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Posts Tagged ‘fabrizio marrazzo’

“Le notti brave dei preti gay”, l’inchiesta che fa tremare il Vaticano

preti gayIncontri con prostituti, sesso occasionale con sconosciuti, frequentazione di ritrovi gay: è questo il risultato dell’inchiesta del settimanale Panorama condotta sui prelati omosessuali nella Capitale, che sta creando scandalo e imbarazzo nella Chiesa Cattolica e nella società italiana, ricaduta nel baratro del perbenismo di facciata a tutti i costi. “Per venti giorni – afferma il settimanale – un giornalista di Panorama, affiancato da un complice gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale”. L’immagine scelta dalla popolare testata è quanto mai esaustiva e mostra due mani giunte intorno a un rosario, in atto di preghiera, con uno smalto rosa sulle unghie.

Tanti sono i casi scoperti dal settimanale, ma tre in particolare, avvenuti nei primi giorni di luglio, hanno attirato l’attenzione del giornalista che li racconta utilizzando nomi di fantasia: si tratta del sacerdote francese 35enne Paul, del 45enne Carlo, e di Luca, rimorchiato su internet su una chat omosessuale e poi ripreso in casa sua durante un rapporto sessuale con il complice del cronista. L’inchiesta parte dal primo incontro tra il cronista e il suo complice gay con padre Paul e Carlo, in un locale del quartiere romano di Testaccio. Davanti a loro, “due escort uomini hanno ballato seminudi” con omosessuali, tra cui Paul, facendo poi sesso con alcuni di loro. Usciti dal locale, il complice gay del cronista di Panorama viene invitato a casa di Paul, gli chiede di indossare l’abito talare e ha un rapporto sessuale, filmato con la telecamera. La sera successiva, Paul e Carlo si rivedono con il cronista di Panorama e il suo complice al Gay Village di Roma “mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente”. Il giorno dopo, sempre secondo il settimanale, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza dei due infiltrati, verificando così “che Paul è effettivamente un prete”. Con Carlo c’é un secondo incontro in un ristorante del centro di Roma, “abitualmente frequentato da gay”. Alla fine del pranzo, “Carlo ha portato il complice di Panorama nel suo appartamento, che è collegato a una grande struttura ecclesiastica, e ha avuto con lui un rapporto sessuale”, anche questo ripreso dalla telecamera nascosta. “Il cronista di Panorama – afferma ancora il settimanale – ha anche filmato Carlo mentre celebrava messa in una chiesa non lontana dal suo appartamento”. Tutti i filmati e le foto a corredo dell’inchiesta sono a disposizione sul sito di Panorama a partire da oggi.

“Anch’io, una quindicina di anni fa, ho avuto una storia con un monsignore. La storia è durata sei mesi, era il 1994 o il 1995. Era qui a Roma, lui era un alto funzionario vaticano. Poi ne ho perso le tracce, ma credo che stia sempre a Roma. Ma ce ne sono stati anche altri, e a volte ho scoperto solo dopo che erano sacerdoti”, spiega Aurelio Mancuso, esponente storico della comunità lgbt italiana. “Nella comunità si sa da sempre – spiega l’ex presidente di Arcigay – è molto consueto che sacerdoti frequentino i luoghi di ritrovo degli omosessuali, come saune, bar, discoteche. Posti dove comunque non si va solo per fare sesso, ma anche per conoscere persone. E per entrare magari hanno fatto la tessera di Arcigay”. Autorevoli fonti vaticane bollano questa inchiesta come “puro scandalismo” e “un tentativo di trovare ad ogni costo argomenti forti per svegliare i lettori sotto l’ombrellone”. “E quand’anche si volesse sviscerare un argomento così complesso e delicato quale la sessualità dei sacerdoti – aggiunge la fonte - non basterebbe un’inchiesta di quindici giorni, per quanto accurata”.

Come si organizza un incontro con un sacerdote? Le parole d’ordine sono anonimato ed esclusività: l’invito arriva via sms o tramite il passaparola e spesso nomi e indirizzi dei locali che ospitano feste private omosex solo per religiosi vengono affidati alle chat e comunque i ritrovi sono sempre gli stessi. Sarebbero una decina a Roma – precisa Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – i preti che frequentano gli ambienti gay della Capitale, e tra loro ci sarebbero sacerdoti di diverso ordine e grado, incluse “persone che con il tempo sono diventate vescovi”. “Non è un mistero che ci siano preti e sacerdoti che a Roma frequentano ambienti e locali gay - dichiara Marrazzo - ma ovviamente si tratta di feste private. E comunque di certo non condanno tutto questo”.

Via – Ansa


Aggressione al Colosseo, quattro le persone indagate

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Ci sono quattro indagati per il caso del 22enne aggredito e pestato nel maggio scorso in Via Fagutale, nei pressi del Colosseo. L’accusa nei confronti degli aggressori, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, è di concorso in lesione gravissime e rapina. Il ragazzo aveva trascorso la serata in un locale nella Gay Street romana quando, nella zona di Via Cavour nelle vicinanze del monumento simbolo di Roma, quattro persone lo hanno dapprima insultato e poi picchiato selvaggiamente, ferendolo e rischiando di fargli perdere un occhio. Ricoverato in ospedale, aveva denunciato il fatto e oggi ci sono i primi risultati dopo due mesi circa di indagini.

Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, esprime la sua soddisfazione ma invita a non abbassare la guardia sui tanti casi della Capitale ancora irrisolti: “E’ importante che, grazie alla segnalazione fatta dal ragazzo aggredito al servizio Gay Help Line e poi con la successiva denuncia alle forze dell’ordine, con il nostro supporto legale, si sia arrivati a individuare i presunti aggressori, anche grazie alle testimonianze degli amici. Riteniamo che sia un risultato significativo, e ringraziamo la Digos che sta indagando sul caso.”. “E’ necessario – aggiunge – fare piena luce anche su tutti gli altri casi irrisolti di omofobia, come quello della coppia gay aggredita a Campo dei Fiori a maggio 2009, con una delle vittime lasciata sanguinante a terra. Inoltre, dobbiamo considerare che solo una minima parte delle violenze viene segnalata alle forze dell’ordine, quindi risulta ancora necessario fare azioni di comunicazione per sollecitare le persone a denunciare”. Sempre in merito al caso del ragazzo pestato nei pressi del Colosseo, Daniele Stoppello, responsabile legale del servizio Gay Help Line, afferma: “Bisogna rilevare che il ragazzo fu offeso perché gay prima che gli venisse rubato il cellulare, furto avvenuto per impedirgli di chiedere aiuto all’amico con cui stava parlando al telefono. Il portafoglio e gli altri oggetti di valore, infatti, non sono stati rubati, peraltro gli aggressori hanno continuato a colpire il ragazzo anche quando era a terra privo di sensi. E’ sempre più urgente approvare la legge contro l’omofobia, perché consentirebbe di punire con ancora più forza reati di questo tipo, come oggi avviene per quelli motivati dall’ odio religioso o razziale”.

