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Il reggae italiano suona a favore dei gay

“Omofobo perdente il pregiudizio è falso e inutile / rispetta il tuo simile». 

courtneyjohn01Questo è un assaggio della nuova canzone “Cosi Sia” del gruppo reggae italiano Africa Unite, tratto dal nuovo album “Rootz”. Tutti sanno che le canzoni dei più noti artisti reggae giamaicani trasudano dichiarazioni e invettive omofobiche, ma il gruppo italiano ha deciso di dire basta a questa corrente di odio che pervade questo stile musicale di cui si parla pochissimo nel nostro paese; e per far questo ne cantano quattro agli artisti dell’isola caraibica più famosi di questo genere, in un linguaggio che spazia dall’inglese allo slang patwa di Kingston. Non è questo, afferma il gruppo musicale italiano, il messaggio contro cui lottava il fondatore Bob Marley nella sua “Babylon”.  

«Siamo stufi di canzoni discriminatorie  e di leggere le cronache delle aggressioni subite in Giamaica dalla comunità gay. Era ora di rendere pubblico con una canzone quel che pensano tutti gli appassionati di buon senso. Abbiamo ritenuto che con trent’anni di carriera questa responsabilità toccasse a noi». Alla domanda se ai maggiori esponenti del reggae mondiale Buju Banton, Beenie Man e Sizzla questo importi qualcosa, il cantante Bunna ha aggiunto: «Io credo di sì, in fondo senza l’Europa i loro tour sarebbero miseri e qui vendono la maggior parte dei dischi».

Non solo integrazione e stop all’omofobia. Il brano “Mr Time” rivendica il diritto a un reggae laico, e si scontra apertamente con la logica del genere musicale stesso, che girando intorno alla capitale Kingston tende a giustificare gli aspetti, anche più deleteri, dell’ambiente di origine. Un bel messaggio, che per una volta parte proprio dall’Italia, ai giovani amanti del reggae. Su questo genere musicale, nato in Jamaica proprio per dare voce ed integrare i più poveri e disadattati, pende una spada di Damocle piena zeppa di episodi di droga e di razzismo, che vede proprio gli omosessuali come vittime prescelte e carne da macello.

Via – lastampa


Danimarca: il matrimonio gay piace anche ai fedeli e ai vescovi

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Il matrimonio religioso tra persone dello stesso sesso incassa un ampio consenso sia tra i cittadini sia tra la maggioranza degli appartenenti alle alte sfere della Chiesa Evangelico Luterana del paese nordico.

Due sondaggi pubblicati ieri dai quotidiani locali “Kristeligt Dagbladet” e “Berlinske Tidende” hanno evidenziato che il 63% dei danesi è favorevole a comparare le unioni omosessuali con quelle eterosessuali, e che addirittura più della metà dei vescovi non è contrario alle nozze gay in chiesa. La Danimarca, come ormai da consolidata tradizione nordica, ha intrapreso da tempo il cammino per l’equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali, per favorire nella società del piccolo paese della Sirenetta una maggiore integrazione e per eliminare ogni tipo di differenza tra i propri cittadini: già dal 1989 esiste, a livello civile, il “partenariato registrato”, una specie di PACS alla danese che offre agli sposi gli stessi diritti delle coppie eterosessuali unite nel sacro vincolo del matrimonio religioso.

Non bisogna dimenticare che quella danese è una Chiesa di Stato, e il governo locale in tutti questi anni ha lasciato ogni decisione su questa materia agli organi religiosi. Il dibattito sembra aver raggiunto una sua conclusione, il popolo danese e le alte cariche evangeliche sembrano essere d’accordo sul fatto di rendere possibile il matrimonio religioso in chiesa anche tra persone dello stesso sesso. In parlamento esiste una larga maggioranza pro matrimonio omosessuale, e il premier Lars Loekke Rasmussen ha dichiarato, a proposito dei risultati dei sondaggi sopra menzionati: “Se la Chiesa danese desidera accogliere tutte queste possibilità, e se ci sarà un ampio favore, saremmo senz’altro positivi”.

Via -digayproject


Il 70 % dei Gay Inglesi vorrebbe trascorrere una notte con Jesus Luz

11 marzo 2010 GAYBOOK Nessun commento


jesus-luzJesus Luz, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai suoi gusti in fatto di donne. Infatti, durante un’intervista, Luz ha affermato:

Quando ero più giovane mi piaceva uscire sempre con donne diverse. Una volta cresciuto, ho sentito la necessità di stare solo con una persona. Mi è sempre piaciuto vivere una relazione stabile. E’ difficile incontrare donne giovani con una testa matura. Così sono sempre uscito con quelle più grandi di me”. E’ importante che una donna abbia una vita spirituale e una mente aperta.La bellezza mi attrae, ma non è qualcosa di cui ho bisogno. Devo sentire di potermi fidare. E mi piace che ci sia ironia nel rapporto. Sono un clown.

Sicuramente Jesus non ha mai avuto problemi con le donne, e possiamo dire che resta sempre un bellissimo ragazzo. Ma non è tutto, infatti, un sondaggio per una rivista gay Inglese ha rivelato che il 70% dei votanti vorrebbe trascorrere una notte passionale con il bel Jesus.

Via | Music Fanpage


Lily Allen dedica “Fuck You” a David Cameron

11 marzo 2010 GAYBOOK Nessun commento


LilyAllen06Durante un concerto di Lily Allen a Londra, si scatena una rissa. Il live, che si è tenuto alla 02 Arena di Londra, è stato davvero movimentato. Infatti, la Allen, ha dedicato “Fuck You” al leader del partito conservatore britannico David Cameron. Questa dedica è in realtà una risposta a Cameron, che qualche settimana fa aveva dichiarato:

Ho una figlia di sei anni ossessionata da Lily Allen. Ormai conoscono benissimo la sua musica, visto che mi viene imposta durante tutti gli spostamenti in macchina che facciamo insieme. E credo che con tutti questi riferimenti al sesso orale, alle droge e all’orgasmo non sia adatta agli ascoltatori più giovani.

Oltre a questo attacco, il concerto è stato movimentato soprattutto per la rissa che si è scatenata nel pubblico durante la performance. Lily, dopo la Rissa, è stata costretta ad abbandonare il palco per ragioni di sicurezza. Dopo qualche minuto Lily è riapparsa sul palco, dichiarando:

Questo è il peggior tipo di violenza che mi sia mai capitato di vedere. Quello che è successo è decisamente disgustoso, e dovreste vergognarvi di voi stessi.

Di seguito vi proponiamo il video del live di Lily allen alla 02 Arena di Londra.




Via | Music Fanpage


Non ci resta altro che consolarci con il gelato gay!

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Siete stati appena lasciati dal fidanzato? Il vostro migliore amico vi ha deluso? Il vostro personaggio del cuore del vostro telefilm preferito è deceduto? Niente paura! La consolazione alle vostre pene si trova nella vostra cucina, esattamente nel freezer.

Negli USA, patria del marketing e della vendita a tutti i costi, hanno appena “inventato” una linea di gelati adatti per le coppie gay. Per festeggiare l’approvazione della legge sulle unioni omosessuali nello stato del Vermont, la società Ben & Jerry, oggi controllata dalla multinazionale Unilever, ha deciso di mettere in commercio “Hubby Hubby” (letteralmente “marito marito”). Come nella migliore tradizione gastronomica americana, Hubby Hubby non può essere certo considerato un prodotto dietetico: è composto da un mix di gelato alla vaniglia, biscotti sbriciolati e burro di noccioline, e la confezione formato famiglia è particolarmente adatta da dividere in due. Molto utile in caso di riconciliazioni con l’ex fidanzato o l’amico che ci ha spezzato il cuore. Ovviamente quest’idea ha avuto un successo stratosferico nello stato a stelle e strisce e le vendite sono in continua ascesa.

Il marketing mondiale sta investendo moltissimo sui consumatori LGBT, come ben dimostra anche questo nuova linea di gelati. Sono ormai decine di anni che sono in commercio negli USA prodotti dedicati solo ed esclusivamente ad utenti gay, che si sono rilevati ottimi compratori e molto attenti alle mode e alle ultime novità del mercato.

Via - prontointavola.tgcom


Jack di Will & Grace conferma la sua omosessualità


Chi ha visto almeno una volta nella vita la pluripremiata sit com USA “Will & Grace” non ha avuto dubbi: o Sean Patrick Hayes è un grandissimo attore, capace di interpretare perfettamente il ruolo di un omosessuale simpaticissimo, isterico e perfido, o è totalmente gay.

