Il consiglio comunale di Pesaro affossa il registro delle unioni civili
Se in certi comuni italiani si ha l’impressione che il sindaco e la giunta facciano di tutto per promuovere iniziative a favore dell’omosessualità e combattere la discriminazione su base sessuale, in certe altre amministrazioni si fanno passi indietro e si lascia vincere il menefreghismo e l’omofobia. Il teatro dell’ennesima lotta per l’affermazione negata dei nostri diritti è stata Pesaro, dove il consiglio comunale ha votato contro la mozione per l’istituzione del registro delle unioni civili nel capoluogo di provincia marchigiano. È stata una vera e propria Waterloo: il documento, presentato dalla lista civica “Pesaro a 5 stelle” collegata a Beppe Grillo, ha visto ben 16 voti contrari, 4 astenuti e 2 soli favorevoli. Il blocco del no è rappresentato dai partiti di destra e, incredibilmente, anche dal PD, che detiene la maggioranza nel consiglio comunale locale. Il vicepresidente Pdl del consiglio comunale, Caterina Tartaglione, della quale erano già state chieste le dimissioni per via del mancato sostegno al coro omosessuale Komos, ha affermato che il registro “non è un bisogno sentito dalle persone conviventi“. Posizione ribadita dal capogruppo del Pd, Silvano Ciancamerla, che ha specificato che “le vere urgenze da affrontare sono altre, come la disoccupazione“.
Di ben altro tono le dichiarazioni degli esponenti della comunità lgbt nazionale e locale. Rossana Praitano, presidentessa del Circolo Mario Mieli di Roma, è stata tra le prime a commentare questo episodio: “Questa è un’ulteriore idiosincrasia del Pd, che se da una parte, almeno a parole, si fa paladino di una nuova stagione di apertura ai diritti civili e lgbt, dall’altra mantiene al suo interno sacche inammissibili di intolleranza e avversione all’estensione dei diritti civili. E’ una schizofrenia che non siamo più disposti ad accettare”. Aurelio Mancuso, storico esponente della comunità gay italiana, chiede al PD “una linea nazionale sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e più in generale sui diritti civili”, sostenendo che:“è incredibile che a Torino come a Bologna, in Toscana come a Genova, il Pd sia in prima fila per la difesa e la promozione dei diritti e delle tutele delle persone lgbt e poi vi siano altre realtà dove questo partito assume posizioni simili alla Lega”.
Durissima la reazione dell’Arcigay di Pesaro, che attacca il voto trasversale che ha affossato la mozione: “Un centrodestra e un centrosinistra ostili ai diritti civili per i quali le associazioni LGBT come la nostra combattono da decenni, rendono davvero evidente la triste palude controriformistica nella quale l’Italia è piombata, nonostante il fatto che i nostri governanti si riempiano la bocca di parole come libertà e uguaglianza. Sembra che da parte dei gruppi di maggioranza ci sia la volontà di discutere il testo con la lista civica “Pesaro a 5 stelle”, ma non prima di settembre a causa della pausa estiva. I diritti civili dovranno attendere la fine delle vacanze. Di chiunque sia la colpa di questa brutta pagina di politica – sottolineano il presidente e il vicepresidente della sede Arcigay locale – ancora una volta le cittadine e i cittadini LGBT sono stati traditi, traditi da una classe dirigente che continua a fare i propri equilibrismi e i propri calcoli sulla nostra pelle, in nostro totale dispregio e in dispregio della Costituzione.”
Via – Arcigay



“Estate sicura”: è questo l’obiettivo che si è prefissato Riccardo Missiato, sindaco del comune di Spresiano (TV) a capo di una lista civica che raccoglie più partiti. Questa volta non è la solita caccia all’immigrato, ma una vera e propria guerra contro trans, prostitute e omosessuali che s’incontrano sulle rive del Piave, sporcandolo e infastidendo la gente del posto. Il demonio da combattere è rappresentato proprio dai ritrovi dei gay, ampiamente pubblicizzati in internet e diventati famosi con il tradizionale passaparola. Da domani partirà un servizio di vigilanza, in collaborazione con le forze dell’ordine, che durerà per tutta l’estate, fino al 22 settembre prossimo; giorno e notte, a sorvegliare un’area famosa da tempo per gli incontri clandestini, proprio nei pressi del viadotto dell’A27, e dove è possibile trovare una fiumana infinita di preservativi, salviette e sporcizia varia.