Via – Apcom


12 luglio 2010: il popolo Lgbt ricorda Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005

a Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005 2005. Nella notte tra l’11 e il 12 luglio, a Roma, nel Parco delle Valli di via Val d’Ala, veniva ucciso Paolo Seganti. Lì, nel quartiere Montesacro, alcune persone hanno massacrato con una violenza inaudita l’uomo: bastonato, calci, coltellate, per infierire su un corpo e renderlo irriconoscibile. Una settimana dopo vi fu una fiaccolata a Roma, con grande partecipazione del mondo Lgbt, insieme al sindaco (di allora) Walter Veltroni.

2010. Gli assassini di Paolo Seganti sono ancora oggi sconosciuti. È stato creato un numero amico, il Gay Help Line, per consulenze legali, mediche e di supporto psicologico. Da allora, in Italia, le violenze e gli omicidi omofobi non sono diminuiti, anzi, sono aumentati. E questa mattina, in via Paolo Seganti, al parco delle Valli, luogo dedicato alla memoria della vittima, c’è stato un incontro in suo ricordo. Così ha parlato Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay di Roma:

“Abbiamo voluto questo momento per ricordare Paolo Seganti perché sentiamo il dovere di onorare chi ha perso la vita a causa della violenza e dell’odio. La memoria è fondamentale, in un momento in cui le aggressioni verso omosessuali e transessuali vengono alla luce in modo sempre più drammatico e non si riesce a fronteggiarle con provvedimenti legislativi adeguati o con iniziative sociali e culturali di cui sentiamo la necessità. È necessario un impegno collettivo perché nessun altro perda la vita o subisca violenza perché gay o trans. È stata una commemorazione molto commovente e intensa perché la morte di Paolo Seganti ha rappresentato uno dei momenti più drammatici e dolorosi per la nostra comunità e ancora oggi i responsabili non sono stati individuati”

Per non dimenticare. Mai.

Via | ArcigayRoma

12 luglio 2010: il popolo Lgbt ricorda Paolo Seganti, gay ucciso nel 2005 é stato pubblicato su queerblog alle 18:00 di lunedì 12 luglio 2010.


Roma Pride 2010: Gay Magazine c’era e ve lo racconta da vicino

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Il Pride di Roma di sabato scorso ha rappresentato un momento fondamentale per la comunità gay italiana, nonostante le spaccature interne al movimento, le intimidazioni e le polemiche che sono sorte prima e dopo la manifestazione. Gay Magazine era presente e ha potuto documentare la gioia, le rivendicazioni, i gesti d’affetto, la musica, l’allegria e l’impegno sociale che caratterizzano ogni Pride. È stato un corteo veramente sentito dalla gente, con il pensiero fisso al clima omofobico e transfobico che infetta soprattutto la Capitale e la richiesta forte di maggiori tutele e diritti, tra cui una legge contro la violenza basata sull’orientamento sessuale e l’approvazione delle unioni civili omosessuali.

0100703174312151_20100703Lo slogan “Ogni bacio una rivoluzione” è stato pienamente rispettato, visto che l’evento si è aperto con il matrimonio simbolico di una coppia gay e di una coppia lesbica, accompagnato da un bacio collettivo dei manifestanti. Persone di tutte le età e di tutti i generi sono scese per le strade con cartelli per chiedere e rivendicare i loro diritti, sdoganando slogan come “Anche una coppia gay è famiglia”, “Né Stato né Dio sul corpo mio”, e “Vaticano Guantanamo mentale”. Un momento veramente toccante è stata la deposizione di una corona di fiori colorati al monumento ai caduti del nazifascismo a Porta San Paolo, in memoria delle vittime dell’omofobia, della transfobia e della violenza; protagonisti del gesto i tre portavoce e vittime della violenza e della discrimazione made in Italy Mattia Cinquegrani, Luana Ricci ed Esther Ascione.

Presenti alla sfilata, tra gli altri, genitori con passeggini, giovanissime coppie etero, alcuni ragazzi con bandiere di Sinistra ecologia e libertà, Vladimir Luxuria, Franco Grillini, l’attrice Violante Placido e l’assessore provinciale alla Cultura di Roma Cecilia D’Elia. Al corteo si è aggiunta poi la parlamentare Pd Paola Concia, arrivata alla manifestazione in ritardo perché era in Comune a celebrare un matrimonio: “Posso celebrare i matrimoni, ma non posso sposarmi con la mia compagna” ha dichiarato. Non potevano mancare gli organizzatori della sfilata, sempre in testa al corteo dove rimbombava la parola d’ordine ‘unità’, sentita in questo frangente come una vera e propria urgenza: tra questi Imma Battaglia di D-Gay Project, il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, lo storico esponente della comunità omosessuale italiana Aurelio Mancuso e Francesca Busdraghi  di Azione Trans.

Il serpentone arcobaleno, partito da Piazzale dei Partigiani davanti alla Piramide Cestia, si è snodato lungo le vie della Capitale, per passare poi, per la prima volta, davanti a Via San Giovanni in Laterano, la celeberrima Gay Street romana. Le bandiere delle tantissime associazioni lgbt aderenti sullo sfondo del Colosseo, simbolo per eccellenza della capitale, hanno offerto uno spettacolo unico e suggestivo, e i partecipanti festosi e caparbi, nonostante l’afa africana e anche un po’ di pioggia imprevista, non hanno desistito e hanno raggiunto la centralissima Piazza Venezia, tappa conclusiva di questa sfilata per i diritti. Qualcuno obbietta che più che una manifestazione, il Pride è un carnevale dove mettersi in mostra. Ebbene, oltre la carne in bella vista, a Roma come nei precedenti Pride che si sono tenuti per tutto giugno lungo lo stivale, abbiamo visto anche persone “normali”, anziani mano per la mano, turisti e transessuali vestite come una qualsiasi donna. Dai 50mila manifestanti iniziali, siamo passati a quasi 100mila lungo Via dei Fori Imperiali, in barba a chi voleva tapparci la bocca e alle divisioni intestine.

colosseo gayCerto, la giornata di sabato è stata funestata da due avvenimenti, che hanno fatto temere il peggio per la buona riuscita della manifestazione e un’escalation di violenza che, grazie anche alla massiccia presenza delle forze dell’ordine, non c’è stata. Mi riferisco soprattutto ai petardi lanciati venerdi notte al Gay Village, che hanno ferito lievemente due persone, e uno striscione del movimento politico cattolico Militia Christi nei pressi del Colosseo che recita “Gay pride: diritti alla perversione”. Sempre venerdì notte il Comitato per la famiglia ha preso di mira i manifesti dell’evento, che tappezzavano via Labicana, via Cristoforo Colombo, la zona di Castro Pretorio e Porta Pia, trasformando la scritta “Roma è gay” in “Roma per la famiglia”, e a oscurare i cartelloni rimasti, poi, ci ha pensato Forza Nuova. A condannare prontamente questi gesti omofobici sono state le istituzioni, in primis il sindaco Alemanno e il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, oltre a tutto il mondo lgbt che si è ritrovato unito, con la mancanza di qualche nome eccellente, sotto il cielo di Roma.

“La nostra battaglia ha un solo obbiettivo che tutta la società cresca. Quando siamo aggrediti ci sentiamo soli. Ma non c’è peggior solitudine che la divisione. Il Pride è di tutti. Da qui al prossimo Pride dobbiamo essere uniti. Non permettiamo più la divisione del movimento”. Così gli organizzatori dal palco di piazza Venezia dove ci sono stati gli interventi di chiusura, in riferimento alla spaccatura con il Circolo Mario Mieli, il quale si è dissociato pubblicamente dall’evento capitolino 2010 e ha partecipato sabato al Pride di Madrid, dove ha presentato l’Europride che si terrà proprio a Roma il prossimo anno.

