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Posts Tagged ‘schermo’

Qualcosa si inizia a muovere in provincia della Spezia?

 

Il 17 maggio si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia e le prime iniziative iniziano a fioccare nelle città italiane più “avvedute”. La federazione spezzina di Rifondazione Comunista ha deciso di organizzare un’iniziativa a Levanto per discutere proprio dei temi legati all’omosessualità e a quei diritti spesso negati.
Sabato 15  l’assessorato alle politiche sociali del comune rivierasco, guidato dall’esponente RC Olivia Canzio, propone il programma dal titolo: “1968 – 2010: dalla rivoluzione culturale all’involuzione sociale omofobia-transfobia: ignoranza, paure e pregiudizi.”
Alle ore 16.15 seguirà il saluto delle autorità e la proiezione della pellicola “Milk” presso il Cinema Nuovo Roma.
Alle 18.30 si terrà un incontro pubblico presso l’ostello “Ospitalia del Mare” di via San Nicolò, in cui interverranno il Sindaco di Levanto Maurizio Moggia, Fabiana Tozzi Daneri Presidente Associazione “Transgenere”, Regina Satariano Referente del Consultorio “Transgenere” di Torre del Lago, Giacomo Guccinelli Responsabile Rete Giovani “Arcigay” e Giuseppe Tonini Presidente dell’Associazione Interculturale GLBTQ “Eurialo e Niso”.

Solo pochi giorni fa, a Regina Satariano era stata negata la visita all’obitorio dell’ospedale Sant’Andrea del capoluogo dell’estremo levante ligure dove riposava la persona con cui stava insieme, e che amava, da vent’anni. Nulla di sconvolgente, per una città abituata a non parlare, e che non ha manifestato il proprio sdegno per il fatto increscioso accaduto a una persona “altra”, sia essa transessuale o semplicemente della provincia limitrofa. Da persona nata e cresciuta in questa provincia, mi chiedo: servirà l’evento di Levanto a smuovere le coscienze degli assopiti spezzini, che non sembrano guardare oltre i monti che li cingono?

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Via – CittadellaSpezia


Un arresto e tre denunce per l’aggressione alla coppia gay di Bolzano

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Un cittadino macedone di 26 anni, Emin Ametovsky, è finito oggi in manette con l’accusa di lesioni aggravate e rapina alla coppia omosessuale aggredita lo scorso sabato nel capoluogo altoatesino.  Nella sua abitazione le forze dell’ordine hanno trovato un orecchino appartenente alla vittima, mentre sono state denunciate, per lo stesso fatto, altri due macedoni e un bolzanino. I presunti aggressori sono stati rintracciati sulla base della segnalazione dei numeri di alcune targhe presenti sul posto.

A subire l’aggressione era stato un 23enne, che lamenta un trauma cranico, una frattura multipla al braccio sinistro e contusioni varie. Era stato anche derubato del portafogli, con duecento euro in contanti e documenti, degli occhiali da sole e del telefono cellulare. La violenza è scattata dopo che egli e un altro ragazzo si sono scambiati un casto bacio davanti ad un chiosco, all’uscita di un pub.

Questa sera, alle ore 20.30 in Piazza del Grano a Bolzano, ci sarà una fiaccolata contro l’omofobia e la violenza, per manifestare il pieno sostegno alla coppia e alle altre vittime dell’odio sessuale, organizzata dall’Arcigay locale Centaurus.

 

Via – Adnkronos


Il creatore di “Glee” difende gli attori gay che interpretano ruoli etero

 

Tempi duri per chi offende gli attori gay. Ne sa qualcosa il giornalista Ramin Setoodeh, che ha attirato su di sé un vespaio di polemiche per il suo editoriale sulla popolare rivista “Newsweek” a proposito di attori omosessuali che interpretano personaggi eterosessuali.

gleeIl giornalista incriminato, oltre a criticare la performance nello spettacolo di Broadway “Promises, Promises” della star di “Will & Grace” Sean Hayes, definendo la sua interpretazione “non sincera”, prendeva di mira anche il ruolo, nel telefilm “Glee”, dell’attore e cantante Jonathan Groff, dichiaratamente gay, nel quale il suo personaggio ha una relazione eterosessuale con Rachel, interpretata da Lea Michele. Le reazioni sdegnate nei confronti dell’editoriale non si sono fatte attendere: la prima è stata l’attrice di “Glee” e “Pushing Daisies”, nonché collega di Hayes sul palco di Broadway, Kristin Chenoweth. Il creatore della serie americana di maggior successo di quest’anno, Ryan Murphy, ha invece proposto il boicottaggio di “Newsweek” fino a che non verranno pubblicate sulla rivista delle pubbliche scuse nei confronti di Sean Hayes e di tutti gli altri attori che coraggiosamente hanno fatto coming out dichiarando la propria omosessualità.

Il giornalista Ramin Setoodeh ha risposto alle accuse affermando che il suo pezzo è stato male interpretato e la sua intenzione era solamente quella di aprire una discussione sull’argomento, aggiungendo che non è uno scrittore conservatore con un’agenda anti gay. Anche perché si darebbe la zappa sui piedi, visto che è omosessuale dichiarato!


Via – Pinknews


Un’altra concubina lasciata sola

13 maggio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento

Regina Satariano

Regina Satariano

In questa settimana in cui stiamo discutendo, pregando, celebrando per la liberazione queer, in vista della Giornata internazionale contro l’omofobia del prossimo 17 maggio, apprendiamo di una vicenda triste successa all’amica Regina Satariano. E’ morto da poco un uomo con cui la trans presidente del consorzio Friendly Versilia è stata legata sentimentalmente per oltre vent’anni. Quando si è recata a portare il suo ultimo saluto all’antico amante, non è stata riconosciuta subito per chi era e per cosa rappresentava, la compagna di una vita del defunto. E’ stata però individuata come persona trans e per questo trattata male. Vogliamo esprimerle la nostra più sentita solidarietà.

Essere esclusi dai momenti cruciali della vita di una persona amata, perché diversi, perché nascosti, perché non previsti dal bigottismo imperante è una esperienza comune. L’hanno provata tante persone del mondo queer che sono ancora costrette a vivere nell’ombra. L’hanno provata anche tante persone etero, che sono state trattate male in occasioni analoghe.

Forse ricordate, la “concubina di Nassiriya“, Adelina Parrillo, la compagna di Stefano Rolla, uno dei caduti italiani in Iraq. Alla cerimonia al Vittoriale, mentre autorità e cardinali si riempivano la bocca di retorica sugli eroi di guerra e incoraggiavano i loro familiari a essere forti, la Parrillo venne sbattuta fuori dalla cerimonia di stato al Vittoriale, perché lei, una convivente, non risultava nel “protocollo” della cerimonia.

Anche noi siamo tutti “concubini” delle persone che amiamo.

Siamo tutti Regina. Siamo tutti Adelina.

Dobbiamo fare qualcosa, qui e ora, nella nostra vita, in questa situazione politica, in questa Repubblica, per non essere soli o lasciati soli nel momento estremo.


Roma Pride si farà il 3 Luglio, gli organizzatori non vogliono politici

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Il Roma Pride si svolgerà il giorno 3 Luglio, sarà la tappa conclusiva di tutti i vari pride che ci sono stati nelle varie città e farà da chiudipista al Gay Pride Nazionale, che si svolgerà il 26 Giugno a Napoli.

Il percorso del corteo dev’essere ancora presentato, e lo sarà solamente nei prossimi gorni, mentre i vari slogan sono già tutti ben chiari, definiti e forti; il Principale sarà “Ogni Bacio una Rivoluzione”.

Dal canto loro gli organizzatori del Pride affermano: “Il Roma Pride 2010 vuole essere non solo un’appuntamento per tutta la comunità Lgbt, ma la manifestazione di tutti quelli che credono nelle libertà e nella piena uguaglianza dei diritti”.

Ci sarà inoltre una grande novità per quest’anno, infatti, è stato volontariamente deciso di non invitare nessun politico, sempre gli organizzatori motivano così la loro decisione: “Il popolo gay è stufo di questa politica incapace di interpretare i nostri diritti. Per questo abbiamo deciso di non invitare al Pride i partiti politici. Vogliamo che il Pride sia una festa di orgoglio civile di tutti i cittadini, non una passerella per quella politica che non sa dire nulla sui nostri diritti, se non opporsi o essere inconcludente. Una risposta, quindi, ferma e unitaria da parte di tutta la nostra comunità che vuole mettersi in gioco ed essere protagonista del cambiamento del Paese”.

via| NotizieVirgilio


Gay night tra sacro e profano sabato 15 maggio a Nardò (LE)

55807-800x597-500x373Tutto pronto per la gioiosa invasione Lgbt a Nardò. Una sorta di gay-pride alla pugliese che vedrà, quale protagonista assoluto, la cornice barocca della splendida piazza Antonio Salandra, quel cuore della città così frivolo e ornato che ne ha viste tante nella sua vita millenaria e non poteva certo farsi mancare la grande occasione di diventare la prima piazza “gaia” della provincia. Il luogo deputato ad ospitare la colorata festa è il Red Cafè, appena riaperto.

