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Posts Tagged ‘legge gay’

Impegno del nuovo partito di Fini per la legge sulle coppie gay

È davvero un’estate bollente quella della politica italiana, caratterizzata da scissioni e contrapposizioni nei vari partiti e dalle fantomatiche elezioni anticipate in autunno. Pochi giorni fa è stato creato il nuovo gruppo del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiamato Futuro e Libertà; proprio questo nuovo movimento, nato in seno alla maggioranza PDL, ha idee ben chiare sulle unioni gay, una lacuna tutta italiana che ci pone in fondo alla classifica dei paesi europei nel campo della tutela delle coppie dello stesso sesso, assieme alla Grecia. Un vuoto legislativo e sociale che questa nuova realtà politica vuole colmare al più presto, visto che risale al 1986 la prima proposta di legge sulle unioni civili, avanzata al Parlamento e al Senato dall’Interparlamentare donne Comuniste e da Arcigay: da allora, tante idee e progetti sono stati affossati o bloccati dai vari governi che si sono succeduti in questi ultimi 24 anni.

Il vice presidente del gruppo parlamentare di Fini, Benedetto Della Vedova, ha difatti annunciato una legge sulle coppie di fatto, ponendosi così in aperto contrasto sia con la maggioranza di cui fa parte sia con il neonato e fantomatico “terzo polo”con l’UDC di Casini. Della Vedova annuncia una iniziativa parlamentare per “riprendere in mano il tema di una legge civile sulle coppie di fatto anche gay, senza confinarlo nella maggioranza ma allargandolo a tutte le forze parlamentari. E’ assolutamente grottesco che l’Italia resti l’ultimo paese d’Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay”. Una dichiarazione a tutto campo, dove si parla anche della modifica alla legge 40 sulla fecondazione assistita e del testamento bioetico, dove Della Vedova propone: “Visto che il Pdl ha prodotto solo proposte confessionali su questo tema, suggeriamo un passo indietro: diciamo no all’eutanasia attiva, no all’accanimento terapeutico, decidano i medici secondo un codice deontologico”. Le polemiche da parte del PDL, che bolla questa iniziativa definendola una “provocatoria proposta”, e di Paola Binetti, nota per il suo attivismo religioso e il suo no perentorio a qualsiasi concessione alla comunità lgbt, non si sono fatte attendere, ma l’esponente finiano non si tira indietro: “Quel che con Fini diciamo sulle coppie di fatto o sul testamento biologico, e che il Pdl respinge, è scontato da lustri in tutto il centrodestra europeo, e in sintonia con ciò che pensa la maggioranza degli italiani. Basta vedere i sondaggi”.

Dalla sua parte si è schierata da subito la parlamentare lesbica Paola Concia, ideatrice di ben tre proposte sulle unioni civili gay, tutte presentate nel 2008: “Una per il matrimonio, che prevede l’equiparazione tra matrimoni gay ed etero; una sulla partnership, che si richiama ad un istituto giuridico presente in Germania e Francia; la terza ispirata ai Pacs francesi”, e l’esponente del PD si dichiara pronta a sedersi attorno ad un tavolo comune: “A settembre, alla ripresa dei lavori, discutiamo insieme di una nuova proposta di legge, che possa avere un consenso trasversale, anche al di fuori del Pd”. Dello stesso avviso anche gli storici esponenti per i diritti omosessuali Franco Grillini dell’IDV e Aurelio Mancuso; quest’ultimo però avverte:“Con questo governo, sarà tutto molto difficile trovare un’intesa trasversale”.

Via – La Repubblica


L’Argentina è il primo paese sudamericano a legalizzare i matrimoni gay

argentina-celebra-primera-boda-gay--300x350La cattolicissima Argentina avrà i matrimoni omosessuali. L’America Latina, dopo Città del Messico, annovera anche l’Argentina tra i paesi in cui si potrà beneficiare di questo provvedimento storico approvato oggi dal Senato locale, dopo che nel maggio scorso il Parlamento aveva dato il suo via libera. Una splendida notizia, che fa balzare l’Argentina tra quei pochi paesi al mondo, ma il numero è in costante aumento, che permettono le nozze tra persone dello stesso sesso.

