Poco importa se avete già scelto le mete dove andare a trascorrere le vacanze natalizie e di fine anno; di certo ci sono luoghi dove sarà possibile andare in un futuro prossimo, da soli o il lieta compagnia. Partire è l’inizio di nuovi sogni, di nuove conoscenze e incontri, probabilmente un amore o una passione fugace o semplici amici che entrano nei nostri affetti più cari. Viaggia la popolazione gay e lesbica; parecchio in quelle nazioni che hanno saputo dare risposte legislative ai diritti; luoghi dove il divertimento gay notturno è sfavillante o dove la comunità glbt ha un suo alveolo di rappresentanza nella democrazia delle istituzioni. La Spagna ne è un esempio, ma anche l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, l’Austria, la Francia. Più in là gli States, il Canada, il Brasile e persino il Sudafrica.
È così vero che gay, lesbiche, transessuali e bisessuali amino viaggiare che questo particolare segmento è diventato da qualche anno molto appetibile per le agenzie di viaggi e i tours operator come per gli Enti del Turismo che hanno un settore parecchio vivace che si occupa proprio del mercato vacanziero glbt. Sono loro a studiare offerte sempre più mirate, disporre di servizi di una certa qualità, alberghi e strutture capaci di esaudire le “folli” richieste del cliente omosessuale. Nei paesi dove tutto questo avviene, il cliente glbt usufruisce delle stesse attenzioni riservate alle coppie tradizionali, così se due uomini si presentano alla reception di un hotel riceveranno una matrimoniale senza altre stupide e imbarazzanti domande.
Una interessante realtà, molto giovane per questo mercato in espansione è Quiiky, tour operators capace di esaudire ogni richiesta che arriva dai suoi clienti glbt: dalla vacanza più lussuosa a quella low profile, capace di gareggiare con chi oggi, online, ha prezzi con pochi zeri. Per aiutare le agenzie di viaggio a confrontarsi meglio con i loro clienti glbt, si sono riuniti in seminario a Roma e Milano, creando un certo interesse tra gli operatori del settore poco avvezzi al mercato gay. Loro lo slogan “Libero di viaggiare come sei“.
Primi a credere in loro il Massachusetts Office of Travel & Tourism, l’agenzia governativa dedicata alla promozione del Massachusetts, il primo stato Usa a legalizzare il matrimonio omosessuale nel maggio 2004. Lì, il Governatore Patrick, amico di Obama, nel luglio del 2008 ha siglato l’atto che annullava la legge del 1913 che proibiva ai non residenti di sposarsi in Massachusetts.
Boston ha una vita notturna vibrante, locali gay dove immergere le proprie felicità e saziarsi delle tante fascinazioni che la città offre. Qui essere gay, lesbiche, transessuali, è un valore aggiunto. Qui si celebra ogni anno il più grande Gay Pride del New England.
A soli 90 minuti di traghetto veloce si raggiunge Cape Cod, dove si trova Provincetown, considerata una delle migliori location gay in America. Altro che New York o la pur sempre deliziosa San Francisco. E se amate i rave è qui che si consuma il migliore, il David Flower’s Summer Camp, arrivato alla sua decima edizione.
Per le amiche lesbiche, ad ovest di Boston sorge Northampton, vivace cittadina con una folta comunità lesbica, compresa il suo primo cittadino. E poi via, verso lidi incontaminati, spiagge bianche e assolate, cibo prelibato di mari generosi. I Caraibi non sono solo l’omofoba Giamaica.
Le Isole Vergini statunitensi, composte da 50 isole, accolgono con soddisfazione il turismo glbt, a St. Croix come a St. John o St, Thomas. In quanto territorio Usa, non dimenticate i documenti necessari, ovvero un passaporto biometrico. Vi sazierete di astici prelibati a poco meno di 10 dollari e godrete della bellezza dei suoi autoctoni. Come in ogni luogo, rispetto reciproco.
Il giovane tour operator Quiiky vi potrà portare in Costa Rica, in Turchia o soddisfare un lieto viaggio alle Gran Canarie, a Miami o a Tel Aviv, vivace cittadina parecchio gayfriendly. Rispetto ad altri tours operator assisteranno, in caso di necessità, il turista ovunque si trovi e lo richieda. Buone vacanze!
Foto | malex.org