Il cuore sacro della città neritina, un tempo impermeabile agli scandali e alla pruriginosa curiosità degli amanti della notte proibita, viene violato da una serata che si annuncia come clamorosamente trendy e festosa. Tutto quanto in un sabato pazzesco che ha già mandato in tilt forze dell’ordine e amministratori comunali che le stanno provando tutte per capire se questa iniziativa ha un “punto debole” per essere arginata.

gay night nardòSabato 15 maggio, infatti, arriverà a Nardò la drag-queen Chantal Jhonson, che si esibirà probabilmente in una gabbia, ma proprio quel giorno si terranno anche le celebrazioni per la festa sacra del Crocefisso. Flyer e locandine, del resto, sono già pronte, ma sono soprattutto i tam-tam tra la comunità gay-lesbo a farla da padroni. Su Facebook e nelle community di Internet, infatti, la notizia è già trapelata visto che i tempi sono strettissimi. Anche la pubblicità parla chiaro: si invita a non perdere il party più trasgressivo e più atteso dell’anno dal mondo Lgbt leccese e pugliese.


Via – Portadimare.it


Bilancio negativo del Baltic Pride tra violenza e omofobia


baltic pride....Doveva essere la festa dell’orgoglio gay baltico, ma si è concluso tra i lacrimogeni e con numerosi arresti quando un consistente gruppo di contestatori si e’ scontrato con le forze dell’ordine. La situazione ha rischiato di precipitare quando, al grido di “Morte agli omosessuali” e “Lituania ai lituani”, circa tremila oppositori hanno occupato l’area circostante al Reval Hotel, lanciando bottiglie, sassi e bombe fumogene contro gli agenti, facendo registrare momenti di altissima tensione. La polizia è stata cosi costretta a disperdere la folla usando i fumogeni contro questi vandali violenti; diciannove di essi sono stati identificati e sono finiti in manette, tra loro anche due membri del parlamento.

Secondo gli organizzatori, lo scopo della sfilata di sabato tenutasi a Vilnius, a cui hanno partecipato circa 300 persone, era quello di denunciare l’intolleranza di cui gli omosessuali sono vittima in un Paese come la Lituania, a maggioranza fortemente cattolica. Al corteo ha preso parte anche il parlamentare tedesco Volker Beck, che ha parlato di un “forte segnale per ricordare al governo che siamo in Europa e che i gay hanno gli stessi diritti degli eterosessuali”. La manifestazione era stata bloccata la settimana scorsa per “motivi di ordine pubblico”, ed era stata riammessa solo in extremis grazie alla sentenza lampo della Corte Suprema locale.

 

In questo video potete vedere alcuni fotogrammi della manifestazione, ma molti altri video e foto circolano su Youtube e sui social network, per denunciare il clima omofobo che si respira in Lituania e gli esiti negativi di questo evento, calpestato da un’ondata di violenza e omofobia a cui troppo spesso ci si fa l’abitudine.


Via – Libero News


Pasquale Quaranta in Toscana, contro l’omofobia

11 maggio 2010 MAURO VAIANI Nessun commento


In vista della Giornata internazionale contro l’omofobia, prevista per il prossimo 17 maggio, Pasquale Quaranta (nella foto, con i propri familiari) sarà in Toscana per alcune iniziative.

Pasquale Quaranta con la sua famiglia

Pasquale Quaranta con la sua famiglia

Il giovane giornalista è molto impegnato nel movimento di liberazione gay ed è già noto per la sua collaborazione con Franco Barbero nella pubblicazione di “Omosessualità e Vangelo”, una raccolta di lettere di credenti omosessuali e di risposte di don Barbero, con prefazione di Paolo Rigliano, pubblicata nel 2008 da Gabrielli Editori di Verona. Pasquale Quaranta è nato nel 1983 a Salerno. Oggi vive, studia e scrive a Roma.

Questi gli appuntamenti in cui interverrà, per parlare di fede cristiana, omofobia, diritti delle persone omosessuali:
- sabato 15 maggio, ore 16.00, presso il Giardino del Casello Idraulico in via Roma a Follonica (GR), a un incontro in cui, fra gli altri, saranno presenti Franco Barbero, Anna Paola Concia e Ivan Scalfarotto
- lunedì 17 maggio, ore 17.00, presso il Polo delle Scienze Sociali di Novoli tra viale Guidoni, via Forlanini e via di Novoli a Firenze, con il giornalista Saverio Aversa e il responsabile giovanile di Arcigay Giacomo Edoardo Guccinelli, in un incontro promosso dalla sinistra universitaria toscana
- lunedì 17 maggio, ore 21.00, presso il Centro Giovani in piazza dei Macelli a Certaldo (FI), con l’assessore comunale Giacomo Cucini e l’avvocata Susanna Lollini

Da noi contattato, Pasquale Quaranta ci ha raccontato che il libro “Omosessualità e Vangelo” sta andando molto bene. Dalle lettere che gli autori stanno ricevendo si comprende che un messaggio di speranza, di libertà, di consapevolezza, sta penetrando anche nelle città più piccole, anche nelle parrocchie più sperdute.

Per la sua tesi di laurea specialistica in giornalismo, il giovane autore sta lavorando a una tesi sulla storia dei gruppi italiani di omosessuali credenti.

In questi incontri di Follonica, Firenze e Certaldo, con il suo solito straordinario entusiasmo e il suo calore umano, Pasquale racconterà come vive la sua spiritualità e la sua condizione omosessuale e lancerà il suo impegnativo messaggio: l’omosessualità non è soltanto un’attrazione erotica verso persone del proprio genere, “ma un punto di vista privilegiato sul mondo: quello degli esclusi” ci ha dichiarato Pasquale, aggiungendo di considerare “i diritti delle persone gay e lesbiche non una questione di “minoranza”, ma una questione più generale – che quindi riguarda tutte e tutti noi – di democrazia“.


Bolzano: pestaggio a una coppia gay

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Ormai si sà l’ignoranza dilaga e le forme di discriminazione ci vanno a braccetto; quello che ogni volta stupisce è il fatto che non vi sia alcun tipo di provocazione, le aggressioni avvengono così perchè a qualcuno da fastidio una carezza; avvengono sempre per gli stessi motivi e finiscono sempre nello stesso modo: ovvero gli aggressori scappano.

Bolzano, notte tra sabato 8 Maggio e domenica 9 Maggio, si presenta una scena già vista; una coppia di ragazzi omosessuali, usciti da poco da un notissimo locale gay-friendly della città, ovver il “Sei come Sei”, si fermano a mangiare qualcosa ad un chiosco.

Come ogni coppia è normale che ci si scambi effeusioni, magari sono stati maldestri, e la cosa da molto fastidio a un gruppo di sette ragazzotti che passa dalle parole alle botte. Dopo aver sbollito la loro furia sui due ragazzi sono, com’era logico pensare scappati, tuttavia uno dei testimoni pare sia riuscito a segnare il numero della targa della macchina. Uno dei ragazzi è finito all’ospedale con un braccio rotto.

via| Gaynews24


Barack ha scelto Elena Kagan per la Corte Suprema

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Il presidente degli Stati Uniti ha nominato Elena Kagan come sostituta dell’ormai ex giudice John Paul Stevens, ritiratosi per “motivi anagrafici”.

La Kagan si conferma come la quarta donna approdata alla Corte Suprema; secondo quanto appreso Elena avrebbe avuto la meglio sulla sua collega della Corte Federale di Chicago, Diane Wood, considerata da molti la candidata più accreditata e favorita.

Le voci sulla sua possibile nomina aveva fatto sollevare, nei giorni passati, diverse polemiche da parte dell’ala sinistra dei domocratici e da parte dei repubblicani più oltranzisti a causa delle sue posizione considerate troppo moderate.

Obama, tuttavia, aveva affermato che il candidato sarebbe stato uno “spirito libero” e avrebbe avuto grandi garanzie di eccellenza e integrità oltre che, ovviamente, una spiccatissima devozione per il rispetto e l’applicazione delle leggi.

Chicca della nomina? Sembrerebbe, da alcuni rumors che invadono Washington e dintorni, che la Kagan sia lesbica. Voci ovviamente non confermate ma nemmeno smentite.

via| Libero


Parte a Trento il film festival LGBT “UNIVERSINVERSI”

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Dal 13 al 17 Maggio 2010 si terrà a Trento il festival LGBT dal nome: “Universinversi direzioni sempre più ostinate e contrarie”. Questa importante manifestazione, organizzata dal tavolo lgbt di Tranto, proporrà, oltre a spettacoli culturali, anche conferenze e dibattiti su tutta la rosa dei temi che riguardano l’omosessualità.