La legge, sostenuta fortemente dal governo di centrosinistra della presidentessa Cristina Fernandez De Kirchner, e’ entrata in vigore dopo la votazione positiva della Camera Alta, con 33 voti a favore e 27 contrari. Il dibattito del Senato, che segna una tappa fondamentale nella storia dei diritti della nostra comunità lgbt a livello mondiale, è durato addirittura 15 ore, segno che la nuova legge creava delle spaccature forti e dei fronti contrapposti all’interno dell’organo istituzionale. La nuova normativa, che permette alle coppie omosessuali sposate anche la possibilità di adottare dei bambini, modifica il codice civile, in cui la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine generico “i contraenti”. Le coppie saranno così equiparate a quelle eterosessuali, accedendo a benefici e diritti prima negati come l’assistenza sanitaria o il congedo parentale. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso erano già legali a Buenos Aires e in alcune province del Paese, ma a livello nazionale si era creata una situazione di caos che aveva portato a controversie legali e all’annullamento da parte della Corte Suprema dei pochissimi matrimoni omosessuali celebrati nel paese sudamericano. Il capogruppo alla Camera Alta dei radicali all’opposizione, Gerardo Morales, ha detto che “La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli familiari, e questa legge è pensata per tutelare i diritti delle minoranze”. Per far si che il provvedimento sia promulgato come legge dello stato, manca solo la firma della presidentessa, che ha già fatto sapere che non bollerà la normativa con il suo veto.

ARGENTINAGAY01GIeri, e per tutta la durata del voto, ci sono stati incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, aizzate dalle organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi al progetto di modifica del codice civile. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati tafferugli e sono volati insulti tra i gruppi contrapposti, pro e contro questo progetto di legge diventato ormai realtà. I manifestanti cattolici sventolavano manifesti molto espliciti, come “Né unione né adozione, uomo e donna”, “Sodoma uguale Argentina” e “Voglio una madre e un padre”. Ma, nonostante le dure opposizioni delle alte gerarchie della Chiesa, l’Argentina ha deciso di uscire dall’ombra e di legalizzare l’amore tra due persone dello stesso sesso, che non sono né più né meno di una coppia eterosessuale e che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti.

Via – La Repubblica


Argentina: oggi il voto su matrimonio e adozioni gay, la Chiesa attacca il governo

153157A poche ore dall’attesissimo voto in Senato per l’approvazione della legge sui matrimoni gay, in Argentina è scontro frontale e senza mezzi termini tra la Chiesa cattolica e il governo. Ieri, un’imponente manifestazione nelle principali città del Paese latinoamericano e nella capitale Buenos Aires ha coinvolto migliaia di persone che hanno gridato “i bambini hanno diritto a una madre a un padre” e hanno inneggiato alla “guerra di Dio” contro un “progetto del demonio”. Dopo il parere favorevole ottenuto alla Camera dei Deputati, il presidente, Cristina Fernandez de Kirchner, ha affermato che non porrà il veto sulla legge quando approderà sulla sua scrivania per l’approvazione definitiva, e anzi si è definita “sorpresa e preoccupata” in riferimento alla guerra santa scatenata da alcuni vescovi cattolici, che hanno usato toni apocalittici per definire questo provvedimento di tutela dei diritti lgbt.

La nuova normativa, cosi come era stata originariamente scritta, permetteva anche le adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ma, dopo le forti opposizioni dei cattolici integralisti e le pressioni della Chiesa, una commissione del Senato ha presentato un progetto alternativo, che prevede solo l’unione civile e cancella la possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali. Purtroppo, come sottolineato da più parti, il consenso popolare sulla normativa è fortemente influenzato dalle gerarchie ecclesiastiche, soprattutto in alcune provincie rurali. Ma non tutto il popolo argentino è contro il provvedimento: ieri sera, accanto alla mega manifestazione sponsorizzata dai vescovi, in una via limitrofa si è radunato un secondo corteo più piccolo, convocato dalle associazioni di omosessuali e femministe, favorevoli alla legge. Oltrettutto, stando agli ultimi sondaggi, si evince come il 70% degli abitanti del paese sudamericano sia favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è ammesso in alcuni municipi, dove si sono già sposate almeno cinque o sei coppie di gay o lesbiche.

Passato lo scoglio del Senato, l’Argentina si candida a diventare il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio gay. Domani sapremo se la speranza vincerà sulla tirannia ecclesiastica, o se ancora una volta lo stato sarà servo della Chiesa, tradendo così le aspettative di un intero continente.

