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Il consiglio comunale di Pesaro affossa il registro delle unioni civili

Se in certi comuni italiani si ha l’impressione che il sindaco e la giunta facciano di tutto per promuovere iniziative a favore dell’omosessualità e combattere la discriminazione su base sessuale, in certe altre amministrazioni si fanno passi indietro e si lascia vincere il menefreghismo e l’omofobia. Il teatro dell’ennesima lotta per l’affermazione negata dei nostri diritti è stata Pesaro, dove il consiglio comunale ha votato contro la mozione per l’istituzione del registro delle unioni civili nel capoluogo di provincia marchigiano. È stata una vera e propria Waterloo: il documento, presentato dalla lista civica “Pesaro a 5 stelle” collegata a Beppe Grillo, ha visto ben 16 voti contrari, 4 astenuti e 2 soli favorevoli. Il blocco del no è rappresentato dai partiti di destra e, incredibilmente, anche dal PD, che detiene la maggioranza nel consiglio comunale locale. Il vicepresidente Pdl del consiglio comunale, Caterina Tartaglione, della quale erano già state chieste le dimissioni per via del mancato sostegno al coro omosessuale Komos, ha affermato che il registro “non è un bisogno sentito dalle persone conviventi“. Posizione ribadita dal capogruppo del Pd, Silvano Ciancamerla, che ha specificato che “le vere urgenze da affrontare sono altre, come la disoccupazione“.

Di ben altro tono le dichiarazioni degli esponenti della comunità lgbt nazionale e locale. Rossana Praitano, presidentessa del Circolo Mario Mieli di Roma, è stata tra le prime a commentare questo episodio: “Questa è un’ulteriore idiosincrasia del Pd, che se da una parte, almeno a parole, si fa paladino di una nuova stagione di apertura ai diritti civili e lgbt, dall’altra mantiene al suo interno sacche inammissibili di intolleranza e avversione all’estensione dei diritti civili. E’ una schizofrenia che non siamo più disposti ad accettare”. Aurelio Mancuso, storico esponente della comunità gay italiana, chiede al PD “una linea nazionale sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e più in generale sui diritti civili”, sostenendo che:“è incredibile che a Torino come a Bologna, in Toscana come a Genova, il Pd sia in prima fila per la difesa e la promozione dei diritti e delle tutele delle persone lgbt e poi vi siano altre realtà dove questo partito assume posizioni simili alla Lega”.

Durissima la reazione dell’Arcigay di Pesaro, che attacca il voto trasversale che ha affossato la mozione: Un centrodestra e un centrosinistra ostili ai diritti civili per i quali le associazioni LGBT come la nostra combattono da decenni, rendono davvero evidente la triste palude controriformistica nella quale l’Italia è piombata, nonostante il fatto che i nostri governanti si riempiano la bocca di parole come libertà e uguaglianza. Sembra che da parte dei gruppi di maggioranza ci sia la volontà di discutere il testo con la lista civica “Pesaro a 5 stelle”, ma non prima di settembre a causa della pausa estiva. I diritti civili dovranno attendere la fine delle vacanze. Di chiunque sia la colpa di questa brutta pagina di politica – sottolineano il presidente e il vicepresidente della sede Arcigay locale – ancora una volta le cittadine e i cittadini LGBT sono stati traditi, traditi da una classe dirigente che continua a fare i propri equilibrismi e i propri calcoli sulla nostra pelle, in nostro totale dispregio e in dispregio della Costituzione.”

Via – Arcigay


Esplode la polemica sui “gay malati”, il sindaco di Spresiano si scusa

Fa marcia indietro il sindaco di Spresiano (TV), che mercoledì scorso aveva definito gli omosessuali “deviati e malati” nel corso della presentazione della sua personale crociata contro la prostituzione e gli incontri clandestini gay che si tengono sul greto del fiume Piave, che hanno fatto diventare la zona sporca e pericolosa. Il primo cittadino Riccardo Missiato ha affidato a una nota le sue scuse per quelle infelici dichiarazioni omofobe: “La premessa che vorrei sottolineare è che non ritengo l’omosessualità’ una malattia, anzi ho il massimorispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali. La mia azione amministrativa è volta ad arginare un fenomeno ormai insopportabile di prostituzione femminile e maschile presente nel nostro territorio e che ha raggiunto un degrado morale inaccettabile“. “I nostri cittadini – spiega - hanno il diritto di vivere il paese e il Parco Grave del Piave liberamente. Tuttavia i comportamenti che creano disagi sono segnalati costantemente da molte persone che vivono per questo una percezione di poca sicurezza. I mezzi a nostra disposizione per arginare il fenomeno si sono tradotti nel progetto di vigilanza ‘Estate sicura’ coordinato insieme alla polizia Locale, ai carabinieri, alla Questura e all’ufficio tecnico. Questo progetto voluto dalla nostra amministrazione e da tutti i cittadini realizza un monitoraggio capillare delle zone a rischio per tutto il periodo estivo”.

Anna Paola Concia, deputata del PD, ha affermato “A Missiato vorrei ricordare che gli ultimi a ‘scoprire dove sono e identificare i gay’, come dice lui, sono stati i regimi dittatoriali, su tutti il nazismo. Vorrei inoltre chiedergli come mai ritenga la prostituzione femminile piu’ tollerabile di quella maschile e come faccia a mettere insieme con tanta disinvoltura disinformazione, pressapochismo, ignoranza e discriminazione”. Per Stefano Mestriner, consigliere provinciale trevigiano della Federazione della Sinistra, quelle del sindaco di Spresiano Riccardo Missiato sono “dichiarazioni da Ku Klux Klan, incompatibili con il suo ruolo istituzionale”. Infine, l’Arcigay reagisce con stupore e umiliazione alla ”irresponsabilità” del sindaco di Spresiano, chiedendo l’intervento del ministro per le pari opportunita’, Mara Carfagna, per arginare questa deriva omofoba della provincia di Treviso.

Via – Rainews 24


Aggressione al Colosseo, quattro le persone indagate

 aggressione

Ci sono quattro indagati per il caso del 22enne aggredito e pestato nel maggio scorso in Via Fagutale, nei pressi del Colosseo. L’accusa nei confronti degli aggressori, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, è di concorso in lesione gravissime e rapina. Il ragazzo aveva trascorso la serata in un locale nella Gay Street romana quando, nella zona di Via Cavour nelle vicinanze del monumento simbolo di Roma, quattro persone lo hanno dapprima insultato e poi picchiato selvaggiamente, ferendolo e rischiando di fargli perdere un occhio. Ricoverato in ospedale, aveva denunciato il fatto e oggi ci sono i primi risultati dopo due mesi circa di indagini.

Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, esprime la sua soddisfazione ma invita a non abbassare la guardia sui tanti casi della Capitale ancora irrisolti: “E’ importante che, grazie alla segnalazione fatta dal ragazzo aggredito al servizio Gay Help Line e poi con la successiva denuncia alle forze dell’ordine, con il nostro supporto legale, si sia arrivati a individuare i presunti aggressori, anche grazie alle testimonianze degli amici. Riteniamo che sia un risultato significativo, e ringraziamo la Digos che sta indagando sul caso.”. “E’ necessario – aggiunge – fare piena luce anche su tutti gli altri casi irrisolti di omofobia, come quello della coppia gay aggredita a Campo dei Fiori a maggio 2009, con una delle vittime lasciata sanguinante a terra. Inoltre, dobbiamo considerare che solo una minima parte delle violenze viene segnalata alle forze dell’ordine, quindi risulta ancora necessario fare azioni di comunicazione per sollecitare le persone a denunciare”. Sempre in merito al caso del ragazzo pestato nei pressi del Colosseo, Daniele Stoppello, responsabile legale del servizio Gay Help Line, afferma: “Bisogna rilevare che il ragazzo fu offeso perché gay prima che gli venisse rubato il cellulare, furto avvenuto per impedirgli di chiedere aiuto all’amico con cui stava parlando al telefono. Il portafoglio e gli altri oggetti di valore, infatti, non sono stati rubati, peraltro gli aggressori hanno continuato a colpire il ragazzo anche quando era a terra privo di sensi. E’ sempre più urgente approvare la legge contro l’omofobia, perché consentirebbe di punire con ancora più forza reati di questo tipo, come oggi avviene per quelli motivati dall’ odio religioso o razziale”.

Via – Apcom


Sindaco omofobo lancia crociata contro il sesso gay sulle sponde del Piave

piave“Estate sicura”: è questo l’obiettivo che si è prefissato Riccardo Missiato, sindaco del comune di Spresiano (TV) a capo di una lista civica che raccoglie più partiti. Questa volta non è la solita caccia all’immigrato, ma una vera e propria guerra contro trans, prostitute e omosessuali che s’incontrano sulle rive del Piave, sporcandolo e infastidendo la gente del posto. Il demonio da combattere è rappresentato proprio dai ritrovi dei gay, ampiamente pubblicizzati in internet e diventati famosi con il tradizionale passaparola. Da domani partirà un servizio di vigilanza, in collaborazione con le forze dell’ordine, che durerà per tutta l’estate, fino al 22 settembre prossimo; giorno e notte, a sorvegliare un’area famosa da tempo per gli incontri clandestini, proprio nei pressi del viadotto dell’A27, e dove è possibile trovare una fiumana infinita di preservativi, salviette e sporcizia varia.

Non è certo finita qui. Il sindaco di Spresiano ha usato parole di fuoco contro i promiscui omosessuali che inzozzano il patriottico fiume: “Sono malati, devono essere compresi e posso comprenderli, ma non indico una cura fisica o psicologica, semplicemente non possono andare sul Piave e occupare uno spazio che è di tutti, dobbiamo rispettare la gente che vive nel suo territorio. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perché non possono invadere la libertà altrui “. “Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile – aggiunge – e non può passare inosservata: il Piave ha anche un valore simbolico, c’é un monumento degli artiglieri circondato da preservativi, guanti, salviette”. “Transenneremo la zona, contestando divieti di sosta e atti osceni – conclude Missiato – la situazione è diventata intollerabile”.

Via – Corriere del Veneto


Mauro è Mister travel gay 2010 eletto allo StupidA di Torre del Lago

17 luglio 2010 admin Nessun commento

mister travel gay 2010 1/5Ieri Sera si è svolta la finale nazionale per l’elezione di Mister Travel Gay 2010, presentato da Angel Devid e La Wanda Gastrica,concorso legato all’omonima agenzia di viaggio LGBT. Otto i concorrenti a contendersi la fascia sulla passerella del locale, posta ai piedi di unenorme elefante sullo stile del Moulin Rouge.

I ragazzi provenienti da varie città italiane e di età diverse dai 23 ai 41 anni comunque sia ben portati come ribadito da Manuel titolare dell’agenzia di viaggi nonchè presidente di giuria, tra cui spiccava la presenza di Franco Bigini (noto e bel
corteggiatore del programma televisivo uomini e donne).

