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	<title>GayItalia Blog Porno Gay Italiano &#187; Diritti-LGBT</title>
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		<title>Archiviato con successo il primo Gay Pride, il Nepal guarda al matrimonio gay</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 17:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/08/27/archiviato-con-successo-il-primo-gay-pride-il-nepal-guarda-al-matrimonio-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><span style="font-size: small;">Si è concluso il 25 agosto scorso il primo Gay Pride in Nepal, la manifestazione arcobaleno che ha visto sfilare nelle strade della capitale Kathmandu circa duemila persone provenienti anche dalla vicina India, dal Giappone e dai vari Paesi europei. In testa al corteo c&#8217;era il deputato dichiaratamente gay e attivista lgbt Sunil Babu Pant, che ha dichiarato più volte la propria felicità per il successo del Pride. È stata infatti una vera e propria festa che si è svolta in contemporanea a una delle<span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/NEPALESE_GAYX390.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11469" title="NEPALESE_GAYX390" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/NEPALESE_GAYX390.jpg" alt="" width="320" height="258" /></a></span> ricorrenze più antiche dello stato himalaiano, condivisa sia dagli indù sia dai buddisti. </span>Martedì 22 infatti, il giorno dopo la luna piena di Agosto, in Nepal si celebra il festival di Gai Jatra, dedicato al ricordo dei defunti, dove non ci sono esibizioni di dolore ma colorate sfilate nelle vie delle città, in cui molti giovani sono soliti vestirsi con abiti femminili. In passato, quando la libertà di esprimersi era molto ridotta, il Gai Jatra diventava così l’unica occasione annuale, sotto mentite spoglie, per dare sfogo alla satira politica e alle proteste della popolazione.</p>
<p>Lo Stato stretto tra India e Cina sta facendo enormi passi in avanti per quanto riguarda i diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni. Nel novembre del 2008 una sentenza della Corte Suprema locale ha sancito il diritto per le coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio e la nuova Costituzione prevederà questa possibilità, anche se cause politiche stanno rendendo difficile l&#8217;approvazione di questa normativa, che porterebbe la piccola nazione asiatica nel novero dei Paesi che permettono le nozze gay. Contemporaneamente a questa decisione, verrebbe riconosciuto anche il diritto alla registrazione come &#8216;terzo sesso&#8217;, nei documenti ufficiali, delle persone transessuali e intersessuali. Questa ventata di novità ha portato un incremento record di turisti omosessuali in Nepal, che sta puntando molte energie per attrarre sempre di più la comunità arcobaleno. Piccolo stato, grandi iniziative che dovrebbero far riflettere le moderne democrazie occidentali come la nostra, che spesso non concedono diritti alle persone e alle coppie lgbt.</p>
<p>Via – <a href="http://www.blitzquotidiano.it/societa/kathmandu-nepal-immagini-gay-pride-hymalaya-519256/" >Blitz Quotidiano</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wEqTxDagQp9Siu6vG8swJfdZO40/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wEqTxDagQp9Siu6vG8swJfdZO40/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>I Valdesi sfilano con il triangolo rosa in sostegno alle coppie gay</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/08/23/i-valdesi-sfilano-con-il-triangolo-rosa-in-sostegno-alle-coppie-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/valdesi_G.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11274" title="valdesi_G" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/valdesi_G.jpg" alt="" width="327" height="237" /></a>La piccola comunità Valdese è sempre più vicina agli omosessuali. Lo ha dimostrato ieri pomeriggio, <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/foto/valdesi_unioni_gay-6437629/1/" >sfilando</a> con il triangolo rosa in segno di vicinanza con le coppie gay per l&#8217;apertura del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste che si terrà fino al 27 agosto a Torre Pellice (TO). </span><span style="font-size: small;">Un messaggio forte e chiaro alle istituzioni italiane, sempre più indifferenti quando di tratta dei diritti civili degli omosessuali e colpevoli, inoltre, di fomentare un clima omofobo e razzista: il triangolo rosa era infatti il simbolo che identificava i gay all&#8217;interno dei campi di concentramento nazisti ed è stato riprosto dai Valdesi per sottolineare il vento di intolleranza che spira sul Bel Paese.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La &#8216;benedizione&#8217; delle coppie omosessuali è solo uno dei tanti temi su cui dibatteranno i 180 membri con diritto di voto, pastori e laici, in questo importante appuntamento del protestantesimo italiano che si tiene ogni anno nelle valli di Pinerolo. Come spesso accade, questo tema di grande attualità ha diviso anche la comunità fondata dal mercante Pietro Valdo e una piccola parte di essa ha già annunciato la sua battaglia per il no. A questo proposito, il manifesto della congregazione è chiaro: </span><em>“Nelle nostre comunità persistono atteggiamenti discriminatori. Nel nostro Paese c’è indifferenza e arretratezza rispetto al riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali”</em>. Se la benedizione è in forse, l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione di omosessuali e stranieri sono le parole d&#8217;ordine di questa fede protestante che si ricompatta sotto la scritta, tratta da un versetto del Levitico, che campeggia sul portone del Tempio di Torre Pellice: <em>“Tratterete lo straniero che abita tra voi come chi è nato fra voi”</em>.</p>
<p>Anche se in piccolo, la comunità Valdese e Metodista cerca di ricucire le mille fratture che stanno disgregando l&#8217;Italia in tante sacche di ignoranza e di paura verso il &#8216;diverso&#8217; – che sia il fratello gay o il vicino di casa africano non importa – tentando di riportare la speranza e abbattendo i muri che si sono creati negli ultimi anni: <em>“L’evangelo è diventato eurocentrismo, identificato con la nostra cultura occidentale cui chiediamo a tutti di adeguarsi”, </em>spiega Letizia Tommasone, vicepresidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. “<em>È la cultura che crea sacche di persone escluse, senza diritti, come coloro che tentano di migrare e vengono rinchiusi nei Cie – </em>aggiunge la pastora.<em> Dieci medici cristiani sono stati uccisi dai talebani in Afghanistan perché sono stati identificati per il loro essere occidentali anziché dottori. L’identificazione tra cultura occidentale e Vangelo, operata con prepotenza da noi europei al tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi”. </em></p>
