, nel mondo ecclesiastico e nel mondo politico non bisogna rispondere con atteggiamenti anticlericali, con una intolleranza di segno contrario. Non dobbiamo abbattere i muri dell’intolleranza e dobbiamo discutere”

Vendola vorrebbe sfidare la Chiesa e comprendere questo senso di peccato insormontabile:

“Io vorrei sfidare la Chiesa. Vorrei capire in cosa consiste il peccato quando si è nei dintorni dell’amore. Perchè una coppia regolarmente sposata in cui vige la violenza e l’ipocrisia va bene, mentre una coppia gay dove c’è un patto d’amore straordinario e un vincolo di fedeltà ha a che fare con le fiamme dell’inferno? Trovo questa rappresentazione oppressiva e penso che Dio sia libertà e che il suo dono sia fondamentalmente, appunto, libertà”

Parole intelligenti, senza ombra di dubbio ma che, a mio parere, non dicono nulla di nuovo, originale e convincente. Che la Chiesa non approvi l’unione tra due persone dello stesso sesso è ormai un dato di fatto (e parlo della Chiesa, non di Gesù, per chi è credente e cattolico…), allora perché continuare ad intestardirsi su questa strada a senso unico?

Foto | PdCanosa


Jonathan Kashanian, intervistato da Barbara d’Urso, cerca l’amore. Con una donna o con un uomo

Jonathan Kashanian, intervistato da Barbara d'Urso, cerca l'amore e potrebbe essere con una donna o con un uomo

Jonathan Kashanian, uno dei concorrenti più conosciuti delle varie edizioni del “Grande fratello“, è stato intervistato ieri da Barbara d’Urso a “Domenica Cinque”. E ieri, si è parlato anche della sua vita privata e delle sue preferenze “sessuali”. Insomma, che Jonathan non sia esattamente il Bruce Willis italiano penso sia chiaro e sotto gli occhi di tutti, no? E, durante il dialogo tra lui e la presentatrice, è lo stesso intervistato a parlare dei propri gusti. Prima parla del suo primo bacio e della sua prima cotta (”Era una donna?” domanda la d’Urso “Ovvio!” risponde lui), per poi ammettere tristemente di non essersi sentito mai amato ma di aver compreso una cosa nella sua esistenza, in campo affettivo:

“In questo momento della mia vita non c’è nessuno. Ma quando mi chiedono se sono gay, rispondo che io cerco l’amore a prescindere dal fatto che sia poi un uomo o una donna: in questo momento della mia vita non c’è una direzione precisa”

Insomma, è bisessuale, confuso, non si capisce bene: lui cerca l’amore (perché noi no?). E non vuole andarsene da questo mondo, prima di aver formato una famiglia. A quel punto, Barbara gli fa presente che, affinché ciò accada, in Italia c’è solo una possibilità, quindi legarsi sentimentalmente con una donna. Ma lui non è d’accordo. E “se gli capitasse” di innamorarsi di un uomo, farebbe di tutto per adottare:

“Se mi dovessi ritrovare a 40 anni senza una famiglia, andrò all’estero per adottare un bambino del terzo mondo e sarò una iena contro tutti coloro che me lo impediranno perché ci sono genitori che non sono degni di essere chiamati genitori e una bambino starebbe molto meglio con me”

E ovviamente il pubblico “pecorone” che batte le mani e approva con aria convinta e serena. Peccato che se poi accadesse veramente, fra una decina d’anni, gli griderebbero contro dandogli dell’egoista e sottolineando come la vera famiglia sia solo uomo + donna (citofonare Meluzzi).

Foto | Screenweek


Unioni gay, Vendola “sfida” il Vaticano: “Vorrei discuterne con la Chiesa”.

7 maggio 2010 Redazione Nessun commento
“Ad un certo atteggiamento clericale e dogmatico, a questo spirito di intolleranza che talvolta soffia forte in Italia, nel mondo ecclesiastico e nel mondo politico, non bisogna rispondere con atteggiamenti anticlericali, con una intolleranza di segno contrario. Noi dobbiamo abbattere i muri dell’intolleranza e dobbiamo discutere. Io vorrei sfidare la Chiesa. Vorrei capire in cosa [...]

Anche i gay argentini potranno pronunciare “Si lo voglio”


La Camera di Buenos Aires ha approvato il progetto di legge che permetterà alle coppie omosessuali argentine di potersi unire civilmente e di poter contestualmente adottare bambini. Si tratta di una votazione storica per l’intero continente latinoamericano, visto che è la prima volta che un organo statale di un paese sudamericano da il via libera ai matrimoni tra persone dello stesso sesso (le cerimonie gay che si stanno celebrando in Messico sono valide nella sola capitale, quindi la legge non ha alcuna valenza nazionale al contrario di quella argentina).

gay marriage argentinaL’ok ai matrimoni civili tra persone gay è arrivato con 125 voti favorevoli e 109 contrari dopo ben 12 ore di discussione camerale, ma per essere definitivamente dichiarata legge dello stato deve prima essere votata ed approvata dal Senato locale, e in questo iter legislativo non sono previste sorprese amare anche se la battaglia si preannuncia durissima. In questa modifica al Codice Civile argentino, i termini tradizionali “moglie” e “marito” sono stati sostituiti da quello generico di “contraenti”.