Il candidato ideale oltre che di bella presenza avrebbe dovuto dimostrare simpatia e solarità! Il prescelto dalla giuria è stato Mauro Giaconi, classe 1973, infermiere al S.Raffaele di Milano ma di origini livornesi, di bell’aspetto fisico ben curato e sguardo sorridente. Il vincitore ha dichiarato che la vittoria è stata inaspettata e che la vittoria spera gli servirà per dare un contributo all’affermazione dei gay e dei loro diritti anche in Italia.

mister travel gay 2010 2/5Assiduo frequentatore dell Marina di Torre del Lago definito da lui stesso ”un piccolo angolo” di cui si reputa “nativo” sia dal punto di vista omosessuale nel suo modo di vivere e di affrontare la sua omosessualità sia per quanto riguarda la sua vita privata. In quando Mister di un titolo legato a un’agenzia di viaggio è stato ovvio chiedergli quale è la sua meta preferita e ideale e ha risposto l’EGITTO…dove già è stato in viaggio premio regalato dai genitori dopo la maturità;ai suoi occhi l’Egitto lo ha colpito di piu rispetto a una Grecia – dove è stato – o altri posti , per la semplicità del luogo, dove è facile imbattersi in vicoli magari polverosi e con macchine che vanno in giro senza targa, ma soprattuto anche un luogo estremamente ricco culturalmente oltre che di splendidi posti da visitare.

Al momento della vittoria indossava uno strano collare molto ampio intorno al collo tutto di perline blu che ha utilizzato per portafortuna, in quanto già lo aveva utilizzato al Pride di Milano per la quale occasione gli aveva regalato una giornata davvero felice! Insomma un Mister Travel Gay della porta accanto ma non troppo, perchè facilmente imbarcato verse nuove mete a giro per il mondo perchè ama viaggiare e la sua meta prossima sarà gran canaria (viaggio in premio del concorso) nonchè il set fotografico dove ovviamente farà gli scatti necessari alle varie campagne dell’agenzia di viaggi di cui Mauro sarà protagonista!

Mister travel gay 2010 3/5


La Carfagna attaccata duramente dalla Chiesa per il sostegno al Gay Pride

maria-rosaria-carfagnaDal famigerato sito ultracattolico Pontifex.it si sono levate critiche feroci contro il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, rea di aver parlato del Pride romano di sabato scorso coma “manifestazione gioiosa, serena e partecipata” e di aver denigrato lo striscione omofobo fatto affiggere davanti il Colosseo da Militia Christi, dichiarando che “le battaglie, siano esse politiche o culturali, certo non si conducono coprendo manifesti o con scritte ingiuriose”.

Tra i tanti preti integralisti interpellati da Pontifex, l’arcivescovo emerito di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino, è quello più duro e che ha suscitato il maggior scalpore: “Sa quella ragazzina, così la definisco, che merita ogni perdono e filiale accoglimento anche nell’errore, guarda con gli occhi del corpo e non dello spirito. Il Gay pride è una manifestazione nella quale si prende a male parole il pontefice, capo del cattolicesimo, ma anche di uno Stato estero: non sta bene e il ministro ha sbagliato veramente”, afferma l’ecclesiastico, suggerendo che “l’omosessualità e soprattutto la pratica ed ostentazione di essa sono contro natura, una vera aberrazione, un trionfo dell’anormalità e della patologia” e che le parate per l’orgoglio gay “non andrebbero mai tollerate e ogni atto del genere vietato”. Poi riferendosi alle gruppi gay: “Queste associazioni, per legge, non andrebbero mai tollerate e ogni atto del genere vietato. Lo Stato non ha il diritto di tutelare associazioni che siano contro natura”. Alla domanda del giornalista sul perché la Carfagna sia ministro, l’arcivescovo risponde prontamente: “Questo lo chieda a Berlusconi e non a me. Certi politici fanno pubblica professione di cattolicesimo e poi nel concreto vivono una vita lontana dai reali valori cattolici, salvo poi tentare di servirsi della Chiesa quando conviene”.

Anche il collega di governo Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza con delega alla famiglia, attacca la Carfagna: “La posizione del governo italiano è quella espressa in una nota uscita sabato e rappresenta l’orientamento ufficiale dell’esecutivo”. Per ora non è arrivata nessuna replica dal parte del ministro per le Pari Opportunità, professatasi da sempre come cattolica praticante, e dal suo blog aggiornato quotidianamente.

Il blog Pontifex non è nuovo a polemiche alimentate con interviste a vescovi integralisti, dai quali le gerarchie ecclesiastiche hanno più di una volta preso le distanze, e in questi giorni scorrendo i vari editoriali e le pagine del sito ultracattolico possiamo trovare veri e propri studi sull’omosessualità, con domande e risposte, oltre a pagine pregne di omofobia e tentativi di smontare il nostro orientamento sessuale, come l’editoriale di ieri intitolato “Buon senso sociale ed omosessualità – La pratica omosessuale garantita e tutelata da uno stato porterà quello stato nel giro di pochi decenni ad una totale decadenza sociale”.

Via – La Repubblica


Franco Grillini denuncia la situazione degradante e di paura dei carabinieri gay

205Ai microfoni di “Klauscondicio”, il programma di approfondimento politico di Klaus Davi in onda su Youtube, il presidente onorario di Arcigay e consigliere regionale per l’Italia dei Valori in Emilia Romagna ha sparato a zero contro la situazione di timore e di mortificazione perenne in cui sono costretti a vivere tantissimi omosessuali che militano nelle file dei Carabinieri. Ecco un estratto dell’intervista, che potete ascoltare per intero alla fine dell’articolo:

“I carabinieri gay hanno il terrore di dichiararsi tali e, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del Ministro La Russa, in realtà non è cambiato nulla. A differenza della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, l’Arma si conferma un luogo ad alto tasso di omofobia e, pertanto, è più difficile fare outing per chi ne fa parte. C’è ancora una paura fortissima a dichiararsi da parte delle singole persone omosessuali organiche alle strutture militari”. “Il loro problema –aggiunge Grillini – non è tanto la sottoscrizione della tessera di Arcigay, quanto piuttosto la paura di essere visti da qualcun altro che possa riconoscerli. Allora dobbiamo chiederci se forse esistano ancora le schedature di una volta. E’ stato dimostrato, in tutte le forme e in tutte le salse, che un tempo nelle forze armate gli omosessuali venivano schedati. Non solo. A loro era preclusa la possibilità di far carriera. Allora io mi chiedo se forse non siano applicate ancora adesso, se qualcuno continui a tenere in considerazione anche la vita privata delle persone in funzione dei loro avanzamenti di carriera. Con l’abolizione della leva obbligatoria, quello del militare è diventato un mestiere a tutti gli effetti, quindi è giusto battersi contro le discriminazioni che si registrano al suo interno come all’interno di qualsiasi altro mestiere. Certo, sarebbe bene che ci fosse anche un po’ più di coraggio da parte degli interessati”.

 

 

Via – Iris Press


Torino dice si alle coppie di fatto e alle unioni civili gay

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Lunedì notte scorso è giunta l’approvazione del Consiglio Comunale di Torino sulla delibera popolare, sottoscritta da 2582 cittadini nel febbraio 2009, con la quale si chiedeva di riconoscere i diritti per le unioni civili basate su vincoli affettivi, riguardanti sia coppie eterosessuali sia omosessuali.

Il Comune autorizza d’ora in avanti gli impiegati dell’anagrafe a rilasciare un “attestato di famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo”. Si tratta di un documento ufficiale che potrà valere per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da atti del Comune. Il primo articolo del regolamento prevede, infatti, che Palazzo civico si impegni attraverso singole disposizioni degli assessorati a tutelare e sostenere le unioni civili, per superare le discriminazioni e favorire l’integrazione. I settori nei quali il Comune si è impegnato in prima linea sono quelli fondamentali per la vita delle famiglie e delle coppie di conviventi: casa, sanità, servizi sociali, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione. Lega e Pdl, assenti dall’aula quando si è votato per via di una manifestazione a sostegno del governatore regionale Cota, parlano di “farsa” e il mondo cattolico sta già affilando i coltelli per dare battaglia contro questa città che si sta dimostrando, in molti campi del sociale, una delle più progressiste in Italia. Come spesso succede, tocca ai Comuni agire là dove lo Stato non interviene.

È stato calcolato che a Torino esistono 32 mila famiglie – tra cui figurano 505 coppie gay – che potrebbero così usufruire già da subito della nuova norma, sulla cui validità alcuni nutrono dubbi. Non esiste, infatti, una legge a livello nazionale che regolamenti le unioni di fatto e il rischio è che un ricorso possa annullare la delibera del capoluogo piemontese, che è stata caratterizzata da un lunghissimo iter attuativo e da scontri molto accesi e critiche da più parti. Ricordiamo che il polverone si era già alzato nel febbraio scorso, quando il sindaco Chiamparino ha partecipato all’unione di una coppia lesbica.

Lo stesso primo cittadino ha poi dichiarato: “Le coppie di fatto non sono più una patologia, ma una fisiologia del nostro Paese. E la delibera di iniziativa popolare approvata dal Comune di Torino che dice sì alle unioni civili basate sul vincolo affettivo è prima di tutto un segnale forte nei confronti del Parlamento affinché riprenda in mano – e con decisione – temi che non possono più attendere”. Il sindaco Chiamparino, che l’altra sera in Consiglio ricordava agli scettici che “i Comuni sono ufficiali per conto del Governo in tutte le materie di stato civile”, è orgoglioso della delibera approvata due giorni fa dalla sua Sala Rossa. E sottolinea: “Quel documento non ha soltanto il valore di un sasso gettato nello stagno, ma per le questioni pratiche di competenza locale, vedi l’accesso agli asili o alle case, costituirà un piccolo privilegio in più di cui potranno beneficiare non solo le coppie di fatto cui il Comune di Torino ha già aperto le graduatorie da un pezzo, ma anche le coppie omosessuali”.

Via – Ultime notizie


Nell’indifferenza dello stato, i sindaci di Napoli e Pisa onorano il mondo gay

Mentre i deputati e i senatori sono impegnati nelle solite baruffe e nella prenotazione delle loro lunghe vacanze estive, ci sono due sindaci che si sono impegnati in prima linea per ridare dignità e soprattutto visibilità alla “questione omosessuale” nel nostro paese, in cui i doveri sono tanti, ma i diritti sono quasi inesistenti e dove l’ondata di violenza omofobica e trans fobica sta allarmando tutta la nostra comunità che ormai si sente ben poco al sicuro.

iervolinoIl sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, insieme al vicesindaco Sabatino Santangelo, è finita nell’occhio del ciclone per la sua partecipazione al Gay Pride nazionale del 26 giugno e per le sue dichiarazioni impegnative, da cattolica laica quale è, a favore degli omosessuali: “La Napoli che oggi sta sfilando è quella della Resistenza, delle Quattro Giornate”. Le critiche, quanto mai feroci ed inaspettate, sono arrivate da più parti dal mondo politico italiano, ma è il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi quello più infuriato:

 “Ancora una volta i cattolici del centrosinistra tradiscono i valori nel nome dell’opportunismo. Un conto e’ la tutela dei diritti della persona umana, altro e’ il rozzo tentativo di dare dignità legislativa a famiglie costituite contro il diritto naturale. Le parole della Jervolino dimostrano per l’ennesima volta quanto di profondamente incoerente e giustificabile solo per la conservazione delle singole poltrone, sia il definirsi cattolici nello schieramento di centrosinistra”.

filippeschiGay Magazine è orgogliosa di avere la sede a Pisa, in una delle città italiane più tolleranti e da sempre attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini omosessuali. Proprio per suggellare questo patto di concordia tra comunità lgbt e Comune, ieri mattina il sindaco Marco Filippeschi ha voluto onorare la giornata mondiale per l’orgoglio omosessuale indossando la fascia da primo cittadino con i colori dell’arcobaleno anziché con il tradizionale tricolore e presentando la nuova campagna contro l’odio di genere intitolata Omofobia vituperio delle genti, organizzata da un altro portale gay che ha sede a Pisa come Gay Magazine. Parafrasando la terzina dell’Inferno in cui Dante aveva definito la città di Pisa come “vituperio”, il primo cittadino ha ricordato come proprio la città da lui amministrata sia da sempre la sede ideale per la rivendicazione dei diritti lgbt. Pisa è stata teatro del primo Gay Pride italiano nel 1979 e il primo Comune ad aver adottato nel 1999 il registro delle Unioni Civili:

“Nella giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale, - ha dichiarato il Sindaco - Pisa è orgogliosa d’essere un punto di riferimento nazionale per una battaglia che ha già distinto la nostra città. Oggi, in particolare, contro l’omofobia e contro ogni discriminazione, per denunciare le violenze che abbiamo visto anche nelle ultime settimane. Perché i fatti accaduti facciano riflettere e creino risposte inclusive e solidali”.