<p><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/304912/" >La Stampa</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tNZWW8ns83p4RKJX_Hzc3Pv0p9A/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tNZWW8ns83p4RKJX_Hzc3Pv0p9A/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Pride nel mondo: a Tokyo grande successo dopo tre anni di assenza, in Brasile un morto e 17 arresti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/08/16/pride-nel-mondo-a-tokyo-grande-successo-dopo-tre-anni-in-brasile-un-morto-e-17-arresti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/r1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11050" title="r" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/r1.jpg" alt="" width="460" height="314" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: small;">La comunità lgbt giapponese ha dovuto aspettare ben tre anni per vedere di nuovo la capitale Tokyo tingersi di arcobaleno. Cinquemila persone hanno affollato sabato scorso le strade di una delle metropoli più grandi al mondo, dando vita a una parata coloratissima e festosa, con lo scopo di cercare di integrarsi nella società giapponese, ancora strenuamente conservatrice, e per ribadire che l&#8217;omosessualità deve smettere di essere un taboo. In questo campo, il Giappone assomiglia terribilmente all&#8217;Italia: là come da noi, gli omosessuali sono continuamente discriminati, pochissimi di essi fanno il coming out con famigliari e colleghi e soprattutto non esiste alcun diritto per le coppie dello stesso sesso. Eppure, proprio a Tokyo sorge uno dei quartieri gay più grandi e conosciuti al mondo, lo </span>Shinjuku Ni-chōme<span style="font-size: small;">, dove ci sono oltre 250 tra locali e centri culturali lgbt. La maggior parte degli omosessuali del paese del Sol Levante è quindi costretta a condurre una doppia vita, interpretando il ruolo di instancabili e irreprensibili lavoratori di giorno e rivelandosi solo la notte nella zona friendly della città.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Pessime notizie arrivano invece da Juiz de Fora, in Brasile, dove un diciassettenne è stato ucciso durante l&#8217;apertura del festival celebrativo del gay pride locale, animato da oltre 70mila presenze. Il ragazzo è vittima di un regolamento di conti tra gang rivali, ed è quindi escluso che la sparatoria sia avvenuta per motivi omofobici, visto che la manifestazione si tiene in questa città vicino a Rio de Janeiro da una decina d&#8217;anni ed è ben organizzata e sentita dalla popolazione. La polizia ha fermato 17 persone, tra cui il probabile assassino che ha insanguinato questa manifestazione lgbt in uno dei Paesi più tolleranti al mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/08/14/Tokyo_Celebrates_Pride/" >Advocate</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UFcv-aHe3ox8qh6vtcODwlTiUMI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UFcv-aHe3ox8qh6vtcODwlTiUMI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Cile ed Uruguay prossimi all’approvazione dei matrimoni gay?</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 13:00:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/08/04/cile-ed-uruguay-prossimi-allapprovazione-dei-matrimoni-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/chile-valentines-day-2009-2-14-12-34-29.jpg"><img class="size-full wp-image-10626 aligncenter" title="chile-valentines-day-2009-2-14-12-34-29" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/chile-valentines-day-2009-2-14-12-34-29.jpg" alt="" width="572" height="453" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sul Sud America spira un vento benevolo per quanto riguarda i diritti gay. Dopo la recentissima approvazione dei matrimoni e delle adozioni omosessuali in Argentina, ben due paesi dell&#8217;area latina sono in lizza per promulgare le unioni tra persone dello stesso sesso.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il leader del partito socialista cileno, Fulvio Rossi, ha dichiarato pochi giorni fa che promuoverà una legge per i matrimoni gay, sperando che la Chiesa Cattolica diventi meno ostile e più aperta verso la comunità lgbt. Il provvedimento, così come è accaduto in Argentina, incontrerà sicuramente l&#8217;opposizione delle gerarchie ecclesiastiche, oltre che l&#8217;ostruzionismo del presidente conservatore Sebastian Pinera e di altri membri tradizionalisti del Congresso. La normativa approntata da Rossi non prevede la possibilità di adozione per le coppie gay, ma il politico cileno è ottimista che questa verrà dibattuto quanto prima, visto anche l&#8217;appoggio di Carolina Taho, presidentessa entrante del Partido por la Democracia. Le istituzioni del Paese sud americano stanno già discutendo una norma che introdurrebbe le unioni civili eterosessuali e omosessuali su tutto il territorio cileno, come già accade in molti Paesi confinanti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La stampa internazionale riporta però che sarà l&#8217;Uruguay il prossimo stato latinoamericano ad approvare questa legge. Questa piccola nazione ha già all&#8217;attivo le unioni civili, il diritto di adozione per le coppie gay, la possibilità per gli omosessuali dichiarati di entrare nell&#8217;esercito e nelle forze dell&#8217;ordine, oltre che garantire alle persone transessuali il diritto al cambiamento del genere. Un esponente del gruppo per i diritti gay Ovejas Negras ha dichiarato a un giornale locale che la sua associazione sta discutendo con le istituzioni e politici di primo piano proprio su questo provvedimento, che porterebbe l&#8217;Uruguay a diventare l&#8217;undicesimo Paese al mondo a permettere le nozze tra persone dello stesso sesso.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/08/02/chile-senator-says-he-will-sponsor-gay-marriage-bill/" >Pink News</a></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Vd0LrzaCgd6ykO3L5beuNoZKVCE/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Vd0LrzaCgd6ykO3L5beuNoZKVCE/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Il Nepal ospiterà ad agosto il suo primo Gay Pride</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:00:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/29/il-nepal-ospitera-ad-agosto-il-suo-primo-gay-pride/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/nepal.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10365" title="nepal" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/nepal.jpg" alt="" width="324" height="234" /></a>A chiudere la lunga estate dell&#8217;orgoglio gay mondiale ci sarà, a sorpresa, il Nepal. Si spera che la partecipazione alla manifestazione, la prima del genere nel piccolo stato incastonato tra India e Cina, si aggiri intorno alle 3mila persone quando, il 25 agosto prossimo, il corteo arcobaleno attraverserà la capitale Kathmandu. La scelta della data non è stata casuale, visto che proprio alla fine del mese più caldo dell&#8217;anno si tiene il tradizionale festival in cui gli uomini si travestono da donne, adottato in questi ultimi anni proprio dai gruppi gay. Sunil Pant, l&#8217;attivista per i diritti gay più famoso del paese asiatico, si è detto contentissimo: &#8220;<em>Vogliamo far diventare questa manifestazione un evento di eco internazionale. Il Nepal ha fatto così tanti progressi nel campo dei diritti lgbt negli ultimi anni, e speriamo di diffondere la speranza e di ispirare gli altri&#8221;</em>.</p>
<p>Kathmandu ha decriminalizzato l&#8217;omosessualità solo nel 2007, ma i diritti degli omosessuali potrebbero entrare a breve nella Costituzione, mentre si sta pensando contemporaneamente all&#8217;adozione di una legge per permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno, i responsabili per il turismo nepalese hanno annunciato di attendere oltre un milione di turisti per il 2010, a fronte degli attuali 400mila, e c&#8217;è allo studio la possibilità di celebrare i matrimoni gay ai piedi dell&#8217;Everest  e di continuare con una romantica luna di miele, comprensiva di un tour in sella agli elefanti.</p>
