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Emergenza omofobia. Due denunce al giorni in Danimarca: allarme tra i giovanissimi.
Siena: una coppia lesbica avrà un figlio
Una coppia di donne omosessuali di Siena, dopo un intervento di inseminazione artificiale eseguito in Danimarca, avrà un figlio. Convivevano da ormai due anni e, per riuscire a soddisfare il loro grande desiderio di maternità, si erano trasferite per un periodo in Danimarca che, a differenza dell’Italia, ha una legislazione molto meno severa per quanto concerne il tema dell’inseminazione artificiale per le coppie LGBT.
Le due donne si chiamano Sara e Margherita, e sarà proprio quest’ultima a portare avanti la grvidanza; Sara invece non avrà alcun diritto sul futuro nascituro, per ovvie ragini, e afferma: “Essere estranea a questa famiglia è una discriminazione enorme” e poi ancora: “Il bambino sarà amato da due persone che a loro volta si amano”.
La notizia di questa gravidanza ha provocato molte discussione nella città di Siena che s’è divisa, come sempre accade in questi casi in tutta Italia, tra le persone che non vedono nulla di male e altri che si preoccupano per il bambino, per il suo approccio nel sociale e per i problemi che avrà con i suoi coetanei.
Le famiglie delle due ragazze hanno approvato felicemente l’arrivo del nipotino; sempre Sara a tal riguardo ha affermato: “Quando l’ho detto ai miei genitori non hanno fatto una grinza, dopo 15 giorni erano già nei negozi a scegliere i regali; la famiglia di Margherita è stata più restia per motivi culturali, ma gli è bastato vedere l’amore immenso che ci unisce per superare ogni barriera”.
via| Barimia
In Danimarca le coppie omosessuali potranno adottare dei bimbi.
Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell’ambito dell’inchiesta riguardante un presunto comitato d’affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull’eolico in Sardegna.
Ieri, a Firenze, è stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini. Gli investigatori inviati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli erano alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali gli inquirenti intendono accertare la provenienza e la destinazione.
In procura c’é un grande riserbo sulla natura delle indagini in corso. Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un’altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia.
Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l’uomo d’affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il consigliere dell’Arpa di Sanremo Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi.
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Le coppie omosessuali danesi potranno adottare bambini
La Danimarca ha approvato una legge che consente alle coppie gay unite legalmente nel “partenariato registrato” di adottare dei figli, eliminando cosi questo elemento di discriminazione rispetto agli eterosessuali. L’iter di approvazione non è stato certo semplice, basti notare che la legge è stata approvata sul filo di lana con 60 voti a favore e 54 contrari. La proposta, inizialmente respinta, è passata grazie all’alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati “dissidenti” del Partito Liberale.
Gli abitanti del piccolo paese scandinavo si sono rivelati da sempre aperti e sensibili alle tematiche dei diritti civili lgbt: la Danimarca è stato, infatti, il primo paese del mondo a consentire agli omosessuali di potersi unire in maniera civile alla stregua degli eterosessuali nel 1989, il matrimonio religioso è entrato all’ordine del giorno e i sondaggi rilevano una maggioranza favorevole perfino fra gli ecclesiasti locali. Inoltre, esisteva già la possibilità per i cittadini non coniugati di ottenere adozioni indipendentemente dall’orientamento sessuale, mentre alle coppie omosessuali era consentita l’adozione di eventuali figli avuti dai due partner durante le relazioni precedenti. L’immagine che abbiamo scelto come copertina di questo articolo vuole essere un omaggio a questo piccolo ma grande paese, da sempre sostenitore dei diritti dei cosiddetti “diversi”.
Via – Libero News
Chiesa e pedofilia. La chiesa danese avvia indagini. Abusi sessuali da verificare.
Dall’Italia all’Inghilterra il messaggio che viene lanciato dalla chiesa in vista delle elezioni politiche non cambia: votate candidati che sostengono il matrimonio e si oppongono all’aborto e all’eutanasia. Dopo le parole del cardinale Angelo Bagnasco alla vigilia delle regionali, è la volta dell’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, che, in piena campagna elettorale, in vista delle elezioni politiche in Gran Bretagna, in programma tra maggio e giugno, lancia un appello agli elettori.