Con grande fierezza, il primo cittadino ha sottolineato quanto Pisa voglia e riesca a distante da qualsiasi forma di violenza a aggressioni, rifiutando la transfobia e l’omofobia. Dopo la conferenza stampa, tutti si sono recati sul Ponte di Mezzo, punto focale e di passaggio della città della torre pendente, dove Filippeschi ha voluto personalmente alzare e far sventolare la bandiera Queer per dare ancora più visibilità alla manifestazione e alla giornata del 28 giugno, scelta a livello mondiale come giornata dell’orgoglio omosex:

ponte di mezzo rainbow“Diamo un forte segno simbolico issando la bandiera rainbow, l’arcobaleno, sul pennone del Ponte di Mezzo. E io, nell’occasione, ho inaugurato una nuova fascia per il sindaco, con gli stessi colori, che richiamano l’impegno di tutte le città a favore dei diritti e contro le violenze e le esclusioni. Una grande maggioranza dei cittadini pensa che le persone debbano essere fiere di ciò che sono e che la diversità sessuale debba e possa essere vissuta come un dono e non come una vergogna”. “In questa città – ha concluso Filippeschi – abbiamo aperto strade che poi sono state di esempio per molti altri Comuni”.

Questi due eventi sottolineano come il rapporto tra comunità lgbt e comuni italiani si sta facendo sempre più stretto, e sopperisce alla mancanza istituzionale che esiste tutt’oggi nella normativa del nostro stato e alla negazione pervicace del Parlamento nei confronti dei diritti della comunità gay. Ricordiamo, tra i tanti sindaci arcobaleno, quello di Genova Marta Vincenzi, che partecipò attivamente al Gay Pride nazionale sotto la Lanterna del 2009, o Sergio Chiamparino, l’attuale primo cittadino di Torino che ha sposato simbolicamente una coppia lesbica.

Via – Arcigay


No a quartieri Gay intervista di Klaus Davi all’assessore Terzi del Comune di Milano

28 giugno 2010 admin Nessun commento

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Klaus Davi intervista Giovanni Terzi, assessore alle Attività produttive del Comune di Milano che dichiara “No ai quartieri gay e zone a luci rosse”

Fonte | Video YouTube Foto |  Libero


Più bassi, più Pride

27 giugno 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


Gay cristiani al Napoli Pride 2010Siamo tornati stanotte dal Pride di Napoli con la convinzione che forse occorre abbassare un po’ noi stessi e le nostre pretese, verso la realtà così com’è. Attraversare i bassi di Napoli ci ha confermato che il popolo, quello formato da chi fa il Pride e da chi lo accoglie, sta cambiando.

Mai come ieri, attraversando i quartieri spagnoli, abbiamo sentito che il Pride è sempre di più una festa spontanea di persone gay, lesbiche, transessuali, che finalmente si guardano negli occhi, si parlano, scherzano, sdrammatizzano, si abbracciano, si commuovono, con il resto del popolo. Le mamme, e le donne in genere, le abbiamo sempre viste applaudire e accogliere a braccia aperte i gay che sfilavano per i propri diritti. Ieri a Napoli siamo stati fermati, abbracciati e coccolati anche dagli uomini, di tutte le età.

Napoli, che non è certo esente né dagli antichi pregiudizi, né dalle molto più pericolose forme di moderno odio omofobico ideologico, ha riservato una accoglienza affettuosa a tutti: dai carri dei locali, che esplodevano di bellezza e divertimento, alle piccole delegazioni dei gay sordomuti del Triangolo silenzioso e dei gay poliziotti di Polis Aperta. La partecipazione dei gay e delle lesbiche credenti, cattolici ed evangelici, in particolare, è stata accolta con entusiasmo dalla popolazione, che in grande maggioranza conserva fortissimi sentimenti religiosi.

Siamo convinti che il Pride, portando per un giorno ”Alla luce del sole”, come recitava la felice intestazione della manifestazione di ieri, il popolo queer insieme al resto della gente, persone del posto insieme a persone di fuori, chi è sempre in prima fila nell’impegno sociale e politico insieme a chi ci rimane incuriosito ma ancora soprattutto imbarazzato un po’ a distanza, svolge una grandissima funzione sociale. Scioglie il sangue dint’e vene, smonta paure e pregiudizi, incrina l’omofobia che c’è attorno a noi e soprattutto dentro di noi.

Da questo punto di vista, è sicuramente positivo che si moltiplichino i Pride locali, nelle grandi città ma anche nelle regioni e nelle province. Così come è importante ospitare i Pride internazionali, che diventano anche grandi eventi turistici, come l’Europride previsto a Roma per il 12 giugno 2011.

Ci permettiamo di suggerire ai vertici dell’associazionismo, alle istituzioni, agli imprenditori che finanziano queste manifestazioni, di incoraggiarne questo aspetto sociale e culturale, popolare e festoso. Ecco qualche stimolo critico.

Ricordiamoci, innanzitutto, che ai Pride stanno partecipando sempre di più, e devono sentirsi sempre più accolti, persone mature e anziane, famiglie con bambini, portatori di handicap. Lunghezza, tempi e ritmi della parata non devono rappresentare un tour de force.

Il “comizio finale”, con la teoria di interventi, troppi e forse troppo rituali, è stato ignorato dalla gente. Piazza del Plebiscito si è rapidamente e desolatamente svuotata. Del resto, gli individui e i gruppi hanno dato il meglio di loro stessi in una parata lunga e impegnativa, che è il vero cuore del Pride e il momento in cui le persone sono davvero protagoniste. Alla fine del corteo non sarebbe forse meglio trovare bagni, posti di ristoro, giardini e gradini su cui fermarsi un poco a riposare, una musica gioiosa, invece che tante parole?

Le feste notturne sono sicuramente un momento di grande attrattiva, per chi è del posto o decide di fermarsi a dormire, ma tantissime persone, per motivi economici o familiari, devono ripartire entro la serata. Forse meriterebbero che una prima festa popolare, con cibo e bevande a prezzi modici, avesse luogo subito, alla fine del Pride, nel posto dove si conclude la manifestazione.

Il Pride è continuamente rinnovato dalla partecipazione spontanea di una cittadinanza attiva. Si rinnovino, e facciano qualcosa di nuovo, anche i vertici del movimento.


Nella Capitale turista viene picchiato e derubato dopo rapporto sessuale gay

batteredmanUn’altra storia di violenza omosessuale, dopo quella di Palermo, insanguina il Bel Paese. Tre sere fa un turista 40enne originario delle Mauritius si era recato in un locale, nella celeberrima gay street di via San Giovanni in Laterano, e li ha conosciuto un 22enne di Tuscania (VT). Dopo aver chiacchierato un po’, i due sono andati, con l’auto del ragazzo, nelle campagne di Formello ed hanno consumato un rapporto sessuale, dopodiché il giovane ha “presentato il conto”: per quella prestazione voleva essere pagato.

Il mauriziano, sorpreso, ha detto di no, ma il rifiuto ha scatenato la reazione furiosa del 22enne, che ha colpito più volte il turista all’interno dell’abitacolo, poi gli ha rubato le ultime 100 euro dal portafoglio e lo ha scaraventato fuori dalla vettura, fuggendo subito dopo. Il 40enne, ovviamente spaesato e traumatizzato, ha cominciato a girovagare per la campagna e dopo circa un’ora ha trovato una villa da dove chiedere aiuto. La targa dell’auto ha fatto risalire le forze dell’ordine al proprietario della vettura, pregiudicato, ora in arresto e trasferito presso il carcere di Viterbo. Gli inquirenti stanno cercando di capire se questo fosse o meno un caso isolato, mentre la vittima é stata visitata e refertata con sette giorni di prognosi per traumi al volto e al corpo.

Via – La Repubblica


A Roma potrebbe aprire presto una casa d’accoglienza per i gay cacciati di casa

zingarettiA 10 giorni dall’appuntamento con il Gay pride della Capitale, in programma il 3 luglio, arriva la proposta del presidente della Provincia Nicola Zingaretti di aprire una struttura di prima accoglienza per i giovani gay e lesbiche maggiorenni discriminati ed emarginati dai loro stessi familiari che non accettano la loro identità sessuale. Zingaretti ne ha parlato oggi per la prima volta nel corso della presentazione dell’agenda anti-stalking Alba, realizzata dall’Associazione Differenza Donna in collaborazione con l’Associazione ChiamaMilano. L’idea dell’accoglienza è solo una delle tante proposte fatte dai politici laziali dopo i recenti episodi di omofobia e violenza avvenuti a Roma; a questo proposito, ieri vi avevamo parlato dell’ultima campagna di comunicazione di Gay Help Line promossa dal Comune con il sostegno di Provincia e Regione, che focalizza l’attenzione proprio su l’incomunicabilità nelle famiglie.

La casa-famiglia per lesbiche e gay rappresenterebbe una novità assoluta per l’Italia, anche se l’esperienza è abbastanza diffusa all’estero. Per adesso, da noi, è solo un’ipotesi: “Sto riflettendo – ha spiegato Zingaretti – su quella che potrebbe essere l’utilità di una struttura di prima accoglienza per gay e lesbiche maggiorenni che potrebbe occuparsi di quei giovani che hanno dei problemi nel rapportarsi con le loro famiglie, che ne rifiutano l’identità sessuale”.