Gay Magazine vi proporrà, in esclusiva, una galleria con le immagini più belle di questo Pride 2010, a cui ha partecipato con tanto orgoglio e con la voglia di cambiare questo nostro paese e ricompattare il nostro movimento lgbt che, nel momento del maggior bisogno, si è spaccato in inutili e deleterie fazioni. La manifestazione capitolina deve servire come esempio, anche in preparazione per l’Europride 2011 e per le future lotte che ci attenderanno, in Parlamento come nella vita di tutti i giorni. 


Gay Help Line, parte la nuova campagna del numero verde che ti dà ascolto

 

“Sei gay? Se non riesci a parlarne con loro, parlane con noi. Gay Help Line ti dà ascolto”. Sintetico e diretto, ecco lo spot della nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line 800.713.713, il numero verde gratuito da fisso e mobile che offre supporto e servizi alle persone lesbiche, gay e trans che sarà presente nella Capitale fino al 15 luglio. Un progetto del Comune di Roma, realizzato con il sostegno della Provincia e della Regione Lazio, promossa proprio nella città più funestata in questi ultimi mesi dai episodi di violenza nei confronti degli omosessuali e dove si moltiplicano ogni giorno gli allarmi e gli appelli contro l’omofobia. “Quest’anno – afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile di Gay Help Line – la campagna di comunicazione è dedicata al tema dell’incomunicabilità e della visibilità a partire dalle relazioni in famiglia delle persone lesbiche, gay e trans: molte persone, infatti, non riescono a vivere serenamente perché non hanno fatto coming out in famiglia, a scuola, con gli amici o al lavoro. Vogliamo dir loro che essere visibili è un’opportunità e un’occasione di crescita per se stessi e nella società. E che Gay Help Line, con i suoi servizi, può essere un punto di riferimento importante”.

gay help line madreMigliaia i manifesti affissi nella Capitale così come sugli autobus, dove sono riportate le foto di quattro testimonial: due ragazzi gay, una ragazza lesbica e una madre. Oltre alle affissioni, la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line prevede anche uno spot radio che sarà diffuso sul circuito radio del Comune e uno spot video che sarà diffuso attraverso il circuito video del trasporto pubblico romano, ma anche tramite alcune emittenti locali che hanno dato la loro disponibilità, ma anche attraverso le modalità di diffusione online, sfruttando tutte le opportunità che le nuove tecnologie e i social network come Facebook offrono. “Chiediamo alle tv – aggiunge Marrazzo – di sostenere questa iniziativa mettendo in onda il video come iniziativa contro l’omofobia: si tratterebbe di un’importante comunicazione sociale in un momento in cui si sono verificati moltissimi episodi di violenza e intolleranza. Ringraziamo RomaUno e IES TV che hanno deciso di mandare in onda lo spot gratuitamente e ci auguriamo che molte altre emittenti tv possano seguire il loro importante esempio”. “Voglio ringraziare – conclude Marrazzo – tutto il team dell’agenzia Saatchi & Saatchi, in particolare modo i creativi, con cui abbiamo lavorato per settimane: siamo felici di aver avuto l’occasione di collaborare con una grande e prestigiosa azienda italiana il cui management ha scelto di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione diventando partner di Gay Help Line. Molto importante è stato il supporto dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore Umberto Croppi che ha sostenuto questa iniziativa, di tutte le volontarie e i volontari che hanno collaborato alla realizzazione e quotidianamente si impegnano gratuitamente per il servizio”.

Via – La Repubblica


Eletti Miss Lesbica Roma e Mr Gay Roma 2010

21 giugno 2010 Robo Nessun commento

Gaia Elide Bruschini e Giulio Spatola

Quasi come un inizio delle manifestazioni per il Roma Pride 2010, lo scorso week end si è tenuta nella Capitale l’elezione di Miss Lesbica Roma e Mister Gay Roma, organizzata dal comitato Rainbow Colosseo e Arcigay Roma. Hanno vinto Gaia Elide Bruschini, romana ventiduenne, e Giulio Spatola, palermitano di ventisei anni (in foto con Annalisa Scarnera del comitato Rainbow Colosseo e Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma). Ai vincitori è andato un viaggio a Gran Canaria.

Alla serata – oltre alla giuria composta, tra gli altri, da Melissa P., da Daniela Martani del GF9, dagli attori Marco Filippeschi e Roberta Allegrini – ha preso parte anche Luisa Corna che ha affermato di sostenere le persone lgbtqqi nella lotta per i diritti.

Mi fanno sempre tenerezza i concorsi di bellezza e mi ricordano il film Erin Brokovich in cui Erin (una splendida Julia Roberts) rammenta il giorno della sua elezione a reginetta e afferma di voler portare la pace nel mondo

Eletti Miss Lesbica Roma e Mr Gay Roma 2010 é stato pubblicato su queerblog alle 10:02 di lunedì 21 giugno 2010.


Gay Pride. Appello di Vendola, Concia, Luxuria: “Dopo Napoli tutti a Roma il 3 luglio”


Nel momento delle piazze bisogna lasciare al vento, affinché li trascini altrove, ogni acredine, incomprensione; rivolgersi alle persone che lottano per avere quello che tu stesso necessiti; invitare coloro che si nutrono di indifferenza e smarrimento per dire loro che le speranze son dure a morire, che vale sempre continuare a lottare perché quelle speranze diventino certezze. C’è sempre un buon motivo per partecipare ai Gay Pride. Uno tra i tanti è proprio la questione dei diritti legali dell’individuo, diritti di cittadinanza spronati dall’Europa, rimasti ancora lettera morta per i nostri legislatori. Irrisolto il problema delle coppie di fatto omosessuali; quello di una dignità del lavoro per le transessuali, il bullismo omofobo nelle scuole, la libera circolazione delle coppie di fatto, etc. In più si è fatto urgente un intervento legislativo per punire gli atti di violenza omofoba e ogni forma di discriminazione.

Servono a questo i Gay Pride: a risvegliare le coscienze sui diritti per le minoranze sessuali; servono a stabilire un’eguaglianza tra cittadini, tra persone, tra studenti, tra condomini. In questo strano paese l’orgoglio delle rivendicazioni per i diritti deve partire da noi, soggetto per soggetto, militante per militante, sigla per sigla, mantenendo le proprie specificità ma ruggendo coralmente per i diritti che ci facciano sentire più Europa.

Credo sia anche per questo che in occasione del Gay Pride di Roma, che si svolgerà il 3 luglio prossimo, siano scesi in campo i leaders delle organizzazioni lgbtq capitoline: Di Gay Project, con Imma Battaglia; l’Arcigay di Roma, col presidente Fabrizio Marrazzo; la deputata Pd Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Certo, che manchino altre importanti realtà come il Mario Mieli, cercheremo di capirne le ragioni. Roma dovrebbe essere la città che chiude le manifestazioni dei Gay Pride. Importante la presenza e l’adesione di Nichi Vendola che, credo, non mancherà all’appuntamento nazionale di Napoli.