Il fatto che esista una forte criticità all’interno dei vari gruppi lo si può capire anche da quello che, per gli orgenizzatori dell’evento, è la piattaforma politica su cui si deve ragionare e discutere, e affermano: “Riteniamo che portare avanti una battaglia politica appiattita sulla rivendicazione dei diritti e svuotata di ogni complessità faccia perdere al movimento la capacità di analizzare con sguardo obliquo e critico la realtà che ci circonda, prerogativa che è da sempre appartenuta alle soggettività non conformi e che riteniamo necessario recuperare. Pare evidente che nella parte di movimento mainstream sia in atto da tempo il tentativo di avviare un processo di assimilazione piuttosto che di scardinamento dei presupposti del modello etero-patriarcale che punta solo ad allargarel’applicazione di modelli familistici importati dal sistema normativo dominante”.

via| LuigiBoschi.it


A Brescia Joseph Nicolosi e il vergognoso convegno per guarire i gay

 

Dall’omosessualità si può uscire.

gay not gayQuesta frase, titolo del blog italiano di Joseph Nicolosi, basterebbe per commentare tutto il nostro sdegno e il nostro orrore per questo personaggio e per le sue fantomatiche “terapie riparative”. Lo psichiatra Nicolosi è uno dei maggiori fautori delle cosiddette “terapie riparative”: siccome i gay hanno una sessualità chiaramente deviata, devono e possono essere riportati sulla retta via. L’omosessualità sarebbe una sorta di immaturità affettiva dovuta a una carenza o ad un’eccessiva dominanza dell’affettività verso una delle figure genitoriali. Roba fritta e risentita mille volte, che fa accapponare e fa balzare alla mente gli atroci esperimenti nazisti nei campi di concentramento o la “caccia agli omosessuali” degli anni ’50. Il famoso studioso statunitense, presidente della famigerata NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality), terrà un convegno a breve proprio per illustrare le sue “idee” e le sue “terapie”. E quale posto migliore se non la sempre più omofoba Italia?

A Roncadelle (BS), dal 21 al 22 maggio, ci sarà non solo Nicolosi, ma anche psicologi, medici, associazioni, l’infettivologa Chiara Atzori, nota per le sue dichiarazioni su omosessualità e HIV, e anche un giudice, Giancarlo Ricci, che lavora presso il Tribunale dei Minori di Milano. Tra gli organizzatori, “Medici Cattolici Brescia“, mentre alcune indiscrezioni, non confermate, dicono che vi sia anche il benestare dello stesso Comune. Per la prima giornata ci saranno dunque psicologi, psicoterapeuti, counsellors, insegnanti, educatori e sacerdoti: tutte figure che hanno a che fare con i bambini e con i giovani e che potrebbero infondere loro le folli teorie in base alle quali gli omosessuali debbano essere guariti da non si sa quale male oscuro.

Le due giornate di “formazione”, dal titolo “Identità di genere e libertà”, si terranno presso il Centro congressi del President Hotel, Via Martiri della Libertà 72 Roncadelle (BS). Oltre ai sostenitori delle teorie e a importanti studiosi cattolici, si spera nella protesta forte e sentita della comunità lgbt italiana e di qualche politico avveduto.


 Via – OneWoman


Nichi Vendola sfida la Chiesa sul campo delle unioni gay


nichi-vendolaNichi Vendola, durante la registrazione della puntata di “Victor Victoria” che andrà in onda mercoledì 12 maggio alle 23:40 su La7, alla domanda della padrona di casa Cabello su come vivesse le esternazioni del Papa contro le coppie di fatto, lui, da fervente cattolico che difese peraltro il diritto del Pontefice di parlare alla Sapienza di Roma, ha dichiarato:

“Ad un certo atteggiamento clericale e dogmatico, a questo spirito di intolleranza che talvolta soffia forte in Italia, nel mondo ecclesiastico e nel mondo politico, non bisogna rispondere con atteggiamenti anticlericali, con un’intolleranza di segno contrario. Noi dobbiamo abbattere i muri dell’intolleranza e dobbiamo discutere. Io vorrei sfidare la Chiesa. Vorrei capire in cosa consiste il peccato quando si è nei dintorni dell’amore”.

Il riconfermato governatore della regione Puglia rincara la dose: “Perché una coppia regolarmente sposata in cui vige la violenza e l’ipocrisia va bene mentre una coppia gay dove c’è un patto di amore straordinario e un vincolo di fedeltà ha a che fare con le fiamme dell’inferno? Questa rappresentazione della religione come guardiano della morale corrente e decalogo di comportamenti la trovo un po’ oppressiva. Io penso che Dio sia Libertà e che il dono di Dio sia fondamentalmente un dono di libertà. Vorrei che tutti quanti, pur conservando i propri convincimenti, imparassero ad esprimerli sempre con molto rispetto perché anche chi pensa che l’omosessualità sia una malattia dovrebbe fare una pausa di silenzio e riflessione prima di esprimere un concetto del genere che può ferire la sensibilità di un’altra persona. Cadute le ideologie, crollati i grandi pensieri salvifici credo che oggi dobbiamo aggrapparci disperatamente ad una cosa: il rispetto della vita di ognuno a cominciare da quelle che sono più lontane da noi”.


Via – Unione Sarda


Dopo tante vicissitudini il Baltic Gay Pride si farà


BP_logoLa Corte d’Appello ha deciso di ribaltare la sentenza di primo grado che bandiva dalle strade di Vilnius la parata del Gay Pride di oggi sabato 8 maggio.

La manifestazione arcobaleno potrà così scendere per le vie della capitale lituana visto che, secondo quanto affermato nella sentenza della Corte Suprema Amministrativa che ha revocato il bando imposto al gay pride: “I diritti di assembramento e di libera espressione sono garantiti dalla Convenzione Europea e quindi il governo ha il dovere di tutelarli“. Un’inversione di marcia nel nome dei diritti fondamentali, dunque, dichiarati superiori ai timori di disordini e violenze durante l’evento gay, poco gradito a un’ampia maggioranza di cittadini che non vede di buon occhio la presenza della festa sul proprio territorio. Recenti sondaggi hanno messo in luce l’avversione dei lituani per l’universo omosessuale e la vicenda ha provocato pesanti polemiche nel Paese baltico, fortemente cattolico.

Il tribunale amministrativo aveva vietato la manifestazione dopo che il procuratore generale Raimondas Petrauskas aveva promosso un’istanza contro il pride. La motivazione alla base di questa decisione riguarderebbe la preoccupazione per l’arrivo di manifestanti dalle vicine Estonia e Lettonia: “Abbiamo ragione di credere che lo Stato non sarà in grado di fornire un’adeguata protezione ai partecipanti“. Tra i tanti appelli scaturiti dopo la decisione del tribunale di primo grado, quella di Amnesty International che aveva esortato la presidente lituana Dalia Grybauskaite ad esprimersi a favore dello svolgimento della manifestazione. Il “Baltic gay pride” prevedeva un ricco programma di incontri e dibattiti sulla giustizia, sul matrimonio omosessuale e sui diritti civili, oltre a vari party e alla manifestazione conclusiva, l’anima di ogni gay pride, che fortunatamente si terrà senza ulteriori intoppi.

A questo link potete trovare il sito ufficiale dell’evento.


Via – Virgilio Notizie


Per il cambiamento dentro le chiese e dentro noi stessi, contro l’omofobia


Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosceva che l’omosessualità non può essere considerata una patologia e la rimuoveva dalla decima edizione del suo elenco statistico di malattie. Per questo la data è stata scelta per celebrare ogni anno, a partire dal 2007, la “Giornata mondiale contro l’omofobia”.

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Rispetto e uguaglianza per le persone gay

Sempre dal 2007, in occasione di questa giornata, sulla scia di una iniziativa partita del gruppo Kairos di Firenze, si moltiplicano momenti di preghiera e veglie ecumeniche in ricordo delle vittime della violenza omofobica. A Firenze la veglia di quest’anno è prevista per mercoledì 12 maggio 2010; a Milano per giovedì 13 maggio; a Torino per domenica 16. Per una guida a tutte le iniziative di preghiera, si visiti il principale portale in lingua italiana dedicato a fede e omosessualità, http://www.gionata.org.

Le veglie sono nate e stanno avendo successo perché, per combattere la violenza, quella omofoba ma anche quella contro le donne, l’infanzia, i deboli, i diversi, il cambiamento di mentalità nelle chiese cristiane è fondamentale. L’odio contro le persone gay non nasce solo né necessariamente dal bigottismo, ma di sicuro il bigottismo gli fornisce argomenti in abbondanza. Argomenti che diventano, più o meno consciamente, giustificazioni per il disprezzo sociale e per la violenza contro il mondo queer.

Hanno scritto i gruppi gay cristiani: ”Basterebbe poco per non far andare via un ragazzo omosessuale dalla propria chiesa. Basterebbe una mano tesa, un sorriso, una parola che lo faccia sentire voluto, amato, che non lo facciano vergognare della sua identità“. Questo semplice cambiamento, insieme al nostro coraggio personale di vivere fino in fondo l’unica vita che ci è stato donato di vivere, porterà grandi cambiamenti, perchè “l’omofobia non è solo violenza fisica, sono parole non dette, abbracci non dati, in società, in famiglia, ma anche nella chiesa“.