Le associazioni e il mondo lgbt, con Arcigay Roma in testa, plaudono all’iniziativa del presidente della provincia di Roma. “Trovo che la proposta di Zingaretti di creare una casa di accoglienza per giovani gay e lesbiche cacciati di casa perché non accettati dalle loro famiglie – dichiara Imma Battaglia, presidente di Gay Project – sia importante, lodevole e innovativa e vada nel senso di dare un forte contributo alla lotta contro l’omofobia, permettendo inoltre ai giovani di non sentirsi come spesso accade soli e deboli”. Aurelio Mancuso, storico esponente della comunità gay italiana, si è dichiarato soddisfatto: “E’ la migliore notizia in questo triste periodo storico costellato da continue aggressioni, violenze, discriminazioni nei confronti delle persone lgbt. Spero ardentemente che questo progetto si realizzi, perché sarebbe il primo servizio del genere in Italia e si tratterebbe finalmente di una risposta concreta nei confronti di tante persone omosessuali costrette a scappare di casa, senza avere una possibilità di aiuto e di orientamento. In altri Paesi europei – specifica – questo tipo di servizi sono attivi da anni, si tratta, quindi, di raccogliere informazioni ed esperienze e adattarle alla nostra realtà”.

Via – La Repubblica


Gay Help Line, parte la nuova campagna del numero verde che ti dà ascolto

 

“Sei gay? Se non riesci a parlarne con loro, parlane con noi. Gay Help Line ti dà ascolto”. Sintetico e diretto, ecco lo spot della nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line 800.713.713, il numero verde gratuito da fisso e mobile che offre supporto e servizi alle persone lesbiche, gay e trans che sarà presente nella Capitale fino al 15 luglio. Un progetto del Comune di Roma, realizzato con il sostegno della Provincia e della Regione Lazio, promossa proprio nella città più funestata in questi ultimi mesi dai episodi di violenza nei confronti degli omosessuali e dove si moltiplicano ogni giorno gli allarmi e gli appelli contro l’omofobia. “Quest’anno – afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line – la campagna di comunicazione è dedicata al tema dell’incomunicabilità e della visibilità a partire dalle relazioni in famiglia delle persone lesbiche, gay e trans: molte persone, infatti, non riescono a vivere serenamente perché non hanno fatto coming out in famiglia, a scuola, con gli amici o al lavoro. Vogliamo dir loro che essere visibili è un’opportunità e un’occasione di crescita per se stessi e nella società. E che Gay Help Line, con i suoi servizi, può essere un punto di riferimento importante”.

gay help line madreMigliaia i manifesti affissi nella Capitale così come sugli autobus, dove sono riportate le foto di quattro testimonial: due ragazzi gay, una ragazza lesbica e una madre. Oltre alle affissioni, la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line prevede anche uno spot radio che sarà diffuso sul circuito radio del Comune e uno spot video che sarà diffuso attraverso il circuito video del trasporto pubblico romano, ma anche tramite alcune emittenti locali che hanno dato la loro disponibilità, ma anche attraverso le modalità di diffusione online, sfruttando tutte le opportunità che le nuove tecnologie e i social network come Facebook offrono. “Chiediamo alle tv – aggiunge Marrazzo – di sostenere questa iniziativa mettendo in onda il video come iniziativa contro l’omofobia: si tratterebbe di un’importante comunicazione sociale in un momento in cui si sono verificati moltissimi episodi di violenza e intolleranza. Ringraziamo RomaUno e IES TV che hanno deciso di mandare in onda lo spot gratuitamente e ci auguriamo che molte altre emittenti tv possano seguire il loro importante esempio”. “Voglio ringraziare – conclude Marrazzo – tutto il team dell’agenzia Saatchi & Saatchi, in particolare modo i creativi, con cui abbiamo lavorato per settimane: siamo felici di aver avuto l’occasione di collaborare con una grande e prestigiosa azienda italiana il cui management ha scelto di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione diventando partner di Gay Help Line. Molto importante è stato il supporto dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore Umberto Croppi che ha sostenuto questa iniziativa, di tutte le volontarie e i volontari che hanno collaborato alla realizzazione e quotidianamente si impegnano gratuitamente per il servizio”.

Via – La Repubblica


Torre del Lago non piace ai turisti la pulizia della Lecciona

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Questa che vedete in foto è, anzi dovrebbe essere, la famosissima spiaggia della Lecciona, luogo frequentatissimo e molto amato dall’utenza LBGT e anche da quello etero, sono infatti moltissime le famiglie che vengono a prendere il sole. Se negli anni passati la si trovava non molto pulita, quest’anno, come si può vedere in foto, la si troverà molto peggiorata.

Secondo Legambiente l’arenile è stato “devastato” da una pulitura drastica ma, i turisti e i proprietari dei vari camping di Torre del Lago, non condivino appieno questo pensiero. C’è da dire che i lavori di ripulitura erano iniziato solamente la scorsa settimana (ricordiamo che la spiaggia era ed è ancora piena di detriti derivanti dallo straripamento del fiume Serchio), dopo svariate discussioni, durate oltre sei mesi, tra l’Amministrazione Comunale e il Parco Naturale MIgliarino, San Rossore e Massaciuccoli, i quali,  per motivi ambientali, negavano il permesso di rimuovere i tronchi e altri detriti fino all’altezza delle dune.

Si era riusciti a trovare un compromesso molto particolare che, tuttavia, rendeva le operazioni di ripulitura alquanto complicate; infatti, gli operai della Sea, potevano pulire (in larghezza) solamente una fascia di 20 metri calcolata a partire dalla battigia, in lunghezza dovevano lasciare 30 metri di spiaggia “incolta” (o sporca come preferite) ogni 100 metri di spiaggia resa pulita; non finisce quì, vi è anche il divieto categorico di rimuovere i tronchi degli alberi sradicati dalla piena (questo perchè i tronchi aiuterebbero il riarmamento delle dune).

Secondo alcuni turisti, che avevano deciso di godersi un pò di mare, la spiaggia della Lecciona era e rimane sporca e non hanno molto gradito lo spettacolo che si sono trovati; uno di loro, Alois Becher (turista tedesco assiduo frequentatore della spiaggia), ha dichairato: “Ho dovuto scalvalcare la barriera lignea per fare un tuffo”.

I turisti non sono per nulla contenti e si lamentano coi titolari dei campeggi che frequentano, due di questi, ovvero Matteo Serrano e Mamerto Morescalchi affermano: “La spiaggia è sporca come sempre, e rispetto alle scorse estati è addirittura peggiorata, almeno così mi raccontano i clienti”. Ricordiamo ancora una volta che la clientela che frequenta la Lecciona non è solo composta da persone LGBT ma anche da famiglie etero soprattutto straniere; secondo il pensiero unanime “l’alibi” dei Parchi di non poter rimuovere nulla è per non pulire. Infatti i detriti sono stati semplicemente spostati a monte dai trattori e non vi sono solamente legni e alberi ma anche carcasse di animali e rifiuti non degradabili.

Pare strano che, ovunque nel mondo, i Parchi s’impegnino per tener pulite le loro aree di competenza, questo porta turismo e fa “girare” l’economia locale, a quanto pare quì questo non avviene e tutti hanno il timore che molti dei turisti non torneranno nei prossimi anni, con una conseguente perdita di introiti.

Di seguito vi proponiamo una piccola galleria fotografica che illustra le condizioni della spiaggia della Lecciona.

Fonte| Nuovo Corriere Della Versilia

Fonte Foto| Nuovo Corriere Della Versilia

Guarda le immagini della spiaggia, clicca quì


Palermo: ucciso porno attore gay, si ipotizza un gioco erotico finito male

jacopo martinezE’ fuori pericolo il 42enne Giovanni Cuttitta, sospettato di avere ucciso a coltellate l’amante salvadoregno, ma ormai italiano di adozione, Jaime Salvador Tagliavia di 35 anni (foto a lato). Il cadavere dell’uomo, che faceva il porno attore per film gay, e’ stato trovato per terra in un lago di sangue martedì scorso a Palermo nell’appartamento di Cuttitta. Quest’ultimo, salvato in extremis da un vigile del fuoco allertato dalle urla provenienti dalla casa, aveva una corda al collo e stava per morire asfissiato. Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite dopo un gioco erotico finito male, nonostante entrambi siano stati trovati vestiti, e il cappio al collo farebbe ipotizzare una messinscena attuata dal Cuttitta per scagionarsi.

La vittima, nota con il nome d’arte di Jacopo Martinez, era un pornoattore amatoriale noto da qualche anno al pubblico del web; l’anno scorso erano anche usciti, grazie alla casa di produzione hard All Male Studio di Bologna, alcuni dei suoi filmini raccolti in un paio di DVD. 

 Secondo la ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, la lite è stata violentissima: Tagliavia sarebbe stato colpito da almeno 4 coltellate da Cuttitta (foto sotto) ed è stato trovato sangue dappertutto, in cucina, bagno e camera da letto, oltre a segni di morsi e colluttazione. Sentito dai carabinieri che indagano sull’omicidio, Cuttitta, che risulta pensionato nonostante giovanni cuttittala giovane età, si è avvalso della facoltà di non rispondere. È stato appurato che i due uomini avevano una relazione sentimentale molto contrastata negli ultimi mesi e nella vita di Cuttitta, recentemente, sembra fosse entrato un altro uomo, un certo Alex, che adesso gli investigatori stanno cercando di rintracciare. Anche lui potrebbe avere avuto un ruolo nel delitto avvenuto in via Giovanni Gentile 17, nel quartiere Guadagna.

Le indagini, coordinate dal pm Dario Scaletta, sono ancora in corso e per ora si fanno solo ipotesi, sono diversi i punti ancora da chiarire nella vicenda. Gay Magazine vi terrà aggiornati sugli sviluppi di questo intricato omicidio palermitano.

 

Via – Giornale di Sicilia


Il corteo arcobaleno contro l’omofobia ha invaso ieri sera il centro di Padova

enrico e matteoPiù di cinquecento persone hanno partecipato ieri sera alla manifestazione “Stop Omofobia” indetta dall’Arcigay di Padova in solidarietà alla coppia di omosessuali aggredita la settimana scorsa di fronte ad un bar. In prima fila al corteo arcobaleno, che ha percorso un breve tragitto attorno alle piazze del centro e poi si è concluso davanti al palazzo della Prefettura, c’erano proprio Enrico e Matteo, i due ragazzi pestati, stretti l’uno accanto all’altro per tutta la durata dell’evento. Tutti per mano gli altri partecipanti, a formare una sorta di catena umana che non si spezza davanti all’odio e alla violenza; tra di loro attivisti del partito dei comunisti italiani, dell’Italia dei valori ed appartenenti a molte sigle delle associazioni ambientaliste e per i diritti umani.

“Siamo commossi da questa massiccia partecipazione, non ce l’aspettavamo – ha detto la coppia al termine della manifestazione – non abbiamo mai avuto paura e tantomeno ne avremo adesso che Padova ci ha dimostrato la sua civiltà ed affetto”.

A fianco dei due gay aggrediti era presente anche l’Assessore comunale all’ambiente Alessandro Zan, storico esponente dell’Arcigay veneta, che ha chiesto di “approvare subito una legge contro l’omofobia, estendendo la legge Mancino”.  “Al più presto presenteremo una legge di iniziativa popolare contro l’omofobia – ha detto Zan – credo che sia ora che il Governo si prenda la responsabilità di tutelare tutti i cittadini e che agli annunci seguano finalmente anche i fatti. I due ragazzi che oggi siamo qui per abbracciare sono stati aggrediti da un ultras che ha militato in formazioni dell’estrema destra che fanno dell’omofobia una bandiera: a queste persone dico che se quelli dell’estrema destra non accettano di vivere in una città civile che rigetta le fobie di genere o di razza, se ne devono andare”. Il sindaco Zanonato, assente per un impegno precedente, riceverà i due giovani nella giornata di oggi.