Lo stesso attore ha confermato recentemente la sua omosessualità alla advocate sean hayesrivista gay “Advocate”, che gli dedica una lunga intervista dal titolo celebrativo “I am who I am”. Per tutti questi anni l’attore, che nel telefilm interpretava il ruolo di Jack McFarland, ha sempre negato e smentito le voci riguardo la sua sessualità, forse per il timore di rimanere ingabbiato nello stereotipo eterosessuale della checca capace solo ad urlare e a vestirsi firmato. Durante l’intervista Hayes ammette che in passato era riluttante nel parlare a pubblicazioni dichiaratamente omosessuali come “Advocate”, per paura di essere etichettato come gay. Leggendo l’intervista, si ha l’impressione che l’attore voglia mettersi completamente in gioco e vivere al meglio questa sua “nuova” condizione di personaggio pubblico dichiaratamente omosessuale:

“Sento di aver contribuito tantissimo al successo del movimento gay in America, e se qualcuno ha qualcosa in contrario, sono qui per rispondere”.

L’ex Jack McFarland, ormai quarantenne, afferma di essere fidanzato con una persona speciale, ma che non vuole dare in pasto la sua storia al gossip e ai paparazzi. È vero che il personaggio di “Will e Grace” gli ha portato una popolarità enorme a livello mondiale, ma negli ultimi anni di lui non si è sentito parlare per nulla. Questa dichiarazione, non certo scioccante per molti, serve forse a riabilitare la sua carriera televisiva? Senza ombra di dubbio la copertina di un giornale letto da milioni di persone come “Advocate” non può portare che una rinata fama all’attore originario di Chicago.

Via – advocate.com


Domani le prime nozze gay a Washington D.C.


Siamo alla vigilia delle prime nozze gay che saranno celebrate, nello stato della capitale USA, domani mercoledì 10 marzo.

wedding-photo-ringsAlcune coppie hanno già programmato cerimonie veloci in chiesa o negli uffici dei movimenti per i diritti omosessuali, mentre per i matrimoni più elaborati dovremo aspettare ancora qualche giorno. Si uniranno circa 150 coppie che hanno richiesto mercoledì scorso la licenza matrimoniale all’ufficio preposto, stando in fila anche per oltre quattro ore per averla. Dopo Connecticut, Iowa, Vermont, Massachusetts e New Hampshire, Washington D.C. è il sesto stato americano a permettere unioni tra persone dello stesso sesso. L’iter per sposarsi è abbastanza semplice: una volta avuta la licenza matrimoniale, la coppia deve far firmare il documento alla persona che celebra l’unione e riportarlo successivamente all’ufficio competente affinché esso venga regolarmente registrato.

Tre cerimonie sono previste nella sede della Società per i diritti dell’uomo, che si occupa anche dei diritti delle persone LGBT. Nel pomeriggio, un matrimonio sarà celebrato nella “All Souls Church”, il luogo cioè dove il sindaco della capitale USA ha firmato in dicembre la legge che legalizza questo tipo di unioni. Molte altre coppie si sposeranno nel palazzo di giustizia, che ha una piccola sala per questo tipo di cerimonie da circa 15 persone, dal 22 al 29 marzo. Normalmente, in questa sede si celebrano dai quattro ai sei matrimoni al giorno, ma nelle prossime settimane è previsto un picco di richieste che faranno salire il numero delle unioni a dieci o dodici al giorno. È stato reso noto ultimamente che oltre trecento persone hanno richiesto licenze per il matrimonio, e quasi tutte sono cittadini/e LGBT.

Per tutta Washington domani risuoneranno le parole “legally married” (“legalmente sposati”), una formula che in questi casi sostituisce il tradizionale suggello alla cerimonia “husband and wife” (“marito e moglie”). Chissà se in Italia sentiremo mai dire questa frase in municipio, o se tutti i cinquanta stati degli USA approveranno le unioni tra persone dello stesso sesso prima del nostro antiquato e perbenista belpaese.


Zac Efron Photogallery

Oggi Gaymagazine vi propone un a galleria dell’attore, cantante e ballerino Zac Efron (vero nome Zachary David Alexander Efron)

Guarda la galleria!!! clicca quì!!!


Turchia: Gli omosessuali sono malati da curare.

aliye kavaf

“Ritengo che l’omosessualità sia un disturbo biologico, una malattia. Penso che l’omosessualità sia un qualcosa che debba essere curato e per questo motivo non ho una buona opinione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso”.

Questo è ciò che afferma Aliye Kevaf, ministra di Stato turca e responsabile degli affari femminili e della famiglia, in un’intervista al quotidiano laico Hurryiet;  la ministra turca non è la prima volta che suscita scandalo con le sue affermazioni, ma questa volta ha scatenato un nuovo e più grande vespaio con le sue affermazioni.

Aliye Kevaf ha inoltre affermato che, nel suo ministero, non ha in programma di affrontare la tematica dei matrimoni tra omosessuali poichè, secondo la ministra, in Turchia non c’è una richiesta in tale senso, non nega l’esistenza di omosessuali, ma precisa che le richieste di unioni non sono mai state fatte.

La ministra aveva alzato un’altro vespaio circa una settimana fa, quando aveva criticato le scene di baci trasmesse durante un seguitissimo sceneggiato televisivo (Ashki Memnu), affermando che quelle immagina andavano tagliate poichè potevano influenzare negativamente gli spettatori di un’età compresa tra i quattro e i dieci anni.

via| swissinfo.ch


Articolo 21, basta discriminazioni nelle pubbliche amministrazioni


“È introdotto presso le pubbliche amministrazioni il divieto di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, allaparlamento_4 religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Da quando entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si potrà far conto anche sull’articolo 21 di questa nuova legge per difendere le persone omosessuali dalla discriminazione nei luoghi di lavoro pubblici”.

Questa è la dichiarazione dell’avvocato di Rete Lenford Antonio Rotelli in seguito all’approvazione dell’articolo 21 di una nuova legge che vieta ogni tipo di discriminazione nei luoghi di lavoro, nel caso specifico nel settore della pubblica amministrazione.

Nella lettera C del suddetto articolo viene introdotto presso le pubbliche amministrazioni “il “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, che sostituisce, unificando le relative competenze, i Comitati per le Pari opportunità e i Comitati paritetici per il fenomeno del mobbing”.

Se con la discussione a livello parlamentare delle unioni civili e del matrimonio gay siamo arenati da più di un anno, con l’approvazione dell’articolo 21 di questo nuovo testo si fa un passo in avanti nella lotta all’omofobia. Certo, non basterà una legge a scardinare pregiudizi e episodi omofobici sul luogo di lavoro, ma segna il primo e indispensabile passo volto a contrastare l’omofobia nella società italiana, come aveva dichiarato il ministro Carfagna pochi giorni fa.

Via – gaynews


Germania: casi di pedofilia nel coro diretto dal fratello del Papa


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Dopo gli scandali sessuali che hanno travolto gli Stati Uniti e la Repubblica d’Irlanda, anche la Germania deve affrontare il tema della pedofilia nella Chiesa. E spunta un nome eccellente: quello di Georg Ratzinger, fratello dell’attuale papa Benedetto XVI.

Alcune settimane fa si erano iniziato a parlare di abusi sessuali su minorenni nelle scuole cattoliche dopo la denuncia di molti ex allievi di un liceo di Berlino, ma l’inchiesta su questo reato aberrante sembra estendersi a macchia d’olio in tutto il paese. Nel prestigioso coro di voci bianche di Ratisbona, diretto dal 1964 al 1993 da Georg Ratzinger, sarebbero avvenuti episodi di abusi nel periodo che va dal 1958 al 1973; a suo tempo l’allora direttore dell’internato che ospita i giovani coristi fu scoperto, confessò e fu condannato. Nel frattempo egli è deceduto, ma recenti rivelazioni hanno fatto emergere il nome di un altro uomo, anch’egli morto. Il vescovo di Ratisbona ha scritto sul suo sito, a questo proposito, una “lettera ai genitori” per spiegare la vicenda, mentre la conferenza episcopale tedesca ha deciso di attuare la tolleranza zero su ogni caso di molestia e abuso sessuale a danno di minori nelle scuole religiose e nella Chiesa stessa.

Ieri l’ex direttore del coro Ratzinger ha dichiarato a una radio bavarese di “non essere a conoscenza” di taluni casi. “La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania”: è quanto ha detto il vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, precisando però che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro di Ratisbona. Il 12 marzo il presidente dei vescovi tedeschi sarà a Roma per discutere la questione dal Papa.

Decenni di silenzi e compromessi caratterizzano questo tipo di reati, che negli ultimi tempi hanno scandalizzato le comunità di tutto il mondo, offuscando per pochi pedofili il lavoro encomiabile di migliaia di preti e religiosi che aiutano i bambini e i ragazzi nella loro crescita, offrendo loro un luogo sicuro e un ambiente sereno dove affrontare questa nostra società cosi problematica.