<p>Via &#8211; <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/07/28/nepal-to-hold-first-gay-pride-march/" >Pink News</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0aVBwUdntxOMC7KjJ5hNg8hWxlw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0aVBwUdntxOMC7KjJ5hNg8hWxlw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La nuova costituzione dello Zimbabwe nega i diritti lgbt</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 13:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/27/la-nuova-costituzione-dello-zimbabwe-nega-i-diritti-lgbt/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/42635229_02namibia_afp1.jpg"></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/42635229_02namibia_afp1.jpg"></a></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/42635229_02namibia_afp.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10168" title="_42635229_02namibia_afp" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/42635229_02namibia_afp.jpg" alt="" width="469" height="300" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Mentre il mondo occidentale sta facendo passi in avanti per l&#8217;approvazione delle unioni omosessuali e l&#8217;eliminazione delle discriminazioni su base sessuale, il Continente Nero sta continuando a stupirci in negativo. L&#8217;ultimo caso arriva dallo Zimbabwe, dove gli omosessuali non sono assolutamente contemplati nella bozza costituzionale che dovrà essere sottoposta a breve a referendum. L&#8217;omosessualità non è attualmente illegale nel paese africano, ma la sodomia è punita con una pena detentiva fino a un anno. L&#8217;associazione nazionale Gays and Lesbians of Zimbabwe (Galz) è stata spesso vittima di intimidazioni e dichiararsi omosessuale comporta una vita di vessazioni e il pericolo di uccisione, in un Paese dove i pregiudizi e gli stereotipi sui gay sono ancora vivi e ampiamente diffusi.</span></span></p>
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<div id="container" dir="ltr">
<p><a name="wrapper"></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il coordinatore dell’assemblea costituente, Munjodzi Mutandiri, ha dichiarato che la questione dei diritti degli omosessuali è stata da entrambi i partiti politici, lo Zanu-Pf del presidente Robert Mugabe e il Mdc del primo ministro Morgan Tsvangirai, sacrificata al consenso: <em>“I politici sanno che l’omosessualità è un argomento spinoso in Zimbabwe e lo usano per scopi politici”</em>. Il presidente Mugabe, conosciuto per la sua omofobia, alla Fiera internazionale del Libro di Harare nel 1995, definì i gay <em>“peggiori di cani e maiali”</em>, ribadendo la sua posizione discriminatoria la settimana scorsa, di fronte alla folla riunita nella Chiesa Apostolica del distretto orientale di Marange, quando tuonò il suo no <em>“ai diritti degli omosessuali”.</em> </span></span></p>
<div id="Sezione4" dir="ltr">
<div id="Sezione5" dir="ltr">
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il gruppo Galz non si arrende e chiede strenuamente che siano rispettati i diritti degli omosessuali nella vita quotidiana, sul posto di lavoro, negli ospedali e nella ricerca dell’alloggio. <em>“Anche se in molti accoglierebbero con favore la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, per noi la priorità è che siano protetti i diritti di base di gay e lesbiche”</em> ha specificato il direttore Chesterfield Samba. Il Galz ha presentato le sue richieste al Comitato parlamentare sulla Costituzione (Copac), riunito dal 21 giugno scorso, ed è ancora in attesa di una risposta. <em>“Ma siamo sicuri che le nostre istanze non saranno incluse nel documento finale”</em>, ha concluso laconicamente Samba.</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Via – <a href="http://www.direttanews.it/2010/07/27/zimbabwe-costituzione-nega-diritti-di-gay-e-lesbiche/" >Diretta News</a></span></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CcP9H8zJ2iXmTOEi-Q4Jb_sEGfI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/CcP9H8zJ2iXmTOEi-Q4Jb_sEGfI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Al Palazzo di Vetro entra una rappresentanza del mondo gay</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 17:00:37 +0000</pubDate>
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L’ONU accoglierà una delle maggiori organizzazioni non governative a sostegno dei diritti lgbt come gruppo di pressione all’interno del sistema delle Nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/20/al-palazzo-di-vetro-entra-una-rappresentanza-del-mondo-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-9690" title="onu_800" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/onu_800.jpg" alt="onu_800" width="584" height="463" /></p>
<p>L’ONU accoglierà una delle maggiori organizzazioni non governative a sostegno dei diritti lgbt come gruppo di pressione all’interno del sistema delle Nazioni Unite. L’associazione <em>International Gay and Lesbian Human Rights Commission</em> aveva richiesto di entrare, da oltre tre anni, con poteri consultivi all&#8217;interno del Palazzo di Vetro, senza il diritto di voto. Il Consiglio economico e sociale dell&#8217;Onu, che si occupa di questo tipo di accrediti, non aveva inizialmente accettato la richiesta, influenzato dall’Egitto, Russia e Cina compatte sul fronte del no. Oggi, però, i cinquantaquattro Paesi del Consiglio hanno dato luce verde con 23 voti a favore, 13 contro e 13 astensioni. Oltre a Pechino, Mosca e Il Cairo, il rifiuto è stato espresso anche da Niger, Marocco, Malesia, Pakistan, Arabia Saudita e Venezuela. Tra le grandi potenze a favore dell’entrata del gruppo troviamo invece Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Germania, Brasile e Giappone.</p>
<p>Grazie a questa decisione, l’IGLHRC parteciperà alle riunioni, potrà presentare dichiarazioni e documenti, oltre a collaborare attivamente con le Nazioni Unite e i vari governi mondiali che vi aderiscono. La Commissione Internazionale per i Diritti dei Gay e delle Lesbiche è la decima organizzazione arcobaleno a essere riconosciuta nell’ONU, dove nella sua sede newyorkese si prendono decisioni e iniziative che influenzano la vita di miliardi di persone. Il presidente USA Barack Obama, colui che più degli altri sta cercando di abbattere le discriminazioni e dare nuovi diritti alla comunità lgbt americana, ha salutato con favore questa iniziativa:’<em>Oggi, con l&#8217;inclusione della Lesbian and Gay Human Right Commission, le Nazioni Unite sono piu&#8217; vicine agli ideali per cui furono fondate&#8221;</em>.</p>
<p>Via – <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/07/19/us-gay-group-gains-un-accreditation/" >Pink News</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zFhzQi6xzJsg1s7DcwmiM84dXxA/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zFhzQi6xzJsg1s7DcwmiM84dXxA/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>L’Irlanda riconosce le unioni civili gay</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/20/lirlanda-riconosce-le-unioni-civili-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9668" title="irishandgayflag" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/irishandgayflag.jpg" alt="irishandgayflag" width="426" height="280" />Un altro stato cattolico si aggiunge alla lista di quei paesi europei che, pur non rinnegando le proprie radici culturali e la fede della maggioranza della popolazione, protegge e tutela i diritti della comunità lgbt. Questa volta si tratta dell’Irlanda, che ha approvato in tempo record una legge che salvaguarda i diritti delle coppie dello stesso sesso, equiparandole a quelle eterosessuali in materia di eredità, welfare, pensioni, tasse e molto altro. Ieri mattina la presidentessa Mary McAleese ha firmato il provvedimento, dopo il parere favorevole del Parlamento e del Senato, rendendo così il <em>Civil Partnership Bill</em> legge a tutti gli effetti. Oltretutto, grazie a questa normativa, se una coppia irlandese contrae un’unione civile nell’Irlanda del Nord, che ricade sotto la giurisdizione inglese, o negli Stati Uniti, questa sarà immediatamente riconosciuta da Dublino.</p>