Non perdiamoci le occasioni di preghiera e di incontro dateci dal calendario delle veglie. Sono una occasione preziosa per capire come le cose stanno lentamente ma inesorabilmente cambiando, anche in Italia, anche nella Chiesa cattolica.



Inghilterra: coppia lesbica aggredita per strada

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Succede in Inghilterra, a Branston, dove una coppia di lesbiche è stata violentemente aggridata da due fratelli mentre camminavano tranquillamente per strada.

Charlotte Hall e Hayley Galli, questi nomi delle due ragazze, hanno subito colpi nel viso e sulla testa, colpi tanto forti e gravi da mandarle in ospedale. I due aggressori sono stati subito arrestati e subiranno due gravi pene.

Uno dovrà scontare ben 8 mesi di detenzione e, successivamente,sarà tenuto a lavorare gratuitamente per 200 ore , inoltre, dovrà risarcire in modo adeguato le due ragazze; il fretello non se la passerà meglio, è stato infatti condannato a 4 mesi di custodia giovanile, dovrò subire 150 ore di lavoro pesante e, anche lui, dovrà risarcire la due ragazze, una per 500 sterline, l’altra per 200 sterline.

Possono sembrare due condanne leggere, ma in realtà non è così, sono un chiaro segnale di come l’Inghilterra combatta gli episodi di discriminazione sessuale e, queste due condanne, vogliono anche essere un monito per tutti quanti, ond’evitare che altri atti di questo tipo si possano ripetere.

via| Lesboblog


Aiutiamo Kiana Firouz a non morire per il suo impegno civile

700_dettaglio2_kiana2Lesbica e iraniana, rischia l’estradizione e la condanna a morte. Non stiamo parlando dell’ultimo libro scritto da un autore arabo o della trama di un film indipendente, ma di quello che sta succedendo alla 27enne Kiana Firuz, una giovane attrice e attivista lesbica iraniana.

La sua colpa è stata quella di aver prodotto un documentario sulla condizione dei gay nel paese dell’ayatollah, e per questo è stata pedinata e continuamente intimidita dai service d’intelligence iraniani. La giovane si è rifugiata in Gran Bretagna per chiedere asilo, ma sia Ministero dell’Interno sia il giudice presso cui ha presentato appello glielo hanno negato. L’organizzazione per i diritti umani EveryOne si è fatta avanti, lanciato un accorato appello agli organismi inglesi ed internazionali affinché alla ragazza venga concesso lo status di rifugiata, visto che in Iran ella troverebbe morte certa per il proprio impegno civile e per il proprio orientamento sessuale.

Kiana Firouz ha recentemente preso parte alle riprese del film “Cul de Sac”, che uscira’ questo mese, la cui trama e’ incentrata sulla sua vita e in particolare sulle sue lotte civili portate avanti in Iran. “Per me era fondamentale prendere parte a quel film“, ha dichiarato recentemente l’attrice in un’intervista. “Come donna omosessuale iraniana, credo che nulla, meglio di un film, possa rendere l’idea di quali difficolta’ vivano ogni giorno sulla propria pelle le lesbiche del mio Paese. Quel film” ha poi spiegato Kiana, “contiene scene di sesso che gia’ basterebbero per una condanna a morte, se fossi rimandata in Iran. Ora, la mia unica speranza rimane la mobilitazione del mondo LGBT“.

In Iran, la punizione per una lesbica adulta, sana di mente e consenziente, è di 100 frustate. Qualora l’atto venga perpetrato per tre volte e in ogni occasione venga inferta la punizione, la condanna a morte si applica alla quarta volta. Aiutiamo questa ragazza inviando una mail di protesta all’Home Office britannico, utilizzando l’indirizzo public.enquiries@homeoffice.gsi.gov.uk, chiedendo che a Kiana sia concesso il prima possibile lo status di rifugiata.

Via – Excite Magazine


Il “Big Scandal” coinvolge leader cristiano ferocemente antigay


Sottotitolo: non solo in Italia scoppiano i casi di escort con personaggi illustri…

lucienLucien è il corrispettivo americano della nostra Patrizia D’Addario. Solo che il ragazzo, come potete vedere dalla foto, è biondo, atletico, originario di Miami e leggermente più giovane della escort che ha fatto scoppiare lo scandalo e le polemiche nel nostro bel paese un anno fa. Fatto sta che egli, uno degli escort del famoso sito rentboy.com, è stato beccato con il pastore battista George Alan Rekers, al ritorno da una vacanza in Europa a metà aprile. Lo studioso, scrive il Miami New Times, si è difeso sostenendo che ha affittato il giovane perché, per via di una recente operazione, non era in condizione di sollevare bagagli troppo pesanti, ed entrambi negano che vi siano stati rapporti sessuali durante il viaggio.

Il curriculum di George Alan Rekers è quanto mai ricco, e questo accompagnatore scomodo sta facendo gridare all’orrore e all’oscenità l’America perbenista: egli è innanzitutto membro del direttivo della NARTH (National Association for Research & Therapy of Homosexuality), l’Associazione Nazionale per la Ricerca e Cura dell’Omosessalità. In passato è stato ascoltato da moltissimi tribunali come “tecnico” in svariati processi che coinvolgevano soggetti LGBT, in casi di adozioni a coppie gay e di annulamenti di matrimoni omosessuali. In una di queste corti ha spiegato che la base della sua contrarietà all’omosessualità è che nella Bibbia, “l’infallibile parola di Dio”, la sodomia è chiaramente definita come un peccato. “Non sapevo che fosse omosessuale, l’ho scoperto solo a metà viaggio” si difende oggi il neuropsichiatra. E Lucien, raggiunto da alcuni giornalisti nella casa di Miami, è evasivo: “Sta a lui dirlo”, ma mette in chiaro che i due si sono incontrati mediante Rentaboy.com.

Il Miami New Times è entrato però in possesso di alcune e-mail che essi si sarebbero scambiati. 21 marzo, Rekes scrive: “Vorrei proporre un altro viaggio a Roma, in Italia, per una settimana o più. E’ così entusiasmante avere un bell’assistente di viaggio e compagno di avventure! Wow! Sono così felice di averti incontrato!” 26 marzo, evidentemente i due hanno cambiato destinazione, o progettano una seconda tappa: “Ho chiamato e parlato con il ragazzo delle prenotazioni a Londra. Ho prenotato una camera con due letti singoli”. 28 marzo, Rekes non sta nella pelle: “I bagagli sono pronti, domani devo terminare la mia dichiarazione dei redditi. Noioso…ma mi basterà ricordare che lo stupendo viaggio sta arrivando!”.

reekersMa attenzione perché, raggiunto da richieste di spiegazioni ulteriori, lo studioso da sempre in prima linea contro l’omosessualità arricchisce la sua versione di nuovi particolari. “Il mio eroe è Gesù Cristoscrive lo psichiatra ad un blogger che lo ha contattato per avere maggiori dettagli sulla storia; “e come Gesù io spendo deliberatamente del tempo con i peccatori con il benemerito intento di aiutarli”. Segue una lunga citazione dal Vangelo di Matteo. E “se parlaste con il mio assistente di viaggio che la stampa ha chiamato ‘Lucien’” continua il professore “sapreste che io ho passato un sacco di tempo condividendo con lui tutte le informazioni scientifiche in mio possesso riguardo alla desiderabilità dell’abbandono dei rapporti omosessuali, e che ho condiviso il Vangelo di Gesù Cristo con lui, parlandone in dettaglio”.


Via – Miami New Times


Anche i gay argentini potranno pronunciare “Si lo voglio”


La Camera di Buenos Aires ha approvato il progetto di legge che permetterà alle coppie omosessuali argentine di potersi unire civilmente e di poter contestualmente adottare bambini. Si tratta di una votazione storica per l’intero continente latinoamericano, visto che è la prima volta che un organo statale di un paese sudamericano da il via libera ai matrimoni tra persone dello stesso sesso (le cerimonie gay che si stanno celebrando in Messico sono valide nella sola capitale, quindi la legge non ha alcuna valenza nazionale al contrario di quella argentina).

gay marriage argentinaL’ok ai matrimoni civili tra persone gay è arrivato con 125 voti favorevoli e 109 contrari dopo ben 12 ore di discussione camerale, ma per essere definitivamente dichiarata legge dello stato deve prima essere votata ed approvata dal Senato locale, e in questo iter legislativo non sono previste sorprese amare anche se la battaglia si preannuncia durissima. In questa modifica al Codice Civile argentino, i termini tradizionali “moglie” e “marito” sono stati sostituiti da quello generico di “contraenti”.