Proprio a Padova dal 9 luglio al 28 agosto si terrà il Padova Pride Village, il festival organizzato dall’Arcigay nella Fiera della città veneta.

Via – Padova24ore


La Polizia istituirà ufficio centrale “per le minoranze a rischio”, compresi gli omosessuali

 

pulaIl capo della Polizia Antonio Manganelli ha annunciato ieri a Padova che ha firmato un provvedimento per la costituzione di un ufficio dedicato alle minoranze, direttamente dipendente dalla polizia criminale: “Questo nuovo ufficio centrale sarà un osservatorio sulle minoranze come quella degli omosessuali, la minoranza ebraica e quante sono a rischio di discriminazione: gli esponenti di queste minoranze avranno ascolto a disposizione spazi ed interlocutori per un diretto dialogo con le forze di polizia. A questo scopo – ha aggiunto - è stato formato del personale qualificato per il dialogo, la risoluzione dei problemi e l’intervento rapido. Potranno segnalare fenomeni sul territorio e vi sara’ uno spazio a loro disposizione sul nostro sito web. Ringrazio gli uomini della questura di Padova ed il questore per la rapida individuazione e denuncia dell’autore dell’aggressione ai danni di una coppia di gay avvenuta in pieno centro a Padova la settimana scorsa”.

Molti esponenti lgbt hanno commentato positivamente gli sforzi intrapresi dalle forze dell’ordine per aiutare la nostra comunità. La deputata Anna Paola Concia ha affermato: “Al Capo della Polizia rivolgo l’invito a guardare con attenzione a quanto accade in Germania, dove esiste una polizia gayfriendly, ben addestrata e in costante contatto con le associazioni lgbt”.  Anche Aurelio Mancuso, ex presidente di Arcigay nazionale, ha commentato positivamente questo nuovo impegno della Polizia:  “E’ un’ottima notizia, che finalmente riconosce l’esistenza di un problema da parte degli organi statali preposti alla prevenzione e alla lotta contro ogni forma di violenza legata al sesso, appartenenza religiosa, orientamento e identità sessuali. Nei decenni scorsi sono state molte le occasioni di collaborazioni tra le associazioni lgbt e la Polizia, che hanno portato a positivi risultati”.

Il presidente di Arcigay nazionale Paolo Patanè si è detto pienamente soddisfatto della prontezza d’intervento della Polizia: “Qualche giorno fa, insieme a Enrico Oliari di Gaylib, gli omosessuali di centro-destra, abbiamo incontrato il capo della polizia per individuare la soluzione più idonea a prevenire la nuova emergenza omofobia palesatasi nell’ultimo mese con aggressioni violente a Bolzano, Roma, Milano, Padova e Palermo”, e ringrazia personalmente “il capo della polizia di Stato, Manganelli e il suo staff di collaboratori per la sensibilità e l’operatività dimostrata”. “Ora – aggiunge – tocca al Parlamento legiferare anche per fornire alla CriminalPol gli strumenti più idonei e mirati per la prevenzione e la repressione delle violenze a sfondo omofobico e transfobico. La soluzione più idonea è quella di inserire l’orientamento sessuale e l’identità di genere tra le discriminazioni sanzionate nel testo della legge vigente 205/93, la cosiddetta legge Mancino mirata proprio alla condanna di gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali”.

 

Via – Corriere della Sera


Genova: concesso l’asilo politico a ecuadoregno gay discriminato nel suo paese

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Un raggio di speranza, in questi giorni di orgoglio gay continuamente e insistentemente ferito da aggressioni e insulti alla comunità lgbt italiana, arriva dalla città della Lanterna, dove il 10 giugno scorso il Giudice di Pace di Genova Elena Paolicchi ha riconosciuto lo status di rifugiato in base all’art. 10 della Costituzione a D.O., cittadino ecuadoregno omosessuale. Il ragazzo, giunto in Italia dopo aver subito violenze e discriminazioni nel proprio paese, aveva ricevuto un provvedimento di espulsione da parte del Prefetto di Genova, impugnato prontamente dallo Sportello Legale di Arcigay “L’Approdo” di Genova che hanno difeso D.O. nel suddetto procedimento.

“Siamo felici di come si è risolta la situazione di D.O. – dichiara Valerio Barbini, presidente di Arcigay Genova – voglio ringraziare l’avvocato Damiano Fiorato e il Patrocinatore Daniele Ferrari che hanno seguito il caso con competenza e attenzione. Rileviamo molto positivamente che l’ordinanza abbia riconosciuto il diritto all’asilo di D.O. nonostante in Ecuador non si trovino discriminazioni formali nell’ordinamento giuridico, dando il giusto valore al fatto che in quel paese vi è, di fatto, una tolleranza da parte delle istituzioni che arriva alla totale impunità per gli aggressori delle persone LGBT”.

A margine del pronunciamento, il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè ha aggiunto: “Siamo molto soddisfatti per il pronunciamento. Il diritto di asilo agli omosessuali che subiscono discriminazioni nel loro paese d’origine è un atto irrinunciabile di civiltà. E’ paradossale però che le discriminazioni che vive la comunità lgbt italiana continuino pedissequamente nel silenzio delle Istituzioni e nel disinteresse dei partiti di maggioranza e di opposizione. Proprio per questo, saremo in Piazza per il Pride nazionale di Napoli del 26 giugno prossimo”.

Via – Virgilio Notizie


Polemiche per i manifesti friuliani sulla famiglia e la Chiesa copiati da Arcigay

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In Friuli è scoppiata una vera e propria battaglia di manifesti e slogan. Siamo passati dalla Civiltà prodotto tipico friulano dell’Arcigay, creato per sensibilizzare i cittadini sulla questione dell’omofobia, al “Tipicamente friulano” dell’Ersa (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale), una sorta di contro risposta ‘normale’ per rassicurare l’opinione pubblica. Secondo Mirko Bellini, direttore di quest’ultimo ente, il loro progetto è addirittura antecedente a quello di Arcigay, patrocinato da due comuni friulani, ma lo scopo è ben diverso, non certo la provocazione e il confronto a distanza: “Abbiamo voluto proporre una campagna pubblicitaria fondamentalmente per il prodotto agro-alimentare della nostra regione, mirata principalmente ai cittadini del Friuli affinché siano loro stessi i primi consumatori di questi prodotti. Io no ho nulla contro i gay. Se i gay mangiano il prodotto friulano a me va benissimo”. Poi, però, la precisazione: “È chiaro che abbiamo voluto riprodurre scene normali di vita della nostra regione”.

1275987677762_1Sono stati predisposti tre tipi di manifesti, che verranno affissi nelle città di Udine e Pordenone, come già fatto da Arcigay: su quelli più grandi sono raffigurati due neosposi vicino alla Chiesa delle Grazie, a Udine, che stanno brindando con un bicchiere di Friulano mentre dietro loro s’intravede un sacerdote con un bambino e capeggia la scritta “Nei momenti importanti scegli friulano”. Le altre due immagini, molto più contenute nelle misure, raffigurano una tavola imbandita di prodotti tipici, due giovani con un bimbo in braccio a raffigurare la famiglia e il piacere del buon gusto. Il terzo manifesto è simile: il tavolo imbandito, due persone un po’ più attempate che si baciano e fanno un brindisi; dietro di loro un campo con una chiesa. Su entrambi questi manifesti c’è la scritta “ Friulano, un vino, un popolo e uno stile di vita”.

L’Arcigay, dal canto suo, va all’attacco della Regione: chiede di sapere chi abbia avuto l’idea di utilizzare fondi pubblici per una campagna che, presentata in questo modo, odora di omofobia. In più sta valutando un’iniziativa forte in occasione del Gay Pride di Napoli, per denunciare la ferocia anti-gay scatenatasi in Friuli all’indomani della campagna del movimento omosessuale.

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Via – Messaggero Veneto


Roma: approvata mozione contro l’omofobia, mentre La Sapienza blocca iniziativa cinematografica lgbt

comune_romaLa mozione contro l’omofobia, presentata ieri dal consigliere comunale Paolo Masini (PD), è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale capitolino. Il documento, di fondamentale importanza visti i recenti casi di attacchi omofobici ai danni della comunità lgbt a Roma, impegna sia il sindaco sia la giunta ad approntare ogni iniziativa utile affinché le celebrazioni della Giornata Mondiale contro l’Omofobia coinvolgano le istituzioni comunali e si promuovano iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scolastico verso la cultura delle differenze. Il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha commentato cosi il voto positivo della giunta:

L’approvazione all’unanimità della mozione contro l’omofobia approvata dal Consiglio comunale di Roma è un fatto molto importante: il voto favorevole di tutti i partiti presenti in aula testimonia che l’impegno contro la discriminazione e l’intolleranza è bipartisan e non ha colore politico. Ci auguriamo che lo stesso valga per le forze presenti in Parlamento. Nell’incontro con il sindaco Alemanno delle associazioni lesbiche, gay e trans chiederemo quindi che questa mozione approvata diventi operativa, mettendo in campo iniziative a partire dalle scuole e campagne educative e di formazione”.

193807180-41829e19-55b4-48e1-9813-8e743d22e91aSempre ieri pomeriggio il Rettore dell’Università romana “La Sapienza”, Luigi Frati, ha revocato l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa “Queer in Action!” prevista a partire da oggi; la rassegna cinematografica, patrocinata dalla Provincia di Roma, era stata organizzata dal collettivo cinema lgbtqi romano e dal sindacato degli studenti universitari. Frati ha dichiarato che ha preso questa decisione per evitare possibili attacchi di natura omofoba da parte di gruppi di estremisti di estrema destra e che non ha mai concesso le autorizzazioni per lo svolgimento dell’iniziativa, ma le associazioni organizzatrici non ci stanno e si stanno dando da fare per revocare la suddetta decisione, e a questo proposito è stata lanciata una raccolta di firme.

“Abbiamo sempre immaginato la Sapienza – affermano i promotori – come uno fra i centri culturali più ferventi del paese, e abbiamo sempre visto il sapere come arma d’eccellenza contro la violenza xenofoba, razzista, omo e trans-fobica. Tale rifiuto legittima questa cultura discriminante e dimostra anzi che essa ha già vinto, riuscendo nel suo intento di toglierci quegli spazi di visibilità che con tanta fatica avevamo conquistato”.

Via – NewNotizie


Milano: i due ragazzi aggrediti hanno sporto denuncia

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I due ragazzi gay di 23 e 24 anni che avevano denunciato ai media di essere stati aggrediti da un gruppetto di tre persone nella notte di sabato, presso le Colonne di San Lorenzo a Milano, hanno anche sporto denuncia alla Questura del loro capoluogo.

Tale denuncia è stata sporta alle 22 circa di ieri sera all’apposito ufficio in via Fatebenefratelli e, secondo quanto è stato appreso, nella denuncia, si farebbe riferimento solo al reato di percosse e non a quello di lesioni poichè i due ragazzi, non essendosi recati all’ospedali, sarebbero privi di referto medico.

