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Paola Concia pensa all’Europa e si dimentica delle famiglie omosessuali contestate da Cristiano De Eccher


Ieri, come raccontato da Paola Concia sul proprio sito, a Roma è nata la rete europea per la libera circolazione dei diritti. La prima riunione della nuova realtà politica è prevista per il prossimo autunno a Lisbona.

In quell’occasione oltre alla stessa Concia e Pedro Zerolo, del Partito Socialista spagnolo, saranno presenti tutti i rappresentanti dell’Ue che hanno deciso di far parte della nuova istituzione europea che comunque, inutile girarci attorno, agli italiani non potrà dare una mano.

Se davvero i richiami dell’Europa servissero qualcosa in Italia il registro delle coppie di fatto sarebbe una realtà da molto tempo. L’attualità, ahimè, ci ricorda che per quanto possiamo chiedere aiuto ai paesi che riconoscono le unioni gay (nelle ultime settimane, ad esempio, l’Irlanda ha aperto il matrimonio alle persone non eterosessuali) per conquistare dei diritti dobbiamo lavorare bene nel nostro paese. Al problema non si sfugge.

La stessa Paola Concia che non più tardi di ieri annunciava il proprio impegno europeo oggi non fa nessuno accenno alle dichiarazioni opinabili di Cristiano De Eccher, il senatore del Popolo delle Libertà preoccupato per i figli dei genitori omosessuali colpevoli (secondo l’esponente politico) di non essere adatti a crescere dei bambini per via del proprio orientamento sessuale.

L’Europride, la Rete per la libera circolazione dei diritti, … . Tutto molto bello e colorato ma, probabilmente, inutile per gli omosessuali italiani. Se davvero i rappresentanti politici ci tengono alla causa omosessuale allora è giusto che inizino a dimostrarlo con i fatti.

Avviare un dialogo quotidiano con i propri elettori potrebbe essere più utile di una bacheca.

Paola Concia pensa all’Europa e si dimentica delle famiglie omosessuali contestate da Cristiano De Eccher é stato pubblicato su queerblog alle 14:00 di mercoledì 21 luglio 2010.


Barcellona: clinica prometteva di guarire dall’omosessualità, partita l’inchiesta

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La Generalitad Catalana, ossia la regione autonoma che fa riferimento a Barcellona, ha aperto un procedimento contro la clinica “Policlinica Tibidabo” della metropoli affacciata sul Mediterraneo: essa offriva ai suoi assistiti, grazie all’aiuto di medici compiacenti, pillole e trattamenti psichiatrici con lo scopo di “guarire” dall’omosessualità. Da quanto è stato finora rilevato, la maggioranza dei pazienti erano seguaci di particolari religioni che inculcavano l’idea che l’omosessualità fosse totalmente incompatibile con il loro credo. Se gli investigatori dovessero riscontrare questo tipo di violazioni nella struttura sanitaria, la “Policlinica Tibidabo” rischia una multa o sanzioni più severe.

Non esiste alcuna evidenza scientifica che ci possa far dire che l’omosessualità debba essere trattata come malattia. E ciò indipendentemente da qualsiasi altra considerazione”. Così ha commentato Marina Geli, delegata alle politiche della salute locale, che ha disposto accertamenti per verificare se anche altre cliniche della regione pratichino soluzioni simili.

Ricordiamo che la Spagna è una delle nazioni più avanzate al mondo in merito alle tematiche lgbt: dal 2005 è legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il governo attuale del Primo Ministro socialista Jose Luis Rodriguez  Zapatero supporta totalmente iniziative omosessuali. Ma come spesso accade, il verme nella mela apparentemente sana ci deve essere sempre.

Via – Advocate


Spagna. Popolo antiabortista in piazza contro Zapatero. Forte il ruolo delle associazioni religiose.

17 ottobre 2009 admin Nessun commento

Sono attese migliaia di persone oggi in piazza a Madrid per una manifestazione contro il piano del governo socialista di liberalizzare la legislazione sull’aborto vigente in Spagna. “Ogni vita conta” è il motto dei manifestanti, chiamati a raccolta dalla destra, da gruppi antiabortisti e da una quarantina di associazioni religiose spagnole.
Il progetto di legge [...]

