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Posts Tagged ‘nozze lesbiche’

Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesa

15 marzo 2010 Robo Nessun commento

Spagna 1901: Elisa e Marcela, lesbiche, si sposano in chiesaElisa e Marcela si sono conosciute a Corogna – cittadina della Galizia – sul finire del 1800 e da amiche divennero amanti. Una storia come tante, probabilmente. Ma Elisa e Marcela, entrambe maestre, non volevano vivere in segreto la loro storia d’amore e tramarono di prendersi gioco dei pregiudizi morali e religiosi di quegli anni della restaurazione spagnola: Elisa si sarebbe finta uomo. L’inganno ebbe successo e, nel 1901, il parroco della chiesa di San Jorge le unì in matrimonio. Religioso. Due lesbiche. Scoperte, però, furono costrette a fuggire. Si rifugiarono in Portogallo dove vennero accolte senza alcun problema dalle persone. Il giudice, inoltre, le lasciò libere ed esse vissero ad Oporto. Ebbero anche una figlia e ai giornalisti che le prendevano in giro, Elisa rispose:

“È una cosa dell’altro mondo che nasca un bambino o una bambina? Non c’è niente di più naturale: una donna fa un figlio! Non siamo due criminali”

Questa storia di più di cento anni fa è stata raccolta in un libro edito in Spagna (prima in gallego e ora in catalano) dal titolo Marcela y Elisa. Chissà se qualche editore italiano lo pubblicherà in italiano? Nel frattempo, guardiamo la foto di Elisa e Marcela nel giorno del loro matrimonio e lasciamoci pervadere dalla tenerezza.

Foto | El País


Messico: celebrate le prime nozze gay e lesbiche

12 marzo 2010 Robo Nessun commento

Messico: celebrate le prime nozze gay e lesbiche

Cinque coppie di persone dello stesso sesso si sono sposate ieri a Città del Messico: tre coppie lesbiche e due gay. Le coppie, ovviamente, vivevano insieme già da diversi anni, ma la celebrazione del matrimonio civile ha coronato le loro lotte. Judith Vázquez Arreola e Lol Kin Castañeda, due novelle spose, affermano che loro si sentono sposate da quando hanno iniziato a vivere insieme, ma affermano che la cerimonia è stata come un bollo sulla carta che serve perché il loro amore sia riconosciuto anche dalla società civile.

“Questa vittoria è di tutte e di tutti e per noi è un giorno di festa che rafforza la nostra volontà di andare avanti”.

La stampa italiana nel riportare la notizia scrive: “Primi due matrimoni tra lesbiche in America Latina […] si sono unite anche tre coppie di omosessuali maschi”. Quasi un documentario alla SuperQuark!

Vedere quel tricolore simile al nostro alle spalle di coppie omosessuali regolarmente sposate fa un certo effetto.

Foto | El Universo


Non mettiamo cancelli di chiusura nei confronti delle coppie omosessuali

28 febbraio 2010 Robo Nessun commento

Monsignor Giuseppe Casale: â��Non mettiamo cancelli di chiusura nei confronti delle coppie omosessualiâ��Ogni tanto qualche vescovo cattolico dimostra un po’ di apertura mentale. È il caso di monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito (cioè in pensione) di Foggia-Bovino, che conta ottantasette anni (a dimostrare che, spesso, l’età non c’entra con certe posizioni). Commentando il matrimonio simbolico tra Antonella D’Annibale e Debora Galbiati avvenuto ieri, il presule ha detto:

“Non mettiamo cancelli di chiusura nei confronti delle coppie omosessuali. Nei confronti di queste persone che vivono l’omosessualità non bisogna lanciare anatemi. Che vivano la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili. Noi non possiamo interpretare il pensiero di Dio sul tema. Ormai, da un punto di vista generale, si interpreta l’omosessualità come una malattia, una devianza ma queste persone vanno affidate alla misericordia di Dio senza condanne”.

Poi, pur riconoscendo che civilmente e religiosamente le nozze gay non hanno alcun valore (“e per ora teniamoci pure queste disposizioni”), il vescovo ha fatto un discorso aperto al futuro:

“Bisogna seriamente riflettere perché questo è un campo aperto, insidioso. Non mettiamo cancelli di chiusura e per l’avvenire teniamo conto dell’evoluzione della sessualità e del modo di interpretarla e viverla. Non si può ignorare l’evoluzione che la società ha avuto. Perciò dico a questa coppia di vivere la loro vita di relazione nel migliore dei modi possibili”.

Foto | MyGodmyGod


Da Torino a Padova a Ferrara rispuntano i matrimoni omosessuali

27 febbraio 2010 mario cirrito Nessun commento

Proprio mentre scriviamo Antonella D’Annibale e Debora Galbiati, due donne torinesi che formano da tempo coppia di fatto, staranno facendo gi ultimi preparativi di un giorno per oro speciale. Alle 16.00, il sindaco della loro città, Sergio Chiamparino, le unirà simbolicamente in matrimonio civile. Dopo, ovviamente, sarà festa e brindisi, ma qualcuno dei presenti sentirà un po’ di rabbia e mestizia per quell’atto simbolico che denuncia uno Stato inerme e contrario alle unioni omosessuali italiane. Il sindaco di Torino avrà fatto un gesto di dignità e di affetto verso quella coppia che rappresenterà un po’ tutte le coppie di fatto apolide di diritti in Italia; ma dopo quel gesto, quasi di ribellione e di sfida fatta da un primo cittadino, Debora e Antonella, torneranno ad essere due donne anonime per lo stato di diritto e molti tra i nostri legislatori dovrebbero sentire l’umana vergogna per questa e altre coppie di cui non sono riusciti ad occuparsi. Umana vergogna per come i cittadini LGBT italiani vengono lasciati: colmi di desideri e poveri di ogni tutela. Grazie sindaco Chiamparino e auguri ad Antonella e Debora.