<p>Anche se la prima unione civile sarà possibile solamente a partire dal 2011, per via dei cambiamenti che devono essere apportati congiuntamente dai dipartimenti dell’Economia e delle Pari Opportunità, Kieran Rose del “Gay and Lesbian Equality Network”, assieme ad altre associazioni per i diritti degli omosessuali, ha commentato positivamente la notizia: <em>“È un tributo all’apertura e all’accoglienza che contraddistinguono da sempre la società irlandese, oltre all’impegno di tutti i nostri politici. Rappresenta una pietra miliare nel riconoscimento dei diritti civili delle persone gay e lesbiche”.</em></p>
<p>Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/07/19/Irish_Pres_Signs_Gay_Partners_Bill/" >Advocate</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FOaZ1LWHhBdvaXqDWEZ8vAqSTrY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FOaZ1LWHhBdvaXqDWEZ8vAqSTrY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Il veto della governatrice blocca le unioni civili gay nelle Hawaii</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:50:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/08/il-veto-della-governatrice-blocca-le-unioni-civili-gay-nelle-hawaii/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="alignright size-full wp-image-9092" title="Hawaii_CivilBeat" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Hawaii_CivilBeat.jpg" alt="Hawaii_CivilBeat" width="390" height="285" />La governatrice dello stato delle Hawaii ha posto il suo potere di veto alla legge sulle unioni civili tra omosessuali, già approvata dal Parlamento e dal Senato a maggioranza. La repubblicana Linda Lingle, dopo due mesi di dure polemiche e dibattiti accesi, ha riflettuto e ha deciso di non tradurlo in legge. Se fosse stata implementata, la misura avrebbe garantito alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili e gli stessi benefici dello Stato garantiti alle coppie sposate, anche se per le coppie dello stesso sesso questo non si prefigurava come &#8220;matrimonio&#8221; ma come semplice &#8220;unione civile&#8221;, proprio per ribadire l&#8217;unicità del matrimonio stesso.</p>
<p>Gli attivisti statunitenti per i diritti gay non si sono certo scoraggiati e sembra che stiano già preparando una causa legale per ribaltare la decisione della Lingle. La governatrice, da sempre avversaria dell&#8217;uguaglianza matrimoniale tra coppie etero e omosessuali, ha dichiarato che le unioni civili porterebbero sicuramente all&#8217;approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e, a suo parere, il Bill 444 sulle Unioni civili avrebbe introdotto semplicemente “il matrimonio gay con un altro nome”. Non tutto è perduto per l&#8217;arcipelago del Pacifico, visto che Camera e Senato hanno la possibilità di aggirare il veto con una nuova approvazione della legge a maggioranza qualificata.</p>
<p>Eppure, proprio la Corte Suprema delle Hawaii aveva stabilito, nel 1993, che negare alle coppie gay il diritto a unirsi in matrimonio fosse incostituzionale &#8211; <span id="result_box"><span>anche se, dopo anni di battaglie legali, lo Stato avrebbe poi modificare la propria Costituzione per permettere ai legislatori di vietare lo stesso il </span><span>matrimonio omosessuale &#8211; facendo iniziare cosi quel movimento internazionale a favore delle unioni omosessuali che da qualche anno sta iniziando a dare i suoi frutti in Europa e negli Stati Uniti d&#8217;America.</span></span></p>
<p><span><span>Via &#8211; <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/07/07/hawaii-governor-rejects-gay-civil-unions-bill/" >PinkNews</a></span></span></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OUmWUucK65kEekM76Cfohc1RHdc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OUmWUucK65kEekM76Cfohc1RHdc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Irlanda: il parlamento dà il via libera alle unioni civili gay</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 16:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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L’isola britannica, da sempre considerato fanalino di coda in Europa per quanto riguarda l’economia e i diritti, sta cambiando in meglio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/07/02/irlanda-il-parlamento-da-il-via-libera-alle-unioni-civili-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-8723" title="flag" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/flag.jpg" alt="flag" width="558" height="398" /></p>
<p>L’isola britannica, da sempre considerato fanalino di coda in Europa per quanto riguarda l’economia e i diritti, sta cambiando in meglio e l’ha dimostrato ieri, quando i parlamentari locali hanno approvato una legge che permetterà agli omosessuali di accedere al partenariato civile. I gay e le lesbiche potranno godere cosi di alcuni diritti e doveri finora riservati alle sole coppie etero, come la tutela della casa comune, la lotta alla violenza domestica e vari miglioramenti per quanto riguarda i contratti di locazione, la successione, le pensioni, le agevolazioni per le tasse, l’immigrazione e i servizi sociali.</p>
<p>Si pensa che questo disegno di legge diventerà operativo già dall’autunno, a 17 anni di distanza dalla decriminalizzazione dell’omosessualità in Irlanda. Nelle prossime due settimane il testo verrà esaminato e votato dal Senato, che potrà rispedirlo, in caso di esito negativo, al Parlamento. Una volta passato alla camera alta, la firma del Presidente farà diventare il progetto una realtà per tutti i cittadini omosessuali irlandesi. Gli attivisti di Dublino esprimono la loro soddisfazione per questa iniziativa, aspettata da oltre un decennio nell’isola, ma fanno notare come nel testo licenziato dal Parlamento sia assente il sostegno e la tutela dei tanti bambini che hanno come genitori le coppie dello stesso sesso.</p>
<p>Via – <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/07/02/irish-parliament-approves-civil-partnerships-bill/" >PinkNews</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/c5WjHzvLWxdVPQ11dLrBineoTSs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/c5WjHzvLWxdVPQ11dLrBineoTSs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Obama e la Clinton rinnovano il loro impegno per i diritti lgbt</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 13:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/06/24/obama-e-la-clinton-rinnovano-il-loro-impegno-per-i-diritti-lgbt/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7947" title="barack-obama-and-hillary-clinton" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/barack-obama-and-hillary-clinton.jpg" alt="barack-obama-and-hillary-clinton" width="498" height="359" /></p>
<p>Una platea calorosa e applausi scroscianti hanno accolto martedì 22 giugno il Presidente americano Barack Obama e il Segretario di Stato Hillary Clinton che, nel corso di due diversi eventi celebrativi di quello che è dal 1969 il mese dell’orgoglio lgbt, hanno rinnovato il loro impegno a porre fine alle violenze e alle discriminazioni contro gli omosessuali.</p>