Via – Giornalettismo


La Finlandia legalizzerà i matrimoni e le adozioni alle coppie gay

 finland

Lo stato del Nord Europa, per non smentire la ventata di buoni propositi e di conferme in materia di diritti lgbt che spira benevola in questa parte nel Vecchio Continente, sta lavorando per riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali sposate. Il ministro della giustizia Tuija Brax ha affermato che la costituzione finlandese aborra la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e che l’opinione pubblica è schierata favorevolmente con questa legge, la cui introduzione è prevista per il 2012. Attualmente, i gay e le lesbiche finlandesi posso unirsi grazie alla legge sulle unioni civili approvata nel 2002.

Questo porterà la Danimarca ad essere l’unico stato orbitante nell’area scandinava a non aver approvato le nozze omosessuali; e pensare che proprio il paese della Sirenetta è stata la prima nazione al mondo ad adottare, nel 1989, il partenariato civile per le coppie gay, un modello imitato da tantissimi stati occidentali. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è attualmente legale, oltre che nelle nazioni scandinave, anche in Belgio, Portogallo, Spagna, Olanda, Sud Africa, Città del Messico, Canada e in sei stati americani (Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire, Vermont and Washington D.C.).

Via – Pink Paper


Il cattolicissimo Portogallo ha approvato definitivamente i matrimoni gay

Il presidente della repubblica portoghese, Anibal Cavaco Silva, ha annunciato in una dichiarazione televisiva al paese di avere firmato la legge che legalizza i matrimoni fra omosessuali approvata l’11 febbraio scorso dal parlamento. Il capo dello stato, cattolico praticante e in disaccordo con la gay-cake-topperriforma, doveva decidere entro oggi se promulgare la legge o porre il proprio veto e rinviarla all’esame del parlamento. “Credo di non dover contribuire a prolungare inutilmente questo dibattito, alimentando ulteriori divisioni tra i portoghesi e assorbendo le energie del Parlamento” è stato il suo laconico commento.

L’88% della popolazione portoghese è cattolica, ma a differenza dell’Italia già dal 2001 erano riconosciute le coppie di fatto. Cavaco Silva non ha voluto pronunciarsi fino all’ultimo minuto sulla riforma contro cui si erano pronunciati i vescovi portoghesi e di recente anche papa Benedetto XVI: la settimana scorsa, durante una visita di quattro giorni nel paese che si affaccia sull’oceano Atlantico, il pontefice in un discorso a Fatima aveva ribadito l’importanza della famiglia “fondata sul matrimonio indissolubile fra un uomo e una donna“. In Europa i matrimoni gay sono legali in Olanda, in Belgio, in Spagna, in Svezia e in Norvegia.

 

Via – AffarItaliani


Stati Uniti: Barack Obama censura la protesta gay



A sei mesi di distanza dall’assegnazione del Nobel per la Pace a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, si può affermare senza essere smentiti che il comitato svedese ha fatto il passo più lungo della gamba.

È di questi giorni la notizia riguardante il confronto, poco civile, che sta avvenendo tra la comunità omosessuale statunitense e il proprio primo cittadino. La polizia di Washington ha infatti impedito a giornalisti e fotografi di documentare la protesta organizzata da gay e lesbiche contro Barack Obama.

A nulla è servito il recente provvedimento preso, a seguito del quale in ospedale etero ed omosessuali possono godere dei propri diritti. La comunità GLBTQ statunitense vuole di più. Vuole che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali non sia monopolio solo di pochissimi stati.

Probabilmente per quanto fatto finora da Barack Obama in altri campi, su tutti quello della sanità pubblica, l’obiettivo non è neanche da considerarsi impossibili. Anzi.

Certo è che tale traguardo non potrà mai essere raggiunto con la censura o attraverso altri strumenti che tutto fanno pensare tranne alla pace.


Obama ordina agli ospedali di permettere alle coppie gay le visite e di poter prendere decisioni di salute l’uno per l’altro

Obama ordina agli ospedali di permettere alle coppie gay le visite e di poter prendere decisioni di salute l'uno per l'altro

Barack Omaba ha dato l’ordine a tutti gli ospedali americani di concedere e riconoscere i diritti alle coppie gay. Il dipartimento di Sanità dovrà impedire ogni discriminazione per le coppie dello stesso sesso. Le associazioni gay hanno esultato dinanzi a questa decisione, lamentandosi da sempre del divieto in alcuni ospedali per il partner gay di assistere il proprio compagno o di poter prendere decisioni in merito alla salute, solo perchè non vincolato da legami di sangue. Ecco cosa ha affermato Joe Solomense, il direttore dell’organizzazione Human Rights Campaign.