Sempre restando sulle coppie di fatto, un altro caso, ieri, ha toccato altre due ragazze lesbiche, coppia di fatto, di Conselve. I giudici a cui si erano rivolti, dopo che il sindaco del loro paese aveva vietato le pubblicazioni per il matrimonio, hanno respinto il ricorso. Le due fidanzate, giovanissime, di 24 e 28 anni, assistite dagli avvocati Maria Pia Rizzo e Francesco Bilotta, apprezzati per il loro impegno a favore delle coppie di fatto omosessuali con Rete Lanford, si sono viste negate un diritto che resta a favore delle sole coppie formate da uomo e donna. Per loro, come per altre coppie che si sono rivolte ai tribunali, l’ultima parola passa alla Corte Costituzionale che si riunirà il 23 del mese prossimo.

Quella delle coppie di fatto omosessuali, resta un tema importante e fragile. Importante perché, almeno dai numeri, l’Italia detiene un record poco visibile e inimmaginabile: le coppie omosessuali che convivono o si amano sono molte di più di quelle che pensiamo. Non tutte vivono sullo stesso tetto, nella stessa città; eppure sono coppie solide, tentano una condivisione della loro vita come dei loro beni. Fragile perché in una Europa che grida al nostro paese di eguagliare i diritti per tutti i cittadini, i legislatori - di destra e di sinistra - poco si sono interessati su questo fronte. Le rare iniziative che sono arrivate a livello locale, sono poi state ostacolate dalla politica nazionale che intende mantenere per sè il diritto a decidere per non decidere nulla.

Potrebbe apparire parecchio lugubre, eppure c’è una iniziativa che lascia spazio all’ultima misericordia per le coppie di fatto. Ad Alghero stanno decidendo che conviventi etero o omosessuali potranno scegliere di essere sepolti uno accanto all’altro, in loculi formato matrimoniale. Basterà una semplice autocertificazione che dimostri di aver trascorso una vita insieme per ottenere il diritto alla sepoltura attigua, anche in assenza del vincolo della legittima unione coniugale.

Ma pare che anche lì non tutti si sono trovati d’accordo. Ha spiegato il presidente dell’organismo consiliare Giovanni Cecconello:

“Non ci vedo nulla di male e mi auguro vivamente che il provvedimento non trovi resistenze. Si tratta di un piccolo riconoscimento a chi già nella vita spesso si trova a dover fare i conti con i pregiudizi della società. Ci sono diverse sensibilità ma non credo che l’iter incontrerà degli ostacoli. Finora non si sono riscontrate vere opposizioni”.

Qualcuno, vedrete, si metterà di traverso anche in questa pietas finale.

Foto | jayceeloop


Entro fine anno il sindaco di Torino celebrerà le nozze di due lesbiche

5 dicembre 2009 Robo Nessun commento

Antonella D'Annibale e Debora GalbiatiSi tratterà di un atto privato, ma il gesto di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, avrà senza dubbio un significato politico.

Antonella D’Annibale – operatrice del Servizio contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale del Comune – e Debora Galbiati Ventrella – educatrice professionale, famiglia siciliana valdese, un ex prete operaio come amato padre adottivo – stanno insieme da otto anni e desiderano sposarsi. Così, dopo aver aderito alla Campagna di affermazione civile promossa da Certi Diritti e dalla rete di avvocatura lgbt Rete Lenford hanno scritto al loro sindaco:

Vorremmo incontrarla e parlarle di un desiderio: vogliamo sposarci. E non possiamo farlo. Per questo ci sentiamo discriminate, nel nostro paese, nella nostra città. Sappiamo che gli indirizzi europei sono di eliminare ogni forma di discriminazione, ma del nostro matrimonio non si sta occupando nessuno. Siamo certe che lei vorrà ascoltarci… E vorrà essere d’esempio compiendo un’azione politica e culturale che ci avvii verso il Nuovo.

Il primo cittadino di Torino le ha ricevute, le ha ascoltate e ha deciso di “sposarle”:

“Se vogliono venire nel mio ufficio, o trovarsi in un altro posto dove io le unisco in matrimonio, si può fare. Ma senza nessuno che dia un valore formale a questo atto. Credo sia giusto che persone dello stesso sesso che nutrono affetto, amore, tra loro, possano regolare i loro diritti. Posso fare un atto che richiami alla scelta che dovrebbe essere dei parlamentari: una proposta di legge che introduca uno strumento giuridico, che non è il matrimonio, che consenta alle persone dello stesso sesso di riconoscersi diritti e doveri per il presente e per il futuro. Uno strumento che si affianchi al matrimonio civile”

Per ora, auguri ad Antonella e Debora, nella speranza che in un futuro non tanto lontano il loro sogno di sposarsi (e quello di molte altre lesbiche e gay italiani) possa essere una realtà, non solo un atto privato e simbolico.

Foto | La Stampa


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