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Posts Tagged ‘matrimoni omosessuali’

Messico: celebrate le prime nozze gay e lesbiche

12 marzo 2010 Robo Nessun commento

Messico: celebrate le prime nozze gay e lesbiche

Cinque coppie di persone dello stesso sesso si sono sposate ieri a Città del Messico: tre coppie lesbiche e due gay. Le coppie, ovviamente, vivevano insieme già da diversi anni, ma la celebrazione del matrimonio civile ha coronato le loro lotte. Judith Vázquez Arreola e Lol Kin Castañeda, due novelle spose, affermano che loro si sentono sposate da quando hanno iniziato a vivere insieme, ma affermano che la cerimonia è stata come un bollo sulla carta che serve perché il loro amore sia riconosciuto anche dalla società civile.

“Questa vittoria è di tutte e di tutti e per noi è un giorno di festa che rafforza la nostra volontà di andare avanti”.

La stampa italiana nel riportare la notizia scrive: “Primi due matrimoni tra lesbiche in America Latina […] si sono unite anche tre coppie di omosessuali maschi”. Quasi un documentario alla SuperQuark!

Vedere quel tricolore simile al nostro alle spalle di coppie omosessuali regolarmente sposate fa un certo effetto.

Foto | El Universo


Per Renata Polverini alle coppie omosessuali non serve il matrimonio

È probabile che alla candidata alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, poco interessi il voto delle coppie omosessuali. Del resto, la politica non da oggi sa quanta poca coesione vi sia nel movimento lgbt e quanto sia disgiunto il voto politico delle persone lgbt. Colpa nostra o loro, poco conta e interessa. Almeno, rispetto ai politici di centrosinistra, parlano chiaro sulle loro intenzioni, senza farci sognare propositi che non verranno mai attuati. Parlando con Klaus Davi, nel corso della trasmissione di approfondimento politico Klauscondicio, la candidata di centrodestra è stata parecchio esplicita sul tema della omogenitorialità: le coppie gay non necessitano di riconoscimento. Punto!

“Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l’adozione siano una loro priorità. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione”.

Che tipo di amici gay abbia la signora Polverini e cosa vogliono per vivere serenamente la loro condizione, credo interessi poco a me che scrivo, a voi che leggete e, a quanto pare, anche al movimento omosessuale. Tutti in politica, progressisti e no, vantano amicizie omosessuali, non sappiamo quanto palese e vissuta quella omosessualità dagli interessati e dai loro amici. Quel citare “ho tanti amici gay” sembra diventata una triste e stanca litania per poi dimenticare che quei tanti amici gay, lo dichiarino o meno, necessitano di diritti, per loro stessi, per la loro dignità e soprattutto per gli altri cittadini omosessuali che non hanno la fortuna di essere amici della Polverini e quindi, in un certo senso, dirsi privilegiati.

La signora Polverini dovrebbe lasciare per quel lasso di tempo elettorale i suoi amici cui non interessa alcuna regolamentazione dei loro legami e farsi invitare a pranzo da una delle tante famiglie arcobaleno che vivono nel Lazio o sparse lungo la penisola. Davanti ad un bel piatto di pajata farsi narrare come è la vita di una famiglia che cresce figli sani e felici ma che non ha accesso ai servizi destinati alle famiglie non omoparentali. Si faccia raccontare da due padri o da due madri il grado di civiltà politica e sociale che può avere uno Stato nel negare ogni riconoscimento a loro e ai loro figli. Se questi ultimi crescono sani e felici non è certamente per la cura e l’assistenza da parte della società; non certo per l’educazione all’accoglienza formata nei gangli statali.

Ma la fatica e l’onesta, gentile signora Polverini, in quelle omofamiglie, è doppia, tripla, quadrupla, perché nonostante i pregiudizi e l’intolleranza, padri e madri doppie ci mettono l’ultima stilla della loro pazienza e affetto per far crescere i loro figli e per conservare intatta la loro unione.

Non perdono la speranza che un giorno, la politica tutta, crescendo in onestà e serietà, la smetta di sballonzolare le loro private amicizie gay e si mettano in testa che i diritti sono un principio quasi sacro per loro e per noi, gente lgbt. Un obbligo per i legislatori e la politica locale. Peccato che una donna, per principi di partito, non comprenda queste cose, sventolando le proprie, private amicizie omosessuali, di cui, mi perdoni, poco ci importa. I cittadini sono altro delle sue personali amicizie.