“La discriminazione tocca ogni aspetto della vita delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e transgender, anche nei momenti di dolore e malattia, quando noi abbiamo maggiormente bisogno di avere chi ci ama accanto”

Mentre, dopo il salto, vi riportiamo le parole di Obama usate nell’ordine esecutivo:

“Ogni giorno, in tutta l’America, a pazienti viene negata la cura dei loro cari ai gay e le lesbiche americane viene spesso vietato di stare accanto a compagni di una vita, vietato di prendere decisioni in caso che il paziente non sia in grado di fare”

Successivamente l’uomo ha chiamato Janice Kangbehn, la donna che ha vissuto 18 anni insieme alla compagna e a cui non ha potuto dire addio a causa della burocrazia, dopo che la donna era stata colpita da un aneurisma cerebrale (noi di Queerblog ne avevano già parlato ai tempi in cui era accaduto)E lei stessa ha commentato:

“Sono anni che ripeto che tenere la mano a qualcuno che sta morendo non è un diritto dei gay ma un diritto umano, ed ora il presidente mi chiama e mi dice che ‘è d’accordo con me, è una cosa sorprendente”

Foto | Mj


In Portogallo sì al matrimonio gay ma senza adozione. In Slovenia invece…

In Portogallo sì al matrimonio gay ma senza adozione. In Slovenia invece... Il governo socialista di José Socrates ha approvato un disegno di legge che renderebbe possibili i matrimoni gay. Le resistenze di chi è contrario a questa possibilità sono molto alte e concrete, ma c’è buona possibilità che la legge possa essere approvata. Nulla di realizzabile invece per quanto riguarda le adozioni, diversamente dalla vicina Spagna: resta vietato adottare bambini per coppie gay. Così si è espresso un deputato conservatore:

“La nostra proposta prevede di salvaguardare i diritti fondamentali per un tipo di relazione di questo genere ma che non sarà comunque equiparabile a un matrimonio”

Ma la sinistra che appoggia questa legge, si dimostra contraria anche al divieto d’adozione, motivandolo:

“È bizzarro che si metta fine alla discriminazione al diritto al matrimonio creando nuove discriminazioni per le persone dello stesso sesso”

Il governo sloveno invece ha sottoposto al Parlamento una proposta di legge che definisce “unione familiare” le convivenza fra coppie gay, permettendo anche, in questo caso, l’adozione. Persino il ministro della famiglia e della previdenza sociale, Ivan Svetlik, ha dichiarato:

“Non intendiamo creare nuove forme di famiglia, ma riconoscere quello che nella realtà già esiste e la famiglia tradizionale godra’ anche in futuro del pieno appoggio e della protezione dello Stato”

E dopo un lungo dibattito politico la proposta di legge è stata accolta.

Foto | Matrimonio.Pourfemme


Scandalo per la BBC per il sondaggio se sia giusto uccidere un gay

Scandalo per la BCC per il sondaggio se sia giusto uccidere un gay In seguito alla notizia della legge anti gay che l’Uganda avrebbe intenzione di mettere in atto, la BBC si è esposta in prima linea e ha deciso di parlarne sul proprio sito. Ma non in una dura condanna come prevedibile, bensì in formato sondaggio con richiesta diretta e (forse) volutamente provocatoria: “Gli omosessuali devono essere giustiziati?”. La domanda ovviamente ha scatenato una serie di polemiche e di telefonate indignate da parte degli utenti.

Quando è stato annullato, il sondaggio aveva comunque già ricevuto numerosissimi commenti: 633 circa. Lynne Featherstone, esponente liberal democratica, ha sottolineato quando la domanda fosse offensiva:

“La BBC attizza le fiamme dell’odio. Devono scusarsi per la loro grossolana mancanza di sensibilità”

David Stead, responsabile del forum, si è giustificato così:

“Siamo d’accordo che è una domanda brutale e difficile, ma credo che rifletta il problema. Se i deputati ugandesi approvano la legge anti omosessualità, essa potrebbe far condannare a morte persone per aver avuto rapporti omosessuali”

Che ne pensate dell’idea di porre la domanda ai lettori? Cattivo gusto o giusta informazione e scambio di opinioni?