Grandissima soddisfazione è stata espressa da parte dalle associazioni che da anni si battono per i diritti degli omosessuali e da Alex Freyre e José María Di Bello, la prima coppia gay ufficialmente sposatasi lo scorso 28 dicembre ad Ushuaia, in Patagonia. Già nei mesi scorsi vi erano stati alcuni tentativi, da parte di altre coppie omosessuali, di far passare il principio del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso ricorrendo ai tribunali civili di singoli Stati, a cominciare da quello di Buenos Aires che aveva dato un primo parere favorevole aprendo così anche una querelle giudiziaria. Tuttavia da mesi diverse proposte di legge attendevano di essere discusse nel Parlamento argentino, e solo ora è arrivata la svolta anche perché a votare a favore è stata una maggioranza trasversale, composta cioè da esponenti di centrosinistra e di centrodestra. Durissime invece le reazioni della Chiesa Cattolica, da sempre contraria a questo tipo di unioni e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso.


Via – Panorama


Siena: una coppia lesbica avrà un figlio

siena

Una coppia di donne omosessuali di Siena, dopo un intervento di inseminazione artificiale eseguito in Danimarca, avrà un figlio. Convivevano da ormai due anni e, per riuscire a soddisfare il loro grande desiderio di maternità, si erano trasferite per un periodo in Danimarca che, a differenza dell’Italia, ha una legislazione molto meno severa per quanto concerne il tema dell’inseminazione artificiale per le coppie LGBT.

Le due donne si chiamano Sara e Margherita, e sarà proprio quest’ultima a portare avanti la grvidanza; Sara invece non avrà alcun diritto sul futuro nascituro, per ovvie ragini, e afferma: “Essere estranea a questa famiglia è una discriminazione enorme” e poi ancora: “Il bambino sarà amato da due persone che a loro volta si amano”.

La notizia di questa gravidanza ha provocato molte discussione nella città di Siena che s’è divisa, come sempre accade in questi casi in tutta Italia, tra le persone che non vedono nulla di male e altri che si preoccupano per il bambino, per il suo approccio nel sociale e per i problemi che avrà con i suoi coetanei.

Le famiglie delle due ragazze hanno approvato felicemente l’arrivo del nipotino; sempre Sara a tal riguardo ha affermato: “Quando l’ho detto ai miei genitori non hanno fatto una grinza, dopo 15 giorni erano già nei negozi  a scegliere i regali; la famiglia di Margherita è stata più restia per motivi culturali, ma gli è bastato vedere l’amore immenso che ci unisce per superare ogni barriera”.

via| Barimia


Le coppie omosessuali danesi potranno adottare bambini

denmark

La Danimarca ha approvato una legge che consente alle coppie gay unite legalmente nel “partenariato registrato” di adottare dei figli, eliminando cosi questo elemento di discriminazione rispetto agli eterosessuali. L’iter di approvazione non è stato certo semplice, basti notare che la legge è stata approvata sul filo di lana con 60 voti a favore e 54 contrari. La proposta, inizialmente respinta, è passata grazie all’alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati “dissidenti” del Partito Liberale.

Gli abitanti del piccolo paese scandinavo si sono rivelati da sempre aperti e sensibili alle tematiche dei diritti civili lgbt: la Danimarca è stato, infatti, il primo paese del mondo a consentire agli omosessuali di potersi unire in maniera civile alla stregua degli eterosessuali nel 1989, il matrimonio religioso è entrato all’ordine del giorno e i sondaggi rilevano una maggioranza favorevole perfino fra gli ecclesiasti locali. Inoltre, esisteva già la possibilità per i cittadini non coniugati di ottenere adozioni indipendentemente dall’orientamento sessuale, mentre alle coppie omosessuali era consentita l’adozione di eventuali figli avuti dai due partner durante le relazioni precedenti. L’immagine che abbiamo scelto come copertina di questo articolo vuole essere un omaggio a questo piccolo ma grande paese, da sempre sostenitore dei diritti dei cosiddetti “diversi”.


Via – Libero News


Napoli. Sequestrati alberghi a ore per coppie clandestine di ‘notabili’ omosessuali.

4 maggio 2010 Redazione Nessun commento
Sequestrati due alberghi già sigillati e riaperti abusivamente. Nel complesso alberghiero Il Borgo si ritrovavano coppie di amanti in cerca di intimità. Al Parco Vip si affittavano stanze a prostitute. A Giugliano di Napoli, il complesso alberghiero “Il Borgo”, già sottoposto a sequestro per essere stato edificato su un’area abusivamente lottizzata è stato riaperto, disobbedendo al [...]
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