Nichi, in questi mesi, sta facendo un lavoro di presenza e consensi che sono importanti persino alla futura politica di questo paese. Nichi, ce lo raccontano i fatti, non dimentica di essere omosessuale e quindi senza diritti, e questo lo fa sentire partecipe ai Gay Pride, come alla vita di tutti noi che lottiamo per un’Italia che difenda i suoi cittadini lgbtq. Non vi è mai stata una così alta carica istituzionale, che da gay, non ha dimenticato gli altri gay, le lesbiche, le transessuali.

Lo stesso vale per Vladimir Luxuria che, smessi i panni di parlamentare, continua a essere linfa per il Movimento. La sua vita artistica e culturale continua a dibattere dei problemi delle persone trasgender, si batte contro le violenze omofobe. Lo fa con intelligenza e perseveranza.

Anche Anna Paola Concia, in un Parlamento ingessato da una maggioranza che poco pensa alle necessità della gente, si batte come una leonessa, solitaria ma forte, per riuscire a far tornare in aula la sua legge contro l’omofobia, avendo spesso critche poco generose persino da parte della militanza lgbtq.

Loro, noi, tanti altri emeriti, ma importanti sconosciuti, uomini di cultura e di fede, in tanti, diamoci appuntamento, dopo Napoli, a Roma. Serve esserci nella città che nei mesi scorsi è stata teatro di intolleranze omofobe; è importante che i cittadini di Roma vedano un Movimento fiero, unito, popoloso, festaiolo ma che non intende arretrare sulla richiesta di nuove leggi che ci riguardano.

Ci saranno bagliori di feste la sera, ma al Pride del pomeriggio andiamo tutti, con le nostre speranze, i nostri amori, anche l’illusione che presto avremo un paese diverso. Una illusione che, se uniti e tanti, potrebbe turbare la sonnolenta politica.

Gay Pride. Appello di Vendola, Concia, Luxuria: "Dopo Napoli tutti a Roma il 3 luglio" é stato pubblicato su queerblog alle 13:00 di sabato 19 giugno 2010.


Omofobia. Fabrizio Marrazzo (Arcigay). “Solo un caso di violenza su dieci viene denunciato”.

12 giugno 2010 admin Nessun commento

I gay stranieri disdicono le vacanze in Italia perché ritengono che ci sia troppa omofobia. Lo denuncia Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione Comunista e attivista dei diritti degli omosessuali.

Luxuria spiega che “dopo l’ennesimo pestaggio omofobo a Padova è chiaro a tutti che chi minimizza l’allarme omofobia in realtà ne è complice ideologico. La notizia di queste aggressioni ha già fatto il giro del mondo e l’Italia è percepita come ostile al punto tale che molti omosessuali all’ estero hanno già disdetto la vacanza prenotata in Italia e nelle prossime edizioni internazionali di guida gay l’acronimo Ayor (at your own risk, ovvero a tuo rischio e pericolo) definirà molte località italiane”.

Secondo Luxuria “solo una rapida azione legislativa e culturale da parte delle istituzioni potrà restituire al nostro paese quella credibilità di sicurezza e civiltà”.

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Roma: approvata mozione contro l’omofobia, mentre La Sapienza blocca iniziativa cinematografica lgbt

comune_romaLa mozione contro l’omofobia, presentata ieri dal consigliere comunale Paolo Masini (PD), è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale capitolino. Il documento, di fondamentale importanza visti i recenti casi di attacchi omofobici ai danni della comunità lgbt a Roma, impegna sia il sindaco sia la giunta ad approntare ogni iniziativa utile affinché le celebrazioni della Giornata Mondiale contro l’Omofobia coinvolgano le istituzioni comunali e si promuovano iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scolastico verso la cultura delle differenze. Il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha commentato cosi il voto positivo della giunta:

L’approvazione all’unanimità della mozione contro l’omofobia approvata dal Consiglio comunale di Roma è un fatto molto importante: il voto favorevole di tutti i partiti presenti in aula testimonia che l’impegno contro la discriminazione e l’intolleranza è bipartisan e non ha colore politico. Ci auguriamo che lo stesso valga per le forze presenti in Parlamento. Nell’incontro con il sindaco Alemanno delle associazioni lesbiche, gay e trans chiederemo quindi che questa mozione approvata diventi operativa, mettendo in campo iniziative a partire dalle scuole e campagne educative e di formazione”.

193807180-41829e19-55b4-48e1-9813-8e743d22e91aSempre ieri pomeriggio il Rettore dell’Università romana “La Sapienza”, Luigi Frati, ha revocato l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa “Queer in Action!” prevista a partire da oggi; la rassegna cinematografica, patrocinata dalla Provincia di Roma, era stata organizzata dal collettivo cinema lgbtqi romano e dal sindacato degli studenti universitari. Frati ha dichiarato che ha preso questa decisione per evitare possibili attacchi di natura omofoba da parte di gruppi di estremisti di estrema destra e che non ha mai concesso le autorizzazioni per lo svolgimento dell’iniziativa, ma le associazioni organizzatrici non ci stanno e si stanno dando da fare per revocare la suddetta decisione, e a questo proposito è stata lanciata una raccolta di firme.

“Abbiamo sempre immaginato la Sapienza – affermano i promotori – come uno fra i centri culturali più ferventi del paese, e abbiamo sempre visto il sapere come arma d’eccellenza contro la violenza xenofoba, razzista, omo e trans-fobica. Tale rifiuto legittima questa cultura discriminante e dimostra anzi che essa ha già vinto, riuscendo nel suo intento di toglierci quegli spazi di visibilità che con tanta fatica avevamo conquistato”.

Via – NewNotizie


Roma: 200 candele accese per dire basta all’omofobia

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Duecento ragazzi e ragazze che si tengono per mano e gridano “no all’omofobia”, tutti stretti simbolicamente attorno al giovane omosessuale aggredito nella notte tra martedì e mercoledì scorso a Roma in via Fagotale. È stata questa la scena che si è presentata ieri sera nella capitale alla fiaccolata indetta per portare solidarietà al ragazzo vittima della violenza, ma anche per ribadire l’urgenza e la necessità dell’approvazione della legge contro l’omofobia e di una migliore cultura all’educazione e al rispetto del “diverso”.

Sono state circa 200 le persone che si sono date appuntamento ieri sera in via San Giovanni in Laterano, vicino al Colosseo, la ormai celeberrima “gay street” romana. Tra loro la deputata del Pd Paola Concia, il coordinatore del Pd romano, Marco Miccoli, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, Mattia, il ragazzo di 22 anni vittima lo scorso mese di un’aggressione in un autobus capitolino, e Dino, il giovane accoltellato la scorsa estate davanti al Gay Village.

A Roma l’escalation non è mai finita. Queste aggressioni avvengono a cadenza mensile – ha detto Miccoli – ormai c’è una tecnica, un metodo che utilizzano: prima provocano, poi seguono la vittima e la aggrediscono in un luogo isolato“.

Dopo la fiaccolata alcuni dei manifestanti si sono recati davanti a un bar in via Cavour e hanno lasciato dei fazzoletti bianchi davanti all’ingresso, accusando il proprietario di non aver voluto soccorrere il ragazzo la notte dell’aggressione la settimana scorsa. In strada, sventolavano le bandiere arcobaleno con lo slogan che contraddistinguerà il prossimo Gay Pride di Roma: “Ogni bacio una rivoluzione 3 luglio 2010 contro l’omofobia“, di cui sarà portavoce il giovane Mattia. Un evento da non perdere, per manifestare e dire basta al clima intimidatorio e omofobo che si è venuto ad instaurare nella capitale.