Foto | TheSun


La Francia condanna la proposta di legge per incarcerare e condannare a morte i gay in Uganda

La Francia condanna la proposta di legge per incarcerare e condannare a morte i gay in Uganda Il ministro estero francese ha criticato duramente un progetto di legge che in Uganda potrebbe portare i gay a rischio condanna a morte:

“La Francia condanna e prova sconcerto verso questa proposta e nei confronti del Parlamento dell’Uganda: inoltre ripete il suo impegno verso la depenalizzazione e la lotta contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”

Il progetto di legge prevederebbe il carcere o la morte nei confronti di chi ha relazioni con persone dello stesso sesso o pratica l’omosessualità. La condanna arriva fortemente da numerosi paesi europei e stati americani, oltre che dalle associazioni Lgbt, sconvolte da questa possibilità. Ma, in Uganda, non sembrano intenzionati a retrocedere, nè ascoltando le opinioni dei diversi paesi nè per un personale ed egoistico tornaconto economico:

“Non accetteremo mai l’omosessualità solo per placare altri stati o come incentivo per ottenere il loro denaro o appoggio”

Foto | Spung


OMOFOBIA, L’ITALIA HA FATTO PASSO INDIETRO

15 ottobre 2009 admin Nessun commento

Navi Pillay è  In questi giorni l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay si trova a Bruxelles in occasione dell’ l’inaugurazione del nuovo ufficio per i diritti umani presso l’UE

Nella conferenza stamapa alle domande rivolte al commissario Onu da alcuni giornalisti Italiani presenti in sala e precisamente all’accaduto di qualche giorno fà alla camera dei deputati ha risposto:

E’ un passo indietro. E’ necessaria ovunque la piena protezione, l’omosessualita’ e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni stati, ma non possiamo ignorare il fatto che gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita”

Speriamo che queste parole possono servire a qualcosa, anche se sembra che la politica Italiana tenga poco conto di queste osservazioni, voi che pensate, secondo voi servirà a qualcosa? o rimarrà inascoltata?

Legge Omofobia: “L’italia ha fatto un passo indietro”

Legge Omofobia: "L'italia ha fatto un passo indietro" Navi Pillay è l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani. In questi giorni si trova a Bruxelles per l’inaugurazione del nuovo ufficio per i diritti umani presso l’Unione Europea.

Come risposta ad una domanda posta da alcuni giornalisti italiani su quello che è accaduto pochi giorni fa alla Camera, ha sentenziato così:

“E’ un passo indietro. E’ necessaria ovunque la piena protezione, l’omosessualita’ e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni stati, ma non possiamo ignorare il fatto che gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita”

Peccato che queste parole, alle orecchie dei nostri politici, faranno lo stesso rumore di una foglia che cade sul marciapiede.

Foto | Javno


Nevada: dal 1 ottobre 2009 sono legali le unioni civili. Ma…

Nevada: da ottobre sono legali le unioni civili. Ma... Da ieri, centinaia di coppie gay sono diventate ufficialmente coppie civili. La legge che permetteva le unioni è stata approvata a giugno ma non è stata effettiva prima di ieri,1 ottobre. Circa 700 coppie si sono registrate prima del 24 settembre: era l’ultimo giorno disponibile per poter ufficializzare il proprio legame nel primo giorno del nuovo mandato legislativo.

Le legge fu proibita dal governatore Jim Gibbons ma la sua decisione fu annullata dall’Assemblea e dal Senato del Nevada. Assicurerà a coppie etero e gay le stesse responsabilità come coppie sposate, per quanto riguarda le proprietà e i debiti, e inoltre in questo modo li proteggerà dalle discriminazioni.

La legge non prevede cerimonie solenne, ma una semplice firma nel registro dell’ufficio del segretario di Stato e il versamento di una quota per il contratto famigliare che offre gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate.

Purtroppo però non è richiesto ai datori di lavoro di offrire l’assicurazione sanitaria o altri benefici alle coppie unite civilmente in questi “contratti di famiglia”. Infatti nel 2002, il Nevada ha votato per un emandamento che specifica il riconoscimento di matrimonio solo tra una donna e un uomo. Si può gioire in questo caso o è solo “assecondare” le minime richieste, parlando di uguali diritti e doveri, per poi ammettere differenza abissali già a partire dalla sanità?

Foto | NevadaGayRealStateAgents


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