Secondo la prassi ora la polizia dovrebbe poter iniziare ad serie di accertamenti, cominciando dai filmati registrati dalle diverse telecamere poste nella zone di Porta Ticinese, le quali, potrebbero aver ripreso gli aggressori, uno dei quali, secondo la testimonianza degli aggrediti, indossava una maglietta con una grande croce celtica.

via| Notizie.Virgilio


Gli psicologi del Veneto dicono di no ai tentativi psicologici di moficare l’orientamento sessuale

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A seguito di un convegno, tenutosi nelle scorse settimane, dal titolo “Identità di genere e libertà” durante la quale un terapeuta americano aveva discusso di terapie riparatorie per “convertire” le persone omosessuali in eterosessuali, dopo questo convegno l’ordine degli psicologi del Veneto hanno deciso di rilasciare una nota in cui prendono le distanze da quell’informazione e teoria, e hanno affermato: “Lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione e all’autonomia di coloro che sivvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori;  non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità”.

Una presa di posizione netta che si stacca completamente da quella conferenza e rimane coerente con quelli che realmente sono i compiti dello psicologo.

via| Queerblog


Ragazzo pestato a Roma, ci sarebbero le immagini. Alemanno boccia legge anti omofobia

aggressioneRomaINT002Il legale del 22enne aggredito e malmenato la settimana scorsa in pieno centro a Roma ha fatto sapere che ci sarebbero le immagini dell’aggressione, grazie alla telecamera di una scuola posizionata proprio davanti il luogo del pestaggio avvenuto tra martedì e mercoledì sera in via del Fagutale. Dopo aver presentato ieri mattina la denuncia alla Digos di Roma, il giovane è tornato con gli agenti della Questura sul luogo dell’aggressione, ricordando quanto è successo e ripercorrendo quei momenti passo dopo passo, quando nella notte stava per raggiungere le scale che portano in via Cavour prima di essere accerchiato e pestato da un gruppo di omofobi.

Sempre ieri mattina, il sindaco capitolino Gianni Alemanno ha decretato il suo no alla tanto attesa legge contro l’omofobia: “Sono contrario ad una legge sull’omofobia dal punto di vista complessivo, perché avrebbe inevitabilmente dei contenuti ideologici. Sono invece favorevole ad un’aggravante specifica per i reati di violenza. Una legge che introduce il reato di opinione può essere problematica per molti aspetti e quindi è inaccettabile”. Lo stesso primo cittadino romano ha fatto sapere che incontrerà giovedì 3 giugno, in forma privata, il giovane omosessuale che ha anche rischiato di perdere un occhio.

Le reazioni della comunità gay alle parole non certo confortanti di Alemanno non si sono fatte attendere, e Anna Paola Concia del Pd esprime cosi il suo pensiero: “Faccio un appello accorato a tutte le forze politiche e a tutti i rappresentanti di destra e di sinistra. Chiedo una moratoria sullo scontro ideologico che ogni volta che si parla di omofobia o di diritti degli omosessuali, scatta in tutti come un riflesso condizionato. Come relatrice della legge contro l’omofobia chiedo a tutti di collaborare affinché questa legge venga approvata, per il bene dei suoi cittadini e non per il bene di una parte politica. Perché, lo ricordo sommessamente, questa legge se sarà, sarà una legge bipartisan. Sono ben accetti solo consigli da chi vorrà costruire e non distruggere”.

Via – Corriere della Sera


Roma: 200 candele accese per dire basta all’omofobia

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Duecento ragazzi e ragazze che si tengono per mano e gridano “no all’omofobia”, tutti stretti simbolicamente attorno al giovane omosessuale aggredito nella notte tra martedì e mercoledì scorso a Roma in via Fagotale. È stata questa la scena che si è presentata ieri sera nella capitale alla fiaccolata indetta per portare solidarietà al ragazzo vittima della violenza, ma anche per ribadire l’urgenza e la necessità dell’approvazione della legge contro l’omofobia e di una migliore cultura all’educazione e al rispetto del “diverso”.

Sono state circa 200 le persone che si sono date appuntamento ieri sera in via San Giovanni in Laterano, vicino al Colosseo, la ormai celeberrima “gay street” romana. Tra loro la deputata del Pd Paola Concia, il coordinatore del Pd romano, Marco Miccoli, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, Mattia, il ragazzo di 22 anni vittima lo scorso mese di un’aggressione in un autobus capitolino, e Dino, il giovane accoltellato la scorsa estate davanti al Gay Village.

A Roma l’escalation non è mai finita. Queste aggressioni avvengono a cadenza mensile – ha detto Miccoli – ormai c’è una tecnica, un metodo che utilizzano: prima provocano, poi seguono la vittima e la aggrediscono in un luogo isolato“.

Dopo la fiaccolata alcuni dei manifestanti si sono recati davanti a un bar in via Cavour e hanno lasciato dei fazzoletti bianchi davanti all’ingresso, accusando il proprietario di non aver voluto soccorrere il ragazzo la notte dell’aggressione la settimana scorsa. In strada, sventolavano le bandiere arcobaleno con lo slogan che contraddistinguerà il prossimo Gay Pride di Roma: “Ogni bacio una rivoluzione 3 luglio 2010 contro l’omofobia“, di cui sarà portavoce il giovane Mattia. Un evento da non perdere, per manifestare e dire basta al clima intimidatorio e omofobo che si è venuto ad instaurare nella capitale.

A questo link potete vedere le foto del corteo.

Via – La Repubblica


Gay Pride: ecco a voi tutte le date italiane

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Le stavamo aspettando con ansia, tra rumors vari, date incerte e date, invece, più sicure e definitive, ora le abbiamo tutte e sono quelle, le date dei diversi Gay Pride in Italia. Quest’anno questa importantissima manifestazione attraverserà veramente tutto il Bel Paese, da nord a sud sono previste date per le principali città.

Come vedrete fra pochissimo, la novità di quest’anno è la perfetta suddivisione delle diverse date tra nord e sud, le giornate si alternano in una successione che pare quasi un danza che coinvolge tutti quanti e che, soprattutto, unisce tutti quanti; ma vediamo le date nel dettaglio, calendario alla mano per segnare i giorni, si inizia.

La prima giornata si terrà a Milano (come ormai tradizione si oserebbe dire), città in cui vi è una fortissima concentrazione di gay, sarà anche il Pride di “apertura” se così lo vogliamo chiamare, quello che precede e da il via libero a tutti gli altri; il giorno stabilito è il 12 Giugno 2010.

Per la seconda data si deve andare, con un volo diretto, dall’altra parte dell’italia, precisamente in Sicilia, a Palermo, città che ormai continua a stupirci sempre di più per la sua apertura nei confronti delle tematiche Lgbt; la data fissata è quella del 19 Giugno 2010, quindi iniziate a preparvi a dovere se volete parteciparvi.

Contemporaneamente a quello di Palermo, sempre il 19 Giugno, si terrò anche il Pride nel capoluogo del Piemonte, Torino ospiterà nel suo gremdo il Gay Pride con il motto: “I diritti sono il nostro Pride”. Il 19 Giugno avrete l’imbarazzo della scelta tra una perla del sud (ovvero Palermo) e una perla del nord (ovvero Torino).

Si passa poi al Pride Nazionale, la cui data, fissata ormai da mesi, è, per chi non lo sapesse ancora, il 26 Giugno. Quest’anno il Gay Pride Nazionale si terrà a Napoli, città bellissima e misteriosa; essendo la manifestazione più importante (senza nulla voler togliere alle altre ovviamente), sono previste, dopo la fine della manifestazione, conferenze e feste; Napoli è anche in una posizione strategica, facilmente raggiungibile da tutta Italia (eccezion fatta per le isole che dovranno, purtroppo, organizzarsi bene per parteciparvi).

Con il motto “Ogni bacio una rivoluzione” partirà il giorno 3 Luglio il Pride di Roma, sempre molto bello e particolare, ci si apsetta, anche quest’anno, grandi notivà ed emozioni da questa manifestazione tutta romana.

Infine, ritornando in Sicilia, ecco a voi l’ultima data dell’ultimo Pride italiano per l’anno 2010: il 10 Luglio si terrà il Gay Pride a Catania con un motto che da una carica e una voglia di partecipare davvero incredibile: “Verso un futuro diverso”; questo sarà un altro importantissimo evento, sarà la manifestazione di chiusura dei diversi Gay Pride italiani, si terrà in un luogo, la città di Catania, anch’esso bellissimo.

Quest’anno, come avete potuto leggere, c’è l’imbarazzo della scelta, quale, o quali, Pride sceglierete?

via| Queerblog


Don Domenico Pezzini in carcere

25 maggio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento

Don Domenico Pezzini (il secondo da destra) a Torrazzetta a un ritiro di gay credenti - 2008

Don Domenico Pezzini (il secondo da destra) a Torrazzetta a un ritiro di gay credenti - 2008

Abbiamo appreso dell’arresto di don Domenico Pezzini. La squadra mobile di Milano lo ha fermato ieri, con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo che, all’epoca dei fatti, cioè circa tre anni fa, aveva solo tredici anni. Nel corso di una perquisizione in casa sua gli agenti avrebbero anche trovato, riportano le agenzie e i siti web, materiale pedopornografico.

Attendiamo serenamente che si concludano le indagini e l’eventuale procedimento giudiziario, nel massimo rispetto degli inquirenti e dei giudici.

Don Domenico Pezzini ha 73 anni. E’ un sacerdote della Chiesa cattolica di Lodi, ma da decenni risiede e svolge la sua attività pastorale a Milano, mantenendo rapporti semplici e cordiali con tante persone, laiche, religiose, ecclesiastiche, della Chiesa cattolica ambrosiana, arcidiocesi che in Italia si distingue sempre per la sua operosità, apertura culturale, capacità di dialogo e inclusione. Oggi è in pensione, dopo una lunga carriera all’Università di Verona come professore ordinario di letteratura inglese antica.

Si tratta di uno dei sacerdoti italiani maggiormente impegnati nell’assistenza spirituale delle persone omosessuali e nella promozione di gruppi di gay cristiani. Ha partecipato alla vita dei primi gruppi italiani di omosessuali credenti, il Davide e Gionata di Torino e il Guado di Milano. Nel 1986 ha fondato a Milano il gruppo La Fonte.

Senz’altro è uno dei più visibili. Insieme a don Franco Barbero, padre Jean Baptiste Edart e, si parva licet, a chi scrive, ha reso una coraggiosa testimonianza spirituale e pastorale in un documentario di Alberto D’Onofrio del 2008, intitolato “Confessioni di un gay cattolico“, apparso su Cult e tuttora disponibile sul circuito Fastweb.

Don Domenico Pezzini ha aiutato tantissime persone che vivevano il conflitto spesso dolorosissimo tra fede e omosessualità. Se pensiamo a tante vittime dell’omofobia e a tanti suicidi di persone omosessuali in crisi con la loro coscienza cristiana, non crediamo di esagerare se diciamo che ha letteralmente salvato molte vite, con la sua testimonianza di vita, pensiero e azione.