A questo link potete vedere le foto del corteo.

Via – La Repubblica


A Roma il ‘pride negato’ solleva solo grandi polveroni? E’ già tutto deciso?

4 maggio 2010 Redazione Nessun commento
E’ con grande scetticismo ed indifferenza che seguiamo lo scontro scoppiato tra le varie associazioni sulla gestione del Roma pride 2010. Nessuno ha il coraggio di dire realmente le cose come stanno: il pride quest’anno a Roma non lo vuole nessuno nei suoi termini tradizionali o nuovo che sia. Sono mille i motivi per cui, al [...]

Su Facebook chiuso un gruppo: “Cancelliamo l’omofobia, non ho paura dei gay… Mi fanno schifo!”

Su Facebook chiuso un gruppo: "Cancelliamo l'omofobia, non ho paura dei gay... Mi fanno schifo!"

Fabrizio Marrazzo, presidente dell’Arcigay di Roma, ha reso noto che pochi giorni fa è stato chiuso un gruppo contro gli omosessuali:

“Nei giorni scorsi su Facebook è stato creato un gruppo omofobo dal titolo “Cancelliamo l’omofobia? Perché? Io non ho paura dei gay… mi fanno schifo”, in cui si mettevano in relazione omosessualità e pedofilia: alcuni ragazzi gay, con tanto di foto, nome, cognome, età e altri dati sensibili venivano definiti come pedofili in quanto omosessuali, riportando molti altri dati sensibili tra cui il luogo di lavoro”

Anche un volontario della stessa associazione era tra coloro presi di mira. Il ragazzo ha così presentato denuncia alla polizia postale:

“Tra le persone “segnalate” anche un volontario di Arcigay Roma, Christian Mottola, di 27 anni: lui ha presentato un esposto alla polizia postale di Trastevere e il gruppo è stato oscurato anche grazie alle numerose segnalazioni da parte di centinaia di utenti del social network e della rete”

E la madre dei cretini (per essere gentili) è sempre incinta. E prolifica…

Foto | Centergeek


Roma. Denuncia di Fabrizio Marrazzo: insulti omofobi e aggressione contro gay su autobus.

26 aprile 2010 admin Nessun commento

“Provo rabbia mista a un certo imbarazzo nel commentare e condannare l’ennesima, vile aggressione ai danni di un giovane omosessuale avvenuta nella citta’ di Roma. Imbarazzo perche’ sono anch’io parte di una classe politica che, evidentemente, non sa andare oltre le manifestazioni di solidarieta’ e non riesce a far nulla per incrinare questa odiosa omofobia che permea la nostra societa’ e in particolare la nostra citta’”. Lo ha dichiarato Anna Paola Concia, deputata del partito Democratico.

”Voglio infatti ricordare – ha proseguito – che il Parlamento non e’ ancora riuscito, o forse piu’ semplicemente non ha ancora voluto approvare una norma che consideri l’omofobia un’aggravante nei reati contro la persona e la punisca come tale. Una norma di cui sono relatrice, sulla quale il 10 dicembre 2009 e’ ricominciata la discussione in Commissione Giustizia alla Camera e che saremmo pronti ad approvare”.

”Ho letto con piacere – ha aggiunto Concia- che l’ultimo episodio e’ stato condannato anche da molti esponenti del centrodestra romano, e me ne rallegro perche’ qui non siamo davanti a questioni di destra o di sinistra, ma solamente davanti ad una questione di liberta’. Chiedo a loro tutti e al Sindaco Alemanno di fare un passo in piu’: il prossimo 17 maggio il Comune di Roma celebri la Giornata mondiale contro l’omofobia e il primo cittadino ci metta la faccia per dire che certi fenomeni non possono piu’ essere tollerati nella nostra citta’, come nel resto del paese”.

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Preservativi per combattere l’ignoranza e un info point nella Gay Street per informare


condom19781L’associazione Arcigay romana ha distribuito preservativi stamattina alle 11 davanti alla farmacia dell’Isola Tiberina che pochi giorni fa si era rifiutata di vendere i condom per motivi etico-religiosi. La manifestazione, a cui hanno preso parte Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Nps (Network italiano persone sieropositive) e Fondazione Massimo Consoli, aveva l’obbiettivo di “richiamare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni su un tema importante come quello della tutela della salute e della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale”.

Fabrizio Marrazzo, presidente della sede locale di Arcigay, ha dichiarato: “Abbiamo appreso con stupore del rifiuto, da parte dei gestori della farmacia di vendere profilattici motivando questa scelta per ragioni etico-religiose. Sappiamo tutti come questa sia una scelta scellerata e indecente: i profilattici, oltre essere un metodo anticoncezionale, rappresentano il principale mezzo di difesa dalle malattie sessualmente trasmissibili sempre più in aumento nella popolazione. Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare la nostra comunità. Abbiamo inoltre chiesto un incontro con il presidente dell’ordine dei farmacisti romani, per sapere se ci sono altre strutture che oppongono rifiuti di questo tipo e come porre fine a questa situazione”.

La giornata di sabato 17 aprile ha visto, oltre alla protesta dell’Isola Tiberina, anche un momento di informazione e di prevenzione a partire dalle ore 22:” Alla gay street di via di San Giovanni in Laterano – ha aggiunto Marrazzo – i consulenti medici di Gay help line 800.713.713 risponderanno alle domande, distribuiranno materiale informativo e descriveranno i servizi offerti quotidianamente per la prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale e per il benessere delle persone lgbt. Gay health point, questo il nome dell’iniziativa, è uno sportello informativo con la possibilità di interagire direttamente con personale medico specializzato in un luogo informale”.

A questo link potete trovare le immagini della manifestazione dell’Isola Tiberina


Via – La Repubblica


Fabrizio Marrazzo (Arcigay Roma): il comune sostenga anche le famiglie Lgbtq.

19 marzo 2010 admin Nessun commento

Si svolge oggi a Milano la quindicesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso Pubblico e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Lo slogan della giornata è “Legami di legalità, Legami di responsabilità” e l’obiettivo è ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie ma anche rinnovare in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. In questi minuti si stanno radunando i partecipanti presso i Bastioni di Porta Venezia e alle 10 inizierà il corteo che poi si dirigerà verso Piazza Duomo. Concluderà l amanifestazione Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

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Regionali. Arcigay romana, sostegno a quei candidati gay che aderiscono alla nostra piattaforma.

11 marzo 2010 admin Nessun commento

“La piattaforma presentata oggi dall’Arcigay, a cui sono invitati ad aderire tutti i candidati presidenti e consiglieri, e’ da sottoscrivere pienamente perche’ di assoluto buonsenso”. Lo affermano in una nota congiunta il candidato del Pd al Consiglio della Regione Lazio Giovanni Carapella e la deputata del Pd, Anna Paola Concia. “Il merito piu’ importante di questa piattaforma – proseguono Concia e Carapella – e’ quello di tenere insieme i diritti per gli omosessuali transessuali e le competenze della Regione. I diritti sono cose molto concrete e non chiacchiere. Invitiamo pertanto tutti i candidati del Pd e delle forze che sostengono Emma Bonino a sottoscrivere la Piattaforma dell’Arcigay”.

