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Ennesimo episodo omofobo a Pesaro: aggrediti dal branco per un bacio gay

La zona di Pesaro continua a stupirci in negativo. Dopo la cancellazione dell’esibizione del coro gay Komos da parte della Curia - e il successivo e frettoloso concerto riparatore in Provincia – e la non approvazione del registro delle unioni civili nel comune capoluogo, rigetto avvenuto con il beneplacito del PD,  è ora la violenza omofoba a farla da padrone. Lo dimostra l’aggressione avvenuta nella notte tra il 27 e il 28 luglio a scapito di una coppia omosessuale, rea di essersi baciata in pubblico nei pressi di un locale notturno. Il branco, composto a quanto pare da due ragazzi e una ragazza, non ha perdonato questo atto ‘anormale’ e ha deciso di dare una bella lezione ai due giovani. Secondo la denuncia sporta ai Carabinieri, gli aggressori avrebbero aizzato gli amici e colpito K.R. con una bottiglia rotta; i due maschi avrebbero poi spintonato l’altro ragazzo, F.C., facendolo cadere a terra, per poi lanciarsi contro K.R. e prendendo a pugni il malcapitato. Il tutto condito da insulti omofobi come “Finocchio di merda”. La prognosi per il giovane malmenato è di 20 giorni.

Grazie al sostegno dell’Arcigay Agorà, la referente dell’associazione nazionale della comunità omosessuale per l’area marchigiana, la coppia vittima della furia omofoba sporgerà denuncia contro ignoti, assistiti anche da Rete Lenford, che si occupa di casi basati su discriminazioni di tipo sessuale e di genere. L’associazione Agorà, anche in seguito alla recente bocciatura del sindaco di Fermo, Stefano Aguzzi, della proposta di istituire un osservatorio sull’omofobia definendolo “inutile”, ha deciso di organizzare una conferenza stampa, prevista per il 5 agosto, che servirà “per sollecitare la solidale collaborazione civica dei testimoni dell’evento, illustrarne i particolari e le azioni che intenderanno seguire i ragazzi e l’Arcigay, ma anche per sollecitare una netta presa di posizione delle forze politiche locali e regionali”.

Via – Il Resto del Carlino


Bagno di sangue in Messico, 17 morti a un party gay

thumbtruecut1279531551195_475_280L’ennesima strage, forse legata alla droga, ha macchiato di sangue il Messico nella notte tra sabato 17 e domenica 18 luglio. Queste volta a essere colpiti sono stati un gruppo di ragazzi accorsi al residence “Italia Inn” di Torreon, nello stato di Coahuila, per la festa friendly “Party gaysototota!” organizzata su Facebook. Stando alle testimonianze dei sopravvissuti, i sicari erano armati di kalashnikov e sono giunti al luogo del raduno con cinque o sei auto, sparando poi all’impazzata sulla folla terrorizzata al grido di “Ammazziamoli tutti” e fuggendo subito dopo.

A terra, oltre ai corpi di undici uomini e sei donne tra i venti e i trentotto anni, sono stati rinvenuti ben 200 bozzoli di pallottole. Il bilancio, non ancora definitivo, conta 17 morti e 21 feriti – alcuni dei quali in gravi condizioni – e riporta all’attenzione dei media internazionali la situazione di paura e di anarchia in cui vivono queste città messicane al confine con gli Stati Uniti, dove si combatte una vera e propria guerra tra bande per il controllo del cartello della droga. Non è stato escluso anche il movente omofobo, visto che il party era stato annunciato sul famoso social network già da alcuni giorni e sugli inviti si poteva trovare anche la mappa stradale per raggiungere il residence. Le indagini, condotte dalla procura generale, sono tuttora in corso.

Via – Blitz Quotidiano


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