<p> “<em>Non è giusto, non fa parte del nostro essere americani, e dobbiamo porre fine a questo</em>“, ha dichiarato Obama alla Casa Bianca, di fronte ai rappresentanti delle comunità omosessuali di tutta l’America, aggiungendo che <em>“le coppie gay e lesbiche meritano gli stessi diritti e le stesse responsabilità che spettano a tutte le coppie sposate in questo paese”</em>. Un anno fa, nel corso dello stesso appuntamento, il presidente americano si era ritrovato davanti una pubblico freddo e demoralizzato, che accusava l’establishment di aver compiuto passi indietro nei riconoscimenti dei diritti dei gay. Martedì, al contrario, il discorso di Obama è stato interrotto da calorosi applausi con i quali la platea ha sottolineato il suo apprezzamento per i progressi compiuti, tra i quali l’estensione dei benefici per gli impiegati federali omosessuali, un progetto di legge contro le discriminazioni sul posto di lavoro e il tentativo di abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell. Come spesso dichiarato, il presidente degli Stati Uniti non punta al matrimonio tra le persone dello stesso sesso, ma intende favorire le unioni civili che, secondo la sua opinione, darebbero alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie sposate.</p>
<p>Parole di impegno a favore dei diritti della nostra comunità erano arrivate poco prima anche da Hillary Clinton: durante un incontro organizzato dal Dipartimento di Stato e dal Glifaa, l’organizzazione per i gay e le lesbiche nelle Agenzie per gli Affari Esteri, ha riaffermato a nome dell’intera amministrazione americana “<em>l’impegno per proteggere i diritti di tutti gli esseri umani”,</em> aggiungendo che <em>“Ci stiamo muovendo insieme nella giusta direzione</em>“.</p>
<p>Molti attivisti lgbt si sentono però frustati da questi piccoli passi in materia di diritti civili e lamentano che Obama non si impegna abbastanza in questo campo, e chiedono altresì che l’attenzione venga posta soprattutto sul diritto di adozione agli omosessuali e l’approvazione di leggi severe contro la discriminazione. Un sondaggio condotto il mese scorso ha evidenziato come il 70% degli americani sia favorevole ai gay e alle lesbiche apertamente dichiarati nell’esercito, ma ben il 53% degli intervistati si è dimostrato strenuamente contrario alla legalizzazione del matrimonio omosessuale.</p>
<p>Via – <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/06/23/president-obama-vows-to-push-ahead-with-gay-rights-agenda/" >Pink News</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y3kflt6aL-t2JnE5cQxjLGFdBEA/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y3kflt6aL-t2JnE5cQxjLGFdBEA/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Torino, un pride “diverso” per difendere i diritti di tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 14:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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Un corteo composto non sono dal popolo lgbt, ma anche da donne e immigrati. Il gay pride di Torino 2010 è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/06/21/torino-un-pride-diverso-per-difendere-i-diritti-di-tutti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p><img class="aligncenter size-full wp-image-7636" title="torino" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/torino1.jpg" alt="torino" width="574" height="405" /></p>
<p>Un corteo composto non sono dal popolo lgbt, ma anche da donne e immigrati. Il gay pride di Torino 2010 è stato sicuramente un successo di presenze: migliaia di persone si sono alternate dietro il serpentone, di carri e striscioni, lungo un chilometro, con in mente e nel cuore lo slogan “I diritti sono il nostro pride”.</p>
<p style="text-align: left;">L’appuntamento annuale con l’orgoglio lgbt, organizzato dal Coordinamento Torino Pride, dalle Donne di Torino per l’Autodeterminazione e il Collettivo Immigrati auto organizzati, quest’anno aveva un sapore diverso, nella città piemontese che ha scoperto di essere un caposaldo friendly dopo il gay pride nazionale del 2006 Le parole chiave, quest’anno più che mai, sono state libertà di scelta e valori; e così si sono viste le metalmeccaniche, gli studenti medi e universitari, la Consulta per la laicità delle istituzioni, l’Anpass, le famiglie Arcobaleno,<img class="alignright size-medium wp-image-7639" title="torinocastello2" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/torinocastello21-300x199.jpg" alt="torinocastello2" width="384" height="224" /> l’Agedo, passando per i gruppi artistici, anarchici, i centri sociali e i partiti politici. Ci si è soffermati soprattutto sulla difesa della legge 194 e della pillola abortiva, uno dei temi dominanti della manifestazione: Silvio Viale, il ginecologo che per primo sperimentò la compressa abortiva, ha portato al Gay Pride un sacco contenente le scatole vuote di RU486 utilizzate all&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna, per protestare contro le parole espresse dal nuovo governatore del Piemonte Cota che si scagliò contro la pasticca di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi.</p>
<p>Il corteo, bagnato per via della pioggia ma comunque allegro, si è snodato da Porta Susa a Piazza Vittorio attraversando il centro di una Torino sempre attenta e molto presente, dai portici e dai balconi, per seguire i carri, le bandiere di associazioni e gruppi di vario tipo e la moltissima gente comune che ha deciso di manifestare per i diritti di tutte e tutti, come dimostrano le <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/06/19/foto/gaypride_torino-4980369/1/" >immagini</a>. La grande festa del pomeriggio è proseguita alla sera nello storico locale BIG con un&#8217;apericena seguita da musica, intrattenimento e balli.</p>
<p>“<em>L’opposizione delle identità crea nemici</em> – ha detto con fierezza Patrizia della Donne per l’Autodeterminazione &#8211; <em>Alcuni diritti invece sono di tutti e non sono negoziabili. Siamo qui oggi perchè vogliamo misurarci con le persone e non fare come la politica che è sempre più virtuale e passa sulle nostre teste. L’orgoglio è un’appartenenza comune”</em>.</p>
<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="584" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qAseZfJm9n8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="584" height="350" src="http://www.youtube.com/v/qAseZfJm9n8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Via – <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/costume/articolo/lstp/249642/" >La Stampa</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/f38mDCS7TE8vrzzVQ6mo3m4K01o/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/f38mDCS7TE8vrzzVQ6mo3m4K01o/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La stagione dei Pride</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 21:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>We Have a Dream</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia la stagione dei Pride, l&#8217;occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer. &#8220;We Have a Dream&#8221; cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza. Pride significa “orgoglio”, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fiaccolataglbt.wordpress.com&#38;blog=9223793&#38;post=532&#38;subd=fiaccolataglbt&#38;ref=&#38;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com/2010/06/11/la-stagione-dei-pride/"><img src="http://img.youtube.com/vi/E7OaNXh8hFs/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Inizia la <strong>stagione dei Pride</strong>, l&#8217;occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer.</p>
<p>&#8220;<em>We Have a Dream</em>&#8221; cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza.</p>
<p><strong>Pride significa “orgoglio”</strong>, libertà di essere quello che si è, ognuno/a coi sui tempi e i suoi percorsi, convinti/e che le cose potranno cambiare solo se troveremo il coraggio di metterci la faccia e di renderci visibili alla società.</p>
<p>Questo non significa necessariamente aderire ad un progetto specifico quanto piuttosto comprendere l&#8217;importanza di camminare lungo un sentiero che ci consenta di vivere liberamente nella pienezza del nostro essere.</p>