Chi scrive lo ha conosciuto ormai dieci anni fa, a Torrazzetta, il periodico raduno di persone gay cristiane nella provincia pavese, organizzato dal gruppo La Fonte. Abbiamo fiducia in lui. Crediamo e speriamo che tutto si chiarisca presto. Gli vogliamo bene. Temiamo per la sua cagionevole salute.

Le chiese stanno finalmente collaborando con le autorità civili per porre fine ai casi di pedofilia e, più in generale, ai casi in cui membri del clero importunano minorenni. Dopo decenni di ipocrisia e di cultura omertosa, questa svolta ci voleva. E’ di oggi, in proposito, una dichiarazione della Conferenza episcopale italiana che ammette l’esistenza di circa 100 casi di preti pedofili in Italia.

Sappiamo purtroppo che, consciamente o incosciamente, si cerca talvolta di trascinare nel fango le persone omosessuali, e i pochi preti che hanno sempre dato loro una mano, come se c’entrassero qualcosa con la pedofilia. Abbiamo già denunciato, anche qui su Gaymagazine, gli errori di coloro che fanno confusione fra lotta agli abusi sulla gioventù e omosessualità. Temiamo che anche don Domenico possa essere una vittima di questa impropria correlazione, che fa peraltro molto comodo a chi non vuole il cambiamento e la verità.

A chi crede, chiediamo una preghiera per don Domenico.


A Palermo si discute dei matrimoni tra persone dello stesso sesso

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In questo periodo il cosidetto “Sud Italia” stupisce per quanto riguarda le politiche e gli eventi dedicati al mondo Lgbt, questa volta tocca alla Siciali, una bellissima regione che non smette mai di sorprendere, che vuole stare al passo coi tempi e anche e, soprattutto, col resto del Bel Paese.

Una regione che prima prima era abbastanza “chiusa” e guardava con sospetto e quasi con timore all’omosessualità, ora, invece, esce e ne parla tranquillamente, andando a toccare anche discorsi molto seri e delicati come il matrimonio tra persone delle stesso sesso; lo fa senza nessun problema con una conferenza, che si terrà oggi a Palermo alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, dal titolo: “Questo Matrimonio S’Ha da Fare?” . La conferenza è anche riferita alla decisione presa della Corte Costituzionale; argomento specifico di questo evento sarà: “Oltre alle leggi nazionali, vi sono una serie di strumenti che le amministrazioni locali possono adottare nei loro ambiti di intervento per tutelare i diritti dei singoli e delle coppie”.

Argomento molto delicato che ha un suo ben chiaro motivo d’esistere, infatti, durante il convegno, verranno annunciate importantissime novità contro l’omofobia da parte del Comune e della Regione ovvero una mozione contro l’omofobia al Comune di Palermo e una legge regionale sempre per combattere la discriminazione.

Al convegno parteciperanno anche figure importanti come Rita Borsellino (deputata al Parlamento Europeo), Alessandro Aricò (deputato all’Assemblea Regionale Siciliana), Stefania Munafò (consigliere comunale di Palermo), Sergio Rovasio (segretario dell’associazione Radicale Certi Diritti) e Guido Galipò (dottore in ricerca di Diritti fondamentali dell’Università di Catania).

via| Virgilio.it


La Regione Toscana vare un’assessorato contro l’omofobia

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Esattamente ieri 20 Maggio 2010 la Ragione Toscana ha varato l’assessorato contro l’omofobia. Nella redistribuzione di deleghe ed incarichi, voluta da governatore Enrico Rossi (Pd), è stata infatti aggiunta, all’assessore Walfare Salvatore Allocca (Pcr) anche la delega per l’attuazione della legge regionale 63/2004, ovvero, quella denominata: “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.

L’assessore Allocco dovrà ora anche garantire le politiche della Giunta Regionale contro la discriminazione verso omosessuali e transessuali; la legge regionale 63, infatti, pone come obbiettivo principale l’annullamente e l’estinzione di ogni sorte di discriminazione legata all’identità di genere anche attraverso incentivi economici per l’ingresso nel mondo del lavoro. Questo è un messanismo già messo in pratica con le famose carte “Ila”, nel 2007, e che prevede un bonus di circa 2500 euro per ogni transessuale col fine di favorirne la collocazione nel mondo del lavoro.

via| Liberonews


Firenze e toscana contro l’omofobia ci mettono la faccia.

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Nella giornata mondiale contro l’omofobia, tenutasi il 17 Maggio 2010, la città di Firenze, assieme all’associazione “il Giglio Rosa”, si è mossa patrocinata dagli stessi politici fiorentini che, mai come in questo caso, ci hanno davvero messo la faccia.

La campagna contro l’omofobia, quest’anno, è stata creata pensando di mettere le immagini di cittadini, politici e amministratori nei panni di gay, lesbiche, bisessuali e trans che invitano il pubblico a vaccinarci contro ogni forza di discriminazione sessuale o di genere. In questi giorni e in quelli a venire questi volantini verranno affissi in tutta a città come dimostrazione della lotta alla discriminazione che la città di Firenze fa ogni anno.

Manifesto1web1752010A prestare gentilmente i loro volto per questi manifesti sono stati: il Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e l’assessore comunale alla mobilità Massimo Mattei (fotografati entrambi con la scritta “GAY”); con la scritta “Lesbiche”, invece, sono state riprese la consigliera comunale Susanna Agostini (Pd) e la senatrice radicale eletta nel Pd Donatella Poretti (ripresa con la figlia); l’ex assessore regionale Agostino Fragai e il presidente del Quartieri 1 di Firenze Stefano Marmugi con la scritta “Bisex”; infine i consiglieri provinciali di Firenze Alessandra Fiorentini (Pd) e Massimo Lensi (Pd) sono stati immortalati con la scritta “Trans”.

I manifesti hanno lo scopo di sollevare il dubbio sulla domanda: “E se fossi Gay, Lesbica, Bisex o Trans?”  ed invitano ad una campagna di vacciznazione contro ogni forma di discriminazione e di pregiudizio; altri volantini saranno poi inviati in diverse scuole e locali.

Francesco Piomboni e Matteo Pregoraro, di Arcigay Firenze, hanno affermato: “Si tratta di un segnale importantissimo che accogliamo con grande soddisfazione e che ci porta a riconquistare fiducia nella politica vera, quella attenta alla tutela dei diritti di tutti i cittadini, senza distinzione. A maggior ragione, questo avviene a pca distanza dall’ultima aggressione a Firenze, in Piazza Puccini, contro una ragazza transessuale, rincorsa e presa a calci e pugni da due ragazzi italiani la mattina del 5 Aprile scorso”.

via| LaNazione


Udine: oscurati i manifesti contro l’omofobia

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Nella notte tra il 17 e il 18 Maggio moltissimi dei manifesti che ritraevano baci omosessuali, affissi ieri (Giornata Mondiale contro l’Omofobia) da Arcigay e Arcilesbica, sono stati “oscurati” nella città di Udine. Gli ignoti (com’era ovvio che fosse), secondo quanto reso noto dal comune, avrebbero agito duranre la notte, proprio quando nessuno poteva vederli.

I manifesti, patrocinati dall’amministrazione cittadina e distribuiti e affissi in parti uguali nei comuni di Udine e Pordenone, raffiguravano coppie omosessuali che si baciavano di fronte ad una tavola imbandita e con sotto una scritta: “La civiltà è un prodotto tipico friulano e dunque l’omofobia non può appartenere a questa terra”.

Il comune ha comunque reso noto che tutti i manifesti oscurati saranno al più presto sostituiti e ripristinati.

via| tg24.sky.it


Carabiniere trasferito perchè gay fa ricorso, il Tar gli da ragione

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Era stato deciso di trasferirlo da Genova a Torino a causa del suo orientamento sessuale che poteva, in un certo senso, “ledere” il prestigio e il rispetto dell’Arrma, e, inoltre, poteva suscitare grave imbarazzo tra i suoi colleghi. Tuttavia il Tar di Genova non è stato della stessa idea ed ha accolto il ricorso del carabiniere che ha ora la possibilità di tornare in servizio presso una stazione di una delegazione del ponenete genovese; tutto questo con effetto immediato.

Il carabiniere era stato trasferito dal comando dell’Arma dopo la scoperta del suo orientamento, e così giustificato: “Non si può escludere che la situazione crei comprensibile imbarazzo e sia potenzialmente pregiudizievole per il regolare andamento di vita del reparto, nonchè lesiva del prestigio dell’Istituzione”.

Matia Francesca Florino, avvocato, ha sottilineato nel ricorso come il trasferimento forzato, con quelle specifiche motivazioni, al reparto Battaglione Moncalieri a Torino avrebbero creato un fortissimo imbarazzo al suo assistito. Il tar ha raccolto la logica del ragionamento. Inoltre tutti i colleghi del carabiniere si sono schierati in suo difesa sottoscrivendo anche un documento al riguardo.

via| Bliztquotidiano


Disputa Comune-Chiesa per i manifesti raffiguranti baci gay a Udine e Pordenone

 

1273922396212_uomini_pnIl Comitato provinciale Arcigay “Nuovi Passi” di Udine e Pordenone e Arcilesbica Udine hanno realizzato una campagna di affissione di ben 100 manifesti raffiguranti due uomini e due donne che si baciano. “Una campagna – spiegano i presidenti delle due associazioni locali Daniele Brosolo e Laura Presta – che lancia un messaggio forte, attraverso un’immagine che da un lato rappresenta con un bacio la spontaneità dei nostri affetti e, dall’altro, riconosce alla terra friulana un’indubbia capacità di vivere le differenze come una ricchezza”. Dopo le polemiche suscitate a Bergamo, dove l’amministrazione comunale ha bloccato una mostra fotografica con immagini che ritraevano baci omosessuali, i Comuni di Udine e Pordenone si sono distinti dalla cittadina lombarda patrocinando la campagna di manifesti, completamente prodotta in regione e senza spese per le casse comunali. 

Le reazioni negative a questa iniziativa lodevole non sono, ovviamente, mancate. Una scelta incredibile, secondo il Pdl, ma quello che stupisce sono le parole di fuoco del direttore della Pastorale per la Famiglia, don Giuseppe Faccin: “Patrocinare significa condividere una provocazione che pone grossi interrogativi a livello educativo. Mi chiedo quale impatto possano avere sui giovani queste immagini. Lo ripeto: che ci sia il patrocinio è fuori da ogni buon senso e da ogni correttezza anche perché la finalità della pubblica amministrazione è il bene comune, mentre in questo caso si tratta di aver messo il marchio su una vicenda che andrebbe affrontata diversamente». Don Faccin rincara la dose affermando: “Che tipo di cittadini costruiamo? Quale tipo di educazione diamo ai giovani? Certo, se passa la logica del “provare” (provare lo spinello, lo sballo, i trans) non andiamo da nessuna parte. I giovani hanno bisogno di progetti che presuppongono coordinate coerenti e serie dal punto di vista educativo”.

