Dopo le vicende di Spresiano e Padova, continua incessante la deriva omofoba del Veneto
In quest’estate funestata da molti casi di omofobia a livello nazionale abbiamo assistito, purtroppo, alla crescita costante degli episodi di violenza e di intolleranza verso la comunità lgbt in Veneto, sostenuti e rinforzati dalle parole degli amministratori locali che invece di intervenire per porre fine a questa piaga sociale hanno dichiarato una vera e propria crociata contro chi reputano ‘diverso’.
Ci eravamo occupati il mese scorso del sindaco di Spresiano (TV), il quale aveva detto basta alle coppiette e prostitute che si appartavano sul greto del Piave e aveva definito gli omosessuali come persone “malate”, per poi ritrattare tutto. Dalle intenzioni è passato però ai fatti, facendo scavare a spese del Comune un fossato per non permettere alle coppie, ai voyeur e agli scambisti di stazionare e inzozzare la zona del sacro Piave, il fiume simbolo della I Guerra Mondiale. Il primo cittadino Riccardo Missiato ha definito così la sua opera: “Filo spinato e palizzata costavano troppo e così ecco l’intervento ecologico con una ruspa a scavare una scolina per impedire l’accesso alle macchine”. A fine luglio lo stesso Missiato aveva istituito un servizio notturno di guardia volto a contrastare il fenomeno del sesso mordi e fuggi, omo ed etero, sulle sponde del Piave e al vaglio dell’amministrazione locale c’è pure un’ordinanza per multare con 500€ di ammenda i nudisti che frequentano questa zona. La sua, come è stato fatto più volte notare, è però una battaglia contro i gay e le prostitute, in un tentativo eclatante volto a normalizzare – se non moralizzare – la provincia del Nord Est, terra prolifica per la Lega che aizza al bigottismo e all’ipocrisia. Così definisce l’intera vicenda l’attivista gay Franco Grillini: “Ancora una volta questo sindaco mette insieme l’omosessualità e l’esibizionismo, comese i due concetti fossero indissolubilmente legati. Il che è tristissimo, se pensiamo che della sua giunta fanno parte anche persone di centrosinistra. Comunque sia questo caso trevigiano è uno specchio di quest’Italia, dove gli amministratori incapaci di risolvere i problemi si affidano ai muri e ai fossati, decretando così la palese sconfitta della convivenza civile”.
Molte parole sono state spese sul tema della casa e, indirettamente, della tutela delle coppie gay venete. Prima c’è stato il caso di Padova, dove i partner omosessuali conviventi non potranno partecipare al nuovo bando per accedere all’ultima trance di appartamenti di proprietà pubblica ad affitto agevolato: incredibile in una città considerata gay friendly come Padova, uno dei primi comuni italiani ad aprire il registro delle unioni civili anche agli omosessuali. Ma, come purtroppo sappiamo, anche la città del Santo ha perso ormai questo titolo e l’omofobia regna sovrana. Pochi giorni fa, l’assessore regionale all’edilizia popolare Massimo Giorgetti si è dichiarato contrario alla possibilità di dare alloggi popolari ai partner dello stesso sesso perchè “non ci sono case per tutti” e”l’Italia è fondata sulla famiglia tradizionale”. Il motivo, insomma, è sempre il solito, dolente e ripetuto ormai da tempo: i gay non possono procreare – mito sfatato, visto i progressi delle nuove tecnologie – e quindi non possono formare un’unione che si rispetti, con prole a carico, e non si trovano certo nella situazione disperata di una madre che deve crescere da sola i propri figli.
Dulcis in fundo, il pestaggio e la violenza ai danni di una coppia gay avvenuto a Padova la settimana scorsa. Non si tratta di una vicenda d’odio sessuale isolata, due mesi fa la città del Santo fu scossa da un episodio simile e pochi giorni fa se ne vista una replica fin troppo fedele. Questa volta, a farne le spese, sono stati due giovani che si erano appartati in macchina nella zona dell’inceneritore padovano: uno di essi, Enrico Bertelli, titolare di un noto locale in centro, ha denunciato il tutto postando sulla pagina Facebook dell’assessore comunale all’Ambiente e attivista lgbt Alessandro Zan il racconto dell’aggressione notturna. A picchiare la coppia, al grido di “froci di merda”, sono stati tre uomini con accento napoletano; Bertelli ha avuto una prognosi di 3 giorni mentre al suo partner Daniele Calzavara sono stati dati 10 giorni. Zan, presidente regionale di Arcigay e padre putativo per il registro padovano delle coppie di fatto, ha dichiarato: “In Italia possiamo ormai parlare di emergenza omofobia: serve che sia al più presto approvata l’estensione delle legge Mancino attraverso l’introduzione di reati specifici d’odio motivati da omofobia. Sono vicino ai due ragazzi, Daniele ed Enrico, che ho già incontrato e li sosterrò in tutti i modi, dato che queste esperienze possono segnare molto negativamente la vita delle persone”.
Via – Corriere Veneto

“Estate sicura”: è questo l’obiettivo che si è prefissato Riccardo Missiato, sindaco del comune di Spresiano (TV) a capo di una lista civica che raccoglie più partiti. Questa volta non è la solita caccia all’immigrato, ma una vera e propria guerra contro trans, prostitute e omosessuali che s’incontrano sulle rive del Piave, sporcandolo e infastidendo la gente del posto. Il demonio da combattere è rappresentato proprio dai ritrovi dei gay, ampiamente pubblicizzati in internet e diventati famosi con il tradizionale passaparola. Da domani partirà un servizio di vigilanza, in collaborazione con le forze dell’ordine, che durerà per tutta l’estate, fino al 22 settembre prossimo; giorno e notte, a sorvegliare un’area famosa da tempo per gli incontri clandestini, proprio nei pressi del viadotto dell’A27, e dove è possibile trovare una fiumana infinita di preservativi, salviette e sporcizia varia.

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