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Coppie di fatto? Si può aspettare. La Costa Rica reclama i diritti gay, ad ogni costo.
Costa Rica. La chiesa cattolica contro referendum pro matrimonio gay.
Gli organizzatori del Gay Pride a Madrid hanno ritirato l’invito alla comunita’ gay israeliana in seguito alle condanne internazionali a Israele per l’attacco alla Freedom Flotilla, il convoglio di navi diretto a Gaza per consegnare aiuti umanitari . Lo riferisce il sito del quotidiano spagnolo ‘El Mundo’ spiegando che per gli organizzatori la presenza della comunita’ israeliana comprometterebbe la “sicurezza” della manifestazione prevista per luglio. Il gruppo di omosessuali avrebbe dovuto sfilare per la prima volta nelle strade madrilene con un autobus con la scritta “Israeliani ” e ” Tel Aviv”.
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In Argentina il primo matrimonio lesbico, il Costa Rica ci pensa ma non troppo
Il continente centro e sud americano nel campo dei diritti lgbt ci sta davvero sorprendendo. Se in Messico vengono celebrati ogni settimana decine e decine di matrimoni tra persone dello stesso sesso, gli altri paesi vicini (e non) si stanno rimboccando le maniche per stare al passo con le più moderne e innovative legislazioni europee in materia di unioni civili.
Una coppia di lesbiche, esiliate dal 1976 al 1983 durante la dittatura militare argentina, si sono unite in matrimonio venerdì scorso nella loro terra natia. Le 67enni Norma Castillo and Ramona Arevalo sono sostenitrici della campagna “Same Right, Same Names”, curata dall’Associazione Argentina LGBT a sostegno della parità e del riconoscimento tra il matrimonio gay e quello etero. Lo scorso dicembre altre due coppie, questa volta di uomini, si sono potute sposare in seguito al verdetto favorevole dell’alta corte che ha dato il proprio benestare alla loro unione.
Il presidente del Costa Rica Óscar Arias, secondo quanto riportato da un giornale locale, è favorevole a un riconoscimento legale delle coppie omosessuali: “Una persona, uomo o donna che sia, non può scegliere la sua inclinazione sessuale; essa è data dalla natura o da Dio. Ci sono cose date da Dio e noi dobbiamo evolverci e accettarle. La Chiesa (Cattolica) deve evolversi.” Peccato che Arias rimarrà in carica solo fino all’8 maggio 2010, quando sarà sostituito dalla nuova presidentessa Laura Chinchilla. Di lei ci eravamo già occupati tempo fa in merito alle sue dichiarazioni sul matrimonio: istituzione intoccabile, per le persone omosessuali si batteranno altre strade per riconoscere loro i diritti civili e patrimoniali che spettano alle coppie etero, ma non è una priorità.
Via – Advocate.com
Óscar Arias, presidente del Costa Rica, appoggia le unioni gay e afferma che l’omosessualità è un dono
Óscar Arias, presidente del Costa Rica e Nobel per la Pace 1987, ha affermato di essere favorevole alle unioni gay. Intervistato dal quotidiano La Nación il presidente ha detto:
[Le coppie gay] dovrebbero avere riconoscimento legale. Non si sceglie l’orientamento sessuale: viene dalla natura o da Dio. Non la scelgono né gli uomini e nemmeno le donne. È contro natura pensare che un ragazzo quattordicenne si sieda e pianifichi se sarà eterosessuale o omosessuale. Sono cose che invia Dio e che noi, semplicemente, dobbiamo accettare. La Chiesa [Cattolica] dovrà cambiare la propria posizione in merito”
Senza dubbio parole importanti, anche se, forse, il presidente Arias avrebbe potuto farle tempo fa e non ora che sta per lasciare la presidenza alla conservatrice Laura Chinchilla. Comunque, meglio tardi che mai!
Costa Rica. Presidente Arias: Chiesa metta fine a celibato dei sacerdoti. Ok a diritti coppie gay.
Madri e figli, omosessuali e bisex. Nozze d’argento con la Cardinale.
Sarà Claudia Cardinale a ce lebrare le nozze d’argento del “Torino Glbt Film Festival – Da Sodoma a Hollywood”, in programma a Torino dal 15 al 22 aprile. Con la presentazione al cinema Ideal del film “Le Fil” del tunisino Mehdi Ben Attia, la popolare attrice darà infatti avvio, giovedì prossimo, alla venticinquesima edizione della rassegna torinese dedicata al cinema Lgbtq. Un anniversario che il Festival festeggerà con una retrospetti va dal titolo “I venticinque film che ci hanno cambiato la vita”. Tra questi “Bent” di Sean Mathias, “A mia madre piacciono le donne” di Inés Paris e Daniela Fejerman e “Lilies” di John Greyson.
Nata nel 1986 da un’idea di Gio vanni Minerba e Ottavio Mai con l’intento di riaffermare una scelta minoritaria e controcorrente, la rassegna è andata accreditandosi sempre più come manifestazione culturale di alto livello, incubatore di talenti come quelli di Fran çois Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes Eytan Fox e Apichatpong Weerasethakul. E oggi “Da Sodoma a Hollywood”, è stato riconosciuto dal ministero per i Beni Culturali come “una tra le più importanti manifestazioni cinematografiche italiane a livel lo internazionale”, ottenendo contributi anche dalla Fondazione Crt.