Il sindaco Furio Honsell non ci sta e si dichiara, infatti, stupito che molti abbiano già bocciato i manifesti senza averli visti innescando una sorta di processo alle intenzioni: “Sono baci di affetto e sono stupito per le polemiche. Per me è importante che Udine si dimostri una città attenta ai diritti di tutti, che rifiuta qualunque tipo di intolleranza”. Honsell spiega poi che il Comune ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa in occasione del ventesimo anno di fondazione dei circoli Arcigay e Arcilesbica locali“perché è convinto dell’importanza di essere presenti in una “Giornata” in cui i temi forti dovrebbero essere quelli del rifiuto dell’omofobia e della volontà di costruire una città aperta e tollerante”.


Via – MessaggeroVeneto


Un arresto e tre denunce per l’aggressione alla coppia gay di Bolzano

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Un cittadino macedone di 26 anni, Emin Ametovsky, è finito oggi in manette con l’accusa di lesioni aggravate e rapina alla coppia omosessuale aggredita lo scorso sabato nel capoluogo altoatesino.  Nella sua abitazione le forze dell’ordine hanno trovato un orecchino appartenente alla vittima, mentre sono state denunciate, per lo stesso fatto, altri due macedoni e un bolzanino. I presunti aggressori sono stati rintracciati sulla base della segnalazione dei numeri di alcune targhe presenti sul posto.

A subire l’aggressione era stato un 23enne, che lamenta un trauma cranico, una frattura multipla al braccio sinistro e contusioni varie. Era stato anche derubato del portafogli, con duecento euro in contanti e documenti, degli occhiali da sole e del telefono cellulare. La violenza è scattata dopo che egli e un altro ragazzo si sono scambiati un casto bacio davanti ad un chiosco, all’uscita di un pub.

Questa sera, alle ore 20.30 in Piazza del Grano a Bolzano, ci sarà una fiaccolata contro l’omofobia e la violenza, per manifestare il pieno sostegno alla coppia e alle altre vittime dell’odio sessuale, organizzata dall’Arcigay locale Centaurus.

 

Via – Adnkronos


Roma Pride si farà il 3 Luglio, gli organizzatori non vogliono politici

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Il Roma Pride si svolgerà il giorno 3 Luglio, sarà la tappa conclusiva di tutti i vari pride che ci sono stati nelle varie città e farà da chiudipista al Gay Pride Nazionale, che si svolgerà il 26 Giugno a Napoli.

Il percorso del corteo dev’essere ancora presentato, e lo sarà solamente nei prossimi gorni, mentre i vari slogan sono già tutti ben chiari, definiti e forti; il Principale sarà “Ogni Bacio una Rivoluzione”.

Dal canto loro gli organizzatori del Pride affermano: “Il Roma Pride 2010 vuole essere non solo un’appuntamento per tutta la comunità Lgbt, ma la manifestazione di tutti quelli che credono nelle libertà e nella piena uguaglianza dei diritti”.

Ci sarà inoltre una grande novità per quest’anno, infatti, è stato volontariamente deciso di non invitare nessun politico, sempre gli organizzatori motivano così la loro decisione: “Il popolo gay è stufo di questa politica incapace di interpretare i nostri diritti. Per questo abbiamo deciso di non invitare al Pride i partiti politici. Vogliamo che il Pride sia una festa di orgoglio civile di tutti i cittadini, non una passerella per quella politica che non sa dire nulla sui nostri diritti, se non opporsi o essere inconcludente. Una risposta, quindi, ferma e unitaria da parte di tutta la nostra comunità che vuole mettersi in gioco ed essere protagonista del cambiamento del Paese”.

via| NotizieVirgilio


Siena: una coppia lesbica avrà un figlio

siena

Una coppia di donne omosessuali di Siena, dopo un intervento di inseminazione artificiale eseguito in Danimarca, avrà un figlio. Convivevano da ormai due anni e, per riuscire a soddisfare il loro grande desiderio di maternità, si erano trasferite per un periodo in Danimarca che, a differenza dell’Italia, ha una legislazione molto meno severa per quanto concerne il tema dell’inseminazione artificiale per le coppie LGBT.

Le due donne si chiamano Sara e Margherita, e sarà proprio quest’ultima a portare avanti la grvidanza; Sara invece non avrà alcun diritto sul futuro nascituro, per ovvie ragini, e afferma: “Essere estranea a questa famiglia è una discriminazione enorme” e poi ancora: “Il bambino sarà amato da due persone che a loro volta si amano”.

La notizia di questa gravidanza ha provocato molte discussione nella città di Siena che s’è divisa, come sempre accade in questi casi in tutta Italia, tra le persone che non vedono nulla di male e altri che si preoccupano per il bambino, per il suo approccio nel sociale e per i problemi che avrà con i suoi coetanei.

Le famiglie delle due ragazze hanno approvato felicemente l’arrivo del nipotino; sempre Sara a tal riguardo ha affermato: “Quando l’ho detto ai miei genitori non hanno fatto una grinza, dopo 15 giorni erano già nei negozi  a scegliere i regali; la famiglia di Margherita è stata più restia per motivi culturali, ma gli è bastato vedere l’amore immenso che ci unisce per superare ogni barriera”.

via| Barimia


La discriminazione su Facebook dilaga: chiuso gruppo che equiparava l’omosessualità con la pedofilia


L’Arcigay Roma ha reso noto, tramite una nota di poche ore fa, che un gruppo sul famosissimo social network intitolato “Cancelliamo l’omofobia? Perche’? Io non ho paura dei gay.. mi fanno schifo” è stato oscurato grazie alle centinaia di segnalazioni provenienti dagli utenti della rete, tra cui un volontario della stessa associazione capitolina finito nel mirino del suo creatore.

facebookIl gruppo, di chiara matrice omofoba, metteva in relazione l’omosessualità con la pedofilia, stilando addirittura un elenco di persone gay, etichettate secondo il ragionamento perverso del creatore automaticamente come pedofili, contenente dati sensibili come nome, cognome, età, foto e persino il luogo di lavoro. Una vera e propria istigazione alla caccia dell’omosessuale-pedofilo, su basi che ovviamente non esistono ma che continuano a essere proposte come verità da personaggi eminenti.

“E’ significativo che il gruppo sia stato chiuso – afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo – purtroppo non possiamo non rilevare quanto certe affermazioni pericolose che arrivano da personalità molto conosciute finiscano per influenzare negativamente persone alla ricerca di visibilità tramite messaggi provocatori o instabili. Non vogliamo, però, sottovalutare il fenomeno anche perché le persone ’segnalate’ sono attivisti e volontari della comunità gay e si vuole probabilmente colpire anche la loro visibilità e il loro impegno. Auspichiamo che i responsabili siano individuati”.


Via – Virgilio


Rimini: effusioni in pieno pomeriggio, denunciato direttore di banca

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Sono stati sorpresi mentre si scambiavano effusioni molto spinte all’interno di una macchina, e denunciati per “atti osceni in luogo pubblico”,  un diettore di una banca e un giovane ragazzo (presentato alle forze dell’ordine come il ragazzo del direttore). Tutto questo è accaduto sabato pomeriggio nella zona del porto di Rimini.

Sembrerebbe tutto nella norma ma non è così, infatti, i due amanti hanno fatto ricorso e sono ora difesi dall’avvocato Mirko Damasco, poichè, affermano che in realtà si stavano scambiando solamente qualche bacio.

Una versione alquanto discorde da quella presentate dall’Arma in cui si parla di pantaloni calati e altro (per l’appunto atti osceni in luogo pubblico). Subito scatta l’ipotesi dell’omofobia.

Il “Rimini Pride” commenta così l’avvenuto: “Avanti con la lotta all’omofobia, che ormai neachè più la stessa Arcigay,è più in grado di portare avanti”. Il portavoce del movimento Emilio Manao’  si definisce sgomento che tutto questo sia accaduto per un semplice bacio, ma ricordiamo che nel verbale c’era scritto proprio atti osceni.

Ma questo non basta, commenta duramente affermando che la lotta all’omofobia andrà avanti ancora più veloce e forta di quanto già non lo sia; si scaglia anche contro Arcigay che ritiene ormai essere un burattino nelle mani dei politici.

Via| RomagnaOggi


Paola (CS): 20enne accusato di aver schiavizzato coetaneo


Un 20enne di Paola (CS) è stato arrestato dai carabinieri locali con l’accusa gravissima di aver ridotto in uno stato di schiavitù un giovane gay della zona. S.M., queste le iniziali dell’aguzzino che risulta essere un disoccupato incensurato, obbligava la vittima a compiere estorsioni ai danni di commercianti del luogo e a versargli ingenti somme di denaro.

manetteSecondo quanto è emerso dalle indagini, il 20enne teneva in scacco il giovane con la minaccia di diffondere in rete alcune foto pornografiche che lo ritraevano durante rapporti sessuali avuti con lo stesso S.M. L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Paola.

Purtroppo la paura di essere “scoperto” come omosessuale porta anche a compiere reati e a squalificarsi come essere umano, rimanendo vittime di persone senza scrupoli come questa storia, e purtroppo moltissime altre, insegnano.


Via – Tgcom


All’università di Trento braccio di ferro tra il preside e gli studenti di Sociologia


Bruno Dallago, preside della facoltà di sociologia dell’Università di Trento, ha cercato di vietare la cena-sexy “Sex, food and revolution” organizzata nell’ambito della rassegna ”Universinversi” sui temi dell’omosessualità, proprio nel giorno in cui la Corte Costituzionale respingeva il ricorso di un trentino sui matrimoni gay.

trentoA destare scandalo il menù ricco di allusioni sessuali, ricco di giochi di parole provocatori e pubblicizzato con un volantino: “ Finocchi al rogo”, “Partigiana di melanzane antifascista”, “ Triangolini queergasmici”, “Dita dell’orgasmista”. Il preside, dal canto suo, ha deciso di boicottare in tutti i modi la serata, chiudendo a chiave l’aula 13 dove si sarebbe dovuta svolgere la cena.  Non appena i ragazzi e gli organizzatori di «Universinversi» se ne sono accorti si sono recati da Dallago per chiedere un chiarimento, e da lì ne è nata un’accesa discussione. Alla fine, gli studenti hanno letteralmente scardinato e tolto la porta, occupando l’aula.

Secondo gli organizzatori: “In questa facoltà bigotta non si può pronunciare la parola ‘orgasmo’, non si può affrontare il tema della sessualità e non si può parlare di gay, lesbiche e trans in modo libero e diverso dal solito. Purtroppo certe cose vengono vietate solo quando ci siamo di mezzo noi di «Universinversi». Quel che è certo è che la posizione del preside Dallago è pericolosa: la sua delegittimazione del nostro evento è, di fatto, la legittimazione di chi si sente in diritto di pestarci”.

Il preside Dallago, che l’anno scorso ha dovuto autorizzare una porno-lezione sui giocattoli sessuali nell’ambito della stessa manifestazione, replica. “Questi ragazzi hanno realizzato un volantino infelice scambiando un menù con il programma di un convegno che poteva urtare delle sensibilità. L’aula 13 è occupata e non potevo vietare l’evento, ma certamente non l’ho autorizzato. La situazione dell’aula 13 va risolta al più presto, spero in modo ragionevole”. Per la cronaca, la cena si è svolta regolarmente e ad assaggiare le discusse pietanze c’erano oltre 50 persone.


Via – Blitzquotidiano


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