<p>I Pride e gli eventi che li accompagnano sono momenti centrali di <strong>visibilità e di confronto</strong> dell&#8217;universo LGBTIQ con il resto della società. Essi contribuiscono, a volte in maniera determinante, a compattare la comunità delle persone LGBTIQ e a dare sostegno a chi decide di vivere alla luce del sole. Per questo WHAD invita a conoscere e a partecipare alle iniziative dei Pride che, dal 12 giugno in poi, si svolgeranno in giro per l&#8217;Italia, cercando di coinvolgere anche altre persone.</p>
<p>MILANO 12 GIUGNO 2010 &#8220;ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!&#8221; &#8211; <a href="http://www.pridemilano.org" >http://www.pridemilano.org</a></p>
<p>PALERMO 19 GIUGNO 2010 &#8220;SICILIA PRIDE&#8221; - <a rel="nofollow" href="http://siciliapride.org/" >http://siciliapride.org/</a></p>
<p>TORINO 19 GIUGNO 2010 &#8220;I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE&#8221; -<a rel="nofollow" href="http://www.torinopride.it/" >http://www.torinopride.it/</a></p>
<p>NAPOLI PRIDE NAZIONALE 26 GIUGNO 2010 &#8220;ALLA LUCE DEL SOLE&#8221;-<a rel="nofollow" href="http://www.napolipride.com/" >http://www.napolipride.com/</a></p>
<p>ROMA 3 LUGLIO 2010 &#8220;OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE&#8221;-<a rel="nofollow" href="http://www.romapride2010.it/" >http://www.romapride2010.it/</a></p>
<p>TREVIGLIO 3 LUGLIO 2010 &#8220;GUARDIAMOCI IN FACCIA&#8221; -<a rel="nofollow" href="http://www.trevigliopride.it/" >http://www.trevigliopride.it/</a></p>
<p>CATANIA 10 LUGLIO 2010 &#8220;VERSO UN FUTURO DIVERSO&#8221; &#8211; <a href="http://www.cataniapride.it" >http://www.cataniapride.it</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fiaccolataglbt.wordpress.com/532/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fiaccolataglbt.wordpress.com&amp;blog=9223793&amp;post=532&amp;subd=fiaccolataglbt&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia si conferma tra le peggiori in Europa per i diritti gay</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 17:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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Secondo l’associazione ILGA Europe (“International Lesbian and Gay Association”), l’Italia è in fondo alla classifica del Vecchio Continente per quanto riguarda la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/05/26/l%e2%80%99italia-si-conferma-tra-le-peggiori-in-europa-per-i-diritti-gay/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=50" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 50px;"></iframe></div><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5682" title="GEO_Map_Europe_lg" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/GEO_Map_Europe_lg.jpg" alt="GEO_Map_Europe_lg" width="500" height="1019" /></p>
<p>Secondo l’associazione ILGA Europe (“<em>International Lesbian and Gay Association</em>”), l’Italia è in fondo alla classifica del Vecchio Continente per quanto riguarda la protezione e il riconoscimento dei diritti lgbt sul suo territorio.</p>
<p>È stata stilata una vera e propria <a href="http://www.ilga-europe.org/europe/news/for_media/media_releases/today_is_the_international_day_against_homophobia_transphobia_idaho" >classifica</a> di tutti gli stati europei con tanto di punti assegnati e tolti per ogni riconoscimento e diritto acquisito o negato, con una scala compresa tra 10 (punteggio positivo massimo) e -4 (punteggio totalmente negativo). I punti positivi sono stati assegnati a quei paesi che si sono dotati di una legislazione basata sulla protezione dalle discriminazioni dell’orientamento sessuale, sul riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso e dei diritti civili, oltre al sanzionamento dell’omofobia a livello giuridico. I punti negativi sono stati invece “conquistati” da quelli stati che hanno leggi che non permettono gli atti sessuali tra persone omosessuali, hanno ancora un’età del consenso non in linea con il resto del continente e hanno violato il diritto delle persone lgbt alle assemblee pacifiche e alla libertà di associazione negli ultimi 10 anni.</p>
<p>Il nostro bel paese ha guadagnato un solo punto, facendo compagnia all’omofoba Malta e alla sempre più ortodossa Grecia. Peggio di noi, con zero punti acquisiti, hanno fatto solo la Polonia, la Città del Vaticano, la Lettonia e Cipro; la parte nord di quest’ultimo paese, diviso da decenni tra greci e turchi, considera l’omosessualità ancora fuori legge, anche se questa legislazione è applicata raramente. Nell’est Europa c’è ancora molto da lavorare, visto che Russia, Ucraina, Moldavia e Bielorussia hanno registrato punteggi sotto lo zero. A guidare la classifica delle nazioni virtuose si piazza la liberale Svezia con il massimo punteggio, seguita con nove punti da Belgio, Spagna, Norvegia e Olanda.</p>
<p>Via – <a href="http://www.pinknews.co.uk/2010/05/25/malta-has-poor-record-on-gay-rights/" >Advocate</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QTauWAv2WSWWlAqNpXzz3qSFTXY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QTauWAv2WSWWlAqNpXzz3qSFTXY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Bilancio negativo del Baltic Pride tra violenza e omofobia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 17:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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Doveva essere la festa dell’orgoglio gay baltico, ma si è concluso tra i lacrimogeni e con numerosi arresti quando un consistente gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="wp_fb_like_button" style="margin: 0; float: none"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://gaymagazine.it/2010/05/11/bilancio-negativo-del-baltic-pride-tra-violenza-e-omofobia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=100" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 100px;"></iframe></div><p>
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<a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/baltic-pride.....jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4850" title="baltic pride...." src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/baltic-pride....-300x225.jpg" alt="baltic pride...." width="300" height="225" /></a>Doveva essere la festa dell’orgoglio gay baltico, ma si è concluso tra i lacrimogeni e con numerosi arresti quando un consistente gruppo di contestatori si e&#8217; scontrato con le forze dell&#8217;ordine. La situazione ha rischiato di precipitare quando, al grido di &#8220;Morte agli omosessuali&#8221; e &#8220;Lituania ai lituani&#8221;, circa tremila oppositori hanno occupato l&#8217;area circostante al Reval Hotel, lanciando bottiglie, sassi e bombe fumogene contro gli agenti, facendo registrare momenti di altissima tensione. La polizia è stata cosi costretta a disperdere la folla usando i fumogeni contro questi vandali violenti; diciannove di essi sono stati identificati e sono finiti in manette, tra loro anche due membri del parlamento.</p>
<p>Secondo gli organizzatori, lo scopo della sfilata di sabato tenutasi a Vilnius, a cui hanno partecipato circa 300 persone, era quello di denunciare l&#8217;intolleranza di cui gli omosessuali sono vittima in un Paese come la Lituania, a maggioranza fortemente cattolica. Al corteo ha preso parte anche il parlamentare tedesco Volker Beck, che ha parlato di un <em>&#8220;forte segnale per ricordare al governo che siamo in Europa e che i gay hanno gli stessi diritti degli eterosessuali&#8221;</em>. La manifestazione era stata bloccata la settimana scorsa per “motivi di ordine pubblico”, ed era stata riammessa solo in extremis grazie alla sentenza lampo della Corte Suprema locale.</p>