Via – Repubblica


La campagna Arcigay per il matrimonio gay inizia da Bologna


matrimonio-gay-sulla-spiaggia-400Si è svolto ieri pomeriggio presso Palazzo D’Accursio nel capoluogo emiliano il Seminario formativo “Il diritto al matrimonio fra le persone dello stesso sesso”. L’iniziativa gratuita è stata promossa dall’Arcigay locale “Il Cassero” ed è stata patrocinata dal Comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna, e ha visto susseguirsi gli interventi di due avvocati e un giudice emiliani; a chiusura della manifestazione c’è stato l’intervento del giurista e presidente nazionale Arcigay Paolo Patané. Il tutto moderato dall’avvocato Michele Giarratano. 

Il 23 marzo la Corte Costituzionale dovrà decidere sull’ammissibilità dell’ordinamento italiano circa la legittimità o meno dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel frattempo, come purtroppo ben sappiamo, il governo e il parlamento non muovono un dito in questa direzione. Sono anni che chiediamo a gran voce di sostenere il nostro diritto ad unirci come una qualsiasi coppia eterosessuale che si ama e decide di passare la vita insieme. Durante l’iniziativa bolognese è stato sottolineato che:

L’art. 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il concetto di matrimonio dunque non può rimanere immutabile nel corso degli anni e rischia anzi di essere un istituto superato dall’evoluzione dei costumi e della società italiana;
secondo l’art. 2, che tutela i diritti inviolabili dell’uomo, questi ha il diritto di trarre giusta soddisfazione dalle formazioni sociali attraverso le quali svolgere la propria personalità;
l’art. 22 tutela i diritti civili;
l’art. 3 sancisce il principio di uguaglianza.
Vi è nell’ordinamento, tuttavia, una disparità di trattamento per alcuni cittadini, solo in virtù del loro orientamento sessuale.

Come si può leggere nel sito dell’associazione: “Arcigay lancia con l’evento di Bologna una nuova campagna, che durerà nei mesi, indipendentemente dall’esito del giudizio della Consulta, fatta di iniziative di formazione e sensibilizzazione in diverse città e azioni stampa per ribadire che il matrimonio civile è uno strumento fondamentale per garantire dignità, inclusione sociale e diritti alle famiglie omosessuali e per raggiungere l’obiettivo fondamentale della piena uguaglianza giuridica e sociale di ogni cittadino”.

La locandina dell’evento è consultabile a questo link: Locandina_Seminario_Matrimonio_Bologna_05_03_10.pdf

Via – arcigay


USA: fine divieto donazione del sangue per i gay

donazione-sangueIn America, nel 1983, fu imposto un divieto per la donazione del sangue per i maschi che avevano avuto rapporti omosessuali; questo a cuasa dell’epidemia di AIDS che stava iperversando negli USA.

Oggi, dopo ventisette anni, un piccolo gruppo di diciotto senatori, capitanati da John kerry  vuole porre fine a questo divieto affermando: “Non esiste alcuna prova scientifica a sostegno di questo divieto”; per fare questo hanno scritto e firmato una lettera indirizzata alla “Food & Drugs Administrator”.

Questi sentori affermano che la scienza ha fatto molti passi in avanti dall’anno in cui fu imposto questo divieto e, affermano per potenziare la loro proposta, che ora il sangue donato deve necessariamente passare due test molto accurati ed approfonditi che riduno a zero il rischio di donare sangue infetto.

Vedono quindi ingiusto e inamissibile che un divieto come questo possa ancora esistere.

Il senatore John Kerry ha inoltre paragaonato quest’iniziativa a quella che, nel 2008 e sempre capitanata da lui, pose fine al divieto di ingresso negli USA per le persone affette da Hiv e, infatti, nel 2009, questo divieto fu rimosso.

via| notiziegay.it


Varsavia viene “bacchettata” da Strasburgo.

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Il 2 Marzo la Corte europea ha dato ragione ad un cittadino polacco di Szczrecin, che da oltra dieci anni si batteva contro i tribunali polacchi per poter conservare la casa popolare assegnata all’ormai defunto pathner. La sentenza polacca affermava che, non essendo riconosciute le coppie omosessuali l’eredità non poteva essere richiesta.

La “bacchettata” è arrivata però dalla Corte europea per i diritti dell’uomo (Ehcr) che ha giudicato infondata la tesi dei tribunali polacchi, basata sulla “necessità” di difendere la famiglia tradizione, e l’ha negata stabilendo che la disparità di trattamento legale non può aver basamento in questo caso.

Il cittadino polacco avrà dunque, finalmente, la casa appartenuta al suo pathner; ma non è tutto, un gionale polacco, il Dziennik GazetaPrawna, afferma: “E’ il primo verdetto a parlare di discriminazione degli omosessuali in Polonia”.

via| Presseurop


Pericolo depressione per i gay che vivono in stati che non assicurano loro leggi e diritti.

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La notizia (o “allarme”) arriva dall’America, precisamente dall’Associazione per la Salute Pubblica.

Quest’associazione ha recentamente pubblicato uno studio secondo cui la popolazione Lgbt, che vive in stati, in cui non è concesso il matrimonio tra persone delle stesso sesso, o unioni civili, o in cui non sono assicurati leggi e diritti, sarebbero più portati all’alcolismo, ai cambiamenti d’umore, all’ansia e alla depressione.

Nello specifico viene spiegato che in questi paesi i gay e le lesbiche hanno circa il 24% in più di possibilità  ad avere stati d’ansia rispetto al popolo Lgbt dei paesi in cui sono presenti leggi e diritti che tutelano e regolarizzano matrimoni e unioni gay; molto più alta la percentuale del tasso di alcolismo (circa il 42%) e la percentuale di gay che presentano disturbi  o disordini psicologici è di circa il 38%.

Sempre secondo questo studio non cambierebbe nulla per gli eterosessuali che vivono in stati “a favore” delle nozze gay o in stati che non le permettono.

Quindi nei paesi in cui queste leggi e questi diritti non sono garantiti si verrebbe a creare una forte dipendenza dall’alcool, vi sarebbero molte più persone inclini ai cambiamenti d’umore o che possono “cadere” in depressione e molti sarebbero i gay e le lesbiche che soffrirebbero di stati d’ansia.

Tutto questo a causa del mancato riconoscimento dei loro diritti o alla mancanza di leggi oppurtune; pare un poco esagerato, ricordiamoci tutti che stiamo vivendo in un periodo di crisi che coinvolge ogni singolo settore e che coinvolge sia etero che gay.

via| Queerblog


Daniel Radcliffe: “Non sono gay!”


“Se vogliono possono pure dirlo, ma io non sono omosessuale. Il mio commento preferito è quello di un tizio che ha detto “certo che è gay, ha una faccia gay”, che trovo una cosa strana da dire”.

daniel-radcliffe-gayMolto savoir faire tipicamente britannico in questa dichiarazione rilasciata da Daniel Radcliffe all’emittente televisiva USA “Mtv”. In internet girano ormai da mesi voci sulla presunta omosessualità della star della saga di “Harry Potter”, e recentemente l’attore ha fatto un’ingente donazione a un’ong statunitense contro l’intolleranza verso omosessuali e bisessuali.

Il giovane Daniel anche in passato ha mandato segnali poco chiari riguardo le sue preferenze sessuali. Parlando alla presentazione stampa del film “December Boys”, Daniel ha dichiarato: “Non ho mai interpretato un gay, ma perché non c’è nè mai stata l’occasione. Ma se la sceneggiatura è fatta bene perché non accettare? Penso solo che potrei migliorare come attore”. Il video che trovate qui sotto, invece, è stato girato alla premiazione dei Whatsonstage Awards a Londra un paio di anni fa. Radcliffe è salito sul palco per ricevere un premio per la sua performance nella piecé teatrale “Equus”, ed è stato inaspettatamente baciato dal collega James Corden. I due sono rimasti avvinghiati e si sono baciati per pochi ma intensi secondi.

Non c’è che dire. Viva l’ambiguità! (soprattutto se serve a far parlare di sè).

Via – unita


Gli Evangelici delle Bahamas: non vogliamo la crociera gay

Il pericolo per l’arcipelago delle Bahamas non arriva sotto forma di tsunami o di terremoto devastante, ma ha l’aspetto di una colorata nave da crociera turistica partita da Miami.