Grandissima soddisfazione è stata espressa da parte dalle associazioni che da anni si battono per i diritti degli omosessuali e da Alex Freyre e José María Di Bello, la prima coppia gay ufficialmente sposatasi lo scorso 28 dicembre ad Ushuaia, in Patagonia. Già nei mesi scorsi vi erano stati alcuni tentativi, da parte di altre coppie omosessuali, di far passare il principio del riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso ricorrendo ai tribunali civili di singoli Stati, a cominciare da quello di Buenos Aires che aveva dato un primo parere favorevole aprendo così anche una querelle giudiziaria. Tuttavia da mesi diverse proposte di legge attendevano di essere discusse nel Parlamento argentino, e solo ora è arrivata la svolta anche perché a votare a favore è stata una maggioranza trasversale, composta cioè da esponenti di centrosinistra e di centrodestra. Durissime invece le reazioni della Chiesa Cattolica, da sempre contraria a questo tipo di unioni e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso.


Via – Panorama


Siena: una coppia lesbica avrà un figlio

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Una coppia di donne omosessuali di Siena, dopo un intervento di inseminazione artificiale eseguito in Danimarca, avrà un figlio. Convivevano da ormai due anni e, per riuscire a soddisfare il loro grande desiderio di maternità, si erano trasferite per un periodo in Danimarca che, a differenza dell’Italia, ha una legislazione molto meno severa per quanto concerne il tema dell’inseminazione artificiale per le coppie LGBT.

Le due donne si chiamano Sara e Margherita, e sarà proprio quest’ultima a portare avanti la grvidanza; Sara invece non avrà alcun diritto sul futuro nascituro, per ovvie ragini, e afferma: “Essere estranea a questa famiglia è una discriminazione enorme” e poi ancora: “Il bambino sarà amato da due persone che a loro volta si amano”.

La notizia di questa gravidanza ha provocato molte discussione nella città di Siena che s’è divisa, come sempre accade in questi casi in tutta Italia, tra le persone che non vedono nulla di male e altri che si preoccupano per il bambino, per il suo approccio nel sociale e per i problemi che avrà con i suoi coetanei.

Le famiglie delle due ragazze hanno approvato felicemente l’arrivo del nipotino; sempre Sara a tal riguardo ha affermato: “Quando l’ho detto ai miei genitori non hanno fatto una grinza, dopo 15 giorni erano già nei negozi  a scegliere i regali; la famiglia di Margherita è stata più restia per motivi culturali, ma gli è bastato vedere l’amore immenso che ci unisce per superare ogni barriera”.

via| Barimia


RiGeneriAmoci: la nuova compagna contro la violenza di genere

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“Violenza fisica, sessuale o psicologica frutto di intolleranza, discriminazioni abuso basati sul genere e l’orientamento sessuale”

Nasce RiGeneriAmoci, una nuovissima campagna contro ogni forma di violenza e razzismo; che si divede in altri sottogruppi, ad ognuno dei quali è dedicata una “cartolina”. Il tutto è nato dalla riflessione e riunione di vari gruppi di singoli o di più persone il cui “motto” è la rigenerazione come unica soluzione per potersi difendere e salvare tutti dalle varie forme di discriminazione e violenza esistenti.

Scommettono su una rigenerazione dei vari modelli culturali che non producano relazioni violente e non “ingabbino” i desideri e la libertà. Ecco nello specifico i loro singoli obbiettivi:

RI/GENERAZIONE di immaginari per trasformare le relazioni e rompere gli schemi che riproducono ingiustizia, sopraffazione e violenza a partire da noi. Perché solo a partire da noi possiamo sovvertire gli stereotipi che ci incollano addosso ruoli e identità che già conosciamo e che abbiamo imparato a rifiutare.

RI/GENERAZIONE di identità per infrangere le regole che ci vogliono machi se siamo uomini o docili se siamo donne. Perché è solo rompendo queste regole che possiamo dare voce ai nostri desideri e ai nostri corpi e imparare a rispettare quelli degli altri.

RI/GENERAZIONE di relazioni per non accettare da nessuno comportamenti offensivi, machisti e violenti. Perché solo così possiamo essere libere e liberi di sentirci a nostro agio, di esprimerci senza paura, e di non avere paura. In questa parata e nella nostra vita quotidiana.

via| Societàcivile


A Cannes nascerà “Queer Palm”, il festival per film gay

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Anche il Festival del Cinema di Cannes ha deciso di creare una sezione e un premio per la tematica omosessuale. Tutto ciò avverrà durante la 63esima edizione di questo importantissimo festival, in cui nascerà la “Queer Palm”, ovvero un premio per il miglior film a tematica gay.

La notizia è stata resa pubblica da Franco Grillini, presidente di Gaynet; in questo modo anche Cannes si allinea con altri eventi analoghi che hanno deciso di creare una sezione per le tematiche LGBT come, ad esempio, il “Teddy Bear” di Berlino e il “Quuer Lion” di Venezia.

Daniel L. Casagrande, direttore del Queer Lion Award ha affermato: “Salutiamo con entusiasmo la nascita di questo premio, che completa un percorso nato a Berlino 23 anni fa”.

via| l’Unità


Le coppie omosessuali danesi potranno adottare bambini

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La Danimarca ha approvato una legge che consente alle coppie gay unite legalmente nel “partenariato registrato” di adottare dei figli, eliminando cosi questo elemento di discriminazione rispetto agli eterosessuali. L’iter di approvazione non è stato certo semplice, basti notare che la legge è stata approvata sul filo di lana con 60 voti a favore e 54 contrari. La proposta, inizialmente respinta, è passata grazie all’alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati “dissidenti” del Partito Liberale.

Gli abitanti del piccolo paese scandinavo si sono rivelati da sempre aperti e sensibili alle tematiche dei diritti civili lgbt: la Danimarca è stato, infatti, il primo paese del mondo a consentire agli omosessuali di potersi unire in maniera civile alla stregua degli eterosessuali nel 1989, il matrimonio religioso è entrato all’ordine del giorno e i sondaggi rilevano una maggioranza favorevole perfino fra gli ecclesiasti locali. Inoltre, esisteva già la possibilità per i cittadini non coniugati di ottenere adozioni indipendentemente dall’orientamento sessuale, mentre alle coppie omosessuali era consentita l’adozione di eventuali figli avuti dai due partner durante le relazioni precedenti. L’immagine che abbiamo scelto come copertina di questo articolo vuole essere un omaggio a questo piccolo ma grande paese, da sempre sostenitore dei diritti dei cosiddetti “diversi”.


Via – Libero News


In Gran Bretagna arrestato un altro predicatore cristiano


Il predicatore 42enne Dale McAlpine è finito in manette a Workington, nel nord dell’Inghilterra, dopo aver affermato, durante un sermone tenutosi in strada davanti a un piccolo gruppo di passanti, che l’omosessualità è un peccato e che essa va contro la volontà del Creatore, offendendo anche un pubblico ufficiale gay.

preacherMcAlpine è stato notato e persuaso a smettere la predica omofoba dall’agente Sam Adams del police community support officer. Il predicatore, utilizzando un linguaggio ingiurioso e offensivo, ha continuato la sua apologia ed è stato quindi arrestato. L’uomo, dopo essere stato trattenuto sette ore in carcere, ha dichiarato: “Sono sconvolto e umiliato. Mi hanno trattato come un comune criminale davanti alla mia gente. La mia libertà è stata calpestata da qualcuno che non apprezzava quello che stavo dicendo“. Accusato di omofobia, McAlpine si è difeso: “Non lo sono assolutamente, ma è mio compito dire che la Bibbia ritiene l’omosessualità un crimine davanti al Creatore“.

La Gran Bretagna è caduta di nuova nella trappola tesa dall’odio omofobo covato in seno al fondamentalismo cristiano, che negli ultimi anni sta accrescendo sempre più la propria popolarità e la violenza nei confronti dei “diversi”. Nel mese di marzo è saltato alla ribalta un caso simile avvenuto nel centro di Glasgow, dove un uomo metteva in guardia i passanti dagli omosessuali che finiranno sicuramente all’inferno.


Via – Pinknews


Moldavia: tribunale annulla il Gay Pride previsto per domenica 2 Maggio

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Un tribunale della Repubblica di Moldova ha deciso di revocare l’autorizzazione al Gay Pride previsto per domenica 2 Maggio. La manifestazione si sarebbe dovuta svolgere nella piazza principale della capitale; i suoi scopi, ovviamente pacifici, erano quelli di far adottare al Paese leggi contro le discriminazioni.

Questo Gay Pride è stato sopseso in seguito alla richiesta del sindaco della capitale, secondo il quale tale manifestazine sarebbe contraria sia alla morale che all’ordine pubblico; tuttavia è stata “offerta” un’altra piazza in cui si poteva svolgere il Pride ma il collettivo gay GenderDoc-M ha rifiutato l’offerta e ha dichiarato che si appellerà contro la decisione del tribunale.

Nonostante che, dal 2007, la Corte Suprema della Moldavia abbia dichiarato illegale impedire e annullare manifestazioni ed eventi organizzati da gruppi gay, si continua a cercare (e con ottimi risultati) di boicottare e/o annullare tali eventi; immediata le reazioni di ILGA Europa e di Amnesty International non solo per la Moldavia ma anche per una situazione simile in Ucraina.