Il socialista Josè Socrates, nuovo premier portoghese, è per i matromioni gay

28 settembre 2009 francesco Nessun commento


Annunciata una decisa svolta a sinistra sul piano delle riforme sociali in Portogallo. Il neo eletto premier socialista Josè Socrates ha, tra i suoi propositi, quello di legalizzerare presto, come l’amico spagnolo Josè Luis Zapatero, i matrimoni gay.

I risultati delle elezioni di domenica 27 hanno decretato la vittoria del Ps di Socrates, con il 36,5% dei voti. Una percentuale lontana dalla maggioranza assoluta del 2005, quando aveva vinto le elezioni con il 45% dei voti.

La conservatrice Manuela Ferreira Leite del Psd, che ha conteso fino all’ultimo la vittoria a Socrates e ha ottenuto il 29,3% delle preferenze degli elettori, esclude un’ipotesi di “grande coalizione” alla tedesca e dunque per il leader socialista l’unica da parcorrere è la strada di un governo minoritario. Il nuovo capo del governo di Lisbona è proiettato verso una riforma sul piano sociale ed è verosimile che i socialisti possano cercare appoggi a sinistra per far andare in porto iniziative legislative progressiste, come appunto il nodo dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.


Il socialista Josè Socrates, di nuovo premier portoghese, è pro matromioni gay

28 settembre 2009 francesco Nessun commento


Annunciata una decisa svolta a sinistra sul piano delle riforme sociali in Portogallo, per la nuova legislatura che inizierà il 19 ottobre. Il neo eletto premier socialista Josè Socrates ha, tra i propositi del suo secondo mandato di governo, quello di legalizzerare presto, come l’amico spagnolo Josè Luis Zapatero, i matrimoni gay. L’impegno era stato annunciato nel corso della campagna elettorale, nonostante pubbliche prese di posizione dei vescovi portoghesi contro la possibilità di una vita felice per gli omosessuali, che nel paese già possono registrare le loro convivenze, riconosciute per legge.

I risultati delle elezioni di domenica 27 hanno decretato nuovamente la vittoria del Ps di Socrates, con il 36,5% dei voti. Una percentuale che è però molto lontana dalla maggioranza assoluta del 2005, quando aveva vinto le elezioni con il 45% dei voti.

La conservatrice Manuela Ferreira Leite del Psd, che ha conteso fino all’ultimo la vittoria a Socrates e ha ottenuto il 29,3% delle preferenze degli elettori, esclude un’ipotesi di “grande coalizione” alla tedesca e dunque per il leader socialista l’unica da parcorrere è la strada di un governo minoritario. Il nuovo capo del governo di Lisbona è proiettato verso una riforma sul piano sociale ed è verosimile che i socialisti possano cercare appoggi a sinistra per far andare in porto iniziative legislative progressiste, come appunto il nodo dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.


Il socialista Josè Socrates, di nuovo premier portoghese, è pro matrimoni gay

28 settembre 2009 francesco Nessun commento


Annunciata una decisa svolta a sinistra sul piano delle riforme sociali in Portogallo, per la nuova legislatura che inizierà il 19 ottobre. Il neo eletto premier socialista Josè Socrates ha, tra i propositi del suo secondo mandato di governo, quello di legalizzerare presto, come l’amico spagnolo Josè Luis Zapatero, i matrimoni gay. L’impegno era stato annunciato nel corso della campagna elettorale, nonostante pubbliche prese di posizione dei vescovi portoghesi contro la possibilità di una vita felice per gli omosessuali, che nel paese già possono registrare le loro convivenze, riconosciute per legge.

I risultati delle elezioni di domenica 27 hanno decretato nuovamente la vittoria del Ps di Socrates, con il 36,5% dei voti. Una percentuale che è però molto lontana dalla maggioranza assoluta del 2005, quando aveva vinto le elezioni con il 45% dei voti.

La conservatrice Manuela Ferreira Leite del Psd, che ha conteso fino all’ultimo la vittoria a Socrates e ha ottenuto il 29,3% delle preferenze degli elettori, esclude un’ipotesi di “grande coalizione” alla tedesca e dunque per il leader socialista l’unica da parcorrere è la strada di un governo minoritario. Il nuovo capo del governo di Lisbona è proiettato verso una riforma sul piano sociale ed è verosimile che i socialisti possano cercare appoggi a sinistra per far andare in porto iniziative legislative progressiste, come appunto il nodo dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.


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