Il male, avverte la Coalizione dei Pastori Evangelici locali, è proprio su nave gayquella nave, rea di trasportare un gruppo di “turisti che si proclamano adulteri, fornicatori, bugiardi” che porteranno “danno alla moralità e alla decenza” delle Bahamas, famoso per la sua eredità giudaico cristiana. Il gruppo di fondamentalisti si è rivolto addirittura al Ministero del Turismo per fermare quest’onda di malignità, facendo leva ai “valori del paese”. Hanno inoltre dichiarato il motivo della loro lotta cosi accesa: stanno cercando di impedire che “le Bahamas vengano conquistate da una mentalità globale che persegue l’accettazione dell’omosessualità come una condotta accettabile e legittima”.

Nell’arcipelago, vero e proprio paradiso terrestre apprezzato in tutto il mondo, permane un pesante clima di omofobia, retaggio della dominazione britannica, che ha instillato i suoi semi di odio e di razzismo verso i “diversi” durante l’ultimo secolo e mezzo di dominio politico ed economico sulle Bahamas. Non è la prima volta che fatti simili accadono nelle ex colonie di Sua Maestà: solo un anno fa un omosessuale caraibico è stato assassinato da un uomo che si sentiva minacciato dal “panico gay”, terrorizzato dal fatto che la sua mascolinità fosse messa a repentaglio.

Via – notiziegay


Nichi Vendola candida una transessuale alle regionali


marco-della-gatta-ora-luana-ricciNichi Vendola, governatore uscente e candidato per la regione Puglia, uno dei politici più attivi nel campo dei diritti civili per le persone LGBT, dopo aver superato gli scettici della sinistra italiana che volevano farlo fuori, ha deciso di fare una mossa importante e di grande rilievo. Ha candidato la transessuale quarantasettenne Luana Ricci nella sua lista “La Sinistra e l’ambiente”.

Molti di noi conoscono già la storia travagliata di Luana, nata come Marco della Gatta: diplomata in pianoforte e musica jazz, oltre ad essere una compositrice e insegnante di musica conosciuta e rispettata anche a livello internazionale, fino a poco tempo fa svolgeva il ruolo di organista e direttrice del coro della cattedrale di Lecce. Tutto si complica quando nella diocesi pugliese scoprono il suo “segreto”; la chiesa decide di estrometterla immediatamente e i pochi sacerdoti che cercano di aiutarla vengono dissuasi dal farlo. In compenso, Luana riceve l’appoggio della comunità LGBT locale e nazionale. Nichi Vendola ha in mente grandi progetti per lei in caso di vittoria; non è infatti escluso che le affidi un assessorato ai diritti civili.

Le parole di Luana sono sincere e riflettono la sua esperienza personale, dolorosa e piena di incomprensione. Ma come ha dichiarato lei stessa, con questa candidatura e con la rinata voglia di mettersi in gioco e aiutare i “diversi” per lei è cominciato “un nuovo percorso”:

Non ho mai svolto attività in campo politico, se non durante gli anni adolescenziali nei gruppuscoli di attivisti del liceo scientifico che frequentavo. Però ho sempre coltivato l’impegno nel sociale, sentendomi comunque di sinistra e condividendo valori fondanti. In primo luogo il rispetto per ogni persona, specie per quel genere di persone considerate dal pregiudizio comune “diverse”. Come i trans, ad esempio. Se eletta affronterei le problematiche che provengono dal basso, dal sociale, portando avanti l’idea che solo uno sviluppo culturale, di mentalità, può far crescere la democrazia che di riflesso favorisce la crescita sociale. Che deve cominciare dalle scuole, dove un’informazione corretta risolve già in partenza questioni che poi appariranno insormontabili. L’impegno nel sociale rimarrà invariato, se la mia candidatura non approderà a nulla. Comunque, per me è cominciato un nuovo percorso”.

Queste elezioni del 28-29 marzo, in cui saranno chiamati alle urne milioni di italiani, saranno un banco di prova importante per la nostra politica troppo spesso minata dagli scandali e da una disillusione che serpeggia in tutta la società. Sta proprio ai candidati dimostrare il contrario, cioè che un rinnovamento della politica è possibile e che la strada verso il riconoscimento dei nostri sacrosanti diritti, tuttora negati, è quanto mai praticabile e spianata.

Via – queerblog


Attenzione! Troppe saune riducono la fertilità!

Sauna_Interno

Esattamente, proprio così non è uno scherzo anche se potrebbe apparire tale, fare la suana troppo spesso rischia di creare sterilità! Ora ci vogliono togliere anche questo piacere…

Ad affermare questa teoria allarmante sono stati alcuni esmi ricercatori dell’Università di Padova in un convegno ad Abano Terme; il professor Carlo Foresta afferma: “La sauna troppo frequente non fa bene alla fertilità: nell’arco di tre mesi può aumentare la temperatura dei testicoli e dimezzare la temperatura degli spermatozoi. In condizioni normali la temperatura dei testicoli è di 2 gradi inferiore a quella corporea, fattore fondamentale per una normale produzione degli spermatozoi”.

I gay, si sà benissimo, sono grandissimi fruitori delle saune, che dire quindi? Fate attenzione a non frequentarle troppo o vi ritroverete la sorpresina dopo un pò di tempo.

Cosa succederà alle suane ora? Si spopoleranno? Le ritroveremo forse vuote, fredde e tristi? Assolutamente no, la gente (i gay soprattutto) continua a frequentarle in modo assiduo come se nulla fosse e l’allarme apocalittico lanciato da questi ricercatori (solitamente i ricercatori si occupano di cose un poco più serie delle saune, senza nulla trogliere sia alle saune che ai ricercatori sia chiaro) cade nel vuoto più totale com’era del resto prevedibile anche perchè, detto onestamente, a fare la suana mica ci si va tutti i giorni….freddo

La cosa più “curiosa” in assoluto è il fatto che, sempre secondo questi attenti ricercatori, la situazione è reversibile, cioè dopo un pò di tempo tutto torna alla normalità grazie ad alcune molecole riparatrici che contrastano l’effetto maligno del calore. Niente paura quindi e, anzi, ringraziamo quindi queste affascinanti molecole amice della virilità, tuttavia, sorge spontanea una domanda: ma perchè avete lanciato quest’allarme se poi, a conti fatti, non cambia nulla?

La teoria del calore come nemico della virilità maschile ha riucevuto un’altra sonora mazzata poichè, recentemente, in Georgia è stata “scoperta” una comunità di uomini “superdotati”.

Quindi ora possiamo dire che il freddo ha capacità prima sconosciute?Prevedo molti viaggi di uomini nelle regioni fredde del mondo così da avere un pene “lungo come un codice IBAN se non di più”(cit.)

Sapvamo che il freddo tonificasse la pelle, il caldo (quello delle saune) aiutasse la pelle a eliminare tossine e scorie di vario genere; ora si deve aggiungere che il caldo rende sterili temporaneamente (e sottilineo temporaneamente) e il freddo fa diventare superdotati, a quando la scoperta della terra che rende bellissimi e perfetti?

via| Queerblog


Il governo cipriota pensa ad una legge per i matrimoni tra omosessuali

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Come moltissimi altri Paesi facenti parte dell’Unione Europea anche Cipro è riuscita a darsi regole per la libertà dei suoi cittadini, anche per quelli omosessuali, infatti, dopo il suo ingresso nell’UE nel 1998, il governo cipriota decise di abrogare il “suo” paragagrafo 171 che puniva gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso; nonostante molte cose debbano ancora essere cambiate, da quel giorno, l’isola di Cipro divenne meta turistica per molti omosessuali aiutando così l’economia del paese (invece cambiò nella parte turca dell’isola dove tutt’ora l’omosessualità è illegale).

Un nuovo grande passo avanti potrebbe essere fatto dal governo cipriota nel mese prossimo. Infatti il Ministro degli Interni, dopo aver ricevuto una richiesta da parte di una coppia omosessuale in cui si chiedeva di poter convolgiare a nozze, si è dichiarato disposto a considerare questa richiesta e a investire il Parlamento della questione, così, nel mese prossimo, il governo dell’isola si riunirà per affrontare tale argomento credendo giusto che due suoi cittadini non si sentano discriminati rispetto alle coppie.

A prendere parte all’incontro saranno anche figure politiche di spicco, rappresentanti di vari ministeri e, anche, Eliana Nicolaou direttrice dell’Autorità Cipriota contro il Razzismo e la Discriminazione.

via| Notiziegay.com


Via libero alle nozze gay nello stato di Washington

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Negli USA gli stati del Vermont, del Connecticut, del New Hampshire, del Massachusetts e di Iowa, consento già i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ora, anche nello stato di Washington questo sarà possibile, infatti, la Corte Suprema degli Sati Uniti ha autorizzato il District of Columbia (lo stato di Washington appunto) a tenere matrimoni per le coppie omosessuali.