Dal famigerato sito ultracattolico Pontifex.it si sono levate critiche feroci contro il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, rea di aver parlato del Pride romano di sabato scorso coma “manifestazione gioiosa, serena e partecipata” e di aver denigrato lo striscione omofobo fatto affiggere davanti il Colosseo da Militia Christi, dichiarando che “le battaglie, siano esse politiche o culturali, certo non si conducono coprendo manifesti o con scritte ingiuriose”.
Ai microfoni di “Klauscondicio”, il programma di approfondimento politico di Klaus Davi in onda su Youtube, il presidente onorario di Arcigay e consigliere regionale per l’Italia dei Valori in Emilia Romagna ha sparato a zero contro la situazione di timore e di mortificazione perenne in cui sono costretti a vivere tantissimi omosessuali che militano nelle file dei Carabinieri. Ecco un estratto dell’intervista, che potete ascoltare per intero alla fine dell’articolo:
Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, insieme al vicesindaco Sabatino Santangelo, è finita nell’occhio del ciclone per la sua partecipazione al Gay Pride nazionale del 26 giugno e per le sue dichiarazioni impegnative, da cattolica laica quale è, a favore degli omosessuali: “La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate”. Le critiche, quanto mai feroci ed inaspettate, sono arrivate da più parti dal mondo politico italiano, ma è il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi quello più infuriato:
Gay Magazine è orgogliosa di avere la sede a Pisa, in una delle città italiane più tolleranti e da sempre attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini omosessuali. Proprio per suggellare questo patto di concordia tra comunità lgbt e Comune, ieri mattina il sindaco Marco Filippeschi ha voluto onorare la giornata mondiale per l’orgoglio omosessuale indossando la fascia da primo cittadino con i colori dell’arcobaleno anziché con il tradizionale tricolore e presentando la nuova campagna contro l’odio di genere intitolata Omofobia vituperio delle genti, organizzata da un altro portale gay che ha sede a Pisa come Gay Magazine. Parafrasando la terzina dell’Inferno in cui Dante aveva definito la città di Pisa come “vituperio”, il primo cittadino ha ricordato come proprio la città da lui amministrata sia da sempre la sede ideale per la rivendicazione dei diritti lgbt. Pisa è stata teatro del primo Gay Pride italiano nel 1979 e il primo Comune ad aver adottato nel 1999 il registro delle Unioni Civili:
“Diamo un forte segno simbolico issando la bandiera rainbow, l’arcobaleno, sul pennone del Ponte di Mezzo. E io, nell’occasione, ho inaugurato una nuova fascia per il sindaco, con gli stessi colori, che richiamano l’impegno di tutte le città a favore dei diritti e contro le violenze e le esclusioni. Una grande maggioranza dei cittadini pensa che le persone debbano essere fiere di ciò che sono e che la diversità sessuale debba e possa essere vissuta come un dono e non come una vergogna”. “In questa città – ha concluso Filippeschi – abbiamo aperto strade che poi sono state di esempio per molti altri Comuni”.
Siamo tornati stanotte dal Pride di Napoli con la convinzione che forse occorre abbassare un po’ noi stessi e le nostre pretese, verso la realtà così com’è. Attraversare i bassi di Napoli ci ha confermato che il popolo, quello formato da chi fa il Pride e da chi lo accoglie, sta cambiando.