Evelyne Paradise di ILGA Europa ha affermato: “Siamo preoccupati per le violazioni del diritto fondamentale a manifestare pacificamente sia in Moldavia che in Ucraina. Entrambi i paesi aspirano a costruire società plurali e democratiche e rafforzano i loro legami con l’Unione Europea. Per questo esortiamo le autorità di entrambi i paesi ad agire in accordo alle leggi e ai principi europei”.

via| Queerblog


Brasile: riconosciuto il diritto di adottare bambini anche alle coppie gay

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Il Tribunal Superior de Justicia, in questi giorni, ha riconosciuto all’unaminità il diritto, per le coppie delle stesso sesso, di adottare bambini. Sì esatto, avete letto benissimo; il Brasile fa un’ulteriore passo avanti nei diritti per le coppie gay.

La sentenza giudicava un ricorso della Fiscalia dello Stato di Rio Grande che richiedeva e sollecitava il ritiro dell’affidamente di due bambini che erano in carico ad una coppia omosessuale. Il ricorso negato e, anzi, il giudice istruttore ha reso noto che prima di ogni altra cosa è importantissimo tener conto della volontà dei bambini, e che tale volontà deve essere sempre rispettata.

Una sentenza che susciterà sicuramente costernazione e scalpore, ma che è già stata definita “storica”; lo stesso giudice ha commentato con queste parole: “Questo è un giudizio storico perchè riconosce la dignità umana, la dignità dei minorenni e delle donne”.

via| PeaceReporter


Hawaii: approvate le unioni civili per le coppie gay

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Con 31 voti a favore e 20 contro, la Camera dei rappresentanti delle Hawaii ha approvato le unioni civili tra persone dello stesso sesso; a Gennaio il Senato aveva già dato il via libera e, ora che anche la Camera lo ha dato, rimane solamente il passaggio al governatore repubblicano (ovvero la signora Linda Lingle) che avrà il potere di decidere se firmare la legge (e quindi approvarla) oppure se mettere contro di essa il suo voto (ovvero rifiutarla).

Questa legge prevede, per le coppie omosessuali unite civilmente, gli stessi diritti e prerogative delle coppie eterosessuali unite  in matrimonio. Nel caso in cui la governatrice apponesse la sua firma, le Hawai sarebbero il sesto stato degli Stati Uniti a riconoscere le unioni tra persone delle stesso sesso senza autorizzarne il matrimonio.

via| Notizie.Virgilio


In preghiera per le vittime dell’omofobia

30 aprile 2010 MAURO VAIANI Nessun commento

Non c’è alcuna forza o potere terreno che possa separare la persona umana dal suo diritto naturale alla ricerca della felicità, garantitole dal Creatore. Questa è una delle grandi speranze umane e cristiane che sono a fondamento della nostra civiltà. Ne consegue che ciascuno ha il dovere, non solo il diritto, di vivere con fede, di non avere paura, rispettando se stessi e il prossimo ed esigendo altrettanto dagli altri.

Attorno a questi temi cruciali si terranno delle veglie, delle preghiere, dei momenti di riflessione, in prossimità della Giornata mondiale contro l’omofobia, in calendario il 17 maggio 2010.
Una coppia gay che si ama
Dal 10 al 17 maggio 2010, in tutta Italia e oltre, cristiani cattolici, valdesi, battisti, metodisti, vecocattolici e di altre confessioni, pregheranno insieme ai gruppi di credenti omosessuali italiani per ricordare le vittime della violenza omofoba e perché ciascun individuo viva fino in fondo la sua vita, con coraggio, dignità, forza di amare.

L’iniziativa si ripete per il quarto anno consecutivo. All’origine di queste veglie c’è una iniziativa del 2007 del gruppo gay cristiano Kairos di Firenze, poi diffusasi in tutto il paese attraverso Internet, in particolare grazie al lavoro dei volontari del progetto Gionata, il portale di riferimento per i gay credenti di lingua italiana e i loro gruppi.

Segnaliamo in particolare la veglia di preghiera di Firenze, che si terrà mercoledì 12 Maggio 2010, nella Chiesa battista di Firenze di via Borgo Ognissanti 4, alle ore 21. Parteciperanno le donne e gli uomini del gruppo Kairos, insieme a persone delle comunità cattoliche ed evangeliche fiorentine che ormai da anni si stanno impegnando per combattere i pregiudizi contro il mondo queer e porre fine all’omertà che copre le violenze contro coloro che sono sessualmente e psicologicamente diversi dalla “normalità” etero. Quella “normalità” che è l’immorale feticcio sbandierato dai poteri autoritari e dai bigotti di ogni denominazione.

I cristiani gay vivono, con sempre maggior coraggio e crescente visibilità, una sfida di riconciliazione fra fede e omosessualità. La loro voce sembra ancora flebile, specialmente nel panorama di un mondo cattolico italiano ancora largamente ossessionato dalla necessità di controllare il sesso e i sentimenti della gente, ma in realtà è già una tromba di Gerico che spingerà le chiese e la società a far cadere il muro di silenzio, ipocrisia e vergogna, dietro il quale si cerca di nascondere le vittime della violenza contro le persone gay e trans.

Ad aprire le veglie un pensiero di Paolo, tratto dalla lettera ai Romani: “Sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente, né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,35-39).


La discriminazione su Facebook dilaga: chiuso gruppo che equiparava l’omosessualità con la pedofilia


L’Arcigay Roma ha reso noto, tramite una nota di poche ore fa, che un gruppo sul famosissimo social network intitolato “Cancelliamo l’omofobia? Perche’? Io non ho paura dei gay.. mi fanno schifo” è stato oscurato grazie alle centinaia di segnalazioni provenienti dagli utenti della rete, tra cui un volontario della stessa associazione capitolina finito nel mirino del suo creatore.

facebookIl gruppo, di chiara matrice omofoba, metteva in relazione l’omosessualità con la pedofilia, stilando addirittura un elenco di persone gay, etichettate secondo il ragionamento perverso del creatore automaticamente come pedofili, contenente dati sensibili come nome, cognome, età, foto e persino il luogo di lavoro. Una vera e propria istigazione alla caccia dell’omosessuale-pedofilo, su basi che ovviamente non esistono ma che continuano a essere proposte come verità da personaggi eminenti.

“E’ significativo che il gruppo sia stato chiuso – afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo – purtroppo non possiamo non rilevare quanto certe affermazioni pericolose che arrivano da personalità molto conosciute finiscano per influenzare negativamente persone alla ricerca di visibilità tramite messaggi provocatori o instabili. Non vogliamo, però, sottovalutare il fenomeno anche perché le persone ’segnalate’ sono attivisti e volontari della comunità gay e si vuole probabilmente colpire anche la loro visibilità e il loro impegno. Auspichiamo che i responsabili siano individuati”.


Via – Virgilio


La Cina riapre le porte ai visitatori stranieri affetti da Hiv


Il governo cinese ha annunciato la cancellazione del divieto di entrata nel paese rivolto ai visitatori stranieri positivi all’HIV. Questo fu introdotto nel 1989, durante gli anni della terribile infezione dell’AIDS, ed è stato temporaneamente sospeso solo in caso di grandi eventi di eco internazionale, come è accaduto per i Giochi Asiatici di Pechino del 1990 o per le recenti Olimpiadi del 2008.

china_aidsQuesta novità, che riguarda anche le persone affette da lebbra, è stata resa possibile anche in seguito alla decisione della revoca, nello scorso gennaio, di un provvedimento simile da parte delle autorità statunitensi. A partire da oggi il divieto di entrata nel più grande paese asiatico colpisce solo le persone affette da tubercolosi, da seri problemi mentali o portatrici di malattie infettive che possano creare grande allarme a livello sociale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accolto con favore questa iniziativa, augurandosi che anche altre nazioni seguano l’esempio cinese e statunitense, cambiano cosi quelle leggi e quelle politiche discriminatorie, create negli anni ’80 e ’90 in seguito alla paura e alla disperazione della dilagante epidemia di AIDS, nei confronti delle persone sieropositive. La prevenzione e i sempre più aggiornati trattamenti salvano oggi milioni e milioni di vite, e una politica volta a contenere le discriminazioni può dare una grandissima mano a prevenire le future trasmissioni di questo virus.


Via – Pinknews


Laura Bush rivela: “Nel 2004 consigliai a George di lasciar perdere i matrimoni gay..”


laura_bush_portrait-281x400L’ultimo libro di Laura Bush, la donna che visse ben 8 anni nella Casa Bianca assieme al marito George, si sta rivelando una miniera inesauribile di informazioni e di indiscrezioni. Le memorie, intitolate “Spoken from the heart” (”Parlando con il cuore”), stanno spopolando in America e raccontano molto di un’ex first lady che è stata sempre moderata, tranquilla e ostile al gossip.