Con questa decisiva sentenza è stata anche respinta la richiesta di un referendum popolare richiesta da coloro che si opponevano a tali matrimoni, e che chiedevano, inoltre, di sospendere tale legge. Non è la prima volta che veniva richiesto tale referundum, infatti, a Dicembre, il consiglio comunale aveva adottato un provvedimento che consentiva il matrimonio tra omosessuali, gli oppositori a tale legge chiesero un referendum poichè tale legge ampliava il concetto di matrimonio; tuttavia anche quella richiesta fu rifiutata.

Il presidente della Corte suprema, John Roberts, ha inoltre già approvato l’entrata in vigore della legge per le nozze gay nello stato di Washington.

via| Tgcommondo


Confermato il Pride Nazionale a Napoli il 26 giugno

La conferma è arrivata poche settimane dopo l’elezione dei nuovi organi direttivi e consultivi dell’Arcigay: la manifestazione nazionale per rivendicare l’onore e i diritti della comunità LGBT si terrà nella città partenopea il prossimo 26 giugno.

Il 28 febbraio 2010, durante la riunione del movimento LGBT italiano a Napoli si è costituita la segreteria organizzativa del comitato Napoli Pride, composta dalle associazioni “Arcigay Napoli”, “ArciLesbica Napoli”, ATNlogonapolipride300ok2 (”Associazione Transessuali Napoli”), “I-Ken ONLUS”, “Famiglie Arcobaleno”, oltre a un comitato politico di cui faranno parte anche altre associazioni nazionali e regionali. Ci sono voluti ben 14 anni per riportare il pride a Napoli, la data del 29 giugno 1996 è cosi lontana nella memoria che ormai è solo un ricordo offuscato. Gli organizzati dell’evento, animati dallo slogan “Alla luce del sole”, che ricalca quello del’96 “Jesce sole”, avranno molto lavoro da fare per organizzare tutto al meglio. Il pride non consiste solo nella sfilata del 26 giugno e negli interventi post evento, ma è corollato da tutta una serie di iniziative culturali e sociali che animeranno la città nella settimana precedente la manifestazione conclusiva.

La prima decisione del neonato Comitato Napoli Pride è stata quella di aderire alla campagna nazionale per la pari dignità giuridica di tutte le coppie, promossa da Certi Diritti e Rete Lenford per sostenere le ordinanze di rimessione degli atti alla Corte Costituzionale che affrontano il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, su cui si avrà una risposta il 23 marzo prossimo. È stato reso noto inoltre che l’evento sarà gemellato con il pride nazionale spagnolo, e proprio a Madrid verranno proposte iniziative a carattere socio-culturale fino al 5 luglio.

Non c’è che dire: una bella sfida aspetta la maggiore associazione LGBT italiana. Una sfida a cui deve partecipare tutta la comunità gay, lesbica, bisex e trans per dimostrare all’Italia che il pride non è solo l’occasione per mostrare un fisico ben oliato o un trans addobbato a festa, ma soprattutto per far sentire la propria voce e per rivendicare i nostri diritti sempre più calpestati dal governo e dalla società intera. Nell’ultimo anno abbiamo convissuto con un’escalation spropositata di omofobia e transfobia, e se in televisione e sui giornali si parla solo di escort e dei trans di Marrazzo, è ora di dire basta. Bisogna parlare seriamente faccia a faccia, ma per fare questo bisogna essere coesi contro il nemico comune e occorre non chiuderci nelle proprie idee come purtroppo è accaduto troppo spesso in passato.

Via – arcigay


Un candidato bisessuale e laico alla presidenza del Perù


Le elezioni per la scelta del nuovo presidente peruviano saranno solo nel 2011, ma già da tempo uno dei candidati si è fatto notare per le sue scelte e le sue dichiarazioni in merito a temi scottanti come le unioni omosessuali e l’ingerenza della chiesa cattolica nella vita quotidiana.

baylyStiamo parlando di Jaime Bayly, bisessuale dichiarato, autore di romanzi a tematica gay come “No se lo digas a nadie” e “La mujer de mi hermano”, conduttore televisivo e ora anche personalità politica conosciuta in tutto il Sud America. Parlando delle sue idee sul futuro del Perù, Bayly ha affermato: “il mio paese sarà più giusto il giorno in cui due lesbiche potranno sposarsi, due omosessuali potranno sposarsi, nello stesso modo, con gli stessi diritti e gli stessi obblighi”. Favorevole a un paese laico, non confessionale, dove l’aborto viene vissuto come una libera scelta e dove i privilegi della chiesa cattolica vengono difatti esautorati, Bayly incarna una nuova idea di politico, strenuo difensore dei diritti e della libertà delle donne, della legalizzazione delle droghe leggere e contrario alle forze armate.

Purtroppo il sogno rinnovatore del candidato bisessuale sembra arrestarsi alla prova dei sondaggi. Secondo una ricerca condotta da un’università privata di Lima su un campione di abitanti della capitale peruviana, la maggior parte degli intervistati si è dichiarata contraria a tutte le innovazioni proposte da Bayly: il 73 per cento dice no alle unioni gay e all’aborto e addirittura l’86 per cento è sfavorevole alla proposta in merito alla liberazione delle droghe leggere. Solo sull’idea di ridurre drasticamente il numero dei membri del Congresso, una delle tante ipotesi avanzate dal candidato scrittore, si è trovato un punto di convergenza con l’elettorato.

Sicuramente Bayly non supererà il test elettorale, ma le sue idee riformatrici e la forza con cui porta avanti le sue proposte di integrazione e di pari diritti sono lodevoli e dovrebbero essere nel programma politico di ogni persona candidata a governare uno stato moderno. Che dovrebbe essere laico e garantire uguali diritti a tutti i suoi cittadini. Appunto, dovrebbe.

Via – notiziegay


Il trauma segreto di De Niro: papà era gay e mi abbandonò


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L’attore USA, parlando della sua infanzia non certo semplice nell’autobiografia autorizzata firmata da John Baxter, ha affermato che è stato abbandonato dal padre poiché quest’ultimo si è dichiarato omosessuale, ed ha commentato: “E’ un dramma che non ho mai superato”.

Scorrendo il libro che racconta la vita dell’icona cinematografica più conosciuta e più riservata degli ultimi 40 anni, scopriamo che il protagonista di “Toro Scatenato”, figlio di un noto pittore e di una poetessa, è stato cresciuto dalla madre Virginia Admiral tra mille difficoltà. Il padre di De Niro, che è spirato nel 1993 nel celebre quartiere newyorkese del Greenwich Village, pare che abbia intrattenuto relazioni con personaggi del calibro del poeta Robert Duncan, lo scrittore Tennessee Williams e il pittore James Pollock. Nell’America degli anni quaranta essere gay significava la morte sociale, oltre che un’ombra indelebile nella crescita di Bob, a cui è sempre mancata una figura paterna a cui fare riferimento. È forse per questo che esprime tanta intensità quando interpreta personaggi difficili, soprattutto padri e nonni, uomini sempre sull’orlo del baratro, a un passo dal cedimento, alla ricerca spasmodica di un affetto che spesso non c’è o è negato.

Robert De Niro ha confermato questa rivelazione in una recente intervista rilasciata al quotidiano inglese “Times”. L’attore di “Taxi Driver”, classe 1943, ha cinque figli (che vanno dai 42 anni della primogenita Drena agli 11 di Eliott) avuti con tre donne diverse. Lo potremo rivedere sui grandi schermi nel remake del film di Tornatore “Stanno tutti bene” a partire dal 23 aprile, dove interpreterà il pensionato Frank alle prese, guarda caso, con il tema del rapporto burrascoso padre-figli.

Via – ilgiornale


Legge anti-promozione dei matrimoni gay in Lituania

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Nello scorso dicembre, in Lituania, era stata promulgata una legge che proibiva la diffusione di materiale che poteva essere interpretato come “promozione” dell’omosessualità,; tale legge era entrata in “stanby” dopo le critiche ricevute a livello internazione ed in attesa di essere revisionata; oggi viene rimessa in vigore tale legge (opportunamente modificata) che, però, proibisce ancora il matrimonio tra le persone dello stesso sesso.

Il cambiamento (o revisione) della legge consiste nel criminalizzare invece “L’incoraggiare l’abuso sessuale sui minori, il rapporto sessuale tra minori e altri rapporti sessuali”; tuttavia questi “altri rapporti sessuali non vengono specificati e ciò sta a significare che sarà illegale fare campagne per i diritti lgbt, per il matrimonio o le unioni civili omosessuali; anche manifestazioni come il Gay Pride possono risultare illegali e quindi vietate.

Infatti questa legge ha definito che ogni informazione che “denigra i valori famigliari” o che incoraggia un concetto di matrimonio e di famiglia diverso da quello definito nella Costituzione risulti essere dannoso per i minori e lo vieta nei luoghi a loro accessibili.