Un’altra storia di violenza omosessuale, dopo quella di
A 10 giorni dall’appuntamento con il Gay pride della Capitale, in programma il 3 luglio, arriva la proposta del presidente della Provincia Nicola Zingaretti di aprire una struttura di prima accoglienza per i giovani gay e lesbiche maggiorenni discriminati ed emarginati dai loro stessi familiari che non accettano la loro identità sessuale. Zingaretti ne ha parlato oggi per la prima volta nel corso della presentazione dell’agenda anti-stalking Alba, realizzata dall’Associazione Differenza Donna in collaborazione con l’Associazione ChiamaMilano. L’idea dell’accoglienza è solo una delle tante proposte fatte dai politici laziali dopo i recenti episodi di omofobia e violenza avvenuti a Roma; a questo proposito, ieri vi avevamo parlato dell’ultima
Migliaia i manifesti affissi nella Capitale così come sugli autobus, dove sono riportate le foto di quattro testimonial: due ragazzi gay, una ragazza lesbica e una madre. Oltre alle affissioni, la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line prevede anche uno spot radio che sarà diffuso sul circuito radio del Comune e uno spot video che sarà diffuso attraverso il circuito video del trasporto pubblico romano, ma anche tramite alcune emittenti locali che hanno dato la loro disponibilità, ma anche attraverso le modalità di diffusione online, sfruttando tutte le opportunità che le nuove tecnologie e i social network come Facebook offrono. “Chiediamo alle tv – aggiunge Marrazzo – di sostenere questa iniziativa mettendo in onda il video come iniziativa contro l’omofobia: si tratterebbe di un’importante comunicazione sociale in un momento in cui si sono verificati moltissimi episodi di violenza e intolleranza. Ringraziamo RomaUno e IES TV che hanno deciso di mandare in onda lo spot gratuitamente e ci auguriamo che molte altre emittenti tv possano seguire il loro importante esempio”. “Voglio ringraziare – conclude Marrazzo – tutto il team dell’agenzia Saatchi & Saatchi, in particolare modo i creativi, con cui abbiamo lavorato per settimane: siamo felici di aver avuto l’occasione di collaborare con una grande e prestigiosa azienda italiana il cui management ha scelto di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione diventando partner di Gay Help Line. Molto importante è stato il supporto dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore Umberto Croppi che ha sostenuto questa iniziativa, di tutte le volontarie e i volontari che hanno collaborato alla realizzazione e quotidianamente si impegnano gratuitamente per il servizio”.
E’ fuori pericolo il 42enne Giovanni Cuttitta, sospettato di avere ucciso a coltellate l’amante salvadoregno, ma ormai italiano di adozione, Jaime Salvador Tagliavia di 35 anni (foto a lato). Il cadavere dell’uomo, che faceva il porno attore per film gay, e’ stato trovato per terra in un lago di sangue martedì scorso a Palermo nell’appartamento di Cuttitta. Quest’ultimo, salvato in extremis da un vigile del fuoco allertato dalle urla provenienti dalla casa, aveva una corda al collo e stava per morire asfissiato. Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite dopo un gioco erotico finito male, nonostante entrambi siano stati trovati vestiti, e il cappio al collo farebbe ipotizzare una messinscena attuata dal Cuttitta per scagionarsi.
la giovane età, si è avvalso della facoltà di non rispondere. È stato appurato che i due uomini avevano una relazione sentimentale molto contrastata negli ultimi mesi e nella vita di Cuttitta, recentemente, sembra fosse entrato un altro uomo, un certo Alex, che adesso gli investigatori stanno cercando di rintracciare. Anche lui potrebbe avere avuto un ruolo nel delitto avvenuto in via Giovanni Gentile 17, nel quartiere Guadagna.
Più di cinquecento persone hanno partecipato ieri sera alla manifestazione “Stop Omofobia” indetta dall’Arcigay di Padova in solidarietà alla coppia di omosessuali aggredita la settimana scorsa di fronte ad un bar. In prima fila al corteo arcobaleno, che ha percorso un breve tragitto attorno alle piazze del centro e poi si è concluso davanti al palazzo della Prefettura, c’erano proprio Enrico e Matteo, i due ragazzi pestati, stretti l’uno accanto all’altro per tutta la durata dell’evento. Tutti per mano gli altri partecipanti, a formare una sorta di catena umana che non si spezza davanti all’odio e alla violenza; tra di loro attivisti del partito dei comunisti italiani, dell’Italia dei valori ed appartenenti a molte sigle delle associazioni ambientaliste e per i diritti umani.