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Per Renata Polverini alle coppie omosessuali non serve il matrimonio

È probabile che alla candidata alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, poco interessi il voto delle coppie omosessuali. Del resto, la politica non da oggi sa quanta poca coesione vi sia nel movimento lgbt e quanto sia disgiunto il voto politico delle persone lgbt. Colpa nostra o loro, poco conta e interessa. Almeno, rispetto ai politici di centrosinistra, parlano chiaro sulle loro intenzioni, senza farci sognare propositi che non verranno mai attuati. Parlando con Klaus Davi, nel corso della trasmissione di approfondimento politico Klauscondicio, la candidata di centrodestra è stata parecchio esplicita sul tema della omogenitorialità: le coppie gay non necessitano di riconoscimento. Punto!

“Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l’adozione siano una loro priorità. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione”.

Che tipo di amici gay abbia la signora Polverini e cosa vogliono per vivere serenamente la loro condizione, credo interessi poco a me che scrivo, a voi che leggete e, a quanto pare, anche al movimento omosessuale. Tutti in politica, progressisti e no, vantano amicizie omosessuali, non sappiamo quanto palese e vissuta quella omosessualità dagli interessati e dai loro amici. Quel citare “ho tanti amici gay” sembra diventata una triste e stanca litania per poi dimenticare che quei tanti amici gay, lo dichiarino o meno, necessitano di diritti, per loro stessi, per la loro dignità e soprattutto per gli altri cittadini omosessuali che non hanno la fortuna di essere amici della Polverini e quindi, in un certo senso, dirsi privilegiati.

La signora Polverini dovrebbe lasciare per quel lasso di tempo elettorale i suoi amici cui non interessa alcuna regolamentazione dei loro legami e farsi invitare a pranzo da una delle tante famiglie arcobaleno che vivono nel Lazio o sparse lungo la penisola. Davanti ad un bel piatto di pajata farsi narrare come è la vita di una famiglia che cresce figli sani e felici ma che non ha accesso ai servizi destinati alle famiglie non omoparentali. Si faccia raccontare da due padri o da due madri il grado di civiltà politica e sociale che può avere uno Stato nel negare ogni riconoscimento a loro e ai loro figli. Se questi ultimi crescono sani e felici non è certamente per la cura e l’assistenza da parte della società; non certo per l’educazione all’accoglienza formata nei gangli statali.

Ma la fatica e l’onesta, gentile signora Polverini, in quelle omofamiglie, è doppia, tripla, quadrupla, perché nonostante i pregiudizi e l’intolleranza, padri e madri doppie ci mettono l’ultima stilla della loro pazienza e affetto per far crescere i loro figli e per conservare intatta la loro unione.

Non perdono la speranza che un giorno, la politica tutta, crescendo in onestà e serietà, la smetta di sballonzolare le loro private amicizie gay e si mettano in testa che i diritti sono un principio quasi sacro per loro e per noi, gente lgbt. Un obbligo per i legislatori e la politica locale. Peccato che una donna, per principi di partito, non comprenda queste cose, sventolando le proprie, private amicizie omosessuali, di cui, mi perdoni, poco ci importa. I cittadini sono altro delle sue personali amicizie.

Se le mie parole poco le interessano, ascolti quelle del presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, le stesse che ogni leader di movimento le riferirebbe in questi casi:

“Le persone lesbiche e gay vogliono pari diritti: essere, cioè, uguali a tutti gli altri cittadini. Ciò vuol dire anche la possibilità di accedere al matrimonio civile. Solo in questo modo possiamo vivere serenamente, come tutti. A Renata Polverini ribadisco, quindi, la nostra proposta fatta anche alla candidata del centrosinistra, Emma Bonino: un incontro pubblico in cui confrontarsi con le domande e le esigenze reali della nostra comunità per dare risposte che l’Amministrazione regionale ha il dovere di tradurre, nei prossimi anni, in progetti concreti. Solo così potrà conoscere quali sono le nostre priorità”.

Incontri il movimento, signora Polverini, lo ascolti; vada a pranzo in una omofamiglia, e dica ai suoi amici gay che esistono altre coppie meno fortunate di loro, che chiedono di essere cittadini di questo Stato, della sua regione, con la stessa pari dignità degli altri cittadini non omofamiliari. Questo, mi sembra, debba essere il compito di un politico. Buona e serena campagna elettorale.

Foto | wikipedia


XIII Congresso Nazionale Arcigay. La cronaca in diretta.

13 febbraio 2010 mario cirrito Nessun commento

Congresso Nazionale Arcigay

Sali e scendi scalini che portano dalla città alta alla sede del Congresso di Arcigay; ma Perugia è così carina da lasciarti trascinare da qualche splendido belvedere o da vicoli d’altri tempi. Ieri sera, ore quasi mattutine per molti congressisti, intenti nelle commissioni a parlare di questioni organizzative per quel che uscirà da questo Congresso, a discutere di Statuto, scuola e altri temi importanti per il buon funzionamento dell’associazione.

In sala si nota un’area giovane di Arcigay che fa pensare come l’associativismo non sia del tutto perduto e morto. Forse, con la loro aria più spavalda e fresca, la loro intemperanza da perdonare subito, rinfrescano certi grigiumi che hanno fatto il loro tempo. Sono loro i più attivi; quelli che riescono ad alzare la voce su qualche questione che riguarda l’organizzazione.

La mozione data per vincente; quella, per intenderci a firma Patanè, raccoglie consensi e applausi; mugugni e qualche voce grossa è destinata all’altra mozione. Ci spiega il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo:


Congresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale Arcigay

“La mozione “Inarrestabile cambiamento si basa su una partecipazione maggiore della base associativa; “Essere futuro” fa invece un percorso contrario, ovvero decisioni verticistiche calate poi sul territorio. La nostra, che è un’associazione di volontariato, che ha bisogno di ascoltare è importante che ci sia una logica che va dal basso verso l’alto. Questo l’abbiamo visto anche nella politica, in Puglia, dove tutti presentavano candidati e quando hanno fatto una consultazione hanno visto che la base voleva altro. Noi chiediamo una maggiore partecipazione in Arcigay, dei Comitati, che lavorino stabilmente e possano prendere decisioni su commissioni importanti come la salute, i giovani, le donne, lo sport e sulle varie attività dell’associazione”.

Però, dalla lettura delle due mozioni, almeno nella prima parte vi trovate unanimi nel criticare una certa gestione di Arcigay. Oggi quali sono i contrasti maggiori qui a Perugia?
Nella precedente gestione sono state prese delle decisioni senza aver consultato la base. Per questo metodo, alcune persone della segreteria si sono dimesse e tante cose non sono andate bene.

Ad esempio?
Beh, manifestazioni convocate e non fatte; iniziative decise e poi cambiate all’ultimo momento; o la convocazione del Genova Pride, che poi è stata una manifestazione di grande successo, grazie al lavoro dei nostri amici del Comitato di Genova, ma è stata una decisione presa in solitaria. Non è giusto gettare ora tutte le responsabilità contro il presidente attuale di Arcigay, Aurelio Mancuso e il segretario Gottardi. C’è stato il tentativo di mettere un’associazione contro l’altra. Non si può neppure disconoscere il lavoro di molti di noi.


Congresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale Arcigay

Ci potrà essere un punto di incontro? Recuperare tutte quelle forze necessarie che si sono allontanate da Arcigay?
Se emergerà ancora una direzione verticistica che si discosterà dalla base, forse sarà più forte, ma avrà una base che non la segue. Io spero e dico che Arcigay uscirà vincente da questo Congresso, se uscirà unita; se avrà la capacità di assimilare tutte le energie che esistono nell’associazione. Qualcuno faccia un passo indietro e si valorizzino tutte le risorse e tutte le persone dell’associazione, senza contrapposizioni. Se le decisioni caleranno dall’alto, rischieremo di perdere molti volontari oggi qui in veste di delegati.

Mentre scriviamo, i lavori fervono, con le ovvie distinzioni tra le due mozioni che, si spera possano trovare un lavoro comune per non disperdere necessarie energie di Arcigay.

Pranzo e cena al secondo piano del Centro Congressi della Camera di Commercio. Augurandoci che la cena sia un po’ migliore delle patate crude assaggiate a pranzo. Chiederemo e daremo voce anche all’altra mozione. Che fatica, ragazzi. Ma meno male che Arcigay c’è.


Congresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale Arcigay


Congresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayCongresso Nazionale ArcigayMario Cirrito


A Roma spuntano manifesti del Popolo della Libertà contro le coppie di fatto

A Roma spuntano manifesti del Popolo della Libertà contro le coppie di fatto

Il 19 gennaio è stato il giorno della delusione, in cui non è riuscita la risoluzione sul registro delle coppie civili. Era stata proposta da Giancarlo Balsamo ( degli amici di Beppe Grillo) e da Antonio Bertolini, consigliere del Partito democratico. E ieri, in giornata, a nemmeno due settimane dall’accaduto, ecco che a Roma, i cittadini della Garbatella e di San Paolo, hanno trovato ai muri manifesti con uno slogan, firmato Popolo della Libertà:

“Respinto il registro delle unioni civili vince la famiglia quella vera”

Non solo quindi “un resoconto” di quello che è accaduto, bensì anche il ridondante richiamo al senso della famiglia. Quella vera, eh. E il Presidente Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, ha replicato così alla ’sorpresa’:

“Riempire di manifesti un intero quartiere per inneggiare alla bocciatura del registro delle unioni civili, è un atto di poca civiltà, in quanto offrire tutele alle coppie di fatto, e quindi anche a quelle lesbiche e gay, non sottrae diritti a nessuno. Pertanto, questi manifesti sono offensivi e preoccupanti, specie dopo i numerosi episodi di aggressione e violenza che sono stati portati alla luce nella nostra città nei mesi scorsi. Essere contro l’omofobia vuol dire combattere ogni forma di discriminazione e impegnarsi per la piena uguaglianza di tutti i cittadini”

E la coerenza di mandare uno spot contro l’omofobia, quando ogni occasione è buona per poter sbattere nuovamente in faccia il concetto del vero valore della famiglia, non è un po’ uno dei tanti controsensi a cui assistiamo quasi quotidianamente?

“È davvero spiacevole constatare che un partito politico porti avanti una campagna di questo tipo in modo così ideologico, senza porre la questione dal punto di vista dei bisogni dei cittadini, che non sono né di destra, né di sinistra. Infine nella nostra città, nessun partito ha saputo elaborare una proposta all’altezza delle esigenze”

Sante parole, mi verrebbe da dire.

Foto | Repubblica


Roma. Fabrizio Marrazzo (Arcigay): Candidati Lazio facciano un incontro su unioni civili.

2 febbraio 2010 admin Nessun commento

“Non escludo assolutamente la candidatura premier del 2013″.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nella registrazione dell’intervista a ‘La storia siamo noi’ di Giovanni Minoli, in onda questa sera alle 23.30 su Raidue, parla delle prospettive politiche. Il leader dei democratici, inoltre, esclude l’ipotesi di dimissioni in caso di sconfitta alle Regionali. “Noi ci siamo dati un percorso più lungo” sottolinea. Sul rapporto con D’Alema, Bersani conclude: c’è “di stima e rispetto” e si tratta di “un rapporto amichevole”.

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Il congresso Arcigay a Roma ed i salvatori della legalità a corrente alternata.

18 gennaio 2010 Redazione Nessun commento
Ci sono dei pittoreschi racconti su Facebook che danno conto delle elezioni tenutesi ieri al comitato provinciale dell’Arcigay romana. Pittoreschi perchè faziosi da ambedue le parti sia da parte dei detrattori del Presidente in carica Fabrizio Marrazzo sia dei suoi sostenitori. Tralasciamo dall’addentrarci in quella, che al solito, è stata una brutta pagina di rappresentatività [...]

Congresso Provinciale Arcigay a Roma. In nomine Patanè per cacciare Fabrizio Marrazzo?

15 gennaio 2010 Redazione Nessun commento
Dobbiamo dare atto a Paolo Patanè, unico candidato Presidente Nazionale dell’Arcigay, di essere è riuscito in ciò che nessun membro della maggiore associazione gay italiana fino ad oggi era riuscito a fare: coagulare attorno a sè diverse anime della comunità Lgbtq romana. Succede a Roma dove personaggi dell’universo Lgbtq capitolino (personaggi e personalità, va detto, da [...]

Contro l’Aids Arcigay Roma organizza ‘Gay Health Point’.

27 novembre 2009 admin Nessun commento

La costruzione della pace ha bisogno di uomini con ”forti convinzioni morali” che promuovano una ”autentica cultura della vita” e rispettino ”la dignita’ umana nella sua pienezza”, rafforzando la famiglia ”come cellula fondamentale della societa”’. Lo ha ricordato questa mattina papa Benedetto XVI, nel discorso rivolto alle presidentesse di Cile e Argentina, Michelle Bachelet e Cristina Fernandez Kirchner, in occasione dell’anniversario del trattato di pace firmato dai due paesi sudamericani nel 1984 grazie alla mediazione della Santa Sede. ”Affinche’ la causa della pace si faccia strada nelle menti e nei cuori di tutti gli uomini e, soprattutto, di coloro che sono chiamati a servire i propri cittadini dalle piu’ alte cariche delle nazioni – ha detto il pontefice alle due capo di Stato – e’ necessario che si basi su forti convinzioni morali, nella serenita’ degli animi, a volte tesi e polarizzati, e nella ricerca costante del bene comune nazionale, regionale e globale”. ”Il perseguimento della pace – ha poi aggiunto – richiede la promozione di un’autentica cultura della vita che rispetti la dignita’ umana nella sua pienezza, combinato con il rafforzamento della famiglia come cellula fondamentale della societa’. Richiede anche la lotta alla poverta’ e la corruzione, l’accesso a un’istruzione di qualita’ per tutti, un supporto alla crescita economica, il consolidamento della democrazia e l’eliminazione della violenza e di sfruttamento, in particolare contro donne e bambini”. Il pontefice non ha menzionato nel suo discorso la questione del matrimonio, anche se la Chiesa cattolica e’ di recente criticato la sentenza di un giudice argentino che ha introdotto nel Paese il matrimonio gay.