L’esperto di Amnesty International sulla disciminazione, Jhon Dalhuisen, ha dichiarato: “Questa legge violerà la libertà di espressione e discriminerà in modo diretto le persone sulla base del loro orientamento sessuale o identità di genere. Stigmatizzerà lesbiche e gay e esporrà chi difende i loro diritti al rischio di censura e di multe”.

Jhon Dalhuisen ha inoltre richiesto alle autorità lituane di abolire tale legge.

via| Gaynews24


Inghilterra: nozze in Parlamento tra il ministro degli esteri e il suo compagno

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Chris Bryant sarà il primo parlamentare inglese ad usufruire introdotti dal governo inglese per quanto riguarda le coppie dello stesso sesso e le loro famiglie. Proprio così, il ministro degli esteri britannico ha confermato che, in questo mese, si sposerà col suo compagno Jared Cranney; ospide d’eccezione il primo ministro Gordon Brown.

La cerimonia avrà luogo il 27 Marzo e verrà celebrata nella sala da pranzo del parlamento (dalla capacità di 150 posti), la quale, è uno dei luoghi previsti per le nozze dei parlamentari oltre alla cappella di St. Mary.

Chris Bryant ha anche affermato che, da ministro degli esteri, sta incoraggiando gli altri paesi europei a riconoscere le unioni civili celebrate in Gran Bretagna; afferma inoltre che quattordici stati europei hanno approvato le leggi sui matrimoni gay oppure sulle unioni civili, in altri due stati è in corso di definizione una legge analoga, mentre, in undici stati europei non è garantita alcuna forma di uguaglianza di matrimonio.

via| Liquida


Polemiche sulla partecipazione del sindico Chiamparino al matrimonio tra due donne

nozze_lesbiche_gFa molto discutere la partecipazione del sincaco di Torino Chiamparino al matrimonio tra due donne, svoltosi lo scorso sabtato.

Le critiche più aspre vengono dalla Diocesi torinese attraverso una nota dell’Ufficio Pastorale per la Famiglia, in cui viene dichiarato che la partecipazione di un’autorità civile alle nozze gay rischia di creare una confusione “deleteria” in un mondo già così frammentato.

Nella nota si sottolinea inolche: “Riteniamo sia scorretto pensare l’amore omosessuale in perfetta analogia con l’amore eterosessuale: conosciamo quest’ultimo, dobbiamo trovare forse delle categorie adeguate e rispettose  della dignità umana del primo, ma avendo l’onestà di fare le debite distinzioni. Distinguere e differenziare è il presupposto della costruzione di una civiltà che sia degna di questo nome e non necessariamente sinonimo di ingiusta discriminazione. Così alla Chiesa appare semplicistico e fuorviante parlare di nozze o matrimoni omosessuali senza per questo voler avvallare alcuna tesi apertamente o velatamente discriminatoria”.

Tuttavia la diocesi subalpina, dopo aver ribadito che la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna è la base della società e il futuro della stessa, afferma di non ignorare che, al giorno d’oggi, esiste una pluralizzazione del significato di famiglia e di non ignorare nemmeno la realtà degli omosessuali che si battono per avere pari diritti, ma, succesivamente, sottilinea nuovamente che si riconosce come famiglia quella fondata sul matrimonio costituisce una sorta di nesso tra individuo e società  e afferma che anche la Costituzione italiana lo afferma nell’articolo 29; si tratterebbe di un bene fondato su un dato antropologico.

Nella nota si conclude affermando: “Alla Chiesa sta anche a cuore il valore dell’eguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, un’eguaglianza che deve contrastare “ogni forma di discriminazione e i più diversi atteggiamenti di rifiuto, riguardino l’età, la diversa abilità, l’appartenenza a minoranze etniche, politiche o religiose, l’orientamento sessuale e l’identità di genere”. Ma nello stesso tempo, la Chiesa non può accettare l’equiparazione della famiglia tradizionale fondata sull’amore fedele tra un uomo e una donna e aperto al bene della società alla relazione d’amore tra due persone dello stesso sesso e questo non per un fatto primairamente morale o peggio discriminatorio, ma anzitutto perchè si tratta di realtà umane connotate da differenze di finalità e di realizzazione”.

via| La Stampa


“Il teatro della diversità”: Fortunato Calvino al Penguin per presentare la nuova regia


fortunato_calvinoContinua al Penguin Café l’appuntamento con la cultura queer.
Martedì 2 marzo alle 21.00 per il secondo appuntamento con In Ogni Senso – Un mese di cultura queer a Napoli ritorna allo spazio eventi di Santa Lucia il drammaturgo Fortunato Calvino per presentare, accompagnato dall’autore Pippo Cangiano, la sua nuova regia: “Sabbie” (dal 5 al 14 marzo all’Auditorium del Teatro Bellini nell’ambito di Nuovi Sentieri).

Nel corso della serata inoltre il drammaturgo e regista napoletano presenterà un suo testo inedito per il teatro: “Vico Sirene” incentrato sulla figura del femminiello napoletano.

Gli attori Rino di Martino e Ivano Schiavi leggeranno in anteprima alcuni brani tratti da “Sabbie” ed insieme a Michele Danubio alcuni estratti da “Vico Sirene”

Partecipano alla serata il Prof. Paolo Valerio (Ordinario di Psicologia Clinica) ed il Dott. Eugenio Zito (psicologo e psicoterapeuta) dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Modera il giornalista Carmine Urciuoli (Pride).

Martedì 2 marzo ore 21.00
Penguin Café (Napoli, via Santa Lucia 88)


“Insy non deve morire”: la lucida ironia di Insy Loan al Penguin

insyContinua al Penguin Café, l’enoteca-libreria di Santa Lucia, l’appuntamento con la cultura queer. Martedì 2 marzo alle 19.00 il secondo appuntamento con In Ogni Senso – Un mese di cultura queer a Napoli si apre con la presentazione di “Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà” di Insy Loan , il blogger più comico, lucido e urticante della Rete, che ha distillato nel libro la sua storia e la sua filosofia demolendo uno per uno tutti i vecchi pregiudizi sui gay, creandone peraltro di nuovi in una folgorante odissea omosessuale che arriverà a un passo dal demolire la sua stessa esistenza.

Diciottenne, vergine, ignaro del mondo ma soprattutto gay (almeno dai tempi della sua insana passione per l’album di figurine di Lady Oscar): questo è Insy (che sta per insicuro, non per insipido) arrivato a Roma dal profondo Abruzzo con in testa molte idee, non tutte salubri.

Proprio quando trova una stanza tutta per sé in una specie di comune (popolata da attivisti molto 

 

impegnati e da travestiti ancora più impegnati) e comincia a scoprire il rutilante mondo delle parate, delle discoteche e delle saune, Insy si ritrova addosso una divisa da poliziotto niente affatto sexy ed incontra il Vero Amore, che trasformerà la sequenza di avventure eroicomiche della sua vita in un blockbuster di Hollywood. Almeno per un po’…

 

L’attore Marco Sgamato leggerà alcuni brani del libro.

 

Martedì 2 marzo – ore 19.00

Penguin Café (Napoli, via Santa Lucia 88)


Appuntamento a Londra

26 febbraio 2010 Flavio Mazzini Nessun commento


4Novità assoluta per il teatro, il testo del grande scrittore Mario Vargas Llosa indaga tra sogno e realtà, desiderio e rimpianto, per scoprire cosa si nasconde realmente in noi e nei rapporti con gli altri, dall’affetto più tenero alla rabbia, dal dolore della perdita alla tensione erotica. In scena, un uomo e una donna: il ricordo di due amici, una lite, una fuga e un distacco di decenni, il pugno sferrato al ‘frocio’ dall’amico maschio che ha fatto scattare una presa di coscienza indispensabile. L’identità che si sviluppa in una direzione necessaria ma alla quale mancava proprio quello stimolo, l’interruzione di quel sodalizio, alla quale oggi, quasi per caso, si potrebbe porre la parola fine ma che potrebbe anche essere sancita definitivamente. Lui e lei sono lo specchio dei due lui, il completamento del rapporto cameratesco, forse perfino sul piano sessuale, il piano che non si aveva il coraggio di confessare e che appare all’improvviso. Ma anche questo non è detto che sia la realtà…

Il gioco di autore, (e di conseguenza) regista e interpreti, spiazza lo spettatore fino a lasciarlo immobile alla chiusura del sipario, prima muto e poi impegnato in un chiacchiericcio, a scervellarsi su ciò che ha visto, tentando una spiegazione, rielaborando le suggestioni depositatesi nel profondo. La bellezza di questo spettacolo, in gran parte legato al mondo LGBT ma deliziosamente capace di giocare con le tante tonalità dell’eros, sta proprio nella sua inafferrabilità, nel movimento onirico che però sulla scena è mostrato in tutta concretezza. Non prolusioni fumose o dialoghi sospesi ma passione, rabbia, tensione, malinconia, mescolati però con liberissima creatività e resi al meglio dal forzatamente compassato David Sebasti e dalla strepitosa Pamela Villoresi, perfettamente misurata nel ruolo di una donna nata uomo e pronta a ribaltarlo con molteplici sfumature che accompagnano i capovolgimenti improvvisi del testo. E’ Vargas Llosa in persona a commentare questa sua opera: “la finzione e la vita, il ruolo che quella gioca in questa, la maniera con cui l’una e l’altra si alimentano e si confondono, si respingono e si completano in ogni destino individuale … e il palcoscenico è lo spazio privilegiato per rappresentare quella magia di cui è fatta anche la vita della gente: quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione…”.