Il capo della Polizia Antonio Manganelli ha annunciato ieri a Padova che ha firmato un provvedimento per la costituzione di un ufficio dedicato alle minoranze, direttamente dipendente dalla polizia criminale: “Questo nuovo ufficio centrale sarà un osservatorio sulle minoranze come quella degli omosessuali, la minoranza ebraica e quante sono a rischio di discriminazione: gli esponenti di queste minoranze avranno ascolto a disposizione spazi ed interlocutori per un diretto dialogo con le forze di polizia. A questo scopo – ha aggiunto - è stato formato del personale qualificato per il dialogo, la risoluzione dei problemi e l’intervento rapido. Potranno segnalare fenomeni sul territorio e vi sara’ uno spazio a loro disposizione sul nostro sito web. Ringrazio gli uomini della questura di Padova ed il questore per la rapida individuazione e denuncia dell’autore dell’aggressione ai danni di una coppia di gay avvenuta in pieno centro a Padova la settimana scorsa”.

Sono stati predisposti tre tipi di manifesti, che verranno affissi nelle città di Udine e Pordenone, come già fatto da Arcigay: su quelli più grandi sono raffigurati due neosposi vicino alla Chiesa delle Grazie, a Udine, che stanno brindando con un bicchiere di Friulano mentre dietro loro s’intravede un sacerdote con un bambino e capeggia la scritta “Nei momenti importanti scegli friulano”. Le altre due immagini, molto più contenute nelle misure, raffigurano una tavola imbandita di prodotti tipici, due giovani con un bimbo in braccio a raffigurare la famiglia e il piacere del buon gusto. Il terzo manifesto è simile: il tavolo imbandito, due persone un po’ più attempate che si baciano e fanno un brindisi; dietro di loro un campo con una chiesa. Su entrambi questi manifesti c’è la scritta “ Friulano, un vino, un popolo e uno stile di vita”.
La mozione contro l’omofobia, presentata ieri dal consigliere comunale Paolo Masini (PD), è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale capitolino. Il documento, di fondamentale importanza visti i recenti casi di attacchi omofobici ai danni della comunità lgbt a Roma, impegna sia il sindaco sia la giunta ad approntare ogni iniziativa utile affinché le celebrazioni della Giornata Mondiale contro l’Omofobia coinvolgano le istituzioni comunali e si promuovano iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scolastico verso la cultura delle differenze. Il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha commentato cosi il voto positivo della giunta:
Sempre ieri pomeriggio il Rettore dell’Università romana “La Sapienza”, Luigi Frati, ha revocato l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa 
Il legale del 22enne aggredito e malmenato la settimana scorsa in pieno centro a Roma ha fatto sapere che ci sarebbero le immagini dell’aggressione, grazie alla telecamera di una scuola posizionata proprio davanti il luogo del pestaggio avvenuto tra martedì e mercoledì sera in via del Fagutale. Dopo aver presentato ieri mattina la denuncia alla Digos di Roma, il giovane è tornato con gli agenti della Questura sul luogo dell’aggressione, ricordando quanto è successo e ripercorrendo quei momenti passo dopo passo, quando nella notte stava per raggiungere le scale che portano in via Cavour prima di essere accerchiato e pestato da un gruppo di omofobi.




A prestare gentilmente i loro volto per questi manifesti sono stati: il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e l’assessore comunale alla mobilità Massimo Mattei (fotografati entrambi con la scritta “GAY”); con la scritta “Lesbiche”, invece, sono state riprese la consigliera comunale Susanna Agostini (Pd) e la senatrice radicale eletta nel Pd Donatella Poretti (ripresa con la figlia); l’ex assessore regionale Agostino Fragai e il presidente del Quartieri 1 di Firenze Stefano Marmugi con la scritta “Bisex”; infine i consiglieri provinciali di Firenze Alessandra Fiorentini (Pd) e Massimo Lensi (Pd) sono stati immortalati con la scritta “Trans”.










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