In una guida al voto, il capo dei cattolici di Inghilterra e Galles raccomanda di appoggiare i candidati “che sostengono il matrimonio come componente base di una società stabile” e che si oppongono all’interruzione di gravidanza e all’eutanasia. Malgrado l’arcivescovo non prenda posizione per nessun partito, il documento sembra essere molto critico nei confronti del partito laburista, al potere da 13 anni. Nella guida si sottolinea come la società civile sia caratterizzata da “un’eccessiva enfasi all’individualismo” e si chiede al prossimo governo britannico di “dare un nuovo senso al servizio verso gli altri a partire dal cuore delle nostre istituzioni”.
“La domanda fondamentale che tutti ci dobbiamo fare nel decidere per chi votare è non chi può fare il meglio per me stesso ma chi può dare il meglio per il bene comune”, afferma l’arcivescovo.
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Danimarca. Il matrimonio gay in chiesa è alle porte? Sondaggi, politici e preti parlano chiaro.
Danimarca: il matrimonio gay piace anche ai fedeli e ai vescovi
Il matrimonio religioso tra persone dello stesso sesso incassa un ampio consenso sia tra i cittadini sia tra la maggioranza degli appartenenti alle alte sfere della Chiesa Evangelico Luterana del paese nordico.
Due sondaggi pubblicati ieri dai quotidiani locali “Kristeligt Dagbladet” e “Berlinske Tidende” hanno evidenziato che il 63% dei danesi è favorevole a comparare le unioni omosessuali con quelle eterosessuali, e che addirittura più della metà dei vescovi non è contrario alle nozze gay in chiesa. La Danimarca, come ormai da consolidata tradizione nordica, ha intrapreso da tempo il cammino per l’equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali, per favorire nella società del piccolo paese della Sirenetta una maggiore integrazione e per eliminare ogni tipo di differenza tra i propri cittadini: già dal 1989 esiste, a livello civile, il “partenariato registrato”, una specie di PACS alla danese che offre agli sposi gli stessi diritti delle coppie eterosessuali unite nel sacro vincolo del matrimonio religioso.
Non bisogna dimenticare che quella danese è una Chiesa di Stato, e il governo locale in tutti questi anni ha lasciato ogni decisione su questa materia agli organi religiosi. Il dibattito sembra aver raggiunto una sua conclusione, il popolo danese e le alte cariche evangeliche sembrano essere d’accordo sul fatto di rendere possibile il matrimonio religioso in chiesa anche tra persone dello stesso sesso. In parlamento esiste una larga maggioranza pro matrimonio omosessuale, e il premier Lars Loekke Rasmussen ha dichiarato, a proposito dei risultati dei sondaggi sopra menzionati: “Se la Chiesa danese desidera accogliere tutte queste possibilità, e se ci sarà un ampio favore, saremmo senz’altro positivi”.
Via -digayproject
Danimarca. Il 63% degli abitanti è favorevole al matrimonio gay religioso. La chiesa evangelica luterana possibilista.
Il card. Schonborn ”non ha messo in dubbio in alcun modo il celibato nella Chiesa cattolica di rito latino”. Lo ha dichiarato ieri Erich Leitenberger, portavoce dell’arcidiocesi di Vienna, rispondendo ad alcune interpretazioni dei media su alcune dichiarazioni dell’arcivescovo. Secondo l’agenzia di stampa cattolica Kathpress, nell’ultima edizione di ”thema kirche”, periodico dei collaboratori dell’arcidiocesi, Schonborn aveva affermato che sugli abusi ”deve esserci solo la via della verita’ ed e’ assolutamente necessario mettere al primo posto le vittime”.
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Nuove mete di vacanze gay. Dalle isole Vergini al Massachusetts, passando per Tel Aviv
Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.
È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.
Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.