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Arcigay premia Maria Grazia Cucinotta con il “Gay Help Line Award”

Arcigay premia Maria Grazia Cucinotta con il "Gay Help Line Award"

Maria Grazia Cucinotta verrà premiata domani, a Roma, con il “Gay Help line Award” per il merito dell’impegno contro la discriminazione e ogni forma di omofobia. Insieme all’attore Manuel Casella, presenterà il libro Io non so chi sei insieme all’autore Giancarlo Pastore. L’opera contiene 9 racconti tra lutti, scelte e vicende ironiche. Il presidente dell’Arcigay Fabrizio Marrazzo commenta così l’iniziativa:

“Siamo felicissimi che Maria Grazia Cucinotta abbia accettato il nostro invito per la nostra rassegna culturale che prevede presentazione di libri, film e musica a tematica gay”

E inoltre ricorda:

“Maria Grazia Cucinotta è da sempre attiva, nel suo lavoro, a sostegno della nostra comunità e delle iniziative che portiamo avanti. Ha partecipato alla manifestazione nazionale del 10 ottobre ‘Uguali’. Per questo suo straordinario impegno abbiamo scelto di premiarla con il ‘Gay Help Line Award’, il riconoscimento che la nostra organizzazione attribuisce alle personalità che si sono impegnate contro le discriminazioni e per i diritti”

Ricordiamo anche che Valeria Solarino, attrice presente nel film “Viola di mare”, prodotto dalla stessa Cucinotta, ha vinto poco tempo fa lo stesso prestigioso premio.

Foto |CineTivu


Al via il processo, domani è il giorno di ’svastichella’.

17 novembre 2009 admin Nessun commento

”La musica non si occupi di politica”. Nel corso della sua partecipazione al programma Chiambretti Night, Franco Battiato ha affronato i temi politici sostenendo che: ”La musica non si dovrebbe occupare di politica. Da cittadino però talvolta bisogna criticare chi ci governa. Io non sono politicamente impegnato, lo sono umanamente. La vicenda Marrazzo? E’ l’arroganza che ti fa dimenticare che lavori per la gente che paga le tasse. Noi siamo considerati dei servi…”.

Per quanto riguarda la tv, il cantante catanese ha parlato del talent show musicale X-Factor: ”non ci andrei mai. – ha precisato – E’ una trasmissione che ho visto cinque minuti perché me lo ha chiesto il mio amico Morgan. Bisogna avere quell’amore per la competizione che non ho”.

Il cantante siciliano, che ha da poco dato alle stampe il cd ‘Inneres Auge’ (l’occhio interiore), ha poi risposto a domande su temi come la morte (’’sto cercando di non averne paura. Credo nella sopravvivenza e nella reincarnazione. Come dicono i grandi maestri tibetani, la nascita nel corpo umano è un grande regalo”), il sesso e l’astinenza (”mi divido tra il sesso e la castita’, ma il primo purtroppo ha sempre la meglio”), la meditazione (”la pratico due volte al giorno in veranda”). Infine ha rivelato, a proposito dei suoi esordi con Giorgio Gaber: ”ho convinto io Ombretta Colli a cantare”.

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Valeria Solarino verrà premiata oggi con il “Gay Help Line Awards” per il film ‘Viola di mare’

Valeria Solarino verrà premiata oggi con il "Gay Help Line Awards" per il film 'Viola di mare' ArcigayRoma ospiterà oggi alle 18, a Roma, Valeria Solarino per omaggiarla del riconoscimento ‘Gay Help Line Awards’, per il suo impegno contro l’omofobia. L’attrice è protagonista del film “Viola di mare“, prodotto da Maria Grazia Cucinotta, e incontrerà la comunità omosessuale al Gay Center; sarà presente anche la regista, Donatella Maiorca.

Il presidente dell’associazione, Fabrizio Marrazzo afferma:

“Sarà un’occasione importante per parlare di quello che è avvenuto negli ultimi giorni, con la drammatica bocciatura della legge contro l’omofobia attraverso il racconto di come è cambiata la comunità lesbica, gay e trans negli ultimi anni. Per la sua straordinaria interpretazione abbiamo deciso di premiare Valeria Solarino con il ‘Gay Help Line Awards’, il riconoscimento per chi si impegna contro l’omofobia. E’ un bene che questo film esca in questo periodo così segnato da episodi di discriminazione ci auguriamo che tante persone possano vederlo perché parla di un amore che riguarda tutti. Per questo abbiamo chiesto al distributore ufficiale della pellicola di impegnarsi perché sia proiettato in tutto il Paese”

Per i pochi che ancora non lo sanno, la pellicola racconta la storia di due donne che si amano nella Sicilia dell’Ottocento, con lo scandalo e l’interruzione di una quotidianità sempre uguale a se stessa.

Foto | VivaCinema


L’incauto presidente dell’Arcigay romana batte cassa.

7 ottobre 2009 Redazione Nessun commento
Oggi il super-presidente dell’Arcigay romana, Fabrizio Marrazzo, rilascia una dichiarazione ad uso della stampa, visto che manca da qualche giorno dai media, e chiede soldi, o meglio, lancia un’iniziativa a livello nazionale pro “vittime dell’omofobia”. Non c’è che dire, un’ottima idea ma ci domandiamo il perchè di questo passaggio: “questo fondo potrebbe essere integrato dagli enti [...]

Le mille voci dell'universo Lgbtq italiano le trovo solo su: http://www.notiziegay.com

Fabrizio Marrazzo (Arcigay): Istituire un fondo nazionale per le vittime dell’omofobia.

7 ottobre 2009 admin Nessun commento

Sabato manifestazione nazionale da Piazza Repubblica.
“E’ necessario istituire un fondo nazionale per le vittime dell’omofobia”. E’ la proposta lanciata dal presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato Dino, il giovane gay accoltellato lo scorso 22 agosto all’Eur da Alessandro Sardelli, detto ‘Svatichella’.
“Il riscarcimento richiesto per aggressioni [...]

Cani attaccano coppia gay e GayLib ironizza su Arcigay Roma

28 settembre 2009 francesco Nessun commento


Omofobia può far rima con ironia, nei linguaggi della provocazione politica e nella dialettica interna al movimento lgbtq. Notiziegay.it, il bollettino di GayLib, associazione omosessuale di destra, riporta la notizia di un diverbio scoppiato a Roma tra una coppia gay e una coppia di punkabbestia, nei pressi di piazza Ippolito Nievo, a Trastevere.

Il diverbio è finito all’ospedale, perchè i cani dei punkabbestia hanno azzannato i due che baccagliavano con i padroni, che si sono fatti medicare al Santo Spirito, con intervento dei carabinieri. La notizia è lo spunto di un ironico attacco di GayLib rivolto al presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, accusato di fare sensazionalismo cavalcando i temi dell’omofobia:

Niente petardi che si trasformano in bombe carta con relative distruzioni di fioriere in realtà lì rotte da due anni, questa volta nella Roma-capitale dell’omofobia ad avercela con i gay sono… i cani. Forse per istinto animalista non si sono sentite neppure le urla e gli stridi del presidente Arcigay Fabrizio Marrazzo, noto per vedere guerre all’omosex dappertutto.

Immagine | Gippi52


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