<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fvppq0yAe2g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/fvppq0yAe2g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>In questo video potete vedere alcuni fotogrammi della manifestazione, ma molti altri video e foto circolano su Youtube e sui social network, per denunciare il clima omofobo che si respira in Lituania e gli esiti negativi di questo evento, calpestato da un’ondata di violenza e omofobia a cui troppo spesso ci si fa l’abitudine.</p>
<p>
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Via – <a href="http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=407564" >Libero News</a></p>

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		<title>Jonathan Kashanian, intervistato da Barbara d&#8217;Urso, cerca l&#8217;amore. Con una donna o con un uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desperate Gay Guy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jonathan Kashanian, uno dei concorrenti più conosciuti delle varie edizioni del &#8220;Grande fratello&#8220;, è stato intervistato ieri da Barbara d&#8217;Urso a &#8220;Domenica[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/JonathanKashanianintervistatodaBarbaradUrsocercalamoreepotrebbeessereconunadonnaoconunuomo.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="289" alt="Jonathan Kashanian, intervistato da Barbara d&#39;Urso, cerca l&#39;amore e potrebbe essere con una donna o con un uomo" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://feeds.blogo.it/~r/queerblog/it/~3/mRJnk10uq-A/Jonathan%20Kashanian">Jonathan Kashanian</a>, uno dei concorrenti più conosciuti delle varie edizioni del &#8220;<a href="http://www.queerblog.it/tag/grande+fratello">Grande fratello</a>&#8220;, è stato intervistato ieri da Barbara d&#8217;Urso a &#8220;Domenica Cinque&#8221;. E ieri, si è parlato anche della sua vita privata e delle sue preferenze &#8220;sessuali&#8221;. Insomma, che Jonathan non sia esattamente il Bruce Willis italiano penso sia chiaro e sotto gli occhi di tutti, no? E, durante il dialogo tra lui e la presentatrice, è lo stesso intervistato a parlare dei propri gusti. Prima parla del suo primo bacio e della sua prima cotta (&#8221;<em>Era una donna?</em>&#8221; domanda la d&#8217;Urso &#8220;<em>Ovvio!</em>&#8221; risponde lui), per poi ammettere tristemente di non essersi sentito mai amato ma di aver compreso una cosa nella sua esistenza, in campo affettivo:</p>
<blockquote><p>&#8220;In questo momento della mia vita non c’è nessuno. Ma quando mi chiedono se sono gay, rispondo che io cerco l’amore a prescindere dal fatto che sia poi un uomo o una donna: in questo momento della mia vita non c’è una direzione precisa&#8221;</p></blockquote>
<p>Insomma, è bisessuale, confuso, non si capisce bene: lui cerca l&#8217;amore (<em>perché noi no?</em>). E non vuole andarsene da questo mondo, prima di aver formato una famiglia. A quel punto, Barbara gli fa presente che, affinché ciò accada, in Italia c&#8217;è solo una possibilità, quindi legarsi sentimentalmente con una donna. Ma lui non è d&#8217;accordo. E &#8220;se gli capitasse&#8221; di innamorarsi di un uomo, farebbe di tutto per adottare:</p>
 <blockquote>&#8220;Se mi dovessi ritrovare a 40 anni senza una famiglia, andrò all’estero per adottare un bambino del terzo mondo e sarò una iena contro tutti coloro che me lo impediranno perché ci sono genitori che non sono degni di essere chiamati genitori e una bambino starebbe molto meglio con me&#8221;</p></blockquote>
<p>E ovviamente il pubblico &#8220;<em>pecorone</em>&#8221; che batte le mani e approva con aria convinta e serena. Peccato che se poi accadesse veramente, fra una decina d&#8217;anni, gli griderebbero contro dandogli dell&#8217;egoista e sottolineando come la vera famiglia sia solo uomo + donna (citofonare <a href="http://www.queerblog.it/tag/alessandro+meluzzi">Meluzzi</a>).</p>
<p>Foto | <a href="http://blog.screenweek.it/images/07/10/218.jpg">Screenweek</a></p>

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<a href="http://feeds.blogo.it/~ff/queerblog/it?a=mRJnk10uq-A:Pp_Mw2XW1zU:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/queerblog/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.blogo.it/~ff/queerblog/it?a=mRJnk10uq-A:Pp_Mw2XW1zU:9czpuul9Ayc"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/queerblog/it?d=9czpuul9Ayc" border="0"></img></a>
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		<title>Matteo Maffucci degli Zero Assoluto parla di Ricky Martin e invita ad una ribellione generale contro la situazione gay in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 13:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desperate Gay Guy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matteo Maffucci (a destra), componente degli Zero Assoluto, ha una rubrica fissa su &#8220;Vanity Fair&#8221; (motivo mio personale di invidia) nella quale esprime la sua opinione sui vari fatti[...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/MatteoMaffuccidegliZeroAssolutoparladiRickyMartineinvitaadunaribellionegeneralecontrolasituazionegayinItalia.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="301" alt="Matteo Maffucci degli Zero Assoluto parla di Ricky Martin e invita ad una ribellione generale contro la situazione gay in Italia" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.soundsblog.it/tag/matteo+maffucci">Matteo Maffucci</a> (a destra), componente degli Zero Assoluto, ha una rubrica fissa su &#8220;<a href="http://www.queerblog.it/tag/vanity+fair">Vanity Fair</a>&#8221; (<em>motivo mio personale di invidia</em>) nella quale esprime la sua opinione sui vari fatti di cronaca e attualità in Italia. E questa settimana, ha parlato del <a href="http://www.queerblog.it/post/7594/ricky-martin-fa-coming-out-sono-gay-e-ne-sono-fiero">famoso coming out di Ricky Martin</a>, esprimendo il proprio appoggio ma anche il proprio disgusto sulla situazione dei diritti gay nel nostro Paese:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mi sono reso conto che sul tema dell&#8217;omosessualità stiamo ancora discutendo se è giusto o no che due persone possano condividere insieme una vita anche di fronte allo Stato. Ma vi sembra normale? A me no, anche perché in Italia non si può fare. E allora mi chiedo per quale motivo non avvenga un&#8217;insurrezione popolare. Non di uomini e donne gay, di tutti. È una questione di giustizia ovvia, di rispetto e di civiltà. È deprimente accorgersi di vivere in un Paese che con l&#8217;alibi della &#8220;vicinanza&#8221; al Vaticano ancora cincischia intorno a un problema così importante&#8221;</p></blockquote>
<p>Parola sante a cui segue un&#8217;ammissione di &#8220;colpa&#8221; del cantante stesso che chiede scusa pubblicamente:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mi metto in prima fila e mi cospargo il capo di cenere e chiedo scusa anche perché non ho mai fatto nulla per migliorare le cose: è sempre stato quell&#8217;atteggiamento che porta a pensare che &#8216;ci penserà chi di dovere&#8217; a pulirmi la coscienza. Stronzate! Se c&#8217;è una cosa che sto capendo, crescendo, è che far finta di niente è accettare lo status quo. Ma come facciamo a definirci un Paese moderno? Siamo gli ultimi degli ultimi. Svegliamoci. A chi dà fastidio se i gay hanno una possibilità in più per essere felici?&#8221;</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.divertimento.it/fnts/videomusica/immagini/330x230/appenaprima.jpg">Divertimento</a></p>
 