Primi a credere in loro il Massachusetts Office of Travel & Tourism, l’agenzia governativa dedicata alla promozione del Massachusetts, il primo stato Usa a legalizzare il matrimonio omosessuale nel maggio 2004. Lì, il Governatore Patrick, amico di Obama, nel luglio del 2008 ha siglato l’atto che annullava la legge del 1913 che proibiva ai non residenti di sposarsi in Massachusetts.
Boston ha una vita notturna vibrante, locali gay dove immergere le proprie felicità e saziarsi delle tante fascinazioni che la città offre. Qui essere gay, lesbiche, transessuali, è un valore aggiunto. Qui si celebra ogni anno il più grande Gay Pride del New England.
A soli 90 minuti di traghetto veloce si raggiunge Cape Cod, dove si trova Provincetown, considerata una delle migliori location gay in America. Altro che New York o la pur sempre deliziosa San Francisco. E se amate i rave è qui che si consuma il migliore, il David Flower’s Summer Camp, arrivato alla sua decima edizione.
Per le amiche lesbiche, ad ovest di Boston sorge Northampton, vivace cittadina con una folta comunità lesbica, compresa il suo primo cittadino. E poi via, verso lidi incontaminati, spiagge bianche e assolate, cibo prelibato di mari generosi. I Caraibi non sono solo l’omofoba Giamaica.
Le Isole Vergini statunitensi, composte da 50 isole, accolgono con soddisfazione il turismo glbt, a St. Croix come a St. John o St, Thomas. In quanto territorio Usa, non dimenticate i documenti necessari, ovvero un passaporto biometrico. Vi sazierete di astici prelibati a poco meno di 10 dollari e godrete della bellezza dei suoi autoctoni. Come in ogni luogo, rispetto reciproco.
Il giovane tour operator Quiiky vi potrà portare in Costa Rica, in Turchia o soddisfare un lieto viaggio alle Gran Canarie, a Miami o a Tel Aviv, vivace cittadina parecchio gayfriendly. Rispetto ad altri tours operator assisteranno, in caso di necessità, il turista ovunque si trovi e lo richieda. Buone vacanze!
Foto | malex.org
Le prostitute di Copenaghen offrono sesso gratuito in segno di protesta.
Accoglienza e rispetto per ogni uomo. Sono i due sentimenti che per Benedetto XVI devono ispirare ciascuna persona umana. All’indomani delle polemiche della Lega sul cardinale Dionigi Tettamanzi per le sue parole sugli immigrati, il Papa non entra nel merito specifico della questione, ma fa un discorso a più ampio respiro, centrando tuttavia il suo intervento sul tema dell’accoglienza e del rispetto.
“C’è in ogni uomo – dice durante l’atto di venerazione alla Madonna in piazza di Spagna, per il solenne gesto nella festa dell’Immacolata – il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perchè ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto”. Per questo, occorre guardare gli altri “con misericordia, con tenerezza infinita, specialmente quelli più soli, disprezzati, sfruttati”.
Il Papa ricorda come “nella città vivono – o sopravvivono – persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina sui teleschermi e vengono sfruttate fino all’ultimo, finchè la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. È un meccanismo perverso – ammonisce Ratzinger – al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perchè ogni storia umana è una storia sacra e richiede il più grande rispetto”.
Benedetto XVI vuole dunque rendere omaggio a “tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare la legge evangelica dell’amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età – dice – che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società”. Solo così “la città sarà più bella, più cristiana, più umana”.
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Le prostitute di Copenaghen offrono sesso gratuito in segno di protesta.
Mohammad al Shimari, saudita 22enne pedofilo, è stato decapitato ad Hail, a nord della capitale Riad. Lo riferisce il quotidiano Saudi Gazette. Al Shimari era stato condannato a giugno per aver sequestrato cinque bambini, averne abusato e averli abbandonati nudi in aree desertiche. Uno di questi bimbi, che aveva appena tre anni, era morto disidratato. Il pedofilo era stato scoperto per la denuncia della sua sesta vittima, scampata ad un tentativo di rapimento mentre andava a scuola.
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Danimarca. Prostitute in rivolta, sesso gratis.