Sono 175 i film in programma al cinema Ambrosio negli otto giorni della rassegna, 50 le nazioni partecipanti, dagli Stati Uniti alla Spagna, alla Francia e all’Italia e 3 le sezioni competitive: lungome traggi, documentari e cortometraggi. Su queste si esprimeranno altrettante giurie internazionali composte da nomi come Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Eytan Fox. Novità di questa edizione il premio alla carriera “Dorian Gray”, una statuetta raffigurante Oscar Wilde creata da Ugo Nespolo, che quest’anno sarà consegnata a James Ivory, l’autore di “Maurice”, una delle pellicole più amate dal la comunità omosessuale nel mondo. Tra le sezioni del Festival si segnalano Midnight Madness, tre notti con il cinema di genere bizzarro, estremo, kitsch, Binari, la nuova sezione dedicata a opere fuori concorso, Focus, che si con centrerà su religione e omofobia. Gli “Open eyes”, gli omaggi, andranno a tre icone del cinema ‘altro’: Maria Beatty, Patricia Roze ma e HollyWoodlawn. Per info: www. tglff. com; 011 8138850-41.
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Il presidente del Costarica dice no al Matrimonio Gay
Laura Chinchilla Miranda (in foto), rappresentante del Partido de liberaciòn national (Pln), partito di sinistra, vinse le elezioni in Costa Rica; prima donna a essere eletta alla guida del Paese.
La neo eletta ha subito rivolto un’appello agli avversari politici e ai diversi settori sociali affermando che avrebbe continuato la politica del suo predecessore Oscar Arais (Premio Nobel per la Pace nel 1987), ovvero, il miglioramento della qualità della salute, dell’educazione e assicurare un valido sostegno a favore del matrimonio.
Il suo dedutto ufficiale si ebbe il 28 Novembre 2009 in occasione della “Marcia della vita e della famiglia” (evento sostenuto dalla Chiesa cattolica) a cui parteciparono circa 50000 persone; nulla di strano sembrerebbe, peccato che la marcia era contro l’aborto e contro il matrimonio tra omosessuali.
La sua presenza, ovviamente, suscitò stupore sia nella maggioranza che nell’opposizione poichè tale presenza non coincideva con quanto affermato precedentemente. Inoltre la neo eletta, in una visita ad un’emittente radiofonica (La Paz del Dial), ha affermato in diretta: “La mia visione è a favore della vita. Non capisco come ci siano genitori che insegnano ai loro figli a rispettare gli animali ma poi sono capaci di sacrificare una vita umana”.
Dunque la Presidente del Costa Rica è contraria all’aborto e, per via della manifestazione, anche contraria ai Matrimoni Gay?
via| gaynews24
E’ Laura Chinchilla il nuovo presidente del Costa Rica ed è contraria alle nozze gay.
Citato in giudizio il ‘News of the world’ per aver diffuso la notizia, il 24 gennaio, che Angelina Jolie e Brad Pitt avevano rotto. Lo ha annunciato l’avvocato della coppia Keith Schilling che oggi ha depositato il ricorso presto l’Alta Corte di Giustizia di Londra. Il News of the World ha respinto la richiesta dei due di una rettifica e di scuse pubbliche.
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Nuove mete di vacanze gay. Dalle isole Vergini al Massachusetts, passando per Tel Aviv
Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.
È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.
Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.
Primi a credere in loro il Massachusetts Office of Travel & Tourism, l’agenzia governativa dedicata alla promozione del Massachusetts, il primo stato Usa a legalizzare il matrimonio omosessuale nel maggio 2004. Lì, il Governatore Patrick, amico di Obama, nel luglio del 2008 ha siglato l’atto che annullava la legge del 1913 che proibiva ai non residenti di sposarsi in Massachusetts.
Boston ha una vita notturna vibrante, locali gay dove immergere le proprie felicità e saziarsi delle tante fascinazioni che la città offre. Qui essere gay, lesbiche, transessuali, è un valore aggiunto. Qui si celebra ogni anno il più grande Gay Pride del New England.
A soli 90 minuti di traghetto veloce si raggiunge Cape Cod, dove si trova Provincetown, considerata una delle migliori location gay in America. Altro che New York o la pur sempre deliziosa San Francisco. E se amate i rave è qui che si consuma il migliore, il David Flower’s Summer Camp, arrivato alla sua decima edizione.
Per le amiche lesbiche, ad ovest di Boston sorge Northampton, vivace cittadina con una folta comunità lesbica, compresa il suo primo cittadino. E poi via, verso lidi incontaminati, spiagge bianche e assolate, cibo prelibato di mari generosi. I Caraibi non sono solo l’omofoba Giamaica.
Le Isole Vergini statunitensi, composte da 50 isole, accolgono con soddisfazione il turismo glbt, a St. Croix come a St. John o St, Thomas. In quanto territorio Usa, non dimenticate i documenti necessari, ovvero un passaporto biometrico. Vi sazierete di astici prelibati a poco meno di 10 dollari e godrete della bellezza dei suoi autoctoni. Come in ogni luogo, rispetto reciproco.
Il giovane tour operator Quiiky vi potrà portare in Costa Rica, in Turchia o soddisfare un lieto viaggio alle Gran Canarie, a Miami o a Tel Aviv, vivace cittadina parecchio gayfriendly. Rispetto ad altri tours operator assisteranno, in caso di necessità, il turista ovunque si trovi e lo richieda. Buone vacanze!
Foto | malex.org


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