Se le mie parole poco le interessano, ascolti quelle del presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, le stesse che ogni leader di movimento le riferirebbe in questi casi:

“Le persone lesbiche e gay vogliono pari diritti: essere, cioè, uguali a tutti gli altri cittadini. Ciò vuol dire anche la possibilità di accedere al matrimonio civile. Solo in questo modo possiamo vivere serenamente, come tutti. A Renata Polverini ribadisco, quindi, la nostra proposta fatta anche alla candidata del centrosinistra, Emma Bonino: un incontro pubblico in cui confrontarsi con le domande e le esigenze reali della nostra comunità per dare risposte che l’Amministrazione regionale ha il dovere di tradurre, nei prossimi anni, in progetti concreti. Solo così potrà conoscere quali sono le nostre priorità”.

Incontri il movimento, signora Polverini, lo ascolti; vada a pranzo in una omofamiglia, e dica ai suoi amici gay che esistono altre coppie meno fortunate di loro, che chiedono di essere cittadini di questo Stato, della sua regione, con la stessa pari dignità degli altri cittadini non omofamiliari. Questo, mi sembra, debba essere il compito di un politico. Buona e serena campagna elettorale.

Foto | wikipedia


Da oggi i gay possono sposarsi a Washington D.C.

3 marzo 2010 Robo Nessun commento

Da oggi i gay possono sposarsi a Washington D.C.

Da oggi nel distretto federale di Washington sono possibili i matrimoni omosessuali ed è probabile che già in giornata verranno concesse le prime licenze matrimoniali. Il Religious Freedom and Civil Marriage Equality Amendment Act autorizza le coppie dello stesso sesso a sposarsi, mentre consente ai ministri di culto di non celebrare unioni di questo tipo.

Fino a ieri sera gli oppositori si sono dati da fare presentando ricorsi vari. Ma John Roberts, giudice capo della Corte suprema, ha respinto le richieste allineandosi alle decisioni della corte suprema cittadina e ricordando che il Congresso USA aveva già approvato l’entrata in vigore della legge.

Si allargano sempre più, negli USA, le possibilità degli omosessuali di veder riconosciuti i propri diritti. Chissà se queste decisioni influenzeranno anche l’Italia, prima o poi.

Foto | Flickr


Anche nel Massachusetts una casa di riposo per gli anziani LGBT

17 febbraio 2010 mario cirrito Nessun commento


Si chiama Elsie Frank House, proprio come la madre di Barney Franck, uno stimato parlamentare omosessuale americano che, prima della sua scomparsa avvenuta nel 2005, non solo appoggiava le battaglie del figlio ma quelle di tutta la comunità LGBT statunitense. A lei, quindi, è stata dedicata questa prima casa di riposo per persone anziane LGBT che a breve aprirà le porte ai suoi ospiti a Chelsea, nel Massachusetts. Il progetto è stato portato avanti, da anni, con alacrità e il desiderio di far sorgere un complesso abitativo dove gli ospiti potessero sentirsi a casa, in un ambiente sereno e con diversi servizi messi a disposizione per loro.

Al piano terra di ogni casa, un caffè-pasticceria, un piccolo centro di alimentari, una stazione termale, e uno spazio di spiritualità con un “giardino della pace”. In tre anni sono riusciti a mettere in piedi un centro dove gli anziani LGBT che lo vorranno, potranno continuare a vivere la loro esistenza avendo un’assistenza adeguata in un ambiente che poco somiglierà ad una casa di riposo, molto ad una consueta abitazione, con tutte quelle strutture necessarie a rendere la vita migliore e facile.

Il Massachusetts, come molti sanno, è un piccolo stato sulla costa atlantica americana. A Boston, come altrove, la popolazione LGBT gode di rispetto e diritti e va anche segnalato per le tante iniziative che si svogono durante l’anno a favore degli abitanti e dei turisti LGBT che qui trovano divertimenti e accoglienza di eccelenza. Fu qui, come poi accadde altrove, che proprio di questi tempi, il 4 febbraio 2004, la Corte Suprema toglieva gli ultimi divieti che proibivano i matrimoni omosessuali.

Persino l’Ente del Turismo del Massachusetts in Italia, ha una sua struttura adeguata a dare informazioni esaustive per una splendida vacanza, all’insegna del divertimento, della cultura e dei piaceri in quei meravigliosi posti. Vale, almeno una volta, visitare questo Stato e la godere della sua animata vita LGBT.

Lisa Krinsky, direttrice del LGBT Aging Project, a proposito del nuovo complesso per anziani LGBT, ha detto:

“è pieno di rispetto per l’identità delle persone che ci vivono, e per la loro dignità”.

Per molti, il problema della terza età; l’assistenza nei tanti casi di necessità e il proseguo di una vita dignitosa, è un problema reale e spesso è la solitudine a riempire i tanti vuoti di una esistenza che si fa sempre più fragile. Per questo, in Massachusetts ora, ma anche in altre parti del mondo, si danno vita a centri di accoglienza dove persone sole o in coppia LGBT possano proseguire il loro cammino di vita avendo personale e luoghi dove i problemi vengono superati con facilità.

Foto | qwrrty


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