Una «agenzia della notizie», che partirà l’anno prossimo, animata dai giornalisti del Tg4, di Studio Aperto e di Tgcom. Lo annunciano i comitati di redazione di Mediaset, dicendo però no al progetto. Perché il rischio, dicono, è che le redazioni delle testate coinvolte vengano cancellate (da ognuna dovrebbero uscire trentacinque giornalisti). Il Tg5 per la fase iniziale non dovrebbe essere coinvolto, ma l’agenzia dovrà fornire alla testata servizi di cronaca locale. Mentre le singole testate continueranno a coprire la politica. A guidare l’agenzia dovrebbe essere Mario Giordano. I giornalisti hanno proclamato lo stato di agitazione e le rassicurazioni dell’azienda non convincono: l’assemblea dei giornalisti del Tg4 «ritiene inaccettabile lo smantellamento della testata, senza che sia stato presentato per iscritto alcun piano editoriale e industriale». Il direttore Emilio Fede non li segue.
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La Kidman sarà Lili Elbe al cinema

La bellissima Nicole Kidman vestirà, sul grande schermo, i panni di Lili Elbe, prima transessuale della storia. Il film verrà prodotto dalla stessa Kidman e da Per Saari e si intitolerà The Danish Girl, diretto da Tomas Alfredson. La pellicola prende spunto dal libro “La danese” scritto dall’americano David Ebershoff. A fianco della Kidman avrebbe dovuto esserci anche Charlize Theron nelle vesti della moglie di Wegener, come annunciato lo scorso anno anche in un bel post di Queerblog. . E’ stata la stessa Theron a rinunciare al ruolo.
La storia di Lili Elbe commuoverà, crediamo, il grande pubblico così, dopo tante pellicole di commoventi e lacrimose storie gay e lesbiche, il grande cinema va ad affrontare un altro tema difficile come la transessualità, raccontando la storia di un personaggio che diventò un mito e che ancora oggi è ricordato da qualche circolo nostrano che si occupa dei diritti delle transessuali.
Lili nasce nel 1882 come Mogens Einar Wegener. Nel 1906 sposa Gerda, una ragazza conosciuta alla scuola d’arte di Copenhagen. I due lavorano insieme come illustratori ma Lili verrà apprezzata come paesaggista. Mogens/Lili ha però questioni da risolvere con la propria identità: ama vestire panni femminili, si presenta alle feste mondane agghindata come una dolce fanciulla e si intrattiene con gli ospiti come Lili Elbe, ricevendo parecchie attenzioni e molte proposte di incontri e persino di matrimonio. Gerda, divertita, dice di essere la sorella di Elbe.
Durante una visita clinica, un medico di Dresda dice di aver notato in Lili delle ovaia rudimentali e forse si potrebbe parlare di intersessualità. Nel sangue vengono riscontrati una quantità di ormoni femminili superiore a quelli maschili. Lei continua il suo lavoro, la vita mondana, il rapporto coniugale con Gerda che lo protegge, ma sa che tutto questo non può durare a lungo. Nel 1930 si reca in Germania per sottoporsi al primo intervento chirurgico per la rimozione dei genitali maschili.
La storia finisce su tutti i giornali danesi e tedeschi; ovunque si parla di lei e si discute su quella scelta così improbabile per il tempo. Del caso viene investita anche la casa reale e, viste le circostanze, al re di Danimarca non resta che invalidare le nozze tra Morgens e Gerda. Lili però, con tenacia e coraggio riesce a farsi riconoscere nella sua nuova identità, ricevendo persino un nuovo passaporto come Lili Elbe.
La data della sua scomparsa, ufficialmente, è quella del 1931, si dice a causa delle complicazioni cliniche avvenute dopo la sua quinta ed ultima operazione. Tanti però fecero circolare voci contrastanti, come quella che l’artista avesse in realtà simulato la propria scomparsa per far calare il sipario su di lei e vivere la vita che le restava nella quiete e nel silenzio, sotto un altro nome.
Foto/rikkiarundel







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