——–
ASSOCIAZIONE TEATRALE PISTOIESE/ARGOT PRODUZIONI
in collaborazione con Spoleto 52 – Festival dei 2Mondi
Presentano
APPUNTAMENTO A LONDRA
di Mario Vargas Llosa
regia Maurizio Panici
Con Pamela Villoresi David Sebasti
Teatro della Cometa
Roma Via del Teatro Marcello 4 tel. 06 6784380
fino al 28 febbraio 2010

fonte foto | il messaggiero


Beverly Hills | Lauren Ashley: Un’altra Miss contro i gay: “Dio li condannerà a morte”.


lauren-ashley-photo-022410-mainLauren Ashley, autoproclamatasi Miss Beverly Hills 2010, ha rilasciato una dura dichiarazione contro l’omosessualità all’emittente Fox News. La giovane, che a suo dire sarà impegnata nel concorso di Miss California che si terrà a novembre, ha affermato:

“La Bibbia dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna, come afferma il Levitico: “se un uomo giace con un altro uomo come se giacesse con una donna, entrambi commettono un abominio. Saranno condannati a morte certa e il loro sangue ricadrà su di loro”. “ La Bibbia è bianco e nero. Credo che Dio stesso abbia creato l’umanità e che ami ognuno di noi, e ha riservato il meglio per tutti. Se ha detto che accoppiarsi tra persone dello stesso sesso porta alla morte, questo è un avvertimento molto severo. Lui conosce la vita molto meglio di noi.”

Il municipio di Beverly Hills, secondo quanto riportato dal quotidiano “LA Times”, ha prontamente sconfessato la ragazza mercoledì scorso con un comunicato ufficiale, dichiarandosi scioccato dall’auto descrizione di Ashley come Miss della città. Non solo la ragazza vive a Pasadena e quindi non può, in alcun modo, rappresentare la città famosa per il suo lusso e le sue spiagge, ma soprattutto: “la città non ha sponsorizzato un concorso di bellezza e non ha nessun contatto con Miss California 2010. Nessuno può quindi rivendicare il titolo di Miss Beverly Hills”.

Via – huffingtonpost


Francia: il transessualismo escluso dalle “malattie”

trans franceL’incredibile notizia risale a più di una settimana fa, ma solo adesso sta suscitando in tutto il mondo reazioni e commenti diversi, come spesso accade per un argomento di sempre maggiore attualità come questo. La Francia e’ il primo Paese al mondo a togliere il transessualismo dalla lista delle affezioni di pertinenza psichiatrica.

Il decreto è stato pubblicato mercoledi 11 febbraio in Gazzetta ufficiale, ed è stato emesso dal ministero della Sanita’. Il transessualismo è stato cancellato dalla lista delle “patologie psichiatriche di lunga durata”, contenuto in un articolo del Codice della sicurezza sociale designato come ”turbamenti precoci dell’identita’ di genere”. Una decisione che il ministro Roselyne Bachelot aveva preannunciato il 16 maggio scorso, al margine della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. In quell’occasione numerose personalità del mondo scientifico e politico avevano espresso la volontà di chiedere all’Organizzazione Mondiale della Sanità di non considerare più il transessualismo come una malattia mentale.

Il transessualismo compare in due dei maggiori manuali internazionali diagnostici di psichiatria, l’ “American Psychiatric Association’s Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” e l’ “International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems”.

Una decisione importante, che ha fatto e farà storia. La Francia diventa il capostipite di (speriamo) una lunga fila di paesi democratici che riconosco il transessualismo non come un disordine mentale, ma come una condizione che va seguita e va aiutata per far vivere meglio queste persone. Molte gente non sa o fa finta di non sapere, ma i transessuali sono persone come noi: tantissimi trans sono integrati nella società, lavorano, pagano le tasse e hanno anche dei bambini. L’immagine del trans cocainomane, che batte sulla strada per guadagnare è solo un riflesso opaco di una condizione complessa che incatena molte persone allo prostituzione e alla depressione, proprio per il fatto che i transessuali non sono considerati/e persone, ma “esseri”.

Via -blitzquotidiano


Orlando Bloom Photogallery


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Oggi Gaymagazine vi propone una gallery dell’attore Orlando Bloom.

Guarda la galleria! Clicca quì


La Chiesa Valdese: “Facciamo qualcosa di laico”, anche per gay e trans

“Ci chiamate schiave, prostitute, trans. Siamo come voi. Persone”.

valdeseNon è il nuovo slogan della sinistra alle prossime elezioni, e nemmeno una pubblicità progresso promossa dal Ministero per le Pari Opportunità. È una delle tante presentazioni ideate per la campagna 2010 a sostegno dell’otto per mille all’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste, che quest’anno punta su un tema spesso nominato ma mai dibattuto seriamente: la laicità del nostro stato.

L’Italia combatte da secoli contro l’influenza della Chiesa romana, che spesso e volentieri travalica le mura del Vaticano ed approda dritto a Montecitorio e a Palazzo Chigi, rendendo lo Stato anacronistico e difendendo cosi gli ideali di pochi prelati e non dei semplici cittadini. Tutto ciò produce un senso di smarrimento e di disincanto nell’italiano moderno, che non sa a chi rivolgersi e vede spesso i suoi diritti calpestati o negati, come accade nel caso della comunità LGBT.

Le parole della moderatrice della Tavola Valdese Maria Bonafede aprono un varco di luce in questa nostra società sempre più dominata dall’omofobia, dall’individualismo forsennato e dall’incomprensione reciproca:

“Con questa campagna abbiamo voluto segnalare con la forza delle immagini che ci sono pezzi di umanità che in Italia vivono ai margini della società, bisognosi di protezione, invece che di violenza e maltrattamenti. Con questi poster vogliamo ricordare agli italiani che la dignità umana è inviolabile, ma anche che la nostra società è plurale, e che questa pluralità è un dono, una ricchezza che reputiamo essere una formidabile opportunità proprio per il nostro paese e i suoi cittadini tutti”.

La nuova campagna di comunicazione valdese fatta di frasi brevi, semplici e dirette sbarcherà a breve nelle nostre città, ma sul sito www.ottopermillevaldese.org/ si possono già vedere in anteprima i manifesti e i progetti portati avanti da questa piccola comunità che da secoli si dà da fare per rendere il mondo un posto migliore. Gli introiti dell’8 per mille serviranno per finanziare progetti di aiuto concreto e di sostegno alle missioni valdesi nei paesi disagiati, oltre che per pubblicità di comunicazione sociale come questa. Tutto quello che viene chiesto in cambio è un piccolo aiuto, un otto per mille che a noi non cambia certo la vita. Ma che può cambiarla a qualcun altro, rendendo forse l’Italia più libera e meno soggiogata a un potere che ci tiene in scacco da oltre un millennio.

Via – http://www.queerblog.it/post/7301/la-chiesa-valdese-facciamo-qualcosa-di-laico-anche-per-gay-e-trans


Vuoi avere un figlio etero? Devi spendere 50000 euro

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Non sempre i genitori acettano facilmente l’omoessualità dei loro figli e, in alcuni casi, sono disposti a tutto pur di “redimerli” o “curarli”, ebbene sì, molti sono ancora convinti che l’omosessualità sia una sorta di malattia per cui esistono delle cure.

Proprio questo, probabilmente, pensava un padre delle Marche quando venne a sapere che esisteva un gruppo che, usando metodi non riconosciuti ufficialmente, era in grado di curare le persone da diversi malesseri come l’infertilità, o da gravi malattie quali tumori e AIDS e, anche, dall’omosessualità; non sapeva tuttavia che si trattava di una truffaa.

