
Il caso del carabiniere accusato di omofobia da due ragazzi gay nel bar Cusimano di Viareggio, della successiva dichiarazione di un testimone oculare e del video della telecamera del locale, che scagionerebbero il militare, ha scatenato ieri un’ondata di commenti sui social network, articoli su moltissimi portali di informazione nazionali e anche servizi sulle reti tv locali. Le indagini sono tutt’ora in corso e della vicenda è stata informata, come prevede la prassi in questi casi, anche la Procura. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi sviluppi di questa vicenda, che ha molti lati oscuri su cui far luce e che sembra coinvolgere molti interessi personali. In contemporanea al dibattito che è scaturito ieri in seguito alla pubblicazione delle nuove rivelazioni sul quotidiano Nuovo Corriere della Versilia, il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè, ha deciso di pubblicare una nota per chiarire la questione, che ha seguito personalmente assieme all’imprenditore gay Alessio De Giorgi e all’attivista transessuale Regina Satariano, in cui ribadisce la posizione di Arcigay: anche se i ragazzi non hanno detto la verità in prima battuta – la coppia ha dichiarato che si stavano semplicemente abbracciando, invece nel video si vede chiaramente che si baciano – il militare va comunque redarguito perché “rimane inaccettabile che un esponente delle Forze dell’ordine eserciti valutazioni di tipo morale e non legale”. “Si è detto di tutto – spiega Patanè – ma né i ragazzi, né il sottoscritto, né nessun rappresentante di associazioni o gruppi locali ha mai dichiarato che il carabiniere in questione aveva apostrofato con ingiurie od affermazioni offensive i due ragazzi. Loro stessi peraltro l’avevano correttamente precisato durante l’incontro con il Maggiore Pasquali”. “Trovo più interessante fare di questa vicenda non un motivo per accanirsi ,ma per ragionare sull’urgenza di una formazione delle forze dell’ordine,all’interno di un più ampio impegno di tipo culturale che parli alla società tutta. L’Arma ha dato ampia dimostrazione di correttezza ,trasparenza ed autorevolezza” conclude il presidente nazionale di Arcigay.
Alessio De Giorgi, ha aggiunto ieri sera alle telecamere di Rete Versilia: “I fatti sono accaduti come li hanno raccontati i due ragazzi, anche se invece che di un abbraccio si è trattato di un bacio, che non è un atto osceno e l’appuntato ha scambiato la moralità con la legalità”. “C’è poi un’altra cosa – conclude De Giorgi nell’intervista televisiva – il carabiniere, davanti ai ragazzi, a Regina Satariano e Paolo Patanè, mentre aspettavamo nella sala di aspetto di essere ricevuti dal comandante, alla nostra domanda se si sarebbe comportato ugualmente se i due fossero stati una coppia etero, ha risposto di no e questa è discriminazione”. Di questa affermazione sembra esista anche una prova, anche se non è ancora stata presentata, visto che una registrazione, se fosse stata realmente eseguita, sarebbe stata fatta in violazione della Legge e, oltretutto, dentro una zona militare. Bisogna notare comunque che il militare, che indossava la divisa ed era quindi riconoscibile, è intervenuto su sollecitazione di una donna presente al fatto – e come ben sappiamo, la percezione della decenza è soggettiva – e non poteva esimersi dall’intervenire, come prevede il suo ruolo di tutore dell’ordine al servizio dei cittadini. Su questo episodio si è espresso anche il maggiore dell’Arma di Viareggio Andrea Pasquali: “Ho preso atto di quanto riferito dai ragazzi, valutando l’ipotesi di porgere le scuse se dalle indagini emergesse che il carabiniere ha commesso quello di cui è stato accusato”.
“Non mi sono mai lasciato intimidire in passato e sicuramente non lo farò né ora, né mai” afferma in un comunicato stampa Alessandro Bandoni, il consigliere PD di circoscrizione di Carrara, intervenuto nell’articolo pubblicato ieri dal Nuovo Corriere della Versilia sui nuovi sviluppi relativi al caso del bacio gay censurato a Viareggio. “E la mia presa di posizione in difesa e solidarietà nei confronti dell’appuntato dei Carabinieri è dettata dalla veridicità dei fatti: se dalla foto e dal filmato si stavano solo abbracciando io sono cieco, e se due amici si baciano, vorrà dire che ho un’ altra concezione dell’amicizia così come in tutta questa vicenda devo prendere atto che ho una concezione della giustizia ben diversa da quella che hanno tutti coloro che continuano a voler difendere i due ragazzi e a screditare un onesto servitore dello Stato che, sollecitato in quell’occasione da un cittadino non ha potuto esimersi dall’intervenire, in modo pacato, senza neanche alzarsi dalla sedia. Forse verrò accusato io stesso, che sono gay dichiarato, di essere omofobo, solo perché volendo la veridicità dei fatti mi schiero con chi (l’ Appuntato dei Carabinieri) ingiustamente è stato tirato in causa in questa gogna mediatica”.
Via – Nuovo corriere della Versilia