Tra le tante rivelazioni, Laura sostiene di aver tentato di convincere il marito a non usare il matrimonio gay come uno dei temi della campagna elettorale del 2004, visto che la coppia ha tantissimi amici gay o i cui figli sono omosessuali. L’ex first lady racconta anche della discussione molto accesa che ne scaturì tra i due, in cui lei riteneva che il momento per il matrimonio omosessuale non fosse appropriato e che il paese avesse altre priorità in ballo in quel momento. Come ben sappiamo, quella campagna presidenziale si trasformò in un referendum sui cosiddetti ”valori della famiglia”, una scommessa che si tramutò in vittoria, poiché mobilitò l’ala più conservatrice del Paese, assicurando al presidente uscente la vittoria contro lo sfidante John Kerry.

Nel febbraio 2004 l’allora presidente Bush, in seguito alla legalizzazione nel Massachusetts dell’istituzione matrimoniale anche per gli omosessuali, approvò un emendamento costituzionale che restrinse il diritto al matrimonio alle sole persone eterosessuali, ma lasciava ai singoli stati la possibilità di decidere sulle unioni civili.


Via – Advocate.com


Torre del Lago: prevista per domani l’apertura dello STUPID!A

29 aprile 2010 LUCA DELLA Nessun commento

stupid!aDalle mura di uno dei locali fondatori del divertimento sulla Marina di Torre del Lago, dalle capacità organizzative di  Christian Panicucci, colui che è stato il creatore dello spirito che si respira ogni anno in questi luoghi e dopo il grande successo dell’inaugurazione del CiaoBello Music Bar ,ha vita un’altra discoteca: lo STUPID!A.

“Stupid!A”, da quest’estate non sarà più un’offesa ma un vero e proprio invito a divertirsi.

Stupid!a inauguerà ven 30 Aprile a Torre del Lago con tutti festeggiamenti che da tradizione  avvengono per l’inaugurazione di un nuovo locale. Sarà un’apertura caratterizzata dalla maestosità e dalla brillantezza degli abiti dell’animazione che faranno risplendere la nuova discoteca di una luce mai vista. Con la presenza di Regina Satariano – presidente del consorzio Friendly Versilia – verrà fatto uno spettacolare alzabandiera (RAINBOW) sulle note del tenore italoamericano Jonathan Cilia che canterà live “Nessun Dorma” a cui seguirà la sigla “Headlines” – degli Alcazar – che darà inizio all’apertura ufficiale della stagione estiva 2010.

Stupid!a segnerà il confine della GayStreet torrelaghese che comincia con il Priscilla (primo locale LGBT sul viale della nota Marina) e che finisce appunto in questa nuova realtà , a cui il primo maggio andrà ad aggiungersi anche l’ormai nota spiaggia completamente dedicata al pubblico LGBT e friendly LE DUNE BEACH (sentiero 10 della Marina di Torre del lago a 300 m a sud dello STUPID!A dove sventolano le due bandiere rainbow).

ciaobelloSTUPID!A sarà disco tutti i weekend – dal venerdì alla domenica- con la musica commerciale  di Riccardo Deejay , lo storico deejay della Marina che da oltre 10 anni fa ballare la folla LGBT e friendly che ogni estate accorre in versilia, e il sound più “houseggiante” di Mingo Deejay. Sul palco-terrazza si esibiranno drag ospiti da tutta Italia  e naturalmente i padroni di casa che condurranno ed accompagneranno  il divertimento torrelaghese tutta l’estate. Principessa delle calde notti estive sarà infatti Markesa – storica vocalist e performer decennale della Marina – con al seguito tutta la sua corte di abbronzatissimi cubisti, colorate drag queen, le incursioni de La Wanda Gastrica e la travolgente simpatia di Angel Devid e Nike.

Le serate di STUPID!A nel mese di maggio, cosi come nei mesi successivi,  saranno caratterizzate da Scenografie imponenti. Drag Show, ospiti di alto livello e una continua interazione con il pubblico che per la prima volta sarà protagonista delle calde notti; si romperà quindi quel divisorio che separa solitamente il cliente dall’animazione della serata.

Primo evento importante e di rilievo che caratterizzerà questa interazione sarà un fantastico FLASH MOB GAY (il primo in Versilia) che si svolgerà durante la seconda metà del mese di maggio proprio nel piazzale antistante al locale. Per metà mese è invece  previsto l’arrivo del primo ospite della stagione 2010, il cui nome è ancora top secret proprio per invogliare il pubblico  a seguire le  serate che ogni weekend saranno caratterizzate da abiti e situazioni particolari, che renderanno lo STUPID!a un locale diverso.

STUPID!A al suo interno riserva dal 1 maggio anche un fantastico spazio dedicato alla cucina tipica versiliese. RISTOSTUPID! un ristorante – nonchè apericena il sabato e la domenica dalle 18.00 – in cui deliziarsi di appetizer e di ottimo pesce della nostra costa toscana, accompagnati da una carta di vini di tutto rispetto e serviti dalla gentilezza e dall’allegria dello staff storico della Marina ormai ben conosciuto dai frequentatori abituali.

duneCorona dell’estate 2010, che segnerà l’inizio vero e proprio della calda stagione, sarà la riapertura dell’unica spiaggia gay organizzata in Versilia ,LE DUNE LGBT BEACH con i classici appuntamenti di sempre: giochi, animazione, radio, elezioni della MISS E DEL MR DUNE BEACH e molto altro ancora.Dune Beach sarà un punto di ritrovo diurno, all’interno del quale sarà possibile trovare l’intero staff del Ciao Bello e dello Stup!da . Dalle 17 inoltre la voce di La Wanda Gastrica sorprenderà gli accaldati clienti con la sua pazza rubrica “La Wanderia on air”. Musica trash, risate e animazione, attività sportive, giochi in spiaggia per partire subito con il piede giusto!

Un programma ricco di eventi, subito nel primo mese di vita dello STUPID!A,  segnerà una vera e propria svolta nonchè un raddoppiarsi del divertimento sulla Marina di Torre del Lago, che quest’anno diverrà ancora  più il simbolo di un popolo GAY E LESBO che   sente il bisogno di divertirsi  orgogliosamente , liberamentesenza e soprattutto lontano dai pregiudizi altrui.

Per informazioni potete visitare i seguenti siti:
www.stupida.tv
www.facebook.com/stupida.tv
www.facebook.com/dunebeach

Oppure telefonare al numero 393.6262642 (per dune beach e stupid!a).

STUPID!A disco e restaurant è in viale Europa, 1 – Marina di Torre del
lago – Viareggio (LU)


Inghilterra: sospeso candidato per le sue affermazioni sui gay

INGHILTERRA

Sì, esatto, non è uno scherzo, è successo di nuovo; non è la prima, infatti, che in Inghilterra viene sospeso un candidato per le sue affermazione nei confronti della popolazione LGBT britannica. La cosa che stupisce di più è come, in entrambi i casi, sia stato internet a rilevelare le loro dichiarazioni.

Prima era successo ad un candidato laburista per i commenti tutt’altro che gentili che aveva pubblicato su Facebook; pochi giorni fa è stata la volta di Philip Lardner, candidato Conservatore al collegio del North Ayrshire e Arran, ad essere sospeso dal suo stesso partito per aver espresso, sul suo sito internet, dichiarazioni offensive nei confronti degli omosessuali. Infatti il candidato conservatore possedeva un sito internet e, in una delle sezioni, aveva pubblicato un’intervento dal nome “What I believe in” (cioè quello in cui io credo), in cui si poteva leggere: “L’omosessualità non è un comportamento normale”.

Una frase apparentemente innoqua che ha creato, però, una rabbia incontrollabile, facendo perdere una grande parte del consenso da parte dei gay che avevano creduto nel cambiamento promesso dal leader su questo tipo di tematiche.

via| NewNotizie


Ricky Martin: La sua storia in un film

28 aprile 2010 GAYBOOK Nessun commento


RickyMartinDopo il suo Coming Out, Ricky Martin ha ricevuto numerosissime offerte di lavoro. Tutti vogliono il bel Ricky sia come testimonial di alcune campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, sia per alcune collezioni di abbigliamento uomo. Ma la vera notizia è che una casa di produzione di film pornografici a tematica omosessuale aveva offerto un contratto stellare a Ricky Martin per prendere parte a un loro film. Ricky, ovviamente, ha rifiutato. Sembrerebbe che l’offerta più allettante per Martin, sia quella di diventare il soggetto di un libro e di una pellicola cinematografica. Ventimila dollari per trasformare la sua vita in un film cinematografico.

A voi i commenti!

Via | Music Fanpage


Satana sta prendendo il controllo del Paese gli omosessuali ne sono la prova

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Di affermazioni bizzarre sull’omosessualità e sulle sue “presunte cause” (che non esistono come ben sappiamo) se ne sonno dette veramente di tutte. Tuttavia il genio umano riesce sempre a stupire per la sua fantasia.

La nuova affermazione-scandalo sul popolo LGBT arriva dal Presidente del Malawi, sign. Bingu wa Mathurika, che è anche l’attuale Presidente di turno dell’Unione Africana che ha affermato che, secondo lui, Satana starebbe prendendo il controllo del Paese e a sostenere questa sua tesi è proprio il fatto che vi sia la presenza di omosessuali.

