Lunedì 19 luglio si è tenuto un interessante e sempre attuale dibattito sul tema dell’eutanasia e del testamento biologico intitolato “Di che vita morire”, ospitato nei locali del ristorante Bati Bati a Marina di Carrara (MS) e organizzato dall’associazione Bandoni, da sempre attenta ai diritti e contro le discriminazioni delle minoranze sessuali. Oltre agli autori del libro omonimo, nato dalla sinergia tra il senatore laico Antonio Del Pennino e il dottore cattolico Daniele Merlo, Alessandro Bandoni consigliere del PD a Marina di Carrara e Alessandro Cecchi Paone, personalità poliedrica nel campo della cultura e volto noto della televisione italiana.
Cecchi Paone ha iniziato il suo intervento definendo l’Italia come uno “stato Vaticano con qualche relitto laico”, dichiarando anche che la gerarchia ecclesiastica esercita un controllo quanto mai stretto sulle due sfere cardine della vita umana: in campo affettivo e sessuale con una chiusura totale verso le nuove scoperte della scienza e le vecchie conquiste, come l’aborto, influenzando così da oltre un decennio la politica e le scelte del governo; sul territorio, ben più delicato, della vita e della morte, con un netto rifiuto al testamento biologico e soprattutto all’eutanasia, in qualsiasi forma. Ribadendo la dignità e il rispetto che sono richiesti nel momento del dolore, l’ex conduttore de La Macchina del Tempo ha affermato come nel nostro Bel Paese la legge non permetta al proprio compagno di prendere decisioni in questo campo, e sia quindi tutto delegato alla famiglia, da cui magari ci si era allontanati o per cui ci si è sposati conducendo una squallida doppia vita, o peggio ancora ai preti, calpestando così l’ateismo
della persona. “Non bisogna santificare la famiglia astratta” è stato più volte ripetuto dal noto opinionista televisivo, sottolineando la sua posizione da sempre a favore delle coppie di fatto e contro lo strapotere imperante della Chiesa romana che non cerca il dialogo, ma solo servi fidati. Tornando sempre all’Italia, definita come “il giardino clericale dell’Occidente laico”, Cecchi Paone chiede maggior coraggio ai nostri politici, richiamando alla memoria quella “religiose della libertà” propugnata dal filosofo Benedetto Croce.
Avvicinato alla fine dell’evento, abbiamo chiesto cosa ne pensasse dello scandalo provocato dall’intervento del bagnino sulla spiaggia della Lecciona, che pochi giorni fa chiese a due ragazzi di non fare effusioni in pubblico poiché sull’arenile c’erano “famiglie e bambini”. Cecchi Paone ha detto che aspettava a darci una risposta, ma che comunque quello era un atto discriminatorio da condannare. Il volto noto della tv ha affermato, ancora una volta, la sua vicinanza alla comunità lgbt italiana e il suo impegno per le battaglie future che si dovranno affrontare nelle aule dei palazzi del potere e nella vita di tutti i giorni.