Il padre (C.A. di 49 anni) afferma: “La stessa persona, che conosceva il problema di mio figlio, mi ha raccontato di un giovane omosessuale che era diventato etero dopo aver preso parte all’attività del gruppo. La sua storia era stata ripresa anche dal cantante Povia che aveva scritto, ispirandosi a lui, la canzone presentata a Sanremo, intitolata Luca era gay”.

Preso, però, l’imprenditore si è accorto che il tutto si trattava di una truffa creata da una setta i cui costi diventavano sempre più alti, infatti, dopo un’iniziale richiesta di 260 euro, il gruppo passò a chiederne prima 15000 e, succesimante, tramite il “capo” (una persona molto carismatica) arrivarono a chiederne ben 50000. Inoltre il ragazzo non venne minimamente curato. ma bansì lo convinsero di essere stato vittima di un trauma infantile molto grave quand’era piccolo, ed era anche vittima di grandi umiliazioni.

La polizia, informata del caso dal padre del ragazzo, ha, per ora, rinviato a giudizio undici persone con l’accusa di associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, maltrattamento di minori e violenza.

Tutto questo grande raggiro crea incredulità non solo per il fatto in sè, ma, soprattutto, per il fatto che un padre sia disposto a spendere una cifra così spropositata solo per la volontà di avere un figlio etero.

via| Queerblog


Gruppo Facebook: “Reintroduzione del reato di omosessualità”

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“Reintroduzione del reato di omosessualità”, questo è il nome del gruppo apparso su Facebook pochi giorni fa che conta già circa 1020 iscritti (nella maggior parte dei casi persone che contrastano il gruppo dall’interno) che ha destato, e desta tutt’ora, scandalo non sono tra i membri del social network ma anche tra i politici.

Anna Paola Concia (deputata del Pd) ha affermato: “L’Italia continua a dare segnali inquietanti  per quanto riguarda il tasso di omofobia. E’ stato aperto un gruppo su Facebook dal titolo “Reintroduzione del reato di omosessualità”. Questa è una vergogna che riguarda tutti e chiedo al ministro dell’Interno di attivarsi immediatamente per farlo chiudere”.

Nella descrizione del gruppo viene affermato che i rapporti tra persone dello stesso sesso sono punite duramente in moltissimi Paesi del mondo, in alcuni casi anche con la pena di morte; affermando che il matrimonio e i rapporti sono fra due persone di sesso diverso richiedono la reintroduzione del reato di omoessualità; questo, riassunto, è il sunto delle loro idee.

Non voglio far polemica, nè condannare nè, tantomeno, “chiudere la bocca a nessuno”, tuttavia, trovo veramente assurdo un gruppo di questo tipo; pare quasi che si voglia ridurre l’essere omosessuale al pure (e direi anche mero) atto sessuale, senza prendere in nessun conto i sentimenti che anche i gay, in quanto persone uguali (e sottolineo uguali) alle altre, provano. Siamo quì, ci siamo, esistiamo anche noi che vi piaccia o meno. E’ arrivato il momento di sforzarsi un pochetto ad aprire la mente verso quello che non si conosce.

Ormai siamo tutti abituati a gruppi di questo tipo o a sentire discorsi non del tutto intelligenti, tuttavia, si rimane sempre più allibiti dall’ignoranza e dalla chiusura mentale di certe persone (o gruppi di persone in questo caso); così allibiti da far nascere in modo spontaneo un sorriso sui nostri volti.

In un passo della poesia “Lentamente Muore” Pablo neruda scrive: “Lentamente muore….. chi non parla a chi non conosce”.

via| Gaynews24


Il caffè del signor Proust

25 febbraio 2010 Flavio Mazzini Nessun commento

proustCome si fa a raccontare la vita intima di uno dei più grandi scrittori della nostra epoca? Parlare di un uomo rinchiuso in un suo mondo e che da quel mondo e da quel suo stesso rinchiudervisi seppe partorire un capolavoro immortale, manifesto estremo di un’epoca (quantomeno letteraria) non meno di quanto fu affondo geniale nelle pieghe dell’animo dell’individuo? E come si fa a parlare di uno spettacolo che da vent’anni, in un modo originalissimo, sa raccontare tutto questo, con assoluta leggerezza e minutissima profondità, sempre fortemente agganciato ai fatti, agli oggetti, agli odori, alla polvere stessa e al fumo che si respira e che invade lo spazio, anche se solo attraverso la narrazione?

Il piccolo miracolo – perché di miracolo effettivamente si tratta – si va ripetendo esattamente da due decenni, il periodo durante il quale l’interprete Gigi Angelillo ha saputo vestire i panni e la piccole passioni di Celeste Albaret, umile ragazza di provincia che quasi un secolo fa si ritrovò dapprima ‘courrière’, poi cameriera e infine governante dell’abitazione di Marcel Proust e che, dopo quasi mezzo secolo, decise di rendere finalmente pubbliche le proprie memorie, svelando manie e debolezze del maestro. Aggirandosi tra le stanze ormai abbandonate di una dimora che è più una proiezione del ricordo che non quella in cui avvennero i fatti, si seguono le parole e le esitazioni commosse della donna ormai anziana ma per sempre legata a quegli anni come al più grande onore che la vita le potesse regalare. Non vengono a galla i grandi eventi di quell’esistenza, il dolore per la perdita della madre o i ben noti turbamenti omosessuali, ma i dettagli dell’intimità, le suggestioni. Un volteggiare leggero, spostandosi e ascoltando, immaginando e di colpo staccandosi dal racconto, per assaporare quella bevanda che Proust tanto amava e sulla quale non transigeva. Il caffè, accompagnato dalle fedeli madeleine, i delicati dolci che nella “Recherche” erano legati proprio al ricordo e che vengono serviti dall’attore in persona, che interrompe il racconto ma, anziché spezzare l’incanto, riesce a cementarlo. Un connubio magico, come quello tra Angelillo e questo testo, che ha girato mezzo mondo, incantando il pubblico e di cui in questi giorni i romani hanno ancora una volta l’opportunità di godere (ammesso riescano a trovare un posto libero in casa Proust).


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L’Albero Teatro Canzone presenta
Il caffè del signor Proust
Ideato e interpretato da Gigi Angelillo
Scene e costumi Bruno Bonincontri
Scritto e diretto da Lorenzo Salveti
Teatro dell’Orologio – sala Grande
Via de’ Filippini 17/a – tel. 06.6875550
Fino al 14 marzo 2010


Jake Gyllenhaal photogallery

24 febbraio 2010 LUCA DELLA Nessun commento

Gaymagazine vi propone oggi la photogallery di Jake Gyllenhaal, l’attore statunitense (classe 1980) reso celebre da film come “Donnie Darko” e ” I segreti di Brokeback Mountain”.

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Jake Gyllenhaal photogallery

24 febbraio 2010 LUCA DELLA Nessun commento

Gaymagazine vi propone oggi la photogallery di Jake Gyllenhaal, l’attore statunitense (classe 1980) reso celebre da film come “Donnie Darko” e ” I segreti di Brokeback Mountain”.

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JAKE GYLLENHAAL

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I cinesi a favore dei matrimoni omosessuali


gay cinaL’associazione non governativa ”Youth Internet Association” ha promosso recentemente un sondaggio online chiedendo ai cittadini cinesi se fossero favorevoli o meno ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. E i risultati dell’indagine, pubblicati sul giornale “Global Times”, sono a dir poco sbalorditivi: su circa 88mila intervistati, solo mille si sono dichiarati contrari ai matrimoni gay, e una schiacciante maggioranza di 87mila persone si sono dette favorevoli.

Uno degli attivisti del gruppo ha commentato: “Speriamo che questo attragga attenzione, in modo tale che sia possibile sottoporlo all’ Assemblea Nazionale del Popolo e all’ Assemblea Consultiva del Popolo’“, cioè ai due organi legislativi cinesi che tengono in marzo la loro sessione plenaria annuale e che hanno il potere di prendere decisioni che riguardano la società del paese asiatico, che conta ormai oltre un miliardo di persone.

Yang Ziguang, del Centro per le lesbiche, i gay e i bisessuali di Pechino ha dichiarato: “Non sono sorpreso dal numero, dato che in Cina ci sono 35 milioni di omosessuali. Questo non significa che tutti vogliono sposarsi, ma che vogliono aver il diritto di farlo per evitare discriminazioni sui terreni dell’ adozione e dell’ eredità.”

La situazione dell’omosessualità in Cina non è certo delle più rosee: a gennaio il primo concorso di bellezza per gay è stato bloccato all’ ultimo momento dalla polizia, e se nel paese i gay e le lesbiche vengono in qualche modo tollerati, queste persone devono vivere la loro condizione e i loro affetti in clandestinità.

Via | eurialoeniso


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