Al sign. presidente i gay non piacciono molto (o almeno questo si evince dalle sue parole), ma non è tutto, rincara la dose dichiarando che l’omosessualità è un qualcosa di schifoso.

Tutte queste affermazione le ha fatte durante l’ordinazione episcopale del nuovo vescovo ausiliare di Blantyre.

Siamo ormai abituati a dichiarazioni simili o peggiori di questa, tuttavia la cosa che fa pensare, e anche un pò preoccupare, è la sorte di due giovani gay del Malawi (Steven Monjenza e Tiwonge Chimbalanga) che avevano commesso il reato di sposarsi, celebrando la loro unione gay.

Secondo la legge, per ora, i due sarebbero condannati a 14 anni di carcere; il timore è che, viste le dichiarazioni, la condanna possa mutare in peggio.

Via| Queerblog


Rimini: effusioni in pieno pomeriggio, denunciato direttore di banca

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Sono stati sorpresi mentre si scambiavano effusioni molto spinte all’interno di una macchina, e denunciati per “atti osceni in luogo pubblico”,  un diettore di una banca e un giovane ragazzo (presentato alle forze dell’ordine come il ragazzo del direttore). Tutto questo è accaduto sabato pomeriggio nella zona del porto di Rimini.

Sembrerebbe tutto nella norma ma non è così, infatti, i due amanti hanno fatto ricorso e sono ora difesi dall’avvocato Mirko Damasco, poichè, affermano che in realtà si stavano scambiando solamente qualche bacio.

Una versione alquanto discorde da quella presentate dall’Arma in cui si parla di pantaloni calati e altro (per l’appunto atti osceni in luogo pubblico). Subito scatta l’ipotesi dell’omofobia.

Il “Rimini Pride” commenta così l’avvenuto: “Avanti con la lotta all’omofobia, che ormai neachè più la stessa Arcigay,è più in grado di portare avanti”. Il portavoce del movimento Emilio Manao’  si definisce sgomento che tutto questo sia accaduto per un semplice bacio, ma ricordiamo che nel verbale c’era scritto proprio atti osceni.

Ma questo non basta, commenta duramente affermando che la lotta all’omofobia andrà avanti ancora più veloce e forta di quanto già non lo sia; si scaglia anche contro Arcigay che ritiene ormai essere un burattino nelle mani dei politici.

Via| RomagnaOggi


In California modificata la legge che tentava di curare i gay


La Camera della California ha votato per modificare una legge di 60 anni fa che etichettava l’essere gay come una deviazione sessuale, oltre a reclamare specifiche ricerche per stabilire le cause della omosessualità. La vecchia legge, risalente agli anni ’50, era stato creata per capire le cause dei crimini sessuali contro i bambini, e ieri più che oggi il legame omosessualità-pedofilia era tenuto in grandissima considerazione. La proposta di modifica della legge è stata approvata dall’organo statale per 62 voti a 0, e grazie a questa variazione sono stati rimossi tutti i riferimenti rivolti agli omosessuali. Per la sua completa approvazione, ora deve essere votata dal Senato della California.

gay6hgLe famose e crudeli “terapie di conversione”, largamente approvate da eminenti autorità psichiatriche, nacquero e proliferarono proprio in quegli anni in Usa, anche se un triste antecedente si era già potuto vedere nei campi di concentramento nazisti ad opera del dottore Carl Vaernet, che utilizzava iniezioni ormonali ed altre tecniche con lo scopo di “curare l’omosessualità”. Al giorno d’oggi, dopo che gli scandali degli anni ’80 e ’90 ne hanno fatto emergere la dannosità e l’inefficacia, sono ancora utilizzate da alcune sette filo-religiose e da sedicenti fondamentalisti ultra cristiani.


Via – Advocate.com


Baci gay? Non di certo a Bergamo!


La mostra fotografica “Baci rubati”, una raccolta di immagini che ritraggono baci tra persone dello stesso sesso e di sesso diverso, doveva far parte della rassegna organizzata per la giornata mondiale contro l’omofobia, cui la giunta comunale di Bergamo aveva aderito entusiasta lo scorso ottobre.

quadriportico sentieronePeccato che oltre alle parole debbano seguire i fatti e l’impegno concreto, e anche stavolta sono state letteralmente mozzate le gambe a questa iniziativa lodevole e non certo pericolosa. L’amministrazione bergamasca ha infatti deciso di non concedere il quadriportico del Sentierone, considerato il salotto e sicuramente uno dei luoghi più frequentati della città, alle associazioni antiomofobia per questione di “decoro”. Quelli scatti cosi oltraggiosi avrebbero potuto turbare i poveri e pii passanti, costretti a subire l’indecenza di forme esplicite di amore omosessuale all’aperto, come ha dichiarato il sindaco Franco Tentorio: “Avremmo rischiato sentimenti di rifiuto da parte di una parte significativa della cittadinanza”.

Le reazioni contrarie a questa decisione sono scattate immediatamente anche in consiglio comunale, dove un ordine del giorno urgente per far si che la mostra si tenesse lo stesso è stato prontamente bocciato dalla maggioranza. Luca Pandini di Arcigay Bergamo commenta laconico:

Non capisco per quale motivo, dopo che il consiglio comunale in data 12 ottobre 2009 ha aderito con voto unanime alla quinta giornata mondiale contro l’omofobia che si celebra il 17 maggio, ora la giunta decida di non autorizzare la mostra fotografica con pannelli mobili, prevista a sfondo del flash mob nel pomeriggio del 15 maggio“. “Il contenuto delle fotografie, ossia semplici baci tra persone dello stesso sesso e di sesso differente, non è assolutamente indecoroso – prosegue Giulia Lorenzi, presidente di Arcilesbica Bergamo - tra l’altro la giunta non ha chiesto nemmeno di visionare gli scatti, altrimenti si sarebbe resa conto che non c’è niente di inappropriato“.


Via – Bergamonews


Australia: “Il suo cane è gay? Non può mangiare qui”

 

La storia assurda che vi stiamo per raccontare arrivata dalla città di Adelaide, nel sud dell’Australia. Nel maggio del 2009 il 57enne Ian Jolly, la sua compagna e il suo fido Nudge volevano cenare nel ristorante Thai Spice, ma l’ingresso e il relativo pasto nel locale gli erano stati rifiutati perché un cameriere aveva giudicato il cane guida “gay”, nonostante sulla porta del locale ci fosse un cartello di benvenuto per questo tipo di animali di fondamentale importanza per persone cieche come Jolly. Come si può leggere da una dichiarazione dei proprietari del ristorante, i membri dello staff pensavano addirittura che l’animale fosse stato operato per diventare omosessuale.  

caneJolly ha intentato causa al Tribunale per le pari opportunità del South Australia, e la sentenza si è rivelata a favore del cieco e del cane discriminato: il ristorante sarà costretto a produrre scuse scritte, a un risarcimento di 1.500 dollari australiani e a far frequentare, al suo staff evidentemente ignorante, un corso di formazione sulla diversità. Questo avvenimento aveva però successivamente messo in imbarazzo il malcapitato protagonista quando doveva andare in altri ristoranti: “Io voglio semplicemente potere andare dovunque come tutti e avere la possibilità di uscire a cena, essere lasciato in pace e gustarmi un buon piatto“, ha dichiarato Jolly ai giornali australiani.

Spesso ci dimentichiamo che nella società vivono e sono integrate persone con disabilità fisiche o motorie, e avvenimenti come questo ci fanno riflettere su quanto ancora bisogna lavorare per estirpare la discriminazione e l’ignoranza su certi argomenti.  


Via – Tgcom


Roma: aggressione omofoba sul bus

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Accade a Roma, nella notte tra sabato e domenica, a bordo del bus N8 nella zona di Trastevere dove un giovane ragazzo, volotario di Arcigay, è stato insultato ed aggredito da un gruppo di quattro ragazzi; a denunciare l’avvenuto è lo stesso presidente dell’Arcigay Roma Fabrizio Mazzarro.

“Insulti omofobi e schiaffi,nella notte tra sabato e domenica un volontario dell’associazione per i diritti gay di Roma, Mattia C., uno studente di 22 anni, è stato insultato e aggredito da un gruppo di quattro giovani di circa 25 anni…Dopo aver provato a replicare, colpito duramente e preso per il collo, è poi sceso dalla vettura. E’ l’ennesimo episodio di omofobia che si verifica nella nostra città” queste le parole di Mazzarro.

Il giovane ha affermato che la cosa che l’ha colpito maggiormente è stata la totale indifferenza degli altri passeggeri del bus in cui è avvenuto l’episodio, nessuno ha detto qualcosa o è intervenuto per fermare gli aggressori. Il presidente di Arcigay Roma ha termintato dicendo: “La nostra città non può permettersi di restare indifferente verso comportamenti di questo tipo. Alla Regione Lazio, per questo, chiediamo di riprendere al più presto le campagne antiomofobia di Gay Help Line 800.713.713 (numero verde antiomofobia e transfobia) e al Comune di Roma di aumentare la diffusione della prossima campagna”.

via| LaRepubblica.it


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