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		<title>Stati Uniti: Barack Obama censura la protesta gay</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 13:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni molaschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/StatiUnitiBarackObamacensuralaprotestagay.jpg" class="post" border="0" width="586" height="280" alt="" /><br clear="all" /><br />
A sei mesi di distanza dall’assegnazione del Nobel per la Pace a <a href="http://www.polisblog.it/post/5783/nobel-per-la-pace-a-barack-obama-il-testimonial-perfetto-per-un-prodotto-senza-appeal-commerciale">Barack Obama</a>, presidente degli Stati Uniti, si può affermare senza essere smentiti che il comitato svedese ha fatto il passo più lungo della gamba.</p>
<p>È di questi giorni la notizia riguardante il confronto, <a href="http://www.camilloblog.it/archivio/2010/04/21/dont-see-dont-tell/">poco civile</a>, che sta avvenendo tra la comunità omosessuale statunitense e il proprio primo cittadino. La polizia di Washington ha infatti impedito a giornalisti e fotografi di documentare la protesta organizzata da gay e lesbiche contro <a href="http://www.polisblog.it/tag/barack+obama">Barack Obama</a>.</p>
<p><a href="http://www.queerblog.it/post/7737/obama-ordina-agli-ospedali-di-permettere-alle-coppie-gay-le-visite-e-di-poter-prendere-decisioni-di-salute-luno-per-laltro">A nulla è servito il recente provvedimento preso</a>, a seguito del quale in ospedale etero ed omosessuali possono godere dei propri diritti. La comunità GLBTQ statunitense vuole di più. Vuole che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali non sia monopolio solo di pochissimi stati.</p>
 <p>
Probabilmente per quanto fatto finora da <a href="http://www.polisblog.it/tag/barack+obama">Barack Obama</a> in altri campi, su tutti quello della sanità pubblica, l’obiettivo non è neanche da considerarsi impossibili. Anzi. </p>
<p>Certo è che tale traguardo non potrà mai essere raggiunto con la censura o attraverso altri strumenti che tutto fanno pensare tranne alla pace.</p>

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		<title>Obama ordina agli ospedali di permettere alle coppie gay le visite e di poter prendere decisioni di salute l&#8217;uno per l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desperate Gay Guy</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/queerblog/Obamaordinaagliospedalidipermettereallecoppiegaylevisiteedipoterprenderedecisionidisalutelunoperlaltro.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="283" alt="Obama ordina agli ospedali di permettere alle coppie gay le visite e di poter prendere decisioni di salute l&#39;uno per l&#39;altro" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.queerblog.it/tag/barack+obama">Barack Omaba</a> ha dato<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/16/news/obama_gay_ospedali-3382417/"> l&#8217;ordine</a> a tutti gli ospedali americani di concedere e riconoscere i diritti alle coppie gay. Il dipartimento di Sanità dovrà impedire ogni discriminazione per le coppie dello stesso sesso. Le associazioni gay hanno esultato dinanzi a questa decisione, lamentandosi da sempre del divieto in alcuni ospedali per il partner gay di assistere il proprio compagno o di poter prendere decisioni in merito alla salute, solo perchè non vincolato da legami di sangue. Ecco cosa ha affermato Joe Solomense, il direttore dell&#8217;organizzazione Human Rights Campaign.</p>
<blockquote><p>&#8220;La discriminazione tocca ogni aspetto della vita delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e transgender, anche nei momenti di dolore e malattia, quando noi abbiamo maggiormente bisogno di avere chi ci ama accanto&#8221;</p></blockquote>
<p>Mentre, dopo il salto, vi riportiamo le parole di Obama usate nell&#8217;ordine esecutivo:</p>
 <blockquote>&#8220;Ogni giorno, in tutta l&#8217;America, a pazienti viene negata la cura dei loro cari ai gay e le lesbiche americane viene spesso vietato di stare accanto a compagni di una vita, vietato di prendere decisioni in caso che il paziente non sia in grado di fare&#8221;</p></blockquote>
<p>Successivamente l&#8217;uomo ha chiamato Janice Kangbehn, la donna che ha vissuto 18 anni insieme alla compagna e  a cui non ha potuto dire addio a causa della burocrazia, dopo che la donna era stata colpita da un aneurisma cerebrale (<a href="http://www.queerblog.it/post/6199/florida-donna-muore-per-aneurisma-ma-lospedale-non-permette-alla-compagna-di-vederla-e-il-tribunale-chiude-il-caso">noi di Queerblog ne avevano già parlato ai tempi in cui era accaduto</a>)E lei stessa ha commentato:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono anni che ripeto che tenere la mano a qualcuno che sta morendo non è un diritto dei gay ma un diritto umano, ed ora il presidente mi chiama e mi dice che &#8216;è d&#8217;accordo con me, è una cosa sorprendente&#8221;</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://blog.nj.com/njv_george_berkin/2009/04/large_gaydating.jpg">Mj</a></p>

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		<title>In Argentina il primo matrimonio lesbico, il Costa Rica ci pensa ma non troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDREA CAMMARATA</dc:creator>
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Il continente centro e sud americano nel campo dei diritti lgbt ci sta davvero sorprendendo. Se in Messico vengono celebrati ogni settimana decine [...]]]></description>
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<br />
Il continente centro e sud americano nel campo dei diritti lgbt ci sta davvero sorprendendo. Se in Messico vengono celebrati ogni settimana decine e decine di matrimoni tra persone dello stesso sesso, gli altri paesi vicini (e non) si stanno rimboccando le maniche per stare al passo con le più moderne e innovative legislazioni europee in materia di unioni civili.</p>
<p><a href="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Arevalo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4216" title="Arevalo" src="http://gaymagazine.it/wp-content/uploads/Arevalo-300x219.jpg" alt="Arevalo" width="300" height="219" /></a>Una coppia di lesbiche, esiliate dal 1976 al 1983 durante la dittatura militare argentina, si sono unite in matrimonio venerdì scorso nella loro terra natia. Le 67enni Norma Castillo and Ramona Arevalo sono sostenitrici della campagna &#8220;Same Right, Same Names&#8221;, curata dall’Associazione Argentina LGBT a sostegno della parità e del riconoscimento tra il matrimonio gay e quello etero. Lo scorso dicembre altre due coppie, questa volta di uomini, si sono potute sposare in seguito al verdetto favorevole dell’alta corte che ha dato il proprio benestare alla loro unione.</p>
<p>Il presidente del Costa Rica Óscar Arias, secondo quanto riportato da un giornale locale, è favorevole a un riconoscimento legale delle coppie omosessuali: “<em>Una persona, uomo o donna che sia, non può scegliere la sua inclinazione sessuale; essa è data dalla natura o da Dio. Ci sono cose date da Dio e noi dobbiamo evolverci e accettarle. La Chiesa (Cattolica) deve evolversi</em>.” Peccato che Arias rimarrà in carica solo fino all’8 maggio 2010, quando sarà sostituito dalla nuova presidentessa Laura Chinchilla. Di lei ci eravamo già occupati tempo fa in merito alle sue dichiarazioni sul matrimonio: istituzione intoccabile, per le persone omosessuali si batteranno altre strade per riconoscere loro i diritti civili e patrimoniali che spettano alle coppie etero, ma non è una priorità.</p>
<p>
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Via – <a href="http://www.advocate.com/News/Daily_News/2010/04/12/First_Lesbian_Couple_Marries_in_Argentina/" >Advocate.com</a></p>

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